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Rivista Arti Marziali Cintura Nera 329 – Febbraio 1 parte

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En este primer DVD de “Wind Warriors 21”, el Maestro Rui Ribeiro presenta un trabajo que cualquiera puede realizar, en artes marciales tradicionales y en deportes de combate, para mejorar vuestra salud, vuestras tecnicas y vuestra forma de trabajar tanto en entrenamiento como en combate. Evidencia, referencia y control en Artes Marciales, Deportes de Combate y en la Vida, el hombre debe ser salvaje, natural y preparado. No muestres miedo. Conoce tu cuerpo. Establece una relación con tu Espíritu.Tómate el tiempo necesario para comprender los valores de lo que eres. Siente las diferencias de tu constitución, la forma en que tu cerebro actúa. Existen señales externas para avisarte de nuevos errores. Comprender las señales, la relación del cuerpo y el alma, la relación con los demás, con tus sentidos. NATURALEZA / RAZÓN. Logros de la Evolución / Tipo de Sistemas. Todo depende de ti. Haz de tu cuerpo un lugar vacío. En el ejercicio de nada sólo el espíritu puede ser atacado, si pierdes el instinto natural. OSS.

Ref.: • DVD/RIBeIRO-1 All DVDs, wichi is produced by Budo International, si provided and alone in the formats DVD-5 or MPEG-2, in VCD, DivX or the like is however neves offered with a special holograma sticker. Besides our DVD is characteristed coverings by the hig quality in pressure and material. If this DVD and/or the DVD covering do not corespond to the requirements specified above, it concerns illegal pirat copy.

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“Possiamo conoscere chi siamo solo in relazione a ciò che non siamo; possiamo conoscere noi stessi solo nel substrato che ci offre la relazione con gli altri. Dipendiamo dagli altri come la faccia di una moneta dipende dalla sua croce. Per breve o lunga che sia la nostra vita, tutto quello che esiste dipende da essa. Se non fossi nato, nulla sarebbe successo. Il mondo intero porta la tua impronta e non sarebbe lo stesso mondo, se tu non facessi parte di esso”. Alan Watts

li umani, come specie, sono esseri sociali; la nostra dipendenza dagli altri è enorme comparata con quella di altre forme di vita sul pianeta. Tardiamo molto a badare a noi stessi e questo crea, sulla base delle nostre strutture neuronali, un mucchio d’interconnessioni che dipenderanno dagli stimoli ricevuti in un’età così precoce. Sia come sia, il primo messaggio è chiaro e tondo: "Dipendiamo dagli altri." Nel corso degli anni, prima o poi, dipendendo da fattori culturali, il processo di crescita implica l’individuazione. L'emancipazione dai genitori, che a sua volta crea il nostro ambiente, avviene generalmente in modo tale che crediamo semplicemente di prendere le nostre decisioni basandoci sulle nostre preferenze, ma queste sono talmente marcate dai nostri affetti che raramente siamo coscienti dove comincia la nostra volontà, e dove il riflesso condizionato dalla nostra storia personale e il nostro ambiente. La dissociazione dell'io reale e dell'io sociale, sta alla base della maggior parte dei problemi personali nelle relazioni tra gli esseri umani. L’unica cosa che permette di superare questo immenso muro schizofrenico e bipolare, è la riflessione continua sentita nella cornice del passar del tempo. Passiamo metà della vita creando un guscio, un'armatura protettiva e l'altra metà (con fortuna), smontandola coscientemente oppure vedendola cadere a pezzi. Di conseguenza, non mi sorprende per niente il dissoluto e disgraziato modo degli esseri umani di mettersi in relazione perché, in questo sforzo, non conoscono né l'opera, né i personaggi che rappresentano e, soprattutto, non sanno chi sono. Così, il prevedibile disastro non tarda a suonare alla porta perché, come recita il saggio lascito di Sun Tsu, “Chi non conosce né se stesso né il nemico, in cento battaglie sarà sempre in pericolo”. Nelle nostre relazioni con gli altri non possiamo ovviare al fattore “io”. Di quell’altra persona, cos’è che voglio? E ... cos’è che vuole? Avere personalità, questa cosa tanto applaudita nei media sociali, non è altro che una maschera che indossiamo. L'identificazione con la maschera è frutto di enormi confusioni, perché essa non è quello che siamo. La maschera normalmente porta impresse molte delle aspettative che gli altri hanno posto su di noi, e anche le nostre proprie. Trasogniamo quello che vogliamo arrivare a essere, che non è mai quello che siamo.

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“Ogni relazione è una relazione di dare e ricevere. Il dare genera il ricevere, ed il ricevere genera il dare”. Deepak Chopra

È la nostra arma negoziatrice con gli altri, a volte seduttrice, altre manipolatrice, conveniente sempre; impostora di natura, la maschera arriva ad acquisire tale preminenza nella vita delle persone, che riesce a sovvertire la realtà fino a sequestrare il nostro vero io, portandoci a lottare con unghie e denti e addirittura essere disposti a morire, piuttosto che distaccarci da essa. Però la maschera in se stessa non è un problema è, in effetti, una necessità; il problema risiede nel fatto di confondere individuo e personaggio, in modo tale che rimaniamo intrappolati in una rete di autoinganno e bugie. Questa rete è una palla di neve che scende lungo un pendio molto inclinato ... sempre più rapida ... sempre più grande ... il finale è prevedibile. Quando maschera e persona agiscono mescolate, ribaltate e confuse, si avranno certamente problemi d’identità con se stessi e di conseguenza con gli altri. Possiamo arrivare a essere così legati all'idea della maschera, così sedotti da quest’immagine, così identificati, che spesso desideriamo che ci amino come piacerebbe essere amata questa maschera, ma nei termini suoi, alle sue condizioni e con le sue premesse, e queste non sono, né saranno mai veritiere bensì perituri brandelli dell'anima di un fantasma auto generato. Tutti necessitiamo avere un riflesso positivo dal nostro ambiente, perché sappiamo che dipendiamo, in uno o nell’altro modo, dagli altri. Lo sappiamo, perché questa verità è stata inscritta nel nostro DNA primario e personale attraverso una lunga formazione di dipendenza dagli altri. Vogliamo che ci amino, ma dobbiamo imparare a lasciarci amare come gli altri vogliono farlo, perché questo è il loro privilegio. Il nostro sarà essere o no disponibili a questo affetto e accettare o no i presupposti che ci vogliono imporre per darcelo, ma non sarà mai nel tentare di cambiarlo. Il rispetto per la libertà dell'altro è la profilassi essenziale in ciò che, nel mondo delle relazioni, si riferisce alle maschere. Questo è specialmente certo quando nell'amore usiamo la propria forza per piegare l'altra parte. L'amore così vissuto non sarà tale, bensì una cattiva imitazione dell'originale che invece di sentire, dare e ricevere liberamente, si complicherà confuso nel marasma del dominio dell'altro, dello schiavismo emozionale e della dipendenza malaticcia. In questo gioco, entrambe le parti sono vittime della loro mancanza di lucidità e, curiosamente, la parte del padrone sarà anche più debole di quella dello schiavo, perché in una Traduzione: Chiara Bertelli


relazione, la parte debole è sempre la dominante. Il seduttore è sedotto dall’oggetto dei suoi sforzi, nel momento stesso che decide di sedurre. Sia nell'amore, sia nell'amicizia, sia in qualunque altro aspetto delle relazioni col resto degli esseri umani, conoscere se stessi, distinguere l'io dalle maschere, è un passo essenziale per evitare problemi con noi stessi e di conseguenza con gli altri. Recita il proverbio spagnolo che “due non litigano se uno non vuole” che gran verità è questa, quando il rispetto per la libertà e la vita dell'altro sono presenti. Dicono che le relazioni personali sono in crisi, quando mai smisero di esserlo? Se le persone vivono con se stesse di spalle al loro vero io, dedite alla confusione e all’autoinganno, come sarebbe possibile che fosse altrimenti? Solo con delle buone fondamenta si costruiscono buone case, come in amore si può dare solo quando prima ci si è impadroniti di se stessi e si può ricevere solo quando si prende ciò che ci vogliono dare come un regalo, senza esigenze, senza domande, aspettative o reclami. Se è o no quella la persona che amiamo e dalla quale vogliamo essere amati, questo è farina di altro sacco.


Traduzione: Chiara Bertelli


Grandi Maestri

“Io non ho inventato nessun Kata, quello che ho fatto è restituire loro il senso e la forza che dovevano avere.â€?


Karate

Ho avuto l'onore e il piacere di incontrare Teruo Hayashi in due occasioni nei nostri studi centrali, sempr e accompagnato dal suo allievo José María Martín, meglio conosciuto come "Mabuni", e allenatore per molti anni della squadra spagnola di Karate. Con un carattere serio, anche se affabile, il Maestro Hayashi era comunque una persona prudente e di grande presenza. Il suo aspetto ombroso e sobrio cambiava in un batter d'occhio ogni volta che sorrideva, mostrando il bambino che esisteva dietro il guerriero. Durante le nostre riunioni abbiamo registrato alcune immagini (che ora cerchiamo di recuperare per i nostri lettori) e abbiamo fatto alcune buone sessioni fotografiche. La seconda occasione in cui abbiamo goduto la sua visita ha coinciso con un infarto che ha subito il Maestro mentre si trovava qui. A dispetto della sua condizione, il Maestr o Hayashi è ar rivato in tempo all'appuntamento nei nostri studi senza mai mostrare il minimo disagio. Tale era il carattere e spirito guerriero di questo peculiare cavalier e, un karateka che definitivamente impresse con il suo sigillo una nuova rotta al Karate moderno. Sia dalla sua posizione come la più alta figura tecnica del


Karate

Karate, o da quella di istruttore di alcuni dei piÚ importanti professionisti, la sua influenza sulle forme e tipi di Kata eseguite nella competizione di alto livello è innegabile e la sua forte impr onta sui modi di allenarsi è ancora evidente oggi. Questa è l'impr onta, l'ombra lunga di questo spettacolare Maestro, di cui i giovani studenti di Karate di oggi, sebbene probabilmente non abbiano mai sentito neppure il suo nome, tuttavia lor o ripr oducono nei lor o allenamenti quotidiani i movimenti che lui ha insegnato. Possiamo dire senza ombra di dubbio che, nonostante la mor te prematura di questo Titano del Karate, il suo passaggio per la Terra ha definito le buone maniere che per un lungo periodo di Karate, fino al giorno d'oggi, ha segnato lo stile, i movimenti e i modi dei praticanti di Karate. Riportiamo qui la sua inter vista come il nostro sentito omaggio alla sua figura e memoria. Alfredo Tucci


Karate

Teruo Hayashi (1924 - 2004). Un titano del karate moderno Hayashi nacque a Nara, l'antica capitale del Giappone, sull'isola di Honshu, nel 1924. All'età di 14 anni ha iniziato la sua formazione di Arti Marziali con la pratica del Judo. A 24 anni, dopo la guerra, ha scoperto il Goju Ryu Karate e tra il 1949 e il 1951 ha studiato sotto Seiko Higa, discepolo di Chojun Miyagi e Kangyo Higaonna. Hayashi Soke ha studiato con Kosei Kuniba, uno dei principali discepoli del fondatore della Shito-Ryu, Kenwa Mabuni. Hayashi Soke ha anche studiato per un breve periodo con Mabuni, ma la sua istruzione giornaliera è stata piuttosto sotto la tutela di Kuniba Sensei. Il giovane Hayashi scoprí presto che Okinawa, essendo l'origine del Karate, era il luogo dove lui voleva stare. Per scegliere il Dojo più adatto per lo studio, ha visitato diversi scuole sfidando a tutti, una pratica comune e molto popolare nel suo tempo, conosciuta come Dojo Yaburi, in cui ha dovuto sconfiggere tutti i


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Karate

“La cosa più importante è capire il senso del Kata fin dal principio e mentre si pensa al suo significato, lo si realizza: a partire da lì si comincia ad esercitare il Bunkai.”

praticanti dal basso verso l'alto, dai principianti fino ai più veterani, per essere degno di combattere con il Maestro del luogo. Tale atteggiamento lo fece divenire una leggenda e finalmente lui ha studiando con i Maestri Nagamine Shoshin e Nakaima Kenko. Da Nagamine Sensei ha ricevuto le linee di Kata di Shuri e Tomari, un forte stile di posture lunghe e veloci dove ha imparato la forma della gru bianca, Hakkaku. Da Nakaima Sensei, Hayashi ha imparato un'arte segreta chiamata Ryuei-Ryu. Uno stile della tigre del Sud importato dalla Cina quattro generazioni prima dell'arrivo di Hayashi a O kinawa. Hayashi è stato il primo membro non familiare a imparare questo stile, di cui ha incorporato molte delle sue caratteristiche al suo ryu.


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Karate

“All’interno della Shito Ryu ci sono varie scuole ed io dopo lunghi anni di studio e di ricerca, ho raccolto quello che credo sia il meglio di ognuna di esse, fondando la mia scuola.”

Posizioni detenute: Teruo Hayashi - Soke 10 ° Dan Hanshi Kenshin-Ryu di Okinawa Kobudo. J.K.F. "Hanshi" 9 ° Dan. Presidente e Soke di Nippon Karate-do Hayashi-Ha Shito-Ryu Kai. Consulente del Comitato Tecnico Centrale della Federazione Giapponese di Karate-do. Presidente del Consiglio della Federazione Giapponese di Karate-do della Regione del Kinki. Massimo direttore tecnico per oltre 10 anni della World Union of Karate Organizations (WUKO, WKF), presidente emerito della Commissione Arbitrale WKF. Nel 1995 gli è stato concesso il 9 ° Dan della Federazione Giapponese di Karate (JKF). Presidente della Federazione di Karate-do della prefettura di Osaka. Presidente della Associazione Karate-do di Higashi Osaka City. Direttore del F.A.J.K.O., uno dei più alti giudici della F.A.J.K.O. Lui è stato senza dubbio uno dei più importanti maestri di Karate in età moder na. È stato fondatore, direttore attivo e presidente della Scuola Hayashi-Ha Shito-Ryu Karatedo Kai e della "Nihon Kenshin-Ryu Kobudo Kai", con sede a Osaka, Giappone.


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Jose Maria Martin "Mabuni", Alfredo Tucci (direttore della rivista) e il Maestro Teruo Hayashi in una delle due visite di quest'ultimo a Budo International, piĂš di 20 anni fa.


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Intervista ad UNO DEI LEADER DEL KARATE MODERNO Se il mondo della moda avesse una corrispondenza nel Karate, Hayashi sarebbe il Cristian Dior del Karate moderno. Quest’uomo ha formato e creato una linea di lavoro nei Kata che sta sfondando nell'alta competizione. Per ché? Le chiavi sono una personalità travolgente, cooperante e profondamente impegnata nell'essenza del Kata, per recuperare, oltre all'estetica, il senso della danza primordiale guerriera che esiste all'interno di ogni Kata. La sua scuola l’Hayashi-Ha ha catturato, all’interno della linea Shito Ryu e all’esterno di essa, l'attenzione di alcuni dei migliori competitori internazionali. Hayashi Sensei marca il passo, mette l’accento e come lui dice: “Io non ho inventato nessun Kata, quello che ho fatto è restituire loro il senso e la forza che dovevano avere”.


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Budo International: Ci parli dei suoi inizi: come approdò al Karate? Hayashi Sensei: Nacqui il 21 ottobre del 1924, nella prefettura di Nara. Dall’età di 13 anni fino ai 18 ho praticato Judo nel Dojo Kusunogibukan; a quel tempo cominciò la guerra e dovetti arruolarmi come soldato. Andai a Kyushu e vi rimasi fino alla fine della guerra; appena tornai, cominciai subito a praticare Karate. In quel periodo il Judo ed il Kendo erano proibiti in Giappone, perciò non avendo altra scelta pensai: “Perché non tentare con il Karate?” - e cominciai nel Dojo di Kuniba Soke-sensei. Così cominciai a circa 20 anni, per essere esatti a 21 anni, dunque piuttosto tardi. Ma, d'altra parte, anche se suona male detto da me, mi allenai molto duramente, dalle cinque del pomeriggio fino alle dodici, con la pioggia o gli uragani, mi allenai con grande disciplina, finché il Sensei diceva basta. Mi allenai a questo ritmo tutti i giorni, senza pause, per 3 o 4 anni. B.I.: Conobbe alcuni dei grandi Sensei di quell’epoca, come Mabuni o Funakoshi? Hayashi Sensei: In quel periodo io non ero importante, pertanto non ebbi l'occasione di conoscere quei Sensei, inoltre tutti morirono più o meno in quel periodo, per cui non mi fu possibile conoscerli nemmeno dopo. B.I.: La Federazione Mondiale di Karate ha ottenuto il riconoscimento Olimpico: ci piacerebbe sentire il suo punto di vista sull'entrata del Karate nei Giochi Olimpici. Hayashi Sensei: Il Karate era separato in due organizzazioni, da un lato la W.U.K.O con il sig. Delcourt in testa e dall’altro la I.T.K.F del sig. Nishiyama; è sempre esistito un conflitto tra di esse; era necessario che esistesse una sola organizzazione affinché il Karate potesse diventare olimpico ed il C.O.I. ci riconoscesse ed anche se


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“Si sta dimenticando la cosa più importante, lo spirito del combattimento, quando si realizzano dei Kata è come se si svolgesse una vera lotta.” sembrava difficile, alla fine si è raggiunti l’obiettivo grazie al sig. Espinos. Credo che l'entrata nei Giochi Olimpici sia molto importante per la gente che sta praticando attualmente, e perciò noi ci sforzeremo e faremo del nostro meglio affinché tutto questo divenga realtà. B.I.: Ci sono alcuni istruttori che non danno molta importanza al Kata nell'allenamento. Ci potrebbe spiegare il significato del Kata e la sua importanza per i giovani praticanti attuali e futuri. Hayashi Sensei: I Kata sono la base e pertanto sono molto importanti ed ognuno di essi ha un proprio senso. Ma attualmente si sono trasformati in semplici movimenti, veloci, vistosi e senza nessun tipo di fondamento. In altre parole si realizzano come se fossero un semplice sport, senza nessun contenuto. Bisogna vigilare su questo aspetto, in quanto persino gli arbitri stanno permettendo che questo accada, con il loro modo di assegnare il punteggio. Sembra che i movimenti si eseguano con l'unico fine di ottenere dei punti e nient’altro, sono vuoti. Si sta dimenticando la cosa più importante, lo spirito del combattimento, quando si realizzano dei Kata è come se si svolgesse una vera lotta e bisogna tener presente questo sentimento e quello della vittoria. Per fare un esempio, sembra che abbiano importanza solo i movimenti dalla vita in su, dimenticando la centralità del “tachikata” o il


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“Il proposito della fondazione dell’Hayashi Ha è dare senso al Kata.”

modo di stare in piedi: le gambe sono fondamentali. Ma per questo è fondamentale che s’insegni il significato di ogni Kata ed è su questo che io sto lavorando, nel tirar fuori il significato da ogni movimento, insegnarlo e fare in modo che la gente lo trasmetta. B.I.: Ogni Kata ha un bunkai. Quanto al Bunkai ed alla sua pratica è possibile che un Kata abbia vari “Bunkai”? Ci spieghi anche il significato del “Bunkai” e del suo allenamento. Hayashi Sensei: E’ ormai molto tempo che i Kata sono stati creati e si crearono con un significato preciso, hanno un'origine, un senso ed il loro Bunkai differente. Allo stesso modo, vi è anche l’Oyo-Waza che proviene dal Bunkai. Sia l’Oyo-Waza che il Bunkai non sono semplicemente la ripetizione di una forma o di movimenti, in realtà si devono comprendere e poi praticare. A seconda del Kata, il Bunkai è diverso, il significato di ogni Kata è differente e perciò lo è anche il Bunkai. La cosa più importante è capire il senso del Kata fin dal principio e mentre si pensa al suo significato, lo si realizza: a partire da lì si comincia ad esercitare il Bunkai. B.I.: Può spiegarci all’interno della scuola di Shitoryu dove si situi l’Hayashi Ha Shitoryukai e che obiettivo abbia?


“I Kata sono la base e pertanto sono molto importanti ed ognuno di essi ha un proprio senso. Ma attualmente si sono trasformati in semplici movimenti, veloci, vistosi e senza nessun tipo di fondamento. In altre parole si realizzano come se fossero un semplice sport, senza nessun contenuto.�


Karate

Hayashi Sensei: Il proposito della fondazione dell’Hayashi Ha è dare senso al Kata, come ho detto prima; i Kata non sono solamente forme, ci sono vari fattori molto importanti all’interno di essi. Devono mostrare che lo spirito del combattimento, i punti importanti da tenere in considerazione sono: il Kihaku o Kiai. Il Kime. L’equilibrio. La velocità. Tutto questo è ugualmente importante: si devono riunire questi fattori, saperli mostrare e trasmetterli, facendoli comprendere alle persone che ci osservano. All’interno della Shito Ryu ci sono varie scuole ed io dopo lunghi anni di studio e di ricerca, ho raccolto quello che credo sia il meglio di ognuna di esse, fondando la mia scuola. Dal Campionato del Mondo al Campionato d’Asia, fino alla Word Cup Word Game, le ragazze della mia scuola hanno ottenuto risultati importanti, conquistando molti primi posti negli ultimi anni. Perciò è ovvio che la scuola stia ricevendo alto riconoscimento a livello mondiale. I praticanti non devono realizzare i Kata come qualcosa di puramente fisico, per coprire un'apparenza. Devono conoscerne il vero significato e mostrarlo in maniera impattante. Non ho inventato nuovi Kata, bensì ho raccolto quelli che già esistevano, dando loro il senso e la forza che devono avere. B.I.: Grazie Sensei.


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“Il filo di Ferro”

La Forma Segreta

1 - 2 - 3 - 4 LUGLIO 2017 Genova (Casella) – Italia I° Special Seminar Hung Gar Insegnata e analizzata in tutti i suoi segreti dal grand master Paolo Cangelosi La forma dei 6 stati d’animo, delle 5 emozioni, dei 12 ponti, accompagnata dal suono del canto interiore, poema sonoro del grande maestro TIK KIU SAM. Lo stage è aperto a tutti coloro che vogliono approfondire il livello avanzato del kung fu. Lo stage si terrà in un luogo immerso nella natura ed include studio, pratica, vitto e alloggio. Una vera full immersion.


LE ISCRIZIONI SONO APERTE E A NUMERO CHIUSO Per informazioni e dettagli: tel. +39 010 8391575 cell. +39 340 6848475 email: cangelosipaolo@libero.it www.sifupaolocangelosi.com fb: School Sifu Paolo Cangelosi - Headquarter Kung Fu Genova - ITALY


Le tecniche di Chin Na richiedono uno studio approfondito non solo delle articolazioni del corpo, ma anche dell'Anatomia in generale. Chin significa "cattura" e Na significa "controllo". Quindi possiamo dire che Chin Na sono quelle tecniche di presa, pressione e dislocazione, per le quali possiamo controllare il nostro avversario in una situazione di difesa. Le tecniche Chin Na di Shaolin sono utilizzate per neutralizzare o interrompere un attacco. Anche se le sue origini risalgono praticamente alla fondazione stessa del Tempio Shaolin, è ben noto che già durante l'ultima dinastia cinese, le tecniche di Chin Na erano molto popolare fra la popolazione in generale, ed è stato in quell'epoca che le tecniche di cattura e di controllo hanno vissuto il loro momento del boom e di espansione. La pratica di Chin-na dovrebbe essere fatta ponendo una maggiore enfasi sullo sviluppo del controllo e la sensibilità richiesta per lasciare un attaccante indifeso da alcuni dei 5 principi di Chin Na: Strappare il muscolo o il tendine, Posizionare le ossa in modo incorretto, Bloccare o tagliare la respirazione, Bloccare una vena o un'arteria, Pulsare un canale di Qi.

REF.: • DVD/YANTI2

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WT Universe Wing Tsun Universe (WTU) e WTU Wing Tsun Non so esattamente che tipo di Arti Marziali o Wing Tsun speciale ci sia per molti là fuori. Quando guardo le informazioni disponibili, mi vengono idee in mente, alcune delle quali non volessero presentare qui. Per me, il Wing Tsun Universe (WTU) è un'organizzazione per lo sviluppo armonioso del


potenziale umano. Il WTU Wing Tsun è uno strumento per me in questo contesto. Un effetto collaterale di questa scuola di movimento naturale è la forma naturale della lotta, che oggi, ancora una volta, sta diventando sempre piÚ importante, oltre le competizioni sportive. Alfred Johannes Neudorfer (GM)


Le difficoltà come fattori spuri Spesso si sente che le persone percepiscono le piccole e grandi difficoltà che la vita porta con sé come un fattore di disturbo nella vita normale o prevista. Io distinguo molto chiaramente le difficoltà dei problemi. La maggior parte di queste parole vengono scritte nell'uso quotidiano in modo indiscriminato.. Per me, i problemi sono "situazioni" o "circostanze" che esistono solo nel proprio pensiero; essenzialmente si fondano su noi stessi. Se siamo in grado di buttarli a mare, non hanno nessuna conseguenza. Un'intera industria di istituzioni e persone vive di essi. Le difficoltà, tuttavia, sorgono in situazioni e interazioni con il mondo esterno. Ignorarle non le fa sparire. Se il frigorifero è vuoto e non ho soldi e non faccio nulla, allora morrò di fame. Questa è una difficoltà.


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La vita stessa ci dà le difficoltà affinché possiamo cambiare. In questo modo abbiamo una piccola possibilità di svilupparci e crescere, e non passare tutta la nostra vita nel sonno profondo delle nostre routine, la prigione del condizionamento e la gabbia delle identificazioni. Secondo antiche parole, le difficoltà sono la "grazia" che Dio ci da. Solo attraverso il rischio e l'attrito possiamo crescere. Solo dove c'è rischio, c'è merito. Solo dove il fallimento è possibile c'è una vera e propria esperienza. Collettivamente, e personalmente. La differenza è solo nella velocità del flusso percettivo. Tuttavia, la percezione dell'uomo moderno è generalmente diversa. Il WTU Wing Tsun può essere preso come un buon esempio. L'interazione con l'ambiente, cioè, l'avversario, viene percepita come un fattore di disturbo che è meglio tentare di affrontare con velocità e forza, e con un uso più o meno efficace dell'anatomia umana. Altri cercano di esercitare forze interne che, tuttavia, non possono essere catturate per tali sforzi, e non sono gestibili né necessarie.


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Ma questo non ha nulla a che fare con il WTU Wing Tsun. Gli esseri umani devono e possono percepirlo come processi nello spazio-tempo ed essere in interazioni con tutti gli altri processi in questo spazio-tempo. Siamo in grado di trattare con esso in maniera primitiva, progressiva, sovrana e virtuosa. Tuttavia, questo non ha nulla a che fare con i titoli esteri o decorazioni o conferme. Si può anche dire in un linguaggio contemporaneo: Se controlli il livello, la prossima difficoltà aumenta e le circostanze sono aggravate. La differenza tra i problemi e trattare con loro potrebbe essere anche descritto come segue: dove lo stress non è necessario, gli esseri umani si


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“Le difficoltà, tuttavia, sorgono in situazioni e interazioni con il mondo esterno. Ignorarle non le fa sparire. Se il frigorifero è vuoto e non ho soldi e non faccio nulla, allora morrò di fame. Questa è una difficoltà.”


“Se stessi e le possibilitĂ che possono essere presenti nella situazione o ignorare la finestra temporale in cui sono in grado di cambiare hanno sollevato.â€?


WT Universe tendono artificialmente attraverso la vita e forniscono un attrito che non è necessario e non ha alcun potenziale di sviluppo. Ma se sorgono difficoltà, alcuni li ignorano, o li affrotano in modo aggressivo invece di agire con calma attiva e sfruttare il potenziale inerente dello sviluppo. Pertanto, se stessi e le possibilità che possono essere presenti nella situazione o ignorare la finestra temporale in cui sono in grado di cambiare hanno sollevato. Pertanto, si porsono a se stessi le possibilità che possano essere inerenti alla situazione o passano per alto la finestra del tempo nella quale sono in grado di cambiare. Una piccola prova e può ottenersi l'impulso mediante il trattamento delle seguenti chiavi: Problema / Difficoltà Condizionamento Identificazione Forma / contenuti Esattezza Responsabilità Attenzione

Alla fine vi presento una vecchia citazione della TRADIZIONE: "Affidati a Dio, ma prima lega il tuo cammello."


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KAJUKENBO KOSHO RYU IL LIBRO NERO DEL KAJUKENBO

In questo nuovo articolo parleremo di qualcosa che non tutti i praticanti sanno: Il Libro Nero del Kajukenbo.


Kajukenbo


a cos'è quello di un Libro Nero? Neanche lo conoscono tutti i Maestri dell'Arte. Per il suo nome può suonare qualcosa di terrificante, ma nulla è più lontano dalla realtà. Il Libro Nero è un'abitudine che fino a poco tempo è stato tenuta nel rispetto delle regole e dei principi del Kajukenbo. Si tratta di un esercizio di note di tutta l'arte che, come un praticante, hai continuato a scrivere con la tua calligrafia, fin dal primo giorno che sei arrivato come studente, fino alla tua gradazione come Cintura Nera. Si tratta di un esercizio di note di tutta l'arte che, come un praticante, hai continuato a scrivere con la tua calligrafia, sin dal primo giorno che sei arrivato come studente, fino al giorno della tua cerimonia di laurea come Cintura Nera. In quel momento devi consegnare DUE copie al tuo Maestro. Sì, due copie! Cioè, non è solo una, bensì due. Una copia è per il tuo Maestro e l'altra, dopo la revisione di ciò che tu abbia scritto, sarà per te. Il file deve essere in buone condizioni, senza alcuna cancellatura o interruzioni di pagina, per quanto questo sarà una parte importante della tua valutazione e promozione. Il file deve essere in buone condizioni, senza cancellature o interruzioni di pagina, in quanto questo sarà parte importante della vostra valutazione e promozione. Tutto quello che tu abbia scritto e il modo in cui tu gli dia vita, mostrerà i tuoi atteggiamenti, le tue virtù, le tue debolezze e, ciò che è più importante, se hai davvero integrato l'Arte del Kajukenbo. Visto da un punto di vista da fuori del sistema, può sembrare insignificante, ma non è così in alcun modo, perché se per qualsiasi circostanza tu fossi costretto ad abbandonare l'allenamento in modo temporaneo, sempre avrei il tuo libro con te come riferimento e, quindi, nel ritorno alla pratica con il tuo Maestro, sarei in grado di riprendere il lavoro nel punto in cui tu l'avessi lasciato. Non sono stati pochi i Maestri che hanno smesso il suo allenamento per molti anni oppure hanno chiuso le loro scuole. Dopo 10 o 30 anni

M


Kajukenbo


Kajukenbo appartati della vita attiva, tornando a ripassare questi libri, ci assalteranno ogni tipo di dubbi, perché a prescidere da quanto adeguatamente dettassimo o disegnassimo, non risulterà facile capire con chiarezza quello che a suo tempo scrivemmo. Mi domando se questa non sarà uno dei motivi per cui il Kajukenbo abbia perso parte della sua essenza e delle sue tecniche specifiche modificate, in modo da continuare un lavoro che abbiamo iniziato 30 o 40 anni fa. Dopo tanto tempo è ovvio che non saremmo gli stessi né fisicamente, né mentalmente, né spiritualmente. Non vorrei che questo fosse interpretato come una critica verso nessuno, anzi, è una riflessione circa alcune circostanze che non è la prima volta che succedono. Non vorrei che questo fosse interpretato come una critica verso nessuno, anzi, è una riflessione circa alcune circostanze che non è la prima volta che succedono. Grazie a Dio oggi abbiamo altri dispositivi per poter compilare il nostro Libro Nero. Tali dispositivi sono le tecnologie nuove, foto, video, ecc Tutti noi abbiamo una macchina fotografica e video nel nostro cellulare, e tutti abbiamo l'opportunità di tenere tutto registrato e fotografato, in modo che nel nostro giorno di laurea possiamo contare sul nostro nuovo Libro Nero elettronico del Kajukenbo. Così, anche se smettessimo di allenarci per un tempo, al nostro ritorno potremmo rivedere e comprendere bene le nostre registrazioni, capire i movimenti, il come e il perché. In questo modo possiamo mantenere la nostra arte e continuare ad evolvere, ma con un senso chiaro e preservando quelle basi che il nostro Maestro ha trasmesso a noi. A questo punto della storia, lasciamo che ciascuno tragga le proprie conclusioni se questo ha un senso o meno, tutto continua a essere un compito che solo noi, come studenti, dobbiamo svolgere. Oggi ci sono molti i praticanti che non apprezzano il Maestro che li ha insegnato, ha aiutato loro lungo un pezzo di strada o anche durante l'intero percorso, e si mostrano come se si fossero stati fatti da se stessi.


Kajukenbo Il film "The Silent Flute" (o "The Circle of Iron") lo esprime magnificamente durante la scena di lotta con le scimmie; quando questi ridono del protagonista che afferma che egli si fece a se stesso, loro proclamano: "Guardate, l'uomo che non ha una madre! hahaha...". Certamente un film il cui testo è stato scritto da Bruce Lee, e anche se non vale molto come un film d'azione, il suo sfondo e gli insegnamenti impliciti in esso sono tuttavia magnifici. Non perderlo! Lungo il nostro percorso, tutti noi dobbiamo qualcosa a qualcuno, e non mi riferisco al piano economico né sto parlando di servilismo, ma a quello che sappiamo e che l'abbiamo imparato da qualcuno, sia un libro, un video, una rivista o un Maestro... Beh, se qualcuno ha avuto il privilegio di essere un illuminato o è stato in grado di apprendere attraverso i suoi sogni, complimenti; noi, il resto dei mortali, lo dobbiamo a un Maestro che ci ha aiutato in qualche momento della nostra vita. Da queste pagine vorrei ringraziare SGM Cherry Ortega, il mio Sifu nell'Arte del Kajukenbo, che mi insegna e mi guida giorno per giorno, per tutte queste conoscenze, affinché affinché non si perdano o vengano dimenticate. Per finire, mi auguro che ciò che è scritto qui sia del vostro interesse e in questo modo contribuire alla conoscenza della nostra Arte ... Mahalo


Krav Maga Israeli Survival System: la nuova frontiera del Krav Maga. Dopo il successo del primo DVD, il Gran Maestro Marco Morabito esce inedito su Budo International con il DVD dedicato alle armi: le conoscenze di Morabito in campo civile e militare si intrecciano in una miscela esplosiva di tecnica e innovazione. Niente è lasciato al caso e non vi sono segreti: con «cognitio experimentalis» vengono esaminati con gran cura e dovizia di particolari le aggressioni a mano armata più comuni. Si analizzeranno varie tecniche con le armi più comuni ma teniamo presente che non esiste un “modello universale di aggressione”, le tipologie di attacco sono illimitate e quindi infinite sono anche le modalità di difesa. La tecnica è solo la base di studio per acquisire fluidità e consapevolezza dei movimenti ma lo scopo è rendere istintiva la nostra difesa accorciando i tempi di reazione. Come sul ring, non avremo mai la certezza matematica di uscir ne vincitori, ma possiamo aumentare le nostre possibilità di riuscita: “chi combatte rischia di perdere, chi non combatte ha già perso”. Morabito, con il suo Krav Maga Israeli Survival System vuole rompere gli schemi e mostrare al pubblico qualcosa di assolutamente innovativo, lontano dalle solite tecniche vetuste, emulate ormai da decenni. In questo DVD vedrete, quindi, qualcosa di assolutamente innovativo dove la tecnica si fonde con l’esperienza e ogni cosa assume contorni nitidi e definiti. Nulla è lasciato al caso e gli errori più comuni vengono analizzati e smascherati senza indugio. Troverete nel Krav Maga Israeli Survival System un nuovo metodo di difesa eccezionale e autentico.

REF.: • DVD/KMISS 2

Tutti i DVD prodotti da Budo International vengono identificati mediante un’etichetta olografica distintiva e realizzati in supporto DVD-5, formato MPEG-2 (mai VCD, DivX o simili). Allo stesso modo, sia le copertine che le serigrafie rispettano i più rigidi standard di qualità. Se questo DVD non soddisfa questi requisiti e/o la copertina non coincide con quella che vi mostriamo qui, si tratta di una copia pirata.

ORDINALA A:

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Karate

Archivi storici PROPOSTA REALIZZATA DAL MAESTRO ANKO ITOSU, PADRE DEL KARATE MODERNO, AL GOVERNO DI OKINAWA ALLO SCOPO DI INTRODURRE IL KARATE NELLE SCUOLE. Al contrario di quello che la gente crede, il Karate non discende dal Confucianesimo né dal Buddismo, bensì la sua origine si deve a due scuole di Karate che furono portate dalla Cina ad Okinawa. Le scuole erano la Shorin Ryu e la Shorei Ryu e si basano su principi solidi e congruenti della vita umana. Per questo devono essere preservate e non alterate.


Fotos: Salvador Herraiz


Karate

Per conoscere i pilastri basilari del Karate si deve ricorrere al Maestro Anko Itosu (1832-1915), il quale li pr opose al Gover no di Okinawa affinché la disciplina del Karate fosse intr odotta nelle scuole come forma di educazione. Sono questi:

• Il Karate non consiste solamente nello sforzo che un individuo realizza per conseguire obiettivi fisici, ma è anche una disciplina “morale”, così per esempio se una persona si vede obbligata a lottare per una causa “giusta”, l'allenamento del Karate concede la forza ed il coraggio necessari affinché la propria vita non corra pericolo. Se l'individuo che attacca è un avversario inesperto, deve tentare di astenersi dall’utilizzare per la propria difesa le gambe e le mani per non fargli eccessivamente male. • Il primo obiettivo dell'allenamento del Karate è rafforzare la muscolatura dell'individuo, rendendo il fisico duro quanto il ferro o la pietra, in questo modo si trasformano gli arti in armi come la spada o la lancia (alabarda). Se seguiamo queste indicazioni, l'allenamento del Karate educherà il coraggio ed il valore della persona davanti alle difficoltà. • Il Karate non può essere imparato adeguatamente in un periodo breve di tempo, la persona deve essere come un toro che senza fermarsi, muovendosi lentamente, può percorrere mille miglia. Allo stesso modo, il frutto della persona che per due o tre ore al giorno lavora e si sforza diligentemente nello studio di questa disciplina, vedrà la luce dopo tre o quattro anni di costante sforzo, quando il suo corpo si sarà trasformato rivelando la vera essenza del Karate. • Uno degli obiettivi più importanti nel Karate è l'allenamento delle mani e delle gambe, per il quale si deve fare uso del “makiwara”, colpendolo cento o duecento volte di seguito con Tsuki (attacco di pugno) e con la varietà di attacchi di gamba (per esempio, “mageri” dalla posizione “sencu-sudachi”).


Karate

La forma più efficace da effettuare in questo allenamento è la seguente: la persona deve abbassare le spalle, aprire i polmoni, incanalare l'energia e piantarsi molto bene a terra per stabilire la posizione, infine deve convogliare l'energia vitale o intrinseca (conosciuta come Ki) nel Tanden, o, che è poi la stessa cosa, in una zona del corpo circoscritta al di sotto dell'ombelico. Per trarre il rendimento adeguato da questo esercizio deve essere realizzato quotidianamente. • Bisogna mantenere una posizione stabile durante l'esecuzione delle posizioni di Karate, la schiena deve rimanere retta mantenendo la muscolatura diretta verso l’alto, con le spalle verso il basso e mantenendo la forza delle gambe flessibili. Inoltre si deve rilassare e muovere in modo coordinato la parte superiore ed inferiore del corpo con la forza del “Ki” centrata nel “Tanden”. • Il Karate è composto da un'infinità di tecniche con una moltitudine di significati, ma questo fatto non deve preoccupare, sempre e quando si abbia chiaro che si deve esplorare indipendentemente il contesto di queste tecniche seguendo i principi della teoria (“Torite”), che ci permetterà un miglior intendimento delle tecniche al momento delle applicazioni pratiche. • Durante l'allenamento del Karate si devono determinare quali siano gli obiettivi dello sviluppo di questa disciplina, cioè se lo si fa per coltivare il corpo o per questioni di difesa personale. • L'intensità è un obiettivo importante nella pratica del Karate, pertanto, se durante l'allenamento ci si immagina di essere in un campo di battaglia, questo provocherà un aumento importante nella resa dell'intero allenamento. Pertanto, gli occhi devono trasmettere ferocia, quando si abbassano le spalle e si contrae il corpo mentre – per esempio– si blocca e si realizza un contrattacco. Allenandosi con questo spirito, ci si sta preparando per qualsiasi contesa che possa insorgere lungo il corso della vita. • La quantità di allenamento va in proporzione alla condizione fisica e alle riserve di forza di ogni individuo, poiché l'eccesso di allenamento è dannoso per il proprio corpo. Il sintomo che ci permette di scoprire questo eccesso sarà l'arrossamento della faccia e degli occhi. • I praticanti del Karate godono normalmente di una lunga e salubre vita, grazie ai benefici di un costante allenamento, la pratica giornaliera e benefica di questa disciplina permette il rafforzamento dei muscoli e delle ossa, il che migliora la resa dell'apparato digestivo e regola la circolazione del sangue. Quest’ultima è una ragione in più per la quale, se questa disciplina è introdotta come metodo di insegnamento fin dalla scuola elementare, si possono ottenere persone più preparate e con migliori difese corporali. Con questi insegnamenti bene in mente, sono assolutamente convinto che se riuscissimo ad integrarle nel sistema educativo, sia nella scuola elementare che nell'ambito universitario (come una materia della carriera di magistero, per esempio), potrebbero essere estesi, non solo alle scuole ma anche al resto della popolazione, come una cultura del divertimento basata sui benefici fisici e spirituali dello sport. Vale dunque lo stesso messaggio che citò il duca di Welligton dopo aver sconfitto Napoleone: “La vittoria di oggi la dobbiamo principalmente alla disciplina raggiunta dai bambini nel cortile di ricreazione delle scuole elementari”. È per questo che questa testimonianza del Maestro Anko Itosu chiarisce la vera ragione per la quale si tenta di diffondere il Karate, cercando di far capire che la pratica di questa nobile Arte non ha solo connotazioni militari, ma anche culturali e sportive. Spero che questo documento ci permetta di capire concetti che probabilmente attribuiamo ad altri maestri e, allo stesso modo, spieghi perché la maggior parte degli istruttori delle scuole Shorin Ryu che attualmente si conoscono, prendano spunto proprio da esso nella relazione con i loro rispettivi allievi.


Aikido

È un fatto che l'Aikido abbia conquistato un tipo di amante delle Arti Marziali educato, raffinato e con un livello culturale superiore alla media dei praticanti di Arti Marziali. Artisti come il Sr Konigsberg hanno sentito la chiamata dell'Arte di Ueshiba e si sono prostrati affascinati davanti ad essa. Il punto è che l'Aikido possiede quella miscela perfetta tra filosofia ed Arte Marziale che ha sedotto molte persone dalle professioni liberali, che desiderano trovare nell'Arte Marziale un complemento vitale fortemente legato alla loro crescita come individui, un qualcosa in grado di aprire nuove porte in una vita che pretende di andare più in là del semplice successo sociale o lavorativo. Harvey Konigsberg è uno di questi magnifici esempi, un uomo di talento, perfettamente dedito all'amore per le Arti. Sono sicuro che godrete della sua esperienza e dei suoi magnifici quadri.


Intervista

Michelle Feilen & Francisco Manchรณn www.aikifeilen.com / aikifeilen@jazzfree.com

Aikido: Dipingere con il Ki


Aikido

Budo International: Come iniziasti la pratica dell'Aikido? Harvey Konigsberg: Nel 1965 avevo un appartamento a Manhattan, nella città di New York. Un mio amico che praticava Aikido, mi portò al New York Aikikai. Sensei Yamada era l'Istruttore Capo ed aveva invitato Sensei Tohei ad insegnare assieme a lui. Quello che vidi mi sorprese e mi fece nascere il desiderio di cominciare la pratica immediatamente. Anche un altro amico – un expugile professionista che ci aveva fatto visita da Baltimore – venne alla lezione e rimase molto impressionato da quello che vide. Mi dissero che, quando avrei cominciato a praticare, avrei dovuto afferrare l'istruttore il più forte possibile per poi descrivere al mio amico come si sentiva la tecnica. Ebbene, cominciai ad allenarmi ed ogni volta che afferravo l'istruttore con forza, terminavo a terra sul Tatami. Non riuscivo a capire come potesse accadere una cosa del genere tante volte di seguito. Mi alzavo in piedi, dicendomi: “Non ero pronto. Lasciami riprovare ancora”. Ma subito dopo mi ritrovavo di nuovo a terra sul Tatami. B.I.: Quando ti cominciò ad interessare l'Arte? E quando decidesti di fare dell'Arte la tua professione? H. K.: Quando avevo tre anni, avevo già cominciato a disegnare, perciò posso dire che mi interessai all'Arte fin dal principio. Tuttavia, la mia famiglia di certo non m’incoraggiò a coltivare l'Arte come una carriera. Volevano che mi concentrassi in qualcosa di più pratico, come gli studi di Medicina o di Legge. Ma essendo una persona determinata – e sicura riguardo a quello che mi piaceva – feci dell'Arte la mia prima priorità. All'università studiai con Eugene Massin, che era tornato da un anno sabbatico in Spagna. Nel 1958, Gene divenne la persona con maggiore influenza nella mia vita di artista. Non è solo un grande pittore, ma fu anche la prima persona ad appoggiarmi al cento per cento nei miei sforzi per diventare un artista professionista. Gene m’invitò ad essere uno dei suoi apprendisti. Io lo osservai lavorare giorno dopo giorno e capii con certezza che quella era la vita che volevo per me. B.I.: Molti dei tuoi quadri rappresentano movimento ed azione. Quanto e come ha influito l'Aikido nella tua pittura? H. K.: Sono sempre stato affascinato dall'azione: corpi in movimento. Ciò che crea il movimento, ciò che risulta


Intervista

Aikido: Pintar con Ki


Aikido


Intervista da esso e le tensioni implicite ad esso, sono tutti soggetti che tratto nel mio lavoro. Quando ero giovane, mi affascinava il Pugilato per la libertà e la spontaneità del movimento. Mi attraeva tanto che al tempo pensai di diventare un pugile professionista. Mi allenai molto duramente avvicinandomi a questa idea, tuttavia gli aspetti fisici e commerciali del Pugilato non erano in sintonia con la mia natura. Quando cominciai a praticare l’Aikido, pochi anni dopo trovai la stessa spontaneità di movimento, ma con molta più libertà. L'Aikido, dunque, ha influenzato la mia pittura con l'uso di tecniche che emanano dal centro, producendo pennellate libere ed aperte. Inoltre, la natura dinamica dell'Aikido ha fatto delle sue tecniche dei potenti soggetti per la mia pittura. B.I.: Che cosa provi a trasmettere attraverso la tua Arte?

H. K.: Sostanzialmente dipingo ciò che mi emoziona. La trasmissione di quell’energia iniziale è in primo luogo verso me stesso: se riesce a commuovermi, allora sono fiducioso che comunicherò tale emozione all'osservatore. Uno dei requisiti per un mio quadro è che abbia una vita propria. Un quadro deve respirare, vibrare, brillare. Allo stesso modo, uno degli aspetti interessanti dell'Aikido è la connessione e la comunicazione che si crea tra le persone. Come nella pittura – nella quale comunichi con te stesso al principio –, nell’Aikido per poter praticare con il tuo compagno, devi prima allinearti con te stesso. Tutto nell’Arte e nell’Aikido comincia con questo processo di centralizzazione. B.I.: Qual è la modalità che usi attualmente per vendere i tuoi quadri? H. K.: Con più di 20 esibizioni personali del mio lavoro, così come con presentazioni in molte gallerie, mi sentivo sempre un po’ frustrato dalla limitatezza di questo metodo. Non molte persone possono vedere i miei quadri in un determinato momento. Ma adesso, con Internet, la mia Arte è disponibile a tutti, in qualsiasi momento. Per esempio, una serie dei miei lavori sull’Aikido si possono visionare nel sito www.aikidoonline.com/harvey. Con il successo di questa pagina internet, sto studiando la possibilità di avere più lavori disponibili on line. B.I.: Che cosa provi a trasmettere ai tuoi allievi di Aikido? H. K.: Provo a dare ai miei allievi gli stessi insegnamenti che il mio Maestro – Sensei Yamada – mi ha dato, cioè


Aikido

sviluppare la nostra abilità personale in modo naturale e spontaneo, attraverso la pratica armoniosa e dinamica delle tecniche tradizionali dell'Aikido. B.I.: Perché non insegna pittura o disegno? H. K.: Fondamentalmente io non seguo le regole tradizionali dell'Arte, perciò non sono interessato ad insegnarle. Per me, la pittura è una questione di sensazioni e di sentimenti e questo risulta, per me, molto difficile da comunicare nell’ambiente di una classe. B.I.: Quanto ha cambiato la tua pratica dell’Aikido con il tempo? È molto diversa la tua Arte adesso? H. K.: Quando cominciai a praticare Aikido nel 1965, avevo 25 anni. Adesso ne ho 61. Durante questo periodo, la mia energia fisica è cambiata. Non ho lo stesso livello di forza muscolare che avevo quando ero giovane, tuttavia, attraverso la raffinatezza della tecnica, impiego la mia energia in modo più efficace. Il risultato non è solo una tecnica molto più potente, ma anche una pratica più gioviale. Dato che l'Arte è una ricerca personale, la sua progressione attraverso gli anni è stata più sottile. Se dovessi caratterizzare questo cambiamento, direi che sono giunto ad essere più libero in quello che voglio esprimere in un quadro. B.I.: Quale Maestro di Aikido ti ha influenzato di più? H. K.: Sensei Yamada. Lui fu il mio primo Maestro, ed ancora mi alleno con lui ogni settimana nel New York Aikikai. B.I.: Secondo te, qual è l'aspetto più importante di una lezione con uno Shihan? La tecnica? La potenza? La spiritualità? H. K.: Sono aspetti inseparabili. Enfatizzando uno più degli altri, si ha un avvicinamento duale all'allenamento che crea un'esperienza senza bilanciamento. La tecnica senza spirito è meccanica ed è morta. La potenza senza tecnica è distruttiva. La spiritualità senza potenza è impotente. B.I.: Quale consideri la tua carriera principale, l'Arte o l'Aikido? H. K.: Ambedue sono importanti nella mia vita, e l'Aikido mi ha dato l'opportunità di seguire la mia Arte secondo i miei principi.

Harvey Konigsberg - Biografía Harvey Konigsberg nacque nella città di New York nel 1940. Studiò nell'Università di New York e nell'Università di Miami (Florida) e vive a Woodstock, New York. Da giovane si appassionò all'Arte e al Pugilato e nacque in lui un profondo amore per ambedue le discipline. Da adolescente cominciò ad imparare l'Arte, ed ad allenarsi divenendo un allievo della nobile Arte del Pugilato. Ma la sua carriera artistica fiorì quasi fin da bambino, con molte ore dedicate allo studio della pittura. Il risultato fu che aveva sempre meno tempo per il Pugilato. Poi, nel 1965, Harvey assistette alla sua prima lezione di Aikido con Sensei Yamada nell’Aikikai di New York – trovando tempo, da quel momento in poi, per allenarsi ed impartire lezioni lì. Di fatto, fu un allievo tanto impegnato e talentuoso che ottenne il rango di Nanadan (7º Dan) nel dicembre del 2000. Oggi, Harvey ha trovato una soluzione per poter portare avanti la carriera di artista e quella nel campo delle Arti Marziali. Ha realizzato più di ventuno esposizioni dei suoi quadri e ha impartito seminari negli accampamenti regionali estivi ed invernali della United States Aikido Federation (USAF) e ha esercitato come istruttore in seminari per l'America del Nord e per il Sud America. Il vincolo di Harvey con il New York Aikikai e la USAF continua ad essere forte ed è stato direttore di ambedue le organizzazioni dal 1970. Nel 1987 Harvey creò ufficialmente il Woodstock Aikido, ricoprendo l’incarico di Istruttore Capo.


Intervista


Minou Risso

mail: budo.cinturanera@gmail.com


Intervista


Intervista con Sensei Akuzawa Po'oz: Capisco che Lei viaggia spesso in risposta alle molte richieste dai praticanti e i club che vogliono scoprire la sua arte. E tornerà questa primavera per promuovere l'insegnamento dell'Aunkai in tutta Europa. Anche Lei viaggia regolarmente in Francia e Ungheria, ed è recentemente tornato da un viaggio in Nuova Zelanda: è evidente che i valori Aunkai si sono diffusi in tutto il mondo. Lo scopo dell'organizzazione Po'oz è quello di aiutare i giovani che si sentano persi in quanto a che strada deve prendere la sua vita. Grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande. Siamo onorati di incontrarla, e sentiamo che è un'ottima occasione per conoscerci meglio e per consentire a più persone a scoprire l'Aunkai. Maestro Akuzawa: "Penso che sia importante prestare la maggiore attenzione ai vari fenomeni naturali che avvengono sotto i nostri occhi. È necessario sentire la provvidenza, e l'osservazione è la base essenziale per la comprensione delle Arti Marziali". "Imparare conoscendo se stessi e conoscendo gli altri, in modo reciproco, e condividere la stessa connessione, ecco il motivo per cui io insegno l'Aunkai ai miei studenti".


“Penso che sia molto importante prestare attenzione ai vari fenomeni naturali che avvengono sotto i nostri occhi. Hai bisogno di sentire la provvidenza, e l'osservazione è essenziale per sentirla, proprio com'è anche essenziale per la comprensione delle Arti Marziali.â€?


Intervista “Se si studia il movimento degli esseri umani, ritengo necessario che sentiamo per noi stessi la nostra origine e il nostro posto nella natura.”

P.: Sensei, coloro che hanno il privilegio di conoscerla, parlano della sua passione per la natura. Lei è nato a Gunma (Giappone), una regione con belle montagne e ritengo che sia ben noto per i suoi "onsen" o bagni di acque termali. Ci dica un po', la semplicità della sua arte nasce dalla sua osservazione della natura? M. A.: In primo luogo, ho un grande amore per la natura. La natura non è una creazione dell'uomo. E comprendere questa essenza nata dalla Provvidenza, è per me molto importante. Ci sono diversi stili e scuole di pensiero. Se si studia il movimento degli esseri umani, ritengo necessario che sentiamo per noi stessi la nostra origine e il nostro posto nella natura. Penso che sia molto importante prestare attenzione ai vari fenomeni naturali che avvengono sotto i nostri occhi. Hai bisogno di sentire la provvidenza, e l'osservazione è essenziale per sentirla, proprio com'è anche essenziale per la comprensione delle Arti Marziali. P.: La gente parla spesso delle sue vittorie in Sanda. Che cosa gli ha apportato personalmente il Sanda? M.A.: Il Sanda è uno sport. Quando si è giovani, lo sviluppo dell'esperienza è, a mio avviso, molto importante per conoscere se stessi. D.: Cosa l'ha portato a prendere questa strada nel mondo delle Arti Marziali e creare l'Aunkai?


Intervista

M.A.: Ho acquisito conoscenza e saggezza man mano che capiva il processo che si trova dentro Arti Marziali. Così ho iniziato l'Aunkai, per trasmettere questa saggezza, e continuare a sperimentare - con il mio corpo come un mezzo. P.: Perché il cambiamento di direzione della ricerca della trasmissione? M.A.: Se ho intenzione di seguire i tratti più profondi delle Arti Marziali, allora devo passare per il processo di guidare le persone, il che significa anche avere alunni. In caso contrario, il mio proprio sviluppo sarebbe ostacolato. Il mio obiettivo è sempre quello di cambiare, evolvere e portare i miei allievi attraverso questo processo in modo che possano anche creare un cambiamento per se stessi. P.: Sensei, parliamo sullo spirito dell'Aunkai. M.A.: L’Aunkai non finisce mai, è infinito. I miei studenti ei miei apprendisti, raggiungono la libertà del corpo e della mente attraverso l’Aunkai. P.: Come si definisce l'Aunkai? M.A.: Il concetto Aunkai è quello di potenziare il corpo per sperimentare per se stessi il fatto di forgiare la vera natura delle Arti Marziali attraverso esperienze profonde. Poi attraverso questo processo, come un tatuaggio, ingegnosamente creato dall'interno verso l'esterno (il Sensei ha usato questa metafora


Intervista

prima, e potrebbe essere più facile da capire qui, in questo contesto), permettere che le connessioni interne facciano la sua strada alla superficie. Quando siamo giovani, ciò che vediamo davanti a noi come ad esempio l'attività fisica e l'allenamento -, sembra essere importanti. Ma man mano che invecchiamo, il nostro pensiero cambia, e lo fa anche la nostra prospettiva di molte cose. P.: Quale stato d'animo dovremmo avere nel quotidiano per migliorare? M.A.: Migliorare nelle Arti Marziali è sbarazzarsi delle abitudini. Non è una formula matematica in cui si può semplicemente "aggiungere" per ottenere i risultati desiderati. Una vera Arte Marziale non si basa sulla matematica. Piuttosto, è il contrario. Si tratta semplicemente perfezionare la coscienza ed eliminare le abitudini se si desidera seguire la Via delle Arti Marziali. Quando una persona fa qualcosa di forma naturale, non pensa a quello che fa, non pensa alla forma corretta o scorretta di farlo, semplicemente lo fa. Ciò significa che l'intenzione alla base delle arti marziali è quella di fare un uso migliore del nostro subconscio, e integrare le abilità nel nostro corpo, in modo che possiamo ricordarle di una forma naturale. "Il concetto Aunkai è la costruzione dell'io interno che si riflette nell'esterno."

“Il concetto Aunkai è la costruzione dell'io interno che si riflette nell'esterno.”


Intervista

P.: Che cosa può apportare l'Aunkai ai praticanti di altre arti? E per qualcuno che stia scoprendo le Arti Marziali? M.A.: L’Aunkai è diverso da altri sport marziali moderne. Nell'Aunkai insegniamo come controllare il corpo in un modo insolito, un modo più efficiente che non è immediatamente evidente. Per me, la postura di una persona è molto importante perché riflette l'essenza interiore del suo carattere ed essere, sia fisicamente che mentalmente. Infatti, il modo stesso in cui sposta il corpo è il risultato della comprensione e la creazione di una posizione coesiva. Pertanto, prendiamo l'insegnamento de la posizione sul serio e approfondiamo l'argomento. Organizzare il corpo per le Arti Marziali è diverso da "allenarsi più duramente è migliore", prospettiva che spesso associamo agli sport di oggigiorno. Le Arti marziali sono impregnate di Praja (saggezza). Praja è diversa dalla conoscenza che semplicemente è aggregata e memorizzata. La saggezza è prendere un principio singolare del movimento del corpo, ma ha la capacità di applicarlo in modo trasparente in una miriade di modi diversi. Questo dovrebbe essere presente nell'allenamento in ogni momento, e ripetuto molte volte affinché sia efficace.


“L’Aunkai è diverso da altri sport marziali moderne. Nell'Aunkai insegniamo come controllare il corpo in un modo insolito, un modo più efficiente che non è immediatamente evidente.”


Intervista

P.: Sensei, La sua risposta mi porta, se a Lei non gli importa, a parlare di pratica. Alcuni dicono che quando si scopre un keiko, la sobrietà dei Tanren può sembrare ermetica. Cosa vorrebbe dire a cambiare questo punto di vista? M.A.: Aunkai è un'Arte Marziale senza frontiere: Perché? "Quando siamo giovani, l'attività fisica e l'allenamento sono elementi cruciali, ma con l'avanzare dell'età, siamo costretti a cambiare il nostro modo di pensare, e avere una visione più soggettiva". Dovrei amare la natura? Nelle Arti Marziali non si tratta di fiori, foglie o rami che vediamo davanti a noi. È il tronco e le radici. P.: Allora, che cosa sarebbe una buona sessione di pratiche in Aunkai? E perché? M.A.: L'allenamento è un esercizio che mira a cambiare il corpo, è il tendine, i tendini, la membrana e i muscoli. Poi c'è un altro tipo d'allenamento, attraverso la ripetizione. Tanren è una disciplina cumulativa che coinvolge adattamento e tempo. Ogni sessione di Tanren è diversa, dal momento che a poco a poco si cambia continuamente la sua pratica. La pratica è la coscienza, la coscienza del corpo, del suo funzionamento, le sue interazioni mentali e fisiche, il che alla fine porta la comprensione. La stessa parola può avere significati diversi per persone diverse 言葉 に よ っ て 意味 が み ん な 違 い ま す. Un buon allenamento deve cambiare non solo il corpo fisico, ma anche la mente. P.: Cos'è necessario per migliorare? M.A.: Per migliorare, la comprensione dei concetti di base e l'allenamento sono le uniche soluzioni. E sappiamo che ripetere gli allenamenti deliberatamente e mantenere il desiderio di continuare a lungo termine è molto più difficile di quanto sembri. Se si vuole veramente migliorare, è importante integrare ciò che si ha imparato nelle Arti Marziali, cioè la saggezza acquisita attraverso la sua pratica nella vita di tutti i giorni. La forma in cui uno si siede, cammina, sostiene una tazza, o interactúa con gli altri e di più - deve essere una miscela senza osttacoli della sua formazione e le realizzazioni. Affinché questa saggezza possa creare diversi modi di usare il corpo, deve essere sempre presente nell'allenamento di Aunkai, e ripetendo molte volte affinché dia i suoi frutti. P.: L'Aunkai ti rende più forte? M.A.: Quello che determinerà se una persona sarà rafforzata attraverso l'Aunkai è il suo grado di impegno con l'allenamento. La forza è espressa nella flessibilità della mente o nelle posture. Le persone che studiano Aunkai sono in grado di creare spazio dentro di sé stessi, e quindi liberare le loro menti. P.: Lei parla molto della necessità di lavorare su uno stesso. Come trasforma l'Aunkai le persone dall'interno? M.A.: Come cambia Aunkai le persone dall'interno? Diventano amici (risate). E se diventano amici, diventano forti. È una forma di catturare le emozioni con il cuore. P.: L'Associazione Po'oz ha come vocazione aiutare i giovani a trovare la sua strada nella vita. Noi crediamo che la pratica dell'Aunkai possa aiutarli. Cosa ne pensa? M.A.: Le Arti Marziali in questo senso a volte assomigliano a una esperienza religiosa. Uno deve accettare non solo le proprie debolezze, ma anche la propria mente e i sentimenti. Durante una sessione di Aunkai, la coscienza e l'inconscio si incontrano, e questo porta un


Intervista

cambiamento in un livello profondo. E questa è un'esperienza molto importante. Penso che sarebbe meraviglioso per la vostra Associazione e per me, in quanto le mie idee potrebbero diffondersi. P.: L'Aunkai è un arte giovane, ma ha radici antiche. Lei dice ai praticanti che non è rigido e che cresce con la sua ricerca. Fin dalla sua nascita, è diventato più raffinato, ma qual sarà la sua evoluzione? Dove dirigerà i suoi passi nella sua costante ricerca della perfezione dell'arte che ha creato? M.A.: Ho creato l'Aunkai 15 anni fa, con la mia conoscenza delle Arti Marziali tradizionali, e quello che avevo imparato da esse. La mia ricerca personale ha portato a una maggiore varietà nel loro uso. Poiché il passato e presente sono completamente diversi, il contesto non è lo stesso. Tuttavia, le costumi e i comportamenti delle persone sono tratti umani che non cambiano. La mia evoluzione è il risultato del passo degli anni, e la mia mente è in armonia con il mio corpo. Sento che la mia evoluzione nell'Aunkai è diventata molto profonda. Non mi aspetto di essere perfetto, dal momento che la perfezione nelle persone è impossibile. Nessun tentativo di raggiungere l'impossibile. Allora, che cosa è quello che mi motiva? Fino ad ora, la saggezza ottenuta mi ha permesso di continuare a divertirmi. A mio parere, tutti possono divertirsi scoprendo le cose che non conoscono, e questa scoperta è ciò che mantiene il nostro slancio anche in fasi successive della vita. Nella sua fase attuale, l'Aunkai non è ancora comune. Imparare a conoscere se stessi e conoscere gli altri, in modo reciproco e condividere questo proposito, è la ragione per la quale insegno ai miei studenti Aunkai. Penso che Aunkai sia davvero divertente (ride). P.: Grazie, Maestro per la sua collaborazione. È stato un piacere e un onore condividere con Lei. A presto in Europa!


In questo DVD, G.M. Larry Tatum (10 ° Dan) sviluppa tecniche del programma Kenpo al più alto livello. In particolare, alcuni delle sue "preferite", come Flashing Mace, Parting Wings, Entwined Lance… Magistralmente eseguite, e sulla base dell'esperienza del movimento, G.M. Tatum incorpora i suoi insegnamenti innovativi in queste tecniche che vi aiuteranno a aggiungere conoscenze e completare la vostra formazione nel sistema Kenpo. Inoltre, esse forniscono l'individuo con la scelta migliore per l'autodifesa, sulla base del pensiero logico e pratico, e lo mettono nel cammino della comprensione dell'arte del Kenpo. Questi sono i sistemi auto-difesa e di combattimento dei tempi moderni in cui viviamo. Essi sono stati progettati in modo che il praticante ottenga tutti i benefici che forniscono la pratica di queste tecniche. Questo DVD ha il sostegno del Maestro Adolfo Luelmo (9 Dan), che prosegue con una serie di tecniche eseguite in modo agevole e forte, per situazioni di aggressività estrema, in cui si possono apprezzare diversi stati dei movimenti, in un modo logico ed efficace. Finalmente, il Maestro Camacho Assisi (8 ° Dan), mostra una tecnica che combina la forza delle braccia e la sua esperienza con le gambe.

REF.: • DVD/LARRY4

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Kung Fu Tour della China 2018 Molti seguaci di Kung Fu nel mondo occidentale, tra cui Maestri e Direttori di Scuola, continuano a pensare che le Arti Marziali reali si trovano nella Cina centrale, dove i monaci saggi sperano nel chiostro ancestrale l'arrivo del pellegrinaggio degli studenti occidentali. Coloro che hanno interesse per la storia della Cina e del Kung Fu, sanno che dall'epoca della rivoluzione culturale e gli anni di Mao Tse Tung, i veri discendenti di Shaolin, i Maestri che erano stabiliti da molto tempo, in molti casi, si trovavano a Hong Kong. In quel momento hanno dovuto lasciare il paese e fuggire in paesi vicini oppure paesi occidentali. Per decenni, le vere Arti Marziali, in particolare l'Hung Gar, che è considerato il successore piÚ completo dello ShaolinSud, è in Occidente.


Kung Fu lcuni dicono che le vere scuole di Kung Fu, i migliori Maestri sono in Cina. Io dico che è corretto accettare che il Kung Fu abbia la sua origine in Cina. È la stessa cosa che quando si attribuisce l'invenzione degli orologi di alta gamma agli svizzeri. Tutti sappiamo che gli orologi, da tempo, sono un prodotto globale e molti altri paesi hanno contribuito con le sue proprie conoscenze. Lo stesso vale anche con il Kung Fu. I veri Maestri, come abbiamo detto, emigrarono fa molto tempo della Cina e per diversi motivi si stabilirono per tutto il mondo. Così pure il mio Maestro, la leggenda e rappresentante di una delle più famose linee di Shaolin: Chiu Chi Ling, 10 º Dan. La Cina si sforza con numerosi chiostri e scuole a tenere in piede la sua immagine di inventore del Kung Fu, e con grande successo, per inciso, se si ascolta l'opinione generale della popolazione. Chi potrebbe prenderla a male? Proprio questo parere della maggior parte della popolazione, nonché da una parte dei miei alunni, è la ragione per la quale organizziamo regolarmente un tour in Cina per i nostri studenti. Per me non è solo importante che ognuno dei miei Cinture Nere vada almeno una volta nella vita, al posto di origine delle nostre Arti Marziali, ma anche che i miei studenti abbiano un punto di confronto tra la nostra conoscenza e quella dei cinesi, quando dico che la vera arte del combattimento non è più basata in Cina. Nella pratica, la realtà è che attraverso i contatti del mio Maestro siamo invitato a questi chiostri per offrire rappresentazioni allo scopo di scambiare conoscenze. La conclusione di uno dei miei alunni che è stato lì varie volte: "È sempre la stessa cosa in ogni chiostro ed in ogni scuola. Non appena iniziamo la nostra rappresentazione, può vedersi come gli alunni / monaci cinesi abbassano la testa.

A


Kung Fu


Kung Fu


Grandi Maestri Subito dopo la nostra dimostrazione, loro incominciano essenzialmente con "armi grandi" e mostrano forme di armi, complesse ed otticamente impressionanti. E noi rispondiamo anche con forme di armi in applicazione e forme di coppie (che la maggior parte del pubblico non ha visto mai e non sa nemenno). Per me è stato molto impressionante vedere che siamo stati i migliori e che Sifu aveva ragione ogni volta che l'affermava." È molto importante per me che questo testo sia ben compreso. Non si tratta di lasciare qualcuno a bocca aperta, ma semplicemente correggere l'illusione che il vero Kung Fu ha ancora la sua sede in Cina. Indubbiamente, si possono trovare molte buone scuole di "Shows di Shaolin" e rappresentazioni acrobatiche, ma non hanno molto a che fare con le Arti Marziali tradizionali del loro chiostro. Vedere e sperimentare questo è molto importante per me e per i miei allievi. Inoltre, Hong Kong ci offre, per esempio, un ambiente eccellente per un campo intensivo di autunno in cui ci alleniamo sei ore al giorno. Questi giorni trascorsi insieme, lontano da distrazioni come TV, internet e altri, è anche prezioso per il tempo e la convivenza. Come già detto in altri articoli, ci stiamo preparando per partecipare in un nuovo grand tour della Cina, alla fine del 2017, principi del 2018. Come al solito, il mio Sifu ed io ne abbiamo parlato per cercare di organizzare l'evento nella forma migliore e più efficiente per i partecipanti, ma c'è ancora molto da definire. Fino ad ora,


Kung Fu


Grandi Maestri tutto sembra indicare che si terrà un torneo e che si visiterà il museo di Bruce Lee. È stato detto che presso il Museo di Bruce Lee (un grosso ed esteso complesso) un allievo del mio Maestro insegna Hung Gar ed è responsabile del Kung Fu lì. Comunque il mio Sifu, come mi ha detto nel nostro ultimo incontro, vuole presentarmi tutta la gente importante e responsabile in Cina / Hong Kong, affinché la prossima volta io possa organizzare il tour per la nostra famiglia di Kung Fu di tutto il mondo. Questo è naturalmente un gran onore per me come successore del suo stile. A dire il vero, è da un po' che il mio Sifu cerca di delegare in me certe responsabilità, come per esempio esaminare del Grado di Maestro ai suoi allievi, nelle prove che spesso hanno luogo in questi tour per l'Asia. Fino ad ora ho potuto evitare queste cose così importanti, perché ritengo che finché stia il mio Maestro tra noi, solo egli dovrebbe farlo, per ragioni di prestigio per gli alunni. Lo stesso vale con il tour di Shaolin, la cui organizzazione, a lungo termine, dovrò anche prendere sotto la mia responsabilità. In ogni caso, io sto aspettando il Tour della Cina 2018 con grande entusiasmo e consiglio a tutti i miei alunni e lettori prepararsi. Un viaggio in Asia non è naturalmente gratuito e abbiamo molte cose da organizzare. Tra gli altri è prevista anche: visita al Museo Won Fei Hung, visita alla scuola Wong Fei Hung Scuola di Danza del Leone, visita alla Scuola Chin Woo Forhan, visita al Museo di Bruce Lee, un torneo e forse le riprese di un altro film. Naturalmente anche molti pranzi comuni con i fratelli e le sorelle di Kung Fu per scambiare e chiacchierare, nonché seminari e lezioni sotto la direzione del mio Sifu, con le quali tutti possiamo imparare. Parteciperai tu con la tua scuola?


Estratti dal libro di Shidoshi Alfredo Tucci Estratti dal libro "Consonanza e vuoto. La Via del Guerriero e dello Spirito", di Shidoshi Alfredo Tucci.

"Se tutto nell'universo vibra a toni specifici, i Miryoku scoprirono che per toccare ogni cosa, era indispensabile in primo luogo identificare la sua frequenza, e poi essere armonizzato con essa."

"I Miryoku, per la sua disciplina e coraggio senza pari, sono stati indubbiamente veri guerrieri spirituali. A tutti loro, passati e futuri, dedico questo libro e li saluto collocando la mia fronte sul suolo con tutto rispetto."

"Il saggio, finalmente, ama senza voler possedere; ama perché sceglie amare, e sceglie fondersi e trascendere, perché sa sia della sua piccolezza che della sua grandezza. Ama perché solo così aggiungerà la sua forza alla grande forza che tutto e tutti condividiamo, sciogliendo gli attributi inutili del nostro essere, senza che debba sparire, sterile ed inutile, tutto il potere e l'esperienza del suo spirito, che, confortato, ritorna a casa sapendo ora che non l'aveva mai lasciato."


Consonanza e vuoto "Quando le cose arrivano al suo estremo, hanno solo una strada a seguire, ed è quella di passare a suo opposto. I tempi della classica contrapposizione tra Est-Ovest sono passati, nonchÊ quelli del comunismo contro il capitalismo, dell'uomo e della donna, e cosÏ via."


Estratti dal libro di Shidoshi Alfredo Tucci

"Uno dei miei Maestri mi ha insegnato che la natura non si sbaglia; combattere contro il suo giudizio implacabile e spietato non cambierà la realtà. La verità è testarda ed è sempre più saggio cercare di capire i suoi meccanismi che giudicarli emotivamente."

"Il problema ricorrente è che ci fermiamo in un punto e vogliamo giudicarlo tutto da lì, estrarre una verità universale e applicarla dieci minuti più tardi, quando non stiamo più a quel punto."

"Il destino è come un spremiagrumi che tira fuori quello che portiamo dentro; la nostra libertà risiede proprio nel modo in cui reagiamo davanti ai suoi suggerimenti, le sue proposte e perfino e molto specialmente, le sue imposizioni. Nell'universo paradossale che avvolge il mistero della vita e della coscienza, è tanto certo che ci coltiviamo il nostro destino, quanto che il destino stesso segnerà ferreamente i suoi propositi."


Consonanza e vuoto "L'Universo che abitiamo agisce secondo alcuni modelli, alcune leggi necessariamente paradossali ma determinabili. Dentro il Caos esiste un ordine, dentro l'ordine agisce il Caos."


Estratti dal libro di Shidoshi Alfredo Tucci

"Ammirare la cosa imperfetta è un artificio della consapevolezza, ma è anche una maniera di imitare e seguire i dettati della via naturale. La natura aborrisce la cosa pura, la cosa uguale, la cosa simmetrica, e per quanto ripeta i modelli che sottostanno dietro leggi superiori (il numero pi, il numero fi, ecc), mai ripete nulla esattamente."

"Non possiamo difenderci dietro il determinismo, senza cadere nella stagnazione, senza finire nel nichilismo, né possiamo considerare che tutto dipende dalle nostre decisioni senza cadere nell'arroganza o nella cecità assoluta."

"Il destino incorona all'audace o lo distrugge, ma non si mostra mai indifferente davanti alle azioni di chi decide giustamente di collaborare nel suo conseguimento. Come tutto ciò che è grande, il destino non risponde a quelli che chiamano alla sua porta con lo spirito dimezzato, tirchio, o miserabile."

"Le grandi verità, le emergenze, ci si accumulano riparandosi nelle spiegazioni, nei discorsi auto-sostenuti, nelle urgenze delle cose immediate. Quello che è perentorio si riempie di se stesso, più in là perfino della sua propria realtà e necessità."


Consonanza e vuoto "Nel rifugio dei pensieri l'essere cresce; vaporoso, leggero come l'acqua, occupa tutto senza sforzo, senza intenzione. Cambia posto e cambia motivo continuamente, scivolando delicatamente come l'acqua del fiume accarezza la sabbia."


"La maggior parte di noi non vediamo o non vogliamo vedere, perché temiamo l'ignoto, o perché non siamo in grado di superare il catalogo delle cose materiali che abbiamo tanto faticosamente ottenuto finora."

"Il mondo spirituale, come il mondo fisico, non è quello che vogliamo che sia, bensì quello che è. Ogni tipo di forze, energie, coscienze e tensioni compongono un "mare magnum" intessuto in cappe compendiate per la sua propria natura, mutevoli, ambigue, armonizzate o in conflitto."


"È necessario, e sempre lo sarà, che ogni persona si svegli un giorno guardando le cose in faccia, e quel giorno, nella sua epifania, cisposo e spaventato, sicuramente non avrà il volto che tutti gli mettiamo al paradigma del saggio. Stupore, sorpresa, stordimento, sono più segni di crescita spirituale che nessun altro."

"È davvero stupefacente che il tema ricorrente della bontà e la malvagità continui a essere rigurgitato in ogni generazione, come se fosse qualcosa di tanto denso che richiedesse di uno stomaco di ruminante per la sua digestione, prima di uno stomaco umano."

"La frontiera tra la cosa buona e la cosa brutta si dissolve quando vista al di là dello spazio-tempo; la cosa buona di ieri è la cosa brutta di oggi; la cosa brutta qui è la cosa buona lì... un argomento difficilmente accettabile per le anime piccole, che nella sua necessità di essere sottomesse, vogliono sottometterlo tutto, ottenendo così, inevitabilmente e sempre, la cosa opposta a quello che perseguono. Meglio di me lo dice il proverbio: La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni!"

"A mio parere, negare per sistema qualunque possibilità che esuli dalla cosa ammissibile per la prima attenzione, significa chiudere quella che forse sia la porta principale della nostra esperienza vitale."


Estratti dal libro di Shidoshi Alfredo Tucci

"Attenzione! Non negare non significa "credere"! Nulla è più necessario nell'esplorazione dello spirituale che il senso di "non credo", l'empirismo, il pragmatismo e, soprattutto, la sobrietà. Questi sono i tre ingredienti della lucidità, il grande attributo del viaggiatore dell'ineffabile."

"Non credo che ci sia una vera padronanza marziale senza compassione. È l'assenza di essa l'unica che permette che il mostro interno vinca la battaglia e l'orrore affiori."

"Ogni iniziazione è simile ad entrare in un imbuto, a passare per un setaccio che è sempre di più fine, sottoponendo il nostro essere a una decantazione. Inevitabilmente, ritagli del nostro essere rimarranno lungo la strada, brandelli eliminabili che devono essere relegati, perché diventano un onere eccessivo, perché hanno compiuto il suo compito, o perché sono inaccettabili nel piano superiore al che intendiamo accedere."

"Soffriamo perché non abbiamo qualcosa; perché otteniamo qualcosa e abbiamo paura di perderla; perché abbiamo qualcosa che sembrava buona, ma si è rivelato che non era così buona; o perché abbiamo qualcosa di cui non possiamo liberarci."

"Nulla sostituisce la coscienza di essere e la comprensione, di conseguenza, ogni strada autentica deve forzare la trasformazione della coscienza, per permetterci di morire a ciò che siamo e così nascere a ciò che non siamo; in quel traffico, il dolore non è negoziabile, ma la sofferenza sì, lo è."


Consonanza e vuoto "Alice ha attraversato lo specchio, ma tutti possiamo farlo, perchÊ è una capacità che si trova tra le nostre attribuzioni e potenziali. Noi siamo esseri spirituali che hanno una esistenza materiale e non il contrario."


Estratti dal libro di Shidoshi Alfredo Tucci

"Sorpresa!! Tutto quello che credete fermamente, frutto dei vostri sensi e del vostro apprendimento, può non esistere in quella forma al di là della propria legatura particolare della vostra descrizione delle cose."

"Tutti noi serviamo a qualcosa maggiore di noi stessi, consciamente o inconsciamente siamo parte di qualcosa di più grande che si nutre di noi come noi ci nutriamo di altre cose."

"L'invisibile agisce dietro ogni alito, esiste nascosto, facendo senza fare. Prima o poi, il saggio è destinato a quell'incontro con il mistero."

"La vita è una strada sacra, non una successione di avvenimenti lineari. Ma la vita è sopratutto, quello che noi scegliamo che sia, perché ogniuno può ingannarsi se stesso o perdersi in essa nel modo in cui gli pare. Ogni opzione ha il suo prezzo, ogni decisione la sua conseguenza, ogni approccio ha il suo dorso e ogni tappa ha il suo lavoro."

"Rispetto è anche capire che tutto ciò che esiste è necessario, per quanto ci disgusti. Rispettare non significa necessariamente dover convivere con ciò; accettare non significa lasciare che ciò ti tocchi." "I nostri tempi personali sono però piccoli, la vita è un sospiro; vedere oltre, cogliere ogni momento per soddisfare i processi più elevati nello sviluppo individuale, è la migliore risposta alle convulsioni che viviamo, perché in questo piano, non c'è via d'uscita: nessuno esce vivo dalla vita."


Consonanza e vuoto "L'egoismo estremo giustifica tutto e si posiziona come l'unico comando e valore delle società postindustriali; tutto é permesso, il successo economico è glorificato come l'unica ragione, non importa a discapito di cosa né come."


Estratti dal libro di Shidoshi Alfredo Tucci

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza; tutti siamo cumuli vibranti di energia e coscienza che possiedono un percorso unico, quello dello spirito che li alimenta e incoraggia."

"Arrogante è l'uomo che si pensa indispensabile, ma altrettanto idiota è colui che si sottovaluta se stesso davanti alla sua determinazione e destino." "Per me, il mondo spirituale, l'ambito dell'invisibile, è una dimensione importante, la vera frontiera a trasgredire e l'unica in grado di convocare la cosa umana nella sua vera dimensione."

"Conoscere qualcosa in profondità significa sicuramente amarla; perciò, e visto che una cultura si distingue e si costruisce partendo dalle forme, le forme costituiscono anche un bene irrinunciabile. Quelli che vanno a Roma, devono sembrare romani, e se questo non piace ad alcuni, tutti sanno dov'è la porta d'uscita." "Il religioso crede per fede, in una particolare disposizione del mondo invisibile. Lo scienziato crede... per fede nel suo metodo. Per lo studente di spiritualità ci sono però due vie: lo sviluppo


Consonanza e vuoto della medianità , cioè, la percezione sensoriale del invisibile, e / o lo studio e l'interazione diretta e personale con i piani dell'invisibile."

"La mente è essenzialmente un catorcio biologico e si nutre di sensazioni, che si adattano meticolosamente in gruppi di associazioni." "Nel frattempo, se viviamo abbastanza a lungo e finalmente riusciamo ad essere veramente saggi, finiremo smascherando l'impostore, l'arrivista, il rigattiere della coscienza che è la mente."


Consonanza e v

Quando la Via del Guerrie


vuoto ro raggiunge la spiritualitĂ !


Un praticante Kali guarda un attacco come un pugno, non tanto come un attacco, ma come un obiettivo che viene offerto e deve essere distrutto sistematicamente attraverso immobilizzazioni e attacchi. Questo non è troppo lontano dal modo di pensare di Kyusho tranne che le strutture sulle quali puntiamo sono inter ni e non ester ni. Così aggiungendo l'arte più esterna più del Kali e il Trapping, stiamo influendo in una gamma ancora più ampia nella stasi umana. Kyusho è uno studio dell'anatomia umana, non è un Arte Marziale (anche se potrebbe ed è stato evidenziato come uno di loro), ma il suo utilizzo con o in un Arte Marziale è naturale, e aggiunge una maggiore dimensione. Così può essere integrato facilmente ed efficacemente in qualsiasi stile di Arte Marziale. Il praticante Kali armato con la conoscenza di Kyusho può portare la pratica del Kali ad una prospettiva completamente più profonda. In questo secondo volume vi mostreremo gli obiettivi inerenti o possibili de Kyusho nella testa, utilizzando le azioni delle stesse trappole di braccio che appaiono sul primo DVD. Un lavoro di collaborazione del Maestro di Kali Raffi Derderian e il Maestro Evan Pantazi.

REF.: • DVD/KYUSHO 25

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Il Significato della Cintura Nera (LA MISSIONE DELLA WORLD HWA RANG DO® ASSOCIATION) HWA RANG DO®: Un’eredità di Lealtà, instancabilmente alla ricerca della Verità, dedita al rafforzamento dell’essere umano ed al servizio dell’intera umanità

Il Hwa Rang Do® si struttura su due punti di arrivo molto importanti per lo studente: la cintura nera 1° dan di Tae Soo Do® (Arte introduttoria al Hwa Rang Do®) e la successiva cintura nera 1° dan di Hwa Rang Do®. La cintura nera di Tae Soo Do® rappresenta per lo studente il momento di completamento del programma introduttivo e la possibilità di accedere al più complesso e completo programma del Hwa Rang Do®.


a cintura nera di Hwa Rang Do® è il momento di completamento del programma base di Hwa Rang Do® ed è anche il momento in cui si viene dichiarati cavalieri Hwarang e si inizia lo studio evoluto dell’Arte. Gli esami di cintura nera sono davvero complessi e durano giorni. La cintura nera di Tae Soo Do® si acquisisce dopo almeno tre test a distanza di mesi l’uno dall’altro in cui diversi istruttori valutano le competenze acquisite dall’esaminando. La cintura nera di Hwa Rang Do® richiede di partecipare ad una settimana di seminari full-immersion con Do Joo Nim Dr. Joo Bang Lee (Fondatore e Hwa Rang Do 10° dan) e con Kuk Sa Nim Taejoon Lee (Granmaestro e Hwa Rang Do 8° dan) per poi verificare le tecniche, le forme ed i metodi di combattimento in ore di esami specifici.

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In entrambi i casi gli esami implicano test anche di natura teorica, scritta ed orale. Ma perché tanta complessità? Per la nera di Tae Soo Do® si cerca di far capire allo studente che cosa vuole dire entrare veramente nel Hwa Rang Do® e se ne valuta quindi la reale motivazione (studiare Hwa Rang Do® è molto difficile). Per la nera di Hwa Rang Do® lo studente deve prepararsi a divenire insegnante oltre che incorporare nella sua vita gli elementi sia teorici che pratici dell’Arte per cui bisogna fargli capire il senso di questo profondo cambiamento. Circa l’autore: Su Suk Sa Bum Nim Marco Mattiucci – Hwa Rang Do 4° dan e Capo dell’Italian Branch della World Hwa Rang Do Association. http://www.hwarangdo.com http://www.hwarangdo.it http://www.hwarangdo.nl http://www.hwarangdo.lu http://taejoonlee.com http://cyberdojang.com


REF.: • DVD/TOYAMA-2

Questo DVD è il risultato promosso per la filiale spagnola della Zen Nihon Toyama-Ryu Iaido Renmei (ZNTIR – Spain Branch), per fare conoscere il contenuto tecnico dello stile Toyama-Ryu come praticato nel Honbu Dojo della ZNTIR, in Machida, Tokyo, senza cambiamenti, né alterazioni. La fedeltà del programma è tale che è il suo presidente e massimo responsabile tecnico, Yoshitoki Hataya Sensei, chi, accompagnato da alcuni membri, esegue tutto il compendio del programma attuale dello stile. È per questo che in lui si può trovare la struttura di base della metodologia che viene applicata, dagli esercizi codificati di riscaldamento e di preparazione e attraverso gli esercizi di taglio; le guardie; i kata della scuola, compresi quelli corrispondenti alla Scuola Militare Toyama, il Gunto Soho e la sua spiegazione; il lavoro in coppia, sia in Kumitachi e Gekken Kumitachi, e la pietra angolare su cui si basa la Toyama-Ryu, vale a dire, Tameshigiri o esercizi i taglio su un bersaglio reale. La Zen Nihon Toyama-Ryu Iai-Do Renmei, ZNTIR, è l'organismo che attualmente, una volta riveduti ed adeguati i concetti e la metodologia di una scuola proveniente da un metodo di combattimento reale, pretende di mantenere viva questa tradizione e le forme originali mediante un sistema che unifica il corpo, la mente e lo spirito di una forma realistica ed efficace. Grazie all'impegno di alcuni laureati della Scuola Militare Toyama (Rikugun Toyama Gakkoo), che hanno continuato in gran segreto mantenendo viva l'arte fino alla rimozioni dei divieti e la devoluzione della sovranità al paese giapponese, oggigiorno possiamo conoscere un stile di scherma incorniciato tra le attuali scuole di Iai-Do. Si tratta di un DVD meticoloso in diverse lingue, che dimostra di essere una fonte preziosa per ricercatori e praticanti della spada giapponese, e per gli artisti marziali in generale, o quelli interessati alla storia del Giappone e la sua ultima guerra mondiale. È una vera fortuna il potere osservare le tecniche che contiene, e, almeno per gli investigatori seri, vale la pena di averla nella sua videoteca. Noi, gli apprendisti dello stile, desideriamo condividere lealmente la conoscenza della nostra scuola di scherma giapponese, nella speranza che contemporaneamente, i valori interni propri di quegli uomini di armi impregnino alle nuove generazioni e permettano scorgere un revulsivo, di una forma tradizionale molto differente all'attuale approccio delle discipline di combattimento di origine giapponese. Tutti i DVD prodotti da Budo International vengono identificati mediante un’etichetta olografica distintiva e realizzati in supporto DVD-5, formato MPEG-2 (mai VCD, DivX o simili). Allo stesso modo, sia le copertine che le serigrafie rispettano i più rigidi standard di qualità. Se questo DVD non soddisfa questi requisiti e/o la copertina non coincide con quella che vi mostriamo qui, si tratta di una copia pirata.

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In questo nuovo DVD di Vovinam, Patrick Levet ha voluto mostrare gli aspetti dell'uso e manipolazione del Bastone Vietnamita. Anche se poco conosciuto, il bastone lungo vietnamita è, senza dubbio, l'arma più importante tra tutte le armi delle Arti Marziali tradizionali del Vietnam. La scuola Vovinam, nel suo programma ufficiale, propone solo la Forma del Bastone (Tu Tuong Con Phap) e i contrattacchi di bastone contro bastone (Phan The Con), senza spiegare i movimenti intermedi. Ma il Bastone Vietnamita va ben al di là di questi due aspetti, e il Maestro Levet ci offre due DVD dettagliati su tutte le applicazioni dei numerosi movimenti intermedi della Quyen del Bastone. Questo primo volume comprende una serie di esercizi specifici di riscaldamento e bodybuilding col bastone, guardia, principi fondamentali, manipolazione stilistica dell'arma, difesa contro il disarmo, blocchi e schive, spostamenti, nonché le tecniche di combattimento. Un lavoro originale che mostra per la prima volta il Bastone Vietnamita in un modo completo ed esaustivo.

REF.: • DVD/VIET7 Tutti i DVD prodotti da Budo International vengono identificati mediante un’etichetta olografica distintiva e realizzati in supporto DVD-5, formato MPEG-2 (mai VCD, DivX o simili). Allo stesso modo, sia le copertine che le serigrafie rispettano i più rigidi standard di qualità. Se questo DVD non soddisfa questi requisiti e/o la copertina non coincide con quella che vi mostriamo qui, si tratta di una copia pirata.

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Sifu Alfred Johannes Neudorfer e Sifu Rosa Ferrante Bannera, fondatori del Wing Tsun Universe, WTU, un movimento caratterizzato non dall'uso di tecniche, ma della qualità, gli scambi, i principi e concetti di movimento, centrano il loro primo DVD nella Siu Nim Tao (SNT) o "9 vie". La SNT è alla base del Wing Tsun, Wing Chun e WTU. La comprensione di essa è la condizione fondamentale per tutto ciò che viene dopo, perché se si guarda a come le persone eseguono le sequenze di questo movimento, si può dedurre che cosa saranno in grado di fare. Se qualcosa non va nel movimento, tutto ciò che il praticante possa sviluppare dopo sarà sbagliato. I movimenti del WTU (forme) implicano funzioni inerenti, delle quali possono deviare applicazioni. Il significato dei movimenti primari, fa che derivino in altri e che generino applicazioni basate nei principi e le interazioni che aiutano alla loro comprensione. Il WTU incorpora ugualmente un "set" extra che i suoi fondatori hanno considerato necessario, dovuto alle circostanze attuali. Il DVD include il Movimento (la forma) Siu Nim Tao, le sue 9 sequenze e le applicazioni, le sequenze 1 a 3 del primo movimento con un compagno d'allenamento (Chi Sao) e una intervista rivelatrice con i fondatori della WTU.

REF.: • DVD/WTU1

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Rivista Arti Marziali Cintura Nera 329 – Febbraio 1 parte by Budo International Martial Arts Magazine - Issuu