Anno LVI • N. 1 - Gennaio 2021
Le nuove del Pais Bollettino del decanato di livinallongo 32020 BL-I
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a nuova enciclica di papa Francesco, “Fratelli tutti”, è un documento all‘insegna della “fraternità”, e della “solidarietà”. Cosa dice fratelli tutti è un testo sociale quello di Fratelli tutti, “una sorta di sintesi” delle idee fondanti il magistero di Francesco: ogni difficoltà nei rapporti politici ed economici, ogni crisi ambientale e sociale si può superare se uomini e donne operano assieme, all'insegna della‚ fraternità, e della solidarietà. Un mondo chiuso Il primo capitolo dell‘enciclica mette a fuoco i mali del mondo oggi: disoccupazione, razzismo, povertà: problemi globali che esigono azioni globali, contro la “cultura dei muri”, che favorisce le mafie, alimentate da paure e solitudini. Non ci si salva da soli “Nessuno si salva da solo”, è l'idea che riecheggia nell‘enciclica; vale a dire: “in un mondo globalizzato e interconnesso ci si può salvare soltanto insieme”. Sulla pandemia, scrive il Papa: “Proprio mentre stavo scrivendo questa lettera, ha fatto irruzione in maniera inattesa la pandemia del Covid-19, che ha messo in luce le nostre false sicurezze. Al di là delle varie risposte che hanno dato i diversi Paesi, è apparsa evidente l’incapacità di agire insieme. Malgrado si sia iper-connessi, si è verificata una frammentazione che
“NESSUNO SI SALVA DA SOLO” Solo qualche accenno ad alcuni argomenti dell’enciclica “Fratelli tutti” di papa Francesco da cui possiamo intravvedere la ricchezza e la solidità delle proposte che vengono fatte. Certo, sono in controtendenza con la mentalità dominante, ma, leggendola tutta, possiamo farcene un’idea personale della sua validità.
ha reso più difficile risolvere i problemi che ci toccano tutti. Se qualcuno pensa che si trattasse solo di far funzionare meglio quello che già facevamo, o che l’unico messaggio sia che dobbiamo migliorare i sistemi e le regole già esistenti, sta negando la realtà”. Contro i nazionalismi Il Papa vede segni di un ritorno ai “conflitti anacronistici”, ai “nazionalismi chiusi, esasperati risentiti e aggressivi”. In molti paesi l‘idea dell‘unità di popolo e della nazione “crea nuove forme di egoismo e di perdita del senso sociale mascherate da una presunta difesa degli interessi nazionali”. “I gruppi populisti chiusi – si legge nella Fratelli Tutti – deformano la parola‚ popolo, poiché in realtà ciò di cui parlano non è un vero popolo. Infatti la categoria di popolo è aperta”. Servono politiche, dice Francesco, che sappiano trovare soluzioni contro ciò che minaccia i diritti umani fon-
damentali e che puntino a eliminare la fame e la tratta di essere umani. Il lavoro Nel capitolo V dell'enciclica (La migliore politica) tra l’altro scrive: “Il grande tema è il lavoro. Ciò che è veramente popolare – perché promuove il bene del popolo – è assicurare a tutti la possibilità di far germogliare i semi che Dio ha posto in ciascuno, le sue capacità, la sua iniziativa, le sue forze. Questo è il miglior aiuto per un povero, la via migliore verso un’esistenza dignitosa. Perciò insisto sul fatto che “aiutare i poveri con il denaro dev’essere sempre un rimedio provvisorio per fare fronte a delle emergenze. Il vero obiettivo dovrebbe sempre essere di consentire loro una vita degna mediante il lavoro”. Per quanto cambino i sistemi di produzione, la politica non può rinunciare all’obiettivo di ottenere che l’organizzazione di una società assicuri ad ogni persona un modo di
contribuire con le proprie capacità e il proprio impegno. Infatti, “non esiste peggiore povertà di quella che priva del lavoro e della dignità del lavoro”. Il mercato Francesco ricorda anche che la politica non deve sottomettersi alla finanza, perché “il mercato da solo non risolve tutto”. Sia il populismo che il liberalismo, dunque, possono manifestare il “disprezzo dei più deboli”. I migranti I migranti, sottolinea il Papa, devono essere accolti, protetti, promossi e integrati. Il dialogo Infine, sempre dal capitolo sulla politica, riportiamo questa analisi sul “dialogo”, il consenso e la verità: “In una società pluralista, il dialogo è la via più adatta per arrivare a riconoscere ciò che dev’essere sempre affermato e rispettato, e che va oltre il consenso occasionale. Parliamo di un dialogo che esige di essere arricchito e illuminato da ragioni, da argomenti razionali, da varietà di prospettive, da apporti di diversi saperi e punti di vista, e che non esclude la convinzione che è possibile giungere ad alcune verità fondamentali che devono e dovranno sempre essere sostenute. Accettare che ci sono alcuni valori permanenti, benché non sia sempre facile riconoscerli, conferisce solidità e stabilità a un’etica sociale.”
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Vita della comunità parrocchiefodom@gmail.com
Domenica 4 ottobre 2020 Cari parrocchiani, oggi, domenica 4 Ottobre è la festa di San Francesco d’Assisi. Spesso ci capita di far memoria del suo Cantico “Laudato si’ mi Signore” nel quale manifesta la sua lode per tutte le creature. Possiamo ricordare fra queste la nostra Terra che lui chiama “sorella”, ma anche “madre bella” che ci sostenta, ci governa e produce frutti, fiori ed erba. Forse, non a caso il nostro Papa ha preso il nome da questo santo: anche dopo molti secoli il suo stile di vita potrebbe avere qualcosa da dire. Se guardiamo a San Francesco vediamo in lui un esempio di cura per tutto ciò che è debole e fragile e di come vivere con gioia e in maniera autentica tutto quello che la vita ci presenta. Papa Francesco chiama questo sguardo sulle cose “contemplazione”, ovvero quel sorprendersi, ammirare, ringraziare, lodare della bellezza di ogni creatura per poi prendersi cura di tutto ciò che esiste. Anche per noi questo può essere un invito a stare in relazione col mondo, con le cose e le persone con stupore e meraviglia e soprattutto facendo scelte di onestà e di rispetto verso tutti. La povertà di San Francesco è quella del vivere con una coscienza retta il rapporto con le risorse della Terra e con le cose perché non ci si appropri indebitamente di esse, ma le si usi a servizio degli altri. Quel senso di “povertà” che Papa Francesco sta cercando di vivere e di far vivere in modo chiaro prima di tutto all’interno della Chiesa. (sdv)
Domenica 11 ottobre Cari parrocchiani, sabato scorso sera, quando sono andato ad Arabba per celebrare la Messa, in piazza ho visto due auto
Di mese in mese Ogni settimana dal foglietto parrocchiale i nostri Don Dario e Sorelle Discepole del Vangelo ci rivolgono un breve pensiero legato al tempo che stiamo vivendo.
più difficile risolvere gli “attriti” tra i vari gruppi politici, ecclesiali, movimenti vari… e tra una persona e l’altra. Siamo, purtroppo, spettatori di quanto succede a causa della pandemia dove ognuno ha un sacco di ragioni e la ricetta giusta che è diversa da quella di tutti gli altri che non capiscono niente! Dov’è la causa degli attriti? Penso che il movente sia, anche in questo caso, il volersi imporre per essere sopra gli altri ed esercitare il proprio potere o il proprio interesse: questione di egoismo, dunque. Non si vuol cedere neppure di fronte all’evidenza pur di sostenere il proprio punto di vista fino a diventare ridicoli. Stamattina mentre bevevo il caffè, alla TV c’era una esponente di un partito che diceva che non capiva perché si devono chiudere i musei e non i negozi di alimentari! La soluzione degli “attriti” è difficile, ma certo un buon miglioramento ci sarebbe se si avesse a cuore la ricerca sincera con il confronto di quello che è meglio e il bene della comunità prima dei propri vantaggi.
decappottabili, aperte gui- anni per leucemia fulmidate da persone anziane: nante. Papa Francesco lo ha era nuvoloso, faceva fred- presentato come modello di do e quasi pioveva. Ho do- santità giovanile nell’era divuto fermarmi a guardare e gitale. Lui diceva: “Tutti naho pensato: “Ma guarda co- sciamo originali, molti muosa non si fa per farsi nota- iono fotocopie!”. re! Si accetta perfino di esAnch’io credo che dosere ridicoli”. Questo modo vremmo aver più fiducia in di fare ha un nome: “status noi stessi, nelle capacità che symbol”, cioè una specie abbiamo e anche nella nodi distintivo per far capire stra bontà più che da come a che categoria di persone vogliamo apparire esteriorappartenga chi lo possiede: mente. (dd) macchina grossa, costosa = persona importante, di clasDomenica 8 novembre se, col portafoglio gonfio! Cari parrocchiani, Anche certa moda fa la resa di un qualsiaparte di questo genere di si congegno meccanico, a cose: si va in giro logori e partire da una semplice carsbrindellati per rassomigliariola fino al più sofisticato re a questa o quella permezzo di trasporto, dipensona importante che può de in parte considerevole permettersi di vestire pegda quanto si è stati capaci di gio dei poveri di cento anridurre gli attriti. Al riguardo ni fa perché tutti sanno che i cuscinetti a sfere sono stati è ricco. Oggi vanno per la un bel balzo in avanti come maggiore gli “influencer” pure i vari lubrificanti. che pretendono, con i loSembra invece molto ro atteggiamenti, di dire agli altri come devoS. Cresima no comportarsi, Ad Arabba l’11 dicembre alle ore 18.00 il vescovo Reimitandoli, natunato ha impartito la Cresima a Davide Waillant, Alexia Siralmente! Ognugismondi, Matteo Ruaz, Alberto Davare, Chiara Lezuo e no è padrone di Linda Grones. La celebrazione è stata semplice, ma senfarlo, ma non vi tita e partecipata. Più avanti, in primavera, sarà la volta sembra che in dei ragazzi di Pieve. questo modo ci si consideri incapaci di farsi apprezzare per le proprie doti più che per le apparenze, per la propria originalità più che per il fatto che rassomigliamo a qualcun altro? Oggi viene beatificato Carlo Acutis, un giovane morto a 15
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Inoltre, aver presente che ad un certo punto bisogna decidere, sapendo che comunque non andrà bene a tutti. Piccolo esempio stupido, ma concreto (sta finendo la pagina): la mascherina sarà un esproprio di liberà, frutto di complotti mondiali¸ non servirà a niente, ma mettila! (dd)
Domenica 15 novembre Cari parrocchiani, mi piace quando conosco giovani appassionati/e per qualche lavoro, per qualche attività: da noi, per fortuna, ce ne sono molti. Appassionati di animali, di meccanica, di impianti… Mi piace perché li penso con un futuro felice. Quando fai un lavoro “per la fine del mese” è facile che sia comunque noioso e pesante; quando invece il tuo lavoro ti piace, non sembra essere neppure un lavoro. Per questo vanno incoraggiate e sostenute queste giovani persone, senza rendere troppo facile il loro cammino (non c’è più soddisfazione!) perché possano conquistare quello che desiderano. I sogni dei ragazzi e la loro fantasia invece vengono spenti dai regali con cui giocare senza che debbano metterci niente da parte loro: in giro ce ne sono stanze piene e sono inutilizzati perché dopo un primo momento non interessano più. In tutto ciò non ho alcuna pretesa da psicologo, ma mi veniva in mente una somiglianza che riguarda la fede. Mi chiedo perché questo disinteresse e questo inesistente entusiasmo per ciò in cui crediamo o perché lo si vive quasi per forza? È perché non abbiamo dovuto conquistarcelo dato che ce lo hanno servito già pronto da piccoli in su? o perché bisognava fare così per guadagnarsi il paradiso? o perché non è più di moda in quanto “non serve”? o perché non si conosce abbastanza? O perché siamo troppo presi e non abbiamo
tempo per pensare? Non è facile trovare una risposta, ma qualcosa di sicuro non quadra se non ci interessa capire ciò che potrebbe dar senso a questa nostra vita. (dd)
Domenica 22 novembre
Domenica 6 dicembre Cari parrocchiani, la situazione nella quale stiamo vivendo, la difficoltà e la sofferenza di molti a causa della pandemia, ci mette nella condizione di sentirci uniti gli uni gli altri sperimentando in tanti modi la stessa vicinanza che si può provare tra fratelli e sorelle. Proprio di questo argomento ha parlato papa Francesco nella sua ultima enciclica “Fratelli tutti”, una lettera che ci invita a riflettere sul valore della fratellanza e dell’amicizia sociale. Come esempio ha citato anche Charles de Foucauld (che abbiamo ricordato il 1° dicembre nel 104° anniversario della sua morte) perché ha cercato di entrare in relazione con ogni persona considerandola davvero come un fratello o una sorella: ha desiderato essere per tutti “fratello universale”. Il Papa ci incoraggia con queste parole: “Sogniamo un’unica umanità come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi. Ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, cia-
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scuno con la propria voce, tutti fratelli!”. Ci sono tra noi continuamente piccoli e grandi gesti di solidarietà che nascono spontaneamente in situazioni di bisogno. Ma anche quando non sono spontanei, perché vivere i legami non è sempre così facile, la tenacia che caratterizza la gente di questa vallata può essere un ingrediente vincente in quelle relazioni che ci fanno fare più fatica.
Cari parrocchiani, non mi era mai capitato di sentire che esisteva una Giornata Mondiale della Gentilezza. Invece il 13 novembre succede proprio questo. È vero che ogni Domenica 13 dicembre giorno ce n’è una di queCari parrocchiani, ste giornate che servono per un po’ di preoccupazioconcentrare la nostra attenne, disagi e molto lavoro, zione su vari problemi, ma ma anche meraviglia, – quadi questa c’è proprio bisosi estasi – per lo spettacolo gno, direi, sempre più bicreato da nevicate dei giorsogno perché chi di dovere ni scorsi; sempre che non ci non ci dà il buon esempio siano grossi danni o disgrae i cosiddetti “social” speszie dalle quali speriamo proso sono un terreno di coltuprio di essere preservati. Vora per la maleducazione, le glio approfittare per ringraoffese e il linguaggio violenziare tutti coloro che si preto protetto dell’anonimato. occupano di limitare i disaBenvenuta gentilezza! gi pulendo piazze e strade Merce rara in ambito politie anche gli spazi vicino alco, lascia il posto ad un amle chiese. biente tossico che rovina lo Si nota sempre che quanstare insieme. do c’è bisogno ci sono semÈ gentile chi usa il cerpre delle persone che si prevello perché capisce che costano per gli altri: lo dico per sì le cose si semplificano e i esperienza personale perproblemi si risolvono più facilmente. Specialmente le relazioni hanno tutto da guadagnare quando c’è la gentilezza. Il Prima Comunione tema della giornata di Vittorio Roilo, Gianni Festa, Ilenia Sief, Daniel Dequest’anno è: “La Gengasper, Irene Crepaz e Giulia Dellavedova domenica tilezza è rivoluzionaria” 20 dicembre hanno fatto la loro Prima Comunione. utilizzando una frase di Nella sobrietà alla quale le circostanze ci hanno obbliClaudio Baglioni. gato, i ragazzi con le loro famiglie hanno vissuto inLe persone debotensamente questo momento. Come per la Cresima, gli li (interiormente) fanaltri bambini coetanei celebreranno la loro festa nel no molta fatica ad escorso della primavera. sere gentili perché sono sulla difensiva e allora abbaiano di più; al contrario, se uno è forte e sicuro può prendersi il lusso di essere anche gentile! Inoltre, come cristiani, tutti dovremmo essere gentili e san Paolo in quello che è chiamato “l’inno all’amore” ci insegna come fare: se volete leggerlo lo trovate nella prima lettera ai Corinzi all’inizio del capitolo 13. Buona lettura. (dd)
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ché quando al mattino apro la porta di casa con l’idea di sgombrare gli scalini dalla neve e trovo che qualcuno ci ha già pensato. Si resta piacevolmente sorpresi, non tanto per la fatica risparmiata, quanto per il pensiero rassicurante che le persone si preoccupano le une delle altre. Sono situazioni che ti fanno capire un po’ di più il cuore della gente dei nostri paesi, di solito abbastanza impenetrabile, e scorgi questa propensione all’aiuto reciproco, a fare favori non richiesti, a pensare per chi potrebbe avere qualche problema: tutti atteggiamenti che cimentano la comunità. Non vi sembra che sarebbe bello che questi atteggiamenti appartenessero di più
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Come si presentava la chiesa di Arabba il giorno dell’Immacolata, 8 dicembre 2020.
alla normalità della vita perché creano un senso di unio-
ne e di sicurezza che la rendono bella. Non solo, ma co-
sì diventiamo davvero “comunità”. (dd)
Domenica 27 dicembre Cari parrocchiani, l’anno che ci stiamo lasciando alle spalle sarà ricordato dalla storia, e non per qualcosa di buono! A dire il vero si potrebbe pensare che il “qualcosa di buono” sia diventato merce rara ai nostri tempi, infatti sono le lamentele che predominano e le cattive notizie dei giornali. Ma sotto questo punto di vista è stato
sempre così perché siamo incontentabili e quello che abbiamo raggiunto non ci basta mai. Tutto ciò, per un certo aspetto, è anche positivo perché ci spinge a cercare sempre il meglio, a progredire; tuttavia in questo modo viviamo sempre scontenti. La realtà invece non è così: esiste sempre il “bic-
chiere mezzo pieno” e se ne tenessimo conto, saremmo almeno “mezzo contenti”! Sforzandoci un po’ e guardando la nostra vita con sincerità, moltissime volte dobbiamo ammettere che alla fine non ci va proprio male e che forse potremmo anche accontentarci. Il posto dove migliorare sempre è quello delle nostre relazioni: è un mi-
glioramento che non costa soldi, ma esige bontà, pazienza, comprensione: tutta merce che sembrerebbe da mercato nero, ma non è vero: la troveremo facilmente se ci toglieremo gli occhiali scuri dell’egoismo, e subito, il panorama della nostra vita sarà più luminoso. È un augurio! (dd)
NADEL NTEL 2020 Sluminada da na gran luna vèla, vèla chëla picola cuna! L é nasciù l Redentor, viva l nost gran bel Signour! La Madona, vestida de zeleste, la ie fesc a chël tosat dute le feste; la mascherina polito la se tira su, toca cialé che la no sciámpe ju! Ence Sánt Ijep l ciala ci che l fesc la mascherina l’à da stopé la bocia e ence l nes! E co ruarà i pastri, sarevede... vedaron ben ci che suzede... sarà na guardia ilò a controlé, almánco doi metri un dal auter toca calcolé! No podarà ester plu de siech persone nte n viade, sedenò le multe i é assegurade! Tocarà sté dalonc, senza se toché, no se mbracé e gnánca se bussé. E chël paster che l Stille Nacht l vegniva a soné n chëst ann ulà saràlo mo mei rué? L ava la tos e n tel chero mel davántsù, delongo n cuarantena i l à metù.
I Trei Resc con chësta pandemia co fajarali a rué ca da colavia? N Orient i mossarà resté, no l é nia da fè, i confins no se pò i passé! Avaron n puoro prejepio n chëst ann e se no peia via la stagion, per troc sarà n gran dann. Ma n fameia duc auna podon se n sté e n bel Nadel podaron festegé! Dijon su ence chelche orazion duc auna nos te perion: Signour, che t’es colassù, con tuoi ogli cialene ju, fè che fenësce mprescia sta burta malora e che su la Tiera regne l amour fora e fora. Fè che la jent no stiebe plu mel e che degugn rue nte ospedel. Nlouta sci che sarà dut plu bel e biei contenc se auguron Bon Nadel! Elisa Costa
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Festa per i 50 anni di vita consacrata di Padre Bepo “Tono” Da 48 anni opera come missionario comboniano in Etiopia. Per l’occasione è giunto da Roma anche il Superiore Generale dei Comboniani Padre Tesfaye Tadesse Gebresilasie. Domenica 18 ottobre, la comunità fodoma si è stretta attorno a Padre Bepo “Tono”, al secolo Giuseppe Detomaso, per ricordare e festeggiare i suoi primi 50 anni di vita consacrata. In realtà, l’anniversario avrebbe dovuto essere celebrato nel 2018, ma a causa delle restrizioni disposte dal Governo Etiope, se Padre Bepo fosse tornato in Italia in quel periodo, non gli sarebbe più stato concesso di rientrare in Etiopia. Padre Bepo è nato il 31 gennaio 1942, è stato ordinato sacerdote il 27 giugno 1968 e ha officiato la Messa Novella tre giorni dopo, il 30 giugno. Nell’ormai lontano 1972 si è recato in Etiopia come missionario comboniano e lì è rimasto fino ad oggi. Ha lavorato nel vicariato di Awasa, nelle missioni di Dilla, poi ad Arramo come direttore scolastico e aiutante, come superiore e sacerdote a Galcia e nelle scuole dei comboniani a Awasa, Dongora, Tullo e Arosa. Per festeggiare questo importante traguardo, è giunto a Fodom anche il Superiore Generale dei comboniani, Padre Tesfaye Ta-
Padre Tesfaye, Superiore generale dei comboniani, consegna a Padre Bepo la pergamena con la benedizione apostolica.
desse Gebresilasie, che il caso vuole sia proprio originario dell’Etiopia. Ha 51 anni e dal 2015 è a capo dell’ordine fondato da Padre Daniele Comboni. Padre Tesfaye aveva tre anni quando Padre Giuseppe è arrivato in Etiopia. Durante le parole di saluto, lui stesso ha fatto una particolare considerazione: “In passato la Provvidenza ha chiamato verso l’Africa tanti missionari europei... oggi succede l’opposto: è l’Europa diventata terra di missione per gli africani”. Padre Tesfaye ha concelebrato la S. Messa, presieduta da Padre Bepo, insieme al Decano don Dario Fontana e la celebrazio-
zano, al “Gruppo Insieme si Può”, alle “donne del martedì”, ai Donatori di Sangue e a tutta la popolazione fodoma. “Credo che tutti questi anni trascorsi lavorando per la popolazione africana non siano stati vani” ha detto, aggiungendo una curiosità: “ho battezzato un numero di bimbi equivalente all’attuale popolazione fodoma!”. A conclusione della cerimonia il parroco, a nome di tutta la comunità, ha voluto omaggiare Padre Bepo con una pergamena a memoria dei 50 anni di servizio sacerdotale ed una valigetta di alluminio per portare quanto serve In compagnia di alcuni rappresentanti del Gruppo “Insieper la mesme si Può” al termine della S. Messa. sa nei vari villaggi,da ne è stata accompagnata da lui stesso richiesta per soalcuni cantori del Coro Par- stituire quella attuale ormai rocchiale S. Giacomo. logora. Dalle mani di PaPadre Bepo, con la sem- dre Tesfaye ha ricevuto inplicità tipica dei missiona- vece una seconda pergameri, nelle parole rivolte all’as- na con la benedizione parsemblea al termine della ticolare di Papa Francesco, messa, ha voluto ringraziare mentre l’Amministrazione tutte la persone che in que- Comunale, rappresentata sti anni gli sono state vicine dal Vicesindaco Francesco e che l’hanno aiutato, co- Martini gli ha fatto dono di minciando dai suoi genito- una bella statua del missiori fino al Centro Missionario nario e santo ladino Pater di Belluno e quello di Bol- Ijep Freinademetz. (ls)
Incontri online per approfondire la fede Dopo l’esperimento fatto in primavera, tornano, su proposta di Don Dario, gli appuntamenti online di approfondimento sulla fede. Una modalità di incontro, obbligata durante l’emergenza Covid19, che vuole essere un’occasione per cercare di diminuire la tendenza all’isolamento determinata
dalle restrizioni di legge. “La primavera scorsa mi sono molto impegnato per questi incontri – spiega Don Dario nel foglietto settimanale – e ho avuto parecchie soddisfazioni; anche dai partecipanti. La motivazione di questa proposta parte dalla considerazione che non possiamo essere contenti del-
la nostra fede se non la conosciamo abbastanza. So che tanti, anche i più attempati, utilizzano il telefonino o il computer. E comunque ci sono sempre i figli o i nipoti che possono aiutare”. Per questa sessione si parlerà del libro di Battista Borsato “Credere fa bene”. A tutti coloro che vogliono par-
tecipare sarà mandato di volta in volta via mail un capitolo del libro da leggere per poi condividere le proprie opinioni durante l’incontro online. Per maggiori informazioni inviare una mail a parrocchiefodom@gmail. com o su Whatsapp al numero 3299778900 (Don Dario).
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NATALE 2020 - SEGUENDO GESÙ BAMBINO Come ricorderete, gli anni scorsi nel periodo di avvento facevamo “viaggiare” per le famiglie di Fodom che aderivano una piccola statua di Gesù Bambino, intorno alla quale la famiglia si raccoglieva per condividere un momento fraterno e di preghiera, e un quadernetto su cui ognuno poteva scrivere la sua preghiera oppure fare un disegno se nella famiglia c‘erano anche bambini. Quest‘anno a causa dell‘emergenza sanitaria non è stato possibile mantenere questa tradizione, così abbiamo pensato a qualcosa di alternativo: Gesù Bambino ha “vissuto” per tutto l‘Avvento e Natale nella casa di riposo Villa San Giuseppe e chi voleva poteva mandare per via telematica una foto, un video, un augurio agli anziani che vivono lì per sostenerli e rallegrarli un po‘, dato che in questi tempi parenti/amici non possono andare a trovarli. Ecco alcune testimonianze di chi ha fatto questa esperienza, sia di chi ha dato ma anche di chi ha ricevuto! Cristina e Benedetta
Per me mamma è stato emozionante vedere i bambini entusiasti di poter mandare un messaggio a tutti i nonni purtroppo lontani dai loro affetti in questo periodo particolare... I miei bimbi si sono divertiti e sono stati contenti di poter dare un po‘ di gioia. Mara e famiglia Siamo stati contenti di aver aderito a questa bella iniziativa seguendo virtualmente Gesù Bambino per un giorno e condividendo qualche momento con gli ospiti della Casa di Riposo. Tramite degli audio di ringraziamento, che abbiamo ricevuto, abbiamo capito dalla voce dei nonni che sono stati contenti del nostro messaggio. Speriamo di avergli donato un sorriso e portato un po‘ di gioia e di speranza in questo brutto periodo di pandemia. Nadia e famiglia Grazie mille di questa bella iniziativa: abbiamo passato momenti sor-
ridendo, pensando e pregando. Nella paura e nel timore di questo momento, forse ci siamo accorti di chi ci pensa. E, specialmente, di chi: CI STA VICINO. Caro Gesù Bambino: quest’anno è stato un bel casino. MA SAI... Gesù Bambino, che per fortuna ho te vicino! Ogni sera prego la Madonnina, affinché mi stia vicina. Sono tante le brave persone, che ci fanno passare la nostra confusione. Vorrei che ogni giorno: ci fosse un buon pensiero, fatto con il cuore per davvero! Gesù Bambino...... SEI LA SPERANZA DEL MIO CAMMINO. Raffaella e famiglia Viste le particolari circostanze di questo periodo, Gesù Bambino non ha potuto essere ospite in casa nostra, a differenza degli anni passati. Ciò nonostante, egli ci ha fatto un dono ancora più grande. Ci ha infatti permesso di essere suoi ospiti a Villa San Giuseppe e di porta-
re alcuni momenti di gioia e svago alle persone tra le più colpite da questa pandemia: gli anziani. I loro ringraziamenti emozionati ci hanno riportato alla gioia autentica del Vero Natale. Grazie Gesù Bambino per questo dono inestimabile! Evelina e famiglia È stata un’esperienza che sicuramente, più di quanto abbiamo dato, ci ha restituito. È stato emozionante davvero e per una volta le nuove tecnologie ci hanno permesso di essere vicino a chi veramente ha più bisogno e con poca fatica. Anche con un gesto che ci è costato veramente poco il nostro cuore si è arricchito di tanto. Anna e famiglia Ricevere tutti questi messaggi in questo tempo di Avvento è stato: un crepacuore, un’allegria... bellissimo! Abbiamo passato delle mezze ore senza pensare
a niente, solo la gioia di sentire queste parole! Sono stata contenta! È stata una bella preparazione al Natale che viene, siete stati bravi! Ci siamo divertiti! È stato bello… non riesco nemmeno a parlare perché mi emoziono! Io non so dire tanto, ma è stato tanto bello! È stata una cosa stupenda perché “i boce” i s’à impegnà proprio, i e stai grandiosi. I merita ‘n gran applauso! Sono stata felice di prendere questi auguri e desidero contraccambiare tanto a tutti augurando soprattutto tanta salute! È stato bellissimo perché è anche la prima volta che facciamo questa cosa… che tutti i giorni varie persone si fanno presenti! È stato tanto grande ricevere un messaggio al giorno così anche noi pensiamo sempre a loro! Gli anziani di Villa San Giuseppe
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Il Presepio di lana a Digonera
Digonera: il Presepe di lana, realizzato qualche anno fa dagli abitanti del “Centro diurno psichiatrico di Pieve di Cadore “, è stato rivisto e arricchito di nuovi personaggi da un gruppo di volontarie e volontari di Digonera. Il risultato è la prova che la collaborazione di più persone che mettono a disposizione le proprie idee e capacità, per uno scopo comune, è una ricchezza da valorizzare e non perdere. Giovannina
GRAZIE!
Vogliamo ringraziare tutte le persone che, in vario modo e a diverso titolo, ci hanno sostenuto ed aiutato nel corso dell’ultimo anno, che è stato molto complicato e difficile per tutti, in modo particolare per VSG. Grazie di cuore e auguri per un buon 2021!!! Il Consiglio di Amministrazione, la Direzione, il Personale e gli Utenti di “Villa S. Giuseppe”
La bisnonna Silvia “de Mesc” di Andraz classe 1924 alle prese con la matematica, la sua passione! Un grazie di cuore a tutti gli operatori della casa di riposo “Villa San Giuseppe” che in questo momento così difficile si prendono cura dei nostri nonni!
Avviso ai collaboratori Preghiamo di far pervenire il materiale per il prossimo numero entro venerdì 19 marzo 2021
Direttore don Dario Fontana responsabile ai sensi di legge don Lorenzo Sperti Iscr. Tribunale di Belluno n. 4/82 ccp 39808548 Stampa Tipografia Piave Srl - Belluno
Coordinamento: Lorenzo Vallazza e Giulia Tasser Per comunicare con la redazione e proporre i propri contributi (articoli, foto o altro materiale) inviare una mail a: lenuovedelpais@gmail.com
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Momenti di speranza In ricordo del “Pepi”
A se vedei, cariscima Rita!
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aro zio, la tua morte ci ha lasciato in un grande dolore, ma ora voglio ricordarti con il sorriso e quindi con questa foto, che ti piaceva tanto e di cui andavi molto fiero. Sei stato un vero “uomo di montagna”, dedito alla tua terra, al tuo territorio e soprattutto alle tue care bestie che amavi tanto e con cui avevi un rapporto particolare che io da piccola non capivo, ma che ora invece comprendo; quante risate, zio, che ti facevi di gusto quando scappavo dagli “odori” della stalla e scherzosamente mi
prendevi in giro dicendomi che quelli non erano “odori”, ma “profumi”! Tu avevi la “passione” per il tuo lavoro. Lavoro che hai sempre svolto con grande amore ed impegno fin che hai potuto, senza mai lamentarti, perché ti piaceva ed era tutto per te. La tua vita semplice, onesta e laboriosa sia d’esempio per tante persone. Di te, caro zio, mi rimarrà un bellissimo ricordo e da lassù, se puoi, proteggici. Ciao Pepi! Maddalena (a nome anche dei familiari)
Ciao Angiolo!
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el mese di novembre il Covid-19 ha tolto la vita anche ad Angiolo Barbetti - Greve in Chianti (FI). Per moltissimi anni Angiolo è stato ospite con la moglie presso l’Hotel Digonera ed era molto affezionato alla nostra comunità. Amava in particolare essere partecipe alla pesca di San Jaco. Persona buona e generosa, ha arricchito per molto tempo
i premi della “lotteria”, donando motoseghe, decespugliatori, trapani, avvitatori, che ordinava espressamente per noi dai fornitori della sua officina meccanica. Lo voglio ringraziare anche a nome del gruppo organizzatore ed esprimere le nostre condoglianze alla moglie Maria. Ciao Angiolo, Diotelpaie! Gio.
i ricordi quando ci eravamo incontrate “per caso” alle Poste di Arabba, quel giorno di tanti anni fa e ti avevo parlato dell’idea mia e di Aldo di mettere insieme un gruppo per aiutare i nostri missionari (che al tempo erano ben 10) sparsi per il mondo? Tu, da Rita con il gruppo ISP Fodom subito, eri entusiasta e mi ave- in occasione dell’ultimo San Iaco. vi risposto: ma che bello... ci volontariato in tanti campi, in sto volentieri! Poi con Chiara, Sabina, Rosalba, Luigina, Bru- particolare coi nonni in casa di na, Adelina, Celestino, Pierina riposo, che ti ricordano ora con abbiamo formato l’“Insieme si affetto grande e simpatia. La può fodom” con l’aiuto del pre- tua vita è stata costellata anche sidente Pigi Da Rold, fondato- da tante sofferenze, ma avevi re della sede bellunese. Altre sempre il tuo dolce sorriso, che persone si sono succedute in non dimenticheremo mai. Graquesti anni trascorsi “insieme“. zie di essere stata nostra amica, Quanti incontri, quanti proget- di aver condiviso con noi un ti, quante serate assieme a te pezzo di strada. “…vieni servo buono e fecara Rituzza. Eri una sempre disponibile, ma anche riflessiva dele a ricevere il premio che e critica e magari non sempre ti sei meritato con le tue opei nostri punti di vista coincide- re…” pensiamo che sei stata vano. Il tuo grande cuore era accolta con queste parole nel sempre aperto e pulsante al bi- Regno di Amore e di Gioia che sogno dei poveri, dei malati, dei senz‘altro ti sei meritata. Il “tuo bisognosi. Basta pensare al tuo gruppo“
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olon te ringrazié Rita per dut chël che te t’as prové sun sto mondo e per l ben che on bù da ti: tua presenza ativa ntel coro parochial e nte de autri grop de volontariat; tuo prezious aiut e sosten ntel ciámp assistenzial e de solidarieté umanitaria; tuo ejemL Coro parochial “S. Iaco” a Roma ple de fede, altruismo e colaborazion - S. Giovanni in Laterano, ulache l ava nte la comunité. Dut cianté la mëssa. La Rita l’é bel dinonchëst con tua dote de gia al Denni capocoro – setember 2006. savei da scouté i autri miré a la perfezion? e de savei da traté con duc: vegli, Ades che t’as arjont la dijovegn, tosac. menscion perfeta, te sention L encherscedum l é gran e plu damprò ncora a ne dé coratuo posto ntel Coro l tignaron gio de tegnì permez e no pierda cont fora e fora. Chi pòlo de l entusiasmo e l’armonia de desmentié tua bona voia de se tres. nconté, de cianté e de fè daN gran Diotelpaie Rita, “Sángnëra meio, tuo volei cugnësce ta Rituza” coche te clamáva l l significat de chël che se ciánta Benigno, ciánta dagnëra con nte gliejia, tuo spirito vif e ale- nos nte la gloria del Signour. gro e ntánt critico e energico da Coro parochial “Sán Iaco”
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Parrocchia di Colle
Tante persone ci chiedono: “Come sono state le Feste natalizie?”
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’assenza di turisti ha evidenziato la consistenza anche numerica delle nostre comunità, sempre più piccole e invecchiate. Quando si parla di tornare all’ essenziale sembra che si voglia far riferimento quasi esclusivamente ai beni materiali, alle rinunce del superfluo, di tutto ciò che rientra nella gestione del tempo libero. E la nostra fede, il nostro rapporto con Dio? Sempre meno sono vissuti come una dimensione fondamentale della nostra vita, necessaria come l’ aria che respiriamo. Anche le limitazioni nei movimenti hanno favorito e diffuso l’ idea che la nostra vita di fede rientra negli optionals, da coltivare se c’è tempo ed interesse. E così molti ragazzi e giovani hanno messo da parte quanto sa di “religioso”, perché poco accattivante. Molti anziani si sono trovati spiazzati dai vari divieti e paure di muoversi, soprattutto se la meta è la chiesa. Se la quantità sottolinea un problema sempre antico e nuovo, la qualità è motivo di speranza ed ottimismo. Sto scoprendo persone stupende, nella loro semplicità e generosità, nella loro umanità sostenuta da una fede davvero bella, perché convinta e fatta di carità. Le nostre comunità sono vive fin quando ci sono persone capaci di unire la preghiera agli impegni famigliari, il servizio gratuito con i doveri sociali, il sorriso con un cenno di disapprovazione per qualcosa che non va. Questa pandemia co-
stringe la Chiesa a ripensare la sua presenza e le sue attività. Lo stiamo constatando, non potendo frequentare le famiglie, limitando i posti in chiesa, rinunciando ad assemblee comunitarie, e a tutte le attività che prevedono assembramenti. Ci teniamo stretta la presenza alla Messa domenicale… ma è
poco per la vita cristiana di una comunità. Il futuro? Passa attraverso la famiglia. Saranno i genitori a far catechesi ai loro figli; saranno loro che presenteranno alla comunità – e non solo al parroco – il loro figlio, quando lo riterranno pronto per ricevere un sacramento (la Prima Confessione – la COMUNIONE e la
S. Lucia 2020
Don Renato e don Lino Agostini alla Messa di S.Lucia
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l 13 dicembre 2020, festa di S.Lucia, patrona di Colle, la S. Messa è stata solennemente cantata e partecipata, ed è stata concelebrata da don Renato e da don Lino Agostini, rientrato per l’occasione al paese natale. I festeggiamenti quest’anno sono stati in tono minore, causa il distanziamento che impone la pandemia, e certamente è mancata la consueta festa conviviale comunitaria. Ma all’esterno della chiesa, la distribuzione del nuovo Lunare 2021, ha portato lo stesso un piccolo segno di festa e certamente di augurio per ritornare presto alle consuete feste ed attività.
CRESIMA). La fede cristiana o viene coltivata in famiglia, o scomparirà in breve tempo. Passa attraverso i “nuovi missionari” delle nostre comunità, che sono prima di tutto i genitori, poi coloro che donano gratuitamente una parte del loro tempo per attività caritative, di cultura, di preghiera. Il volontariato non è solo quello che si presta presso la Croce Rossa od enti simili. Oggi c’è un nuovo volto di volontariato, che sa di incontri personali con bambini, che hanno i genitori che entrambi lavorano, con malati, che non hanno nessuno che possa solo avvicinarli, con tanti anziani, spesso soli. Quando abbiamo insegnato ad un bimbo una preghiera, l’ abbiamo messo sulle ali di un’aquila; quando abbiamo perso un po’ del nostro tempo con un anziano solo, abbiamo fatto compagnia al Signore Gesù. Non ci interessa avere la chiesa piena di gente, ma avere una comunità viva e gioiosa perché il Signore Gesù è al suo centro. Scendendo al pratico: vogliamo valorizzare ed organizzare il bel gruppo di LETTORI domenicali, fornendo loro stimoli di preparazione e comprensione della Parola, che sono chiamati a proclamare. Saremo sempre più vicini ai nostri anziani, che non possono muoversi di casa con un gruppetto di persone, disponibili a portare loro quanto più caro possiamo avere: Gesù Eucarestia. E chi buone proposte – fattibili – si faccia avanti. Don Renato - parroco
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«Le nuove del Pais»
vita parrocchiale
Corone di Avvento 2020 Anche le corone di avvento quest’anno sono cambiate. Invece di trovarle già ben composte, sono state distribuite da comporre, in modo che ognuno le realizzasse a piacimento. Un’idea che ha messo a frutto la creatività e che ha fatto ben impiegare un po’ di tempo in famiglia.
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L Crist del Gramarzé
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l grande Crocefisso, che fa bella mostra di sè, con sullo sfondo Colle e il Pelmo, è stato posto lì perché sia ben visibile a quanti passano lungo la statale che collega il centro di Villagrande con tante frazioni di Colle. Vuole essere un segno di ringraziamento il “Crist del gramarzé” per aver passato senza vittime e feriti il disastro VAIA, ma non lo si è potuto ancora inaugurare solennemente, ponendo il Cristo sulla croce e con la partecipazione dei Collesi, a causa di vari eventi e soprattutto della pandemia. Si spera di poterlo inaugurare ade-
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Forse alcuni si chiedono come mai sia apparso un nuovo crocifisso nello slargo prima del magazzino dei Pompieri a Colle S.Lucia.
guatamente la prossima primavera, sperando anche di essere passati indenni dal Covid.
ivolgo un grazie di cuore a tutti i ragazzi e bambini che durante questo 2020 hanno prestato la loro opera di servizio durante le celebrazioni domenicali, festive e non solo. La loro presenza, nonostante le difficoltà imposte dal distanziamento e dall’uso della mascherina ha certamente contribuito ad aiutare e a dare solennità alle celebrazioni liturgiche presiedute da Don Gabriele, Don Fabiano, Don Sandro, Padre Virgilio e Don Renato. Sarebbe però certamente bello vedere TUTTI i ragazzi/e e bambini/e, soprattutto quelli che frequentano il catechismo almeno alla messa della domenica! Ricordo infine che la nostra comunità parrocchiale aspetta con fervore dei nuovi chierichetti... c’è qualche bambino che si rende disponibile? Carlo Agostini
“Chizuola sudada”: il nuovo libro di don Lino Agostini
a festa di Santa Lucia ha anche permesso l’arrivo a Colle di una nuo-
Don Lino consegna una copia della sua nuova pubblicazione nelle mani del sindaco Paolo Frena.
va pubblicazione. Si tratta di “Chizuola Sudada”, il libro che don Lino Agostini ha mandato alle stampe a novembre raccogliendo una selezione di poesie da lui scritte sia in ladino collese che in italiano. Gli scritti parlano di vita di paese, di personaggi del passato di Colle, di amicizia, di famiglia, del cambiamento dei tempi e di tecnologie da lui vissuto in gioventù, ma anche di temi più prettamente religiosi e introspettivi che portano il lettore a riflettere e a meditare. Molti nel leg-
gerlo faranno un tuffo nel passato, rivedendo vicende e personaggi della storia degli scorsi decenni e tanti altri, soprattutto giovani, avranno modo di capire qualcosa in più su cosa era Colle in epoche che loro non hanno conosciuto. La volontà di don Lino sarebbe stata poter organizzare la presentazione ufficiale il giorno di Santa Lucia, ma purtroppo a causa delle disposizioni vigenti la presentazione sarà
La copertina del libro.
fatta più avanti. Nonostante ciò, il libro può essere già da ora acquistato in ufficio turistico a Colle e presso l’alimentari Chizzali.
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dal mondo della scuola
Scuola dell’infanzia
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’apertura della scuola non è mai stata così tanto attesa e sospirata come quest’anno: un forte desiderio delle famiglie, delle insegnanti e soprattutto dei bambini. La voglia di stare insieme, di reincontrarsi, di gioca-
L’autunno è la stagione delle foglie che cadono giù, giù, giù!
A Rova scopriamo cose curiose...
In stalla a Bacalin con le mucche di Piergiorgio.
re sono prevalse sulle mille difficoltà e sulle novità dettate da questo tempo di pandemia. Il bel tempo ha favorito le uscite sul territorio circostante, permettendo di stare all’aperto, di respirare aria buona, aumentando le difese immunitarie grazie all’esposizione al sole in un ambiente fantastico come la Val Fiorentina. Passeggiando si è cercato di far conoscere, di scoprire e valorizzare ciò che di grande e di piccolo ci sta attorno osservando con occhi sempre nuovi e curiosi. Auspichiamo che in primavera la situazione sia migliorata, così potremo fare delle uscite per visitare anche qualche bellissimo villaggio di Colle....sicuramente andremo a Colcuc a conoscere le caprette di Marco! Sereni giorni a tutti!
Corso di Balance Bike con l’associazione Amibike.
Incontro magico con Babbo Natale all’esterno: distanziati, ma vicini vicini!
Scuola Primaria
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bbiamo cominciato questo nuovo anno scolastico con molta gioia, ma anche con tanta paura. In classe siamo distanziati, indossiamo sempre le mascherine e non possiamo stare vicini e giocare tutti insieme. Ma non importa siamo stati forti e nonostante le difficoltà continuiamo a rispettare le rego-
le e siamo felici perchè possiamo vederci di persona, non facciamo videolezioni e possiamo confrontarci sui compiti. L’unica uscita è stata una passeggiata a “Pien de Vacia”; comunque, rispetto ad altri bambini, siamo stati fortunati perchè fino a quando c’era bel tempo siamo andati fuori e invece quando c’era brut-
Primo giorno di scuola della classe prima: Alessio, Giacomo, Davide e Dora.
Anche l’acceso a scuola è cambiato!
to tempo giocavamo nel corridoio della scuola. Alex e Rebecca (classe quinta)
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uest’anno scolastico è iniziato con: mascherine, distanziamento, igienizzanti, posti segnati a scuola e sul pulmino. Abbiamo iniziato a portare la ma-
S. Messa di inizio anno scolastico celebrata da don renato. Abbiamo scelto la data del 2 ottobre perchè sarebbe stato il compleanno di don Gabriele.
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«Le nuove del Pais»
scherina al banco, adesso siamo abituati a portarla e a sanificare le mani quando entriamo e usciamo dalla classe e ogni volta che tocchiamo materiale che potrebbe essere usato dagli altri. Abbiamo fatto dei lavoretti per Natale rispettando le norme del covid-19. Alcune volte abbiamo dovuto fare dei tamponi: facevano molto male!! Per un pò di tempo abbiamo avuto degli spazi per passare all’aperto la ricreazione: ogni classe aveva il suo.
Finalmente una bella passeggiata a Pien de Vacia!
Lucia e Veronica (classe quinta)
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Croce Bianca Colle Santa Lucia
uest’anno scolastico non ci è piaciuto molto perché bisognava tenere la mascherina e igienizzarsi le mani, è stato molto diverso per tutti a causa di questo “maledetto Covid”. Nonostante
Natale 2020 niente biscotti, canti, concerti con il flauto e Babbo Natale, ma il maestro Vito ci ha fatto una bella sorpresa!
tutto, siamo riusciti ad andare avanti, forse con qualche problema, ma ci siamo riusciti è speriamo di continuare in meglio. Qualcuno di noi ha seguito le lezioni online, anche se erano un po’ complicate. Tutti noi non ci siamo mai arresi e mai lo faremo.. e per farlo cer-
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n data 11 ottobre u.s. si è svolta in seduta straordinaria l’assemblea generale della Croce Bianca, durante la quale si è provveduto a illustrare,discuteread approvare i bilanciconsuntivo 2019 e preventivo 2020. Si sono portate ad approvazione le modifiche dello statuto necessarie per poter prestare l’attività in base alla normativa del terzo settore. Essendo in scadenza il mandato amministrativo si sono tenute le elezioni per il nuovo consiglio, in base ai risultati ottenuti il nuovo organico è così formato: Presidente Paolino Pezzei Vice Presidente Agostino Frena
cheremo di rispettare tutte le regole e di stare sempre bene e in salute! Prima o poi questo Covid sparira e sarà solo un brutto ricordo! Ariane e Alisa (classe quarta)
inizia a raccogliere i tesseramenti Consigliere Orsolina Bernardi per il nuovo anno, quest’ anno però Consigliere Stefano Pezzei la Croce Bianca ha deciso di rinnoConsigliere Francesca Troi vare gratuitamente a tutti i tesserati Consigliere Matteo Kerer iscritti al 2020 il tesseramento 2021. Consigliere Riccardo Masarei Rimane invariata la quotaa euro A causa della pandemia la nostra associazione come tutte quelle 11.00 per i nuovi tesserati. I volontari provvedendo arecadel Coordinamento e del volontariato in quest’anno non hanno potu- pitarea domicilio il bollino, speranto continuare con la formazione sul do di fare una cosa gradita cogliacampo e nemmeno con i corsi del mo l’occasione per augurare a tutti 118 e della ULSS, ci auguriamo che un migliore 2021. le cose migliorino e si possa tornare La Croce Bianca di Colle a una ripresa di queBilancio consuntivo dal 01/01/2019 al 31/12/2019 ste attività. Generalmente in Fondo cassa al 01/01/2019 € 79.492,43 Entrate questo periodo la Tesseramenti 2019 € 2.970,00 nostra associazione Contributi volontari € 1.554,10
Bilancio di previsione 2020 Fondo cassa rimasto al 31.12.2019 Entrate Tesseramenti Contributi volontari Rimborso km ulss residui del 2019 Rimborso km ulssassicurazioni e gasolio anno 2019 Rimborso km ulss assicurazioni e gasolio 2020 Interessi maturati nell’anno 2019 c/c bancario Interessi maturati nell’anno 2019 c/c postale Introiti da 5 x 1000 anno 2017 Contributi da enti (comune) Totale entrate Totale generale entrate
€ 94.437,61 € 2.300,00 € 150,00 € 1.515,10 € 4.213,32 € 10.000,00 € 10,00 € 0,06 € 1.713,56 € 500,00 € 20.402,04 € 114.839,65
Uscite Acquisto nuove divise Assicurazione obbligatoria volontari Assicurazioni mezzi (ambulanza e vw caddy) Manutenzione ordinaria e straordinaria Acquisto attrezzatura e materiale consumo per ambulanza Bollo automezzo trasporto provette Acquisto carburante Spese postali Cancelleria Spese varie Spese telefonino Spese gestione c/c bancario cr dolomiti Quota iscrizione coordinamento Contributo per sostegno a distanza Spese per nuovo ufficio ambulanza Saldo finale banca previsto Saldo finale cassa previsto Saldo libretto postale previsto Accantonamento Totale uscite
€ 12.500,00 € 2.400,00 € 1.146,00 € 3.200,00 € 5.000,00 € 0,00 € 1.700,00 € 110,00 € 350,00 € 6.500,00 € 130,00 € 160,00 € 200,00 € 324,00 € 3.500,00 € 5.600,00 € 469,65 € 1.550,00 € 70.000,00 € 114.839,65
Il tesoriere Orsolina Bernardi; il presidente Paolino Pezzei; il vicepresidente Ilaria Chizzali; i consiglieri Agostino Frena, Orsolina Bernardi, Leopoldo Frena; i revisori dei conti Fabiano Pezzei, Stefano Pezzei
Contributi da enti Rimborsi km ulss 2018 Rimborsi km ulss 2019 Incassi vari Interessi attivi c/c banca cra cortina Interessi libretto postale anno 2018 Totale entrate
Uscite Assicurazioni Assicurazione rc auto Manutenzione ordinaria Acquisto carburante Spese postali Cancelleria Spese amministrative Spese varie Spese x garage Bollette telefono e spese telefonino Attrezzatura ambulanza Spese gestione c/c bancario e carta cra cortina Quota coordinamento Rimborso a volontari per trasporto provette Spese gestione libretto postale Totale uscite Fondo cassa inizio anno Entrate Totale Uscite Fondo cassa al 31/12/2019 Di cui in buoni postali Cassa C/c Libretto postale Carta prepagata
€ 2.371,04 € 1.063,20 € 12.182,05 € 4.046,01 € 24,49 € 0,07 € 24.210,96
€ 2.400,00 € 1.254,50 € 4.205,69 € 1.385,68 € 8,00 € 52,00 €€ 2.965,40 € 495,39 € 142,41 € 16,00 € 119,96 € 200,00 € 20,75 €€ 13.265,78 € 79.492,43 € 24.210,96 € 103.703,39 € 13.265,78 € 90.437,61 € 280,55 € 89.130,64 € 885,11 € 141,31 € 90.437,61
Il tesoriere Orsolina Bernardi; il presidente Paolino Pezzei; il vicepresidente Ilaria Chizzali; i consiglieri Agostino Frena, Orsolina Bernardi, Leopoldo Frena; i revisori dei conti Fabiano Pezzei, Stefano Pezzei
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“Sfida”: la nuova opera in ricordo di Vaia
abato 10 ottobre alle ore 11.00 in località Belvedere è stata inaugurata “Sfida”, l’opera che lo scultore trevigiano Valentino Moro in collaborazione con la nota cantina Foss Marai ha deciso di donare al comune di Colle Santa Lucia a ricordo della tempesta Vaia. L’opera si presenta semplice ma al contempo caratteristica: un larice lungo sette metri sradicato dal terreno – che rappresenta la devastazione – dal quale nasce un germoglio di una nuova esistenza. La scultura, nominata Sfida proprio per raf-
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figurare lo sforzo vittorioso del ritorno alla vita, è stata dotata di un impianto di illuminazione notturna per essere visibile anche dai paesi circostanti che, come Colle, hanno condiviso le amare conseguenze della tempesta. Presenti all’inaugurazio-
L’inaugurazione del monumento in località Belvedere.
ne diverse autorità regionali, provinciali e locali; molti i gruppi di volontariato parte attiva dell’emergenza che sono stati rappresenta-
ti il giorno dell’inaugurazione e che più volte sono stati menzionati per l’unico, prezioso e instancabile lavoro che hanno svolto.
Sant’Antone l é tornà a sa posto petumà ju, e de mete sunsom la vegia ciaseta che no l à bù dagn intamez a dut chel safasson. A i fà n nuof cuart de banda verda l é stat Soave Codalonga, bander n pension ma ncora con na gran man, che li à fat incia n bel ciapel spiz, dut debant. Ades se volarave incia mete ilò n banch da podè se sentà ju: difati chel l é deventà incia n bel luoch per se gustà l panorama de Col, ades che no l é La ciaseta de Sant’Antone con pi dut chel bosch, e vede ju, e tanta l é la suo bel cuart de banda verda. jent che passa ilò co i va da Pianaz ite nte Pien de Vauz e po jun Lastei bel da vede defora e incia daie Frena. te: autai, piture, statue e sanc (Martino Pezzei – La Usc di Ladins) de tante sort. Propio daite volessane i vardà de meo sto viaz, vardà pi dadavijin soraldut, per vede Il 13 dicembre, chel che no se zafia semper a festa di Santa Lucia patrona vede pulito. Vardà ai Sanc che di Colle, come segno di festa, i nuos vege n’à lassé e che soè iniziata davanti alla chiesa raldut lori i à semper prèe nte la distribuzione del Lunare duc sti secui passai, soraldut 2021 “Nte la gejia da canche i à bù da n passà e da Col” – “Arte sacra nella n patì de cotant triste, come le chiesa di Colle S. Lucia”. doi ultime guere e la spagnola Il nuovo Lunare, con belle foto apede! L é bel podè se regordà a colori e in formato adeguato a far risaltare la bellezza delle cuanta fede e ci de bele statue opere, si può trovare in vari e de biei cuader che i à fat per ambienti pubblici di Colle nosta bela gejia da Col! S.Lucia: Negozio Chizzali, E alora podon incia noiauBar Posta, Pizzeria Fursil, ter i vardà de meo e magari Istituto Culturale ladino Cesa domandà che duc nuos sanc, de Jna e Ufficio Turistico. con davant fora Santa Luzia, i Lo si può anche richiedere varde ju da sen. per la spedizione E alora, n sant al mes direttamente a casa per se augurà n bon 2021! inviando una mail a:
ntor mez otobre la jent volontiva da Col l à vulù remete a sa posto n Sant’Antone che l eva a Pianaz sun n pez che l eva stà rebaltà da Vaia in chela trista sera de ja doi agn. L eva stat mitù ilò da Maurizio Chizzali “Lena” n ringraziament darè che l s’ava smodee col trator ilò de sot, ma bele davant l eva na picola cesa de legn con ite na statua de Sant’Antone da Padova, come che n’é de autre in or dei trioi e de le strade da bosch da Col. Darè da Vaia l é stat Luca Dell’Andrea “Guzel” a l recuperà, che po l à vulù auna a Daniele Dell’Andrea “Guzel” tornà al portà a sa posto. Ajache ulà che l eva no l é pi piante da podè l mete, i à dezijo de mete n pal aut doi metri e sessanta, im-
Nte la gejia da Col
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2020 l é stat n an difizile da parà fora, gauja sta pandemia, con tanc de “no se pol” da ingiotì, incia che no se l avesse vulù. E sto an che ven? Se auguron per l 2021 dut l meo che se pol, ma soraldut de i dà n bon spedazon da se ció de mez sto Covid-19, per podè tornà a ciapà ite l vive iaro da sen. Ma per intant regordonse de vardà inciael bel e no domai l trist, ajache l ne deida a vardà e a jì inavant. E de robe bele n aon cotante, basta se vardà dintor: le mont, nuos prai, bele cese e majogn e l bel de podè jì a se fà doi varech canchemai, invar, istà, ainsuda o auton che siebe. Col, n luoch cusita bel che i ven adalarch per se l gode. E incia nosta gejia da Col, bela impontada sun la zima, con dintorvia la cortina, con l
Lunare 2021
Carlo Agostini, President de la Union de i Ladign da Col
uniondeiladigndacol@ gmail.com
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Attualità - suzede nta col PANDEMIA COVID-19
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l 2020 è stato caratterizzato da nuove ed imprevedibili “sfide” come quella legata alla pandemia del Covid-19 che ha colpito anche il nostro piccolo paese. Fortunatamente la cittadinanza ha saputo comprendere queste oggettive difficoltà, collaborando con le istituzioni per salvaguardare al meglio la salute di tutti. Il comune per quanto possibile ha proposto alcune azioni volte ad aiutare economicamente le famiglie più in difficoltà; in quest’ultimo periodo però la situazione economica oltre che sociale venutasi a creare desta profonda preoccupazione. Un piccolo aiuto arriverà con la concessione di un contributo una tantum a fondo perduto finalizzato a sostenere le piccole e micro imprese artigianali e commerciali, con sede operativa nel territorio del Comune di Colle Santa Lucia che contribuiscono all’ampliamento dell’offerta dei servizi e al miglioramento complessivo delle condizioni socio-economiche della popolazione, in considerazione anche della ripresa dall’ emergenza sanitaria Covid-19. Le domande dovranno pervenire su apposita modulistica entro il 29/01/2020 via pec al comune.
LAVORI PUBBLICI L’emergenza Covid ha fortemente condizionato e rallentato anche i lavori pubblici la cui realizzazione era prevista nel 2020. Fortunatamente il clima favorevole dell’ autunno ha aiutato a recuperare, almeno in parte, il tempo perso per poter rispettare il cronoprogramma imposto. In merito ai lavori “ Vaia” finanziati nel 2019 sono stati completati il tracciato della strada silvo pastorale Canazei – i Coi , la messa in sicurezza della strada per Codalonga e la regimazione delle acque meteoriche a Pont. Si concluderanno nel 2021 invece i lavori per il ripristino e messa in sicurezza della Strada da la Vena, della strada silvo pastorale Colcuc – Larzonei e di quella di Villagrande-Canazei . Per quanto riguarda i finanziamenti “Vaia” 2020 invece il comune ha già appaltato e contrattualizzato i seguenti lavori: • 275.000 euro per il rispristino dell’alveo e difese spodali del rio Pavia (lavori in parte già realizzati) • 360.000 euro per la viabilità silvo pastorale Rovei – Villagrande propedeutica al recupero schianti • 580.000 euro per la messa in sicurez-
za della strada comunale di Colcuc (lavori in parte già realizzati) • 360.000 euro per la bonifica idrogeologica e consolidamento del fronte di frana a monte ed a valle dell’abitato di Tie Non è stata dimenticata nella pianificazione la messa in sicurezza della strada che porta alla frazione di Rovei per cui sono stati nuovamente richiesti degli appositi finanziamenti. Sono finalmente iniziati anche i lavori inerenti la realizzazione di un tratto di marciapiede tra Villagrande e Fossal per un tot. di 385.000 euro (finanziati con i fondi ODI e cofinanziamento comunale) la cui conclusione è prevista per l’ inizio dell’ estate 2021. Sono poi state apportate delle migliorie all’area di manovra presso la fraz. di Ru (11.597,90 euro) e a quella di Pont, con la realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico (40.000 euro) e l’adeguamento della carreggiata ove possibile. Nei pressi della fraz. di Villagrande invece si stanno effettuando dei lavori propedeutici alla realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico per un totale di 101.000 euro; la spesa è interamente coperta da un contributo statale e del consorzio Bim . I lavori di adeguamento di alcuni locali presso gli ex magazzini comunali dove troverà spazio un nuovo ufficio/ saletta riunioni per la croce bianca ed un nuovo e funzionale deposito a servizio dei pompieri volontari di Colle S. Lucia sono infine in fase di ultimazione. Durante il 2020 si è poi provveduto all’ adeguamento (con nuova tecnologia a LED) dell’ illuminazione pubblica nella frazione di Pallua, presso l’area cimiteriale e lungo il centro urbano che da Villagrande porta a Pian. Nel 2021 verrà poi implementata l’illuminazione tra Bonata e il bivio per Frena, oltre al relamping nella frazione di Posalz. Il 2020 ha visto anche la definitiva riqualificazione dell’area panoramica del Belvedere dove è stata posizionata l’ opera d’ arte “ La sfida” di Valentino Moro donata al Comune di Colle S . Lucia ed inaugurata ufficialmente il 10 ottobre alla presenza delle autorità.
SCUOLA Durante l’estate si è svolto tra Alleghe e Rocca Pietore un centro estivo per bambini e ragazzi residenti anche nel comune di Colle; il comune ha contribuito con oltre 1.000 euro per sostenere parte delle spese in capo alle famiglie. Anche per l’anno scolastico 2020/2021 continua la collaborazione per il trasporto scolastico dei bambini e
ragazzi tra il Comune di Colle e quello di Selva; in particolare Colle si occuperà dell’ asilo e Selva delle elementari. Per garantire il trasporto in sicurezza e il rispetto della normativa vigente l’amministrazione sta valutando l’ acquisto di un nuovo scuolabus 4x4 in sostituzione di quello attuale.
CONTRIBUTI VARI A fine anno il comune, seppur nelle ristrettezze di bilancio, ha cercato di venire incontro alle esigenze di associazioni e famiglie residenti. Sono stati erogati alcuni contributi volti a favorire l’ attività sociale e non solo : contributo a sostegno dello studio per studenti residenti nel comune di Colle e frequentanti le scuole secondarie di 1° (155,00 euro) e 2° grado (65,00 euro) A.S. 2020/21 contributo di 500,00 euro alla Union Generela di Ladins dla Dolomites contributo di 150,00 euro all’ Associazione Sclerosi multipla -sezione di Belluno contributo di 150,00 euro alla Associazione allevatori di Livinallongo contributo di 150,00 euro alla Associazione Bellunesi nel mondo contributo di 150,00 euro all’ Unione italiana cechi ed ipovedenti 5 per mille (anno di imposta 2019) al Soccorso alpino – Stazione Val Fiorentina
URBANISTICA Sarebbe certamente stato un bel regalo di Natale quello dell’ approvazione del PATI. Purtroppo così non è stato ed i comuni di Colle S. Lucia, Livinallongo, Rocca Pietore, Alleghe e Selva di Cadore dovranno aspettare il 2021 affinché questo nuovo strumento urbanistico possa prendere finalmente il via. Nel frattempo sono state comunque portate avanti altre importanti azioni quali l’ adeguamento alla normativa regionale sul contenimento del suolo e le varianti verdi che hanno visto la riclassificazione di alcune aree. L’amministrazione comunale è inoltre impegnata, con l’aiuto dell’ urbanista incaricato, dr. Raimondi, nella predisposizione del nuovo regolamento edilizio e di quanto propedeutico al PI (piano degli interventi) che andrà a sostituire il vecchio PRG (piano regolatore generale).
NOMINE VARIE Durante le ultime sedute consiliari sono stati nominati i nuovi rappresentanti del comune di Colle Santa Lucia
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«Le nuove del Pais»
presso: • Unione Montana Agordina: PAOLO FRENA, VERONICA LEZUO E ALFONSO PEZZEI • Comitato istituzionale referendario: PAOLO FRENA E PAOLA AGOSTINI • Associazione turistica Colle Santa Lucia Dolomiti: LUCIA SIEF • Consiglio di amministrazione dell’ Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan: PAOLO FRENA
RINGRAZIAMENTI L’amministrazione comunale inten-
de ringraziare tutti coloro che con impegno, perseveranza e senso civico hanno contribuito anche quest’anno alla pulizia e sfalcio di sentieri e prati nei pressi dei centri abitati e non solo garantendo così un buon decoro dell’ambiente circostante ed un forte senso di ordine sul territorio. In un paese come il nostro caratterizzato da poche, ma ben strutturate aziende agricole a conduzione familiare, passione e capacità imprenditoriale aiutano infatti di riflesso a far crescere anche il settore turistico e non solo. A tal proposito l’amministrazione rivol-
ge un’ augurio di cuore ai giovani Massimo Colcuc e Marco Tasser che hanno deciso di investire sul territorio con la costruzione di nuove stalle moderne e funzionali. Un’ultimo ringraziamento non può che andare a tutte le associazioni di volontariato presenti a Colle che anche in un anno difficile come il 2020 hanno saputo svolgere al meglio e con spirito collaborativo il loro servizio a favore della comunità. Il Vicesindaco Carlo Agostini
Momenc de storia: La borasca del 1613 e la viera del Friul (1615 – 1617) de Ivan Lezuo, Setima e ultima pert L capitán del Ciastel d’Andrac Christof Carl Waidman:
28.05.1616: Da cánche son capitán de la Herrschaft Puechenstain l é suzedù chëst: ai 27 de mei l é rué adalerch l capitán Paul Troyer von Anshaim auna al capitán de Peitlstain1 Hans Christof von Winkelhofen a controlé i confins e i pasc. I é stei ence da mi nte ciastel, che i à scialdi sapù bel. I s’à fat de marevoia che i pasc chilò i é tán’ strenc e sauris da defende. L jou soura l ciastel che lieia Ampëz e Badia de sciolito l é dalviert ma l é bele fora de nosta giurisdizion. Se assa da tomé Ampëz l nemich l ruássa delongo via n Badia e ntel Ciastel d’Andrac. Da mi nfora l ciastel l eva sté fat su avisa per via del jou nte chi temp, cánche Ampëz l eva ncora pro la Republica de Venezia.2 I autri jous e pasc i é sauris da defende, e i no lasciarà passé gran trupa. 3 L fator Tita Piazza:
30.06.1616: Ai 27 è ciapé la comiscion de Persenon dei 16 de jugn. Soura l bosch da le Roaze ncora degun resultat. I’è dé da ntëne a chi de Ciourì che l comun de Col l assa contraté per l bosch, ma chi ncandenò i à dit de no podei l fè, ajache i à dé dut nte le mán del proveditor. I l à avisé e dël ai 23 de jugn l à mané nta Col ndavò scior Nicolo Palatino. Davò na longia discuscion, on fat fora che Palatino l compra dute le plánte rebaltade dal vent soura strada. On scrit n acordo per saré ju. L manarè a Persenon, lori i podarà l lieje, l comedé fora, njonté o smendré.4 1 2 3
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Ciastel Botestagno nt’Ampëz Al di da ncuoi savon che l ciastel l é trop plu vegle. Da la lëtra del capitán C. C. Waidmann al aministradou, al luogotenent e al consei de Persenon dei 28 de mei 1616. Scrita per todësch ntel Ciastel de Puechenstain e ruada a Persenon ai 31 de mei. L document con data 23 de jugn 1616 l é sté comedé fora dal canzelier de Persenon. L document definitif l é sté scrit ai 23 de lugio nta Col.
Palatino l m’à dit de volei dé 100 fiorins, ma mi no voi me ficé ite. Sarà l vichere o n’autra persona delegada da Persenon a contraté del priesc. Palatino l vol ester nformé pernánche la va, coscita podon fenì via na bona outa! Da la viera nia de nuof. Demè che ades rua n puo’ de proviánda, siebelo via n Ampëz che chilò.5 Conclujion:
Davò trei agn, Venezia raprejentada da Palatino e l comun da Col i é stei bogn de se cordé. Ntel contrat l eva scrit: In Nome dell sig.r Iddio l’Anno della sua Nativita 1616 li 23 luglio in Colle di S. Lucia Giurisditione herrschafft Puechenstain dell Ill.mo et R.mo Vescovato di Bressanone. Essendo gia per vehementia di vento buttati a terra alcuni legni nell’Bosco delle Roazze, li quali lasciandoli cosi in terra, rendono grandissimo danno alli legni che novamente nascono, come ancho alli pascoli, perciò io Gio. Batta Piaza facendo per nome della honoranda communità di Colle S.a Lucia, et à ratificatione dell’ Ill.mo et R.mo sig.r Administratore et ss.ri consiglieri di Bressanone, do, vendo, et ciedo, tutti li soprascriti legni, che all’presente se ritrovano per terra in detto Bosco delle Roazze della strada in su, che aspetta alla Giurisditione di Bressanone, all’molto Mag.co sig.r Nicoló Palatino da Pieve di Cadore delli quali legni possi esso sig.r Palatino disponer à suo beneplacito in termine di un’Anno, et questo per precio accordato tra noi in Rs 125 moneta ittaliana, da esser pagati subito hauta la ratificatione delli prefati ss.ri Administratore et consiglieri, et tutto ciò si intende sia fatto senza alcuno pregiuditio 5
Da la lëtra del fator Tita Piazza al aministradou, al consei e al luogotenent de Persenon dei 30 de jugn 1616. Scrita per talián nta Col e ruada a Persenon ai 5 de lugio.
della Transatione stabilita delli Ill.ri ss.ri commissarii, la quale resti sempre in suo robore et fermeza. [...] De sceguito l capitan Waidmann l se disc content che l legnam oramei bele merc l vegne remoné su. L consieia che i scioldi de la venuda i vegne lascei al comun de Col che ava damané de podei i tignì e i douré per la gloria del Signour e la gliejia. L vescovè l i’ava conzedù senzauter.6 Saron ite co la lëtra del capitán Waidmann che ncora de agost l scrif a Persenon soura i movimenc de saudei ntel Veneto7: [...] Sebenche è scrit a vosta Reverendiscima che i veneziagn i á trat ju dute le guardie e i saudei, coche l é sté, adess i à mané 200 saudei nte l Ciadoure e senté ite le guardie. Delviers de la Herrschaft Puechenstain mefo nfin a ncuoi i nou n à mané degugn. Cochemei, l no n é da se fidé. Ladavò Vosta resoluzion è tout demez le guardie nte ciastel, ma con dut chëst scraiament fossapa ben debujen avei chilò nvalgune guardie, almanco nfina che se n vade la nei o l Signour l ne diebe la pesc. Mi no poss resté tres nte ciastel, ai 5 de setember l é la comiscion a l ciastel de Tor. Per sparagné se podëssa mëte un de l post per trei dis, coscita chi che passa pro ciastel i veiga che se fesc guardia. Ence perceche de sti temp l é dagnëra veneziagn che passa. I è comané ai nosc de mëte su guardie apënache n mët su ence i veneziagn [...] La viera ntel Friul la rua ntel 1617, le stritarie per i confins nánter Col e Ciourì nveze i é jude n avánt. Ma chësta l é n’autra storia. 6 7
La resoluzion positiva l’é stada manada al capitán d’Andrac e al fator mpermò ai 11 de lugio 1617. Lëtra del capitán C.C. Waidmann dei 27 de agost 1616 ai signour de Persenon. Scrita per todësch ntel Ciastel d’Andrac.
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«Le nuove del Pais»
Storia - ARTE - cultura - tradizioni
L’angolo dei ricordi
FESTA DELLA CLASSE 1970
FOTO riconosciuta
Grazie alla pubblicazione nello scorso numero di questa foto è stato possibile risalire alla località rappresentata. La foto è stata scattata nei primi anni del ‘900 a Salesei di Sopra (dove attualmente si trova l’albergo Excelsior) ma purtroppo lo sfondo è parecchio scolorito e i dettagli si faticano a vedere. A tal proposito Carlo Mazzoleni (che ci aveva dato la foto) ci teneva a ringraziare Cesare Masarei per aver suggerito la località e Alberto Daberto per aver confermato la stessa.
Dopo 32 anni ce l’abbiamo fatta a trovarci ancora una volta; la festa di mezzo secolo ci voleva proprio! La prima foto ci rappresenta come eravamo in occasione dei 18 anni, la seconda l’abbiamo invece scattata lo scorso 25 ottobre in occasione del nostro ritrovo per festeggiare i 50 anni. Una giornata in compagnia, con una visita alle vigne trevigiane e un buon pranzo di pesce a Jesolo. Siamo: Dario, Moreno, Manuela, Carla, Alessandra e Oscar. Un pensiero va pure a Barbara che ci ha accompagnato nei primi anni di scuola e che ora non c’è più. Un coscritto
FOTO sconosciuta
Questa, a differenza di quelle che vi abbiamo proposto negli ultimi numeri, è invece una foto più recente: scattata negli anni ‘70 in occasione di una della serate in costume che venivano organizzate sulla terrazza dell’Hotel Posta. C’è qualcuno in grado di riconoscere tutte e quattro le ragazze?
FOTO storica Villagrande, anno 1957. in questa foto sono trtratti alle estremità i due fratelli Maria Frida e Germano Pallabazzer con al centro i vicini e compagni di giochi Luigino e Cleto Colleselli. Curioso il fatto che la foto sia stata scattata nei pressi dell’edicola votiva che si trovava vicino a casa loro, lungo la strada che scende a Varazza, edicola che ora non esiste più. Il bello di queste immagini è anche riscoprire frammenti di storia passata che ora, per varie cause, non conosciamo più.
U
no speciale augurio a tutta la comunità di Colle arriva dalla Corsica da parte di Gemma Colcuc “de Pie-
re Garit” di Rucavà che quest'anno, come ci ha spiegato nel suo scritto, a causa delle restrizioni vigenti non è riuscita a venire a salutare la sua Colle. La vediamo qui ritratta assieme al marito Michel e alla nipote Zoe Hochman. Cogliamo l'occasione per mandare un caloroso saluto a tutti i collesi lontani che per diverse ragioni non riescono a giungere in paese. Speriamo che questa situazione vada migliorando!
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«Le nuove del Pais»
comunità in cammino - colle santa lucia Nati
Defunti
battezzati Noah Lorenzini (Costa) di Omar e Debora De Michiel, nato a Belluno il 19.09.2019 e battezzato a Santa Fosca (Selva di Cadore) il 10.10.2020.
2.Miriam Pallua (Posalz) di Agostino e Marina De Marco, nata a Belluno il 17.10.2020
Fuori parrocchia Emma Colleselli “Buria” (Teodone) Nata a Pian di Colle Santa Lucia il 14.10.1925 e deceduta a Teodone (BZ) il 19.09.2020. Nubile
Lauree Congratulazioni vivissime alle due neodottoresse da parte della redazione delle Nuove del Pais, augurando loro un futuro lavorativo ricco di soddisfazioni!
Lo scorso 25 settembre Marie Agostini ha conseguito presso l'Università di Bolzano la laurea in Economia e Scienze Sociali. La vediamo qui ritratta assieme ai nonni Erica e Bruno Agostini.
AUGURI!
Lo scorso 14 novembre la signora Virginia Toffoli “Ginetta” ha festeggiato i suoi 96 anni. La vediamo qui ritratta in una foto che ci hanno fatto pervenire i suoi parenti. Auguri alla signora Virginia per questo importante e significativo traguardo anche da parte della redazione delle Nuove del Pais!
Lo scorso 09 dicembre Lucia Sief di Canazei ha conseguito la laurea magistrale in Traduzione specialistica e Interpretazione di conferenza presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio dell'Interpretazione e della Traduzione dell'Università degli studi di Trieste discutendo la tesi dal titolo “Il Turismo Sostenibile: un'analisi terminografica in italiano e in tedesco”; relatrice la prof.ssa Marella Magris.
Restauro per la meridiana e san Cristoforo Vista il veloce deterioramento al quale sono soggetti tutti gli intonaci esposti alle intemperie, la parrocchia di Colle ha pensato di procedere al restauro di due importanti manufatti che la chiesa conserva sulla sua parete sud: l’affresco di San Cristoforo (XVI secolo) e la meridiana (1609 – la più antica dell’attuale provincia di Belluno). Il sopralluogo efferttuato nelle settimane scorse da alcuni tecnici del restauro ha evidenziato come la meridiana appaia “in discreto stato conservativo e non sembri mai stata ridipinta”. Per l’orologio solare sarebbe quindi necessaria esclusivamente una leggera
pulitura e un trattamento conservativo che fissi bene l’intonaco; si procederà poi al controllo dello gnomone (la parte in ferro che forma l’ombra che indica l’ora) e al restauro dello stesso. Più complesso invece l’intervento sull’affresco di San Cristoforo: l’intonaco di supporto appare notevolmente compromesso e sono risultate ben evidenti le diverse ritinteggiature fatte nel corso dei secoli che sono andate a mascherare i colori originali. Sarà quindi compito dei tecnici andare a rimuovere questi strati per dare nuova luce alle tinte originali, garantendo poi un trattamento fissante
I due manufatti della parete sud della chiesa.
su tutta la parete. Un’operazione certosina, ma che speriamo nel 2021 possa dare nuova vita a questi due importanti manufatti che sono simboli della storia del nostro paese.
Come sostenere le Nuove del Pais La Parrocchia di Colle ringrazia chi ha contribuito e vorrà sostenere nel futuro “Le Nuove del Pais”. Per chi volesse dare un contributo a sostegno di questa pubblicazione relativamente alla parte di Colle informiamo che è possibile effettuare un versamento sul conto corrente della parrocchia di Colle, il cui IBAN è: IT 48 H 02008 61001 000003993901 e non tramite il bollettino
postale che i collesi all’estero trovano allegato; in tal caso il contributo andrà alla parrocchia di S. Giacomo Maggiore di Livinallongo. Ricordiamo che per variazioni di indirizzo, per consegnare materiale o per qualsiasi altra esigenza i contatti sono quelli della referente (giuliatasser@libero. it) o quello della Parrocchia di Colle (via Villagrande 25 - 32020 – Colle Santa Lucia - BL).
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«Le nuove del Pais»
Storia - ARTE - cultura - tradizioni
L’angolo dei ricordi di F. Deltedesco
FOTO conosciuta
Le Giovani di Arabba (anno 1960 circa) 01- Costa Olga “šabia”; 02- Leonardi Wilma “Turca”; 03- Marchi Marta “Piciaidra”; 04- Zorzi Mariolina; 05- Tidal Maria “del Tous”; 06- Vallazza Antonietta “Furlana”; 07- Pellegrini Angelina “de Toratia”; 08- Lezuo Veneranda “de Jȃn”; 09- Dorigo Anna “del Galber”; 10- Delazer Maria “de Bièrto”; 11- Dariz Giannina “del Sòtler”; 12- Lezuo Frida “del Cleto”; 13- Soratroi Vittoria “Fréla”; 14- Crepaz Annamaria “de Feluizon”; 15- Marchi Caterina “Piciaidra”; 16- Costa Erica “del Snàider”; 17- Crepaz (Fiorenza?) “Ziśona”; 18- Costa Rosa “del Snàider”; 19- Lezuo Ilda “del Cleto”; 20- Vallazza Maria “Furlàna”; 21- Costa Silvia “del Šabio”; 22- Lezuo Paolina “del Cleto”; 23- don Elio Ghiretti; 24- Lezuo Alma “del Cleto”
FOTO sconosciuta
FOTO storica
Geometra dell’ANAS in sopralluogo “nta Pont de Ruacei”, 1930 circa. (Dall’archivio privato di Arnaldo Vallazza)
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«Le nuove del Pais»
Storie da nzacan
A
fine novembre del 2018 il passaggio di Vaia, in un’ora, ha frantumato le nostre certezze, scoperchiando case, provocando frane, togliendoci l’elettricità, le linee telefoniche, la viabilità ed abbattendo interi boschi. Ovunque v’erano tronchi divelti con le radici alzate ed i rami, coperti di verdi aghi intrecciati, per cercare un ultimo abbraccio prima di abbandonarsi inesorabilmente alla terra. Questo sfacelo mi ha ferito profondamente, perché l’amore ed il rispetto per il bosco che mi è stato tramandato, l’ho fatto mio e lo considero una ricchezza da gestire con sapienza. A Livinallongo, durante il primo conflitto mondiale, la selva era stata in gran parte abbattuta ed usata per costruzioni militari. Dopo la guerra parecchio legname venne riciclato, altro venne tagliato per il ripristino di abitazioni, fienili e stalle. Inoltre, l’area boschiva era ben delimitata lasciando maggior spazio a campi, prati e pascoli. Negli anni sessanta non v’era abbondanza di legna per cui si ricorreva alla pulizia del sottobosco: si raccoglievano pigne, ramoscelli ed i ceppi rimasti dopo il taglio delle piante venivano recuperati spaccandoli con mazza e cunei o facendoli brillare con piccole quantità di tritolo. Nelle famiglie contadine usare esigue quantità di esplosivo per frantumare ceppaie o pietre era un fatto ordinario; lo maneggiava un adulto con la massima prudenza e poi veniva nascosto in un luogo segreto, fuori dalla portata dei bambini. A Fodom la maggior parte degli abeti era frutto di rimboscamento avvenuto tra i due Conflitti mondiali ed apparteneva al Co-
a cura di Antonietta Crepaz “Pecula”
I doni del bosco
...ogni primavera, previo avviso, una guardia forestale, accompagnata dalla guardia comunale... procedeva per valutare le piante da taglio per la legna.
mune, che a sua volta l’aveva diviso in zone tra le varie frazioni. La gestione era pertinenza del Corpo Forestale dello Stato. Ogni primavera, previo avviso, una guardia forestale, accompagnata dalla guardia comunale e dal capofrazione, procedeva per valutare le piante da taglio per la legna. Dopo la scelta, agli abeti venivano tolte due fette di corteccia: una dal ceppo ed una dal tronco. In quella inferiore, con un apposito timbro metallico, veniva impressa la martellatura del Corpo forestale, in quella superiore veniva scritto un numero che poi sarebbe servito ad assegnare ad ogni famiglia un piccolo lotto di legname. I numeri scritti su dei foglietti, venivano piegati e posti nel concavo di un capello, quindi, radunati i rappresentanti delle famiglie si procedeva all’estrazione a sorte. Per noi bambini era una gioia partecipare a questa operazione, qualche persona ci consentiva di estrarre il proprio numero: questo ci riempiva d’orgoglio e curiosità. Dopo l’estrazione v’era un gran con-
fabulare per sapere dove si trovava il proprio lotto, se v’erano anche tronchi dritti e sani per fare assi, se v’era legna a sufficienza per scaldare, cucinare e panificare; non mancavano polemiche ed una moderata invidia per coloro che fruivano delle piante migliori o poste in luoghi agevoli. Altra legna veniva assegnata per scaldare le scuole, il municipio, le varie associazioni o per essere venduta per un introito comunale o frazionale. Se ad una famiglia occorrevano le assi per rifare un tetto o il pavimento di stalla veniva chiesto il fabisogno. La guardia forestale, assieme alla guardia comunale, assegnava i larici misurandone il raggio con un apposito calibro tenendo conto delle esigenze del lavoro. Altri motivi si debbono aggiungere per ringraziare il bosco: il salubre profumo di resina, il canto degli uccelli fra le fronde, la pace trasmessa dalle abetaie, l’ombra ristoratrice in estate ed il riparo per gli animali selvatici in inverno. Riporto due ricordi significativi a tal riguardo:
mia zia Candida “Tonia” di Corte mi raccontava che quand’era bambina era stata assegnata una sola pianta per tre famiglie ed era stato un inverno particolarmente pesante perché non ci si riusciva a scaldare a sufficienza. Nei primi anni ottanta, quando mi sono sposata, Pico “Marin” di Contrin mi ha chiesto dove andavo ad abitare; quando gli ho parlato del Cadore gli si è aperto un sorriso e mi ha detto: “Sei fortunata perché lì c’è tanta legna!” Negli anni venti aveva fatto il militare a Tai di Cadore e quello che maggiormente l’aveva colpito era la ricchezza e maestosità del bosco.
L crai de la mont Chëla sëra sul tert la mont à craié dal mel che l’à bù ntánt che n ruo vent ie straciáva i ciaveis fac de pëc, de lersc de elbri da foia, de muscle e de trogne. La periáva col cuor de la lascé sté, de avei perdonánza se nte velch l’ava picé. La speráva ntel saren, ntel levé de la luna, nte chëla stëla che ciutia curiosa dal ciel. La vemenza del torbol demè l’à zedù cánche l’ultima reisc é restada dërsù. La vita fesc e desfesc: la mont l’é levada la se cura le plaie che stenta a varì. (AC)
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«Le nuove del Pais»
Ricordi (di don Santo PALLA – 1922. Trascrizione a caratteri di stampa a cura di Franco Deltedesco)
La ricchezza dei Fodom - Japé del Col de Lana
F
in ades lé ste descorȃst de la miseria dei Fodomi: a valgugn mpararà che caìte no siebe nia auter che miseria ma la no né cojì: lé per lonch ence velch de bon. L’è ben ence Vinallong n tòch de tièra che à cacé Domine Dio. Moson laudé pruma de dut l bon clima: lé outé da la pèrt del mesdì e, da l’Italia ven su de bona aria che fès crȃse. Lé ben vera che dut lé tȃnt ȃrt che fosa debujen de ie mȃte i fièrgn a le pite ma le tière le sta su; en general lé en pais sut. Blava en crȃs de bela e bona: orde, siala, foment, fave, ciȃji; i à prové ence co l sorch per ejempio sa Ronch, ma no, l no garatȃva. N te i posc auc, come su na Reba, Contrin e Ciastel lé ben, maiou pert demè òrde che stenta a madorì: ma i epa ben soleziti a aré per temp, che i sejoléia coi autri: velch outa suzede ben che da dauton i mosa jì a scoé ju la nei dai mugli e che l glacia l òrde o le fave sun favè. Dato che lé dut tȃnt ȃrt, lé ence pericol da le levine: “Livinallongo”. Ju del Col de Lana ven ju levine da spavent, masima nte ru de Gliejioa e fra Brenta e Liviné. En an da puoch davȃnt la viera l’eva vegnù ju na gran levina soura l fever de Planmolin, l’ava desfat en tò de bosch e l’eva na tèl quantità de nei a se biné proprio sul stradon che i ava mosù fè en tunel per podei pasé e schèje duc dijȃva: “Cȃsta outa la no né bona de se njì” e n’eva ste de chi che ava metù peng: ma lé vegnù n isté ciaut e la se né juda. Na outa, me pèr che i conta del 1794 lé vegnù ju una gran levina decà da la Court, a Ronch, ilò che zacan l’eva cèse e majon. L’è vegnuda ju la festa de Sȃn Stefeno de Nadel de not da le cinch da domȃn e l’à mené su n aut cese e majon con jent con dut laìte e lé rue dut ju n Valacia. Lé resté demè velch toch de
(pruma pert)
“…da la Plié demez i à po‘ fate l stradon per Fauzare fin en Ampȃz…”
mur che se veiga ncora: demè n tosat de cuna i à ncora giavé fora vif da la nei; duc i autri ié restèi morc, 12…, 11… Ronch l no né plu ste refabriché e lé ncora al dì da ncuoi en testimonio dei disordini che i vegniva fac ilò. Ades che ia tȃnt daramé ju i bosc l pericol de le levine lé ncora maiou. Ma jent l’è ben sciautrida che i ciala ben de no se mȃte en pericol e i se n sta a cèsa fin che i è vegnude su da sua posta o che i va ence magari a trè chelche bòt per le destaché; nei en toma mase
ma la se n vapa ence prȃst.
***
Seben che na outa Fodom l eva a l’estremità del Impero Austriaco l steva mpò n congiunzion con dut el regno. È bele scrit che davȃnt 70 agn l’eva na gran misèria co le strade, ades lé ste fat en stradon da coriéra defin a la Plié e po‘ i à fate l stradon per Pordou e cojì i à congiunt Fodom con Fascia. Da la Plié demez i à po‘ fate l stradon per Fauzare fin en Ampȃz; sì, ntȃnt la viera lé ste i taliagn che ha fat en stradon da Ciau-
“…finamèi la tiera nte i ciȃmp i se la pòrta su nte ceston; nte i ultimi agn i à scomencé a la trè su coi gratons…”
ri su per Colac e Riciavé e n nauteer da Sȃlva per Col fin en Ampȃz. Chi da Col i ava tȃn de agn pitoché del stradon da l’Austria, ma dagnȃra de ban; dai taliagn i l à ciapé, senza pitoché. Dopo che lé ste fat i stradons, i à metù su la posta che jiva ogni dì da Corvera fin a la Plié ma nopa demè a pe ma ence col “steurvagen”. Spo jiva n nautra posta, pedonaria, trei oute a la setemana en Ampȃz e ence ja Ciauri per gauja de la dogana percié che sonve sul confin. En conseguenza de cȃste comodité de le strade i à spo metù su boteighe souradut a la Plié, una davò l’autra e se ciapȃva dut da compré; jent la no n ava plu bria de jì n Egort, Ampȃz o Bornech a se compré l ocorente che i ciapȃva dut caite e gnȃnca tȃnt cèr nò, l’eva puocia diferenza da chilò a Bornech; la concorenza la tegniva i pries bas, epur i fajȃva sciòldi percié che i slargiȃva dagnȃra de plu le boteighe e i fajȃva su cèse da nuof, cèse d’impegno con de biei solèi e verȃnde che l eva n piazér; l mèl l eva che lé dut masa strent a la Plie. Ence l Benefiziat De Sisti; ence Sior Antonio Pider da la Val s’à fat su na bela picola cèsa su nen crȃp. La viera l’à fat, de dute cȃste bele cèse na majiéra. No demè cese ma palac se po‘ dì, Hotiei i à ence fat, a la Plie, su na Reba, nt’ Andrac; ma chis Hotiei ié stei plu per ruina che per utile dei fodom; i volȃva mefo trè adallèrch i foristieri ma, con chis ven ence vèlch de auter. Cȃsta smania de fabriché, la i è sautada ence al Governo e i à fat na fortȃza sa la Court, en fortin nte Ru de Ruacéi e su “tra i sas” en Valparola, ma durante la viera ence cȃste fortȃze e fortins i no né stei bogn de resiste a le bale da canon. Masima su la fortȃza da la Court lé
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«Le nuove del Pais»
“…i fièra su polito le vace o i mȃnc, chi che n’à, e i fes su tȃn de biei ciar…”
ste sclopeté vèlch: dut ntourn la fortȃza lé dut plen de bus gragn come na gran stua, ilò che lé tomé e sclopé cȃste bale. Al dì da ncuoi negune forze i è en grado de fè resistenza a l’arte militare: ence i crȃp i mosa arbasé la testa; la prosima guera la vignarà fata plu per aria, coi areoplani!
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L bon clima sol no basta per fè crȃse, lé ence necesario
che i omegn i laore e i coltive le tière: e laoré i laora i fodom. I ven metus prò a laoré da pichi nsu. Le ȃle le laora, en general, plu dei ȃi, masima col porté ié famoje; caìte no né come fòra per i badiòc ula che i mȃna dut coi ciavai, chilò ven dut porté, finamèi la tiera nte i ciȃmp i se la pòrta su nte ceston; nte i ultimi agn i à scomencé a la trè su coi gratons. Ades i no n à plu né cestons né gratons; i mosa
se fè dut da nuof. Nzacan, col fen i fajȃva fas e i lo portȃva sul ce o co la fièrcla. Le jiva via cȃle ȃle co nen fas sul ce coi brac ngropèi come na balerina; ades i porta scialdi col linzòl. Ence i mugli i li porta sul ce: i liéia doi o trei mugli auna, i mȃt el ce nte l mugle e via. Valgugn i mosa porté dalonc e i tramuda spò. Da cȃl che i mosa porté tànt, masima le ȃle, i apa ence schèje dute plu o mȃnco na gòba. I ciȃmp i li laora ence ben, i tira fora duta la reis, i no cura mèi co l ȃrpes ma dagnȃra co la zapa e la blava la ven su tȃnt bela valìva come se i l’asa semenada col scat; i sarvieia fòra i ciamp polito, se veiga puocia ravicia. Nte vèlch ciȃmp, vèlch outa, se nseneréia cȃla burta ravicia che no né schèje mezo de la cavé ma, a forza de mȃte fave e scionscioni e sarvié polito, se po‘ cavé ence cȃla. El fen i lo fès maiou pert sa mont, a cèsa né puoch. I mosa ste schèje dut isté sa mont a crazé fora ogni piz per
biné velch; cȃl che un sieia en ten dì, gran pèrt l fosa bon de se l porté a cèsa da sȃra dato che su per ste mont aute l crȃs puoch. Davant la vièra duc ava suo tablé da se mȃte l fen, adés ié duc brujèi dai saudèi, cojita i mosa mȃte l fen a mugle, i fès na mȃda. Da dauton po la maiou pèrt se l mȃna a cesa sul tarren: i fièra su polito le vace o i mȃnc, chi che n’à, e i fes su tȃn de biei ciar; i lieia polito e i strigla ju che i no se mpierde degun. Su la nei i no pò nia l trè per el pericol de le levine; da Reba su no né tȃnt cȃst el pericol e i lo tira ence co la luosa su la nei. Fen lé per de famoso e con puoch se vejola e bestiam lé mpò bel; e i è sapa tȃnt bel da se l partì fòra a ciò che da daisuda no ie rue ciarestia de fen en te stala: la miseria de fen l’è peso de cȃla de la farina e, chi che na outa ie stei nsautris i se la recorda e i ciala ben de no la prové na seconda outa. (continua)
Publicazion “Il nonno racconta”
S
e fesc a savei che l é da podei ciapé l liber “Il nonno racconta”, curé dal maestro Franco Deltedesco e revijioné da l’Union dei Ladins da Fodom per chël che auda i tesć e l’atual grafia fodoma. L liber l tol ite zirca 120 ricordi contei dai noni da Fodom nascius nánter la fin del ’800 e l scomencé del ’900 e scric ju dai tosac da scola che ava tout pert al Concors “Pennino d’argento” ntei agn dal 1980 al 1988. Chëst concors l eva vegnù pensé fora e organisé dal scior Bertini de Roma co la preziosa colaborazion dei maestri de le elementari e l sosten del scior Bradariolo, sponsor de “Una settimana a Roma” auna al “Turistico don Bosco” e a Nino Bertini. L é n laour che va a cuor no demè per l valour storich-
cultural de le memorie metude n cherta, ma ence per l fodom ncora ben conservé ntei particolar, da ulache te rue a capì polito la jent e sua cultura: chëla che i noni de 40 agn fesc i à trasmetù ai tosac da nlouta e ades a duc nos. I tesć i é despartis nte deplù argomenc e i podëva vegnì metus ju per fodom o per talián. Chi per fodom i à ence sua traduzion taliana. Dijon n bel Diotelpaie al maestro Franco per avei biné auna e curé l material da mëte n stámpa. L é chëst n auter prezious tassel che arichisc nost patrimonio cultural e che l é adaté ence da porté nte le scole. La publicazion (editor Istituto Bellunese di Ricerche Sociali e Culturali) se pò la compré n Coperativa de La Plié e dal Gabriel a Reba al priesc de 20,00 Euro.
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«Le nuove del Pais»
A
3° Concors per tosac da scola “Andreas Crepaz Polonët”
i 27 de setember l é sté fat sal Taulac la premiazion del Concors “Andreas Crepaz Polonët”, resservé ai tosac de le elementari e de le mesane da Fodom. L Concors l é sté dassën volù da Dorothea Crepaz, neza de Andrea Polonët nasciù a Carpac ntel 1877 e mort a Hall in Tirol ntel 1963. Chëst nost artist, per suoi biei laour realisei no demè ntel Tirol, ma ence decà e delà ntel mond, l eva vegnù onoré a suo temp de la Crousc de Or de la Republica Austriaca. Nta Fodom on l onour de avei n suo bel “bassorilievo” de la Coena Domini soura reie de gliejia da S. Jann e po on l muot de avei autri suoi
Chisc i resultac de la premiazion: Scola elementara - prum ziclo (cl. 1^ e 2^): 1m premio a Crepaz Maicol (cl. 2^) - poejia “Tempesta Vaia”; 2° premio a Garlant Samantha (cl. 2^) - laour de artejanat “I lenzoi dal fen”; 3° premio a Crepaz Melany (cl. 1^) - laour de artejanat “Piter dai ciof” (de material reziclé); Scola elementara - secondo ziclo (cl. 3^ , 4^ e 5^): 1m premio a Dorigo Emily (cl. 3^) - laour de artejanat “L Ciastel de Andrac”; 2° premio a Crepaz Milena (cl. 5^) - poejia “Nost bel Fodom”; 3° premio a Grones Rayan (cl. 4^) - poejia “Le stagion nta Fodom”; Scola mesana: 1m premio a Grones Dylan (cl. 1^) - laour de artejanat “La ciasota”; 2° premio a Foppa Miriam (cl. 2^) - poejia “Caterina Lánz”; 3° premio a Rossi Christian (cl. 1^) - laour de artejanat “L festil”;
laour, co le massarie laprò, nte nost Mujeo, ulache la Dorothea l’à volù che i abe sua dërta luoga. L maestro Franco Deltedesco, che proprio l ann passé da Sánta Maria Maiou i’é vegnù conferì a Innsbruck la medaia al merit del Land Tirol per sua dedizion al Mujeo e a la cultura da Fodom, l s’à tout a cuor e l s’à dé n gran dafè per jì adincontra al volei de la Dorothea, acioche la pobe avei sua sodisfazion e ricugniscënza per chël che la fesc. Recordon che a dëla, nte chëla ocajion, i’eva sté porté fora e consegné l premio “S. Maria Maiou”, da pert del Comun e de l’Union dei Ladins da Fodom, per suo atacament a la tiera nati-
N
premio spezial l é jù a Palla Allison (cl. 5^ elem.) per la riproduzion del paisc de Larcionei. Autri vot tosac i é vegnus segnalei per avei fat n laour de merit: Palla Alice (cl. 1^ elem.), Petri Nicolas (cl. 2^ elem.),
va del nono Andrea e per dut chël che l’à fat per la val e i scolari da Fodom, n particolar col finanziament del Concors “Andreas Crepaz”. L Concors, rué a la terza edizion per l ann de scola 2019-2020 (ntel 2013 l eva sté la pruma edizion e ntel 2015 la seconda), l é vegnù organisé dal maestro Franco deberiada co le Scole e l Istitut Ladin Cesa de Jan. Come da le autre edizion, l pervedëva n scrit n prosa o na poejia compagnei da n desen che aude laprò, opur n pico laour de artejanat o velch de zuplé fora. I laour i ava da vegnì portei a scola no plu tert del meis de faurè, ma i temp i s’à sperlongé gauja l lock-down. No perchëst i tosac i s’à perdù via e, co l é sté, i à dé ju suoi capolaour e da la premiazion degugn manciáva. L é rué ite de biei laour, da ulache ven fora la fantajia e la creativité dei tosac e l amour che i à per Fodom e per noste mont.
Pezzei Nicole (cl. 4^ elem.), Crepaz Giacomo (cl. 5^ elem.), Detomaso Manuel (cl. 5^ elem.), Dorigo Giacomo (cl. 2^ mesana), Grones Linda (cl. 2^ mesana), Lorenzini Marika (cl. 2^ mesana). N gran Diovelpaie a
duc chi che s’à dé da fè per l bel resultat del Concors: a l’organisazion e ai tosac che à tout pert, ma souradut a la Dorothea Polonëta per suo bon cuor e suo liam a Fodom. Speron tánt de podei l’avei nánter nos nte n’autra bela ocajion. (SP)
I tosac premiei con suo bel laour.
Allison Palla dinongia a suo bel Larcionei e col diplom spezial n mán.
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Teater
La lezion de storia (e de vita) de doi elbri desanchei da Vaia Suzes nta Fodom per la raprejentazion “L‘elber conta – Le lëgn cunta” i scomencia a recordé chëla Ci avarali mo mei da se conté n pëc fascián e n lersc not de Vaia che i à rebaltei badiot desanchei da Vaia, davò agn e agn che gnánche se nconta ntel piazal de ca le gran nevere o aluvion na sieia, njignei per vegnì eva stade bone de fè. Po l siei su? Da chësta idea de ricordo de Vaia l se tira n David Dorich, laorada fora cin da na pert per fè lerch ntel test da Vigilio Iori, l é a na longia riflescion dei sté metù auna l toch de tedoi elbri sui fac e le vizenater dal titol “L’elber conta de che à segné la storia de – Le lëgn cunta”, che à fat le val ladine da nen scecol tapa nta Fodom domënia 4 nca: dai prums sciori che de otober ntel self dei convegniva nte le Dolomiti, po gresc grazie a l’Union dei la Pruma Viera, dal fascism Ladins e l Comun da Foe l nazism fin a le opzion e dom. Na dománda che à fat l avent del turism de masvegnì curiousc plu de un sa. Fac recordei e contei a che à sfidé l temp e le restrile oute con ironia, a le oute zion del Covid per tò pert I doi “elbri” Simon Kostner e David Dorich, nte n moment ntratánt la raprejencon note de tristëza, ma tres de n bon numer, con soditazion a Reba. (foto Leandro Grones) col pensier lesier de nvié a sfazion dei organisadous e fè na riflescion da ulache videi artisć. chël pëc fascián che ntel teater i fesc gnon e ulache volon, o i vol, La tempesta Vaia l’à toamicizia davánt de jì adincontra a suo ne fè jì. ché dassënn l teritorio da Fodom. I sens Dassënn bravi e n Diovelpaie per i vedon ncora ciari dintourn ai paisc, destin de taia o bora: chël de vegnì siei su e deventé ceze de auter nte le mán chëst a l’associazion “I Bontemponi” e nte chi bosć ulache le plánte i é ncode chelche maringon o arteján (demè Simon Kostner, la regista Ilaria Chiocra ilò rebaltade e a luosc le restarà ilò a la fin del teater se vegnarà a l savei). chetti, i atori Letizia Pezzei, Manuefinche le se nmarcirà percieche costa massa jì a le tò su. N valgugn de chisc Ma ntánt i à dut l temp, ence se datrac la Rasom, David Dorich, Ivano Favé elbri vegli veglons, che à vedù e vivëst l susciuro de na motosieia ie fesc vegnì e Ismael Pellegrini. A propojito, ma ci “la scorza de pita”, de se la conté. fin àli fat chi doi elbri? Demè chi che l la storia de Fodom dei ultimi 130 agn. Proprio come chël lersc badiot e L pëc per fascián e l lersc per badiot eva a teater i lo sà. (ls)
Elet l Prescident e l CdA del Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan
A
i 30 de otober, s’à biné l’Assemblea dei Sozi del Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan. Per l prum viade i Sozi no n à podù se senté ntourn na taola ma, a gauja del Corona-Virus, duc à mossù se coleghé n videoconferenza. I raprejentánc dei Comuns, de le Union Ladine e dei sozi privac che costituisc l Istitut, i à aproé l Bilánz de Previjion per l 2021 che garantësc la plena operativité del Istitut
per l ann che ven. Chësta sentada l‘é stada trop mportánte percieche davò cater agn, l eva da renové l Prescident e l Consei de Aministrazion; la tecnologia l’à nconsentì a duc de podei voté nscondon, coche l é pervedù nte chëste ocajion. A la Prescidenza del Istitut l é sté confermé a l’unanimité Elsa Zardini “Soriza”, che con gaist e pascion, la raprejentarà chësta istituzion ence ntei cater agn che ven.
L é sté voté ence l nuof Consei de Aministrazion, che à la funzion de aministré l Istitut, dal pont de veduda politich, economich e aministratif. Ntel CdA l é ite: Giulia Girardi, Paolo Frena e Grones Leandro per i Comuns e Gherard Alverà, Paola Agostini e Manuela Ladurner per le Union Ladine. L nuof Consei de Aministrazion l à confermé come diretor Denni Dorigo, che l à dal 2018 chësta enciaria su le spale.
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I
Anche quest’anno a Fodom è arrivato San Nicolò
n questo tempo di Coronavirus, l’iniziativa di far arrivare S. Nicolò in videochiamata ha riscosso un grande successo. L’idea è stata di un gruppo di giovani fodomi che da anni ormai, la sera del 5 dicembre, organizzano e fanno rivivere la figura di S. Nicolò, degli angeli e dei diavoli. Abitualmente ci si reca nelle frazioni, passando di casa in casa, per andare a trovare i bambini e portare loro caramelle, cioccolatini e mandarini, come usa fare il Vescovo di Bari. Visto il periodo caratterizzato dalle problematiche che tutti conosciamo, questo non è stato possibile, ma grazie alla tecnologia l’anziano vescovo si è risparmiato la gran fatica di raggiungere i bambini di persona ed ha comunque fatto la sua visita con una videochiamata. Sarebbero bastati un link e qualche clic per mettersi in collegamento tramite zoom o altre piattaforme online. Vista la veneranda età di S. Nicolò, oltre alla complicazione di confrontarsi con le tecnologie, ci si è messo anche il mal tempo con la neve ed un vero e proprio temporale che ha fatto saltare a tratti l’energia elettrica e dunque anche la connessione internet. Alessandra Pezzei, con l’aiuto di Simona Crepaz e gli altri componenti del gruppo, ci racconta che la sua casa si è trasformata in un Internet Point per stabilire la miglior connessione possibile: “Dopo i primi tuoni e fulmi-
S. Nicolò quest’anno a Fodom è arrivato online; solo a VSG è riuscito ad arrivare di persona.
ni ci siamo subito dovuti attrezzare con candele, torce, lampade frontali e sopperire alla mancanza della linea internet fissa con i telefoni cellulari. Questi imprevisti ci hanno colti di sorpresa ma siamo comunque riusciti a raggiungere tutti i bambini. Siamo rimasti stupiti da come la nostra iniziativa abbia riscosso un grande successo anche fuori dai confini di Fodom. Inizialmente siamo stati contattati dal Gazzettino, successivamente dalla Rai del Veneto e infine da Telebelluno. Questo ha fatto sì che ci hanno chiamato bambini del Bellunese e anche da fuori provincia come ad esempio da Padova e Treviso. Ci siamo
quindi trovati ad affrontare un’ulteriore sfida: organizzare delle altre videochiamate il giorno stesso. I bambini hanno apprezzato la presenza di San Nicolò come se fosse quasi stato di persona a casa loro. Come da tradizione hanno recitato delle preghiere, delle filastrocche e qualche canzoncina. Quest’anno San Nicolò ha incaricato i suoi aiutanti angioletti di consegnare i doni ai bambini nei giorni precedenti all’incontro online. Solitamente anche i diavoli accompagnano San Nicolò ed avrebbero avuto il permesso di vagare per le frazioni portando la loro inquietante presenza, ma a causa del maltem-
po si è deciso di non farli uscire, ma di far comparire anche loro sullo schermo del computer. Se non fosse stato necessario organizzare tutto questo a causa della pandemia, avremmo rischiato di non poter fare nulla per il forte maltempo.” San Nicolò ha ricevuto complessivamente 40 richieste, segno di un’iniziativa riuscita e apprezzata da tutti. Sempre a causa del Coronavirus, il vescovo di Bari ha voluto comunque far visita ai nostri nonni della casa di riposo “Villa San Giuseppe”. A portare allegria e serenità ci ha pensato il personale della struttura. (SL-CS)
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Gruppo Alpini
dal mondo delle associazioni Tumulati a Pian di Salesei i resti di tre soldati della Prima Guerra
O
ra riposano nel sacrario di Pian di Salesei i resti di tre soldati ignoti della Prima Guerra Mondiale, ritrovati di recente sulle montagne tra Cortina, Livinallongo e la Marmolada. La semplice quanto solenne cerimonia di tumulazione, con tutti gli onori militari alla presenza delle tre urne avvolte nel tricolore, si è tenuta sabato 26 settembre nella chiesa parrocchiale di Livinallongo, presieduta dal cappellano militare Gianmarco Masiero della Legione Carabinieri “Trentino Alto Adige”. Alla funzione hanno preso parte anche diversi rappresentanti di associazioni combattentistiche e d’arma, con i loro labari e gagliardetti. Il primo caduto era stato ritrovato il 27 agosto 2018 presso forcella Serauta, a 2875 metri, poco distante dalla stazione della funivia della Marmolada. I resti del secondo caduto erano invece stati rinvenuti il 29 agosto del 2019 dai militari della stazione carabinieri di Caprile in località Bosch
U
na splendida giornata di sole ha accompagnato, domenica 18 ottobre, l’annuale commemorazione dei caduti di tutte le guerre presso il Sacrario Militare di Pian di Salesei. Cerimonia che, quest’anno, ha assunto un particolare significato quale prologo alle celebrazioni del Centenario di fondazione della Sezione Alpini di Belluno ed anticipata di una settimana rispetto agli anni scorsi, per concomitanti manifestazioni in ambito alpino. In osservanza alle norme anti Covid all’appello hanno risposto molte sezioni A.N.A. Del Triveneto, molti gruppi della sezione di Belluno e rappresentanze combattentistiche e d’arma. Numerose le autorità presenti: il vice prefetto Antonio Russo, i Sindaci di Livinallongo, Rocca Pietore ed Alle-
de Roe, in comune di Livinallongo. Insieme era stata ritrovata anche una piastrina di riconoscimento, che il tempo aveva però reso illeggibile. Quel che restava infine delle spoglie del terzo soldato era stato ritrovato due mesi dopo, il 6 ottobre 2019, in località Costabella, sul Monte Cristallo, a quota 2.700 metri da un escursionista che aveva segnalato il rinvenimento ai carabinieri di Cortina d’Ampezzo. Le tre urne sono state accolte al loro arrivo nella chiesa di Pieve dalle più alte cariche militari. Tra queste il Generale di Corpo d’Armata Alessandro Veltri, Commissario Generale per le Onoranze ai Caduti, ed il Generale Ugo Cillo, Comandante per il Territorio del Comfop (Comando Forze Operative) Nord. Nel suo intervento di saluto al termine della celebrazione, il sindaco di Livinallongo Leandro Grones, ha ricordato che il territorio di Livinallongo ospita ben
Le urne nella chiesa di Pieve durante la S. Messa.
due sacrari: quello di Pian di Salesei e quello germanico del Pordoi, “diventati – ha detto “casa eterna per oltre 13 mila soldati.” Dal generale Veltri sono arrivate invece parole di ringraziamento per quanti, a vario titolo, hanno collaborato alle operazioni di recupero delle salme. Ed ha sottolineato il grande lavoro che il Commissariato per l’Onor Caduti da oltre cent’anni svolge nell’opera di ritrovamen-
to, recupero e dove possibile di riconoscimento di resti dei caduti. “Questo – da detto – perché è un dovere coltivare il culto della memoria e valorizzare il ricordo di questi soldati.” Le urne, accolte all’uscita della chiesa da un picchetto armato, sono state poi trasferite a Pian di Salesei dove saranno tumulate insieme ai resti di altri 5700 soldati italiani ed austro ungarici. SoLo
Commemorazione Caduti ghe, il primo luogotente Vittorio Pallabazzer della caserma Gioppi di Arabba, i carabinieri di Arabba, il comandante del 7° Alpini Colonnello Stefano Fregona, il responsabile all’ “Onor Caduti” al Monte Grappa Marco Arancio, il sempre presente Lino Chies, Nicola Stefani appassionato speaker delle Adunate Nazionali. La cerimonia, condotta da Siro De Biasio della sezione alpini di Belluno, dopo aver reso gli onori ai caduti, è iniziata con la deposizione di una corona. Hanno poi preso la parola il capogruppo del gruppo Col di Lana Luca Deltedesco, il Sindaco di Livinallongo Leandro Grones, il presidente sezionale A.N.A. Lino De Prà ed il colonello Fregona e il Presidente dell’Associazione “Eugubini
nel mondo” Mauro Pierotti, sempre presente alle manifestazioni presso il Sacrario di Pian di Salesei. A conclusione è intervenuto il presidente Nazionale A.N.A. Sebastiano Favero con una vibrante allocuzione. È la seconda volta che l’attuale Presidente ci onora della sua presenza in terra Fodoma, la prima volta nel
2015 in occasione di una cerimonia commemorativa del centenario della prima guerra mondiale. La cerimonia è proseguita con la celebrazione della Santa Messa officiata da don Sandro Capraro, accompagnata dal suono della Banda da Fodom e dal canto del coro San Giacomo di Pieve. LD
Schützen
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I 100 agn da la divijion del Tirol
A
i 10 de otobre del 1920, co la firma del Tratat de Saint Germain no vegniva demè segné la fin de la Pruma Viera, ma ence la divijion del Tirol storich. Na plaia ncora viva percieche l’à despartì n teritorio e na popolazion che da scecoi condividëva le medeme tradizion e storia. Per i Ladins chësta fossa sté demè la pruma de n’autra divijion, atuada demè doi agn davò: chëla che à spartì fora le cinch val ntra trei Provinzie e doi Region. Per recordé chësta pagina de storia, l Südtiroler Schützenbund, la federazion de le 141 compagnie dei scizeri del Südtirol, l à metù a jì n’azion nte zirca 30 sciti storizi, ulache sabeda da sëra, a l’ora simbolica de le 19.20 l é sté mpié ntel medemo moment dejine e dejine de bengala de colour ros e blánch: i colour del Tirol. Ence i scizeri da Fodom, coordinei dal raprejentánt dei scizeri ladins ntel Schützenbund Emanuel Delmonego e dal comandánt Walter Testor i à tout pert a chësta azion e i é jus
T
a sluminé coi bengala l Ciastel d’Andrac: luoch e monument simbol de la storia de Fodom liada al Prinzipe Vësco de Persenon e al Tirol. N valgugn componenc de la compagnia, sot la manacia de la ploia, i é montei sul mur davánt al ciastel e ilò i à mpié i fuosc. Chësta dimostrazion la fesc pert de na nuova strategia de comunicazion nviada via dal comandánt dei scizeri de Südtirol Jurgen Wirth Anderlan, che mira a mëte a L ciastel sluminé dai scizeri per recordé i 100 agn jì picole azion, sauride da orda la divijion del Tirol. ganisé, come chëla de le tabele “Verrückt nach Süden” (sposté a sud), metude fora sui con- ra Latzfons, ntel comun de Chiusa, l é fins del vegle Tirol, che po le ven me- vegnù inauguré n monument: na gran tude n mostra sui social. Na moda piera torona, che simbolegeia l zenter chësta per rué plu damprò al lengaz geografich del Tirol. N’autra maniera e al mondo dei jovegn, per i stimolé a per desmostré la volonté de unité ntra cugnësce e pensé su a la storia de no- le popolazion del Tirol, decà e delà sta tiera. L medemo di su la mont sou- dal Prener. (SoLo)
I biscotti per gli anziani di Villa S. Giuseppe
ra quelli che hanno sofferto di più gli effetti di questa pandemia, soprattutto dal punto di vista affettivo, ci sono sicuramente gli anziani ospiti delle case di riposo. Per mesi e mesi non hanno potuto né vedere né parlare con la propria famiglia, se non tramite i telefoni e tablet. Ora che il numero di contagiati è tornato a crescere, molte strutture hanno nuovamente provveduto a vietare le visite da parte dei
parenti. Per i nonni e le nonne, dunque, il Natale 2020 è stato molto particolare, lontano dagli affetti più cari. Per questo, la Südtiroler Schützenbund (la federazione delle compagnie degli Schützen del Südtirol) ha avviato un’iniziativa per rendere un po’ più “dolce” il Natale a tutti i nostri anziani: ha invitato tutte le compagnie degli Schützen a preparare dei biscotti fatti in
Iris porge a suor Elisa i biscotti a nome degli Schützen di Fodom e Col.
casa e portarli nelle case di riposo. Anche la compagnia degli Schützen di Fodom ha deciso di partecipare, grazie alle abilità culinarie di Iris, Nicole e Giulia. Per la preparazione e la consegna dei biscotti, sono ovviamente state adottate tutte le precauzioni anticontagio, come guanti e mascherina. Una volta terminata la produzione, sono stati confezionati un bel paio di plateau, che la Marketenderin Iris ha portato
a Villa S. Giuseppe. Insieme ai dolcetti è stato consegnato un biglietto di auguri da parte degli Schützen, sul quale c’era scritto: “A causa di questa pandemia, nessuno può venire a farvi visita. Per questo motivo abbiamo pensato di mandarvi alcuni biscotti per augurarvi Buon Natale. Vi auguriamo di cuore anche un Buon Anno nuovo, che sia migliore di quello appena trascorso: che sia un anno di pace, salute e fortuna». (ls)
I nonni e le nonne hanno molto apprezzato l’iniziativa degli Schützen.
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“I ciánta ncora con nos”
L Coro Fodom à recordé corisć e personalité che à daidé pro vegnude a mancé ntei agn
N
tel isté passé, senza conzerc e manifestazion a gauja del Covid, l Coro Fodom l no n é mpo sté chiet. Davò avei metù a jì na festa plu scempla, senza tendon ma co nen valgugn gazebi n ocajion de la Siegra de S. Iaco, n domënia 27 de setembre l s’à ndavò biné per na giornada de comemorazion dei corisć e de personalité che trop à daidé pro per l’associazion, vegnude a mancé ntei agn. Forsci proprio chëst vuot de impegni, senza la veja e l “stress” de mossei pensé a conzerc e ejibizion decà e delà, à fat pensé che l eva ora grana ence de se fermé n puo' a se cialé ndrio a chi che no n é plu, ma che trop i à raprejenté per l coro. Mprumadedut chi che à fat pert del coro, a cianté: chi per puoc e chi per plu agn. Coscita a i conté su l é sauté fora che nte chisc 48 agn de storia l coro l à perdù ben nuof corisć, ntra chi morc cánche i eva ncora n ativité e chi che ava lascé via. L diretif l à spo pensé de se ciapé na giornada sui Bec de Roces per fè na S. Mëssa per i recordé e per l’ocajion nvié ence le fameie de chisc
righe de ricorcorisć. N ciándo e a chi de tarin, per pofameia l coro dei se dediché à scinché n pia chësta pater de ciof da scion, a le oumëte sui mote l mossa trè numenc nte via trop temp cortina. a la fameia. Auna ai Nasc coscita corisć, l diretif na sort de conl à pensé envivenza, perce de se recorcieche po ence dé de n valgula fameia la tol ne persone pert a la vita che trop à fat del coro per jì per l coro: a a l scouté su o scomencé da daspës a daidé Ugo De Battipro co ven fat sta che, tra le chelche manitrope colabofestazion, tánt razion, come che a la fin duc N moment de la giornada per recordé i corisć che no n é plu. prescident de auna se devenla Sit Boè l ava ta na gran fameia. Chëst sentiment se l à corisć recordei co la da- fat finanzié l cd “Ousc de na vedù e sentù sui Bec de Ro- ta che i à tout sarevede: val”; Egidio Bradariolo, om ces, ulache la gran fameia del Giuseppe Rossi “Giaiol” de la Fernánda Ragnes, “deus Coro Fodom la s’à biné au- (12/08/1984), Aldo Grones ex machina” del viade a Rona ntel sentiment comun de la (16/12/2002), Remo Gro- ma per l’udienza n Plaza S. recordánza de corisć, ma ence nes (8/01/2013), Elio Testor Piere con Papa Giovanni Paperesc de fameia, amisc, fra- “Tusc” (19/01/2018), Robert olo II. Per fenì, l é vegnù rediei, berbesc che no n é plu. Pellegrini (24/02/2018), Beni- cordé ence n valgune perso“Che ades i ciánta nte n co- gno Pellegrini (15/06/2018), ne che l coro à cugnisciù nte ro ncora plu gran” à recordé Stefano Devich (02/08/2018), duc chisc agn de amicizia co scior pleván don Dario Fon- Adalberto Pellegrini “Ber- la zité de Karlstadt am Main. La giornada l’é juda n tana da la perdica ntánt la S. to de Toratia” (29/06/2019) Mëssa fata daite nte rifugio. e Enrico Roilo (09/06/2020). avánt n compagnia e co nen Chisc ndavomán i Per ogniun l é sté liet ju doi valgune ciantade. (ls)
Buon Anno ai Bacagn da Fodom!
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’estate sta finendo…” cantava una vecchia canzone! Anzi, è finita da un bel po’ e, soprattutto dopo le abbondanti nevicate dei primi di dicembre, non ce la ricordiamo proprio più. Questa fotografia ci fa tornare indietro di qualche mese: ecco Londe mentre si sta godendo gli ultimi raggi solari dell’estate 2020 nelle Salvace de Chierz, prima del suo “rientro”. Le stalle si sono poi nuovamente riempite e il lavoro spetta ai nostri Bacagn da Fodom. Auguriamo loro Buon Lavoro
e che tutto vada nel migliore dei modi. Quante notti insonni: se si tratta di mucche da parto bisogna vigilarle, non si conosce né alba né tramonto! Intanto c’è da ringraziare che il COVID-19 non si sia esteso anche al bestiame tanto da essere costretti a dotare di mascherina pure le mucche o, peggio ancora, a mettere il lucchetto alle nostre stalle. Preghiamo affinché il nuovo anno sia portatore di vita nuova in tutti i campi, ringraziando Dio di quanto abbiamo avuto e raccolto nell’anno appena concluso.
Coro Fodom
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Attualità - suzede nta fodom Tetto Chiesa di Pieve: riparati i danni di Vaia
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inalmente anche tutti i danni di Vaia arrecati alla chiesa di Pieve sono stati riparati: dopo il campanile, sistemato oramai da tempo, nel corso dell’autunno è stato messo a nuovo anche il tetto della chiesa il cui manto di copertura era stato sollevato dal tavolato per più di metà, anche se, per fortuna, era rimasto al suo posto. La ditta Dorigo Ivan ha accettato di fare i lavori e assieme al titolare hanno lavorato Valt Francesco e Denicolò Francesco che ringraziamo. Il lavoro ha presentato difficoltà notevoli a motivo della pendenza del tetto per cui si sono dovute usare scale e accorgimenti vari per la sicurezza, rendendo l’attività più lunga e complicata. Tutto si è svolto nel migliore dei modi pressap-
Lavori in Corso…
poco tra metà settembre e metà ottobre. La lamiera è stata fissata con staffe a slitta (che permettono la dilatazione della lamiera senza sollecitarne l’ancoraggio) fissate con viti al tavolato dando all’insieme una particolare solidità. Il manto di copertura precedente risaliva al 28
Il tetto rimesso a nuovo con il particolare della staffa di fissaggio: lunga 7,5 cm. e la parte che sarà aggrovigliata con le lamiere scorre su quella fissata al tavolato.
novembre 1954, data trovata vicino al campanile. Il costo per la parte danneggiato da Vaia è stato di 27.513,20 euro a cui l’assicurazione ha corrisposto per € 21.139,80 in quanto sul nuovo sono state fatte migliorie quali la guaina traspirante, le grondaie e tubo pluviale che
non erano stati danneggiati. Per non vedere il rattoppo, la falda è stata cambiata per intero e la parte restante del costo è andata a carico della Parrocchia che ha speso complessivamente € 20.205,00.
Bilancio 2019 con il segno più per la “Fodom Servizi”
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’Asp Fodom Servizi che gestisce la casa di riposo Villa S. Giuseppe ed i servizi mensa delle scuole fodome chiude in attivo di 31 mila euro il bilancio 2019, approvato nel corso dell’ultimo consiglio comunale. La somma sarà destinata interamente al fondo di riserva straordinario. Intanto il cda pensa a potenziare il welfare aziendale per fidelizzare il personale.
Più entrate grazie ai nuovi posti letto e welfare aziendale Se i numeri sono con il segno positivo è anche grazie e soprattutto ai 16 nuovi posti letto accreditati da aprile. Ciò ha fatto sì che
le impegnative, cioè i posti letto convenzionati Ulss, siano passate dalle 24 unità del 2018 alle 36 del 2019. A questo si è aggiunto il diurno per i non autosufficienti. Il buon andamento dei conti ha permesso al cda di chiedere al consiglio comunale la riduzione delle quote per il 2020 ed incentivare il welfare aziendale per fidelizzare il personale. Due le agevolazioni adottate: la concessione di buoni benzina e la mensa gratuita. Ai dipendenti in forza al 31 dicembre e che non hanno presentato dimissioni, anche per il 2019 è stato riconosciuto un buono benzina del valore di 250 euro, riproporzionato al nu-
mero di giorni lavorati. Misura che ha avuto un costo per l’azienda di 9.700 euro. Finora per ogni pasto consumato in struttura venivano detratti al dipendente due euro. Con la modifica del regolamento la mensa è diventata così gratuita per chi è in servizio all’ora di pranzo o di cena. Un’agevolazione che è stata ben accolta ed utilizzata, considerando si è passati ad una media mensile di 64 pasti a 128 nel mese di dicembre per un totale di 834 pasti preparati nel 2019. “L’obiettivo del welfare aziendale è quello di fidelizzare il personale e limitare il più possibile il turn over, che costa ed è dannoso ai fini
dell’assistenza – scrive nella relazione allegata al bilancio l’ormai ex direttrice Mara Case. “Un problema questo molto sentito a Villa S. Giuseppe, a causa della posizione decentrata della struttura, della presenza di molto personale residente fuori comune. A questo si aggiunge il problema, sentito anche a livello nazionale, della mancanza di figure professionali come infermieri e oss. Figure che non fanno gola nelle rsa a causa dello scarso rapporto tra stipendio e qualità della vita e tipo di lavoro su turni e responsabilità. Problema – conclude la Case – che si vede anche nelle Ulss.
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Maggiori costi per il personale La difficoltà nel trovare personale, si riversa come costo aggiuntivo sull’azienda, costretta a coprire le ore di malattia o di maternità con straordinari o l’assunzione di ulteriore forza lavoro. Questo anche per rispettare gli standard previsti dalla legge regionale 22/2002, che ha portato ad un aumento del costo per il personale. Da novembre 2019, per decisione del cda, è scattato un aumento delle retribuzioni dei contratti Uneba per parificarli ai contratti degli enti locali. Per gli Oss questo ha portato in busta paga 111 euro in più, agli in-
fermieri 128 euro più il riconoscimento dell’identità infermieristica di 103 euro. Nonostante questo sforzo economico i dipendenti con il contratto degli enti locali ancora in forze dalla precedente gestione comunale godono di una retribuzione più alta, in quanto sono maggiormente retribuite le ore festive e notturne. Per tutti gli altri dipendenti che non erano in struttura prima della costituzione della Fodom Servizi o per i servizi in appalto, come impiegati o manutentori è stato previsto un aumento di 90 euro. Misure che hanno comportato un maggior costo pari a 14 mila euro nel 2019 e di 61 mi-
la nel 2020. Lavori e progetti Con i lavori per l’ampliamento in via di completamento, il cda della Fodom Servizi insieme al Comune sta da tempo pensando di intervenire anche sull’ala più vecchia del fabbricato, ormai datata e che necessiterebbe di lavori di ristrutturazione. Gli interventi saranno condotti a stralci per permettere la continuità della funzionalità della struttura. Di recente a Villa S. Giuseppe è stato assegnato un contributo di 90 mila euro dal Fondo Comuni Confinanti nell’ambito del progetto per il miglioramento ed il
potenziamenti dei servizi socio assistenziali esistenti nel territorio Agordino e per far diventare funzionale il modello di cura. Soldi che la direzione, in accordo con il cda ha deciso di spendere per l’acquisto di arredamenti per il primo piano dell’ampliamento e per i locali in comune, un sollevatore per il bagno attrezzato, sollevatori a rotaia per tutte le camere, arredamenti ed attrezzature per il locale del barbiere e cura della persona. E poi ancora software per l’informatizzazione della cartella dell’utente, poltrone elettriche per gli utenti diurni e tappetini allarmati. (Lorenzo Soratroi)
Il Comune intenzionato all’acquisto della “cesa del fotografo” per i dipendenti di VSG
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empre più difficile trovare personale specializzato in loco per la casa di riposo Villa S. Giuseppe. Così l’amministrazione sta pensando di acquistare la vecchia “cesa del fotografo” a Sorarù per ricavarne appartamenti da mettere a disposizione dei dipendenti della “Fodom Servizi”. Questo in breve quanto prevede una delibera della giunta comunale approvata a novembre. A causa delle recenti normative e del numero sempre maggiore di utenti non autosufficienti, la RSA ha visto crescere in modo considerevole il numero degli addetti, che a tutt’oggi sono una sessantina per altrettanti posti letto a disposizione. Si tratta in gran parte di figure specializzate, come infermieri, oss, psicologi o fisioterapisti. Personale difficilmente reperibile in loco. Sono sempre pochi infatti i giovani della vallata fodoma e di quelle limitrofe che decidono di intraprendere un percorso di studio che comprenda, ad esempio, una laurea da infermiere professionale. Questo fondamentalmente per due motivi: le retribuzioni non certo appetibili previste per queste figure nonché le responsa-
bilità e l’impegno che comporta l’operare con gli ammalati, soprattutto se anziani. Per una realtà come Fodom a tutto questo si aggiunge anche la collocazione geografica del territorio, non particolarmente favorevole: una vallata di montagna, a 1400 metri, ai confini di Provincia e Regione che comporta costi e difficoltà di accesso. Località che è anche nota stazione turistica, dove i costi degli affitti per un appartamento sono più alti che altrove nonché difficili da reperire e sostenere per uno stipendio da dipendente. L’emergenza Covid che stiamo vivendo ha evidenziato e amplificato il problema e nello stesso tempo, se possibile, reso ancora di maggiore importanza garantire la presenza sicura e fondamentale sul territorio di una struttura socio sanitari come Villa S. Giuseppe. “È intenzione di questa amministrazione – si scrive nella delibera – fare tutto il necessario per garantire il servizio di assistenza agli anziani e le funzioni sociali svolte finora dalla Asp “Fodom Servizi”, anche in considerazione del fatto che la
struttura stessa negli anni è stata interessata da importanti lavori di ampliamento e ristrutturazione.” Una delle possibili soluzioni, sarebbe dunque quella di mettere a disposizione del personale che proviene da fuori comune e che non riesce a fare rientro a casa al termine del lavoro, un appartamento a condizioni economiche favorevoli. Per questa ragione l’amministrazione Grones ha deciso di valutare la disponibilità offerta dai proprietari del fabbricato conosciuto
come “cesa del fotografo” di venderlo al Comune. La casa si trova in fianco alla sr. 48 delle Dolomiti a Sorarù. Una posizione ideale, a due passi da Villa S. Giuseppe, che permetterebbe al personale di essere operativo in poco tempo in caso di bisogno. Condizione di primaria importanza sia per il Comune che per l’Asp. Il primo passo sarà incaricare un professionista per la valutazione dell’immobile ed in seguito avviare l’iter per l’acquisto nel rispetto nelle normative vigenti. LS
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Castello di Andraz: stagione positiva nonostante il Covid
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a stagione al castello di Andraz era iniziata il 19 giugno con tante incognite e punti di domanda per via dell’emergenza Covid e si è conclusa il 4 ottobre, con i fine-settimana di apertura autunnali. Rispetto alle scorse stagioni si sono registrate circa un migliaio di presenze in meno, per un totale di circa 4.500 visitatori, oltre le ben più rosee aspettative vista la situazione di emergenza sanitaria. “Sono i numeri dei primi anni di apertura. E comunque migliori ad esempio del 2014, quando il tempo durante l’estate era stato particolarmente inclemente – spiega la guida del castello Eleonora Demattia. “A mancare sono stati soprattutto gli stranieri. In particolare nei mesi di giugno e settembre. Presenze che, rispetto ad altre attività o attrazioni, non sono state compensate dagli italiani. Questo perché il castello non è ancora
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così conosciuto. La gente si è concentrata su località “di grido”, come cime o laghi. I musei si sa, non vanno per la maggiore rispetto ad una gita all’aperto. E proprio sulle attività all’aperto, per facilitare l’adeguamento alle norme anti Covid, si sono concentrate quest’anno le iniziative pensate dall’Istitut Cesa de Jan che gestisce il Castello di Andraz. “Siamo riusciti a fare due concerti con una folta partecipazione di pubblico. Quest’anno le visite guidate erano abbinate all’entrata e quindi gratuite. Ma la formula ha funzionato ed il riscontro con i visitatori è stato positivo, perché è stato molto apprezzato l’avere accanto qualcuno che spieghi curiosità e storia del maniero. Certo per me e Lucia, la mia collega guida, ha significato un surplus di lavoro. Tante le gior-
nate in cui i turni erano “full”. Ma la soddisfazione è stata maggiore, così come, credo, il servizio dato.” Sono state riproposte anche le attività con l’associazione Tramedistoria. Quest’anno con l’erbolario del medioevo, Le due guide del Castello: Eleonora Demattia e Lucia dove si insegnava Foppa. ad estrarre i coloGuide Mazarol ed i trekking ri per dipingere da piante e fiori ed il tiro con di fotografia per sensibilizzal’arco con tecniche e costumi re il pubblico e far conoscere medievali, che hanno sempre la fragilità dei territori dove fatto registrare il pienone. Po- si vorrebbero far passare gli sitiva anche la collaborazione impianti per il collegamento avviata con la neo guida di Cortina – Arabba. Iniziativa media montagna Lucia Sottil che ha avuto il sostegno di e le sue gite sulla montagna Legambiente e Cai. La stagiodi Castello alle quali si abbi- ne si è conclusa con la monavano lezioni di yoga. C’è stra forografica “Fragili Prestato spazio anche per l’e- senze nelle Dolomiti.” (SoLo) ducazione ambientale con le
Malga Castello: nuova vita dalla primavera del 2022
prevista per la primavera del 2022 l’apertura di Malga Castello. Al suo interno troveranno posto un ristorante, camere e la biglietteria del castello.
Procedono a pieno ritmo i lavori di ristrutturazione della ex Malga Castello, struttura che diventerà punto di accesso all’omonimo castello. L’intervento fa parte del progetto più ampio di sistemazione e valorizzazione della Strada de la Vëna e le Miniere del Fursil, finanziato con 6 milioni di euro dal Fondo Comuni di Confine. Per la ristrutturazione della malga, che da anni ormai non veniva più utilizzata, erano stati stanziati inizialmente 1 milione e 374 mila euro. Cifra sottostimata, come si sono ben presto accorti i tecnici dello staff che lavora al progetto formato dagli architetti Marino Baldin, Agostino Hirschstein, Renato Cavallini, Valentina Bertaggia, il geologo Chiara Siorpaes ed il perito industrial
Plinio Balcon. L’importo non sarebbe stata sufficiente, ad esempio, per installare anche tutto il sistema di gestione dei biglietti del castello ed altri interventi necessari. Così l’amministrazione è riuscita a racimolare altri 350 mila euro da un progetto finanziato con 1,7 milioni di euro sempre dal Fondo Comuni di Confine e finalizzato al recupero delle Miniere del Fursil. L’iter per l’avvio dei lavori è incorso in qualche intoppo. Dopo l’assegnazione dei lavori al consorzio di ditte Mac Costruzioni Unipersonale di Resana (TV) e la Rcv Vania Impianti di Padova, era arrivato il ricorso di una delle altre 17 imprese che avevano partecipato al bando. Con l’avvio degli scavi poi, nel cantiere era stata rinvenuta una bomba della Prima Guerra Mondiale. A differenza del cantiere per il parcheggio in Val del Hotel a Pieve, fermo ormai da tre anni, la procedura di sminamento e messa in sicu-
rezza è stata snella, permettendo in poco tempo il riavvio dei lavori. Dietro le impalcature si comincia a vedere la struttura che riprende forma dopo le necessarie demolizioni. Forma analoga, ovviamente, a quella originale. Solo che ora al posto delle stalle saranno realizzate 7-8 camere. Dai locali dove alloggiavano i pastori ed i malgari saranno ricavati invece un appartamento per il gestore, un piccolo ristorante, la biglietteria per il castello ed un locale per la vendita dei prodotti della latteria di Livinallongo.
“La fine dei lavori è prevista per l’estate del 2021. Mentre per l’apertura ufficiale bisognerà attendere la primavera del 2022 – spiega il sindaco Leandro Grones. Nel frattempo il Comune dovrà trovare un gestore, che sarà selezionato tramite un bando ad hoc. “Non vogliamo fare un’operazione di speculazione – precisa Grones. “Delle domande valuteremo, in primo luogo, la migliore proposta ed idea innovativa di gestione della struttura che offra, prima di tutto, un buon servizio al castello.” (SoLo)
Il cantiere: dagli ex stalloni per il bestiame saranno ricavate sette camere da letto, mentre nella vecchia malga saranno realizzati, tra l’altro, la biglietteria del castello ed un piccolo ristorante.
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Michela Lezuo nuovo presidente di Arabba Fodom Tursimo
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Michela Lezuo il nuovo presidente dell’Aft. L’albergatrice titolare del Hotel Cesa Mesdì, ed ex assessore al turismo era già stata alla guida dell’associazione turistica fodoma dal 2012 al 2016. Vice sarà il presidente uscente Manuel Roncat. La nomina durante la prima riunione del nuovo consiglio direttivo uscito dalle urne nel corso dell’assemblea generale dei soci che si è tenuta giovedì 1° ottobre 2020. L’appuntamento, previsto per la primavera, era stato rinviato a causa dell’emergenza Covid. Tra i punti discussi nella sala congressi di Arabba c’era anche l’approvazione del bilancio del 2019, che si è chiuso con un’attivo di 40 mila euro. “Questo – ha spiegato Roncat – grazie alle quote versate da alcuni nuovi soci a fine anno ed al trasferimento di fondi da enti pubblici. Soldi che sa-
ranno completamente reinvestiti per la promozione turistica.” Positivo il bilancio dell’attività di questi quattro anni. “Arabba – ha detto Roncat – è l’unica località turistica della Provincia di Belluno ad aver registrato un trend positivo delle presenze negli ultimi 4-5 anni. Una crescita lenta ma costante fino al più 4% nel 2019.” Dati che la confermano al secondo posto in Provincia prima di Auronzo e dopo Cortina – che – ha sottolineato, lo scorso anno è andata per la prima volta sotto il milione. “La prima azione del nostro mandato è stata quella di identificare il target della nostra clientela, sintetizzato in trekking, hiking e mountainbike. Ovvero quel cliente che ama raggiungere in poco tempo i percorsi in quota, che da noi è possibile grazie agli impianti a fune.” Al diretti-
vo uscente va anche il merito della nascita della Dolomites Bike Day, in collaborazione con l’associazione turistica dell’Alta Badia; quest’anno saltata come tutte le altre manifestazioni ciclistiche per via del Covid. “Dal 2021 sarà l’evento che aprirà la stagione delle due ruote. La Sellaronda Bike Day invece è prevista per la settimana successiva.” Un annuncio che è stata anche l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpe. “Quel mercato del cicloturismo con le manifestazioni collegate, così aspramente criticato e contestato, quest’anno che è mancato ci ha fatto comprendere tutti quanto sia invece importante per la nostra economia turistica.” Promozione sui media e nuovo sito Arabba.it Il presidente ha poi ricordato il grande lavoro svolto dall’associazione turistica nel settore della promozione turistica sui media. “Tutti avranno visto le molte trasmissioni televisive o
le pubblicazioni nelle quali si è parlato di Arabba e della vallata fodoma. Ricordiamo che dietro ad ognuna di queste c’è Aft, con la sua agenzia di stampa. Niente viene per caso.” Altra importante novità: con la fine dell’anno andrà in pensione il “vecchio” sito Arabba.it. Andrà online un sito completamente rinnovato, realizzato grazie ad un contributo a fondo perduto di 33 mila euro, che prevederà il booking online per tutte le strutture associate. Questi gli altri componenti del nuovo direttivo. Luca Palla rappresentante dei maestri di sci, Diego De Battista e Gianpaolo Soratroi per gli impianti a fune, Roberto Grones per i commercianti, Nicolò Agostini, Luca De Cassan e Silvia De Dorigo per alberghi e garnì, Piertomaso Denicolò per affittacamere e appartamenti. Revisori dei conti: Dino Costa e Cristina Colombo. A questi si aggiunge il rappresentante di diritto nominato dal Comune. (SoLo)
Ricorrenze Nonna e Nipote per un doppio traguardo in casa Ragnes-Bradariolo
Federica Bradariolo - Treviso il - 25/03/2020 - guadagna con un meritato 110 e Lode la Laurea in “Architettura per il Nuovo e l‘Antico“, conseguita presso l‘Università IUAV di Venezia discutendo la tesi: “Scenari futuri per il territorio del Veneto Orientale - Caposile: una nuova scena urbana, tra Sile e Piave vecchia” - ad maiora -
Fernanda Ragnes - Treviso - (Andraz) - 16/06/1930 - per i suoi....18 lustri!!! Una neo “Maggiorenne” con la tempra di una Fodoma di ferro e tantissimo ancora da insegnare e un patrimonio di memorie e storia della Sua Fodom da raccontare, con verve e spirito “Birt“. - ad multos annos –
Festa in casa di riposo Villa San Giuseppe il giorno 7 dicembre 2020 per i 100 anni di Maria Pezzei “Tonia”. È stata festeggiata dagli ospiti, dagli operatori della Fodom servizi e dai parenti che, per le misure anticovid, non hanno potuto abbracciarla e stringersi intorno a lei in questo importante traguardo, ma solo parlarle attraverso una vetrocamera. AUGURI “MËDA TONIA“!
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comunità in cammino Nati
Matrimoni
FRONER Jeremy (Costa di Pian) di Matteo e De Zaiacomo Nicole, nato a Belluno il 19.10.2020. *** DECIMA Martino (Taibon Agordino) di Simone e Demattia Irene, nato a Belluno il 24.10.2020. *** BECKER Marvin Ephraim (Alfauro) di Arne e Nemba Lade Esther, nato a Brunico il 12.11.2020.
ENRICH Nicola e PALLUA Martina il 17.10.2020 a Santa Fosca – Selva di Cadore (BL)
RONCAT Moreno e MURER Paola il 03.10.2020 a La Valle (BZ).
OFFERTE OFFERTE PER LE CHIESE DI PIEVE
La famiglia Loise Dorigo in memoria di Crepaz Giuseppina. Per la campana di Larzonei: Rita e Alessio Martini, Ivo Delunardo, Daberto Hannelore, Gabrielli Bruno e Beatrice, Delunardo Rodolfo e Nerina, Delunardo Agnese. PER IL BOLLETTINO
Mariapia Crepaz Battarelli, Emilia Lasta, Baldissera Anna Rita, Dori-
go Rinaldo, Masarei Aldo, Soppelsa Moè Ivana, Baldissera Maria Teresa, Denicolò Rosa, Mearini Maria, Andrea Pezzei, Ranzato Carlino, fam. Roberto, Pavani Gino, Delmonego Agnese, Boranga Eugenio, Selle Roberto, Callegari Angelo, Ferrario Romano, Vallazza Maria Lodovina, Vallazza Vigilio, Vallazza Sabina, Schwigoffer Katharina, De March Ma-
ria Teresa, Vallazza Antonietta, Demattia Caterina, Giacomina Baldissera, Favè Liberato, Crepaz Manuela, Degasper Emanuela, Daberto Beppino, Dorigo Florinda, Testor Pierina, De Dorigo Giovanni, Angelo e Annalisa Morell, Sottara Franz, Furgler Laura, Ragnes Miriam, Serafini Teobaldo, Rosa De Vallier-Chenet, Pescosta M. Luisa, Pellegrini Maria Lu-
cia, Vanzo Daurù Laura, De Gaudio Angelo Raffaele, Palla Brigida “Ghitta”, Donè Franco, Iori Giancarlo, Maria Crepaz Köck, Mirko Delazer. Sia per le chiese che per il bollettino altre offerte sono state consegnate a mano anche per l’impossibilità della visita alle famiglie di Arabba e di parte di Pieve.
Defunti
PALLA Josef (Bolzano), nato a Bolzano l’11.04.1934 e ivi deceduto il 01.04.2020. Vedovo di Lechner Hildegard, padre di 5 figli.
MARCHI Pietro (Varda), nato a Varda il 19.02.1928 e deceduto ad Arabba il 05.10.2020. Celibe.
CREPAZ Biancamaria, nata ad Andraz il 23.01.1954, deceduta a Belluno il 13.10.2020. Nubile.
PALLA Angela (Cencenighe), nata ad Agai il 31.05.1932, deceduta a Cencenighe il 26.10.2020, vedova di Soppelsa Aldo, madre di 1 figlio.
DEVICH Ines (Belluno), nata a Pieve il 01.04.1931 e deceduta a Belluno il 13.11.2020. Vedova di Perna Michele, madre di 1 figlio.
DORIGO Giuseppe (Corte), nato a Corte il 01.05.1941 e deceduto a Belluno il 17.11.2020. Padre di 2 figli.
ROSSI Rita (Federa), nata a Belluno il 28.01.1951 e ivi deceduta il 12.12.2020. Nubile.
SIEF Maria “Bidela” (Bolzano), nata a Corte il 26.11.1923 e deceduta a Bolzano il 16.12.2020. Vedova di Franz Hafner, madre di 2 figli.