Skip to main content

Il_Caffè_del_Nordest _Giugno2026

Page 1


Anno XXVII / Giugno 2026

Poste Italiane Spa / Spedizione in A.P. 70%

Periodico di finanza, cultura, società ed informazione

BCC Pordenonese e Monsile

> PRESIDENTE / Mantenere vivo il legame con le comunità ...................................................4

> DIRETTORE GENERALE / Verso il futuro coniugando innovazione e identità .........................................5

> Intervista ad Andrea Rocco autore di "Avrò cura di noi" ...............................................34

> Educazione finanziaria ..........................................36

> La Rete dei Consulenti Finanziari della BCC .............38

> Il nuovo paradigma del Wealth Management ...........6

> L’assemblea dei Soci più partecipata di sempre approva il bilancio e rinnova gli Organi sociali. ....8

> Eletti i nuovi vertici ............................................10

> Consegna borse di studio giovani laureati con i Papu .........................................................11

> Il bando della Fondazione Bcc Pordenonese ETS .....12

> Concordia Sagittaria investe nel futuro ...................14

> Adolescenti oggi .....................................................16

> Serenissima Mutua ETS, il welfare cooperativo che sostienefamiglie e territorio ...................................18

> Serenissima Mutua ETS, Prevenzione ......................20

> Serenissima Mutua ETS è anche digitale .................22

> La sicurezza come linguaggio di cura ...................24

> Rinnovata convenzione con Bibione Terme .........25

> Le parole che non dico .............................................27

> Dalla Money Challenge alla scoperta del territorio del Nordest .............................................................28

> iPERITIVO con Luca Cozzarini e la sua scuola guida digitale! .................................................................30

> Dedica Festival .......................................................32

territorio

> Pordenone 2027, terza puntata .............................40

> I Protagonisti del Turismo Balneare dell’Alto Adriatico ...............................................................42

> Guida agli incentivi 2026 per le imprese ..................44

> Franco Scolari: dall’innovazione al mare, il lungo viaggio di un Coach 5.0 ...........................................46

> BCC Pordenonese e Monsile e Fidimpresa Friulveneto ................................................................................49

> The Glass Élite .........................................................50

> Hiro ..........................................................................52

> La visione umana di Michele Fontebasso e famiglia ................................................................................54

> Intervista a Mario Giacomini della Tecnoinox ..........56

> D.B. Group, una storia di visione e crescita ...............58

> Imoco volley ............................................................61

> Una guida per scoprire la Venezia francescana ........62

> Tamai in rosa terza edizione ....................................64

> Friuli Venezia Giulia Via Dei Sapori ...........................66

A Fossalta di Piave Arte, solidarietà e comunità attiva ..................................................................................71

> Arte e Libro ETS .........................................................72

> La Biobanca della speranza ......................................74

arte_______________

> Alberto Gianquinto .................................................76

> Non solo banca ........................................................80

> Torneo Nazionale di Calcio a 5 delle BCC .............68

> La linea verde del ciclismo illumina il Friuli ........69

> La Cinquecento Trofeo iMilani del CNSM ............70

Direttore Generale Gianfranco Pilosio

Direttrice Responsabile Emanuela Loisotto emanuela.loisotto@bccpm.it Tel - 0434-636250

Il Caffè del Nord Est Tribunale di Pordenone n. 461 del 23.3.2000

Stampa - www.sincromia.it

«Guadagno e solidarietà non sono antagonisti, ma servono etica e condivisione» ha dichiarato Papa Leone XIV lo scorso 16 maggio, in occasione del 135° anniversario dell’enciclica Rerum Novarum, promulgata da Papa Leone XIII (15 maggio 1891), nel corso di una udienza in Vaticano con una nutrita delegazione di rappresentanti del Sistema della Cooperazione mutualistica di Credito, compresa Federcasse, la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali. «La vostra storia - ha continuato Papa Prevost - testimonia come chi si occupa del mercato finanziario non solo può fare del bene agendo in modo retto, ma anche informando e formando le persone e gli ambienti in cui opera ad un uso oculato e moralmente appropriato delle risorse, in cui si coniughino sensibilità, intelligenza, onestà e carità». E ancora «Voi, eredi di una grande tradizione di attenzione umana, siete chiamati a fare in modo che chi accede ai vostri servizi non si senta abbandonato alla freddezza di sistemi algoritmici, per quanto efficienti, matematicamente precisi, ma che dietro gli strumenti tecnici percepisca, oggi come in passato, la presenza di persone pronte all'ascolto e desiderose di bene». Parole dense di significato, volte a sottoline-

are che la finanza non può essere governata esclusivamente dalla logica del profitto né delegata ad algoritmi senza il filtro dell'etica e della responsabilità umana. Concetti che il Pontefice ha ripreso e rilanciato nella sua prima enciclica Magnifica Humanitas, ove adatta all’epoca dell’Intelligenza Artificiale i medesimi principi di giustizia e centralità della persona, ricordandoci che economia e comunità non possono essere separate e che il credito mantiene una funzione sociale centrale. E il Credito Cooperativo di cui BCC Pordenonese e Monsile fa orgogliosamente parte, con la sua storia ultracentenaria e la sua presenza capillare, sente forte la responsabilità chiamata in campo dal Santo Padre di continuare a essere motore di sviluppo dell’economia reale, laboratorio di partecipazione attiva e di inclusione e coesione sociale, capace di porre la persona e il bene comune al centro di ogni progetto e innovazione. Questa missione per BCC Pordenonese e Monsile si traduce in azioni tangibili, misurabili e sostenibili, indirizzate alle socie e ai soci, alla clientela, al mondo delle PMI e ai professionisti, agli enti del terzo settore e al no-profit, grazie ad una attenta e pronta regia del Consiglio di Amministrazione e della Direzione e alla salda presenza delle 58 filiali nei territori di competenza a presidio dei bisogni reali delle comunità.

Una selezione significativa di queste iniziative, rappresentativa dell’impegno quotidiano della BCC Pordenonese e Monsile - come il Social Housing, il Bando della Fondazione BCC Pordenonese ETS, le borse di studio per i giovani studenti, l’educazione finanziaria, il crowdfunding, la prevenzione e il mutuo aiuto - è riportata in questa edizione estiva de Il Caffè del Nord Est, unitamente alle interviste agli imprenditori e agli approfondimenti dedicati all’arte, alla cultura e alla tradizione, che ci aiutano a comprendere e interpretare meglio la realtà.

Emanuela Loisotto

Mantenere vivo il legame con le comunità

essere stato rieletto alla presidenza della BCC Pordenonese e Monsile è per me, prima ancora che un riconoscimento personale, una rinnovata assunzione di responsabilità verso il territorio che questa banca rappresenta e serve ogni giorno. Desidero ringraziare i soci per la fiducia nuovamente accordata: una fiducia che non considero mai acquisita una volta per tutte, ma che va meritata quotidianamente attraverso scelte coerenti, concrete e orientate al bene comune.

Questo nuovo mandato si apre in un momento storico che richiede attenzione, realismo e capacità di lettura dei cambiamenti in atto. Le famiglie stanno affrontando un contesto economico che, pur tra segnali di graduale stabilizzazione, continua a richiedere una gestione più attenta delle risorse e delle scelte quotidiane. I giovani, dal canto loro, si muovono in un mercato del lavoro in evoluzione, che offre nuove opportunità ma che necessita ancora di percorsi più solidi e accessibili, anche sul piano abitativo. Le imprese del territorio, in particolare le piccole e medie realtà che costituiscono la nostra struttura economica portante, stanno vivendo una fase di trasformazione importante, fatta di innovazione, digitalizzazione e attenzione crescente alla sostenibilità, pur all’interno di un quadro finanziario che richiede sempre equilibrio e pianificazione. In questo contesto, sento ancora più forte il significato del nostro essere banca di credito cooperativo. Non siamo un istituto distante, guidato unicamente da logiche di mercato, ma una realtà radicata nella comunità, che nasce per dare risposta ai bisogni reali delle persone e delle attività economiche locali. La fiducia che mi è stata rinnovata non è quindi solo personale, ma è un investimento collettivo sulla capacità della nostra banca di continuare a svolgere questo ruolo con coerenza e visione. Nel corso del nuovo mandato il Consiglio di Amministrazione che rappresento intende rafforzare ulteriormente questa identità. Significa, innanzitutto, continuare a sostenere il credito alle famiglie in modo

responsabile, accompagnandole nelle scelte più importanti della vita: la casa, l’educazione dei figli, la gestione dei risparmi. Significa poi essere al fianco dei giovani, non solo come clienti, ma come protagonisti del futuro economico del territorio, attraverso strumenti che facilitino l’accesso al credito, l’avvio di nuove attività e la costruzione di percorsi professionali solidi.

Allo stesso tempo, è fondamentale consolidare il nostro supporto alle imprese locali. Non si tratta soltanto di finanziare progetti, ma di affiancare gli imprenditori in un percorso di crescita che tenga insieme innovazione, sostenibilità e radicamento territoriale. La nostra banca deve continuare a essere un partner affidabile, capace di comprendere le specificità dei settori produttivi locali e di rispondere con tempestività e competenza.

Siamo consapevoli che la fiducia ricevuta comporta anche un dovere di prudenza. In un contesto economico incerto, la solidità patrimoniale e la gestione attenta del rischio per noi restano elementi imprescindibili. Ma siamo altrettanto convinti che la prudenza, nella nostra esperienza cooperativa, non sia mai sinonimo di immobilismo: al contrario, è la condizione che ci permette di continuare a investire sul territorio con responsabilità e continuità.

Guardando avanti, il nostro impegno sarà quello di mantenere saldo il legame tra la banca e la comunità, rafforzando ulteriormente la nostra capacità di ascolto. Perché una banca di credito cooperativo non cresce solo attraverso i numeri, ma attraverso le relazioni, la fiducia reciproca e la capacità di interpretare i bisogni reali delle persone.

È su questa fiducia che il Consiglio di Amministrazione ed io intendiamo continuare a lavorare. Con rispetto, con senso del limite e con la consapevolezza che il nostro ruolo, oggi più che mai, è quello di essere un punto di riferimento stabile in un tempo che stabile non è.

Verso il futuro coniugando innovazione e identità

il sistema economico italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione, segnata da innovazione tecnologica, nuove dinamiche competitive e crescente complessità dei mercati. In questo contesto, il ruolo della banca non può essere ridotto alla sola funzione di intermediario finanziario, ma deve evolvere coerentemente con la propria identità mutualistica verso una responsabilità più ampia di sostegno allo sviluppo delle imprese e dei territori.

Per una Banca di Credito Cooperativo come la nostra, questa evoluzione non rappresenta una discontinuità, ma un naturale rafforzamento della propria missione originaria: essere banca del territorio, vicina alle comunità e alle imprese, con un modello fondato sulla relazione, sulla conoscenza diretta e sulla fiducia reciproca. Le imprese, in particolare le piccole e medie realtà che costituiscono l’ossatura produttiva del Paese, si confrontano oggi con sfide decisive: transizione digitale, sostenibilità ambientale, apertura ai mercati internazionali, innovazione dei processi e dei modelli di business. A queste si aggiunge una crescente difficoltà di accesso a un presidio bancario stabile e radicato nei territori, effetto di un lungo processo di razionalizzazione che ha ridotto la prossimità fisica e relazionale del sistema bancario tradizionale. In tale scenario, il credito torna ad assumere la sua funzione originaria e più autentica: non solo strumento finanziario, ma leva di sviluppo economico e sociale. Il sostegno creditizio, quando fondato su una conoscenza approfondita del cliente e del contesto, diventa elemento determinante per accompagnare investimenti, crescita e continuità aziendale.

Le Banche di Credito Cooperativo, per loro natura, sono chiamate a interpretare con ancora maggiore responsabilità questo ruolo. La forza del modello non risiede unicamente nell’erogazione del credito, ma nella capacità di costruire relazioni durature, di comprendere il tessuto economico locale e di affiancare le imprese lungo l’intero ciclo di vita, con particolare attenzione ai momenti di crescita, trasformazione e difficoltà. Il futuro del settore bancario si sta delineando secondo un equilibrio nuovo tra tecnologia e

relazione. La digitalizzazione rappresenta un fattore imprescindibile di efficienza e semplificazione, ma non può sostituire il valore della prossimità e della consulenza personalizzata, soprattutto nelle decisioni che riguardano il credito e gli investimenti produttivi. Ne emerge un modello di banca “ibrida”, in cui l’innovazione digitale si integra con la centralità della relazione umana e della competenza professionale.

“Per affrontare il futuro è necessario conoscere i linguaggi, perché solo così si possono tracciare le sue rotte con una chiara visione di sistema”

In questo quadro, la consulenza evoluta assume un ruolo sempre più strategico: non si limita alla valutazione del merito creditizio, ma diventa accompagnamento concreto nella pianificazione finanziaria, nella strutturazione degli investimenti, nell’accesso agli strumenti agevolativi e nel supporto ai percorsi di crescita sostenibile e innovativa. Anche la sostenibilità rappresenta oggi una dimensione imprescindibile dell’attività creditizia. L’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance nei processi di valutazione non è soltanto un adeguamento normativo, ma una scelta di responsabilità coerente con la missione delle BCC: sostenere uno sviluppo equilibrato, inclusivo e duraturo dei territori. Ecco allora che il rafforzamento della finanza di prossimità e del credito relazionale costituisce una leva strategica fondamentale. La capacità di mantenere un presidio diretto, di conoscere le imprese e di costruire rapporti fondati sulla fiducia rappresenta un fattore competitivo distintivo e, al tempo stesso, un elemento di stabilità per l’intero sistema economico locale.

Il compito della BCC Pordenonese e Monsile è dunque quello di coniugare innovazione e identità, efficienza e vicinanza, tecnologia e relazione, mantenendo fermo il principio che il credito non è un prodotto tra gli altri, ma lo strumento attraverso cui si realizza concretamente la crescita delle comunità. Solo attraverso questo equilibrio sarà possibile continuare a sostenere lo sviluppo delle imprese e contribuire, in modo autentico e responsabile, alla crescita sostenibile dell’economia italiana.

Il nuovo paradigma del Wealth Management

Responsabile UO Wealth Management - Divisione Privati & Poe

Iccrea Banca S.p.A. - Capogruppo del GBI

Portafogli modello, proposta guidata, sinergia Wealth Management –Corporate, focus sull’economia reale per accompagnare clienti e imprese nelle sfide del futuro.

Alessio Guerriero

Negli ultimi anni il Wealth Management sta vivendo una trasformazione profonda: dal modello tradizionale centrato sulla vendita di singoli prodotti, si sta passando a un approccio basato sulla costruzione e gestione di portafogli orientati a obiettivi, inseriti in una consulenza strutturata e continuativa.

Le esigenze della clientela sono sempre più personalizzate e orientate a obiettivi concreti: protezione del patrimonio, pianificazione successoria, crescita del capitale, gestione della liquidità aziendale. A queste domande rispondiamo con un approccio che parte da una mappatura puntuale dei bisogni, attraverso un rapporto di dialogo e fiducia che si instaura tra gestore e cliente.

La nostra Wealth Management Platform , grazie all’integrazione con il motore di analisi Aladdin di BlackRock introduce un approccio completamente rinnovato alla gestione finanziaria. Gli strumenti che saranno implementati permetteranno di mappare i bisogni finanziari e patrimoniali dei clienti in modo granulare, rendendo possibile un potenziamento significativo dell’intero processo consulenziale. Attraverso un’analisi evoluta del rischio, simulazioni di scenario e monitoraggio costante dei portafogli , il modello consulenziale, grazie al prezioso lavoro dell’investment center, si sposta dalla logica del singolo prodotto a quella del portafoglio costruito per profilo, segmento e successivamente personalizzato sulle esigenze specifiche di ciascun cliente.

Questa trasformazione segna il passaggio da una consulenza tradizionale a una consulenza guidata , in cui il gestore opera all’interno di un framework strutturato. La piattaforma è progettata per accompagnarlo passo dopo passo attraverso percorsi operativi e strategici che semplificano attività complesse, riducendo tempi e margini di errore.

Il risultato sarà un aumento significativo dell’efficienza operativa, che consente al gestore di dedicare tempo e risorse alla relazione con il cliente e alla pianificazione finanziaria di lungo periodo. Un’evoluzione che punta a coniugare tecnologia e competenza umana, con l’obiettivo di offrire un servizio consulenziale più solido, trasparente e personalizzato.

La trasformazione passa dalla digitalizzazione dei processi e dall’integrazione delle piattaforme. L’obiettivo è garantire continuità di servizio e collaborazione a distanza, mantenendo elevata la qualità dell’interazione gestore-cliente. Questo è possibile grazie alla Proposta guidata e all’Offerta a Distanza , servizi lanciati a metà 2025 e che riteniamo continueranno a essere adottati da un numero crescente di gestori durante tutto il 2026.

La tecnologia non sostituisce la relazione, ma la rende più efficace: permette condivisione documentale, monitoraggio trasparente dei portafogli e tempestività nelle decisioni, in coerenza con gli obiettivi definiti con il cliente.

Una delle tematiche più rilevanti del prossimo futuro è il passaggio generazionale . Una parte significativa degli imprenditori ha superato i 60 anni, ma solo una minoranza di aziende affronta questo tema in modo strutturato, nonostante l’interesse dichiarato sia molto elevato. La mancanza di una pianificazione adeguata espone imprese e famiglie a concreti rischi di continuità.

Per rispondere a queste richieste stiamo strutturando un modello sinergico tra Wealth Management e Corporate che consentirà di entrare nel cuore delle aziende attraverso un duplice approccio: attivo, partendo dall’analisi preventiva dei bisogni, e reattivo, rispondendo alle specifiche esigenze.

La collaborazione strutturata consentirà di integrare:

• operazioni di corporate finance (operazioni di finanza straordinaria, governance aziendale e mercato dei capitali)

• consulenza patrimoniale e pianificazione successoria, con soluzioni di tutela e protezione del patrimonio dell’imprenditore e dell’azienda.

Il supporto all’economia reale rappresenta un tratto distintivo del nostro modello. La vicinanza al territorio, alle PMI, agli artigiani e agli imprenditori locali si traduce in un’offerta integrata: credito, anche in ottica ESG, e Wealth Management dedicato sia alla gestione dei patrimoni personali sia alla liquidità aziendale.

Abbiamo sviluppato soluzioni di investimento attente all’economia reale, come PIR focalizzati sul mercato domestico e nuovi fondi “evergreen” (ELTIF 2.0) che hanno trasformato soluzioni illiquide in strumenti semiliquidi più accessibili.

Il vero cambiamento non è solo tecnologico o di gamma prodotti: è culturale. Significa passare da una logica di collocamento a una di pianificazione patrimoniale integrata; da una consulenza standardizzata a una guidata e strutturata su portafogli modello; da una visione separata tra wealth management e corporate a una collaborazione sinergica.

In un contesto di trasformazione demografica e consolidamento del settore, il Wealth Management evolve così in un ecosistema capace di accompagnare famiglie e imprese lungo tutto il loro ciclo di vita, con competenza, prossimità e visione strategica.

L’Assemblea dei Soci più partecipata di sempre

Domenica 12 aprile, presso la Fiera di Pordenone , si è svolta l’ annuale Assemblea Ordinaria 2026 dei soci della Banca – la più partecipata di sempre - che ha registrato una presenza di oltre 1.800 soci.

Dopo l’apertura dei lavori con l’esecuzione dell’Inno nazionale, l’Assemblea ha avuto inizio attraverso la relazione del Presidente, Loris Paolo Rambaldini . I saluti di benvenuto sono stati portati dallo stesso Presidente e dal Direttore Generale Gianfranco Pilosio .

Nell’intervento del Presidente, è stato evidenziato come le attuali difficoltà geopolitiche ed economiche rendano questo momento storicamente complesso, sottolineando come il modello della cooperazione risulti oggi più che mai necessario. “Le BCC sono banche del territorio che accrescono il

valore della comunità e contribuiscono allo sviluppo e, quindi, alla pace”.

Il Direttore Generale Pilosio, ha quindi presentato i dati economici, evidenziando risultati positivi significativi in tutti gli ambiti:

Al 31 dicembre 2025, la compagine sociale raggiunge quota 23.972 Soci (oggi già oltre 24mila) , prevalentemente persone fisiche (87,79%). Oltre 1.100 i nuovi ingressi nel 2025 , in larga parte persone fisiche e con una forte presenza di giovani under 35. La crescita della base sociale fotografa la fiducia verso l’istituto e contribuisce a rafforzarne la stabilità e il legame con il territorio. Dal punto di vista economico, l’esercizio 2025 si è chiuso con un utile netto di 37,8 milioni di euro , in aumento del 17% rispetto al 2024. Gli impieghi verso la clientela raggiungono 1,85 miliardi di euro (+7,36%), con una politica creditizia prudenziale ma orientata allo sviluppo, a sostegno di famiglie, PMI e principali settori economici. I mutui erogati nel corso dell’anno ammontano a 538 milioni di euro , a conferma della capacità della banca di supportare investimenti e bisogni finan -

ziari di famiglie e imprese. Molto apprezzate nel corso dell’anno le due edizioni del Mutuo day con la possibilità di incontrare i consulenti qualificati messi a disposizione della banca fino alle ore 22.00 per avere informazioni e chiarire i propri dubbi.

La banca conferma inoltre la propria vocazione mutualistica destinando parte dell’utile al territorio e sostenendo l’azione della Fondazione BCC Pordenonese ETS, dell’Associazione San Pietro e della Serenissima Mutua.

Numerose le autorità istituzionali ed esponenti del mondo economico, che hanno voluto testimoniare vicinanza alla banca con la loro presenza o tramite video messaggio: Giuseppe Maino, Presidente GBI, Cristina Amirante, Assessore della Regione Friuli Venezia Giulia, Alessandro Basso, Sindaco del Comune di Pordenone, Massimo Piccini, Sindaco del Comune di Azzano Decimo, Paola Moro, Sindaco del Comune di Monastier di Treviso, Fabio Dubolino, Presidente di Confcooperative Pordenone, Daniela Galante, Direttrice Generale della Federazione Veneta delle BCC. Lorenzo Sirch,

La Redazione

Vice Presidente delle BCC FVG, Presidente di BCC Banca di Udine, e Presidente ABI FVG, ha evidenziato come le risorse raccolte vengano reinvestite nel territorio, generando un ritorno economico a favore delle comunità locali. Ha concluso facendo riferimento al processo di aggregazione tra le BCC Pordenonese e Monsile e la Banca di Udine, citando Alessandro Manzoni e il suo romanzo I Promessi Sposi, richiamando il valore della fiducia come elemento capace di rendere le difficoltà occasione di crescita. Sono intervenuti anche Gianmarco Russo, Direttore Generale di Confindustria Veneto Est, Michelangelo Agrusti, Presidente di Confindustria Alto Adriatico e Vicepresidente CCIAA Pordenone Udine. Infine, Luca Ciriani, Ministro per i rapporti con il Parlamento della Repubblica italiana ha espresso apprezzamento per gli ottimi risultati di bilancio conseguiti dalla banca. In prospettiva, ha sottolineato come una possibile nuova aggregazione possa rappresentare un’opportunità di rafforzamento per il territorio. Il Friuli e il Veneto, infatti, costituiscono un sistema diffuso di famiglie e, imprese di dimensione medio-piccola, profondamente radicato in una solida cultura del risparmio. Un modello economico e sociale con una forte identità, avendo un volto riconoscibile e distintivo, che sarà fondamentale preservare e valorizzare anche nei futuri processi di crescita e unione.

Super applaudita Lisa Vittozzi, biatleta e campionessa olimpica, intervenuta come nuova testimonial della banca per il prossimo triennio (2026/2027/2028). Ha sottolineato il legame con il territorio e la condivisione di valori quali impegno, perseveranza e determinazione. Il Presidente e il Direttore Generale le hanno infine consegnato un omaggio floreale come segno di ringraziamento e auspicio per il futuro.

La Consulta dei Giovani Soci

Sentita la testimonianza dei giovani soci che hanno raccontato dal palco, attraverso una video presentazione, il loro impegno nel triennio, fatto di riunioni, eventi, appuntamenti, incontri e laboratori finalizzati a conoscersi e a far conoscere il territorio e le sue potenzialità ad altrettanti altri giovani. Un ultimo emozionato ringraziamento è stato espresso da Chiara Manassero , che ha concluso la sua esperienza ultradecennale con la Banca nel ruolo di Coordinatrice della Consulta Giovani Soci, rivolgendo un invito ai nuovi giovani soci ad avvicinarsi e partecipare attivamente alle attività del Gruppo.

Premiazione Soci da 50 anni

L’Assemblea ha offerto anche preziosi momenti di condivisione e celebrazione della vita societaria, tra i quali ha assunto un rilievo particolare la premiazione dei Soci storici. Il Consiglio di Amministrazione ha voluto esprimere formalmente la più profonda gratitudine e la massima riconoscenza della Banca a ben 15 Soci che hanno tagliato il prestigioso traguardo dei 50 anni di ininterrotta appartenenza alla compagine sociale. Ai premiati, molti dei quali hanno preso parte personalmente ai lavori assembleari

ricevendo il caloroso applauso dei presenti, è stata conferita una targa d’onore. Questo riconoscimento non rappresenta soltanto un tributo alla fedeltà e alla costante vicinanza dimostrate nel corso di mezzo secolo, ma costituisce la testimonianza tangibile di una reale comunanza di intenti. Si tratta di un legame sincero, solido e profondo, capace di andare oltre la dimensione puramente societaria per arricchire l’intero tessuto della nostra comunità di cooperatori e per tramandare intatti i valori fondanti del credito cooperativo.

Si tratta di 23 soci tutti ammessi nella compagina sociale nel corso dell’anno 1975: Carraretto Gino, De Faveri Daniela, Gabbana Paola Ingle, Gobbo Luigi, Macoritto Valentino, Maronese Nevino, Padoan Carlo, Pigat Pierina Angela, Salvadori Benito, Sandre Antonio, Sist Mario Graziano, Tesolin Dino, Tesolin Felicita, Tiveron Dino, Toffolon Angelo, Tomasini Paolo, Tondato Bruno, Tonin Romualdo, Torresan Emanuela, Zambon Bruno, Zanata Pietro, Zuccato Eliano e Zuccato Fernando.

L’assemblea ha approvato tutti i punti all’ordine del giorno compresi il bilancio, di grande solidità e prospettiva, e i nuovi componenti degli organi sociali. I soci hanno altresì accolto la proposta di stanziare 1,75 milioni di euro, il 16,67% in più di quanto destinato nel 2025, per lo sviluppo di progetti e percorsi di crescita del territorio e delle necessità delle comunità che hanno consentito di sostenere ben 760 interventi realizzati in collaborazione con istituzioni, associazioni, enti del terzo settore, cooperative e organizzazioni di volontariato. Le progettualità hanno riguardato ambiti quali arte, cultura, istituzioni religiose; educazione, ambiente e salute; sport e aggregazione, sviluppo economico e promozione del territorio.

Eletti i nuovi vertici

Il Consiglio di Amministrazione

conferma Loris Paolo Rambaldini

Presidente e nel ruolo di Vice

Francesco Salvadori

Il Consiglio di Amministrazione di BCC Pordenonese e Monsile, ridotto da 13 a 9 membri come previsto dal termine dell’efficacia delle disposizioni transitorie dello Statuto, riunitosi dopo l’Assemblea dei soci, ha provveduto alla nomina dei vertici della Banca.

Confermato alla carica di Presidente l’imprenditore Loris Paolo Rambaldini, 64 anni, di Azzano Decimo, che continuerà a guidare la banca per il secondo mandato.

Nel ringraziare per la fiducia i Consiglieri, il Pre -

sidente Rambaldini ha espresso stima e ringraziamento per il triennio appena concluso che, come previsto dallo statuto, segna il termine del periodo transitorio post unione tra le due realtà, BCC Pordenonese e BCC Monastier e del Sile, che hanno dato vita alla BCC Pordenonese e Monsile.

In questi sei anni, la BCC ha potuto esercitare appieno la sua azione di sostegno verso i giovani, le famiglie, le imprese, il terzo settore, in tutte le quattro province di competenza, rag-

giungendo oltre 130 comuni contigui, diversi dei quali privi di servizi finanziari se non fosse per la presenza della BCC. I risultati economico-finanziari sin qui conseguiti confermano una traiettoria di crescita strutturale, sostenibile e coerente con la missione cooperativa. L’assemblea ha inoltre confermato le consigliere e i consiglieri uscenti Giuseppe Amadio, Debora Cancian, Giancarlo De Carlo, Francesca Marafatto, Annarosa Martel, Alessandro Moro, Francesco Salvadori e Mauro Verona. Per il Collegio sindacale sono stati confermati Stefano Zigante (Presidente), Stefano Mainardis e Lucia Milani (Sindaci effettivi). Il Consiglio ha provveduto alla nomina di Francesco Salvadori a Vice presidente e ha confermato Giancarlo De Carlo nel ruolo di Presidente del Comitato Esecutivo. La Banca e il nuovo Consiglio ringraziano i consiglieri uscenti Daniele Marini (Vice Presidente), Barbara Bortolussi, Andrea Rizzetto e Antonio Zamberlan, che esce dal CdA ma resta in carica come Presidente di Serenissima Mutua, e ai quali durante la partecipatissima assemblea i soci hanno tributato un lungo applauso per il loro impegno e la loro dedizione nella cooperativa di credito.

A sei anni dal progetto di unione Bcc Pordenonese e Monsile si conferma una banca solida e in espansione. I risultati dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, confermano un percorso di crescita equilibrata, rafforzamento patrimoniale e crescita della redditività, in piena coerenza con il modello cooperativo e la funzione di Banca di territorio.

La Redazione

Consegna borse di studio giovani laureati con i Papu

L’assemblea è proseguita nel pomeriggio, subito dopo il pranzo, con la cerimonia di consegna delle borse di studio alle giovani e ai giovani laureati, come momento di festa e di partecipazione attiva in riconoscimento dell’impegno allo studio e dei brillanti risultati raggiunti.

Uno dopo l’altro, i giovani sono saliti sul palco dove sono stati accolti dal duo comico de I Papu – Andrea Appi e Ramiro Besa – unitamente al Presidente Loris Paolo Rambaldini e al Direttore Generale Gianfranco Pilosio, fra gli applausi dei presenti e le foto di rito.

Complessivamente nel 2025 sono state erogate borse di studio per 40 diplomati e 88 laureati, per un totale di 117.200 euro. In cinque anni, i beneficiari sono stati 633 giovani, con un investimento complessivo di oltre 505.000 euro.

Guarda la fotogallery qui : https://www.bccgeneration.it/borse-di-studio-12-aprile-2026/

Il bando della Fondazione Bcc Pordenonese

ETS

Un’opportunità per il futuro dei nostri

giovani e della comunità

La Redazione

Il 30 aprile 2026 segna una data fondamentale per il nostro territorio: la data di pubblicazione del nuovo bando del valore complessivo di 300.000 euro, destinato a sostenere progetti innovativi e concreti rivolti a giovani, persone fragili e alla valorizzazione delle comunità locali.

Le risorse saranno così ripartite: Salute e assistenza 150.000 euro; Sviluppo e valorizzazione del territorio 75.000 euro; Volontariato e formazione 75.000 euro.

Si tratta di un’occasione senza precedenti - hanno precisato all’unisono il Presidente della BCC Pordenonese e Monsile, Loris Paolo Rambaldini e il Presidente della Fondazione BCC Pordenonese ETS Mauro Verona - per rafforzare i legami sociali, promuovere la partecipazione attiva dei cittadini e sostenere iniziative che uniscono responsabilità, cultura e innovazione sociale.

La visione

La visione alla base di questo bando è chiara e ambiziosa: contrastare il disagio giovanile e la dispersione scolastica, sensibilizzare i giovani sulle problematiche della comunità e responsabilizzarli nella gestione delle risorse. In un’epoca in cui i giovani affrontano sfide complesse, dalla gestione dei

Fondazion e BCC Por denonese

social media alla ricerca di senso nella partecipazione civica, il progetto si propone di offrire strumenti concreti per sviluppare competenze, stimolare curiosità e far emergere il potenziale di ciascuno. Ogni iniziativa finanziata diventa così un tassello per costruire comunità più coese, resilienti e attente ai bisogni dei cittadini.

Dalla fragilità alla risorsa: inclusione e partecipazione per tutti

Non solo i giovani sono protagonisti: il bando dedica una particolare attenzione alle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare e agli anziani che vivono la solitudine involontaria. La finalità è creare reti di sostegno e iniziative che favoriscano l’inclusione, rafforzino i legami tra famiglie e quartieri e offrano opportunità di partecipazione attiva. In questo modo, il progetto non solo interviene sui fenomeni di marginalità, ma valorizza il capitale umano e sociale del territorio, trasformando fragilità in risorse e nuove possibilità.

Cammini e borghi: valorizzare il territorio attraverso cultura e natura Un’altra dimensione cruciale riguarda lo sviluppo e la valorizzazione del territorio. Sentieri, cammini, borghi, paesaggi e tradizioni locali diventano protagonisti di un’esperienza culturale e sociale unica, che promuove il tu-

rismo sostenibile e il rispetto dell’ambiente. Camminare lungo questi percorsi significa riscoprire la bellezza nascosta del territorio, sentirne l’anima e creare occasioni di incontro, scambio e partecipazione collettiva. Il bando incoraggia progetti che uniscono natura, cultura e comunità, trasformando ogni iniziativa in un motore di sviluppo locale e di valorizzazione del patrimonio.

Formazione, volontariato e innovazione: finanziare progetti giovanili a impatto reale

La formazione e il volontariato completano il quadro, con iniziative pensate per stimolare l’impegno civico dei giovani, la responsabilità nella gestione delle risorse e l’uso consapevole delle tecnologie digitali. Ogni attività diventa un’occasione per sviluppare competenze, rafforzare il senso di appartenenza e contribuire attivamente al benessere della comunità. Il bando, con un budget complessivo significativo, permette di finanziare progetti concreti, capaci di avere un impatto reale e duraturo.

In definitiva, questo bando rappresenta molto più di un semplice finanziamento: è un invito a partecipare, a costruire insieme una comunità più inclusiva, sostenibile e solidale. È un’opportunità per guardare al futuro con ottimismo, valorizzando le risorse umane, culturali e ambientali del territorio e trasformando idee e iniziative in cambiamento concreto. Le realtà locali, associazioni, enti e cittadini sono chiamati a cogliere questa occasione per creare progetti che lascino un segno positivo e duraturo, contribuendo a un territorio più vivo, accogliente e partecipativo.

Il Presidente della Fondazione BCC Pordenonese ETS, Mauro Verona ha evidenziato che “Il bando del 30 aprile 2026 è molto più di una scadenza amministrativa: è l’inizio di un percorso di trasformazione, crescita e rinascita per giovani, famiglie e comunità. Partecipare significa credere nella forza della collaborazione, nel valore delle relazioni e nella possibilità di costruire un futuro migliore, radicato nel rispetto reciproco, nella cultura e nella responsabilità condivisa. Un’opportunità da non lasciarsi sfuggire, per scrivere insieme una nuova pagina della storia del territorio, dove ogni cittadino può contribuire a fare la differenza”.

Sei incontri informativi sui territori

Dal 6 al 13 maggio il Presidente della Fondazione BCC Pordenonese ETS Mauro Verona accompagnato dalla Vicepresidente Anna Corò e dai Consiglieri Eros Priviero, Gianfranco Schiava e da membri dell’Organo di Indirizzo oltre che dal Presidente e Vice della BCC Pordenonese e Monsile, Loris Paolo Rambaldini e Francesco Salvadori, e dalle/dai Consigliere/i della BCC Francesca Marafatto, Debora Cancian e Alessandro Moro, ha presieduto i sei incontri informativi che hanno avuto luogo a Monastier di Treviso, a San Donà di Piave, Azzano Decimo, Portogruaro, Pordenone e Codroipo. Molto apprezzata anche la presenza delle Amministrazioni locali a supporto dell’iniziativa.

Bella e attiva la partecipazione agli incontri, segno che vi è grande interesse per questa nuova opportunità promossa dalla Fondazione.

Fino al 30 giugno 2026 è possibile presentare la domanda di contributo, redatta secondo la modulistica approvata dal Consiglio di Amministrazione, unitamente a tutti gli allegati obbligatori, esclusivamente tramite Pec all’indirizzo: fondazionebccpn@pec.it.

Per info scrivere a info@fondazionebccpn.it

Il bando e tutta la documentazione sono disponibili sul sito www.fondazionebccpn.it

Scopri tutto qui: www.bccpm.it/bando2026-fondazionebccpn

Concordia Sagittaria investe nel futuro

Inaugurati i nuovi alloggi di Social Housing per operatori sanitari e forze dell’ordine

La Redazione

È grazie a una profonda e condivisa alleanza tra istituzioni pubbliche, sistema del credito, mondo produttivo e servizi essenziali che oggi, presso la Sala Consiliare del Comune di Concordia Sagittaria, si è svolta la cerimonia di inaugurazione dei nuovi appartamenti realizzati nell’ambito del progetto di Social Housing, promosso dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la Fondazione Bcc Pordenonese della BCC Pordenonese e Monsile. Un’iniziativa che rappresenta un segnale concreto di attenzione, responsabilità e vicinanza al territorio e alle persone che quotidianamente lo servono e lo rendono vivo.

Il progetto nasce con l’obiettivo di offrire soluzioni abitative accessibili e moderne agli operatori sanitari e al personale delle forze dell’ordine operanti a Concordia Sagittaria e nell’area circostante, con particolare riferimento a coloro che, provenendo da altri territori, scelgono di mettere qui radici personali e professionali. Un gesto che va oltre la risposta a un bisogno abitativo, configurandosi come un investimento sociale capace di rafforzare la qualità dei servizi, la stabilità delle comunità e il senso di appartenenza.

La realizzazione dell’intervento è stata resa possibile grazie alla collaborazione sinergica tra il Comune di Concordia Sagittaria, ATER Venezia, la Questura di Venezia e l’Azienda ULSS 4, Fondazione Bcc Pordenonese e con il ruolo chiave della BCC Pordenonese e Monsile. che ha saputo svolgere una funzione di raccordo, ascolto e coordinamento tra i diversi attori coinvolti, interpretando con efficacia il valore della cooperazione territoriale.

La cerimonia ha visto una numerosa partecipazione di cittadini, rappresentanti istituzionali e partner del progetto, testimoniando il forte interesse e il sentimento condiviso di comunità che ha accompagnato ogni fase dell’iniziativa. Ad aprire gli interventi è stato il Sindaco, Claudio Odorico, che ha evidenziato come questo progetto rappresenti una risposta concreta e lungimirante alle esigenze dell’ULSS 4 e delle Forze dell’Ordine,

offrendo alloggi a chi ha scelto di lavorare e vivere nel territorio, contribuendo ogni giorno alla sicurezza, alla salute e al benessere collettivo. Il Sindaco ha inoltre espresso un sentito ringraziamento alla Fondazione Bcc Pordenonese e alla BCC Pordenonese e Monsile per il sostegno convinto e continuativo, sottolineando il valore di una collaborazione che ha saputo trasformare un bisogno in opportunità.

Nel suo intervento, Mauro Verona, Presidente della Fondazione BCC Pordenonese, ha ricordato come la missione statutaria della Fondazione preveda la restituzione di valore al territorio, destinando parte degli utili a iniziative di rilevanza sociale. «Il valore strategico di questo progetto – ha dichiarato – risiede nella sua capacità di generare un impatto duraturo: garantire condizioni abitative adeguate a operatori sanitari e forze dell’ordine significa rafforzare la tenuta dei servizi essenziali, contrastare la mobilità forzata e promuovere stabilità sociale. È un investimento in coesione, attrattività e qualità della vita, che restituisce al territorio ciò che il territorio stesso genera».

Per la Questura di Venezia è intervenuto il Vicario, Carlo Ferretti, che ha sottolineato l’importanza di poter disporre di soluzioni abitative adeguate per il personale, esprimendo al contempo l’orgoglio di poter ricambiare tale attenzione con un servizio sempre più vicino, presente e sensibile alle esigenze della comunità locale.

Gabriella Buffolo, in rappresentanza dell'allora Direttore Generale dell’Azienda ULSS 4, Mauro Filippi, ha ringraziato tutti i partner che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, evidenziando come esso rappresenti un aiuto concreto per il personale sanitario di nuova assunzione, che potrà non solo trovare lavoro, ma anche una casa per sé e per la propria famiglia, favorendo così percorsi di stabilità e integrazione.

Rosanna Conte, in sostituzione dell’Assessora regionale Paola Roma, ha rimarcato l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato, sottolineando come solo attraverso un autentico gioco di squadra sia possibile affrontare con efficacia sfide complesse come quella dell’emergenza abitativa.

A seguire, il Vice Presidente della Regione Veneto, Lucas Pavanetto, ha ribadito come il Social Housing rappresenti una priorità strategica dell’azione regionale, condivisa con il Presidente Alberto Stefani, ricordando gli stanziamenti già programmati per il sostegno a interventi volti a rispondere all’emergenza abitativa. Ha inoltre sottolineato il ruolo svolto dalla Fondazione BCC Pordenonese e dalla BCC Pordenonese e Monsile, e allo stesso tempo confermando l’impegno della Regione Veneto a sostenere progettualità capaci di rafforzare i servizi essenziali e favorire la stabilità delle famiglie nel territorio.

In chiusura, Loris Paolo Rambaldini, Presidente della BCC Pordenonese e Monsile, ha ricordato come il coinvolgimento della Banca sia nato da un’esigenza segnalata da Confindustria Veneto Est, in persona del suo Direttore generale Gianmarco Russo (presente in sala), prontamente accolta, e come, grazie alla propria rete di imprese e aziende partner, sia stato possibile costruire una vera e propria rete sociale di disponibilità e sostegno, espressione concreta di una banca profondamente radicata nel territorio e attenta ai suoi bisogni.

Durante la cerimonia sono state consegnate le targhe di ringraziamento alle aziende che hanno sostenuto il progetto - Armony Cucine, Azzurra Bagni, Manifattura Falomo, MIDJ, SME, Tomasella Industria Mobili, Veneta

Cucine, Union Lido Mare e Personal Lite Pubblicità - riconoscendo il contributo e la sensibilità dimostrati verso un’iniziativa di alto valore sociale.

È stato infine ribadito il fondamentale sostegno economico della BCC Pordenonese e Monsile, il cui apporto ha inciso in modo determinante sulla realizzazione dell’intervento.

La giornata si è conclusa con la scopertura di una targa commemorativa all’esterno dell’edificio e con la visita ai nuovi appartamenti, pronti ad accogliere operatori sanitari, appartenenti alle forze dell’ordine e le loro famiglie, come segno tangibile di una comunità che sceglie di prendersi cura di chi, ogni giorno, si prende cura di essa.

Leggi tutto qui: www.bccpm.it/socialhousing

Adolescenti oggi

Potenzialità e risorse

Cristina Gallo

Psicologa psicoterapeuta

Direttrice Consultorio familiare Noncello ODV

Questo è il titolo del Convegno che il Consultorio familiare Noncello ODV ha tenuto il 21 marzo 2026 presso l’Auditorium del “Vendramini” a Pordenone.

Come professionisti del settore, sempre più spesso, veniamo interpellati per esprimere il nostro parere e per prospettare ipotetiche soluzioni al fenomeno del disagio e della violenza giovanile. I media diffondono continuamente notizie relative ad adolescenti senza limiti con una smisurata potenza distruttiva e gli adulti rispetto a questo manifestano un misto di indignazione, rabbia e paura.

Sicuramente sconvolge un ragazzino delle medie che usa un coltello per ferire un compagno o un insegnante ma non si può guardare ai giovani senza considerare il loro sistema familiare e sociale di appartenenza. Anche gli adulti vivono in una rete di relazioni che li ha formati, in passato, e che li condiziona nel presente ma i bambini e i ragazzi, per la particolare fase di

sviluppo in cui si trovano, sono ancora più indifferenziati rispetto a ciò che li ha generati. Quando, quindi, guardiamo ai ragazzi non possiamo pensare di non avere una responsabilità come società e come adulti e non possiamo ragionare su una soluzione che riguardi solo loro poiché rischiamo di costruire interventi parziali ed inefficaci.

Per questo motivo, come Consultorio, abbiamo sentito il dovere di provare a cambiare la narrazione predominante, aprendo la riflessione ad una prospettiva diversa: in primo luogo, i ragazzi non sono solo fragili e pieni di criticità ma sono anche ricchi di potenzialità e risorse che vanno individuate, valorizzate e a loro riconosciute; in secondo luogo, come adulti, abbiamo il dovere di interrogarci e soprattutto di capire quale sia la nostra responsabilità e quali le azioni da

poter attuare per aiutarli poiché, nonostante l’apparenza, continuano e continueranno ad avere un estremo bisogno di noi.

Abbiamo invitato a relazionare su questi temi il Prof. Francesco Caggio, pedagogista, direttore della rivista online “Interventi Educativi, conversazioni sulla cura” di Milano, e il Prof. Adriano Mauro Ellena, psicologo, ricercatore presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e collaboratore dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo. Ha moderato la dott.ssa Valeria Ermacora, psicologa psicoterapeuta, vicedirettrice del Consultorio e referente del settore consulenza.

Gli interventi dei relatori hanno messo a fuoco temi cruciali: giovani che sempre più spesso attribuiscono il proprio valore personale all’esito delle loro prestazioni e che faticano a riconoscere e a gestire emozioni e frustrazione; adulti “latitanti”, centrati su di sé, deleganti nella responsabilità educativa e, spesso, troppo adolescenti per tracciare quel giusto confine tra l’essere genitori e l’essere figli, protettivi in apparenza ma, in realtà, limitanti nel sano confronto col fallimento.

Con toni anche appositamente provocatori, si è rivolto un accorato appello ai “grandi” che devono sentirsi “parte del problema” e riconoscere i propri doveri ed il proprio potere nell’invertire la rotta di questa preoccupante deriva: se ci focalizziamo solo sull’azione concreta senza interrogarci sul significato, rischiamo di non riuscire a leggere l’angoscia, lo smarrimento e la richiesta di riconoscimento e di aiuto che si cela dietro manifestazioni di grande aggressività o di grande fragilità.

L’evento ha contato un centinaio di partecipanti: genitori e nonni, Soci del Consultorio (tra cui molti operatori che lavorano in ambito socio-sanitario), psicologi, educatori, insegnanti e catechisti. I presenti, al termine delle relazioni, sono intervenuti con diverse domande e riflessioni che hanno mostrato motivazione nel provare a mettere in circolo qualcosa di nuovo.

Sentire di poter portare un contributo nella costruzione di una nuova visione è stato importante per noi e siamo stati anche molto contenti della partecipazione registrata, considerando che è sempre più difficile coinvolgere gli adulti e catturare la loro attenzione, a causa di un generale disinvestimento ma anche per la sovrabbondanza di proposte e la facilità di consultazione che si è ottenuta negli ultimi anni con i social.

Un cambiamento è possibile ma richiede tempo, impegno e soprattutto la consapevolezza condivisa che siamo tutti parte di questo sistema e che, come adulti, abbiamo il dovere di essere modello e guida per i giovani. Insieme a questo, è fondamentale

che le istituzioni maturino la convinzione che servono interventi mirati, non solo di forza e controllo ma soprattutto di educazione alle emozioni, alle relazioni e al dialogo non solo tra giovani ma ancora di più tra giovani ed adulti.

Su questo, come Consultorio, non possiamo non ringraziare la Fondazione BCC Pordenonese e Monsile: da più di un decennio è al nostro fianco nel garantire alla comunità interventi preziosissimi, come il progetto sulla resilienza e gli sportelli psicologici d’ascolto nelle scuole superiori, principalmente destinati ai ragazzi ma aperti al coinvolgimento anche dei loro adulti di riferimento. Accanto a questo, quando abbiamo condiviso la nostra progettualità per il Convegno, ha nuovamente scelto di sostenerci, co-costruendo l’evento, grazie alla condivisa e persistente convinzione che siano indispensabili interventi di questo tipo e che c’è bisogno di una collettività che crede e che agisce coesa affinché si possa innescare un cambiamento ed un crescente benessere per tutti.

Serenissima Mutua ETS, il welfare cooperativo che sostiene famiglie e territorio

L’impegno del Presidente

Antonio Zamberlan

Marika Lion

Incontriamo Antonio Zamberlan che presiede la Mutua Serenissima ETS della BCC Pordenonese e Monsile, realtà di mutualità cooperativa che affianca l’attività bancaria tradizionale offrendo servizi di welfare e assistenza sociale ai soci e clienti della banca.

Le origini della Mutua

La Serenissima Mutua ETS è nata su iniziativa della allora Banca di Monastier e del Sile, oggi BCC Pordenonese e Monsile, come associazione mutualistica di assistenza: la sua costituzione risale al 1° ottobre 2008, inizialmente con la denominazione “Monsile con Te, Mutua del Credito Cooperativo”. Dopo alcuni mesi di preparazione, il 1° marzo 2009 è partita la prima campagna di adesione, dando avvio alla attività concreta a favore dei soci. Nel luglio 2021 l’assemblea straordinaria ha aggiornato lo statuto e avviato il percorso per trasformare l’ente, valorizzando la sua identità come Ente del Terzo Settore basato sui principi di mutualità volontaria e assistenza reciproca.

Presidente Zamberlan, può spiegarci in che modo Serenissima Mutua supporta i soci e le loro famiglie, e quali servizi concreti offre per rafforzare il welfare e la comunità locale?

È un ente mutualistico senza scopo di lucro - oggi conta quasi 2.300 soci - che persegue l’obiettivo di prendersi cura del benessere dei nostri soci e delle loro famiglie, andando oltre il tradizionale servizio bancario. Offriamo un supporto sanitario integrativo, con rimborsi, sussidi e campagne di prevenzione, perché vogliamo garantire ai nostri soci un aiuto concreto. Allo stesso tempo, sosteniamo le famiglie con contributi per spese scolastiche, attività sportive e culturali dei figli, dando loro l’opportunità di crescere e sviluppare talenti ed interessi. Ma non ci fermiamo qui: promuoviamo anche iniziative per il tempo libero, la cultura e la socializzazione, perché crediamo che il senso di comunità e la partecipazione siano valori fondamentali. Infine, mettiamo a disposizione una rete di strutture e servizi convenzionati, tra cui la Carta Mutua Salus, che permette ai soci di accedere a prestazioni assistenziali in tutta Italia. Insomma, Serenissima Mutua rappresenta per noi un modo concreto di rafforzare il welfare locale e la solidarietà, offrendo strumenti e opportunità che migliorano la vita quotidiana delle persone che fanno parte della nostra comunità.

Tra le iniziative della Mutua c’è anche il buono scuola: quanto è importante per voi questo sostegno e che significato ha per la comunità?

Un progetto a cui teniamo particolarmente è il buono scuola destinato alle famiglie dei nostri soci, per i figli che vanno dalla prima elementare fino alle scuole secondarie. Si tratta di un contributo concreto che viene rinnovato ogni anno e che rappresenta un piccolo ma significativo sostegno alle spese scolastiche. Sappiamo bene quanto l’inizio dell’anno scolastico comporti costi importanti per le famiglie: libri, materiale didattico, attività integrative. Con questo contributo annuale vogliamo dare un segnale chiaro di vicinanza, dimostrando che la Mutua è attenta ai bisogni reali delle persone e accompagna i figli nel loro percorso di crescita e formazione. La finalità dell’iniziativa, tra l’altro, è duplice perché i buoni scuola sono spendibili nelle cartolibrerie convenzionate delle nostre comunità, dando vita così ad una rete di cooperazione virtuosa.

È un’iniziativa molto apprezzata perché non è solo un aiuto economico, ma un gesto di attenzione e sensibilità verso l’educazione e il futuro dei giovani. Crediamo che sostenere la scuola e il territorio significhi investire nel domani della nostra comunità.

In che modo Serenissima Mutua porta i suoi servizi direttamente nelle comunità locali attraverso incontri e iniziative sulla salute?

Un aspetto di cui siamo particolarmente orgogliosi - sottolinea il presidente Antonio Zamberlan - è l’organizzazione di incontri e iniziative dedicate alla salute e al benessere, pensati non solo per i soci della Mutua, ma anche per tutti i clienti della BCC. Questi momenti hanno un duplice valore: da un lato informano e sensibilizzano su temi fondamentali come prevenzione, alimentazione, benessere psicofisico e corretti stili di vita; dall’altro rafforzano il nostro legame con il territorio, perché portano direttamente nei comuni e nelle comunità locali servizi concreti e conoscenze utili a tutti. Grazie a questi eventi riusciamo a unire l’esperienza bancaria con quella mutualistica: chi partecipa può conoscere i servizi offerti da Serenissima Mutua, come l’assistenza sanitaria integrativa o le convenzioni con strutture del territorio, ma allo stesso tempo beneficia della vicinanza e del supporto che la nostra banca garantisce quotidianamente. In questo modo, la Mutua diventa un vero ponte tra la banca e la comunità, con una presenza concreta che va oltre le mura degli sportelli. Crediamo fortemente che il welfare e la mutualità non siano concetti astratti, ma strumenti pratici per migliorare la vita delle persone. Ogni incontro, ogni iniziativa, è pensata per ascoltare bisogni reali e rispondere con servizi concreti, rafforzando il senso di comunità e la fiducia reciproca tra soci, clienti e territorio.

In che modo la vostra missione mutualistica, mettendo al centro la condivisione con i territori, può offrire non solo supporto alla formazione ma anche un approccio nuovo alla condivisione di percorsi educativi?

Guardiamo al futuro con l’idea che una realtà mutualistica possa essere un vero motore di educazione e condivisione. Mettendo in comune risorse, competenze e spazi, possiamo costruire percorsi formativi partecipativi e inclusivi, capaci di rafforzare l’apprendimento collaborativo, ridurre le disuguaglianze e creare legami duraturi con il territorio. Vogliamo trasformare la formazione in un’esperienza collettiva e sostenibile, pronta ad affrontare le sfide del mondo che ci attende.

Serenissima Mutua ETS, prevenzione

Un gesto per te un valore per tutti

Spesso pensiamo alla salute come a qualcosa da "riparare" quando si guasta. Stare bene, però, nasce dalla capacità di guardare avanti.

In un contesto sociosanitario in continua evoluzione, la prevenzione non è più soltanto una scelta individuale, ma un valore collettivo fondamentale.

La prevenzione è lo strumento più potente che abbiamo perché migliora prima di tutto la qualità della nostra vita: individuare presto i segnali di una malattia permette infatti di intervenire con cure meno pesanti e con molte più probabilità di successo. Oltre a questo, essere consapevoli del proprio stato di salute ci aiuta a scegliere abitudini più sane, trasformandoci da semplici pazienti a veri protagonisti del nostro benessere.

Infine, aver cura di sé è un bene per tutti: proteggendo la nostra salute, proteggiamo anche le risorse della collettività, assicurando aiuto e cure tempestive a chiunque ne abbia necessità.

Serenissima Mutua ETS nasce con un obiettivo chiaro: rimettere la persona al centro. Promuovere la cultura della prevenzione è, per noi, la naturale declinazione dei nostri valori fondanti.

Non vogliamo essere presenti solo nel momento del bisogno (il sussidio), ma vogliamo accompagnare i nostri Soci in un percorso di vita sana.

Investire negli screening significa tradurre i principi di solidarietà e sussidiarietà in azioni concrete e tangibili.

Programma di Screening Sanitari 2026

Primavera 2026

Screening del Sangue e delle Urine

Esami completi per il controllo dei valori metabolici ed ematici.

Screening Cardiologico

Valutazione della funzionalità cardiaca per la prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Screening Mammografico

Esame diagnostico per la prevenzione del tumore al seno (solitamente riservato alle over 40).

Screening Ecografico Mammario

Approfondimento diagnostico solitamente riservato alle fasce d'età più giovani.

Autunno 2026

Screening del Sangue e delle Urine

Esami completi per il controllo dei valori metabolici ed ematici.

Screening della Tiroide

Controllo endocrinologico per valutare noduli o disfunzioni tiroidee.

Screening Melanoma

Visita dermatologica specialistica per il controllo dei nei e la prevenzione dei tumori della pelle.

Screening Oculistico

Controllo della vista e della pressione intraoculare.

Screening Urologico

Prevenzione delle patologie dell'apparato urinario e della prostata.

Screening Pneumologico

CHECK UP MEDICO COMPLETO DONNA

Valutazione della capacità respiratoria e della salute dei polmoni.

CHECK UP MEDICO COMPLETO UOMO CHECK UP CARDIOLOGICO

Percorsi Salute

Ricordiamo inoltre che è sempre attiva la PROMOZIONE ESCLUSIVA per i SOCI

BCC PM che diventeranno Soci della Mutua nel 2026: ACCESSO OMAGGIO A N. 2 "SCREENING SANITARI" A SCELTA FRA QUELLI IN PROGRAMMA

NELL'ANNO.

Nell’ottica di un costante potenziamento dell’offerta sanitaria, Serenissima Mutua ETS è orgogliosa di annunciare il rinnovo della convenzione con l’ORAS di Motta di Livenza , polo di riferimento regionale e nazionale per la riabilitazione e la medicina specialistica.

Questa collaborazione nasce da una visione condivisa: garantire ai nostri soci non solo l’accesso a prestazioni sanitarie in tempi rapidi, ma soprattutto l’opportunità di essere seguiti da equipe mediche di altissimo profilo all’interno di una struttura all’avanguardia.

Con l’inserimento dell’ORAS nella nostra rete, il programma di screening 2026 si arricchisce di un pilastro fondamentale, rendendo la prevenzione un percorso concreto, d’eccellenza e vicino a casa.

La nuova convenzione con Oras permette l’accesso a condizioni agevolate ai seguenti percorsi:

Prevenzione cardiovascolare

Prevenzione donna

Prevenzione uomo

Nutrizionale di benessere

Per maggiori informazioni e modalità di prenotazione alle iniziative è possibile consultare i rispettivi Regolamenti disponibili nel sito www.serenissimamutua.it, chiamare il numero 0422/799206 o scrivere a info@serenissimamutua.it.

PERCORSO FISIOTERAPICO

PERCORSO ENDOCRINO / METABOLISMO DELL’OSSO

SCOPRI COME ACCEDERE AI CHECK UP O AI PERCORSI SCELTI PER TE: SEGUI IL QR CODE

Nuova convenzione con ORAS S.P.A. che ti consente l’ACCESSO A CONDIZIONI AGEVOLATE ai PERCORSI:

• PREVENZIONE DONNA

• PREVENZIONE UOMO

• PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE

• NUTRIZIONALE DI BENESSERE

Serenissima Mutua ETS è anche digitale

Scopri la nuova Area Riservata

La nuova piattaforma permette di gestire le operazioni più importanti comodamente da casa. È possibile infatti inserire direttamente online le richieste di rimborso sanitario o di sussidio, seguendone l’iter guidato.

Serenissima Mutua ETS compie un passo importante verso i suoi Associati, rendendo la gestione del proprio benessere semplice, veloce e moderna. Da oggi è infatti disponibile sul nostro sito ufficiale un nuovo spazio digitale pensato per offrire una fruizione completa e

immediata di tutti i servizi offerti dalla nostra Mutua. Accedere è facilissimo!

Entrare nella propria Area Riservata significa avere tutta la documentazione utile e la vita associativa sempre in tasca. All'interno del portale è possibile controllare i propri dati personali, i recapiti e aggiornarli. Tra i vantaggi vi è la possibilità di visualizzare digitalmente la tessera socio: uno strumento indispensabile per accedere agli sconti e alle agevolazioni previste in tutti i centri sanitari del network Carta MutuaSalus.

Con questa novità, Serenissima Mutua ETS trasforma la tecnologia in uno strumento per essere ancora più vicina alle esigenze dei propri Associati.

Iscriviti subito per avere la tua Mutua sempre con te!

Quando il sonno non riposa: tra metabolismo e disturbi digestivi e respiratori.

12/02/2026 Sacile

L’appuntamento, dedicato ai disturbi del sonno, ha acceso i riflettori su un’emergenza che in Italia colpisce 12 milioni di persone. Durante la serata tre specialisti del Centro di Medicina — la diabetologa Patrizia Li Volsi, lo pneumologo Carlo Barbetta e la gastroenterologa Maria Corina Plaz Torres — hanno spiegato come metabolismo, digestione e respiro siano strettamente legati alla qualità del riposo. Un focus sui dati locali ha fatto emergere che nella provincia di Pordenone il 42% degli adulti è in eccesso di peso, il principale fattore di rischio per le apnee notturne.

Riflettiamoci su! Prevenzione dermatologica. Sei sicuro che i tuoi nei siano di bellezza?

Le nuove tecnologie AI per la mappatura dei nei.

23/04/2026 Casier

L’incontro ha esplorato un tema affascinante e attualissimo: come l’intelligenza artificiale stia rivoluzionando il controllo dei nei e la diagnosi precoce. Il Dott. Simone Piovesan, dermatologo del Presidio Ospedaliero Giovanni XXIII, ha guidato i presenti alla scoperta delle tecnologie più avanzate. Grazie all'uso dell'intelligenza artificiale, oggi è possibile effettuare mappature estremamente precise, capaci di individuare piccoli segnali che potrebbero sfuggire ad un occhio stanco o non sufficientemente allenato. Oltre alla tecnologia, ampio spazio è stato dedicato ai consigli pratici, rispondendo ai dubbi comuni e non, illustrando come monitorare correttamente la propria pelle.

Riflettiamoci su! Il tempo del cambiamento: il corpo femminile tra fertilità e menopausa.

26/02/2026 Monastier di Treviso

Un importante momento di riflessione che ha esplorato le diverse fasi della vita femminile, dalla fertilità alla menopausa.

Protagonista della serata è stato il Dott. Enrico Busato, del Presidio Ospedaliero Giovanni XXIII, che ha guidato il pubblico attraverso i profondi cambiamenti fisici ed emotivi che accompagnano l'età adulta e la maturità. Un approfondimento particolare è stato dedicato alla menopausa, analizzando con chiarezza gli effetti sul corpo e gli eventuali percorsi di cura più adatti, per affrontare questo passaggio in totale serenità.

Assemblea dei Soci Bcc Pordenonese e Monsile

Screening ECG

12/04/2026 Pordenone

Durante l’evento è stato omaggiato un servizio di screening con esame ECG, rivolto agli Associati del nostro socio sostenitore, BCC

Pordenonese e Monsile.

L'attività ha riscosso un grandissimo apprezzamento, confermando quanto sia importante portare la cultura della prevenzione direttamente nei luoghi di aggregazione.

La sicurezza come linguaggio di cura

I volontari a lezione come gesto di responsabilità

C'è un'energia silenziosa, spesso invisibile, che attraversa ogni giorno le strade del nostro territorio: è quella del dono del tempo messa in campo da persone speciali: i volontari.

Gli autisti volontari non trasportano semplici passeggeri, ma storie, fragilità e speranze. Eppure, per far sì che questo "patrimonio umano" arrivi a destinazione intatto, il cuore non basta: serve la competenza.

Con questo spirito come Associazione San Pietro Apostolo OdV abbiamo strutturato e messo a disposizione dei volontari, la nostra risorsa più preziosa, tre appuntamenti dedicati al tema “La tua sicurezza è la nostra priorità”. Non un semplice corso di aggiornamento, ma un vero momento di welfare culturale applicato alla strada, dove la sicurezza diventa il linguaggio comune per tutelare la comunità.

L'invito era rivolto a tutti gli autisti delle Associazioni aderenti al servizio CUPTA coordinate dalla San Pietro Apostolo, che ogni giorno rendono la nostra comunità più coesa e accessibile grazie ad un collaudato modello di welfare territoriale che dura da oltre un quarto di secolo. L'iniziativa unisce 15 Comuni dell’area vasta pordenonese e 14 realtà del Terzo Settore: Il cuore del progetto sono i volontari, impegnati quotidianamente nell'accompagnare cittadini anziani o

non autosufficienti presso ospedali, centri di cura e spazi di socializzazione, garantendo loro il diritto alla mobilità e all’inclusione. I tre appuntamenti hanno avuto luogo tra fine aprile e inizio maggio presso la Casa dello Studente A. Zanussi di Pordenone. A guidare i volontari in questo percorso, due voci d’eccezione, "sentinelle" storiche della nostra sicurezza:

• Bruno Chiggiato , Sostituto Commissario Coordinatore della Polizia di Stato in congedo;

• Luca D’Antoni , Ispettore e già Comandante della Polizia Stradale di Spilimbergo in congedo. Due esperti che, smessi i panni formali, hanno messo a disposizione la loro esperienza per trasformare la teoria in strumenti pratici di gestione delle emergenze: la “guida difensiva”, così si chiama, ci insegna a prevedere la complessità. Le normative cambiano, le strade si evolvono e le criticità meteorologiche richiedono una prontezza che solo la formazione può dare.

Il successo dell’iniziativa, oltre le nostre aspettative, ci ha indotto a valutare di ripetere il fortunato e apprezzato format anche in altre province per offrire questo supporto a più autisti volontari possibile, perché siamo convinti che mettersi alla guida con consapevolezza sia il primo passo per continuare a far correre la solidarietà, con maggiore serenità.

Rinnovata convenzione con Bibione Terme

Siamo lieti di informarvi che abbiamo rinnovato con Bibione Terme Spa, una convenzione vantaggiosa per i nostri Soci e per i nostri Clienti giovani.

Queste sono le tariffe convenzionate: . per i possessori della “Bcc Generation Card - BCC Pordenonese e Monsile, digitale”: sconto del 10% sugli ingressi alle piscine termali e all’area wellness e sui trattamenti SPA beauty.

Tale sconto, non cumulabile con altri sconti, verrà applicato fino alla fine del 2026 con esclusione dei giorni festivi e delle domeniche.

• per i possessori della “Carta Socio BCC Pordenonese e Monsile, digitale”: sconto del 10% sulle terapie termali e

fisioterapiche (escluse le visite specialistiche, la diagnostica e gli esami di laboratorio).

Tale sconto, non cumulabile con altri sconti, verrà applicato per tutto il periodo di apertura 2026.

Vi informiamo, altresì, che “Bibione Thermae” è convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale per le seguenti cure:

- ciclo di fangobalneoterapia;

- ciclo di fangoterapia;

- ciclo di balneoterapia;

- ciclo di cure inalatorie;

- ciclo di cura per vasculopatie periferiche;

- ciclo integrato della ventilazione polmonare;

- ciclo di cura per la sordità rinogena

Resta inteso, come peraltro avviene per ogni altro stabilimento termale, che per le cure con spesa a carico del Servizio Sanitario Nazionale, il Socio dovrà contribuire per intero al ticket (stabilito in € 55,00) o al rimborso della ricetta prescrittiva (€ 3,10) così come previsto per legge.

MODALITÀ

Per avere diritto alle agevolazioni, oggetto della presente convenzione, i nostri Soci e i nostri giovani correntisti Bcc Generation dovranno presentarsi alle casse di “Bibione Thermae” muniti della “Carta Socio Bcc Pordenonese e Monsile o della “BCC Generation Card ” in formato plastificato o digitale.

Le parole che non dico

Un progetto per i giovani delle scuole superiori

Elisa Canta

Presidente Zona B - Distretto lionistico 108 TA3

Lunedì 30 marzo scorso, oltre 250 studenti delle scuole superiori di San Donà di Piave degli Istituti Volterra, Liceo San Luigi e Alberti hanno partecipato all’incontro con il dott. Giuseppe Lavenia dal titolo “Le parole che non dico” promosso dai clubs Lions di San Donà di Piave, San Stino di Livenza-Ceggia, Jesolo e Caorle (che insieme costituiscono la Zona B del Distretto lionistico 108 TA3), con il contributo della BCC Pordenonese e Monsile.

Giuseppe Lavenia è un professionista formatore, considerato uno dei massimi esperti di benessere ed educazione digitale in Italia e all’estero. Psicologo, psicoterapeuta e docente universitario si occupa dal 2002 di dipendenze tecnologiche, cyberbullismo e salute mentale delle nuove generazioni.

In vista dell’evento, gli studenti, opportunamente coinvolti dai Dirigenti scolastici e dagli insegnanti, dovevano predisporre delle domande da presentare al professionista. Il giorno dell’evento un piccolo gruppo di studenti è stato invitato sul palco per dialogare direttamente con il relatore. Il risultato? Due generazioni a confronto in un dialogo vivo e aperto stimolato dagli importanti temi emersi: Chi sono davvero i nostri adolescenti? Chi vorrebbero diventare da grandi e come immaginano il loro futuro? C’è un mondo fatto di emozioni, paure, sogni, speranze e domande che spesso restano inascoltate; i ragazzi di oggi si sentono capiti dagli adulti? La scuola è un luogo che li accoglie o li giudica? Gli amici sono rifugio o pressione? E il digitale è uno spazio di libertà, di relazione o è uno spazio di solitudine e paura?

“Le parole che non dico” ha permesso di toccare temi importanti come identità, relazioni, responsabilità ed empatia, dentro e fuori dalla rete. Uno spazio di riflessione che ha affrontato il tema dei pericoli online, in particolare il cyberbullismo, i rischi legati all’iperconnessione, alla continua ricerca di approvazione, alla pressione del confronto e alla fatica di riconoscere il confine tra ciò che si mostra online e ciò che si è davvero. Parole come prevaricazione, umiliazione, rispetto, attenzione, ascol-

to, empatia sono state protagoniste nel dibattito che ha condotto i ragazzi a immedesimarsi nei personaggi protagonisti dei video realistici che Lavenia ha mostrato sul bullismo, focalizzando l’attenzione dei ragazzi sul reale impatto emotivo che ogni gesto, ogni parola ha sulle loro e altrui vite. Le domande che i ragazzi hanno consegnato al prof. Lavenia sono state molte e davvero utili per portare al centro del confronto le loro opinioni, le loro esperienze e ciò che spesso non trovano il coraggio di dire ad alta voce. In conclusione dei lavori, il dott. Lavenia ha ricordato la chat dell’Associazione Nazionale “Di.Te”. da lui fondata con lo scopo di promuovere la sensibilizzazione, la prevenzione e il trattamento delle dipendenze tecnologiche, consegnando ai ragazzi, e non solo a loro, una ultima riflessione, ovvero, che i sentimenti, la reciprocità e l’empatia sono al centro dell’esistenza e della felicità.

Con questa iniziativa dedicata ai ragazzi abbiamo voluto fare un primo passo concreto nell’affrontare insieme a loro le diverse problematiche citate, guidati da un professionista del settore, con l’obiettivo di costruire un format a tema da riproporre, di anno in anno, per dare vita ad uno spazio di confronto libero e costruttivo. Possiamo dire che il primo appuntamento è stato un successo!

Questi i riferimenti dei clubs Lions che hanno promosso l’iniziativa:

Elisa Canta Presidente Zona B | Distretto 108 TA3

Prof.ssa Gabriella Zago, Pres. Lions Club San Donà di Piave

Enzo Molena, Pres. Lions Club Caorle

Prof. Vasco Boatto, Pres. Lions Club Liquentia San Stino di Livenza-Ceggia

Giancarlo Buscato, Pres. Lions Club Jesolo

Dalla Money Challenge alla scoperta del territorio del Nordest

L'educazione finanziaria si fa esperienza per gli studenti e le studentesse della 5^B dell’Istituto "Mattiussi-Pertini” di Pordenone

Federica Spampinato

L’educazione finanziaria si fa anche fuori dalle aule, tra quiz, sfide e premi che diventano esperienze di crescita. Lo conferma il successo della Money Challenge, la competizione di educazione finanziaria per le scuole superiori di secondo grado promossa da BCC Pordenonese e Monsile durante la Fiera Punto di Incontro a Pordenone, un evento capace di coinvolgere studenti e studentesse provenienti dagli istituti superiori del Friuli Venezia Giulia e del Veneto.

Nell’edizione 2025, tenutasi lo scorso 12 e 13 novembre, tra le squadre partecipanti, a distinguersi è stata la classe 5^B dell’Istituto “Mattiussi-Pertini” di Pordenone , che ha conquistato il primo posto del gioco a squadre dedicato a cultura economica e finanziaria. In palio, una gita scolastica per l’intera classe da svolgersi nell’a.s. 2025/2026, offerta interamente da BCC Pordenonese e Monsile.

Per il secondo anno consecutivo, è stata una classe del “Mattiussi” a salire sul gradino più alto del podio.

La gita-premio: un viaggio tra sostenibilità, territorio e bellezza Il 7 maggio 2026 gli studenti e le studentesse della classe vincitrice hanno potuto riscuotere il loro premio: una giornata pensata per coniugare innovazione e tradizione, sostenibilità e cultura, economia reale e patrimonio storico. La prima tappa li ha portati a Eraclea, presso l’Azienda “La Fagiana” , realtà produttiva del Veneto Orientale specializzata nella produzione di riso. Accompagnati dai loro docenti e dai referenti di BCC Pordenonese e Monsile, ragazzi e ragazze hanno vissuto un’esperienza diretta nel cuore della risaia.

Tra le risaie in bici: biodiversità e innovazione agricola

In sella a una bicicletta, la classe ha potuto esplorare la tenuta percorrendone i sentieri tra le risaie, in un tour guidato dedicato

alla biodiversità del territorio e all’evoluzione delle tecniche colturali.

Una pedalata immersiva per scoprire come la produzione del riso si stia innovando, con l’obiettivo di aumentare la qualità del prodotto e migliorare l’impatto ambientale, in equilibrio tra rispetto dell’ambiente, attenzione alla filiera e ricerca tecnologica. L’esperienza si è conclusa con una degustazione di snack artigianali, salumi, formaggi e prodotti del territorio: un momento conviviale che ha permesso ai giovani di sperimentare, anche a tavola, il legame tra agricoltura, cultura locale ed economia reale.

“Per studenti e studentesse che si stanno affacciando al mondo universitario o professionale, è stata un’occasione preziosa per cogliere quanto le scelte di sostenibilità, l’organizzazione della filiera e l’innovazione siano oggi parte integrante di ogni settore produttivo, anche di quello agricolo”, ha commentato Massimo Drigo, Responsabile Ufficio Soci di BCC Pordenonese e Monsile.

Una parentesi di storia e bellezza: la Basilica di San Marco

Dalla campagna alla laguna: la seconda tappa ha portato la classe a Venezia

Gli studenti e le studentesse hanno preso parte a una visita guidata alla Basilica di San Marco , accompagnati da una guida della Procuratoria.

Tra mosaici dorati, marmi e pagine di storia millenaria, ragazzi e ragazze hanno potuto comprendere come il patrimonio artistico dialoghi con l’identità di un territorio e con le sue traiettorie di sviluppo, sociale ed economico.

Un premio che va oltre la vittoria

La gita-premio offerta da BCC Pordenonese e Monsile è stata un riconoscimento per la brillante performance alla Money Challenge , e insieme un vero e proprio percorso di educazione integrata . Unendo economia, sostenibilità, cultura e territorio, l’iniziativa ha offerto agli studenti una visione ampia e concreta del mondo che li attende, valorizzando le tante sfaccettature che oggi compongono lo sviluppo di una comunità.

“Crediamo profondamente nel ruolo educativo che una banca di comunità deve svolgere – ha concluso Massimo Drigo, Responsabile Ufficio Soci di BCC Pordenonese e Monsile – e per questo ogni anno costruiamo occasioni di apprendimento che siano anche esperienze vive, capaci di lasciare un segno. La Money Challenge è un esempio di come si possa parlare di finanza ai giovani in modo coinvolgente, mentre il premio che ne deriva vuole essere un’opportunità concreta per allargare lo sguardo, scoprire nuove realtà e sentirsi parte attiva del territorio.”

Anche con l’edizione 2025, la Money Challenge si conferma un appuntamento imprescindibile per le scuole del territorio: un’occasione per apprendere, competere, collaborare e, soprattutto, crescere.

L’impegno della Banca per le nuove generazioni continua anche quest’anno. Il prossimo appuntamento con la Money Challenge è già nei progetti: sarà durante la nuova edizione di Punto di Incontro

2026 . Una nuova occasione per coinvolgere i giovani con un’idea innovativa di educazione finanziaria, che parla il loro linguaggio, accende la curiosità e trasforma la conoscenza in gioco, competizione e futuro.

con Luca Cozzarini e la sua scuola guida digitale!

Il 2 aprile 2026 si è svolto, presso lo Spazio Zero di Pordenone, il nostro quinto “iPeritivo”: la nostra serie di eventi dedicati all’innovazione e all’imprenditorialità organizzati in collaborazione con Talent Garden Pordenone.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di conoscere e dare spazio ai giovani imprenditori del territorio, creando interessanti occasioni di confronto.

L’“iPeritivo” rappresenta una vera e propria saga di eventi che Young Bankers porta avanti insieme a Talent Garden da diversi anni, con l’intento di creare una community sempre più attenta ai temi dell’innovazione, dell’imprenditorialità e del networking.

L’ospite della serata è stato Luca Cozzarini, fondatore di BRUM, la startup italiana che sta rivoluzionando il settore delle autoscuole e della formazione per la patente attraverso strumenti digitali, tecnologia e nuovi modelli organizzativi. L’incontro ha rappresentato un’occasione di dialogo concreta, tramite un format capace di unire contenuti, ispirazione e networking. La prima parte dell’evento si è sviluppata come una conversazione aperta e dinamica, moderata da Elena Marcati, membro di Young Bankers, e Marinella Dalla Colletta, cofondatrice e CEO di Talent Garden Pordenone.

Classe 1997 e originario di Casarsa della Delizia, Luca Cozzarini ha raccontato il suo percorso personale e professionale: dagli studi, passando per trasferimento a Milano, fino all’esperienza in WeRoad, realtà specializzata nei viaggi di gruppo per millennials, dove ha lavorato nell’ambito finance e operations. Proprio durante questa esperienza è stato individuato come uno dei giovani talenti ad alto potenziale imprenditoriale, percorso che lo ha poi portato alla nascita di BRUM.

Durante l’intervista, il pubblico ha potuto approfondire non solo la storia della startup, ma anche e soprattutto il mindset e le competenze necessarie per costruire un progetto innovativo in un settore tradizionale. Uno dei principali temi affrontati è stato il rapporto tra formazione e inno -

vazione: Luca ha spiegato come il suo percorso di studi non sia stato lineare o “predestinato”, ma come la curiosità e la voglia di mettersi in gioco abbiano avuto un ruolo fondamentale nella sua crescita.

Di estrema rilevanza è stato il tema del valore di lavorare in contesti ad alta crescita. Luca ha raccontato come quell’esperienza gli abbia insegnato l’importanza della velocità di esecuzione, della cultura del feedback e della capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti, elementi che oggi rappresentano una parte centrale della cultura di BRUM. Alla domanda su quale fosse stata la skill da sviluppare più velocemente, il giovane imprenditore ha infatti evidenziato la necessità di imparare a prendere decisioni in tempi rapidi, assumendosi la responsabilità delle conseguenze e mantenendo allo stesso tempo una visione chiara sul lungo periodo.

Non sono mancati i temi legati alle difficoltà dell’imprenditoria giovanile. Tra le principali sfide evidenziate dal founder di BRUM ci sono la gestione dell’incertezza, la necessità di costruire credibilità in mercati molto tradizionali e la capacità di mantenere alta l’energia anche nei momenti più complessi. In questo contesto, è emerso anche il valore delle critiche e dei feedback: Luca ha raccontato come alcune osservazioni inizialmente percepite come poco costruttive siano diventate, col tempo, uno stimolo importante per migliorarsi.

Guardando poi al futuro, si è parlato della necessità di costruire un modello sempre più integrato tra digitale e presenza sul territorio, immaginando un sistema nel quale la formazione alla guida diventi più accessibile, moderna e flessibile per le nuove generazioni.

Per concludere, è stato dato ampio spazio alle domande e a consigli rivolti ai giovani presenti in sala, interessati a capire meglio il processo alla base della creazione di una startup solida e ben strutturata. Ne è emersa la fondamentale importanza di confrontarsi con persone competenti, cercando ambienti stimolanti e costruendo una rete di relazioni capace di accelerare il percorso di crescita personale e professionale.

La seconda parte dell’evento si è svolta, come al solito, in un clima più informale ma altrettanto stimolante: un aperitivo che ha permesso ai partecipanti di continuare il dialogo creando un meraviglioso simposio.

L’ “iPeritivo” si è confermato anche questa volta un appuntamento capace di unire contenuti di valore, esperienze imprenditoriali giovanili e momenti di convivialità, offrendo non solo ispirazione, ma anche strumenti e spunti utili per guardare al futuro con maggiore consapevolezza, fiducia e spirito di iniziativa.

Ps. E congratulazioni a Luca che è stato incluso nella classifica giovani talenti U30 del 2026 di Forbes Italia!

Dedica Festival

Una settimana di incontri, teatro, cinema e musica nel segno della letteratura

Associazione culturale Thesis

Con l’avvio della 32ma edizione di Dedica Festival, dal 14 al 21 marzo, la città di Pordenone ha inaugurato idealmente la stagione culturale 2026 proseguendo nel percorso che condurrà a Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.

Un riconoscimento prestigioso che porta anche il segno di Dedica, la manifestazione organizzata dall’associazione culturale Thesis e divenuta nel tempo uno dei punti di riferimento del panorama letterario internazionale grazie alla sua formula originale: un solo autore al centro di un articolato percorso multidisciplinare che ne declina l’opera in teatro, cinema, musica, arti visive e dialoghi.

confermato prenotazioni provenienti da diverse regioni italiane e presenze dal mondo accademico, grazie alle collaborazioni con università italiane e straniere. In prima fila anche i gruppi di lettura di numerose biblioteche della provincia.

«Dedica ha aperto la Primavera a Pordenone 2026, anticipando una stagione di eventi che si preannuncia straordinaria. Un festival che rappresenta, nel panorama artistico e culturale della città, uno dei momenti di maggiore profondità e prestigio culturale. Non è un caso che abbia giocato un ruolo importante nella candidatura a Capitale italiana della Cultura, contribuendo alla vittoria del titolo. Durante l’audizione la manifestazione è stata citata per la qualità elevata e costante che la contraddistingue da anni e per la sua formula originale e unica — un format che non ha eguali nel panorama dei festival letterari italiani e internazionali. Dedica è un tassello fondamentale del grande mosaico culturale pordenonese e nel 2027 la sua presenza sarà più significativa che mai», ha sottolineato l’assessore alla cultura Alberto Parigi

L’edizione 2026 è stata dedicata allo scrittore e giornalista francese Sorj Chalandon, autore tra i più intensi della narrativa europea contemporanea. Grandissima l’affluenza all’inaugurazione ufficiale al Teatro Verdi, che ha visto lo scrittore Andrea Tarabbia in dialogo con Sorj Chalandon e la consegna all’autore del Sigillo della Città da parte del vicesindaco Alberto Parigi. L’eco del festival supera da tempo i confini cittadini e anche quest’anno ha

Il forte interesse del pubblico si è riflesso anche negli appuntamenti della settimana, che hanno registrato il tutto esaurito con largo anticipo. Per consentire la partecipazione di un numero maggiore di spettatori, tre eventi inizialmente previsti al Convento di San Francesco sono stati trasferiti in spazi più capienti: si è trattato dello spettacolo “La quarta parete” con Gabriele Vacis e della presentazione in prima nazionale del nuovo romanzo di Chalandon “Il libro di Kells” (Guanda), avvenuta insieme alla scrittrice Federica Manzon, entrambi trasferiti al Capitol, mentre il dialogo “La furia dentro”, con Chalandon, don Gino Rigoldi e il rapper Kento, è stato spostato all’Auditorium Vendramini. Un successo che è il risultato di un lavoro lungo, paziente e coerente portato avanti dall’associazione culturale Thesis, guidata dal presidente Antonino Frusteri, e dalla cura con cui il direttore artistico Claudio Cattaruzza seleziona ogni anno autori e temi. Dedica conferma, inoltre, una forte attenzione alle nuove generazioni Il festival è entrato nelle scuole con percorsi di educazione alla lettura che hanno coinvolto 1.200 bambini dai 6 ai 12 anni di dodici plessi scolastici di Pordenone e 53 classi. Diversi istituti superiori della città e della pro-

vincia hanno partecipano inoltre al concorso “Parole e immagini per Sorj Chalandon”, inserito nel progetto Dedica Scuola sostenuto da Bcc Pordenonese e Monsile. Protagonisti 500 studenti di 7 istituti e 20 classi, coinvolti nel percorso “Leggere con Dedica”, che ha dato vita a 89 elaborati tra scrittura e linguaggi visivi e multimediali. Nel dialogo con gli studenti sono emersi i nuclei più forti della scrittura di Chalandon, dalla violenza del padre alla guerra, dal tradimento alla malattia, in un confronto diretto che ha restituito il senso del progetto: fare della lettura uno spazio condiviso e vivo.

Tra le novità di questa edizione Dedica per il sociale, progetto che rafforza la vocazione civile del festival. In collaborazione con la Casa per Anziani Umberto I di Pordenone (vicina di casa dell’associazione Thesis, in piazza della Motta) è stato organizzato un incontro di presentazione dell’autore con letture tratte dai suoi romanzi, curato da Livio Vianello. Alcuni ospiti della struttura hanno inoltre assistito alla premiazione del concorso per gli studenti alla presenza dello scrittore, favorendo così il dialogo tra generazioni. L’impegno del Festival verso l’inclusione si è esteso anche ad altre realtà del territorio: la realizzazione delle shopper ufficiali del festival è stata affidata alla Sartoria Sociale della cooperativa Noncello, mentre Amnesty International, Medici Senza Frontiere e Altromercato – Bottega del commercio equo e solidale erano presenti con spazi dedicati all’informazione e al confronto.

Il programma della settimana ha intercettato letteratura e spettacolo. Oltre agli incontri già citati, il teatro è stato protagonista con Marco Baliani, che ha portato in scena “Il giorno prima” mentre alla voce Cinema, Cinemazero ha ospitato la proiezione del film “Profession du père”, introdotto dall’autore. Non sono mancate le mostre: in Biblioteca civica il reportage fotografico di Patrick Frilet dedicato ai Troubles nordirlandesi, mentre al Palazzo del Fumetto sono state esposte le graphic novel di Pierre Alary tratte dai romanzi di Chalandon.

Gran finale sabato 21 marzo al Cinema Capitol con il concerto dei Dave Finnegan’s, che hanno portato a Pordenone il soul dublinese reso celebre dal film “The Commitments” di Alan Parker, suggellando un’edizione in cui letteratura, memoria e contemporaneità dialogano tra loro. Per informazioni: www.dedicafestival.it e i canali social ufficiali.

Intervista ad Andrea Rocco autore di "Avrò cura di noi"

Spesso quando si pensa ai mercati e alla gestione del patrimonio si immagina un mondo freddo, dominato solo dai numeri.

Andrea Rocco, docente in area finanza, Senior Partner di Ecomatica, Fondatore della piattaforma Kaidan scardina questo stereotipo con il suo nuovo romanzo “Avrò Cura di Noi” dove usa la metafora dell’incontro tra due persone per spiegare il valore umano e l’etica della consulenza.

Cominciamo da una curiosità: lei ha già scritto un altro romanzo finanziario, “Il Nome dei Soldi”. Da dove nasce l’idea di questo filone letterario e come mai ha sentito il bisogno di scriverne un secondo?

L’idea nasce dagli insegnamenti di Dale Carnagie, una pietra miliare nella comunicazione e nel public speaking. Diceva che scrivere una storia è il modo migliore per avvicinare le persone a temi ostici, non particolarmente attraenti – e la finanza rientra certamente tra questi – perché quando si legge una storia poi si vuole sapere come va a finire. Questo punto di vista mi ha affascinato e l’ho fatto mio scrivendo prima “il Nome dei Soldi” nel 2019, un romanzo che mi ha regalato una sorprendente soddisfazione. Farlo mi è piaciuto così tanto che ho pensato di scriverne un altro, perché sono convinto ci sia un urgente bisogno di condividere concetti finanziari semplici ma indispensabili a tutti.

Il titolo del libro contiene una parola speciale: cura. Un termine denso di significati. Che valore ha per lei? E quanto è importante che chi si occupa di consulenza sappia integrarla pienamente nel proprio approccio, sia professionale che relazionale?

Prendersi cura di qualcuno è davvero una cosa speciale. Credo che ricevere attenzioni sia esattamente ciò che ciascuno di noi desidera quando si rivolge ad un professionista, in un ambito qualsiasi. Questo vale anche nel mondo finanziario, dove ogni consulenza può diventare unica solo se chi la eroga dimostra un reale e concreto interesse per ogni dettaglio, calandosi davvero nella realtà della famiglia che accompagna. Prendendosi, così, cura di lei.

Nel romanzo, all’interno di una trama ricca di spunti e riflessioni, il tempo è raccontato sia come una risorsa preziosa per la crescita degli investimenti sia come un dono autentico da dedicare alle persone e alle relazioni. Ma è anche quell’attimo preciso in cui tutto può cambiare e nulla essere più come prima. Quanta consapevolezza c’è del suo valore?

A parole, tutti diciamo che il tempo è la risorsa più importante. Nei fatti, lo dimostriamo molto meno. Accorgendocene, spesso, tardi. Il tempo è sempre stato prezioso ma nel contesto sociale, economico e demografico che stiamo attraversando lo diventa ancora di più. Si parla tanto di longevità oggi: un fenomeno indiscutibile e per molti aspetti meraviglioso perché darà la possibilità di realizzare progetti una volta inimmaginabili. Il punto, tuttavia, è che di fronte a questa rivoluzione occorre prepararsi con anticipo, e il tempo – assieme ad una serie di abitudini virtuose che emergono in “Avrò Cura di Noi” – è un ingrediente indispensabile di questo processo.

In questa visione, dunque, il Consulente Finanziario non appare solo come il professionista che si occupa di gestire il risparmio della famiglia, ma sembra dover estendere il suo ruolo a molti altri aspetti della vita delle persone…

È assolutamente indispensabile. Anche perché invito a riflettere su un aspetto molto attuale: quale valore aggiunto può dare un consulente, per quanto bravo e preparato, nel costruire un portafoglio finanziario quando l’intelligenza artificiale può farlo in modo più chirurgico e veloce? E quale valore genera, invece, quando quella stessa persona mette le proprie competenze al servizio di altre persone, sedendosi al loro fianco, ascoltandole e traducendo i loro progetti e le loro esigenze in piani ben definiti? La differenza è enorme, ed è anche quello che cerchiamo un po’ tutti: essere ascoltati, essere compresi, essere aiutati.

Un’ultima domanda: si può considerare questo romanzo finanziario come un breve manuale su alcuni principi fondamentali della pianificazione finanziaria, in cui si condivide un sapere, rendendo la finanza vicina, accessibile e concreta a tutti?

È esattamente quello che spero e che da ormai molti anni provo a fare quotidianamente nella mia attività di consulenza e formazione. Ho tentato di veicolare la funzione pedagogica attraverso una storia per due motivi. Da un lato, per rendere ancora più accessibili i concetti della pianificazione e l’importanza di metterla in atto non da soli ma con il supporto di un valido Consulente. Dall’altro, perché è il modo più semplice affinché il lettore possa immedesimarsi e, perché no, emozionarsi. Mi auguro, almeno in parte, di esserci riuscito.

Educazione finanziaria

Per scegliere bene oggi e costruire il tuo domani

“Conoscere per deliberare” è uno dei motti più ricordati e celebri di Luigi Einaudi, economista e Presidente della Repubblica Italiana ed in un mondo sempre più complesso e condizionato dall’imprevedibilità e dall’incertezza, l’educazione finanziaria e la consulenza finanziaria diventano un fattore cruciale per la resilienza economica del Paese.

In un contesto caratterizzato da volatilità dei mercati, digitalizzazione dei servizi bancari e diffusione capillare di strumenti di pagamento elettronici, le competenze economico-finanziarie non rappresentano più un valore aggiunto, ma un prerequisito per la partecipazione attiva alla vita economica.

La letteratura economica evidenzia, infatti, una correlazione diretta tra livello di alfabetizzazione finanziaria, capacità di

pianificazione di lungo periodo e stabilità patrimoniale delle famiglie. Le persone con conoscenze adeguate tendono a prendere decisioni meno impulsive, a sviluppare precocemente abitudini di risparmio e a utilizzare strumenti finanziari in maniera più efficiente.

Ma cosa significa informare e fornire consulenza finanziaria in una BCC come la nostra?

Significa prima di tutto ascolto.

Ogni persona, ogni famiglia, ogni impresa ha esigenze diverse. La BCC mette al centro la relazione umana: il consulente non è un venditore di prodotti, ma un vero e proprio partner di fiducia, che costruisce con il cliente un percorso su misura, coerente con i suoi obiettivi, la sua propensione al rischio e la sua situazione patrimoniale.

Significa anche educazione finanziaria.

La BCC si impegna ad accompagnare i clienti nelle scelte più significative: dal risparmio alla previdenza, dagli investimenti alla tutela del patrimonio, dai mutui per la casa ai finanziamenti per l’acquisto di una nuova auto. L’obiettivo è costruire un piano finanziario personalizzato, in base ai bisogni, agli obiettivi e alla situazione della singola persona.

E infine, la consulenza in una BCC è prossimità vera: fisica, culturale e valoriale. Non si parla con centralini automatizzati, ma con persone

Michele Barbisan

che conoscono il territorio, che sanno quali sfide affrontano le famiglie, gli artigiani, gli agricoltori e i giovani. La banca non è un’entità distante, ma una presenza quotidiana e concreta.

La tutela del Risparmio e la protezione del patrimonio delle famiglie sono elementi costitutivi della missione di una Banca di Credito Cooperativo, in quanto inseriti nello Statuto, precisamente all’art. 2, dove si afferma che la banca promuove l’educazione al risparmio e alla previdenza, oltre che la coesione sociale.

Ma come possiamo incrementare la consapevolezza finanziaria delle persone delle nostre comunità?

- migliorare la nostra educazione finanziaria in quanto noi italiani – invidiabili risparmiatori – rimaniamo ancora agli ultimi posti nelle classifiche internazionali. Il maggior rischio è quello legato all’investimento inconsapevole, enfatizzato dalla facilità con cui si può, ad esempio, tramite smartphone, entrare in borsa senza alcuna tutela.

- abituarci a definire in maniera chiara i nostri obiettivi di vita che possono essere soddisfatti con il risparmio. Il risparmio è un sacrificio: la gente non risparmia a cuor leggero poiché deve sacrificare dei consumi oggi per il futuro!

- cambiare prospettiva sul concetto di rendimento: il rendimento è anche il valore generato dalla protezione dai rischi, dalla pianificazione previdenziale, dall’ottimizzazione fiscale e dai comportamenti corretti da adottare sui mercati.

In risposta a queste necessità, la Direzione Commerciale e i Colleghi esperti della materia della BCC Pordenonese e Monsile, hanno dato vita al Podcast “Pillole di educazione finanziaria” realizzando 13 episodi – consultabili nel sito - che trattano in maniera semplice, chiara e comprensibile argomenti come la consulenza e gli investimenti, ma anche la previdenza, le assicurazioni e la finanza sostenibile, per aiutare le persone a comprendere meglio gli strumenti a disposizione per gestire le proprie finanze e fare scelte più consapevoli.

La nostra Banca grazie ai suoi 58 sportelli al servizio delle Comunità nelle provincie di Pordenone, Treviso, Venezia e Udine, vuole offrire alle famiglie una consulenza finanziaria, previdenziale e assicurativa professionale, evoluta e attenta ai loro bisogni, sogni e progetti che possono essere soddisfatti con i risparmi che diventano nel tempo investimenti.

La Rete dei Consulenti Finanziari della BCC

Un modello di consulenza orientato al valore

Merj Michieli

Responsabile Segmento Private

Essere consulenti finanziari BCC

Pordenonese e Monsile, oggi, significa condividere con i clienti il percorso che permette il raggiungimento di obiettivi e sogni attraverso le soluzioni di investimento più adatte che tengano conto anche del loro profilo di rischio.

Una valida opportunità per raggiungere questo scopo è data dalla consulenza di portafoglio. Ma cosa significa nel concreto?

Offrire una consulenza di portafoglio significa costruire con il cliente una strategia personalizzata, basata su una visione complessiva delle sue esigenze, del suo profilo di rischio e degli obiettivi che intende raggiungere; non si tratta perciò di suggerire un prodotto isolato, ma di creare un piano integrato e flessibile.

La consulenza di portafoglio permette al cliente di avere maggiore chiarezza del proprio percorso finanziario, grazie ad una visione di insieme delle soluzioni adottate e ad un loro monitoraggio costante. Non parliamo perciò solamente di un servizio, ma di una più ampia opportunità con il fine di costruire relazioni durature e di qualità.

Costruire e mantenere nel tempo un portafoglio finanziario tenendo conto di molteplici dimensioni di analisi, offre numerosi vantaggi, ad esempio una più efficiente gestione del rischio che consente di individuare e mitigare i fattori che potrebbero compromettere la performance del portafoglio; permette inoltre di ridurre la probabilità di perdite significative e protegge il capitale in contesti di mercato volatili. L’efficientamento del rapporto rischio-rendimento consente di costruire un portafoglio che massimizzi il rendimento per ogni livello di rischio accettabile garantendo un equilibrio tra rendimento atteso e sicurezza. Non dobbiamo dimenticare inoltre la conformità normativa e le opportunità di innovazione. L’analisi su molteplici dimensioni aiuta infatti a rispettare normative in evoluzione (ad esempio quella relativa agli obblighi ESG) e a identificare trend emergenti. Il cliente, quindi, può usufruire di un portafoglio aggiornato, all’avanguardia e conforme ai requisiti legali.

Qual è il valore aggiunto di questo nuovo approccio?

Con il supporto dell’Investment Center di Capogruppo vengono definiti dei portafogli modello, che rappresentano la composizione più efficiente in termini di prodotti e diversificazione finanziaria, personalizzata sulle reali esigenze, preferenze di investimento del cliente considerando anche il profilo di rischio. I portafogli modello sono suddivisi per cluster di clientela a seconda dell’entità dei patrimoni e delle esigenze specifiche: mass market (clienti con patrimonio fino a 50.000 euro) affluent (clienti con patrimoni da 50.000 euro a 250.000 euro) fino al private (oltre 250.000 euro di patrimonio). Inoltre, per ciascun cluster, vi è un’ulteriore diversificazione in base al profilo di rischio del singolo cliente. I portafogli modello vengono generati dal motore di ottimizzazione Alladin di Black

Rock e aggiornati trimestralmente in base alle view di mercato da parte di Bcc Risparmio e Previdenza.

La proposta guidata è un processo effettuato tramite la nostra procedura finanza, dove a fronte di un determinato rischio espresso dal questionario Mifid del cliente, in automatico, il processo di consulenza genera un portafoglio ottimale, adatto al cliente.

I vantaggi per il cliente sono molteplici:

• Il portafoglio costruito è coerente con il profilo di rischio e tiene conto dei fabbisogni finanziari del cliente

• Il motore di ottimizzazione consente di integrare in modo flessibile le preferenze del cliente; quindi, se il cliente intende mantenere determinati strumenti in portafoglio lo può fare.

• Il portafoglio è posizionato in linea con le view di mercato ed è adattabile secondo l’evoluzione dei contesti macroeconomici

• Il portafoglio è costruito secondo una logica aggregata quindi non parliamo più di singoli prodotti ma di portafoglio nel suo complesso. La proposta guidata riduce i tempi d'attesa

e la complessità operativa. Grazie alla possibilità di elaborare simulazioni multiple in parallelo, permette di valutare proposte differenti ed avere un confronto che tenga conto dei diversi scenari e combinazioni di investimento, visualizzando pesi, benefici e alternative per costruire insieme al cliente la soluzione su misura. Il tutto con la garanzia che il portafoglio del cliente sia allineato al suo profilo MiFID.

Questo nuovo modo di approcciare la consulenza ci permette di effettuare una manutenzione periodica dei dossier titoli in quanto, ad ogni occasione di contatto, possiamo valutare il ribilanciamento del portafoglio in base alla nuova asset allocation espressa dal portafoglio modello. In questo modo avremo sempre portafogli adeguati al mutare delle condizioni di mercato.

Questi due argomenti, portafogli modello e consulenza guidata, di fatto strettamente collegati fra loro, ci hanno portato a far parte di un progetto pilota insieme ad altre due Bcc in Italia. Il progetto è partito a maggio dello scor -

so anno ed è terminato con fine luglio; ha visto coinvolti 12 Colleghi Private denominati Ambassador che nel corso dei tre mesi hanno adottato questo nuovo stile di gestione dei portafogli dei nostri clienti. Con la collaborazione della società di consulenza Bain sono stati individuati alcuni dossier sui quali è stata applicata questa nuova modalità consulenziale.

Il progetto si è concluso con grande apprezzamento e con un ottimo risultato che ha validato sul campo l’efficienza dello strumento, unendo l’accuratezza dei motori di calcolo finanziari alla qualità della relazione umana tra gestore e cliente: sono infatti state perfezionate e firmate ben 71 proposte guidate, risultato che ci ha portato ad essere primi in classifica in Italia, nel gruppo Bcc Iccrea in questo ambito.

Ora tutta la rete dei gestori sta utilizzando questa nuova modalità operativa ottimizzando le fasi di analisi, gestione e controllo dei portafogli di investimento con il prezioso supporto dell’investment center per proporre le migliori scelte di investimento alla nostra clientela.

Pordenone 2027, terza puntata

Il futuro è già qui

Terza tappa di un racconto iniziato per accompagnare i lettori lungo il percorso verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027: non solo un appuntamento da segnare in agenda ma un processo pluriennale che si dispiega nel presente, con cantieri aperti, spazi che cambiano volto, artisti che arrivano, comunità che si attivano.

Tante cose sono già accadute, tante sono in corso, tante altre si stanno preparando.

Pordenone ha scelto di non concentrare tutto in un anno, ma di costruire una trasformazione duratura. I fatti lo confermano: «Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 è già realtà, concreta e visibile - dichiara il Sindaco Alessandro Basso -. È un progetto condiviso e partecipato, costruito con oltre 130 organizzazioni, 45 Comuni e centinaia di collaboratori. 22 progetti già operativi nel 2026, 42 nuove iniziative finanziate, inoltre Spazi rigenerati, residenze artistiche, cultura negli ospedali, giovani protagonisti, borghi e montagna che tornano a vivere. La forza di questa Capitale è una comunità intera che ha scelto di muoversi insieme, ben oltre i confini del capoluogo.»

Piazza della Motta diventa un palcoscenico

Piazza della Motta è diventata un teatro urbano a cielo aperto grazie a TU27, con una programmazione stabile che intreccia teatro, cinema, danza e musica. Sarà anche la sede di Scenografie Urbane Digitali, uno dei progetti landmark del dossier: un teatro digitale immersivo con proiezioni, audio surround e una forte componente performativa. Il programma conta 13 iniziative, le prime già realizzate, con un calendario fitto di appuntamenti.

Alberto Parigi
Ass. alla Cultura del Comune di Pordenone

Uno sguardo sul mondo: Die Gelbe Wand

A maggio ha inaugurato Die Gelbe Wand, spazio espositivo curato da Suazes all'interno di Mercati Culturali Pordenone, in via delle Caserme. Ispirato alle migliori esperienze europee, punta sulla fotografia contemporanea con una predilezione per le sperimentazioni dei paesi di lingua tedesca e del Giappone. La mostra inaugurale ha visto protagonista il fotografo giapponese Gak Yamada, che ha visitato Pordenone e dialogato con il pubblico in uno scambio autentico tra artista e territorio.

Villa Cattaneo e il futuro della musica

Villa Cattaneo ospita fino a luglio 2026 Miles Davis 100 – Listen to this , una mostra da vedere e da ascoltare organizzata da JazzInsieme e curata da Francesco Merlin. È il preludio a quello che diventerà il PFM Polo del Futuro Musicale: un polo innovativo dedicato soprattutto ai giovani, con spazi per produzione musicale, archiviazione e sperimentazione. Un esempio concreto di rigenerazione urbana: luoghi che tornavano a vivere diventando nuovi poli di socialità e creatività.

La Cultura che Cura «Pordenone 2027 è un progetto pensato per tutti, nessuno escluso — dichiara l'Assessore alla Cultura Alberto Pairgi —. Un progetto che ci sta particolarmente a cuore è La Cultura che Cura, promosso

dall'Azienda Sanitaria Friuli Occidentale, dal Centro di Riferimento

Oncologico di Aviano e dall'Istituto Flora di Pordenone, con una rete ampia di realtà territoriali. Propone un modo diverso di pensare alla cura: non solo come trattamento della malattia, ma come attenzione alla persona nella sua interezza, mirando alla prescrizione sociale e culturale, un progetto in linea con quanto riconosciuto dall'OMS. In questa cornice è stata presentata la mostra ‘La bellezza dell'imperfezione’ in Biblioteca Civica, primo appuntamento di un programma fitto di incontri e attività che attraverserà tutto il 2026 e culminerà nel 2027.»

Arrivederci alla prossima puntata

Dal mosaico alla poesia, dal teatro al cinema, dal fumetto alla fotografia: Pordenone 2027 abbraccia tutte le arti, tutte le età, tutti i luoghi del territorio. Le residenze artistiche portano sguardi nuovi capaci di far riscoprire ai residenti la straordinarietà nascosta nel quotidiano, borghi e montagna tornano a vivere, la cultura entra negli ospedali. Il racconto continua: arrivederci alla prossima puntata per proseguire insieme il viaggio verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.

Per rimanere sempre aggiornati: www.pordenonecapitale2027.it

Profili social @Pordenone2027 (Facebook, Instagram LinkedIn)

I Protagonisti del Turismo Balneare dell’Alto Adriatico

Martedì 27 gennaio, presso il Salone Nazionale dell’Alto Adriatico al Palaexpomar di Caorle, si è svolta, in una sala gremita e partecipe, la seconda edizione della conferenza promossa dalla BCC Pordenonese e Monsile in collaborazione con Scouting Capital Advisors e Hbenchmark, dal titolo “Protagonisti del Turismo Balneare dell’Alto Adriatico”. Un evento che ha acceso il dibattito e catalizzato l’attenzione di istituzioni, imprenditori e operatori del settore, confermandosi come un vero e proprio ecosistema di nuovi processi che stanno riscrivendo le regole del turismo balneare. Non solo un momento di incontro, ma uno spazio autentico di confronto, in cui esperienze, visioni e strategie si sono intrecciate per leggere e interpretare le profonde trasformazioni in atto.

Il turismo dell’Alto Adriatico sta vivendo una fase di cambiamento strutturale ed economico che impone un nuovo approccio: più consapevole, più integrato e sempre più orientato alla qualità dell’esperienza. Al centro non vi è più soltanto l’offerta turistica tradizionale, ma un modello che mette in gioco sostenibilità, innovazione, identità territoriale e capacità di fare rete. La conferenza ha dato voce a chi questo cambiamento lo vive ogni giorno, delineando un percorso in cui il turismo diventa motore di sviluppo, cultura e valore condiviso, capace di evolversi senza perdere le proprie radici. Un segnale chiaro: il futuro del turismo balneare passa dalla visione, dalla collaborazione e dal coraggio di ripensare il modo di accogliere.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Gianfranco Pilosio, Direttore Generale della BCC Pordenonese e Monsile, che ha portato alla platea i saluti del Presidente Loris Paolo Rambaldini, impossibilitato a partecipare all’evento, leggendo integralmente il suo intervento e sottolineandone i contenuti e la visione strategica sul futuro del turismo dell’Alto Adriatico. Pilosio ha ricordato come la banca partecipi alla fiera dal 2017, a testimonianza di una presenza costante da nove anni, fatta eccezione per il periodo in cui l’evento non si è svolto a causa

della pandemia. Una partecipazione che non è solo formale, ma riflette la profonda convinzione della BCC nel valore della fiera, nel suo ruolo strategico per il territorio e nella capacità di generare sviluppo, relazioni e nuove opportunità per il comparto turistico. Il Direttore Generale ha inoltre sottolineato come, per una banca radicata nel territorio, sia fondamentale essere vicina alle imprese e alle famiglie, offrendo supporto nella gestione dei risparmi e negli investimenti e aiutando a capire come utilizzarli al meglio. Infine, Pilosio si è soffermato sull’importanza di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, evidenziando come questo riconoscimento possa diventare un vero motore di connessione tra territori. Secondo lui, il valore culturale non riguarda solo la città, ma rafforza i legami tra Veneto e Friuli, promuovendo scambi culturali, turistici ed economici. Investire nella cultura significa infatti valorizzare le eccellenze locali, attrarre visitatori che potranno scoprire la costa veneta, sostenere le imprese del territorio e creare un senso di identità condivisa che unisce comunità diverse sotto un progetto comune.

Raffaele Furlanis, Presidente della Fiera Alto Adriatico, ha sottolineato l’importanza strategica del Salone in un contesto fortemente economico, evidenziando la presenza di 155 aziende espositrici che, con la loro partecipazione, contribuiscono concretamente alla crescita e alla competitività dell’offerta turistica. Un valore aggiunto fondamentale in un mercato in cui i viaggiatori sono sempre più alla ricerca di esperienze autentiche, distintive e di nuovi luoghi da esplorare, capaci di rendere ogni destinazione unica.

La Redazione

Sono poi intervenuti come rappresentanti di Istituzioni:

Mattia Munerotto, Assessore al Turismo del Comune di Caorle, in sostituzione del Sindaco Marco Sarto, anch’egli impossibilitato a partecipare. Nel suo intervento, l’Assessore ha ribadito la volontà della Fiera di valorizzare il ruolo centrale delle imprese del settore, inserendole però in una visione sempre più ampia e macro-economica. Ha quindi concluso con un forte appello alle nuove generazioni, invitando i giovani a diventare protagonisti dell’innovazione e del rinnovamento del comparto turistico.

Christofer De Zotti, Sindaco di Jesolo, ha voluto ringraziare la BCC Pordenonese e Monsile per il costante impegno a sostegno del territorio, sottolineando come gli imprenditori stiano progressivamente riconoscendo il ruolo sempre più strategico della finanza nello sviluppo del settore turistico. Un percorso che trova conferma anche nell’interesse crescente di importanti capitali, oggi sempre più orientati a investire sul territorio. Nel concludere il suo intervento, il Sindaco ha evidenziato come Jesolo nel 2025 abbia registrato risultati particolarmente positivi, con una significativa crescita dell’internazionalizzazione. Un dato che apre nuove opportunità ma che, al tempo stesso, rende fondamentale comprendere in profondità le esigenze e le aspettative dei mercati esteri, per offrire un’accoglienza sempre più mirata e competitiva.

Lucas Pavanetto, Vicepresidente e Assessore al Turismo, Lavoro e Sicurezza della Regione Veneto, ha evidenziato come la fiera rappresenti un evento strategico per il turismo regionale. Ha sottolineato che nei prossimi anni è prevista una crescita del settore e che, in questo contesto, le aree balneari dovranno svilupparsi prestando particolare attenzione alla

condivisione, all’innovazione e al digitale, per affrontare al meglio le sfide della complessità. Pavanetto ha inoltre confermato l’impegno della Regione a mantenere un dialogo costante con tutti gli attori coinvolti.

Roberta Nesto, Sindaca di Cavallino Treporti, ha sottolineato l’importanza di un territorio continuo, ossia di un ente intermedio che favorisca la collaborazione tra i comuni. Ha evidenziato come sia fondamentale lavorare insieme in modo coordinato, ad esempio attraverso una provincia elettiva, ossia un organismo che rappresenti democraticamente i comuni e permetta decisioni condivise, per affrontare con efficacia le sfide e sviluppare il territorio in maniera unitaria e sostenibile. Attilio Conta per Scouting Capital Advisors e Hbenchmark Data Intelligence, ha presentato un’interessante ricerca che conferma il ruolo strategico di alberghi e campeggi quali pilastri dell’economia del litorale dell’Alto Adriatico. Dai dati emerge che Jesolo e San Michele al Tagliamento sviluppano complessivamente 243 milioni di euro di ricavi, pari al 60% del fatturato alberghiero del litorale. Cavallino Treporti e Lignano Sabbiadoro generano invece 165 milioni di euro di ricavi dai campeggi, rappresentando il 65,4% del totale dell’Alto Adriatico (64,7% nel 2023). I comuni a maggiore densità turistica registrano ricavi superiori alla mediana, pari a 1.064 mila euro (987 mila euro nel 2023). A San Michele al Tagliamento, Caorle, Cavallino Treporti, Lignano Sabbiadoro e Porto Tolle la marginalità EBITDA supera la mediana del 24% (23% nel 2023). Nel 2024, i ricavi complessivi del territorio crescono del 9,3% rispetto al 2023, con un aumento dei ricavi alberghieri in 7 comuni su 10, in particolare a Lignano Sabbiadoro, Jesolo e Grado. I campeggi evidenziano un EBITDA mediano del 30% e un ricavo mediano di 2,246 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente. L’analisi è stata completata con uno studio sull’andamento delle stagioni estive 2023–2024–2025, nel periodo compreso tra il 15 maggio e il 20 settembre, condotto su un campione di 116 strutture ricettive, dal quale emerge una crescita continua e strutturale del comparto.

Tre i panel tematici condotti e moderati da Maria Pia Zorzi, giornalista Rai TGR Veneto:

“FARE IMPRESA OGGI”: Enzo Mattia (Turistica Gima Srl); Marco Piccinato (Nature Invest Srl); Johannes Palla (Pareus Srl); Alberto Borin (Borin Group Srl); Chiara Visentin, (Presidente di Federalberghi Caorle).

“CRESCERE TRA COMPLESSITÀ E INCERTEZZA”: Alessandro Sgaravatti (Union Lido Mare); Lorenzo Braida (Bibione Mare Spa); Alessandro Berton (CBC Srl); Mauro Rocchesso (Direttore di Fidi Impresa & Turismo Veneto); Fabio Carrarini (Responsabile U.O. Turismo Gruppo BCC Iccrea).

“LE NUOVE SFIDE DEL MERCATO”: Giuliana Basso (Bibione Terme Spa); Francesca Bertolini (Marina di Venezia Spa); Alberto Granzotto, (Aurore Development SpA,); Massimo Zanon (Presidente della CCIAA di Venezia); Massimiliano Schiavon (Presidente di Confturismo Veneto).

Partecipata e molto applaudita la consegna delle targhe di “Protagonista del Turismo Balneare dell’Alto Adriatico” alle numerose imprese presenti in sala classificate ai primi posti della graduatoria.

Guarda le foto e le interviste qui : www.bccpm.it/fieraaltoadriatico2026

Guida agli incentivi 2026 per le imprese

Uno sguardo al futuro per trasformare il presente

La Redazione

Il 22 aprile 2026, presso Tenute Tomasella, Via Rigole 103, 31040 Mansuè, si è tenuto il Convegno dal titolo “Guida agli incentivi 2026 per le imprese: uno sguardo al futuro per trasformare il presente”, promosso da BCC Pordenonese e Monsile, BCC Leasing – Gruppo BCC ICCREA, Confindustria Alto Adriatico e Confindustria Veneto Est. L’iniziativa ha registrato una partecipazione particolarmente significativa, con la presenza di un numero molto elevato di imprenditori e clienti della Banca, a testimonianza del forte interesse verso le tematiche legate agli strumenti di incentivazione e allo sviluppo del sistema produttivo.

Dopo i saluti istituzionali di Loris Paolo Rambaldini, Presidente di BCC Pordenonese e Monsile, e con la moderazione di Marco Romanin, Responsabile Ufficio Parabancario BCC Pordenonese e Monsile, è stato introdotto il tema centrale del convegno, ovvero il nuovo quadro degli incentivi previsti per il 2026, che rappresenta un passaggio di rilevante trasformazione per le politiche industriali e fiscali a supporto delle imprese.

L’approfondimento tecnico è stato affidato a Gianluca De Candia, CEO di Prime Advisor, che ha illustrato in maniera organica e strutturata i principali elementi della riforma. In particolare, sono stati analizzati: le principali agevolazioni disponibili nel nuovo assetto normativo; l’ambito soggettivo e temporale di applicazione; la tipologia di beni agevolabili, comprendenti beni materiali, immateriali e fonti energetiche rinnovabili (FER); le differenze operative tra acquisto diretto e le -

asing; nonché le modalità di accesso all’iperammortamento e i relativi obblighi documentali.

Una svolta strutturale nella politica industriale nazionale

Uno dei passaggi centrali del convegno ha riguardato la profonda trasformazione introdotta dalla Legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026), che, attraverso l’inserimento dei commi 427-436 dell’art. 1, segna un netto cambio di paradigma rispetto alle politiche fiscali degli ultimi anni. La norma sancisce infatti il superamento del sistema del credito d’imposta (Transizione 4.0 e 5.0), introducendo in sua sostituzione una deduzione extracontabile, configurata come variazione in diminuzione della base imponibile. Si tratta di un cambiamento non meramente tecnico, ma di natura strutturale, che ridefinisce il rapporto tra investimento produttivo e beneficio fiscale. La nuova impostazione, infatti, non si limita a sostenere l’investimento in sé, ma lo collega in modo più diretto alla capacità dell’impresa di generare redditività effettiva e imponibile.

La ratio della riforma e il nuovo orientamento strategico Nel corso del convegno è stato evidenziato come la scelta del legislatore risponda a una precisa logica di politica economica: incentivare le imprese realmente produttive e solide, premiando la capacità di generare utili e di contribuire in modo stabile alla base imponibile del sistema fiscale. A differenza del precedente impianto agevolativo, la nuova misura non rappresenta una semplice reintroduzione del vecchio iperammor-

Da sinistra il Direttore Generale della BCC Pordenonese e Monsile, Gianfranco Pilosio, il Direttore Generale di Bcc Leasing Spa Enrico Giancoli, il Responsabile Ufficio Parabancario, Marco Romanin e il Responsabile Direzione Commerciale, Michele Barbisan, ricevono una targa di riconoscimento per l’impegno e la professionalità di tutto il team della BCC.

tamento del 2017, ma si configura come uno strumento più selettivo e mirato, calibrato su due direttrici fondamentali: la sovranità tecnologica e la sostenibilità energetica. In questo senso, la riforma assume un valore strategico di lungo periodo, incidendo direttamente sulle politiche di innovazione e sulla capacità competitiva del sistema produttivo nazionale.

La novità normativa di marzo 2026 e la rimozione dei vincoli

Un ulteriore elemento di rilievo è rappresentato dall’intervento del D.L. 38/2026, che ha introdotto una modifica sostanziale al quadro applicativo della normativa, eliminando il vincolo del “Made in EU”. Tale intervento ha determinato lo sblocco di circa 8,4 miliardi di euro di investimenti che risultavano precedentemente sospesi a causa di incertezze interpretative e vincoli applicativi. La rimozione di tale restrizione rappresenta un passaggio particolarmente significativo, in quanto amplia in modo sostanziale la platea delle opportunità di investimento e consente alle imprese una maggiore flessibilità nelle scelte di approvvigionamento tecnologico e industriale, pur nel rispetto degli obiettivi generali di innovazione e transizione produttiva.

Soggetti beneficiari e perimetro di applicazione

Nel corso dell’intervento sono stati inoltre dettagliati i soggetti che possono accedere alle agevolazioni previste dalla nuova normativa. In particolare: Società di capitali (SpA, Srl, SapA) ed enti commerciali residenti in Italia; Società di persone (Snc e Sas), indipendentemente dal regime contabile adottato; Imprese individuali esercenti attività commerciale; Stabili organizzazioni di soggetti non residenti, purché fiscalmente operative in Italia; Enti non commerciali, limitatamente alle attività di natura commerciale e ai relativi beni strumentali. Sono stati inoltre approfonditi il funzionamento della deduzione extracontabile, le condizioni obbligatorie di accesso, i soggetti esclusi, la tempistica degli investimenti,

la finestra temporale di applicazione, le aliquote previste e una serie di esempi pratici utili a chiarire le modalità operative di utilizzo dello strumento.

Il ruolo del sistema associativo e il supporto alle imprese

A seguire sono intervenute Elisabetta Michieli, referente Finanza e Agevolazioni di Confindustria Alto Adriatico, e Anna Granata, coordinatrice Politiche Europee e Innovazione. La Michieli ha innanzitutto espresso un sentito ringraziamento per l’organizzazione curata dalla BCC Pordenonese e Monsile, sottolineando anche il prezioso supporto professionale di Michele Barbisan, responsabile della Direzione Commerciale della banca. Entrambe hanno sottolineato il ruolo centrale delle rispettive associazioni nel fornire supporto interpretativo e operativo alle imprese, evidenziando la necessità di accompagnare il tessuto produttivo in questa fase di profonda evoluzione normativa. È stato inoltre ribadito come la complessità del nuovo impianto richieda un costante dialogo tra istituzioni, sistema associativo e mondo bancario, al fine di garantire una corretta applicazione delle misure e massimizzarne l’efficacia in termini di sviluppo economico e competitività.

Le conclusioni sono state affidate a Gianfranco Pilosio, Direttore Generale di BCC Pordenonese e Monsile, il quale ha espresso un sentito apprezzamento per l’elevata partecipazione e per la qualità dei contenuti emersi durante il convegno. Ha inoltre sottolineato la particolare rilevanza della nuova normativa nel contesto attuale, evidenziando come essa rappresenti un passaggio strategico per il sostegno agli investimenti e per la crescita del sistema imprenditoriale. Il Direttore Generale ha infine ribadito la forte vicinanza della Banca a questi temi, in un’ottica di accompagnamento continuo delle imprese nei processi di sviluppo, innovazione e trasformazione, con particolare attenzione alla crescita sostenibile del territorio e al rafforzamento della sua competitività complessiva.

Franco Scolari: dall’innovazione al mare, il lungo viaggio di un Coach 5.0

Franco Scolari, milanese ma nato per una serie di coincidenze familiari a Varese il 29 marzo 1948, si forma tra calcoli, circuiti e sogni tecnologici. Laureato in ingegneria elettronica al Politecnico di Milano, coltiva fin da giovane una curiosità innata per i numeri, le macchine e tutto ciò che il mondo della scienza e della tecnologia può aprire.

Franco non è solo un individuo curioso: è l’erede di una dinastia di ingegneri iniziata con suo nonno, proseguita con suo padre e oggi continuata dalla figlia, laureata in ingegneria finanziaria e attiva professionalmente a Londra. Questa eredità familiare, fatta di passione per la precisione, innovazione e resilienza, ha forgiato in lui un carattere eclettico e irrequieto, sempre alla ricerca di nuove sfide e scoperte.

Oggi, Franco si muove tra aziende e startup come un coach visionario: trasforma le sfide in opportunità, le idee in progetti concreti, e guida chi lo circonda con l’entusiasmo di chi sa che il vero progresso nasce dall’incessante voglia di esplorare e imparare.

In ufficio come in mare, la sua leadership non impone, ma ispira, e la sua storia dimostra come passione, lungimiranza e dedizione possano diventare un’eredità viva, pronta a passare di generazione in generazione.

La sua storia

Negli anni ’70, quando i computer occupavano intere stanze illuminate da luci lampeggianti e Milano rappresentava un vivace crocevia di innovazione industriale e fermento culturale, Franco Scolari si muove come un esploratore tra i sistemi informativi di Arthur Andersen, Montedison e O.Dati, contribuendo a trasformare codici e dati in strumenti concreti al servizio delle imprese. Altrettanto significativa è l’esperienza maturata su una piattaforma petrolifera offshore nei mari del Nord per Schlumberger: un periodo intenso ma temporaneo che lo riporta ben presto a Milano, cuore del suo percorso professionale.

Gli anni ’80 lo portano a Pordenone, nel cuore del Gruppo Zanussi Electrolux, dove la sua carriera diventa internazionale e le sfide crescono di pari passo con la sua ambizione. Da Direttore dei Sistemi Informativi a Direttore Generale di Electrolux International, Scolari guida interi business, prende decisioni che segnano mercati e strategie globali, e trasforma problemi complessi in straordinarie opportunità di crescita.

Negli anni ’90 , Milano lo accoglie al Gruppo Pirelli Cavi, dove gestisce contratti internazionali da centinaia di milioni e coordina team sparsi in tutta Europa. Tra viaggi, trattative e sfide tecnologiche, emerge come manager capace di coniugare precisione tecnica e visione strategica, guidando con determinazione ogni progetto verso il successo.

Tra il 1999 e il 2003 , Scolari si immerge nel mondo delle multi utility italiane: Acegas, Vesta e AGSM. Qui scopre le infrastrutture pubbliche, l’energia, l’acqua, le reti: sfide complesse che richiedono efficienza, visione e responsabilità. È in questo periodo che affina l’arte di trasformare la complessità in sostenibilità, equilibrio e innovazione.

Dal 2004 al 2007 guida la divisione europea Bathing and Wellness di Ideal Standard Spa, armonizzando creatività, design e business. Comprende che innovare non significa solo creare prodotti migliori, ma costruire organizzazioni capaci di crescere insieme alle persone che le animano.

Poi arriva il 2008 : Franco Scolari diventa Direttore del Polo Tecnologico Alto Adriatico di Pordenone. È il coronamento di una vita professionale: qui tutto converge, dalla visione strategica alla pas -

sione per l’innovazione. Sotto la sua guida, il Polo diventa un vero ecosistema per startup e imprese innovative, partecipa a eventi internazionali come il CES di Las Vegas e sviluppa partnership con enti di ricerca come ENEA. Non solo tecnologia: Scolari porta avanti progetti di sostenibilità e parità di genere, mostrando che l’innovazione è anche sociale.

Tra il 2012 e il 2014 assume anche la guida del Consorzio di Bonifica Cellina Meduna, affrontando le sfide della gestione delle risorse idriche e della sicurezza del territorio. Parallelamente, insegna all’Università di Udine, condividendo con gli studenti esperienza, saggezza e quella passione che lo ha sempre guidato.

Oggi, Franco Scolari, dopo alcune parentesi è tornato alla guida del Polo Tecnologico Alto Adriatico, una realtà complessa, una S.C.p.A. (*società consortile per azioni) dove convivono enti pubblici, associazioni di categoria e imprese.

(*) I principali soci del Polo sono Confindustria Alto Adriatico (35,30%), la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (33,09%) e la Camera di Commercio Pordenone-Udine (10,82%). Nel loro insieme, questi tre soggetti detengono oltre il 75% del capitale sociale, esercitando quindi un ruolo determinante nell’orientamento strategico del Polo. Tra gli altri soci figurano diversi attori economici del territorio, tra cui la BCC Pordenonese e Monsile, che possiede una quota del 2,73%. Quest’ultima rappresenta uno dei soci storici del Polo e ne riconosce il ruolo di protagonista nello sviluppo economico del territorio in cui essa stessa opera.

Con l’arrivo di Scolari ha così inizio di un’era nuova: non solo laboratori e uffici, ma un vero ecosistema dove le idee possono trasformarsi in progetti concreti, e i progetti diventare motore di crescita per imprese e giovani talenti. Attualmente l’organizzazione delle funzioni del Polo vede con 14 Business Unit di ricerca per l’innovazione e il trasferimento tecnologico con sedi a Pordenone e attività anche a Trieste.

Sotto la sua guida, il Polo ha sviluppato programmi di incubazione e accelerazione per startup, promosso la digitalizzazione delle imprese locali e guidato progetti legati all’Industria 4.0. Ogni successo è frutto di visione strategica, leadership e capacità di adattamento, qualità che Scolari ha affinato negli anni della carriera manageriale. Il Polo è diventato così un punto di riferimento per la collaborazione tra università, centri di ricerca e imprese, e per la crescita dei talenti locali.

Nel maggio 2024, dopo quindici anni alla guida dell’istituzione, l’assemblea dei soci ha confermato Franco Scolari come direttore per il triennio successivo, riconoscendo il ruolo centrale della sua leadership nello sviluppo del Polo. Ancora oggi, Scolari continua a guidare l’organizzazione con passione e determinazione, trasformando le idee in innovazione concreta e mantenendo il Polo Tecnologico Alto Adriatico Andrea Galvani al centro della scena tecnologica e scientifica del territorio. Il suo obiettivo attuale è garantire continuità alla struttura, creando le condizioni per una crescita solida e duratura nel tempo.

Leadership in azione: tra innovazione e mare aperto Fuori dall’ufficio, Franco Scolari abbandonava le luci dei monitor per il respiro del vento e il movimento delle onde. La barca a vela non era per lui un semplice passatempo: era un laboratorio di vita, un luogo dove la teoria incontrava l’esperienza e dove ogni decisione aveva conseguenze immediate. Gestire il vento, interpretare le correnti, coordinare la squadra di bordo: tutte abilità che Scolari aveva sempre portato nella sua carriera, ora si manifestavano in modo concreto, viscerale, in mezzo al mare. Navigare per lui è una scuola di resilienza e libertà. Ogni regata, ogni uscita anche fuori stagione, è un’occasione per affinare strategia, adattabilità e leadership, e per affrontare le sfide con calma e determinazione. La barca, ormeggiata in darsena a Trieste, non è solo un mezzo, ma un rifugio: a volte ci dorme, ascoltando il respiro del mare e il fischio della bora, lasciando che il mondo esterno si allontanami fino a diventare un eco lontano.

In questo microcosmo sospeso tra cielo e acqua, Scolari ritrova la sua energia e la sua ispirazione. Il mare è il suo mondo, e su quelle acque ogni onda, ogni vento, ogni decisione lo riporta a se stesso, più forte e più libero di prima.

Franco Scolari non è soltanto un manager: è un esploratore dell’innovazione, un uomo che vive tra idee e mare aperto, dove la bussola non è mai fissa e la rotta cambia al ritmo della curiosità. La sua carriera è un mosaico di esperienze che spaziano dai primi, pionieristiche tecnologie agli odierni ecosistemi digitali e startup, un percorso segnato dalla voglia incessante di scoprire, sperimentare e trasformare. La sua mente irrequieta lo porta a guardare oltre l’ovvio, a interrogare ogni sfida come un’opportunità di crescita, e ogni progetto come un terreno fertile per nuove soluzioni. È questa sua inclinazione naturale a rendere la sua leadership unica: non impone, guida; non dirige, accompagna. In ufficio come in mare, Franco diventa un coach, un mentore capace di ispirare chi lo circonda a vedere il mondo non come è, ma come potrebbe diventare.

Eclettico, curioso, audace: la sua energia contagiosa trasforma la quotidianità in avventura, le difficoltà in stimolo, le idee in realtà. Chi lavora con lui sa che seguirlo significa essere pronti a navigare in acque nuove, a esplorare territori inesplorati, e a crescere non solo professionalmente, ma come persone, imparando dal suo esempio che il vero progresso nasce dall’incessante ricerca del nuovo.

BCC Pordenonese e Monsile e Fidimpresa

Friulveneto

Nuovo modello per facilitare

l’accesso al credito delle PMI.

Finanziamenti fino a 500.000 euro

La Redazione

BCC Pordenonese e Monsile e Fidimpresa

Friulveneto hanno siglato un accordo operativo innovativo per semplificare, velocizzare e rendere più trasparente l’accesso al credito per le PMI del territorio.

Il modello

L’obiettivo condiviso è di ottimizzare i processi di concessione dei finanziamenti e rilascio delle garanzie, riducendo sovrapposizioni e inefficienze nella raccolta documentale, anche in ottica di sostenibilità. Le attività preliminari – raccolta, verifica e trasmissione dei documenti – potranno essere svolte sia dalla Banca sia dal Confidi, secondo procedure condivise, senza modificare le rispettive responsabilità decisionali.

Importi e criteri

L’accordo ha durata iniziale di 12 mesi, con rinnovo tacito, e si inserisce nel quadro delle convenzioni già in essere nel sistema del Credito Cooperativo, senza modificarne i contenuti. I finanziamenti previsti includono diverse soluzioni – tra cui mutui, anticipi fatture, fidi di conto corrente e strumenti per l’internazionalizzazione – con importo massimo fino a 500.000 euro. Le condizioni sono definite caso per caso, nel rispetto dei parametri di rischio stabiliti da Banca e Confidi. È inoltre prevista l’adozione di criteri minimi di eleggibilità delle pratiche, per garantire uniformità e rapidità nelle decisioni, e l’utilizzo di una piattaforma digitale unica per la gestione documentale, assicurando tracciabilità, sicurezza e corretto flusso informativo. Tra i punti chiave, supporto operativo alle imprese nella predisposizione delle pratiche; piena autonomia decisionale della Banca per i finanziamenti e del Confidi per le garanzie; criteri condivisi di valutazione; checklist documentale unica e aggiornabile; digitalizzazione dei processi nel rispetto della normativa privacy.

Le dichiarazioni

«Questo modello di collaborazione – dichiara Francesco Salvadori, Vicepresidente della BCC Pordenonese e Monsile – offre alle piccole e medie imprese del territorio interessato un accesso al credito più rapido e trasparente, valorizzando le eccellenze locali e sostenendo le filiere produttive tipiche della zona. Grazie a un’ottimizzazione delle fasi preliminari, le imprese possono avviare i progetti senza rallentamenti burocratici, mentre le decisioni finali restano saldamente nelle mani di Banca e Confidi. L’iniziativa rafforza il tessuto economico locale, promuovendo innovazione e sviluppo sostenibile nelle comunità in cui operiamo».

«Questo accordo – aggiunge Cristian Vida, Vicepresidente di Fidimpresa Friulveneto – rappresenta un passo concreto verso un modello di accesso al credito più efficiente e vicino alle esigenze delle PMI. La collaborazione operativa con la BCC Pordenonese e Monsile consente di semplificare i processi, migliorare la qualità delle pratiche e ridurre i tempi di risposta, a beneficio diretto delle imprese. Il ruolo di Fidimpresa Friulveneto resta centrale nella valutazione e nel rilascio delle garanzie, ma si arricchisce di una maggiore integrazione operativa che rafforza il supporto alle aziende, soprattutto nelle fasi iniziali. Questo significa accompagnare in modo più efficace gli imprenditori nei loro percorsi di crescita, investimento e sviluppo».

Leggi tutto qui: www.bccpm.it/accordofidimpresafriulveneto

The Glass Élite: la piattaforma per mettere in contatto le cantine con clienti e distributori internazionali

Nell’ambito del BCC Innovation Festival, iniziativa promossa dal Gruppo BCC Iccrea per sostenere startup e progetti innovativi, tra i progetti premiati a Roma il 4 dicembre scorso, vi era un progetto presentato dalla BCC Pordenonese e Monsile: The Glass Élite.

The Glass Élite è una startup/ piattaforma tecnologica italiana nata a Pordenone nel 2023 e collegata al Polo Tecnologico Alto Adriatico Andrea Galvani ed è dedicata al settore vitivinicolo,

pensata per mettere in contatto le cantine con clienti e distributori internazionali. La società che sviluppa il progetto è Through Tech srl, fondata da Alessandra Tugnolo , Amministratore unico e Founder, con l’obiettivo di facilitare la vendita e la promozione dei vini, aiutando i produttori a espandere la loro presenza nei mercati globali e a valorizzare i propri prodotti attraverso strumenti digitali innovativi.

Il progetto è stato premiato al BCC Innovation Festival perché propone una soluzione unica che unisce digitalizzazione e internazionalizzazione nel settore vitivinicolo. La piattaforma permette un contatto diretto tra cantine e produttori di vino con distributori, importatori e ristoratori di diversi Paesi, semplificando notevolmente la vendita e la promozione dei vini en primeur sui mercati esteri.

Le cantine possono creare una vera e propria vetrina digitale, anche attraverso un metaverso, presentando i propri prodotti con informazioni dettagliate su caratteristiche del vino, annata, prezzo e disponibilità. In questo modo, i buyer professionali hanno la possibilità di scoprire nuovi produttori e instaurare contatti commerciali in maniera immediata e sicura.

Un elemento distintivo di The Glass Élite è l’adozione della tecnologia blockchain , che garantisce maggiore trasparenza e tracciabilità delle informazioni relative ai prodotti e alle transazioni. I dati inseriti sulla piattaforma diventano così più sicuri e verificabili, incrementando la fiducia reciproca tra produttori e compratori. Il nome stesso del progetto richiama questo principio: la trasparenza e la qualità superiore. Il progetto introduce un modello “en primeur” , che consente ai buyer di acquistare i vini in maturazione anni prima che siano commercializzati, anche in piccole quantità. Questo approccio permette ai produttori di ottenere liquidità anticipata, aprendo questo mercato, una volta riservato ai grandi operatori, anche ai piccoli acquirenti, aprendo nuove opportunità strategiche sia sul fronte finanziario che commerciale.

Grazie a questa piattaforma, le difficoltà che molte piccole e medie cantine incontrano accesso alla liquidità potranno essere ridotte, grazie al flusso di liquidità creato dagli acquirenti, i quali potranno fruire delle medesime risorse fintech sul vino acquistato in maturazione. Le aziende possono promuovere i propri vini a livello internazionale, riducendo i rischi e ottimizzando le risorse.

Per questi motivi, la giuria del festival ha considerato il progetto particolarmente innovativo: favorisce la digitalizzazione di un settore tradizionale come quello vitivinicolo e amplifica le opportunità delle aziende sui mercati esteri. L’obiettivo futuro, entro il 2027, è sviluppare un ecosistema ancora più completo, che sfrutti la tecnologia blockchain non solo per facilitare l’incontro tra produttori e buyer, ma anche per offrire strumenti di supporto, servizi di consulenza e soluzioni integrate lungo l’intera filiera vitivinicola. In questo modo, The Glass Élite si propone di diventare un punto di riferimento globale per la vendita e la creazione di garanzie per i vini di qualità senza entrare – per ora - nel merito dell’eccellenza o del collezionismo.

“Questo progetto consente di pianificare i finanziamenti in modo strategico, prevedendo scenari di crescita e gestione delle risorse, garantendo al contempo che, indipendentemente dall’andamento del prodotto sul mercato, il suo valore rimanga stabile nel tempo e la sua utilità continui a essere pienamente apprezzata. In altre parole, la piattaforma non solo valorizza il vino come prodotto, ma ne preserva anche il potenziale economico e operativo, offrendo sicurezza e continuità sia ai produttori che ai compratori” – conclude così Alessandra Tugnolo.

HIRO: il mental coach tecnologico che trasforma l’intelligenza artificiale in alleata della crescita personale

“Hiro” non è soltanto una startup tecnologica, ma un progetto innovativo che si inserisce nel contesto attuale di rapida evoluzione dell’intelligenza artificiale ed è tuttora in fase di sviluppo. L’idea nasce da Arbias Mucka, laureato in Digital Management presso H-FARM in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, all’interno di un percorso formativo che integra competenze manageriali, digitali e imprenditoriali. È in un particolare momento personale e di riflessione psicologica, che Arbias avverte il bisogno di creare qualcosa che possa sostenere la dimensione emotiva delle persone, non limitandosi a fornire risposte, ma offrendo piuttosto uno spazio in cui ritrovarsi e sentirsi ascoltati. Con il supporto di Enrico Malachin, co-fondatore, decide quindi di avviare lo sviluppo di un progetto di intelligenza artificiale generativa inizialmente chiamato “mAInd”, successivamente rinominato “HIRO”, con una forte impronta umanistica. Non si tratta di un semplice assistente digitale orientato alla produttività, ma di una vera e propria “presenza conversazionale”,

progettata per accompagnare l’utente nella vita quotidiana. Questo posizionamento riflette una delle traiettorie più interessanti dell’intelligenza artificiale contemporanea: il passaggio da strumento funzionale a interlocutore relazionale. Oggi Hiro è composto dai due co-fondatori e da un team di quattro persone: Jimmy Babuin, Andrea Pedalà, Rocco Lorè e Gaia Catalano, oltre a Gerardo Acampora, che li ha sostenuti in qualità di sponsor. Hiro è tra i vincitori del BCC Innovation Festival 2025, rientrando tra gli otto progetti premiati durante il Festival Day di Roma e salendo anche sul podio insieme ad altre realtà innovative. Premiata come startup basata sull’intelligenza artificiale che funziona come un mental coach digitale, accessibile anche tramite chat con l’obiettivo di supportare le persone nella gestione delle emozioni, nel miglioramento del benessere mentale e nel raggiungimento dei propri obiettivi personali. In questo contesto, la BCC Pordenonese e Monsile ha svolto un ruolo centrale nella promozione e nel sostegno del BCC Innovation Festival, un’iniziativa de -

Marika Lion

dicata alla valorizzazione di startup e progetti innovativi ad alto impatto.

In particolare, Arbias descrive un insieme di “isole” tematiche ben definite, come la famiglia, lo studio e altre aree significative della vita quotidiana (Isola dell’Io, Isola dei Legami e Isola della Rotta) che rappresentano i diversi contesti in cui l’utente può riconoscersi e da cui può iniziare il proprio percorso di interazione. Attraverso queste dimensioni, la persona può avviare un dialogo con l’intelligenza artificiale, utilizzandola come strumento per stimolare la riflessione personale, aumentare la consapevolezza di sé favorire il benessere socio-emotivo. L’obiettivo non è semplicemente quello di fornire risposte o automatizzare attività, ma di accompagnare l’utente in un percorso di conoscenza personale, aiutandolo a sentirsi meno solo e a esprimersi in un contesto percepito come non giudicante, a differenza di quanto potrebbe avvenire in alcune interazioni con familiari, insegnanti o psicologi.

In questa prospettiva, Hiro si inserisce nella categoria dei “mental coach AI” o, più precisamente, degli “AI companion”: sistemi progettati per instaurare una relazione conversazionale continuativa con l’utente, andando oltre la logica del semplice chatbot e avvicinandosi a una forma di interazione più stabile, empatica e relazionale.

L’uso della voce e l’integrazione di ulteriori sistemi interattivi rappresentano il prossimo passo evolutivo, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la dimensione relazionale. In questo modo, l’esperienza diventa più naturale e immediata, avvicinandosi sempre di più a una conversazione umana, andando oltre il semplice scambio di messaggi testuali.

Il punto forse più innovativo risiede nel ruolo che Hiro ambisce a ricoprire: quello di un vero e proprio mental coach tecnologico. In un’epoca segnata da sovraccarico informativo, isolamento sociale e crescente complessità nei processi decisionali, strumenti di questo tipo possono assumere un impatto significativo. Un’AI come Hiro può infatti aiutare le persone a fermarsi, riflettere, rielaborare le proprie esperienze e affrontare le scelte quotidiane con maggiore consapevolezza. Non si tratta di sostituire figure professionali come psicologi o coach umani, ma di offrire un supporto costante, sempre accessibile, in grado di stimolare domande, proporre nuove prospettive e accompagnare nel tempo percorsi di crescita personale. Questa funzione è particolarmente rilevante perché contribuisce a democratizzare l’accesso a pratiche che in passato erano spesso limitate a contesti specifici, come il coaching o la formazione avanzata. Un mental coach tecnologico, come HIRO, può infatti rendere più diffusi strumenti di introspezione, gestione delle emozioni e sviluppo personale, integrandoli in modo semplice e naturale nella vita quotidiana. Allo stesso tempo, questa evoluzione apre anche nuove riflessioni sul rapporto tra esseri umani e tecnologia, soprattutto in termini di fiducia, possibile dipendenza e autenticità della relazione che si instaura con sistemi di questo tipo.

Per Enrico è importante precisare che Hiro è attualmente in una fase di evoluzione: l’infrastruttura tecnologica, così come i presidi su Privacy e policy,

fanno parte di un percorso di sviluppo già avviato e progettati per garantire standard solidi e sostenibili nel tempo, in linea con la crescita del prodotto.

Si tratta, dunque, di un progetto in continua evoluzione, destinato a crescere anche grazie al confronto diretto con gli utenti. Proprio per la natura delle tematiche trattate, l’accesso sarà riservato a un pubblico maggiorenne, a partire dai 18 anni. Tra i possibili ambiti di applicazione, emerge inoltre un interesse particolare verso il mondo degli sportivi, dove la dimensione emotiva legata alla performance e al risultato gioca un ruolo determinante.

In questo scenario, come sottolinea Enrico, il progetto si colloca così in una zona di confine tra tecnologia, psicologia e formazione, anticipando possibili sviluppi futuri dell’intelligenza artificiale come “compagno cognitivo”, più che semplice assistente operativo.

Ecco allora che HIRO si presenta come un progetto promettente, capace di assumere i contorni di un laboratorio di sperimentazione, in cui l’intelligenza artificiale viene esplorata come possibile alleata nella vita quotidiana: non solo uno strumento per aumentare l’efficienza, ma un mezzo per favorire una maggiore comprensione di sé, delle proprie emozioni e del mondo che ci circonda. In questo senso, emerge con forza il valore umano del progetto, che prova a ridefinire il rapporto tra persona e tecnologia, avvicinandosi a quella forma di collaborazione tra uomo e AI che da tempo si immagina e si attende.

In questo percorso si inserisce il coinvolgimento di BCC Pordenonese e Monsile, che affianca con entusiasmo il progetto Hiro in coerenza con la missione del credito cooperativo: promuovere lo sviluppo e sostenere l’imprenditorialità innovativa, offrendo visibilità, opportunità di networking e un supporto concreto alle realtà emergenti. Attraverso questo impegno, BCC Innovation Festival, si conferma una piattaforma strategica capace di mettere in relazione innovazione, finanza e comunità, favorendo la crescita di progetti come Hiro e degli altri protagonisti dell’iniziativa.

Dalle radici familiari a un modello responsabile di ospitalità nel turismo jesolano

La visione umana di Michele Fontebasso

e famiglia

In una giornata di fine primavera, con il mare particolarmente mosso e un’atmosfera sospesa tra la quiete della bassa stagione e l’attesa dell’estate, incontriamo Michele Fontebasso, proprietario dell’Hotel Nettuno. È lui a condurci dentro le memorie della sua famiglia, intrecciate alla storia stessa del turismo jesolano. Racconta del padre, Giordano Fontebasso, conosciuto da tutti come Nini, che alla fine degli anni Cinquanta partì per l’Australia in cerca di lavoro. Il viaggio durò 33 giorni a bordo di una nave mercantile, segnando l’inizio di un’esperienza intensa: dal 1957 al 1961 lavorò come muratore, costruendo non solo edifici, ma anche le basi del futuro della sua famiglia. Rientrato a Jesolo in un momento in cui il litorale stava iniziando a trasformarsi grazie al boom turistico, decise di investire proprio lì. Aprì il suo primo chiosco sulla spiaggia, nelle vicinanze dell’Hotel Nettuno, struttura fondata nel 1954 dalla famiglia Olivetti, quando l’area era ancora agli inizi del suo sviluppo turistico.

Mentre Michele, insieme al fratello e alla sorella, portava avanti gli studi, non mancava di dare una mano al padre nelle attività di famiglia: dal chiosco sulla spiaggia fino al carrettino dei gelati, il “The Blue Carret”, simbolo di un’epoca fatta di impegno quotidiano e spirito di iniziativa. Terminato il servizio militare, dentro di lui rimase vivo un sogno preciso: diventare albergatore. L’occasione arrivò quando si presentò la possibilità di acquistare l’Hotel Nettuno. Il 1° maggio 1996 quel sogno si trasformò in realtà, segnando l’inizio della sua attività come imprenditore balneare. Al suo fianco, fin da subito, la infaticabile e profondamente responsabile moglie Solidea, che assunse un ruolo fondamentale occupandosi della gestione amministrativa. Insieme hanno costruito, negli anni, un percorso imprenditoriale solido, dando vita a diverse realtà legate al mondo dell’ospitalità.

L’avvio non fu privo di sfide: con la richiesta di un primo mutuo di 2

miliardi di lire, la famiglia investì con determinazione nel progetto. I risultati non tardarono ad arrivare: già entro il terzo anno, il fatturato dell’hotel risultò raddoppiato, confermando la validità delle scelte fatte. Nel 1998 Michele compì un ulteriore passo decisivo, acquistando insieme al fratello l’adiacente Hotel Piccadilly, consolidando la proprietà e ampliando in modo significativo la capacità ricettiva, rafforzando così la propria presenza nel panorama dell’ospitalità jesolana. Nel frattempo, l’Hotel Nettuno cresce in modo significativo, passando da 74 a 113 camere. Un’evoluzione seguita passo dopo passo da Michele, che cura personalmente ogni intervento di restauro e ampliamento, affiancato da un collaboratore di fiducia, Florin.

Tradizionalmente, i lavori venivano concentrati nei mesi invernali, quando l’attività alberghiera rallenta. Da questa organizzazione nasce un’intuizione imprenditoriale: internalizzare i servizi di manutenzione. Michele decide così di creare una propria società dedicata, composta da una squadra specializzata di manutentori, incaricata di seguire in modo continuativo tutte le proprietà del gruppo, man mano che queste crescono e si sviluppano nel tempo.

Le estati si susseguono e, con il tempo, la famiglia diventa sempre più unita anche nella gestione delle attività. Accanto alla moglie Solidea entrano progressivamente anche i figli, Federico e Caterina, portando nuova energia e continuità al progetto.

Nel 2006 Michele realizza un intervento importante all’interno

Cliente BCC Pordenonese e Monsile da circa 6 anni

dell’Hotel Nettuno: nasce una spa di 300 mq, concepita come una vera oasi di benessere. Dotata di ogni comfort, offre un’esperienza unica grazie alla vista sul mare, visibile dalle vetrate della sauna e della piscina riscaldata, trasformando il relax in un’esperienza immersiva e suggestiva. Parallelamente viene realizzato anche un ristorante al piano superiore, una sorta di terrazza sospesa tra cielo e mare, affacciata sulla promenade di Jesolo, che regala agli ospiti una prospettiva privilegiata e un’atmosfera unica. Nel 2010 muore il fratello di Michele e dopo alcuni anni di gestione della nipote, l’hotel Piccadilly viene ceduto al gruppo Fontebasso.

Ma la storia non si ferma. Nel 2016 la famiglia amplia ulteriormente le proprie attività con l’acquisto del ristorante “Il Giardino” in via Bafile 7, seguito nel 2020 da “Tempini”, sempre nella stessa via. Un investimento importante, maturato a ridosso del 6 marzo 2020, alle porte di un periodo complesso segnato dallo scoppio del COVID-19. Nonostante le difficoltà, la famiglia non si lascia scoraggiare e sceglie di trasformare quel momento in un’opportunità: investe tempo nella formazione e nello studio, con l’obiettivo di rafforzare le competenze e migliorare le performance future.

Parallelamente viene ulteriormente sviluppata la visione imprenditoriale basata sull’internalizzazione dei servizi. Nascono così due nuove società dedicate: una lavanderia e una realtà specializzata nella ristorazione, pensate per ottimizzare i processi e rendere più efficiente la gestione operativa. I ristoranti, nel frattempo, vengono affidati completamente al figlio Federico, che ne cura lo sviluppo e la gestione, garantendo continuità e slancio al progetto familiare, mentre la figlia Caterina assiste la madre nella gestione amministrativa degli alberghi. Nel percorso di crescita e diversificazione degli investimenti, Michele amplia ulteriormente i propri orizzonti entrando, insieme ad alcuni soci, anche nel settore dell’ospitalità urbana. Nasce così l’acquisizione della “1891 Luxury Suite”, una realtà composta da cinque unità di pregio nel cuore di Verona, a pochi passi dall’Arena di Verona.

L’espansione prosegue comunque a Jesolo: nel 2021 viene acquisito l’Hotel Jesulum, con l’obiettivo di replicare e adattare il modello di successo già sperimentato con l’Hotel Piccadilly. Nel 2023 si aggiunge un’ulteriore struttura, l’Hotel Delaville, rafforzando un percorso di crescita solido e progressivamente più strutturato nel settore dell’ospitalità. In quest’ottica di sviluppo, orientata a una sempre maggiore efficienza e integrazione, prende forma anche un modello organizzativo basato sull’economia di scala: nasce così la prima società di rete, realizzata attraverso un processo di fusione per incorporazione, con l’obiettivo di ottimizzare risorse, competenze e gestione delle diverse realtà.

Ciò che emerge con forza da questa scelta è un’idea di impresa che non si limita alla sola efficienza economica, ma che riconosce nelle persone il suo vero capitale strategico. L’acquisto dell’Hotel Apollo, destinato a ospitare fino a 80 collaboratori, diventa così molto più di una soluzione logistica: è la manifestazione concreta di un modello organizzativo centrato sull’investimento umano. Un ecosistema aziendale in cui il benessere delle persone non è un effetto secondario, ma un principio fondante. Mettere a disposizione un luogo dedicato all’accoglienza del personale significa creare condizioni di stabilità, dignità e cura quotidiana, favorendo senso di appartenenza e continuità.

In questa prospettiva, l’impresa non è più soltanto una struttura produttiva, ma si configura come una comunità viva e integrata, in cui lavoro e vita non sono dimensioni separate o in tensione, bensì parti di un equilibrio più ampio e armonico. È un approccio che segna un vero cambio di paradigma: non sono le persone a doversi adattare rigidamente all’organizzazione, ma è l’organizzazione stessa a modellarsi a partire dai bisogni, dalla dignità e dal benessere delle persone. Da questa inversione di sguardo emerge un’idea di turismo profondamente più consapevole e sostenibile, che affonda le proprie radici in una sensibilità etica prima ancora che economica. L’accoglienza non è intesa come semplice servizio, ma come relazione autentica, costruita sulla cura, sul rispetto e sull’attenzione verso chi lavora e verso chi viaggia. In questo senso, un metodo ormai indispensabile per lo sviluppo del settore è l’integrazione strutturale tra sostenibilità sociale, organizzativa e formativa: la capacità cioè di costruire modelli d’impresa che investano in modo continuativo sulle persone, sulla loro crescita professionale e sul loro benessere, rendendo stabile ciò che spesso viene trattato come variabile. È proprio questa visione sistemica, che unisce formazione, qualità del lavoro e responsabilità sociale, a determinare oggi la solidità e la competitività delle realtà turistiche.

In questa visione della famiglia Fontebasso, l’investimento umano si afferma come il vero fondamento di un modello turistico responsabile, capace di generare valore non solo economico, ma anche sociale e culturale. È un’idea di turismo che non consuma territori e persone, ma li valorizza; che non separa collaboratori, ospiti e comunità, ma li intreccia all’interno di un sistema equilibrato, sostenibile e profondamente umano. Un valore aggiunto che affonda le proprie radici lontano, nei sacrifici e nella determinazione di un uomo che attraversò l’oceano per costruire un futuro alla propria famiglia: “Nini”. Da quel viaggio e da quella forza originaria prende forma una visione d’impresa che ancora oggi si traduce in accoglienza, responsabilità e attenzione alle persone, come elementi centrali e irrinunciabili dello sviluppo turistico.

Intervista a Mario Giacomini della Tecnoinox

Crescita, innovazione e capitale umano nel cuore di Porcia

Oggi ci troviamo a Porcia, in Friuli-Venezia Giulia, precisamente presso la sede di Tecnoinox, azienda fondata da Mario Giacomini, classe 1955, anch’egli originario di Porcia, sposato con Fiorella e padre di due figli, Riccardo e Martina.

Dopo aver conseguito il diploma di perito tecnico industriale, Giacomini inizia la sua carriera nel 1975 presso FAI, parte di Zanussi Grandi Impianti, dove lavora per circa dieci anni. È proprio da un’idea condivisa tra due colleghi che nasce il desiderio di intraprendere un percorso imprenditoriale autonomo: nel 1984 viene così fondata Tecnoinox, che nel 1988 si trasferisce nell’attuale zona industriale di Porcia. Il progetto iniziale prevedeva la produzione di apparecchiature da banco, soluzioni semplici destinate al mondo della ristorazione e dei professionisti dell’Ho.Re.Ca. Nel tempo, l’azienda sviluppa i suoi prodotti leader: salamandre, cucine modulari e forni per la ristorazione e la pasticceria, progettati per soddisfare le esigenze dei professionisti del settore.

Cliente BCC Pordenonese e Monsile da 9 anni

Nel 1990, rispondendo alle nuove esigenze del mercato, l’azienda amplia la propria offerta introducendo apparecchiature modulari, sia elettriche che a gas. Successivamente vengono sviluppate linee di gamma alta, destinate anche a clienti come enti e comunità.

Fin dagli inizi, Tecnoinox si distingue per una scelta strategica precisa: rivolgersi ai mercati del Centro e Nord Europa, dove è richiesta una combinazione di design, robustezza e affidabilità. Una visione che ancora oggi rappresenta il cuore dell’identità aziendale e guida tutte le strategie imprenditoriali, con un’attenzione costante alla qualità.

Nel corso degli anni, anche grazie all’ingresso in azienda di Riccardo, forte di una formazione in ingegneria aeronautica e di un’esperienza di cinque anni in Toyota, Tecnoinox ha conosciuto una crescita significativa, ampliando progressivamente la propria presenza sui mercati internazionali. Dall’Europa dell’Est fino alla Russia, passando per il Medio Oriente e il Nord Africa, l’azienda ha saputo intercettare nuove opportunità, adattandosi a contesti diversi ma mantenendo sempre coerente la propria identità fondata su qualità, affidabilità e solidità progettuale. Pure la figlia Martina ha collaborato per un periodo con l’azienda: laureata in Economia Finanziaria, ha contribuito alle attività aziendali prima di intraprendere una nuova esperienza professionale all’estero, dove attualmente lavora in un altro contesto.

Oggi Tecnoinox può contare su circa cento collaboratori e tre stabilimenti produttivi, tutti situati a Porcia. Una realtà strutturata e organizzata, ma che conserva ancora una forte impronta familiare e una visione imprenditoriale chiara, guidata dai valori trasmessi dal fondatore Mario Giacomini.

Tra questi valori, il più distintivo è senza dubbio l’investimento continuo nel capitale umano. In Tecnoinox la formazione non è considerata un’attività accessoria, ma un pilastro strategico su cui costruire il presente e il futuro dell’azienda. Vengono organizzati regolarmente corsi di aggiornamento tecnico, sessioni di formazione specialistica e percorsi di crescita professionale che coinvolgono tutti i livelli dell’organizzazione. L’obiettivo è quello di mantenere elevate competenze interne, ma anche di stimolare curiosità, spirito critico e capacità di innovazione.

La formazione si estende inoltre alla rete commerciale: i rivenditori, infatti, non sono semplici intermediari, ma veri e propri partner. Per questo motivo vengono coinvolti in programmi dedicati che permettono loro di conoscere a fondo i prodotti, le tecnologie e le soluzioni offerte da Tecnoinox, così da poter trasferire al cliente finale non solo un prodotto, ma un servizio completo fatto di consulenza, affidabilità e competenza. Questo approccio crea una filiera coesa, dove ogni attore contribuisce attivamente alla qualità complessiva dell’esperienza offerta. Questa forte cultura della formazione genera un impatto diretto anche sull’efficienza produttiva. La preparazione del personale, unita a processi interni ben strutturati e all’utilizzo di tecnologie avanzate, consente all’azienda di essere estremamente reattiva. Tecnoinox è infatti in grado di garantire tempi di consegna molto rapidi, fino a 48 ore, mantenendo standard qualitativi elevati e costanti. Un risultato che non deriva solo dall’organizzazione tecnica, ma soprattutto dalla competenza e dal coordinamento delle persone coinvolte.

Un esempio concreto della solidità di questo modello si è avuto

durante il periodo del COVID. In un contesto globale di forte incertezza e rallentamento, Tecnoinox è riuscita a mantenere attiva la propria produzione, operando nel rispetto delle rigorose misure di sicurezza sanitaria. Grazie a commesse già avviate, tra cui importanti forniture di grandi cucine per strutture ospedaliere, l’azienda ha continuato a lavorare, contribuendo in modo concreto a rispondere a esigenze reali e urgenti. Questo ha permesso non solo di garantire continuità operativa, ma anche di dimostrare affidabilità in un momento particolarmente critico.

Tutto ciò evidenzia come l’attenzione al capitale umano non sia soltanto un principio dichiarato, ma una leva concreta di sviluppo. La formazione continua, la valorizzazione delle competenze e il coinvolgimento attivo di tutte le persone, dai collaboratori interni ai partner commerciali, rappresentano il vero motore della crescita di Tecnoinox. È proprio questa combinazione di visione imprenditoriale, organizzazione efficiente e investimento sulle persone che consente all’azienda di distinguersi sul mercato, offrendo soluzioni complete e affidabili, capaci di soddisfare le esigenze di una clientela internazionale sempre più attenta e qualificata, mantenendo al contempo un elevato standard qualitativo in ogni fase del processo.

D.B. Group, una storia di visione e crescita

Dalle origini alla nuova geometria delle spedizioni

Era il 1970 quando Angelo De Bortoli, padre di Vittorino e Valter, conosciuto da tutti semplicemente come “Galliano”, iniziò la sua avventura nel mondo dei trasporti. Con una piccola flotta di tredici, forse quattordici camion, percorreva le strade del Veneto come corriere nazionale e distributore groupage, offrendo i suoi servizi inizialmente al settore vinicolo, cuore pulsante dell’economia locale. Siamo nella provincia di Treviso, nel comune di Maser, terra elegante e operosa, celebre anche per la magnificenza della Villa Barbaro, il capolavoro palladiano che domina i dolci pendii asolani con la sua bellezza senza tempo. In quel paesaggio fatto di colline, vigneti e tradizioni, Angelo costruì giorno dopo giorno la sua attività, con il sacrificio di chi conosce il valore della strada e del lavoro.

All’inizio i camion trasportavano soprattutto vino e prodotti legati all’agricoltura locale, ma il Veneto di quegli anni era una terra in fermento. L’economia cresceva rapidamente e nuovi distretti industriali iniziavano a prendere forma. Angelo comprese presto che il futuro non si sarebbe fermato alle cantine e ai vigneti. Così, lentamente ma con determinazione, l’azienda ampliò i propri orizzonti fino a intercettare quel nascente distretto calzaturiero sportivo che stava prendendo vita tra Asolo e Montebelluna. Era l’inizio di una rivoluzione industriale che avrebbe reso quel territorio famoso nel mondo per la produzione di scarponi,

Marika Lion

scarpe sportive e attrezzature tecniche. Angelo seppe cogliere quell’opportunità con lo spirito pratico degli imprenditori veneti: camion dopo camion, viaggio dopo viaggio, costruì una rete di trasporti affidabile, diventando un punto di riferimento per molte aziende del territorio. La sua storia è quella di un Veneto che cresceva, lavorava e guardava lontano, senza mai dimenticare le proprie radici. Più tardi entra in azienda Vittorino, mentre Valter attese la fine del servizio militare. Nel frattempo l’attività era cresciuta a livello internazionale, passando per la Svizzera. All'epoca, il transito da Chiasso era una tappa obbligata per raggiungere l’Austria, la Svizzera e la Francia. Nel 1979 Valter muove i primi passi nel settore e, l’anno successivo, nasce la De Bortoli Srl. L’azienda si insedia in un sito appartenuto a una vecchia fornace a Biadene di Montebelluna, ancora oggi sede principale dell’attività. Agli inizi degli Anni ’80 esplode il mercato della calzatura.

La richiesta era in continua crescita e da qui la De Bortoli iniziò a ridefinire i confini del proprio servizio di logistica, ampliando costantemente l’offerta e puntando sempre di più sulla qualità e sull’efficienza. Parallelamente si sviluppò anche l’industria dell’occhialeria nel Bellunese, settore che divenne presto strategico per l’esportazione internazionale. Nel 1995 la D.B. entrò nel mercato francese e, l’anno successivo, aprì le prime sedi in Giappone. Da questa espansione nacque un nuovo modello logistico dedicato all’export: il costo del trasporto non veniva più calcolato esclusivamente sulla tratta, ma sul numero dei pezzi trasportati, introducendo così un sistema più flessibile e competitivo. Nel 1998 venne fondata la D.B. Group Srl, con l’ingresso anche in Romania, Paese che in quegli anni stava vivendo delocalizzazione della produzione da parte di numerose aziende del distretto della scarpa sportiva. Nel 1999 viene costituita la joint venture in Germania. Negli anni 2000 l’azienda vive una fase di forte crescita e internazionalizzazione.

Non meno interessanti sono le iniziative realizzate tra il 2000 e il 2009, anni caratterizzati da una forte crescita e da un’importante espansione internazionale. Nel 2000 l’azienda ottiene la certificazione UNI EN ISO 9001:2000, confermando l’attenzione alla qualità e all’organizzazione dei processi. Nel 2002 vengono aperte le prime sedi negli USA e avviata una joint venture in Spagna, segnando l’inizio di una presenza sempre più globale. Nel 2003 il percorso di sviluppo prosegue con nuove acquisizioni societarie, mentre nel 2004 viene inaugurata una nuova sede a Hong Kong, rafforzando ulteriormente la presenza dell’azienda sui mercati internazionali. L’espansione continua nel 2006 con l’apertura di nuove sedi in India e Cina; nel 2007 nasce D.B. Group S.p.A. e viene inaugurato un nuovo ufficio ad Atlanta. Infine, nel 2009, l’azienda consolida ulteriormente la propria presenza internazionale con nuove filiali in India e sempre negli Stati Uniti.

Dal 2010 al 2024 il percorso di sviluppo dell’azienda appare inarrestabile, sostenuto non solo dalla continua espansione internazionale, ma anche dal rafforzamento della Governance interna. In

In foto da sinistra: Silvia Moretto – Ceo D.B. Group - Valter De Bortoli – President D.B. Group - Nicola De Bortoli - Chief Strategic Development Officer D.B. Group - Silvia De Bortoli - Chief Communication Marketing & Sustainability Officer D.B. Group - Vittorino De Bortoli – Founder D.B. Group

questi anni fanno il loro ingresso in azienda due dei figli di Valter: Silvia e Nicola, assumendo ruoli chiave all’interno del CdA e contribuendo alla crescita strategica del gruppo. Parallelamente, Silvia Moretto viene confermata in un ruolo di primo piano, passando dalla posizione di CFO a quella di CEO, e consolidando ulteriormente la visione internazionale del gruppo.

Ciò che distingue davvero D.B. Group è la centralità delle persone all’interno dell’azienda: la collaborazione tra colleghi, fornitori e clienti rappresenta il motore autentico della crescita. Il benessere delle persone viene considerato una risorsa fondamentale da valorizzare, perché è proprio da un ambiente dinamico, inclusivo e in continua evoluzione che nasce la forza di una realtà capace di innovarsi senza mai fermarsi. A confermare questa visione contribuisce anche l’elevata presenza femminile nel management di D.B. Group, elemento distintivo della società. Tra le altre figure chiave spicca anche Elisa Cremasco, CFO e direttrice finanziaria di gruppo, insieme a numerose manager donne alla guida dei mercati continentali.

Tra il 2010 e il 2014 l’azienda amplia ulteriormente la propria presenza globale: nel 2011 entra nel mercato dell’America Latina, mentre nel 2012 apre una nuova sede negli Emirati Arabi Uniti, a Dubai. Nel 2013 viene avviata una joint venture in Russia e inaugurato un nuovo ufficio in Cina; nel 2014 apre una nuova filiale a Miami. Tra il 2015 e il 2020 il processo di espansione prosegue soprattutto in Asia ed Europa: nel 2015 viene aperto un nuovo ufficio in Cina; nel 2016 nascono nuove filiali asiatiche e nel 2017 D.B. Group S.p.A. arriva in Myanmar e Tailandia. Nel 2018 ven -

gono inaugurati nuovi uffici in Cina, Vietnam e Romania, mentre nel 2019 l’azienda apre nuove filiali in Indonesia, Italia e Spagna. Negli anni più recenti la crescita continua sia attraverso nuove aperture sia tramite acquisizioni strategiche. Nel 2022 viene ampliato il team di Chengdu e vengono aperte nuove sedi a Surabaya, Dayton e Kuala Lumpur; nello stesso anno l’azienda acquisisce F.lli Colò. Nel 2023 vengono inaugurate nuove sedi a Dallas, Bilbao e Cairo. Infine, nel 2024, viene aperto un nuovo ufficio a Reggio Emilia e viene formalizzata l’acquisizione di Sea Cargo Logistics, confermando la volontà del gruppo di continuare a crescere e innovare su scala globale.

Oggi l’azienda chiude il proprio bilancio con un risultato molto positivo, raggiungendo nel 2025 i 367 milioni di euro di fatturato. Un traguardo destinato a crescere ulteriormente grazie all’acquisizione di una nuova realtà in Messico, operazione strategica che permetterà di rafforzare i servizi logistici tra l’America Latina, il mercato americano e non solo. Questa evoluzione rappresenta un ulteriore passo di prestigio in un settore in cui a fare la differenza è la “geometria delle spedizioni”, ovvero la capacità di integrare in modo efficiente e complementare diversi mezzi di trasporto, dagli aerei ai camion.

Il welfare aziendale rappresenta una risorsa strategica da valorizzare, tutelare e promuovere quotidianamente, perché è dal benessere delle persone che prende forma la forza di un’organizzazione dinamica, in continua evoluzione, capace di crescere, innovarsi e costruire valore nel tempo.

Cliente BCC Pordenonese e Monsile dal 2018

BCC Pordenonese e Monsile opera con la sensibilità di una banca locale con 58 filiali in 4 province, Treviso, Venezia, Udine e Pordenone.

Da sempre sostiene il territorio e tifa per lo sport. È pertanto orgogliosa di fare i complimenti alle Pantere dell’Imoco Volley per 9 VOLTE CAMPIONESSE D’ITALIA!

Imoco Volley, una grande squadra del nostro territorio #orgogliosidite

Una guida per scoprire la Venezia francescana

Il

volume "A Venezia con Francesco" di Linda Manzelle accompagna i lettori nei luoghi francescani della città, nell’anno dell’ottavo centenario della scomparsa del Santo

Comitato veneziano 800 San Francesco

C’è una Venezia meno conosciuta, lontana dai percorsi affollati e dalle immagini più ripetute della città.

librario. Ester Brunet: storica dell’arte e dottore di ricerca, insegna presso la Facoltà Teologica del Triveneto (PD), dove coordina PULCHRA – Scuola di Alta Formazione in arte e cultura religiosa. Si occupa specialmente di arte e cultura visuale cristiana tra Medioevo e Rinascimento.

Fr. Francesco Daniel religioso presbitero appartenente all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini della Provincia Veneta. Dopo gli studi in Teologia biblica (Roma, 2001-2004), ha prestato servizio per venticinque nelle case di formazione dell’Ordine, occupandosi di temi francescani e formativi.

Una Venezia fatta di spiritualità, conventi, piccoli segni nascosti e storie che attraversano i secoli.

È proprio questa dimensione che il volume "A Venezia con Francesco".

Itinerari storici, artistici e spirituali tra i luoghi.

Tra calli e campielli, chiese e conventi, confraternite e oratori, un libro che invita il lettore a seguire le tracce di san Francesco e della famiglia francescana a Venezia, a 800 anni dalla morte del grande santo.

francescani in Laguna, scritto da Linda Manzelle, con contributi di Ester Brunet e fra Francesco Daniel, edito da Marcianum Press, propone di riscoprire, trasformando la città in un itinerario culturale e spirituale.

Itinerari storici, artistici e spirituali tra i luoghi francescani in Laguna con contributi di Francesco Daniel e Ester Brunet

Il libro nasce dalla ricerca della storica dell’arte Linda Manzelle e si inserisce nel programma delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi.

Non una semplice guida turistica, ma uno strumento pensato per leggere Venezia attraverso una chiave diversa: quella del messaggio francescano.

«L’idea è nata da una ricerca — racconta l’autrice — ma si è trasformata in una guida per scoprire una Venezia più autentica». Il progetto invita infatti a rallentare lo sguardo e a riconoscere, accanto ai grandi monumenti, anche i dettagli meno evidenti. Sono descritti luoghi di comunità pregni di storia e testimonianze artistiche che raccontano

L. Manzelle A VENEZIA CON FRANCESCO
Linda Manzelle A VENEZIA CON FRANCESCO

un rapporto profondo tra gli abitanti della città lagunare e la spiritualità francescana.

Il volume ricostruisce un vero e proprio itinerario urbano e lagunare, attraversando idealmente i sestieri della città e alcune isole particolarmente significative. Ogni capitolo intreccia storia, arte e architettura con una lettura spirituale dei luoghi, curata da fra Francesco Daniel, che propone approfondimenti di ispirazione francescana pensati per accompagnare il lettore nella comprensione del valore simbolico e spirituale dei siti visitati.

La presenza francescana a Venezia si manifesta anche attraverso un patrimonio artistico straordinario. Come ha ricordato Ester Brunet, co-autrice della sezione di approfondimento storico-artistico, il libro racconta opere che segnano momenti fondamentali della storia dell’arte veneziana: dalla Pala di San Giobbe di Giovanni Bellini all’Assunta di Tiziano ai Frari, fino alla Madonna dell’Arancio di Cima da Conegliano. Opere celebri che, lette insieme, restituiscono l’immagine di una città aperta al dialogo tra spiritualità e innovazione artistica. In un momento in cui Venezia riflette sul proprio modello di sviluppo turistico, l’i -

tinerario francescano propone un’alternativa sostenibile: un turismo culturale lento, consapevole e distribuito sul territorio, capace di valorizzare luoghi meno frequentati e di rafforzare il legame tra residenti, patrimonio storico-artistico e visitatori.

Ripercorrere i luoghi francescani a Venezia significa dunque compiere un viaggio che unisce passato e presente. Non solo una scoperta artistica, ma un invito a osservare la città con uno sguardo nuovo, capace di riconoscere nella bellezza non soltanto un patrimonio da conservare, ma una responsabilità condivisa.

Tamai in rosa terza edizione

Insieme possiamo trasformare ogni passo in aiuto concreto

Siamo lieti di poter raccontare, attraverso le pagine de Il Caffè del Nord Est, alcune delle iniziative promosse da Auxilia ODV, nate dal desiderio di unire le persone attorno a valori autentici come la solidarietà, la vicinanza e il prendersi cura degli altri.

Auxilia è una realtà radicata nel territorio e nelle relazioni umane, costruita grazie all’impegno di volontari

e sostenitori che mettono a disposizione tempo, energie e cuore. Non si tratta solo di organizzare eventi, ma di creare occasioni in cui le persone possano sentirsi parte di qualcosa di più grande.

Nel tempo, le nostre attività hanno coinvolto centinaia di persone: famiglie, bambini, giovani e meno giovani, uniti dalla voglia di partecipare. È proprio questa presenza che trasforma ogni iniziativa in un’esperienza fatta di incontri, sorrisi e condivisione.

Il Pigiama Party solidale ne è un esempio: una serata di musica, sorrisi e legge -

rezza, dove adulti e bambini si ritrovano insieme, spesso in pigiama o in maschera, per vivere un momento diverso dal solito. Un evento capace di unire generazioni in un clima familiare, dove il divertimento diventa uno strumento per fare del bene.

Allo stesso modo, Tamai in Rosa è molto più di una camminata: è un momento in cui il territorio si stringe attorno a un messaggio di sensibilità e partecipazione.

Il ricavato viene suddiviso equamente tra il CRO di Aviano, a sostegno della Breast Unit per la ricerca e la cura dei tumori al seno, e la Via di Natale, che accompagna con grande

umanità le persone e le famiglie in momenti delicati della malattia.

Siamo già al lavoro per la terza edizione della Tamai in Rosa, una camminata accessibile a tutti, con due percorsi: uno di 5 km, adatto a bambini, anziani e persone con disabilità, e uno di 10 km, più impegnativo. I percorsi si sviluppano in contesti suggestivi immersi nella natura.

Le iscrizioni sono aperte presso i punti vendita indicati nel volantino oppure tramite bonifico

IBAN: IT46H0835664790000000096677

Causale: Tamai in rosa 2026 inviando poi i propri dati via Whatsapp al numero 353 3527758.

Per rimanere aggiornati: Facebook: Tamai in Rosa Instagram: tamai-in-rosa

Accanto a queste iniziative, è nato anche il progetto del “gioco sospeso” . Grazie ai mercatini di Natale, abbiamo donato alla Pediatria di Pordenone quaderni, libri e giochi per i bambini e i ragazzi in cura, regalando momenti di normalità e sorriso.

Abbiamo inoltre collaborato con l’associazione di volontariato Prendersi Cura Associazioni Oncologiche Pordenone , sostenendo un progetto per l’acquisto di stoffe destinate alla realizzazione di cuffiette per donne in trattamento oncologico, un gesto semplice ma ricco di attenzione e dignità.

Dietro ogni iniziativa ci sono persone, storie ed emozioni. Sono loro il vero motore di tutto.

Raccontare queste esperienze rappresenta per noi un riconoscimento importante e un messaggio chiaro: quando una comunità si unisce, anche i piccoli gesti possono diventare qualcosa di straordinario!

Friuli Venezia Giulia Via Dei Sapori

25 anni di impegno e successi

Walter Filiputti

Presidente

Consorzio Friuli Venezia Giulia Via Dei Sapori

Tutto è nato il 12 settembre 2000, una data che avrebbe segnato una svolta per la ristorazione del Friuli Venezia Giulia. Aldo Morassutti, trattoria Da Toni a Gradiscutta, riunì al ristorante Là di Moret una decina di colleghi, mossi da una visione comune: promuovere e valorizzare la gastronomia locale. Invitò Walter Filiputti, esperto di enogastronomia e marketing, a presentare un programma. Quel giorno non solo nacque l’idea del Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, ma venne posta la prima pietra di un progetto che avrebbe contribuito a collocare la ristorazione di qualità nel sistema di promozione del turismo. Le esigenze che spinsero alla creazione del Consorzio erano semplici, ma fondamentali: la necessità di dare una voce forte e unitaria alla ristorazione regionale creando una piattaforma per lanciare le eccellenze locali e fare squadra. L’intuizione guardava oltre, al bene del territorio, con la consapevolezza fosse il vero tesoro comune da difendere e valorizzare. La Carta di fondazione del Consorzio, sottoscritta da 20 ristoranti, sanciva l’impegno a superare le individualità e lavorare, allo stesso tempo, per il bene collettivo.

La componente territoriale fu il motore del successo del progetto, trasformando il panorama enogastronomico in un pilastro strategico per

friuli venezia giulia via Dei sapori

il turismo regionale, e aprendo le porte alla collaborazione con le Istituzioni locali, come la Camera di Commercio di Udine e di Pordenone-Udine, Promoturismo e i Comuni.

L’aspetto culturale faceva parte dei programmi.

Nel 2003, il Consorzio edita il suo primo libro, “Friuli Via dei Sapori” tradotto in 6 lingue. Nel 2011 ecco “I Solisti del Gusto” attraverso una narrazione che intreccia sapori e cultura dell’intera regione (in 3 lingue).

A queste pubblicazioni si sono aggiunte 9 “Monografie golose” (tiratura di 20.000 copie) che sono state omaggiate ai clienti dei ristoranti, contribuendo a una diffusione capillare della conoscenza del territorio.

In tutto ciò la ristorazione ha un’importanza essenziale. Spetta a lei, infatti elaborare la cucina del futuro che può essere sia una rilettura della tradizione sia un’innovazione tout court che, secondo la lucida e geniale definizione di Alberto Felice De Toni, è “una disobbedienza andata a buon fine”.

È così che hanno preso vita progetti come i Dinner Show - le cene spettacolo - dei 27 “Solisti del Gusto” di FVG Via dei Sapori, gli attesi eventi della Cucina d’Autore più glam dell’estate. Un format di successo collaudato

ormai da una ventina di anni, dove gli chef dei ristoranti del gruppo cucinano in diretta, mettendo in scena in luoghi di grande suggestione quanto di più raffinato propone in tavola il Friuli Venezia Giulia.

Questi gli appuntamenti per l’estate 2026: 7 luglio Castello di Spessa a Capriva del Friuli (GO). In un luogo pieno di storia, l'evento più atteso della “Cucina delle erbe“. 28 luglio Grado “On The Beach“, per godersi la “Cucina d’estate“ in riva al mare. 8 settembre Lignano per cogliere i sapori della cucina d’autore che si ispira all’autunno.

La lista dei consorziati ad oggi include: i Ristoranti: AB Osteria Contemporanea di Lavariano di Mortegliano, i Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca D’Isonzo, Alla Luna di Gorizia, All’Androna di Grado, Caffetteria Torinese di Palmanova, Campiello di San Giovanni al Natisone, Carnia di Venzone, Casa Valcellina di Montereale Valcellina, Costantini di Collalto di Tarcento, Da Alvise di Sutrio, Da Nando di Mortegliano, Enoteca di Buttrio, La Torre di Spilimbergo, Le Fucine di Buttrio, Lokanda Devetak di Savogna d’Isonzo, Mandi Parentesi Friulana di Lignano Sabbiadoro, Mondschein di Sappada, San Michele di Fagagna, Tre Merli di Trieste, Vitello d’Oro di Udine, Motus Contemporary Bistrot di Grado, Il Grappolo d'Oro a Colle di Arba Pordenone, Riva Zanelli di Lignano Sabbiadoro.

i vignaioli e i distillatori eccellenti: Albino Armani, Castello di Spessa, Conte D'Attimis Maniago, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Gradis’ciutta, Jermann, La Viarte, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga Russiz Superiore, Nero Magis, Pascolo, Petrussa, Picech, Sirch, Venica&Venica, Vistorta, Zidarich, Nonino Distillatori. gli artigiani del gusto: Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio, Consorzio produttori Olio Extravergine di Oliva del FVG, Azienda Agricola Sara Devetak, FriulTrota di San Daniele, Jolanda de Colò di Palmanova, La Blave di Mortean, La IO Prosciutto, Fonte Corte Paradiso (San Benedetto), Valle del Lovo di Carlino, I pani e i dolci di Rizzo Caffè Bistrot di Tarcento, L’Antica ricetta di Cormòns, Gelateria Nonno Carletto di Udine, Oro Caffè di Udine, Spiruline di Cormòns. i partner tecnici: Autonord Fioretto, BCC Pordenonese e Monsile, Globus di Pavia di Udine, GP Eventi di Buia, Lis Lavanderie di San Vito al Tagliamento, Monaco Ristorazione di Udine, Publicad di Udine.

Inauguriamo con piacere la proficua collaborazione con la BCC Pordenonese e Monsile, con la quale condividiamo i medesimi intenti di valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze, con la rubrica dedicata alle ricette della tradizione friulana.

Buzara di scampi

Ricetta tanto golosa e succosa quanto con una storia curiosa

L’origine dovrebbe essere di Fiume, golfo del Quarnero, celebre per gli scampi. Nasce come zuppa di scampi alla quarnerina negli anni Sessanta e arriva subito a Trieste e successivamente a Venezia. Una ricetta che si contamina con la cultura italiana grazie all’aggiunta della pasta (e, a volte, del riso). Altre fonti riferiscono che il nome derivi dalla grossa pentola in coccio o in ferro dove si preparava la pietanza sulle barche dei pescatori, detta buzara in dialetto locale. A Lussingrande la signora Mirta Isa, cuoca rispettata, sosteneva (c’era ancora l’Italia) si chiamasse “alla bulgara”. La leggenda più suggestiva collega busiara a bugiarda: in passato i pescatori facevano una zuppa dove, al posto degli scampi, usavano gli scarti di pesce insaporiti con sugo di pomodoro e vino rosso e che spacciavano per ottima alla bugiarda. Comunque sia, è la maniera più gustosa di mangiare gli scampi freschi (crudi a parte). La Buzara di scampi si fa quasi sempre con gli spaghetti a trafila ruvida, ma a Trieste anche in risotto.

La ricetta è di Stefano Buttazzoni, dell’Antica osteria Grappolo d’oro (1885) di Colle di Arba.

“E’ una ricetta – scrive Stefano - che ho “scoperto” e imparato alla scuola alberghiera di Arta Terme dove insegnava lo chef Mauro Troian, gradese doc e grande conoscitore della cucina di mare. L’ho portata dentro di me e tuttora la propongo. Ricordo ancora la cura con cui seguiva ogni passaggio, il rispetto per la materia prima e quell’equilibrio perfetto tra semplicità e sapore che rende grandi le ricette della tradizione. Da Mauro ho imparato che le ricette non sono soltanto ingredienti e dosi. Sono storie, persone, insegnamenti e momenti che restano impressi nella memoria. Sono un patrimonio che passa di mano in mano e che merita di essere custodito e raccontato. Ricetta che è diventata il ricordo di un grande Maestro e che, a distanza di tanti anni, continua ancora ad emozionare chi l’assaggia”.

Ingredienti per 4 persone

• 20 scampi medi

• 300 g di pomodorini confit

• 2 spicchi d’aglio

• ½ bicchiere di vino bianco secco

• 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro

• 1 peperoncino fresco

• prezzemolo tritato

• olio extravergine d’oliva

• sale e pepe

Per i pomodorini confit

• 500 g di datterini

• sale

• zucchero di canna

• origano

• timo

• olio extravergine

Taglia i pomodorini a metà, disponili su una teglia, condiscili con un pizzico di sale, poco zucchero, origano, timo e olio. Cuocili a 120-130°C per circa 2 ore, finché risultano appassiti ma ancora morbidi.

Procedimento

1. Incidi gli scampi sul dorso senza separarli completamente.

2. In una padella larga fai imbiondire leggermente l’aglio nell’olio con il peperoncino.

3. Aggiungi gli scampi e falli rosolare per 1-2 minuti.

4. Sfuma con il vino bianco e lascia evaporare.

5. Unisci il concentrato di pomodoro sciolto in poca acqua calda.

6. Aggiungi i pomodorini confit e lascia cuocere dolcemente per 5-6 minuti.

7. Regola di sale e pepe.

8. Completa con abbondante prezzemolo fresco tritato.

Il trucco dei vecchi cuochi

Per ottenere una Busara davvero intensa, schiaccia leggermente le teste degli scampi durante la cottura: i succhi e il corallo andranno nel fondo di cottura, rendendo il sugo molto più saporito. Servili con pane tostato oppure utilizza il fondo per mantecare degli spaghetti alla chitarra. È un piatto che vive sull’equilibrio tra la dolcezza del pomodorino confit e la sapidità naturale degli scampi.

Il vino

Questo piatto deve essere accompagnato da un Sauvignon profumato (ricorda i fiori di sambuco e magnolia), di nerbo deciso e persistenza aromatica intensa al palato. La temperatura di servizio: attenzione a non sbagliarla: (6-8 °C), altrimenti non potremmo cogliere buona parte degli aromi. Né tantomeno il bicchiere. Due peccati “mortali” (temperatura e bicchiere sbagliati) che rovinerebbero il vino. Così importante? Una metafora ci aiuta a riflettere: la musica come potremmo ascoltarla senza gli strumenti musicali? E come faremmo ad essere rapiti dalla magia di un dipinto di Vermeer o di Caravaggio se le loro opere non fossero illuminate in maniera perfetta? Il bicchiere e le sue forme hanno la medesima funzione: sono lo strumento indispensabile per poter carpire l'essenza, l'anima di un vino. Certo, ad ogni tipologia di vino il proprio bicchiere. Quali? Al prossimo appuntamento. www.friuliviadeisapori.it

Torneo Nazionale di Calcio a 5 delle BCC

Tra Castellana Grotte e Monopoli in Puglia

Ciro Di Cristo

Responsabile

Direzione Risorse Umane

Si è svolta in Puglia, dal 30 maggio al 2 giugno, la XXII edizione del Torneo Nazionale di Calcio a 5 delle BCC, maschile e femminile, organizzato da ICCREA e patrocinato da Federcasse. Quest’anno il torneo è stato ospitato dalla BCC di Castellana Grotte e le partite si sono svolte tra le stupende località di Castellana e Monopoli.

Il torneo è da sempre una grande kermesse, una festa del Credito Cooperativo, che per alcuni giorni si riunisce sotto un’unica bandiera: le banche, le due Capogruppo, le Federazioni, le Società del Perimetro Diretto… tutto il mondo BCC in un’esperienza gioiosa che celebra i valori che da sempre animano la cooperazione di credito, utilizzando lo sport come veicolo.

BCC Pordenonese e Monsile non poteva mancare

l’appuntamento, al quale prende parte fin dalle primissime edizioni con entusiasmo e con la giusta dose di competitività. Quest’anno abbiamo voluto addirittura “strafare”, iscrivendo ben due squadre e facendole seguire da una compagine di tifose e tifosi da far invidia sicuramente all’intero Torneo, portando una delle due squadre tra le migliori 16 su oltre 60 partecipanti.

Le emozioni che sono arrivate dai campi sono state quelle di sempre, ma ogni volta è come se fosse la prima: la gioia delle vittorie e l’amarezza delle sconfitte sono una montagna russa di sensazioni che partono dallo stomaco e, passando per il cuore, possono arrivare fino agli occhi per manifestarsi in lacrime… di delusione o di gioia non fa differenza.

Ma il Torneo è molto più delle emozioni del campo. Il Torneo va oltre, va ai momenti di aggregazione, alla birra dopo la partita, alle serate tra colleghi, della stessa BCC e di tutte le BCC. Il nostro punto fisso è la cooperazione: la cooperazione tra i colleghi è un mattone fondamentale della cooperazione con il nostro territorio, i nostri soci, le nostre imprese, le nostre famiglie. Una banca felice lavora meglio.

Il clou dei momenti di aggregazione è arrivato nelle serate del 31 maggio e del 1° giugno.

Nella prima occasione abbiamo vissuto l’atmosfera magica del “Terzo Tempo sotto le Stelle”, la serata organizzata dalla Banca ospitante in cui, nella splendida cornice di un beach club, si sono mescolati i generosi sapori della Terra che ci ha accolto ai ritmi incalzanti di un affascinante DJ set al chiaro di luna, con i fuochi d’artificio del porto di Monopoli a fare da sfondo distratto di un valore che si costruiva tra cibo, musica e chiacchiere. Il primo giugno poi si è tenuta la tradizionale grigliata offerta dai cugini di Banca 360. È stato il momento in cui compattezza, senso di appartenenza, energia di BCC Pordenonese e Monsile hanno fatto la differenza per rendere quel momento di condivisione un’esperienza memorabile. Qualche riga più su si diceva che una banca felice lavora meglio: abbiamo dedicato qualche momento a noi, per costruire una banca che lavori meglio per Voi.

La linea verde del ciclismo illumina il Friuli

BCCPM e i giovani talenti al 24° Giro Juniores

Roberta Giallorenzi, per SC Fontanafredda

Valori, territorio e futuro: la storica

Banca Cooperativa firma la Maglia Bianca della prestigiosa corsa a tappe organizzata dalla Società Ciclistica Fontanafredda.

Il ciclismo giovanile sa essere una straordinaria metafora della vita e dell’economia del territorio: richiede sacrificio, visione a lungo termine, gioco di squadra e un profondo legame con le proprie radici. Valori, questi, che sono risuonati con forza lungo i chilometri del 24^ Giro del Friuli-Venezia Giulia Juniores. La prestigiosa vetrina internazionale, organizzata con la consueta maestria dalla Società Ciclistica Fontanafredda, ha visto darsi battaglia le migliori promesse del pedale in tre tappe indimenticabili.

Dalla pianura di Pravisdomini fino all’epica ascesa del Piancavallo, per poi chiudere sul traguardo di San Daniele del Friuli, la corsa ha attraversato un territorio unico. Un Friuli operoso, perfettamente rispecchiato nello spirito delle Banche di Credito Cooperativo (BCC), da sempre al fianco delle comunità locali. A firmare i tre spettacolari successi di tappa sono stati Mattia Arnoldi (Team Ecotek Zero24), Patrik Pezzo Rosola (Nordest Petrucci Assali Stefen) – quest'ultimo anche vincitore assoluto del Giro –e Brandon Davide Fedrizzi (ASD Borgo Molino Vigna Fiorita).

Proprio la BCC Pordenonese e Monsile ha griffato il simbolo più puro del futuro sportivo: la Maglia Bianca della Classifica Giovani. Una partnership che va ben oltre la sponsorizzazione, esprimendo la missione di investire sulle nuove generazioni. Sul podio delle premiazioni ufficiali, la presenza di Rappresentanti dell'Istituto di Credito Cooperativo, unitamente alle Amministrazioni locali, ha sottolineato questo legame indissolubile.

La lotta per la Maglia Bianca ha regalato emozioni purissime in ogni frazione: dopo la fiammata iniziale di Lorenzo Ceccarello (Autozai-Contri) a Pravisdomini, i severi verdetti della salita e del circuito finale hanno premiato la straordinaria tenacia di Marco Spanio (Team Vangi Tommasini Il Pirata), capace di difendere il simbolo del primato giovanile sia nella seconda tappa sia sul traguardo finale.

“Questi ragazzi sono la linfa vitale dello sport, così come i giovani e le famiglie costituiscono il motore del territorio sostenuto quotidianamente dalla nostra BCC. Accanto alla SC Fontanafredda, BCC Pordenonese e Monsile ha ribadito il suo manifesto: il vero successo è far crescere una comunità, passo dopo passo, con la forza della cooperazione” ha dichiarato il Consigliere Mauro Verona a nome del Consiglio di Amministrazione.

La Cinquecento Trofeo iMilani del CNSM

Vela, ambiente, cultura enogastronomia gli ingredienti dell’edizione 2026

Ufficio Stampa

Circolo Nautico Santa Margherita

La 52ª La Cinquecento, organizzata dal Circolo Nautico Santa Margherita in collaborazione con Comune di Caorle, Darsena dell’Orologio e gli Sponsor iMilani e BCC Pordenonese e Monsile si è svolta dal 31 maggio al 6 giugno 2026. La regata, valida per il Campionato Italiano Offshore della Federazione Italiana Vela e del Trofeo Masserotti Uvai è la più antica competizione in doppio del Mediterraneo -ideata a Caorle oltre mezzo secolo fa- che ancora oggi mantiene intatto il suo fascino.

Edizione veloce, combattuta, dominata dal vento che non è mai mancato lungo le cinquecento miglia del percorso da Caorle alle Isole Tremiti e ritorno, passando per Sansego in Croazia. Il meteo proibitivo ha messo a dura prova imbarcazioni e velisti, forzando l'abbandono della competizione da parte di protagonisti considerati favoriti alla vigilia.

La Cinquecento è stata anche un contenitore di eventi a terra che hanno avuto grande risonanza come Gusta La Cinquecento, Leggi La Cinquecento e il progetto Sea La Cinquecento, che ha coinvolto i partner scientifici Plastic Free, Ispra, CNR-Ismar in un Clean Up “Litter Watch” della spiaggia della Brussa. Sul fronte della regata, le impegnative condizioni meteo hanno più volte ribaltato i pronostici. A trionfare su tutti sono Massimo Minozzi e Pietro Scarpa sul J99 Tokio, che si incoronano

vincitori assoluti X2 di questa edizione, al calcolo dei tempi compensati ORC. Minozzi alla sesta partecipazione, dopo qualche vittoria di classe, centra l’obiettivo dell’Overall, in coppia con il giovane velista veneziano Pietro Scarpa, campione nella classe RS Feva alla sua prima impegnativa prova offshore.

La classifica X2 Overall ORC e B vede in seconda posizione Mr Hyde, piccolo prototipo di Marco Rusticali-Riccardo Rossi e terza piazza per Colombre, Jpk 10.80 di Massimo Juris-Roberto Scadellato, vincitori del Trofeo Challenge delle Vittorie come prima barca X2a tagliare il traguardo di Caorle mercoledì 3 giugno alle ore 22:36:27.

Nella classe A il successo arride al velista austriaco Hans Kastenhofer con il minista Luca Perissinotto sull’Archambault 40 Butterfly, quarti al traguardo, vincitori anche del Trofeo Challenge Leonardo Bronca per il miglior risultato della coppia più giovane (somma delle età); seconda piazza per gli statunitensi del New York Yacht Club Leslie Moeller-Gordon Cameron sul Pegasus 50 Bellerophon. Tra i Mini il successo è per Brunilda, della premiata coppia Carlo Scalmana-Stefano Paltrinieri.

Nella categoria ORC XTutti trionfa Oxygen, X-35 del trevigiano Andrea Gozo, vincitore anche della classe ORC B-C e del Trofeo Challenge

Super Atax, che ha espresso un ringraziamento speciale all’equipaggio: Michele Bassa, Paolo Cavezzan, Massimiliano Gallo, Filippo Salvadego e Michele Wetzl.

L’Overall Xtutti vede seconda Ama, GS43 di Claudio De Carli, primo anche in classe 0-A, in seconda posizione Grey Goose di Roberto Volpato e terzi Swanderful di Franco Bressan.

Il podio della classe C Xtutti è completato da Keira di Gianluca Caregnato e Princesse di Marino Schiavato, rispettivamente secondo e terzo.

Nella categoria Multiscafi la vittoria va a Trial, no error!!! Corsair 31C del tedesco Jan Van Dyk la prima imbarcazione assoluta a tagliare il traguardo di Caorle, mercoledì 3 giugno alle ore 20:44:10, che si è aggiudicata anche il Trofeo iMilani Line Honour Xtutti

Il Trofeo Never Give Up per la tenacia e la determinazione quest’anno è andato a Buri del croato Robert Saric, ultima barca a tagliare il traguardo di Caorle alle 07:46 di sabato 6 giugno.

La Cerimonia di Premiazione, unitamente a quella della regata La Duecento di maggio, si è tenuta come da tradizione nella centrale Piazza Matteotti di Caorle, alla presenza delle istituzioni, degli sponsor e di tutti i protagonisti della regata. Il Presidente di BCC Pordenonese e Monsile Loris Paolo Rambaldini ha premiato l’equipaggio di Oxygen, complimentandosi per la bella vittoria.

A Fossalta di Piave Arte, solidarietà e comunità attiva

Lo scorso ottobre a Fossalta di Piave alla presenza delle Istituzioni locali, del Consiglio comunale dei Ragazzi, delle associazioni di Fossalta di Piave e di numerosi cittadini e volontari, le Associazioni Auser APS e ODV hanno vissuto una mattinata speciale e intensa all’insegna dell’arte, della solidarietà e della cittadinanza attiva.

Ha avuto luogo, infatti, la cerimonia di inaugurazione del murale pubblico realizzato dall’artista Giulio Zerbinati, seguita dalla presentazione del nuovo veicolo per il trasporto sociale e infine dalla consegna della pergamena ufficiale che attesta il comodato d’uso gratuito di una pompa di calore all’associazione Fossaltini Solidali, impegnata nella di-stribuzione di pacchi alimentari alle famiglie in difficoltà, in collaborazione con i Servizi Sociali comunali e il Banco Alimentare.

Il nuovo automezzo, acquistato grazie al contributo economico della BCC Pordenonese e Monsile, rappresenta un tassello importante della rete di solidarietà locale. Consentirà di potenziare il servizio di accompagnamento verso ambulatori e strutture sanitarie, offrendo a persone anziane o in situazione di fragilità un aiuto concreto e quotidiano. Come hanno ricordato i due presidenti delle associazioni Auser ODV e APS:

«Per tante persone curarsi non è sempre facile: spesso basta un passaggio in auto, un aiuto per raggiungere l’ambulatorio o anche solo una parola gentile per fare la differenza.»

La giornata si è conclusa con un momento conviviale che ha coinvolto tutti i presenti, simbolo della collaborazione tra istituzioni, volontariato e cittadini.

Un’iniziativa che testimonia come la sinergia tra Auser e BCC Pordenonese e Monsile possa tradursi in valore sociale condiviso, sostenere la comunità, favorire l’inclusione e promuovere una cultura della prossimità e della responsabilità sociale.

Un sentito ringraziamento al personale della filiale di Fossalta di Piave, la cui vicinanza e sensibilità testimoniano come, anche attraverso gesti concreti, la Banca sappia essere parte viva della comunità.

Arte e Libro ETS

Quarant’anni di inclusione, lavoro e comunità

Arte e Libro ETS è una cooperativa sociale di Udine, in Friuli Venezia Giulia, che da oltre quarant’anni sviluppa percorsi concreti di inclusione per le persone con disabilità. Nata nel 1984 come cooperativa sociale di tipo B, si fonda fin dall’inizio su una convinzione centrale: il lavoro può essere uno strumento reale di dignità, autonomia e partecipazione alla vita sociale. Nel 2009 la cooperativa cresce e diventa anche cooperativa sociale di tipo A, assumendo una forma a scopo plurimo che affianca alla dimensione produttiva una struttura socioeducativa e formativa sempre più articolata.

Da allora il suo obiettivo è rimasto lo stesso: creare contesti in cui le persone possano essere accompagnate, formate e valorizzate, trasformando le loro capacità in autonomia concreta, lavoro e inclusione nella comunità. Nel tempo questa esperienza si è ampliata in modo significativo. Dai primi anni, con circa una dozzina di lavoratori, oggi Arte e Libro coinvolge oltre 60 lavoratori, di cui più del 70% con disabilità, insieme a circa 40 persone inserite in percorsi di formazione e lavoro. Complessivamente sono circa un centinaio le persone che ogni giorno vivono e attraversano i suoi spazi. La crescita non è stata solo numerica, ma anche qualitativa: sono aumentati i laboratori, le collaborazioni e una visione del lavoro sempre più orientata non solo alla produzione, ma anche alla crescita personale, relazionale e sociale.

Alla base del modello di Arte e Libro c’è una visione chiara: creare ambienti in cui ogni persona, indipendentemente dalle fragilità, possa esprimersi, costruire relazioni significative, acquisire autonomia e sentirsi parte attiva della comunità. Il lavoro è inteso non solo come produzione, ma anche come spazio di identità, relazione e dignità. Nei laboratori si intrecciano attività produttive, percorsi socioeducativi, sviluppo delle competenze relazionali e momenti di vita condivisa, come i pranzi comunitari, che rafforzano il senso di appartenenza. Un elemento centrale del modello è l’utilizzo dell’articolo 14 del D.Lgs. 276/2003, che permette alle aziende di adempiere parte degli obblighi della Legge 68/99 attraverso convenzioni con cooperative sociali. Dal 2017 Arte e Libro applica stabilmente questo strumento, a partire dalla collaborazione con Biofarma. Grazie a questo modello sono state assunte 15 persone con disabilità: le aziende forniscono commesse continuative, mentre la cooperativa gestisce inserimento, formazione e accompagnamento nei laboratori, garantendo qualità e continuità del lavoro.

Le imprese partner ottengono anche vantaggi concreti: servizi certificati ISO 9001:2015, assolvimento degli obblighi della Legge 68/99, assenza di necessità di riorganizzazione degli spazi interni e un contributo misurabile alle politiche ESG. Nel tempo le collaborazioni hanno generato una rete di laboratori diversificati. Con PMP Industries è stato avviato un laboratorio meccanico per assemblaggio e collaudo di valvole per impianti oleodinamici. Con Danieli la cooperativa gestisce la digitalizzazione dell’archivio dell’intero gruppo, inclusi progetti tecnici complessi. Con Calzavara si occupa della realizzazione di componenti secondari per soluzioni a basso impatto ambientale. Con RAMO svolge attività di assemblaggio e rifinitura nel settore dell’arredo. Sono inoltre in fase di avvio le collaborazioni con Cimolai S.p.A. per il servizio Laundry e con il Gruppo Cigierre e Presti Pay per la legatoria.

Questa diversificazione si riflette nei laboratori della cooperativa, che spaziano dal biomedicale al cosmetico, dal meccanico al digitale fino alla legatoria. Non sono solo spazi produttivi, ma luoghi in cui il lavoro viene costruito attorno alle persone. Il principio guida è che non è la persona a doversi adattare alla mansione, ma la mansione a essere costruita attorno alla persona. Ogni laboratorio diventa così uno spazio di possibilità, in cui ciascuno può trovare il proprio ruolo e trasformare le proprie capacità in autonomia e dignità.

Accanto alla produzione, la cooperativa ha sviluppato STILI (Servizio Transizione Inclusione Lavoro Indipendente), un sistema strutturato di formazione e accompagnamento realizzato anche con ASUFC (Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale) e con Tutor di Mestiere che Arte e Libro ETS forma al proprio interno. Nel 2009 nasce Fuorionda Vacanza Accessibile, il progetto con cui Arte e Libro ETS porta il tema dell’autonomia anche fuori dagli spazi della cooperativa, attraverso vacanze, gite e attività ricreative pensate per persone con disabilità, anche con bisogni complessi. Un progetto che offre esperienze belle, sicure e possibili, accompagnate da operatori, infermieri e volontari. Per le famiglie rappresenta un sostegno importante, perché permette loro di affidare i propri cari a un contesto competente e, allo stesso tempo, di vivere momenti di respiro e sollievo.

Le attività vengono svolte con il supporto di operatori, infermieri e volontari, assicurando attenzione, sicurezza e un’adeguata cura. Attraverso vacanze, gite e attività ricreative offre esperienze di autonomia e sollievo, coinvolgendo anche le famiglie, che trovano un supporto competente e sicuro. Negli ultimi anni la cooperativa ha ricevuto importanti riconoscimenti istituzionali: collaborazione con il Ministero per le Disabilità e con la Ministra Alessandra Locatelli, partecipazione al G7 Inclusione e Disabilità, rappresentanza dell’Italia all’ONU di New York nel giugno 2025 e presentazione del progetto di cucina inclusiva all’UNESCO di Parigi nell’ottobre 2025, come una delle realtà selezionate a livello nazionale.

“Il rapporto con il Ministero ha dato ulteriore forza e visibilità e ha accompagnato un percorso concreto avviato tanti anni fa: quello di una cooperativa che, da oltre quarant’anni, cammina accanto alle persone con disabilità e alle loro famiglie, dialogando con aziende, istituzioni e territori non per raccontare cosa fa, ma per farlo insieme” Alessandra Locatelli, Ministro per la Disabilità

È così che Arte e Libro ETS continua a costruire il proprio percorso: intrecciando lavoro, inclusione e comunità, con l’idea che ogni persona, se accompagnata nel modo giusto, possa trovare il proprio spazio nel mondo.

“Sono arrivata in cooperativa nel 1994, spinta da un desiderio semplice e forse al tempo acerbo. Sentivo che il mondo della disabilità aveva qualcosa da insegnarmi e che stare accanto alle persone potesse essere un modo concreto per rendere utile la mia presenza. All’inizio pensavo di poter dare una mano. Con il tempo ho capito che Arte e Libro mi stava restituendo molto di più, uno sguardo diverso sulle persone, sul lavoro, sulla fragilità e sul talento. In questi oltre trent’anni ho imparato che l’inclusione non è una parola da usare nei convegni, ma un lavoro quotidiano fatto di ascolto, organizzazione, responsabilità e fiducia. È la scelta di cercare, dentro ogni persona, non il limite da gestire, ma la possibilità da far emergere. Oggi continuo a fare questo, provare a costruire luoghi in cui le persone con disabilità possano sentirsi riconosciute, accompagnate e capaci di restituire valore alla comunità e continuo a sognare!” Katia Mignogna, Presidente di Arte e Libro ETS.

La Biobanca della speranza

L'Associazione AFIFF, Associazione Familiari

Insonnia Familiare Fatale, è una no profit fondata nel 2003 dalla ferma determinazione delle famiglie che hanno subito l'impatto devastante dell'Insonnia Familiare Fatale (IFF), una malattia genetica rara e molto aggressiva.

IFF: una malattia senza tregua

L'Insonnia Familiare Fatale è una patologia neurodegenerativa da prioni per la quale, ad oggi, non esiste terapia risolutiva. Questa condizione si manifesta generalmente tra i 30 e i 60 anni e si caratterizza per l'aggressione specifica al talamo, la regione cerebrale deputata alla regolazione del ciclo sonno-veglia. La conseguenza è drammatica: l'IFF sottrae alla persona la capacità di dormire, conducendola in modo inesorabile e rapido al decesso.

Nelle fasi terminali, la completa assenza di sonno è accompagnata da un serio declino delle funzioni mentali, problemi di coordi -

nazione motoria, allucinazioni e l'alterazione dei parametri vitali come pressione e temperatura. Il decesso si verifica solitamente entro 18-24 mesi dalla comparsa dei primi segnali. Essendo la penetranza della mutazione prossima al 94%, l'IFF costituisce un'emergenza medica che richiede una risposta immediata.

Strutturare il domani: l'impegno AFIFF per la ricerca e il network

Di fronte a questa emergenza, l'impegno quotidiano di AFIFF è quello di canalizzare il dolore nella ricerca attiva, con un triplice approccio:

• Promozione della Ricerca: impiegare risorse e fondi per stimolare studi scientifici innovativi, essenziali per individuare una soluzione terapeutica efficace contro le malattie da prioni.

• Tessitura del Network: stabilire connessioni tra pazienti, nuclei familiari e centri di ricerca a livello globale, creando una piattaforma di

supporto e condivisione fondamentale.

• Diffusione della Consapevolezza: assicurare voce a queste patologie rare, combattendo la mancanza di informazioni per catalizzare l'interesse pubblico e il sostegno.

Grazie ai contributi raggiunti AFIFF potrà coprire i costi infermieristici e di laboratorio per raccogliere i campioni biologici essenziali alla ricerca sulle malattie da Prioni, IFF e più in generale le malattie neurodegenerative.

Il punto di svolta: dove e perchè serve aiuto Questo progetto è un investimento diretto e vitale nel futuro della ricerca. Stiamo collaborando con l'Istituto Mario Negri IRCCS per avviare una Biobanca unica nel suo genere, della durata prevista di 25 anni.

La Redazione

La ricerca ha bisogno di tempo per dare frutti. Il sostegno di oggi diventa la linfa vitale di un progetto Triennale: una base sicura su cui costruire, giorno dopo giorno, la strada verso la cura. AFIFF non è nuova nella ricerca a lungo termine: annovera Fondazione Telethon tra i partner più importanti, forte di uno storico studio clinico che ha portato avanti insieme per un decennio.

Grazie al crowdfunding “La porta per la solidarietà” attivato con BCC Pordenonese e Monsile, questa Biobanca raccoglierà e conserverà campioni biologici preziosi da individui a rischio (attualmente 35 donatori associati ad AFIFF).

Perché è così importante

Questi campioni sono il "codice della speranza": saranno messi a disposizione dell’intera comunità scientifica globale, fornendo la materia prima indispensabile per progetti

di ricerca sulle malattie da prioni, le malattie neurodegenerative e le malattie rare. Senza questi campioni, la ricerca si ferma.

L’obiettivo dei 15.000 euro serve a coprire le spese infermieristiche e del personale di laboratorio durante i 2-3 cicli di prelievo annuali all'Ospedale Ca’ Foncello. Il contributo garantisce che la Biobanca si attivi e che il processo di raccolta dei campioni avvenga regolarmente e in sicurezza.

Ci teniamo ad essere totalmente trasparenti con i nostri sostenitori

Ecco come le donazioni finanzieranno direttamente l'azione, dall'ospedale al banco di laboratorio:

• Il Prelievo in Sicurezza (Ospedale) e i Materiali Clinici: Copertura dei costi del personale sanitario qualificato (infermieri e tecnici) presso l'Ospedale Ca’ Foncello di Treviso, e l'acquisto di tutti i materiali di consumo clinico (siringhe, provette sterili,

disinfettanti, ecc.) necessari per effettuare i prelievi in totale sicurezza. Senza di loro e di questi materiali, i campioni non possono essere raccolti.

• Analisi, Conservazione e Materiali di Laboratorio (IRCCS): Sostegno ai ricercatori, analisti e personale tecnico dell'Istituto Mario Negri IRCCS. Questi specialisti si occuperanno di preparare, analizzare, catalogare e conservare i campioni. Questa voce include anche i materiali specialistici da laboratorio (reagenti, mezzi di coltura, contenitori criogenici) necessari per il trattamento e la conservazione a lungo termine. Qui si crea il vero valore scientifico.

• Logistica e Oneri Operativi: Copertura delle spese di trasporto specializzato e refrigerato dei campioni tra Treviso e l'IRCCS.

Grazie alle donazioni ricevute la biobanca prende vita!

Alberto Gianquinto

Una finestra per il reale.

Una il

Forza e visiva

Forza morale e indistinzione visiva

Vincenzo Bruno

Socio e collezionista d’arte

Per rappresentare il Maestro Alberto Gianquinto, pittore veneto del XX Secolo (Venezia, 29 marzo 1929 –Jesolo, 17 maggio 2003) ho scelto le parole di Stefano Castelli, noto critico d’arte che ho avuto il piacere di conoscere, autore del testo “Una finestra per il reale. Forza morale e indistinzione visiva”, riportato di seguito, e pubblicato nel catalogo “Alberto Gianquinto opere 1961 -2000”, dal 18 novembre 2006 al 13 gennaio 2007, in occasione della omonima mostra realizzata alla Dep Art – Milano.

A sottolineare la portata artistica di Gianquinto, che ha esposto alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma, alla Permanente di Milano evidenzio che anche recentemente alcune sue opere sono state esposte insieme a quelle di altri pittori (dall'11 ottobre 2025 al 12 aprile 2026) presso l'Esedra di Levante di Villa Manin a Passariano di Codroipo,

cm

in provincia di Udine, in concomitanza con la Mostra "Confini da Gauguin a Hopper - Canto con variazioni", una delle più grandi esposizioni di pittura dell'Ottocento e Novecento organizzate in Friuli Venezia Giulia da Marco Goldin, fondatore di Linea d'ombra.

Stefano Castelli nato a Milano nel 1979, dove vive e lavora è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze Politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica. Nel 2007 ha vinto il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli. Pubblica regolarmente i suoi articoli dal 2007 su Arte, dal 2011 su Artribune e dal 2018 su IL (Intelligence in Lifestyle) - mensile de Il Sole 24 Ore. Collabora anche con Antiquariato. Dal 2004 ad oggi ha curato numerose mostre in spazi privati e pubblici di artisti affermati ed emergenti.

Bagnanti, 1989, olio su tela,
195x130

Una finestra per il reale. Forza morale e indistinzione visiva di Stefano Castelli

Un attimo prima del crollo definitivo della visione, proprio mentre essa sta per frangersi in mille frammenti, l'intervento di un occhio che ricollezioni il reale e l'immaginario con umanistica pietas risulta bene merito. Tale occhio abbisogna di simboli, forti anche se sfumati. Ecco allora il cane, il teschio, il pittore, il paesaggio di Asolo e quello di Vittorio Veneto, le bandiere rosse e il cadavere di Che Guevara: le icone che fanno da compagni di viaggio ad Alberto Gianquinto in tale operazione di riassunto etico del visibile e dell'esistente.

Gianquinto costruisce un universo di visione e conoscenza nel mare di pluriversi che segnano il passaggio dalla modernità alla postmodernità, senza alcuna velleità di rassicurazione, piuttosto con l'obiettivo di fornire un'interpretazione della realtà sociale ed esistenziale, quest'ultime fuse in un tutt'uno inscindibile dalla realtà pittorica.

Asolo. Le stelle che non conosco, 1991, olio su tela, cm 100x55
Stelle che non conosco, 1991, olio su tela, cm 55x46
Il drappo rosso, 1990, olio su tela, cm 160x130
Il ritorno e la luna, 1984, tecnica mista su carta, cm 31x42
Cielo, 1989, olio su tela, cm 46x55
Dalcatalogo, Gesù - Alberto Gianquinto, 2000

Uno dei discrimini che è possibile istituire tra i vari tipi di pittori è quello fra coloro che utilizzano la pittura in sé come strumento di indagine del visuale, e quelli che invece compiono un discorso sulla pittura, sviluppando un metalinguaggio.

L’eccezionalità di Gianquinto è quella di esercitare entrambe le opportunità, non ponendosi in una manicheistica posizione intermedia, ma fondendo pittura pura e metapittura. Afferiscono a questa attitudine l'indagine sul segno mai separata da quella sul simbolo, la fusione di referente ed estetica, l'attenzione alle istanze politiche che si trasforma sempre in una forma di visione.

Sempre in quest'ottica si pone l'attenzione dell'artista verso le esperienze artistiche che l'hanno preceduto. La critica ha già sottolineato con puntualità le assonanze tra l'opera di Gianquinto e la pittura dei secoli precedenti Il Novecento. Ciò che preme sottolineare in questa sede è invece la contemporaneità di Gianquinto. Il punto di riferimento principale è Guernica di Picasso seppure con un segno più frammentato, la monumentale allegoria sulla Guerra di Spagna viene ripresa e trasferita nel contesto della morte di Guevara, che Gianquinto raffigura a più riprese, riprendendo a partire dagli anni Ottanta il primo dipinto del 1969. La pietas guevariana possiede una forza iconica e compositiva che trova corrispettivo forse solo nell'opera di Enrico Baj dedicato all'omicidio Pinelli, I funerali dell’anarchico Pinelli del 1972. È invece difficile trovare una collocazione per Gianquinto nelle correnti artistiche del secondo dopoguerra. L'artista stesso analizza criticamente nei suoi scritti la nozione di “neorealismo”, ma nessuno dei “realismi” codificati è calzante per le opere in questione, tanto che bisognerebbe inventare una nuova definizione: possiamo usare l'espressione “realismo morale”, che acclude all'eredità del Realismo Magico l’indefinitezza dell’Informale e l'interesse per i temi politici.

Le opere della presente mostra offrono un campione significativo dei temi dell'artista Veneto, nonché una serie di esempi delle sue icone. L'elemento che fa da sottotesto a tutta l'opera gianquintiana è la “fi-

nestra”, di volta in volta declinata come l'apertura sul paesaggio (La finestra, La tavolozza di colori), come quadro nel quadro (La cornice, il ritorno e la luna -laddove il soggetto viene raffigurato come ulteriore soggetto di una tela), o come figura geometrica astratta che informa di sé la composizione generale dell'opera (Il cane, Il cigno e la calla, L'orologio). Questo riquadro, vero e proprio frame ontologico, svela la natura transitoria della visione e al contempo la legittima dandole dignità metafisica, anche se non eterna: ogni elemento in Gianquinto implica in sé la propria dissoluzione, introducendo in ultima istanza il tema della morte.

Il confronto fra il sé e il mondo esterno trova l’applicazione in due tipi di serie tematiche: quella dei paesaggi è quella universalmente autobiografica sulla figura del pittore. Il mondo esterno assume conformazione inquietante, le montagne e gli altri elementi del paesaggio si ergono davanti allo spettatore che si affaccia all'ideale “finestra” predisposta da Gianquinto occludendone l'intero spettro visivo, il panorama si erge verticalmente come nell’onirismo macabro dei racconti di Buzzati, simbolo della necessità di affrontare da combattente la realtà eterna (Paesaggio di Asolo, Notturno a Naxos). Allo stesso modo l’impervietà del mondo circostante si riflette anche sull’io dell'artista che raffigura il pittore, quindi sé stesso, come una figura slanciata, alta ed opprimente, quasi un'ombra serale proiettata su un muro. Nel caso di Verso Vittorio Veneto la figura umana viene incorporata nel paesaggio, in un’indistinzione fra io e mondo interpretabile sia come definitivo rilascio esistenziale, sia, al contrario, come una definitiva, spersonalizzante reificazione del soggetto.

Ogni soggetto vivente -dal cane a Guevara- è dipinto con tratto incerto e sfumato, tanto che nella tessitura di sfumature e tonalità gianquintiane non è più possibile discernere se si tratti di essere vivente o non già della sua carcassa. La trama pittorica dell'artista, grazie all'uso personalissimo del tratto, delle luci e dei toni, implica la parziale indistinzione del soggetto, conferendogli un’ambiguità che accoglie sincreticamente in sé lo scorrere del tempo, la vita e la morte, il personale e l'universale, figurazione e forma pura.

Un ultimo tema di Gianquinto, quello più inaspettato, è costituito dai riferimenti alla “cultura alta” e all'Antico Testamento. Tali temi vengono scelti non secondo la modalità dell'adesione personale, ma piuttosto usati come allegorie. In un'opera di "laicizzazione” dei temi religiosi e dei miti, questi vengono ricondotti alla realtà contingente, quotidiana e politica. Anche in opere come Fidelio e L'angelo e Tobia si ritrova la configurazione oppressiva proprio della serie sul pittore, ma lo sfondo lascia una via di fuga all'occhio dello spettatore, non essendo completamente occluso dal paesaggio. Si tratta del sommesso respiro che l'adattabilità quasi universale dell'allegoria non dogmatica porta con sé.

È grazie a tutti gli elementi sin qui analizzati che Gianquinto si staglia nel panorama della pittura italiana del secondo dopoguerra come instancabile indagatore del reale, senza la pretesa di comunicare deterministicamente allo spettatore cosa sia la realtà, ma rinunciando alla tentazione di un relativismo dogmatico.

Biografia

Alberto Gianquinto (Lido di Venezia 1929 - Jesolo 2003) è stato invitato alla Biennale di Venezia nel 1956 e nel 1962 con un gruppo di opere e nel 1978 con una sala personale; alla Quadriennale di Roma nel 1959, 1965, 1969, 1987; nel 1994 vince il primo premio alla Permanente di Milano.

Dopo la sua scomparsa, gli vengono dedicate diverse Mostre Antologiche:

2004 - Museo Diocesano di Padova

2005 - Museo Correr di Venezia ospita la Mostra Alberto Gianquinto opere 1955-2003 - catalogo Skira Milano

2006 - Marco Goldin, Gianquinto Opere Scelte 1962-2003, Piccolo Miglio in Castello, Brescia – catalogo della mostra Linea d’Ombra

2010 - Mostra al Castel Sismondo di Rimini

2017 - viene ricordato con una mostra al Convento del Carmine di Marsala (opere 1960-2002)

Nel 2012 è uscito un Primo Catalogo Generale della sua opera.

Numerosissime le Mostre Personali e la partecipazione a Collettive in tutta Italia.

Molteplici anche le Esposizioni Personali tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, ne riportiamo alcune:

1988 - Palazzo Sarcinelli, Conegliano (Treviso)

1989 - Galleria Grigoletti, Pordenone

1992 - Villa Cattaneo, San Quirino (Pordenone)

1996 - Galleria Comunale, Motta di Livenza (Treviso)

1997 - Centro culturale Ca’ Lozzio, Oderzo (Treviso)

2000 - Galleria Sagittaria, Pordenone;

2002 - Galleria Flaviostocco, Castelfranco Veneto (Treviso)

2005 - Museo Correr Venezia

La Spiaggia, 1991, olio su tela cm 36x65
Le fragole, 1985, olio su tela, cm 40x60
Il quadro e il mattone, 1989, olio su tela, cm 65x100

Non solo banca!

Mutuo day
Beatrice Cal staffetta fiamma paralimpica Paralimpiadi di Milano Cortina
Passaggio Generazionale nelle imprese
Festa radicchio rosso tardivo Dosson
Il cuore oltre l'ostacolo Rotary Club San Donà Crowdfunding
IlGuado Fattoria Modo APS Vintage Vibes
Serata di beneficenza La Cena del Porsel
Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo
Il Giardino di Edy

BCC Pordenonese e Monsile è vicina al territorio come nessun’altra Banca. La nostra BCC sente forte la responsabilità di sostenere la crescita economica, sociale e culturale delle comunità, secondo i principi che stanno alla base del suo agire: territorialità, mutualità e innovazione. Si pone come strumento di sviluppo economico locale, senza mai perdere di vista il sostegno al Terzo Settore, attuato anche tramite l’azione quotidiana della Fondazione Bcc Pordenonese ETS, dell’Associazione San Pietro Apostolo OdV e della Serenissima Mutua ETS, sue importanti braccia operative nel sociale. Anche grazie al sostegno economico e talvolta anche fattuale e progettuale della nostra BCC, si rinnovano e prendono vita iniziative sociali, sanitarie, culturali, sportive che fanno ormai parte della tradizione locale. Ecco alcuni progetti rappresentativi sostenuti nel corso di questo primo semestre 2026.

per
Ultimo Miglio al Santa Caterina TV - Tania Cagnotto, Kristian Ghedina. Presenta Moreno Morello
Polinote Music Festival 26
Piano City Pordenone
Teatro Verdi giornata della memoria
Con Insieme per vincere per l’Advar

Le nostre 58 filiali

FILIALE COMUNE

INDIRIZZO

AVIANO AVIANO VIA MAZZINI, 2

AZZANO DECIMO AZZANO DECIMO VIA TRENTO, 1

TIEZZO DI AZZANO DECIMO AZZANO DECIMO VIA IV NOVEMBRE, 31

BRUGNERA BRUGNERA VIA UNGARESCA, 11

S. GIOVANNI DI CASARSA CASARSA DELLA DELIZIA PIAZZA DELLA VITTORIA, 15

VILLOTTA DI CHIONS CHIONS VIA VITTORIO VENETO, 4

CORDENONS CORDENONS PIAZZA DELLA VITTORIA, 83/A

FIUME VENETO FIUME VENETO VIALE DELLA REPUBBLICA, 32

MANIAGO MANIAGO VIA UMBERTO I, 8

VIGONOVO DI FONTANAFREDDA FONTANAFREDDA VIA G. PUCCINI, 10

CECCHINI DI PASIANO PASIANO DI PORDENONE BORGO SAN NICOLO', 8

PORCIA PORCIA VIA FORNIZ, 3

PORDENONE PORDENONE VIA BEATO ODORICO, 27

PORDENONE AG. 1 TORRE PORDENONE VIA PIAVE, 1

PORDENONE AG. 2 BORGOMEDUNA PORDENONE VIA SAN GIULIANO, 1

PORDENONE AG. 3 PORDENONE VIA MAZZINI, 47/D

PRATA DI PORDENONE PRATA DI PORDENONE VIA CESARE BATTISTI, 1

PRAVISDOMINI PRAVISDOMINI VIA ROMA, 12

ROVEREDO IN PIANO ROVEREDO IN PIANO VIA XX SETTEMBRE 43

SACILE SACILE VIALE ZANCANARO 16

SAN QUIRINO SAN QUIRINO PIAZZA ROMA, 3

SAN VITO AL TAGLIAMENTO SAN VITO AL TAGLIAMENTO VIA P. AMALTEO, 26

PROVINCIA TELEFONO EMAIL

PORDENONE 0434/661500 filialeaviano@bccpm.it

PORDENONE 0434/636201 filialeazzano@bccpm.it

PORDENONE 0434/646200 filialetiezzo@bccpm.it

PORDENONE 0434/613625 filialebrugnera@bccpm.it

PORDENONE 0434/870771 filialesangiovanni@bccpm.it

PORDENONE 0434/630639 filialevillotta@bccpm.it

PORDENONE 0434/457878 filialecordenons@bccpm.it

PORDENONE 0434/957185 filialefiume@bccpm.it

PORDENONE 0427/702346 filialemaniago@bccpm.it

PORDENONE 0434/565861 filialevigonovo@bccpm.it

PORDENONE 0434/621385 filialececchini@bccpm.it

PORDENONE 0434/590039 filialeporcia@bccpm.it

PORDENONE 0434/209010 filialepordenone@bccpm.it

PORDENONE 0434/536205 filialetorre@bccpm.it

PORDENONE 0434/521633 filialeborgomeduna@bccpm.it

PORDENONE 0434/247647 filialepordenoneag3@bccpm.it

PORDENONE 0434/611261 filialeprata@bccpm.it

PORDENONE 0434/644235 filialepravisdomini@bccpm.it

PORDENONE 0434/949800 filialeroveredo@bccpm.it

PORDENONE 0434/782410 filialesacile@bccpm.it

PORDENONE 0434/918962 filialesanquirino@bccpm.it

PORDENONE 0434/80599 filialesanvito@bccpm.it

CODROIPO CODROIPO VIA IV NOVEMBRE, 5 UDINE 0432/904911 filialecodroipo@bccpm.it

BREDA DI PIAVE

BREDA DI PIAVE VIA ROMA, 28

CARBONERA CARBONERA VIA VITTORIO VENETO, 43

CASALE SUL SILE CASALE SUL SILE VIA DEI BERSAGLIERI, 27

CASIER CASIER PIAZZA SAN PIO X, 26/A

DOSSON DI CASIER CASIER PIAZZA LEONARDO DA VINCI, 15

CHIARANO CHIARANO VIA DON GIOVANNI ZANARDO, 2

MANSUÈ MANSUE' PIAZZA S.TIZIANO, 11

MEDUNA DI LIVENZA MEDUNA DI LIVENZA VIA GARIBALDI, 8

MOGLIANO VENETO MOGLIANO VENETO VIA CASONI, 2

MONASTIER DI TREVISO MONASTIER DI TREVISO VIA ROMA, 21/A

MOTTA DI LIVENZA MOTTA DI LIVENZA VIA SANTE NARDINI, 22

ODERZO ODERZO VIA GIUSEPPE GARIBALDI, 19

ORMELLE ORMELLE VIA STADIO, 2

PONTE DI PIAVE

PONTE DI PIAVE PIAZZA MARCO POLO, 22

RONCADE RONCADE VIA ROMA, 91/A

OLMI SAN BIAGIO DI CALLALTA VIA POSTUMIA OVEST, 138

SAN BIAGIO DI CALLALTA SAN BIAGIO DI CALLALTA VIA POSTUMIA CENTRO, 150

LANZAGO DI SILEA SILEA VIA VENETO, 8/9

TREVISO 0422/606005 filialebreda@bccpm.it

TREVISO 0422/445210 filialecarbonera@bccpm.it

TREVISO 0422/821420 filialecasale@bccpm.it

TREVISO 0422/670133 filialecasier@bccpm.it

TREVISO 0422/383903 filialedosson@bccpm.it

TREVISO 0422/203551 filialechiarano@bccpm.it

TREVISO 0422/711041 filialemansue@bccpm.it

TREVISO 0422/767747 filialemeduna@bccpm.it

TREVISO 041/5931273 filialemogliano@bccpm.it

TREVISO 0422/799680 filialemonastier@bccpm.it

TREVISO 0422/860475 filialemotta@bccpm.it

TREVISO 0422/710108 filialeoderzo@bccpm.it

TREVISO 0422/805538 filialeormelle@bccpm.it

TREVISO 0422/857452 filialepontedipiave@bccpm.it

TREVISO 0422/841066 filialeroncade@bccpm.it

TREVISO 0422/892224 filialeolmi@bccpm.it

TREVISO 0422/897976 filialesanbiagio@bccpm.it

TREVISO 0422/361625 filialelanzago@bccpm.it

TREVISO TREVISO BORGO GIUSEPPE MAZZINI, 5 TREVISO 0422/590064 filialetreviso@bccpm.it

ANNONE VENETO ANNONE VENETO PIAZZA VITTORIO VENETO, 1 VENEZIA 0422/769763 filialeannoneveneto@bccpm.it

CAORLE CAORLE VIA RIVA DEI BRAGOZZI, 1

CAVALLINO-TREPORTI CAVALLINO-TREPORTI PIAZZETTA DELLA LIBERTÀ, 23

CONCORDIA SAGITTARIA CONCORDIA SAGITTARIA VIA I MAGGIO, 92

ERACLEA ERACLEA VIA PIAVE, 12

FOSSALTA DI PIAVE FOSSALTA DI PIAVE VIA XXIII GIUGNO, 2

JESOLO LIDO JESOLO VIA AQUILEIA, 78 - LIDO

MEOLO MEOLO VIA SAN PIO X, 16/D

MESTRE VENEZIA VIA MESTRINA, 36/A

MUSILE DI PIAVE MUSILE DI PIAVE PIAZZA LIBERTÀ, 13

VENEZIA 0421/83601 filialecaorle@bccpm.it

VENEZIA 041/5300474 filialecavallino@bccpm.it

VENEZIA 0421/276290 filialeconcordia@bccpm.it

VENEZIA 0421/232880 filialeeraclea@bccpm.it

VENEZIA 0421/679906 filialefossalta@bccpm.it

VENEZIA 0421/93617 filialejesolo@bccpm.it

VENEZIA 0421/618755 filialemeolo@bccpm.it

VENEZIA 041/988274 filialemestre@bccpm.it

VENEZIA 0421/332134 filialemusile@bccpm.it

PORTOGRUARO PORTOGRUARO CORSO MARTIRI DELLA LIBERTÀ, 63 VENEZIA 0421/761102 filialeportogruaro@bccpm.it PRAMAGGIORE PRAMAGGIORE VIA ROMA, 27

MUSSETTA DI SAN DONÀ DI PIAVE SAN DONA' DI PIAVE VIA NOVENTA, 98

SAN DONÀ DI PIAVE Sportello virtuale SAN DONA' DI PIAVE VIA SARETTA, 5

SAN DONA' DI PIAVE SAN DONA' DI PIAVE PIAZZA RIZZO, 9

SAN STINO DI LIVENZA SAN STINO DI LIVENZA PIAZZA ALDO MORO, 18

VENEZIA 0421/200334 filialepramaggiore@bccpm.it

VENEZIA 0421/330504 filialemussetta@bccpm.it

VENEZIA 0421/221881 filialesandona@bccpm.it

VENEZIA 0421/333287 filialesandona2@bccpm.it

VENEZIA 0421/311434 filialesanstino@bccpm.it

Pensione Aperto Aureo: fai la scelta

pubblicitario riguardante forme pensionistiche complementari avente finalità esclusivamente promozionali. Il Fondo Pensione Aperto Aureo è un prodotto istituito da BCC Risparmio&Previdenza Prima dell'adesione leggere la Sezione I della Nota informativa "Informazioni chiave per l'ulteriore set informativo disponibile gratuitamente presso i soggetti collocatori e sul sito www.bccrisparmioeprevidenza.it

Siamo presenti nelle province di Pordenone, Udine, Treviso e Venezia con 58 filiali a servizio di 130 comuni

Siamo presenti nelle province di Pordenone, Udine, Treviso e Venezia con 58 filiali a servizio di oltre 120 comuni

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook