Per il 2026 confermato il BONUS PUBBLICITA’ che garantisce un credito d’imposta pari al 75% sugli incrementi degli investimenti pubblicitari.
Ai fini della determinazione del credito d’imposta sono ammissibili le spese relative a investimenti in:
n campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica
n campagne pubblicitarie su testate giornalistiche on-line
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Nel 2026 il credito d’imposta sarà pari al 75% del valore incrementale degli investimenti pubblicitari
SOMMARIO 2026 gennaio
DOSSIER GROSSISTI
12 Le aspettative per il 2026
I GROSSISTI IN PAGINA
38 A.P.Fer.
40 Adda
41 Astori
42 Avagnano
44 C.L.C.
45 Canese Dante
46 Carlo Cagnoni
47 Cenigomma
48 Centro Ferramenta
49 Corbellini
50 Corradini Luigi
51 De Santis Nicola
52 Deodato
54 DFL
55 F.lli Zangrillo
56 Fabrizio Ovidio Ferramenta
57 Fardelli Giuliano & C.
58 Fatelli Caterina
59 Fer Gamma Spa
60 Ferramenta Cobianchi
61 Ferramenta Gruppi
62 Ferramenta Severi
64 Ferrunion
65 Franzinelli Virgilio
66 Franzini Annibale
67 Fratelli Posio
68 Fratelli Vitale
69 G&B Caselli
70 Giovanni Ferrari
71 Giusti Leone
72 Guajana Ferramenta
73 La Ferramenta
74 Malfatti & Tacchini
75 Nadir
78 Parmakey
79 Parmakey Service
80 Pedone
81 Polato Ferramenta
82 Poma Mario
83 Raffaele
84 Rag. Ernesto Vianello
85 Safit
86 Silvio Andrighetti
87 Sipafer
88 Telese
89 Tools Distribution
90 VBS
91 Viridex
92 Virlinzi
RUBRICHE E SERVIZI
7 Editoriale
8 Cover Story: Mustad
10 I protagonisti Fervi
93 L’assortimento come strumento per creare valore
LA PROSSIMA GENERAZIONE DI SISTEMI DI ARCHIVIAZIONE MODULARE™
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Le aziende della ferramenta che conta seguici su Organo ufficiale dell’Unione distributori italiani bulloneria Euroimpianti Firenze è partner di FerramentaEvolution
Gennaio, la bussola del mondo grossista
Gennaio per Ferramenta 2000 Evolution è, da sempre, il mese dedicato ai grossisti. Un appuntamento fisso in cui fotografiamo lo stato dell’arte della distribuzione ferramenta in Italia, un anello centrale della filiera che oggi più che mai vive una fase di trasformazione.
Anche in questo numero presentiamo il nostro dossier con le schede dei grossisti che hanno scelto di partecipare attivamente al progetto. Una partecipazione volontaria che restituisce una panoramica significativa, seppur non esaustiva, del panorama nazionale, utile a cogliere dinamiche, modelli organizzativi e traiettorie di sviluppo.
In un contesto segnato da margini sotto pressione, crescente complessità gestionale e investimenti sempre più mirati su logistica e servizi, i grossisti continuano a dimostrare una forte capacità di adattamento e presidio del territorio.
Come già nella precedente edizione, anche quest’anno accanto alla coccarda “Top Quality by Ferramenta 2000 Evolution” abbiamo assegnato le tre coccarde Best Performer Efficienza, Best Performer Digitalizzazione e Best Performer Fatturato Questo perché vogliamo valorizzare in modo quanto più puntuale possibile le diverse leve della competitività. Un modo concreto per raccontare un settore che cambia, investe e guarda avanti.
Camilla Francesca Galimberti Il direttore
MUSTAD: L’ECCELLENZA DELLA VITE MADE IN ITALY CERTIFICATA
La certificazione Italy X rafforza un’identità industriale storica, mentre i canali digitali aprono il dialogo con il mercato professionale
Nel mondo della ferramenta e dei sistemi di fissag gio, dove la qualità reale si misura nel tempo e l’affidabilità non ammette compromessi, l’origine del prodotto torna a essere un elemento distintivo fondamentale. In questo contesto si inserisce la recente certificazione Italy XCertified Italian Excellence ottenuta da Mustad, riconoscimento che sancisce in modo ufficiale un percorso industriale costruito interamente in Italia e coerente con i valori più autentici del Made in Italy. Promossa da Il Sole 24 Ore e Confindustria, Italy X non è una semplice etichetta di provenienza, ma una certificazione basata su un disciplinare rigoroso che analizza l’intera struttura dell’impresa: assetto societario, filiera pro-
duttiva, localizzazione degli stabilimenti, tracciabilità, competenze e valore generato sul territorio. Un’analisi che premia le aziende capaci di dimostrare concretamente la propria italianità, andando oltre le dichiarazioni di principio. Per Mustad, con sede a Pinerolo e a Balangero, entrambi in Piemonte, la certificazione Italy X rappresenta la conferma di una scelta industriale chiara e continuativa. Fondata nel 1912, quando la famiglia Mustad avviò la produzione di chiodi per ferri da cavallo, l’azienda ha attraversato più di un secolo di evoluzione tecnologica senza mai rinunciare al controllo diretto della produzione. Nel corso del Novecento, Mustad ha saputo trasformarsi seguendo l’evoluzione dei mercati e delle applica-
zioni, orientando progressivamente il proprio core business anche verso la produzione di viti speciali. Un percorso che l’ha portata a diventare uno dei principali produttori europei del settore e a ottenere anche il riconoscimento di Impresa Storica d’Italia, a testimonianza del contributo duraturo allo sviluppo industriale del territorio.
Oggi Mustad è specializzata nella produzione industriale di viti marchiate con il proprio logo, destinate a un’ampia varietà di applicazioni: legno, metallo, plastica, PVC e materiali compositi. Il catalogo supera i 3.000 articoli, affiancando alla gamma standard una significativa capacità di progettazione su misura, pensata per rispondere alle esigenze specifiche di clienti industriali e professionali. Il valore dell’azienda risiede anche in un processo produttivo completo e integrato, che consente un controllo diretto di tutte le fasi: dall’approvvigionamento delle materie prime - prevalentemente europee e accuratamente selezionate - alla trasformazione, dai trattamenti superficiali ai severi controlli qualitativi, fino alla gestione della logistica interna. Un modello che garantisce continuità produttiva, tracciabilità e standard costanti, elementi fondamentali anche per il canale ferramenta. Nel corso degli anni, Mustad ha sviluppato tecnologie proprietarie che rappresentano un concreto vantaggio competitivo. Tra queste spicca il trattamento antifrizione Lubex®, capace di ridurre in modo significativo la forza di avvitamento, migliorando l’esperienza di utilizzo, riducendo l’usura degli utensili e aumentando l’efficienza nei montaggi. A ciò si affiancano rivestimenti e finiture speciali studiati per incrementare la resistenza alla corrosione e la durata nel tempo, aspetti cruciali per la sicurezza e l’affidabilità del fissaggio.
come la certificazione Italy X e contenuti che valorizzano il capitale umano e industriale. YouTube, invece, si configura come una vera e propria piattaforma di divulgazione tecnica, dove trovano spazio video, sulle caratteristiche dei prodotti e sulle applicazioni consigliate.
Una scelta coerente con la filosofia del miglioramento continuo, che Mustad applica trasversalmente a ogni fase del proprio operato: dalla produzione al servizio, dalla consulenza tecnica alla relazione con il cliente. Un approccio che si riflette anche nell’organizzazione dei magazzini, sempre pronti a garantire disponibilità, a supporto di una filiera efficiente e reattiva. Oggi Mustad esporta in oltre 30 Paesi e serve numerosi settori industriali, dall’edilizia all’automotive, dall’elettrodomestico all’elettronica, mantenendo però saldo il proprio radicamento territoriale. In questo equilibrio tra apertura internazionale e identità italiana risiede una parte fondamentale del valore dell’azienda.
La certificazione Italy X assume quindi un significato particolarmente rilevante per il mercato della ferramenta: diventa una garanzia concreta per distributori e utilizzatori professionali, che possono contare su un prodotto realmente Made in Italy, frutto di competenze interne, investimenti continui e una filiera sotto controllo.
Un valore che oggi, in un contesto di crescente attenzione alla qualità e alla trasparenza, si traduce anche in un vantaggio competitivo sul punto vendita.
Parallelamente alla solidità produttiva, Mustad. ha intrapreso negli ultimi anni un percorso di rafforzamento della comunicazione, con l’obiettivo di rendere più accessibile e comprensibile il proprio know-how. I canali YouTube e LinkedIn svolgono in questo senso un ruolo strategico, diventando strumenti di dialogo diretto con il mercato professionale.
Attraverso LinkedIn, l’azienda comunica con un pubblico composto da operatori del settore, buyer, progettisti e distributori, condividendo aggiornamenti aziendali, riconoscimenti
La certificazione Italy X non rappresenta quindi un punto di arrivo, ma un ulteriore strumento di garanzia e trasparenza per il mercato. Perché, come dimostra la storia di Mustad, anche una vite - oggetto piccolo e apparentemente semplice - può racchiudere un patrimonio di competenze, responsabilità e visione industriale e diventare il simbolo concreto di un’eccellenza italiana che continua, silenziosamente, a tenere insieme il presente e il futuro del costruire.
Fervi e la lavorazione del legno: approccio industriale, visione di filiera
In tutti i settori in cui opera, il Gruppo Fervi sviluppa la propria offerta facendo leva su ampiezza di assortimento, affidabilità tecnica e attenzione alle esigenze della distribuzione specializzata.
Intervista a Alex Pavignani, Product Manager Fervi
Il Gruppo Fervi è presente sul mercato con gamme prodotto dedicate al mondo dell’officina, dell’artigianato e del fai-da-te evoluto. Nell’intervista ad Alex Pavignani, Product Manager Fervi, ci concentreremo in particolare sulla gamma per la lavorazione del legno. In questo ambito il catalogo Fervi spazia dalle macchine utensili, come pialle filo e filo-spessore, squadratrici, seghe circolari e a nastro, levigatrici, seghetti a traforo e torni, fino a una selezione mirata di elettroutensili pensati per professionisti e hobbisti evoluti. Completano la gamma consumabili e accessori specifici (sgorbie, punte, lame a nastro, dischi dentati), oltre a un disco lamellare in rete abrasiva ideale per la smerigliatura del legno.
Come si sta evolvendo oggi la domanda di utensili per la lavorazione del legno e quali sono le principali tendenze
che osservate tra professionisti, artigiani e hobbisti?
Nel segmento artigiani e hobbisti riscontriamo una crescente attenzione alla qualità, intesa come precisione, affidabilità e durata degli utensili, più che al semplice prezzo. La lavorazione del legno, oggi sempre più di nicchia in molte aree del Paese, sta vivendo un’evoluzione professionale: chi investe in questo settore tende a cercare strumenti performanti, capaci di supportare lavorazioni curate e di livello superiore. L’orientamento verso prodotti più specialistici e ad alte prestazioni è la tendenza dominante.
Qual è il quadro competitivo nel mercato italiano degli utensili per il legno? In che modo vi differenziate rispetto ai principali concorrenti?
Fervi si distingue grazie a un’offerta trasversale: dalle macchine combinate a 5 o 7 lavorazioni fino ai più piccoli accessori, come frese per cerniere e abrasivi. Questa ampiezza consente ai rivenditori di coprire con un unico catalogo la maggior parte delle esigenze di un artigiano o hobbista, facilitando la gestione dell’assortimento e ottimizzando il servizio al cliente finale.
Quanto pesa oggi il comparto legno all’interno della vostra azienda?
Il comparto legno rappresenta una quota del nostro business, grazie a una gamma consolidata. Il segmento più importante è quello delle macchine per la lavorazione del legno, che costituisce il cuore dell’offerta e intercetta la domanda più strutturata. A seguire, elettroutensili e consumabili rivestono un ruolo chiave nell’assicurare continuità d’uso e fidelizzazione.
Come evolverà il mercato degli utensili per la lavorazione del legno e con quali innovazioni di prodotto o strategie commerciali intendete intercettare i nuovi bisogni degli utenti?
La domanda sta progressivamente convergendo verso prodotti di fascia qualitativa più elevata, richiesti soprattutto da hobbisti esperti e piccoli artigiani che puntano a un livello di finitura sempre più professionale. In questo scenario, Fervi continuerà a selezionare e sviluppare soluzioni con performance incrementate, privilegiando macchine ed elettroutensili più precisi, robusti e versatili. Le innovazioni punteranno su ergonomia, efficienza e sicurezza, con una strategia commerciale orientata al valore.
Quali sono i canali distributivi nei quali veicolate questi prodotti? Tra questi quanto incidono le utensilerie e le ferramenta?
Il canale principale resta quello delle utensilerie e ferramenta, che storicamente riconoscono Fervi come riferimento affidabile per la lavorazione del legno. Siamo presenti anche nella Grande Distribuzione Specializzata DIY, con alcuni prodotti selezionati che registrano risultati positivi. I prodotti sono disponibili anche online, attraverso i nostri rivenditori.
I vostri prodotti per la lavorazione del legno vengono venduti anche online da voi direttamente o dai vostri clienti?
Levigatrice rotorbitale Fervi FFRS04503A-150K È uno strumento versatile pensato per ottenere superfici lisce e uniformi su legno, metallo e altri materiali. Offre un movimento fluido che riduce segni e imperfezioni, facilitando sia la rimozione di vecchie finiture sia le fasi di rifinitura. È comoda da impugnare, stabile durante l’uso e dotata di un sistema di recupero polveri che mantiene l’area di lavoro più pulita, risultando adatta a lavori prolungati e precisi.
Presidiamo il canale online con un approccio strutturato e co stantemente monitorato, in modo da garantire coerenza con il
nostro modello di business e al tempo stesso tutelare l’intera
DOSSIER GROSSISTI
IL GROSSISTA, DA INTERMEDIARIO A PARTNER STRATEGICO
Nel comparto è in atto una trasformazione che sta ridefinendo il ruolo del grossista e vede la presenza di dinamiche destinate a condizionarne lo sviluppo anche nei prossimi anni.
Nel dossier che vi proponiamo troverete diverse chiavi di lettura per fare il punto sull’evoluzione in atto e cogliere tutte le opportunità che offre
Negli ultimi anni il ruolo del grossista ha attraversato una trasformazione profonda, che va ben oltre un semplice adattamento operativo. La progressiva riduzione del numero di operatori e il conseguente processo di concentrazione del mercato hanno infatti accelerato l’evoluzione dell’ingrosso, spingendo le aziende del comparto a ripensare il proprio posizionamento lungo la filiera. Da anello intermedio prevalen-
temente dedicato alla funzione di rifornimento, il grossista si è andato caratterizzando sempre più come un soggetto in grado di incidere sull’organizzazione dell’offerta, sulla qualità del servizio e sulla competitività complessiva del punto vendita. I dati di settore confermano questa dinamica: dal 2019 a oggi il numero dei grossisti attivi si è ridotto in modo significativo, passando da circa 130 operatori a poco più di 110 nel 2024,
con ulteriori contrazioni attese nel breve periodo. Un processo che ha favorito il rafforzamento delle realtà più strutturate e ha reso sempre meno sostenibili modelli basati esclusivamente sulla prossimità logistica o sulla pura funzione di rifornimento. In un mercato meno frammentato, il grossista è chiamato a gestire volumi maggiori, relazioni più stabili e una complessità operativa crescente, che richiede investimenti in organizzazione, competenze e servizi.
È in questo contesto che si afferma il nuovo ruolo del grossista come partner operativo della ferramenta. La crescente complessità dell’assortimento, la pressione sui margini, l’aumento delle aspettative dei clienti finali e la competizione con canali alternativi - dalla grande distribuzione specializzata all’online - hanno spinto i punti vendita a rivedere le proprie priorità. Alla richiesta di disponibilità del prodotto e di tempi di consegna rapidi si affianca oggi l’esigenza di una selezione più accurata delle referenze, capace di rispondere alla domanda senza generare sovraccarichi di magazzino.
In questo scenario, la gestione dell’assortimento diventa uno degli snodi strategici del rapporto tra grossista e ferramenta. In un mercato caratterizzato da un’offerta industriale ampia e frammentata, il grossista svolge una funzione di sintesi e razionalizzazione: supporta il rivenditore nella definizione della profondità e dell’ampiezza di gamma, nel bilanciamento tra rotazione e specializzazione e nella lettura delle dinamiche della domanda. Un lavoro che richiede conoscenza del mercato, dialogo costante con il punto vendita e capacità di anticipare le esigenze del territorio. La concentrazione ha inoltre favorito la nascita e il rafforzamento di gruppi e consorzi, strumenti sempre più centrali per condividere investimenti, migliorare l’efficienza logistica e rafforzare il potere negoziale nei confronti dell’industria. All’interno di questo quadro si accentua anche la distinzione tra grossisti generalisti e operatori fortemente specializzati. I primi presidiano un’offerta ampia
e trasversale, mentre i secondi costruiscono il proprio valore su famiglie di prodotto specifiche, competenze tecniche e servizi mirati. Entrambi i modelli convivono, ma richiedono massa critica, coerenza strategica e un’elevata capacità di servizio per rimanere competitivi.
Nonostante la crescita dimensionale e organizzativa, la prossimità resta uno dei valori distintivi dell’ingrosso tradizionale. La conoscenza diretta delle ferramenta servite, delle loro dimensioni e delle peculiarità del bacino di utenza consente al grossista di offrire un supporto difficilmente replicabile, basato sulla capacità di rispondere con rapidità e flessibilità a urgenze, stagionalità e picchi improvvisi della domanda. Accanto alla logistica, anche i servizi assumono un peso crescente. Formazione, supporto tecnico, affiancamento commerciale e strumenti digitali per l’ordine e la gestione del magazzino sono oggi parte integrante della proposta di molti grossisti. In un mercato più concentrato, questi elementi diventano fattori competitivi determinanti, perché rafforzano la relazione con il punto vendita e contribuiscono a costruire rapporti di continuità basati su fiducia e affidabilità, più che su logiche puramente transazionali.
Il quadro che emerge è quello di un settore in trasformazione, che cerca di ridefinire il proprio ruolo senza perdere le proprie radici. La concentrazione del mercato non rappresenta soltanto una riduzione del numero di operatori, ma un cambiamento strutturale che ridisegna le funzioni dell’ingrosso. In questo contesto, il grossista capace di evolvere da semplice intermediario a partner strategico del punto vendita è anche quello più attrezzato per affrontare le sfide future di un mercato sempre più competitivo e complesso.
Proprio per offrire strumenti concreti di comprensione di questo cambiamento strutturale, quest’anno il Dossier Grossisti si apre con un’importante sezione dedicata all’analisi qualitativa e quantitativa del comparto.
DOSSIER GROSSISTI
Le aspettative per il 2026
In un anno che vede il proseguimento di un contesto internazionale alquanto instabile, i grossisti continueranno a puntare su innovazione, digitalizzazione e personalizzazione dei servizi per consolidare i successi del 2025
Un settore in trasformazione, con i grandi che diventano più grandi e i piccoli che soffrono. Nel mezzo, operatori che si trovano ad agire in un mercato sempre più aperto e competitivo. Stiamo parlando del comparto dell’ingrosso di ferramenta, che nel corso degli anni vede assottigliare il numero dei grossisti. Ecco dunque un’analisi dello scenario effettuata sulla base dei principali risultati economico-finanziari dei principali operatori. Emergono così risultati interessanti per comprendere qual è la strada da seguire per affrontare le sfide del futuro.
Lo scenario di base
Nell’ultimo decennio la consistenza del settore dell’ingrosso di ferramenta si ridimensiona. Come è evidente dalla Tabella 1 il numero dei grossisti scende dai 130 operatori del 2019 ai 109 del 2025. Le regioni che evidenziano la contrazione maggiore del numero di grossisti sono Lombardia e Veneto. Per quanto riguarda dunque la distribuzione territoriale dei grossisti, il 52% è concentrato nelle regioni del nord. Un altro 31% è ubicato al sud, segue il centro con il restante 19% (Grafico 1). La riduzione del numero di operatori e la loro ripartizione geografica influiscono sulla graduatoria delle regioni con il maggior numero di operatori che nel 2025 sono Lombardia, Campania, Emilia – Romagna e Veneto. Le regioni che contano 8 operatori sono Piemonte e Lazio. Seguono Sicilia (7 operatori), Toscana e Puglia (rispettivamente 6 operatori) (vedi grafico 2 a pag 15).
La tendenza al ridimensionamento del comparto dell’ingrosso di ferramenta è trainata da tre fenomeni: - la concentrazione dei grossisti in realtà di gruppo; - la dismissione del commercio di articoli di ferramenta; - la cessazione dell’attività. Il primo fenomeno conduce più operatori a creare economie di scala. Nel secondo caso si esce da questo specifico settore, pur rimanendo una realtà dell’ingrosso di altri materiali. Il terzo caso è rilevabile dalla chiusura di molte grandi realtà. Tale situazione è continua e costante poiché, come detto, negli ultimi anni hanno chiuso una ventina di operatori. In particolare, negli ultimi due - tre anni sono in liquidazione giudiziale Sifert Srl (CT) (2023) e Za.Ri. Srl (VR) (2025). A fine 2025 è cessata l’attività di Fabra Sas (MI). Nel corso del 2025 il gruppo Fraschetti ha ceduto il ramo di azienda della Fraschetti Sud Srl afferente all’attività di commercio all’ingrosso di prodotti di ferramenta e utensileria alla C&C Srl facente capo al gruppo Canosino-Castaldo di Bari. Questa operazio-
ne crea un sodalizio commerciale fra questi due gruppi per la distribuzione in esclusiva in Puglia e Basilicata dei prodotti riconducibili ai marchi Fraschetti. In generale, poco più di un terzo dei grossisti attivi in Italia è associato a consorzi e/o gruppi d’acquisto. Di questi, nel contesto nazionale se ne contano principalmente 6:
Vanno poi presi in considerazione i gruppi specializzati nella distribuzione di famiglie di prodotto, fra i quali si possono citare Azzurro Group (accessori per serramenti) (21 associati) e Gruppo Delfino (idrotermosanitari) (63 associati). Vi fanno parte sia grossisti che dettaglianti. Fa testo a parte Terna 2.2, realtà commerciale, distributiva e logistica di cui fanno parte Fraschetti e Viglietta Group.
Grafico 1 Ripartizione per area territoriale dei grossisti attivi in Italia, 2025 (% - base 109 grossisti)
Tabella 1 - Distribuzione regionale del numero di grossisti attivi in Italia, dal 2019 al 2025
Grafico 2 - Distribuzione regionale dei grossisti, 2025
DOSSIER GROSSISTI
Le performance economiche dei grossisti
In base ai principali risultati economici raggiunti nel 2024 dai principali grossisti attivi in Italia si può ammettere che sono poco più di una quarantina gli operatori che superano il fatturato di 10 milioni di euro, ovvero il 7,5% del totale del numero di grossisti attivi. Sono il 6,7% del totale i grossisti con un utile superiore ai 100 mila euro (Tabella 2).
Come è dunque evidente, il sistema dell’offerta di commercio all’ingrosso di articoli di ferramenta è concentrato su poche grandi imprese. Se si considera inoltre la dimensione operativa, 13 imprese occupano oltre 80 addetti. In termini di occupazione è possibile evidenziare che la gran parte dei grossisti è di media dimensione. Poco più del 28% degli operatori si concentra infatti nelle fasce intermedie, e circa il 60% occupa meno di 29 addetti (Tabella 2).
Va peraltro sottolineata la presenza di operatori diversificati in altri settori che accrescono naturalmente il fatturato e l’occupazione totale. Ai fini di un’analisi globale ciò impedisce di effettuare un totale del giro d’affari totale del comparto. E quindi di delineare una tendenza generale. È oltremodo possibile offrire uno scenario evolutivo sulla base dei risultati pervenuti da alcuni operatori, che hanno espresso nelle loro schede le performance del 2025 (24 grossisti, e se il loro numero
fosse stato superiore la stima poteva essere decisamente più verosimile).
Ciò ha consentito di realizzare il Grafico 3, da cui si evince che per i grossisti con un fatturato superiore a 60 milioni di euro nel 2025 si assiste ad una crescita media del giro d’affari intorno all’1%. Bene va per gli operatori con un fatturato compreso fra 20 e 60 milioni di euro, che potrebbero registrare un incremento dell’1 - 2%. Va meglio per quei grossisti con un giro d’affari compreso fra i 7 e i 9 milioni di euro, per i quali emerge una crescita media del 5%. Le riduzioni più significative si dovrebbero registrare per i grossisti con un fatturato da 10 a 19 milioni di euro (-2%) e inferiore a 7 milioni di euro (-4%). Completa questa analisi una serie di tabelle e grafici in cui vengono riportati i dati desunti da fonti camerali e ufficiali su fatturato, utile/perdita e numero addetti relativi al periodo 2021 - 2024 dei principali grossisti attivi in Italia. Sulla scorta di tali informazioni è stato possibile stilare una graduatoria dei primi 50 grossisti in termini di fatturato ed una dei primi 50 grossisti in termine di utile. Seguono i grafici relativi all’andamento di fatturato e utile dei primi 50 operatori in termini di fatturato.
Fonti: elaborazione su dati Ufficio Camerale, Fatturato Italia, Report Aziende, AbbreviaX, AziendeMoney
Tabella 2 - Distribuzione dei principali grossisti attivi in Italia per fascia di fatturato, utile e numero addetti, 2024
Grafico 3 - Tendenza media del fatturato dei principali grossisti attivi in Italia per fascia di fatturato, 2025(a)
a) Tendenza media basata su un campione di 24 operatori che hanno espresso il dato di fatturato del 2025
DOSSIER GROSSISTI
DOSSIER GROSSISTI
a) Ove non indicati dati assenti, non disponibili o non significativi. Fonti: Ufficio Camerale, Fatturato Italia, Report Aziende, AbbreviaX, AziendeMoney
Tabella 4 - Graduatoria dei primi 50 grossisti attivi in Italia per
RISULTATI DI FATTURATO E UTILE/PERDITA DEI PRIMI 50 GROSSISTI IN TERMINI DI FATTURATO, DAL 2021 AL 2024
DOSSIER GROSSISTI
RISULTATI DI FATTURATO E UTILE/PERDITA DEI PRIMI 50 GROSSISTI IN TERMINI DI FATTURATO, DAL 2021 AL 2024
DOSSIER GROSSISTI
RISULTATI DI FATTURATO E UTILE/PERDITA DEI PRIMI 50 GROSSISTI IN TERMINI DI FATTURATO, DAL 2021 AL 2024
DOSSIER GROSSISTI
RISULTATI DI FATTURATO E UTILE/PERDITA DEI PRIMI 50 GROSSISTI IN TERMINI DI FATTURATO, DAL 2021 AL 2024
DOSSIER GROSSISTI
RISULTATI DI FATTURATO E UTILE/PERDITA DEI PRIMI 50 GROSSISTI IN TERMINI DI FATTURATO, DAL 2021 AL 2024
DOSSIER GROSSISTI
RISULTATI DI FATTURATO E UTILE/PERDITA DEI PRIMI 50 GROSSISTI IN TERMINI DI FATTURATO, DAL 2021 AL 2024
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SCHEDE GROSSISTI
GUIDA ALL’INTERPRETAZIONE
DELLE COCCARDE ATTRIBUITE AI GROSSISTI
Top Quality.
2026
È stata assegnata a nostra insindacabile decisione quando l’azienda si posiziona a un livello medio-alto o alto in tutte o quasi le sezioni presenti nella scheda.
2026
Best Performer Efficienza.
È stata assegnata a nostra insindacabile decisione considerando i dati forniti dal grossista alle voci: indice di rotazione, tempo approntamento ordine, tempo di messa a terra, tempo medio di consegna inevaso, errori di consegna.
2026
Best Performer Digitalizzazione.
È stata assegnata a nostra insindacabile decisione ai grossisti che hanno un e-commerce B2b (e talvolta anche b2c), garantiscono un range di servizi che comprende almeno Cataloghi, Ordini e Tracking e, quando indicato, realizzano una quota importante di fatturato con vendite online.
2026
Best Performer Fatturato.
È stata assegnata a nostra insindacabile decisione ai grossisti che nella ferramenta hanno dichiarato un incremento del fatturato superiore al 5% rispetto all’anno precedente.
2026
LE COCCARDE ASSEGNATE QUEST’ANNO
2026
2026
2026
- A.P.Fer
- Avagnano,
- Ferramenta Cobianchi
- Ferramenta Severi
- Giovanni Ferrari
- Malfatti & Tacchini
- Nadir
- Raffaele
- Safit
Best Performer Efficienza
- Carlo Cagnoni
- Corradini
- Deodato
- Franzinelli
- Franzini Annibale
- Fratelli Vitale
- Silvio Andrighetti
- Sipafer
- VBS
COME LEGGERE LE SCHEDE
GROSSISTI
Le schede grossisti pubblicate in questo numero di Ferramenta 2000 Evolution rappresentano una parte della realtà commerciale e di servizio di tali operatori nel contesto nazionale. Per la realizzazione delle schede ha partecipato all’indagine poco meno della metà degli operatori attivi in Italia. In conformità al GDPRRegolamento UE 2016/679 sono resi pubblici i dati forniti direttamente dai
Best Performer Digitalizzazione
- Astori
- Fatelli Caterina
- Ferrunion
- G&B Caselli
- Guajana Ferramenta
- La Ferramenta
- Polato Ferramenta
Best Performer Fatturato
- De Santis
- Parmakey
- Virlinzi
grossisti. Informazioni e dati pubblicati fanno riferimento ad una rilevazione avvenuta nel periodo novembre 2025gennaio 2026. Ove non indicati, i dati sono da ritenersi assenti e/o non disponibili. I dati dimensionali relativi al 2024 (numero addetti, fatturato totale, variazione anno su anno del fatturato) sono allineati a quelli rilevati da fonti ufficiali quali Ufficio Camerale, Fatturato Italia, AbbreviaX e AziendeMoney.
A.P.FER SRL
DATI SOCIETARI
Ragione sociale A.P.Fer Srl
Anno di fondazione 1988
Indirizzo Via Ugolini, 10 20125 Milano
Telefono 0266105376
Sito Internet www.apfer.it
Facebook -
Email info@apfer.it
Gruppo di acquisto di appartenenza -
SERVIZI
Numero marchi distribuiti (unità) < 1.000
Private label Sì
Effettuate importazioni dirette? Sì
Categorie merceologiche trattate
Specializzazioni
DATI DIMENSIONALI
Addetti totali (unità) 15
Fatturato ferramenta 2025 (Mn. Euro) oltre 10,00
- Variazione anno su anno (%)- Incidenza sul fatturato totale (%) 100%
Sup. tot. aziendale adibita a magazzino, di cui: (mq) 4.000
- superficie del magazzino coperto 3.500 + 500 scarico merci
- stoccaggio esternoCon banco? Sì
Numero righe d’ordine anno (unità) 330.000
Numero referenze gestite a magazzino (unità) 29.000
Indice di rotazione (Volte/anno) -
Ferramenta – Sicurezza – Utensileria manuale ed elettrica – Materiale elettrico – Casalinghi e colori – Piccola Edilizia – Fissaggio – Giardinaggio – Idraulica – Servizio chiavi e radiocomandi
Sicurezza, servizio chiavi e radiocomandi
Numero promozioni stagionali annue 4
Numero promozioni con volantino sell out 10
Numero agenti 7
Area di intervento agenti
Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia – Romagna, Valle D’Aosta, Veneto
Regioni servite Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta, Trentino – Alto Adige, Veneto, Emilia – Romagna, Liguria, Marche, Toscana
Numero clienti gestiti < 1.000
Tipologia clienti
CONSEGNE
Rivenditori (98%), Professionisti (2%)
Tempo approntamento ordine Entro 8 ore
Tempo messa a dimora Da 12 a 24 ore
Tempo di consegna medio 24 ore
Consegne Tramite corriere
Inevaso (righe ordinate e non consegnate su totale righe anno in %) 3%
Errori di consegna (referenze diverse dall’ordine in %) 1%
FORMAZIONE DEL PERSONALE
Formazione personale dipendente Sì
Formazione rete agenti Sì
Formazione clienti / rivenditori Sì durante A.P.Fer EXPO e secondo specifiche necessità
SERVIZI ON-LINE
Sito e-commerce www.apfer.it
- b2b www.apfer.it/it/catalogo-online/
- b2c -
Servizi
- Cataloghi/volantini/schede prodotto Sì
- Ordini Sì
- Tracking
- Pagamento online
Fatturato e-commerce 2025 in Mn. euro
- in % sul fatturato totale netto 24%
- Variaz. in % anno su anno
App
Newsletter
Solo per comunicazioni molto importanti e per APFER EXPO
Affidabilità, esperienza, assortimento, professionalità per ferramenta e centri
sicurezza
Oltre 28.000 referenze e 100 brand distribuiti
4.000 mq di magazzino
Ampio assortimento di soluzioni per la sicurezza; gamme prodotti sempre aggiornate
Servizio quotidiano di vendita al banco
CILINDRI ANTIMANIPOLAZIONE
Consegne rapide (Nord Italia), gestione spedizioni urgenti
Eventi di formazione e aggiornamento professionale per i Clienti
Cataloghi tecnici illustrati cartacei, digitali e interattivi, e-commerce per i rivenditori
Prodotti innovativi e certificati, eccellenza del made in Italy, resistenti alle più recenti tecniche di manipolazione, con diverse fasce di prezzo, per rispondere al meglio ad una clientela diversificata ed esigente.
RADIOCOMANDI
Ampia offerta di prodotti, molti dei quali personalizzabili graficamente, caratterizzati da un’eccellente cura del design e da grande innovazione tecnologica, con prezzi diversificati in base alle funzioni.
CHIAVI AUTOVEICOLI
La copertura di un parco macchine sempre più ampio rende il ser vizio di duplicazione chiavi auto (e collegati) molto remunerativo e di forte richiamo nelle rivendite ferramenta
PROTETTORI MAGNETICI E ALLARMATI
Ideali per proteggere cilindro e serratura da tentativi di scasso, manipolazione, atti vandalici e attacchi con acido. Disponibili i nuovi modelli magnetronici, gestibili anche attraverso App
ADDA SPA
DATI SOCIETARI
Ragione sociale Adda Spa
Anno di fondazione 1978
Indirizzo sede operativa Via Milano, 19 24034 Cisano Bergamasco BG Telefono 035781403
Edilizia, Segnaletica e Antinfortunistica, Derivati Vergella, Materiale Elettrico, Colori e Collanti, Feramenta, Elementi di Fissaggio, Viteria e Bulloneria, Utensileria Manuale ed Elettrica, Agricoltura, Giardinaggio, Casalinghi, Riscaldamento e Clima, Automotive e Tempo Libero
Centro Sud Italia
Regioni servite Lazio, Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Toscana, Abruzzo, Marche, Sardegna e Umbria
Numero clienti gestiti
Oltre 5.000
Tipologia clienti Rivenditori
CONSEGNE
Tempo approntamento ordine
Tempo messa a dimora
Entro 8 ore
Da 24 a 48 ore
Tempo di consegna medio 24 ore
Inevaso (righe ordinate e non consegnate su totale righe anno in %)
Errori di consegna (referenze diverse dall’ordine in %)
Consegne
Tramite corriere
FORMAZIONE DEL PERSONALE
Formazione personale dipendente Sì
Formazione rete agenti Sì
Formazione clienti / rivenditori Sì
SERVIZI ON-LINE
Sito e-commerce
- b2b
- b2c
Servizi
- Cataloghi/volantini/schede prodotto
- Ordini
- Tracking
- Pagamento online
Fatturato e-commerce in Mn.
euro
- in % sul fatturato totale netto
- Variaz. in % anno su anno
App
F.LLI ZANGRILLO SRL
DATI SOCIETARI
Ragione sociale F.lli Zangrillo Materiali da costruzione Srl
Anno di fondazione 1974
Indirizzo sede operativa Via delle Industrie, 69/71/73 04023 Formia LT
Telefono 077179091
Sito Internet www.zangrillo.it
Social network Facebook
Email info@zangrillo.it
Gruppo di acquisto di appartenenza Axel
SERVIZI
Numero marchi distribuiti (unità) -
Private label Axel – Garland – Delta
Effettuate importazioni dirette? Sì
DATI DIMENSIONALI
Addetti totali (unità)
Fatturato ferramenta 2024 (Mn. Euro)
- Variazione anno su anno (%)
- Incidenza sul fatturato totale (%)
Sup. tot. aziendale adibita a magazzino, di cui: (mq)
Inevaso (righe ordinate e non consegnate su totale righe anno in %) 7 – 8 %
Errori di consegna (referenze diverse dall’ordine in %)
Consegne
Gestite direttamente e tramite corriere
FORMAZIONE DEL PERSONALE
Formazione personale dipendente Sì
Formazione rete agenti Sì
Formazione clienti / rivenditori -
SERVIZI ON-LINE
Sito e-commerce www.nadirsrl.com
- b2b Sì
- b2c -
Servizi
- Cataloghi/volantini/schede prodotto Sì
- Ordini Sì
- Tracking
- Pagamento online -
Fatturato e-commerce in Mn. euro -
- in % sul fatturato totale netto -
- Variaz. in % anno su annoApp Android – IOS Newsletter Sì
ITALCHIMICI: I PRODOTTI AL VERTICE
DELLE PREFERENZE DEI GROSSISTI
Il loro apprezzamento premia l’impegno dell’azienda nel garantire l’affidabilità dell’offerta, la qualità delle formulazioni e un approccio costantemente orientato alle esigenze della distribuzione professionale
Da oltre sessant’anni Italchimici opera nel mercato dei colori e dei prodotti chimici, ampliando costantemente la propria gamma senza mai venire meno all’impegno per la qualità delle formulazioni e l’affidabilità dei prodotti. Una visione che, unita alla capacità di intercettare e rispondere alle esigenze della distribuzione professionale, ha permesso all’azienda di costruire nel tempo solide relazioni con alcuni tra i principali grossisti nazionali. Di seguito Italchimici presenta i prodotti ai vertici per apprezzamento secondo molti operatori del canale.
ACIDO CLORIDRICO MURIATICO
30 - 33%
È indicato come disincrostante in edilizia per gres, piastrelle, mattoni a vista, manufatti cementizi in genere. Viene inoltre usato come igienizzante economico per latrine, stalle, pollai, conigliere, carri, attrezzi agricoli.
H 15 è un detergente a base di acido muriatico per il lavaggio di piastrelle e pavimenti in cotto. Elimina i residui di cemento e calcare. Può essere usato sia a mano sia a macchina. H 15 è indicato anche per le disincrostazioni dei servizi igienici. Non usare su marmo o su altre superfici sensibili agli acidi.
ISOLANTE FISSATIVO ALL’ACQUAEXTRA A BASE DI RESINE ACRILICHE
È una miscela di resine acriliche 100%, additivate in emulsione acquosa. Mano di preparazione su pareti interne ed esterne con funzione di aggrappante prima di applicare tempere, lavabili o pitture al quarzo. Ha un’ottima penetrazione nei supporti. Garantisce un ottimo isolamento. E’ ideale come consolidante per intonaci. E’ un ottimo rafforzante per idropitture se aggiunto in misura del 10%. Diluire una parte di prodotto con 4/5 parti di acqua.
VARCO NO ACIDO IL DISGORGANTE LIQUIDO
Ad alta concentrazione, libera rapidamente lo scarico otturato da residui organici ed inerti (grasso, saponi, calcare, carta, assorbenti, stracci, sigarette etc). Usato una volta alla settimana, elimina i cattivi odori e mantiene efficaci gli scarichi. Varco è un prodotto concentrato che non corrode né danneggia tubature metalliche o in pvc. Può essere utilizzato su scarichi di wc, lavabi, sanitari, pozzetti e fosse biologiche. Nuova formula no acido
H15 - ACIDO TAMPONATO PROFUMATO
PARMAKEY SERVICE SRL
DATI SOCIETARI
Ragione sociale Parmakey Service Srl
Anno di fondazione 2012
Indirizzo sede operativa Via Fausto Coppi, 41/A 43122 Parma
Telefono 05211555098
Sito Internet -
Social network -
Email info@pkservice.it
Gruppo di appartenenza -
SERVIZI
Numero marchi distribuiti (unità) 35
Private label -
Effettuate importazioni dirette? -
Categorie merceologiche trattate
Specializzazioni
Numero promozioni stagionali annue -
Ferramenta – sicurezza
DATI DIMENSIONALI
Addetti totali (unità) 7
Fatturato ferramenta 2025 (Mn. Euro) 7,2
- Variazione anno su anno (%)- Incidenza sul fatturato totale (%) 100%
Sup. tot. aziendale adibita a magazzino, di cui: (mq)
- superficie del magazzino coperto 200
- stoccaggio esterno 100
Con banco?
Numero righe d’ordine anno (unità)
Numero referenze gestite a magazzino (unità)
Indice di rotazione (Volte/anno) 3
Serrature di sicurezza, controllo accessi, radiocomandi, accessori
Numero promozioni con volantino sell out
Numero agenti -
Area di intervento agenti
Regioni servite
Numero clienti gestiti -
Tipologia clienti
CONSEGNE
Tutta Italia
Specialisti in sicurezza
Tempo approntamento ordine Entro 8 ore
Tempo messa a dimora Entro 12 ore
Tempo di consegna medio 24 ore
Inevaso (righe ordinate e non consegnate su totale righe anno in %) 1%
Errori di consegna (referenze diverse dall’ordine in %)
Inevaso (righe ordinate e non consegnate su totale righe anno in %) 3,6%
Errori di consegna (referenze diverse dall’ordine in %) 0,28%
Consegne
Gestite direttamente e tramite corriere
FORMAZIONE DEL PERSONALE
Formazione personale dipendente Sì
Formazione rete agenti Sì
Formazione clienti / rivenditori Sì
SERVIZI ON-LINE
Sito e-commerce
b2b
b2c
Servizi
- Cataloghi/volantini/schede prodotto
Ordini
- Tracking
- Pagamento online
Fatturato e-commerce 2025 in Mn. euro
- in % sul fatturato totale netto
- Variaz. in % anno su anno
App
L’ASSORTIMENTO COME STRUMENTO PER CREARE VALORE
In un mercato segnato da clienti sempre più ibridi, crescita dell’online e aumento della complessità dell’offerta, la gestione dell’assortimento diventa uno snodo decisivo per la competitività del punto vendita in quanto lo abilita a garantire un’esperienza di acquisto di qualità ai propri clienti salvaguardando la redditività e aumentando la capacità di risposta al mercato
Una delle ricadute delle profonde trasformazioni che negli ultimi anni hanno interessato il nostro settore è che appare sempre più evidente la necessità di guardare all’assortimento non più come a una variabile tattica, ma piuttosto come a uno strumento strategico di differenziazione e competitività, capace di contribuire a una maggiore redditività dell’attività commerciale mettendola in condizione di soddisfare in modo mirato le esigenze del cliente e di stare al passo con i continui cambiamenti del mercato. L’assortimento appare oggi come lo snodo cruciale tra trasformazione dei comportamenti di acquisto, pressione competitiva dei marketplace, necessità di semplificare l’esperienza cliente derivante dall’aumentata complessità dell’offerta disponibile sul mercato, dalla crescente attenzione ai costi operativi e a trend emergenti come quello della sostenibilità. L’assortimento incide direttamente su tutti i principali indicatori di performance: fatturato, marginalità, rotazione delle scorte, produttività dello spazio e soddisfazione del cliente. Un assortimento sovradimensionato genera complessità, immobilizza capitale e aumenta i costi operativi; un assortimento troppo ridotto rischia invece di compromettere la credibilità tecnica del punto vendita e di spingere i clienti verso canali alternativi. Non si tratta quindi soltanto di decidere “quali prodotti te-
nere a scaffale”, ma di ripensare l’offerta come un sistema coerente, leggibile e orientato al valore. Il tema della costruzione dell’assortimento assume una rilevanza particolare nel caso della ferramenta tradizionale che concentra in sé molte delle tensioni emerse a livello globale: elevata complessità di gamma, grande varietà dei prodotti (dalla minuteria alle attrezzature più voluminose) che si traduce anche in una grande pluralità di fornitori da gestire.
In questo scenario l’assortimento si afferma sempre più come un dispositivo di creazione di valore: determina la leggibilità dell’offerta, la velocità di scelta, la qualità percepita, la rotazione delle scorte e, di conseguenza, redditività e liquidità. La direzione è quella emersa con chiarezza anche dal 5° Virtual Global DIY Summit EDRA/GHIN: semplificare, eliminare il superfluo, chiarire la proposta, supportare l’hobbista e al contempo soddisfare il professionista, senza duplicazioni inutili. Questo ripensamento dell’assortimento deve necessariamente partire dall’esperienza del cliente.
Il cliente è il primo motore di cambiamento
Studi e ricerche confermano che ormai in tutti i settori il percorso d’acquisto è stabilmente ibrido: nella quasi totalità dei casi inizia online con la ricerca del prodotto più idoneo e il
SCENARI
confronto tra le diverse opzioni, ma si conclude molto spesso nel punto vendita fisico. Nel nostro settore il negozio fisico - specie quello della ferramenta - resta il luogo preferito per formalizzare l’acquisto quando servono supporto tecnico, conferma della scelta o disponibilità immediata. Interessanti al riguardo alcune indicazioni offerte dal report Home Improvement Trends & Consumer Buying Behaviors - Summer 2025 di Provoke Insights. La prima è che online e negozio non sono più “canali alternativi”, ma fasi complementari dello stesso processo, che deve chiudersi rapidamente e con opzioni di consegna e ritiro flessibili (consegna a domicilio, ritiro in negozio, click & collect).
La crescita del digitale non riduce quindi il ruolo del negozio: lo trasforma. Il punto vendita è sempre più chiamato a funzionare come nodo di prossimità e servizio, dove contano velocità, disponibilità e competenza. Questo spiega anche la diversa capacità competitiva dei formati: le grandi catene intercettano meglio la fase di esplorazione grazie a cataloghi digitali e strumenti online; le ferramenta indipendenti mantengono un vantaggio nei casi di urgenza, consulenza tecnica e relazione diretta. Provoke Insights evidenzia infatti che, per una quota importante di acquisti non standard, i driver decisivi non sono prezzo e promozione, che pure restano importanti, ma fiducia nel consiglio, competenza del personale e possibilità di risolvere un problema in tempi brevi. È qui che l’assortimento diventa valore: non perché “c’è tutto”, ma perché ciò che c’è è coerente, disponibile e comprensibile
nel momento in cui serve. A rendere ancora più strategico il tema assortimento contribuisce l’incremento dei marchi professionali e delle linee specialistiche, spinto dall’omnicanalità e dalla disponibilità online: l’offerta si amplia, ma cresce anche il rischio di ridondanze e di eccesso di varianti in categorie tecniche dove, nella pratica, gran parte degli acquirenti cerca soluzioni semplici, affidabili e leggibili. Sul piano economico, dalla ricerca di Provoke Insights emerge una sensibilità al prezzo variabile in funzione dell’esigenza: è più alta sugli acquisti semplici e ripetitivi, è più bassa quando le priorità sono ottimizzazione del tempo e affidabilità. A livello di scelta del canale da cui approvvigionarsi, secondo Provoke Insights da questo discende che le catene risultano vincenti quando l’acquisto riguarda articoli ad alta confrontabilità, mentre la ferramenta può difendere marginalità su articoli tecnici, minuteria specializzata e servizi accessori, a condizione che l’assortimento sia costruito per ruolo e non per accumulo. Non solo, dalla centralità del servizio, della competenza e della disponibilità immediata discende che, grazie al mix tra assortimenti ampi, pricing strutturato e servizi integrati le grandi catene risultano più competitive nei confronti dei clienti impegnati in ristrutturazioni o progetti pianificati e sugli articoli ad alta confrontabilità di prezzo, mentre le ferramenta indipendenti mantengono un vantaggio distintivo nelle attività tecniche, urgenti e relazionali, dove il cliente privilegia affidabilità e supporto rispetto al prezzo più basso e disponibilità immediata. In una parola risultano più
attrattive per i clienti alla ricerca di una soluzione più che di un prodotto. Questa distinzione ha implicazioni dirette sulla costruzione dell’assortimento. Non esiste un’unica risposta valida per tutti: servono assortimenti differenziati per ruolo, capaci di rispondere a esigenze diverse senza generare confusione. La costruzione dell’assortimento non impatta soltanto vendite e margini, ma influisce anche sulla fidelizzazione al punto vendita. Secondo Provoke Insights, quando il cliente percepisce continuità di servizio e di relazione tende a fidelizzarsi più che in presenza della sola convenienza. In un mercato in cui l’online facilita il confronto e moltiplica le alternative, l’assortimento si afferma come uno dei principali strumenti attraverso cui il punto vendita costruisce riconoscibilità e affidabilità nel tempo: una proposta coerente, chiara e costantemente disponibile favorisce un’esperienza d’acquisto senza attriti e frizioni e rafforza la scelta ripetuta, sia dell’hobbista sia del professionista.
La competitività del negozio indipendente dipende anche dall’assortimento
Un’ultima considerazione riguarda l’esigenza sempre più marcata dei retailer indipendenti di reggere l’assalto dei “category killer” passando da una gestione reattiva in cui affrontano questa pressione competitiva tagliando i prezzi e riducendo l’organizzazione, a un modello strategico e proattivo basato sui dati e sulle tecnologie avanzate che lo mettano in condizione di prendere decisioni informate e rapide in modo da sostenere vendite e profitti. La costruzione dell’assortimento in ferramenta si scontra quotidianamente con alcune criticità ricorrenti: prodotti a bassa rotazione che
immobilizzano capitale, eccesso di scorte in categorie marginali, spazio limitato a scaffale e difficoltà nel tenere il passo con l’evoluzione dei comportamenti d’acquisto. Questi problemi non sono solo operativi, ma strategici, perché incidono direttamente su liquidità, produttività dello spazio e qualità del servizio. In un contesto nel quale la crescita dell’online, l’ingresso di nuovi brand professionali e la maggiore volatilità della domanda aumentano il rischio di sovrapposizioni di gamma e di scelte basate su logiche storiche non più attuali, diventa sempre più rischioso pensare di continuare a gestire l’assortimento della propria attività continuando a basarsi esclusivamente sulla propria esperienza e sul fatto che si è costantemente e in prima persona a contatto con la clientela. L’utilizzo di dati real-time su vendite, rotazione e disponibilità hanno già dato ampia dimostrazione della loro capacità di supportare il rivenditore indipendente consentendogli di individuare tempestivamente referenze lente, di intercettare e anticipare variazioni della domanda e calibrare l’assortimento in modo più aderente ai bisogni effettivi del cliente. Non solo non rappresentano una complicazione, ma sono propedeutici all’assunzione di decisioni più rapide e mirate. In questo modo l’assortimento evolve da fonte di rigidità a leva di adattamento continuo, capace di sostenere sia l’efficienza operativa sia la competitività del punto vendita.
Meno SKU, più chiarezza
Il report di Provoke Insights e i contributi emersi dal Virtual Global DIY Summit EDRA/GHIN convergono su un punto chiave: i clienti manifestano una crescente intolleranza verso assortimenti eccessivamente ampi ma poco guidati, soprat-
Foto da archivio Ferramenta 2000 Evolution
SCENARI
tutto nelle categorie tecniche. L’abbondanza fine a sé stessa genera frustrazione, introduce una connotazione negativa nell’esperienza d’acquisto, rallenta il processo decisionale e riduce la produttività del punto vendita, aumentando al contempo il costo di servizio tra richieste di supporto, resi ed errori di acquisto.
In questo contesto, il valore non risiede più nell’aumento del numero di SKU, ma nella capacità di costruire un assortimento leggibile, coerente e orientato alla soluzione. Per evitare dispersioni, le grandi catene sono quindi chiamate a investire sempre più in strumenti di category management avanzato e in sistemi di navigazione guidata. Per le ferramenta indipendenti, la buona notizia è che la competitività non dipende dalla quantità di referenze, ma dalla qualità della loro selezione mirata. E questo in molti casi è un passaggio che spesso richiede un vero e proprio salto culturale. Molti rivenditori indipendenti titolari di ferramenta risentono del retaggio storico secondo cui la varietà è un elemento distintivo: assortimenti composti da migliaia di SKU, spesso differenziate da variazioni minime, con un’elevata incidenza di prodotti tecnici e specialistici, una pluralità di fornitori e diversi livelli qualitativi. A questa complessità strutturale si aggiunge la natura eterogenea della clientela, che vede convivere professionisti e hobbisti più o meno evoluti. Diverse ricerche evidenziano come, nelle ferramenta - ma in parte anche nella Gds, sempre più interessata a intercettare la domanda professionale - questa compresenza generi
una tensione crescente tra due esigenze contrapposte: da un lato servire al meglio il cliente professionale, che richiede profondità di gamma, qualità e disponibilità immediata; dall’altro non disorientare il cliente hobbista, che rappresenta ancora la quota più ampia della clientela e ricerca soluzioni semplici, comprensibili e guidate. Questa dualità impone un ripensamento profondo dell’assortimento, nella consapevolezza che la risposta non può essere l’aumento indiscriminato delle referenze, ma una maggiore chiarezza nella proposta: meno sovrapposizioni, ruoli di gamma ben definiti, linee core solide affiancate da soluzioni specialistiche mirate. Il salto culturale richiesto è quello di passare da un’idea che il valore risiede nella massima ampiezza e profondità di assortimento a una nella quale la profondità e l’ampiezza da ricercare sono quelle “giuste” con ciò intendendo che coprono le principali aree di bisogno della clientela e sono coerenti con il livello di specializzazione del punto vendita. Per riuscirci occorre partire dai dati di vendita e dai comportamenti della propria clientela che non va vista come un insieme distinto, ma andando a segmentare i diversi target in modo da riuscire a identificare le referenze realmente rilevanti e quelle che possono essere ridotte perché generano complessità senza apportare valore.
Un grande impegno e una sfida non da poco per tutti e in particolare per il titolare di un unico punto vendita indipendente che, però, può trovare un’ulteriore motivazione nel fatto che al Virtual Global DIY Summit sono state presentate
diverse case history di retailer che hanno ridotto le gamme anche del 20–30% senza compromettere la soddisfazione del cliente e, in alcuni casi, ottenendo un miglioramento delle performance grazie a una maggiore rotazione e a una migliore leggibilità dell’offerta.
La matrice di assortimento come strumento di governo
Tra gli strumenti più efficaci per costruire un assortimento capace di ridurre la complessità percepita senza compromettere la capacità di risposta al cliente, uno di più menzionati è quello della matrice di assortimento. Si tratta di uno strumento strategico di pianificazione che consente di definire in modo strutturato quali prodotti offrire, in quali canali, a quali clienti e in quali contesti operativi. Per il rivenditore indipendente come per la GDS, la matrice rappresenta il punto di sintesi tra strategia commerciale e attuazione operativa, traducendo obiettivi di posizionamento, livello di servizio e redditività in decisioni concrete su assortimento, disponibilità e profondità delle categorie. In termini pratici, la matrice di assortimento organizza l’offerta secondo una logica multidimensionale, che permette di differenziare le scelte in funzione di parametri quali il ruolo del prodotto, il format e le caratteristiche del contesto competitivo e territoriale. Rientrano in questa analisi anche fattori legati all’area in cui si opera, come la presenza e il posizionamento dei concorren-
Foto da archivio Ferramenta 2000 Evolution
ti, l’individuazione di bisogni non pienamente soddisfatti, la stagionalità o specifiche esigenze locali che influenzano la rilevanza delle categorie e la profondità dell’assortimento. Questo approccio consente di superare una visione uniforme dell’offerta, abilitando una gestione più mirata e coerente con la reale domanda, indipendentemente dalla dimensione dell’organizzazione. Nella GDS la matrice di assortimento è spesso formalizzata e supportata da modelli analitici avanzati; nel caso del rivenditore indipendente svolge una funzione altrettanto critica, orientando le scelte di gamma in modo disciplinato e consapevole. In entrambi i casi, il suo valore risiede nella capacità di ottimizzare simultaneamente l’esperienza del cliente, l’efficienza operativa e i risultati economici. In assenza di una matrice strutturata, l’assortimento tende infatti a crescere in modo incrementale e disordinato, generando duplicazioni di SKU, scorte a bassa rotazione, costi logistici elevati e una crescente pressione sui margini. Affrontando il tema dell’immobilizzo di capitale in prodotti a bassa rotazione e dei rischi derivanti da un’elevata percentuale di giacenze in ”Le Bussole”, Confcommercio sottolinea che non solo limitano la capacità di investimento, ma comportano anche un aumento del rischio di obsolescenza dei prodotti consigliando di attenersi a un monitoraggio costante degli indici di rotazione e l’adozione di sistemi predittivi in modo da mantenere un magazzino agile e orientare gli in-
vestimenti verso i prodotti ad alta domanda. Questo rischio è particolarmente rilevante per il rivenditore indipendente, dove spazio, capitale e risorse operative sono limitati, ma riguarda anche la GDS, nella quale la complessità aumenta rapidamente con l’estensione della rete di punti vendita. Attraverso una logica che incrocia prodotto, canale, cliente e contesto, la matrice consente di costruire assortimenti differenziati e coerenti con le esigenze dei diversi target, distinguendo in modo chiaro tra hobbisti e professionisti. Un aspetto sempre più rilevante in uno scenario in cui cresce il numero di rivenditori che affiancano al negozio fisico un canale e-commerce. In questo caso, l’utilizzo della matrice di assortimento permette di evitare una trasposizione indiscriminata dell’intera gamma online, rendendo possibile una modulazione dell’offerta e una selezione di prodotto più efficace e funzionale agli obiettivi di ciascun canale.
Matrice di assortimento, pricing e redditività
Da quanto fin qui esposto si evince chiaramente che la matrice di assortimento è strettamente collegata alle strategie di prezzo e di gestione della marginalità. I prodotti di base, ad alta visibilità e confrontabilità, svolgono spesso una funzione di riferimento prezzo e richiedono politiche competitive, anche a fronte di margini unitari più contenuti. Al contrario, i prodotti tecnici, specializzati o più legati al servizio presentano una minore elasticità al prezzo e consentono margini più elevati. La matrice di assortimento rende esplicito questo equilibrio permettendo al rivenditore di proteggere i margini e, contemporaneamente, di provare a trarre vantaggio da una percezione di convenienza del punto vendita. Infine, una
matrice ben costruita consente di individuare ridondanze e opportunità di razionalizzazione e di ridurre le inefficienze di stock, migliorare la rotazione delle scorte e limitare le promozioni forzate, con un impatto diretto sulla marginalità netta. La matrice di assortimento non è però un esercizio teorico. Il suo valore emerge pienamente solo quando viene tradotta in scelte operative coerenti anche in riferimento alla gestione delle scorte e ai meccanismi di riassortimento. È infatti sul magazzino che l’assortimento produce i suoi effetti più immediati: immobilizzo di capitale, costi operativi, livello di servizio e capacità di risposta al cliente. Governare l’inventario diventa quindi una componente essenziale della strategia di assortimento, non un’attività separata. Se è vero che un eccesso di scorte immobilizza capitale, aumenta il rischio di obsolescenza e riduce la capacità di investimento è almeno altrettanto innegabile che rotture di stock sulle referenze chiave compromettono il servizio e minano la credibilità del punto vendita. Per questo le logiche di riassortimento si stanno differenziando. Accanto a strategie stagionali, indispensabili per categorie come giardinaggio, riscaldamento o climatizzazione, cresce l’attenzione verso modelli di riordino frequente sulle referenze di base e sugli articoli tecnici a maggiore rotazione. L’obiettivo non è ridurre indiscriminatamente lo stock, ma renderlo più reattivo, coerente con il ruolo dei prodotti all’interno dell’assortimento. In questo contesto, i software gestionali specializzati per la ferramenta giocano un ruolo sempre più rilevante in quanto consentono di automatizzare gli ordini sulla base di soglie minime, storico delle vendite, stagionalità e tempi di riapprovvigionamento, integrando vendite, magazzino e riassortimento.
Foto da archivio Ferramenta 2000 Evolution
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