Sebastiano Barcaroli
Storie feline di gatti famosi 50 storie vere di gatti e dei loro amici celebri illustrazioni di Marco Bonatti
Storie feline di gatti famosi di Sebastiano Barcaroli Illustrazioni: Marco Bonatti Art direction e grafica: Sebastiano Barcaroli Prima edizione: novembre 2023 © 2023, Solone srl
Tutti i diritti riservati Collana Saggistica, 2 Ordini e informazioni: info@burno.it burno.it Stampato nel mese di novembre 2023 tramite Tespi srl - Eboli (SA) La casa editrice e gli autori con questa opera intendono assolvere a una funzione di informazione. A tal riguardo ogni illustrazione originale assolve al compito di omaggio all’importanza del personaggio o dell’oggetto ritratti.
Sebastiano Barcaroli
Storie feline di gatti famosi 50 storie vere di gatti e dei loro amici celebri illustrazioni di Marco Bonatti
Dedicato a mia mamma, che mi ha cresciuto come un gatto. Sebastiano Dedico questo libro a chi ha avuto a che fare almeno una volta nella propria vita con un gatto, per un istante o ancora meglio per più istanti. Marco
Introduzione N
on è vero forse che ogni volta che
perché anche se non lo dà a vedere, il gatto
un gatto appare, in una foto o in muove il mondo con la stessa nonchalance
un dipinto, tra le braccia di un famosa di quando sposta un fermacarte per farlo celebrità, sia questa una regina, un attore, cadere dalla scrivania. Un gatto schiva agile una scienziata o uno sportivo, la nostra ogni definizione e per questo alimenta il attenzione viene del tutto conquistata fascino, l’immaginazione e l’intelletto di dal felino? I gatti che camminano sor- chi gli sta accanto. nioni sui manoscritti di un autore maleNon fatevi ingannare dai visi celebri che detto, il micio che ruba la scena all’attrice riconoscerete, perché anche se sono i nomi protagonista, i tanti felini che appaiono dei loro “padroni” a essere famosi, i gatti nei quadri dal valore inestimabile di pitsono i veri protagonisti di questo libro, tori di ogni epoca, non sono forse loro i che già dal suo titolo alleggerisce il peso della veri protagonisti delle vite di tanti personaggi famosi? E allora ecco la domanda “celebrità” e toglie dal piedistallo chi si sente che sorge spontanea: se nelle vite di quei mito o campione, guardando invece con un grandi non ci fossero stati i gatti, sareb- sorriso il suo gatto che approfitta del piedi-
bero diventati lo stesso così grandi? stallo lasciato vuoto... e ci sale subito sopra. Io scommetto di no!
Le 50 storie vere che leggerete dimo-
Avere tra i piedi (ma anche sul cuscino, strano che dietro a tante grandi imprese alla finestra, sotto le coperte, sul tetto o in umane, molto spesso c’era un grande gatto! Buona lettura, speriamo con un micio
bagno che ti fissa) un gatto, vuol dire avere
vicina un’inesauribile fonte di ispirazione, vicino a tenervi compagnia.
Sebastiano
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e Marco
Le storie feline
Frida e il gatto custode F
rida Kahlo amava gli animali, le davano conforto e affetto. La sua scimmia, per esempio, compare in molte sue opere, e lo stesso si può dire di pappagalli, cani e gatti.
In Autoritratto con collana di spine e colibrì, dipinto nel 1940, Frida si ritrae circondata da oggetti e creature totemiche: una collana di spine, simboli dei suoi dolori fisici, la scimmia, che rappresenta i problemi di irsutismo da cui era affetta, e un gatto nero con la schiena inarcata e le orecchie abbassate, che sta osservando attento ciò che ha davanti, con occhi leggermente minacciosi e inquieti. Forse teme l’avvicinarsi di altre sofferenze o della morte, e si mette in posizione di difesa e minaccia per proteggere la padrona. Nei suoi quadri, Frida Kahlo dipingeva la sofferenza. Soprattutto la propria. Non ebbe infatti una vita facile: iniziò a dipingere mentre era costretta a letto a causa di un incidente d’autobus che la lasciò gravemente ferita, sia nel corpo che nello spirito. Da quel momento la maggior parte del suo lavoro consisterà in autoritratti che affrontano la sua lotta con problemi medici e l’angoscia che ne derivava. Potremmo azzardare che Frida, trasformando in un bioparco la sua variopinta abitazione a Città del Messico, chiamata La Casa Azul e oggi diventata un museo, abbia conosciuto il sollievo della pet therapy ancor prima che i benefici mentali e fisici trasmessi dagli animali fossero definiti così.
Frida Kahlo (1907-1954) È stata una pittrice messicana che nei suoi autoritratti, ricchi di simbolismo, ha affrontato i temi dell’identità femminile, dell’arte popolare, del rapporto con la Storia del proprio Paese, il Messico. Mischiando realismo e fantasia, ha creato opere che scavano nelle profondità della sua psiche, diventando una delle artiste più studiate di sempre.
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Kubrick e il manuale d’istruzioni per gatti S
tanley Kubrick era un genio del cinema un po’ scontroso. Pretendeva il massimo sforzo da parte di tutte le persone che lo circondavano. L’eccellenza era il traguardo che
andava raggiunto a qualsiasi costo, anche quello di sembrare un despota. Quando montava un film, per esempio, non lasciava entrare nessuno nella sala dove lavorava. Nessuno, tranne i gatti, che lo potevano disturbare in qualsiasi momento. Li portava sempre con sé e aveva cura che i felini fossero a loro agio tanto quanto gli umani (anzi, di più!). E se proprio non poteva viaggiare con loro, lasciava alla famiglia il suo famoso manuale di 15 pagine su come prendersi cura degli animali. “Se Freddie e Leo dovessero litigare” − si legge nel manuale, all’istruzione numero 37 − “l’unica cosa da fare è rovesciargli addosso dell’acqua. Acchiappate Freddie e scappate dalla stanza. Non cercate di prendere Leo!”. La gatta a pelo lungo Polly, secondo lui, era una veggente perché sapeva esattamente quando il padrone stava per prendere il pettine per sciogliere i nodi del suo manto (una pratica che lei odiava) e si nascondeva sotto il letto. L’amore di Kubrick per gli animali non conosceva confini: uno dei suoi tuttofare disse che «sarebbe stato capace di portare dal veterinario anche un’ape che avesse sbattuto contro il vetro delle finestre».
Stanley Kubrick (1928-1999) Regista, sceneggiatore e produttore cinematografico americano tra i più venerati della Storia del cinema. Rigoroso, austero e preciso, ha diretto capolavori che hanno spaziato tra i generi, dalla fantascienza (2001: Odissea nello spazio) all’horror (Shining), passando per le pellicole storiche (Barry Lyndon) e di guerra (Full Metal Jacket).
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Bowie the Cat Person D
avid Bowie rimarrà sempre nei nostri ricordi per il suo incredibile talento, per la sua originalità e per la sua enorme influenza sulla cultura popolare nella musica e
nella moda, ma anche per un motivo meno noto: il suo amore per gli animali. Cercando su Internet “David Bowie and his animals”, è facile imbattersi in fotografie che ritraggono Bowie con tantissimi animali diversi: gatti, ovviamente − tra cui il suo preferito, uno stupendo esemplare di abissino − e cani, altrettanto ovviamente, animali che hanno sempre fatto compagnia al cantante. Ma Bowie amava l’originalità, si sa, e quindi ecco che, nel corso della sua vita, si prese cura anche di un maiale, di un falco e di alcuni furetti. Animalista, sì, ma anche attivista. Il suo amore per i delfini, ad esempio,
gli fece concedere gratuitamente l’utilizzo della canzone Heroes come colonna sonora del documentario animalista The Cove, canzone che è diventata poi un inno globale per gli attivisti per i diritti degli animali. Ai gatti, Bowie dedicò anche uno dei suoi capolavori, Cat People (putting out fire), una canzone del 1982 prodotta da Giorgio Moroder. Oggi, l’artista viene immancabilmente omaggiato dai proprietari di quegli animali che hanno l’eterocromia, ovvero i colori degli occhi diversi (particolarità che aveva anche Bowie): il nome del cane o del gatto con questa particolarità non può che essere David!
David Bowie (1947-2016) È stato un cantautore, polistrumentista e attore britannico. Considerato uno degli artisti musicali più influenti del XX secolo, ha scritto brani immortali come Life on Mars?, Space Oddity e Heroes. Cinque dei suoi album sono inseriti nella lista dei 500 migliori album secondo la rivista Rolling Stone. Si è dedicato con successo anche alla pittura e al cinema, lavorando come attore per grandi registi.
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Cleopatra e i gatti dei Faraoni P
rima ancora di costruire le Piramidi e di divenire la grande civiltà di cui abbiamo ancora oggi come testimonianza quei famosi monumenti, la popolazione egiziana
già conviveva con i gatti da più di quattromila anni, per questo i felini iniziarono a essere venerati come divinità. Si pensi a Bastet, la Dèa raffigurata sotto forma di gatta, considerata la protettrice della casa e della famiglia. Il culto del felino nell’antico Egitto era talmente diffuso che i gatti potevano godere di una sepoltura simile a quella dei Faraoni. Celebri furono le onoranze funebri di Myt, la gatta di Thutmose, figlio del faraone Amenofi III: fu sepolta nella necropoli di Menfi in un piccolo sarcofago decorato da incisioni propiziatorie e da un ritratto con un fiocchetto. Ovviamente anche la più famosa tra le personalità dell’Antico Egitto, la regina Cleopatra, non fu immune al fascino felino. La sovrana ebbe molti gatti, che godevano dei più regali trattamenti. Il suo favorito era Tivali, un nome che significava “dono di Dio”. Gli antichi egizi, oltre a riconoscere l’innata capacità dei gatti di far sembrare tutto ciò che li circonda meno importante di loro, furono i primi a addomesticare il gatto selvatico africano (Felis silvestris lybica) e ad accoglierlo nelle loro case, dando il via all’amicizia che conosciamo oggi. Si può quindi affermare, in un certo modo, che tutti i gatti hanno degli antenati Egizi, e forse è da loro che hanno ereditato quel fare imperscrutabile che li fa essere enigmatici e altezzosi come la Sfinge.
Cleopatra (I secolo a.C.) È stata una regina egizia. Fu l’ultima sovrana della dinastia tolemaica. Indipendente e forte, riuscì a tenere testa all’avanzata dell’Impero Romano con un misto di fascino e scaltrezza politica, diventando, dai tempi antichi sino all’età contemporanea, una delle personalità più celebri della Storia universale.
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Le due fauves di
Matisse
H
enri Matisse era un artista molto coerente. Faceva parte della corrente artistica dei Fauves. Anche se non erano un gruppo granché compatto, i membri che aderivano
al fauvismo credevano nella rappresentazione di una realtà anti-naturalistica, con forme e colori che, in retrospettiva, costituirono un ponte tra impressionismo e cubismo. “Fauves” in francese vuol dire “belve”. Dunque non stupisce che Matisse amasse una specie di belve particolari, i gatti. I gatti furono protagonisti di diversi suoi quadri, tra cui Ragazza con gatto nero (la “ragazza” in questione era Marguerite, la figlia che Matisse ebbe dalla modella Caroline Joblau) e Gatto e pesci rossi. Di gatti ne aveva tanti, ma i due che più amava erano Minouche e Coussi, sulle cui fronti Matisse dichiarò si potesse vedere la lettera “m”, come l’iniziale del suo cognome. Minouche e Coussi compaiono in molte foto assieme al pittore, mentre dipingeva e in momenti di riposo, a testimonianza del conforto che procuravano a Matisse.
Henri Matisse (1869-1954) Henri-Émile-Benoît Matisse è stato un pittore francese, uno dei più noti artisti del XX secolo, esponente di spicco della corrente artistica dei Fauves. Nei suoi quadri, Matisse trasformava la realtà in forme semplici e piatte, realizzate con colori puri, accesi, luminosi e quanto mai distanti dai cromatismi naturali, come nel caso di Donna con cappello, un ritratto di donna la cui pelle è color verde acqua.
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«Il tempo trascorso con i gatti non è mai sprecato». Sigmund Freud
psichiatra
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«Il gatto
è la vita
dei mobili». Jules Renard
scrittore
Il costoso gatto di
Crumb
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uando era piccolo, a Robert Crumb piacevano molto i fumetti con gli animali parlanti, come lo Zio Paperone di Carl Barks o la banda di Pogo di Walt Kelly. Gli
piaceva anche disegnare e così, a 17 anni, realizzò un fumetto intitolato Cat Life in cui raccontava le avventure di Fred, il gatto di famiglia. L’anno successivo, Fred fu protagonista di un’altra storia, Robin Hood. Solo che Crumb, nel frattempo, lo aveva fatto diventare un gatto antropomorfo, cioè con tratti umani, e gli aveva dato un nuovo nome, Fritz. Il personaggio finì per accompagnare Crumb nella sua vita adulta, diventando un’icona del fumetto underground. Fritz il gatto fu protagonista di fumetti che incarnavano lo spirito alternativo dei giovani americani tra gli anni Sessanta e Settanta. Allergico alle regole della società tradizionale, viveva avventure selvagge e sregolate. Nel 1972, il successo del fumetto portò il regista Ralph Bakshi a adattarlo in un film d’animazione per adulti (il primo cartone vietato ai minori di 18 anni negli Stati Uniti) che fu accolto molto bene da critica e pubblico, ma non da Crumb, il quale in tutta risposta realizzò l’ultima storia del personaggio, Fritz the Cat “Superstar”, in cui Fritz viene ucciso dall’ex fidanzata con un rompighiaccio. Ormai diventato un’icona dei fumetti, nel 2017 la copertina di Fritz the Cat, realizzata nel 1969 per l’edizione Ballantine, fu venduta dalla casa d’aste americana Heritage Auctions per 717.000 dollari.
Robert Crumb (1943) È un fumettista americano, una delle figure più influenti del fumetto d’autore e alternativo. È attivo sin dagli anni Sessanta, ed è stato tra i principali animatori del movimento underground, fondando la rivista antologica Zap! e negli anni successivi la rivista Weirdo. Ha creato personaggi iconici protagonisti di storie surreali, come Fritz il gatto e Mr. Natural, e storie autobiografiche in cui raccontava le proprie debolezze e ossessioni.
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Dietro a un grande personaggio, c’è un gatto che graffia il divano! Storie feline di gatti famosi esplora il rapporto di artisti, scienziati, sportivi e grandi personalità con i loro gatti, animali che hanno saputo ispirare donne e uomini di ogni epoca nelle loro imprese più importanti. 50 storie vere tutte da scoprire, cariche di aneddoti, racconti divertenti, dolci o commoventi, accompagnate da eccezionali ritratti illustrati a colori e una selezione di citazioni per veri amanti dei gatti.
Tra le 50 storie vere anche quelle di: Frida Kahlo • Freddie Mercury • Cristiano Ronaldo Totò • Ed Sheeran • Marilyn Monroe • Andy Warhol Cleopatra • David Bowie • Leonardo Da Vinci Joséphine Baker • Stanley Kubrick ...e di tanti altri personaggi famosi e i loro gatti!
ISBN: 979-12-80772-13-8
burno.it @burnoedizioni
€ 19,90