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CamComVerona#1_2026

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CamCom Verona

IMPRESA | ECONOMIA | TERRITORIO

FOCUSLEGALITÀ

IntervistaaDemetrio

Inaugurata

CamCom Verona newspapermanagement

CAMCOM VERONA

House Organ della Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Verona

Corso Porta Nuova, 96 - Verona wwwvrcamcom.it tel 045 8085910 | mail urp@vr.camcom.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile: Michelangelo Dalla Riva

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HANNO COLLABORATO

Alberti Cermison Eleonora (Ispropress S.r.l.)

Faroni Sara (Ispropress S.r.l.)

Ufficio Relazioni con il Publico (CCIAA Verona)

Ufficio Studi e Ricerca (CCIAA Verona)

Registrazione del Tribunale di Verona n 1373 del 12/07/1999

Editoriale

Attrattività, continuità, centralità: un impegno condiviso per il futuro del territorio

Assumere la guida della Camera di Commercio di Verona significa raccogliere un’eredità importante e, al tempo stesso, guardare con responsabilità e visione alle sfide che attendono il nostro sistema economico. Lo faccio nella consapevolezza che il ruolo dell’ente camerale è oggi più che mai strategico per accompagnare le imprese e il territorio nella crescita, in un momento storico caratterizzato da profonde trasformazioni.

La prima parola che caratterizzerà questo mandato è continuità Continuità con il lavoro svolto negli anni precedenti, in particolare sotto la presidenza di Giuseppe Riello, con il quale ho condiviso scelte e obiettivi. La Camera di Commercio di Verona ha saputo rafforzare il proprio profilo istituzionale e la propria capacità di intervento; il compito ora è consolidare ulteriormente questo ruolo. Continuità significa anche valorizzare le partecipate camerali, rafforzando il coordinamento e il contributo che possono offrire allo sviluppo della città e della provincia.

La seconda parola chiave è attrattività. Attrattività del territorio, delle imprese, dei talenti. In questa direzione si muove il rafforzamento del dialogo con l’Università di Verona, con l’obiettivo di rendere il nostro ateneo sempre più competitivo a livello europeo e, contestualmente, fare di Verona una città realmente a misura di studente. Investire su servizi, alloggi e qualità della vita significa anche creare le condizioni affinché i giovani laureati trovino qui opportunità professionali concrete e scelgano di restare. Parallelamente, l’attrattività riguarda anche le imprese: una Camera di Commercio capace di accompagnarle nei percorsi di crescita, innovazione e apertura ai mercati è un fattore decisivo per la competitività.

La terza parola è centralità. Centralità della Camera di Commercio come vero e proprio “palazzo delle imprese”: un luogo riconoscibile e capace di comunicare in modo chiaro e concreto i servizi e le opportunità che mette a disposizione delle aziende. Rafforzare il posizionamento economico e politico dell’ente significa anche promuovere momenti di alto profilo, come eventi di respiro geopolitico e di indirizzo programmatico, in grado di stimolare una riflessione e una visione strategica.

Centralità è anche quella di Verona nel contesto regionale e nazionale. I numeri lo dimostrano: decima provincia italiana per valore aggiunto, con 35,4 miliardi di euro prodotti nel 2024, e settima città italiana per qualità della vita secondo il Sole 24 Ore. Dati che confermano la forza del nostro tessuto produttivo, ma che ci richiamano anche alla responsabilità di intervenire sulle criticità, a partire - ad esempio - dalla giustizia, rafforzando il coordinamento con realtà come Avviso Pubblico.

Attrattività, continuità e centralità non sono slogan, ma linee guida concrete. Un impegno che vogliamo portare avanti insieme, perché solo attraverso il gioco di squadra Verona potrà continuare a essere un territorio forte, competitivo e capace di guardare al futuro.

Paolo Arena
Presidente Cciaa Verona

Indice

p.5 p.8 p.14 p.20

NUOVA PRESIDENZA

FOCUS LEGALITÀ

Legalità come strumento di competitività -

Intervista a Demetrio Martino, Prefetto di Verona

ENOTURISMO

Best Of Wine Tourism 2026

Verona Wine and Olive Oil Tourism Great Wine Capitals

ECONOMIA&TERRITORIO

Export: crescita dell’1,9% nei primi nove mesi del 2025

EVENTI

“Cortina d’Ampezzo. Le due Olimpiadi” p.25

PROSSIMI APPUNTAMENTI

Percorsi formativi ed eventi

Paolo Arena, nuovo presidente della Camera di Commercio di Verona p.27

PaoloArena

NuovopresidentedellaCameradi CommerciodiVerona

Paolo Arena è il nuovo presidente della Camera di Commercio di Verona. Eletto all’unanimità nel corso del Consiglio che si è svolto il 18 dicembre scorso, Arena succede a Giuseppe Riello - che ha ricoperto il ruolo dal 2014 al 1° dicembre 2025 Il nuovo presidente resterà in carica fino al 2029, nel segno della continuità e del rafforzamento del ruolo strategico della Camera di Commercio a supporto del sistema economico veronese Nel raccogliere il testimone, Paolo Arena ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto negli anni precedenti, sottolineando come il mandato che si apre intenda valorizzare il percorso già avviato, consolidando il ruolo dell’ente come punto di riferimento per imprese, territorio e istituzioni. L’obiettivo dichiarato è quello di accompagnare lo sviluppo del tessuto produttivo locale, contribuendo a rafforzare la centralità di Verona sia a livello regionale sia nazionale

Il presidente uscente Giuseppe Riello ha ripercorso i dodici anni di attività alla guida della Camera di Commercio, sottolineando l’impegno costante a favore delle imprese e la costruzione di basi solide per il futuro dell’ente. Ha inoltre espresso fiducia nella capacità del nuovo presidente di proseguire il lavoro intrapreso in una chiave innovativa e condivisa

“Desidero ringraziare il presidente Riello per il lavoro svolto in questi anni alla guida della Camera di Commercio, caratterizzati da impegno, visione e attenzione costante al sistema economico veronese Assumo questo incarico con un grande senso di responsabilità e con l’obiettivo di proseguire nel segno della continuità, valorizzando il percorso già avviato e rafforzando il ruolo dell’ente camerale come punto di riferimento per le imprese, il territorio e le istituzioni”.

Classe 1968, Paolo Arena è presidente di Confcommercio Verona e componente della Giunta nazionale di Confcommercio. Ricopre inoltre il ruolo di presidente di Catullo SpA, società di gestione dell’aeroporto di Verona. All’interno della Camera di Commercio ha maturato una lunga esperienza istituzionale, avendo ricoperto negli anni precedenti gli incarichi di consigliere, componente di Giunta e vicepresidente È laureato in Scienze della Politica e delle Relazioni Internazionali.

Nella foto da sinistra Giuseppe Riello e Paolo Arena.

PaoloArena:“Veronadiventipiù attrattiva”

«Verona diventi più attrattiva. Alla Camera di Commercio di Verona il ruolo di connettore tra istituzioni». È questa la visione del neo presidente dell’ente camerale Paolo Arena, che nelle prime interviste rilasciate dopo l’elezione ha delineato le linee guida del suo mandato e illustrato i progetti per lo sviluppo della città e della provincia

GiuseppeRiello

ElettovicepresidentedellaCameradi CommerciodiVerona

Giuseppe Riello è il nuovo vicepresidente della Camera di Commercio di Verona. Eletto lo scorso 30 gennaio dalla Giunta camerale, Riello assume la carica a seguito della nomina a componente di Giunta da parte del Consiglio nella riunione del 28 gennaio e dopo 12 anni alla guida dell’ente scaligero “Ringrazio la Camera di Commercio e il presidente Arena per la fiducia accordata. Affronto questo incarico con senso di responsabilità, certo di proseguire nella direzione delineata dalla nuova presidenza e con il percorso fin qui svolto”.

Giuseppe Riello

“L’elezione di Giuseppe Riello è una scelta nel segno della continuità delle progettualità camerali. La sua disponibilità a proseguire l’impegno e la consolidata esperienza maturata nei precedenti mandati rappresentano un contributo e un valore aggiunto per lo sviluppo della Camera di Commercio”.

Paolo Arena

Legalitàcomestrumentodi competitività

IntervistaaDemetrioMartino,Prefettodi Verona

Negli ultimi anni il tema della legalità economica e della prevenzione delle infiltrazioni criminali è tornato con forza al centro del dibattito pubblico, anche alla luce dei grandi investimenti e degli eventi strategici che interessano il nostro territorio In un contesto dinamico e attrattivo come quello veronese, la tutela del sistema produttivo passa necessariamente da un’azione costante di prevenzione, controllo e collaborazione tra istituzioni, imprese e società civile.

Demetrio Martino

Prefetto di Verona

Nato a Reggio Calabria nel 1960, entra nel 1988 nell’Amministrazione dell’Interno, avviando la propria carriera alla Prefettura di Reggio Calabria e maturando una solida esperienza nell’amministrazione territoriale

Promosso Viceprefetto, ricopre l’incarico di Capo di Gabinetto nelle Prefetture di Cosenza, Reggio Calabria e Napoli, dove svolge successivamente anche le funzioni di Vicario del Prefetto Nel corso della carriera assume numerosi incarichi commissariali e ruoli di coordinamento sui temi della sicurezza e della legalità.

Nominato Prefetto nel 2019, ha guidato le Prefetture di Matera e di Taranto. Dal 2 ottobre 2023 è Prefetto di Verona

Ad affrontare il tema, il Prefetto di Verona Demetrio Martino che – in un’intervista rilasciata alla Camera di Commercio – offre un quadro approfondito e aggiornato della situazione della provincia sotto il profilo della prevenzione antimafia, illustrando criticità e punti di forza del sistema Dalle interdittive antimafia ai protocolli di legalità, dalla gestione dei grandi appalti legati alle Olimpiadi e alla TAV fino al riutilizzo sociale dei beni confiscati e alle politiche di sicurezza urbana, emerge il ritratto di un territorio complessivamente solido, ma consapevole della necessità di non abbassare la guardia.

Una conversazione che sottolinea il ruolo fondamentale di un’imprenditoria sana, delle associazioni di categoria e della rete istituzionale come baluardo contro la criminalità organizzata, ribadendo un messaggio chiaro: la legalità non è solo un dovere, ma un fattore decisivo di competitività, coesione e sviluppo per Verona e la sua provincia

Negli ultimi mesi il tema della prevenzione antimafia è tornato al centro dell'attenzione anche nel nostro territorio. Qual è oggi il quadro generale della Provincia di Verona sotto il profilo della legalità economica?

Il tema della prevenzione antimafia per noi non è mai stato accantonato: l’attenzione sulla legalità economica a Verona è sempre molto alta. Agiamo soprattutto sul piano preventivo, in particolare attraverso le interdittive antimafia, che oggi prevedono anche un contraddittorio con le imprese e riguardano principalmente quelle che partecipano ad appalti pubblici o che sono iscritte alle white list (un elenco di imprese non soggette a tentativi di infiltrazione mafiosa, gestito dalle Prefetture per contratti pubblici) Accanto a questo, riceviamo segnalazioni dagli enti locali e monitoriamo con attenzione il tessuto economico, che è forte e attrattivo ma proprio per questo esposto a tentativi di infiltrazione, soprattutto da parte della ’Ndrangheta Negli ultimi anni ci sono stati casi concreti, contrastati sia sul piano repressivo sia su quello amministrativo, con diverse interdittive emesse I settori più esposti restano quelli tradizionalmente legati agli appalti, come edilizia, trasporti e movimento terra, anche se oggi le infiltrazioni sono sempre più sofisticate e meno visibili.

Un dato importante è l’elevato numero di segnalazioni di operazioni sospette, che indica un sistema di controllo attento e una buona collaborazione tra professionisti e imprese. La classe imprenditoriale veronese è infatti in larga parte sana e consapevole: gli imprenditori sono i primi alleati nella difesa dalla criminalità organizzata. Il sistema di prevenzione c’è, funziona e oggi il quadro complessivo della provincia è solido, anche se questo non significa che dobbiamo abbassare la guardia.

Ha parlato dei settori più soggetti a questo tipo di infiltrazioni criminali. Ci sono invece delle aree della nostra Provincia che sono preferite come terre di insediamento rispetto ad altre?

Le indagini ci confermano che ci sono persone che hanno svolto questo genere di attività criminali che risiedono nella nostra provincia. Tuttavia questo non significa che ci sia un interesse specifico della criminalità organizzata per determinate aree. Abbiamo fatto prima riferimento soprattutto alla ’Ndrangheta perché è quella per cui abbiamo maggiori riscontri sul piano giudiziario, anche se non si possono escludere singoli episodi riconducibili ad altre realtà. È importante però chiarire un aspetto che spesso sfugge: il fatto che una persona sia stata indagata o condannata per reati di tipo mafioso non implica automaticamente che la sua presenza in un territorio indichi un interesse mafioso per quell’area. In questa provincia, come in molte altre, vivono persone con precedenti che hanno scelto di risiedere qui, ma questo non significa che abbia un valore strategico o logistico per le organizzazioni criminali.

Oggi, infatti, i confini territoriali contano molto meno: si può investire o riciclare denaro a Verona anche vivendo all’estero, senza una presenza fisica sul territorio.

Anche le Olimpiadi, che a breve coinvolgeranno il nostro territorio, non sono di certo esenti dal pericolo di infiltrazioni criminali. Qual è il ruolo della struttura per la prevenzione antimafia in questo contesto e quali sono i principali rischi di infiltrazione legati a questo genere di grandi eventi?

L’ufficio ministeriale ha il compito di fare da hub per i grandi appalti che coinvolgono più province e regioni. In sintesi, coordina le prefetture, che effettuano i controlli sulle imprese in base alla loro sede legale e su richiesta dello stesso Ministero Si tratta di un’attività interamente preventiva: se l’impresa non supera questi controlli, non può nemmeno partecipare alla gara d’appalto Naturalmente nessun sistema è infallibile al 100% Può accadere che un’impresa superi questa prima selezione e partecipi alla gara, ma se poi risulta aggiudicataria scattano ulteriori verifiche, che sono costanti nel tempo Il prefetto, ad esempio, può disporre accessi nei cantieri per controllare chi lavora realmente, perché non è raro che l’appalto venga vinto da un’azienda ma poi sul cantiere operino soggetti diversi o non autorizzati. Questo filtro ministeriale serve quindi a fare una prima selezione e a mettere in rete il lavoro di tutte le prefetture, in base alla provenienza delle imprese. È particolarmente importante per le Olimpiadi, che muovono ingenti risorse e attirano imprese da tutta Italia e anche dall’estero Proprio per questo lo Stato ha interesse a monitorare con attenzione tutto il sistema degli appalti, attraverso accordi specifici che ci consentono di svolgere controlli efficaci e tempestivi

E per quanto riguarda gli appalti TAV?

Per gli appalti TAV è in vigore un protocollo d’intesa con RFI (Rete Ferroviaria Italiana) In questo caso i controlli non passano dall’apparato ministeriale, ma si svolgono attraverso una rete di prefetture: sia quelle interessate dal tracciato, sia – se necessario – quelle competenti in base alla sede legale delle imprese coinvolte, che può trovarsi anche fuori dalle province attraversate dall’opera.

Quando emergono elementi che riguardano il nostro territorio, la nostra prefettura fa da raccordo, richiedendo le informazioni alla prefettura competente per la sede legale dell’azienda L’eventuale interdittiva antimafia, salvo diverse previsioni del protocollo, viene poi comunque emessa dalla prefettura territorialmente competente.

In termini di prevenzione uno strumento utile è quello dei protocolli di legalità che sono stati sottoscritti anche con le associazioni di categoria. Che risultati stanno portando sul nostro territorio e quali sono i vantaggi concreti che le aziende che aderiscono possono trarne?

I protocolli di legalità sottoscritti anche nel nostro territorio – che discendono da quelli stipulati a livello nazionale con ANCE e le altre associazioni di categoria - sono strumenti per noi molto importanti perché hanno una doppia funzione. Da un lato incentivano un più alto livello di legalità, impegnando le imprese aderenti ad adottare comportamenti virtuosi; dall’altro svolgono anche un ruolo di deterrenza, perché chi non è in possesso di determinati requisiti ha timore ad entrare a far parte di queste associazioni. Il fatto stesso di far parte proprio di queste, infatti, è un elemento che l’azienda può legittimamente valorizzare: significa aver sottoscritto un impegno chiaro a stare dalla parte della legalità. Non esiste però un vero e proprio sistema premiale, perché riteniamo che il rispetto delle regole non debba essere legato a vantaggi specifici, ma rappresentare una base imprescindibile. Il vero beneficio è la difesa collettiva del settore dall’aggressione della criminalità organizzata. Naturalmente questo non significa che le imprese aderenti non siano soggette a controlli: i controlli restano e devono restare per tutti.

Quanto ai risultati, va detto con chiarezza che la prevenzione, a differenza della repressione, non è quantificabile. Non possiamo sapere con certezza quante situazioni critiche siano state evitate grazie a queste attività: possiamo solo presumere di aver prevenuto dei danni. Ma questo non ne diminuisce l’importanza, anzi. I protocolli funzionano perché diffondono una cultura della legalità, rafforzano la rete tra imprese e istituzioni e fanno arrivare un messaggio chiaro anche al singolo imprenditore: non è solo, può contare su un sistema che ha scelto la trasparenza e la collaborazione con le forze dell’ordine E questo, dal nostro punto di vista, è già un risultato molto significativo.

Per quanto riguarda invece la gestione dei beni confiscati qual è la situazione nella provincia e in che modo il riutilizzo dei beni confiscati può diventare ovviamente un'opportunità di sviluppo e di restituzione alla collettività?

I beni confiscati nella provincia di Verona sono complessivamente 33, distribuiti in 11 Comuni Va però chiarito che non parliamo di beni appena confiscati: una volta conclusa la fase giudiziaria, infatti, tutti i beni passano all’Agenzia nazionale per i beni confiscati, che gestisce le procedure successive fino all’assegnazione definitiva L’assegnazione può avvenire a favore di amministrazioni statali, come Prefetture o altri enti centrali, oppure a Comuni e Province. Nella nostra provincia i beni assegnati sono in prevalenza appartamenti, complessi immobiliari e terreni, anche agricoli Al di là del forte valore simbolico – cioè restituire alla collettività ciò che era stato sottratto dalla criminalità – c’è anche un valore concreto, perché nella quasi totalità dei casi questi beni vengono utilizzati per finalità sociali.

Per fare qualche esempio: a Verona un bene confiscato ospita una casa rifugio per donne vittime di violenza; a Erbè un altro immobile è stato assegnato all’ULSS ed è diventato una comunità alloggio per persone con disabilità Questo dà ai beni confiscati un significato ancora più importante. È vero che, rapportato ai 98 Comuni della provincia, il numero può sembrare contenuto, ma questo non è necessariamente un dato negativo: significa che, almeno finora, non c’è stato un utilizzo massiccio del patrimonio immobiliare locale da parte delle organizzazioni criminali. In ogni caso si tratta di un processo dinamico: le indagini proseguono, altri beni sono in fase di assegnazione e, quando l’Agenzia ce li segnala, convochiamo una conferenza dei servizi per individuare l’uso migliore. Infine, è bene ricordare che la presenza di beni confiscati non coincide automaticamente con una presenza radicata della criminalità organizzata sul territorio: i beni seguono spesso il percorso del denaro illecito e possono appartenere a organizzazioni operanti altrove

Parlando invece più di sicurezza urbana recentemente sono state ripristinate delle zone rosse in alcune aree della città. Quali sono gli obiettivi concreti di questa ordinanza e anche quanto è importante confrontarsi col mondo economico perché comunque le associazioni di categoria hanno accolto con favore questa decisione nella definizione delle politiche di sicurezza urbana?

Non può esistere una politica di sicurezza urbana senza un confronto costante con tutte le componenti della società. La sicurezza non si costruisce con decisioni calate dall’alto, ma attraverso un dialogo continuo con i cittadini e con chi governa il territorio.

In questo senso conta molto anche la percezione di sicurezza, che talvolta non coincide con i dati reali sui reati, ma ha comunque un peso fondamentale perché incide direttamente sulla qualità della vita delle persone La sicurezza, infatti, non riguarda solo la prevenzione dei reati, ma anche aspetti come la sicurezza sanitaria, ambientale e alimentare: tutto ciò che consente ai cittadini di vivere serenamente la propria quotidianità Anche quando l’allarme percepito non corrisponde esattamente ai numeri, se una persona ha paura di uscire la sera o di lasciare uscire i figli, quella paura è reale e va tenuta in considerazione. Spesso sono soprattutto i reati di strada – come rapine, aggressioni, scippi o episodi di violenza – a generare maggiore allarme, perché possono avvenire vicino casa e colpire chiunque. Al contrario, reati anche molto gravi come quelli di mafia tendono a essere percepiti come più lontani, anche se in realtà i loro effetti possono essere altrettanto profondi Per questo lavoriamo sia sui dati oggettivi sia sulla percezione dei cittadini. Il confronto avviene innanzitutto con i sindaci, che insieme al Presidente della Provincia siedono nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ma coinvolge anche altre componenti della società civile, dalle associazioni di categoria alle organizzazioni sindacali, proprio per raccogliere il “sentire” del territorio

In questo quadro si inserisce proprio l’esperienza delle cosiddette zone rosse, avviata in via sperimentale nel febbraio 2025 con il parere unanime del Comitato. Si tratta di uno strumento di controllo aggiuntivo, applicato in aree strategiche della città –come la stazione – non solo per il numero di reati, ma per la loro importanza simbolica e funzionale. Le zone rosse, però, funzionano solo se inserite in un sistema di controlli già rafforzato

Nel periodo di applicazione abbiamo controllato circa 30mila persone e disposto un numero limitato di allontanamenti, senza casi di recidiva. Allo stesso tempo si è registrata una diminuzione dei reati e, soprattutto, un calo significativo delle segnalazioni di cittadini preoccupati Questo ci porta a ritenere che non solo sia migliorata la sicurezza, ma anche la percezione di sicurezza, con un chiaro effetto deterrente. Abbiamo quindi deciso di riproporre questo strumento in vista di appuntamenti importanti come le Olimpiadi e Vinitaly, eventi centrali per la città anche dal punto di vista dell’ordine e della sicurezza pubblica. L’obiettivo è utilizzare in modo coordinato tutti gli strumenti disponibili, sapendo però che una zona rossa, da sola e senza controlli strutturati, serve a poco.

Un’ultima domanda: che messaggio si sente di rivolgere oggi agli imprenditori che operano correttamente e che quindi rappresentano la parte sana del nostro tessuto economico? E quanto è importante fare rete tra istituzioni, associazioni e imprese per difendere la competitività del territorio attraverso la legalità?

In parte l’ho già detto: il tessuto imprenditoriale veronese non è solo molto rilevante rispetto a molte altre province italiane, ma è anche particolarmente sano. È un sistema che in molti settori ha una forte proiezione europea e si basa su imprese solide, spesso storiche, non su realtà improvvisate o destinate a durare poco. Inoltre, in diversi ambiti esiste già anche una forma di controllo naturale del sistema Pensiamo, ad esempio, al settore vitivinicolo della Valpolicella: non è possibile aprire un’azienda dall’oggi al domani. Ci sono consorzi, regole, statuti e standard elevati che tutelano il prodotto e il territorio

Nascono per difendere il brand, ma di fatto rappresentano anche una barriera contro possibili infiltrazioni. Lo stesso vale per altri settori consolidati, come quello tecnologico e logistico, che qui è molto avanzato e sul quale al momento non abbiamo segnali di tentativi di infiltrazione La Prefettura, oggi come in passato, si pone sempre come punto di riferimento e di supporto per gli imprenditori sani. Il messaggio è chiaro: la categoria imprenditoriale veronese ha un valore assoluto e le istituzioni sono uno spazio aperto, accessibile, senza formalismi Imprenditori, commercianti e operatori dei servizi possono rivolgersi con fiducia al Prefetto, al Questore o alle forze di polizia, anche solo per segnalare una situazione non del tutto chiara Accanto alle istituzioni c’è poi una rete di protezione importante, fatta dalle associazioni di categoria come ad esempio la Camera di Commercio, che da tempo è impegnata nella promozione della legalità attraverso iniziative concrete, convegni e momenti di confronto con la magistratura e le istituzioni.

LaConsultadellaLegalità

Questo serve a rassicurare gli imprenditori e a garantire che, quando necessario, ci sia non solo ascolto ma anche un intervento tempestivo. L’obiettivo è semplice: nessun imprenditore deve sentirsi solo. La criminalità organizzata trova terreno fertile dove ci sono isolamento e difficoltà economiche; qui invece c’è un tessuto coeso e consapevole, che rappresenta già di per sé una forte difesa. Le istituzioni sono al fianco di tutto il mondo produttivo perché solo insieme possiamo rendere Verona sempre più impermeabile alle infiltrazioni criminali e favorire uno sviluppo che non sia solo economico, ma anche civile e sociale, all’altezza delle ambizioni di questa città.

La Consulta della Legalità è un progetto istituzionale della Camera di Commercio di Verona promosso in collaborazione con Avviso Pubblico, associazione di enti locali e Regioni nata nel 1996 con lo scopo di promuovere la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile L’obiettivo della Consulta è costruire una rete territoriale a tutela dell’economia veronese, come prevenzione delle infiltrazioni mafiose e forma di tutela dell’imprenditoria sana locale. Alla Consulta partecipano le categorie produttive iscritte alla Camera di Commercio, le associazioni di categoria, i professionisti, i consumatori, insieme alle istituzioni preposte alla sicurezza e alla giustizia, come Prefettura, Questura, Procura della Repubblica e Forze dell’Ordine Ad essa possono aderire anche enti locali tramite la rete di Avviso Pubblico.

Vademecum:prevenireecontrastarelemafie Il 27 ottobre 2025 è stato presentato il vademecum “Prevenire e contrastare le mafie nel tessuto imprenditoriale locale” Il documento, rivolto a imprese e operatori economici, fornisce indicazioni concrete per riconoscere i rischi di infiltrazione criminale, adottare comportamenti corretti e sapere a chi rivolgersi in caso di situazioni sospette La firma e la diffusione del vademecum confermano l’impegno della Camera di Commercio di Verona nel tutelare la competitività del sistema produttivo e nel sostenere le imprese sane, rafforzando la fiducia nel mercato e nelle istituzioni.

BestOfWineTourism2026 LepremiazioniinCameradi Commercio

La Camera di Commercio di Verona ha celebrato le eccellenze dell’enoturismo scaligero con la nona edizione del premio Best Of Wine Tourism 2026, che lo scorso anno ha visto l’adesione di 110 imprese veronesi Un risultato che conferma quanto l’enoturismo sia diventato per Verona non solo un settore economico dinamico, ma anche un potente strumento di valorizzazione culturale e territoriale. Il concorso si inserisce nell’ambito delle attività promosse da Great Wine Capitals, la rete internazionale che riunisce undici città leader nel panorama enologico mondiale, di cui Verona è la rappresentante italiana. All’interno di questo circuito globale, il premio Best Of Wine Tourism si distingue per la capacità di individuare e valorizzare annualmente le esperienze più originali, innovative e significative proposte dalle imprese del comparto, valutate da una giuria locale chiamata a selezionare i sette vincitori, uno per ciascuna categoria concorsuale Successivamente, una giuria

internazionale individua un vincitore per ogni capitale aderente al Network

La cerimonia di premiazione, svoltasi il 23 ottobre 2025 nella sede camerale, ha rappresentato un momento di confronto e riconoscimento del ruolo della Camera di Commercio come facilitatore dello sviluppo economico e promotore di una filiera – quella enoturistica – in continua evoluzione e sempre più strategica per l’economia scaligera “Verona è una capitale del vino, e i numeri lo dimostrano – ha sottolineato Paolo Arena durante l’evento –. La nostra provincia è la prima in Italia per export vinicolo, con un valore che sfiora 1,3 miliardi di euro l’anno Inoltre, accogliamo oltre 15 milioni di presenze turistiche tra città e Lago di Garda. È un potenziale straordinario, che può continuare a crescere solo attraverso il lavoro di rete e la condivisione di competenze”

Imagnificisette

Premio Architettura e Paesaggio

Tenuta Le Cave - Tregnago

Per avere promosso un dialogo armonioso tra architettura e ambiente circostante, attraverso un modello di integrazione paesaggistica che celebra l’accoglienza e la cultura del vino esaltando, al contempo, il recupero e la rigenerazione delle cave di pietra locali.

Premio Ricettività

Rambaldi Apartments - Bardolino

Per avere creato una residenza diffusa di charme che lega l'ospitalità sul Lago di Garda alla storia vinicola della famiglia

Guerrieri Rizzardi, creando un itinerario enoturistico completo fra il lago e le colline del vino veronese

Premio Esperienze Enogastronomiche

L’Oste Scuro - Verona

Per aver dato un contributo significativo alla diffusione della cultura del vino grazie a una selezione accurata e approfondita di oltre 1000 etichette, elevando la figura del ristoratore a custode e promotore del patrimonio vinicolo del territorio.

Premio Servizi per l’enoturismo

Verona Sped – Negrar

Per avere sviluppato un’attività volta a facilitare gli enoturisti, che visitano cantine ed enoteche veronesi, nelle fasi di acquisto e spedizione di vini in tutto il mondo.

Alvialeiscrizionialladecimaedizionedel

Concorso"BestOfWineTourism"

Il Concorso Best Of Wine Tourism, giunto alla sua decima edizione, torna a valorizzare le eccellenze dell’enoturismo veronese, rivolgendosi a cantine, ristoranti e servizi per il turismo del vino che si distinguono per qualità dell’accoglienza, innovazione e sostenibilità. L’iniziativa consente alle imprese partecipanti di entrare nella rete internazionale delle Great Wine Capitals e di concorrere all’assegnazione del prestigioso premio Best Of Wine Tourism

Per informazioni: vr.camcom.it/best-winetourism

Promozioneoleoturismo: VeronaWineandOliveOil Tourism

LaGuidadedicataall’offerta enoturisticascaligera

Le 110 imprese veronesi che hanno partecipato al concorso Best Of Wine Tourism sono presentate dalla Camera di Commercio di Verona all’interno della guida Verona Wine and Olive Oil Tourism, uno strumento pensato per offrire una panoramica completa dell’offerta enoturistica ed esperienziale del territorio La pubblicazione include anche una sezione dedicata al turismo dell’olio, nella quale vengono raccontati tredici frantoi e imprese olivicole che accolgono i visitatori per degustazioni e attività legate alla tradizione olivicola veronese.

A partire dalla scorsa edizione, il concorso si è ulteriormente ampliato con l’apertura della categoria “Esperienze enogastronomiche” anche a ristoranti ed enoteche del territorio, riconoscendo il ruolo crescente della ristorazione locale nella valorizzazione dei prodotti tipici e nella creazione di proposte gourmet originali e di qualità.

Sfoglialaguida2025

Sonoaperteleiscrizionialla10^edizione dellaGuidaVeronaWineandOliveOil Tourism

L’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio di Verona si rivolge alle imprese olivicole che aprono i propri frantoi al pubblico per visite e degustazioni, offrendo un’importante opportunità di valorizzazione e visibilità verso il mercato nazionale e internazionale. La partecipazione consente inoltre di rafforzare le sinergie tra le eccellenze del territorio e di promuovere le attività esperienziali legate all’oleoturismo La scadenza per le iscrizioni è il 30 aprile 2026

Per informazioni: vr.camcom.it/promozioneoleoturismo-veronese

GreatWineCapitals

RambaldiApartmentsèilvincitore italianodelGlobalBestOfWine Tourism

Rambaldi Apartments di Guerrieri Rizzardi, a Bardolino sul Lago di Garda, è stato riconosciuto come vincitore italiano del Global Best Of Wine Tourism, il prestigioso premio internazionale promosso da Great Wine Capitals L’annuncio è stato dato a Bordeaux lo scorso 6 novembre, durante la conferenza annuale del network

La residenza diffusa sul Lago di Garda era già stata premiata lo scorso ottobre in occasione del Best Of Wine Tourism della Camera di Commercio di Verona nella categoria “Ricettività”, per aver saputo coniugare ospitalità di charme e storia vinicola della famiglia Guerrieri Rizzardi, offrendo un itinerario enoturistico completo tra il lago e le colline del vino veronese Il riconoscimento internazionale conferma l’eccellenza di un progetto che valorizza il territorio e la sua identità vitivinicola.

Vincitori2026

Adelaide (South Australia): Maxwell Wines

Bilbao - Rioja (Spagna): Bodegas Faustino Legacy

Bordeaux (Francia): La Maison Cardinale

Hawke’s Bay (Nuova Zelanda): Church Road Winery

Losanna (Svizzera): Domaine du Mont d’Or

Mainz - Rheinhessen (Germania): Völker

Restaurant & Events

Mendoza (Argentina): Viña Doña Paula Porto (Portogallo) Ventozelo Hotel & Quinta

San Francisco - Napa Valley (USA): Sterling Vineyards

Valparaíso - Casablanca Valley (Cile): BOTÁNICO by Casas del Bosque

Verona (Italia): Rambaldi Apartments

Nella foto i vincitori del Global Best Of Wine Tourism. Per l’Italia ha ritirato il premio Paolo Arena.

L'OsteScurotrionfaneiPeople's ChoiceAwards2026

Il ristorante L’Oste Scuro di Verona si è aggiudicato il People’s Choice Award 2026 nella categoria “Esperienze

Enogastronomiche” , affermandosi come vincitore italiano all’interno del prestigioso concorso internazionale promosso dal Great Wine Capitals Global Network Il riconoscimento è il risultato del voto espresso dal pubblico mondiale, chiamato ogni anno a scegliere le migliori esperienze tra i vincitori dei Best Of Wine Tourism Awards L’Oste Scuro, eccellenza riconosciuta per la qualità della proposta enogastronomica e per la capacità di valorizzare il patrimonio vinicolo locale, è riuscito a conquistare gli appassionati di tutto il mondo grazie a un’esperienza autentica, curata e memorabile Per Verona, la presenza di un’impresa locale tra le preferite dal pubblico mondiale conferma ancora una volta la forza dell’offerta enoturistica provinciale e la sua capacità di dialogare con il panorama globale

Vincitori2026

People'sChoiceAwards

Ospitalità: Hospedería de Los Parajes, Bilbao - Rioja (Spagna)

Architettuta & Paesaggio: Bodegas

Faustino, Bilbao - Rioja (Spagna)

Arte & Cultura: Hotel Viura, BilbaoRioja (Spagna)

Esperienze Culinarie: L’Oste Scuro, Verona (Italia)

Esperienze Enoturistiche Innovative: Ramón Bilbao, Bilbao - Rioja (Spagna)

Pratiche Sostenibili per l’Enoturismo: Palacios Vinos de Finca, BilbaoRioja (Spagna)

Servizi per l’Enoturismo: Brittany Ferries, Bilbao - Rioja (Spagna)

GreatWineCapitals

LaRetedelleGrandiCapitalidelVino

La Rete delle Grandi Capitali del Vino sono: Adelaide (South Australia), BilbaoRioja (Spagna), Bordeaux (Francia), Mainz - Rheinhessen (Germania), Mendoza (Argentina), Porto (Portogallo), San Francisco - Napa Valley (USA), Valparaìso - Casablanca Valley (Cile), Losanna (Svizzera), Hawke's Bay (Nuova Zelanda) e Verona (Italia). Il network coinvolge 24,4 milioni di abitanti per un’affluenza turistica complessiva pari a 56 milioni di arrivi. La produzione di vino espressa dalla rete è di oltre 29 milioni di ettolitri annui per un vigneto che si estende su 516 mila ettari e oltre 2,2 mila imprese del vino aperte agli enoturisti

Simone Lugoboni, titolare de L’Oste Scuro

Export Crescitadell’1,9%neipriminovemesi del2025

Credits Funtap/GettyImages

Nei primi nove mesi del 2025 l’export veronese mostra segnali concreti di ripresa, raggiungendo un valore complessivo di 11,4 miliardi di euro, con una crescita dell’1,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato significativo, soprattutto se letto in chiave comparativa: la performance scaligera si colloca infatti in controtendenza rispetto alla media regionale, che registra una flessione dello 0,6% (59,3 miliardi di euro), e rispetto all’andamento di molte altre province venete. In un quadro nazionale caratterizzato da una crescita complessiva delle esportazioni del 3,6% (479 miliardi di euro), ma con dinamiche territoriali molto differenziate, il dato veronese conferma la capacità del sistema produttivo locale di reagire a un contesto economico ancora complesso

Verona | Veneto | Italia - Variazione % export 2025 sullo stesso periodo 2024

I mercati di riferimento

La Germania si conferma primo partner commerciale, con esportazioni pari a 2,1 milioni di euro e un incremento del 6,8%, segnando un recupero particolarmente rilevante per l’economia provinciale Positivo anche l’andamento di Francia (+2,4%), Spagna (+6,5%) e Polonia (+12,5%), rispettivamente secondo, terzo e quinto mercato. Di segno opposto il risultato degli Stati Uniti, quarto mercato per Verona, che registra una contrazione superiore al 6%, risentendo di un contesto economico e geopolitico complesso. All’interno della top ten – che complessivamente assorbe il 62,5% delle esportazioni veronesi – crescono anche Austria (+7%) e Croazia (+7,2%), mentre risultano in calo Regno Unito, Belgio e in modo più marcato la Svizzera

I settori trainanti

Dal punto di vista settoriale, la crescita dell’export è sostenuta da un andamento positivo di diversi comparti chiave del sistema produttivo veronese Aumentano in modo significativo le esportazioni di prodotti alimentari (+7,7%), ortofrutta (+7%) e mobili (+15,1%), a conferma della solidità delle filiere legate al made in Italy Segnali positivi arrivano anche dai macchinari (+2%), dal tessile e abbigliamento (+3,6%) e dalla termomeccanica (+12,3%).

Accanto a questi risultati, si registrano tuttavia alcune flessioni, che interessano comparti storicamente rilevanti come calzature, vino e marmo, evidenziando un quadro articolato e differenziato, in cui coesistono segnali di recupero e ambiti che richiedono particolare attenzione

Economiaveronese insintesi

Importazioni

Germania

Spagna

Francia

PaesiBassi

Cina

Nei primi nove mesi del 2025 le importazioni scaligere segnano una crescita sostenuta: +9,1% (contro una media regionale che si assesta al 6,4%) per un totale di 15,8 miliardi di euro. Verona diventa così la 5^ provincia italiana per importazioni. Tra i prodotti importati in crescita gli autoveicoli (+6,1%), gli alimentari (+9,7%), l’abbigliamento (+11,2%), i prodotti agricoli (+25,2%) e i macchinari (+17,4%). A guidare la classifica per Paesi, ancora una volta, la Germania (in crescita del 12% sul pari periodo dell’anno precedente), seguita da Spagna (+10,2%), Francia (+26,6%), Paesi Bassi (+13,1%) e Cina (+3,3%).

AccordoUE-India NuoviscenariancheperVerona

L’interscambio commerciale tra India e Italia ha raggiunto i 14 miliardi di euro nel 2024; di questi 9 miliardi sono importazioni e 5,2 rappresentano beni esportati. In questo contesto, il Veneto pesa per oltre 1,4 miliardi di euro, mentre Verona supera i 196 milioni di euro di scambi con il mercato indiano, che –secondo le elaborazioni della Camera di Commercio di Verona – si colloca al 32° posto per destinazione dell’export provinciale e al 27° per l’import L’intesa di libero scambio, definita in occasione del 16° vertice Ue-India svoltosi nei giorni scorsi a Nuova Delhi, prevede una progressiva eliminazione delle barriere commerciali tra le due aree e punta, in prospettiva, al raddoppio delle esportazioni europee verso il mercato indiano. L’intesa, che prevede una progressiva eliminazione delle barriere tariffarie, è destinata ad avere ricadute positive su diversi comparti chiave del sistema produttivo scaligero Tra questi spicca innanzitutto la meccanica, che rappresenta una delle principali voci dell’export verso l’India, con oltre 30 milioni di euro Fino ad oggi, questi prodotti erano soggetti a dazi che arrivavano fino al 44% Con l'accordo, tali tariffe verranno in gran parte eliminate, rendendo la tecnologia industriale veronese estremamente più competitiva sul mercato indiano rispetto ai concorrenti extra-UE. Benefici rilevanti sono attesi anche per il comparto del marmo. Nei primi nove mesi del 2025, le esportazioni di pietre lavorate hanno superato il milione di euro, mentre quelle di materiali grezzi hanno sfiorato 1,2 milioni La riduzione dei dazi e il superamento delle limitazioni alle licenze di importazione renderanno più accessibile il mercato indiano, in particolare per i prodotti di alta gamma destinati all’edilizia di pregio

L’accordo rappresenta una rivoluzione inoltre per il comparto agroalimentare. I dazi, attualmente al 150% scenderanno immediatamente al 75% per poi calare fino al 20% negli anni successivi.

Anche se l’export attuale di “Bevande” resta contenuto, con circa 188 mila euro nei primi nove mesi del 2025, il nuovo quadro normativo potrebbe favorire una crescita importante.

Analoghe opportunità si aprono per i prodotti agricoli trasformati, che nello stesso periodo hanno superato complessivamente i 950 mila euro

Per quanto riguarda l’automotive, la componentistica veronese ha registrato esportazioni verso l’India per circa 965 mila euro nei primi nove mesi del 2025 La riduzione dei dazi sulle automobili, dal 110% al 10%, e la progressiva abolizione di quelli sui componenti favoriranno l’inserimento delle imprese locali nelle catene di fornitura internazionali.

Infine, anche il settore chimico-farmaceutico potrà beneficiare dell’intesa. Le esportazioni veronesi di prodotti chimici e medicinali superano complessivamente 1,6 milioni di euro, con dazi che finora arrivavano al 22% La loro eliminazione consentirà un miglioramento dei margini e una maggiore penetrazione sul mercato indiano

“Per la nostra provincia l’accordo appena siglato tra India e Unione Europea rappresenta un’opportunità di consolidamento e di sviluppo in un mercato storicamente caratterizzato da barriere tariffarie elevate La rimozione di tali ostacoli può indubbiamente favorire una crescita dell’export locale, finora limitato dai costi d’ingresso”.

Nel2025tieneiltessuto imprenditoriale

Saldopositivodi614unità

Segnali di tenuta per il tessuto imprenditoriale veronese. Nel 2025 il bilancio demografico d’impresa è positivo, con tasso di sviluppo pari a +0,67% Un dato che si colloca al di sopra della media regionale (+0,46%), pur rimanendo inferiore al valore nazionale (+0,96%). Secondo le elaborazioni dalla Camera di Commercio di Verona, al 31 dicembre lo stock di imprese registrate è così pari a 89.805 unità, con 5.299 nuove iscrizioni a fronte di 4.685 cancellazioni non d’ufficio, determinando un saldo attivo di +614 imprese. Il risultato registrato lo scorso anno segna un miglioramento rispetto alle +331 unità del 2024, grazie soprattutto a una contrazione delle cancellazioni del -6,6%, mentre le iscrizioni registrano una flessione di lieve entità (-0,9%)

A guidare la crescita, si confermano le società di capitale in aumento del 2,8% che, con 782 nuove unità, rappresentano oltre il 31% delle imprese Si mantengono pressoché stabili le imprese individuali, che costituiscono oggi ancora la quota maggioritaria (50,2%), mentre risultano in calo le società di persone (-1,39%)

Sotto il profilo settoriale, si conferma il trend dominante della terziarizzazione. Il comparto dei servizi è infatti l’unico a segnare una lieve crescita (+1,5%) e conta oggi 27.713 imprese, vale a dire il 30,9% sul totale. Seguono per consistenza numerica, il commercio (19%), l’agricoltura (16%), le costruzioni (14,1%) e l’industria (9,5%), che però evidenziano un trend negativo

“Cortinad’Ampezzo.Ledue Olimpiadi”

Lamostraitinerantededicataalledue edizionideigiochiOlimpiciinvernali-

itinerante “Sport e montagna tra tradizione e innovazione – Cortina d’Ampezzo, le due Olimpiadi”, un progetto espositivo che accompagna il percorso di avvicinamento ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. L’iniziativa si inserisce nel programma ufficiale dell’Olimpiade

Culturale ed è promossa da Regione del Veneto, Comune di Cortina d’Ampezzo, Fondazione Cortina, Longarone Fiere

Dolomiti e Unioncamere del Veneto, in collaborazione con Venicepromex e il Sistema Camerale Veneto

La mostra mette in dialogo le Olimpiadi invernali del 1956, simbolo della rinascita del Paese nel secondo dopoguerra, e quelle in programma settant’anni dopo, oggi ormai alle porte, accomunate da un filo conduttore fatto di straordinarie bellezze naturali, spirito sportivo, turismo e cultura

Per la prima volta, questi due momenti storici vengono raccontati insieme attraverso un percorso che intreccia memoria e innovazione, tradizione e futuro, restituendo una lettura evolutiva del rapporto tra sport, territorio e sviluppo. Curata dall’architetto Ugo Soragni, l’esposizione propone un suggestivo mix di ambienti immersivi multimediali e materiali storici di grande valore Tra i reperti esposti figurano una fiaccola olimpica originale del 1956, un bob degli anni Cinquanta, poster e fotografie d’epoca, oltre a progetti e plastici degli impianti sportivi e delle infrastrutture realizzate per le Olimpiadi del 1956 A completare il racconto, una selezione di cinegiornali e filmati storici dell’Istituto Luce che ripercorrono l’immagine di Cortina come capitale del turismo internazionale e teatro della prima Olimpiade invernale ospitata ai piedi delle Tofane

La mostra è a ingresso gratuito ed è visitabile tutti i giorni dalle ore 10 alle 18.

“L’esposizione promuove i valori olimpici e offre ai visitatori un’esperienza che integra storia, cultura e sport nella città di Verona, scelta come sede della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi e di apertura delle Paralimpiadi invernali 2026. Iniziative di questo livello confermano l’attrattività e la centralità della nostra provincia, non solo per il rilievo internazionale dell’evento sportivo, ma anche per le significative ricadute in termini di visibilità globale e di impatto economico sul territorio Verona riveste un ruolo socioeconomico strategico nel contesto del PIL regionale e questa occasione rappresenta un’importante leva di sviluppo per il sistema imprenditoriale locale In tale percorso, la Camera di Commercio svolge un ruolo centrale di rappresentanza, supporto e valorizzazione del tessuto produttivo, favorendo la nascita di nuove opportunità per le imprese e rafforzando la competitività del territorio È fondamentale che tutti gli attori sappiano cogliere appieno queste opportunità, anche in un’ottica di crescita e sviluppo futuro”.

Paolo Arena, presidente Cciaa Verona (nella foto).

Taglio del nastro per l’inaugurazione della mostra itinerante negli spazi della Camera di Commercio di Verona.

PROSSIMIAPPUNTAMENTI

PERCORSI FORMATIVI

FEBBRAIO - APRILE

L’Arabia Saudita e le opportunità di business per le aziende italiane

Unioncamere, in collaborazione con Promos Italia e nel quadro del Progetto SEISostegno all’Export dell’Italia, organizza un webinar dedicato all’Arabia Saudita e alle opportunità di business per le aziende italiane

9 febbraio dalle 10 alle 11

Per partecipare è necessario iscriversi al progetto SEI, accedere all’area riservata con le proprie credenziali e cliccare sulla pagina dell’evento nella sezione Formazione.

La registrazione è gratuita

Per informazioni: www.sostegnoexport.it

Mediazione e controversie societarie: soluzioni efficienti per le imprese

Il webinar gratuito è organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio di Bolzano, per fornire alle imprese una conoscenza della mediazione come alternativa più rapida, riservata ed economica rispetto alla giustizia ordinaria Nell’occasione verranno illustrate le caratteristiche della mediazione, con un focus sulla gestione dei passaggi generazionali nelle imprese e delle controversie transfrontaliere. Verranno chiariti anche i costi, le agevolazioni fiscali e le modalità di stesura delle clausole di mediazione. 10 febbraio dalle ore 16 alle ore 18 sulla piattaforma Zoom

Per il collegamento è necessario utilizzare il browser Chrome

Per informazioni: vr.camcom.it/webinar-mediazione-e-controversie

Export Front Desk Veneto

Riparte Export Front Desk Veneto, il servizio di incontri personalizzati in presenza presso la sede camerale veronese dedicato alle imprese interessate a conoscere le opportunità di business nei mercati esteri. I colloqui si svolgono con i funzionari del Team Veneto di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – e sono pensati sia per le aziende già attive sui mercati esteri sia per quelle intenzionate a espandersi.

10 febbraio | 17 marzo | 21 aprile | 12 maggio | 9 giugno | 14 luglio

La partecipazione al servizio è gratuita previa iscrizione

Per informazioni: vr.camcom.it/export-front-desk-veneto

DIRE, ambiente unico di compilazione pratiche

Prosegue a febbraio il ciclo di appuntamenti periodici per raccontare le novità introdotte con gli ultimi rilasci del software DIRE Il webinar approfondirà la dismissione degli applet per la spedizione pratiche Tyco e Comunica Impresa, la compilazione del modello S per la comunicazione dell’elenco soci e delle pratiche di Bilancio oltre all’import di pratiche compilate con altri software.

11 febbraio dalle 11 alle 12.30 sulla piattaforma Zoom

La partecipazione è gratuita ma è richiesta l’iscrizione

Per informazioni: https://www.vr.camcom.it/it/content/registro-imprese-webinar-leimprese-su-dire-ambiente-unico-di-compilazione-pratiche

Sustainable Solutions Match 2026: incontri B2B online per la sostenibilità e l’economia circolare

Sustainable Solutions Match è un evento online dedicato alle imprese e alle organizzazioni interessate a confrontarsi su soluzioni innovative per un’economia europea più sostenibile. L’iniziativa propone incontri B2B e sessioni di pitching su temi strategici quali l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la riduzione delle emissioni, la sostenibilità nel turismo e le innovazioni nel settore agrifood. La partecipazione è gratuita e aperta a realtà di tutti i settori, con incontri svolti in lingua inglese

Online dal 16 al 27 marzo

Per informazioni: vr.camcom.it/sustainable-solutions-match-2026

11th Morocco International Fashion, Textile and Machinery Exhibition

La Camera di Commercio Italiana in Marocco e Morocco Fashion Style&Tex organizzano l’undicesima edizione di Morocco Fashion Style G Tex dal 2 al 5 aprile 2025 al centro fiere OFEC Un forum internazionale di riferimento per l’industria tessile con oltre 550 espositori internazionali e più di 20mila professionisti attesi alla scoperta delle ultime innovazioni e tecnologie del tessile, della moda e dell’evoluzione culturale Africa/Europa

La fiera offre ai partecipanti di tutto il mondo un’opportunità unica per incontrare potenziali partner, fornitori, clienti e investitori.

2-5 aprile - centro fiere OFEC di Casablanca (Marocco)

Per ulteriori informazioni le imprese interessate possono contattare la Camera di Commercio Italiana in Marocco all’indirizzo foires@ccimaroc.com

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