Caddy's Magazine Life&Care

Page 1


La rivista di benessere pensata e realizzata per te da

Life&Care

Life & Style

Non rinunciamo all’aria aperta in inverno: regola umore e sonno

MAGAZINE anno 5 - n.2 / 2025

Life & Fitness

Un tappetino, una sedia, attrezzi semplici: ecco la palestra in casa

Life & Food

Mini-guida ai metodi di cottura, tra trend, salute e gusto

la luce dell'inverno Scopri

SCOPRI LA LUCE DELL'INVERNO

Parlare di luce nella stagione invernale sembra una presa in giro: giornate corte, spesso si esce e si torna a casa col buio, la routine è dettata dalla successione di periodi stressanti e molto stressanti… pensiamo, ad esempio, alle feste: così piene di gioia, ma anche così difficili da trascorrere in vero relax, anche perché prima magari abbiamo prosciugato ogni energia per arrivarci con “tutto a posto”. Eppure, la stagione fredda è piena di luce, reale e metaforica, di cui possiamo godere per coltivare il nostro benessere. E a essa questo numero è dedicato.

Prendo spunto dall’ormai annosa questione del se abbia ancora senso cambiare ora a marzo e a ottobre. L’ora legale, introdotta per risparmiare energia sfruttando meglio la luce naturale, oggi offre vantaggi marginali: i consumi elettrici non dipendono più dall’illuminazione, ma da riscaldamento e condizionatori. Restano però effetti positivi sulla vita sociale e l’organizzazione quotidiana, grazie alle giornate più lunghe. L’ora solare, quella che abbiamo ora, rispetta maggiormente i ritmi biologici naturali, garantendo un ciclo luce-buio più stabile e benefici per sonno, concentrazione e umore. Spesso, invece, il cambio stagionale può creare disagi temporanei, come stanchezza o difficoltà di adattamento, cattivo umore. Tutto proprio per un’ora in più o meno di luce: qui sta la sua importanza.

E allora, il consiglio – che vedrete declinato in diverse forme nelle prossime pagine – è quello di non dimenticare in questi mesi di guardare fuori dalla finestra di casa e dell’ufficio. E di uscire. Perché una giornata di sole in pieno inverno ha una luce magica. E se non c’è il sole, pazienza: rientrare poi riserva un bel piacere.

Buona lettura!

di Antonella Scambia

Life&Care

sommario

Editoriale

SCOPRI LA LUCE DELL'INVERNO 03.

Life&Style

ARIA APERTA, MENTE FELICE Anche d’inverno 06.

Life&Fitness

LA PALESTRA IN CASA Anche col fai-da-te 10.

Life&Wellness

LA RIVINCITA DEI RIMEDI DELLA NONNA Tra mito e realtà 16.

Life&Food

OGGI CUCINO… COME? Tra pentole e padelle 20.

Life&Soul

SCIOGLI I NODI E VAI I nostri consigli 24.

Seguici sui nostri canali social e scopri tutte le novità sul sito caddys.it

Life&Care

Anno V - Numero 2 Semestrale - 2025

Direttrice responsabile

Antonella Scambia

Redazione e progetto grafico AD010 srl

Hanno collaborato

Giovanni Monforte

Maila Nuccilli

Silvia Tironi

Editore AD010 srl

In questo numero abbiamo parlato con

Dott. Mattia Carolo psicologo

Dott.ssa Grazia Doneddu farmacista, Parafarmacia

Maxi Caddy’s Cagliari

Dott. Francesco Francini

medico nutrizionista, Azienda OspedaleUniversità di Padova

Gianluca Petri personal trainer

Dott. Davide Rocco farmacista, responsabile Parafarmacia

Maxi Caddy’s Belluno

Dott. Pietro Scalera fitoterapeuta, medico di medicina generale

Proprietà DMO spa

Registrazione Tribunale di Padova n. 2515 del 8 aprile 2021

Numero chiuso il 25 novembre 2025

Diego Scaramuzza agrichef, presidente Terranostra Veneto

Andrea Veglianti personal trainer

I nordici la sanno lunga: stare fuori, esporsi alla luce naturale, regola l’umore e incide in modo positivo sul ritmo sonno-veglia

C’è una differenza sottile ma netta tra “uscire” e “stare fuori”. Il primo può voler dire correre al supermercato o accompagnare qualcuno alla stazione; il secondo è un gesto consapevole, quasi un rito. È decidere di respirare davvero, di fermarsi, di stare nella luce naturale, di lasciare che la pelle e i sensi si ricordino che esiste un mondo oltre le pareti. Stare all’aria aperta, regolarmente, è un potente strumento di benessere psicofisico. Se quel “fuori” avviene in un contesto naturale - un bosco, un parco, la riva del mare - l’effetto si amplifica. Se in compagnia, i benefici aumentano ulteriormente. In estate sembra ovvio: passeggiate al tramonto, cene all’aperto, chiacchiere al parco. Ma è proprio in inverno che questa abitudine può fare la differenza. «Dopo una giornata chiusi tra casa, ufficio e auto, il corpo accumula stress e la mente si irrigidisce», spiega lo psicologo Mattia Carolo di Venezia.

Basta poco e… non costa! «Uscire non è un’antica cura esoterica: è una pratica quotidiana, a basso costo e con supporto scientifico crescente», continua lo psicologo, «stare all’aria aperta anche per pochi minuti aiuta a regolare l’umore, ridurre irritabilità e aumentare la presenza mentale. Molte ricerche e interventi sul campo mostrano che integrare la natura

nella vita quotidiana incrementa il benessere collettivo e individuale». Ma come fare quando il lavoro chiama e non ci permette di aver così tanto tempo da dedicare all’aria aperta? «Anziché puntare a una lunga escursione settimanale», suggerisce Carolo, «si possono organizzare due o tre micro uscite quotidiane (da dieci o venti minuti): colazione sul balcone, camminata mattutina verso il lavoro, pausa pranzo in un parco. Le prove suggeriscono che il formato “breve ma regolare” produce effetti significativi» Esporsi alla luce naturale del mattino aiuta il ritmo sonno-veglia. Si possono organizzare dei “walking meeting” di venti minuti invece di restare seduti: sono più dinamici e spesso più creativi. «Le evidenze sono robuste ma non universali: l’effetto dipende da frequenza, qualità dell’ambiente (verde versus cemento), stato di salute iniziale e contesto sociale. Per condizioni cliniche, l’aria aperta è un complemento - non un sostituto - dei trattamenti indicati».

Cosa fanno in Nord Europa

Nei Paesi nordici, la cultura del friluftsliv“vita all’aria aperta” in norvegese - trasforma la natura in abitudine quotidiana, non in escursione occasionale. In Italia, viviamo a una latitudine più favorevole, eppure spesso ce ne dimentichiamo. Abbiamo più sole, più giornate miti, più luce naturale, ma

Life& Style

la sfruttiamo poco. Lavoriamo al chiuso, ci muoviamo in auto, e anche il tempo libero finisce spesso davanti a uno schermo. Per i norvegesi e gli svedesi non si tratta di eroismo, ma di normalità. Pioggia, neve o vento non sono ostacoli, ma parte del gioco. Passeggiano, sciano, si incontrano all’aperto, cucinano o semplicemente si siedono a guardare il paesaggio. L’idea è semplice: non esiste il “brutto tempo”, ma solo “vestiti sbagliati” «I Paesi nordici ci insegnano a non rassegnarci alla “notte lunga”: praticano la socializzazione invernale, l’esercizio regolare all’aperto e l’uso combinato di interventi (eventi comunitari, centri sociali, lampade) per prevenire l’isolamento e la depressione stagionale. Camminate, socializzazione e piccoli rituali all’aperto riducono isolamento e stress stagionale»,

racconta lo psicologo. Non serve, infatti, aspettare la primavera o puntare solo a una giornata di sole perfetta. Le ore si accorciano? Tant’è. Il freddo invita al divano? Sfida accettata. Invernare bene all’aperto significa rompere il ciclo “chiusi + poco stimolo” che peggiora irritabilità, sonno, energia. Come detto, vari studi dimostrano che anche in inverno l’esposizione alla luce naturale e alla natura aiutano a regolare il sonno e a migliorare il benessere mentale. E poi, pensiamo al “dopo”: tornare a casa dopo una breve camminata al freddo regala un senso di presenza e di risveglio dei sensi. «L’importante è rendere l’esperienza piacevole e accessibile», conclude Carolo: «Vestirsi a strati, scegliere percorsi o attività gradevoli, come la pausa pranzo all’aperto, sono gesti semplici che, ripetuti, diventano

un vero atto di cura». Stare all’aria aperta, anche d’inverno, significa ricalibrare corpo

LA PALESTRA IN CASA

Per fare della sana ginnastica senza uscire bastano tappetino, sedia e pochi attrezzi, anche semplici come delle bottiglie d’acqua… e buona volontà!

Di scuse non ce ne sono. Allenarsi - e mantenersi in forma - non è mai stato così semplice. Di piattaforme e account social di esperti di fitness e wellness è pieno il web, e le palestre fioriscono in ogni angolo delle città. E, volendo, c’è anche il personal trainer che viene a domicilio. Insomma, non mancano le soluzioni per seguire le indicazioni dell’OMS sull’attività fisica per mantenersi in salute: per gli adulti 150-300 minuti a settimana di attività fisica moderata, o 75-150 minuti di attività intensa, oltre a esercizi di rafforzamento muscolare. È questione di volontà e organizzazione «Per muoversi e allenare i muscoli non servono grandi spazi o attrezzature sofisticate: bastano un angolino della camera o del salotto, un tappetino, una sedia, dei pesi o delle bottiglie d’acqua. Possiamo aggiungere anche una cavigliera, degli elastici, un pilates ring con cui far lavorare l’interno coscia, un po’ di musica e... il fitness a domicilio è servito», spiegano Gianluca Petri e Andrea Veglianti, personal trainer e proprietari dell’AG Loft Exclusive Fitness di Roma.

Su misura “per lei”

In un’ottica di “autogestione”, per un buon allenamento casalingo adatto alle donne sono sufficienti dai 45 ai 50 minuti. «Prima di iniziare l'attività fisica è bene scaldare i muscoli», si raccomandano gli sportivi:

«Fare dello skip, cioè una corsa calciata o una corsa con ginocchia alte sul posto. Poi piegamenti o squat molto veloci, o mezzi squat sul posto e ad alte frequenze». Dopo il riscaldamento si passa agli esercizi più specifici. Per la parte alta del corpo, «mettersi in ginocchio sul tappetino, incrociare i piedi e flettere le braccia portando il petto verso il basso», propongono i personal trainer. «Per allenare i tricipiti, si possono usare dei pesi di 1, 2 o 3 kg, o delle bottiglie d’acqua: ci si siede su una sedia e si fanno alzate laterali, frontali e spinte in alto». Per rassodare il lato B, perfetto è il «ponte glutei: sdraiarsi in posizione supina e sollevare e abbassare i glutei». I sumo squat rafforzano i muscoli adduttori dell'interno coscia e i glutei, ma coinvolgendo anche i quadricipiti: ruotare i piedi di 45° verso l'esterno, la schiena dritta e il petto in fuori, scendere piegando le ginocchia, finché le cosce non sono parallele al pavimento, poi risalire spingendo sui talloni. Si possono anche utilizzare gli elastici (i neri e i viola hanno una resistenza maggiore, i gialli e i verdi fanno meno resistenza) per fare una bella accosciata (una sorta di squat) laterale. Attenzione a quando si allenano gli addominali: «Durante i crunch, curare bene la postura: la zona lombare dev’essere ben attaccata al suolo. Sollevare le gambe a squadra e spingere verso l’alto». Il plank consiste nel mantenere una posizione simile a quella di un piegamento, sostenendo il peso del cor-

po sugli avambracci e sulle punte dei piedi. Anche la sedia romana è molto efficace per l’addome: «Schiena al muro e gambe a 90°, si resta in tensione per 30 secondi». Da provare anche i reverse crunch: sdraiati a terra, braccia lungo i fianchi, si sollevano il bacino e le gambe da terra contraendo gli addominali.

pettorale, si possono fare piegamenti di diversi tipi: classico senza le ginocchia a terra; con i piedi su una sedia e braccia a terra, in pendenza, per far lavorare di più la parte alta del petto; oppure gambe giù e mani e braccia strette sulla sedia per far lavorare la parte bassa del petto. In alternativa, stendersi su un tappetino, le gambe a tavolino per proteggere la zona lombare e spingere

da mezzo litro, alzarsi e spingere in alto le braccia, poi risedersi senza aiuto. Questo esercizio rafforza gambe, braccia ed equilibrio».

Insomma, ciascuno può trovare la possibilità di muoversi anche in casa.

Vero: una grande pecca è la mancanza di socialità, ma è sempre meglio e molto più salutare che stare fermi!

I consigli della farmacista

FARMACISTA

Parafarmacia Maxi Caddy’s Cagliari

Alcuni integratori promettono di migliorare la salute della pelle nei mesi freddi: quali nutrienti possono realmente contribuire a una pelle più idratata e resistente alle basse temperature? Durante i mesi freddi, la barriera cutanea perde coesione e il film idrolipidico (la sottile pellicola che mantiene la pelle morbida e protetta) si altera.

Alcuni integratori possono contribuire a una pelle più idratata, elastica e resistente:

• Omega-3 e Omega-6: rinforzano la barriera lipidica cutanea, migliorano elasticità e comfort.

• Vitamina C: fondamentale per la sintesi del collagene e la protezione antiossidante da freddo e inquinamento.

• Vitamina D: regola la proliferazione e la differenziazione cellulare. Nei mesi invernali, la minore esposizione al sole può causarne una carenza, rendendo utile l'integrazione.

• Zinco e Selenio: cofattori di enzimi antiossidanti, indispensabili per la rigenerazione cutanea e la protezione dallo stress ossidativo.

• Collagene idrolizzato e acido ialuronico orale: migliorano l’idratazione e la compattezza cutanea, riducendo la rugosità.

L’aria secca e i bruschi sbalzi di temperatura sono tra i principali nemici della pelle in inverno: quali strategie si consiglia di adottare, anche a sup-

porto topico, per mantenere il film idrolipidico in salute? La strategia più efficace è idratare e rinforzare: utilizzare oleo-detergenti o syndet delicati (pH ~5.5), evitando prodotti schiumogeni o aggressivi. Applicare creme o balsami ricchi di lipidi fisiologici (ceramidi) e umettanti (glicerina, acido ialuronico) e stenderli subito dopo la detersione, su pelle ancora leggermente umida per “sigillare” l’idratazione.

Pelle secca, arrossata, che “tira”: come cambia l’approccio dermocosmetico tra una pelle giovane e una più matura nei mesi freddi? Sono segni che la barriera cutanea è compromessa, ma cause e bisogni possono essere diversi a seconda dell’età.

Pelle giovane: la barriera è ancora efficiente, ma più soggetta a disidratazione e irritazioni. Cosa consiglio:

• Detergenti ultra-delicati (gel o latte);

• Texture leggere e non occlusive;

• Attivi: ceramidi, glicerina, acido ialuronico, niacinamide, pantenolo.

Pelle matura: riduzione di lipidi, collagene e acido ialuronico porta a secchezza persistente e fragilità capillare. Cosa consiglio:

• Detergenti con oli o creme lavanti nutrienti;

• Texture ricche, nutrienti, oleose ma non pesanti;

• Attivi: peptidi, vitamina C stabilizzata, niacinamide, acido ialuronico a diversi pesi molecolari.

I consigli del farmacista

FARMACISTA RESPONSABILE

Parafarmacia Maxi Caddy's Belluno

Durante l’inverno, l’alimentazione tende a diventare più monotona: quanto incide questo aspetto sulla necessità di ricorrere a un’integrazione mirata? In inverno, un’alimentazione monotona aumenta il rischio di carenze nutrizionali. La ridotta disponibilità di frutta e verdura fresca, e la preferenza per cibi più calorici e meno vari, rendono più difficile assumere tutti i micronutrienti necessari. L’integrazione non è sempre indispensabile, ma può essere un valido aiuto per colmare le lacune di una dieta poco varia.

In genere i nutrienti più spesso considerati sono:

• Vitamina D: poiché la sua produzione dipende dall’esposizione solare, un integratore può aiutare a mantenere i livelli ottimali durante i mesi più freddi.

• Vitamina C e Zinco: questi nutrienti supportano il sistema immunitario e possono essere utili per prevenire i malanni di stagione.

• Vitamine del gruppo B e Magnesio: contribuiscono a ridurre stanchezza e affaticamento, comuni in inverno.

• Prebiotici e Probiotici: aiutano a mantenere l’equilibrio del microbiota intestinale, cruciale per il benessere generale.

Il freddo e la ridotta esposizione alla luce influenzano anche l’umore e la qualità del sonno. Esistono integratori che possono contribuire a ristabilire

questo equilibrio naturale? Sì, il freddo e la ridotta esposizione alla luce solare influenzano negativamente umore e sonno, ma esistono integratori che possono aiutare a ristabilire l’equilibrio. Integratori di vitamina D sono utili per compensare la carenza di sole, che impatta sui livelli di serotonina e sull’umore. Altri integratori come la melatonina (per il sonno), il magnesio (per il rilassamento e l’energia) e gli omega-3 (per la funzione cerebrale), possono contribuire a contrastare stanchezza, ansia e sonnolenza.

In inverno, spesso si tende a “potenziare” l’assunzione di integratori: quanto è importante invece personalizzare la scelta in base allo stile di vita e alle eventuali carenze individuali? In inverno, personalizzare la scelta degli integratori in base allo stile di vita e alle carenze individuali è fondamentale, non solo per massimizzare l’efficacia del prodotto, ma anche per evitare rischi e sprechi. Una supplementazione “standard” o non mirata, può essere inutile o addirittura dannosa.

Il passo più importante è chiedere il parere di un medico, un dietologo o un farmacista. Tramite esami del sangue e un’analisi dello stile di vita, un esperto può identificare eventuali carenze e consigliare il prodotto più adeguato.

LA RIVINCITA

DEI RIMEDI

DELLA NONNA

Tra mito e realtà

Funzionano se ci si dà il tempo

di guarire: è una questione di principi attivi sempre validi.

Ma se i sintomi persistono, serve la medicina convenzionale

Nella vita c’è un rimedio della nonna un po’ per tutto, soprattutto per i malanni di stagione: naso chiuso o che cola, mal di gola e di ossa, tosse, raucedine, pelle screpolata, qualche linea di febbre. Correre dal medico al primo manifestarsi dei sintomi è un po’ esagerato, come fare incetta di farmaci con la pretesa che spazzino via il malessere in un batter d’occhio. Oggi è proprio questo che accade: ci manca il tempo per guarire. Eppure, sappiamo che ci vuole pazienza: un’influenza passa in genere in 3-5 giorni.

Natura e saggezza popolare

I celeberrimi “rimedi della nonna” sono l’eredità della conoscenza della natura che l’uomo ha maturato nei secoli. Per esempio, «le nostre nonne dicevano che l'influenza e il raffreddore si curano con le tre L: lana (ossia il calore), letto (il riposo) e latte, meglio con un po’ di miele», evidenzia Pietro Scalera, fitoterapeuta e medico di medicina generale, componente della Fimmg – Metis (Società Scientifica dei Medici di Medicina Generale) e della SIMPeSV (Società italiana di Medicina di Prevenzione e degli Stili di Vita). «A queste tre L ne aggiungerei una quarta, il libro: se si rilassa la mente e si evita lo stress, si impedisce a quest’ultimo di creare problemi al microbiota intestinale, il nostro secondo cervello, che agisce sul sistema immunitario. E così si guarisce prima e meglio», suggerisce l’esperto. Che, a pro -

posito delle “terapie" della nonna commenta: «Ippocrate, 2500 anni fa, sosteneva che la natura è il medico della malattia. Quindi ben vengano questi rimedi naturali, ma usati cum grano salis, evitando gli eccessi. Vanno bene ai primi sintomi, ma in caso di persistenza bisogna chiamare il medico»

Alimentazione, prevenzione, cura L’alimentazione è alla base della prevenzione. Al primo insorgere dell’influenza, le nonne consigliavano arance e mandarini, zuppe e brodo di pollo. «Introdurre liquidi, sali minerali e vitamine per sopperire a quelli persi durante lo sfebbramento è importantissimo», rimarca il medico. «Le spremute, come i centrifugati di verdure crude (quelle cotte hanno meno vitamine e sali minerali), servono a idratare e a reintrodurre vitamine, tra cui la C (contenuta negli agrumi ma anche in peperoni, crucifere, broccoli, cavoli, asparagi), che è antiossidante e immunoregolatrice. Il brodo di pollo è un corroborante per l’organismo perché ricco di proteine e di aminoacidi, tra cui il triptofano, un precursore della serotonina, l’ormone della felicità. Ecco perché possiamo dire che il brodo di pollo è un valido aiuto contro l’influenza, perché le sue proteine danno un po' di carica e riducono il senso di stanchezza e di astenia post-influenzali».

Tisane, suffumigi e sciroppi “naturali”

Anche il caldo è un toccasana: «Le tisane con timo, pino mugolio, rosa canina, salvia o i suffumigi con olii essenziali di eucalipto, rosmarino, pino mugolio e menta, che ha anche un lieve effetto antibatterico e antivirale, aiutano a liberare le vie respiratorie superiori e a sciogliere il muco e a lenire il mal di gola e un po' di tosse». Questi principi attivi, fitocomplessi, si possono assumere anche per bocca come integratori e nutraceutici. Ci sono anche sciroppi che contengono malva, pino mugolio o timo, per alleviare i sintomi della tosse e decongestionare. «Non sono una cura, ma un supporto» precisa Scalera, che si raccomanda: «Non esagerare con nutraceutici e rimedi naturali, che possono avere effetti collaterali proprio come i medicinali: la vitamina C,

ad esempio, se presa in eccesso (non superare i 2 grammi al giorno), può dare disturbi gastrointestinali, diarrea, nausea, crampi, vomito, bruciore di stomaco. La vitamina D in eccesso provoca ipercalcemia con conseguente perdita dell’appetito, nausea e vomito, seguiti da debolezza, nervosismo e ipertensione arteriosa»

Gli impacchi

Geloni e pelle secca e screpolata, poi, sono inconvenienti della fredda stagione. Le nonne consigliavano impacchi con le patate contro il gonfiore e l’olio extravergine d’oliva contro la secchezza cutanea: «Più che altro sono i loro principi attivi i veri toccasana», precisa il dottore. «La patata è ricca di amido, migliorativo dei sintomi, perché ha

un effetto antinfiammatorio, anti-irritativo, decongestionante e lenitivo. L’olio d’oliva contiene antiossidanti, polifenoli, che sono antinfiammatori, e vitamina E, che serve per togliere prurito e far guarire le ferite. Quindi vanno benissimo»

DEFENCE MY AGE

Trattamenti formulati per elevare la qualità della pelle ad ogni età

DEFENCE MY AGE PEARL

PELLE IN MENOPAUSA PRO-AGING

DEFENCE MY AGE

PELLE MATURA

DEFENCE MY AGE GOLD

NOVITÀ

PRO-LONGEVITÀ

DEFENCE MY AGE DIAMOND

Tested | Profumo Senza Allergeni | Senza Conservanti

In questa stagione la cucina e tutti i suoi strumenti lavorano a pieno ritmo:

ecco una mini-guida ai metodi di cottura, tra salute e gusto

Le verdure è meglio cucinarle al vapore oppure in acqua? È sufficiente condire la carne con olio o limone per ridurre il rischio cancerogeno connesso alla cottura alla brace? E poi, il fritto fa davvero male? Sono alcuni dei quesiti più ricorrenti, quand’è il momento di mettersi in cucina. Senza dimenticare le nuove tendenze, dalla friggitrice ad aria alle cotture a bassa temperatura o sotto vuoto. «La scelta del tipo preferito di cottura dipende anche da abitudini personali», premette lo “chef contadino” Diego Scaramuzza, presidente di Terranostra Veneto, associazione che riunisce circa 600 agriturismi regionali.

Il buono del vapore

«Io ho ancora delle abitudini molto tradizionali, anche per una questione di gusto del cibo. Per le verdure si prediligono le cotture a vapore», continua lo chef: «Vanno bene anche le cotture in acqua. Purché l’acqua di cottura venga rigenerata costantemente. Per 10 kg di spinaci, devo cambiarla almeno tre volte. Se continuo a cuocere le verdure nella stessa acqua della prima cottura, per ossidazione si rovinano le proprietà nutritive». Oggi la tendenza è di ridurre il tempo di cottura delle verdure, proprio per preservarne il contenuto benefico, ma anche colore e gusto. I nutrizionisti non hanno dubbi nell’indicare come preferibile la cottura al vapore. Nella cottura in acqua

si disperdono sali e vitamine idrosolubili e, una volta scolate, delle verdure mangiamo sostanzialmente fibre e una percentuale ridotta di nutrienti. Nella cottura a vapore, invece, non essendo immerse nell’acqua, le verdure conservano tutto il loro contenuto.

Le cotture dirette

Un approfondimento specifico meritano le cotture dirette. È il caso della brace, ma anche della padella, in cui il cibo è esposto alla fonte diretta di calore della fiamma. «Il problema di queste cotture è legato alla formazione di composti dovuti all’alterazione dei costituenti del cibo», chiarisce Francesco Francini, medico nutrizionista nell’Azienda Ospedale Università di Padova: «Grassi e proteine possono unirsi e trasformarsi in sostanze tossiche, potenzialmente cancerogene. Se cuociamo su una fonte diretta ad alta temperatura, dovremmo evitare che il cibo, in particolare la carne, si bruci, acquistando quel colore nerastro o molto scuro». La cottura alla brace è gustosa, proprio perché c’è il “bruciaticcio”. Peccato che questo faccia male. Per tale motivo, quando facciamo il barbecue, è buona cosa conciare la carne, vale a dire cospargerla con dell’olio (preferibile), oppure del limone. È buona pratica ungere le superfici con l’olio anche quando si cucina in padella a temperatura elevata. Il problema del contatto con le alte temperature si può avere pure nella

cottura al forno. Un espediente utile può essere avvolgere il cibo in carta stagnola «La cottura al cartoccio conserva le caratteristiche dell’alimento», aggiunge Francini, «il prodotto che ne deriva non ha avuto un contatto diretto con superfici estremamente calde e non è incorso nella distorsione dei principi nutritivi»

E il fritto?

Rispetto al passato, oggi si tende a preparare sughi e ragù cercando di non ricorrere alla base del soffritto di verdure, per renderli meno pesanti. Ma in sé la frittura è una cottura che continua a piacere. «Il fritto va molto. Le persone lo mangiano tantissimo, soprattutto fuori casa», commenta lo chef Scaramuzza, «mentre a casa non lo fanno

oppure utilizzano macchine convinti di fare fritture, che fritture non sono». Il riferimento è alle friggitrici ad aria, una moda degli ultimi tempi e, infatti, sempre più diffuse nelle cucine di casa. «Non demonizzo lo strumento. Le attrezzature vanno tutte prese in considerazione, anche per le necessità che si hanno a casa di velocità, sporcare meno e non fare odori», precisa Scaramuzza, «ma la friggitrice ad aria potrebbe essere definita una sorta di piccolo forno ventilato. Il fritto è quello che viene immerso in un grasso animale o vegetale». Chef e nutrizionisti concordano sul fatto che il fritto in sé non vada demonizzato. Se lo consumiamo una volta alla settimana, o anche ogni quindici giorni, possiamo tranquillamente mangiare un fritto vero. L’importante è usare alcuni accorgimenti. Nella frittura l’olio è sottopo -

sto a uno stress termico ad alte temperature, generando sostanze che possono creare problemi digestivi. Bisogna avere l’accortezza di cambiare ogni volta l’olio di frittura e usare un olio extravergine di oliva o un olio alto oleico, di semi di girasole e o di arachide, così da avere un punto di fumo più alto e che bruci meno, permettendo una digeribilità maggiore del fritto. È importante anche asciugare bene il cibo dopo la frittura, così da rimuovere buona parte dell’olio.

SCIOGLI I NODI

E VAI

I nostri consigli

Tra libri, film e podcast, in questa

stagione i nostri suggerimenti culturali

hanno tutti un filo conduttore:

uscire dalla nostra zona di comfort

DA LEGGERE

La via della leggerezza, di Franco Berrino.

Cibo, movimento e consapevolezza per vivere in equilibrio con le stagioni e con la natura. Un manuale di benessere che si legge come una carezza.

Il potere del respiro, di James Nestor.

Un viaggio scientifico e spirituale nel modo in cui respiriamo e su come l’aria, dentro e fuori di noi, influisce su salute e umore. Perfetto per chi vuole imparare a “respirare luce”.

Camminare, di Henry David Thoreau.

Un piccolo classico che invita a ritrovare se stessi nella natura. Camminare, per Thoreau, è un atto di libertà e di apertura al mondo: ogni passo è una meditazione.

DA VEDERE

Le otto montagne, di Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch.

È l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Paolo Cognetti: attraverso paesaggi maestosi e silenzi carichi di significato, racconta la ricerca di sé e del proprio posto nel mondo.

Into the Wild, di Sean Penn.

È un viaggio intenso e poetico alla scoperta della libertà, dove Christopher McCandless abbandona la vita convenzionale per immergersi nella natura selvaggia degli Stati Uniti. Il film celebra i grandi spazi aperti, il contatto autentico con l’ambiente e la ricerca interiore.

DA ASCOLTARE

Cose molto umane, di Gianpiero Kesten.

Podcast sulle “cose interessanti spiegate in modo semplice, ogni giorno”. Ve lo suggeriamo nelle puntate dedicate al benessere e alla psicologia quotidiana.

Il Bruco. Esci dal bozzolo, di Andrea Cadelli.

Cadelli è guida naturalistica e appassionato di attività all’aria aperta: il nome “bruco” evoca l’idea di uscire dal bozzolo, cioè trasformarsi, esplorare, lasciare la zona di comfort per inoltrarsi nell’outdoor, nel verde, nella natura. Non è solo “andiamo in montagna”, è “cosa significa stare all’aperto, come lo viviamo, cosa ci offre”.

NELLO SMARTPHONE

WeWard, è l’app che trasforma i passi in premi. Camminando si accumulano “Ward”, si partecipa a sfide e si esplorano nuovi percorsi, il tutto con un’interfaccia semplice e motivante. L’incentivo dei premi rende ogni passeggiata all’aria aperta un piccolo traguardo quotidiano.

AllTrails è l’app per scoprire percorsi e sentieri vicino casa. Una spinta pratica per uscire, anche solo per mezz’ora, e ritrovare energia e luce naturale.

DA PROVARE OFFLINE

Quando la giornata sembra troppo corta, uscite comunque. Bastano dieci minuti di aria fresca, un raggio di sole, un cielo intravisto tra i rami. La luce reale - quella che tocchiamo - aiuta la luce interiore a tornare. E se piove, o il cielo è grigio, cercatela altrove: in un libro, in un volto amico, in una canzone che conoscete a memoria. Oppure dedicatevi al gardening d’inverno: piante aromatiche da interno, bulbi e piccole cure verdi che profumano la casa e migliorano l’umore.

CITAZIONI MOTIVAZIONALI

“La bellezza della luce è che esiste anche quando non la vedi.”

Albert Camus, scrittore, filosofo, saggista

“Camminare è il modo più semplice per entrare in contatto con la meraviglia.”

Rebecca Solnit, scrittrice, giornalista, attivista

“In ogni passeggiata nella natura l’uomo riceve molto di più di ciò che cerca.”

John Muir, ingegnere, naturalista e scrittore

“Quanto più uno vive solo, sul fiume o in aperta campagna, tanto più si rende conto che non c’è nulla di più bello e più grande del compiere gli obblighi della propria vita quotidiana, semplicemente e naturalmente.

Dall’erba dei campi alle stelle del cielo, ogni cosa fa proprio questo; c’è tale pace profonda e tale immensa bellezza nella natura, proprio perché nulla cerca di trasgredire i suoi limiti.”

Rabindranath Tagore, poeta, drammaturgo, filosofo e scrittore indiano

di Maila Nuccilli

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Issuu converts static files into: digital portfolios, online yearbooks, online catalogs, digital photo albums and more. Sign up and create your flipbook.