Anno LVIII • ottobre 2023 • N. 4
Le nuove del Pais BOLLETTINO DEL DECANATO DI LIVINALLONGO 32020 BL-I
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ari parrocchiani, dopo gli impegni del periodo estivo, eccoci arrivati anche quest’anno al tempo autunnale con i suoi colori, i suoi tempi e con l’attesa e la preparazione al prossimo impegno invernale. Non meno impegnativo e significativo è il nostro cammino ordinario che ci porta a vivere e testimoniare la nostra fede cristiana nella vita di ogni giorno, con gli impegni che ogni parrocchia porta avanti per trasmettere la fede che continua, ma anche nella speranza di una “novità” di vita che si apre sempre davanti a noi. La parola e l’atteggiamento che non deve mai venire meno in una comunità è il VOLERSI BENE. È solo un cuore che ama, perché riconciliato e amato, la forza per vivere nella fraternità, nell’amicizia, e saper condividere i momenti gioiosi e di festa come i momenti segnati dalla fatica, dal dolore e dalla prova. La fede, come la fraternità e l’amicizia tra di noi, è sempre un cammino che richiede costanza e a volte fatica ma che ci avvicina sempre di più al Signore Gesù che ci porta, attraverso esperienze personali e comunitarie, ad avere, come dice l’apostolo Paolo, “gli stessi sentimenti che furono di Cristo Gesù” perché Cristo possa essere davvero “tutto in tutti”. Vorrei condividere con voi una riflessione che faccio pensando al momento che stiamo vivendo come
Volersi bene...
comunità umana: cos’è o chi ci sta dando sicurezza oggi? Forse per molti la sicurezza che stanno cercando, spesso illusoria, si basa sulle cose, sul difendersi allontanando il male da noi, ma sappiamo che il male, in tutte le sue declinazioni, sa sempre come metterci in difficoltà. A volte per paura del male, o per esorcizzarlo, usiamo le sue stesse armi, diventando ansiosi, perdendo la pace,
o peggio ancora diventando aggressivi ed egoisti. Anche la preghiera, se viviamo sempre sulla difensiva, può diventare solo una scaramanzia con cui cerchiamo di allontanare da noi il pericolo e quello che può essere l’imprevisto. Siamo nel mese di ottobre, è il mese, come maggio, dedicato a Maria. Maria ci insegna invece a chiedere a Dio di sconfiggere il male in due
modi che si completano l’uno con l’altro. Il primo modo che Maria ci insegna è quello di tenere puro il nostro cuore, riconoscendo che il male è prima di tutto quello che abita dentro ciascuno di noi. Non essere mai contenti e soddisfatti della propria vita, lamentarsi per tutto, volere troppo, inseguire ogni piacere, anzi a volte esaltare i vizi umani, tutto questo ci porta a sprecare molte delle nostre risorse e a rovinare tutto o molto della nostra vita. C’è bisogno di riscoprire di nuovo la bellezza della solidarietà, di persone di ogni età, che irradino nel mondo la luce della gioia, per non lasciarci abbruttire e scoraggiare dal male, quella gioia che proviene da una vita semplice e fraterna. Il secondo modo che Maria ci insegna per non lasciarci soffocare dal male è quello di essere famiglia-comunità, cioè in definitiva essere persone che escono di casa per stare insieme agli altri, per pregare insieme, per essere di sostegno gli uni agli altri. Il nostro cuore allora sarà sicuramente più ricco di umanità, di calore, più forte nello sfidare i problemi del mondo con fiducia e condivisione. Maria davvero mette in circolo tanti anticorpi capaci di proteggere il bene che io vedo nella nostra bella valle di Fodom e accendere nei nostri cuori il calore di una fiamma sempre accesa di speranza. Il decano don Andrea
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VITA PARROCCHIALE
Don Andrea: “S. Iaco l é na siegra che auza fora la gran voia de fè comunité” L
temp che à lascé su per doi dis de fè l mat l à segur daidé pro e mpermetù a la jent de duta la val da Fodom, auna a troc vilegiánc, de se giaude doi dis de festa per la siegra de S. Iaco a La Plié. Bele sabeda da sëra la Plaza Nuova la s’à mplenì de jent sot ai gazebi metus su dal Coro Fodom ulache se podëva se mangé e beibe velch e sté a se la conté fin davò che i zagri ava fat plu oute la rebalta. La domënia la festa de gliejia l’é scomenciada da le 9 co la S. Mëssa ciantada dal Coro de gliejia S. Iaco, nsegné via dal maestro Denni Dorigo che à solenisé la celebrazion e fat ressoné ousc podëole n onour de Sán Iaco. E proprio da n epijodio de la vita del sánt, scior pleván don Andrea l à tout l’ispirazion per sua perdìca. L epijodio l é chël de la mere de Iaco e Jan che damana a Gejù de fè senté suoi fioi un a sua mán dërta e un a sua mán ciampa n paradisc. “Ntei temp troc à critiché l front de chësta ëla – l à dit don Andrea. “Ma a mi la m’à tres fat compascion. Percieche l’à ragioné da mere. Se l’à falé l é percieche l’à bù massa amour per suoi fioi. La gloria che dëla damanáva l’é de chësta tiera, percieche la no cugniscëva la gloria che damana Gejù, che l é chëla de beibe dal medemo calesc. Per chëst l carierism del cristián l assa da ester tres na corsa al ultimo post”. Come da tradizion a la fin de la celebrazion, scior pleván auna al capocomun Leandro Grones e la prescidenta de l’Union Ladins da Fodom Manuela Ladurner i à premié ben 18 copie de nuic che sto ann festegeia deplù agn de noze. Ntra chisc ben trei i é ruade al traviert dei 60 agn de vita auna. Chëste le copie pre-
Le copie dei nuic che à festegé deplù aniversari de noze.
Don Andrea Constantini col ricordo per suoi 25 agn da preve.
miade: per i 25 agn Roberto Martini e Roberta Costa, Lukas Costa e Michela Lezuo. Per i 40 agn Sergio Devich e Dora Menardi, Carlo Alberto Delmonego e Lorena Murer, Siro Dorigo e Antonella De Toffol, Ilario Dariz e Gemma Crepaz, Alfred Tschaffert e Bruna Noemi Demarch, Alfredo Crepaz e Emanuela Testor, Leandro Santin e Christina Unterhofer. Per i 50 agn Leo Olivotto e Cristina Baldissera, Guido De Toffol e Florinda Dorigo, Davide Costa e Maria Rita Delfauro, Giuseppe Crepaz e Paola Gabrielli, Luciano Delazer e Maria Teresa Vallazza,
Alessandro Di Egidio e Teresa Quellacasa, Gino Gabrielli e Gilberta Pezzè. Per i 60 agn Guido Ciattaglia e Elena Maria Tea Palla, Giacomo Adolfo Gabrielli e Ilda Quellacasa e Angelo Callegari e Dosolina Sponga. N recugnisciment particolar, na statua de S. Ijep fata fè n Gherdëna, l é sté consegné ence a scior pleván don Andrea per suoi 25 agn da preve, che de mei via i eva bele stei festegei n Ampëz e po a La Plié con n gran conzert. Per l’ocajion l’eva prejenta ence la prescidenta del Istitut Cesa de Jan Elsa Zardini auna a n
valgugn ciantarins de la Schola Cantorum de Ampëz, che i à cianté auna al Coro S. Iaco. “Ence sto ann la siegra l’à auzé fora na gran voia de fè comunité – disc don Andrea. “N velch che percepisc dassën chi che ven da foravia. Volësse ncora n viade rengrazié duc per i troc sens de afet desmostrei nte miei confronc. No sè se i é meritei. La giornada l’é po juda nnavánt defora, co la Vertikal Col de Lana, la festa nte Plaza Nuova e l Grop “Insieme si Può” prejent con n stand per trè su scioldi da destiné a nen orfanotrofio n Kenya. SoLo
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Sánta Maria Maiou, nuova edizione D
opo tre edizioni tenutesi rispettivamente nel 2020 e 2021 sulla Montagna del Cherz a causa delle restrizioni Covid e nel 2022 al Castello di Andraz per celebrare i 10 anni dell’apertura al pubblico dell’antico maniero, quest’anno la tradizionale festa ladina di Sánta Maria Maiou si è celebrata nuovamente nel capoluogo della vallata fodoma, con un’edizione totalmente rinnovata. Archiviate la sfilata attraverso il paese e la premiazione in piazza dei benemeriti, la festa dedicata all’Assunta, ovvero a Sánta Maria Maiou in ladino-fodom, si è svolta in forma più semplice, ma non per questo meno suggestiva e partecipata, dentro e fuori la chiesa. Questo per una precisa volontà degli organizzatori, in primis l’Union Ladins da Fodom, il Comu-
ne, la Parrocchia di Pieve e da quest’anno il Coro parrocchiale S. Giacomo, di valorizzare maggiormente la celebrazione religiosa e, nei momenti successivi all’esterno della chiesa, dare modo a tutti i partecipanti di trascorrere qualche ora in compagnia. Una formula che a quanto pare è piaciuta, come ha dimostrato la grande partecipazione di gente che ha affollato la chiesa e delle donne con il guánt da fodoma. Ben un’ottantina quelle che si sono presentate, ognuna, come da tradizione, con il suo mazzo o cesto di fiori da benedire, che ha riportato i numeri vicino a quelli delle prime edizioni agli inizi degli anni ottanta. La S. Messa solenne è stata concelebrata dal decano don Andrea Constantini, don Luca Sartori, originario di Feltre che sta concluden-
do gli studi a Roma per diventare nunzio apostolico, e da don Gregory, professore alla “Université Catholique” di Parigi ed accompagnata dal Coro parrocchiale S. Giacomo, diretto da Denni Dorigo. Davanti all’altare della Madonna, com’è d’uso per questa festa, le donne hanno deposto i loro mazzi e cesti fioriti, che hanno formato un vero e proprio tappeto colorato e che sono stati benedetti al termine della cerimonia. “Non pensate che questa sia una manifestazione folkloristica – ha detto don Andrea rivolto ai tanti turisti. “Oggi qui la gente fodoma sta celebrando un rito antico della tradizione ladina e tirolese”. Prima della benedizione, non poteva mancare il canto, altrettanto antico, di un autore sconosciuto “Giardino di fiori” eseguito
La tradizionale foto di gruppo sulla scalinata della chiesa.
dalle donne del coro parrocchiale. All’esterno della chiesa poi la foto di rito di tutte le rappresentanze in costume con l’estrazione, novità di quest’anno, di un buono viaggio per una delle donne presenti con il guánt da fodoma, mentre le campane a mezzogiorno in punto facevano risuonare il ciampanoz, il tipico suono eseguito manualmente “a slancio” secondo la tradizione tirolese. La festa è poi proseguita con l’altro momento atteso soprattutto dai turisti, che si sono sbizzarriti tra gli stand gastronomici per assaggiare i cibi e dolci tipici ladini della festa, quali le tircle, le foie i crafons lonc, i crafons mori ed il grestl, mentre i casari della Latteria di Renaz davano dimostrazione di come si fa uno dei formaggi più ricercati, il zigher. SoLo
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consuetudine da parecchi anni ormai ritrovarsi a Davedino il giorno dopo Sánta Maria Maiou per la S. Messa in onore dei vivi e defunti della frazione medesima. Gli esigui abitanti di Davedino, aiutati dai frazionisti che rientrano per un periodo estivo o anche solo per questa bella occasione, si prodigano ad organizzare la festa per la quale viene allestito l’altare davanti al loro auteriol dedicato all’Immacolata Concezione e alla Madonna di Lourdes (in unica rappresentazione), a cui la vicinia è molto devota. La calda piazzetta del paese, contornata dalle case coi balconi fioriti, dagli storici fienili, dagli orti rigogliosi e fornita di panche e sedie, con la sporadica compagnia anche di qualche simpatico animale domestico per la gioia dei nipoti, pian piano si gremisce di gente che accoglie ben volentieri l’invito caloroso di questi nostri parrocchiani e del parroco stesso che celebra una sentita santa messa in quest’oasi di pace e di fraternità. Come possiamo ben im-
Festa a Davedino
maginare, il momento conviviale continua anche dopo la funzione religiosa in vivaci conversazioni alimentate da musica e specialità tipiche di ogni genere, che dalle case vengono man mano portate sui tavoli a disposizione di tutti, anche di qualche turista che si trova per caso a passare di lì e che rimane incantato dalla bellezza ed ospitalità del borgo. Questa festa per Davedi-
no può considerarsi sostitutiva delle ricorrenze storiche quali la sagra del 16 maggio dedicata a san Giovanni Nepomuceno, protettore contro le alluvioni e le frane, e quella memorabile della Domënia grassa con musica, balli, gioco alle carte, crafons, tircle, canifli… L’allegria e la musica a Davedino infatti, come anche a Visinè di Là, unitamente alla proverbiale accoglienza, sono caratteristiche che si tra-
mandano di generazione in generazione e che nemmeno l’inesorabile spopolamento riesce a sradicare. Con questo calore nel cuore torniamo alle nostre case facendo tesoro di quanto ci è stato trasmesso. N gran Diovelpaie de cuor a chi da Davedin. (Per i dati storico-culturali si è fatto riferimento alla pubblicazione “Cugniscion noste Vijinánze” edito dall’Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan).
Commemorazione al Passo Pordoi Un appuntamento molto sentito è il ritrovo annuale al Passo Pordoi per commemorare le vittime della montagna. La Santa Messa viene celebrata nella chiesetta situata su un piccolo promontorio, edificata nel 1954 a cura dell’Opera Nazionale delle Chiesette Alpine con sede a Brescia. È stata benedetta il 1° agosto 1954 dal vescovo ausiliare di Brescia e donata alla chiesa di Arabba. La chiesetta, dedicata a Maria Vergine Defensionis, riporta fra l’altro le targhe coi nomi dei tanti caduti in montagna, che purtroppo vanno aumentando di anno in anno. Vi si respira perciò un’atmosfera di intensa commozione e devozione. Durante la celebrazione del 24 agosto scorso il parroco ha precisato che a tale data ben 20 erano già le vittime durante l’anno sulle montagne che circondano i nostri comprensori, ricordando anche la ragazza ventenne Elisabeth Lardschneider di Ortisei, morta nel corso di una spedizione in India.
La chiesetta era gremita dei numerosi partecipanti che si sono uniti ai familiari delle vittime e che dopo la S. Messa sono stati invitati dalla famiglia Perathoner, che si ringrazia, ad un confortante momento conviviale.
(Per i dati storico-culturali si è fatto riferimento alla pubblicazione di Franco Deltedesco “Livinallongo - Fodom, aspetti storico-geografici”).
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Dalla punta del Pizac la benedizione alla valle contro le calamità del tempo D
omenica 17 settembre sulla punta del Pizac la comunità fodoma si è ritrovata insieme per pregare e benedire la valle contro le calamità del tempo e per ringraziare per la stagione turistica che si è conclusa anche questa estate in modo soddisfacente. L’incontro è stato celebrato per la prima volta l’anno scorso, sempre verso la metà di settembre, come molti ricorderanno era una giornata fredda, con un po’ di neve che aveva imbiancato i prati, ma che non ha scoraggiato i tanti fedeli a prendere parte all’evento. Quest’anno invece il tempo ha molto aiutato regalandoci una bella giornata di sole e il caldo ha invogliato molti a portarsi sul monte per questa occasione. Il Pizac con la sua croce è sicuramente un luogo significativo. La croce è stata voluta e benedetta nei primi anni trenta dal cardinale Merry del Val, che aveva soggiornato proprio ad Arabba nelle estati del 1924, 25, 26 e del 1929, per preservare la valle dagli eventi calamitosi del tempo. La celebrazione di quest’anno è iniziata alle ore 11 con la processione avviatasi dalla stazione intermedia della cabinovia DMC “ArabbaForcella Europa”, dove la gente ha potuto salire gratuitamente grazie alla collaborazione e al buon cuore della società “Funivie Arabba”. Una lunga fila di fedeli, più di un centinaio, si è incamminata lungo il sentiero che porta alla croce, dove è stato preparato l’altare per la celebrazione della S. Messa. Lì il decano don Andrea ha celebrato la messa accompagnata dal coro parrocchiale San Giacomo che per l’occasione ha cantato la “Deutsche Messe D 872” composta da Franz Schubert nel 1827. “Una delle melodie più belle ma anche più cantate e conosciute nella nostra valle” – ha detto il direttore del coro Denni Dorigo. La celebrazione si è conclusa con la benedizione su tutta la valle e con il canto “Grazie Si-
La processione che si incammina verso la punta del Pizac.
Don Andrea con i ministranti.
Sagra di Cherz Il 14 di settembre ricorre l’esaltazione della S. Croce e in tale data la vicinia di Cherz festeggia la “siegra da la panicia” (così vengono chiamate per tradizione le sagre nei paesi dove esiste una chiesa minore dipendente dalla curazia, nel caso specifico la curazia di S. Giovanni, di cui essa fa parte). La chiesa di Cherz è dedicata proprio alla Santa Croce e in essa vi è conservato un grande e antico crocifisso che richiama i fedeli alla preghiera e all’adorazione. Intorno alla statua della Madonna col Bambino vengono installate di anno in anno, a partire dal 1980 in poi, le targhette con i nomi dei nuovi nati nel comune. All’esterno, poco sopra la chiesa, un altro bel crocifisso risalente al 1858, unico nel
suo genere perché dedicato alla SS. Trinità, col recinto sempre adorno di bei fiori per la cura che gli viene prestata e per la posizione miracolosa dov’è collocato. Ci siamo dunque ritrovati nella bella chiesetta di Cherz per la Santa Messa che quest’anno è stata celebrata in memoria di Massimo e ci siamo stretti nella partecipazione con tutta la sua famiglia. Il valore di questi incontri sta proprio nel condividere le gioie ma anche i dolori, alleviando per quanto possibile ai nostri fratelli il peso di una croce troppo pesante. (Per i dati storico-culturali si è fatto riferimento alla pubblicazione “Cugniscion noste Vijinánze” edito dall’Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan).
gnore”, che spesso veniva cantato da Benigno, per ringraziare il Signore per tutto il bene che ci ha donato e per averci regalato una bella giornata di sole e di amicizia. Don Andrea è rimasto soddisfatto della partecipazione. “Sono stato contento di vedere tanta gente. Soprattutto la partecipazione di diverse famiglie. Questo ha fatto sì che la celebrazione sia diventata un bel momento di comunità. Mi ha fatto piacere vedere un bel numero di ministranti a servire la S. Messa. Proprio con loro lunedì 11 settembre siamo stati a Castelfranco Veneto, nella casa madre delle Suore Discepole del Vangelo, per una bella giornata in allegria”. Finita la celebrazione in molti si sono portati al Rifugio Luigi Gorza per stare insieme, per un buon pranzo e per quattro canti in compagnia del coro. Alcuni, con una buona gamba, sono poi ridiscesi a valle a piedi. SoLo
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Pelegrinagio de le val ladine a Oies n ocajion del 20° aniversario de la sántificazion de Sánt Ijep Freinademetz
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er chësta bela ocajion l é sté njigné pro, n sabeda ai 30 de setember, na festa ncora plu sentuda dei autri agn co la prozescion sul teriol de le stazion che pert da S. Linert e la mëssa grana ntel santuario de S. Ijep Freinademetz a Oies. La via crucis l’é stada nviada via e sarada pro dal degán de Ampëz don Ivano Brambilla e la mëssa l’é stada zelebrada per ampezán da nost scior pleván don Andrea auna a don Franz che custodisc la cesa e la gliejia del sánt. Spetáva nfati a Ampëz nstouta de mëte a jì l pelegrinagio e per lori l é sté na emozion ncora maiou ajache per l prum viade i à podù tò pert a na S. Mëssa nte suo idiom ladin. L coro de gliejia de Ampëz l à acompagné con solenité chësta bela funzion, ciantan debota dut per latin, finamei l “Credo”. Chi de Ampëz i é tánt liei a nost Sánt ladin ence percieche i ava bù degán n suo neou, scior Pire, per 30 agn alalongia.
Na gherlánda de colour, con rapresentánc de le cinch val ladine vestis col guánt da bele feste, fesc onour davánt al monument de S. Ijep Freinademetz a Oies. Ntamez, l degán don Andrea Constantini nánter la presidenta de l’ULDA e del Istitut Cesa de Jan Elsa Zardini e l president de l’UGLD Tone Pollam.
Sánt Ijep Freinademetz l dijëva che l lengaz del amour l é l sol lengaz che duta la jent ntën e, coche à dit don Andrea, dël l crea unité nte noste val ladine. Souradut per chëst e per
la unité e la pesc ntel mondo ntier, la gran fola de jent che à tout pert l’à volù perié. Tra i pelegrins merita nominé n grop de noste ële che ence nstouta i à mantegnù la
bela tradizion de jì fora per mont a pe caminan per siech ore zirca a partì da Ciaulonch, con chelche rosare nánterite e na pausa demè per giourì l rucsoch e se la marené. Stella
1° de otobre - Festa de la Madona de Rosare
Na bela giornada de sorogle e coi colour del autonn l’à daidé pro a fè chësta bela e devota festa, co la S. Mëssa solene ciantada dal coro e la prozescion co la Madona de Rosare e Sán Felize portei da chësta fetra jent: le ële col guánt da fodoma e i ëi co la mondura da studafuoch.
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nche quest’anno abbiamo deciso di organizzare una gita per esprimere la nostra gratitudine ai chierichetti per il loro impegno nell’assistenza all’altare e trascorrere una giornata in compagnia; la scelta della destinazione è sempre molto complicata ma fortunatamente quest’anno la diocesi aveva già pensato ad una meta, coinvolgendo anche i chierichetti da altre zone della provincia. Così, lunedì 11 settembre alle 6.30, con l’aiuto di alcuni genitori siamo partiti in auto in direzione Santa Maria delle Grazie dove, alle 7.00 è partita la corriera alla volta di Riese Pio X, in provincia di Treviso. Riese è un comune italiano, conosciuto soprattutto perché città natale di Giuseppe Sarto divenuto papa nel 1903 con il nome di Pio X. Durante il percorso il nostro pullman ha fatto due fermate: a Cencenighe per prendere a bordo i chierichetti di don Vito e poi ad Agordo per quelli di don Fabiano. Dalla diocesi sono partite complessivamente ben tre corriere. Durante il viaggio i bambini hanno avuto modo di stare in compagnia e conoscersi meglio. Arrivati a Riese ci siamo subito diretti alla chiesa parrocchiale di San Matteo, che sorge nel cuore della cittadina. Siamo stati accolti da don Giorgio che ci ha narrato la storia di Giuseppe Sarto, partendo dalla sua infanzia, simile a quella dei nostri chierichetti, fino al mo-
Chierichetti in gita!
Tutti i chierichetti con la propria vestina, al termine della messa al santuario della Beata Vergine delle Cendrole.
Il gruppo di Fodom con don Andrea e le coordinatrici Benedetta e Cristina (quest’ultima oggi postulatrice presso le Discepole del Vangelo).
mento in cui è diventato papa. Dopo il racconto, i bambini hanno potuto esplorare l’area intorno all’altare e ammirare l’Arca di Pio X, la sua prima tomba. Terminata la visita alla chiesa parrocchiale siamo an-
dati a piedi al santuario della Beata Vergine delle Cendrole dove i bambini, ognuno con la propria vestina, hanno partecipato alla messa. Dopo la cerimonia abbiamo scattato delle foto di gruppo e ci siamo diretti a Castelfranco Veneto,
più precisamente verso la Fraternità principale delle sorelle discepole del Vangelo. Qui le sorelle, sempre molto gentili e generose, hanno preparato per tutti una deliziosa pasta al pomodoro. Il pomeriggio è trascorso in modo giocoso e spensierato nel vasto giardino e nella casa delle sorelle. I bambini sono stati divisi in due gruppi per agevolare le attività: i più giovani delle elementari hanno visitato la casa seguendo un percorso specifico ideato per loro mentre quelli delle medie hanno giocato tutti insieme all’aperto suddividendosi in gruppi più piccoli perché erano davvero tanti per giocare tutti assieme. Poi, una volta trascorso il tempo previsto, si sono scambiati i ruoli. Finito il divertimento si può andare via senza la merenda? Certo che no! allora, gelato per tutti!! A questo punto però, è ora di salutare, ringraziare e riprendere la via di casa. È stata una giornata intensa, ricca di stimoli ed emozioni. I bambini erano davvero felici, soprattutto per aver avuto l’opportunità di conoscere altri bambini con cui condividere questa bella esperienza. Siamo tornati a casa stanchi ma contenti di aver compreso l’importanza di stare insieme anche oltre le mura della chiesa. Ringraziamo la diocesi per l’organizzazione, le sorelle Discepole del Vangelo e don Andrea sempre per il grande sostegno. Benedetta
Adama e Aliou Come sapete, vivono tra noi, ormai da alcuni mesi, due nostri fratelli del Burkina Faso, Adama e Aliou. Entrambi, poco più che trentenni, sono scappati dal loro paese perché da qualche tempo, gruppi di ribelli fondamentalisti islamici hanno iniziato ad arrivare nei villaggi, bruciare le case e uccidere chi vi abita, musulmani o cristiani indistintamente; sono mosse politiche, non religiose. Adama e Aliou sono partiti in cerca di possibilità per garantire sussistenza alle loro famiglie, visto che anch’esse sono scappate dai loro villaggi e si sono temporaneamente riparate in zone più tranquille. Adama ha due figli, Aliou tre, di cui due malati di malaria. Per questi motivi, sono venuti qui alla ricerca di una
vita e un futuro dignitoso; sono in possesso di documenti regolari per la permanenza in Italia. “Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna”. Il Vangelo che abbiamo ascoltato domenica 25 settembre può essere un invito a pensare, personalmente e insieme, come aiutarli. Ci sembra, questa, un’occasione per prenderci cura di questi nostri fratelli che si trovano in situazione di bisogno, così come anche noi abbiamo potuto esserlo in altre circostanze, nelle quali ci ha fatto piacere trovare vicinanza e sostegno in chi ci è venuto incontro. don Andrea e sorelle Discepole del Vangelo
Adama (a destra) e Aliou.
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Vita di Villa San Giuseppe Gelato... che passione!
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’estate è stata un po’ pazzerella, tra il freddo e la pioggia, ma appena si prospettava una giornata di sole e caldo abbiamo approfittato per mangiare un buon gelato artigianale. Ogni martedì pomeriggio nei mesi di luglio e agosto arrivava il furgoncino dei gelati (Bar Gelateria Val Fiorentina): appena lo vedevamo dalla finestra ci precipitavamo in terrazza per metterci in coda. Degustare il gelato non solo stimola il senso del gusto, ma attiva diversi ricordi biografici in base alla propria storia di vita: qualcuno lo mangiava poche volte all’anno, perché all’epoca non si trovava facilmente, altri avevano lavorato in gelateria in Germania, altri ancora lo avevano mangiato con i nipoti. Il gelato, in quanto cibo, ha anche una funzione sociale, perché riunisce le persone e ne favorisce la comunicazione e la relazione. Infatti, l’evento a Villa San Giuseppe è stata un’occasione di condivisione e socializzazione non solo tra gli anziani stessi ma anche con familiari, amici e persone locali e di altre vallate.
Gelato... che passione!
Il potere dell’incontro intergenerazionale.
IL POTERE DELL’INCONTRO INTERGENERAZIONALE
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ambini e anziani sono due generazioni lontane, per la loro differenza di età, ma vicine, per ciò che possono reciprocamente scambiarsi. L’incontro intergenerazionale si basa sul dialogo, l’ascolto e la condivisione di conoscenze ed esperienze e produce molti benefici, in entrambe le generazioni. Bambini (o ragazzi) imparano a relazionarsi con un’altra generazione, traendone insegnamenti, e sviluppano una migliore comprensione del processo di invecchiamento. Gli anziani percepiscono benessere, autostima e coinvolgimento sociale.
Sánta Maria Maiou.
Ringraziamo tutti coloro che hanno allietato la nostra estate: il bar-gelateria Val Fiorentina per aver addolcito le nostre settimane estive, tutti i bambini e ragazzi che sono venuti a trovarci, le educatrici e suor Lucia per la disponibilità e il contributo a organizzare questi incontri speciali, il Comune di Livinallongo per aver garantito il trasporto dei bambini del Centro Estivo di Arabba, tutti coloro che hanno contribuito alla festa di Sánta Maria Maiou: don Andrea, suor Flavia, le donne in costume tradizionale, volontari e famigliari per la distribuzione del pasto e l’associazione Donatori del Sangue di Livinallongo per averci prestato tavoli e panche, il Gruppo Folk Fodom per tutto quello che ci avete fatto provare, un’emozione, un ricordo! I nonni di VSG.
Quest’estate abbiamo avuto il piacere di conoscere bambini e ragazzi del territorio, con i quali abbiamo trascorso momenti piacevoli e condiviso le nostre conoscenze ed esperienze. Mercoledì 2 agosto 2023 sono venuti in visita i ragazzi del Centro Estivo Medie e Superiori “Incontri in Centro” (Agordo). All’inizio ci siamo sbizzarriti a indovinare la loro età, cosa che non era così scontata ma anche se sbagliavamo ci facevamo una risata! Dopodiché, ognuno di loro ci ha chiesto un indovinello oppure di condividere un racconto autobiografico. Rispetto a una volta, il lavoro con l’uncinetto è meno diffuso, soprattutto tra le nuove generazioni. È un sapere che, se non trasmesso, andrà perso. In collaborazione con Suor Lucia, sabato 5 agosto 2023 abbiamo insegnato alle ragazze del Campo Medie (Livinallongo del Col di Lana) a creare braccialetti di lana con o senza uncinetto. Si sono impegnate molto e ci auguriamo che possano mantenere questo sapere e trasmetterlo ad altri. Infine, abbiamo fatto un tuffo nel passato. Quanto bello era ritrovarsi con gli amici, in piazza o in mezzo alla strada, e divertirsi con il girotondo, i birilli, il gioco delle biglie (bottoni o tappi di bottiglia), il campanon, gli animali costruiti con pigne e rametti e tanti altri. Dopo aver ricostruito alcuni giochi della nostra infanzia, li abbiamo condivisi con il Centro Estivo di Arabba in due giornate, 11 e 30 agosto 2023. Vedere i bambini è per noi una gioia e lo è ancora di più giocare assieme e divertirsi.
SÁNTA MARIA MAIOU
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ome ogni anno non può mancare Sánta Maria Maiou! Fortunatamente le temperature estive, ma non sempre favorevoli, sono state dalla nostra parte e questo ha permesso di goderci la festa nella
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terrazza esterna. Come da tradizione don Andrea ha celebrato la Santa Messa e benedetto i fiori raccolti da alcune donne vestite col guánt da Fodoma. In attesa del pranzo l’infermiere Alessio ci ha allietato con la sua fisarmonica. Infine abbiamo mangiato piatti deliziosi su tavole decorate con fiori di carta crespa e tovaglioli a forma di cappelli, entrambi realizzati da noi anziani.
GRUPPO FOLK FODOM
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’estate si è conclusa con l’esibizione del Gruppo Folk Fodom. Musica e balli tradizionali non sono solo divertimento ma anche espressione della nostra identità (chi siamo, da dove veniamo, la nostra cultura...) e contatto con il territorio e la comunità fodoma.
Il Gruppo Folk Fodom.
Momenti di speranza In ricordo di Palla Mario "Birt"
Per Nos (1) Duc co la emme scomencion son nascius nta Fodom e sun Pala son cherscius. Ci śogade, ci corëste ci sburiade e ci ridëste. A siech agn la Florinda ne spetáva a set, sot paron i ne manáva. Chi co le cioure, chi co le vace, chi a Cortina e chi co le Brue ma ci bel co a cesa se tournáva! Ades che son cherscius paia la speisa duc sti tosac.
I disc che son veci… veci sci, ma duc sagn! L pere e la mere, i é jus a florì, i n’à dit: no tournon pa per mesdì! Son chilò che se dijon: vade mi o vasto ti? No savon chi che scomencia ma ci mel per chi che resta. No se sciámpa a sto destin, a chi toca toca saré sto pontin. Ma chilò se mpermeton: no se mángia la jufa finache duc no respon!
Duc nos fradiei "Birc". Da mán ciampa: Mario, Marta, Mauro, Mercedes, Maria Annunziata, Mafalda, Mansueta, Manuela e Margherita.
MD
Non posso che ringraziare Dio per il padre che mi ha dato. Una persona buona, giusta e forte. Spero un giorno di essere la metà del buon padre, marito, fratello e nonno com'era e immensamente grato di aver potuto fare quel viaggio con lui in Italia. Conserverò per sempre quei bei ricordi nel mio cuore. Claudio *** Grande fratello, persona pura e onesta che ha amato la vita rispettando la propria coscienza e chi incontrava sul proprio cammino. Si è espresso pienamente e la sua serenità ne è la prova e l'umiltà e semplicità il suo vestito. Fidi ***
A nost fradel Mario Ste righe "Per nos"1 i à scrite la Mafalda a duc nos fradiei davò che se n é jù ence la mere, davò 30 agn dal pere. Per cinch agn on ciafié de se mangé la jufa duc auna. Spo, l à tout sarevede l Mauro e gnánca cater agn davò, nte na prescia, ence ti Mario t’as mos-
sù molé dut e te n jì. 45 agn de miniera, na gran responsabilité, ma t’ave n gran respet per duc, dal paron a chël japé deldut. Te recorde coscita, con tua mondura da laour co jonve auna nte miniera. Ju per chële galerie che no finiva auter. Spo da sëra ve ciapeive tra de operai per n got de "pisco sauer" e ci ridëste. Duc steva gián con ti. Caro fradel, fossa da scrive n liber su de ti. T’ave doi mán gaierde, svelte a dé e a daidé se un ava debujen. Ma tuo liber s’à saré ite nte na prescia senza podei njonté n sfoi deplù. Ci sclët passé l isté senza tua compagnia e tue ridëste che se sentiva da Pala a Daghè. Co te ruáve l eva dut che jiva. Ci gusto per ti concé na massaria, o fè jì la plana de zio Bino. Breie lizie e dërte, stele e siadic daperdut. Co
te ruáve nte cesadafuoch coi oglei plens de polver da no vedei gnánca fora, t’eve l plu beato de sta tiera. Sto isté Mario no n on ciafié de scouté sta mujica, dut chiet dintournvia. N vuot da no dì e pensé che t’ave bele njigné l lignam per fè n Crist a tue sorele da mëte pro cesa. Ades, no ne resta che rende grazie a Dio del temp che on passé auna e Diotelpaie de dut chël che t’as fat per nos sorele. Spo n bot, ruaron ben de se mangé na jufa ndavò duc auna come co sonve via n Pala col pere, la mere e l nono: na taulada da fè spavent. A se vedei Mario e se te ciafieie passa a ne saludé che se fajon n "bombardino". Ciao Mario!!! Te mbracia dassënn tue sorele, "Birte Feroci" a dì de ti.
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«Le nuove del Pais»
In memoria di Crepaz Massimo Ciao "Mamo" e Diotelpaie de dut!
“M
amo, no me bastássa n’ora per dì dut chël che volësse te dì: Ma doi righe sci. Me per bele de te sentì: ocio che la scomencia a ciacolé - Ti mama te ciacoleie massa – Ciao Papi, ti per nos t’es sté n gran pere e om. Te t’as tres fat n cater percieche no ne mánce nia. N gran ejemple de bonté e de umilté. No te n’as mei lascé sole. Ades che l eva rué Romeo, l tuo “pacioco”, no te te n jive mei a laoré senza mpruma l saludé. Te ie volëve n ben de la misericordia. L t’ava realisé deldut e no te te damanáve nia de auter. N gran grazie de cuor, Mamo. Ma lascete dì che sta sita ntamez a n gran ciel saren la n’à tout dute le forze. A nos e pense n cin a dut Fodom e foravia. T’eve tánt valent e na mán te l’ave per duc. Ma te te n es jù massa bonora. Chi che t’à cugnisciù no se desmentiarà mei de ti. No t’es dalonc da nos. Te restaras dagnëra nte nosć cuor. Ades davánt de te saludé te periásse tánt na roba: ciala da colassù ju e dàne la forza de jì nnavánt. No me resta che te dì che t’eve n “grande”, come che disc duc “l Mamo l eva l Mamo”. Col cuor sburié te ringrazion e te auguron che colassù te pobe paussé n pesc. A se vedei Papi. Pieri, Simo, Marzi
Q
uando l’autunno scorso sono tornato alla guida degli Alpini fodomi mai avrei pensato che in meno di un anno avrei dovuto veder “ANDARE AVANTI” 2 dei miei Alpini più presenti. In gennaio Foppa Alberto che nonostante l’età era sempre pronto e pochi giorni fa tu
L’ultima foto con “Mamo”, il 13 maggio scorso, in viaggio verso l’Adunata degli Alpini di Udine.
N gran diotelpaie de cuor Mamo, paussa nte la pesc e ciala ju sun duc nos e souradut sun tua bela fameia. Ciao Mister, ciao Mamo!” Per dute nos, Serena e Jessica
C
L Mamo col pico neodo Romeo.
Mamo, una colonna portante del Gruppo. Siamo stati tanto insieme, prima con il calcio (U.S. Fodom e i Grif) e poi con gli Alpini. Quante volte in Consiglio si discuteva, noi con i nostri dubbi e tu con le tue certezze, sempre positivo. Nella riunione in cui ci si doveva accordare sul nome del nuovo capogruppo ho chiesto se volevi farlo tu, un po’ anche per seguire le orme di tuo papà (Renzo Crepaz “de Neno” era stato infatti capogruppo degli Alpini Fodomi), hai risposto: “Mi feje dut l rest, ma con chi computer no son bon!”. Per noi fodomi, Alpini vuol dire Col di Lana: quante, quante volte sei salito carico come un mulo, e adesso…? Nei giorni seguenti alla tua dipartita, con chiunque incontrassi, l’argomento era uno solo e con la solita domanda, che rimarrà senza risposta: SIGNOUR MA PERCIÉ… percié Signour, percié? Dalla piazza grande e anche dal cimitero, se alziamo lo sguardo vediamo una chiesetta alpina: la Cappella del Col di Lana, IL TUO COL DI LANA MAMO! Per me tu sei e rimarrai lassù, in cielo, sopra quella chiesetta. Ciao Mamo, ciao carissimo Amico, ciao collega di tanti momenti allegri e felici. Per il Gruppo Alpini Nagler Valerio
“M
amo, con ti se n va n toch de l’Union Sportiva Fodom e n gran toch del calcio femminile da Fodom! No sarà plu la medema roba senza de ti, n gran riferiment per nos ële, tres ilò presente a ne dé coragio, co na pazienza da no dì… percieche l savon, chi auter fosselo sté co nen grop de ële per duc chisc agn senza mei la pierde?! No se desmentiaron mei i mile giri ntourn cámpo, mpruma daite e po defora da le reti, onva da rué n forma e core nte le partide! E po chi scati su per chël ërt… “Su su con chële giame!” te ne dijëve da sunsom con chël sciolot. Sarà difizile ciapé la forza e la voia de tourné nta Freine, ma l fajaron n tuo inom, per porté nnavánt chël che te n’as nsigné, segure che ti da colassù t’avaras tres n ogle sun nost cámpo e magari te sciamparà n fro’ da ride a ne vedei trè chelche punizion, che “Ci élo chëla roba ilò?!”… e a ne cialé fè chi benedëc tiri n porta… “L eva na burta pontada chëla!!” E cánche tiraron fora chelche magia, colassù i sentirà dì: “Pazesco, no pos ie crei!” E nos duc auna, ële, ëi, jogadous da davántvia e tifousc no podon fè auter che te ringrazié per ester sté n ejemple n cámpo e fora, per avei dé tres dut per tuo Fodom!
aro Mamo, L é rué l’ora de te scrive ju doi righe per se recordé de dute le baronade che on fat da jovegn. Da boce e ince co son vignus n cin plu gragn n on combiné de cote e de crue; me pense ncora co sonve fat la pista da schi via nte chële vare de Brenta dei Baioi per sbriscé ju con luose e bob de len. E apëna che finionve de fè ciavai l eva delongo ora de jì a ziniché l Pipo e la Pufa… e come che se godonve! Co l eva finalmente rué i agn dai motorins, no ne savëva gnánca vera de podei jì ntourn a fè n puo’ de sciusciuro. Ince se savonve che via per Liviné l eva da sté su co le antene che l Baicia (Bruno Baiol), carabinier, apëna che l sentiva cagnara l spizáva delongo le orogle e l jiva a controlé chi che l eva che besáva ntourn. Fenì de fè nuosc giri mpoionve i motorins su per chelche zopa, percieche l eva da jì a saré daite nte majon e nte stala l Nino Fever e l Ricardo Baiol… ne savëva mefo bel i sentì cospeté fora per chi palancins! Per no dì dei prums tendons a Reba, ci no fosselo da se conté… no bastássa n liber! Volonso descore dei agn dei “Bugi”? Mesa giornada jonve ntourn a fè da mat e po onve debujen de na giornada e mesa per i comedé, come chël viade che sonve ruei nte ru sot Ciamp… ilò sci che l eva sceria la fazenda! Per no dì de cánche t’ave mossù te trè davò l trator de chi del Moro da Cason fin sa La Mán con tuo motorin… chël nò no n é plu jù. Eco Mamo, voi te recordé coscita, n om, n pere, n nono, n bon alpino, ma souradut n gran amigo. Speron ngalin de tourné a se vedei per se n conté n puoce e se recordé dei biei temp da nviade. Fabio Cru
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In ricordo di Giampaolo Fasolo Giampaolo Fasolo, amico e uomo straordinario, ci ha lasciato prematuramente con tanti progetti ancora da portare a termine. Chi lo ha conosciuto di persona non potrà mai dimenticare i profondi principi etici alla base del suo pensiero e delle sue azioni, il suo spessore umano e la quotidiana disponibilità nei confronti di tutti, soprattutto gli ultimi della Terra. Nel suo lavoro non è stato soltanto un medico luminare della chirurgia della mano, ex primario del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Camposampiero, ma molto di più. Dagli anni Ottanta infatti egli aveva iniziato a recarsi in Africa, precisamente in Kenya, come medico volontario presso l’Ospedale cattolico di North Kinangop, e in seguito è stato operativo anche in Tanzania, in Messico (nello stato del Chiapas) e in Honduras, sempre con lo stesso importante obiettivo da perseguire: fare del bene e mettersi a disposizione delle persone più sfortunate. Dal 2007 Giampaolo si era impegnato ulteriormente coinvolgendo anche altri colleghi ed amici in un progetto che lui stesso definiva ambizioso, collaborare cioè alla costruzione di un ospedale ad Adua, regione del Tigray in Etiopia. La sua disponibilità era stata inizialmente richiesta da una
missionaria, suor Laura Girotto, presente in quelle zone da circa trent’anni, la quale lo convinse con queste parole: “Non si può sopportare che bambini e giovani donne muoiano per mancanza di assistenza sanitaria”. Giampaolo, profondamente commosso, si rese prontamente disponibile e, dalle parole ai fatti, ecco che nel 2008 venne costituita l’Associazione Onlus ASPOS di cui Giampaolo è stato presidente sino al giorno del suo triste decesso, avvenuto il 28 giugno del 2023. In tutti questi anni la sua presenza in seno alla Onlus è stata costante e di fondamentale importanza sia per i consigli riguardanti la costruzione dell’ospedale sia per la salute dei numerosi pazienti da lui presi in cura per patologie dovute a malformazioni o traumi pregressi: moltissime donne, uomini e bambini ai quali Giampaolo ha ridato speranza e aspettativa di vita, tanto che il suo impegno e l’esempio concreto sono stati motivo di ispirazione per tanti colleghi che in questi anni hanno dato la loro disponibilità a recarsi in questa martoriata e dimenticata terra. Tutti conosciamo bene il valore del suo umanitarismo in campo medico, così come tutti testimonieremo sempre quanto Giam-
paolo abbia vissuto con gioia e autentico spirito di condivisione ogni sua grande passione, su tutte l’amore infinito per la Montagna. Proprio questo amore incondizionato per le Terre Alte lo ha portato, dopo l’incontro con Gilberto Salvatore, grande alpinista e storico presidente della Sezione CAI di Livinallongo, a trasformare questa sua passione in un impegno attivo e concreto in seno a questa stessa prestigiosa Sezione, ricoprendo per più mandati la carica di vicepresidente e impegnandosi nella realizzazione di opere e iniziative il cui indiscutibile valore rimarrà nel tempo e nella memoria di ognuno di noi. Tra le prime va annoverato anzitutto il restauro e la messa a punto del Sentiero Geologico di Arabba e pure i sentieri della zona del Col di Lana, ripristinati e sistemati anche grazie al carisma e al sorriso coi quali Giampaolo, sempre affiancato dall’infaticabile ed altrettanto entusiasta moglie Leda, riusciva a coinvolgere amici e conoscenti nella manutenzione e nella segnaletica dei numerosi percorsi in Fodom. Essendo stato inoltre un attento conoscitore della storia locale, soprattutto della Grande Guerra, e visti i restauri da lui guidati, egli si è brillantemente impegnato an-
che nella stesura delle guide del Sentiero Geologico di Arabba e del Col di Lana in collaborazione con Dante Colli e la Commissione Pubblicazioni del CAI Nazionale. Camminare in sua compagnia sui sentieri delle Dolomiti significava vivere un’esperienza molteplice. Non solo escursionistica e alpinistica infatti, bensì una vera e propria esperienza a tutto tondo composta di tanti preziosi tasselli: la contemplazione della bellezza della natura, i preziosi cenni storici legati al territorio specifico, gli aneddoti che condivideva con passione trasmettendo entusiasmo e alleggerendo il passo di chi camminava al suo fianco. Ci mancherai immensamente, caro Giampaolo. Ora vola libero sulle tue montagne. Gli amici della Sezione CAI Livinallongo
Cortina de viera de Valparola. Scior Iaco Willeit: “Ulache l é la pesc l é benester” Ence sto ann, l’ultima sabeda de agost, nte la cortina de viera de Valparola l é sté tegnù la scempla ma sentuda zelebrazion per recordé i morc de la Pruma Viera che ilò i é stei sepolis e per perié per la pesc ntel mondo. Ence se la bela giornada ciauda la clamáva a jì da mont su, mpo nte chël pico canton chiet nánter lersc e pëc s’à biné na bela clapada de jent, siebelo del luoch che de sciori, per scouté su la S. Mëssa dita dal degán de Badia scior Iaco Willeit e da don Andrea, n joven preve da l’Ugánda rué cassù per se passé nvalgugn dis. La zerimonia l’é stada giourida da le parole davántfora del capocomun de Badia Iaco Frenademetz, che l à recordé l’emportánza de se ciapé vigni ann nte chësta cortina. L capocomun l à sotlineé ence
coche chëla de chëst ann siebe sté la pruma zenza la prejenza dei ultimi “Heimkehrer”, i reduzi de
“D’Altin”. N fat chëst che mpegna ncora deplù duc cánc a fè dedut acioche chële doi gran desgrazie
(foto Freddy Planinschek)
viera ncora n vita. “Proprio ncuoi - l à recordé Iaco – l é vegnù a mancé l ultimo, Giovanni Agreiter
che se clama Pruma e Seconda Viera le no vegne desmentiade. La S. Mëssa l’é stada acompagnada
e abelida da la Mujiga de Badia. Prejenc ence na delegazion dei Scizeri da Fodom. Nte la perdìca scior Iaco l à sotlineé coche siebe poscibile ncora ncuoi descore de fè viera (l riferiment l jiva, sessaben, a chëla n Ucraina e nò demè) e coche massa daspës se risće de se usé via a sentì descore de viera, zenza fè tánt cajo. “Nte la viera no vadagna degugn – l à dit. “Se vadagna sci, ma souradut la distruzion. Nveze ulache l é la pesc l é l benester. Ence don Andrea l pò ester chilò percieche nte suo paisc l é la pesc. Purmassa ntei stac dintournvia l é la viera e la poverté”. Scior Iaco l à saré ite sue parole col recordé che ence l se saludé l é na moda per porté la pesc. “Ncuoi no se se saluda debota plu. Son scialdi indiferenc ntra de nos”. SoLo
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Parrocchia di Colle
Fede e politica nelle nostre comunità D
alla RERUM NOVARUM di Leone XIII del 1891 al magistero costante di Papa Francesco si possono ricordare molti e fortemente validi insegnamenti riguardanti la dottrina sociale e perciò la sfera politica. Nella mia vita ho sempre amato e desiderato essere un educatore politico dei giovani. Oggi restiamo più semplici e pratici. La mia fede cristiana trova spazio nella realtà politica? Oggi è in atto una forte persecuzione nei confronti dei “cristiani”, che non usa la violenza, ma tenta di relegare la fede cristiana alla sfera del privato. Sulla torre di Babele la nostra società ha voluto intronizzare l’ io ed eliminare Dio. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti! Io sono cristiano – e questa è la fondamentale qualifica della mia persona – anche quando vado a votare. Mi capita poche volte, ma il mio voto incide nella vita della nostra società per molto tempo, ed è perciò importante. Quali sono i criteri di un voto che si ispira alla fede cristiana? Ne ricordo alcuni: 1. Il rispetto, il sostegno per la vita, sia quella nascente – è il problema in assoluto più grave della nostra società e del nostro paese - che quella che volge alla fine. Perciò no all’ aborto, no all’ eutanasia, no alle varie surroghe non secondo natura. SI all’ accoglienza di ogni persona che si affaccia alla vita, anche se con limiti fisici o psichici. 2. L’ attenzione per ogni persona, segno ed immagine di Dio. 3. Il sostegno ad ogni famiglia, che sia composta da
un uomo e una donna, con una scelta accolta dalla società e voluta dalla chiesa – il matrimonio - che per natura abbraccia tutta la vita di una coppia. Sarà la famiglia il principale soggetto di educazione e formazione anche religiosa. 4. La formazione delle nuove generazioni, basata sui valori del rispetto, della giustizia, della vera libertà, con un’ attenzione speciale alla fede cristiana, perché è fonte di ogni valore umano, anche di un’ economia che sia attenta al debole e povero… Il mio voto andrà a chi accoglie e fa propri questi valori, ed io mi impegnerò a documentarmi sulle persone da sostenere e a farli condividere al di là di schieramenti di parte. Ma c’ è una politica “quotidiana”, quella che coinvolge la nostra comunità, e che forse ha bisogno di rispettare l’ ambito della fede, nella sua autonomia e specificità, per non rischiare di rimanere chiusa, legata solo ad un passato, anche glorioso, ma sempre passato. Nel nostro piccolo viviamo un antico tentativo di legare la fede con la politica, di condizionare la nostra vita di fede con le scelte politiche, dimenticando che è la fede che illumina la politica, e non deve essere serva della politica. La fede cristiana va oltre le lingue, perché usa il linguaggio dell’ amore. La fede cristiana va oltre la storia, perché l’ ha sempre sostenuta, in quanto ogni percorso di vita sia personale che comunitario è una “storia sacra”, che si incarna nell’ oggi ma guarda al domani come tempo di grazia. Sosteniamo pure le belle tradizioni, ma la nostra fede le vuole più vive, spera che siano un mezzo non solo per ricordare il passato,
ma ancor più per camminare verso Dio, con carità ed intelligenza. La fede cristiana va oltre le persone che hanno ricevuto il compito di essere ministri della Parola e dei sacramenti. Un domani nelle nostre terre arriverà un prete africano, facile segno di contraddizione: ci sarà chi non lo accetterà, e chi sentirà la gioia e la grandezza di una fede cosmopolita. Già San Paolo si lamentava con i cristiani di Corinto, perché parteggiavano per uno o per un altro, e rimarcava con forza: “Voi siete di Cristo!” La fede cristiana chiederà anche sacrifici concreti sia nel celebrare i nostri incontri con il Signore, che nel nostro tenore di vita, nelle scelte legate ad un benessere, spesso privo di spiritualità. Don Bosco, a chi gli chiedeva in quale parte si poneva nel panorama politico del suo tempo, ed era un panorama molto controverso e spesso anticlericale, rispondeva che la sua politica era il PADRE NOSTRO. Quando lo recitiamo, entri nel nostro cuore e trasformi un po’ la nostra vita. Don Renato Un anonimo cristiano del II° secolo così scriveva a DIOGNETO: V. I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. Infatti, non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale. La loro dottrina non è nella scoperta del pensiero di uomini multiformi, né essi aderiscono ad una corrente filosofica umana, come fanno gli altri. Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi
ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera. Si sposano come tutti e generano figli, ma non gettano i neonati. Mettono in comune la mensa, ma non il letto. Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne. Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati. Non sono conosciuti, e vengono condannati. Sono uccisi, e riprendono a vivere. Sono poveri, e fanno ricchi molti; mancano di tutto, e di tutto abbondano. Sono disprezzati, e nei disprezzi hanno gloria. Sono oltraggiati e proclamati giusti. Sono ingiuriati e benedicono; sono maltrattati ed onorano. Facendo del bene vengono puniti come malfattori; condannati gioiscono come se ricevessero la vita. Dai giudei sono combattuti come stranieri, e dai greci perseguitati, e coloro che li odiano non saprebbero dire il motivo dell’odio. A dirla in breve, come è l’anima nel corpo, così nel mondo sono i cristiani.
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VITA PARROCCHIALE Adozione a distanza
Mercatino Missionario 2023 Anche quest’anno da fine luglio ai primi di settembre la sala dell’Azione Cattolica di Colle ha ospitato il Mercatino Missionario con la pesca. Il ricavato è stato così suddiviso: 2.000,00 euro a Padre Sisto Agostini per la missione in Etiopia, 1.500,00 euro per gli alluvionati dell’Emilia Romagna, 1.000,00 euro al Movimento per la Vita di Belluno e 324,00 euro per un’adozione a distanza. In seguitop troverete notizie sia da Padre Sisto che sull’adozione a distanza che da qualche tempo il gruppo del Mercatino ha avviato. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato per la buona riuscita del Mercatino Missionario!
Riportiamo la lettera e le informazioni che la referente di Insieme si Può ha riportato a Maria Grazia Delmonego relativamente all’adozione a distanza intrapresa dal gruppo del mercatino Missionario di Colle.
Le piccole Sole ed Emilie Sief portano orgogliose al Mercatino i lavoretti in legno realizzati dal papà Fausto.
Ponte nelle Alpi, 18 luglio 2023 Cara Maria Grazia, con le parole dei nostri referenti a Kampala ti portiamo notizie di Sentamu Alvin. L’associazione Karon Relief opera da diversi anni nella zona est di Kampala nata per sostenere persone e famiglie vulnerabili attraverso l’auto – aiuto, l’istru-
Padre Sisto ci scrive... 28.08.2023 Carissima M. Grazia, grazie di nuovo per la rimessa inviata ieri dei proventi del Mercatino Missionario e apprezzo la dedizione di tanti di voi di Colle in sostenere questa iniziativa che fino a qui espande la sua bonta’ e carita’ intesa come vero amore umano, cristiano e divino verso persone che forse non conosciamo, ma che il Padre conosce e attira a se’. Aggiungo qui sotto quello a cui accennavo ieri, alcune righe che ho scritto al Centro Missionario di Belluno in accompagnamento alla lettera di fine Luglio che è stata pubblicata sull’Amico Del Popolo, mentre forse questa non sara’ ancora pubblicata. Carissimo José e voi del centro missionario, Sto seguendo le vicende politiche di queste settimane in Niger dove non so se ci sia ancora una missione diocesana là, e allo stesso tempo seguiamo tutti qui con un po’ di ansietà le vicende che interessano la missione di Gublak dove sì molta gente è ritornata tanto che vi si tiene il mercato nella cittadina un a volta alla settimana; quelli che hanno ancora qualche cosa da regolare o hanno troppa paura anche dei vicini, si tengono a debita distanza,
nella foresta dove nemmeno i soldati si avventurano per timore di qualche freccia letale. I millecinquecento cristiani del centro e delle cappelle, sono tranquilli e da quello che percepisco dai discorsi dei nostri 4 missionari là, sono desiderosi di pace e di preghiera; alcune delle cappelle nella zona del Metekel, non sono ancora del tutto tornate alla normalità, e ora nel vicino Stato dell’Amhara è stato dichiarato lo stato di emergenza perché molti miliziani locali, chiamati “Fano”, non sono contenti con l’amministrazione federale e vanno cercando e spesso uccidendo gli ufficiali amministrativi; hanno tentato anche di entrare nelle città principali di Gondar, Bhr Dar, Dejen, Debre Markos, Metemma, facendo un po’ come i RSF stanno facendo in Sudan, ma per ora sono stati respinti. Sono sempre i Fano che vorrebbero la zona del Welkit che ora è assegnata al Tigri, nel NO, la zona di Homera per intenderci e vorrebbero anche la zona del Metekel dallo stato vicino del Benishangul dove appunto si trova la Missione di Gublak. E dove la gente teme una invasione con i massacri che ne seguirebbero; I Fano rappresentano la gente più nostalgica dell’Amhara e vorrebbero ritornare alle glorie
e al potere di cui godevano al tempo dell’Imperatore quando anche la Chiesa Ortodossa accompagnava e complementava il potere dell’impero. Si capisce così come l’incertezza sia grande ed anche la paura dei più deboli e come alcuni non sopportino l’umiliazione di essere ridotti al pari di tutti gli altri, condividendone anche la povertà. Verso Gublak le strade sono per il momento chiuse dal lato di Addis Abeba; localmente ci si può muovere un po’, anche per raggiungere l’aeroporto di Bahr Dar che resta l’unica via aperta per Addis Abeba. In questa situazione è impossibile portare a compimento i lavori programmati per il pozzo di Gublak, ci vorrà ancora del tempo perché gli operai della piccola compagnia possano muovere i macchinari e attrezzi necessari e viaggiare in sicurezza. L’acqua buona intanto viene attinta appena dentro un sentiero della foresta a Ovest di Gublak. I più di cento soldati che hanno occupato la casa delle suore che era ancora in costruzione, godono dell’acqua del pozzo delle suore fino a quando resisterà; e pure in queste condizioni la missione è invitata a riaprire la scuola per i bambini della cittadina, almeno l’Asilo. Abba Sisto Agostini, Mccj
zione, la salute, la ricerca e lo sviluppo. Uno dei progetti più importanti è quello del Sostegno a distanza, dedicato ai bambini del vicino slum per garantire loro l’educazione attraverso la fornitura del materiale scolastico, dell’uniforme e provvedendo alle tasse scolastiche, nonché fornendo un pasto sano per la crescita. Gli operatori e gli assistenti sociali di questa realtà sono grati per il contributo che ricevono da Insieme si Può per i bambini e le loro famiglie, noi estendiamo il loro ringraziamento a te che con il tuo impegno e la tua solidarietà garantisci loro un futuro di speranza.
Sentamu Alvin, il bambino che è stato adottato.
Il messaggio di ringraziamento inviato da Alvin.
La sua ultima pagella che certifica il passaggio alla classe successiva.
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Messa di inizio anno Scolastico
Giovedì 21 settembre i bimbi della scuola dell'Infanzia e della scuola Primaria si sono trovati a Santa Fosca assieme alle loro maestre e ai genitori per celebrare la messa di inizio anno scolastico.
Aiuto per l’Emilia Romagna Russi, 17.09.2023 Gent.ma signora Grazia, Suo tramite mi preme ringraziare il Gruppo Missionario della Parrocchia di Colle Santa Lucia per quanto vorrete fare per la raccolta fondi organizzata dal comune di Russi decidendo di aderire alla stessa. L’importo raccolto sarà integralmente devoluto ai nostri concittadini alluvionati ed è già oggetto di distribuzione a mezzo apposito bando pubblico per garantire trasparenza e massima celerità nella destinazione delle risorse. In queste settimane di enorme difficoltà per i nostri cittadini la vicinanza e la solidarietà sono state la cifra caratterizzante la nostra comunità e di questo non smetterò mai di essere infinitamente riconoscente. Con sincera stima e profonda gratitudine La Sindaca Valentina Palli
Madona d'agosto 2023
Impressiogn, fiori, massarie e color de la pi bela festa del istà, ai 15 de agosto 2023.
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DALLE NOSTRE ASSOCIAZIONI Croce Bianca Notizie dalla Croce Bianca
MODELLO D 2022
USCITE
La Croce Bianca anche nel corso di questo 2023 ha proseguito la propria attività sia a servizio della collettività sia di addestramento e formazione dei propri volontari. Risulta infatti prioritario, per chi intende intraprendere questo percorso di volontariato, acquisire tutte le nozioni necessarie per svolgere il proprio servizio con competenza nel limite di quello che è consentito dalle normative vigenti. Ben cinque nuovi volontari sono entrati, in questo anno, a far parte dell’Associazione e stanno seguendo un corso di formazione, iniziato nel mese di settembre, organizzato dal Direttore Sanitario del Coordinamento Agordino e Zoldano, di cui la Croce Bianca fa parte, dott. Riccardo Mentasti. Contestualmente tutti gli altri volontari hanno seguito nel corso dell’anno i vari corsi obbligatori per il mantenimento delle proprie competenze e dei titoli abilitativi richiesti per le attività inerenti il soccorso. Il lavoro svolto dalla Croce Bianca è stato significativo e impegnativo per tutti i volontari impegnati nelle attività di soccorso, gli inteventi effettuati da gennaio 2022 a settembre 2023 sono stati 144, di cui 75 nel 2022 e 69 sino a settembre 2023. Importante e intensa anche l’attività dei volontari che si sono impegnati nel trasporto delle provette relative ai prelievi di sangue effettuati nei Distretti sanitari di Caprile e Canale d’Agordo verso il laboratorio analisi dell’ospedale di Agordo, in questo caso sono stati effettuati 107 viaggi nel 2022 e 62 nei primi sei mesi del 2023. Prosegue inoltre l’attività in collaborazione con l’Associazione Insieme si Può, relativa al progetto di un’adozione a distanza, che consente di agire fattivamente verso piccoli bisognosi lontani dalle nostre realtà ma che, grazie a questo progetto, possono beneficiare di un concreto aiuto. In questa occasione pubblichiamo anche il rendiconto, strutturato così come previsto dalle normative vigenti, relativo all’annualità 2022, forse un po’ complesso nella lettura ma che rende conto in modo completo della vita associativa della Croce Bianca. Ricordiamo infine che a dicembre inizierà la campagna di tesseramento per l’anno 2024. Croce Bianca Colle S. Lucia
RENDICONTO PER CASSA 2021 ENTRATE
A) Uscite da attività di interesse generale
2022
2021
€ 2.320,00
€ 810,00 € 0,00
A) Entrate da attività di interesse generale
1) Materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci 2) Servizi 3) Godimento beni di terzi 4) Personale 5) Uscite diverse di gestione
€ 19.428,87 € 7.786,92 € 0,00 € 0,00 € 6.119,36
€ 3.087,17 1) Entrate da quote associative e apporti dei fondatori € 6.723,76 2) Entrate dagli associati per attività mutuali € 0,00 3) Entrate per prestazioni e cessioni ad associati e fondatori € 0,00 4) Erogazioni liberali € 257,69 5) Entrate del 5 x 1000
€ 700,00 € 1.434,98
€ 0,00 6) Contributi da soggetti privati
7) Entrate per prestazioni e cessioni a terzi 8) Contributi da enti pubblici 9) Entrate da contratti con enti pubblici 10) Altre entrate
TOTALE
€ 11.428,57
€ 400,00 € 0,00
€ 24.703,10
€ 10.938,59
€ 22,39
€ 0,54
€ 0,00
TOTALE € 40.609,04 € 14.309,71
€ 33.335,15 € 10.068,62 AVANZO/DISAVANZO ATTIVITA' DI INTERESSE GENERALE
B) Uscite da attività diverse
7.273,89
4.241,09
€ 0,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00
€ 0,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00
€ 0,00
€ 0,00
€ 0,00 0,00
€ 0,00 0,00
€ 0,00 € 0,00 € 0,00
€ 0,00 € 0,00 € 0,00
€ 0,00 0,00
€ 0,00 0,00
€ 0,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00
€ 0,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00
B) Entrate da attività diverse
1) Materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci 2) Servizi 3) Godimento beni di terzi 4) Personale 5) Uscite diverse di gestione
€ 0,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00
€ 0,00 1) Entrate per prestazioni e cessioni ad associati e fondatori € 0,00 2) Contributi da soggetti privati € 0,00 3) Entrate per prestazioni e cessioni a terzi € 0,00 4) Contributi da enti pubblici € 0,00 5) Entrate da contratti con enti pubblici
6) Altre entrate
TOTALE
€ 0,00
€ 0,00
€ 0,00 € 0,00 € 0,00
€ 0,00 1) Entrate da raccolte fondi abituali € 0,00 2) Entrate da raccolte fondi occasionali € 0,00 3) Altre Entrate
€ 0,00
€ 0,00
€ 0,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00
€ 0,00 1) Da rapporti bancari € 0,00 2) Da altri investimenti finanziari € 0,00 3) Da patrimonio edilizio € 0,00 4) Da altri beni patrimoniali
C) Uscite da attività di raccolta fondi
AVANZO/DISAVANZO ATTIVITA' DIVERSE
TOTALE
C) Entrate da attività di raccolta fondi
1) Uscite per raccolte fondi abituali 2) Uscite per raccolte fondi occasionali 3) Altre Uscite TOTALE
D) Uscite da attività finanziarie e patrimoniali
AVANZO/DISAVANZO ATTIVITA' RACCOLTA FONDI
TOTALE
D) Entrate da attività finanziarie e patrimoniali
1) Su rapporti bancari 2) Su investimenti finanziari 3) Su patrimonio edilizio 4) Su altri beni patrimoniali 5) Altre uscite TOTALE
€ 0,00
€ 0,00 5) Altre entrate
€ 0,00
€ 0,00
€ 0,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00
€ 0,00 1) Entrate da distacco del personale € 0,00 2) Altri Entrate di supporto generale € 0,00 € 0,00 € 0,00
E) Uscite di supporto generale
AVANZO/DISAVANZO ATTIVITA' FINANZIARIE E PATRIMONIALI
€ 0,00
€ 0,00
€ 0,00 0,00
€ 0,00 0,00
€ 0,00 € 0,00
€ 0,00 € 0,00
€ 0,00 40.609,04 7.273,89 0,00 7.273,89
€ 0,00 14.309,71 4.241,09 0,00 4.241,09
TOTALE
E) Entrate di supporto generale
1) Materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci 2) Servizi 3) Godimento beni di terzi 4) Personale 5) Altre uscite
TOTALE Uscite della gestione
€ 0,00 € 335,00 € 1.825,58
TOTALE
€ 0,00 33.335,15
€ 0,00 10.068,62 TOTALE Entrate della gestione Avanzo/Disavanzo d'esercizio prima delle imposte (+/-) Imposte Avanzo/Disavanzo d'esercizio (+/-)
Uscite da investimenti in immobilizzazioni o da deflussi di capitale di terzi 1) Investimenti in immobilizzazioni inerenti alle attività di interesse generale€ 0,00 € 0,00 2) Investimenti in immobilizzazioni inerenti alle attività diverse € 0,00 3) Investimenti in attività finanziarie e patrimoniali € 0,00 4) Rimborso di finanziamenti per quote capitale e di prestiti
TOTALE
€ 0,00
TOTALE
Entrate da investimenti in immobilizzazioni o da deflussi di capitale di terzi € 0,00 1) Disinvestimenti di immobilizzazioni inerenti alle attività di interesse generale € 0,00 2) Disinvestimenti di immobilizzazioni inerenti alle attività diverse € 0,00 3) Disinvestimenti di attività finanziarie e patrimoniali € 0,00 4) Ricevimento di finanziamenti e di prestiti
€ 0,00
AVANZO/DISAVANZO ATTIVITA' FINANZIARIE E PATRIMONIALI
TOTALE
€ 0,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00
€ 0,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00
€ 0,00 0,00
€ 0,00 0,00
2022
2021
Avanzo/disavanzo d'esercizio prima di invenstimenti e disinvestimenti patrimoniali e finanziamenti Avanzo/disavanzo da entrate e uscite per investimenti e disinvestimenti patrimoniali e finanziamenti Avanzo/disavanzo complessivo
€ 0,00 € 0,00
€ 0,00 € 0,00
€ 0,00
€ 0,00
CASSA E BANCA Cassa Depositi bancari e postali
2022
€ 341,65
COSTI FIGURATIVI 1) da attività di interesse generale 2) da attività diverse
2021
€ 474,35
€ 111.594,36 € 104.587,77
ANNO
ANNO-1 € 0,00 € 0,00
TOTALE
€ 0,00
PROVENTI FIGURATIVI
€ 0,00 1) da attività di interesse generale € 0,00 2) da attività diverse
€ 0,00
©copyright2020 - File excel creato da Turnaturi Gian Andrea in base al modello uscito in Gazzetta Ufficiale del 18 Aprile 2020
Col in Festa 2022
Picui e granc, paesagn e amizi i se dà da fà per Col in Festa ai 19 de agosto 2023.
TOTALE
2022
2021
€ 0,00 € 0,00
€ 0,00 € 0,00
€ 0,00
€ 0,00
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«Le nuove del Pais»
Attività de MusiCol L istá e l prim auton i é stai dassen rich de atività e de nuove esperienze per MusiCol! Ai 29 de luio, su invit del Istitut Cultural Ladin “Cesa de Jan” sion stai a Pesaro e aon ciot part a “L’Angolo de la Poesia”, n festival che sto an l eva dedicà a le mendranze linguistiche mitù in pé dal regist Giuseppe Saponara. Chilò aon contà e centà la vita nta Col, anter noste mont, e compagné la storia de Lucia, na jovena, na mare de famea e na ela de temp che podesse ester la storia de calachemai ela nassuda nte nost pais. Dal Inn Ladin fin al Magnificat, aon bù a caro de portà demez cultura e tradiziogn de Col. Gramarzé al diretor Denni Dorigo per avè volù MusiCol apede a el nte chesta bela ocasion. Puoz di darè, ai 12 de agosto, sion stai contenc de podè compagné l’inaugurazion del nuof monument per l’unità ladina nta Col e incia de
centà intamez ite al recital de le trei ele ladine che à contà la vita nte trei temp e generaziogn desferente. Sabeda ai 19 de agosto, auna a dute chele autre assoziaziogn da Col, aon podù ciò part a Col in Festa. Aon centà cianzogn de desferente sort (da Amazing Grace a Laila Oh e La Montanara) e, intamez ite, aon contà n frego chi che sion, ce che fon e parcé che aon tant gusto co la musica. Su invit de la maestra Raffaella Benori, che la eva vignuda nta Col a ne insigné a centà, domenia ai 27 de agosto aon centà n conzert a La Ila auna a ela e a suo coro Calycanthus Concertus. Sabeda ai 30 de setembre, nte la gejia de S. Fosca, l é sta l “Conzert d’Auton”. Semper sot la direzion de Mattia e co la Eleonora al orghen, aon mitù auna n conzert de musica de
gejia classica e moderna con toch de Gounod, Bruckner e Händel, ma incia con “Ukuthula”, che l é na cianzon africana per la pas scrita per lingaz zulù. Aon volù fa chest conzert “fora sajon” parcé che darè zinch agn de atività avane a caro de dedicà n moment a nosta comunità e a chi che via per l istà e da Nadal, co per solito injignon i conzerc, laora, é ciapai o é demez. Sporjon n gramarzé a le Ass. Turistiche de Col e Selva che le n’à deidà a mete in pé l conzert, a don Renato e a le monie per n’avè conzedù la gejia de S. Fosca, a la Paola da Gustin che à presentà la sera e a duc chi che l é vignù a scotà. Ve speton ai conzerc che vignarà da Nadal e come semper, se l é calche joven che à gusto de centà, l speton! L coro MusiCol
Pesaro ai 29 de luio.
Inaugurazion del monument ladin a Col ai 12 de agosto.
Musicol in ocajion de Col in Festa.
Conzert a La Ila ai 27 de agosto con Raffaella Benori e suo coro.
Conzert d’Auton a Santa Fosca ai 30 de setembre.
Colle paese dei fiori Tante volte ho sentito quest’espressione da visitatori meravigliati per le splendide fioriture che a Colle spuntano ovunque, soprattutto nel centro
Fiori a Villagrande
di Villagrande. Un sentito ringraziamento a chi, con impegno, maestria e grazia allieta e rende vive e colorate le nostre vie e le nostre case!
Anche Arianna, Eleonora, Emilie e Sole si sono fatte fare una bella foto in mezzo ai fiori del paese.
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«Le nuove del Pais»
Inaugurazion del monument ladin Sabeda ai 12 da agosto da le siei da da sera la jent s’à binà davant a la Cesa de Jan per l’inaugurazion del nuof monument ladin che l é stà metù ju. Bel compagn a chel che se ciata sul jof de Sela, l monument l è stà volù ntel an ulache se regorda i zent agn da la spartizion aministrativa dei ladign coche simbol de union e de volè, ntel davignì, jì navant auna a chi auter ladign. L’inaugurazion la è stada acompagnada da la mujiga de Musicol e, delongo darè, la jent l’à podù jì nte piaza ulache trei ele i à liet ju la storia de ce che à passà nuos pais nte chis zent agn. Na storia che ele i à contà da suo pont de veduda, na storia che à tocà cotanta jent parceche nte chest i à vedù la storia de sue famee e de sua jent. L à volù ester n invit a vardà navant con fiduzia, senza però se desmentié de ce che l é stat e de ce che n’à portà fin chilò.
L’inaugurazion del monument.
La jent nte piaza la scota la storia dei pais ladign da Souramont.
L cianton de la Union
Festa de Ra Bandes in Anpezo ai 27 de agosto. L’Union dei ladign da Col a la Gran Festa da Sul ciar na raprejentanza de duc i Ladign. d’Ista in Fasssa ai 10 de setembre.
Pelegrinagio a Ojes ai 30.09.2023.
Gramarzé per Col in Festa Domenia ai 03 de setembre la marenda organizada dai jovegn ilò dai magazign comunai per duc chi che à laurà per Col in Festa.
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«Le nuove del Pais»
COMUNITÀ IN CAMMINO BATTESIMO
NATI
Melodie De Michiel (Costa) di Patrik e Priscilla Costa, nata a Belluno il 05.09.2023.
Chiara Pallua di Agostino e Marina De Marco, nata a Belluno il 26.12.2022 e battezzata Colle il 01.10.2023.
Noemi Rudiferia (Colfosco/Colle) di Lukas e Viviana Pezzei, nata a Belluno l'11.08.2023.
Laurea
Asia Dall'Acqua (Svizzera/Colle) di Valentino e Cristina Vitale, nata a Losanna (CH) il 14.09.2023.
Tiziano Agostini (Selva/Colle) di Eugenio e Fabiana Lorenzini, nato a Belluno il 12.09.2023.
Fuori parrocchia
Dorina Colleselli (Belluno) Nata a Colle Santa Lucia il 17.02.1943 e deceduta il 19.04.2023. Coniugata con Albino Agostini.
Crepaz Alida vedova Pedrinelli Carrara (Treviso - figlia del maestro "Balin" di Sopradaz ). Nata a Belluno il 04.07.1950, deceduta a Treviso il 09.09.2022. Madre di 4 figli.
Fuori parrocchia
Fuori parrocchia
NELLA PACE DEL SIGNORE
Giovanni Frena (Bressanone) Nato a Colle Santa Lucia il 28.12.1928 e deceduto a Bressanone il 05.09.2023. Coniugato con Ottilie Ploner, padre di tre figli.
Salmo 129 In te spero, Signore: ti attendo come l'aurora. Io spero nel Signore, l'anima mia spera nella sua parola. L'anima mia attende il Signore più che le sentinelle l'aurora.
Il giorno 20 luglio 2023 presso il dipartimento di geoscienze dell'Università degli studi di Padova Walter Dell'Andrea ha discusso la tesi di laurea triennale “Recupero di attrito (healing) di un gouge di faglia di quarzo sotto condizioni imposte di pressione e temperatura” con il voto di 110/110 e lode; relatore il prof. Telemaco Tassi. Congratulazioni a Walter per il suo futuro professionale anche da parte della redazione della Nuove del Pais; che sia ricco di successi e soddisfazioni!
Offerte Un GRAZIE per la GENEROSITÀ per il nostro BOLLETTINO Dariz Emilia, Dariz Rosetta, Troi Antonietta, Dell'Andrea Arturo, Agostini Rita, DARIZ Silvano, Piai Lucia, Immobiliare Chizzali. Cordella Luigi e De Pellegrin Lorella, Frena Anna Maria, Frena Cristina, Treve Cristina, Pallua Angelica ,Codalonga Francesco, Pallua Olga, Colleselli Anna Maria Piva.
Come sostenere le Nuove del Pais La Parrocchia di Colle ringrazia chi ha contribuito e vorrà sostenere nel futuro “Le Nuove del Pais”. Per chi volesse dare un contributo a sostegno di questa pubblicazione relativamente alla parte di Colle informiamo che è possibile effettuare un versamento sul conto corrente della parrocchia di Colle, il cui IBAN è: IT 48 H 02008 61001 000003993901 e non tramite il bollettino postale che i collesi all’estero trovano allegato; in tal caso il contributo andrà alla parrocchia di S. Giacomo Maggiore di Livinallongo. Ricordiamo che per variazioni di indirizzo, per consegnare materiale o per qualsiasi altra esigenza i contatti sono quelli della referente (giuliatasser@libero.it) o quello della Parrocchia di Colle (via Villagrande 25 - 32020 – Colle Santa Lucia - BL).
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«Le nuove del Pais»
STORIA - ARTE - CULTURA - TRADIZIONI
L’angolo dei ricordi Foto conosciuta
Festa dei coscritti del ’13. Tra questi Giacomo Dagai (indicato con la freccia) padre di Aldo Dagai “da Molinat”. Forse qualcuno potrà riconoscere qualche altro familiare, che invitiamo a comunicarci! (foto di Aldo Dagai)
Foto sconosciuta
Foto storica
Anno 1953. Si sta asfaltando la Strada Statale 48 delle Dolomiti. Uno scorcio dei lavori in località Sorarù, presso la “cesa del fotografo”.
Foto riconosciuta Si tratta della foto sconosciuta pubblicata sul numero di luglio, riconosciuta da Cecilia Lezuo che ci invia questo scritto e per il quale la ringraziamo. “Arabba 1930 circa: il più piccolo è Lezuo Zeno, classe 1926; il più grande suo fratello Riccardo, classe 1923. Quest’ultimo morì l’11 giugno del 1940 in seguito allo scoppio di un residuo bellico inesploso, presso la casa de “Chi de Costa” ad Arabba. Con lui morì anche Costa Eugenio, mentre venne ferito Costa Giovanni che perse la vista. Fu una grande tragedia per Arabba, ma sarebbe potuta essere ben peggiore perché nel luogo dell’esplosione vi erano anche altri bambini”.
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«Le nuove del Pais»
Da pochi giorni eravamo tornati a scuola; ritrovarci con i compagni era un momento di gioia e non era nemmeno faticoso seguire le lezioni dopo i mesi di pausa estiva. Nella piccola scuola di Corte, pluriclasse dalla prima alla quinta, la maestra era la stessa dell’anno precedente. Quella mattina del 10 ottobre 1963, dopo la preghiera e l’appello, ci comunicò la tragedia del Vajont, dicendo che l’intero paese di Longarone era stato spazzato via e che c’erano molti morti. Dopo l’iniziale sconcerto chiedemmo dove fosse Longarone perché nessuno di noi lo sapeva, così apprendemmo che era nella nostra provincia e non molto distante. A scuola imparavamo a memoria tutti i nomi dei capoluoghi d’Italia ma non conoscevamo i paesi nelle vicinanze. Negli anni ’60 vi erano poche persone che possedevano
Storie da nzacan a cura di Antonietta Crepaz “Pecula”
Il VAJONT visto da una bambina di sette anni l’automobile e in caso di necessità ci si spostava con i mezzi pubblici. Longarone non era sulla traiettoria per il capoluogo Belluno, così per noi era una località totalmente sconosciuta. Tornando a casa da scuola trovammo i nostri famigliari rattristati per la grande disgrazia. Ci spiegarono che era franato il Monte Toc cadendo nella diga e l’acqua, unita al fango, aveva formato un’enorme onda che aveva invaso i luoghi sottostanti,
E po… no n é plu nia È fat da cëna lavé ju i piac e metù via. Co nen liber nte let son juda a paussé, l é n moment dut per mi; stè n cin n pesc tra pagine bele e col pensier sgole dalonc.
N gran crabal, se n va la lum. Malta e iega ven ite per porta e po… no n é plu nia. AC
e oltre a Longarone erano coinvolti anche i paesi friulani di Erto e Casso. Nei giorni successivi si alternarono una miriade di drammatiche notizie, le ascoltavamo alla radio, ne parlavamo con i vicini, le leggevamo sui giornali Famiglia Cristiana e Vita Trentina cui eravamo abbonati e per l’avvenimento avevamo comprato anche La Domenica del Corriere. La mamma mi disse che molti bambini avevano perso la vita, anche piccoli come mia sorella Pia nata proprio quell’anno. Io guardavo Pia nella culla, ero contenta che fosse viva e speravo non le accadesse mai nulla. Si raccontava che nei giorni precedenti la frana le pecore si rifiutavano di andare a pascolare sul Monte Toc; gli animali percepivano il pericolo, solo la cupidigia umana non lo ammetteva. Due mie compagne di scuola andarono con il fratello e le famiglie sul luogo del disastro e quando tornarono chiedemmo loro cosa avessero visto. Ci dissero che il viaggio era stato molto lungo e che i carabinieri li avevano fermati molto prima di Longarone e loro
avevano visto solo fango. La parrocchia raccolse soldi per aiutare la popolazione tristemente colpita. Negli anni Sessanta era normale che i bambini andassero per le case a chiedere l’offerta per poi inoltrarla a chi di dovere. A Contrin andai anch’io con i compagni più grandi; ogni famiglia dava quello che poteva, nessuno era ricco ma nel momento del bisogno emergeva la generosità innata della gente di montagna. So che una persona porgendoci il denaro ci disse: “Non dividetelo tra di voi!” Rimasi molto male, era la prima volta che percepivo la mancanza di fiducia e lo scarso rispetto. La mamma raccontava che prima del disastro, ogni anno, veniva una donna di Erto a vendere cucchiai ed altre masserizie in legno; dopo non tornò più, spesso si era chiesta cosa le fosse successo. Più avanti negli anni, andando ad abitare in Cadore percepii maggiormente il dolore della disgrazia. Una donna mi confidò che nei giorni immediatamente dopo il 9 ottobre 1963, cercando tra il fango sua madre, trovò invece il corpo del figlio. Innanzi a così tanta sofferenza restai muta. Allora lo vivemmo come un tragico avvenimento, scoprimmo solo tempo dopo le macchinazioni a cui era stata oggetto la costruzione della diga del Vajont. È triste pensare come interessi e corruzione abbiano prevalso sul valore della vita umana. Purtroppo la storia continua a ripetersi.
Le poejie de Antonietta Crepaz ilustrade da Vico Calabrò La se clama “Refolo d’aria”, n sbuf de vent, l’ultima racolta de poejie per talián che à dé a la stámpa la poetëssa fodoma Antonietta Crepaz “Pecula”. 26 liriche, nvalgune de chëste ilustrade dal cugnisciù artist Vico Calabrò. Ma com’ela nasciuda la colaborazion con en artist de n tel livel, ie damanon a
Da mán ciámpa: Patricia Pivirotto, Antonietta Crepaz e Vico Calabrò.
l’autrize. “L eva n toch che volëve fè n liber con de mie poejie per talián – conta Antonietta. “De november del ann passé, da S. Martin, protetor de Val de Ciadoure ulache vive, l é sté l’inaugurazion de nvalgugn depenc che proprio Vico à fat su S. Martin; che i é ence sui vieresc del ospedel de Belum. Fin a n chël di mi no l eve mei cugnisciù de persona, ma ntel descore l é vignù a savei de mia pascion per la poejia e l m’à dit: “Se te scrive poejie podësse ence te le depenje”. Sessaben se no son restada de na tel proposta e coscita i’è responù: “Mi te le mane, po ciala ti. No podëve zerto pertende che de segur le ie sape bele e spo che l se mëte a le ilustré”. Davò n pèr de dis Vico l m’a clamé su al telefono e l m’à dit chëste parole:
“Con puoc viersc de tue poejie te feje vibré l’emozion. È bele scomencé a depenje”. Pense de avei braglé da l’emozion – sceguiteia Antonietta. No capita zerto daspës nte la vita de podei nvié via na colaborazion con en artist coscita cugnisciù”. Le 26 poejie metude auna nte la publicazion le descor dei argomenc plu desvalis: dal sentiment de l’amicizia, al tema dei social, a la viera ntel Donbass e coscita nnavánt. “È metù su la cherta poejie detade da sentimenc, emozions, fac, a ossiervé la natura e l animo de la jent, plu saurì col vive – disc l’autrize. La sensibila interpretazion de Vico Calabrò la dona esistenza viva a mie parole”. Da ulà élo nasciù l titol? “L é una de le poejie de chësta racolta. Gnánca una de le meio. Ma pen-
se che la poejia la siebe proprio come n sbuf de aria: l é frësch, la te renfrësca e co l é freit la te toca sul vif e la te fesc pensé”. La prejentazion l’é stada fata daite da la manifestazion “Boschi di carta”, na fiera dedicada a la picola e media editoria, prejentada da Patricia Pivirotto, presidenta de la Pro Loco de Val de Ciadoure. “Nte chële poejie vedëve n frësch scemple e sot – l à dit Vico Calabrò ntel spieghé coche l’é nasciuda l’idea de chësta colaborazion. “Se esse podù mi dezide n artist per ilustré mie poejie esse pensé proprio a Vico, percieche suoi depënc nstësc i é poejia. Ma mei esse pensé de podei avei na tel fortuna – siera ite Antonietta. L liber l sarà prëst da podei ciapé ence nte le boteighe nta Fodom. SoLo
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«Le nuove del Pais»
L
e “Georgiche” sono state il filo conduttore di un progetto Clil1 per il ladino, condotto dalle tre classi della Scuola Media Ernesto Renon, nel quale i ragazzi hanno coniugato la grande opera del poeta latino Virgilio con lo studio della tradizione del mondo agricolo a Fodom e la lingua ladina. Grazie ad incontri in classe con esperti, visite sul campo e vari laboratori, gli studenti hanno imparato a conoscere il nome sia in ladino che in italiano di antichi mestieri ed attrezzi usati dai loro nonni. Il tutto è stato riassunto in una mostra inaugurata l’ultimo giorno di scuola nel plesso di Brenta. “Le Georgiche, opera scritta da Virgilio intorno al 35 a.C. - spiega la prof.ssa Paola Massalin che ha coordinato il progetto rimandano al concetto della parola greca “Georgios”, ovvero a tutto ciò che ha a che fare con l’agricoltura. Si tratta di un componimento poetico di straordinaria bellezza, ma conosciuto solo dagli esperti del settore. È suddiviso in quattro libri: il primo sull’agricoltura, il secondo sull’arboricoltura, il terzo sull’allevamento ed il quarto sull’apicoltura. In questo progetto, che abbiamo intitolato “Le Georgiche da Fodom”, con i ragazzi ne abbiamo letto e commentato
Le “Georgiche da Fodom”
alcune parti, così divise: la classe terza ha approfondito il primo ed il secondo libro, la seconda il terzo e la prima il quarto. I brani analizzati sono stati poi associati alla tradizione del mondo agricolo a Fodom grazie anche ad alcuni incontri con esperti, locali e non, dei rispettivi settori. Abbiamo visitato, ad esempio, l’Azienda Agricola Maso Chi del Gross a Lasta, il Mujeo Ladin Fodom a Pieve ed in autunno abbiamo partecipato alla Rassegna del Bestiame ad Arabba. In classe sono venuti a parlarci di agricoltura ed allevamento il dott. Giuseppe Pellegrini, di arboricoltura la dott.ssa Annamaria Canepa con la quale
abbiamo condotto anche un interessantissimo laboratorio sull’antica coltivazione a Fodom della canapa, ed infine di apicoltura l’esperto ed appassionato Gianluigi Ceretti. Il tutto è stato condensato in una serie di tabelloni scritti e dipinti dai ragazzi dove hanno riportato i nomi in ladino di attrezzi e mestieri, con i quali abbiamo realizzato una mostra resa possibile grazie alla collaborazione dell’Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan, l’insegnante di ladino Isabella Marchione, la responsabile del museo ladino Eleonora Demattia e l’artista Moira Pezzei per la parte grafica. Un progetto interdisciplinare che ha in-
Alcuni scorci della mostra realizzata dai ragazzi presso la scuola media, che è stato possibile visitare per tutto il periodo estivo ed è tuttora aperta dal lunedì al sabato, dalle ore 10:00 alle ore 12:00, fino al 31 ottobre.
segnato ai ragazzi che molto di quanto raccontavano i nostri nonni lo si ritrova già in Virgilio e che coniuga lo studio del mondo rurale con la lingua ladina”. SoLo Il termine CLIL è l’acronimo di Content and Language Integrated Learning. Si tratta di una metodologia che prevede l’insegnamento di contenuti in lingua straniera. 1
La laorazion del orde nte le val ladine ncánta la plaza de Belum Na domënia, chëla del 10 de setember, a l’ensegna de la biodiversité coltivada e trasformada nte Plaza dei Martiri a Belum. Da na pert i prodoc de le aziende agricole de la Belumata, associade a la “Comunità del Cibo e della Biodiversità Montagna Bellunese”, mudei n “cicchetti” da la “Associazione Cuochi Bellunesi”, da l’autra deplù stands dedichei a vëne i prodoc a km zero de la cultura tradizionala. Proprio nte chëst setor l é sté refat la filiera del orde da Fodom, che à vedù come protagonisć l Dino del Moro, la Teresa Biertola, la Giuliana del Zenz e l Paolo Mone. L obietif del event l eva chël de mëte n mostra duc i laour dintournvia per rué a avei i garniei de orde. L Dino l é pié via a mostré coche nta Fodom se fajëva i mugli, che nlouta l eva l
prum laour che vegniva fat davò avei sejolé. Nte na soeja de troc spetadous ruei a cialé pro, i cater fodomi i à po ferlé e fat revive chël sonn a ritmo del frel che bat e che fin davánt 50 o 60 agn fesc l ressonáva da d’autonn fora per duta la val. Na outa fenì de ferlé e trat via le mane, i à douré l drè e l molin a vent per despartì i garniei da le areste e i resć de paia. L eva demè davò chëst laour che i garniei de orde i eva enjignei da deventé panicia e, aldidancuoi n provinzia de Belum, ence bira. La demostrazion, defati, l’é stada sarada ite co nen barijel de “Birra Dolomiti”, fata proprio con orde coltivé n Provinzia de Belum, giourì dal prescident de le Pro Loco de la Belumata Davide Praloran e che duc chi che à tout pert i à podù ciarcé. Bepe Gobo
Dino del Moro mostra coche vegniva fat i mugli.
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DALLE NOSTRE ASSOCIAZIONI Alpini Commemorazione al Col di Lana Dopo alcuni anni di assenza, a causa della pandemia prima e delle condizioni meteorologiche avverse poi, finalmente quest’anno siamo potuti salire nuovamente al Col di Lana per l’annuale commemorazione della prima domenica di agosto. Viste le previsioni non favorevoli per il primo pomeriggio la cerimonia è stata comunque anticipata di mezz’ora rispetto all’orario fissato per le ore 11.00. A celebrare la S. Messa l’ex cappellano militare (ora cappellano dei Carabinieri a Brescia) don Lorenzo Cottali, sempre disponibile in questa occasione, e due sacerdoti di Gubbio, don Armando e don Marco. Presenti in vetta anche il sindaco di Livinallongo Leandro Grones e l’assessore di Gubbio Marco Morelli, la Sezione di Belluno, con i consiglieri Leandro Lorenzini e
Alessandro Panciera, che ha portato il saluto del presidente Lino De Prà. Presenti pure 2 labari (Belluno e Conegliano) e 9 gagliardetti. Per la Caserma Gioppi di Arabba il comandante Michele Endrighetti e in rappresentanza dei Carabinieri della Stazione di Livinallongo-Arabba l’appuntato scelto Alessio Loriga. La delegazione degli Schützen di Livinal-
longo con il comandante Manuel Delmonego e i Kaiserjäger di Lienz con il comandante la Caserma Haspinger colonnello Bernt Rott, che ha fatto il suo saluto in tedesco ed italiano. A cornice dell’evento anche un folto gruppo degli amici di Gubbio con in testa l’immancabile presidente degli Eugubini nel Mondo dott. Mauro Pierotti. L’amico trombettiere Paolo De-
mattia con “Il Silenzio” suonato nel cratere della mina, ha reso la cerimonia del tutto suggestiva. La mattinata si è conclusa con polenta, pastin e formaggio, il tutto preparato dagli Alpini di Livinallongo. Appuntamento alla prima domenica di agosto 2024! Il capogruppo Valerio Nagler
Croce Bianca La Croce Bianca Fodom forma i soccorritori di domani Nella sede dell’associazione ad Arabba si è tenuto l’open day del Gruppo Giovani, un incontro di 2 ore per tutti i ragazzi tra i 12 e i 18 anni interessati a conoscere più da vicino l’attività svolta. All’evento hanno partecipato 4 giovani ragazze, tutte fodome. L’incontro è stato aperto con una piccola presentazione dell’attività durante la quale è stato spiegato che l’obiettivo del gruppo giovani è sì quello di trasmettere le conoscenze di primo soccorso, che tutti dovrebbero avere, ma è anche un’occasione per stare insieme e fare nuove esperienze e amicizie. “Durante la presentazione – spiega Elisa Martini, una delle coordinatrici del gruppo – abbiamo illustrato ai partecipanti anche le attività collaterali agli incontri mensili di routine, svolte nel corso dell’anno: la gita a Gardaland con tutti
i giovani della Croce Bianca e la gara di primo soccorso che si è tenuta a Vipiteno ad inizio giugno, dove i nostri giovani si
sono difesi alla grande totalizzando degli ottimi punteggi. In seguito alcuni giovani hanno riportato la loro esperienza
Il Gruppo Giovani della Croce Bianca Fodom.
all’interno del gruppo e messo in luce gli aspetti che più li gratificano nel farne parte. I ragazzi presenti hanno poi potuto visitare la sede e vedere da vicino una delle ambulanze usate dai volontari durante i servizi di soccorso con la possibilità di provare alcuni strumenti e attrezzature. A seguire si sono poi sfidati in alcuni giochi insieme ai ragazzi già membri del gruppo e agli accompagnatori. L’incontro si è infine concluso con un piccolo momento conviviale. L’iniziativa – conclude Elisa ha offerto l’opportunità di approfondire la conoscenza delle attività promosse dal Gruppo Giovani della Croce Bianca, fornendo così ulteriori elementi per riflettere sulla possibilità di unirsi a questo gruppo.” Chiunque fosse interessato a iscriversi o volesse avere maggiori informazioni può contattare direttamente le accompagnatrici, Elisa (3476704568) o Chiara (3337007751). SoLo
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Donatori di sangue “Su le pedie de nuosc avi” Domenica 9 luglio è stata organizzata la 18^ camminata “Su le pedie de nuosc avi”. Fortunatamente quest’anno si è presentata già dal mattino una bella giornata con sole e cielo sereno, a differenza dell’anno scorso quando, purtroppo, il tempo non ci è stato favorevole. Siamo partiti da Castello lungo il sentiero che porta verso il Col di Lana, proseguendo poi verso: Plán del Aiel – i Festis – Trou da Mez – Pale dei Melene – Roncion – Paluele e ritorno verso Castello. Per il pranzo è stata scelta una zona molto particolare di Castello: Sas de Beita, circondata dalle rocce e dal verde dei prati. Soddisfatti della partecipazione e della compagnia, ci siamo salutati dandoci appuntamento al prossimo anno. Un ringraziamento particolare va al Direttivo e a tutti quelli che con grinta e buona volontà hanno voluto contribuire all’iniziativa. Grazie tánt. Per il Direttivo, il Segretario Fabio Denicolò
Il pranzo al Sas de Beita.
Gruppo "Insieme si può" 20 (+2) anni “tutto il bene” al gruppo Insieme si Può Fodom Anche l’associazione “Insieme di Può Fodom” è arrivata a festeggiare i vent’anni di fondazione. In realtà sono 22 anni, ma anche per i volontari del gruppo il 2021 è stato ancora un anno difficile causa il Covid per poter mettere insieme le forze per fare la festa dei primi vent’anni; per questo motivo è stata celebrata quest’anno 2023. L’avvenimento è stato ricordato e festeggiato sabato 23 settembre nella sala congressi di Arabba. La serata è stata aperta e guidata dalla coordinatrice del Gruppo Marilena Dander, che con la voce “fuori campo” ha ricordato come tutto è iniziato. “Era l’autunno del 2000 – ha ricordato – un pomeriggio piovoso d’autunno, mi ero messa a fare un po’ di ordine dei giornali, quando quasi per caso mi è arrivato tra le mani un foglio che non avevo ancora visto e che si chiamava ‘365 giorni Insieme si Può’. L’ho letto tutto e insieme a mio marito Aldo abbiamo pensato anche noi di aderire a questo gruppo e alle sue iniziative; anche perché era da tempo che si pensava di avviare qualche iniziativa per aiutare chi ha bisogno. Così
Un momento della festa per l’anniversario di fondazione del gruppo Insieme di Può Fodom.
abbiamo contattato la sezione di Belluno e nel 2021 è nato “Insieme si Può Fodom”. La storia di questi anni di attività è stata ricordata attraverso l’aiuto di un “Power Point”. Foto che hanno sintetizzato i molti progetti dove Isp ha dato il suo contributo per coloro che sono meno fortunati di noi; da soli come sezione Fodom o insieme al Gruppo di Belluno. Come ad esempio il finanziamento della perforazione di un pozzo per l’acqua potabile nel paese di Lokemerkapel in Uganda. E le diverse iniziative per raccogliere soldi per progetti di solidarietà: dai mercatini alle
sagre a Pieve e Arabba, le serate di teatro con la compagnia di teatro di Brunico o le serate di carnevale con il Coro Fodom che ha partecipato alla festa di anniversario con alcuni canti. Ha preso poi la parola Piergiorgio Da Rold, fondatore dell’Isp di Belluno, che ha presentato alcuni progetti che verranno realizzati dall’associazione. L’ultimo è il progetto di avviare un centro di fisioterapia a Kiev in Ucraina per i soldati, ferita dalla guerra. È stata poi la volta di cinque giovani ragazze fodome, Amely, Anna, Greta, Marica e Giulia, che con una piccola “scenetta” si sono presentate come
nuove volontarie dell’Isp. «Sono venute loro spontaneamente – ha raccontato Marilena – e questo ci ha fatto un grande piacere». Ha toccato il cuore di tutti il racconto di quattro giovani da Belluno, Edy, Mariaclara, Anna e Matteo, che hanno raccontato la loro esperienza del viaggio fatto in Brasile, dove hanno potuto toccare con mano il degrado e la miseria delle favelas e le storie di quattro bambini che vivono in quella situazione così difficile. La serata non poteva che finire con una buona torta mentre il Coro Fodom cantava “tanti auguri al gruppo Insieme si Può Fodom”. SoLo
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Sci Club Il 27 maggio, a Longarone, in occasione della “Festa dello Sport” lo Sci Club Arabba ha ottenuto un bel riconoscimento. L’evento, promosso e organizzato dal Corriere delle Alpi, è una passerella dei migliori sportivi bellunesi e rappresenta un’occasione per conoscere e incoraggiare gli atleti locali che maggiormente si sono distinti, ma soprattutto per motivare i più giovani che ammirano questi atleti e li vedono come riferimento negli sport che più li appassionano. Sul palco del Palafiere, tirato a lucido per la due giorni del Giro d’Italia, sono sfilati anche sportivi di livello nazionale che con fatica e determinazione hanno fatto strada: fra questi Alex Bassani, un talento di Superbike, la famosa fondista “sappadina” Lisa Vittozzi, il ciclista professionista Andrea Pierobon ed Elia Barp, giovane promessa del fondo. Presenti anche l’atleta della nazionale di rugby Alyssa D’Inca e la campionessa di Snowboard Lucia Dalmasso. Tra tutti i premiati anche i nostri fodomi: Philip Ploner, giovane promessa dello sci alpino e il riconfermato presidente dello Sci Club Arabba Roberto De Lazzer, che ha pure ottenuto il premio “Radio Più”, direttamente consegnato dalle mani del direttore dell’emittente agordina Mirko Mezzacasa. “È stata una grande emozione essere premiati da Mezzacasa – racconta De Lazzer – che ci ha onorati in diretta e ci ha fatto mille complimenti. Per noi è stato come
vincere una Coppa del Mondo. Il riconoscimento ci è stato consegnato per i buoni risultati che abbiamo ottenuto in queste ultime due stagioni sciistiche, allorché siamo riusciti a portare i nostri atleti a raggiungere buoni risultati, non solo a livello provinciale e regionale, ma anche nazionale. Un motivo in più per essere orgogliosi è anche il fatto che questo premio lo abbiamo ottenuto insieme a sci clubs ben più blasonati e con possibilità economiche maggiori delle nostre. Nelle nostre valli non è semplice fare agonismo: è un grande sacrificio, soprattutto da parte delle famiglie e, alle volte, si rischia di cedere allo sconforto. Tuttavia, vedo con soddisfazione che il nostro gruppo è sano e pieno di entusiasmo. Quest’anno purtroppo perdiamo 25 atleti che non hanno più intenzione di continuare, ma la nostra attività non si ferma. L’impegno più grande sarà quello di seguire i ragazzi e fare in modo che non perdano l’entusiasmo per questo sport”. Una grande soddisfazione per questo momento, ma con un po’ di amaro in bocca. “Sì. – spiega De Lazzer – Dispiace vedere che qui a Fodom le persone che lavorano nel settore dello sci non siano particolarmente sensibili sull’importanza di avere un’associazione come lo Sci Club, che si occupa di agonismo e di riunire atleti che in futuro potrebbero portare onore e conoscenza alla vallata fodoma”. Che reazione
Philip Ploner è stato premiato come miglior atleta dell’ultima stagione di sci della provincia di Belluno.
hanno avuto i ragazzi? “Anche per loro è stata una grande emozione: al pari di vincere una coppa. Il merito di tutto questo va sicuramente agli allenatori, ma anche alle famiglie che hanno sostenuto il lavoro dello Sci Club,
soprattutto nell’organizzazione delle gare”. Tra i singoli atleti anche un ragazzo di Fodom, Philip Ploner, premiato come migliore atleta della stagione. Ploner, ex Sci Club Arabba, adesso gareggia per lo Ski College di Falcade. sl
Lo Sci Club Arabba ottiene il premio dalle mani del direttore di Radio Più Mirko Mezzacasa.
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ATTUALITÀ - SUZEDE NTA FODOM
Il campo di calcio di Freine avrà i nuovi spogliatoi e l’illuminazione È in dirittura d’arrivo il progetto per i nuovi spogliatoi e l’illuminazione del campo di calcio di Freine. Per finanziarlo l’amministrazione del Sindaco Leandro Grones ha stanziato due annualità, per un totale di 1 milione di euro, del Fondo dei Comuni di Confine. La struttura era stata inaugurata nel 1984 dall’allora amministrazione del Sindaco Gianni Pezzei. Un lusso per i giovani appassionati di calcio fodomi dell’epoca, fino ad allora costretti a giocare su campi di fortuna. Ma con gli anni il manto erboso aveva ben presto cominciato a patire il fatto di trovarsi a 1600 metri di quota. I lunghi inverni non permettevano alla cotica di rinverdire in tempo per le prime partite primaverili. Senza tenere conto che le dimensioni del rettangolo di gioco non rientravano nelle minime richieste dai regolamenti e con l’assestamento, il terreno aveva raggiunto un dislivello da un lato all’altro del campo di ben 80 centimetri. Così nel 2006, con la terza amministrazione Pezzei, si
Il rendering dei nuovi spogliatoi al campo di calcio di Freine.
cominciò a parlare di realizzare un campo sintetico, all’epoca uno dei primi in provincia di Belluno dopo quello di Celarda di Feltre. Il 27 settembre del 2009, la neo eletta amministrazione del Sindaco Ugo Ruaz inaugurò il nuovo campo di calcio sintetico. Il progetto iniziale prevedeva già la sistemazione degli spogliatoi e l’installazione dell’illuminazione. Ma solo adesso, dopo 14 anni, si arriverà a chiudere il cerchio. Il progetto, in fase di completamento, prevede principalmente la realizzazione
dei nuovi spogliatoi al posto di quelli esistenti, non più a norma. La struttura, interamente in legno, sarà costruita sul lato lungo del campo verso la SR 48 delle Dolomiti, dove ora sorge la baracca adibita a bar. Oltre agli spogliatoi per le squadre e l’arbitro al piano terra è previsto anche un locale infermeria ed i servizi igienici. Al secondo piano invece troveranno posto un bar, una piccola cucina, un magazzino, i servizi igienici ed una terrazza dove gli spettatori potranno seguire le partite
al coperto. Gli spogliatoi attuali saranno adibiti a magazzino per gli attrezzi. Per l’illuminazione verranno recuperati i fari dal vecchio campo da hockey in dismissione ad Arabba. Inoltre verranno sistemati anche i parcheggi intorno al rettangolo di gioco. “Stiamo studiando le ultime modifiche, come la rete di protezione per i giocatori che escono verso gli spogliatoi – spiega il sindaco Grones. Si tratta sicuramente di un investimento cospicuo – ammette. “Ma c’era bisogno di mettere a norma la struttura. Lo facciamo per i nostri giovani appassionati di calcio, della squadra maggiore del Fodom, di quella dei giovani e di quella femminile”. Una volta conclusi i lavori si potrà pensare ad ospitare il ritiro di qualche squadra delle serie maggiori? “Difficile – risponde Grones. Manca la pista di atletica e non ci sono spazi sufficienti intorno. Anche la corriera avrebbe difficoltà ad accedervi”. SoLo
Presentato lo studio “Arabba-Marmolada 2030, ad un passo dal futuro” Rafforzare la collaborazione turistica tra Livinallongo e Rocca Pietore in prospettiva anche di arrivare ad un consorzio turistico unico, presentarsi come destinazione unica con al centro la Marmolada, combattere lo spopolamento, valorizzare le unicità dei piccoli borghi e della cultura locale, maggiore cura del territorio e migliorare l’offerta turistica di gastronomia, infrastrutture e del collegamento sciistico e per le bike tra i due comprensori. Si potrebbero sintetizzare così i punti cardine del piano strategico di sviluppo turistico “Arabba Marmolada 2030” che è stato presentato venerdì 22 settembre al Rifugio Gorza ad Arabba. Una serata che ha richiamato in cima al Portavescovo oltre 300 persone, tra questi moltissimi giovani, quasi equamente divise tra i residenti dei due comuni. Ma anche provenienti da più lontano. Lo studio, realizzato dall’azienda di consulting “Kohl & Partner” è partito tre anni fa su iniziativa dei
Un momento della presentazione al Rifugio Gorza.
consorzi turistici e degli impianti a fune di Arabba e Rocca Pietore e dei due comuni per elaborare strategie di commercializzazione della destinazione turistica dei due comprensori nella sua globalità per poter così dare un posizionamento competitivo. L’incontro si è aperto con i saluti da parte di Diego De Battista, Ceo di Funivie Arabba ed ispiratore del progetto e del Sindaco di Livinallongo Leandro Grones, che ha ricordato come
questo sia il primo studio realizzato su territori omogenei dopo che nel passato molte iniziative simili fatte a livello provinciale sono poi rimaste purtroppo nel cassetto, ed un video messaggio del governatore Luca Zaia. La presentazione vera e propria dello studio è stata introdotta e condotta da David Raccanello e Alois Kronbichler di “Kohl & Partner” che hanno seguito in prima persona tutto il progetto. David
ha riassunto in breve le varie fasi in cui si è suddiviso il lavoro. A cominciare dalla raccolta dei vari dati statistici sulle due località: popolazione, presenze turistiche, infrastrutture, provenienza dei turisti, impianti a fune. Parallelamente a questa fotografia dello stato attuale si è creato un gruppo di lavoro, formato da circa 25 persone, rappresentanti delle varie realtà economiche, culturali e della società dei due comuni, che si sono ritrovate più e più volte in workshops per analizzare, discutere i dati e fare proposte. “Un lavoro che è cominciato in pieno Covid – ha ricordato David, quando non era certo facile pensare al futuro”. Un dato statistico su tutti. Livinallongo e Rocca Pietore insieme registrano quasi 600 mila presenze turistiche all’anno (377 mila Livinallongo, 200 mila Rocca Pietore), che generano un fatturato di circa 93 milioni di euro. Dato dal quale si è partiti per le varie riflessioni. SoLo
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l formaggio “Fodom”, prodotto dalla Latteria di Renaz, ha ottenuto il riconoscimento di Presidio Slow Food. La comunicazione ufficiale è stata fatta nei giorni scorsi nel corso della manifestazione “Cheese” che si è tenuta a Bra (CN), il più grande evento internazionale dedicato al formaggio di latte crudo. All’evento hanno preso parte il presidente della latteria Cristian Grones, che ha presentato l’azienda, ed il malgaro Gianluigi Cerretti che ha spiegato come viene prodotto il Fodom. “I tecnici di Slow Food ci hanno contattato quest’estate – racconta Egidio De Zaiacomo, referente del progetto per la latteria – e qui da noi, hanno trovato esattamente il prodotto con le caratteristiche che cercavano, prodotto da aziende che lavorano ancora i prati stabili”. Il “Fodom” viene prodotto con il latte conferito dai soli otto soci della latteria, che sfidano le difficoltà dell’alta montagna e custodiscono un territorio di grande bellezza. Milletrecento abitanti sparsi in diciassette frazioni, ai piedi del massiccio del Sella: la valle di Fodom inizia a 1300 metri e i suoi pascoli più alti superano i 2000 metri. Pendii ripidi, caratterizzati da un’eccezionale varietà di erbe foraggere che si rivelano un ottimo pascolo e assicurano un fieno altrettanto
Il formaggio “Fodom” diventa Presidio Slow Food1
Alcuni soci della Latteria di Renaz (foto Oliver Migliore). eccellente. Due sfalci, uno a giugno e l’altro a fine estate. Mescolando i due tipi di erba, si ottiene un fieno eccellente, in grado di fornire un latte ricco di antiossidanti e vitamine. “Sui nostri prati si contano oltre cento tipi di essenze arboree
per metro quadro rispetto alle dieci-quindici della pianura – spiega De Zaiacomo. Per questo il formaggio che si ottiene è di altissima qualità”. Il “Fodom” è prodotto con la tipologia tradizionale che da sempre è in uso in que-
sta valle. Al latte, riscaldato a 36,5 gradi, viene aggiunto il latte-innesto autoprodotto e il caglio di vitello. Dopo varie lavorazioni si passa alla salamoia e alla stagionatura che può durare tre o quattro mesi. Le forme in commercio si presentano con diametro tra i 30 e i 35 centimetri, spessore di 7-8 centimetri e peso di circa 5 chilogrammi. Ma lavorare quassù è dura e gli otto contadini “eroi” chiedono aiuti specifici alla politica. “Il primo elemento di difficoltà è rappresentato dalla pendenza dei prati – spiega ancora De Zaiacomo – che implica l’utilizzo di macchine speciali con costi doppi in termini di tempi di lavorazione e di gestione rispetto alla pianura. Noi vorremmo che le differenze fossero riconosciute, cosa che oggi non accade – prosegue De Zaiacomo. La Regione Veneto considera montano l’intero territorio provinciale di Belluno, indipendentemente dall’altitudine, e questo fa sì che le indennità compensative riconosciute a noi siano di poco superiori a quelle erogate a chi lavora in basso”. SoLo
Un “Isté Ladin” tra cultura, divertimento ed iniziative per i più piccoli Sono ben una quarantina i ragaztartarughina che, arrivata a Fodom, entra zi che hanno frequentato il centro in una bottiglia di plastica gettata a terra estivo organizzato ormai da diversi e ne rimane prigioniera. I ragazzi sono anni dal Comune in collaborazione stati inoltre coinvolti in altre iniziative di con la Cooperativa Croce Blu per sensibilizzazione sull’importanza della tuaiutare le famiglie dove entrambi i tela dell’ambiente, che comincia proprio genitori lavorano. Tante le animadal non abbandonare intorno immondizioni e le attività che hanno visto zia. L’evento si è concluso con la conseimpegnati ogni giorno i piccoli ospiti, gna di alcuni gadget, come un cappellino, seguiti dalle quattro animatrici, tutte colori, libri da colorare ed una borraccia in fodome: Claudia Denicolò, Giorgia alluminio, offerta dalla Giacomelli Group, Demattia, Benedetta Faber e Alyssa per educare i bambini all’uso di conteniPallua. tori riutilizzabili e dunque ecosostenibili, Tra le varie iniziative, di particolare diventando così, simbolicamente, “agenti rilievo, la partecipazione al progetto I bambini e le bambine dell’“Isté Ladin” hanno preso di Tarty”, impegnati in prima persona ad “Tarty Plastic Free”, che ha coinvolto parte al progetto di educazione all’ambiente denominato aiutare la tartarughina a diventare grangià molti comuni del Veneto, nato “Tarty plastic free”. de in un mondo senza plastica. “I nostri dall’idea dell’imprenditore vicentino bambini e bambine hanno dimostrato di Massimo Giacomello, titolare della “Giacomello Group” di Malo (VI), possedere già una buona educazione ecologica – spiega il Sindaco allo scopo di educare i più giovani ad un mondo sempre più libero Leandro Grones che ha partecipato all’incontro. “Erano tutti infatti dalla plastica monouso. perfettamente a conoscenza di come va fatta la raccolta differenziata Filo conduttore dell’incontro è stata la storia di “Tarty” una simpatica e cosa va gettato nei vari contenitori di diverso colore.” SoLo
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Il “Sentiero del Respiro” apre al pubblico A un anno dall’inizio dei lavori, il percorso naturalistico-educazionale che parte dal Castello di Andraz è stato completato ed è fruibile per i visitatori, con i primi 400 metri accessibili anche da famiglie con a seguito bambini in carrozzina, persone non deambulanti e non vedenti. Ultimata anche la palestra di roccia per gli appassionati di arrampicata e messi a dimora 10 mila nuovi abeti e cirmoli. Attivo sui social e geolocalizzato su tutte le mappe e piattaforme digitali, il “Sentiero del Respiro” è oggi un ecosistema a 360° sui temi della salute e della sostenibilità. L’apertura è stata ufficializzata il 26 settembre scorso, durante una conferenza stampa tenutasi presso il Consiglio Regionale del Veneto. Il Sentiero è nato su indicazione del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e dall’interazione di Chiesi Italia con l’Assessore regionale alla Salute, Manuela Lanzarin, e il Consigliere regionale Fabiano Barbisan. Il progetto, che ha incluso anche il ripristino dell’area boschiva con 10.000 nuovi alberi, è stato realizzato da Veneto Agricoltura e
dai Servizi Forestali Regionali. Oltre al patrocinio della Regione Veneto, sono state protagoniste anche le associazioni dei pazienti con patologie respiratorie FederAsma e Allergie ODV. Partendo da dentro il Castello di Andraz, il Sentiero, con un percorso di 4 km, si inerpica sulla montagna antistante, valorizzando i vecchi tracciati di terreni silvopastorali e militari, e recuperando antiche costruzioni, oggi visitabili, come gli alloggi dei pastori o un deposito di munizioni risalente alla Prima Guerra Mondiale. Per gli appassionati di arrampicata, è stata completata una Palestra di roccia, attrezzata
Offerte per il bollettino "Diovelpaie de cuor", anche a tutti i benefattori anonimi non presenti in elenco. Chiediamo scusa per possibili errori o involontarie omissioni che vi preghiamo di segnalarci.
Furgler Pianezze Laura, Crepaz Vito, Delazer Nerina, Profanter Edith, Vallazza Isidoro Pio, Gliera Rita, Lezuo Cristina, Mastella Giovanna, Obojes Olga, Vallazza Teresa, Martini Ines e Iva, Detomaso Erica, Ungaretti Sauro, Pescosta Maria Luisa, Valtorta Giovanna, Murer Bruna, Sief Daniela, Costa Lucia, Della Putta Giuliano, fam. Delfauro-Bellotti, Crepaz Anna, Demarch Marino, Pezzei Cleto, Crepaz Leo, Delfauro Rosa Maria, Callegari Angelo, Roncat Agnese, Pallua Linda, Della Vecchia Tiziana, Pellegrini Giuseppe, Pezzei Elsa, Rigo Maria, Baldissera Angelo, Pordon Claudia, Testor Patrizia, Pezzei Gianluca, Dorigo Anna Maria, Colcuc Marino, Denicolò Carmen, Grones Leandro, Perathoner Iris, Baldissera Giacomina, Delunardo Renato, Callegari Maria Teresa, fam. Palla Ruggero, Soratroi Lorenzo, Masarei Renato, De Grandi Elio, Crepaz Augusta, Crepaz Ezio, Roncat Ivo, Ragnes Miriam, Bellenzier
con un un’area boulder, i cui sentieri e ruscelli circostanti possono essere percorsi in tutta sicurezza anche dai non esperti. I visitatori potranno attraversare un percorso Kneipp1 all’aperto per godere del1
Prende il nome dall’abate tedesco Sebastian Kneipp che, ormai quasi duecento anni fa, ideò questo metodo. Dopo essersi ammalato di TBC, l’abate scoprì le virtù guaritrici dell’acqua fresca leggendo un libro “Lezione sulla forza guaritrice dell’acqua fresca” di Johann Siegmund Hahn. Ispirato dal libro di Hahn, decise di sperimentare su se stesso i suoi consigli. Kneipp cominciò ad
le proprietà benefiche dell’acqua fredda, e trovare ristoro sulle panchine in larice realizzate secondo la tradizionale lavorazione locale, posizionate lungo il cammino e nei punti panoramici da cui ammirare lo straordinario paesaggio delle Dolomiti. Infine, il percorso è disseminato di cartelli informativi-educazionali con QR Code che accompagnano i visitatori in un’immersione multimediale per conoscere curiosità sul Sentiero e per sensibilizzare sull’importanza del benessere respiratorio, fisico e psicologico. SoLo
immergersi ogni giorno nelle acque fredde del Danubio. Lo faceva per pochi istanti, si rivestiva e correva subito a casa per contrastare il raffreddamento. Nel giro di sei mesi, i quotidiani bagni freddi nel fiume lo guarirono. Un risultato sorprendente, dopo che altri trattamenti del tempo non erano stati in grado di a curare la sua tubercolosi. Sperimentò in seguito l’alternare del contatto del corpo con acqua fredda, tiepida e calda e accertò benefici alla circolazione sanguigna.
Lauree
Annalisa, Dorigo Maria Clementina, Crepaz Annamaria, De Dorigo Giovanni, Crepaz M. Elisabetta, Daberto Beppino e Gioseffi Grazia, Crepaz Antonietta, Grones Roberto, Palla Irma, Meneghel Sartor Gabriella, Ranzato Carlino e Marisa, Gabrieli Angelo, Palla Rosetta, Grones Flora, Pedratscher Luigi, Lezuo Forte Eleonora, Vallazza Sabrina, Testor Pierina, Ploner Giovanni, Termignoni Rosetta, Morell Angelo e Annalisa, Detomaso Mario, Grones Flora, Lorenz Giuliana, Crepaz Ottilia, Dipol Cesare, Palla Ezio, Deltedesco Franco, Daberto Aldo Giovanni, Donè Franco, Daberto Anna.
Avviso ai collaboratori Preghiamo di far pervenire il materiale per il prossimo numero entro venerdì 22 dicembre 2023
Il 24 agosto 2023 Jasmine Gabrieli di Mauro e Luisa Detomaso (Arabba) si è laureata in Medicina e Chirurgia presso l'Università "Pavol Jozef Šafárik" di Košice (Slovacchia).
Il 10 ottobre 2023 Romina Dorigo di Leandro ed Emma Callegari (Mas di Sedico-Arabba) si è laureata presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia in Pittura con votazione 110 e lode.
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COMUNITÀ IN CAMMINO NATI
Nozze d'Oro
CARETTA Nicole (La Villa), di Alberto e Castagnetti Eva, nata a Brunico il 21.06.2023.
Il 3 settembre 2023 ELISABETTA RAGNES e DOMENICO MIGLIETTI (Rovereto) hanno festeggiato le Nozze d’Oro. Felicitazioni e cari auguri per i vostri 50 anni insieme. La famiglia
GRONES Luis (Arabba), di Patrick e Lorenzini Lisa Daniela, nato a Belluno il 05.07.2023.
MATRIMONIO
PALLA Filippo (Salesei di Sopra), di Luca e Borghi Paola Mariagiulia, nato a Brunico il 17.08.2023.
DENICOLÒ Febe (Brenta), di Diego e Manente Nadia, nata a Feltre il 18.08.2023. CREPAZ Samuele (Salesei di Sotto), di Kevin e Valentina Francesconi, nato a Belluno 30.09.2023. BARP Davide e DE BATTISTA Claudia, il 09.09.2023 ad Arabba.
GABRIELLI Delia (Salesei di Sopra), di Giovanni Maria e Crepaz Manuela, nata a Belluno il 21.08.2023.
Direttore don Andrea Constantini responsabile ai sensi di legge don Lorenzo Sperti Iscr. Tribunale di Belluno n. 4/82 ccp 39808548 Stampa: Gruppo DBS-SMAA srl - Seren del Grappa (BL)
GUARNIERI Leonardo (San Benedetto del Tronto), di Stefano e Crepaz Lucrezia, nato a San Benedetto del Tronto 30.09.2023.
Coordinamento: Lorenzo Vallazza e Giulia Tasser Per comunicare con la redazione e proporre i propri contributi (articoli, foto o altro materiale) inviare una mail a: lenuovedelpais@gmail.com
DEFUNTI
CREPAZ Raffaele “Raia” (Arabba), nato ad Arabba il 24.10.1949 e ivi deceduto il 03.08.2023. Vedovo di Pezzei Teresa, padre di 2 figli/e.
NAGLER Giuliano Stefano (Brunico), nato a Belluno il 07.03.1965 e deceduto a Brunico 23.08.2023. Celibe.
CREPAZ Massimo “Mamo” (Brenta), nato ad Agordo il 13.05.1966 e deceduto a Livinallongo il 04.09.2023. Coniugato con Foppa Pierina, padre di 2 figlie.
RASA Marisa (Campo di PietraTV / Digonera), nata a Digonera il 17.06.1956 e deceduta a Treviso il 17.09.2023. Coniugata con Dal Ben Armando, madre di 3 figli/e.