Skip to main content

CHRONOMAT STORY - ITALIANO

Page 1


CHRONOMAT STORY

CHRONOMAT STORY

DIE BISHER UNBEKANNTE GESCHICHTE

OROLOGIO SPORTIVO MULTIFUNZIONE DI BREITLING

VON BREITLINGS ULTIMATIVER ALLROUND-SPORTUHR

© 2026 Watchprint.com Sàrl, Martigny, Svizzera

Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale di questa pubblicazione in qualsiasi forma. I testi e le illustrazioni contenuti in questo libro sono stati scelti in modo indipendente ed esclusivamente a fini editoriali dalla società Watchprint.com Sàrl. Breitling SA non è in alcun modo coinvolta né responsabile di tali scelte.

ISBN 978-2-940506-70-5

Autore: Gerard Tubb

Consulente storico: Fred Mandelbaum

Redattrice: Natasha Mekhail

Responsabile editoriale: Anne-Lise Ensminger

Collaboratore di redazione: Philip Blumer

Consulente per le collezioni: Ralf Messmer

Fotografo di orologi: Elias Hartmann

Photo Editor: Simona Girella

Catalogatori di ricerca: Tanja Jedlitschka, Christoph Kainzner

Design: Images3

Stampa: Graphius, Belgio

Scopri le nostre pubblicazioni dedicate agli orologi e ai gioielli sul nostro sito web www.watchprint.com

INDICE

CAPITOLO

CAPITOLO

CAPITOLO

CAPITOLO

CAPITOLO

CAPITOLO 7: MODELLI SPECIALI ED EDIZIONI LIMITATE

CAPITOLO 8: COMMISSIONI PRIVATE E COLLABORAZIONI

CAPITOLO 9: STRUMENTI PER COLLEZIONISTI

1983 CRONOLOGIA DEL CHRONOMAT

Dal 1983, il Chronomat è stato perfezionato sotto ogni aspetto. Questa cronologia ripercorre tale evoluzione, sia esteriore che interiore, concentrandosi sui modelli in acciaio per garantire coerenza. Pur includendo varie opzioni di cinturini e bracciali, l’attenzione rimane focalizzata sul quadrante, sulla cassa e sul movimento. La selezione mostra solo i modelli principali, che ne definiscono le funzioni fondamentali: ora, cronografo e data.

Il ciclo di vita del Chronomat rivela come la coerenza iniziale abbia alla fine ceduto il passo a nuove esigenze e tendenze in evoluzione, prima di tornare alle sue radici. I modelli odierni uniscono tutto ciò che ha reso straordinario il Chronomat (raffinatezza, robustezza, versatilità) fungendo al contempo anche da tela per l’espressione della creatività e lo spirito di collaborazione.

CRONOGRAFO

FRECCE TRICOLORI

Sviluppato per la pattuglia acrobatica italiana delle Frecce Tricolori, il cronografo automatico che ha dato il via alla rinascita di Breitling sotto la guida di Ernest Schneider. Costruito secondo specifiche militari nel 1983 e donato alla pattuglia nel 1984. Era un’esclusiva di DPW, il marchio privato che ne aveva commissionato il design. REF. 80950

1987 1985 1984

CHRONOMAT

Identico all’orologio della squadriglia, ad eccezione del colore del quadrante, del logo e del fondello. Caratterizzato dal logo in stile AOPA e dai puntini luminescenti ai lati dell’indice delle ore 12, è stato prodotto per meno di un anno. Erano disponibili sei combinazioni di quadranti con casse sia in acciaio che bicolori.

CHRONOMAT

Il catalogo del 1985 introdusse il logo Breitling con le ali e l’ancora. Il quadrante seguì un’evoluzione parallela, con contatori più grandi e l’eliminazione dei punti luminescenti a ore 12. Seguì una piccola serie DPW, caratterizzata da un quadrante blu e dal logo delle Frecce Tricolori.

CHRONOMAT

REF. 81950

REF. 81950

Anelli a contrasto circondavano i contatori. Questo esemplare presenta il modulo UTC introdotto nello stesso anno. Il numero di referenza passò a 81.950 nel 1988, poi a 13047 nel 1989, quando fu aggiunta una lettera iniziale per indicare il materiale della cassa. REF. 81950 A

LA PASSIONE DI WILLY PER AVERE SUCCESSO, PROTEGGERE L’EREDITÀ DI FAMIGLIA

E FARE LA COSA GIUSTA NON FACEVA CHE ACCRESCERE LA PRESSIONE.

1. Leon Breitling, che fondò l’azienda nel 1884.

2. Leon condivideva la sua fabbrica di Ruelle Montbrillant con altri produttori e commercianti. Secondo l’usanza dell’epoca, l’insegna Breitling e il camino furono aggiunti dall’incisore.

3. Gaston Breitling, figlio di Léon, è considerato l’inventore, nel 1915, del primo cronografo da polso dotato di un pulsante indipendente a ore due.

«Willy era un orologiaio esperto e un creatore innovativo», ha affermato Caspari, che conosceva il proprietario di Breitling forse meglio di chiunque altro al di fuori della sua famiglia: prima a La Chaux-de-Fonds nel dopoguerra, poi come vicini di casa a Ginevra nei primi anni ’50. «Era la persona con più passione che avessi mai conosciuto».

La passione di Willy per avere successo, proteggere l’eredità di famiglia, fare la cosa giusta non faceva che accrescere la pressione. A occupare gran parte dei suoi pensieri era la fabbrica Montbrillant di Breitling a La Chauxde-Fonds. Era la casa della sua infanzia, nonché il centro della sua vita professionale.

La fabbrica era stata l’orgoglio e la gioia di suo nonno, Leon Breitling, che vi si era trasferito nel 1892, otto anni dopo aver fondato l’azienda. Arroccato su un’altura sul Boulevard du PetitChateau, l’edificio sorgeva ai margini di un’antica tenuta rurale, con vista sui campi e sui boschi. Condivisa con altri orologiai, era affiancata da due imponenti ville, una delle quali sarebbe rimasta la dimora della famiglia Breitling per quattro generazioni.

Per Leon, quella posizione era il simbolo del suo crescente prestigio e delle sue ambizioni. Gli affari crebbero quando, cinque anni dopo, la città fu allacciata alla rete elettrica e lui divenne un locatore commerciale, affittando spazi per magazzini e officine in quella che veniva descritta come la più bella posizione della città.

Quando dietro la fabbrica fu costruita una nuova strada, Ruelle Montbrillant, Leon ribattezzò l’azienda «L. Breitling, Manifattura orologiera di Montbrillant». Orgoglioso dei propri successi, commissionò un’incisione dell’edificio con un’insegna immaginaria recante la scritta «Leon Breitling» e un comignolo fittizio per aumentare l’effetto scenografico.

Leon morì improvvisamente a 54 anni, lasciando in eredità un patrimonio di innovazione nel campo della misurazione del tempo per l’era industriale. Gli succedette il figlio Gaston, che creò il primo cronografo da polso con un pulsante a ore due per avviare, arrestare e azzerare il cronografo. Ma la tragedia colpì nuovamente quando Gaston morì a

Entra in scena Federico Parodi

Genova, Italia, 1979

Mentre a Ginevra si chiudeva l’era della famiglia Breitling, a 300 chilometri di distanza, a Genova, gli eventi stavano preparando il terreno per la rinascita del marchio.

Federico Parodi, il fornitore italiano di orologi che nel 1982 avrebbe bussato alla porta delle Frecce Tricolori, stava abbandonando la carriera nel diritto della navigazione per avviare un’attività nel settore orologiero nella sua città natale.

Parodi era stato maggiore nella brigata paracadutisti Folgore, la stessa unità a cui

Willy Breitling aveva fornito l’orologio militare ref. 817 nel 1975.

A 29 anni aveva la sicurezza, i contatti e le risorse degne del figlio di una illustre famiglia genovese. Lo zio, Giorgio Parodi, era un aviatore militare decorato, immortalato in una statua che domina la storica Piazza della Vittoria

1. Federico Parodi all’età di otto anni, nel 1958, in sella a una Moto Guzzi Galletto. Il modello fu lanciato proprio il giorno della sua nascita. La fama e l’influenza della sua famiglia furono determinanti per il suo precoce successo nel settore orologiero.

2. Parodi nel 1975 con un aereo da trasporto Aeritalia G.222. Era un ufficiale della brigata paracadutisti d’élite Folgore. 2.

di Genova. Giorgio aveva co-fondato la casa motociclistica Moto Guzzi nel 1921 insieme al collega aviatore Carlo Guzzi e al nonno di Federico, il finanziere Emanuele Vittorio

Parodi. Il padre di Federico, Enrico Parodi, si unì in seguito all’azienda, contribuendo a trasformarla nel più grande produttore di motociclette d’Italia e in uno dei principali fornitori dell’esercito.

2

1982–1984 STORIA DELLE ORIGINI

Mantenere una promessa

La commissione delle Frecce Tricolori spinse Ernest Schneider a produrre il miglior orologio della sua carriera. Il momento non poteva essere più opportuno. Nel 1982, dopo anni di dominio del quarzo, Schneider sapeva che stava per arrivare un cambiamento. «Dovevo mantenere la promessa fatta a Willy Breitling di proteggere la tradizione dei cronografi meccanici», ha dichiarato in un’intervista del 2005 per Breitling Giappone. Il figlio Theodore ricordò in seguito che suo padre aveva sempre creduto che i movimenti meccanici avessero «quel tocco in più, quella personalità, quel pizzico di anima».

La crescente prosperità stava aumentando il reddito disponibile dei clienti e gli orologi elettronici economici cominciavano ad apparire proprio come tali: economici. Gli orologi meccanici, al contrario, stavano riemergendo come status symbol e i concorrenti di Breitling stavano già lavorando a nuovi modelli. Il consumo ostentato era di gran moda e un prezioso orologio da polso meccanico poteva distinguerti dalla massa. Il prezzo medio di un orologio al quarzo svizzero stava per diminuire, mentre quello degli orologi meccanici era destinato a salire.

Su un grafico, il punto di incrocio coincideva

esattamente con la decisione di Breitling di accettare l’ordine di Federico Parodi.

Schneider disse in seguito che stava già abbozzando i disegni per un nuovo cronografo meccanico quando si presentò l’opportunità delle Frecce Tricolori e che era volato in Italia per consultare la squadra: «Per proteggere la

tradizione Breitling che Willy Breitling aveva costruito, era assolutamente necessario per me incontrare i piloti e ascoltare le loro richieste specifiche».

Era l’eco di un’affermazione su Willy Breitling fatta dal genio pubblicitario del marchio Georges Caspari: «Willy era alla ricerca del

Novembre 1984. La prima foto conosciuta dei piloti delle Frecce Tricolori con indosso i loro esclusivi cronografi ref. 80950.

Stile

italiano

La grande domanda sul Chronomat è sempre stata: da dove viene? Come ha fatto il piccolo team Breitling di Ernest Schneider, senza designer professionisti, a creare un orologio completamente nuovo che ha sconvolto il settore nel 1984 e che da allora continua ad attirare l’attenzione? La risposta va ricercata negli sforzi energici di Schneider per generare profitti.

La richiesta delle Frecce Tricolori era la terza commissione ricevuta da Breitling in pochi mesi. Le altre due non potevano essere più diverse tra loro. Una riguardava un orologio alla moda per il marchio di abbigliamento sportivo Ellesse. L’altra consisteva in un orologio subacqueo professionale tecnicamente complesso. Senza questi due progetti, il Chronomat come lo conosciamo oggi non sarebbe mai stato creato.

La commissione di Ellesse fu un colpo grosso per Breitling: il marchio di abbigliamento sportivo era molto conosciuto e sulla cresta dell’onda. Al torneo di tennis di Wimbledon dell’estate precedente, entrambe le finaliste del singolare femminile indossavano abiti Ellesse con il marchio ben visibile.

Per creare l’orologio, Ellesse coinvolse Claudio Giovagnoni, architetto e cofondatore di un rinomato studio di design italiano chiamato Archap. «Ho deciso di affidarne la produzione a Breitling», ha ricordato Giovagnoni. «Abbiamo ritenuto opportuno coinvolgere un esperto di orologeria come consulente e abbiamo scelto Gino Macaluso».

Architetto di formazione, ex campione di rally e figlio di un distributore di orologi, Macaluso era entrato nell’azienda di famiglia alla morte del padre, a metà degli anni ’70. Aveva 34 anni quando Giovagnoni lo presentò a Schneider. Ancora una volta nella storia del Chronomat, i pianeti si allinearono. Non solo due designer professionisti lavorarono a stretto contatto con Schneider nei mesi cruciali della creazione del Chronomat, ma Macaluso era nella posizione ideale per cogliere le opportunità che esso offriva, mentre stava diventando una delle figure più influenti dell’orologeria svizzera.

Gino Macaluso ritratto negli anni ’90.

I disegni di Schneider del Chronomat rivelano quanto il design, e persino il nome, fossero in continua evoluzione fino alla scadenza del novembre 1982.

ha raccontato il gregario Alberto Moretti, «poi ha detto: “Siamo pronti a fornirne uno per ogni pilota”». Per il capo squadra, Vito Posca, quel momento ha avuto un significato speciale: «Era un orologio molto bello ed era la prima volta che un’azienda civile poteva utilizzare il logo delle Frecce. È stato davvero un evento importante».

Parodi lasciò un ricordo indelebile nell’ufficiale addetto alle relazioni pubbliche della squadriglia

Gianfrance Da Forno, che in seguito divenne generale di brigata. «Era molto ansioso di mostrare le caratteristiche dell’orologio, in particolare del bracciale», ricorda Da Forno, ancora oggi divertito dal ricordo di Parodi che sosteneva che il bracciale potesse prevenire le scivolate in inverno. «Ci mostrava che potevamo metterlo sotto i piedi per camminare sulla neve!» Quarant’anni dopo, l’immagine del suo prezioso Chronomat utilizzato come sostegno rimane vivida e affascinante.

1. Gli esclusivi cronografi della pattuglia acrobatica di Federico Parodi sono stati assemblati da Breitling senza numeri di serie. Parodi ha numerato i primi 22 in ordine sequenziale e afferma di aver assegnato il numero 0 a due di essi.
2. Il maggiore Vito Posca, capo della pattuglia acrobatica Frecce Tricolori quando alla squadriglia furono consegnati gli esclusivi Chronomat. Il suo orologio è raffigurato all’estrema sinistra.
2.

3

1984–1990 LA FASE DI DECOLLO

che Breitling era tornata ad essere un marchio ambizioso.

Alla fiera di Basilea del 1986, i piloti di alta quota Bruce Brosi ed Ed Peerens posarono allo stand Breitling con le tute spaziali da 250.000 dollari USA utilizzate nel loro progetto di aliante FL500, con cui tentarono di stabilire un record. Il loro aliante non pressurizzato avrebbe raggiunto una quota superiore ai 14.000 m (46.000 piedi), con i Breitling Chronomat (appositamente lubrificati per resistere a -55 °C) a garantire la misurazione del tempo, fondamentale per la missione.

«Abbiamo usato ossigeno liquido e abbiamo dovuto tenere sotto controllo una serie di requisiti relativi alle batterie durante il volo, quindi quei Chronomat hanno sostenuto gran parte della missione», ha raccontato Brosi.

Alla fine la coppia perse il record di altitudine a favore dell’avventuriero solitario Bob Harris, ma il Chronomat aveva dimostrato di poter essere spinto al limite.

Il record di altitudine FL500 per un Chronomat rimase imbattuto fino al 1992, quando l’astronauta francese Michel Tognini lo indossò

a bordo della stazione spaziale Mir come membro dell’equipaggio della missione francosovietica Antares, rendendo il Chronomat il secondo orologio Breitling nello spazio, dopo il Cosmonaute di Scott Carpenter nel 1962.

La maggiore visibilità contribuì a far entrare il Chronomat in più negozi. Nei Paesi Bassi, Hans van Langerak conserva ancora il catalogo che acquistò nel 1986, con il prezzo del Chronomat – 3.695 fiorini olandesi (1.900 dollari USA) con bracciale Rouleaux e 3.195 fiorini olandesi (1.650 dollari USA) con cinturino in pelle – scarabocchiato accanto alla foto dell’orologio che acquistò e che indossa ancora oggi.

Van Langerak aveva 34 anni ed era titolare di un’agenzia pubblicitaria: avrebbe potuto essere il testimonial perfetto per il pubblico di riferimento del Chronomat. «Mi piaceva tantissimo il design», ha dichiarato, «era un vero capolavoro di ingegneria».

Diapositive promozionali del progetto FL500, un tentativo, con l’assistenza della NASA, di stabilire un nuovo record mondiale di volo in aliante ad alta quota. Fu la prima partnership di sponsorizzazione del Chronomat. Il pilota Bruce Brosi è raffigurato in alto a sinistra.

I batteristi Stewart Copeland

(a

e

dei Police
sinistra)
Kenney Jones degli Who con i loro Chronomat da vincitori all’All Stars Rock and Roll Polo Day del 1988 nel Berkshire, in Inghilterra.

Nel Regno Unito, Schneider puntò tutto sull’alta società. Il rinomato collezionista di orologi

principe Ernesto di Hannover aprì The Watch Gallery a Londra con la moglie, la principessa Carolina di Monaco, figlia di Grace Kelly.

Breitling fu aggiunto alla loro scuderia, sia per integrare i legami aristocratici di Macaluso e Parodi in Italia, sia proprio grazie a essi.

«Qui potreste vedere Michael Schumacher intento a negoziare al bar al piano di sotto davanti a un bicchiere di champagne, o Madonna che ci fa un salto per stare mano nella mano con Guy Ritchie», riportò la rivista

Tatler. Uno dei primi eventi Breitling del principe Ernesto fu l’All Stars Rock and Roll Polo Day del 1988 al Royal County of Berkshire Polo Club, fondato dal magnate della musica Bryan Morrison.

Vestita con polo Breitling, la squadra vincitrice composta da Morrison, dal chitarrista dei Genesis Mike Rutherford e dai batteristi Kenny Jones degli Who e Stewart Copeland dei Police si aggiudicò alcuni Chronomat, mentre gli ospiti invitati tornarono a casa con i loro inviti personalizzati dal principe e dalla principessa di Hannover.

I legami con l’alta società hanno elevato l’immagine del Chronomat in tutta Europa. Nel Regno Unito, Breitling è stato promosso dal principe Ernst di Hannover e da sua moglie, la principessa Caroline di Monaco.

In tutto il Mediterraneo, la domanda seguiva i viaggi del jet set mondano. Quando i responsabili di una catena inglese di gioiellerie parteciparono a una conferenza sulle vendite a Maiorca nel 1989, rimasero a bocca aperta davanti ai Chronomat esposti nelle vetrine delle gioiellerie di lusso. Uno di loro era lo specialista di orologi Jonathan Scatchard. «Avevano quadranti neri e cinturini marroni», ricorda. «E ci siamo detti: “Nessuno l’aveva mai fatto prima!”»

Un fenomeno globale

Proprio come aveva previsto la rivista americana di moda Vogue di Anna Wintour, il Chronomat definì gli anni ’90: indossarne uno era il modo più veloce per segnalare il proprio status. Kenny e Steve Grazi aprirono la prima boutique al mondo dedicata a Breitling su Madison Avenue di New York, uno spazio minuscolo largo appena 3,3 metri e lungo 5,5, dove il Chronomat occupava un posto d’onore come modello più venduto di Breitling.

Quel cronografo grande e pesante sembrava essere ovunque mentre il mondo della moda lo

metteva in primo piano nelle sue pubblicazioni.

Nove su dieci pubblicità Breitling sulla rivista

Vanity Fair all’inizio del decennio presentavano il Chronomat, che mese dopo mese dominava la quarta di copertina del magazine londinese International Wristwatch.

In Giappone, patria della rivoluzione del quarzo che un decennio prima aveva minacciato di affondare l’industria orologiera svizzera, una campagna di marketing di

Il famoso chef Gordon Ramsay ha reso la versione con quadrante giallo del Chrono Cockpit da 37 mm uno dei modelli preferiti dai collezionisti.

Big in Japan Il Chronomat sbarca a Tokyo

Un mercato che abbracciò in ritardo al fenomeno Chronomat fu il Giappone, dove i cronografi meccanici erano caduti in disgrazia dopo che Seiko aveva introdotto il primo orologio al quarzo nel 1969. Ernest Schneider e il figlio Theodore si proposero così di cambiare l’opinione pubblica: nel 1991 reclutarono Atsushi Kimbara affinché dirigesse un nuovo team di Breitling Giappone con il compito di creare interesse per gli orologi tradizionali.

Kimbara sapeva che la cultura giapponese apprezzava i dettagli tecnici e rispettava il patrimonio storico. «Siamo partiti dalle basi», ha spiegato in senso piuttosto letterale, vista la pubblicazione di un «Manuale Breitling» che iniziava così: «Gli

orologi meccanici indicano l’ora grazie alla combinazione di molle e ingranaggi».

Seguirono riviste patinate e libri informativi, che spiegavano come vengono realizzati i cronografi e perché valgono il costo aggiuntivo: essi «ci insegnano il fascino e l’emozione della misurazione meccanica del tempo», rivelando «un senso di saggezza e abilità umana».

Per fornire i retroscena fondamentali, Ernest Schneider ruppe l’abitudine di una vita concedendo rare interviste nel 2002 e nel 2005. Theodore Schneider, il designer Eddy Schoepfer e il dirigente pubblicitario Georges Caspari diedero tutti il loro contributo. Curati in Svizzera e pubblicati esclusivamente in

Giappone, rimangono l’unica occasione in cui Ernest Schneider parlò pubblicamente dello sviluppo del Chronomat.

L’originale campagna di marketing giapponese, che includeva un Breitling Club per i proprietari, attivo ancora oggi, fu un successo. Alla fine degli anni ’90, il Manuale Breitling era giunto alla quinta edizione e il Chronomat era ambito a Tokyo quanto lo era stato a Torino più di un decennio prima. Kimbara ha ricordato che nel 1997 fu raggiunto un picco di vendite pari a 9.000 orologi in un solo anno.

Nello stesso anno, il disegnatore di manga

Nobuyuki Fukumoto inserì il Chronomat nella sua serie di successo Kaiji, famosa

per le sue crude rappresentazioni del rischio e della sopravvivenza – un’opera in seguito citata come fonte di ispirazione per Squid Game.

In un’inconsapevole richiamo alla storia degli orologi-gadget di Schneider, il Chronomat appariva come una sorta di dispositivo smart futuristico, con i suoi contatori che monitoravano i segni vitali di Kaiji. Al polso dell’antagonista Yukio Tonegawa, vestito in modo impeccabile, il Chronomat divenne sinonimo di autorità, potere e stile.

Il fumettista Nobuyuki Fukumoto ha scelto il Chronomat per la sua serie manga Kaiji in virtù del suo prestigio. Breitling aveva investito ingenti somme per promuovere i cronografi meccanici in Giappone.

La nuova Chronométrie sorse a una velocità vertiginosa e fu pienamente operativa entro la fine del 2001. Il suo architetto svizzero, Alain Porta, trasse ispirazione dalle finestre sovradimensionate dei tradizionali laboratori orologieri, introducendo lunghe fasce vetrate che inondavano gli interni di luce. Rivestì le pareti con pietra dorata italiana, una calda arenaria che divenne un tratto distintivo dell’architettura dell’epoca Schneider di Breitling.

Dietro la sua caratteristica facciata, la fabbrica era all’avanguardia. Un sistema di ventilazione di livello medico ricambiava l’aria ogni 10 minuti, mentre la pressione positiva nelle aree più sensibili eliminava i due principali nemici del movimento di un orologio: l’umidità e la polvere.

Con l’aumento della produzione, l’insistenza di Theodore sul fatto che la Chronometrie fosse vitale per il successo di Breitling fu presto confermata. Nel 2002, Swatch Group annunciò che avrebbe smesso di fornire movimenti ETA a marchi terzi entro il 2006. La commissione svizzera contro i monopoli

intervenne per posticipare la scadenza al 2010. Ma anche con la proroga, l’annuncio rese più urgenti i piani a lungo termine di Theodore. Per Girardin la Chronometrie era l’espressione concreta dello slogan di Breitling: «La fabbrica stessa è uno strumento per professionisti», diceva agli ospiti.

A soli cinque anni dall’adozione della nuova strategia, Breitling aveva realizzato ben più di una semplice catena di montaggio. Aveva creato una sede per il futuro della cronometria svizzera.

«LA FABBRICA STESSA È UNO STRUMENTO PER PROFESSIONISTI».

La creazione del quadrante Chronomat Evolution dal grezzo in ottone al prodotto finito: un percorso che ha comportato fino a 80 processi.

1. Chronomat GT, ref. K13050.1, 1997, oro 18 carati.
2. Chronomat, edizione limitata, ref. A13352, 2001
2.

1. Il brand ambassador di Breitling e attore candidato all’Oscar Austin Butler sul red carpet al Festival di Cannes indossa il Chronomat 32, ref. A77310101A2A1

2. Chronomat B01 42, ref. EB0134101M1E1, 2024, titanio.

Breitling. Nel 2022 seguì il Super Chronomat

38 Origins, il primo orologio tracciabile del marchio con provenienza certificata tramite blockchain per l’oro artigianale e i diamanti coltivati in laboratorio.

Nel novembre 2023, Ivan Greguitch, fan di lunga data del Chronomat, diventò direttore dello sviluppo prodotti di Breitling. Greguitch aveva lavorato con Kern da Tag Heuer negli anni ’90, quando il Chronomat originale era all’apice della popolarità. «La gente diceva che se volevi essere alla moda e mostrare il tuo status sociale, dovevi comprare un Chronomat», ricorda. «In Europa andavano a

ruba». Trent’anni dopo, la sua esperienza del periodo d’oro del Chronomat fu convogliata nella riprogettazione del 2026.

Mentre il Chronomat 2026 prendeva forma, Pablo Widmer e i suoi designer continuavano a tornare su questioni che risalivano al 1982, quando Ernest Schneider decise di creare lo speciale cronografo status symbol che Federico Parodi consegnò ai piloti delle Frecce Tricolori. «Il nuovo Chronomat ha lo stesso spirito di allora?», chiese al suo team. «E oggi ha lo spirito giusto per l’epoca in cui viviamo?»

I designer, spiegò, lavorano all’interno di «cornici», ovvero i limiti entro i quali è

Chronomat La Luna 1989

Come tutti i Chronomat precedenti agli anni

’90, il La Luna portava la referenza 81950, nonostante fosse diverso dai modelli principali per estetica e funzionalità. Il contatore a ore

6 era stato sostituito da un’apertura con fasi lunari. Lanciato alla fine del decennio, era

disponibile con cassa bicolore e quadrante nero o bianco. Insolito e fuori dal comune, il La Luna spiccava per essere riuscito a combinare il carattere sportivo del Chronomat con una complicazione decisamente più elegante.

Per celebrare il suo 140° anniversario, Breitling ha presentato tre modelli commemorativi: un Navitimer, un Premier e questo Super Chronomat. Ciò che lo contraddistingue è il debutto del calibro B19, un cronografo con calendario perpetuo e fasi lunari a ore 12. La combinazione di queste complicazioni è solitamente riservata alla fascia di prezzo più alta del settore, dove tali movimenti sono quasi sempre a carica manuale. Il B19, al contrario, è automatico

con una notevole riserva di carica di 96 ore, una caratteristica particolarmente pratica per un calendario perpetuo che richiede tempo per essere impostato. L’orologio si distingueva anche per il design della cassa. Rispetto al Chronomat standard, è passato da 42 a 44 mm e ha visto l’aggiunta di un inserto in ceramica sulla lunetta e di pulsanti a vite. La novità più sorprendente era il suo quadrante scheletrato, il primo del genere per Breitling.

STRUMENTI PER COLLEZIONISTI

Le pagine seguenti forniscono le informazioni necessarie per identificare i Chronomat automatici dal lancio nel 1984 fino al 2009, un arco temporale che comprende i modelli in stile neo-vintage ETA 7750 e quelli dotati di calibro Breitling B13.

È la prima volta che le varie versioni di quadranti, lancette e fondelli vengono identificate e associate a una data di produzione, fornendo una risorsa inestimabile sia per i collezionisti che per gli appassionati.

QUADRANTI MK1, vedi pagina 274. Marcature: Scritta B, BREITLING, P.A.N. Frecce Tricolori.

QUADRANTI MK1, vedi pagina 274. Marcature: Scritta B, BREITLING GENEVE, ali in stile AOPA.

QUADRANTI MK2, vedi pagina 275. Marcature: ali e ancora, BREITLING.

QUADRANTI MK2 E MK2A, vedi pagina 275. QUADRANTI MK3, vedi pagina 276. Marcature: ali e ancora, BREITLING.

LANCETTE MK1, vedi pagina 282. Lancette principali: bastoncino luminescente con punta arrotondata; Sweep cronometrico: bastoncino sottile e affusolato con contrappeso allargato; Lancette dei contatori: bastoncino dritto e sottile.

FONDELLO MK1A Esclusivo per la prima edizione del cronografo Frecce Tricolori, vedi pagina 283. Finitura della cassa: sabbiata; Diametro della cassa: 39 mm; Lunetta: spazzolata, 37 mm (senza cavalieri); Altezza: 14 mm; Lunghezza dalla punta superiore dell’ansa a quella inferiore: 44 mm; Distanza tra le anse: 20 mm.

FONDELLO MK1, vedi pagina 283.

Finitura della cassa: sabbiata; Diametro della cassa: 39 mm; Lunetta: spazzolata, 37 mm (senza cavalieri); Altezza: 14 mm; Lunghezza dalla punta superiore dell’ansa a quella inferiore: 45 mm; Distanza tra le anse: 20 mm.

FONDELLO MK1, vedi pagina 283.

Finitura della cassa: produzione iniziale sabbiata, poi spazzolata; Diametro della cassa: 39 mm; Lunetta: spazzolata, 37 mm (senza cavalieri); Altezza: 14 mm; Lunghezza dalla punta superiore dell’ansa a quella inferiore: 45 mm; Distanza tra le anse: 20 mm.

QUADRANTI MK2 E MK2A, vedi pagina 275.

QUADRANTI MK3, vedi pagina 276. Marcature: ali e ancora, BREITLING.

QUADRANTI MK2 E MK2A, vedi pagina 275.

QUADRANTI MK3, vedi pagina 276. Marcature: ali e ancora, BREITLING, alcuni esemplari più recenti con 1884.

QUADRANTI MK2 E MK2A, vedi pagina 275.

QUADRANTI MK3, vedi pagina 276. Marcature: ali e ancora, BREITLING, la maggior parte con 1884.

QUADRANTI MK2 E 2A, vedi pagina 275.

QUADRANTI MK3, vedi pagina 276. Marcature: ali e ancora, BREITLING, 1884.

LANCETTE MK1, vedi pagina 282. Lancette principali: bastoncino luminescente con punta arrotondata; Sweep cronometrico: bastoncino sottile e affusolato con contrappeso più ampio; Lancette contatori: bastoncino dritto e sottile.

FONDELLO MK2 E 2A, vedi pagina 283.

Finitura della cassa: spazzolata, con passaggio successivo alla lucidatura: Diametro della cassa: 39 mm; Lunetta: spazzolata, 37 mm (senza cavalieri); Altezza: 14,4 mm; Lunghezza dalla punta superiore dell’ansa a quella inferiore: 45 mm; Distanza tra le anse: 20 mm.

LANCETTE MK1, vedi pagina 282. Passaggio tardivo a Mk2.

LANCETTE MK2, vedi pagina 282. Lancette principali: bastoncino luminescente con punta affusolata; Sweep cronometrico: affusolato con contrappeso ad ancora B; Lancette dei contatori: bastoncino dritto e sottile.

FONDELLO MK2A, vedi pagina 283.

Finitura della cassa: spazzolata e lucidata; Diametro della cassa: 39 mm; Lunetta: spazzolata, 37 mm (senza cavalieri); Altezza: 14 mm; Lunghezza dalla punta superiore dell’ansa a quella inferiore: 45 mm; Distanza tra le anse: 20 mm.

FONDELLO MK2 E MK3, vedi pagina 283. Finitura della cassa: lucidata (alcune delle prime spazzolate); Diametro della cassa: 39 mm; Lunetta: spazzolata, 37 mm (senza cavalieri), scritta B sul lato; Altezza: 14,5 mm; Lunghezza dalla punta superiore dell’ansa a quella inferiore: 45 mm; Distanza tra le anse: 20 mm.

QUADRANTI MARK I, SET COMPLETO

Look da strumentazione di bordo in blu creato per le Frecce Tricolori, con un punto luminescente su ciascun lato dell’indice delle ore 12 e la scritta «SWISS MADE» su ciascun lato del contatore a ore 6. Il Chronomat disponibile in commercio, dapprima in nero (vedi immagine a pagina 268), poi in bianco e bicolore, presentava il logo in stile AOPA, con la scritta B e BREITLING GENEVE a ore 3.

ESEMPI DI QUADRANTE MARK II

Logo con le ali e l’ancora con la scritta BREITLING, nessun punto luminescente su ciascun lato dell’indice delle ore 12, i contatori più grandi eliminano l’indice delle ore 9, «SWISS MADE» all’interno del contatore inferiore. Prodotto anche nella versione Frecce Tricolori. Successivamente, aggiunta di 1884 sotto BREITLING. Il Mark IIA fu dotato di anelli intorno ai contatori.

Parte della collana Story Books di Watchprint, dedicata agli orologi più iconici al mondo, Chronomat Story vede il giornalista d’inchiesta Gerard Tubb attingere a ricerche originali per portare alla luce la storia completa, e finora inedita, che si cela dietro il cronografo più rivoluzionario di Breitling. Attraverso archivi recentemente scoperti e testimonianze dirette, Tubb ricostruisce la genesi del Chronomat—ideato negli anni ’80 per la Pattuglia

Acrobatica Italiana Frecce Tricolori—mostrando come questo modello abbia segnato la rinascita di Breitling e ridefinito il panorama dell’orologeria meccanica contemporanea.

Ricco di illustrazioni e dettagliatamente documentato, il volume rivela le persone, le intuizioni e i rischi che hanno caratterizzato e definito un’epoca di profonde trasformazioni.

«Chronomat Story» ist Teil der Watchprint-Reihe «Story Books», in der die weltweit bekanntesten Uhren vorgestellt werden. Der investigative Journalist Gerard Tubb nutzt hierfür eigene Recherchen, um die vollständige, bisher unbekannte Geschichte hinter Breitlings bahnbrechendstem Chronographen zu enthüllen. Durch neu entdeckte Archive und Augenzeugenberichte verfolgt Tubb, wie die Chronomat – in den 1980erJahren für Italiens Elite-Kunstflugteam Frecce Tricolori geschaffen – Breitlings Wiederaufstieg auslöste und die Landschaft der modernen mechanischen Uhrmacherei neu gestaltete. Das reich bebilderte und sorgfältig dokumentierte Buch bringt die Menschen, Ideen und Risiken ans Licht, die eine Ära der Neuerfindung definierten.

GUARDA LA COLLEZIONE STORIES

WEITERE GESCHICHTEN ENTDECKEN

1. A Moon Watch Story – The extraordinary destiny of the Omega Speedmaster

1. A Moon Watch Story – The extraordinary destiny of the Omega Speedmaster (EN)

2. Navitimer Story – The epic saga of the Breitling chronograph

2. Navitimer Story – Die epische Saga des Breitling-Chronographen (DE)

3. Premier Story – Premier, Duograph and Datora

3. Premier Story – Premier, Duograph and Datora (EN)

ISBN 978-2-940506-70-5

ISBN 978-2-940506-69-9

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook