Le tecniche di Chin Na richiedono uno studio approfondito non solo delle articolazioni del corpo, ma anche dell'Anatomia in generale. Chin significa "cattura" e Na significa "controllo". Quindi possiamo dire che Chin Na sono quelle tecniche di presa, pressione e dislocazione, per le quali possiamo controllare il nostro avversario in una situazione di difesa. Le tecniche Chin Na di Shaolin sono utilizzate per neutralizzare o interrompere un attacco. Anche se le sue origini risalgono praticamente alla fondazione stessa del Tempio Shaolin, è ben noto che già durante l'ultima dinastia cinese, le tecniche di Chin Na erano molto popolare fra la popolazione in generale, ed è stato in quell'epoca che le tecniche di cattura e di controllo hanno vissuto il loro momento del boom e di espansione. La pratica di Chin-na dovrebbe essere fatta ponendo una maggiore enfasi sullo sviluppo del controllo e la sensibilità richiesta per lasciare un attaccante indifeso da alcuni dei 5 principi di Chin Na: Strappare il muscolo o il tendine, Posizionare le ossa in modo incorretto, Bloccare o tagliare la respirazione, Bloccare una vena o un'arteria, Pulsare un canale di Qi.
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ORDINALA A:
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“Se i ladri conoscessero i vantaggi dell’essere onesti, lo sarebbero perfino per convenienza”. Basilio Antonio Tucci Salvi
io padre morì che io ero ancora molto piccolo, ma molte cose della sua personalità trascesero la sua esistenza terrena per arrivare a me, il più delle volte attraverso il meraviglioso riflesso che egli seppe lasciare nelle altre persone. Affascinante, uomo perspicace e di grande presenza e simpatia, lasciò molta e buona impronta in chi ebbe a che fare con lui. Nonostante che durante la sua vita avesse pubblicato molti ed importanti titoli, compresi i classici spagnoli, non era uomo da scrivere o lasciare sentenze; c'è tuttavia una frase che ripeteva e che mi rimase impressa fin dalla prima volta che l'ascoltai da mia madre, nel ricordarlo. Recitava così: - “Se i ladri conoscessero il vantaggio dell’essere onesti, lo sarebbero perfino per convenienza”-. Non sono mai stato un uomo moralista, anzi, ho considerato ogni morale una remora, come questa s’intende in linea generale. Perciò le sentenze morali non sono mai state santi di mia devozione. La morale, intesa come gruppo di norme consensuali rispetto a qualche ideologia o dottrina che dirige il comportamento pubblico degli individui, mi sembrava più un ostacolo alla crescita individuale e collettiva che un aiuto alla stessa. La morale (dal gen. latino mōris, “abitudine” , e da qui mōrālis, quello che è relativo a usi e costumi”), è semplicemente qualcosa disprezzai non appena ebbi l’uso della ragione. Il socialmente accettato non aveva valore per me e per la mia generazione; in Spagna, uscivamo da una dittatura, da un periodo dove la religione cristiana e i suoi precetti li percepivamo come un onere castratore di una vita in bianco e nero che tutti noi sognavamo assolutamente a colori. Dovettero passare molti anni affinché annidasse in me la maturità e avessi la capacità di approfondire questo punto. Primo, compresi la convenienza, utilità e necessità delle norme perché, sebbene non possano essere messe porte al campo, visto il genere umano (io credevo che gli altri fossero tanto buoni quanto la mia famiglia ed i miei amici!), conveniva convogliare tante e variopinte umane passioni e ci si poteva basare solamente sul palo e la carota. Il caos come alternativa non sembrava una buona idea. Sempre però, e ancor oggi è così, difesi che, a minor legislazione più libertà, difesi che (e ancora lo faccio), le opinioni sul politicamente corretto sono di ognuno, ma non si ha il diritto, né si deve imporle agli altri sotto e sempre la sospetta scusa di farlo “per il bene comune”. Ancora oggi mi si rivoltano le budella al pensare che il “papà stato” crede di avere il diritto di multarmi se non mi voglio mettere la cintura di sicurezza sull'automobile, perché per tanto che io lo faccia di motu proprio per autoprotezione, egli non può patrocinarmi l'uso del mio corpo, che è assolutamente mio! Non è un bene che mi è stato concesso in usufrutto, grazie alla generosità del suo vero proprietario, lo Stato, fino al mio decesso, momento in cui i miei congiunti dovranno spendere una fortuna per disfarsi dei miei resti.
M
“Uno non può impostare quello che è continuamente, perciò la migliore strategia è la verità. Questa risparmia energia e senza energia gli uomini sarebbero solamente un pezzo di carne” Huang Ta chung
Neppure qui esiste come scusa “il danno a terzi”, e se quello che adducono per obbligarmi a unirmi alle loro ruote del mulino, sono i costi e le spese della sanità, che potrebbero essere dovuti da tale condizione, che mi offrano l'opzione, una volta che abbia riacquistato l’uso della ragione, di cancellarmi dalla previdenza sociale, e mi cercherò io un'assicurazione privata se è necessario, ma non riconosco loro il diritto in questa materia, come non lo riconosco in tante altre. Lo Stato moderno possiede il monopolio del filibusterismo, precedentemente ripartito in gruppi più piccoli, "le parti" (dicesi di gruppi di saccheggiatori che dalle campagne si lanciavano ad assaltare i passanti e i viandanti, rubando loro le proprietà o riscuotendo pedaggi per il passaggio attraverso il loro territorio), da dove sicuramente proviene il termine “partiti” che fa a sua volta menzione a dei gruppi che affannosamente si dedicano alla politica. Imporre agli altri le nostre idee, o tentare di farlo, per quanto buone che queste ci sembrino, è un Karma che io non mi voglio assumere. Il mio Maestro di pittura, genio e persona singolare, omosessuale, ripeteva sempre il vecchio proverbio: “Che ognuno faccia della propria cappa un saio”... e aggiungeva... “e del proprio culo una fioriera”. Le abitudini, (mōris), cambiano; la legge stessa, solamente un loro riflesso, è perfino anni indietro rispetto a queste. Le catene di ingiustizia che si generano sono enormi e non è raro che quello che dichiarano di procurare con le loro proclamazioni, sia proprio l’opposto di quello che ottengono con la loro promulgazione. La libertà è il terreno di coltura più importante che gli individui hanno per crescere; esercitarla è avere il diritto di imparare, perché non si impara senza sbagliare. Proibire è la migliore maniera di dare il certificato alle cose, si veda il caso della prostituzione, le droghe o l'omosessualità, proibite mille volte durante la storia e anche oggigiorno, nella maggioranza dei paesi. La stupidità umana è quasi infinita e la strada verso l'inferno è frequentemente lastricata di buone intenzioni. Tuttavia, quando parliamo di morale intendendo dire etica, e spingendoci ancora più in là, quando ciò di cui parliamo è della sua radice, "Ethos" (carattere, personalità), questa si trasforma in una cosa privata che abbellisce ed adorna il nostro spirito. Se l'etica studia la condotta umana, l’“Ethos” è quell’insieme di caratteristiche che ci definiscono come individui. Come definiscono la morale gli Oita, il vecchi saggi del popolo Shizen, si adatta molto meglio con Ethos che con moralità. Per gli Oita, morale è quell'insieme di norme che l'individuo segue, non per paura delle rappresaglie o dell'opinione altrui, bensì perché egli stesso così lo decide; in definitiva è ciò che l'individuo farebbe anche quando nessuno può vederlo. Quest’idea di questo che malamente chiamiamo morale (perché i termini e la sua radice portano in se stessi un senso obiettivo che non possiamo ignorare nel contesto sempre complesso e divergente chiamato comunicazione), è un'idea ed un concetto di gran valore nel mio posizionamento attuale come persona.
Traduzione: Chiara Bertelli
La maggior parte delle persone non sa fino a che punto mio padre stava nel certo con la sua affermazione. Nei contatti con le persone lo vedo ogni giorno; quante hanno perso grandi opportunità nella loro vita a causa della mancanza di “Ethos”, per aver agito in modo “piccolo”, limitato, davanti a grandi decisioni e, viceversa, quanti essendo “piccoli”, modesti, sono diventati grandi agli occhi degli altri e del mondo mostrando il loro Ethos e con esso la grandezza del loro carattere, nell’agire con solidi criteri, invece che per semplice convenienza. Conveniente, diceva mio padre, è paradossalmente “essere”, non “sembrare”. L'onestà, il rispetto dell’altro, attrae la giusta e positiva considerazione degli altri e il suo rispetto, perché l'uomo, quell'animale sociale da indifeso, da debole, avrà sempre bisogno degli altri. Perfino le scimmie fanno regali per allacciare alleanze! Noi uomini possiamo andare un po' più in là, non vi sembra? Alla fine, la gran Legge sempre si realizza: dentro lo stesso piano, attraiamo sempre la stessa cosa che emettiamo. Che sia anche per convenienza, considerino la proposta iniziale... Siamo onesti! ... e ci onoreranno.
Forse il fatto di essere una donna non è condizione sufficiente - sebbene è necessaria - per avere un punto di partenza che permetta davvero di agir e in modo naturale focalizzato sulla questione dell'autodifesa femminile. È un fatto assunto oggigiorno che le donne percepiscono il mondo in un modo totalmente diverso rispetto agli uomini ed io devo aggiungere, dalla mia esperienza in tutti questi anni come direttore di questa rivista, che il mondo Marziale è, in termini generali, marcatamente maschile e, troppo spesso, sessista. I Maestri al riguar do tendono a proteggere le loro studentesse; forse per questo motivo i sistemi di difesa femminile raramente sono quello che pretendono essere... cioè, femminili! Se le donne hanno preso il comando di tante cose nel mondo moderno, è solo giusto che lo facciano anche in qualcosa di così importante com'è l'autodifesa. E per questo compito, nessuno meglio di Trina Pellegrini, e non solo per aver avuto una formazione straordinaria dalla sua posizione come la coppia di quel "grande" che è suo marito John, ma anche perché lui, con la sua maturità e, nonostante la sua mascolinità, è riuscito a mettersi nel posto giusto affinché sua moglie potesse trovare la sua strada. Trina ha anche la motivazione di essere stato su entrambi i lati. Le esperienze negative, anche se sono dei brutti ricordi, possono lasciarci lezioni, comprensione, empatia e compassione per essere in grado di interagire con gli altri che si trovano nello stesso luogo in cui siamo stati anche noi... Trina possiede tutto questo, nonché la for za di superamento e la conoscenza tecnica per dare forma a un sistema efficiente focalizzato sulla natura, l'idiosincrasia e la psicologia di una donna davanti ad un evento ter ribile, tr oppo fr equente per essere ignorato. E in tale contesto, lei par te da un punto di vista straordinariamente lucido: Essere una vittima non è un'opzione! Alfredo Tucci
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Autodifesa
Non Più Vittime!
UN MESSAGGIO DI RINVIGORIMENTO Dal Maestro Trina Pellegrini
Tutti i giorni leggo notizie (non nel modo tradizionale in un giornale, ma on-line) e cerco le storie che siano rilevanti per il mio lavoro: in particolare, storie di crimini contro le donne. Purtroppo, non ho mai bisogno di cercare molto né per molto tempo. Ogni giorno mi trovo varie storie strazianti di donne vittimizzate in tutto il mondo (di solito da uomini) in molti modi diversi: aggressioni, violenza domestica, violazioni, abusi, furti, sequestri, torture, omicidi... L'elenco è disgustoso. Leggo anche i libri di crimini reali e seguo molti programmi di televisione su storie di crimini veri. A volte non posso dormire troppo bene per tutte le cose orribili che vedo. Perché leggo e raccolgo quelle storie tristi? Perché apprendo da esse e poi posso insegnare quello che ho imparato ad altre donne. Quello che apprendo di quelle storie è solitamente quello che NON si deve fare o cosa evitare. Analizzo ogni caso anche per formulare strategie e tattiche per prevenire, combattere e sfuggire a situazioni simili. Ho fatto di ciò la mia missione nella vita, per aiutare a tante donne come sia possibile a non essere vittime
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Autodifesa della violenza. Ed io prendo il mio lavoro molto seriamente, con una ferma determinazione. Mi siedo e guardo la TV con un taccuino per prendere appunti su un caso o una situazione particolare (sono tanto felice di potere fare una pausa nella TV dal vivo ora!). Spesso, dopo scrivo on-line per vedere se riesco a trovare maggiori dettagli su quello che ho appena visto. È molto scoraggiante vedere che, in molti casi, il reato si sarebbe potuto evitare se le donne avessero avuto solo alcune abilità basilari per difendersi. Durante la mia vita, ho sperimentato abusi e aggressioni violente. Ma non è quello che mi abilita per fare ciò che faccio. Soltanto mi aiuta a capire meglio cosa significa essere una vittima ed essere in grado di relazionarsi con le donne che sono state vittime. Quello che mi qualifica sono 25 anni di studio, ricerca e formazione nel campo dell'Autodifesa. È stato il mio destino di incontrare e diventare la moglie di un uomo che ha dedicato la sua vita allo studio e l'insegnamento dell'Autodifesa
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“È molto scoraggiante vedere che, in molti casi, il reato si sarebbe potuto evitare se le donne avessero avuto solo alcune abilità basilari per difendersi.”
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Autodifesa
Non PiĂš Vittime!
www.unafraidwomen.com realistica ed efficace. Accanto a lui, per molti anni ho imparato e ho assorbito la conoscenza come una spugna, sperando che un giorno io sarei stato in grado di insegnare agli altri e, quindi, contribuire positivamente. Mio marito, John Pellegrini, il fondatore di Combat Hapkido, è una celebrità delle Arti Marziali, rispettato e ammirato in tutto il mondo. Ed è lui che mi ha ispirato e motivato a raggiungere i miei obiettivi. A differenza di altri uomini illustri, egli non si accontentava con che io gli seguissi nell'ombra; voleva che io trovassi la mia propria passione, creassi la mia propria strada ed avessi successo in quello che decidessi di seguire. E mi sono impegnata a sviluppare un sistema di autodifesa specificamente progettato per le donne. Naturalmente, ci sono quelle persone (uomini e donne) che si oppongono fortemente all'idea di un sistema creato solo per le donne. Dopo tutto, le donne possono partecipare a una scuola di Arti Marziali e imparare a difendere loro stesse come tutti gli altri. Non ne abbiamo finalmente raggiunto
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l'uguaglianza? Perché dovremmo essere trattate in modo diverso o in un modo speciale? Beh, è molto conveniente, ma anche falso, sollevare la "uguaglianza" in questo contesto. Non stiamo parlando di "parità di retribuzione" o "parità di diritti". Nessuno potrebbe discutere i meriti dell'uguaglianza in questi settori. Di quello che stiamo parlando è di differenze fisiche e psicologiche, troppo reali tra uomini e donne, e di come queste differenze riguardano la violenza, gli abusi e la vittimizzazione. Decisamente, le donne e gli uomini non sono uguali in quell'area. E la notizie giornaliere e le statistiche su delitti lo dimostrano. Stiamo anche parlando di donne che hanno subito abusi o sono state stuprate e che non possono sopportare affatto il pensiero di essere nella sala con un uomo durante l'allenamento. In generale, gli uomini normalmente non sono vittime di abusi domestici, non sono aggrediti sessualmente o violentati e non vengono rapiti, torturati e uccisi. Naturalmente, anche gli uomini sono vittime della criminalità e
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Non Più Vittime! “Le donne non sono solo fisicamente meno potenti rispetto agli uomini, ma sono anche condizionate dalla nascita ad essere più sensibili, meno aggressive e ad evitare attività, giochi e sport che sono percepiti come "violenti" o combattivi.”
della violenza, ma di natura diversa e per ragioni diverse. E la sua preparazione fisica, l'educazione, gli sport di contatto, o l'addestramento militare, contribuiscono a sviluppare la loro volontà e capacità di combattere. Le donne non sono solo fisicamente meno potenti rispetto agli uomini, ma sono anche condizionate dalla nascita ad essere più sensibili, meno aggressive e ad evitare attività, giochi e sport che sono percepiti come "violenti" o combattivi. Per noi donne, l'auto-difesa inizia nella nostra mente. Dobbiamo imparare a permettere noi stesse di combattere. Per molto tempo, abbiamo sentito: "Fa quello che dica l'attaccante, non combattere e forse ti lascierà andare". Per fortuna la gente ha smesso di dire queste cose! Pertanto, creando il mio sistema di autodifesa per le donne, ho voluto fare qualcosa più di semplicemente sviluppare un programma di tecniche efficaci, facile da imparare e senza ostacoli; ho voluto creare un programma completo che includesse gli altri componenti essenziali: • Consapevolezza Situazionale • Livelli di condizionamento di allerta • Armi improvvisate
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“Naturalmente, ci sono quelle persone (uomini e donne) che si oppongono fortemente all'idea di un sistema creato solo per le donne.�
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• Fughe tattiche • Rafforzamento della fiducia • Informazione di salute e benessere • Assistenza alle vittime e risorse • Fonti di prodotti e servizi correlati • Statistiche e dati sulla criminalità
Ecco perché TRU, il mio sistema, è nato. Per RAFFORZARE le donne, per fornire gli strumenti necessari per prevenire o sfuggire a un attacco o, se inevitabile, per combattere con successo. L’acronimo TRU rappresenta "Trained - Ready - Unafraid" (Addestrata - Pronta - Senza paura):
Addestrata - Prima di poter lottare contro un aggressore, la donna dovrebbe essere addestrata nella sua mente e nelle tecniche di auto-difesa che insegniamo. Queste tecniche coprono la maggior parte dei tipi possibili di attacchi, tra cui il suolo e le armi. Insegniamo soprattutto attraverso seminari e lezioni tenute da formatori certificati TRU. Offriamo anche il nostro corso di base su DVD, sebbene l'allenamento dal vivo è la cosa migliore.
Pronta - "La conoscenza è potere!" Bisogna essere consapevole dei dintorni, i potenziali pericoli e le situazioni di spiegamento. La donna deve essere pronta ad agire in qualsiasi momento. Non dare l'attaccante il vantaggio del fattore sorpresa. Deve essere sempre preparata e vigile.
Autodifesa
Senza paura - Non dovete sentirvi mai o pensare a voi stesse come vittime. Dovete avere il cuore di una tigre! Iniziate a sviluppare una forte fiducia in voi stesse, le vostre capacità e la vostra assoluta volontà di sopravvivere. Arrendersi alla violenza non è mai una scelta!!
TRU è molto più di un grande sistema di autodifesa, è una formula per il rinvigorimento personale. Nei miei seminari, la parte della conferenza è spesso più significativa per le donne che perfino le tecniche stesse. Le mie alunne sanno che io capisco i loro traumi del passato, conosco le loro paure segrete, condivido le loro esperienze, e perché io "parlo la loro lingua", si sentono ispirate, motivate e, soprattutto, rafforzate (in alcuni casi, per la prima volta nella loro vita!). E questa è una delle parti più gratificanti del mio lavoro. Nei miei seminari ridiamo molto, ma a volte ci sono anche lacrime. Ci occupiamo di cose che non avremmo mai potuto discutere se ci fossero uomini presenti nella la sala di addestramento.
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Autodifesa “Non dovete mai sentirvi o pensare a voi stesse come vittime. Dovete avere il cuore di una tigre!�
TRU è stato così ben accolto in tutto il mondo che l'ho presentato ed ho deciso di offrire opportunità di insegnamento a tutte le donne competenti, sincere e dedicate sul serio. Nel 2017 ho in progetto impartire corsi per certificare istruttori TRU, in modo che possano aiutare a diffondere il nostro messaggio di rafforzamento in tutto il mondo. Il mio primo corso è programmato per il 4 e 5 marzo a Galesburg, Illinois (USA). Sono anche emozionata per molti altri progetti di TRU che stanno in corso e che annuncerò in un prossimo futuro. Sono grata che nella mia vita mi abbiano dato questa opportunità per aiutare le donne a prevenire, scappare e lottare contro la violenza. È una responsabilità sorprendente che accetto con molto piacere. Voglio anche ringraziare tutti gli amici che hanno contribuito a dare vita a TRU, per aver creduto in me e sostenere i miei sforzi. Un ringraziamento speciale a mio marito che mi ha sempre incoraggiato e mi ha consigliato ogni passo del cammino. E "Grazie!" al mio caro amico Alfredo Tucci, direttore della rivista Budo International, per offrire il suo rispettato forum per trasmettere questo messaggio di rafforzamento per le donne in tutto il mondo. Per maggiori informazioni, visitate il mio sito www.unafraidwomen.com Registratevi per il nostro bollettino di notizie! Potete seguirmi anche in Facebook in Unafraid Women, Instagram: unafraidwomen y Twitter @unafraidwomen
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Arti del Giappone
Di tanto in tanto alcune persone mi dicono che hanno sognato di spade, armi medievali, e, in un modo o nell'altro, loro cercano una spiegazione. La spada è sempr e stata un oggetto mitico e mistico nell'universo maschile. Una spada è un'arma bianca a lama lunga, spesso ma non sempre a doppio filo, adatta a colpire di punta e di taglio e usata dalle piÚ varie civiltà in ogni luogo del mondo e in ogni epoca. Il vocabolo in lingua italiana "spada" deriva dal latino "spatha" e questo a sua volta dal greco "spathe".
Bugei
“Molti studenti che diventarono grandi maestri, scoprirono in questa forma di osservazione che, nel corso del combattimento, la vita e la morte si mischiano.”
“Kansatsu che in giapponese significa osservazione è il momento in cui lo studente scopre che può osservare e capire i movimenti degli altri. È la separazione della mente e del cervello.”
Arti del Giappone
a spada è composta, nella sua struttura fondamentale, da una lunga lama, normalmente in acciaio, e dal for nimento, ossia l'impugnatura (manica) e la guardia. L'intenzione e la fisica di base della spada sono rimaste sostanzialmente invariate nei secoli ma sono cambiate molto le tecniche di realizzazione, variabili anche in base alla cultura. In araldica la spada simboleggia origine e/o volontà guerriera. Se lo vediamo dal punto di vista del militarismo, tutti noi abbiamo un aspetto coraggioso che ci porta a lottare per i nostri obiettivi. In Giappone, l'uomo che portava le spade fu definito come "colui che serve" Samurai. Ciò significa che il primo passo per l'apprendimento del Kenjutsu è quello di servire, per risolvere quella distanza che stabiliamo tra orgoglio e umiltà. L'atto di apprendimento è totalmente privo di orgoglio o arroganza. Per la via della spada, ciò significa resa, il controllo delle distanze esterne e interne. Molti credono che ci siano solo "Ma-ai" esterne davanti all'avversario. In effetti è vero il contrario, il Ma-ai inizia dentro di noi e si manifesta all'esterno.
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“Se si riesce a acquietare la mente smettendo il suo movimento, quella calma la porterà a muoversi ancora di più.”
“Se si riesce a acquietare la mente smettendo il suo movimento, quella calma la porterà a muoversi ancora di più.”
Bugei
Bugei
In maniera analoga, possiamo dire che il nostro interno è come una grande montagna. Per lo Zen, nel capitolo 62 del Shôbôgenzô, di Dôgen Zenj (1200-1253), la montagna ha una virtù che nulla manca, è assoluta in se stessa: ecco perché, nonostante essere fermamente stabilita nel suolo, sempre si sta muovendo. Davanti alla spada, la mente interiore è consapevole del suo movimento. Il Ma-ai è in grado di stabilire l'eternità del momento, in un unico movimento. Questo "movimento", di cui ha parlato Dokai, è l'essenza di tutti i movimenti. Tuttavia, chi è in montagna non è consapevole di questo movimento. Coloro che non sono in grado di vedere questa montagna, almeno una volta, non possono capire, vedere o sentire questo genere di cose, dovuto ai suoi principi. Kenjutsu è la sperimentazione, la donazione, la resa, un momento unico! La via d'accesso ed uscita della nostra mente interna! In un vero e proprio confronto non c'è tempo, non ci sono verità o menzogne, tutto è troppo veloce. Ci sono pochissime distanze interne ed esterne. La saggezza di attrarre e allontanare le manifestazioni del dojo in costante movimiento. Questo modo di pensare è evidente nella Via del Kenjutsu: tutta nuova esperienza è una sfida, caratterizzata da difficoltà superabili che contribuiscono a svegliare di più i valori morali di quelli che desiderano viverla. Per quanto riguarda le esperienze più profondamente complesse, come ad esempio la trasformazione dell'uomo vecchio in un nuovo essere, i gradini a conquistare sono multipli, e sono ricoperti di impedimenti comprensibili. Se andiamo oltre, troveremo l'importanza del Kansatsu - che in giapponese significa osservazione. È il momento in cui lo studente scopre che può osservare, che capisce i movimenti degli altri. È la separazione della mente e del cervello. Spieghiamo: Il cervello è solo una parte del sistema nervoso centrale - sebbene è la parte più complessa. Consiste di una massa di tessuto nervoso, che occupa gran parte del cranio e svolge le funzioni di ragionamento e del linguaggio, tra altre. Ha la forma di un ovoide, con la porzione più lunga rivolta all'indietro. Pesa 1.100 grammi in media. Il lato sinistro del cervello comanda sul lato destro del corpo e il lato destro del cervello comanda sul lato
“Il Ma-ai è in grado di stabilire l'eternità del momento, in un unico movimento.”
Arti del Giappone
sinistro del corpo. Il lato sinistro del cervello è logico, mentre il lato destro è intuitivo. Per i Maestri del Haragei ed i vecchi specialisti nell'arte di combattere con la spada, potrebbe essere descritto come un castello si tre piani. 1 ° piano - subconscio - è la "residenza dei nostri impulsi automatici", che simboleggia la somma vivente dei servizi prestati. 2 ° piano - conscio - è il "dominio delle conquiste attuali", dove si ergono e consolidano le nobili qualità che stiamo costruendo. 3 ° piano - supercosciente - è la "casa delle nozioni superiori", che indica le eminenze di ciò che dobbiamo raggiungere.
Affinché la nostra mente possa proseguire in direzione alla cosa più alta, è indispensabile l'equilibrio di queste tre zone del nostro cervello.. La mente è l'orientamento del nostro universo microscopico (il cervello), in cui miliardi di corpuscoli ed energie multiformi sono consacrati al suo servizio. È dalla mente che emanano le correnti della volontà determinando una vasta rete di stimoli, reagendo alle richieste del paesaggio esterno, o in risposta ai suggerimenti provenienti dalle nostre zone interne. Vari maestri dello Zen e i seguaci più mistici della cultura giapponese, stabiliscono una strada interna nella mente, che è tra l'oggettivo e il soggettivo; si è obbligato dalla Legge Divina ad imparare, verificare, scegliere, rifiutare, accettare, raccogliere, conservare, arricchirsi, illuminarsi e sempre progredire. Del piano obiettivo, si riceve i problemi e le influenze della lotta diretta; della sfera soggettiva si assorbe l'ispirazione, più o meno intensa, delle intelligenze disincarnate o incarnite che sono affini e i risultati delle creazioni mentali che sono peculiari. Nella Via del Kenjutsu, anche se apparentemente rimane stazionaria, la mente segue la sua strada, senza rinculare, sotto l'indefettibile attuazione delle forze visibili o degli invisibili. Molti studenti che diventarono grandi maestri, scoprirono in questa forma di osservazione che, nel corso del combattimento, la vita e la morte si mischiano; il valore del Ma-Ai si trova nella separazione di sentimenti che sono esteriorizzati nella forma di "tempo e distanza" tra gli avversari, causando la distanza perfetta, esatta! La vita è un periodo da sé. La morte è un periodo da sé.
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“Nella Via della Spada possiamo dire che, in questo caso, l'osservatore è la paura stessa.”
Arti del Giappone
Per esempio: Sono come l'inverno e la primavera. Non pensiamo che l'inverno diventi primavera, o che la primavera si trasformi in estate. Poi c'è la cosa profonda dentro le distanze interna ed esterna. Questo, in tutti i suoi aspetti, mantiene caratteristiche uniche che lo rendono speciale, magico! Molte persone che conosco, che dedicano la loro vita a qualcosa che considerano importante, in tutte le sue attività capiscono che il "profondo" è al di là del momento, dell'opportunità. Interagiamo, ma non è sempre in una forma vera, essenziale, interessante! Così, liberarci dalla cosa superficiale, dalla cosa illusoria, dalla cosa "irreale", quello che non è vero - significa liberarci dalla paura, la paura psicologica, la paura dalla riflessione circa l'interazione dell'Io col momento Un signore di mezza età, mi ha detto: "Che c'entro io con la pratica della spada? Questo è qualcosa per gli idioti!" Certamente il termine idiota si riferisce ai guerrieri antichi, che parlavano una sola lingua... Ma stabilire una idea circa qualcosa, se solo per conoscerla, è stabilire una forte via con l'idiozia, o meno?
“Ogni errore si appoggia su una verità che è stata abusata.” (Whillein Bousset)
La pratica della spada, certamente stabilisce una via distinta a quella della "idiocia"; la sua profondità è legata ai più alti concetti di ragionamento e conclusioni. È attraverso la cosa profonda che troviamo il divario esistente tra l'immaginazione e la realtà. Per i più saggi, questo intervallo, questo spazio, che è tempo, esiste nella persona che stabilisce la via della superficialità, della paura, della stagnazione. Il fatto di aproffondire stabilisce la condizione di interrompere il ciclo illusorio: la paura scompare e la persona è direttamente in contatto con il fatto che si osserva sulla base di un punto razionale. Per lo Zen, è solo il fatto quello che si dissolve dentro sé stesso... C'è solo il fatto e non c'è alcun ambiente. In questo modo, in parallelo con lo Zen, possiamo dire che molte cose avvengono in questo processo: il conflitto è completamente eliminato quando auto-osservazione viene effettuata nel momento che l'osservatore è la cosa osservata. Nella Via della Spada possiamo dire che, in questo caso, l'osservatore è la paura stessa. Una volta che non vi è alcuna auto-osservazione, si alza l'energia vigente del momento; cioè, sperimentiamo il fenomeno che tutta l'energia (interna ed esterna) prende la forma di paura. Dissolvere questo intervallo è la via più adeguata per i saggi. Una volta che non vi è alcun intervallo, una volta che siamo l'energia, la paura, dissolvendosi, diventa una via logica, razionale.
“Una vita non è importante tranne per l'impatto che causi in altre vite.” (Jackie Robinson)
Bugei
“Nella Via del Kenjutsu, anche se apparentemente rimane stazionaria, la mente segue la sua strada, senza rinculare, sotto l'indefettibile attuazione delle forze visibili o degli invisibili.�
Minou Risso
mail: budo.cinturanera@gmail.com
Pinching: l'arte di pizzicare Molte persone sono sorprese di sentire i miei pizzichi in combattimento, e mi chiedono perchĂŠ io uso questo metodo. Prima di tutto, vorrei rendere omaggio a Sifu Dan Inosanto, che ha parlato di questo metodo durante un seminario in Scozia molti anni fa. In effetti, mi ha spiegato che queste tecniche erano utilizzate per pizzicare i nemici nei capezzoli in modo di produrre reazioni sorprendenti tra cui un dolore insopportabile. Poi egli ha dimostrato a noi l'efficacia delle tecniche di pizzicar e in una serie di tecniche, ed io sono rimasto stupito di vedere le reazioni che hanno prodotto nell'aggressore. CosĂŹ ho deciso di approfondire queste tecniche, verificando gli effetti del pinching su di me.
Jeet Kune Do
Jeet Kune Do o provato su tutte le parti del mio corpo per sentire e vedere le reazioni che queste tecniche potrebbero produrre. Inoltre, ho adattato i pizzichi alle dimensioni delle mie mani perchĂŠ sono piccole ed io non potevo afferrare i muscoli in modo efficiente ed energico. CosĂŹ ho iniziato a lavorare l'afferrare sulla mia pelle. Presto mi son reso conto che alcune prese agivano sulle terminazioni nervose, e questo portava alla interruzione temporanea del flusso di segnali elettrici nel corpo, o in alcune parti del corpo. Una delle azioni immediate era quella di fermare il passaggio dei segnali elettrici al cervello, il che rende molto difficili qualsiasi reazione di contrattacco da parte dell'avversario. Spesso, l'avversario retrocedeva o rimaneva paralizzato e pochissime persone erano in grado di colpire. Tuttavia, al fine di non correre rischi piĂš del necessario, ho sviluppato una strategia che consiste in spostarsi fuori dalla linea centrale come i pugili nel principio del clinch, e questo mi permette proteggermi d'un possibile colpo istintivo sotto l'effetto del dolore. Inoltre, il fatto di uscire fuori dalla linea centrale, in caso di aggressione in strada, ci permette anche di aprire
H
il nostro campo visivo al fine di non essere colpito da un aggressore che sarebbe stato dietro di no Poi ho cominciato a provare le prese effettuate, aggiungendo giri o tentando di condurre all'individuo afferrato. Molto presto mi sono reso conto che era possibile ottenere un grande controllo di alcuni individui. In realtĂ , il dolore derivante causava la sottomissione della persona, che accettava volentieri di seguirci o adottare la posizione indicata dalla pressione. Questo rende molto pratici gli esercizi di ammanettamento per le forze dell'ordine. Inoltre evita un gran
Jeet Kune Do numero di colpi e permette che la gente intorno non intervenga senza sapere quello che sta succedendo. Spesso siamo testimoni dei movimenti della folla che impediscono alle forze di sicurezza di svolgere la loro missione, schierandosi per il "povero aggressore" che è maltrattato dai "polizziotti crudeli che godono ferendolo e facendogli del male". Naturalmente questi buoni samaritani sembrano dimenticare o forse ignorano che se i poliziotti ammanettano una persona è per proteggerlo da sé stesso e proteggere i cittadini, nonché per evitare che colpisca a un rappresentante della legge, il che alla fine gli causerebbe più problemi. Inoltre, queste tecniche sono anche un modo per prendere una persona molto discretamente da un luogo pubblico, senza allarmare altre persone come amici, ecc, e senza gesti visibili, che sia da vicino o da lontano. D'altra parte, in alcune persone, il dolore bloccherà la capacità di parlare o di gridare. Naturalmente, ho visto che, in alcuni casi, il dolore provocato scatena una risposta aggressiva, e poi la persona cercherà di colpire. Come ho già detto, il fatto di essere al di fuori della linea centrale eviterà che siamo colpiti da un pugno dato sotto l'effetto del dolore. Per attenuare le reazioni, nell'afferrare io tiro verso l'alto, verso il basso, in avanti o
Jeet Kune Do
all'indietro, a seconda dei possibili attaccanti vicino la persona o dell'ambiente. Ciò si traduce nell'essere in grado di bloccare la maggior parte dei colpi, e se l'individuo riesce a lanciare uno o più colpi, essi perdono l'80 per cento di loro potere. Spesso mi era stato detto che queste tecniche erano facile e semplici da applicare se la persona indossava una maglietta, ma con un caban o un giaccone di piume non sarebbe possibile stimolare le aree nervose durante la presa. Così ho esplorato questo parametro ed ho applicato il principio del tornio. Un tornio ha una parte mobile ed una parte fissa. Ho usato un giaccone per coprire la pelle con il palmo della mia mano, e afferrando la pelle con la punta delle dita, l'ho schiacciata contro il giaccone. Poi, il dolore è aggravato dall'incapacità dell'individuo di muovere il braccio, per esempio. In realtà, non esiste nessun movimento di ampiezza per alleviare il dolore trasmesso dalla pressione esercitata dalla presa. Uno dei vantaggi di questi pinching, è che essi sono applicabili per tutti i modelli. Ciò che è in gioco qui non è la forza, ma la precisione della presa nella zona corretta. Le donne, quindi, sono sempre estremamente interessate a queste tecniche che permettono loro di difendersi da un attacco o di una presa e scappare subito. Ricordiamo che l'obiettivo di un attacco, non è quello di uccidere l'aggressore, ma solo difendersi ed essere in grado di fuggire il più rapidamente possibile. Un altro punto che mi ha attratto delle tecniche di pinching, è la capacità di essere in grado di
agire come un pugile, perché abbiamo sempre una mano libera per proteggerci, colpire... Non dobbiamo dimenticare che, se entrambe le mani sono usati per controllare una persona, non siamo più in grado di proteggere noi stessi contro possibili attacchi o contro un altro individuo che volesse attaccarci. Con pizzichi, posso rispondere ad un attacco e proteggere me stesso. Posso anche, e questo è un punto cruciale se la presa viene rilasciata, muovermi e colpire. A volte, quando prendiamo l'avversario, lo blocchiamo, ma se viene rilasciato, siamo molto vulnerabili, perché siamo molto vicini a lui. Mentre con i pizzichi, usiamo una sola mano e se vogliamo rilasciare il grip è facile. Voglio concludere con queste parole: grazie a Sifu Dan Inosanto, ho scoperto un metodo che mi ha permesso di esprimermi completamente, e sono riuscito a cambiare, adattare e creare una moltitudine di tecniche di pinching, aiutato per i consigli che lui mi ha dato nel corso degli anni. Grazie dal fondo del mio cuore a Sifu Dan, per questo e tutto quello che fa per il mondo delle Arti Marziali. Senza di lui, io non avrei mai potuto scoprire questo universo dei pinching, e perciò io gli sarò molto grato per tutta la vita. Un ultimo consiglio: non cercate di copiare o imitare tecniche; create ed esprimetevi. Copiare senza allenarsi con la persona che ha creato un sistema, mai vi consentirà di sentire il pieno potenziale di ogni tecnica. Per molti, l'illusione supera efficienza; l'orgoglio e il narcisismo ci faranno dire che siamo nell'origine di qualcosa che è stato creata da un altro.
In questo nuovo DVD di Vovinam, Patrick Levet ha voluto mostrare gli aspetti dell'uso e manipolazione del Bastone Vietnamita. Anche se poco conosciuto, il bastone lungo vietnamita è, senza dubbio, l'arma più importante tra tutte le armi delle Arti Marziali tradizionali del Vietnam. La scuola Vovinam, nel suo programma ufficiale, propone solo la Forma del Bastone (Tu Tuong Con Phap) e i contrattacchi di bastone contro bastone (Phan The Con), senza spiegare i movimenti intermedi. Ma il Bastone Vietnamita va ben al di là di questi due aspetti, e il Maestro Levet ci offre due DVD dettagliati su tutte le applicazioni dei numerosi movimenti intermedi della Quyen del Bastone. Questo primo volume comprende una serie di esercizi specifici di riscaldamento e bodybuilding col bastone, guardia, principi fondamentali, manipolazione stilistica dell'arma, difesa contro il disarmo, blocchi e schive, spostamenti, nonché le tecniche di combattimento. Un lavoro originale che mostra per la prima volta il Bastone Vietnamita in un modo completo ed esaustivo.
REF.: • DVD/VIET7 Tutti i DVD prodotti da Budo International vengono identificati mediante un’etichetta olografica distintiva e realizzati in supporto DVD-5, formato MPEG-2 (mai VCD, DivX o simili). Allo stesso modo, sia le copertine che le serigrafie rispettano i più rigidi standard di qualità. Se questo DVD non soddisfa questi requisiti e/o la copertina non coincide con quella che vi mostriamo qui, si tratta di una copia pirata.
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Quello che pensi è quello che sei. Se pensi che sei la miglior cuoco, il miglior meccanico, che tutti ti apprezzano, sara così. Ma se pensi che la tua vita non vale la pena, che nessuno ti amerà, sarà anche così. Justo Diéguez
Dove inizia tutto?
È vero che ci sono diversi fattori scatenanti fanno che la nostra risposta sia in un modo o nell'altro; davanti ad un stimolo concreto, questi canali trasmettitori di energia fanno che il nostro cervello lo traduca e reagisca con una risposta, che sia fisica, mentale o emozionale. Una risposta che vuole stabilirsi e rimanere a vivere al nostro interno. Sono fermamente convinto che siamo quello che pensiamo; i nostri pensieri vanno direttamente alla nostra mente dove si trasformano in emozioni, distruggendo la nostra autostima, le nostre speranze ed i nostri sogni, perché finiamo per assorbire emotivamente la nostra mente e crediamo che siamo quella persona. Una volta, mio padre mi ha detto che non dovevo permettere mai che nessuno prendesse la decisione di dirmi chi sono; solo io avevo il potere di decidere chi volevo essere, ed io ho preso la decisione di essere chi sono, coi miei difetti e le mie virtú.
Io sono così!
Quante volte abbiamo sentito questa risposta...? Ma non è vero, noi siamo quello che vogliamo essere, a prescindere da quello che gli altri ci dicono che siamo; dobbiamo essere ottimisti, al di là dei limiti che socialmente ci ha
imposto il carattere acquisito. Quel carattere che ti identifica con i tuoi genitori è solo una finzione, una personalità adottata quando eri un bambino; ti piaceva perché quell'immagine di essere come i tuoi genitori rinforzava il vincolo paterno... Ma tu non sei i tuoi genitori, tu sei tu. E il tuo carattere e le tue credenze adottate, nonché i tuoi limiti, insomma, quel modo di essere, non sei tu.
Sono un ottimista sognatore?
Io sono un sognatore, ho sempre sognato di essere quello che sono. Ho smesso di essere un pessimista molto tempo fa, e la mia frase preferita ai miei allievi di Keysi è "Mai arrendersi", non abbandonare per alcuna sconfitta; nel mio "io" precedente, il più piccolo fallimento era una sconfitta; quando ho scoperto il mio vero io mi sono reso conto solo potevo essere sconfitto se io lo permettevo. Da allora, nessuno mi ha sconfitto, e anche se fosse stato così, la sconfitta sarebbe riuscita solo a farmi più forte, perché gli unici che vengono sconfitti in questa vita sono coloro che non credono in se stessi, quelli che una volta hanno smesso di sognare; quel giorno hanno perso il dono più grande che l'umanità abbia: sognare... Come mai potremmo vivere senza sognare? Ma è anche vero che un sogno non si avvera se non ci svegliamo e ci sforziamo per farlo diventare vero.
Zona di comfort?
Solo coloro che sono imprigionati nella loro zona di comfort, coloro che non hanno un ideale e non vedono più strada di quella della loro casa e il loro lavoro, quelli che disperano e si
negano ogni volta che falliscono nel loro desiderio di conformità e il loro egoismo. In Keysi proiettiamo questo atteggiamento. Siamo un campo di battaglia e sarà molto difficile per i nostri nemici sedentari tirarci fuori di questo atteggiamento, un territorio del quale non ci ritireremo mai. Ci motiva il fatto di sapere chi siamo, qualcosa che si ottiene solo attraverso l'esperienza. Ed è questa esperienza che ci insegna che una persona attiva si adatta al suo ambiente. Questo è un processo cognitivo, affettivo e comportamentale. Tutti possiamo cambiare; le cellule del nostro corpo si rinnovano ogni sette anni... Perché non possono pulirsi i pensieri negativi? Questo mi ricorda una storia che personalmente mi ha aiutato a riflettere. Un nonno insegnava suo nipote sulla vita. "Una lotta sta accadendo dentro me - ha detto il nipote -, si tratta di una lotta terribile tra due lupi, uno di loro è il male, la rabbia, l'avidità, l'invidia, l'arroganza, il senso di colpa, l'autocommiserazione, il risentimento, l'inferiorità, le bugie, il false orgoglio, la superiorità, e l'ego. L'altro lupo è la bontà, la gioia, la pace, l'amore, la speranza, la serenità, l'umiltà, la gentilezza, l'empatia, la generosità, la verità e la compassione "... Il nonno ha risposto: "Quella lotta che sta accadendo dentro di te e all'interno di ogni persona." Il nipote riflettè e chiese a suo nonno: "Che lupo vincerà?" Il nonno semplicemente rispose: "Quello che tu alimenti."
Autosabotaggio?
Abbiamo la tendenza a sabotare noi stessi, a schiacciarci emotivamente; peggio ancora, a lamentarci costantemente, a fingere di essere vittime, a criticare e a fomentare le nostre paure. Questo atteggiamento negativo non ci aiuterà a cambiare; abbiamo bisogno di un'altro atteggiamento per cambiare le abitudini acquisite, ma non cambieremo se non abbiamo l'attitudine giusta, e l'attitudine è una condizione psicologica collegata alla capacità di apprendimento, legata alla nostra capacità emotiva naturale conosciuta come l'intelligenza; l'attitudine è un concetto biologico coinvolto nella teoria dell'evoluzione. La mia domanda è: Vogliamo evolvere o rimanere nella nostra zona di comfort?
REF.: • DVD/TOYAMA-2
Questo DVD è il risultato promosso per la filiale spagnola della Zen Nihon Toyama-Ryu Iaido Renmei (ZNTIR – Spain Branch), per fare conoscere il contenuto tecnico dello stile Toyama-Ryu come praticato nel Honbu Dojo della ZNTIR, in Machida, Tokyo, senza cambiamenti, né alterazioni. La fedeltà del programma è tale che è il suo presidente e massimo responsabile tecnico, Yoshitoki Hataya Sensei, chi, accompagnato da alcuni membri, esegue tutto il compendio del programma attuale dello stile. È per questo che in lui si può trovare la struttura di base della metodologia che viene applicata, dagli esercizi codificati di riscaldamento e di preparazione e attraverso gli esercizi di taglio; le guardie; i kata della scuola, compresi quelli corrispondenti alla Scuola Militare Toyama, il Gunto Soho e la sua spiegazione; il lavoro in coppia, sia in Kumitachi e Gekken Kumitachi, e la pietra angolare su cui si basa la Toyama-Ryu, vale a dire, Tameshigiri o esercizi i taglio su un bersaglio reale. La Zen Nihon Toyama-Ryu Iai-Do Renmei, ZNTIR, è l'organismo che attualmente, una volta riveduti ed adeguati i concetti e la metodologia di una scuola proveniente da un metodo di combattimento reale, pretende di mantenere viva questa tradizione e le forme originali mediante un sistema che unifica il corpo, la mente e lo spirito di una forma realistica ed efficace. Grazie all'impegno di alcuni laureati della Scuola Militare Toyama (Rikugun Toyama Gakkoo), che hanno continuato in gran segreto mantenendo viva l'arte fino alla rimozioni dei divieti e la devoluzione della sovranità al paese giapponese, oggigiorno possiamo conoscere un stile di scherma incorniciato tra le attuali scuole di Iai-Do. Si tratta di un DVD meticoloso in diverse lingue, che dimostra di essere una fonte preziosa per ricercatori e praticanti della spada giapponese, e per gli artisti marziali in generale, o quelli interessati alla storia del Giappone e la sua ultima guerra mondiale. È una vera fortuna il potere osservare le tecniche che contiene, e, almeno per gli investigatori seri, vale la pena di averla nella sua videoteca. Noi, gli apprendisti dello stile, desideriamo condividere lealmente la conoscenza della nostra scuola di scherma giapponese, nella speranza che contemporaneamente, i valori interni propri di quegli uomini di armi impregnino alle nuove generazioni e permettano scorgere un revulsivo, di una forma tradizionale molto differente all'attuale approccio delle discipline di combattimento di origine giapponese. Tutti i DVD prodotti da Budo International vengono identificati mediante un’etichetta olografica distintiva e realizzati in supporto DVD-5, formato MPEG-2 (mai VCD, DivX o simili). Allo stesso modo, sia le copertine che le serigrafie rispettano i più rigidi standard di qualità. Se questo DVD non soddisfa questi requisiti e/o la copertina non coincide con quella che vi mostriamo qui, si tratta di una copia pirata.
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La colonna di Raúl Gutiérrez
"Siamo nati per vivere, ecco perché il patrimonio più importante che abbiamo è il tempo; il nostro tempo su questo pianeta è così breve che penso che sia una cattiva idea non godere ogni passo ed ogni momento, col favore di una mente che non ha limiti e un cuore che può amare molto più di quello che pensiamo". Facundo Cabral Il Nobile Ottuplice Sentiero (Sanscrito: ry ga mrga. Pali: Ariyo ahagiko maggo) è considerato, secondo il Buddismo, come la via che conduce alla cessazione della "dukkha" (sofferenza). Questa liberazione dal "samsara" (il doloroso ciclo di vita, morte e rinascita) è conosciuta come Nirvana.
GM RaĂşl Gutierrez
Fu Shih Kenpo
GM Raúl Gutierrez
l Nobile Sentiero è uno degli insegnamenti buddhisti fondamentali; la quarta parte delle Quattro Nobili Verità. Nella simbologia buddista, il Nobile Sentiero è di solito rappresentato con la Ruota del Dharma (Dharmachakra), dove ogni raggio rappresenta un elemento del percorso. Questo simbolo è utilizzato anche per il buddismo in generale, e in molti stili di Arti Marziali, come Kosho-Ryu Kenpo, Kenpo Karate-, Fu-Shih Kenpo, etc. Gli elementi del Nobile Ottuplice Sentiero sono suddivisi in tre categorie fondamentali: la saggezza, la condotta etica e l'allenamento della mente (o meditazione), di riabilitare e togliere i vincoli della mente. In tutti gli elementi del Nobile Sentiero, la parola "retta" o "giusta" è una traduzione della parola "Samm" (in Pali), che significa "pienezza", "coerenza", "perfezione" o "ideale". Il Nobile Sentiero è il seguente: • (Pali: Paññ) Saggezza 1 (sánscrito: di • pali: dihi) Retta visione 2 (sakalpa • sakappa) Retta intenzione • (Sla) Moralità 3 (vc • vc) Retta parola 4 (karmnta • kammanta) Retta azione 5 (jva • jva) Retta sussistenza • (Samadhi) Meditazione 6 (viima • vima) Retto sforzo 7 (smriti • sati) Retta presenza mentale 8 (samdhi • samdhi) Retta concentrazione
I
Anche se gli elementi sono numerati da uno a otto, il sentiero non è normalmente considerato come una serie di passaggi lineari in cui si deve progredire; piuttosto, come sottolineato dal monaco buddista e studioso Walpola Rahula, gli otto elementi della Nobile Sentiero "devono essere sviluppati in modo più o meno simultaneo, nella misura possibile e in base alla capacità di ogni individuo. Tutti sono uniti e ognuno aiuta la coltivazione degli altri"; questo è soltanto una guida pratica che viene fatta in parallelo. Il Nobile Ottuplice Sentiero, dal modo in cui è scritto, può essere inteso in modo ordinario o pratico per i non buddisti, o in un modo trascendente e sacro per i buddisti. Dal modo in cui è scritto, il Nobile Sentiero può essere compreso di una forma ordinaria o pratica dalle persone che non siano buddisti, o in maniera trascendentale e sacra dai buddisti. A. N el s ermone di Benares, dopo la su a illuminazione, Buddha espose le Quattro Nobili Verità e l'Ottuplice Sentiero: • La prima Nobile Verità è Dukkha: la natura della vita è sofferenza. Questa è la Nobile Verità della Sofferenza. La nascita è sofferenza, la vecchiaia è sofferenza, la malattia è sofferenza, la morte è sofferenza, associarsi con la cosa indesiderabile è sofferenza, separarsi dalla cosa desiderabile è sofferenza, e non ottenere quello che si desidera è sofferenza. In breve, le cinque condizioni legate all'aderenza sono sofferenza. • La Seconda Nobile Verità è l'origine di Dukkha, desiderio o "sete di vita" accompagnata da tutte le passioni e gli allegati. Questa è la Nobile Verità dell'Origine della Sofferenza. È il desiderio che produce nuovo rinascite, che accompagnato con piacere e passione trova sempre nuova gioia, ora qui ora là. Cioè, il desiderio di piaceri sensuali, il desiderio di esistenza e il desiderio di non l'esistenza.
Fu Shih Kenpo • La terza Nobile Verità è la cessazione di Dukkha, raggiungere il Nirvana, la Verità Assoluta, la Realtà Ultima. Questa è la Nobile Verità della Cessazione della Sofferenza. È l'estinzione totale e la cessazione di quello stesso desiderio, il suo abbandono, il suo rigetto, la liberazione da esso, la non-dipendenza. • La quarta Nobile Verità è il sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza e l'esperienza del Nirvana. Questa è la Nobile Verità del Sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza. Solo questo Nobile Sentiero; vale a dire, Retta visione, Retta intenzione, Retta parola, Retta azione, Retta sussistenza, Retto sforzo, Retta presenza mentale, Retta concentrazione. B. L'essenza delle migliaia di discorsi in cui il Buddha ha spiegato il suo insegnamento in modi diversi, è contenuta nelle Quattro Nobili Verità e il Nobile Ottuplice Sentiero.
C. Questo Sendero incluso nella quarta Nobile Verità è il Sentiero Mezzo, così chiamato perché evita i due estremi, sia la ricerca della felicità attraverso i piaceri dei sensi, o l'automortificazione. Questo Sentiero Mezzo è conosciuto come il Nobile Ottuplice Sentiero, perché è composto di otto fattori, ossia: 1. Retta visione (samina ditthi) 2. Retta intenzione (samma sankappa) 3. Retta parola (samma cow) 4. Retta azione (samma kammanta) 5. Retta sussistenza (samma ajiva) 6. Retto sforzo (samma vayama) 7. Retta presenza mentale (samma sati) 8. Retta concentrazione (samma samadhi)
D. Questi otto fattori non sono separati e devono essere sviluppati in modo simultaneo, poiché sono tutti strettamente collegati, e ognuno contribuisce allo sviluppo degli altri. Inoltre, le diverse traiettorie dell'ottagono (noto anche come Ottangolo) suddivise in angoli potrebbero avere il seguente significato:
Angolo 1: Previsto per lo studio degli esercizi di concentrazione e generazione di energia. Angolo 2: Previsto per lo studio delle arti curative. Angolo 3: Previsto per lo studio di esercizi fisici per un corretto condizionamento del corpo per la pratica delle arti del Kosho Ryu Kenpo e il Fu-Shih Kenpo, chiamati Yoga Giapponese. Angolo 4: Studio delle arti di evasione. Angolo 5: Studio della cultura, la storia e la filosofia dello stile. Angolo 6: Previsto per lo studio delle arti takedown. Angolo 7: Studio e pratica della meditazione, attraverso l'apprendimento di Shodo, Ikebana e Iaido. Angolo 8: Previsto per lo studio delle arti della guerra, con e senza armi.
Durante le brevi chiacchierate che normalmente do durante i miei diversi seminari, corsi e stage in tutto il mondo, di solito spiego quanto segue: ognuno di noi siamo sempre al centro di un cerchio. Tu, io, loro, tutti!. Cioè, ognuno ha il suo proprio centro nello spazio, terra, universo. E nelle manovre di spostamento, difensive in principio e poi offensive, abbiamo 8 angoli
denominati di "Evasione e Fuga". Dal centro del nostro cerchio all'indietro, cioè, considerando i movimenti laterali a sinistra o a destra, in diagonale a sinistra o a destra, o indietro; abbiamo quelli che sarebbero gli angoli di "Non-violenza", in cui cerchiamo di non stabilire un contatto fisico con il nostro aggressore. Gli angoli dal centro del cerchio in avanti, diagonale a sinistra o a destra, e al fronte, ci costringono a considerare un incontro fisico o collisione, sia di protezione, deviazione, deviazione e riduzione o scontro totale. Autodifesa non significa danneggiare o distruggere un avversario o attaccante. Significa essere pronti e avere abbastanza riflessi nonché la capacità di reagire per prevenire un possibile conflitto, e quindi cercare di evitare il male che ambedue potremmo causarci mutuamente. Non essere nel luogo del conflitto è una buona forma di Autodifesa. Evitare bar, discoteche o luoghi pubblici che sono già noti in precedenza come "pericolosi". Evitare le ore avanzate della notte nelle quali il vizio, l'eccesso di alcool o il consumo di qualunque tipo di droghe potrebbe trascinarci a subire tentativi di oltraggio, insulti o sfide. Essere discreti, educati, tranquilli ed intelligenti per abbandonare il posto immediatamente che si percepisca la possibilità di atti violenti. Soprattutto le donne, devono evitare il transito attraverso i quartieri o aree comuni di violenza, e fare attenzione con l'abbigliamento, procurando che i vestiti che indossano non siano provocanti e non insinuino più di quello che è corretto. Questo è noto come "linguaggio del corpo". Tutti questi punti sono aspetti di una buona auto-difesa. Evitando liti in strada, eviteremo rimorsi, danno, dolore, sofferenza personale o di altri, nonché controversie con le autorità giudiziarie e la perdita di tempo, denaro ed energia. Ci saranno situazioni in cui possiamo incontrarci inconsapevolmente con un problema inaspettato, e la particolare situazione marcherà il modo in cui dovremo avvalerci della nostra conoscenza acquisita attraverso la pratica di Arti Marziali e la nostra abilità psicologica ed emotiva. Emergere illeso da un conflitto in strada non solo consiste nel vincere la lotta, ma anche nel modo in cui abbiamo risolto il problema causando il minor danno possibile. Siamo stati allenati, o ci siamo allenati per essere cittadini utili alla società, e non per distruggere o causare dolore. Questa è la parte facile. La parte difficile è in realtà sacrificare così tanti gior ni, settimane, mesi o anni, per controllare i nostri demoni, e considerare che gli altri sono anche persone, e non possiamo far loro del male per un semplice fallo, un eccesso di bicchieri o droghe; non siamo i padroni delle loro vite. Pertanto, ricorrendo alla nostra conoscenza, dobbiamo utilizzare i vari metodi di persuasione o di riduzione senza inviarli ad un ospedale, o al cimitero. Con questo eviteremo un sacco di guai. Ci saranno situazioni in cui non saremo in grado di usare gli angoli di evasione e di fuga, cioè, la non-violenza, semplicemente perché siamo contro un muro, una vettura o un tavolo, o le persone intorno a noi ci ostacolino di muoverci in quelle direzioni. Allora dobbiamo usare la direzione frontale diagonale più appropriata, tenendo in conto che al tempo di muovere dobbiamo cercare di scappare della portata delle sue armi, cioè, dobbiamo allontanarci per ridurre la sua valanga di possibili colpi. Ciò significa che se l'avversario è in una guardia con la sinistra avanti, potrebbe essere mancino, e così il nostro movimento dovrebbe essere proprio per il suo lato diagonale sinistro, protteggendoci con il suo corpo.E anche se, secondo la sua capacità, poteva provare un altro tipo di contrattacchi, in ogni caso sarà più limitato, più lento e avrà
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meno potenza, soprattutto se siamo riusciti a uscire nella distanza giusta per controllare le sue armi tenendoli vicino a noi, mantenendoci in una linea diagonale corretta a saltando su di lui per rompere il suo equilibrio senza perdere il nostro e premere. Se questa circostanza non si verifica e la situazione ci costringe a uscire dal suo lato pericoloso, dove ci incontreremo con tutto il suo arsenale, allora, proteggendo noi stessi, dobbiamo lanciare un colpo (Atemi) ad una certa zona dell'avversario che possa rompere il suo equilibrio, fermarlo o ridurre la sua capacità di continuità. Finalmente la linea frontale diretta si usa quando non c'è un'altra scelta. E qui dobbiamo entrare con la maggiore decisione, forza e potenza, specialmente se si tratta di un individuo troppo forte e aggressivo, o è armato e non possiamo correre più rischi di quelli che produce già l'entrata in se stessa. Tutto dipende logicamente che tipo di arma trasporti l'avversario. Naturalmente sappiamo che possiamo subire qualche colpo o addirittura un taglio, nel caso di un coltello, ma questo è "teoricamente" meno pericoloso di ricevere una raffica di munizioni che possono seriamente danneggiare noi.
Prevedere, anticipare, evitare, non essere nel luogo s b a g l i a t o o n o n v o l e re d i m o s t r a re c h e s e i m o l t o coraggioso o molto virile, è ciò che farà la differenza. Non importa quanto ben addestrato possiamo essere o i gradi o titoli che possediamo. Una cosa è lo sport e un'altra è la "vita reale". La prudenza, il rispetto e il s a p e re s t a re , c i f o r n i r à m o l t e s o d d i s f a z i o n i e "tranquillità" in ogni modo. Pratichiamo sport di combattimento o Arti Marziali, non per misurare le nostre forze nella strada, bensì per essere sani, per essere migliori nella nostra casa, nel nostro lavoro coi nostri amici ed in società. Per vivere la nostra vita in pace e cercare di essere felici e rendere felici quelli che ci circondano.
“LASCIAMI ESSERE IL TUO ANGELO”
“Tenta di raggiungere i tuoi obiettivi, senza causare dolore o calpestare gli altri, bensì per cercare il superamento della tua propria persona.”
Wing Tsun
Dall'origine... Da molto giovane, quando ho cominciato la pratica delle discipline da combattimento, mi sono sentito sempre profondamente attratto per le Arti Marziali Cinesi. E quando parlo di Arti Marziali Cinesi (Wushu) non mi riferisco semplicemente ai loro aspetti combattivi o le sue applicazioni all'Autodifesa. La storia del popolo cinese, le loro tradizioni, la loro cultura, la filosofia che permea la pratica, tutto questo costituisce una conglomerazione di elementi che hanno reso l'Arte Marziale che pratico diventare uno stile di vita per me.
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Anche se devo ammettere che per molti anni ho vissuto centrato nel miglioramento dei sistemi d'allenamento all'interno dello stile Wing Tsun per ottenere i migliori risultati in termini marziali, devo anche riconoscere che focalizzare la pratica su questo aspetto da solo, certamente mi ha lasciato "vuoto", con un sentimento ambiguo tra la soddisfazione di ciò che fai e che ti riempie di entusiasmo, e una strana sensazione che ti costringe a chiederti: Ăˆ questo ciò che noi chiamiamo "Kung Fu"? (Termine con il quale il WuShu che è generalmente conosciuto in Europa). Come sarebbe il nostro se contenesse TUTTO? (Tecniche marziali, storia, tradizione e cultura, filosofia ...).
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oncentrato sul mio sviluppo come lottatore, mi ero dimenticato di questi altri elementi dell'allenamento, che in questi ultimi anni sono diventati pilastri fondamentali nel mio modo di concepire la pratica delle Arti Marziali. Ma ben quattro anni fa, ho deciso di cominciare a cercare, studiare e sperimentare nella mia propria persona tutto quello che avesse a che vedere con la storia e l'origine del nostro stile, dal punto di vista da un praticante di Arti Marziali del XXI secolo. Quando mi chiedono le ragioni del mio interesse nelle origini dello stile Wing Chun, di questa ricerca del "antico", la mia risposta non può essere più chiara: oggi più che mai, sono assolutamente sicuro che "l'EVOLUZIONE di ogni ARTE è l'ESSENZA della sua TRADIZIONE".
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Essere in grado di intervistare centinaia di insegnanti di Wing Chun in tutto il mondo, per ascoltare le sue opinioni, le sue idee... A volte discutere l'approccio nella pratica, e anche scoprire idee geniali alle quali probabilmente non saresti mai arrivato... Essere imbevuto dalla cultura cinese, imparare e vivere i suoi abitudini di vita... Conoscere l'origine di stile e la sua evoluzione... Scambiare idee e, soprattutto, avere centinaia di praticanti in tutto il mondo che ora chiamo "amici", persone che erano completamente sconosciute e che ora fanno parte del mio circolo di amicizie, perché vivono, praticano e sentono in modo simile al mio questa passione per le Arti Marziali Cinesi... questo è qualcosa che semplicemente posso definire come grande quando mi chiedono sul perché. In aggiunta a tutto questo che dico in questo articolo, posso affermare senza alcuna ombra di dubbio che più conosco lo stile nella sua profondità, più sicuro sono che Wing
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Chun è PIÙ quando contiene TUTTO. In questo modo diventa un vasto tesoro della Cultura Cinese che ora è diventato patrimonio dell'umanità e che si mostra come il ponte migliore per unire persone di tutto il mondo. Ma Inoltre, posso affermare che più si conosce il passato, le tradizioni e lo sviluppo di uno stile di combattimento, più fermi e decisi sono i passi per ottenere un'evoluzione reale di detto stile. Sicuramente, tradizione ed evoluzione devono andare di pari passo. Nelle mie prime visite a Hong Kong ho avuto la possibilità di conoscere la storia dello stile e della sua evoluzione e ascoltare la testimonianza di alcuni tra i più importanti Maestri di Wing Chun, dei principali discepoli vivi del Gran Maestro Yip Man che conobbero in profondità la figura di uno dei grandi delle Arti Marziali. Capire come dopo la "Rivoluzione Culturale del Proletariato" tra gli anni 1960-1965 vi è un Wing Chun segnato da questo punto che segna anche la storia dei sistemi di combattimento in Cina e definisce
tutto ciò che sono oggi. Si tratta di una pietra miliare storica che suppose un importante trauma nelle Arti Marziali Cinesi (i maestri sono stati perseguitati, e tutti i praticanti delle "arti tradizionali del popolo cinese" sono stati costretti a praticare segretamente o andare in esilio) e spiega molti dei punti di forza e debolezze che ora compongono quello che sono oggi le Arti Marziali Cinesi. Quando molti hanno deciso di rimanere a questo punto della storia, ora mi pongo un'altra cosa. Studiare il modo in cui lo stile si sviluppò per il mondo. Comprendere e vivere in prima persona perché il WingChun si è sviluppato da forma tanto disuguale in tutto il mondo ed in questo modo dare senso a quell'eterna domanda che molti si pongono: Perché il Wing Chun sembra tanto differente di alcune scuole ad altre se tutto è sorto a Fotshan quasi 75 anni orsono? In risposta a questa e ad altre domande, ho iniziato a viaggiare in tutto il mondo alla ricerca dei principali referenti dell'attualità del sistema Wing Chun per conoscere meglio queste persone che curano il
nostro stile come "guardiani" autentici della tradizione marziale e sono i responsabili che il Wing Chun possa raggiungere la prossima generazione nel miglior modo possibile. Oggi voglio parlarvi del progetto che vogliamo avviare dalla mia associazione TAOWS Academy (www.taows-academy.com). Si tratta di un lungo viaggio che si svolgerà nei prossimi quattro anni e ci porterà a percorrere tutto il mondo (o una gran parte) seguendo il percorso del Wing Chun sin dal suo inizio. Con il nome di "Origine e Destino", eseguiremo un Documentario sul Wing Chun in tutto il mondo. Il passato, il presente e il futuro dello stile. Cercheremo di immergerci in un interessante studio sull'evoluzione del Wing Chun dal suo inizio nel Fotshan e la sua espansione in tutto il mondo, come arte emozionante che genera milioni di seguaci e praticantti in tutto il mondo. Un fenomeno reale, che solo può essere definito come INCREDIBILE, se constatiamo il gran numero di praticanti e scuole di tutto il mondo negli ultimi anni. Segnaleremo, seguiremo e studieremo le vie che hanno preso i diversi maestri e lignaggi del Wing Chun dalla sua origine, e come sono arrivati fino ad oggi.
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Cercheremo di collegare i praticanti di tutto il mondo. E mentre questo non è facile, almeno tenteremo di fare conoscere il pubblico a molti maestri e scuole di tutto il mondo che praticano la stessa arte come noi. Studiando queste "vie" che ha seguito il Wing Chun in tutto il mondo, negli anni successivi viaggeremo per visitare e intervistare i principali riferimenti in tutto il mondo dello stile Wing Chun:
2017.- La rotta americana. Viaggeremo dal Fotshan fino a Hong Kong. E da lì agli Stati Uniti (Los Angeles, San Francisco, New York) 2018.- Asia. Fotshan - Hong Kong. E poi Taiwan e Vietnam 2019.- Australia. Fotshan - Hong Kong. E finalmente Australia
Questi tre viaggi, insieme a quelli che documenteremo in Europa, genereranno una mappa abbastanza grande per prendere coscienza della grande ricchezza e della varietà di scuole e praticanti che ci sono attualmente in tutto il mondo. Un'ulteriore prova che pur avendo la stessa origine, ci sono molti rami diversi. Tutti diversi, ma c'è un legame comune tra tutti: la passione per questo Arte Tradizionale Cinese, che ore è patrimonio di tutti. Una lunga strada, un sacco di lavoro, ma siamo certi che GRANDI COSE emergeranno da questo progetto. Non ho alcun dubbio che questo progetto ci aiuterà a incontrare persone in diverse parti del mondo, che vivono e sentono allo stesso modo di molti di noi. Vi accingete? Che ne dite allora, facciamo un viaggio?
“Con il nome di "Origine e Destino", eseguiremo un Documentario sul Wing Chun in tutto il mondo.”
Taos Academy
Un praticante Kali guarda un attacco come un pugno, non tanto come un attacco, ma come un obiettivo che viene offerto e deve essere distrutto sistematicamente attraverso immobilizzazioni e attacchi. Questo non è troppo lontano dal modo di pensare di Kyusho tranne che le strutture sulle quali puntiamo sono inter ni e non ester ni. Così aggiungendo l'arte più esterna più del Kali e il Trapping, stiamo influendo in una gamma ancora più ampia nella stasi umana. Kyusho è uno studio dell'anatomia umana, non è un Arte Marziale (anche se potrebbe ed è stato evidenziato come uno di loro), ma il suo utilizzo con o in un Arte Marziale è naturale, e aggiunge una maggiore dimensione. Così può essere integrato facilmente ed efficacemente in qualsiasi stile di Arte Marziale. Il praticante Kali armato con la conoscenza di Kyusho può portare la pratica del Kali ad una prospettiva completamente più profonda. In questo secondo volume vi mostreremo gli obiettivi inerenti o possibili de Kyusho nella testa, utilizzando le azioni delle stesse trappole di braccio che appaiono sul primo DVD. Un lavoro di collaborazione del Maestro di Kali Raffi Derderian e il Maestro Evan Pantazi.
REF.: • DVD/KYUSHO 25
Tutti i DVD prodotti da Budo International vengono identificati mediante un’etichetta olografica distintiva e realizzati in supporto DVD-5, formato MPEG-2 (mai VCD, DivX o simili). Allo stesso modo, sia le copertine che le serigrafie rispettano i più rigidi standard di qualità. Se questo DVD non soddisfa questi requisiti e/o la copertina non coincide con quella che vi mostriamo qui, si tratta di una copia pirata.
ORDINALA A:
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Brazilian Jiu Jitsu VACIRCA BROTHERS JIU-JITSU La "re-invenzione" dei principi del Jiu-Jitsu (parte 2) © 2016 Franco Vacirca, Sandra Nagel © foto di file di Vacirca
Brazilian Jiu Jitsu La fusione dei principi di Jiu-Jitsu
Il nostro programma di insegnamento del Gracie JiuJitsu, basato nel mio Gran Maestro Peter Hemetério, è progettato per aiutare tutti, indipendentemente dall'età, il sesso e gli attributi, di ottenere un buon livello nel Gracie Jiu-Jitsu. Non vi è alcuna conoscenza segreta o scorciatoie nella strada verso la cintura nera. In Gracie JiuJitsu uno impara rapidamente che è il lavoro costante quello che lo porterà a raggiungere il suo obiettivo.
La cintura nera può, naturalmente, servire come "motivatore", ma è piuttosto il mantenimento di questo status onorevole, offrendo la nostra contribuzione ed aiuto ad altri che vanno per la stessa strada che noi, quello che ci fa crescere personalmente. Inoltre, per me solo si è una vera cintura nera, quando questi valori sono mantenuti anche fuori del Tatami, nella vita quotidiana. La nostra missione primaria nell'Accademia è servire i nostri allievi, e provvederli una vita salutare e piena. Per capire il contenuto tecnico del nostro metodo Gracie Jiu-
“Nella nostra Accademia, incoraggiamo gli studenti fin dall'inizio a partecipare attivamente nelle chiamate POSIZIONI RANDORI, nonchè i FREE-RANDORI.”
Vacirca Brothers Jitsu, dobbiamo sempre essere consapevoli dei seguenti punti:
N ° 1 - Imparare a leggere tra le righe. La maggior parte delle persone che iniziano in Jiu-Jitsu credono che basti imitare le tecniche mostrate dall'istruttore, senza porsi la domanda: Come posso arrivare a fare questa tecnica e perchÊ devo farla? Ecco un esempio: Se volete lavorare fuori della GUARDIA
(posizione nella quale le gambe del rivale stanno attorno alla vostra vita e voi avete la schiena nel suolo), dovete domandarvi anche perchĂŠ siete arrivati a questa posizione, in modo che possiate cercare di evitarlo la prossima volta. Se si tenta di passare la GUARDIA, potete chiedervi: Che cosa potrebbe accadere mentre passiamo la GUARDIA? A titolo di esempio, "Dove e in che modo potrebbe il vostro rivale tentare di ostacolare che lo fareste, e che potrebbe derivare da esso?"
Brazilian Jiu Jitsu N ° 2 - Imparare tutto il gioco. Nella nostra Accademia, incoraggiamo gli studenti fin dall'inizio a partecipare attivamente nelle chiamate POSIZIONI - RANDORI, nonchè i FREE-RANDORI. La parola giapponese "randori" significa "presa libera" (che spesso assomiglia lo Sparring), il che non è molto corretto per noi. In altre scuole, si esige in primo luogo che gli alunni imparino solo le tecniche, e che il RANDORI non sia introdotto prima di aver raggiunto un ottimo livello tecnico, che è certamente anche un modo per evitare gravi lesioni. Tuttavia, nella nostra Accademia è più probabile che ci lasciamo coinvolgere nel RANDORI "quasi" fin dall'inizio, ma guardandolo come un
“I nuovi arrivati hanno bisogno di essere ricordati: La pazienza, il primo principio di base, anche vi porterà lontano.”
Brazilian Jiu Jitsu metodo di allenamento e non come lo Sparring in modo tradizionale, come usato in altre scuole di Arti Marziali e di Grappling. Con le nostre POSIZIONI - RANDORI impariamo a mettere in pratica la teoria, passo dopo passo, e sotto controllo, in modo che non sorgano troppi errori o brutti abitudini, che a sua volta potrebbero rallentare il progresso dell'allievo, indipendentemente dal suo livello tecnico e colore della Cintura.
N ° 3 - Imparare a prestare attenzione alle conoscenze. Se entrambi gli studenti sono altrettanto forti, senza importare il colore delle sue cinture, allora devono cercare di ingannare il suo avversario, l'un l'altro, con piccoli movimenti, per imparare a lavorare con finte, affinché possano aprire la posizione dell'avversario e creare possibilità Se si pratica con qualcuno di un livello tecnico inferiore, allora si deve usare questa opportunità d'allenarsi eseguendo le tecniche nel modo più pulito possibile. In questo modo aiutiamo anche il nostro compagno d'allenamento a capire che cosa stiamo facendo con lui o con lei, e diamo loro l'opportunità che possano comprendere l'errore che hanno appena commesso. Ricordate sempre che non è un crimine perdere una lite in RANDORI. Bisogna tentare di ottenere sempre sufficienti commenti dei nostri compagni d'allenamento e fornire loro la medesima cosa. Di solito, la maggior parte dei problemi cambiano quando siamo meno potente del rivale. L'errore più comune si fa utilizzando l'energia
Brazilian Jiu Jitsu
muscolare inutilmente. Se uno è atletico, applicherà presto la sua potenza muscolare, invece di incentrarsi sulle sue competenze tecniche.
No. 4 - Imparare a lavorare continuamente sul tuo Jiu-Jitsu. I nuovi arrivati hanno bisogno di essere ricordati: La pazienza, il primo principio di base, anche vi porterà lontano. Nessuno deve sentirsi sotto pressione e nessuno dovrebbe avere fretta. In un primo momento, spesso qualcuno ottiene troppa conoscenza tecnica e troppo poco tempo per "digerire" l'informazione. Anche può darsi che la propria fiducia in se stessi sia anche legata ai piccoli successi nel Tatami. Non appena aviate sviluppato un migliore senso di corpo - io lo chiamo "levigare i
bordi degli angoli e rendere il vostro corpo più rotondo" - presto avrete un maggiore successo nell'allenamento, che a sua volta rafforzerà la propria autostima.
Dopo aver appreso Jiu-Jitsu dal suo fratello maggiore Carlos, il Gran Maestro Helio Gracie riconobbe non solo l'incredibile potenziale di questo metodo di autodifesa, ma anche la necessità di modificare le tecniche e gli esercizi individuali. Le tre linee guida più importanti per la tecnica di Gracie Jiu-Jitsu sono:
1. Controllare l'applicazione effettiva: La tecnica deve funzionare anche se l'avversario può colpire (colpo testato). Se la tecnica trasmette un falso senso di sicurezza, di certo non appartiene al metodo.
2. Utilizzare correttamente la propria energia: Qualsiasi tecnica che richieda una resistenza eccessiva, forza fisica e velocità, o altri requisiti atletici, non funzionerà in una vera lite. Una tecnica efficace è basata sui seguenti tre principi fondamentali: pazienza, tempo e precisione.
3. L'uso di movimenti naturali: Per combattere in strada, i movimenti e le reazioni devono rimanere naturali e semplici. Movimenti naturali sono quelli che il corpo può assorbire e automatizzare in un breve periodo di tempo. Se i movimenti diventano riflessi istintivi, funzioneranno anche ad alta pressione fisica e mentale. Franco Vacirca www.vacircabrothers.ch / www.graciejiujitsu.ch
“Il nostro programma di insegnamento del Gracie Jiu-Jitsu, basato nel mio Gran Maestro Peter Hemetério, è progettato per aiutare tutti, indipendentemente dall'età, il sesso e gli attributi.”
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Budo “Le Arti Marziali, tu ed io stimato lettore lo sappiamo, sono molto più di uno sport, di un hobby, di una forma di difesa.”
ARTI MARZIALI LA VIA DEL GUERRIERO "Documentario impressionante" DON "THE DRAGON" WILSON "Le Arti Marziali sono state presentate come mai prima d’ora era stato fatto" ENRIQUE PERERA (“UNIVERSAL STUDIOS”) Quando la "Universal", attraverso il suo canale in Europa, ci chiese di realizzare un documentario sulle Arti Marziali, mi entusiasmai tanto che non mi resi conto delle difficoltà che presupponeva il presentare in una sola ora di programma le Arti Marziali in tutta la loro varietà e ricchezza. La sfida era doppia, perché dovevo rivolgermi ad un pubblico non esperto e, naturalmente, cosa più importante per me, ad un pubblico esperto, che è poi quello che più corrisponde ai nostri lettori. Credo che non sia falsa modestia l’affermare che abbiamo raggiunto i nostri obiettivi. Alla madre della mia vicina, che non aveva mai sentito parlare di Arti Marziali, è piaciuto molto il programma esattamente come ai miei compagni di palestra.
Documentario
Budo Grazie a tutta l’equipe, e specialmente al nostro capo di produzione video Javier Estévez, abbiamo realizzato un lavoro ottimo, profondo, completo, pieno di cambiamenti e con un ritmo veramente indemoniato! I piani cambiano costantemente; all’improvviso ci si trova in Giappone, e l’attimo dopo in Brasile, negli USA, in Cina, in Tailandia, come per le strade di Genova in Italia. Nel programma appare il fior fiore dei Maestri viventi dell’attualità. In questo articolo vi presentiamo solo una sinopsi delle basi che hanno dato vita al copione, molto più esteso, nel quale partecipano molti più esperti. Sono orgoglioso di dire che questo è il mio più sincero contributo fino ad oggi alla diffusione delle Arti Marziali e spero che vi piacerà visionarla tanto quanto è piaciuto a me concepirla. Sarà disponibile in DVD ed in video. Le Arti Marziali, tu ed io stimato lettore lo sappiamo, sono molto più di uno sport, di un hobby, di una forma di difesa, le Arti Marziali sono uno stile di vita ed una via di coscienza e di crescita personale, le Arti Marziali sono la via del guerriero.
Arti Marziali. La via del guerriero
Come sport, come forma di vita, come spettacolo, le arti e le discipline guerriere hanno catturato l'attenzione dell’essere umano da tempi immemorabili. Sia nelle culture Orientali che in quelle Occidentali. Le Arti del dio Marte hanno compiuto un incarico insostituibile nella storia dell’essere umano. La casta guerriera dedita al mantenimento della sicurezza del gruppo si trasformò nella militia, i militari, creando gli eserciti moderni. Tuttavia questo spirito originario proveniente dai primi sciamani, gli uomini di medicina, quegli
Budo individui del gruppo particolarmente abili che adottano una posizione naturale di leadership per le loro capacità fisiche e mentali, non si è mai perduto, come un’eredità di uomini iniziati a formule di allenamento che li spingevano ad un costante superamento di se stessi. Nell'aspetto sportivo è stata la tradizione coreana, principalmente capitanata dal Taekwondo, quella che maggiormente ha saputo approfittare della sua introduzione come sport nelle Olimpiadi, per la sua diffusione in Occidente. Ma la tradizione coreana non è solo il Taekwondo. Di fatto, il
“Come sport, come forma di vita, come spettacolo, le arti e le discipline guerriere hanno catturato l'attenzione dell’essere umano da tempi immemorabili.”
Budo Taekwondo è solo una parte delle Arti guerriere di questo paese, la parte relazionata ai colpi e ai calci. In un certo modo, nella sua genesi attinse dal modello giapponese del Karate una formulazione molto simile. Attualmente è scisso in due organizzazioni, la WTF, World Taekwondo Federation, riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale, e la ITF, International Taekwondo Federation, retta ancor oggi dal creatore dello stile, il generale Choi Hon Ji. I suoi movimenti, anche se simili a quelli del Karate, danno maggiore priorità all'uso delle gambe. Possiamo dire che sia un'arte dominata dalla forza centrifuga, mentre il Karate è sorretto da quella centripeta. I movimenti tendono ad essere più aperti, le posizioni più alte e le sue tecniche espansive ed ascendenti fino a punti veramente spettacolari. Ma l'origine di queste arti risiede in formulazioni molto più ampie e complete, che includono l'uso di armi, le proiezioni e le lussazioni. Le due più importanti scuole o stili sono l’Hwa Rang Do, l'Arte Marziale che praticava l’élite dei cavalieri di palazzo in Corea, e l’Hapkido, un'Arte con delle analogie con l'Aikido giapponese, ma molto più rude e decisa negli attacchi. Come nell'Aikido, il nemico viene obbligato a girare attorno al difensore, rompendo le linee d’attacco con decise azioni che utilizzano la forza dell'attaccante rivolgendogliela contro. Negli USA, il Karate sportivo divenne uno spettacolo grazie a Mike Anderson, creatore della Kick Boxing, del Full-Contact, del Sports Karate.
MIKE ANDERSON:
"Credo che l'aspetto sportivo sia estremamente importante nelle Arti Marziali. C'è un'espressione che dice: Non puoi nuotare finché non ti tuffi in acqua. Per la stessa regola, non puoi lottare finché non lotti veramente. Come pratichi le tue tecniche di Arti Marziali? Non puoi uscir di casa e diventare un lottatore da strada in due o tre giorni, perciò il miglior modo per imparare ad applicare queste tecniche in modo efficace è attraverso lo sport, combattendo con un’altra persona sul ring, in un torneo o anche in palestra. Così s’impara a lottare, lottando. Se pratichi ogni sera una tecnica davanti allo specchio e non hai mai avuto un contatto con nessuno, non sarai mai un lottatore efficace. L'unico modo di diventare veramente un lottatore efficace è lottando".
Documentario
“Le Arti del dio Marte hanno compiuto un incarico insostituibile nella storia dell’essere umano.”
“Se ti spingono, cedi,se ti tirano, avanza.”
Budo
Documentario Ma le Arti Marziali compiono oggi una molteplice funzione sociale. Da quella storica a quella educativa, nell’ambito della formazione dei corpi di sicurezza, l’opera dei Maestri di Arti Marziali non è riconosciuta sufficientemente nelle società moderne. Tuttavia fattori come l'insicurezza cittadina hanno riacceso l'attenzione dei cittadini per queste pratiche. La sicurezza personale è senza dubbio una delle principali motivazioni che spingono i neofiti ad iniziare la pratica di Arti Marziali. L'efficacia, la ricerca di una tecnica perfetta ed invincibile, hanno spinto costantemente i Maestri a sviluppare le loro Arti. In Giappone, agli inizi del XX secolo, Jigoro Kano creò, a partire dalle antiche scuole di Jiu Jitsu, una filosofia dell'azione che riassunse in una parola: JUDO. JU-DO, letteralmente il cammino, la via della cedevolezza o della flessibilità. Come affrontare la forza senza l’uso della forza? Kano creò parametri concettuali che davano un senso intelligente al confronto tra contendenti nel suo famoso aforisma: "Massima efficacia con il minimo sforzo". Kano scoprì questo principio osservando la natura, nel suo ritiro nel monastero buddista di Eishoji. Lì, nella sua meditazione, vide come il bambù sopravviveva cedendo sotto il peso della neve, in comparazione ai rami di un albero molto più duro come il rovere, che invece si rompevano sotto il suo peso. Così stabilì il principio del Judo: "Se ti spingono, cedi, se ti tirano, avanza". La tradizione giapponese del Jiu Jitsu è stata così ricca ed ispiratrice per i lottatori, che molti anni dopo, durante gli anni 90, un nuovo fenomeno irruppe come una rivoluzione nel mondo delle Arti del combattimento. La tradizione giapponese era arrivata fino al nord del Brasile per mano di un nobile giapponese giunto fino a quelle terre, il conte Koma.
Come ringraziamento, il conte Koma insegnò ai membri della famiglia Gracie le tecniche dell’Arte della flessibilità, tecniche che la sua famiglia aveva mantenuto segrete per generazioni. Il risultato fu la creazione della più famosa saga mondiale di lottatori dei nostri tempi, la famiglia Gracie. Rorion Gracie, la testa visibile dell'ultima generazione di questa famiglia, emigrò negli USA e riuscì a creare in California assieme John Millius, il regista di Conan, uno spettacolo che ruppe tutti i pregiudizi esistenti fino ad allora riguardo alla lotta, creando l’Ultimate Fighting Championships, i combattimenti senza regole. In essi dimostrò che la sua preparazione era più efficace di qualsiasi altra, sconfiggendo tutti quelli che lottarono contro suo fratello Royce, qualunque fosse lo stile che praticavano. La "bomba" distrusse molti preconcetti sulla lotta esistenti fino a quel momento ed i Gracie impostarono un nuovo modo di guardare le arti del combattimento. Tuttavia e nonostante il grande impatto che pronosticò la fine delle arti tradizionali, quest’ultime invece di crescere ampliarono le loro aspettative. Niente era ormai come prima, la parola chiave era "efficacia" e davanti al nuovo idolo d’oro tutti si prostrarono in ginocchio. Forme tradizionali provenienti dalla Cina come il Wing Chun, nelle quali i concetti del combattimento reale erano essenziali, acquisirono un protagonismo ancor maggiore. Il Wing Chun fu infatti l'Arte che studiò il famoso Bruce Lee ad Hong Kong, con il mitico Yip Man. Uno dei suoi ultimi allievi e, senza dubbio, il più famoso fu Leung Ting.
LEUNG TING:
"Lo stile WingTsun è un sistema di combattimento nel quale utilizziamo una tecnica estremamente pratica per lottare contro la forza o, detto in un altro modo, per lottare contro i più forti avversari. Bisogna capire che non siamo tori e nemmeno gorilla. Non abbiamo motivi per utilizzare la forza bruta. Sfortunatamente, i nostri nemici di solito sono sempre molto più forti e potenti di noi. Per questa ragione, il WingTsun c’insegna ad utilizzare un tipo speciale di tecniche, che ci permettono di imporci sulla forza bruta del nostro avversario". Uno dei più ammirati Maestri di quest’Arte è Víctor Gutiérrez. Cresciuto in Germania, questo Maestro ha lasciato il segno nel panorama internazionale con i suoi video sulle arti del combattimento. La sua peculiare pedagogia lo porta a riconsiderare costantemente, di fronte ai suoi allievi, i modi più efficaci per affrontare una situazione di pericolo. Altre tradizioni, prima poco conosciute, hanno irrotto con forza nel panorama attuale delle arti del combattimento. Stili provenienti da ambiti culturali molto diversi, come le Hawai o le Filippine, hanno richiamato l'attenzione degli esperti e degli allievi.
Documentario
Budo
La ricca tradizione della scherma spagnola, perduta in Europa, si è conservata tuttavia in un ambito culturale molto diverso e lontano: le Filippine. Maurizio Maltese è uno dei più importanti esperti in Arti Marziali del Sud-Est Asiatico. Ha realizzato diversi lavori sul campo, raccogliendo le tradizioni di stili quasi perduti, che ha saputo recuperare ed insegnare, anche come strumento affinché gli antropologi conoscano più a fondo aspetti della cultura ai quali si ha accesso solo se si è vincolati alla pratica delle Arti Marziali. Si è particolarmente messo in luce con il suo lavoro sulle forme di combattimento segrete dell'antica Camorra Italiana.
MAURIZIO MALTESE:
"Queste Arti Marziali, le Arti delle Isole Filippine, apportano grandi novità perché suppongono una fusione tra Oriente ed Occidente. Nelle Isole Filippine, tra le diverse Arti che si sono sviluppate in questo arcipelago, troviamo le Arti Marziali conosciute con i nomi di Arnis, Arnis di mano, Eskrima o Kali. Le prime due, soprattutto l’Arnis, l’Arnis di mano, ricordano immediatamente un nome di origine latina, Arnis potrebbe essere il risultato della variazione del termine latino "Armis", che significa arma". Gli stili filippini sono un conglomerato di tradizioni sovrapposte, frutto di centinaia di invasioni. Il Latosa Escrima, ossia la scherma della famiglia Latosa, è uno dei più famosi sistemi di combattimento filippini. Emigrato negli USA e dopo varie generazioni di segretezza della sua Arte, la sua famiglia cominciò a diffondere questo stile negli ultimi decenni. Alcune di queste più o meno esotiche Arti hanno guadagnato spazio ed interesse tra gli studiosi di tutto il mondo. Arti polinesiane come il Lima Lama.... stili hawaiani come il Lua del Gran Maestro Solomon Kaiewalu.... o stili
filippini come l’Arnis del Maestro Tasingco... o Arnis Koredas del Maestro Bersabal.... o il Pentjack Silat indonesiano.... e la Muay Thai tailandese, sono finite per penetrare in un mercato troppo centrato, fino ad allora, sugli stili giapponesi. Marco De Cesaris è uno dei più importanti esperti mondiali nell'Arte della Muay Thai ed appartiene al board of directores della Federazione Mondiale di Muay Thai.
MARCO DE CESARIS:
"Le tradizioni marziali dell'antico Regno del Siam sono un tesoro culturale che ha sempre fatto parte degli interessi protetti dalle classi dominanti del paese e dal popolo. In particolare possiamo distinguere due epoche nelle quali ha avuto luogo lo sviluppo dell'Arte Marziale che stiamo trattando: Nella prima, caratterizzata dal combattimento senza l'uso di protezioni, i contendenti, i pugili, impiegavano corde di cotone per coprirsi le mani, arrotolandole in modo molto complesso, e servivano innanzi tutto per far sì che i colpi fossero più devastanti. In secondo luogo abbiamo il Pugilato Tailandese attuale, con il termine inglese di Thai Boxing, che utilizza il ring originario del Pugilato e comune a tutti gli sport da combattimento. Si impiegano guanti di diverso peso, in funzione delle caratteristiche degli atleti, e si permettono una serie di colpi e di azioni offensive molto più limitate rispetto a quelle della Muay Thai Boran". Questi stili, così apparentemente diversi, hanno in comune la loro impostazione aperta, la loro capacità di
Budo incorporare ciò che è efficace, e questa è precisamente la caratteristica che definisce le Arti Marziali moderne. Questo nuovo metodo di allenamento, il Cross Fighting, invita l’allievo a prendere il meglio da ogni stile, adattandolo alle sue caratteristiche fisiche e di temperamento. Bruce Lee definì perfettamente questo concetto nel suo famoso slogan: "Prendi quello che funziona e liberati del superfluo". Una filosofia che, anticipando di vari anni le future tendenze del settore, definì in un’altra delle sue famose sentenze: "E’ l'arte ad essere al servizio dell'artista e non l'artista al servizio dell'arte". Questo atteggiamento aperto e riformista ebbe speciale eco negli USA, a causa delle peculiari radici culturali. Il padre di questa rivoluzione fu il grande Maestro Adriano Emperado, creatore del Kajukenbo. Con i suoi 83 anni e dopo varie operazioni al cuore, il Maestro Emperado continua ad insegnare la sua peculiare Arte, attualmente diffusa in tutto il mondo.
ADRIANO EMPERADO:
"Sì, il mio stile è differente, è stato fatto "di getto"; è una combinazione di tecniche attive intense. Quando vedi che l'avversario è caduto al suolo, non ti fermi, non gli lasci il tempo di tornare in piedi! Se si muove, significa che è ancora vivo! Se un allievo vuole imparare altre forme o altre tecniche, gli dico sempre: Se ti sembra una buona idea imparare un altro stile per crescere e per migliorarti, fallo e buona fortuna, ma non dimenticare il tuo albero genealogico, non dimenticare le tue radici". Queste linee pro efficacia nel combattimento, chiamate anche esterne, rubarono il loro successo durante gli ultimi cent’anni alle linee interne, il cui cammino era diretto allo sviluppo, al recupero e al mantenimento della salute. Il Tai Chi è stata ed è la più diffusa e conosciuta tra queste forme di Arte Marziale. La generazione beat subì il fascino durante gli anni sessanta delle dimostrazioni
Budo
Documentario del potere del Chi, l'energia interiore, che il Gran Maestro Chen Man Chen realizzò in California. Esistono due grandi scuole di Tai Chi, quella Chen e quella Yang. Ambedue basano la loro pratica sulle "forme". Le forme sono una concatenazione di movimenti prestabiliti, con delle regole ritmiche ed energetiche peculiari, che generalmente rappresentano un combattimento contro uno o vari nemici virtuali. Le forme, Kata in giapponese, sono presenti in quasi tutti gli stili orientali e la loro funzione non è solo quella di sviluppare la tecnica dell’allievo o di facilitare a quest’ultimo la memorizzazione dei principali movimenti. Attraverso la loro pratica si attiva tutta la circolazione energetica del corpo e il praticante entra in uno stato di concentrazione straordinaria. Sebbene in altre arti orientali il combattimento, Kumite o Randori in giapponese, si combini con la pratica delle forme, nel Tai Chi sono queste ultime ad essere le protagoniste. Il più importante Maestro cinese, pronipote del creatore dello stile Yang, è il Maestro Fu Xeng Yuan. La sua famiglia ha conservato contro il tempo, la tradizione di alcune forme che senza dubbio sono diventate le più popolari delle Arti Marziali Cinesi. Ma è Shaolin la culla delle Arti Orientali per antonomasia. Shaolin divenne famosa attraverso la serie Kung Fu, nella quale David Carradine interpretò il famoso "piccola cavalletta", ottenendo il più grande successo di una serie di Arti Marziali apparsa in televisione fino a quel momento. Una serie la cui idea originale, e questo la maggior parte delle persone non lo sa, era dello stesso Bruce Lee. La casa produttrice preferì non scommettere su un orientale per il ruolo di protagonista della serie e Bruce rimase al margine. Fu a partire da questo grande successo televisivo che il governo Cinese, dopo aver scoperto il filone, aprì un po’ la mano alla censura delle arti tradizionali per, naturalmente, raccogliere un pugno extra di dollari derivanti dal turismo. Tuttavia, la linea interna del monastero seppe approfittare dell'occasione per perpetuare la tradizione guerriera del Tempio. Una peculiare combinazione di buddismo ed Arti Marziali. Le più alte gerarchie del Tempio hanno spinto ed autorizzato espressamente Huang Aguilar alla diffusione della vera Arte di Shaolin, oltre il folclorismo o lo spettacolo, attraverso la sua enciclopedia audiovisiva di Shaolin. È un paradosso meraviglioso che spiega molto di quello che sta accadendo attualmente con le Arti Marziali nel mondo globalizzato. Un giovane che vive nei Paesi Baschi, in Spagna, viene incaricato di preservare un'arte millenaria cinese. Altri Maestri occidentali hanno ricevuto lo stesso gravoso incarico. Il Maestro Cangelosi, in Italia, conosce e domina
"Sì, il mio stile è differente, è stato fatto "di getto"; è una combinazione di tecniche attive intense.”
Budo alcune forme segrete cinesi, che gli trasmisero i suoi Maestri. Stili come l’Hung Gar o il Pa Kua stanno acquistando un protagonismo impensabile solo pochi anni fa.
PAOLO CANGELOSI:
"L'Arte Marziale è una disciplina che serve ad orientare la persona, è un'educazione, è un punto fermo. Una persona che pratica una qualsiasi arte, come la musica, la pittura, il canto e, ovviamente, le Arti Marziali, impegna completamente la sua personalità, il suo carattere, la sua sfera emotiva, il suo corpo e le sue energie. Il Kung-Fu è un'arte che può essere praticata anche in età avanzata, è una delle poche Arti Marziali che si possono praticare all'età di ottanta o novant’anni". Le arti della guerra sono innanzi tutto arti del combattimento. Ma come dice il detto: tutto va cercato nel suo opposto. La pace non è
“Il Kung-Fu è un'arte che può essere praticata anche in età avanzata, è una delle poche Arti Marziali che si possono praticare all'età di ottanta o novant’anni.”
l'opposto della guerra. L'opposto di Eris, la guerra, è Eros, l'amore. La forza di attrazione universale, Eros, è nella mitologia greca figlia del Caos e sorella del suo opposto e complementare Eris, la guerra, simbolo della forza di repulsione. I guerrieri hanno coltivato in tutte le tradizioni la coscienza della loro fugacità. Questa vicinanza della morte trasformava le loro coscienze e permetteva loro una comprensione più profonda dei fenomeni della vita. Anche nella tradizione indù le forze della luce e dell'oscurità si affrontano nella danza cosmica della vita e della morte. Sri Dinesh ha lavorato per tutta la sua vita sulla via del guerriero, partendo dalla tradizione indù. La sua esperienza, dunque, è stata ed è di grande utilità per i praticanti di altri stili. L'interiorizzazione dei movimenti, la flessibilità ed il controllo respiratorio a cui contribuisce lo Yoga, rende la sua pratica un complemento ideale nella preparazione fisica dei più famosi lottatori del momento, come Rickson Gracie.
SRI DINESH:
"Lo Yoga come disciplina fu creato circa cinque mila anni fa.
Budo Nella pratica delle Arti Marziali la concentrazione è essenziale, è la chiave, in quanto senza concentrazione mentale non si può lavorare con un'intensità massima, non si giunge ad applicare tutta la forza naturale ed i relativi processi dinamici. In particolare, quando dobbiamo dirigere l’energia su un punto determinato, attraverso un movimento del corpo con un impulso estremamente preciso, equilibrato ed intenso, risulterà impossibile senza utilizzare un certo grado di concentrazione. La mia esperienza mi dice che la concentrazione non è solo mentale, ma che esiste anche una concentrazione emozionale, profonda, che si sviluppa nella pratica delle Arti Marziali". Lo Yoga fa parte delle routine di allenamento di sempre più artisti marziali; offre non solo una
magnifica flessibilità, ma aiuta inoltre ad evitare lesioni. Gli allungamenti e gli esercizi di sforzo dello Yoga potenziano la formazione di fibre muscolari più allungate, che, a loro volta, generano un maggior potere esplosivo nelle tecniche d’impatto e, dunque, una maggiore resistenza a quelle di lussazione. Lo Yoga è anche una forma di meditazione che rallenta le funzioni vitali, permettendo un maggior potere di concentrazione in situazioni di massimo stress, come un combattimento. Ma le arti disciplinari sono necessariamente un confronto con la violenza stessa. È risaputo che, nonostante questo, i praticanti sono di solito persone particolarmente tranquille.
“Nella pratica delle Arti Marziali la concentrazione è essenziale, è la chiave, in quanto senza concentrazione mentale non si può lavorare con un'intensità massima.”
Budo ROSA MARIA DISTEFANO (Psicologa esperta in Bioenergetica):
"Le Arti Marziali c’insegnano a guardare ciò che abbiamo di fronte, il nostro avversario. L'avversario, l'altro, è presente sia nel confronto delle Arti Marziali che nel confronto della vita. Questa esperienza ci spinge a relazionarci con tutto quello che significano gli altri. Praticare Arti Marziali consiste nel riuscire a realizzare le tecniche non solo utilizzando le braccia, i piedi, i gomiti, ma impiegando tutto il nostro essere in ogni atto". Le Arti militari, lontane dal concetto iniziatico delle tradizioni orientali, hanno usato ed usano oggi giorno le tecniche marziali per la loro istruzione. Nonostante la sofisticazione dell'armamento tecnologico, la fanteria esisterà sempre nella misura in cui qualcuno alla fine dovrà occupare il territorio conquistato. Perciò, l'allenamento di commando include tecniche di attacco e di difesa sempre più sofisticate.
Le forze di sicurezza e dell’ordine pubblico ricevono un sempre migliore allenamento nelle Arti Marziali. Un esempio in questo ambito è il Maestro Jose Cuspinera, il quale ha allenato i servizi speciali del suo paese natale, Cuba, nel Kansen Ryu, uno stile letale per affrontare nemici armati. Okinawa è stata senz’altro uno dei punti chiave nello sviluppo delle arti disciplinari. Ancor oggi gli anziani Maestri insegnano le tecniche e i Kata antichi, nei quali si utilizzano gli utensili degli agricoltori come armi. Okinawa subì durante la sua storia innumerevoli invasioni, l'ultima dall'Impero Nipponico ed ebbe luogo nonostante il carattere guerriero degli abitanti dell'arcipelago delle Ryu Kyu. La proibizione dell'uso di armi arrivò all'estremo di concedere un solo coltello legato nel centro della piazza della città, affinché le donne potessero tagliare le loro verdure. Tuttavia l'istinto e l'abilità degli abitanti, li portò a creare un
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“Le arti della guerra sono innanzi tutto arti del combattimento. Ma come dice il detto: tutto va cercato nel suo opposto.�
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Documentario sistema di combattimento basato sui loro utensili di lavoro. Ma fu nelle Arti a mani nude che Okinawa diede il maggior contributo alla storia delle Arti Marziali del pianeta. Le tecniche a mani nude, Kara-te, furono racchiuse in un sistema dal Gran Maestro Guichin Funakoshi. Tuttavia le loro origini sembrano chiaramente influenzate dalle tecniche di boxe cinese, che alcuni esperti importarono e trasformarono nelle isole e che si conoscono come Okinawa-Te o pugno di Okinawa. Questi stili antichi raccolgono sequenze nei loro Kata che corrispondono esattamente a forme tipiche dello Shaolin. Ma qualunque sia la sua origine, la cosa certa è che nella sua nuova sistemazione il Karate seppe conquistare il mondo durante gli anni 50 e 60. Tutte le Arti Marziali al tempo erano una forma di "Karate" e la sua diffusione non conobbe frontiere. Il Karate offre un sistema di difesa efficace, una ginnastica equilibrata e completa, ed un metodo di incontro con se stessi, una meditazione in movimento. Il Giappone, come la Cina, è stato generoso nel contributo di stili guerrieri. I dirigenti o manager giapponesi scaricano la loro aggressività allenandosi nel Kendo. Anche in Occidente questa bella Arte Marziale sta ottenendo sempre più consensi. Le sue tecniche sono semplici, colpo dall’alto verso il basso, da destra verso sinistra, da sinistra verso destra, stoccata. Non è complicato, ma è nella sua applicazione che risiede la sua magia. Scegliere il momento opportuno, agire con la determinazione necessaria, rompere la concentrazione dell'avversario per penetrare le sue barriere, per acquistare quello stato
“Praticare Arti Marziali consiste nel riuscire a realizzare le tecniche non solo utilizzando le braccia, i piedi, i gomiti, ma impiegando tutto il nostro essere in ogni atto.”
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“Fluire come l'acqua, scivolare come la nuvola", la frase Zen definisce perfettamente l'obiettivo di ogni Arte Marziale nel suo massimo livello.” contemplativo che permette di percepire il rivale e di anticiparlo, ciò che in Giappone chiamano Sen no Sen. Il Kendo condivide con l’Iaido il concetto di spada come arma. Nell'Iaido, l'arte di sfoderare tagliando, si utilizza una spada vera. Il katana giapponese, famoso per la sua leggerezza e per la sua forza, viene forgiato con differenti tipi di acciaio, i più morbidi al centro danno flessibilità all'arma, mentre i più duri, all’ester no, gli forniscono la capacità di taglio. L’Iaido richiede la massima concentrazione, ogni movimento possiede l'intenzionalità e la forza di un colpo mortale. Tanto è vero che anche in allenamento, il Samurai prima di riporre la spada, la scuote per toglierle il sangue del nemico dalla sua lama. Fu da questi Arti tradizionali del Giappone, conosciute come Bujutsu, da cui attinse uno dei più grandi Maestri della storia del Giappone recente. Morihei Ueshiba fu un personaggio carismatico e speciale. Studiò scuole tradizionali della via del guerriero come la Daito Ryu, la tradizione animista giapponese dello Shintó della setta Omoto, e creò l'Aikido: la via dell'unione delle energie. La tesi di Ueshiba era quella di fare un passo in più rispetto a Jigoro Kano, "non solo cedo quando spingi, ma ti tiro verso di me". Il risultato è l'arte del combattimento concentrato per eccellenza. Non ci sono attacchi né difese, solo fusione con l'avversario. Non esiste un nemico, solo l'incontro di due forze, un incontro che conduciamo fino alle sue ultime conseguenze invece di opporci ad esso. La maggior parte delle linee di lavoro dell’Aikido, specialmente le più vincolate all’Aikikai, la sua centrale in Giappone, preferiscono conservare una traiettoria di lavoro relazionata direttamente agli insegnamenti del creatore dello stile. Tra questi Maestri emerge Yoshimitsu Yamada, un infaticabile viaggiatore,
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Budo che insegna l'Arte del suo Maestro Ueshiba in tutto il mondo, ma specialmente nell'America del Nord. Ueshiba considerò il suo BUDO essenzialmente un'Arte della pace. La sua ossessione in questo senso lo portò anche a recarsi in Cina, in piena guerra contro il Giappone, per fermare il conflitto. Con lui le Arti guerriere del Giappone tradizionale raggiunsero la loro massima
espressione come Arti per i tempi di Pace. La via del guerriero fu allora quello che è sempre stata: un cammino di coscienza, un cammino verso se stessi, un cammino di crescita interiore. "Fluire come l'acqua, scivolare come la nuvola", la frase Zen definisce perfettamente l'obiettivo di ogni Arte Marziale nel suo massimo livello.
"Questa è la via del guerriero, un cammino per imparare come cambiare un po’ del dolore consustanziale della vita semplicemente con lo sforzo personale.”
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Documentario Diventare un'Unica cosa con il Tutto, unificare corpo, emozione e mente in un atto economico, impeccabile, completamente vissuto nel "qui e adesso". Questa è la via del guerriero, un cammino che cominciò agli albori dell'umanità e che si è andato distillando in forme culturali sempre più sofisticate e varie, attraverso un universo di stili che hanno esplorato ed esplorano tutte le possibilità dell’essere umano. Un cammino per imparare come cambiare un po’ del dolore consustanziale della vita semplicemente con lo sforzo personale; un cammino di salute, di armonia, di potere, un tesoro della tradizione sempre aperta al futuro.
“Diventare un'Unica cosa con il Tutto, unificare corpo, emozione e mente in un atto economico, impeccabile, completamente vissuto nel ‘qui e adesso’.”
Sifu Alfred Johannes Neudorfer e Sifu Rosa Ferrante Bannera, fondatori del Wing Tsun Universe, WTU, un movimento caratterizzato non dall'uso di tecniche, ma della qualità, gli scambi, i principi e concetti di movimento, centrano il loro primo DVD nella Siu Nim Tao (SNT) o "9 vie". La SNT è alla base del Wing Tsun, Wing Chun e WTU. La comprensione di essa è la condizione fondamentale per tutto ciò che viene dopo, perché se si guarda a come le persone eseguono le sequenze di questo movimento, si può dedurre che cosa saranno in grado di fare. Se qualcosa non va nel movimento, tutto ciò che il praticante possa sviluppare dopo sarà sbagliato. I movimenti del WTU (forme) implicano funzioni inerenti, delle quali possono deviare applicazioni. Il significato dei movimenti primari, fa che derivino in altri e che generino applicazioni basate nei principi e le interazioni che aiutano alla loro comprensione. Il WTU incorpora ugualmente un "set" extra che i suoi fondatori hanno considerato necessario, dovuto alle circostanze attuali. Il DVD include il Movimento (la forma) Siu Nim Tao, le sue 9 sequenze e le applicazioni, le sequenze 1 a 3 del primo movimento con un compagno d'allenamento (Chi Sao) e una intervista rivelatrice con i fondatori della WTU.
REF.: • DVD/WTU1
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