

a casa!
chissà come hai trascorso la notte...
... la mia è stata assurda

... essere lasciata in pace. voglio solo... e come te...

giuro che se continuate a guardarmi il culo, prendo l’acido e vi brucio gli occhi!
ehilà, bella mia!...

se pensi di andare a dormire, scordatelo! ti ricordo che tra un’ora...
se siamo a questo punto, forse è già troppo tardi.
speravi di tornare di nascosto?
lo sai che questa scala è peggio delle oche!
lo so! consiglio di guerra con i ragazzi dell’orchestra.
anche se sei stanca morta, è meglio se mi affianchi!
non è mai troppo tardi!
se decidono di mollare, prima dovranno sostenere il tuo sguardo!
e che io sto di guardia.
preparati con calma e torna pimpante e vivace! potrebbe essere la nostra salvezza!
mai! con degli occhi come i tuoi!
katina, dai, risparmiami le sviolinate. sono stanca.
non vedo l’ora che mi racconti la tua notte brava...

e quella giacca sulle spalle?
non è forse di un uomo?
con i manghes! dài! vatti a sistemare! quello che ti sei scelto per stanotte ti ha ridotto...
... a pezzi!
che bella sottoveste, zuccherino.
sì? che c’è, lupacchiotta?
mi hai stufata, katina.
non sono mica nata ieri!...
non c’è stato niente! sei uno straccio.
vai a dare una pulita alla sala, è uno schifo!
fotis! vieni un po’ qua!
non mi freghi!
cosa? mi sono lavato. ohohoh! nah nah. vacci piano, topino. col sole che ti sorge sul culo.
prima dai lo straccio!
la situazione è grave. pensiamo dopo alle cosacce.
chiaro, sei già sbronzo marcio.

mamma mia, i maschi! anche lui, nel suo stato, ci prova sempre.
a naso direi...
... markos. forse?
e beba che ha passato la notte con i peggiori di tutti...
... e mi vuol far credere che non c’è stato niente?
ha una cotta sicuro, che scema!



zigoala! aprimi!

no, markos. non sto giocando! tra noi è finita!
ho dormito davanti alla porta, come un cane. sono stanco...
ti sento, zigoala!
vorrei lavarmi e cambiarmi! che gioco è questo? apri!
ieri quando abbiamo litigato, non mi hai rincorsa. non mi hai cercata! no! sei stato fuori a suonare tutta la notte! non mi ami più!
e neanche io! non tornare mai più!
Quindici anni dopo Rebetiko , David Prudhomme torna a raccontare le peripezie dei suoi “bluesmen” greci nell’Atene degli anni Trenta. Lo sguardo si concentra stavolta sulle donne, le loro voci, gli amori e le battaglie per vivere in un mondo maschile e violento. Tra passioni tumultuose, tradimenti, slanci di allegria, malinconie abissali, una storia di musica e resistenza sulla necessità di difendere la propria diversità e la propria arte dalle insidie del potere.

E 23,00