Skip to main content

Articolo 3 - Risvegli

Page 1

Titolo Non solo Donna e basta: Femminino-Mascolino e l’Iniziazione Autore Rosario Castello Editore Rosario Castello (Edizioni Digitali Centro Paradesha) Copyright Edizioni 2016 info@centroparadesha.it Tipo di edizione Edizione generica Classificazione Filosofia – Esoterismo – Società Categoria Saggistica Collana Nuova Umanità Immagine di Copertina La Tentazione di Adamo ed Eva, Artista Michelangelo Buonarroti, 1510 circa, Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano (Roma).

Tutti i diritti sono riservati all’Autore Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta senza il preventivo assenso dell’Autore o dell’Editore.


ARTICOLO “RISVEGLI” 3

NON SOLO DONNA E BASTA: FEMMININO-MASCOLINO E L’INIZIAZIONE di Rosario Castello

Edizioni Digitali Centro Paradesha www.centroparadesha.it


Autore Rosario Castello Editore Collana Nuova Umanità 1 Il Volto del Male – Mistero e Origine 2 Il Sole D’Oro – Una via per Shambhala 3 L’invisibile identità del potere nascosto 4 Il Sentiero Realizzativo 5 Il Chiaro e lo Scuro nel Mondo – La Mescolanza 6 Le 99 Stanze della Conoscenza Vol. I 7 Le 99 Stanze della Conoscenza Vol. II 8 Le 99 Stanze della Conoscenza Vol. III 9 La Visione, il Mezzo e la Trasformazione 10 Alla Fonte – Cammino Esoterico 11 Darsana: il “punto di vista” esoterico 12 Questa è l’Ora dell’Urgenza 13 Le Maschere del potere nascosto 14 Glossario Esoterico 15 Potestas Tenebrarum 16 Il Segreto della Conoscenza esoterica 17 Prospettive di esoterismo 18 La sadhana in pratica: verso il Sé Superiore 19 Lo Yoga è “posizione coscienziale” Collana Tradere 1 Per le Stanze dell’Esoterismo 2 Per le Vie immateriali dell’Esistenza 3 Per le immortali Vie dello Yoga


Lavori fuori collana Yoga – Piccola guida per conoscerlo Notiziario: 1 della Bhagavad-Gita; 2 della Sadhana; 3 sul Male nel Mondo; 4 sul Femminino-Mascolino Articoli fil rouge: 1 Il sesso: scherzo, errore, condanna o salvezza?; 2 L’Esoterismo deviato; 3 Qui, altrove, nell’ovunque senza tempo; 4 Sadhana: non confondere il mezzo con il fine; 5 Sguardo su un Sentiero: il Tantra; 6 Yoga, Dieta sana e Rimedi per la Salute Studio: 1 Simbologia; 2 Sulla Vidya; 3 Yoga, Respiro, Prana, Bhagavad-Gita; 4 La Magia; 5 Edificare una società dell’Essere Articolo “Risvegli”: 1 Roma-Babilonia è servita; 2 I Dirigenti, nel mondo, per una Nuova Era; 3 Non solo Donna e basta: Femminino-Mascolino e l’Iniziazione Articoli vari: www.centroparadesha.it


Il “Lavoroâ€? svolto da Rosario Castello, mediante la pubblicazione di libri distribuiti gratuiti e a pagamento, e quanto viene pubblicato sul sito www.centroparadesha.it, non ha scopo di lucro. I proventi delle vendite dei libri a pagamento serviranno per le spese dei successivi lavori, ristampe e aggiornamenti. Il lavoro dei collaboratori viene svolto su base volontaria ed è offerto come contributo alla Grande Opera di Risveglio delle Coscienze.


Questi ulteriori Lavori offerti nella forma di “Articolo Risvegli” si aggiungono, a tutti gli altri Lavori, per essere utili compendi per chi avesse deciso di affrontare seriamente un percorso di ricerca per confluire, infine, in un “sentiero realizzativo”.


Non solo Donna e basta: Femminino-Mascolino e l’Iniziazione di Rosario Castello “La configurazione metafisica dell’Androgine è femminile: nella donna sopravvive la più alta possibilità di una magia reintegratrice, in virtù della sua specifica struttura animicocorporea”. Massimo Scaligero

Ogni ente planetario è un ente disceso-caduto-incarnato nella Manifestazione Universale (Prakrti), e nel nostro caso in questo “punto-Universo”, nello specifico del pianeta Terra. La realtà di questo pianeta Terra è sconosciuta ai più. Pochissimi enti planetari sono a conoscenza, ed hanno sperimentato, la natura misteriosa del pianeta Terra. Ogni ente planetario incarnato è una diretta manifestazione dello Spirito. Ogni ente planetario ha infinite possibilità di assolvere il motivo per il quale si è incarnato: dipende dalle scelte che farà dal momento della nascita in poi. Nessun tipo di karman potrà mai impedire, ad una manifestazione diretta dello Spirito, di svolgere la missione per la quale si è incarnato: con qualsiasi tipo di karman sulle spalle si ha sempre la possibilità di effettuare le scelte giuste. Ogni ente planetario si incarna con un complesso energetico che ha la possibilità di potenziare e amplificare, per fini spirituali superiori o per sperperare e degradare per la soddisfazione dei capricci dell’ego (ahamkara). Ogni ente planetario ha a disposizione un’energia infinita con la quale poter compiere il “Lavoro” per la quale si è incarnato: può compiere ogni tipo di pensiero-scelta-azione grazie all’energia9


prana e se apprende, di essa, la scienza (Prana-Vidya), infinite diventano le sue possibilità di successo spirituale. Ogni ente planetario può “agire”, con il prana, saggiamente sui tre livelli di esistenza, il grossolano, il sottile e il causale: il prana è azione, trasmissione della vita stessa. Ogni ente planetario ha un personale-individuale “campo energetico” che, se connesso al campo energetico universale, può rendere praticamente infinite le proprie possibilità. Il cervello (costituito da materia bianca – che controlla i segnali condivisi fra i neuroni – e materia grigia – composta di neuroni – ) è un organo speciale dai molti ruoli ancora ignoti, non ancora compreso veramente dalla scienza ufficiale che lo vede e investiga soltanto nel suo aspetto-funzione grossolano, senza considerare per niente il suo aspetto sottile e causale, con tutte le sue cosmiche connessioni. Molti sono i modi di comunicare del cervello che in realtà non sottostà ad alcun limite se non a quelli di cui si è convinto, per ignoranza, l’individuo planetario ordinario. Non solo il cervello fisico ma anche l’intero corpo grossolano è poco conosciuto dalla scienza: finché non verrà scoperta la sottile e potente connessione con il corpo planetario e l’intero corpo cosmico, tutte le scienze, che dovrebbero aiutare l’ente planetario, resteranno menomate, incomplete, impotenti. In realtà non dovrebbero esistere diverse scienze, ma una sola scienza capace di vedere l’Intero-Uno, sapiente del come, del dove e del perché agire su un dominio piuttosto che su un altro, tenendo conto sempre dell’Uno-senza-secondo. L’ente planetario dovrebbe tenere conto del fattore unificante della coscienza, che fornisce l’unità tra le “parti” dando la visione inalterata della realtà delle cose. L’Energia-Forza-Prana non è né buona né cattiva, né positiva né negativa. Le considerazioni “positive” o “negative” hanno creato divisione, frammentazione, superstizione, degradazione, 10


diffusione dell’ignoranza. Esistono modi giusti o errati di agire con il prana. È la disposizione d’animo che rende puro o impuro il prana, che rende giusta o errata un’azione, che risveglia o degrada la coscienza, che fa essere una società illuminata o oscura. È l’intenzione, è l’impiego che se ne fa che fornisce al prana, natura, qualità, forma e colore. Il prana può essere espresso, manifestato sotto diversi gradi di vibrazione, ma è l’intelligenza o l’ignoranza spirituale a fornire la natura e le qualità determinanti specifici risultati, “bianchi” o “neri”. Conoscere “Prana-Vidya” significa accedere alla possibilità di una vera Iniziazione, ma è necessario un serio percorso, una sadhana. La conoscenza e la pratica di “Prana-Vidya” rende più comprensibili e percorribili le “Vie del FemmininoMascolino”. Alcune “pratiche” accendono una incredibile produzione di Energia-Forza-Prana per essere utilizzata, concentrata, direzionata. L’uso corretto del prana offre uno “stato di presenza” che può sfociare, attraverso molti gradi di sovrasensibilità della visione, oltre la soglia della trascendenza. L’intenzione-volontà può trasformarsi in un atto magico che fa a meno dello spazio-tempo. L’ente planetario-sadhaka, nella serietà del suo percorso (sadhana), può trasformarsi in un ente-magico sperimentando uno “stato plasmatore”, “creatore” grazie al giusto uso della Forza-Prana mediante una prolungata concentrazione (dharana), l’emissione di mantram, l’esercizio di gesti (mudra), posture (asana), yantra (anche psico-immagini) ed una base di potenza emozionale, il tutto sigillato dal potere di quella intenzione-volontà iniziale che si è fatto “atto magico”. La scienza ufficiale è lontana dallo scoprire quanto è inciso, codificato nella carne e nel sangue del corpo umano, di quale verità si nasconde dietro il suo mistero apparentemente inviolabile. 11


L’ente planetario “Donna”, se accede realmente ad una sadhana, deve trasformarsi, gradualmente, secondo la sakti-potenza originaria, cioè incarnare il Femminino-Mascolino, l’essere spirituale androgino, assumerne tutti i contorni. La donna Femminino-Mascolino (è la Donna Reale) non è la donna moderna, creduta evoluta, passata attraverso le ombre del “femminismo” e i contorni indefiniti dell’odierna “donna oggetto”, finita per esprimere il degradante modello maschilista, dal quale paradossalmente sembrava volesse illusoriamente sfuggire. Quella espressa oggi dalla Donna non è parità dei sessi ma un’umiliazione della sua dignità di Donna, una dissacrazione dello spirito divino del Femminino. Non è emancipazione della Donna imitare le peggiori espressioni dell’uomo-maschio, nel vestire, nel gesticolare, nel mostrare i muscoli e “digrignare i denti” per spaventare l’interlocutore, nell’usare la volgare parolaccia da lanciare ad un avversario, nell’essere duri e spietati, nel fumare (sigarette, sigari, vaporiera e pipa), nel bere superalcolici, nel far uso di droghe e farmaci (Ritalin, Xanax, Zolpidem, Roipnol, marijuana, cocaina, eroina, e tante altre sostanze dannose per stordirsi o per sembrare super), guardare da sole o in compagnia della pornografia al femminile, nell’assumere il viagra rosa (addyi) per aver più piacere, nel fare un uso smodato del sesso forte (nei modi più stravaganti, anche con il coresgam il fitness che provoca l’orgasmo), nel farsi ingrandire chirurgicamente il “punto G” per godere di più, nel tradire alla prima occasione alla maniera del maschio per sentirsi superiore, eccetera, eccetera. Tutto questo è, se espresso da una donna (ma anche da un uomo), pura ignoranza. La Donna si è lasciata ancora una volta ingannare, peggio delle volte precedenti, dal Maligno. Essa si è liberamente consegnata, sotto alcuni aspetti, alle Forze Involutive del Lato Oscuro, frustrando il Femminino Sacro ed esprimendo, in modo incontrollato, il “femminile infero”: esprimendo di sé solo la 12


coppa di piacere anziché la potenza del sacro Femminino incarnato. La Donna si è messa in gioco, nella società moderna, come donna-femmina che esercita potere sul maschio, perpetuando l’antica lotta, anziché conquistare, con equilibrio e armonia, la saggezza della parità da realizzare quale pietra miliare del fondamento di un nuovo mondo, governato da un sacerdozio del Femminino-Mascolino. Tra gli anni ’60 e gli anni ’70 la Donna si è lasciata violentare nel proprio immaginario collettivo da un preciso attacco del Lato Oscuro, un attacco che ebbe una grande presa sul pubblico femminile rompendo gli schemi di riferimento del passato e, per questo, dando l’illusione di una grande liberazione sociale della Donna. La “Liberazione della Donna” ha cominciato ad assumere, di fatto, un significato spesso legato soltanto ad una liberazione sessuale, al poter usare il corpo liberamente per fini sessuali, per il diritto ad un carnale piacere (in realtà una specie di prostituzione mascherata della persona umana). La questione sesso avrebbe dovuto essere considerata facente parte della liberazione dell’individuo-Donna, avente diritti pari al genere maschile in ogni ambito, politico, religioso, del diritto, ecc. Le catene del passato che la Donna rompe sono quelle che la spingeranno, in modo preponderante, nella direzione della libertà sessuale propriamente detta. In realtà non si è trattato nemmeno di libertà sessuale, ma di licenza sessuale senza una vera consapevolezza, senza finalità superiori: si è trattato di una libertà carnale che offende il mistero della carne e del sangue. Si è scatenato un immaginario sessuale collettivo che ha influito sul piano delle risposte comportamentali e comunicazionali. Senza una profonda riflessione dei significati dell’esistenza si è cercato di facilitare sempre più un vivere comune per un pieno e incondizionato appagamento sessuale fino ad ottenere la società di oggi, non libera e appagata, ma frustrata, condizionata, 13


viziata, pervertita, limitata, prigioniera, illusa, sofferente: la sessualità si è fatta vizio e tutto ciò è stato accettato comunemente come normalità. È avvenuta una rivoluzione sessuale che non ha rivoluzionato proprio nulla, ma ha permesso al “potere nascosto” di influenzare profondamente i comportamenti umani con la rotazione di “mode” come quella dell’“unisex”, del “sesso libero”, “del sesso occasionale” (“non c’è nulla di male, lo fanno tutti”), del “feticismo è bello”, della “promiscuità interessante”, dell’“orgia esaltante”, dello “scambio di coppia eccitante”, dell’affermazione graduale del “gender” per modificare il paradigma mentale dell’umanità su tali questioni. Questa illusoria rivoluzione sessuale avrebbe dovuto modificare il vecchio rapporto conflittuale tra il maschio e la femmina, ma è rimasto inalterato, se non peggiorato, visto in questi anni l’aumento delle violenze sulle donne da parte degli uomini. La coscienza obliata non comprende il non-senso di questa lotta tra il maschile e il femminile, l’assurdità di ridurre la questione ad un potere maschile in contrapposizione a un potere femminile quando, invece, “i due dovrebbero essere uno”. Solo il risveglio della coscienza spirituale può riportare le cose come stavano (alle origini), e come dovrebbero essere. La donna oggi, che usa il proprio corpo quale strumento di potere, offende il principio spirituale in lei. Invece di usare la propria potenza spirituale utilizza il proprio corpo (la propria “immagine”, fa un atto di magia nera) per ottenere uno “scopo”, qualcosa dall’uomo-maschio, cercando di indebolirlo con la tentazione sessuale, con la seduzione sinistra, con il fascino infero. La Donna sadhaka deve prendere consapevolezza del proprio karman di nascita, la struttura corporea assunta di Donna, ma 14


anche della potenza, la sakti, che in lei risiede, in modo naturale, e delle rettifiche da apportare alle energie-prana-sakti che scorrono nel livello sottile della struttura ottenuta per nascita, quella rete energetica che abbraccia le tre dimensioni, grossolana, sottile e causale. La Donna sadhaka deve abbandonare tutti i condizionamenti formali culturali, purificare la mente (antahkarana) e le forze del kama (desiderio), non cercare modelli esterni da imitare, ma fare esprimere la potenza-sakti interiore e ritrovare l’originalità della propria androginia spirituale. In lei dovranno scorrere in modo equilibrato, se vorrà accedere all’Iniziazione, le sakti unificate del Femminino e del Mascolino, per esprimere la potenza-sakti Unica della diretta manifestazione dello Spirito androginico. Nell’oggi, la degradazione dell’ente planetario ha raggiunto limiti estremi. L’ente planetario, uomo-maschio o donnafemmina che sia, vive miseramente di “esibizionismo di sé”, senza riferirsi, nel vivere, ai principi metafisici alle quali, invece, dovrebbe per ritrovare il perduto equilibrio, la perduta armonia, la perduta commensura. L’ente planetario ha risposto all’oscura influenza esercitata sulla sua mente dagli ingegneri-psichiatri-sociali della manipolazione, voluta dal “potere nascosto”: il modello del “Grande Fratello”, inserito sinistramente nella sua mente, ha prodotto con un effetto domino un guasto enorme in tutta la società umana (in tutti gli enti planetari). Quanto ha prodotto non è a beneficio della libertà, della trasparenza, della comunicazione aperta, ma del supercontrollo che vogliono effettuare sulla popolazione mondiale: non è democrazia, non è libertà, non è facilitazione all’onestà. Le risposte comportamentali e comunicazionali hanno subìto lo stravolgimento del naturale profilo dell’individuo, la perdita di 15


una spontaneità nell’uso del buon senso, della riservatezza, della precauzione, del discernimento, della discriminazione, ecc. Si è innescato un lento avvelenamento mentale provocato da questo “modello” e dei suoi ramificati derivati. Oggi possono osservarsi bambini, giovani e vecchi che rivelano il livello di assorbimento di questo veleno, di questo “modello” che ha intossicato la “personalità” e l’“individualità” di tutti. Si è diffuso un “esibizionismo” quale “normalità” dei comportamenti: si tratta invece di una diffusissima “patologia sociale” che ha guastato ogni tipo di rapporto con le cose, con le persone, con gli ambienti, con gli affetti, con il mondo del lavoro, con il vivere sociale, addirittura con se stessi. L’ente planetario si è trasformato in un “pavone” che si mostra continuamente in ogni dove (molti uomini di potere si sono trasformati in pavoni vip, affetti dal demenziale bisogno del selfie, di una selfie-mania). Si potrebbe dire che l’ente planetario sta vivendo l’era della sindrome di Narciso: sta rischiando di cadere nella profondità del pozzo.

Eco e Narciso, di J. W.Waterhouse (1903)

16


I luoghi di pena emersi dal diffuso modello del “Grande Fratello”, dove tutti guardano e ascoltano tutti, sono i terribili luoghi di lavoro chiamati “open space” e “call center”. Alcuni altri esempi di trasformazione della “percezione” degli individui quale conseguenza dell’assorbito veleno del “Grande Fratello”: i negozi di Coiffeur per signora avevano, una volta, le loro vetrine ben opacizzate per non far vedere alcunché dall’esterno, per un grande riguardo nei confronti delle clienti e farle anche sentire libere di muoversi con comodità durante il lavoro di acconciatura, un riguardo per la riservatezza, la decenza e la dignità delle persone; oggi le vetrine lasciano vedere completamente all’interno anche con l’aiuto di luci e di specchi appropriati e nessuno sembra sentirsi a disagio nell’essere guardati dai passanti nei vari movimenti. Le vetrine delle Banche, una volta, non lasciavano vedere al loro interno i clienti e le operazioni che svolgevano, per riservatezza e per precauzione; oggi dall’esterno si può tranquillamente vedere quanti clienti ci sono, quale tipo di operazione sta svolgendo e, a volte, quando denaro sta ritirando, e quanti agenti di sorveglianza presidiano. Su questo “modello” si è trasformato ogni tipo di negozio, centro servizi, luogo ricreativo, ristorante, ecc.: la società è divenuta una proiezione del modello “Grande Fratello”, ma in pochissimi hanno compreso perché. Anche certe costruzioni abitative cominciano a seguire, in una qualche misura, tale “modello”, dove dall’esterno si possono vedere i suoi abitanti, ben acconciati o meno. L’influsso non-umano del Male è potente ed opera perché gli enti planetari non si risveglino, perché restino sofferenti e con il costante senso di incompletezza che non dà loro speranza: per questo crea e rinnova continuamente cattive condizioni umane. 17


Ostacola ogni possibilità sociale che possa favorire l’accendersi di qualche corrente spirituale in grado di provocare effettivi risvegli. Favorisce, invece, fenomeni come quelli della new age dall’azione soporifera per le coscienze. Il pericolo, secondo il punto di vista del Male, viene dalla Donna, cioè è la donna, molto più dell’uomo, che è in grado di “sentire” il richiamo nostalgico della “Sfera dell’Alto” e quindi risvegliarsi e poter provocare risvegli: cosa che non deve assolutamente accadere per il Maligno. Per questo, la subcoscienza (l’immaginario) delle Donne è stata penetrata, a diversi livelli, dalle forze del Maligno per far commettere loro gli stessi errori commessi dagli uomini e rendere illusoria la cosiddetta emancipazione femminile. Il “Femminino sacro” si è corrotto in un femminile dissacrante che ostenta una bellezza plasticata e irriverente, soprattutto verso la donna stessa. La donna-femmina si è ridotta ad essere quel “modello” di donna-oggetto tanto desiderata dall’uomomaschio (crudelmente maschilista-schiavista). Oggi la donna, senza nemmeno essere costretta, esibisce se stessa, si mostra come il maschio vorrebbe vederla, sotto diverse “immagini” (sessuate) che lei fa di tutto per ben offrire: prostituta, segretaria consenziente, manager famelica, schoolgirl, donnabambina, hostess intrigante, ecc. Per offrirsi al meglio molte Donne ricorrono al bisturi per ritoccare il modello da offrire (bocche da donne escort, seni bomba, glutei, zigomi, vagina rifatta, ingrandimento del famoso “punto G”, ecc.). La Donna ha ceduto ancora una volta all’inganno, mediante le lusinghe, del Maligno. La società umana è stata sessuofobizzata e pornificata. Eppure la Donna-femmina, incarnazione del Femminino, può guarire il mondo dalla tossicità prodotta dal Maligno e riportare

18


il messaggio divino dell’Anima a tutti gli enti planetari, per una nuova era dello Spirito. Nell’ente planetario esistono le tracce di uno stato androginico primordiale. L’ente planetario dovrebbe essere consapevole del proprio Sistema-Strutura quale veicolo per funzionare nella realtà in cui si è incarnato. Di esso dovrebbe apprenderne la costituzione ed il corretto utilizzo delle “energie” che lo muovono e lo sostengono, offrendo infinite possibilità. L’ente planetario che ha scelto e percorre un sentiero spirituale di risveglio, che conduce all’iniziazione, deve apprendere importanti conoscenze. L’ente planetario (donna o uomo) dovrebbe prendere consapevolezza che convivono in lui una componente femminile e una componente maschile: se queste componenti vengono unificate provocheranno l’accensione di un incredibile potenziale che sarà in grado di spodestare l’ego-re (responsabile delle divisioni, delle frammentazioni) in funzione dell’autentico e originario Re-Rebis (Uno-soltanto-senza-secondo). La polarità non esiste solo tra persone di sesso opposto, ma anche nello stesso individuo. Il corpo fisico grossolano, nell’ente planetario (maschio o femmina), risulta negativo nei confronti del corpo sottile (lingasarira), e così via. La consapevolezza dei cakra, nell’ente planetario sadhaka, risulta fondamentale per uscire dallo stato di decaduto: il manipuracakra (plesso solare sensoriale, che esprime l’energia dei desideri, dei sentimenti), lo svadhisthanacakra (centro sacrale, che impulsa all’atto sessuale, mette in moto le energie sessuali, è causa della riproduzione della specie, manifesta irrequietudine se non controllato), il muladharacakra (centro 19


basico per contrastare la combattività con l’equilibrio e la stabilità; tende a proteggere la forma-corpo), il visuddhacakra (coscienza empirica), l’anahatacakra (centro del cuore per la coscienza universale), l’ajnacakra (coscienza unitiva, il Terzo Occhio al centro della fronte, l’Occhio di Siva, dove le correnti di ida nadi-sinistra – manas-sakti – e di pingala nadi-destra – prana-sakti – si riuniscono prima di raggiungere il centro della Corona) e sahasrara (la sede del Sé). L’ente planetario sadhaka neofito deve prendere consapevolezza che l’Assoluto è presente in lui come potenziale, come possibilità da risvegliare e realizzare. Il sadhaka ha in sé una “potenza” (sakti) sulla quale effettuare una “scelta”: utilizzare la “potenza” per generare una vita (un figlio); oppure preservare e utilizzare la “potenza” per il corpo spirituale. La “scelta” andrebbe effettuata con responsabilità: entrambe sono scelte nobili, ma assumono significati e direzioni diversi. Se la “scelta” cade sul generare un figlio, tale “pratica” andrebbe fatta secondo i riferimenti e le procedure spirituali, in modo da poter far incarnare un essere spiritualmente elevato; se la “scelta” è quella di dirigersi verso l’iniziazione è necessario affrontare un percorso appropriato; se la “scelta” cade sul “non scegliere” significa perseverare nell’oscurità dell’ignoranza, la scelta fatta dalla maggior parte degli enti planetari: significa rinunciare-sprecare l’essenza originaria (il potenziale Divino). L’essenza originaria è kundalini: bisognerebbe che ogni ente planetario si facesse sedurre da kundalini così da risvegliarsi alla Realtà-Verità, ritornando spiritualmente libero come nello Stato Originario.

20


La Donna sadhaka dovrebbe essere una donna che ha scelto di percorrere il sentiero che conduce all’iniziazione, cioè di utilizzare la potenza-sakti in lei. La risposta dell’Assoluto, ad una tale scelta deliberata, è il risveglio del serpente, cioè di kundalini che con il suo risveglio mostra la possibilità di percorrere la via della Conoscenza. Non si può intraprendere alcun sentiero di Conoscenza se, a monte, non ci si è innamorati dell’Assoluto (sotto qualsiasi forma o senza-forma). Alla base di qualsiasi sentiero di Conoscenza non può mancare l’Amore per l’Assoluto (bhaktidevozione per il divino). L’ente planetario, nel qual caso la Donna-sadhaka, se si lascia sedurre dall’Assoluto, mediante il risveglio di kundalini, si apre all’incontro con le forze che devono condurre al matrimoniounione interiore, realizzando l’Androgino spirituale. Ogni passo è importante e deve essere svolto in piena consapevolezza. Per questa “Grande Opera” è fondamentale la fisiologia del corpo sottile (lingasarira) perché è in esso che kundalini si risveglia, anche se perfettamente compenetrato nel corpo grossolano (sthulasarira). Il lingasarira è costituito dai cinque elementi sottili, dalle cinque facoltà di percezione, dalle cinque facoltà di azione, dai cinque soffi vitali (le cinque funzioni del prana) e dalla mente (antahkarana: buddhi, ahamkara, manas, citta). L’ahamkara è una delle funzioni della mente che più di tutte ostacola la presa di consapevolezza del corpo sottile (lingasarira) e la sua piena accettazione. Il sadhaka quando giunge a questa fase della propria sadhana deve lottare con i nemici interiori che vogliono negargli l’esistenza del lingasarira. Se il lavoro sul lingasarira sarà ben edificato la mente-ego-ahamkara si sottometterà. Questo significherà una grande pace interiore e le naturali esperienze consequenziali con il lingasarira che farà conoscere le sue leggi. 21


È con il lingasarira preparato a dovere (reso saldo e stabile) che sarà possibile la finale totale dissoluzione nell’Assoluto. Il risveglio di kundalini avviene nell’area alla base della colonna vertebrale (nella dimensione del corpo sottile) dove essa risiede come un serpente arrotolato. Kundalini è connessa ad ogni contenuto psichico: ecco perché, in alcune tradizioni, viene vista e adorata come una Madre (matrice). Se la Donna-sadhaka non sceglie la via dell’iniziazione ma quella di generare una vita, da un punto di vista fisiologico kundalini ne è responsabile. Nella Donna-sadhaka, che ha effettuato la propria scelta in direzione dell’iniziazione, dell’illuminazione è ancora responsabile kundalini. Nella Donna ordinaria il suo corpo fisico viene a conoscere il veleno di kundalini quando non risvegliata. Nell’ente planetario risvegliato davvero “qualcosa” di diverso è presente negli spermatozoi e negli ovuli, “qualcosa” difficile da essere individuabile dalla profanità. L’attuale scienza medica più avanzata non ha nemmeno sospettato e preso ancora in considerazione tali questioni. Soltanto alcuni medici ricercatori isolati investigano tra i misteri del Tantra, ma con un punto di vista esclusivamente fisiologico, ai fini di un eventuale approfondimento sulla sessualità dell’uomo e della donna (possibilità di maggior piacere per la coppia; qualche tecnica da usare come anticoncezionale; ecc.). Kundalini, una volta risvegliata, può essere fatta ascendere lungo la colonna vertebrale (ovvero nel canale sottile centrale chiamato susumna nadi – nel lingasarira) fino alla conclusione del viaggio nel cranio (sahasrara, la corona meritata dal ReRebis). La colonna vertebrale (merudanda) è paragonabile

22


all’“Albero della Vita”, all’“axis mundi”, dalle infinite connessioni simbolico-esoteriche. Il potere di kundalini deve essere ben compreso: kundalini, con la sua potenza, crea i veli dell’illusione (maya) per proteggere il non-risvegliato; sempre kundalini, con la sua potenza, squarcia i veli dell’illusione per rivelare-mostrare la Realtà-Verità al risvegliato. Esiste una sola ”potenza-sakti” che può essere usata in due modi diversi. Kundalini è legata a molti “misteri” che solo il risveglio disvela chiaramente: kundalini è legata all’eros e alle “pratiche” (di tipo tantriche) di continenza sessuale (accumulo di sakti nello sperma); ma anche a speciali “pratiche” di uso del sesso, sempre per fini di elevazione spirituale; è legata ad alcuni processi alchemici (dello sperma o degli ovuli) per il potenziamento di funzioni del corpo sottile (lingasarira); ecc. Kundalini-serpente, durante le fasi graduali di risveglio, passa attraverso i vari cakra, dopo che anche questi si sono risvegliati, creando le idoneità psico-fisio-spirituali per il potente passaggio di kundalini. Tutto questo porta il sadhaka a sperimentare una molteplicità di stati dell’essere. Il risveglio di kundalini e della sua ascesa, dalla radice di muladhara alla sommità di sahasrara, fa crescere ed espandere tutto il potenziale di energia del sadhaka. Man mano che si verifica l’ascesa di kundalini l’energia sale e aumenta lungo la colonna vertebrale sprigionando una corrispondente “autorità” (“auctoritas”) spirituale nel sadhaka, che chiunque lo circondi avverte naturalmente. Avviene che l’energia-potenza-sakti, risvegliandosi e ascendendo, si va trasformando naturalmente da semplice forza vitale in pensiero e infine in pura coscienza.

23


Lavorare in modo appropriato sul corpo sottile (lingasarira) significa renderlo sempre più luminoso, come una fiamma che le Strade Alte possono controllare in funzione di quale livello è giunta la consacrazione di sé stessi, a che grandezza è giunto l’edificio che si erge verticalmente verso l’Alto. Se non troppo ostacolata l’energia spirituale, per sua natura propria, verte verso l’Alto. Si lavora sul corpo sottile perché le energie scorrano verso l’Alto e alcune “pratiche” (il “tetto ai desideri”; il Silenzio; il “vuoto mentale”; ecc.) poco comprese hanno lo scopo di provocare tale salita. L’ente planetario sadhaka deve affrontare, prima di arrivare allo stadio fondamentale per l’iniziazione, una fase importantissima dalla quale dipende il successo dell’intera sadhana: deve affrontare, oltre alle opposizioni interne a lui, l’opposizione tra il suo dentro e il fuori, tra sé e il mondo. La psiche poggia sui contrari, ma il sadhaka deve operare sulle coppie di opposti per riportare ogni cosa all’Unità: deve vincere e superare ogni conflitto, ogni distanza, ogni limite che ostacola l’unione-matrimonio interiore delle forze circolanti nel sistemasottile perché il maschile e il femminile si unifichino nello stato superiore del Femminino-Mascolino. È “parama-sukha” (la “gioia suprema”) a rivelare al sadhaka la fine del viaggio, a rivelare il pieno stato della Realizzazione spirituale.

24


Pervenga il sadhaka al Continuo-Infinito-Presente, all’ovunque e al sempre, non più un presente sfuggente, non più un sospeso tra passato e futuro, ma sovrano del qui e ora nel Cuore per uccidere l’antico ego finito e aprire all’onnipotenza del Sé, all’Uno-senza-secondo, al Re-Rebis …


Rebis, artista sconosciuto


Le collane disponibili www.centroparadesha.it


Non solo donna e basta: Femminino-Mascolino e l’Iniziazione di Rosario Castello

Il corpo umano, che racchiude il mistero del sangue e della carne, è il tempio dell’ente planetario incarnato. Ancor di più, il suo corpo sottile (lingasarira) è una “chiave” importante per il risveglio spirituale della coscienza. Il percorso possibile e la sua operatività lo possono innalzare alla dimensione sacra dove può svolgersi l’invisibile unione-matrimonio tra il Femmininofemminile e il Mascolino-maschile, il “coniunctio oppositorum” (“unione degli opposti”), Siva e Sakti in un solo corpo, realizzando il Femminino-Mascolino, il Re-Rebis.


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Articolo 3 - Risvegli by Centro Paradesha - Issuu