Tipografia Piave: LD nl: PIEVEL29-0001 nome: LUGLIO 2011 data: 14-09-11 Ora: 11 alt: 73 , 00 Compos.:11,05 del 14-09-11 base: B2 c
Anno XLIX • aprile-giugno 2014 • N. 2
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a famiglia è il luogo in cui Gesù cresce. Per questo il diavolo vuole distruggerla”. Sono le parole di papa Francesco alla 37.ma convocazione del Rinnovamento nello Spirito. Il Papa, rispondendo ai saluti di alcuni rappresentanti dei 52mila presenti ha aggiunto. “Il Signore benedica la famiglia e la faccia forte in questa crisi in cui il diavolo vuole distruggerla”. Allo Stadio Olimpico, davanti a circa 50 mila persone, Francesco ha parlato della famiglia e dei giovani: “Sarebbe triste per un giovane mettere la sua gioventù in cassaforte e renderla inutile, vecchia nel senso peggiore del termine. La gioventù è per rischiarla, per scommettere su cose grandi, cioè per far sì che gli altri conoscano Gesù”. LE DIVISIONI VENGONO DAL DIAVOLO Quindi Francesco ha invocato: “Signore, guarda al tuo popolo in attesa dello Spirito Santo. Guarda ai giovani, alle famiglie, agli ammalati, ai sacerdoti alle consacrate ai consacrati. Guarda a noi vescovi e concedi a noi tutti quella santa ubriachezza dello Spirito che ci fa parlare tutte le lingue della carità ed essere sempre vicini a chi è nel bisogno. Insegnaci a non lottare tra noi per un pezzo in più di potere. Insegnaci a essere umili, ad amare più la Chiesa che il nostro partito”. Infine il Papa ha ringraziato per il canto in spagnolo con cui era stato accolto: “Mi sono sentito
Papa Francesco: “La famiglia è il luogo in cui Gesù cresce Per questo il diavolo vuole distruggerla a casa”. E confessando che nei primi tempi del Rinnovamento carismatico quando era arcivescovo di Buenos Aires lui non amava molto Rns. “Sembrava una scuola di samba – ha detto suscitando l’ilarità dei presenti -. Non condividevo il loro modo di pregare. Poi, conoscendoli ho capito il bene che fanno alla Chiesa. E così sono diventato assistente spirituale del Rinnovamento carismatico, che è una grande forza al servizio dello Spirito Santo”. Per questo il Papa ha raccomandato di restare fedeli al carisma ricevuto. “Nessuno pensi di essere più grande o più importante dell’altro. Voi avete un solo capo. Gesù il Signore”. Seconda raccomandazione del Papa, l’unità: “Le divisioni vengono dal diavolo”. Quindi evangelizzazione, ecumenismo
spirituale, cura dei bisognosi e accoglienza degli ultimi. Infine un pressante invito: “Non ingabbiate lo Spirito Santo. Voi siete i dispensatori della grazia, non i suoi controllori”. IL MATRIMONIO CRISTIANO Le parole di Francesco sulla famiglia hanno ripreso il filo del discorso che il santo padre aveva iniziato alla Messa mattutina in Santa Marta. Lì aveva parlato del matrimonio cristiano davanti a una quindicina di coppie. Sono tre i pilastri che sostengono l’amore sponsale: fedeltà, perseveranza, fecondità. “È un amore fedele; è un amore perseverante, non si stanca mai di amare la sua Chiesa; è un amore fecondo. E’ un amore fedele! Gesù è il fedele! San Paolo, in una delle sue Lettere,
dice: ‘Se tu confessi Cristo, Lui ti confesserà, a te, davanti al Padre; se tu rinneghi Cristo, Lui ti rinnegherà, a te; se tu non sei fedele a Cristo, Lui rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso!’. La fedeltà è proprio l’essere dell’amore di Gesù. E l’amore di Gesù nella sua Chiesa è fedele. Questa fedeltà è come una luce sul matrimonio. La fedeltà dell’amore. Sempre”. FEDELE E PERSEVERANTE Fedele sempre, ma anche sempre instancabile nella sua perseveranza. Proprio come l’amore di Gesù per la sua Sposa. “Tante volte” Gesù perdona la Chiesa e allo stesso modo, constata Papa Francesco, anche all’interno della coppia alle volte “si chiede perdono” e così “l’amore matrimoniale va avanti”. “La vita matrimoniale deve essere perseverante. Perché al contrario l’amore non può andare avanti. La perseveranza nell’amore, nei momenti belli e nei momenti difficili, quando ci sono i problemi: i problemi con i figli, i problemi economici, i problemi qui, i problemi là. Ma l’amore persevera, va avanti, sempre cercando di Continua a pag. 2
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«Le nuove del Pais»
Stile di vita cristiana
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risolvere le cose, per salvare la famiglia. Perseveranti: si alzano ogni mattina, l’uomo e la donna, e portano avanti la famiglia”. FECONDO Terzo tratto, la “fecondità”. L’amore di Gesù, osserva Papa Francesco, “fa feconda la Chiesa con nuovi figli, Battesimi, e la Chiesa cresce con questa fecondità nuziale”. In un matrimonio questa fecondità può essere talvolta messa alla prova, quando i figli non arrivano o sono ammalati. In queste prove, sottolinea il Papa, ci sono coppie che “guardano Gesù e prendono la forza della fecondità che Gesù ha con la sua Chiesa”. Mentre, sul versante opposto, conclude, “ci sono cose che a Gesù non piacciono”, ovvero i matrimoni sterili per scelta: DUE GATTI ANZICHÈ UN FIGLIO “Questi matrimoni che non vogliono i figli, che vogliono rimanere senza fecondità. Questa cultura del benessere di dieci anni fa ci ha convinto: ‘E’ meglio non avere i figli! E’ meglio! Così tu puoi andare a conoscere il mondo, in vacanza, puoi avere una villa in campagna, tu stai tranquillo… Ma è meglio forse – più comodo – avere un cagnolino, due gatti, e l’amore va ai due gatti e al cagnolino. E’ vero o no questo? Lo avete visto voi? E alla fine questo matrimonio arriva alla vecchiaia in solitudine, con l’amarezza della cattiva solitudine. Non è fecondo, non fa quello che Gesù fa con la sua Chiesa: la fa feconda”.
Vivere in relazione Nessuno dubita che le relazioni con gli altri siano importanti, ma quasi certamente non siamo consapevoli della vera portata delle relazioni in ogni aspetto della nostra vita, fede compresa. L’argomento merita di essere approfondito, da un lato perché oggi è insidiato da comportamenti pericolosi poco avvertiti e, dall’altro, perché può essere fonte di sorprendenti scoperte sul versante della fede oltre che sul versante umano. A forti esigenze risposte illusorie Sarà anche ricca di zuccheri, l’anguria, ma non è certo l’ideale per chi è affamato e ha bisogno di sostanza. Mi è venuta quest’immagine pensando a scene come quelle che vi descrivo dove a forti esigenze vengono date deboli risposte: — Vedo spesso due ragazzi che si siedono su di un muretto, uno vicino all’altro, ciascuno con il suo game-boy e giocano, ciascuno per conto proprio, vicini, senza parlare. — Tutti sanno l’affollamento dei locali notturni con la relativa “musica” tanto forte da non poter parlare nemmeno all’orecchio con il vicino. — Ora sono di moda le “notti bianche” con proposte di ogni genere per catturare l’attenzione (e il portafoglio) così da tirar mattina immersi nella folla, senza accorgersi degli altri. In grande, come accade al supermercato dove il percorso degli occhi è esclusivo per prezzi e prodotti. — Si direbbe che la tecnologia oggi aiuti in modo straordinario le relazioni, infatti per strada vediamo ciascuno intento con il proprio telefo-
nino comunicare attraverso la ricchezza espressiva degli sms, oppure, che cammina ascoltando il suo “iPod” senza nemmeno accorgersi di chi incrocia. — E che dire dell’immagine (pur ad alta definizione) che sta prendendo il posto delle persone vere: vedi TV in famiglia. Questi atteggiamenti mettono in evidenza il bisogno che ogni persona ha di essere in relazione con gli altri, il desiderio di vicinanza e di comunicazione, esigenza insopprimibile ed insostituibile di incontro profondo; senonché le scelte che si fanno per rispondere a questa esigeza sembrano essere fatte apposta per isolare la persona con se stessa.
Buone vacanze! Noi sorelle Discepole del Vangelo desideriamo augurare a ciascuno di voi una buona estate con queste parole di Charles de Foucauld: Ecco le lunghe vacanze che si avvicinano, ti auguro di trascorrerle bene, di divertirti molto e di gioire di tutto questo piacere che ti dona il buon Dio! (Lettera di Charles de Foucauld a Magdeleine de Bondy, 3/6/1891)
Un equilibrio difficile Ciascuno di noi ha la consapevolezza di esistere, il desiderio di affermarsi e la necessità di difendere la propria vita da pericoli veri o presunti concentrandosi su se stesso. Quando questo atteggiamento prende il sopravvento, allora si comincia ad escludere gli altri come persone facendoli regredire a cose utili qualora possano portarci qualche vantaggio. Questa scelta porta come conseguenza la solitudine, appunto perché non sei più circondato da persone, ma da “cose”. L’altra esigenza che sentiamo sul versante opposto è la necessità di relazione che ha la sua radice nel bisogno di confrontarci con gli altri per sapere chi siamo, nel bisogno di essere amati e stimati che può trovare risposta solo con qualcuno, non con qualcosa. Una relazione vera però non può essere a senso unico: è un dialogo, un dono reciproco che implica un distogliere l’attenzione da sè per dedicarla all’altro; implica un lasciarsi coinvolgere e uno spendersi. Tutto decisamente scomodo e difficile! Ecco allora il successo delle soluzioni illusorie descritte sopra: una ricerca di relazione... senza relazione.
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Il vuoto può diventare solo più grande e le conseguenze le conosciamo. Un’esigenza che viene da lontano Ci si potrebbe chiedere dove nascono queste esigenze. Ormai siamo abituati a confrontare i nostri interrogativi importanti con una sorgente che sappiamo apprezzare. La Bibbia dice: “E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pescidel mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogniessere vivente, che striscia sulla terra». ... E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.” (Gen 1,27- 31) Ancora: “Io pregherò il Padre ed egli vidarà un altro Consolatore perché rimanga con voi
per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voisaprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».” (Giovanni cap. 14,16-21). Quando abbiamo riflettuto su come in questo libro Dio si presenta, ci siamo trovati di fronte a un Dio che non è altro che amore. E questo significa un Dio che è di sua natura relazione, comunicazione. Essere creati a immagine e somiglianza di Dio ci dice la relazione è alla base del nostro essere persone umane; non per niente l’uomo viene definito “maschio e femmina”, cosa che rimanda alla relazione più profonda e più totale possibile che fonda la famiglia umana. Non solo costruire relazioni ci rende umanamente più autentici, ma fa risplendere di luce nuova l’immagine di Dio che siamo.
Per avere un’idea di quanto tutto ciò interessi il nostro credere basti pensare che la fede non è altro che essere in relazione di amore con Dio e che il traguardo della nostra vita come lui lo ha sognato è l’espressione viva, direttamente percepita di questa relazione in una vita eterna. Ci rendiamo conto allora di come le varie possibilià che abbiamo nel campo della comunicazione potrebbero valorizzare la nostra vita. La vera relazione Partendo dall’immagine di
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Dio, non ci si riferisce a qualsiasi relazione, ma alla vera relazione che è quella di amore, in tutti i suoi aspetti. Vediamone alcune esigenze. 1. La conoscenza di se stessi 2. Apertura e fiducia 3. Stima di sè e degli altri 4. Capacità di ascolto 5. Essere dono; gratuito 6. Accettare i limiti e perdonare 7. Prima la relazione, poi il resto Verifichiamo con fatti della nostra vita come ciascuna di queste esigenze porta a una autentica relazione e la sostiene.
La conclusione di una riflessione come questa ci porta a scoprire come ogni relazione positiva con gli altri non solo è qualcosa che ci qualifica come persone umane (senza non saremo tali), ma addirittura fa brillare in noi un raggio di divinità che mette in luce la nostra somiglianza con Dio e ci fa entrare fin d’ora in relazione con lui.
Punti di vista Nel ventre di una donna incinta si trovavano due bebè. Uno di loro chiese all’altro:
Però nessuno è tornato dall’aldilà, dopo il parto. Il parto è la fine della vita. E in fin dei conti, la vita non è altro che un’angosciante esistenza nel buio che ci porta al nulla.
Tu credi nella vita dopo il parto? Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci per quello che saremo più tardi.
Beh, io non so esattamente come sarà dopo il parto, ma sicuramente vedremmo la mamma e lei si prenderà cura di noi. Mamma? Tu credi nella mamma? E dove credi che sia lei ora?
Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita? Non lo so, ma sicuramente... ci sarà più luce che qua. Magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla bocca. Ma è assurdo! Camminare è impossibile. E mangiare dalla bocca? Ridicolo! Il cordone ombelicale è la via d’alimentazione … Ti dico una cosa: la vita dopo il parto è da escludere. Il cordone ombelicale è troppo corto. Invece io credo che debba esserci qualcosa. E forse sarà diverso da quello cui siamo abituati ad avere qui.
Dove? Tutta in torno a noi! E’ in lei e grazie a lei che viviamo. Senza di lei tutto questo mondo non esisterebbe. Eppure io non ci credo! Non ho mai visto la mamma, per cui, è logico che non esista. Ok, ma a volte, quando siamo in silenzio, si riesce a sentirla o percepire come accarezza il nostro mondo. Sai? ... Io penso che ci sia una vita reale che ci aspetta e che ora soltanto stiamo preparandoci per essa ... Sarà ma io mi fido poco o nulla di quello che non vedo...
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I bambini e la fede Le raccomandazioni del parroco non servono (e neppure quelle degli altri!)
Dall’Etiopia a Fodom
“Va pian!”, “Stà atento!”, “Fè polito!” Sono frasi che dobbiamo dire sempre, più per tranquillizzare noi stessi che per la convinzione che servano a qualcosa: sappiamo bene che non contano niente, né le vostre, né le mie. Allora non voglio farle. Ma è anche vero che se il parroco non fa raccomandazioni o non si lamenta, si può avere l’impressione che tutto vada come si deve e che non ci siano problemi. Non raccomando, non mi lamento, ma i problemi ci sono: ve li segnalo, non solo perché è mio dovere, ma soprattutto perché vi voglio bene. Proprio per questo vi rispetto e non vado a sindacare le vostre decisioni dato che siete persone libere e adulte. Ho bisogno di segnalarvi una malattia grave che sta in-
Carissimo parenti, amici e conoscenti. Sono tornato dall’Etiopia non a mani vuote, ma con tanti saluti da parte di tutti i cristiani della parrocchia di Teticha che per la mia presenza ormai da quattro anni, si sentono vostri fratelli. In questi 42 anni di vita missionaria in varie missioni dell’Etiopia, per ben 12 volte sono ritornato qui a Fodom sia per ritemprare le forze con la sana aria dei nostri monti, sia per mantenere vive e relazioni con parenti, conoscenti e con tutti i fodomi amici delle missioni. Quando, con l’ispirazione dello S. Santo, ho deciso di andare in missione e ho lasciato tutto e sono partito, ho fatto questo a nome di tutti voi, per portare a tanta gente Sidamo etiopica, ancora pagana, quella bella fede cristiana che avete ricevuto gratuitamente dai vostri antenati. Non ho fatto altro che ubbidire alle parole di Gesù che la domenica dell’ascensione ci ha detto: “Andate, annunciate il
sidiando la nostra comunità: riguarda la fede (… sospiro di sollievo… “meno male, riguarda solo la fede!”, direte). Questo sospiro di sollievo è già il sintomo che il morbo è in atto e ha cominciato a far danni. Vi chiederete da dove parte questa trovata del vostro parroco dopo un anno e mezzo che si trova tra voi. Prende lo spunto dalle prime comunioni e dalle cresime che in questo tempo sono state celebrate con solennità e commozione, lasciando però un sostanziale vuoto dietro di loro: è raro vedere un gruppetto di bambini, di ragazzi, di giovani a messa e allora ci si chiede a che serve, quale interesse e convinzione ci stava dietro, perché si continua a farlo? Mi direte: “È tradizione!”. Vi porto un esempio di che cosa sono le tradizioni: assomigliano al cenone di Natale o ai pranzi di nozze o di qualche altra festa particolare: ma se non si mangia ogni giorno, il
Vangelo e battezzate i credenti, guarite gli ammalati ed istruite tutti gli uomini”. Durante il periodo di tempo che rimarrò tra voi non potrò starmene zitto a contemplare i monti, ma vi parlerò dei miracoli di crescita che il Regno di Dio ha fatto e sta facendo tra la gente in gran parte povera del Sidamo Etiopia; vi parlerò di quello che noi missionari abbiamo fatto per lo sviluppo sociale e morale, e come con la fede, con l’educazione, l’assistenza sanitaria e l’aiuto ai poveri, siamo riusciti a migliorare almeno un po’ le condizioni di vita di tanta povera gente. Ancora vi dirò che il nostro lavoro non è finito e che l’età della pensione non è ancora arrivata. Ci sono altre missioni da aprire, altri progetti da realizzare, milioni di persone tra le quali la Chiesa cattolica non ha messo ancora radici. C’è bisogno di preparare preti e dirigenti locali che possano continuare il nostro lavoro. Quando vi parlerò cercherò di essere breve, ma vi chiederò
cenone o il pranzo sarà l’ultimo perché si muore! Quando poi le tradizioni si riducono a pura esteriorità (questo è determinato dalla fede di chi partecipa a tali avvenimenti), allora la cosa diventa ancora più grave. È illusione sentirsi a posto per aver partecipato a una processione come anche, se volete, essere “presenti” alla messa festiva se poi non ci si impegna nella vita quotidiana come cristiani. Però se ci manca la messa ci mancherà la forza di vivere da cristiani. Solito esempio: a che serve caricare il cellulare se non lo si adopera? Ma se non lo carichi non puoi adoperarlo di sicuro! Raccomandare: “Vai a messa!” non serve; serve capire cos’è la messa, e a questo punto la persona matura decide – solo lei può deciderlo – quello che deve fare. Siete sicuri di conoscere questo dono che Gesù, Figlio di Dio, ci tiene tanto a farci? Chi non può decidere in au-
un po’ di pazienza. Il problema dell’annuncio di Cristo è serio e urgente sia qui come laggiù in Africa, e papa Francesco ce lo ricorda di giorno in giorno con insistenza! Infine vi chiedo seriamente di pregare per me, perché essendo persona umana debole, non venga mai meno all’impegno che Dio mi ha dato di far conoscere suo Figlio a tanta gente tradizionale perché, credendo in lui, abbiano la vita eterna. A tutti un felice estate… a quelli che se lo possono permettere! Buone vacanze. P. Giuseppe Detomaso.
tonomia perché è un bambino o non ha abbastanza elementi per poterlo fare, va aiutato con l’esempio dei grandi perché questo è il loro metro per capire l’importanza delle cose. Nel caso che non lo si faccia, vi segnalo le conseguenze di questo contagio: si tirerà su un incredulo che col tempo diventerà praticamente ateo. Ma anche questo lo deciderete voi e io continuerò a rispettare le vostre decisioni e continuerete ad essermi cari. Vedete che non sono raccomandazioni, ma una specie di bollettino medico su come stanno le cose. A questo punto, se volete, chiedetevi perché desiderate che i vostri figli ricevano i sacramenti a cominciare dal battesimo. Dal prossimo anno penso che ritarderemo la prima comunione perché forse aiuta un po’, ma certamente non sarà quello che risolve l’epidemia di cui vi ho parlato. Don Dario
P. Giuseppe con la regina di Sidamo (alla sua destra) e una donna della casta più bassa: la fede cristiana (p. Giuseppe) dovrebbe metterle sulla stesso piano, ma ha detto che è dura!
P. Giuseppe assiste allo scavo di un pozzo per l’acqua potabile.
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Vita della comunità parrocchiefodom@gmail.com
Di mese in mese Ogni settimana dal foglietto parrocchiale i nostri Don Dario e Suore Discepole del Vangelo ci rivolgono un breve pensiero legato al tempo che stiamo vivendo.
La devastazione lasciata dalla neve, metafora della devastazione interiore quando gli impegni diventano “il tutto” della vita.
Domenica 23 marzo Cari parrocchiani Tutto quello che la neve ha travolto e coperto ora viene messo in evidenza: paraneve strappati, camini demoliti, grondaie rovinate per non parlare di alberi, di prati e di strade. Mi fa pensare un po’ alla devastazione interiore che avviene quando gli impegni non lasciano respiro e diventano “il tutto” della nostra vita. Dato che dalle nostre parti dipende tutto dalle stagioni, non si può perder tempo, perché neve e caldo non si comandano a bacchetta e quando ci sono bisogna approfittare. In stagione “morta” un po’ di ferie sono necessarie e poi bisogna cominciare da capo a prepararsi per la stagione successiva. Giusto: ma non vi sembra una valanga inarrestabile che travolge il bene e il meglio della nostra vita? Non sarebbe possibile un certo compromesso per salvare anche tutto quello che è più importante? La vita ha le sue stagioni, ma non sono cicliche come quelle atmosferiche e non tornano sui loro passi! Non è un rimprovero perché conosco l’impegno e i sacrifici che fate: l’intenzione è di liberare un po’ di “pulci per orecchi” per riflettere in modo da non perdere le coincidenze della vita migliori. (dd)
Domenica 6 aprile Cari parrocchiani In questa domenica vivremo la “Festa del ringraziamento”. In termini ancora più semplici, potremmo dire che questa di oggi è la festa del “grazie”. Anche papa Francesco si è fermato a riflettere su questa parola dicendo: «“Grazie”. Sembra facile pronunciare questa parola, ma sappiamo che non è così… Però è importante! La insegniamo ai bambini, ma poi la dimentichiamo! La gratitudine è un sentimento importante! Un’anziana, una volta, mi diceva a Buenos Aires: “la gratitudine è un fiore che cresce in terra nobile”. E’ necessaria la nobiltà dell’anima perché cresca questo fiore». Con questo sentimento di gratitudine anche noi diciamo un “grazie” a Dio al termine della stagione che si conclude: una stagione che ha dato lavoro, e nella quale siamo stati preservati, nonostante i pericoli della tanta neve. Ma possiamo anche dirci “grazie” gli uni gli altri per quello che di bello abbiamo dato e ricevuto. (sdv) Domenica 13 aprile Cari parrocchiani Sarà una Settimana Santa e una Pasqua speciale perché la stagione turistica è conclusa,
Grazie a Dio per la stagione invernale, grazie gli uni gli altri per quello che abbiamo dato e ricevuto in questi mesi!
anche le pulizie sono a buon punto e siete tutti disponibili ad approfittare della situazione per dedicare, questa volta, un po’ di tempo “buono” al vostro spirito con una confessione come si deve, partecipando all’adorazione nei primi giorni e alle celebrazioni del Triduo pasquale, alla Via Crucis e, infine, alla Pasqua di Risurrezione … o no?! Sarà una verifica dalla quale voi capirete se gli impegni di lavoro sono veri motivi o se non si stiate forse perdendo la fede. Non pensate che il parroco, o chi per lui, starà attento per individuare eventuali assenze: è un’opportunità vostra. Ma potrebbe essere almeno l’occasione di pensare che cosa stiamo facendo dell’unica vita che abbiamo, se i valori per i quali la stiamo spendendo sono adeguati, o se la stiamo svendendo per qualcosa che
Domenica delle Palme: la benedizione dell’ulivo in Piazza Nuova.
alla fine non lascerà traccia, e se i valori per quali ci si impegna sono all’altezza dei desideri profondi che troviamo dentro di noi... Meditate, gente, meditate! Buona Settimana Santa. (dd) Domenica 20 aprile Buona Pasqua cari parrocchiani! Buona Pasqua vuol dire che desideriamo reciprocamente che nella nostra vita sia avvenuto qualcosa di bello che la rassicura, la rallegra, la rinnova; qualcosa che attendevamo e che è andato oltre le nostre aspettative. Buona Pasqua! Vuol dire avere la netta percezione che Qualcuno è presente nella nostra vita per cui abbiamo bisogno di parlargli insieme con i nostri famigliari, magari la sera quando c’è più pace, per dirgli la nostra riconoscenza e anche le nostre difficoltà. Vuol dire sentire vicino il Risorto quando dobbiamo fare scelte importanti e gli chiediamo consiglio per non sbagliare. Vuol dire decidere che in ogni incontro troviamo un fratello a cui voler bene sapendo che siamo custodi della gioia della sua vita… Continuate voi se avete compreso che il Signore non è un ricordo di una volta, ma uno che vive con noi, presente in forza della suo risurrezione, agli uomini di ogni tempo e di ogni luogo. Buona Pasqua! (dd)
Pasqua a Pieve: Il Cristo Risorto rifulge sull’altare addobbato a festa.
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Domenica 27 aprile Cari parrocchiani Oggi (domenica) sono a San Jan dalle nostre suore in ritiro con il genitori dei bambini che domenica 4 maggio (il 25 maggio ad Arabba) faranno la Prima Comunione. Loro, i bambini, sono ad Ornella con le catechiste e suor Martina per prepararsi a questo momento importante che sarà certamente bello ed emozionante, per Gesù che ricevono …e anche per i regali: ma sono bambini! Mi preoccupa invece il loro futuro sotto il punto di vista della fede perché, se non avranno vero supporto nella loro famiglia, cresceranno senza Dio. Non posso dirvi bugie al riguardo, oppure che “tutto va bene”: basta aprire gli occhi e guardare quando cresce l’età. Se in famiglia non si prega insieme, se non si parla mai di Dio, se qualsiasi cosa ha la precedenza su di lui, chiaro e forte passa il messaggio che Dio è nessuno: magari succede ugualmente, ma in questi casi, capita di sicuro. Per questo, più che ai bambini, mi rivolgo ai genitori e propongo qualche occasione perché possano approfondire come adulti la fede così che non venga percepita come una cosa “da bambini” e quindi trascurabile. Detto questo, sottolineo sempre che sono “proposte” e non “imposte” di fronte alle quali ognuno deve sentirsi libero, ma – possibilmente – anche coerente. (dd) Domenica 4 maggio Cari parrocchiani Questa domenica a Pieve e il 25 maggio ad Arabba, i nostri bambini riceveranno per la prima volta Gesù Eucaristia. Sarà una festa per loro e per le loro famiglie, ma è una festa anche per tutti noi. Siamo infatti noi tutti ad accompagnare questi bambini mostrando loro che insieme ci aiutiamo a sperare, e a credere, in un Dio che è sempre vicino in ogni situazione della vita. Nel vangelo di oggi è Gesù stesso che va incontro ai due discepoli, che hanno perso la speranza, e si mette a camminare con loro. Se ci pensiamo possiamo riconoscere nella nostra esistenza dei momenti in cui è stato il Signore a far-
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il proposito di collaborare con chi eleggeremo per questo lavoro impegnativo. Don Dario
Il 4 maggio hanno fatto la prima Comunione a Pieve: Crepaz Danilo, Denicolò Federico, Faber Mirella, Pallua Alyssa, Roilo Eddy, Roilo Jennifer e Rossi Aurora.
Il 25 maggio hanno fatto la prima Comunione ad Arabba: Grones Monika, Irsara Diego, Lezuo Aurora, Pellegrini Julian e Sala Evan.
si accanto a noi e a ridarci la forza di andare avanti, magari attraverso la vicinanza di una persona. È proprio questo che possiamo donare ai nostri ragazzi come “bagaglio” per la loro vita perché, consapevoli che hanno sempre qualcuno accanto, proseguano con fiducia nel loro cammino e tutti insieme possiamo scoprire sempre di più la presenza di Gesù in mezzo a noi. (sdv) Domenica 11 maggio Cari parrocchiani Non si sente molto il clima di prossime elezioni e i motivi sono tanti. A livello europeo scoraggiamento, sfiducia, disorientamento e la sensazione che gli stati “forti” se ne approfittino con quelli più deboli tra i quali sappiamo essere noi. Localmente per le comunali amministrare è sempre più difficile e meno soddisfacente in quanto le risorse disponibili sono poche e non si arriva a realizzare quanto si vorrebbe. Ne deriva molta fatica e poco riconoscimento. Non è mio compito entrare nel merito della politica, ma una parola mi pare giusto dirla, anzi due: un ringraziamento per chi ha lavorato in questi anni dando il meglio possibile
per la nostra comunità, e un incoraggiamento per non far venir meno la passione per un servizio così importante per tutti. Ricordo che non è solo un impegno civile, ma ha una fortissima importanza sotto l’aspetto della fede in quanto Gesù ha raccomandato soprattutto di volersi bene in un servizio reciproco e quello politico è un modo concreto di voler bene servendo gli altri. Coraggio a tutti, informiamoci e diamo il nostro contributo almeno con il voto e
Le rogazioni di un tempo…
Domenica 18 maggio Cari parrocchiani È piacevole la sorpresa che si ha in questo mese di maggio, la sera, vedere tanti ragazzi al fioretto, che si alternano nella preghiera del rosario con la loro voce fresca che rallegra. Perché vengono in tanti e volentieri? mi sono chiesto. Probabilmente perché hanno parte attiva in questa preghiera. Ma notando come arrivano per tempo e come poi non andrebbero più a casa perché ridono, corrono e giocano insieme, mi sono ricordato, come penso anche voi, dei tempi andati, quando eravamo al loro posto. Ricordo di quanto si giocava insieme e come ci si divertiva. Sembra che le esigenze non cambino! Per loro oggi è più difficile trovarsi perché sono in meno, sparpagliati qua e là, impigriti dalla TV e dai videogiochi in solitaria, limitati nel loro incontrarsi dai pericoli della strada… Insomma si capisce che manca loro qualcosa e ci si chiede come si potrebbe venire incontro a queste esigenze di sempre. Qualcosa d’estate si fa, ma forse non basta. Chi ha idee bisogna che le tiri fuori, che ci si metta insieme per dare a questi ragazzi tutto quello di cui hanno bisogno per crescere meglio insieme. (dd) Domenica 25 maggio Cari parrocchiani La settimana che precede l’A-
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scensione è caratterizzata dalle “Rogazioni”, preghiere fatte in processione per chiedere a Dio stagioni favorevoli per la vita dell’uomo e del suo lavoro. Una volta erano molto partecipate perché la vita dipendeva molto più direttamente dalla natura e perché si pensava che “non cade foglia che Dio non voglia”. Vien da dire che anche la fede dei nostri antenati era più viva quando c’era di mezzo l’interesse! Inoltre oggi ci si rende conto che la creazione ha le sue leggi che determinano gli eventi nel mondo e, caso mai, bisogna tenere in più seria considerazione il fatto che Dio ha affidato all’uomo il compito di custodire e di completare il creato.
Allora se c’è qualcuno da benedire, nel senso con cui intendiamo questa parola, siamo noi uomini e non la natura che è già benedetta; ma la “benedizione” vera la vogliamo rivolgere a Dio con un profondo senso di riconoscenza per tutti i suoi doni, in particolare per lo splendido ambiente che ci circonda in tutte le stagioni. Quest’anno nelle Rogazioni a Paluacia ho inserito le piste da sci, oltre i campi e i prati, intendendo tutto quello ruota intorno a questa realtà: in particolare la gioia, il senso di libertà e l’ebbrezza di questa attività sportiva, oltre che il sostegno per la vita di tante nostre famiglie. (dd)
Vita di…Villa san Giuseppe Incontro di programmazione Il 31 marzo, convocati dalla direzione della Casa di Riposo “Villa San Giuseppe”, si sono incontrati i collaboratori per programmare gli impegni per i mesi successivi. E’ un aiuto che diverse persone, nei limiti delle loro possibilità, offrono ai ricoverati, dando così una mano al personale ma soprattutto agli anziani, in modo che si sentano meno soli e possano avere vari momenti distensivi che li facciano sentire maggiormente inseriti nella comunità. Per l’occasione, coordinati dall’animatrice Gloria, si sono ritrovati sette volontari: assenti, per validi motivi, Elio Testor e Giulia Fiocco.
Incontro dei collaboratori.
24 maggio 1913-2014: Paolina Crepaz festeggia il suo primo compleanno … dopo i 100! Auguri Paolina!
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IL NUOVO CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE Domenica 13 aprile era il termine per consegnare le schede del nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale, unico per le due parrocchie. Sono ritornate n. 142 schede e dallo spoglio sono risultati eletti i seguenti nomi dei quali due sono stati scelti dal parroco, come consente lo Statuto, una delle suore fa parte di diritto e il parroco: Vallazza Lorenzo, Palla Stefano, Crepaz Andrea, Marchione Isabella, Roilo Erica, Nagler Oscar, Dalla Valle Giovannina, Pellegrini Adalberto, Lezuo Cecilia, Grones Roberto, Detomaso Diego, Masarei Mauro, Pellegrini Lorenzo e Martini Elisa. Si ringraziano i componenti del precedente consiglio per il lavoro svolto in questi anni e i migliori auguri per i nuovi eletti che dovranno affrontare un impegno che dal punto di vista della fede diventa sempre più importante.
PRIMO MAGGIO A DIGONERA Per la comunità di Digonera il primo maggio è un giorno speciale. A San Giuseppe lavoratore è dedicata la chiesa della piccola frazione per cui quel giorno è “la segra” del paese. La Santa Messa ha sempre il ruolo centrale e le belle voci del piccolo coro Col di Lana da anni rendono la celebrazione particolarmente emozionante. All’esterno della chiesa, con la sapiente regia dello chef Roberto Dellea, i volontari preparano per gli ospiti la parte laica della festa con un ricco rinfresco e dolci da assaggiare ed eventualmente acquistare. Il ricavato viene devoluto alla chiesa del paese. Ma una festa senza musica è una festa a metà, ecco allora che i musicisti Mario e Fabiano intrattengono i numerosi, allegri e generosi partecipanti con musiche a ritmi che invogliano a ballare. Grazie a tutti per la partecipazione che ci riempie il cuore di gioia. Il Gruppo Organizzatore.
Il Piccolo Coro anima la S. Messa.
Mario e Fabiano allietano la festa esterna.
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«Le nuove del Pais»
Pellegrinaggio a Corte A distanza di cinque anni dall’inverno del 2008-2009 che, con le copiose nevicate aveva creato non pochi problemi alla popolazione di Livinallongo, ecco l’inverno 2013-2014 che, a dir poco, è stato veramente micidiale. Le copiose nevicate interrompono le comunicazioni isolando i numerosi piccoli centri del nostro comune, interrompono la fornitura dell’energia elettrica provocando conseguenze non marginali e fanno stare con il fiato sospeso tutte quelle persone che, per motivi di lavoro, giornalmente sono costrette a spostarsi, sfidando il pericolo di rimanere travolte dalle valanghe. Pensiamo agli operai comunali, pensiamo agli operai dell’ENEL, agli addetti alla riattivazione delle comunicazioni, ai tanti che prestano la loro opera sugli impianti di risalita e negli alberghi della parte alta della nostra valle. “C’è pericolo il pericolo è grande! ma io devo andare… lo devo fare!” Sono parole che spesso
L
a setemana davò Pasca on fat n bel pelegrinagio a Medjugorje, organisé dal Daniele Agostini da Col, che l và via oramei da tán’ de agn. Sonve de siech da Fodom, co la Marilena da Reba de riferiment, ajache ence dëla l’é bele juda plu oute. Na coriera de jent de nosta provinzia e n’autra coriera de badioc e gherdener. L é sté na forte esperienza de devozion e de preghiera a nost Signour e a la Madona, siebelo per viade che a Medjugorje. Le bele parole e riflescion de don Sirio, nosta guida spiritual, e del Daniele, e le bone ntenzion de duta la comitiva, le n’à daidé a vive chële giornade n plëna comunion fra tiera e ciel. La Madona de Medjugorje la s’à prejenté come la Regina de la Pesc, e l é propio la pesc che la jent chier souradut: pesc ai paisc n viera, pesc nte noste comunité, nte noste fameie e nte nuosc cuor. Medjugorje l’é n’oasi de pesc ence percieche la Madona la l’à
vengono pronunciate a voce bassa accompagnate da un tremito che esce dal cuore. A questo punto però, non sembra possibile non dire e non credere che “Qualcuno”vegli su tutte queste persone! Infatti, nel corso dei due inverni menzionati, non è successa alcuna grave disgrazia che abbia interessato direttamente i fodomi. Ecco allora che, riconoscente, tanta gente era salita in processione a Corte, al Santuario della Madonna della Neve il 30 maggio del 2009 ed ecco che, in numero ancor maggiore, ha partecipato al pellegrinaggio il 31 maggio 2014.
Una Messa, un canto, una lode alla Madonna: perché siamo certi che è stata proprio Lei a vegliare su tante persone, a proteggere tutti noi. Presenti: don Dario Fontana, Padre Giuseppe Detomaso appena rientrato dall’Etiopia, i Pompieri Volontari, i rappresentanti della Croce Bianca, le giovani in costume, il Coro Parrocchiale e, non per ultimo, il Sindaco Leandro Grones che, al termine della cerimonia religiosa, ha presenziato alla benedizione di un nuovo mezzo, una pala meccanica, che l’Amministrazione uscente aveva avuto modo di acquistare grazie al fondo “Brancher”. (Fr. Del.)
Don Dario benedice il nuovo mezzo e tutti i presenti.
(Foto Palla Stella)
Pelegrinagio A Medjugorje presservada da chële burte viere che i à bù ntei paisc dintourn via. La s’a mostré ilò, per la gran fede de la jent, a siech tosac normai che oramei i é vegnus gragn e i à duc ciapé sua strada. Da 33 agn sti “vegenti” i trasmët a la parochia de Medjugorje e a
Due momenti della processione.
dut l mondo, ence col ejemple de vita, le parole de la Madona. Seben che la Gliejia no l’abe ncora recognisciù le aparizion, segur l é che dintourn via l é nasciù tánt del ben. L é sté trat su zentri de preghiera, cese e scole de recupero per tosac, jovegn e
Pelegrine da Fodom - auril 2014.
noni restei soi o che i vif situazion difizili gaujade da la viera. E pò l é n miracol vedei cotánta de jent che rua adanlerch, plëna de fede e de devozion. Tánc se convert e i confescionai i é dagnëra plens. Medjugorje nfati l’é clamada “Il Confessionale del Mondo”. L paisc l é semplize e assè pourët, se ence che ades i pò vive del aiut dei pelegrins che rua da ogni pert del mondo. L’é na tiera trop aspra, plëna de crepe, de sasc, de spins, de trogne. A fè la Via Crucis sul Mont Krizevac e sul Podbrdo, luoch de le aparzion, s’é gram a sté mpe, ma lo stescio l é jent che va su ence de not e valgugn finamei descouc. Son tournei contenc e de voia de mantegnì fede a chël che n’é sté dit: perié, se volei ben, porté contentëza ai autri e perdoné, percieche la Madona la vol la salvëza de dut l mondo. Co se tourna a la vita normal, no l é saurì, ma se provon. (Stella)
«Le nuove del Pais»
Sei contento di vivere a Fodom? Sono arrivato ad un’età in cui non andrei più via da Fodom, solo la morte mi può portare via da qui. Avrei voluto andare nelle forze armate, ma uno dei miei fratelli più grandi è morto in guerra e mio padre mi ha detto che dovevo restare a casa. Ho lavorato la terra fino a 50 anni, ho avuto tre figli e poi ho pensato di far domanda al comune come guardia comunale e ho fatto questo lavoro fino alla pensione. Una volta sulla piazza c’era la macchina di un mio collega della forestale e il sindaco mi disse che dovevo fare la contravvenzione: era di un mio collega! A firmarla mi tremava la mano! Avevo il cuore buono! Quali sono le tue passioni? È stata sempre la musica. Quando c’era il fascismo bisognava cantare le canzoni fasciste e a scuola dovevo sempre intonare io. Il maestro mi aveva nominato capo. Una volta mi disse: “Vieni qui tu, da queste donne, che non sono capace di governarle!”, e ci son riuscito. Poi la guerra ha rovinato le mie passioni: avrei voluto fare un corso di musica, ma non potevo a causa del fatto che mio fratello era morto in guerra e ho dovuto rimanere a casa. Ho frequentato il coro fino al 1953, ho imparato da solo, con i libri, poi ho preso in mano “la
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Doi ciacole ‘nte na stua Intervista a Benigno Pellegrini In una delle poche giornate di sole di questo lungo inverno, in una calda stua Francesco Denicolò, accompagnato da sr Elisa, si è improvvisato giornalista in erba e si è intrattenuto con il nostro Benigno facendogli una bella intervista. bacchetta” fino al 2003, con dei periodi vuoti. Cosa fai tutti i giorni? In questo momento non faccio tanto, per la mia condizione: porto la legna, scaldo la stua e preparo qualcosa da mangiare. So fare bene i cajuncei, le tircle e le balote. Ho imparato quando sono rimasto vedovo, ho cominciato con un po’ di ricette… qualcosa ricordavo da mia moglie. Non mi è mai piaciuto alzarmi presto, adesso mi alzo alle 7.30. Durante il giorno guardo un po’ di televisione, gioco alle carte, leggo il giornale, ascolto musica. Non vinco tanto a carte, non so usare proprio l’astuzia. Credi in Dio? Credo in Dio Padre creatore del cielo e della terra, ma ci sono delle cose che mi pongono dei dubbi. La Chiesa ha saputo chiacchierare tanto, e mi sono disgustato di alcune cose. Prego col cuore, mi piace di più la preghiera da solo. La fede a
Benigno e Francesco al termine dell’intervista.
noi è stata inculcata, quelle basi mi sono rimaste tutte. Poi però quando vedo un giovane con un tumore, che non ha più la salute, e persone molto anziane magari non più lucide, che vivono ancora, mi chiedo perché il Signore permette questo. Oppure a volte mi chiedo cosa ci sarà dopo la morte. E che giudizio avranno quelle persone, come Hitler e Mussolini, che hanno fatto molto del male? Ti piace la tua vita? La vita “è un po’ di tutto”. Il periodo più bello sono stati i primi dieci anni di matrimonio,
quando i bambini erano piccoli, poi ci sono state le preoccupazioni di avere figli grandi: bisognava dare loro una strada; ho perso un figlio di vent’anni, poi mi è morta la moglie. Non è stata proprio una bella vita. Che consiglio daresti a un giovane come me? Di cercare nelle tue possibilità di fare tutto quello che puoi e di farlo per un buon fine. Hai un’intelligenza che devi sfruttare. Purtroppo siamo umani e tendiamo a sbagliare, però tutto è possibile. Francesco Denicolò
N ricordo del Pepi Manonesc Ence n stouta l é vegnù l’aisciuda e la natura se descëda. A cialé sa Salejei de Soura se veiga i prei biei vërc e dintourn cesa del Pepi l é ndavò florì fora suo bel ajiè, le polente, i ciof de giat, i ciof de biscia e l é chersciù i grijoi, le giameite, le ortie. L é tourné le zirghe e duc i uciei se dà da fè a se paricé la coa. Sciode mefo che i’é vegnù a mancé l suo maiou amico: l Pepi Manonesc. Dël l à dagnëra vivëst a contat co la natura e l é tres sté atento ai uciei, ai animei e a le plánte, che l cugniscëva ntei particolar per avei liet trop e sperimenté dël nstëss, ajache l ava a cuor dut chël che fesc pert del mondo natural. Da podei l pariglé a Ricardo del Biel, se ben trop autramente de carater. Ence dël, come l Ricardo, l eva brao da arlevé, medié, acopié, mbalsamé uciei e animei de vigni sort. L n ava nfati n frò daperdut, de vis e de mbalsamei: canarins n gabia, codarosc, ciuite e animei salvaresc tachei su per i pareis; l ava i palom e ajà ence le netole sun sofita e nte era de majon, conici e porcelins d’India nte stala e, ju sot cesa, sot na bánda, na coada de orbetins che l deva n past ai uciei. Sua cesa l’eva n mujeo scientifich e la trasmetëva la particolarité de suo paron. L cugniscëva l cianté, l viers e le carateristeghe de ogni bestia e, siebelo da sol o n compagnia, l se la ciantáva con sua bela ousc ondulada, da nsomié n lugherin. L eva dassën romántico, de com-
pagnia e de bon cuor. Con sua nteligenza l sava e l se recordáva ence trope robe del paisc e de la jent. L eva cugnisciù e l ava sue amicizie ence ju per l Agordin, ulà che agn fesc l jiva ju trop co la coriera, i dis de fiera, per se njigné velch autra sort de animei e uciei e per se compré ite mangimi. Capitáva daspës de l vedei fora per i prei o de l nconté nte bosch coi stivei e suo gurmel blef, ciamëja a cuadreti, corpeto de sot e chël de soura, l basco sul ce e l mane nte la mán. S’ava l’imprescion de se mbate nten nanet del bosch, ence percieche l eva pico e co la goba davosù. L sturtáva su fonc de plu sort, ierbe e ceblam da medejina e da vejolé suoi uciei e animei. L se cruziáva che le zirghe, chële puoce restade, le no ciape assè da mangé, ajache no l é plu ciámp ne zope e ades ven porté demez ence le vanzadure de la jent. “E po… diciamo… l é chi bestie de giac che le scentineia e se le mángia”. L vive dal di da ncuoi l no ie scusáva plu: ie manciáva la jent da se fè la corte e uciei ie n sava ence dagnëra de mánco, gauja l puoch respet del mondo de ades che nveleneia e copa ju dut. Ence l Pepi, come Ricardo del Biel, l metëva avèrda chi che se tol l derit de desanché Mere Natura, percieche dëla l’é na mere che no perdona. (Stella)
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STORIA E CULTURA
L’angolo dei ricordi di F. Deltedesco
LA FOTO CONOSCIUTA
LA FOTO STORICA
ARABBA anno 1948
Pieve: falegnameria di Gigio Vich verso il 1930.
Da SX: Lezuo Pio “Menòt- Pio polénta”- classe 1941 Lezuo Pietro “Piere de Gioachin”- classe 1938 Pellegrini Adalberto “Berto de Toratìa”- classe 1941 Lezuo Enrico “del Cleto”- classe 1938
Da SX: il 1° Il falegname Devich Luigi “Gigio Vich” il 3° …. de chi de Vigile di Ornella il 6° Testor Fedele “Fedele Tuš”
LE FOTO SCONOSCIUTE
LA FOTO RICONOSCIUTA
Anno 1985 alla partenza del Burz. Chi sa individuare le persone di questa foto?
ARABBA anno 1948 Si riferisce alla foto sconosciuta pubblicata sul n°1 del 2014. Da SX: Devich Francesco (marito) - Conte Angela in Devich (moglie) Devich Maria in De Carli (figlia) - Devich Pietro (figlio)
Direttore don Dario Fontana responsabile ai sensi di legge don Lorenzo Sperti Iscr. Tribunale di Belluno n. 4/82 ccp 39808548 Stampa Tipografia Piave Srl - Belluno
Coordinamento: Lorenzo Vallazza Per comunicare con la redazione e proporre i propri contributi (articoli, foto o altro materiale) inviare una mail a: lenuovedelpais@gmail.com
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Visite al Museo Etnografico Visita guidata al Museo Etnografico sabato 12 aprile: ospiti i componenti de “La Nuova Banda” di Carlino (UD). Visita guidata al Museo giovedì 24 aprile: ospite il Coro Polifonico “Zente Sarda” venuto dalla Sardegna, precisamente da Ovodda in provincia di Nuoro. A questi gruppi, che portano da noi la musica e il canto delle loro terre, il Museo offre ben volentieri la visita gratuita.
Il Coro Polifonico “Zente Sarda” durante la visita al Museo.
Co se fajëva l Biathlon Col de Lana La sajon dei schi, solito, la se siera ite co la gara sozial. Al di da ncuoi n ven fat doi ajache on ence doi Sci Club e doi Scole de Schi. Me recorde che davánt 35 agn, a scomencé dal 1979 e per cinch o siech agn ite per l’80, vegniva fat davò pro l “Biathlon Col di Lana” nta la Viza de Chierz. Na gara de fondo e de tiro al bersalio nviada via da l’U.S. Fodom co la colaborazion dei Forestai, dei Ciaciadous e de autri volontari. Se ruáva nta la Viza chi coi schi, chi coi giac de la S.p.A. Col de
Briciole di tradizione La Setemana Sánta n t’andrac Ence n stouta le tosate d’Andrac le s’à prejenté a l’apuntamento per soné le batole. Ntánt la Setemana Sánta, da la juoba ala sabeda le ciampane le tès per recordé la Pasiòn de Nòst Signour e al pòsto de le ciampane ven soné le batole dai tosac del paìs.
Brave Benedetta, Mirella, Cristina e Martina che s’à tout su l’impegno (ence sot la néi) de porté avánti cásta tradizion che n ta Fodom l’è demé ncora n t’Andrac.
Lana che i trasportáva ence dut l material che l eva debujen. La pista l eva n anel de 7 Km. nte chi biei pláns de la Viza col sfondo del Ciuita. A metà del percors l eva la postazion de tiro (50 m.) e i ciaciadous i deva l sclop n mán al concorent. No l eva saurì a miré che se tremáva come foie da la fadia. Nte chëla ocajion eve ence mi bù l muot de finì sul podio per ester ruada terza su trei ële che ava tout pert, davò la Canins e la Gabi de Ciaulonch. Ma co l eva ence le sorele Luchetta no se n descorëva! L’e-
va na gara trop sentuda, na sessantina e plu de concorenc souradut da Fodom, da la Val Badia e da jù per l Agordin, mascima de Taibon e de la Val del Biois. Col temp, l eva deventé dut massa difizile biné pro i permesci e i ava mossù la lascé da pert. Me per che se marenáva nta La Viza e davomesdì l eva la premiazion jun Ciaulonch dal Coge. L prum ann ava tout pert ence l Paolo Gobo, bonanima. L ann davò, l “Biathlon Col di Lana” l vegniva bele ntitolé n sua memoria.
La premiazion del Paolo Gobo dal 1° Biathlon Col de Lana – l eva l 1° de auril del 1979.
Proposte di passeggiate di F. Deltedesco
N°4 – Anello di Plân Maióu Da Pieve si sale a Palla, quindi verso Agai. Una mulattiera, sulla sinistra, ci porta a Plân de la Lasta da dove, proseguendo nella stessa direzione, si raggiunge Plân Maióu. La mulattiera che inizia nella parte bassa del pianoro ci porterà a Palla. Lungo il tragitto è preferibile deviare a destra per inoltrarsi lungo un comodo sentiero che ci porterà a “Labrujè” (in loco sarebbe necessaria una tabella segnaletica). Attraversata la strada carrozzabile ci si immette su una mulattiera che, scendendo verso Sud, ci porterà nelle adiacenze dell’Albergo Excelsior. Attraversata la 48 delle Dolomiti e, imboccata la mulattiera, si prosegue per Salesei di Sopra per giungere a Sorarù, quindi a Pieve. Tempo di percorrenza: ore 2,30.
Anello di Plân Maióu – Anél de Plân Maióu.
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A VELDEN (A) sul Wörthersee E
ntusiasmo per la trasferta all’importante centro turistico dell’Austria per ammirare, da vicino, un’eccezionale creazione dello scultore, di origine fodoma, Andreas Crepaz “Plonât”. Organizzata dal Museo Etnografico Ladino, con la collaborazione dell’Union dei Ladins da Fodom presieduta da Manuela Ladurner e del dr. Victor Strobel, ha avuto luogo domenica 18 maggio la gita culturale in Austria, gita che ha portato i 50 partecipanti in Carinzia, esattamente nella cittadina di Velden. Una gita a scopo soprattutto culturale, in quanto lo scopo primario era quello di visitare la chiesa “Unsere liebe Frau”, i cui tre altari e le statue sono interamente opera del nostro concittadino, lo scultore di fama internazionale, Andreas Crepaz. Ad accoglierci a Velden l’amico Victor von Strobel che ci ha fatto da guida per l’intera giornata. Ma, l’accoglienza ancor più calorosa ci è stata data dal parroco Josef Leyrer che, già durante la Messa domenicale, aveva tracciato ai suoi parrocchiani una presentazione dello scultore autore delle opere della chiesa, non tralasciando di annunciare quella che, in mattinata, sarebbe stata la presenza del nutrito gruppo di Livinallonghesi - di Fodomi, paesani di Crepaz. Il parroco che è rimasto entusiasta per la nostra numerosa presenza ed ha avuto non solo parole di saluto e di elogio ma ha tenuto a sottolineare l’importanza di que-
L’altare maggiore e le statue.
sti incontri che contribuiscono ad unire le genti affinché predomini l’amicizia, la fratellanza, la gioia. Dopo averci spiegato il significato delle varie formelle che costituiscono l’insieme dell’altare maggiore e dei due altari laterali ci ha invitati a rivolgere alla Madonna, che sovrasta l’altare centrale, una preghiera per poi passare ai canti: da applausi la Salve Regina, cantata
dal Parroco in lingua tedesca e dai fodomi in italiano (nessun problema dal momento che facevano parte del gruppo alcune coriste del Coro San Giacomo). La benedizione a tutti noi presenti, la consegna di un presente a ricordo dell’incontro, una foto ricordo e, da parte del Parroco, una promessa: “Verremo a Fodom anche noi per conoscere da vicino i luoghi da dove era partito lo scultore Cre-
Nella chiesa “Unsere liebe Frau” con il parroco Josef Leyrer..
paz, un artista di raro talento, dal momento che l’incarico per i lavori che avete davanti agli occhi, gli era stato affidato niente popò di meno che dal nostro rinomato architetto Baumgartner”. A pochi metri di distanza il ristorante dell’Hotel Kirchenwirt dove ci raggiunge anche la nostra paesana Carla, sorella di Mario Zicòtol che risiede in zona. Il taxi Vico, guidato da Bruno Delmonego, costeggiando il lago, ci porta al parco “Minimundus”, polo di attrazione per grandi e piccini, per giovani ed eterni giovani che presenta il mondo in miniatura con 170 modelli di 53 Paesi diversi, fedelmente ricostruiti. Il cielo è blu, il sole picchia, la nostra guida ci dice: “Vedete, tutto questo è per intercessione del vostro paesano Andrea Polonât!!” Guardando la Pyramidenkögl che, dall’alto della montagnola svetta contro il cielo, rimane un certo rammarico: - No, non c’è più tempo! Pertanto si fa ritorno a Velden, ma non manca una sosta in riva al lago per una birra o un gelato. E’ il momento di salutare questi meravigliosi luoghi, curati nei minimi particolari, di salutare Victor e ripartire. Un solo rammarico: non aver potuto avere fra noi la signora Dorothea dato che aveva un importante impegno di lavoro e si trovava in luoghi molto lontani. Doveroso un grazie di cuore al Parroco Josef Leyrer e al Dott. Victor Strobel. (Fr. Del.)
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DAL MONDO DELLE ASSOCIAZIONI
Col di Lana 17 aprile 2014: momento della deposizione delle corone, con di spalle i 2 Comandanti.
Il 17 aprile una delegazione della Haspingerkaserne di Lienz, con in testa il Tenente Colonnello Rot, una delegazione di Alpini del Battaglion Bassano di S. Candido, con in testa il Tenente Colonnello Rossi, una delegazione degli Schützen da Fodom e una delegazione del Gruppo Alpini di Fodom, si sono recati in cima al Col di Lana, per ricordare il 98° Anniversario dello scoppio della mina. Al suono della
tromba del trombettiere Austriaco sono poi state deposte congiuntamente 2 corone, in memoria di tutti i caduti. Il 16 maggio poi a Lienz, nella Haspingerkaserne, in occasione della tradizionale giornata, organizzata dal Jaegerbattailon 24, alla presenza, fra gli altri, delle stesse delegazioni, si è tenuta ancora, come ogni anno, una cerimonia a ricordo dei Caduti della tragica mina del Col di Lana.
Torneo Kritisch 2014 Per la concomitanza con il gemellaggio fra i comuni di Livinallongo e Gubbio, tenutosi sabato 1 marzo, sabato grasso, il tradizionale torneo di “kritisch” organizzato dal Gruppo Alpini, ha rischiato di saltare, perché gli organizzatori erano impegnati appunto a Gubbio. Si è tuttavia ritenuto di poterlo proporre in una data di metà quaresima, esattamente il 20 e 22 marzo. Alla fine delle 2 serate si sono trovate a pari merito 2 coppie: Gigi Villanella–Doriano e Ruge–Claudia. Come previsto da regolamento, dopo un’ulteriore partita di spareggio, ha prevalso la coppia Ruge–Claudia, duo inedito questo, composta da padre e figlia. E brava la Famiglia Palla! Secondi Gigi-Doriano e terzi Tone-Dino. Anche quest’anno parallelamente alla competizione è stato organizzato il “Totokritisch”. Il più preparato si è dimostrato Gigi Villanella, dopo sorteggio con il Neocapogruppo di Alleghe Christian De Toni, a cui è andato un premio di consolazione. Il ricavato è stato incamerato dal Gruppo per coprire parte delle spese sostenute per il Gemellaggio fra i Comuni di Livinallongo e Gubbio, al quale anche il Gruppo Alpini ha partecipato.
Gruppo Alpini
Anniversario della mina del Col di Lana
Da sinistra: Dino-Tone 3^ classificati, Ruge-Claudia 1^ con al centro il Capogruppo Luca Deltedesco e Gigi-Doriano 2^.
La Banda da Fodom fa l’en plein al concorso “La Bacchetta d’oro” di Fiuggi e porta casa sia il primo premio di categoria che quello riservato al maestro. Il presidente Nani Pellegrini: “Questi riconoscimenti devono essere uno stimolo per il futuro”. Trasferta piena di soddisfazioni per la Banda da Fodom quella vissuta lo scorso fine settimana a Fiuggi in occasione della XVII edizione del concorso nazionale bandistico “La Bacchetta d’oro”, indetto dall’Unione Musicale Ciociara. La giovane formazione musicale fodoma diretta dal maestro Giuliano Federa ha fatto suo sia il primo premio della categoria “banda giovanile europea B (riservata a musicisti fino a 23 anni) che il premio “Bacchetta d’oro dell’Unione Musicale Ciociara” riservato al maestro del complesso che totalizza il maggior punteggio nella sezione speciale “banda
La Banda da Fodom prima dell’esibizione al concorso “La Bacchetta d’oro”.
Il premio al maestro Giuliano Federa. .
giovanile europea A/B”. Ma a dare la misura del risultato e del successo non è tanto il primo premio, in quanto nella categoria “B” insieme alla Banda da Fodom c’era un solo altro gruppo che non si è nemmeno qualificato. Quanto piuttosto il voto assegnato dalla giuria: 91,51 punti su 100. Un punteggio altissimo se si pensa che il complesso vincitore della categoria superiore (la più alta) ha ottenuto 94,71 punti su 100. Scorrendo l’albo d’oro della manifestazione si scopre inoltre che quello ottenuto dalla Banda da Fodom è il punteggio più alto assegnato in questa categoria dal 2004. Ovviamente grande soddisfazione di tutti per questa performance, a cominciare dal presidente Nani Pellegrini, ai tanti genitori e sostenitori che hanno accompagnato la banda a Fiuggi e che sono letteralmente scoppiati in un pianto di gioia e com-
Bánda da Fodom
Banda da Fodom: primo premio a Fiuggi
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«Le nuove del Pais»
mozione quando la giuria ha comunicato i risultati del concorso. Ottimo debutto anche per il giovane maestro Giuliano Federa, che a solo 23 anni ed alla sua prima partecipazione ad un concorso come direttore, si è visto assegnare un premio così prestigioso come la “Bacchetta d’oro”. È proprio lui a raccontare le emozioni della due giorni a Fiuggi insieme ai suoi bandisti. “L’idea di parte-
cipare ad un concorso anche con la “Mini banda” (la banda giovanile) me l’ha lanciata la maestra Laura Argenta subito dopo che avevamo partecipato a quello di Riva del Garda con la Banda da Fodom. Ho cercato quello più adatto e ci siamo preparati. Sono stati quattro mesi di prove intense durante quest’inverno. Sul palco ero molto concentrato ma anche tranquillo, perché la
prova dell’acustica della sera prima era andata bene. Ma la soddisfazione più grande è stato sentire il calore, l’incoraggiamento ed i commenti dei nostri accompagnatori dopo l’esibizione”. Dove hai avuto due piacevoli e gratificanti incontri. “Si, mi si sono avvicinati sia gli eredi del maestro Gesualdo Coggi, autore di uno dei brani d’obbligo del concorso, che mi hanno fatto i complimenti per
l’interpretazione del pezzo, sia il maestro Daniele Carnevali, uno dei più quotati dell’ambiente bandistico e membro della giuria. Anche da lui ho ricevuto tanti complimenti, sia personali che per la banda”. Alla maestra Laura Argenta va il pensiero del presidente Nani Pellegrini. “È merito suo se i nostri musicisti sono a questi livelli”. Lorenzo Soratroi
Coro Fodom
Il Coro Zente Sarda a Fodom Sono stati tre giorni intensi quelli trascorsi a Fodom dal Coro Zente Sarda di Ovodda, coronati da due concerti, uno al Nof Filò di Cencenighe l’altro ad Arabba, di grande successo e partecipazione di pubblico. Nella terra fodoma il coro sardo ha ritrovato due caratteristiche in comune: la provenienza da un territorio di minoranza linguistica e la particolarità di proporre, come il Coro Fodom, canti nell’idioma locale. Durante il soggiorno gli ospiti sardi sono stati condotti a visitare il Museo Ladino, la latteria, il Centro Valanghe ed assaggiare le specialità ladine preparate dal Coro Fodom. Alle quali, da parte loro, hanno voluto abbinare alcune di quelle che si erano portati dalla Sardegna. Ovodda è un piccolo paese di 1700 abitanti al centro del’isola, alle pendici del massiccio del Gennargentu. L’attività
Il Coro Zente Sarda durante il concerto ad Arabba.
prevalente della zona è quella agro - pastorale ed artigianale con la produzione di dolci e pane tipici. Tradizioni e cultura che il Coro Zente Sarda ha trasmesso al pubblico nel corso dei due concerti attraverso il ricco e particolare repertorio proposto, i puntuali commenti ai vari canti del maestro Enrico Pilo ed il tipico costume del paese di Ovodda che i coristi
indossano durante le esibizioni. I canti, tutti rigorosamente in lingua sarda, hanno toccato vari temi: dall’amore, alla natura, dalle tradizioni fino a quello religioso. Le esibizioni del Coro Zente Sarda, oltre ovviamente alla bravura ed alle voci squillanti dei coristi, sono state apprezzate anche per il particolare e tipico modo di eseguirli, con il coro che si dispone a
cerchio. Una caratteristica che ha spiegato il direttore - ha origini ancestrali, legate a questa forma geometrica che deriva dalla struttura architettonica dei nuraghe, le tipiche costruzioni preistoriche o al culto della luna e del sole. Grande successo ha riscontrato in particolare il brano cantato nella originale e famosa formazione “a tenores”, nella quale una voce guida viene accompagnata da altre tre, le quali, artificiosamente, cercano di ricreare suoni della natura o di animali. Per ascoltare il coro Zente Sarda sono accorsi a Cencenighe e ad Arabba anche molti conterranei che vivono lontano dall’isola, qualcuno perfino da Varese, segno del grande spirito di unione e di attaccamento alle loro radici della popolazione isolana. Il Coro Fodom ha ricambiato la visita dal 31 maggio al 3 giugno ( SoLo )
Coro femminile “Col di Lana”
Una giornata a Cappella Maggiore (Tv) per il Coro femminile “Col di Lana” Su invito del Coro Anzano, il Femminile “Col di Lana” ha partecipato, domenica 1° giugno, alla fiera dell’olio, manifestazione che viene tenuta annualmente a Cappella Maggiore in provincia di Treviso. Ricco il programma della giornata che si è aperto con l’accompagnamento della S. Messa nella chiesa di Anzano. Nel corso dell’intera giornata, sulla piazza della fiera, era stato messo a disposizione del gruppo di Fodom uno stand dove sono state esposte fotografie, poster, pubblicazioni e materiale vario riguardanti il territorio e la cultura fodoma, con particolare attenzione al Col di Lana e al Museo Etnografico.
Sulla via per Cappella Maggiore...
Concerto in piazza. Alle ore 18, a Cappella Maggiore, a conclusione della bella giornata trascorsa in amicizia e allegria, il tradizionale concerto organizzato dal locale Coro Anzano, con la partecipazione del Coro misto “F. Sandi” di Feltre. Il “Col di Lana” ha eseguito prevalentemente brani di De Marzi e “Bel Fodom” di S. Masarei.
Lo stand del Coro, sulla piazza della fiera.
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Novità nell’associazionismo escursionistico a Fodom: rinasce la sezione dell’Alpenverein Südtirol (il Club Alpino di lingua tedesca e ladina dell’Alto Adige). L’associazione, che porterà lo storico nome di AVS-Ortstelle Buchenstein opererà insieme alla locale sezione del Cai sotto “l’ombrello” della “Lia da Mont Fodom”. Il perché di questa iniziativa lo spiega il presidente della Lia da Mont Fodom Diego Grones: “Fa parte della nostra storia, in quanto nel passato esisteva a Fodom una sezione locale dell’Alpenverein. Con questo miriamo anche a raccogliere un maggior numero di iscritti. Se n’era già parlato una ventina di anni fa con l’allora presidente della nostra sezione del Cai Gilberto Salvatore, che si era scontrato però con le perplessità dei vertici regionali e nazionali. L’idea è ritornata in auge negli anni scorsi, quando ne abbiamo discusso con i nostri vicini della Lia da Mont di Gardena e Badia, con l’ex presidente del Avs (Alpenverein Südtirol) Luis Vonmetz e quello attuale Georg Simeoni. A dicembre dell’anno scorso, con una delegazione della Lia, ci siamo recati nella sede dell’Avs per discutere ufficialmente la nostra iniziativa con i vertici dell’associazione, forti anche di un buon numero di firme di cittadini raccolte tra Fodom e Colle, che chiedevano la rifondazione del “Deutscher und Österreichischer Alpenverein - Sektion Buchenstein.” Domanda che è stata accolta ufficialmente nella seduta dell’Avs del 5 febbario scorso. La nuova “AVS-Ortsstelle Buchenstein” farà parte della sezione di Brunico, sotto la quale ci sono le sezioni della Val Badia e di parte della Val Pusteria”. Come sarà organizzata l’associazione? Avrà un suo direttivo a parte? “No – spiega Grones. “L’attuale sezione del Cai e quella dell’Avs opereranno insieme sotto l’ombrello della Lia da Mont Fodom, come già avviene per la Lia da Mont Gherdëina, che è stata fondata nel 1954 proprio da Avs e Cai insieme. Ci sarà un solo presidente con due
Una foto storica tratta dall’archivio dell’Alpenverein.
vicepresidenti; uno per il Cai ed uno per l’Avs. I consiglieri del direttivo saranno gli stessi per entrambe le associazioni. Da quest’anno quindi si potrà decidere se iscriversi al Cai o all’Avs. È fatto che ci lega alla nostra storia – conclude. Così contiamo anche di raccogliere un maggior numero di iscritti”. Una storia che inizia nel 1866 La passione per l’escursionismo a Fodom nasce alla fine del ‘800 quando, sotto l’Impero Austro–Ungarico, viene fondata una sezione del Deutsches Alpenverein. Nel 1862, cinque anni dopo la nascita a Londra del Alpine Club, Paul Grohmann fondava l Österreichischer Alpenverein. L’anno successivo a Torino nasceva il CAI Club Alpino Italiano. Nel 1869 a sua volta a Monaco nasce il Deutsches Alpenverein, il quale, nello stesso anno, vede sorgere le prime due sezioni del Sudtirolo: a Bolzano ed a Villabassa in Val Pusteria. Nel 1873 le due associazioni di lingua tedesca si fondono diventando Deutscher und Österreichischer Alpenverein (DuÖAV). È il 1881 quando a Cortina viene istituita una sezione che ha competenza anche sui comuni di Fodom e Colle. Cinque anni più tardi, nel 1886 Johann Alton crea la DuÖAV – Sektion Ladinia con sede a Corvara in Badia, della quale facevano parte anche Marebbe, Fodom e Colle. Fino alla scoppio della Prima Guerra Mondiale l’associazione era
arrivata a contare fino ad 80 iscritti. Dal 1869 ai primi del ‘900 la sezione poteva contare su 8 guide alpine locali: Gioachin e Giovanni Battista Agostini e Luigi Pallua (aspirante guida) di Colle, Iaco Decassian di Andraz, Luigi e Pietro Delmonego di Pieve, Angelo Irsara e Giuseppe Lezuo di Arabba. Dopo la morte del dottor Alton si decide di formare una sezione solo per Fodom e Colle. Il 29 dicembre nasce così la DuÖAV – Sektion Buchenstein, con sede a Pieve. Il consiglio direttivo era formato da: Anton de Sisti, Franz Finazzer, Alessio Lezuo, Angelo Finazzer e Celestin Finazzer. Già il primo anno raccoglie 21 iscritti, che diventano 39 nel 1904 e quasi 50 fino alla scoppio della Prima Guerra Mondiale. Con la fine del conflitto ed il pas-
saggio del Sudtirolo sotto l’Italia e dei comuni di Fodom, Colle e Ampezzo con la Provincia di Belluno, le sezioni del DuÖAV vengono abolite dalle leggi fasciste. La prima sezione del Cai italiano nasce a Livinallongo nel 1930, ma fa appena in tempo a collaborare alla costruzione della cappella sul Col di Lana prima di chiudere nel 1936. Sarà rifondata nel 1970 da Bruno Trebo, Gilberto Salvatore, Piergiovanni Fain, Tito e Ovidio De Biasio, Dario Crepaz, Ivo Devich e Ugo De Battista. Negli anni, grazie al lavoro instancabile di Gilberto Salvatore e tanti volontari, la sezione si è fatta promotrice della costruzione del “Bivacco Bontadini” sulla Mesola e le ferrate “Piazzetta” sul Boé e “Delle Trincee” sulla Mesola. (SoLo)
Un’azalea per la ricerca Nel 1984, in una piazza di Milano, veniva distribuita la prima Azalea della Ricerca. Per la prima volta veniva importato in Italia un modello di finanziamento già diffuso nei Paesi anglosassoni. La manifestazione si rivolge tradizionalmente al pubblico femminile nel giorno della Festa della Mamma.
Un’azalea per la ricerca – Pieve 11 maggio 2014.
Alpenverein Sudtirol
A Fodom rinasce la sezione dell’Alpenverein
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Sci Club Arabba
Sport senza confini Alcuni atleti e dirigenti dello Sci Club Arabba hanno effettuato una trasferta a Zuberec, piccola località sciistica sui monti Tatra in Slovacchia, ospiti dello Sci Club Kartik. Un’iniziativa nata “dal bisogno della federazione dello sci alpino slovacca di trovare in Italia un punto di appoggio per formare tecnici e scambiarsi esperienze e materiali” spiega il vicepresidente dello SC Arabba Andrea Crepaz. Il contatto tra i due sci club è nato quasi per caso, grazie ad alcune famiglie slovacche che da alcuni anni trascorrono le loro vacanze sugli sci a Colfosco in Val Badia. Tra questi anche Marino Mersich, triestino trapiantato in Slovacchia, il quale oltre ad essere il presidente dello SC Kartik, che ha la sua sede a Banska Bystrica, città nel centro del paese a circa 30 chilometri dai Monti Tatra lo è anche della Federazione Slovacca di sci alpino. “Mersich – spiega ancora Crepaz – da tempo è alla ricerca di contatti in Italia, in particolare con gli sci club. La Federazione slovacca è una realtà piccola, un mondo che deve ancora crescere e formarsi. In particolare hanno bisogno di aumentare il loro know how e di formare tecnici per allenare
Lo Sc Arabba con i colleghi slovacchi del Sc Kartik.
gli atleti, di scambiarsi materiali e nozioni tecniche. E sono interessati a farlo in particolar modo in Italia. Per questo ci hanno proposto di partecipare ad una gara internazionale che da 40 anni si svolge a Zuberech, riservata alle categorie Superbaby, Baby e Cuccioli, alla quale prendono parte concorrenti provenienti da tutto il paese ma anche da alcuni stati confinanti”. La delegazione dello SC Arabba era formata dal vicepresidente Andrea Crepaz, il segretario Alessio Manzato,
Elisa Darman, dai giovani atleti Giorgia Manzato, Alessandro Crepaz, Erwin Daberto (gli altri erano impegnati nelle finali del Pinocchio) e dall’allenatore Federico Pellegrini. Il primo giorno a Zuberech è stato dedicato agli allenamenti ed alla visita alla cittadina di Orowice, una delle molte località termali della zona. Il giorno successivo erano in programma le gare di qualificazione per l’assegnazione del pettorale. Alla gara, organizzata dallo Sci Club Tj Rohace di Zuberec hanno
preso parte circa 400 atleti. Buona la performance degli orsetti che si sono messi in luce con il 7° posto di Erwin Daberto, il 16° di Alessandro Crepaz ed il 43° di Giorgia Manzato. “Da loro – continua Crepaz – questa era una gara a livello nazionale, visto che vi partecipavano i migliori atleti del paese. Da noi quel livello tecnico corrisponde ad una finale regionale”. Ma aldilà dei risultati sportivi per lo Sci Club Arabba “è stata l’occasione per concretizzare un rapporto di collaborazione. L’esperienza è stata unica. Prima di tutto per la grande ospitalità che ci hanno riservato. Abbiamo trovato un mondo che freme, che ha gran voglia di contatti con l’esterno. A Zuberech sono in pochi quelli che parlano inglese. Ma intorno al mondo dello sci gira gente facoltosa. Abbiamo incontrato e conosciuto molta gente che conosce le Dolomiti e che sono già stati a sciare qui da noi. In generale c’è un grande interesse a venire a sciare in Italia Agli amici dello Sci Club Kartik abbiamo ribadito ed offerto tutta la nostra collaborazione e disponibilità se verranno ad allenarsi qui da noi”.
Abvs
Associazione bellunese volontari del sangue Domënia 4 de mei 2014. L’associazion donatori del sánch da Fodom l’à organisé, domënia 4 de mei, na giornada dalonc dal freit, dal vent e dala nei de Fodom! Son partis da domán bonora per rué a Combai (TV), n pico paisc cugnisciù per la gran produzion del proseco Verdiso.La manifestazion l’é stada organisada dala Pro Loco de Combai: n giro a pé ntamez a le vigne e a le ciajere vegle de la jent del luoch. La giornada l’é stada massa bela e la temperatura l’eva de zirca 20°. L teriol a boc l jiva su per i coi e a boc ju pert: on caminé per zirca 7 km e on metù zirca 5 ore! A tourné ndrio, chi che à tout pert ala “sbecotada” (così clamada da chi de lajù), i me parëva strac ma contenc. Speron de se ncontè nauter viade per passè na giornada auna! N Diovelpaie e n sarevede a duc. L segretario, Fabio Denicolò
(LoSo )
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ATTUALITÀ - SUZÉDE NTA FODOM
Tristi ricordi di un inverno particolarmente difficle di F. Deltedesco
ARABBA, 12 MARZO 2014
La chiesetta di Cherz, sepolta dalla neve. Solo il campanile ormai ne rivela la presenz (foto M. Masarei)
L’ INCHINO DELL’ABETE ROSSO Era diventato grosso e molto alto l’abete cresciuto a Pieve, sui prati delle scuole. Per i ragazzi e gli insegnanti era diventato un amico: accoglieva gli uccellini di passaggio, rumoreggiava appena si alzava un soffio di vento, proiettava la sua ombra che seguiva una traiettoria semicircolare a seconda dello spostamento del sole. Era bello l’abete, con il suo verde scuro, sempre uguale nel corso delle stagioni, saldamente ancorato al terreno, a dominare dall’alto il paese e i suoi abitanti. Sembrava essere tanto
forte da non poter soccombere. Così fu, fino a quel giorno che fu costretto ad inchinarsi di fronte ad una forza eccezionale, la forza della neve caduta durante l’inverno. Fu costretto ad inchinarsi, fino a prostrarsi al suolo. Addio pure a te, abete rosso, ma non sarai morto per nulla: d’ora in poi la tua calda fiamma riscalderà le fredde giornate, durante il prossimo autunno, prima di uscire dai comignoli e disperdersi per sempre nell’infinito. (Fr. Del.)
L’inchino dell’abete rosso il 3 marzo 2014.
Molti sono statti i tetti di case e majon che, durante l’inverno, hanno richiesto l’intervento dei proprietari che, per evitare il rischio di cedimenti, sono stati costretti a salire sui tetti per spalare la pesantissima neve. E’ così che, in determinati posti, la neve si ammassa a dismisura e si compatta formando un blocco gelato. Corrado Lezuo al lavoro: è il 12 marzo 2014 Un esempio lo possiamo vedere nella zona del “pont della grande majon” de Gigio de Madalâna e de chi de Iochele. Quell’ammasso gelato non ha alcuna intenzione di sciogliersi tanto che, il 12 marzo, Corrado Lezuo si arrampica sulla cima e inizia il lavoro: non è facile con la sola pala, sarebbe il caso di usare il piccone!! Forza Corrado… che fai muscoli …. ed è tutta salute, il lavoro all’aria aperta!!!
TANTA TRISTEZZA E’ il 21 marzo 2014: le nevi si stanno sciogliendo, il cimitero di Pieve mostra il suo triste volto. Il cimitero di Pieve di Livinallongo mostra evidenti i segni dello sconquasso. Siamo verso la fine di marzo: la neve si sta lentamente sciogliendo ma, la desolazione che si presenta davanti agli occhi è notevole su tutta l’area cimiteriale, come lo si nota dalla fotografia che propone uno dei tanti-tanti angoli che la neve ha devastato: le lapidi distrutte, le croci in ferro piegate, i lumini e i vasi per i fiori strappati dalle loro sedi e terra sparsa ovunque. Con tanta buona volontà la gente si è subito rimboccata le maniche: ognuno, nel limite del possibile, ha cercato di ripulire e riordinare le tombe dei propri cari e di portare un fiore fresco. Purtroppo, nei dintorni si aggirano i cervi e, dal momento che anche le reti dissuasive, appositamente installate dagli operai comunali, sono state divelte, non perderanno l’occasione per assaporare quella fresca delizia, come accaduto ormai diverse volte. E’ così che i malanni si assommano ai malanni nel nostro cimitero che problemi ne avrebbe abbastanza dei suoi, dal momento che è situato su un terreno in pendenza che non facilita il posizionamento delle tombe e dei vialetti fra le stesse.
Desolazione al cimitero.
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Dal Comune BILANCIO Nel corso del Consiglio Comunale del 20 Aprile 2014, è stato approvato il bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2014 unitamente al bilancio di previsione pluriennale 2014-2016. Per il 2014 il bilancio di previsione pareggia nell’importo di € 9.142.884,76 Per gli anni finanziari 2015 e 2016 invece i bilanci previsionali pareggiano rispettivamente negli importi di € 9.172.035,00 e € 11.595.141,00. Le principali opere previste a bilancio per il 2014 sono: • Sostituzione della centrale termica del Centro Servizi di Arabba, con una centrale a “Pellets” di ultima generazione, in sostituzione della vecchia centrale a gasolio, ed inoltre un impianto fotovoltaico sull’edificio delle Scuole Medie di Pieve, per un importo totale di € 398.000,00. • Completamento primo stralcio del miglioramento della strada Comunale di Agai per un importo di € 99.559,76. • Progetto integrato territoriale di valorizzazione turistica e del patrimonio museale fra i comuni di Livinallongo e Colle Santa Lucia, (con fondi Brancher) che per quanto riguarda il nostro comune comprende principalmente: la risistemazione della strada della Vena, il recupero della Malga Castello ed opere accessorie per
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migliorare la fruizione del Castello. L’importo previsto per l’intero Progetto ammonta a € 6.373.457,35 di qui oltre 3.000.000,00 per la parte riguardante il territorio di Livinallongo. Ristrutturazione ed ampliamento della Scuola Elementare di Pieve più ristrutturazione dell’ex palestra a servizio dell’edificio scolastico stesso, per un importo complessivo di € 2.225.684,00. Costruzione del nuovo Ufficio turistico di Arabba per l’importo di € 799.999,71. Localizzazione e posa in opera della segnaletica per il percorso cicloturistico “ Fodom Bike”, € 23.039,93. Completamento della1° Fase dei lavori di ampliamento e ristrutturazione Centro Servizi per Anziani “Villa San Giuseppe” per l’importo di €1.100.000,00. 1° lotto – 2° Fase dei lavori di ampliamento e ristrutturazione Centro Servizi per Anziani “Villa San Giuseppe” per l’importo di € 483.508,03. Allargamento di un tratto di strada Comunale in Località Andraz, (Strada Callegari) per l’importo di € 114.216,40. Adeguamento e manutenzione straordinaria della strada silvopastorale “Sotinghiazza – Foram – Plan de Sfoieis” per € 238.978,65.
TARIFFE
VARIE
Anche per l’anno 2014, sono riconfermate senza modifiche: Le aliquote e le detrazioni per l’IMU, l’addizionale comunale IRPEF, l’imposta di soggiorno, Imposta di pubblicità, mense scolastiche, scuolabus, palestra comunale, servizi cimiteriali, nolo mezzi comunali, Impianti sportivi-area sosta camper, Andrazmuseum e parcheggi a pagamento di Arabba. E’ stato previsto di non applicare, per ora, il tributo sui servizi indivisibili “TASI” rinviando, eventualmente, la determinazione dell’aliquota a tempi successivi.
Si sono finalmente concretizzati i primi risultati dei progetti finanziati da Fondi Brancher con la consegna al comune della Pala Gommata “LIEBER 514”, e a breve con la consegna di altri due mezzi che sono in fase di allestimento con i vari accessori. I due mezzi in arrivo sono: Un nuovo “UNIMOG 318” allestito con lama spartineve, fresa da neve e spargisale-sabbiatore. Un trasporter (trattore) “ LINDNER 102” allestito con lama spartineve e spargisalesabbiatore. D. Maurizio
Leandro Grones nuovo “Capocomun da Fodom”
Le elezioni amministrative del 25 maggio scorso hanno decretato la vittoria della lista “Auna per Fodom” capeggiata dal candidato Leandro Grones sull’antagonista ,“Fodom da vive”, guidata dal sindaco uscente Ugo Ruaz. Alta la percentuale, 72,43 % degli aventi diritto al voto che si sono recati alle urne, anche se in lieve calo rispetto alla precedente tornata elettorale quando a votare furono il 79,26%. La lista “Auna per Fodom” ha vinto con il 52,58%, pari a 438 voti. Alla lista “Fodom da vive” sono andati invece 395 voti, pari al 47,41% sul totale di 870 votanti. Dodici le schede bianche e 25 quelle nulle. Queste le preferenze ottenute dai singoli consiglieri: lista “Auna per Fodom”, Ivano Crepaz 29, Leo Crepaz 73, Ilario Dariz 15, Alessandro Denicolò 42, Christian Grones 30, Michela Lezuo 20, Igor Masarei 20, Ruggero Palla 48; per la lista “Fodom da vive”, Gigliola Colleselli 15, Vito Crepaz 2, Eugenia Delmonego 9, Ginesio Demarch 2, Adele Denicolò 7, Fabio Denicolò 23, Maurizio Denicolò 13, Lorenzo Pellegrini 35, Claudio Sorarui 64 e Daniela Templari 30. Queste elezioni sono le prime dopo l’introduzione delle nuove norme sulla spending rewiew degli enti pubblici, che hanno ridotto il numero dei consiglieri, passati da 12 più il sindaco a 10 più il sindaco per i comuni tra 1000 e 3000 abitanti. Pertanto il
nuovo consiglio comunale è formato da sette consiglieri comunali per la maggioranza e tre per la minoranza. Questi i nomi dei consiglieri eletti: per la lista “Auna per Fodom” Leo Crepaz, Ruggero Palla, Alessandro Denicolò, Christian Grones, Ivano Crepaz , Michela Lezuo, Igor Masarei. Per la lista “Fodom da vive”: Ugo Ruaz, Claudio Sorarui, Lorenzo Pellegrini. Nel corso della prima seduta, che si è tenuta venerdì 6 giugno, il sindaco ha comunicato anche la composizione della nuova giunta, con i relativi referati. Dell’esecutivo entrano a far parte, oltre al sindaco che ha tenuto per se le competenze su bilancio e programmazione, Leo Crepaz che avrà l’incarico anche di vicesindaco ed i referati su patrimonio, usi civici, rapporti con le frazioni, istruzione e politiche giovanili ed Alessandro Denicolò al quale il sindaco ha dato l’incarico per casa di riposo, politiche sociali ed ambiente. Gli altri referati sono stati così distribuiti tra i vari consiglieri comunali, sui quali, come ha precisato il sindaco, “avranno piena ed ampia autonomia: a Ruggero Palla lavori pubblici, coordinamento operai, parco macchine, impianti sportivi, a Cristian Grones l’agricoltura, a Ivano Crepaz artigianato, commercio e foreste, a Michela Lezuo cultura e turismo ed infine a Igor Masarei protezione civile e associazioni. (SoLo)
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Gemellaggio tra Gubbio e Livinallongo del Col di Lana È
stato firmato sabato 1° marzo 2014 nella Sala Consigliare del Municipio di Gubbio, il gemellaggio, fortemente voluto dal Dott. Mauro Pierotti, Presidente dell’Associazione Eugubini nel Mondo”, tra il Comune di Gubbio e il Comune di Livinallongo del Col di Lana. Le ragioni che sono state alla base di tale decisione hanno origine alquanto lontana: era il 15 maggio 1917 allorquando, in via del tutto eccezionale ed unica, la Festa dei Ceri si è svolta oltre i confini eugubini, ad opera dei soldati impegnati sul Col di Lana e zone limitrofe. Il periodo compreso fra il 1914 e il 1918 per Livinallongo è stato triste e drammatico; anche molti giovani eugubini furono chiamati alle armi e parecchi di loro furono assegnati alla “Brigata Alpi” che era formata dal 51° e dal 52° Reggimento di Fanteria. Per questo motivo tanti di loro si ritrovarono insieme a combattere su un fronte che aveva come punto centrale il Col di Lana. All’inizio della guerra un decreto del Governo Italiano aveva vietato le riunioni pubbliche, pertanto la Giunta ed il Sindaco di Gubbio deliberarono di annullare la Festa dei Ceri. Così, il 15 maggio 1917, i soldati eugubini del 51° reggimento, considerato che la Festa dei Ceri non poteva es-
sere fatta a Gubbio, decisero di farla quassù, alle pendici del Col di Lana, a breve distanza dalla prima linea, ed esattamente a Pian di Salesei, zona relativamente tranquilla. In loco furono costruiti i Ceri esattamente come gli originali, completi di barelle e con i Santi (S. Ubaldo - S. Giorgio e S. Antonio) fissati in cima. Il 15 maggio 1917 fu un giorno piovoso, ciò nonostante il programma si svolse regolarmente. Benedetti da un Cappellano militare, i Santi vennero issati sulle spalle dei giovani soldati che si slanciarono lungo la ripida mulattiera per raggiungere Salesei. La tradizione fu mantenuta. Certo non fu come arrivare alla Basilica di S. Ubaldo, in cima al monte Ingino, per posare i Ceri dinanzi al sacro corpo del Protettore, ma tutti provarono la stessa emozione. Da diversi anni si sono intensificati i rapporti con Gubbio e la sua gente. A ricordo di quella straordinaria ed eccezionale Festa dei Ceri, da alcuni anni si sono intensificati i rapporti tra i due Comuni. Nel 2007, a Pian di Salesei fu organizzata la Commemorazione del 90°, con la presenza di oltre 500 eugubini e dei “Ceri Piccoli”. Successivamente, nel 2012, i Consigli di entrambi i Comuni deliberarono a favore della sottoscrizione del gemellag-
La Dott.ssa Maria Luisa D’Alessandro consegna al sindaco Ruaz il piatto a ricordo dell’evento storico.
Basilica di St. Ubaldo: celebrata la S. Messa, il Sindaco Ruaz e l’Assessore Templari posano assieme al Vescovo di Gubbio Mons. Mario Ceccobelli e al Vescovo emerito Mons. Pietro Bottaciolli (88 anni).
gio. Il 1° marzo 2014 è giunto l’atto finale delle firme: per il Comune di Gubbio l’atto di gemellaggio è stato firmato dal Commissario straordinario Dott.ssa Maria Luisa D’Alessandro e per il Comune di Livinallongo dal Sindaco Ugo Ruaz giunto a Gubbio a capo
di una delegazione composta dall’Assessore Daniela Templari, dal Vicesindaco Claudio Sorarui e dai rappresentanti del Gruppo Alpini “Col di Lana” guidati dal Vice Capogruppo Valerio Nagler e dallo storico Guglielmo Gabrielli.
I Sindaci e i rappresentanti degli Alpini posano per una foto ricordo assieme ai balestrieri della città di Gubbio.
(Fr. Del.)
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Croce Bianca Fodom: nuovo direttivo
L
a Croce Bianca Fodom elegge il suo primo direttivo e diventa autonoma. Al vertice di quella che ora diventa a tutti gli effetti una sezione della Croce Bianca di Bolzano i volontari hanno nominato Caposezione Antonella De Toffol. Al suo fianco nel direttivo siederanno Andrea Palla (vicecaposezione) ed i consiglieri Alessio Manzato, Iris Lezuo e Gianluca Soratroi. “È un peso che mi fa curvare un po’ le spalle. Ai volontari chiedo sostegno e pazienza” ha detto la De Toffol accettando l’incarico. Sostegno e plauso al lavoro fin qui svolto dai volontari sono arrivati dai rappresentati degli esercenti turistici, istituzioni e Uls. Dal dicembre del 2012, ovvero da quando la sezione era nata a seguito delle ben note vicende legate alla sospensione del servizio da parte della Croce Bianca Arabba, il lavoro dei volontari era stato gestito direttamente da Bolzano. Ora, a distanza di poco meno di un anno e mezzo, la sezione comincerà a camminare con le sue gambe guidata dal nuovo consiglio direttivo, eletto nel corso dell’annuale assemblea generale che si è tenuta nei giorni scorsi e diventa a tutti gli effetti autonoma. Un passo che il direttore della Croce Bianca di Bolzano Ivo Bonamico aveva auspicato fin da subito. Ma pochi forse, avrebbero scommesso che si sarebbe potuto fare in così poco tempo.
sono già 7. Volontari che, per poter diventare effettivi, devono superare gli impegnativi corsi di formazione richiesti da Bolzano. Tra quelli in attività 22 hanno già superato il corso “B” e 10 il corso “A”. Buona la risposta anche dalla campagna tesseramento. Oltre 300 le tessere già sottoscritte, delle quali circa 150 relative a gruppi famigliari. Il nuovo direttivo della Croce Bianca Fodom (manca Alessio Manzato) con le autorità ed i dirigenti di Bolzano.
Come ha sottolineato anche il Capodistretto Val Pusteria della Croce Bianca bolzanina Peter Micheler aprendo i lavori dell’assemblea generale. I numeri di un anno di lavoro Per comprendere meglio la mole di lavoro svolta in questi mesi basta leggere i dati statistici presentati dal Caposervizio Andreas Miribung. Nel corso del 2013 gli interventi sono stati ben 529 per un totale di 39.557 chilometri percorsi, per la maggior parte, ovviamente nei mesi invernali (113 a gennaio, 101 a febbraio e 115 a marzo). Nel 2012, quando il servizio iniziò solo il 22 dicembre, i trasporti furono 57, per un totale di 4.834 chilometri percorsi. Oltre a questo i volontari hanno assicurato l’assistenza sanitaria nelle diverse e più importanti manifestazioni sportive che si sono tenute nel-
la vallata fodoma, come la Maratona dles Dolomites, la Gran Fondo, la Sellaroda Hero o la Vertical – Km Col de Lana. Record di ore dei volontari Ma il dato che più salta all’occhio è quello relativo alle ore di servizio coperte dai volontari: ben l’81% del totale ( il resto viene svolto dal personale fisso ). Una percentuale che, hanno evidenziato Bonamico e Miribung, non ha mai raggiunto nessuna delle 32 sezioni della Croce Bianca in provincia di Bolzano, dove la media si attesta intorno al 60%. I volontari ci sono Per ottenere questi risultati ovviamente serve un gran numero di volontari. Ai 25 che avevano iniziato l’attività nel 2012, se ne sono aggiunti altri 12 nel corso del 2013. Quest’anno le nuove richieste
Lettere diffamatorie Nel corso dell’assemblea è stato più volte fatto riferimento a lettere diffamatorie diffuse in paese contro l’operato della Croce Bianca. Una vicenda che il direttore Ivo Bonamico ha minimizzato dicendo che a queste “sarà risposto nelle sedi opportune”. Solidarietà e sostegno sono arrivati invece dai rappresentanti di Comune, associazione turistica, soccorso alpino, pompieri, impianti a fune ed Uls presenti alla riunione. Ai ringraziamenti del sindaco Ruaz ai volontari, fa eco il commento di Michela Lezuo, presidente dell’Aft: “Parole che sono schiaffi a chi lavora per gli altri, ma alle quali non bisogna dare bado”. “Con Bolzano avete le spalle coperte “ ha detto Sandro De Col confermando il sostegno della Usl. “Finché ci siete voi in Agordino stiamo tranquilli” è stato infine il pungente commento di Felice Gaiardo, presidente del Coordinamento Agordino – Zoldano Ambulanze. (SoLo)
L Canëster a 14 tosac nascius ntel 2013 L ultimo di de carlescé l’Aministrazion l’a nvié nte Cèsa de Comun i tosac nascius ntel 2013 per i é scinché l Canëster. Na scomenciadiva metuda a jì apëna juda su co l’aministrazion Ruaz dal assessor a la cultura Daniela Tempari, proprio perciéche no vade perduda chësta tradizion blota fodoma. Coscita ence st’ann i 14 tosac e tosate nasciude n l ann passé, acompagnei da suoi genitori, i é stei acolti dal Capocomun Ugo Ruaz e dal assessor Daniela Templari che i a scinché na bela
I tosac nascius ntel 2013 con suoi genitori nte Cèsa de Comun.
soèja con laìte n ángiol o na madona come senn de bona fortuna per l davignì. “I eva de
na bela clapada sto viade – disc l assessor. “Me augure che duc, ence n auter dì, i pòbe resté
nta Fodom”. L’aministrazion l’é oramei a piz “ma spere proprio che chësta picola tradizion la vade n navánt. Fin ades le fameie i é stade contente, ence del pico regal che i on fat, perciéche, duc a dit, l é n velch che resta”. Chisc i inom dei tosac: Marica Rossi, Alice Palla, Nicola Dellavedova, Isaac Samuel De Graaf, Denise Colleselli, Lukas Pezzei, Tiziano Roncat, Pietro Rudatis, Melany Crepaz, Victoria Maceri, Caterina Zalivani, Liam Turco, Alice Roilo, Mattia Costa. (SoLo)
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Eccellenze Fodome Lo scorso anno, nei giorni 22 e 23 marzo 2013, si è svolta a Seveso (MB) una gara nazionale di “Operatori della Gestione Aziendale” aperta agli studenti degli istituti professionali di tutta Italia. Elisa Martini (di Ornella) frequentante l’istituto “Catullo” di Belluno ha avuto la possibilità di partecipare a questa gara classificandosi al 1° posto sostenendo una prova scritta di economia aziendale che mirava a verificare le conoscenze della materia di indirizzo ed altre prove con più materie: inglese, diritto e geografia. Il concorso aveva come obiettivi la valorizzazione delle eccellenze; la verifica delle conoscenze, delle abilità e dei livelli professionali acquisiti e raggiunti negli anni di studi. E così, Elisa, in virtù del successo ottenuto, è stata invitata a partecipare alla premiazione ufficiale che si è tenuta il 18 Marzo 2014 a Roma presso il ministero dell’istruzione “palazzo MIUR” dove, assieme ad altri studenti che si erano classificati primi in altri indirizzi, ha ricevuto l’attestato di prima classificata ed inserita nell’albo delle eccellenze del Ministero. Per Elisa sono state giornate di grande impegno prima, e di grandi emozioni poi, ma che ha saputo gestire nel migliore dei modi raccogliendo il massimo dei risultati. Ad Elisa tantissimi complimenti per questo traguardo raggiunto e l’augurio di avere altrettante soddisfazioni ancora nei suoi studi e nel suo futuro lavoro. BRAVA ELISA E ANCORA COMPLIMENTI !!!
Elisa in occasione della premiazione presso il Ministero dell’Istruzione a Roma.
Lauree
Il 24 marzo 2014, presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Trento, Michele Crepaz ha conseguito la laurea in Amministrazione aziendale e diritto, discutendo la tesi “Variazioni territoriali ed enti locali: il procedimento di distacco-aggregazione dei Comuni di Cortina d’Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia”. Si congratulano per il traguardo raggiunto i genitori, il fratello, i parenti e gli amici.
Il 26 marzo 2014 si è laureato con 110/110 in Fisica presso l’Università degli Studi di Trento David Roilo, discutendo la tesi dal titolo “Transport of light gases through amine-modified epoxy membranes”. Congratulazioni dalla tua famiglia e da tutti quelli che ti vogliono bene.
Ad Elisa, David e Michele le congratulazioni ed i migliori auguri da parte di tutta la redazione de “Le Nuove del Pais”!
Tanta allegria alla festa degli alberi Il 20 maggio si sono trovati tutti assieme per l’annuale festa degli alberi: i bambini della Scuola Materna, i ragazzi delle Elementari e gli studenti delle Medie, accompagnati dai rispettivi insegnanti e professori. Una mattinata dedicata innanzitutto all’approfondimento delle conoscenze, con la visita guidata al mulino ad acqua di Andraz e alla segheria. Per il mulino ben 5 i turni con orario prestabilito che hanno impegnato i due omonimi “Franco Deltedesco”: uno in qualità di mugnaio, l’altro come addetto alla spiegazione. Trasferta quindi al vicino campo sportivo di Cernadoi dove, compostamente, tutti hanno seguito i brevi interventi da parte del Parroco don Dario Fontana, del Direttore del Centro Valanghe di Arabba dott. Francesco Som-
mavilla e del Sindaco Ugo Ruaz. Presenti alla cerimonia il Maresciallo dei Carabinieri, il Preside della Scuola Media, il Vicesindaco Claudio Sorarui, l’Assessore Fabio Denicolò, la Guardia Comunale e vari rappresentanti del Corpo Forestale. Ormai da alcuni anni non vengono più messi a dimora i nuovi alberelli, dal momento che da noi, il bosco sta avanzando in maniera forte, occupando ogni radura. Certamente l’inverno appena trascorso, ha recato parecchio danno ai nostri boschi, spezzando e rovesciando alberi ovunque e lasciando a noi il lavoro di ripulitura che si prospetta lungo e impegnativo. Panino imbottito e aranciata hanno concluso la bella mattinata baciata dal sole. (Fr. Del.)
Al campo sportivo di Cernadoi: martedì 20 maggio 2014.
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I bambini “battezzano” l’Ursus Ladinicus I bambini delle scuole ladine imparano a conoscere L’Ursus Ladinicus e lo “battezzano” con il nome di Mico. “Voglio un orso che si chiami…” s’intitola così il progetto didattico del Museum Ladin di S. Martin in Badia, recentemente avviato dal Museum Ladin di S. Martino in Badia in collaborazione con il Circolo didattico “Ladinia”. In una prima fase circa 250 bambini delle scuole dell’infanzia provenienti da Val Badia, Val Gardena, Livinallongo e Cortina d’Ampezzo hanno fatto visita al Museum Ladin Ursus ladinicus di San Cassiano in val Badia. Lì, muovendo dall’orso preistorico delle Dolomiti di 40.000 anni fa, al quale è dedicato il museo, l’attività didattica ha introdotto i piccoli partecipanti alle specie di plantigradi tuttora esistenti, confrontandole con l’orso bruno M12 - l’esemplare investito due anni fa sulla superstrada MeBo - esposto al museo. Si è passati così alla fase due: accompagnandolo con un disegno realizzato autonomamente in classe, ciascun bambino ha proposto un nome per l’orso bruno M12. Selezionato poi da una commissione, il nome dell’orso è stato rivelato giovedì 15 maggio, ai 250 bambini coinvolti nel corso di uno spettacolo di burattini di Gernot Nagelschmied e Giulia Vaccari dal titolo “Voglio un orso che si chiami...”. Lo splendido esemplare di orso bruno protagonista di un’apposita sezione al museo è stato ribattezzato Mico. A questo proposito l’assessore provinciale Florian Mussner
Vienna sotto la guida del professor Gernot Rabeder, i cui studi giunsero a risultati sensazionali: l’orso delle Conturines apparteneva a una nuova specie di orso delle caverne, mai descritta prima di allora, e che fu battezzata Ursus ladinicus in onore dei Ladini delle Dolomiti[1]. L’evoluzione dei premolari in molari è stata ben rilevata in questi reperti. Una riproduzione dell’Ursus Ladinicus.
ha sottolineato l’importanza di avvicinare i giovani alla natura ed alla cultura della loro terra. I disegni invece hanno formato una mostra temporanea, allestita nella sala delle associazioni J.B. Rinna di San Cassiano attigua al Museum Ladin Ursus ladinicus. ( SoLo ) La scoperta dell’Ursus Ladinicus. La scoperta è stata effettuata il 23 settembre del 1987 da Willy Costamoling di Corvara (BZ), che durante un’escursione nella zona delle Conturines, entrò quasi per caso in una grotta situata a quota 2.800 metri, trovando all’interno i resti di decine di orsi. La grotta della Conturines, al cui interno avvenne il ritrovamento delle ossa dell’orso delle caverne, si raggiunge in 4 ore di cammino. I resti inizialmente furono attribuiti al più comune e noto Ursus spelaeus. Negli anni successivi la grotta fu studiata ed esplorata sistematicamente da un gruppo di ricerca dell’Università di
Il clima dell’epoca La presenza dell’Ursus ladinicus dimostrerebbe secondo gli scienziati che nel periodo interglaciale queste montagne dovevano essere caratterizzate da un clima più mite di quello attuale, con temperature che consentivano lo sviluppo di una vegetazione boschiva (A quota 1.900 m gli alberi oggi scompaiono): un ambiente in cui l’orso, vegetariano, poteva sopravvivere facilmente. Sembra infatti che questi antichi plantigradi frequentassero abitualmente l’intera zona: la caverna, il cui ingresso era nascosto dalla vegetazione, dove essere un’ottima tana non solo durante il letargo, ma anche per le femmine e i cuccioli. L’eccezionalità del ritrovamento delle Conturines consiste anche nel fatto che si tratta della prima e per ora unica traccia dell’orso delle caverne dell’intera zona dolomitica. Al momento rimangono per gli studiosi alcuni quesiti aperti: per quale ragione gli orsi si spinsero fino a quella quota? e perché morirono nella grotta delle Conturines?.
ULTIMA SCIATA La stagione sciistica volge al termine. E’ il 24 febbraio: il gruppo dei “Pensionati Sciatori” si concede un po’ di relax presso il rifugio al Santuario di Santa Croce (Val Badia). Anche quest’anno è giunto il momento di appendere gli sci al chiodo. Da SX: Nagler Valerio - Pellegrini Michele (anni 78) - Lezuo Corrado - Lezuo Carlo (anni 88) - Crepaz Giuseppe “de Felizon” (anni 68) - Gabrielli Giuseppe “Jepe”.
Relax per i pensionati sciatori.
Classe 1939 e … dintorni: al Santuario di S. Giovanni Rotondo.
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ANAGRAFE E STATISTICA PARROCCHIALE BATTESIMI
40° di Matrimonio
LEZUO FELIX JANANDRIA (Bolzano – Pallua), nato a Merano il 25.02.2014 e battezzato a Bolzano il 18.05.2014.
Domenica 7 Maggio, Foppa Maddalena e Vallazza Corrado, attorniati da parenti e amici, hanno festeggiato il 40° di Matrimonio. Nella foto il momento conviviale dopo la S. Messa insieme al Coro Parrocchiale, di cui Lena e Corrado sono colonne portanti da ormai mezzo secolo. Congratulazioni e auguri di ogni bene da tutti i familiari ed in particolare dal nipotino Pietro!
CREPAZ MELANY (Cherz), nata a Brunico il 4 settembre 2013 e battezzata a Pieve il 21 aprile 2014.
DENICOLÒ MARIANNA (Caprile – Agai), nata a Feltre il 10.08.2013 e battezzata a Pieve il 17.05.2014.
ROILO ALICE (Pieve) nata a Feltre il 22.11.2013 e battezzata a Pieve il 21.04.2013.
NATI DENICOLO’ Thomas (Salesei di Sopra), di Alfio e Rizzardini Liana, nato a Belluno il 14.03.2014.
GRONES Jessica (Renaz), di Christian e Bien Elena, nata a Belluno l’11.04.2014.
CREPAZ Alberto (Brenta), di Leo e Baldissera Luana, nato a Belluno il 22.03.2014.
DEVICH Nicole (Salesei di Sopra), di Pierino e Farenzena Nadia, nata a Belluno il 21.04.2014. KANEIDER Sondre, Mirko e Crepaz Sonia, nato a Vipiteno il 07.05.2014. DELTEDESCO Elisa (Andraz), di Luca e Rossi Evelina, nata a Padova il 12.05.2014.
CREPAZ ALBERTO (Brenta), nato a Belluno il 22 marzo 2014 e battezzato a Pieve il 18.05.2014.
CREPAZ GRETA (Le Roe), nata a Brunico il 31 gennaio 2014 e battezzata ad Arabba il 01.06.2014.
VEDOVA Niccolò (Canale d’Agordo), di Paolo e Demattia Eleonora, nato a Belluno il 30.03.2014.
CREPAZ Joel (Costa di Salesei), di Erik e Vallazza Chiara, nato a Brunico il 13.05.2014.
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DEFUNTI
1. Mons. CLARA Giuseppe (Bressanone), nato a Longiarù il 20.06.1926 e deceduto a Bressanone il 20.02.2014.
Ordinato sacerdote il 29 giugno 1951 a Bressanone, dal 1952 al 1962 è stato cooperatore a Pieve di Livinallongo, Cortina d’Ampezzo e Vipiteno. Dal 1963 al 1981 è stato assistente spirituale della “Missione Cattolica Italiana” ad Amburgo e per i dieci anni successivi responsabile della “Missione Cattolica Italiana” a Francoforte. Dal 1996 ha svolto l’incarico di decano di BolzanoIII e dal 1993 al 1998 è stato decano di Laives. Nel 2001 Mons. Clara è stato esonerato dall’incarico di parroco, continuando a seguire la pastorale a Vadena e a Bressanone.
2. ZANESCO Domenico “Nico” nato ad Asolo il 04.05.1941 e morto a Pederobba il 13.11.2013, Coniugato con Enrich Elisabetta, padre di 5 figli.
3. MALACARNE Caterina nata a Lamon il 31.10.1941 e deceduta a Belluno il 18.01.2014. Coniugata con Palla Bruno, madre di 2 figli.
4. GUZZONI Ida (Forlì), nata il 02.07.1922 e deceduta a Forlì il 23.02.2014. Vedova di Pezzei Erminio (“Patìn”).
5. SIEF Carolina nata a Livinallongo il 28.10.1925 e deceduta a Bressanone il 15.03.2014. Vedova di Profanter Antonio, madre di 2 figlie.
6. FEDERA Anita nata a Livinallongo il 11.03.1939 e deceduta ad Agordo il 30.03.2014. Coniugata con Grones Felice, madre di 2 figli.
7. RITA Troi nata a Colle S. Lucia il 30.09.1936 a Colle S. Lucia e deceduta a Belluno il 14.04.2014. Vedova di Palla Giovanni Battista, madre di 2 figli.
8. MARTINI Amelia Caterina nata a Livinallongo il 13.10.1939 e deceduta a Livinallongo il 21.04.2014, vedova di Cazzetta Aldo, madre di 1 figlio.
9. DAVARE Pietro nato a Rocca Pietore il 25.07.1942 e deceduto ad Agordo il 11.05.2014. Celibe.
10. CREPAZ Casimiro (Austria), nato a Livinallongo il 28.11.1930 e deceduto a Schwaz (A) il 24.04.2014. Coniugato con Crepaz Erika, padre di 2 figli.
11. DELAZER Luigina Egidia nata il 01.09.1935 a Corte e deceduta a Sorarù il 28.05.2014. Vedova di Crepaz Oreste, madre di 5 figli di cui 2 morti.
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