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Il Caffè del Nordest - Dicembre 2025

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Anno XXVI / Dicembre 2025 Poste Italiane Spa / Spedizione in A.P. 70% Periodico di finanza, cultura, società ed informazione BCC Pordenonese e Monsile


indice

BCC informa____________

BCC sport______________

> L’intelligenza artificiale nella finanza: quale futuro

> A Ronchis il Campionato Italiano di Ciclocross

> PRESIDENTE / Responsabilità economica e impegno umano per uno sviluppo comunitario .....................4 > DIRETTORE GENERALE / Una banca solida e moderna, profondamente radicata nella comunità ...................5

ci attende? .............................................................24 > Meno previsioni, più progetti: costruiamo il futuro

Paralimpico: volano le Fiamme Cremisi ................66 > Lanci paralimpici a Codroipo ASD Atletica 2000 ......67

insieme! ................................................................26

BCC soci________________

BCC sostegno___________ BCC territorio___________

> Dalla persona alla comunità: visione e impegno della > Fondazione Biasotto 35 anni di solidarietà ..............68

Fondazione BCC Pordenonese ...................................6 > La potenza del volontariato ................................8 > Serenissima Mutua ETS .......................................10 > Tiroide, problemi respiratori e del sonno ............12

> “Camminare per la Vita” 2025 ...................................70 > Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 .......28 > Incontriamo Bruno Barel, Primo Procuratore della Basilica di San Marco ...............................................32 > Duilio Sina: una vita di determinazione, ingegno

BCC giovani____________

> Mettiamo radici per il futuro ....................................72

> Pordenonelegge 26^ edizione dei record ...........30

BCC arte_______________

e generosità ............................................................35 > Incontriamo Bruno Vianello, presidente di TEXA ......38 > Nuova filiale a Portogruaro .....................................41 > Emozioni, razionalità e denaro: come sfruttare i mega trend del futuro .......................................................42 > “Lo stato del turismo in Italia”: Cavallino-Treporti celebra l’eccellenza del turismo europeo all’aria aperta .....................................................................44

> 140 anni di Credito Cooperativo in FVG ...................14 > CambiaMENTI che uniscono, un ponte tra generazioni ................................................................................16 > Wine not? ...............................................................17 > Un tuffo nella natura: i Giovani Soci al Bosco delle Viole ..............................................................18 > Birrificio di Naon .....................................................19 > Money Challenge 2025 ..........................................20 > Borse di Studio Soci ................................................21 > BCC Pordenonese e Monsile: al fianco degli studenti per costruire il futuro ..............................................22 > La rivoluzione della cooperazione ...........................23

> In Scienza e Conoscenza. Tra cuore e testa, come uscire dalle storie storte? .......................................46

> Nelio Sonego ...........................................................74 > Un ragazzo d’oro. Paolo Rossi & the Football Legends..................................................................78

> RIVE Pordenone Fiere ..............................................48 > Strumenti finanziari e opportunità concrete ...........50 > Le 100 migliori imprese del Sandonatese ..............52

> Non solo banca ........................................................80

> Grande successo delle startup segnalate da Bcc Pordenonese e Monsile al Bcc Innovation Festival 2025 .......................................................................54 > KITAI e Ca’ Foscari siglano una convenzione quadro ...58 > Tiramisù World Cup, molto più di una sfida per golosi ................................................................................60 > Premio Simona Cigana, Circolo della stampa di Pordenone ..........................................................62 > Premiazioni Concorso di scrittura “Le città di Berto” promosso dal liceo Berto di Mogliano .....................64

Direttore Generale Gianfranco Pilosio Direttrice Responsabile Emanuela Loisotto emanuela.loisotto@bccpm.it Tel - 0434-636250 Il Caffè del Nord Est Tribunale di Pordenone n. 461 del 23.3.2000

Stampa - www.sincromia.it


editoriale L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2025 – per la seconda volta dal 2012 – Anno Internazionale delle Cooperative, scegliendo il tema “Le Cooperative costruiscono un mondo migliore”. Il 2025 è anche l’anno in cui si celebrano i 140 anni della nascita della cooperazione di credito nel nostro Paese. Una storia generativa di valore per il territorio e le sue comunità che la BCC Pordenonese e Monsile ha contribuito a scrivere, come ci ricorda il Presidente Loris Paolo Rambaldini nel suo editoriale: “Una banca cooperativa ha il compito di trasformare le opportunità in risultati tangibili, sostenere iniziative culturali, educative e sociali e diventare un autentico presidio del territorio, in cui responsabilità economica e impegno umano si fondono in un’unica visione di sviluppo comunitario”. Sono parole importanti che esprimono bene la missione del Consiglio di Ammi-

nistrazione della BCC e il senso del suo impegno concreto, quotidiano, condiviso con le comunità, le imprese, le istituzioni e le giovani generazioni, che si traduce in sinergie e opportunità per tutti, lavoro e benessere, riconoscimento del merito e valorizzazione della cultura d’impresa. Con gioia ed entusiasmo lo scorso 4 dicembre il Presidente Rambaldini, il Vice Direttore Generale Darsiè e il Responsabile Segmento Corporate Cappellaro, hanno accompagnato a Roma sei di trentuno Champion al Bcc Innovation Festival: la delegazione più numerosa. Tra gli otto Champion premiati, due sono stati presentati proprio dalla BCC Pordenonese e Monsile, con il supporto di H-Farm e Polo Tecnologico Alto Adriatico, con il contributo dei partner del progetto. Tutti i progetti premiati, con focus sugli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, seguiranno ora un percorso di sviluppo e di incubazione o accelerazione del controvalore complessivo di 60.000 euro, con la possibilità di presentare la propria start-up a potenziali investitori e di incontrare realtà internazionali per abilitare una rete di relazioni a sostegno della crescita. Sempre in ambito impresa, sono fonte di ispirazione le storie raccontate in questo numero della rivista: si tratta di imprese che hanno saputo fare la differenza, creare sviluppo, valore sociale e culturale, e che sono state scuole di visione e innovazione, ma anche luoghi di formazione umana. Ed è a questo che si riferisce il Direttore Generale, Gianfranco Pilosio quando sostiene che “una Banca non vive di soli numeri: vive di relazioni, ascolto e fiducia” a significare che tutti insieme possiamo cooperare e fare fronte comune davanti alle piccole e grandi sfide che ci attendono.

Emanuela Loisotto


Responsabilità economica e impegno umano per uno sviluppo comunitario Buon Natale e Felice Anno Nuovo Carissime Socie, Carissimi Soci,

Il Presidente Loris Paolo Rambaldini

bccpm.it

ho avuto l’onore di servire la Banca di Credito Cooperativo – oggi BCC Pordenonese e Monsile – prima come consigliere di amministrazione e, dal 2023, come presidente. Questo percorso non è stato un semplice cambio di ruolo, ma una vera “continuità di valore”, fondata sull’impegno nel sostenere la comunità, rafforzare i legami e custodire la fiducia di chi contribuisce ogni giorno alla vita del territorio. Esperienze e confronti continui con colleghi e soci nonché l’incarico alla Presidenza, per un mandato, della Associazione San Pietro Apostolo, hanno arricchito la mia visione di cosa significhi essere una banca cooperativa: non soltanto gestire risorse, ma accompagnare persone, famiglie e imprese nelle loro scelte e nei loro progetti. Una banca cooperativa ha il compito di trasformare le opportunità in risultati tangibili, sostenere iniziative culturali, educative e sociali e diventare un autentico presidio del territorio, in cui responsabilità economica e impegno umano si fondono in un’unica visione di sviluppo comunitario. Allo stesso tempo, continuità, coerenza e dedizione assumono forma concreta quando sosteniamo una piccola impresa, aiutiamo un giovane a realizzare il suo progetto o valorizziamo iniziative che arricchiscono il territorio. Assumere la presidenza ha significato proseguire questo impegno, garantendo continuità ai progetti avviati e affrontando nuove sfide con equilibrio e visione. La forza della nostra banca risiede nella capacità di valorizzare le relazioni e sostenere la comunità, come testimoniano la Fondazione

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BCC Pordenonese ETS, l’Associazione San Pietro Apostolo ODV e la Serenissima Mutua ETS, impegnate a creare opportunità e a generare impatti positivi sul territorio. La fiducia dei soci e la coesione della comunità sono il fondamento di ogni nostra decisione. La BCC non è solo un’istituzione finanziaria: è un luogo in cui le relazioni contano quanto i numeri. La nostra forza è quella di creare “connessioni autentiche” tra soci, famiglie, imprese e istituzioni, generando sviluppo condiviso. Inoltre, essere una banca di connessioni significa ascoltare i bisogni della comunità e trasformare questa fiducia in azioni: finanziare progetti innovativi, sostenere l’economia locale, promuovere cultura ed educazione, tutelare il risparmio. Questa rete di relazioni è il nostro capitale più prezioso. In sintesi, ciò che siamo oggi lo dobbiamo alle persone che vivono e sostengono questo progetto: una rete di fiducia e responsabilità condivisa, che rappresenta il motore del nostro presente e del nostro futuro. Guidare una banca cooperativa è il privilegio di servire la comunità e contribuire a costruire un futuro sostenibile e condiviso. In un mondo che cambia rapidamente, il valore della banca rimane radicato nelle relazioni, nella vicinanza alle persone e nella capacità di trasformare idee e risorse in sviluppo reale. Ed è con questo spirito che continuerò a operare: con dedizione, passione e visione condivisa. Che sia per tutti un Nuovo Anno di pace, serenità nei cuori e dialogo costruttivo.


Auguri di Buone Feste e di un Anno che porti pace, serenità e speranza.

Una banca solida e moderna, profondamente radicata nella comunità Il Direttore Generale Gianfranco Pilosio

Carissime Socie, Carissimi Soci, mi rivolgo a voi con profonda gratitudine. Dopo trentun anni trascorsi nella nostra BCC Pordenonese e Monsile, ricevere il riconoscimento della Camera di Commercio di Pordenone–Udine per il mio impegno personale e professionale rappresenta non solo un grande onore, ma anche un momento di riflessione condivisa su quanto abbiamo costruito insieme. Le Premiazioni dell’Economia e dello Sviluppo 2025 hanno assegnato riconoscimenti a realtà che si sono distinte per creatività, competenze e innovazione. Questo premio, per me, è soprattutto un’occasione per ricordare che ogni successo della nostra banca nasce dalla fiducia e dalla partecipazione dei soci, famiglie e imprese che ne costituiscono il cuore pulsante. La mia esperienza in questa realtà inizia nel 1994, in un periodo di grandi trasformazioni per il sistema bancario italiano, segnato dall’entrata in vigore del Testo Unico Bancario del 1993, che rinnovò profondamente le Casse Rurali, allineandole alla normativa europea. In quegli anni affrontammo sfide decisive: innovazione, crescente concorrenza e responsabilità verso il territorio. Ho avuto il privilegio di vivere in prima persona questo passaggio storico, contribuendo insieme a voi a costruire una banca solida, moderna e profondamente radicata nella comunità. Guidare la nostra BCC è stato un percorso straordinario. Ogni decisione, progetto e iniziativa è sempre stata orientata al bene dei soci, delle famiglie e delle imprese che rappresentiamo. Una banca non vive solo di numeri: vive di relazioni, ascolto e fiducia reciproca. Per questo considero il riconoscimento ricevuto non come un traguardo personale, ma come un vero “premio collettivo”, appar-

tenente a tutti coloro che hanno creduto nella nostra cooperativa e ne hanno sostenuto la crescita. In questi trentun anni abbiamo mantenuto un forte legame con il territorio, pur operando in un contesto normativo ed economico sempre più complesso. La banca è cresciuta da 7 a 58 filiali, consolidando la presenza dapprima sui territori friulani e poi veneti, mantenendo costantemente i parametri di solidità patrimoniale, liquidità e stabilità complessiva. Il nostro successo si fonda sulla capacità di coniugare prudenza gestionale, innovazione nei servizi e responsabilità sociale, garantendo così continuità e sostenibilità nel tempo. Oggi la BCC è riconosciuta non solo per la sua crescita, ma anche per la qualità della consulenza finanziaria, l’attenzione alla formazione, la tutela del risparmio e la capacità di offrire soluzioni vicine alle esigenze operative e strategiche delle imprese locali. Questa combinazione di solidità, competenze e vicinanza al territorio rappresenta il nostro principale vantaggio competitivo e guiderà le strategie future: crescita sostenibile, innovazione nei prodotti e servizi, sviluppo delle competenze professionali del personale e rafforzamento della fiducia dei soci. Ringrazio di cuore le Socie e i Soci, il Consiglio di Amministrazione e tutti i collaboratori per aver condiviso con me questo straordinario percorso che proseguiremo insieme. Con la certezza che la nostra banca continuerà a essere un punto di riferimento per il territorio e un presidio di mutualità e responsabilità comunitaria, auguro a tutti un Nuovo Anno di pace e serenità.

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BCC soci

Dalla persona alla comunità: visione e impegno della Fondazione BCC Pordenonese Marika Lion

Fondazione BCC Pordenonese

San Pietro Apostolo

Mauro Verona, Presidente della Fondazione BCC Pordenonese, ci guida alla scoperta di un’istituzione che ha saputo crescere e adattarsi nel tempo, rimanendo sempre vicina alle persone e alle comunità. Racconta quanto sia fondamentale il ruolo della Fondazione oggi, ne illustra le caratteristiche distintive e condivide la sua visione sul futuro, delineando le sfide e le opportunità da affrontare per continuare a costruire valore sociale.

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Ci potrebbe raccontare in che modo la Fondazione opera quotidianamente e quali sono i suoi principali obiettivi nel sostenere la comunità? La Fondazione BCC Pordenonese si impegna, per statuto e regolamento, a migliorare le condizioni morali, culturali, psicofisiche ed economiche delle comunità locali, operando con una visione integrata che mette al centro la persona e il bene comune. Nel campo della Salute e Assistenza, la Fondazione sostiene i più fragili e il volontariato sanitario, contribuendo all’acquisto di attrezzature mediche all’avanguardia e offrendo competenze e risorse a chi ne ha bisogno, perché la cura della persona rappresenta il primo passo verso una comunità più forte e solidale. Attraverso Istruzione e Formazione, investe nei giovani, promuovendo progetti che permettono alle nuove generazioni di scoprire i propri talenti e metterli al servizio della collettività, costruendo così un futuro ricco di opportunità e di partecipazione attiva. Nel settore del Volontariato Sociale, la Fondazione sostiene iniziative che conservano e diffondono i valori di mutualità, altruismo e coesione sociale, rafforzando il tessuto comunitario e migliorando le condizioni di vita locali, perché la solidarietà è la base di una società armoniosa. Infine, attraverso la Promozione e Valorizzazione del Territorio, opera per riscoprire e consolidare i valori fondamentali della società civile, ponendo al centro l’uomo e la famiglia e contribuendo allo sviluppo armonioso della comunità, con uno sguardo attento alla cultura, alle tradizioni e al patrimonio locale. In ogni ambito indicato, la Fondazione lavora con l’obiettivo di creare un percorso integrato, in cui salute, educazione, solidarietà e valorizzazione del territorio si intrecciano, generando un impatto positivo che rafforza il senso di appartenenza, la coesione sociale e il benessere collettivo.

Lei è anche Coordinatore della Commissione Sociale della banca che valuta i progetti La nostra struttura copre cinque aree geografiche e, attraverso le diverse filiali, raccoglie le istanze e le proposte delle realtà sociali locali. Ogni progetto, istruito dall’Ufficio Soci, viene attentamente esaminato dalla Commissione, con particolare attenzione all’impatto sociale e al valore etico che può generare nella comunità. Generalmente, la Commissione registra un’ampia partecipazione da parte dei territori, segno dell’interesse e dell’impegno delle comunità verso iniziative costruttive e sostenibili. I progetti presentati ricevono spesso un’accoglienza positiva, frutto della collaborazione tra le filiali incaricate ad accogliere le domande e della cura con cui la Commissione valuta ciascuna proposta. Inoltre, la banca, attraverso il suo Crowdfunding: “La porta della solidarietà”, sostiene progetti sociali, culturali, sportivi e di volontariato locali, offrendo attraverso la piattaforma online Ginger, formazione e supporto alle campagne. In questo modo la banca cofinanzia le raccolte, garantendo il successo dei progetti.

Un vostro principio è: “collaborare attivamente valorizzando le proprie competenze e costruendo relazioni per raggiungere obiettivi comuni” Alla Fondazione BCC Pordenonese, crediamo che l’essenza del successo non risieda solo nelle azioni, ma nelle persone che le compiono. Ogni individuo porta un contributo unico, ma è nell’incontro, nella collaborazione e nella condivisione che nasce la vera forza. Per noi ogni persona è un valore umano, il valore della dignità, della cura reciproca, della creatività e della responsabilità. È la capacità di unire talento e cuore, competenza e empatia, per costruire insieme risultati che superano ogni aspettativa. Per noi, l’uomo, come la famiglia, sono al centro di ogni progetto, perché ogni azione di valore nasce dalla persona.

Dal valore umano alla filantropia sociale: un passo avanti verso il futuro della Fondazione? In un’epoca di cambiamenti rapidi e sfide sempre più complesse, diventa fondamentale costruire progetti che abbiano un impatto reale e duraturo. La società contemporanea non richiede solo interventi immediati, ma una visione lungimirante, capace di mettere al centro l’individuo, riconoscendone bisogni, aspirazioni e potenzialità. Ognuno di noi possiede caratteristiche uniche che, se valorizzate, possono contribuire al progresso collettivo e al benessere comune. È con questa convinzione che la Fondazione BCC Pordenonese sviluppa il proprio impegno: tradurre il valore umano in azioni concrete a beneficio della comunità. La filantropia sociale, intesa non come semplice donazione, ma come investimento mirato nello sviluppo delle persone e del tessuto sociale, guida ogni iniziativa. I nostri progetti nascono per rispondere a necessità concrete, fornendo strumenti, opportunità e sostegno in grado di migliorare la qualità della vita, rafforzare i legami sociali e stimolare una partecipazione attiva e consapevole. Ed è con questo approccio, che il principio di filantropia diventa uno strumento strategico per generare un impatto duraturo, promuovendo così: inclusione, equità e solidarietà. La valorizzazione delle potenzialità individuali, unita a una visione collettiva, permette di ottenere risultati concreti e sostenibili. Crediamo che la forza di una società risieda nella capacità di ascoltare, comprendere e accompagnare le persone, valorizzandone le competenze e guidandole in percorsi di crescita condivisi. E infine, concludo, sostenere individui e comunità significa affrontare insieme le sfide, celebrare i successi e trasformare il potenziale umano in azioni concrete, capaci di costruire un futuro inclusivo, equo e sostenibile, dove ciascuno possa diventare protagonista del cambiamento.

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San Pietro Apostolo

Fondazione BCC Pordenonese

LA POTENZA DEL VOLONTARIATO

SALUTI DELLE AUTORITÀ

TARGA RICONOSCIMENTO PRESIDENTE USCENTE AVAN

UN IMMENSO GRAZIE AGLI OLTRE 400 VOLONTARI Cristina De Trane Atteso e molto partecipato l’annuale appuntamento della CENA DEI VOLONTARI, promosso e organizzato dalla Fondazione BCC Pordenonese per ringraziare gli oltre 400 volontari e le loro famiglie per il tempo e le energie messe a disposizione della comunità. Si tratta di persone speciali, che si mettono a servizio del prossimo nell’ambito dei diversi progetti coordinati dall’Associazione San Pietro Apostolo, come il servizio di trasporto sociale dedicato alle persone anziane e non autosufficienti per aiutarle a raggiungere le strutture ospedaliere e riabilitative o per accompagnarle presso i centri diurni e sociali. Il servizio è ormai attivo da 26 anni e unisce 14 Enti del Terzo Settore, coordinati dalla Associazione San Pietro Apostolo e 15 comuni dell’area vasta pordenonese. Lo scorso sabato 22 novembre è stata dunque una bella occasione per celebrare e ringraziare le 14 Associazioni e le Amministrazioni locali presenti e ben rappresentate, oltre ai medici e le infermiere in pensione che hanno deciso di dedicare il loro tempo al prossimo offrendo le loro cure nello Studio Medico Solidale a Pordenone e nei progetti di contrasto alla solitudine. È stata anche l’occasione per ringraziare i volontari che dedicano il loro tempo agli sportelli Amministratori di Sostegno gestiti dalla Fondazione per l’Ambito dei Comuni del Sile Meduna (con capofila il Comune di Azzano Decimo) e nei comuni del Livenza Cansiglio Cavallo (con capofila il Comune di Sacile). Un ringraziamento a parte anche alla Pro Loco di Bannia che ha ospitato questa grande famiglia e la’ASD PRAVIS 1971 che ha provveduto a preparare e servire la cena facendo sentire tutti bene accolti come a casa. Tra le autorità c’erano il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e il Sindaco di Pordenone Alessandro Basso, seduti accanto ai vertici della Banca e della Fondazione, Mauro Verona presidente della Fondazione BCC Pordenonese, Loris Paolo Rambaldini presidente della BCC Pordenonese e Monsile, Alessandro Moro presidente dell’Associazione San Pietro Apostolo. Veder crescere questa famiglia di volontari è rigenerante, crea fiducia e riaccende l’entusiasmo per il futuro, fa capire che la nostra è una comunità attenta e sensibile che sa che il tempo donato è ben speso e che una buona azione è fonte di ben-essere sia per chi la riceve sia per chi la agisce.

GUIDA SOLIDALE - FIUME VENETO

AVAN E SAN PIETRO APOSTOLO_AZZANO DECIMO

PORDENONE SOLIDALE

SERENISSIMA MUTUA

Quindi se state pensando di diventare anche voi dei volontari e non sapete come fare, chiedete pure informazioni qui in Fondazione BCC Pordenonese!

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CHIONS SOLIDALE

STUDI MEDICI SOLIDALI


TARGA RICONOSCIMENTO PRESIDENTE USCENTE ANTEAS CORDENONS

PANORAMICA SALA

ANTEAS COMUNITA' SOLIDALE CORDENONS

ANTEAS PORDENONESE

AVIANO SOLIDALE

BRUGNERA SOLIDALE ODV

PASIANO SOLIDALE ODV

BUDOIA SOLIDALE

PRATA SOLIDALE ODV

PARKINSONIANI L'AQUILONE

SACILE SOLIDALE ODV

IL CORDON ODV


BCC soci

Serenissima Mutua ETS Assemblea dei Soci 2025

Anna Casagrande

Prevenire è proteggere Lo scorso 13 giugno, nella sede Sociale dell’Associazione, si è svolta l’annuale Assemblea ordinaria dei Soci di Serenissima Mutua ETS, che all’unanimità ha approvato il Bilancio 2024.

I Soci presenti hanno seguito con interesse l’esposizione dei dati di bilancio dell’esercizio al 31 dicembre 2024, chiuso con un avanzo di gestione di euro 12.646. Il Presidente Antonio Zamberlan, oltre ad aver illustrato le numerose iniziative promosse dall’Associazione nel corso del 2024, ha ricordato che il Consiglio di Amministra-

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zione ha avviato una analisi dei bisogni, anche emergenti, del territorio in cui la Mutua opera, al fine di implementare ulteriormente il ventaglio dei servizi erogati anche con nuove proposte su misura e con l’obiettivo di contribuire al miglioramento del bene comune e delle condizioni di vita degli associati. All’appuntamento erano presenti il Vice Presidente della Mutua Mauro Verona, oltre ai consiglieri ed i componenti dell’Organo di controllo. Ha portato i saluti del Consiglio di Amministrazione di Bcc Pordenonese e Monsile - socio fondatore e sostenitore - il Presidente Loris Paolo Rambaldini, presente insieme alla consigliera Francesca Marafatto, confermando il sostegno della Banca alla Mutua, quale strumento di attenzione ai propri Soci e clienti, nella promozione della cultura della prevenzione e del sostegno alle famiglie.

L’ultimo quadrimestre dell’anno ha visto la nostra Mutua impegnata a stringere nuove alleanze sinergiche con importanti realtà locali, traducendole in un arricchimento del già nutrito programma di iniziative rivolte ai soci e alle loro famiglie, e aperte altresì alle comunità locali, volte a veicolare informazioni e conoscenze utili in campo sanitario, in tema di prevenzione e di corretti stili di vita, elementi fondamentali per la salute individuale e collettiva, e il miglioramento della qualità della vita. Dobbiamo tenere sempre a mente che avere uno stile di vita sano è fattibile se si mantiene una corretta alimentazione, si pratica attività fisica regolare, oltre a sonno adeguato e gestione dello stress. Di seguito vi diamo conto delle novità intervenute in questo periodo e rendicontiamo brevemente le attività realizzate, suddivise tra iniziative sanitarie, sociali ed educative.


lievi della scuola nuoto e aperto al pubblico per approfondire insieme come il nuoto possa influire positivamente sulla formazione e sullo sviluppo dei giovani, da un punto di vista fisico, motorio e psicosociale. Dopo i saluti istituzionali di Antonio Zamberlan, Presidente di Serenissima Mutua ETS, e di Alessandro Moro, Consigliere di BCC Pordenonese e Monsile, sono intervenuti il Direttore di Maniago Nuoto, Stefano Borgna, che ha presentato le numerose attività svolte all’interno della struttura natatoria e le peculiarità della scuola nuoto, e la Psicologa dello Sport Dr.ssa Valentina Lugo.

Nuova collaborazione con ORAS SPA Dall’esperienza ventennale di ORAS S.p.A. nasce un'offerta personalizzata, a condizioni agevolate, sui percorsi di prevenzione e cura per i Soci di Serenissima Mutua ETS. Check Up Completo Cardiologico, Check Up Medico Completo Uomo, Check Up Medico Completo Donna. I check up proposti da ORAS S.p.A. sono stati pensati per rispondere alle esigenze della persona, prevedendo approfondimenti mirati e altamente qualificati; ogni check up è coordinato da un medico internista che analizza i referti delle visite specialistiche effettuate, gli esami radiologici ed ematochimici e, dopo una visita completa finale, produce la relazione conclusiva per il paziente e per il medico curante. Percorsi: Fisioterapico, Endocrino / Metabolismo dell’osso. I programmi continuativi denominati «Percorsi», focalizzati su specifici ambiti, sono volti a migliorare lo stato di salute del paziente. A differenza della singola visita, il percorso permette una presa in carico mirata affinché il medico specialista possa fornire al paziente programmi di cura e riabilitazione tarati sulle singole esigenze della persona. L’Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione, inoltre, ha organizzato un ciclo di incontri dedicati alla prevenzione e al benessere, che mirano a promuovere stili di vita sani e modelli di cura efficaci per l’invecchiamento attivo. Giovedì 16 Ottobre 2025. Invecchiamento di successo. Modelli di cura per una longevità di qualità. Giovedì 27 Novembre 2025. Prendersi cura di sé dopo i 50 anni. Prevenzione e stili di vita: la salute come progetto.

7/09/2025 Pordenone Pedala 2025 La 52^ edizione di PordenonePedala ha portato un fiume di biciclette, sorrisi e colori lungo un percorso tra Pordenone ed i comuni vicini: una giornata all'insegna della coesione sociale, della cultura sportiva e della valorizzazione del nostro territorio. Per l'occasione, Serenissima Mutua ETS e il personale sanitario qualificato del Centro di medicina di Pordenone erano presenti al Parco Galvani per offrire agli iscritti la misurazione della pressione arteriosa. Molte le persone che hanno colto con favore tale opportunità.

TUTTI IN VASCA! UNA SCUOLA NUOTO PER CRESCERE CON IL CORPO E CON LA MENTE

INVITO

Interventi

13/09/2025 Maniago “Tutti in vasca. 13 settembre 2025 ore 16.00 Una scuola nuoto per crescere con il cuore e con la mente”, in collaborazione con la società sportiva MANIAGO NUOTO. Un incontro rivolto alle famiglie degli alLa S.V. è invitata al convegno

Saluti istituzionali

Un modello innovativo di scuola nuoto Stefano Borgna Direttore Maniago Nuoto

Piscina di Maniago via Marco Polo 31

I benefici del nuoto sullo sviluppo psicofisico dei giovani Dott.ssa Valentina Lugo Psicologa dello Sport

Conclusioni e saluti finali

Seguirà l’esibizione della squadra di nuoto sincronizzato.

La dottoressa in particolare ha evidenziato “come in un mondo in cui si è sempre più iper connessi e si sono ridotte le occasioni di movimento è importante sensibilizzare la popolazione, in modo particolare i più giovani, riguardo all’importanza di uno stile di vita attivo e del praticare sport quale strumento per il benessere psico-fisico. Per dedicarsi alla pratica sportiva un bambino o ragazzo ha bisogno di conoscere i benefici che ne derivano, come ad esempio la possibilità di stringere nuove amicizie, sperimentarsi, sentirsi capace e ricavarne soddisfazione. Inoltre, lo sport permette di apprendere e sviluppare molteplici abilità motorie e gesti tecnici, ma anche abilità psico-socio-relazionali utili anche in altri contesti della vita quotidiana, come la scuola e più avanti il lavoro, come ad esempio, il senso di responsabilità, l’organizzazione del proprio tempo, il porsi degli obiettivi, la gestione delle emozioni. Tuttavia, queste abilità passano attraverso l’esempio degli adulti coinvolti nel contesto sportivo, è pertanto fondamentale che ciascuno acquisisca consapevolezza del proprio ruolo affinché la pratica sportiva venga vissuta positivamente. Per costruire, quindi, un ambiente sportivo virtuoso è necessario condividere la stessa missione educativa, mettendo al centro dell’attenzione i giovani e la loro formazione non solo come atleti, ma soprattutto come persone”. 11

Evento aperto al pubblico con prenotazione obbligatoria a info@maniagonuoto.it / info@serenissimamutua.it Versione in positivo

con il patrocinio del Comune di Maniago Città delle Coltellerie

Versione in negativo


BCC soci

14/09/2025 Pravisdomini Giornata di prevenzione cardiologica In occasione della Giornata di prevenzione organizzata dall'Associazione Amici del Cuore San Donà-Jesolo, Avis e Aido Pravisdomini, realizzata anche grazie al supporto di Serenissima Mutua ETS, sono stati effettuati oltre 170 check up cardiologici gratuiti. Tali screening sono uno strumento utile nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e nel monitoraggio della salute del cuore.

28/09/2025 Treviso Camminare per la Vita 2025 Migliaia di passi e di cuori si sono uniti per lasciare un'impronta che dura nel tempo in occasione della 9^ edizione dell'appuntamento annuale che intreccia movimento, benessere, valorizzazione del territorio, attenzione verso l’altro e verso l’ambiente, con la collaborazione dei volontari di Sciare per la Vita OdV, fondata e presieduta da Deborah Compagnoni. Una splendida iniziativa che ha visto ampio sostegno e partecipazione dei rappresentanti di Serenissima Mutua ETS e BCC Pordenonese e Monsile: presenti all’interno del Parco del Seminario per offrire, in collaborazione con la Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier di Treviso, la misurazione della pressione arteriosa e, al contempo, sensibilizzare le persone alla cultura della prevenzione.

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Tiroide, problemi respiratori e del sonno: serata di prevenzione con i medici

Iniziativa promossa da Serenissima Mutua ETS, patrocinata dal Comune di Azzano Decimo, l’Associazione San Pietro Apostolo ODV e Fondazione BCC Pordenonese In Italia circa 6 milioni di persone convivono con una patologia tiroidea, che colpisce le donne tra 5 e 10 volte più spesso rispetto agli uomini. Il carcinoma della tiroide, sebbene spesso indolente, rappresenta il 3-4% di tutti i tumori. In Friuli Venezia Giulia, i dati regionali evidenziano che la sopravvivenza a 5 anni dopo la diagnosi di tumore tiroideo supera il 90-95%, con-

fermando che molti casi, se intercettati precocemente, possono essere trattati con successo. Se ne è parlato all’incontro “ Riflettiamoci su! Tiroide, problemi respiratori e disturbi del sonno: conosci il collegamento?” tenutosi nella serata di giovedì 23 ottobre 2025 presso la Casa dello Studente di Azzano Decimo. Grande interesse da parte del pubblico, testimoniato dalla nutrita partecipazione in sala e dagli interventi e domande a conclusione della serata. A parlare ai presenti tre specialisti del Centro di Medicina Pordenone e Sacile: Dott.ssa Patrizia Li Volsi, diabetologa, Dott.ssa Maria Corina Plaz Torres, Gastroenterologa ed Epatologa, e il Dott. Carlo Barbetta, pneumologo.


Hanno portato il loro saluto per il Comune di Azzano Decimo, Giacomo Spagnol, Vicesindaco e Assessore alla Sicurezza, alla Protezione Civile e alle Politiche sociali e della famiglia, ed il Presidente di Serenissima Mutua ETS Antonio Zamberlan. Moderatore della serata il giornalista e divulgatore scientifico Marco Ceotto. Il filo conduttore è stata la tiroide, ghiandola che regola metabolismo ed equilibrio energetico, spesso al centro di disturbi che possono riflettersi anche sul respiro e sulla qualità del sonno. Con grande competenza gli specialisti hanno mostrato come patologie tiroidee, metaboliche e respiratorie possano essere collegate, offrendo così risposte concrete alle domande più comuni

e strumenti pratici di prevenzione. L'incontro ha evidenziato come la migliore prevenzione si basi sulle abitudini alimentari, raccomandando la dieta mediterranea per i suoi comprovati benefici. Questo modello dietetico, ricco di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce, olio d'oliva e moderato consumo di latticini e carne, aiuta a prevenire diverse malattie e favorisce la longevità. È fondamentale integrare con una regolare attività fisica, senza dimenticare l'importanza della capacità respiratoria e di un riposo notturno adeguato. Il Presidente di Serenissima Mutua ETS, molto sodisfatto del successo dell’iniziativa, ha dichiarato: “La prevenzione deve

entrare nelle nostre agende come uno degli impegni più importanti. Dal monitoraggio costante del nostro stato di salute deriva non solo tranquillità, ma anche la possibilità di intercettare patologie in fase precoce, quando sono ancora curabili. Inoltre, con la formazione continua gratuita offerta da questi incontri, è possibile avere tutte le informazioni utili per adottare uno stile di vita ottimale per vivere meglio, a lungo e in salute.” Serenissima Mutua ETS è da sempre impegnata nell’organizzazione, a tariffe agevolate per i propri Associati, di screening di prevenzione. In autunno attenzionati speciali sono la vista, la pelle, il metabolismo e nello specifico la tiroide.

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BCC giovani

140 anni di Credito Cooperativo in FVG La consulta Giovani Soci promuove la presentazione del libro Elena Marcati e Jaele Nicolini

Che cos’è oggi il Credito Cooperativo? Quale ruolo svolge e perché continua a essere centrale nel contesto socioculturale attuale? A queste e ad altre domande hanno risposto Mario Robiony e Stefano Miani, professori di Economia e autori del libro “140 anni di Credito Cooperativo in Friuli Venezia Giulia”. L’evento, che si è svolto il 4 dicembre presso la spaziosa Sala Verona annessa alla Filiale di Pravisdomini della BCC Pordenonese e Monsile, è

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stato molto apprezzato dalla cittadinanza, dalle autorità intervenute, in particolare il sindaco di Pravisdomini, Davide Andretta, nonché dal mondo dell’associazionismo locale. È stata l’occasione per celebrare l’anniversario della nascita del Credito Cooperativo in Friuli Venezia Giulia, ripercorrendo le varie tappe di questo percorso di crescita che rappresenta ancora oggi un elemento fondamentale per l’economia e lo sviluppo di tutta la regione friulana. La storia inizia nel 1884 con la nascita delle prime due Casse Rurali in FVG: quelle di Fagnigola e di Pravisdomini, entrambe sorte nel territorio ancora oggi di competenza della BCC Pordenonese e Monsile. Ma da allora, cosa è cambiato? Si tratta di un modello ancora valido e spendibile? Grazie alla moderazione di Jaele Nicolini, componente della Consulta


Giovani Soci della BCC Pordenonese e Monsile, si è creato un dialogo tra presente e passato, focalizzandosi non solo su ciò che la Banca di Credito Cooperativo è stata, ma anche su ciò che potrà diventare. Dalla sua fondazione fino ai giorni nostri, il Credito Cooperativo in FVG è descritto come elemento fondamentale per l’economia e lo sviluppo dell’intera regione, dimostrando una notevole capacità di resilienza di fronte ai cambiamenti sociali, politici e ambientali. Si tratta di un organismo vivo, strettamente legato al territorio in cui opera e alle comunità che lo abitano: per questo è fondamentale saperne ascoltare le pulsioni, intercettare i bisogni dei cittadini e cogliere per tempo le fragilità e le nuove necessità interne, in un equilibrio che si ridefinisce e si trasforma ogni giorno. La presenza di molti giovani in sala, oltre al fatto che l’evento è stato organizzato proprio dalla Consulta Giovani Soci, ha sottolineato l’interesse delle nuove generazioni a comprendere il passato per plasmare il futuro.

Il dialogo tra due importanti professori di Economia delle Università di Udine e Pordenone, quali Mario Robiony e Stefano Miani, portatori di due prospettive diverse ma complementari, è stato un percorso tra radici e futuro, profondo e sentito. La loro capacità di conoscere talmente bene l’essenza del Credito Cooperativo da riuscire a scomporla per renderla chiara anche ai non esperti, è stata sicuramente il fulcro della buona riuscita della serata e della presentazione del libro. In sintesi, la serata voleva essere una presentazione del volume che celebra l’anniversario della nascita del Credito Cooperativo in FVG, testimoniandone il valore come patrimonio collettivo costruito su valori di cooperazione e mutuo aiuto, ma si è trasformata in qualcosa di più grande: un passaggio di testimone ai giovani presenti in sala, un augurio alla tutela e all’innovazione di un Credito Cooperativo vivo, nelle loro mani. La testimonianza che insieme, senza dimenticare il passato e senza condannare il futuro, si possa continuare a creare qualcosa di utile e meraviglioso.

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CambiaMENTI che uniscono, un ponte tra generazioni A Trento il 15° Forum dei Giovani Soci Elena Marcati

Nel fine settimana del 21 e 22 novembre, il Forum dei Giovani Soci BCC al quale hanno partecipato quattro membri della Consulta giovani soci della Bcc Pordenonese e Monsile, ha vissuto due intense giornate di confronto, idee e ispirazione riguardo al tema “Un ponte tra generazioni”. Il sabato si è aperto con un dialogo davvero interessante tra alcuni referenti del gruppo Giovani Soci Nazionale e un gruppo di giovani imprenditori trentini, che hanno condiviso esperienze e prospettive legate allo sviluppo del territorio e all’innovazione nel settore turistico. A seguire abbiamo avuto l’onore di ascoltare l’intervento della professoressa Elsa Fornero, che ha portato una riflessione profonda sul futuro economico e sociale del Paese e sull’importanza del lavoro come mezzo di autoaffermazione e indipendenza economica, offrendo spunti preziosi anche per il ruolo delle BCC nella comunità. Dopo la pausa pranzo (che essendo all’esterno, ci ha temprato e tenuti belli svegli!), i lavori sono ripresi con un laboratorio di gruppo molto stimolante, dedicato alla generazione di nuove idee per la banca del domani. Attraverso lo SCAMPER model (un formidabile metodo che permette di sfruttare al meglio il ragionamento collettivo!) abbiamo

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raccolto proposte concrete e visioni fresche che speriamo possano dare uno slancio per nuovi percorsi di innovazione cooperativa. La giornata si è poi conclusa con una visita guidata di questa meravigliosa città, con anche pit stop ai mercatini di Natale, e una cena spettacolare al MUSE, il Museo di Storia Naturale di Trento, una cornice estremamente suggestiva che ha reso il momento conviviale ancora più speciale. Sembrava di essere parte del cast di “Una Notte al Museo”!! La domenica mattina è stata dedicata alla chiusura dei lavori, arricchita dalla presenza di alcuni agricoltori e fondatori della Melinda, che hanno raccontato la storia del consorzio, le sue sfide e i suoi sviluppi futuri: un esempio virtuoso di cooperazione trentina che ha sicuramente molto da insegnare. Dopo l’ultima pausa pranzo, è arrivato il momento dei saluti, con la consapevolezza di aver condiviso un’esperienza formativa e motivante, e con nuove energie per continuare a costruire insieme il futuro delle nostre BCC.


Wine not? Villa Bogdano 1880

Alice Martin

30 agosto 2025 - Villa Bogdano 1880, Lison di Portogruaro. Una calda giornata di fine agosto, il cielo limpido dopo la pioggia e il profumo dell’uva pronta per essere raccolta. Lo scenario migliore per una passeggiata tra i vigneti secolari che Villa Bodgano mette a disposizione dei suoi ospiti in occasione della uscita alla scoperta del territorio programmata dalla Consulta Giovani Soci della BCC Pordenonese e Monsile. La tenuta si trova a Portogruaro, nella frazione di Lison, terra rinomata per i suoi pregiati vini. La nostra passeggiata alla scoperta dei tesori nascosti di questa piccola località è iniziata proprio da Villa Bogdano, proprietà risalente al 1880. Al suo interno è stata allestita una piccola sala in cui Monica, la nostra guida, ci ha permesso di avere una prima visione della tenuta nel suo insieme. Vigneti con oltre cent’anni di storia, trattati con cura e attenzione per preservarne la forma e la produzione. Ca’ Zabeo, una dimora storica ristrutturata per mantenere vivi i pezzi di storia del territorio. Un bosco planitiale risalente al 1200, eletto come sito di Tutela delle Biodiversità Natura 2000 dalla Comunità Europea. Monica ci ha accompagnato alla scoperta della loro produzione vitivinicola biologica, raccontandoci l’attenzione con cui viene trattato non solo il vino, ma anche tutto l’ambiente in cui i vigneti sono inseriti. Non è mancato un assaggio dell’uva prodotta direttamente dalle piante più antiche della tenuta, pronta per l’imminente vendemmia a mano. L’ultima tappa del nostro tour ci ha riportati in azienda per la degustazione dei prodotti della tenuta. La vista dalla terrazza pano-

ramica permette di comprendere la vastità dei 106 ettari di vigneti, all’interno dei quali si trova il bosco planitiale. Ripreso il fiato abbiamo potuto sentire gusti e profumi di svariate tipologie di vino, un percorso sensoriale accompagnato dalle parole della nostra guida. L’opportunità di entrare in punta di piedi in un luogo così attento alla biodiversità e alla sostenibilità ci ha permesso di comprendere quanto sia fondamentale prestare attenzione all’ambiente circostante per dare il vero valore anche al prodotto finale. Una serata ricca di chiacchiere, racconti e scambi che ci hanno arricchito di storia, cultura e conoscenza.

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Un tuffo nella natura: i Giovani Soci al Bosco delle Viole Marco Pavan

Nel mese di giugno, e più particolarmente durante il solstizio d’estate, noi Giovani Soci della BCC Pordenonese e Monsile abbiamo vissuto un’esperienza che ci ha lasciato davvero il segno: una serata formativa immersi nel suggestivo Bosco delle Viole, un’oasi naturale incastonata tra le campagne trevigiane, proprio al confine con le province di Treviso e Pordenone. Il bosco copre una superficie di circa 30mila metri quadrati ed è nato a metà degli anni ’90 per la passione dell’agronomo ed erborista Gianfranco Marchetti. Questa foresta pianeggiante è un modello di progettazione ambientale: ci sono tutte le specie arboree e arbustive tipiche della zona e sentieri ben tracciati per esplorarle. Al suo interno, sono attivi degli alveari, e nelle stagioni calde migliaia di api impollinano i fiori, raccolgono nettare e producono un miele davvero legato al territorio. Ma il bosco non è solo “bosco”: è anche luogo di rigenerazione, meditazione ed esperienza formativa, molto usato da scolaresche, famiglie e appassionati di natura. La nostra attività è iniziata con una visita guidata: abbiamo imparato a riconoscere le piante, abbiamo ascoltato come il bosco viene gestito in modo sostenibile e abbiamo riflettuto su quanto un ecosistema ben curato sia fondamentale per la biodiversità. Poi è arrivato il momento delle api: Alessandro, uno dei gestori del bosco, ci ha spiegato il loro lavoro, l’importanza dell’impollinazione e

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come si arriva a produrre miele. Alla fine, avvolti dalla luce del tramonto e sotto l’ombra degli alberi, ci siamo seduti tutti insieme per una degustazione di miele, direttamente prodotto lì. È stato un momento conviviale e al tempo stesso educativo: assaporare un prodotto così autentico ci ha fatto capire quanto siano strettamente collegati natura, lavoro umano e territorio. Il tutto si è poi concluso con un picnic all’aria aperta, canti e balli in questa splendida serata d’estate. Per noi Giovani Soci è stata un’esperienza molto concreta: non solo una gita in mezzo agli alberi, ma un’occasione per approfondire temi importanti, condividere idee e rafforzare il legame con la natura che ci circonda. Il Bosco delle Viole si è confermato come spazio perfetto per imparare, stare insieme e riconnettersi con l’ambiente esterno. Perché si chiama Bosco delle Viole? Per due motivi, il primo è che all’inizio della primavera si assiste ad un’autentica esplosione della fioritura delle viole. Il sottobosco e i sentieri si riempiono di questi fiori e del loro colore, dipingendo un incantevole quadro naturale che annuncia con vivacità l’arrivo della bella stagione. Il secondo motivo è legato alla tradizione: il bosco abbraccia l’abitazione rurale, sviluppata a partire da un “cason” trevigiano dell’Ottocento, della famiglia Marchetti, i cui componenti erano e sono ancora oggi conosciuti in paese come i “ Vioea” (i “Viola”). boscodelleviole.it


Birrificio di Naon Giovani soci in visita ad una realtà locale di valore

Andrea Eleonora Pinna

Nel mese di giugno abbiamo avuto l’opportunità di partecipare a una visita guidata al Birrificio di Naon, un punto di riferimento del nostro territorio che negli ultimi anni si è affermato grazie alla qualità delle sue produzioni, alla costante ricerca e a un profondo legame con la tradizione brassicola locale. Come Consulta dei Giovani Soci della BCC Pordenonese e Monsile abbiamo voluto organizzare un’iniziativa che unisse scoperta, formazione, conoscenza del territorio e un momento di convivialità. La proposta ha raccolto subito grande interesse, confermando la curiosità e la voglia di partecipazione dei giovani soci. La nostra visita è iniziata con una presentazione completa della storia del birrificio: dalle sue origini, nate dalla passione di un gruppo di imprenditori locali, alla sua crescita costante, resa possibile da un equilibrio sapiente tra artigianalità e innovazione. Ci è stato raccontato come la filosofia di Naon si fondi sulla scelta accurata delle materie prime, sull’attenzione al dettaglio e sulla volontà di produrre birre che non siano semplicemente bevande, ma vere e proprie espressioni di identità. L’approfondimento sulle fasi produttive ci ha permesso di seguire ogni passaggio, dalla selezione dei malti e dei luppoli fino ai processi di ammostamento, bollitura, fermentazione e maturazione. Abbiamo apprezzato in particolare la cura dedicata alla gestione del lievito e al controllo delle temperature, elementi fondamentali per ottenere prodotti costanti e di qualità. Durante il percorso, abbiamo avuto modo di comprendere quanto il legame con il territorio sia centrale nella filosofia del birrificio. Non si tratta soltanto di collaborazioni con aziende agricole locali, ma di una vera e propria scelta identitaria: creare birre che sappiano raccontare la storia

del luogo in cui nascono, valorizzando ingredienti e tradizioni. Questo approccio, come ci è stato spiegato, rappresenta uno dei motivi per cui Naon è riuscito a distinguersi nel panorama della birra artigianale regionale e nazionale. Al termine della parte tecnica siamo stati accompagnati in una degustazione guidata di alcune delle birre più rappresentative della loro produzione. È stato un momento particolarmente coinvolgente, durante il quale abbiamo potuto scoprire profumi, caratteristiche organolettiche e differenze tra stili diversi. La degustazione è stata ulteriormente arricchita da un abbinamento di crostini selezionati che, grazie alla loro varietà, hanno permesso di esaltare aromi e sapori, creando combinazioni interessanti e piacevoli. Questo momento conviviale ha facilitato lo scambio spontaneo di opinioni, la condivisione di curiosità e un’atmosfera informale che ha reso l’esperienza ancora più piacevole. La serata al Birrificio di Naon si è conclusa con un bilancio ampiamente positivo. Abbiamo vissuto un’esperienza che ha unito cultura d’impresa, approfondimento tecnico, senso del territorio e socialità. Iniziative come questa rafforzano il nostro senso di comunità e rispecchiano pienamente l’impegno della Consulta dei Giovani Soci nel promuovere attività che permettano di crescere insieme, conoscere realtà locali di valore e creare occasioni di incontro. La visita al Birrificio di Naon è stata non solo un momento formativo, ma anche un’occasione per ritrovarci, scoprire nuovi aspetti del nostro territorio e sentirci parte attiva di una rete di giovani che condividono visione, interesse e partecipazione.

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BCC giovani

Money Challenge 2025 La sfida di educazione finanziaria a Punto di Incontro 2025

Massimo Drigo

Anche quest'anno, BCC Pordenonese e Monsile ha saputo coinvolgere e appassionare i giovani con la "Money Challenge", un'iniziativa dedicata all'educazione finanziaria che ha animato la Fiera Punto di Incontro di Pordenone nei giorni 12 e 13 novembre 2025. Durante l'evento, oltre 80 studenti e studentesse provenienti da 23 scuole superiori del Veneto e del Friuli Venezia Giulia si sono sfidati in una competizione avvincente e formativa, trasformando l'educazione finanziaria in una vera e propria "battaglia di conoscenza". Questa terza edizione ha consolidato il successo del format con la partecipazione di oltre 40 squadre. La sfida e i contenuti La "Money Challenge", ideata dal partner OEJ Consultancy e Media Group, è stata una Trivia Battle su temi finanziari di grande attualità, tra cui: pagamenti digitali e sicurezza online, bilancio personale e risparmio, investimenti e mercati finanziari, previdenza e assicurazioni, economia circolare, criptovalute e blockchain, truffe finanziarie e phishing. Il format, dinamico e stimolante, ha permesso agli studenti di partecipare attivamente e di acquisire competenze preziose su temi che riguardano la loro vita presente e futura. Ogni domanda permetteva di guadagnare punti, rendendo il gioco avvincente fino all'ultima risposta e mantenendo alta l'attenzione e la motivazione di tutti i partecipanti. Vincitori e premi Al termine delle due giornate, il titolo di campioni della "Money Challenge" 2025 è andato alla squadra Investiteci dell'Istituto Mattiussi - Pertini di Pordenone, composta da Campanale Alice, Antonel Dylan e Auror a Boschian. La squadra si è assicurata il primo posto e una gita scolastica a

tema culturale per tutta la classe, offerta da BCC Pordenonese e Monsile, che metterà in evidenza l'importanza di un impegno collettivo anche nelle sfide individuali, con la possibilità di gioire tutti insieme dei risultati raggiunti. Un'esperienza educativa e di crescita "Money Challenge è un'opportunità preziosa per avvicinare i giovani a temi finanziari fondamentali, presentati in una forma dinamica e coinvolgente," ha dichiarato il Presidente della BCC Pordenonese e Monsile, Loris Paolo Rambaldini. "In un contesto come Punto di Incontro, dove studenti e scuole sono protagonisti, è stimolante essere riusciti a creare un'esperienza educativa e interattiva, che rappresenta un primo passo per favorire una maggiore consapevolezza economica tra i giovani." Questa iniziativa dimostra l'impegno costante di BCC Pordenonese e Monsile nel sostenere la crescita culturale e professionale delle nuove generazioni, offrendo loro un'occasione unica per approfondire concetti complessi e strategici. La banca rinnova così il proprio impegno verso la comunità, promuovendo un'educazione finanziaria consapevole e responsabile, che possa dare ai giovani strumenti concreti per affrontare il futuro con competenza e sicurezza. Un appuntamento annuale da non perdere La "Money Challenge" si è ormai affermata come un appuntamento atteso dai giovani e dalle scuole del territorio: una formula che permette di apprendere attraverso il gioco e la competizione, creando un ambiente di apprendimento che stimola il confronto e la collaborazione. L'appuntamento con la prossima edizione è già fissato, e BCC Pordenonese e Monsile è pronta a fare ancora una volta la differenza per le nuove generazioni del territorio. Guarda le foto qui: www.bccgeneration.it/puntoincontro2025/

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Borse di Studio Soci

Al Capitol le premiazioni dei diplomati nell’anno scolastico 2024-2025 Emanuela Loisotto

Sempre rivolgendosi ai giovani, lo scorso venerdì 24 ottobre al Capitol di Pordenone, BCC Pordenonese e Monsile ha dato vita alla tradizionale cerimonia di consegna delle borse di studio ai diplomati nell’anno scolastico 2024-2025. A testimonianza di quanto la banca crede e investe nei giovani in rappresentanza del Consiglio di Amministrazione erano presenti, oltre al Presidente Loris Paolo Rambaldini, anche le Amministratrici Barbara Bortolussi, Francesca Marafatto e Annarosa Martel e gli Amministratori Giancarlo De Carlo, Andrea Rizzetto, Francesco Salvadori e Mauro Verona, oltre al Direttore Generale Gianfranco Pilosio. Quaranta in tutto i diplomati alla scuola secondaria di secondo grado premiati, uno in più rispetto allo scorso anno, tutti residenti nelle province di competenza della BCC, per un investimento in borse di studio pari a 20 mila euro, per punteggi dal 96/100 ad un massimo di 100/100 con lode. I premiati In provincia di Pordenone Cordella Angela, De Carlo Kevin, Drigo Filippo, Fort Elisabetta, Gelisi Francesco, Iuston Diego Dante, Lemma Vittoria, Minusso Christian, Mozzon Andrea, Parutto Luca, Polo Nicolò, Tissino Anna Lisa, Trevisan Martina, Zanni Jacopo; In provincia di Treviso Basso Anna, Bortoletto Samuele, Bortoluzzi Silvia, Darsiè Paola, De Guglielmo Chiara, De Marchi Maria, Fava Enea, Franceschi Enrico, Frison Elena, Lunardelli Vittoria, Massarin Matilde, Paronetto Alessandro, Saccaro Alessia, Silvestrin Lorenzo, Taccone Giulia, Tomasin Stefano, Vendrame Emma; In provincia di Venezia Andreon Sofia, Battistel Giulia, Corazza Laura, Dalla Francesca Alice, Fratto Giulia, Marangoni Martina, Stefenato Martina, Vinante Alice, Zavattin Lorenzo.

Nel 2025 sono state assegnate altre 93 borse di studio a giovani laureati per un importo di 95.300 euro: nel dettaglio i punteggi sono stati tra i 100 e i 100 e lode per 14 lauree a ciclo unico, 47 lauree specialistiche, 30 lauree triennali e 2 diplomi Istituto Tecnico Superiore di Alta Specializzazione Tecnologica. Complessivamente nell’anno l’investimento in borse di studio per i giovani è stato di euro 115.300 euro. “Negli ultimi cinque anni la BCC Pordenonese e Monsile ha premiato 633 giovani eccellenti per un valor di 505mila euro” ha sottolineato con orgoglio il Presidente Loris Paolo Rambaldini. “Ma il nostro impegno verso le giovani generazioni si concretizza anche nel rendere disponibili prodotti e servizi adeguati alle esigenze di chi studia o lavora, attraverso la linea di conti correnti BCC Generation comprensiva di tutti i servizi necessari completamente gratuiti, dedicata ai giovani dai 18 ai 35 anni, o i finanziamenti agevolati per finanziare il piano di studi o la partenza di una start-up, oltre alla possibilità di effettuare uno stage di sei mesi a Bruxelles negli uffici di collegamento della Regione FVG”, ha spiegato il Presidente Rambaldini, complimentandosi ancora con i giovani premiati saliti sul palco del Capitol. È stato un momento di riconoscimento importante per i giovani, che hanno poi proseguito la serata apprezzando il nuovo show di BAZ “Outsider”, artista che ha trascinato il pubblico nel suo universo di “fuori posto”, dove sentirsi inadeguati non è solo la norma, ma anche un’opportunità per spiazzare il mondo. Una vera esplosione di energia che demolisce i cliché, come un bambino con un castello di sabbia, con ironia tagliente su ignoranza, razzismo e l’impero dei social. Uno spettacolo che ha fatto ridere, cantare ma anche riflettere sulle assurde convenzioni che talvolta ci tengono prigionieri. Guarda le foto qui: www.bccgeneration.it/24-ottobre-consegna-borse-di-studio/ 21


BCC giovani

BCC Pordenonese e Monsile: al fianco degli studenti per costruire il futuro Ciro Di Cristo Responsabile Direzione Risorse Umane

L’impegno di BCC Pordenonese e Monsile nei confronti dei giovani si conferma una delle direttrici più solide della propria missione territoriale. La vicinanza al mondo della scuola e dell’università non è soltanto un atto di responsabilità sociale, ma una scelta strategica che nasce dalla consapevolezza che il futuro delle comunità in cui operiamo passa necessariamente attraverso la formazione, l’orientamento e l’accompagnamento delle nuove generazioni. In quest’ottica si inseriscono i due recenti incontri in cui ho cercato di mettere la mia esperienza di Responsabile della Direzione Risorse Umane a disposizione dei ragazzi, offrendogli strumenti concreti per orientarsi, conoscere il mondo del lavoro e comprendere le opportunità professionali che il settore bancario può offrire. Il 4 novembre, presso l’Auditorium del Consorzio Universitario di Pordenone, ho tenuto un intervento rivolto agli studenti del Corso di Laurea in Banca e Finanza dell’Università di Udine, dedicato alle dinamiche di selezione del personale e alle competenze richieste per affrontare con efficacia un processo di candidatura. Durante l’incontro, alla presenza di circa un centinaio di studenti, sono stati approfonditi temi come la costruzione del curriculum, la presentazione personale, la preparazione al colloquio e la capacità di individuare in modo consapevole le opportunità professionali più coerenti con il proprio percorso. Un momento formativo molto concreto, nato dalla nostra esperienza quotidiana, che ha permesso ai ragazzi di avvicinarsi ai meccanismi reali della selezione, superando stereotipi e acquisendo strumenti immediatamente utilizzabili. Il 6 novembre ho invece incontrato, insieme al Responsabile della nostra Area Territoriale di Treviso Andrea De Marchi, gli studenti del Liceo “Giuseppe Berto” di Mogliano. In questo contesto, più orientativo che

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professionalizzante, si è parlato dei “mestieri della banca”, dei cambiamenti in atto nel settore finanziario e delle competenze oggi richieste alle nuove generazioni. L’obiettivo è stato quello di aiutare gli studenti a compiere scelte universitarie consapevoli, mostrando come il mondo bancario sia in profonda evoluzione e possa offrire sbocchi professionali non solo nell’ambito economico, ma anche nei campi dell’informatica, della comunicazione digitale, dell’analisi dei dati e della cybersecurity. Gli incontri hanno permesso di evidenziare anche il ruolo del Gruppo BCC Iccrea e il modello delle Banche di Credito Cooperativo, realtà radicate nei territori ma inserite in un sistema nazionale che favorisce innovazione, specializzazione e stabilità. La nostra Banca è stata presentata agli studenti non solo attraverso i numeri – solidità patrimoniale, presenza territoriale, reti e funzioni interne – ma anche nella sua natura di impresa cooperativa a mutualità prevalente, che reinveste sul territorio il valore generato. L’interesse e la partecipazione attiva dei ragazzi, in entrambi gli appuntamenti, confermano quanto sia importante dialogare con le nuove generazioni in modo autentico e informato. Da un lato, gli studenti universitari cercano strumenti concreti per inserirsi nel mondo del lavoro; dall’altro, i ragazzi delle scuole superiori hanno bisogno di essere accompagnati nelle scelte future in un contesto caratterizzato da cambiamenti rapidi e professioni in continua trasformazione. Per BCC Pordenonese e Monsile, investire tempo e competenze in attività di orientamento non significa solo raccontare chi siamo, ma contribuire a costruire una cultura del lavoro fondata su responsabilità, consapevolezza e valorizzazione dei talenti. Un impegno che continuerà a guidare le nostre azioni, con l’obiettivo di essere non solo una banca presente sul territorio, ma una banca per il territorio e con il territorio.


La rivoluzione della cooperazione 21a Convention di iDEE - Associazione delle Donne del Credito Cooperativo Ciro Di Cristo Responsabile Direzione Risorse Umane

Una nutrita delegazione della BCC Pordenonese e Monsile, composta dalle Amministratrici Anna Rosa e Debora e dalle colleghe Alice, Anna, Annalisa, Cristiana, Donatella, Elisa, Emanuela, Francesca, Giorgia, Lisa, Loredana, Mary, Marta, Michela, Monica, Nadia, Raffaella, Rossella, Sara, Silvia, Silvia, Silvia, Sonia, Tania, Valeria, accompagnata dallo staff della Direzione Risorse Umane composto, oltre che dal sottoscritto, da Cristian e Romina, ha partecipato alla 21a Convention di iDEE, - Associazione delle Donne del Credito Cooperativo, dal titolo “ La rivoluzione della cooperazione.” I lavori si sono svolti sabato 8 novembre, presso la Sala Cilimberto del Complesso di Monte Sant’Angelo – Università Federico II a Napoli, dalle ore 9.00 alle ore 16.00.

La cooperazione è dialogo, cura dei territori e responsabilità reciproca.

È stata l’occasione per approfondire il tema della cooperazione, osservandolo da diversi punti di vista: da quello biologico e scientifico, al socioeconomico, passando per l’analisi dei modelli organizzativi e per lo scambio di testimonianze e buone pratiche. Circa 400 partecipanti provenienti da tutta Italia vi hanno preso parte, scegliendo di esserci, condividendo esperienze, idee e impegno. Grazie alle relatrici e ai relatori che, con competenza e profondità, hanno arricchito la giornata dei lavori.

Napoli, crocevia di culture che nel corso dei secoli si sono incontrate, amalgamate e integrate, e che continua ad essere uno spazio di incontro multiculturale che arricchisce la scena artistica e gastronomica - in continuo dialogo tra l’antico e il contemporaneo, tra le tradizioni e la loro rivisitazione in chiave moderna – ha fatto da cornice anche alla nostra trasferta, sviluppatasi in un clima di cooperazione davvero rivoluzionaria (e per nulla scontata), piena di entusiasmo, curiosità, solidarietà e desiderio di conoscersi anche al di fuori del contesto professionale abituale, che ha permesso di dare un volto alle voci e di attivare nuove sinergie che produrranno sicuro beneficio anche ai nostri soci e clienti. Abbiamo scoperto competenze, qualità e abilità personali tali che troveremo senza dubbio il modo di metterle a frutto nei prossimi appuntamenti al fine di coltivare l’energia e i colori del nostro incredibile e formidabile Gruppo BCCPM, anche al femminile!

Come ha ricordato la Presidente di iDEE Teresa Fiordelisi: “la cooperazione è la risposta operosa a un momento storico caratterizzato da totalitarismi, violenza, aggressività, guerre e logiche di sopraffazione. È risposta alle disuguaglianze sociali sempre più pronunciate e alle conseguenze della crisi climatica e ambientale.”

È la strada per costruire un futuro più equo ed inclusivo.

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L’intelligenza artificiale nella finanza: quale futuro ci attende? Marika Lion

Nel 2025, l’intelligenza artificiale (IA) si è affermata come un alleato strategico per il settore bancario e finanziario. La sua capacità di automatizzare processi, analizzare enormi quantità di dati e migliorare la qualità delle decisioni la rende un fattore chiave per la competitività. L’IA consente di alleggerire i carichi di lavoro del servizio clienti, ottimizzare le attività di back office e offrire esperienze più personalizzate ai clienti. Nel breve

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e medio periodo, questa tecnologia sarà determinante per creare valore e ridefinire gli equilibri del mercato finanziario. Tuttavia, accanto a opportunità enormi, emergono anche sfide legate alla governance dei dati, alla trasparenza degli algoritmi e alla formazione delle competenze. Il comparto bancario si sta adattando a un contesto influenzato da sei macro-tendenze: evoluzione tecnologica, modelli di ecosistema, sostenibilità (ESG), digitalizzazione degli asset, attrazione e riqualificazione dei talenti, e adeguamenti normativi. Questi fattori stanno spingendo le istituzioni finanziarie oltre i confini tra-

dizionali, favorendo la trasformazione dei modelli operativi. In questo scenario, l’IA è diventata un motore essenziale di innovazione, capace di soddisfare aspettative sempre più elevate dei clienti in termini di velocità, convenienza e integrazione dei servizi.

Gli ambiti applicativi dell’IA in finanza sono numerosi e in rapida evoluzione: • Trading algoritmico: l’IA consente di sviluppare algoritmi in grado di analizzare dati di mercato e storici per eseguire operazioni in tempo reale, aumentando precisione e redditività. • Automazione dei processi: le tecnologie di automazione intelligente permettono di gestire attività ripetitive e a elevato dispendio di tempo, migliorando la produttività e riducendo i costi. • Vantaggio competitivo: le banche che integrano l’IA in modo strategico possono stimolare l’innovazione interna, mantenere la leadership tecnologica e creare un vantaggio sostenibile nel lungo periodo. • Conformità normativa e RegTech: l’IA aiuta ad automatizzare i processi di reporting e monitoraggio, a individuare operazioni sospette (antiriciclaggio e KYC) e ad assicurare il rispetto delle normative vigenti. • Valutazione del credito: l’analisi di grandi quantità di dati, anche non convenzionali (come comportamenti digitali o pattern di spesa), consente di stimare con maggiore precisione l’affidabilità creditizia. • Servizio clienti e assistenza virtuale: chatbot e assistenti digitali alimentati da IA offrono risposte personalizzate, appro-


vazioni di credito in tempo reale e un supporto costante, migliorando l’esperienza utente. • Rilevamento delle frodi e cybersecurity: i modelli predittivi individuano schemi anomali nelle transazioni, prevenendo reati finanziari e cyberattacchi, e rafforzando la sicurezza dei pagamenti digitali. • Finanze personali e wealth management: l’IA aiuta i clienti a gestire il proprio denaro, analizzando spese e obiettivi per suggerire strategie di risparmio o investimento personalizzate. I robo-advisor di nuova generazione rendono più accessibili i servizi di consulenza finanziaria. • Gestione del rischio e asset management: l’IA consente di valutare e controllare i rischi in tempo reale, migliorando la stabilità del sistema finanziario. Nell’asset management, contribuisce alla costruzione dei portafogli e all’analisi predittiva dei mercati.

Nel 2025 si è inoltre consolidata una tendenza verso piattaforme integrate,

che collegano la finanza con le altre funzioni aziendali, come operations, HR e supply chain, creando una visione unificata dei dati e delle decisioni. L’IA non è più una tecnologia isolata, ma un componente strutturale della finanza digitale. Parallelamente, cresce l’importanza della sostenibilità: i modelli di intelligenza artificiale vengono utilizzati per integrare i criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) nelle valutazioni di rischio, nelle politiche di investimento e nella gestione del credito. Le istituzioni finanziarie stanno inoltre impiegando l’IA per promuovere l’inclusione finanziaria, rendendo più accessibili i servizi e offrendo soluzioni personalizzate anche a clienti con minore alfabetizzazione digitale o disponibilità economica. Ciò contribuisce a una democratizzazione del sistema, pur richiedendo un’attenta gestione dei rischi legati alla privacy e alla protezione dei dati. Nonostante i progressi, rimangono alcune sfide cruciali. La qualità e la governance dei dati rappresentano ancora una barriera signifi-

cativa all’adozione su larga scala. Inoltre, l’aumento della complessità dei modelli rende necessarie pratiche di “explainable AI” (*), cioè algoritmi trasparenti e interpretabili, per garantire conformità e fiducia da parte di regolatori e clienti. La formazione dei talenti è un altro elemento chiave: servono competenze ibride, in grado di coniugare conoscenze finanziarie, informatiche e normative. Le banche stanno quindi affrontando un doppio percorso: da un lato, accelerando l’integrazione dell’IA nei processi core; dall’altro, costruendo una solida architettura di governance, dati e competenze per utilizzarla in modo responsabile e sostenibile. In conclusione, l’Intelligenza Artificiale non è ancora pronta a sostituire l’uomo, ma ne amplifica enormemente le capacità: libera i professionisti dalle attività ripetitive, li aiuta a prendere decisioni più informate e consente di creare valore in ogni area del business. L’approccio vincente sarà quello di chi saprà integrare l’IA con visione strategica, rigore etico e attenzione alle persone. Per queste organizzazioni, l’IA rappresenta non solo una leva di efficienza, ma un motore di crescita, fiducia e innovazione per il futuro della finanza.

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Meno previsioni, più progetti: costruiamo il futuro insieme! Michele Barbisan Responsabile Direzione Commerciale

Intervista a Luciano Scirè, autore di “Il denaro è un affare di famiglia. Viaggio verso la sicurezza finanziaria con il Goal Based Investing.” (Hoepli Editore, 2024) L’Italia cambia: meno nascite, la vita si allunga, le famiglie diventano dei “sandwich” stretti tra figli che crescono e genitori da sostenere. Nel frattempo l’inflazione morde, i mercati saltellano e tutti ci chiediamo: “Come posso far fruttare al meglio il mio patrimonio per far fronte a queste sfide?”. È da qui che parte il Goal Based Investing (GBI): riportare al centro la vita delle persone prima delle soluzioni di investimento. In questa intervista Luciano Scirè racconta come trasformare preoccupazioni quotidiane e sogni da realizzare in un percorso chiaro e misurabile che unisce l’uso del patrimonio ai progetti di vita.

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Luciano Scirè Fondatore di Goal Based Investing Italia, la prima piattaforma italiana di consulenza e formazione dedicata al Goal Based Investing (GBI). Membro del Comitato Scientifico di ANCP (Associazione Nazionale Consulenti Patrimoniali). In precedenza, è stato Head of Retail Distribution Italy presso GAM (Italia) SGR e promotore della collaborazione tra GAM e l’Università Ca’ Foscari di Venezia, da cui ha avuto origine il Laboratorio di Economia Sperimentale GAM – Ca’ Foscari, attivo nella ricerca sulla finanza comportamentale e la teoria delle decisioni. È autore del libro Il denaro è un affare di famiglia. Viaggio verso la sicurezza finanziaria con il Goal Based Investing, edito da Hoepli nell’ottobre 2024. Speaker nelle più importanti fiere di settore, quali ad esempio il Salone del Risparmio e Consulentia, nonché ospite in trasmissioni televisive a tema pianificazione finanziaria e patrimoniale (ad esempio Class CNBC e Sky TG 24). Oggi collabora con alcune delle più importanti istituzioni finanziarie italiane in merito all’applicazione pratica del metodo GBI.


Perché parlare di obiettivi di vita quando la domanda più comune negli investimenti è “quanto rende”? Perché bisogna passare dal prodotto alla consulenza. Il rendimento è un mezzo, non il fine. Se dico “vorrei ottenere il 3–4%”, ma non chiarisco quando mi serviranno quei soldi e per che cosa, rischio di rincorrere soluzioni non adatte e di non saper che pesci pigliare al primo ribasso dei mercati. Con il Goal Based Investing (che significa pianificazione patrimoniale basata sugli obiettivi di vita), partiamo da ciò che conta per le famiglie. C’è chi desidera garantire l’accesso all’università ai figli, chi cerca serenità una volta in pensione, chi persegue progetti personali. Ogni obiettivo ha un orizzonte temporale diverso e richiederà quindi un “vestito” di rischio e un rendimento diverso. È un po’ come preparare la valigia: per un weekend porti lo zaino, per un viaggio lungo la valigia grande; l’importante però è non partire per i sentieri di montagna con i sandali!

Il punto di partenza è sempre la persona, la famiglia. Perché? Perché il denaro non è solo un numero: è emozioni, relazioni, scelte, tempi di vita. Ne “Il denaro è un affare di famiglia” ho immaginato una delle tante possibili famiglie che si trova a dover mettere ordine tra mutuo, studio dei figli, un futuro sereno in pensione e qualche sogno rimasto nel cassetto. La narrativa aiuta a riconoscersi e a riflettere senza sentirsi giudicati. La storia poi diventa metodo: un percorso in passi semplici, con esempi e domande. Il lettore non impara formule, impara un modo di ragionare e di decidere insieme al proprio consulente.

Le emozioni aiutano o ostacolano? Dipende da come le usiamo! Nel libro descrivo cinque emozioni: paura, fiducia, coraggio, rimpianto e desiderio. La paura è utile se ti ricorda di avere un fondo emergenze, diventa invece dannosa se ti fa vendere nel momento peggiore. La fiducia è l’alleato nel costruire il piano finanziario, non esige un atto di fede cieca. Il coraggio serve a rispettare il rischio, coerentemente con l’orizzonte temporale. Il rimpianto infine può addirittura diventare saggezza se viene affiancato al desiderio: “Non ho iniziato prima? Bene, da oggi metto da parte ogni mese X euro perché desidero un futuro autonomo.” Le emozioni non si eliminano: si mettono al servizio degli obiettivi di vita.

In questo metodo di lavoro, come si passa dalle parole ai numeri? Con un check-up patrimoniale molto concreto, si valutano cioè entrate e uscite, risparmi, debiti “buoni” e “cattivi”, tutele assicurative. Poi si prendono gli obiettivi emersi e si assegna ad ogni obiettivo delle coordinate: tempo, capitale iniziale e/o flusso di risparmio. Una volta comprese le coordinate e definita la traiettoria, si chiarisce l’architettura di prodotto: strumenti prudenti per obiettivi ravvicinati, oppure più dinamici e diversificati per quelli lontani; tenendo naturalmente conto dei costi per avere tutto sotto controllo. Al termine verrà fissato un calendario di verifica e un piano emotivo: cosa faremo quando i mercati scenderanno (perché capiterà!)? Se questo aspetto viene deciso a mente “fredda”, è molto più facile che venga rispettato a mente “calda”!

E quando i mercati oscillano e ci preoccupano? Guardiamo la mappa degli obiettivi di vita, non il telegiornale. I soldi che servono tra 12–24 mesi non devono stare sull’ottovolante. Per gli obiettivi a 5, 7 o 10 anni, invece, accettiamo qualche “onda” perché abbiamo il tempo necessario per assorbirla e/o cavalcarla. Il tempo è sempre il nostro migliore amico. Servono regole semplici: versamenti periodici, ribilanciamenti, comunicazioni chiare su cosa sta succedendo e perché, in modo che il piano mantenga la rotta o richieda invece piccoli aggiustamenti. La differenza non la fa la previsione sul mercato, ma la disciplina nel chiarire tempi, risorse e soluzioni coerenti.

Cos’è il “Goal Pension Index”? Tutti intuiamo l’importanza del denaro per quando saremo in pensione. E’ un tema sempre più attuale. Però dobbiamo fare attenzione a 2 fattori che stanno cambiando lo scenario: una previdenza pubblica che arranca col passare del tempo e l’allungamento della vita (longevità), che potrebbe farci vivere anche 90, 95 o 100 anni. Occorre perciò stimare in modo rapido e chiaro quanto capitale sarà necessario per garantirsi un’integrazione pensionistica desiderata. Il Goal Pension Index è lo strumento che trasforma l’ansia in decisione perché risponde a questa semplice domanda: quando sarò in pensione, quanti euro dovrò avere accantonati per ricevere 1 euro all’anno finché vivrò? Il risultato è un coefficiente: moltiplicandolo per l’importo annuo che desidero (non 1 euro, ma ad esempio 1.000 euro al mese, cioè 12.000 l’anno) fornirà il capitale obiettivo da costruire.

“Ho poco, non posso pianificare”: mito da sfatare? Assolutamente sì. Chi ha risorse limitate ha più bisogno di altri di metodo. Con 100–200 euro al mese, in 10–15 anni si può costruire una libertà di scelta inimmaginabile oggi. La chiave di tutto è la regolarità e il mettere in fila le priorità: la protezione, gli imprevisti e i progetti. È come allenarsi: non serve correre una maratona il primo giorno, serve iniziare ad uscire a camminare tutti i giorni.

Un’ultima battuta per chiudere: cosa si porta a casa chi legge il libro e come può aiutarlo il consulente di BCC Pordenonese e Monsile? Io ho pensato di dare al lettore una storia in cui riconoscersi. Si tratta di un metodo semplice per mettere in ordine tra obiettivi e risorse e una serie di argomenti con cui dialogare insieme al proprio consulente di fiducia. Il futuro non si indovina e non si subisce: si costruisce insieme un passo alla volta con costanza, metodo e fiducia.

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Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 Alberto Parigi Assessore alla Cultura del Comune di Pordenone

Negli ultimi mesi a Pordenone sono stati organizzati numerosi eventi di rilievo, veri e propri banchi di prova in vista del 2027. Sui palcoscenici cittadini si sono alternati grandi nomi e l'offerta culturale è stata arricchita da mostre dedicate ad artisti di fama internazionale. Particolare attenzione è stata riservata anche agli spazi per i giovani talenti emergenti e per gli artisti locali, custodi e interpreti della tradizione culturale pordenonese.

La nomina di Pordenone a Capitale italiana della Cultura 2027 è stata un'opportunità che da subito ha visto l'Amministrazione comunale, le associazioni, le istituzioni e i Comuni del territorio dedicarsi al progetto con un'energia e un entusiasmo che nascono solo quando si condivide un obiettivo davvero importante.

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Parallelamente, l'Amministrazione ha promosso momenti di confronto e tavoli di lavoro con diverse realtà per pianificare al meglio il percorso sotto tutti i profili: con le associazioni di categoria come Confcommercio-Ascom, con le realtà culturali del territorio, tutti attori fondamentali per la riuscita del progetto. Insieme si stanno gettando le fondamenta di quello che vuole essere un progetto corale e condiviso, che appartenga a tutti. Ed è proprio per dare un segno visibile a questo percorso comune che è nato il logo "Verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027", un marchio che identifica gli eventi culturali e abbraccia la programmazione attuale e futura, rappresentando il filo conduttore tra il presente e il 2027.


Il Sindaco Alessandro Basso sottolinea l'importanza delle visite istituzionali ricevute negli ultimi mesi: "Le visite del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, del Sottosegretario Gianmarco Mazzi e del Vicepresidente della Regione Mario Anzil, insieme alle loro parole lusinghiere nei nostri confronti, ci confermano che stiamo percorrendo la strada giusta. C'è ancora molto lavoro da fare, ma i risultati fin qui ottenuti sono incoraggianti. Ogni visita ha avuto un risvolto concreto: con il Ministro abbiamo formalizzato il passaggio della Casa del Mutilato, che il Ministero della Cultura ha acquistato e affiderà in gestione al Comune per trasformarla in un Museo dedicato al Novecento, come previsto dal Dossier di candidatura. Con il Vicepresidente abbiamo ragionato sui grandi eventi culturali e sportivi da marchiare Pordenone 2027, ottenendo il sostegno regionale alle maggiori iniziative sportive e confermando una visione che unisce cultura e sport in un unico progetto di valorizzazione territoriale. Con il Sottosegretario stiamo già definendo il calendario del 2027 con nomi ambiziosi e di altissimo livello". L'Assessore alla Cultura e al Turismo Alberto Parigi evidenzia come "A Pordenone e in tutto il territorio si respirano un'attesa, un fermento e un entusiasmo che mai si erano visti in termini così forti.

Questo sentimento testimonia un evento straordinario che segnerà indelebilmente la storia della città, ma si tratta anche di una grande responsabilità: per questo stiamo pianificando ogni dettaglio con la massima cura, certi che ciascuno saprà fare la propria parte. Il titolo di Capitale italiana della Cultura rappresenta per Pordenone l'occasione del salto di qualità definitivo dalla coesione sociale allo sviluppo turistico, sarà coinvolto ogni ambito. Già da oggi percepiamo un rinnovato interesse verso la nostra città e il nostro territorio, una nuova centralità che ci pone sotto i riflettori dei media nazionali e dell'attenzione politica con una visibilità senza precedenti. Lo confermando anche i primi dati del 2025 che hanno registrato un interesse crescente del settore turistico in città e nel pordenonese, il che rappresenta un segnale assolutamente incoraggiante." Il Presidente della BCC Pordenonese e Monsile, Loris Paolo Rambaldini, conferma con orgoglio l’impegno della Banca in questo progetto e sottolinea “Sono allo studio, in sinergia con il Comune di Pordenone e gli Enti coinvolti, formule di collaborazione anche con il coinvolgimento della nostra Fondazione BCC Pordenonese.” Sebbene il titolo di Capitale italiana della Cultura 2027 sia stato assegnato a Pordenone e la città capoluogo ne rappresenti

il fulcro, la visione del progetto ha sempre puntato a coinvolgere l'intero territorio. L'importanza della dimensione provinciale è al centro della strategia fin dall'inizio e lo dimostra concretamente l'avviso pubblico che il Comune di Pordenone ha indetto per finanziare progetti su Pordenone e Provincia, con l'obiettivo di stimolare la partecipazione di tutto il Friuli Occidentale. Inoltre, con il supporto di PromoTurismoFVG, la città sta accrescendo la propria notorietà in Italia e all'estero attraverso campagne pubblicitarie sulle principali testate. Cresce il dialogo con i tour operator, che stanno includendo Pordenone nelle loro proposte, mentre negli ultimi mesi diverse emittenti televisive nazionali hanno raccontato il nostro territorio e le sue eccellenze. L'effetto benefico di "Pordenone 2027" si sta già facendo sentire, generando entusiasmo, visibilità e opportunità. Conclude il Sindaco Alessandro Basso: “Il cammino intrapreso con determinazione fin dal primo momento continua con slancio e passione, coinvolgendo l'intera comunità in un progetto che va oltre i confini amministrativi. Non resta che proseguire con questo impegno, avviandoci con energia rinnovata verso l'anno in cui Pordenone sarà Capitale italiana della Cultura, consapevoli che le fondamenta costruite sono solide e promettenti.”

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Pordenonelegge 26^ edizione dei record

Fondazione Pordenonelegge.it

«Abbiamo respirato per cinque giorni il profumo dei libri e della libertà, in un’edizione straordinaria che ci ha permesso di focalizzare sugli accadimenti del nostro tempo in presa diretta, attraverso le parole di autrici e autori italiani e internazionali. Adesso è il tempo del ringraziamento, dei bilanci e dei cantieri già avviati per i prossimi progetti». Il Presidente di Fondazione Pordenonelegge.it Michelangelo Agrusti ripercorre l’edizione appena conclusa del festival – la numero 26 – con un pizzico di nostalgia. Perché anche quest’anno i numeri sono importanti a partire da quello relativo alle presenze, stimate – da indicazioni della Prefettura in oltre 160mila per la 26^ edizione dei record, con 400 incontri e 667 protagonisti italiani e internazionali. «E dal 17 al 21 settembre – annuncia il Presidente Agrusti – sono stati venduti al festival oltre 22mila libri: un dato in crescita ulteriore su quello già rilevante dello scorso anno. Significa che quasi uno spettatore su 8 di pordenonelegge non si limita ad ascoltare, sceglie di approfondire il tema portandosi il libro a casa: in questo modo sono stati venduti circa 6.000 titoli diversi in cinque giorni». La stima include i libri acquistati nella tensostruttura centrale di Piazza XX Settembre e ai singoli eventi, dove il pubblico poteva trovare il titolo presentato e la back list degli autori, inoltre gli acquisti alla Libreria della Poesia, allestita a Palazzo Gregoris. Fra i best seller 2025 spiccano 15 nomi: quelli (in ordine rigorosamente alfabetico) di Viola Ardone, Pier Luigi Bersani, Mario Calabresi, Antonio Capranica, Cristina Cassar Scalia, Felicia Kingsley, Matteo Lancini, Antonio Manzini, Valentina Ma-

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stroianni, Stefano Nazzi, Andrea Pennacchi, Giacomo Poretti, Massimo Recalcati, Cecilia Sala, Beppe Severgnini, Francesco Vidotto. Rispetto agli stranieri, innanzitutto Ildefonso Falcones, grande apprezzamento anche per Jan Brokken e Shirin Ebadi. Ottimi dati anche per la libreria dedicata ai più piccoli, rispetto alla poesia top scorer nelle vendite la collana Gialla, in particolare per il titolo Esordi, e molto bene sono andati i libri di Vivian Lamarque, Pier Paolo Pasolini, Fabio Pusterla, Gian Mario Villalta. Molto bene anche il report dei gadget: venduti a pordenonelegge: 2000 circa, più ulteriori 1000 oggetti fra giochi e cartoleria. Nella top five la Borsa, il bracciale, il magnete, la tazza e la T-shirt. Il pubblico di pordenonelegge 2025 ha accolto con attenzione la proposta del Palazzo dei Libri, per il secondo anno nella sede centralissima di Palazzo Montereale Mantica, dove il festival è nato e dove sono stati organizzati 19 incontri in 5 giorni con 17 case editrici delle province di Pordenone, Udine, Trieste, Gorizia, Venezia e Treviso. Un progetto di Fondazione Pordenonelegge.it sostenuto


da Banca di Credito Cooperativo Pordenonese e Monsile, realizzato in collaborazione con Messaggero Veneto - NEM – Nordest Multimedia e dedicato, in questa edizione 2025, alla memoria di Paola Tantulli, artefice per lunghi anni della valorizzazione dell’editoria indipendente triveneta. «Il nostro ringraziamento - sottolinea il presidente di Fondazione Pordenonelegge, Michelangelo Agrusti – va innanzitutto alle istituzioni nazionali e internazionali ai massimi vertici, per l’attenzione offerta a pordenonelegge: dal Parlamento Europeo, con la presidente Roberta Metsola che ci ha accolto a Bruxelles siglando idealmente l’avvio della 26 edizione nel luglio scorso, al presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, che in un saluto emozionante al festival ha ricordato come “i libri possano essere in campo per dare sostegno e forza alla libertà e all’Europa”. E che “pordenonelegge negli anni si è caratterizzato come appuntamento sempre più significativo”, ed “esprime richiamo all’impegno comune”. Questo è il senso che vogliamo dare restando “sull’uscio della storia”: farci osservatorio attento di quanto accade nel nostro tempo, promuovendo il valore della libertà attraverso la promozione della lettura e dei libri, e attraverso il libero confronto fra il pubblico e le voci di riferimento del pensiero e della cultura. Il nostro grazie va al Ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha visitato la città nel corso di pordenonelegge, portando il suo saluto durante un evento del festival. E alla Regione Friuli Venezia Giulia, alle Amministrazioni Comunali che ci hanno affiancato in questa edizione, alle banche e alle Fondazioni partner, alla Pubblica sicurezza e alle imprese che hanno generato questo festival e nel tempo si confermano prezioso supporter. Sappiamo che 10,24 euro ricadono sul territorio per ogni euro pubblico investito sul festival (dati Univ.Bocconi/PromoturismoFVG), a Pordenone così si rinnova il legame strettissimo fra cultura e impresa. Un grazie non meno caloroso alla squadra di pordenonelegge, dai curatori alla macchina organizzativa che ha permesso di celebrare un’edizione memorabile di pordenonelegge: un

valore aggiunto che offriamo alla città in vista del 2027, quando Pordenone sarà Capitale Italiana della Cultura. Ritroveremo nel 2026 l’Arena Europa, che resterà di riferimento per il programma del festival, e la musica, nel congedo della 27^ edizione, sarà filo rosso per una proposta emozionante quanto lo è stato quest’anno il Concerto per l’Europa con le Orchestre e i Cori italiano e sloveno». «I risultati di questa edizione – spiega il direttore artistico di pordenonelegge, Gian Mario Villalta, che insieme ai curatori Alberto Garlini e Valentina Gasparet ha firmato il programma di pordenonelegge 2025 – raccontano una città con caratteristiche uniche nel panorama nazionale: Pordenone città – festival si conferma in mobilitazione permanente intorno ai dialoghi accesi dai libri, sa fare squadra e fare piazza con passione nei giorni del festival, ma qui per tutto l’anno si legge, si scrive, ci si riunisce intorno alla letteratura e alla poesia. Pordenonelegge, infatti, prosegue con Fuoricittà_scuole che dal 7 ottobre porta molte delle voci più significative della letteratura per le nuove generazioni, a tu per tu con studentesse e studenti del territorio. E dal 3 novembre, per tutti, è tornato il cartellone Fuoricittà in 13 centri della provincia di Pordenone: una piccola ma intensa “stagione” letteraria, diffusa e capillare, per ritrovare insieme i grandi protagonisti della scena letteraria nazionale. Grande riscontro anche per lo spazio in Galleria Harry Bertoia con la Cyber Book Hall, un valore aggiunto del festival per promuovere la familiarità del pubblico con l’Intelligenza Artificiale. Quattro postazioni interattive dove dialogare con Shakespeare, Manzoni, Dante, Gustave Flaubert e Jane Austen, o ricevere i consigli di lettura personalizzati del nostro “amico” AI. Nelle 5 giornate del festival, il pubblico della Cyber Book Hall ha avviato 2062 sessioni: 691 nella postazione delle affinità letterarie, 566 per il ritratto in versi, 474 dialoghi impossibili e 331 con l’avatar Angelo». Dal 16 al 20 settembre 2026 è già in vista la 27^ edizione di pordenonelegge: il countdown è già partito! scopri il nostro sostegno a pordenonelegge 2025: www.bccgeneration.it/pordenonelegge-2025 31


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Incontriamo Bruno Barel, Primo Procuratore della Basilica di San Marco Marika Lion

Per Bruno Barel, uomo e Primo Procuratore di San Marco, ogni progetto, ogni iniziativa e ogni intervento sulla Basilica e sulla città nascono dal desiderio di trasformare visioni in realtà concrete. Essi si propongono non solo di valorizzare il patrimonio unico di Venezia, ma di lasciare un segno duraturo e profondo nella comunità, un’eredità che intreccia bellezza, storia e impegno civico in un futuro che onora il passato. Parlando con i fatti.

Avvocato fondatore dello studio legale associato BM&A di Treviso-VeronaMilano, specializzato in diritto internazionale e diritto amministrativo. Già professore di Diritto dell’Unione Europea e di Diritto Internazionale Privato presso la Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Padova. Socio della Camera Avvocati Internazionalisti italiani e della Società Italiana per il Diritto Internazionale (SIDI), socio fondatore dell’Associazione Veneta Avvocati Amministrativisti. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche. Residente a Vittorio Veneto (TV) ma con radici veneziane, nel 2024 è stato nominato dal Ministro dell'Interno, d'intesa col Patriarca di Venezia, Primo Procuratore di San Marco, dopo tre anni di esperienza maturati all’interno del Consiglio della Procuratoria.

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La Procuratia di Venezia: cenni storici La Procuratoria di San Marco era una delle istituzioni più antiche e prestigiose della Repubblica di Venezia, custode di un’eredità millenaria che ancora oggi ne fa un simbolo della città. Le sue origini risalgono almeno al IX secolo, quando, accanto alla figura del Doge, furono creati i primi funzionari incaricati di amministrare e tutelare i beni della Basilica di San Marco. Questi funzionari, noti come “Procuratori di San Marco”, avevano inizialmente compiti precisi come custodire il tesoro della Basilica e gestire i beni ecclesiastici e patrimoniali a essa collegati. Con il passare dei secoli e con il crescere della potenza e della ricchezza della Serenissima, il loro ruolo si ampliò notevolmente. Già nel Medioevo i Procuratori non erano più soltanto custodi dei beni della Basilica, ma veri e propri amministratori pubblici. A loro faceva capo la gestione di vasti patrimoni immobiliari, donazioni e lasciti: terreni, fabbricati, fondazioni benefiche. La Procuratoria divenne così un centro nevralgico di gestione economica e sociale, capace di sostenere con le proprie risorse attività caritative, religiose e civili. Ricoprire la carica di Procuratore costituiva un riconoscimento di enorme prestigio: significava entrare nell’élite dirigente della città, esercitando un’influenza politica e sociale seconda solo a quella del Doge. In questo senso, la Procuratoria non era soltanto un’istituzione amministrativa, ma un pilastro del sistema di governo veneziano, un luogo dove si intrecciavano potere, responsabilità e servizio alla comunità.

La Procuratia ai nostri tempi Oggi la Procuratoria di San Marco – con statuto formalizzato nella prima metà del secolo scorso - è un ente autonomo che, pur svuotato delle antiche prerogative politiche, mantiene la sua funzione storica di tutela, restauro e valorizzazione della Basilica e delle sue pertinenze. I Procuratori sono figure onorifiche, di fiducia dello Stato e del Patriarcato veneziano, sono sette, durano in carica un triennio e operano gratuitamente. Il Primo Procuratore coordina le attività del Consiglio, assicura l'esecuzione delle decisioni da parte della struttura interna, rappresenta l’istituzione nei rapporti con enti pubblici e privati. Il processo di nomina è complesso: il Patriarca indica due membri, il Ministro dell'Interno sentito il Patriarca ne indica altri cinque, i sette designati eleggono un primo procuratore che viene poi insediato con un decreto del Ministero dell’Interno. In questo modo lo Stato e la Chiesa, in attuazione di una legge speciale collegata al Concordato, garantiscono un punto di equilibrio e di garanzia per preservare nel tempo un bene che è allo stesso tempo patrimonio culturale dell'umanità e Cattedrale della Diocesi di Venezia, uno dei principali fari della Cristianità. Il Consiglio di Procuratoria per svolgere le proprie funzioni può contare su una struttura interna di oltre 70 persone, fra architetti, ingegneri, geometri, amministrativi, restauratori, custodi e guardiani. Un autentico “capitale umano”, che conosce ogni centimetro della Basilica e custodisce un archivio plurisecolare che conserva memoria di tutti gli interventi di restauro eseguiti nel passato, delle diverse tecniche e materiali impiegati, delle caratteristiche di ciascuna delle opere che concorrono ad arricchire la Basilica. Questa organizzazione non solo ha sempre garantito il funzionamento efficiente della istituzione ma ha storicamente contribuito a rafforzare anche l’immagine di Venezia come Stato ordinato e prospero. Oggi, la valorizzazione del capitale umano mantiene la stessa importanza: investire sulle competenze, sulla formazione e sul benessere delle persone rappresenta la chiave per promuovere efficienza organizzativa, innovazione, prestigio istituzionale e sviluppo sociale.

Sotto la Guida del Primo Procuratore di San Marco, Bruno Barel, la Procuratoria ha avviato importanti progetti di restauro e conservazione Un esempio significativo è il restauro da 3,3 milioni di euro, finanziato dal Ministero della Cultura ma eseguito a cura della Procuratoria, per riparare i danni causati dall’inondazione del 2019 che ha sommerso per oltre un metro nartece Basilica e cripta, impregnando di acqua salata e sporca i mosaici dei pavimenti e i marmi di rivestimento delle pareti. All’interno ci sono 8.480 metri quadrati di mosaici e 817 colonne, affidati ad un laboratorio interno specializzato nel restauro di mosaici antichi, dove operano quotidianamente maestri restauratori con esperienza che arriva anche a 30 anni, sotto la direzione del Proto di San Marco - architetto capo - Mario Piana, già funzionario della Soprintendenza ai Beni Culturali e professore di Restauro allo IUAV. Altri lavori in corso sono il consolidamento delle formelle della facciata esterna principale, il restauro dei mosaici del pavimento della Cappella del Santissimo, di quelli del soffitto della Sacrestia, della Cappella Zen. Si sono appena conclusi i lavori di restauro del Battistero e della facciata dell'Ateneo San Basso, una pertinenza esterna su Piazzetta dei Leoncini. E' poi in corso la digitalizzazione dell’intero archivio storico, che conserva la memoria dei lavori eseguiti nella Basilica e viene sempre consultato prima di progettare nuovi interventi.

Altri interventi di valorizzazione Quest’anno è stato avviato un piano strategico di interventi sul tetto della Basilica di San Marco, per controllare lo stato dei luoghi e eseguire lavori di manutenzione straordinaria delle falde tra una cupola e l'altra, per evitare infiltrazioni d'acqua nella travatura in legno, sotto la quale ci sono i mosaici, e saldare fra loro le lastre di piombo che rivestono le strutture portanti e anche le cupole sovrastanti. Il lavoro deve procedere per piccoli lotti, in modo da garantire la sicurezza dei lavoratori sul tetto e l'ordinato sviluppo del cantiere, e comporterà una spesa complessiva di alcuni milioni di euro. Sta per essere ultimata la parte prospicente il Palazzo Ducale. Questi lavori possono contare su un contributo importante del Provveditorato alle Opere pubbliche.

L’impegno di Bruno Barel va ben oltre la semplice cura e valorizzazione artistica della Basilica Fino al 30 giugno per entrare in Basilica si formavano lunghe code, che talora arrivavano fino alle colonne di San Marco e San Todaro, in riva alla laguna. Dal primo luglio sono scomparse. E' stato riformato radicalmente il sistema di regolamentazione degli accessi, con bigliettazione non più manuale ma tutta on line, con prenotazione per uno dei 14 slot giornalieri, ciascuno di mezz'ora, in modo tale che chiunque possa prenotare da casa o mentre è in viaggio e non sprecare neppure un minuto di tempo in coda. Questa riforma oltretutto ha aumentato il numero degli accessi possibili - oltre 4.200 al giorno - e ha eliminato gli accaparramenti di biglietti da parte di bagarini o siti pirata e la rivendita a prezzi enormemente aumentati. Ma la riforma non si è fermata qui. Ha aumentato le categorie di persone ammesse ad accesso gratuito - i bambini, i gruppi scolastici o parrocchiali, i residenti nella Diocesi di Venezia, le forze dell'ordine - e quelle con accesso a prezzo ridotto - studenti universitari, famiglie. Un'altra novità recente e importante è consistita nella cre-

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azione di un Biglietto Marciano. Un contenuto aumento del biglietto di ingresso - da 6 a 10 euro - consente ora ai visitatori della Basilica di visitare gratuitamente nell'arco di ben sei mesi altre 40 chiese del centro storico di Venezia, facendo riaprire una quindicina di chiese che erano chiuse a tutti da molti anni per la impossibilità di garantirne la custodia. Un altro progetto in corso è denominato "La Basilica è Venezia". Ha l'obiettivo di riavvicinare la Città alla sua Cattedrale, che non è un museo per turisti ma è prima di tutto una parte viva e vitale della identità della comunità veneziana. Le principali istituzioni della città vengono invitate a visite serali riservate, con il supporto di guide specializzate, per rafforzare la conoscenza e la vicinanza di un bene che spesso si crede di conoscere ma che in realtà stupisce a affascina ad ogni visita.

Un altro progetto: "la Basilica è Giovane” Un'altra iniziativa già in corso ha l'obiettivo di "ringiovanire" la Basilica, riempendola di giovani. Si vuole favorire l'incontro dei giovani con la bellezza, provocare emozioni e suscitare riflessioni sul senso di ciò che si vede. Già un migliaio di studenti universitari hanno accolto l'invito, molti di loro non avevano mai visto quel luogo. In collaborazione con le università veneziane sono stati promossi dei veri e propri laboratori di ricerca per offrire agli studenti l’opportunità di contribuire attivamente alla ideazione di nuovi percorsi e anche di nuovi oggetti capaci di trasmettere ai visitatori di tutto il mondo la memoria di un incontro emozionante con un luogo unico al mondo che deve restare nei loro ricordi con un messaggio capace di trasmettere valori positivi. Ora il progetto sta per estendersi fuori Venezia nell'intero territorio triveneto, nella "land of Venice". Si tratta di un “progetto pilota” innovativo che mira a creare un network fra istituzioni attente alla formazione e alla socialità. Procuratoria di San Marco accoglierà gratuitamente gli studenti delle scuole secondarie superiori e offrirà loro anche il servizio di una guida specializzata. Per vitare che queste "giornate della bellezza" rappresentino un costo per scuole e famiglie, la Procuratoria di San Marco ha chiesto il sostegno delle BCC del territorio per favorire le gite scolastiche a Venezia a costo zero, sostenen-

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do i costi di trasporto in autobus o treno. Incontrare la bellezza a costo zero, perché la bellezza non può che essere democratica, e la Basilica di San Marco è patrimonio culturale dell'umanità, è casa di tutti. La BCC Pordenonese e Monsile ha condiviso immediatamente, con entusiasmo e convinzione, questa iniziativa, in coerenza col suo costante impegno nel sostenere i giovani, la cultura, l’istruzione , e nel valorizzare il territorio e i suoi beni e valori identitari. Nell'anno scolastico 2025-2026 sosterrà pertanto la realizzazione di "viaggi della bellezza" nella Basilica di San Marco da parte di alcune classi delle scuole del proprio territorio di presenza.

L'Officina di San Basso“: come inventare un nuovo luogo magico Accanto alla Basilica di San Marco c'è una antica chiesa sconsacrata da secoli, che nell'ultimo periodo era stata adibita a deposito bagagli. Diventerà un luogo magico. La facciata è già stata restaurata, in pochi mesi. Ora tocca all'interno, che sarà rinnovato. E' già decollato un concorso di idee fra otto dei più noti studi di architettura italiani di giovani trentenni per progettare un interno straordinario. Diventerà un punto di informazione per i visitatori e offrirà loro esclusivamente oggetti pensati e realizzati per quel luogo da tantissimi creativi, da studenti, carcerati, cooperative, artigiani veneziani: tutti ispirati alla bellezza della Basilica e tutti creati di aziende ecosostenibili. Ogni oggetto dovrà essere parlante: e raccontare al mondo le emozioni che si sentono entrando in una chiesa cattolica che fu la cappella dei Dogi di Venezia, che custodisce la più estesa superficie di mosaici dorati al mondo, che conserva vasi con 3.000 anni di storia, coppe di alabastro dell'Egitto, plutei dell'Impero romano d'Oriente, una quadriga di cavalli bronzei provenienti dal Circo Massimo di Roma e passati per Costantinopoli. Dovrà essere memoria di una grande civiltà che si è sempre distinta per l'apertura, i commerci, il dialogo con l'Oriente, il rispetto per le altre culture, l'orgoglio per le proprie istituzioni, cardine della più antica Repubblica del mondo.


Duilio Sina: una vita di determinazione, ingegno e generosità Marika Lion

Duilio Sina nasce il 31 gennaio 1935 a Tramonti di Sotto, in provincia di Pordenone, nel cuore della Val Tramontina. Figlio di Giacomo e Sabatina, cresce in una famiglia modesta ma saldamente unita, insieme a suo fratello Michele e alle sorelle Nives, Livia e Leda. Tuttavia, è la mamma Sabatina a incarnare il vero cuore della famiglia: donna severa, di polso fermo e determinata, capace di governare la quotidianità con fermezza e amore nascosto, facendo funzionare la casa come un orologio perfetto e tenendo insieme tutti nei momenti di fatica e di gioia. La sua forza, il suo rigore e la sua dedizione plasmano fin da subito il carattere di Duilio, insegnandogli cosa significhi responsabilità, coraggio e cura degli altri.

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La sua storia: un esempio di successo dai valori umani Fin da piccolo, Duilio mostrò una curiosità insaziabile per il mondo. La sua infanzia, pur segnata da difficoltà, lo temprò, insegnandogli la resilienza e il valore della solidarietà familiare. Il padre, assieme al fratello Pietro, era già emigrato in Francia e poi in Lussemburgo, tornando a casa solo verso la fine dell’anno. La madre Sabatina, con la nascita delle ultime due sorelle gemelle, affidò a Duilio, di nove anni, la cura di una di esse, Livia, e al fratello Michele l’altra gemella, Leda, affinché vegliassero sulla loro crescita e sul loro benessere. La sua infanzia trascorreva tra la scuola, frequentata fino alla sesta elementare, e i lavori nei campi. Spesso falciava l’erba, insieme al fratello Michele, sotto il sole per ore, mentre la madre portava loro latte e polenta per colazione. Nonostante avesse solo dodici anni, emergeva già in lui un carattere fiero e indipendente, pronto ad affrontare le fatiche della vita con determinazione. Fu un periodo segnato anche da episodi legati alla guerra, che lasciarono un’impronta indelebile nella memoria di Duilio. Ricorda con nitidezza l’arrivo dei cosacchi: soldati imponenti che occuparono una stanza della loro casa per ospitare il loro prete, chiamato Pope, accompagnato da un cavallo. Curioso e intraprendente, Duilio provò a farsi prestare il cavallo per dare una mano nei lavori dei campi, immaginandolo come un instancabile compagno pronto a trasportare il fieno. Il tentativo però naufragò. Eppure, quel breve incontro con un mondo così diverso e sorprendente lasciò in lui un segno profondo, accendendo un’incontenibile voglia di osare e di scoprire.

La passione per la meccanica e i primi lavori Mentre continuava a lavorare nei campi, Duilio decise di dedicarsi al mestiere che amava già: la meccanica. Chiese quindi al fratello della madre, soprannominato “Bonsignor”, di aiutarlo e, a quattordici anni, si ritrovò in un’officina a Spilimbergo. Appena arrivato, però, invece di affidargli qualche compito da apprendista, gli venne chiesto di spianare con pala e rastrello la ghiaia del piazzale.

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Lavorò con tale precisione e cura che il proprietario decise di inserirlo finalmente all’interno dell’officina. Da quel momento, Duilio iniziò a osservare attentamente ogni movimento, "rubando" con lo sguardo i segreti del mestiere. Vi rimase per quattro anni, poi si trasferì a Tolmezzo per altri due anni fino al giorno in cui recatosi a lavoro, trovò l'officina distrutta da un incendio. A Tramonti di Sotto riscoprì in sé stesso il desiderio di costruire qualcosa di utile, applicandosi con la sua consueta precisione e pignoleria, impegnandosi instancabilmente in ogni compito, e aprì la sua prima officina, dove riparava biciclette, motorini e stivali. Del resto, la costanza di poter riuscire in tutto era nel suo carattere da sempre. Parallelamente, insieme alla sorella Nives e in società con il prete, iniziò anche a proiettare film. Acquistarono la macchina da ripresa e noleggiavano di volta in volta la pellicola dalle suore San Paolo di Udine, ma invece di limitarsi a una sola sala, spostavano l’intera attrezzatura di paese in paese. In questo modo, con un unico costo di noleggio, riuscivano a replicare più volte le proiezioni, moltiplicando gli incassi.

Il primo investimento: l’auto e il trasporto Arrivò finalmente il momento tanto atteso: Duilio poteva comprarsi la sua prima automobile con l’aiuto dello zio. Scelse una Fiat 1100/103 familiare di colore blu, acquistata a Trieste in un'autorimessa per 800 mila lire e su cui installò l'impianto a gas. Salire a bordo per la prima volta fu per lui un’emozione pura: sentiva un misto di orgoglio e libertà, come se con quelle quattro ruote segnassero davvero il suo lungo destino. Duilio non perse tempo nel cercare di far fruttare il suo primo investimento. Quando tornò a casa, il primo servizio fu quello di offrire agli utenti tramontini un transfer privato a Spilimbergo allo stesso costo di quello proposto dalla corriera. Ma non si fermò qui: aveva notato che molti, nei fine settimana, amavano andare a ballare a Meduno, e così pensò di offrire la possibilità di un passaggio in 13 minuti a tratta, avanti e indietro. Ed è qui che conobbe la moglie Ines. Ancora una volta, Duilio dimostrò ingegno, intraprendenza e attenzione costante alle necessità della gente intorno a lui. Molti anni dopo quella prima rudimentale attività di noleggio, il signor Duilio avrebbe fondato la AUTOSYSTEM, che oggi è uno dei principali attori indipendenti nel mercato dell’autonoleggio in Italia.


L’attività meccanica e le iniziative imprenditoriali Duilio decise quindi di aprire a Spilimbergo la sua prima attività meccanica, completa di distributore di carburante, lavaggio e autonoleggio. All’interno dell’impresa lavoravano la futura moglie Ines, il fratello Michele e la di lui futura moglie Celestina, e un cugino, Sergio Facchin. Dopo questo primo passo, si rendeva necessaria l'implementazione di un reparto dedicato alla gestione dei ricambi; così, Duilio e Michele scelsero di inviare la giovanissima sorella Livia a fare esperienza presso un noto ricambista udinese, Sacchi e Modotti; dopo la conclusione di questo apprendistato, le affidarono la responsabilità del reparto ricambi. In quegli anni c’era un grande flusso emigratorio dal Friuli: molti cercavano lavoro all’estero e, nella maggior parte dei casi, dovevano recarsi a Milano per ottenere il visto al consolato e poi attraversare il confine. A Duilio venne l’idea di organizzare viaggi con la sua auto per accompagnare queste persone: prima in Piazza San Babila per il visto e poi alla Stazione Centrale, dove avrebbero preso il treno per la destinazione prescelta. Anche in questo caso, l’iniziativa, pur faticosa per il tempo impiegato nei viaggi di andata e ritorno, si rivelò un successo.

Il mercato dell’auto usata e la crescita del Gruppo Scoprì poi che a Torino, precisamente a Mirafiori, i dipendenti FIAT avevano la possibilità di acquistare l’auto con uno sconto che variava dal 16% al 21%, con la possibilità di rivenderla dopo sei mesi. Questo aveva creato un fiorente mercato dell’usato, al quale Duilio non poté rimanere indifferente. Si recò a Torino insieme al fratello Michele e iniziò a trattare auto usate per poi rivenderle. Le prime due vetture furono acquistate con l’aiuto del padre, che gli fornì i soldi necessari, e da quel momento i viaggi si moltiplicarono, portando a casa con le bisarche da otto a dieci auto per volta. Nel 1973 ai Fratelli Sina venne assegnato il primo mandato di concessione FIAT. Da quel momento, negli anni ’80 e ’90, l’azienda registrò una crescita costante, acquisendo numerosi altri marchi, tra cui Alfa Romeo, Lancia, Volkswagen, Volvo, Nissan e molti altri, in un’escalation di mandati senza mai fine. Oggi il Gruppo tratta 15 marchi automobilistici attraverso 9 concessionarie presenti sia in Friuli che nel Veneto orientale. Attualmente, il Gruppo, che comprende le aziende SINA, PERESSINI e AUTOPIAVE, registra un fatturato com-

plessivo di oltre 200 milioni di euro e impiega 230 dipendenti., numeri che peraltro non comprendono quelli della FERRI AUTO con sede a Udine, che fa sempre riferimento alla famiglia Sina, in particolare al figlio del signor Duilio, Giorgio che porterebbero il fatturato totale del gruppo familiare a oltre 350 mln. di euro e i dipendenti a circa 350. La gestione dell'attività del Gruppo SINA è ora affidata a Cinzia, figlia di Duilio, e Luca, figlio di Livia, che possono godere dei preziosi consigli dei genitori; l'attività dell'Immobiliare è delegata a Samantha, figlia di Duilio; mentre la gestione di FERRI AUTO è in capo a Giorgio, figlio di Duilio, sua moglie Lucia e ai figli Simone e Giorgia.

“Sina per il Sociale”: filantropia attiva, speranza tangibile Dietro il successo e la determinazione di Duilio Sina pulsa un cuore straordinariamente generoso chiamato “Sina per il Sociale”. Spesso lo si trova accanto a bambini in difficoltà di salute, offrendo non soltanto aiuti materiali, ma la consolante certezza che qualcuno crede in loro. Le forme di aiuto quasi filantropico non sono solo gesto, ma vibrazione profonda dell’anima: un richiamo silenzioso a guardare chi soffre, a farsi portatore di speranza. Ogni sorriso restituito, ogni piccolo sollievo donato, è per Duilio più prezioso di qualsiasi traguardo economico: è la misura autentica della vita vissuta con senso e compassione. In Duilio, vi è la forza di un uomo che sa vedere, capire e alleviare il dolore altrui, trasformando ogni atto di generosità in una luce capace di illuminare la strada di chi ne ha più bisogno. Un impegno che non si racconta a parole, ma si traduce in azioni concrete giorno dopo giorno: questo è il segno distintivo che lo rappresenta. La sua è una forma di sostenibilità che va oltre, perché è sostenibilità umana, sociale e morale, radicata nella capacità di prendersi cura degli altri e di creare valore autentico per la comunità. Ciò che lo rende davvero unico è che questo percorso non è nato ieri, ma decenni fa, quando ancora pochi pensavano in termini di responsabilità sociale. La sua coerenza e la costanza nel tempo lo trasformano in un esempio raro, un modello contemporaneo di come l’imprenditore possa essere anche custode di valori, capace di unire successo e generosità. In un mondo che spesso corre dietro a numeri e apparenza, Duilio dimostra che la vera grandezza si misura nei gesti quotidiani di attenzione, nella capacità di lasciare un segno positivo e duraturo nella vita degli altri.

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Incontriamo Bruno Vianello, presidente di TEXA Marika Lion

Tra i diversi premi nazionali e internazionali che TEXA ha ricevuto, merita ricordare che Vianello nel 2023 è stato insignito da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del titolo di Cavaliere del Lavoro.

Bruno Vianello ha fondato (assieme ad altri ex-soci) la Texa nel 1992: appassionato di motori e tecnologia, comprese che era in atto un cambiamento epocale, con l'elettronica che stava iniziando a sostituire le parti meccaniche delle automobili. Di fronte a questa rivoluzione, i meccanici erano però impreparati, e necessitavano urgentemente di strumenti multimarca di diagnosi per individuare guasti e malfunzionamenti delle nuove componenti. Così, assieme ad un socio, fondò a Roncade la "Tecnologie Elettroniche X Automobili", che in pochi anni sarebbe divenuta una delle più prestigiose aziende italiane del settore automotive.

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La storia

L’evoluzione della sede non si ferma

I suoi dispositivi diagnostici multimarca, le stazioni per la ricarica dell’aria condizionata e gli analizzatori per gas di scarico non erano semplici strumenti, ma veri e propri alleati per chi lavorava ogni giorno a contatto con i veicoli. Ogni innovazione portava con sé un messaggio chiaro: “La tecnologia può semplificare la vita e rendere possibile l’impossibile.” L’azienda iniziò a farsi conoscere oltre i confini italiani, e in breve tempo TEXA si trasformò in un’azienda globale. Brasile, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Stati Uniti, Polonia: ogni filiale raccontava la stessa storia di precisione e affidabilità. E nel resto del mondo, oltre 700 distributori in più di 100 paesi divennero i custodi della tecnologia TEXA, portando in ogni officina la promessa di un futuro più intelligente e sicuro.

Nel 2023 è stato inaugurato il nuovo stabilimento e-Powertrain su un’area di ulteriori 24.000 mq, sempre a Monastier, affiancato da altre sedi dedicate alla Ricerca e Sviluppo nell’elettrificazione dei veicoli, situate a Bologna, Parma e Torino. E non finisce qui: nel 2024 è iniziato un ulteriore ampliamento dell’Headquarters, che, entro il 2026, aggiungerà altri 30.000 mq dedicati alla produzione di strumenti per il Garage Equipment, consolidando TEXA come una delle realtà industriali più avanzate e visionarie del Paese. In ogni dettaglio della sede, dall’architettura agli spazi verdi, dalla tecnologia ai luoghi di aggregazione, si percepisce chiaramente un messaggio: in TEXA il lavoro non è solo un’attività, ma un’esperienza condivisa, dove ogni appartenente può sentirsi protagonista di una grande storia di innovazione.

Ricerca e sviluppo il motore dell’azienda Ma TEXA non si fermava mai. Video assistenza, telediagnosi, comandi vocali, software con intelligenza artificiale: ogni passo avanti era un piccolo tassello di una visione più grande. Mentre la ricerca e sviluppo, cuore pulsante dell’azienda, alimentava una creatività incessante. Oggi, oltre 300 ingegneri e specialisti continuano a inventare strumenti che parlano il linguaggio del futuro, anticipando bisogni prima ancora che diventino evidenti. TEXA è una storia di coraggio, visione e innovazione. È la storia di chi ha trasformato un laboratorio con dieci persone in una realtà con oltre mille dipendenti (800 in Italia e 240 nelle filiali estere), sparsi tra uffici, laboratori e officine in tutto il mondo. È la storia di chi, ogni giorno, decide di guardare oltre l’orizzonte, trasformando il lavoro di chi ripara e cura i veicoli in un’esperienza di precisione e affidabilità. “Ogni strumento TEXA è un piccolo miracolo di ingegneria e passione. Ogni innovazione è una finestra sul futuro dell’automobile.” E dietro tutto questo ci sono persone, sogni e una convinzione immutata: la tecnologia non è solo una macchina, ma un ponte tra il presente e ciò che ancora deve arrivare.

Oggi ci troviamo nel cuore pulsante di TEXA: il suo quartier generale, un luogo che non è solo sede aziendale, ma un vero e proprio monumento alla creatività e all’innovazione italiana Con oltre 36.000 metri quadrati coperti su un’area totale di più di 100.000 mq, il complesso si staglia come un simbolo contro la delocalizzazione e la spersonalizzazione del lavoro, un ambiente dove la tecnologia e l’architettura si fondono con la tradizione locale. Varcando i suoi spazi, si passa dai modernissimi laboratori e uffici a centri di aggregazione che invitano alla convivialità: caffè, teatro, ristorante, sala giochi. Ogni angolo è pensato per stimolare la creatività e il benessere dei collaboratori. Gli spazi verdi rivestono un ruolo centrale: un parco curato, un giardino pensile ricco di piante, fontane e specchi d’acqua diffusi creano un’atmosfera rilassante, quasi magica. Qui ogni persona può sentirsi valorizzata e motivata, partecipando in maniera attiva e creativa alla vita aziendale. In questa filosofia, Bruno Vianello ha scelto di sostituire la parola “dipendenti” con “appartenenti”: un gesto semplice, ma potente, che riflette l’idea di ogni individuo come parte viva e preziosa di un progetto comune. L’impegno va oltre le mura dell’azienda: valorizzare il territorio significa creare opportunità di lavoro per chi vive vicino, riconoscendo e premiando la fedeltà di chi cresce insieme all’azienda. Qui, il senso di comunità non è uno slogan, ma una realtà concreta, che unisce persone, lavoro e territorio in un legame autentico e duraturo.

Oggi il mercato dell’auto, e di conseguenza quello degli strumenti ad esso collegati, sta vivendo una trasformazione profonda Nonostante le difficoltà e le crisi che hanno colpito il settore negli ultimi anni, per Bruno Vianello il futuro dell’automotive è chiaro: la mobilità del domani sarà ibrida ed elettrica. Questa evoluzione non riguarda solo i veicoli, ma cambia il modo in cui le persone li utilizzano e li concepiscono.TEXA ha colto subito questa svolta. Nel 2018 ha creato la divisione e-Powertrain, dedicata allo sviluppo e alla produzione di sistemi avanzati come inverter, centraline di controllo e motori elettrici. Grazie a questa specializzazione, TEXA collabora con alcuni dei marchi più prestigiosi al mondo: citiamo Lamborghini, mentre altrettanto famosi brand sono coperti da rigorosi accordi di riservatezza industriale.

TEXAEDU Vianello, tramite la divisione TEXAEDU attiva dal 2004, offre programmi formativi per meccanici, con oltre 25.000 officine e 40.000 partecipazioni. Ha inoltre avviato il progetto sociale “TEXAEDU Academy” in 62 scuole italiane, coinvolgendo più di 10.000 studenti in percorsi di 150 ore per ottenere il diploma di Meccatronico, riconosciuto ufficialmente e sostenuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Oggi Vianello denuncia con decisione l’incapacità della politica europea di riconoscere nell’impresa italiana il valore strategico dell’innovazione tecnologica, in particolare nel settore automotive. “Dare pieno riconoscimento alle competenze imprenditoriali significa promuovere politiche concrete a sostegno della crescita e della valorizzazione del lavoro in tutte le sue forme, superando l’attuale immobilismo decisionale che ostacola l’individuazione di soluzioni efficaci. Tale carenza rischia di consegnare il settore ai concorrenti esteri, indebolendo un patrimonio di qualità e competenze che costituisce un asset strategico per il nostro Paese.” afferma e prosegue “In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale rappresenta uno strumento di grande interesse per semplificare e rendere più efficiente la ricerca, grazie alla capacità di integrare e valorizzare informazioni provenienti da fonti diverse. Tuttavia, il suo impiego deve restare saldamente sotto il controllo dell’uomo, nel rispetto dei principi etici, della trasparenza e della responsabilità sociale, affinché l’innovazione tecnologica contribuisca realmente al bene comune”.

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Il nostro incontro si conclude con un’ultima domanda: il futuro di TEXA come lo vede? “Visti i risultati raggiunti finora, il futuro di TEXA appare solido e ricco di opportunità. La filosofia che mette al centro le persone e il forte legame con il territorio sono la base per una crescita sostenibile e condivisa. Guardando avanti, TEXA sembra pronta a consolidare la sua leadership nel settore, innovando con coraggio e continuando a valorizzare chi contribuisce ogni giorno al successo dell’azienda. La sfida futura sarà continuare a unire competenza, passione e radicamento locale, trasformando ogni traguardo in un nuovo punto di partenza.”

Cliente BCC Pordenonese e Monsile da 28 anni 40


Nuova filiale a Portogruaro in controtendenza rispetto al sistema bancario Alessandro Darsiè Vice Direttore Generale

Non tutte le banche abbandonano il territorio. Bcc Pordenonese e Monsile, in controtendenza rispetto al sistema bancario, investe nelle proprie filiali, le rafforza e ristruttura riconoscendo loro un valore strategico di supporto e di vicinanza alle famiglie e alle imprese dei territori presidiati oltre che un importante e vitale elemento di inclusione sociale per le persone anziane, sole e più fragili. “BCC Pordenonese e Monsile è una banca sana, che continua a crescere, che riceve fiducia e apprezzamento per il suo operato, non solo dal punto di vista bancario, ma anche come banca partner nelle attività sociali, culturali e del volontariato, anche grazie all’attività profusa sul campo dalla Fondazione BCC Pordenonese, dall’Associazione San Pietro Apostolo e da Serenissima Mutua, a copertura dei bisogni sociali sempre più caratterizzanti il nostro tempo. Negli ultimi quattro anni la BCC ha infatti orgogliosamente distribuito oltre 4,5 milioni di euro a sostegno di iniziative di beneficenza e di sponsorizzazione negli oltre 130 comuni in cui opera” – precisa il Presidente Loris Paolo Rambaldini. “Siamo tra le banche aderenti al Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea con un elevato numero di sportelli, ben 58, equamente distribuiti tra Veneto, nelle province di Venezia e Treviso, e Friuli Venezia Giulia, nelle province di Pordenone e Udine, serviamo una base sociale tra le più numerose del Gruppo e ci classifichiamo come prima BCC del Nordest per numero di soci, che ad oggi hanno di gran lunga superato quota 23.500” – spiega il Direttore Generale Gianfranco Pilosio.

Con l’obiettivo di rafforzare la nostra presenza a Portogruaro e potenziare i servizi offerti alla comunità abbiamo trasferito la filiale di Portogruaro nei nuovi più ampi ed accoglienti locali attrezzati, accessibili sempre in Corso Martiri della Libertà ma al civico n. 63. La nuova filiale di Portogruaro, è operativa dal lunedì al venerdì nei seguenti termini: Orario di Cassa: dal lunedì al venerdì: 9.00 - 13.00 Orario di Consulenza: dal lunedì al giovedì: 8.20 - 13.20 / 14.35 – 17.10 - venerdì: 8.20 – 13.35 Dispone di Area self, operativa tutti i giorni dalle ore 6 del mattino alle ore 1 di notte, attrezzata per tutte le principali operazioni bancarie: dai prelievi, al versamento assegni e contanti, ai bonifici, alle ricariche di carte telefoniche e prepagate. La filiale dispone anche di una prestigiosa e confortevole Sala conferenze ben accessoriata e strutturata valida per ospitare clienti e soci per eventi e formazione, oltre che uffici di Area commerciale e uffici per i Servizi Private e Corporate. Per agevolare la clientela è attivo anche il comodo servizio di prenotazione appuntamento inviando una semplice mail a filialeportogruaro@bccpm.it o chiamando il numero telefonico 0421 761102.

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Emozioni, razionalità e denaro: come sfruttare i mega trend del futuro

Merj Michieli Responsabile Segmento Private

Lo scorso 7 ottobre abbiamo avuto il piacere di organizzare un incontro con alcuni clienti presso i nuovi locali della filiale di Portogruaro, in compagnia di Raiffeisen Capital Management rappresentata da Simona Bruson, Senior Sales Manager della società. La nuova prestigiosa Sala congressi della filiale di Portogruaro ben si presta ad incontri di formazione o divulgativi, con gruppi più raccolti come quello coinvolto per l’occasione, composto da circa una cinquantina di persone tra clienti e dipendenti. È stato trattato il tema legato alla finanza comportamentale, alle mega forze che guidano i mercati senza mai dimenticare il valore della sostenibilità negli investimenti, da sempre fattore irrinun-

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ciabile per casa Raiffeisen e ben radicato nel DNA delle Banche di Credito Cooperativo, come la nostra. La dott.ssa Bruson ha evidenziato come il risparmiatore tenda a rimanere alla finestra durante la fase di crescita dei mercati finanziari per acquistare, sbagliando, solo quando i mercati si posizionano sui massimi di periodo; viceversa, davanti ad un crollo la prima reazione del risparmiatore è quella di vendere, provocando così il consolidamento di una perdita che in tempi anche ristretti avrebbe potuto recuperare se avesse mantenuto fermo l’investimento. Purtroppo, i ribassi di mercato generano sovente panico tra i risparmiatori che rischiano di perdere occasioni di guadagno, monetizzando spinti dalla paura: la finanza ci insegna che il fattore tempo è determinante per la buona riuscita di un investimento e che davanti ad una discesa dei mercati si creano le vere opportunità di acquisto.


L’investimento sostenibile e responsabile mira a creare valore per l’investitore e per la società nel suo complesso attraverso una strategia di investimento orientata al medio-lungo periodo che, nella valutazione di imprese e istituzioni, integra l’analisi finanziaria con quella ambientale, sociale e di buon governo. Nella scelta degli strumenti finanziari da acquistare è fondamentale l’analisi dell’attività dell’azienda e la sua possibile sopravvivenza al mutare delle condizioni di mercato, all’innovazione e ai cambiamenti che inevitabilmente possono impattare sulla specifica attività. La società di investimento Raiffeisen ha sempre perseguito il “doppio rendimento”, ovvero il rendimento finanziario sommato ai valori ESG.

performato meglio dell’indice MSCI World, a riprova e conferma del fatto che l’inclusione del fattore ESG negli investimenti genera valore nel tempo. Stiamo attraversando una nuova fase culturale dove le persone non acquistano più singoli strumenti finanziari ma pianificano veri e propri progetti di vita, previdenziali, passaggi generazionali e necessitano pertanto di rafforzare la tutela dei patrimoni via via costituiti. Noi riteniamo, come banca di riferimento del territorio, di poter offrire esperienza, strumenti e competenze specializzate e qualificate tali da poter accompagnare la clientela in questo percorso di pianificazione di un piano di risparmio che possa divenire nel tempo piano di investimento.

Infatti, se analizziamo l’indice MSCI World SRI (Investimento Socialmente Responsabile) possiamo notare come abbia nel tempo

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“Lo stato del turismo in Italia” Cavallino-Treporti celebra l’eccellenza del turismo europeo all’aria aperta

La Redazione

Il 25 settembre scorso il Marina di Venezia Camping Village di Cavallino-Treporti ha ospitato la prima edizione di “Lo stato del turismo in Italia”, iniziativa promossa da la Repubblica insieme al Comune, al Consorzio Parco Turistico e ad Assocamping. Main Partner Crippaconcept e Partner Cattel, Il Doge di Venezia, Sovla di Jesolo e BCC Pordenonese e Monsile. L’evento ha offerto un’occasione unica di confronto tra ministri, parlamentari, sindaci delle principali città italiane, rappresentanti delle imprese e delle associazioni di categoria, per discutere strategie, sostenibilità e prospettive di uno dei settori economici più rilevanti del Paese. L’apertura è stata affidata, in collegamento, al ministro Adolfo Urso, che ha sottolineato l’importanza della destagionalizzazione e ha presentato il progetto di promozione nazionale “Destinazione Italia”. A seguire, le tavole rotonde hanno visto la partecipazione di importanti esponenti del Governo e del Parlamento, tra cui Gianluca Caramanna, Gianmarco Centinaio,

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Carlo De Romanis, Angelo Bonelli, Raffaella Paita e Antonio Misiani. I protagonisti hanno approfondito i temi più urgenti per il settore turistico italiano, confrontandosi sulle sfide attuali e sulle opportunità per rilanciare il comparto, fondamentale per l’economia del Paese. L’incontro ha rappresentato un’occasione preziosa di dialogo tra istituzioni e operatori, con l’obiettivo di elaborare strategie concrete per sostenere la crescita e l’innovazione nel turismo. Particolarmente interessante è stato il dialogo tra i sindaci di Roma, Napoli e Firenze e la padrona di casa Roberta Nesto, guidato dall’editorialista Maurizio Molinari, che ha messo a confronto esperienze e visioni sul futuro del settore. Roberta Nesto ha ribadito nel suo intervento che una “Città a fisarmonica” (un modo figurato per descrivere località con forti flussi turistici variabili, che passano da periodi di sovraffollamento a periodi di calma) come quella del suo comune ha bisogno di strumenti adeguati e perciò il passo concreto è il riconoscimento delle “Comunità marine”. Un’iniziativa del network G20 Spiagge coordinato proprio dalla Nesto, con una proposta di

legge depositata a maggio e ora in iter parlamentare che riconosce le specificità dei territori balneari e garantisca risorse proporzionate. Una legge quadro nazionale che dia ai sindaci maggiori poteri per governare la crescita del turismo La sindaca Nesto ha evidenziato che il ruolo dei sindaci necessita di maggiore autonomia: “serve una legge nazionale per maggiori poteri sul turismo, sostegno a imprese e servizi e housing sociale per studenti e lavoratori.” Al riguardo ha assicurato Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, che la proposta è condivisa da tutti i primi cittadini. Urgenza confermata dalla sindaca Roberta Nesto intervenuta così: “Da 13.500 residenti superiamo i 100mila nei periodi di picco, una pressione turistica maggiore di Roma. Serve poter gestire questi numeri”. Cavallino-Treporti quinta destinazione turistica d’Italia e prima tra le mete balneari Non è un caso che l’incontro si sia svolto a Cavallino-Treporti, una delle località balneari più


dinamiche d’Italia, che nel 2024 ha registrato quasi 7 milioni di presenze, di cui l’86% provenienti dall’estero. Questo dato sottolinea non solo l’attrattività internazionale della destinazione, ma anche l’importanza strategica del turismo straniero per l’economia locale e nazionale. Cavallino-Treporti rappresenta così un esempio concreto di come investimenti in infrastrutture, promozione e servizi di qualità possano tradursi in numeri significativi e in una reputazione consolidata a livello internazionale. La località si distingue per un modello basato su qualità, innovazione e sostenibilità: le sue 29 strutture open air concentrano da sole il 9% delle presenze nazionali del comparto e generano un indotto vicino al miliardo di euro. La cosiddetta “politica dei vuoti” ha permesso di preservare paesaggio e spazi verdi, evitando la cementificazione. Lo sguardo è ora rivolto al futuro: Cavallino-Treporti punta a ottenere la certificazione internazionale GSTC, in linea con l’Agenda ONU 2030, grazie al progetto “Blue & Green Community”, che coinvolge cittadini e imprese in un patto condiviso per uno sviluppo equilibrato e sostenibile. A porgere i suoi saluti anche Loris Paolo Rambaldini, presidente della BCC Pordenonese e Monsile, partner dell’iniziativa Rambaldini nel suo intervento ha sottolineato l’impegno della BCC per il territorio e il suo sostegno economico e progettuale al tessuto imprenditoriale e alle famiglie. Ha dichiarato nell’intervista: “La nostra è una banca vicina al territorio e al litorale. Per noi è importante la presenza e crescere soprattutto sotto il profilo della consulenza mantenendo il contatto umano. Inoltre, la banca sostiene attivamente il territorio attraverso iniziative che generano valore sociale, spesso in collaborazione con il mondo del volontariato e del Terzo Settore.” Attraverso la propria Fondazione, la BCC

Pordenonese e Monsile promuove da sempre progetti pubblico-privati volti a rafforzare il tessuto sociale locale, a sostenere le comunità e a favorire lo sviluppo culturale, educativo e ambientale del territorio in cui opera. “Estate a tinte positive” con un + 7% rispetto al luglio-agosto del 2024 A dichiararlo Marina Lalli, presidente di Federturismo che vede segnali incoraggianti anche per settembre. Il cambiamento climatico, sebbene renda più critico il picco di agosto, allunga la stagione, favorendo stabilità per gli stagionali. Sostenibilità e Intelligenza Artificiale Altro tema al centro del dibattito è stato la sostenibilità, ha sottolineato Alberto Granzotto, presidente di Faita (Federazione delle Associazioni Italiane dei Complessi Turistico-Ricettivi all’Aria Aperta). “Sempre più turisti, soprattutto stranieri, considerano l’ambiente un elemento chiave della vacanza. Serve che questo approccio sia concreto, dalla circolarità alla gestione dei rifiuti”. Mentre "è fondamentale dotarsi delle nuove tecnologie, senza subirle" è stata la precisazione del vicepresidente di Federalberghi Massimiliano Schiavon che ha chiarito che l’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati si confermano strumenti chiave per ottimizzare la gestione delle strutture. A chiudere la giornata di lavori è il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi, che ha sottolineato l’importanza di ottimizzare le infrastrutture - ferrovie, autostrade e porti - per gestire in modo più efficace i flussi turistici. Secondo il viceministro, è necessario migliorare i collegamenti verso quelle aree del Paese oggi poco accessibili, che rappresentano un patrimonio ancora inespresso. «Il turista che arriva in Italia necessita di servizi di alta qualità, facilmente fruibili e pubblici.

Per questo sarà fondamentale conciliare l’aumento dei flussi turistici con il potenziamento della qualità dei trasporti. Sarà altresì importante instaurare un dialogo costante con i territori, al fine di individuare soluzioni sostenibili e condivise», ha dichiarato Rixi. A Cavallino Treporti, il convegno dello Stato del Turismo in Italia ha acceso un faro sul futuro del settore del turismo che fa +10% del PIL e tre milioni di lavoratori Un futuro che non può più prescindere da standard qualitativi elevati e da un turismo davvero sostenibile. La sfida, come è stato sottolineato, non riguarda solo strutture e numeri, ma una visione più ampia, una governance a più livelli capace di orchestrare i flussi turistici con equilibrio e lungimiranza. In questo nuovo scenario, l’overtourism potrebbe diventare un ricordo del passato: non è più la quantità a fare la differenza, ma la qualità dell’esperienza. Il turista di oggi non cerca solo destinazioni, ma emozioni; non desidera semplicemente visitare, ma vivere. Ecco allora che ogni scelta, ogni strategia, ogni innovazione deve avere al centro l’esperienza umana, l’emozione che resta impressa, il ricordo che accompagna per sempre. Il turismo non è solo un settore economico: è un ponte tra culture, un racconto di bellezza, un invito a sentire il mondo con occhi nuovi Ma questa visione comporta anche una responsabilità politica chiara: governi, istituzioni locali e nazionali devono farsi custodi di questa esperienza, proteggendo le risorse, regolando i flussi e garantendo che lo sviluppo turistico sia sostenibile e inclusivo. Non si tratta solo di promuovere luoghi, ma di governare scelte che incidono sul paesaggio, sulla comunità e sulla memoria collettiva, affinché il turismo diventi davvero un patrimonio condiviso e duraturo.

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In Scienza e Conoscenza. Tra cuore e testa, come uscire dalle storie storte? Marika Lion

Intervista a Roberta Nesto, avvocata civilista, sindaco di Cavallino Treporti e autrice del libro Roberta Nesto, nata a Venezia nel 1966, si è laureata in Giurisprudenza all’Università di Padova ed è avvocata del Foro di Venezia, specializzata principalmente in diritto di famiglia e minorile. Dal 2015 è Sindaco di Cavallino Treporti, prima donna a ricoprire questo incarico. Parallelamente, è Presidente della Conferenza dei Sindaci della Costa Veneta, organismo che coordina i sindaci dei comuni costieri del Veneto, e coordinatrice del G20 Spiagge, un network delle principali città balneari italiane volto a promuovere la sostenibilità, la regolazione del territorio e la gestione dei flussi turistici.

Il libro “In Scienza e Conoscenza. Tra cuore e testa, come uscire dalle storie storte?” Roberta Nesto, in qualità di avvocata e figura impegnata nel contesto politico-istituzionale, ha deciso di raccontare la propria esperienza professionale attraverso un libro che non sia soltanto una testimonianza giuridica, ma anche uno specchio della società in cui viviamo. La sua attività, concentrata prevalentemente sul diritto di famiglia e minorile, l’ha portata a confrontarsi quotidianamente con situazioni delicate e complesse: minori in difficoltà, famiglie in crisi, conflitti che non trovano facili soluzioni. Il valore del libro risiede proprio nella capacità di trasformare storie individuali in riflessioni collettive. Attraverso i casi affrontati, emerge non solo la dimensione tecnica del diritto, ma soprattutto il lato umano e istituzionale delle relazioni sociali. Roberta Nesto mostra come

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le norme, le sentenze e le procedure siano strumenti, sì indispensabili, ma insufficienti senza una comprensione empatica delle persone coinvolte.

Il racconto delle esperienze professionali diventa così un prisma attraverso cui osservare il rapporto tra istituzioni e cittadini. Le storie dei minori, dei genitori, delle famiglie disgregate o in difficoltà economica mettono in luce le lacune, ma anche le potenzialità del sistema legale e sociale. La scrittura di Nesto non si limita a narrare casi concreti: offre spunti di riflessione sul ruolo dello Stato, sulla responsabilità collettiva e sul senso di giustizia che va oltre la mera applicazione della legge.


Un libro come ponte tra diritto e umanità, tra esperienza professionale e impegno civile. In un’epoca in cui la complessità sociale spesso supera le capacità delle istituzioni, questo libro è un invito a guardare alle persone dietro le pratiche legali, a interrogarsi sulle politiche sociali, a riconoscere che il diritto, per essere veramente efficace, deve sapersi confrontare con la realtà concreta della vita di chi lo vive. In ultima analisi, la pubblicazione di Roberta Nesto non è solo la storia di una carriera legale di successo, ma un contributo culturale e sociale: un testo capace di unire riflessione giuridica, etica e civile, e di proporre una visione più attenta, consapevole e umana della giustizia e delle istituzioni.

Il lettore non è un semplice osservatore, ma un compagno di viaggio. Dalla lettura si percepiscono le tensioni dei conflitti familiari, le difficoltà dei minori, le sfide di chi lavora ogni giorno per conciliare giustizia e umanità. Non si tratta dunque solo di storie legali o di casi professionali: è un invito a partecipare, a comprendere, a sentire e a riflettere insieme su ciò che significa davvero agire con cuore e testa, in una società complessa.

Prevale l’aspetto professionale o quello della responsabilità civile? Non c’è una prevalenza netta: il libro è una sintesi di entrambi. La mia esperienza professionale è sempre stata intrecciata con il lato umano e civile, perché dietro ogni pratica ci sono persone, famiglie, comunità. Così, il percorso giuridico diventa anche percorso di responsabilità sociale.

Come affronta la complessità della realtà contemporanea? Viviamo in un tempo in cui famiglie e comunità faticano a comunicare e a tenere relazioni stabili. Questa complessità genera sofferenze che toccano i legami più profondi, quelli educativi e familiari. Raccontare il diritto dentro questa cornice significa ricordare che esso non è mai separato dalla vita delle persone, ma la riflette e prova a dare strumenti per affrontarla.

Che messaggio desidera trasmettere con questo filone narrativo? Vorrei trasmettere un messaggio di fiducia: il diritto non è una materia astratta, ma un linguaggio che, se compreso, può orientare, risolvere e persino guarire. Attraverso storie vere, i lettori possono scoprire che la competenza e la professionalità, unite all’umanità, aprono sempre spiragli di possibilità.

Quanto ha influito la sua esperienza da sindaca? Molto. Il libro intreccia l’esperienza di chi difende i diritti nelle aule di tribunale con quella di chi, da sindaco, si trova a garantire servizi e risposte a una comunità intera. A volte i due ruoli si sovrappongono, a volte entrano in tensione, ma entrambi mostrano una verità importante: che il bene dei cittadini si costruisce sia attraverso le norme sia attraverso le scelte concrete nella vita amministrativa.

Quale valore può avere per i giovani un libro di questo tipo? Può rappresentare un invito alla responsabilità. Molti ragazzi vivono immersi in un tempo veloce, fatto di frammenti, e hanno poco spazio per la lettura o per la riflessione. Offrire loro storie brevi e vere significa mettere a disposizione spunti concreti per crescere, per scegliere con consapevolezza e per scoprire che la cittadinanza attiva inizia dai piccoli gesti quotidiani.

Perché ha scelto questo titolo “In Scienza e Conoscenza. Tra cuore e testa, come uscire dalle storie storte”? Il titolo va letto insieme al sottotitolo: il diritto è anche scienza, perché richiede metodo, rigore e studio; ma è anche conoscenza, perché nasce dall’esperienza, dall’ascolto e dalla relazione. Solo unendo questi aspetti con la sensibilità del cuore è possibile trovare la strada per uscire dalle “storie storte”, quelle vicende personali e collettive che sembrano senza soluzione.

Quali strategie politiche sono efficaci per tutelare i residenti in un contesto di forte turismo? Il turismo deve essere una risorsa che genera benessere diffuso, non un peso per i residenti. Per questo servono politiche che garantiscano accessibilità, servizi adeguati, tutela del paesaggio e dell’identità culturale. La nostra realtà, che vive una doppia dimensione – pochi abitanti in inverno e milioni di presenze in estate – richiede strumenti speciali. È per questo che chiediamo lo “status di comunità marina”: un riconoscimento istituzionale che consenta ai Comuni costieri di avere strumenti, risorse e regole adeguate a conciliare i diritti dei residenti con lo sviluppo sostenibile del turismo.

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RIVE Pordenone Fiere

Il passaggio generazionale nella continuità dell’impresa agricola

Marika Lion

Giovedì 6 novembre 2025 si è svolto presso il Centro Congressi Pordenone Fiere, Sala Zuliani l’incontro dedicato a “Il passaggio generazionale nella continuità d’impresa: pianificare un efficace ricambio generazionale nella governance dell’azienda familiare per garantire la continuità dell’impresa agricola”.

consulente fiscale Coldiretti Friuli Venezia Giulia; Antonio Pavan, avvocato esperto in diritto commerciale e amministrativo; Franco Cesaro, consulente e formatore specializzato nello sviluppo generazionale delle imprese familiari e Massimo Doria, presidente di Kleros Srl.

L’evento è stato organizzato all’interno di RIVE - Rassegna Internazionale di Viticoltura ed Enologia, in programma dal 5 al 7 novembre 2025 alla Fiera di Pordenone. RIVE, salone biennale interamente dedicato alla viticoltura e all’enologia, si conferma un punto di riferimento per viticoltori, enologi, cantine, distributori e operatori del settore, con un focus su innovazione tecnica, sostenibilità, digitalizzazione e internazionalizzazione. L’incontro, che ha registrato la partecipazione di oltre 200 persone, è stato organizzato dalla BCC Pordenonese e Monsile in collaborazione con Coldiretti Pordenone, ponendo al centro dell’attenzione il tema del ricambio generazionale quale elemento strategico per la crescita e la continuità delle imprese agricole del territorio. Dopo i saluti istituzionali di Daniele Marini, Vice Presidente della BCC Pordenonese e Monsile, e di Renato Pujatti, Presidente di Pordenone Fiere, è intervenuto Stefano Zannier, Assessore alle Risorse Agroalimentari, Forestali, Ittiche e della Montagna del Friuli Venezia Giulia e Matteo Zolin, Presidente Coldiretti di Pordenone. A seguire si è tenuta una presentazione, moderata dalla giornalista RAI-TGR Veneto Maria Pia Zorzi, con gli interventi di Renato Nicli,

Gli interventi: Il Vice Presidente della banca, Daniele Marini, con il suo intervento introduttivo ha evidenziato che il tema è al centro dell’attenzione in Italia da oltre vent’anni, ma oggi assume un significato completamente diverso a causa del calo demografico. Mentre, le nuove generazioni, hanno aspettative differenti rispetto al passato e questo spesso genera attriti tra generazioni, con un impatto diretto sulla continuità dell’impresa. Inoltre, ha precisato che la banca con 140 anni di storia e un forte legame con il territorio continua ad essere attore dello sviluppo anche della cultura del lavoro. Il presidente della fiera, Renato Pujatti, ha ribadito come il cambio generazionale rappresenti oggi una delle sfide più decisive per il futuro dell’intero comparto vitivinicolo. Ha sottolineato che il settore sta attraversando un momento di profondo rinnovamento, in cui l’ingresso dei giovani non è soltanto auspicabile, ma indispensabile per garantire continuità, competitività e capacità di adattamento a mercati in rapido mutamento. Durante il suo intervento, l’assessore Stefano Zannier ha richiamato l’attenzione sul tema del cambio generazionale, sottolineando come

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sia fondamentale interrogarsi su quali margini economici e quali regole siano necessari per affrontarlo in modo efficace. Le sfide offerte dall’innovazione sono certamente stimolanti, ma è indispensabile che le infrastrutture aziendali siano adeguate e orientate a garantire una maggiore competitività. Zannier ha inoltre ricordato l’importanza della legge 80, di cui la Regione FVG beneficia, evidenziando come, grazie anche al ruolo delle banche nel valutare la sostenibilità dei progetti, il comparto disponga ancora di buone prospettive di crescita. Matteo Zolin, ha ricordato che l’associazione Coldiretti Pordenone da lui rappresentata è da sempre al servizio delle imprese e delle famiglie, accompagnandone la crescita e sostenendone le sfide. Per Zolin, il contributo dei giovani è fondamentale perché porta innovazione, nuove visioni e capacità di adattamento; allo stesso tempo, l’esperienza dei genitori rimane una risorsa imprescindibile, capace di offrire solidità, memoria e competenze maturate nel tempo. “Due anime diverse, ma complementari, che devono convivere in equilibrio e senza fratture per garantire continuità e sviluppo al settore agricolo.” Massimo Doria, ha fatto riferimento al codice civile, art. 2, risalente al 1942, rimasto pressochè immutato, per porre poi l’accento all’articolo 457 che stabilisce che l'eredità si devolve (cioè si trasmette) o per legge o per testamento. La successione legittima (senza testamento) si applica solo se manca, in tutto o in parte, una successione testamentaria. In pratica, il testamento ha la precedenza, ma se il testamento non copre l'intero patrimonio, la parte rimanente sarà gestita dalla legge. Franco Cesaro, attingendo alla sua esperienza professionale e ai contenuti dei suoi libri, ha portato alcuni esempi concreti che mettono in luce la complessità delle decisioni legate al passaggio generazionale.

Ha sottolineato in particolare il ruolo del matrimonio e della figura femminile, evidenziando come la donna spesso svolga una funzione di tutela nei confronti di tutti i figli, compresi i più fragili, e come il suo contributo risulti determinante nelle scelte che la famiglia sarà chiamata a compiere. Renato Nicle, analizzando le forme giuridiche più adottate, ha evidenziato che nell’87% dei casi si opta per la successione. Proprio per questo è auspicabile valutare attentamente tutte le alternative e semmai valutare anche il patto di famiglia. Allo stesso tempo, nel caso del conferimento in società, è fondamentale un percorso di pianificazione ben strutturato: un accompagnamento adeguato consentirebbe infatti di evitare scelte affrettate o meno opportune. Un altro tema affrontato riguarda la progressiva riduzione dei contributi disponibili. Nonostante ciò, è stato annunciato che a breve verrà pubblicato un bando per il primo insediamento, rivolto alle nuove attività che dovranno garantire almeno cinque anni di operatività. Il fondo prevede un contributo di 70 mila euro per ciascun beneficiario. È stato inoltre ricordato che la Regione può contare sulla legge che continua a offrire alle imprese la possibilità di accedere a finanziamenti a tasso zero, rappresentando un importante sostegno per chi vuole investire e avviare una nuova attività. Antonio Pavan ha confermato che le scelte di successione di una proprietà, nella maggior parte dei casi, avvengono tramite testamento o donazione. Ha sottolineato però quanto sia fondamentale comprendere a fondo la forma giuridica adottata: anche in presenza di un testamento, infatti, entrano comunque in gioco i vincoli previsti dalla legge, come la quota di legittima spettante ai familiari diretti. In sintesi, ogni decisione deve essere presa con attenzione e, preferibilmente, con un adeguato supporto professionale. Allo stesso tempo, per garantire la continuità dell’impresa, è indispensabile una programmazione accurata e allo stesso tempo, tempestiva. Ha poi proseguito partendo da una domanda che, più che un interrogativo, è la constatazione di un dato reale: “Abbiamo ucciso il desiderio?!”. Con questa riflessione ha voluto evidenziare come il modello dell’attuale società sembri aver smarrito una chiara tensione verso il futuro e prevale una difficoltà di fondo nel riconoscere ciò che è davvero importante o meritevole di essere perseguito. Ha concluso sottolineando che la vera sfida per l’imprenditore consiste nel saper distinguere l’impresa dalla famiglia e nel saper offrire ai giovani un futuro solido e stimolante: saranno infatti proprio loro, a loro volta, a garantire un futuro alla generazione dei loro genitori. I lavori sono stati conclusi da Gianfranco Pilosio, Direttore Generale della BCC Pordenonese e Monsile, che ha aperto il suo intervento esprimendo un sentito ringraziamento alle autorità presenti, ai relatori, alla moderatrice e a tutto il pubblico in sala. Piliosio ha poi richiamato l’attenzione sul ruolo strategico della Banca nel territorio, sottolineando l’impegno costante nel sostenere e accompagnare la crescita delle imprese agricole. Ha evidenziato come la BCC metta a disposizione non solo servizi dedicati, ma anche il supporto di professionisti competenti e disponibili presso le diverse filiali, garantendo un’assistenza qualificata e una presenza concreta a fianco delle realtà produttive locali. Passaggio generazionale RIVE leggi tutto qui: www.bccgeneration.it/focus-passaggio-generazionale/ 49


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Strumenti finanziari e opportunità concrete Per imprenditori, investitori, artigiani, commercianti, agricoltori e sviluppatori immobiliari La Redazione

Il 17 ottobre 2025, Palazzo Ragazzoni di Sacile ha ospitato un evento di rilevanza strategica per il tessuto imprenditoriale e commerciale del territorio: il convegno intitolato “Strumenti finanziari e opportunità concrete per imprenditori, investitori, artigiani, commercianti, agricoltori e sviluppatori immobiliari”, organizzato da Marchiori & Contino, agenzia di consulenza, intermediazione e gestione immobiliare con oltre trent’anni di esperienza, attiva a Pordenone e Sacile e fondata dagli architetti Alberto Marchiori e Antonio Contino. L’obiettivo dell’incontro è stato chiaro e ambizioso: fornire a imprenditori, investitori e professionisti strumenti concreti per cogliere le opportunità di sviluppo, innovare le proprie attività e consolidare il successo nel mercato, creando un ponte tra competenze finanziarie, know-how tecnico e visione strategica. L’iniziativa promossa ha rappresentato un’occasione unica di confronto e aggiornamento su strumenti, strategie e opportunità di crescita concreta, rivolgendosi a professionisti e operatori di diversi settori economici. Dopo il benvenuto dei fondatori e titolari dell’agenzia, il programma ha previsto i saluti istituzionali di figure di rilievo del territorio: Carlo Spagnol, Sindaco di Sacile, Michelangelo Agrusti, Vice Presidente CCIAA Pordenone-Udine, Massimo Zanon, Presidente Fidimprese FriulVeneto, Marco Bertuzzo, Presidente ANCE-FVG, Giovanni Di Benedetto, Presidente Onorario ITAS Assicurazioni, e Stefano Zammer, Assessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche. La seconda parte del convegno ha visto susseguirsi interventi di grande valore operativo. Gli esperti e rappresentanti delle principali categorie eco-

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nomiche e produttive del Friuli Venezia Giulia hanno illustrato strumenti concreti di crescita e sostegno per i diversi comparti. Credito, impresa e sviluppo locale Andrea Malacart, in rappresentanza di Confindustria Alto Adriatico e Confartigianato, insieme a Luca Penna, Direttore di Confcommercio Pordenone, hanno posto l’attenzione sui contributi per l’acquisizione e la ristrutturazione di immobili a finalità imprenditoriale, evidenziando come l’investimento nel patrimonio edilizio possa diventare una leva strategica per la rinascita di centri storici, zone artigianali e aree produttive. Entrambi hanno rimarcato la necessità di una collaborazione costante tra enti, professionisti e sistema del credito per tradurre le agevolazioni disponibili in opportunità realmente fruibili. Agricoltura e strumenti speciali Antonio Bertolla, Direttore di Coldiretti Pordenone, ha approfondito il tema degli strumenti speciali per l’agricoltura nel Friuli Venezia Giulia, sottolineando il ruolo chiave del settore primario nell’economia regionale. Ha illustrato misure dedicate alla transizione verde, alla filiera corta e alla digitalizzazione delle imprese agricole, evidenziando come l’innovazione tecnologica possa sostenere la sostenibilità e la competitività delle aziende rurali. Cooperative e mutualità A seguire, Marco Bagnarol, Direttore di Confcooperative Pordenone, ha presentato le misure specifiche a sostegno delle cooperative, strumenti


che promuovono la mutualità, l’inclusione sociale e l’economia solidale. Ha evidenziato l’importanza delle cooperative come modello di impresa capace di creare valore condiviso, soprattutto nei contesti territoriali più piccoli o nei settori in transizione. Credito, finanza e garanzie Il tema del rapporto con il sistema bancario è stato approfondito da Stefano Bravo di Fidimprese FriulVeneto, che ha delineato le dinamiche dei rapporti bancari, dei finanziamenti e delle garanzie a tutela delle imprese. Ha poi preso la parola Simone Delti, responsabile dell’Ufficio Crediti Speciali della BCC Pordenonese e Monsile, che ha illustrato il ruolo strategico del credito agevolato nelle scelte di investimento aziendali, sottolineando come un accesso consapevole e pianificato alle misure finanziarie possa favorire la crescita e l’innovazione delle imprese. Delti ha inoltre precisato che la BCC Pordenonese e Monsile è capillarmente presente sul territorio con numerose filiali, dove la consulenza personalizzata rappresenta un principio fondante dell’attività: un rapporto diretto, di fiducia e di prossimità con le imprese e i professionisti, volto a individuare le soluzioni più adatte per sostenere progetti concreti di sviluppo. Fondi europei e infrastrutture: una visione istituzionale Più a carattere istituzionale, ma non meno significativo, è stato l’intervento in collegamento video del prof. Mauro Cappello dell’Università della Tuscia, che ha posto l’accento sul ruolo dei fondi europei nella crescita della Regione Friuli Venezia Giulia, evidenziando le possibilità legate ai programmi europei di sviluppo territoriale e innovazione. Ha concluso la sessione istituzionale Cristina Amirante, Assessore regionale alle Infrastrutture e al Turismo, che ha posto l’attenzione su come innescare processi virtuosi di recupero e riuso del patrimonio immobiliare privato, trasformandolo in un motore di rigenerazione urbana, attrattività turistica e crescita economica. Architettura e nuovi spazi di vita Il convegno ha visto anche l’intervento, ispirato e di grande sensibilità progettuale, degli architetti Alessandro Santarossa e Giovanni Sciré Risichella di Corde Architetti Associati, che hanno riflettuto su come gli spazi di lavoro stiano cambiando, diventando anche spazi di vita.

Attraverso esempi di progetti realizzati, hanno mostrato come la progettazione contemporanea risponda a nuove esigenze di benessere, flessibilità e condivisione, rappresentando un’evoluzione culturale oltre che professionale. A coordinare e moderare i lavori è stato Lorenzo Cardin, che ha accompagnato con equilibrio e competenza il susseguirsi degli interventi, assicurando ordine e coesione tra i diversi contributi presentati; e concludendo riportando i saluti e il contributo dell’Europarlamentare On. Alessandro Ciriani, letti alla platea degli ospiti, sottolineando la vicinanza e l’attenzione delle istituzioni nazionali ai temi trattati durante il convegno. Chiusura dei lavori e interventi conclusivi dei partner dell’evento Gianfranco Pilosio, Direttore Generale della BCC Pordenonese e Monsile, ha espresso un sentito ringraziamento ai relatori e ai rappresentanti istituzionali per la qualità dei contributi e per la concretezza delle proposte emerse nel corso della giornata. Nel suo intervento, Pilosio ha posto l’accento sulla necessità di sostenere nuovi modelli di investimento abitativo, capaci di offrire risposte reali a chi oggi fatica a trovare soluzioni adeguate sul mercato immobiliare tradizionale. Ha sottolineato l’impegno della BCC Pordenonese e Monsile nel cercare di promuovere progetti di housing sostenibile e accessibile, in sinergia con la Regione Friuli Venezia Giulia, che sta già lavorando su politiche abitative innovative e inclusive. Pilosio ha inoltre ricordato con orgoglio che Pordenone sarà Capitale della Cultura 2027, un traguardo che rappresenta una grande opportunità per tutto il territorio. In questa prospettiva, ha invitato istituzioni, imprese e cittadini ad attivarsi da subito, affinché il percorso verso il 2027 diventi un’occasione concreta di crescita culturale, economica e sociale, capace di valorizzare l’identità e la creatività della città di Pordenone e di tutto il Friuli Venezia Giulia. Bruno Bari, Presidente FIMAA Friuli Venezia Giulia, ha portato il punto di vista degli operatori immobiliari, sottolineando l’importanza della collaborazione tra banche, professionisti e imprese per sviluppare un mercato immobiliare moderno, dinamico e realmente al servizio del territorio. Da questo convegno è emersa una convinzione condivisa: “la crescita nasce dalla collaborazione e dalla conoscenza degli strumenti concreti che permettono di trasformare i progetti in realtà”.

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Le 100 migliori imprese del Sandonatese Giovanni Monforte per la Nuova Venezia

Aziende con una grande capacità di innovare, sviluppare idee e con un'importante propensione a investire. Ma anche imprenditori alle prese con la difficoltà di trovare personale. Le cento migliori realtà produttive del Sandonatese e del Basso Piave sono state protagoniste, ieri all'auditorium Leonardo da Vinci di San Donà, dell'evento Best Performer, promosso dal Gruppo Nord Est Multimedia, che pubblica la Nuova di Venezia e Mestre e altri cinque quotidiani. Due ore di confronto, in cui alcune delle migliori aziende dei dieci comuni analizzati - Cavallino Treporti, Ceggia, Eraclea, Jesolo, Meolo, Fossalta, Musile, Noventa e Torre di Mosto, oltre a San Donà - si sono raccontate. Belle storie d'impresa come quella di Venezianico, brand di orologi di San Donà nato dall'idea di due giovani fratelli che hanno avviato l'attività attraverso un crowdfunding, che ha permesso di raccogliere 800 mila dollari, e oggi produce circa 30 mila pezzi l'anno, spediti in un centinaio di Paesi. «Il nostro è un settore particolare, in cui l'accoglienza è importante», ha raccontato Alessandro Morelli, uno dei due fratelli, «bisogna utilizzare un'ottica di medio lungo termine». L'innovazione passa anche dall'investimento in qualità per emergere rispetto ai competitor. Come ha spiegato Dimitri Camolese, ad della Relax di Torre di Mosto, che produce cabine docce. «Il settore dell'arredo bagno sta acquisendo eleganza», ha detto Camolese, «i concorrenti sono tanti. Il nostro focus è creare cabine docce che abbiamo elementi distintivi, coniugando la funzionalità con l'estetica. Abbiamo depositato il brevetto di diversi prodotti». Anche General Membrane, azienda di Ceggia che produce membrane

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bituminose, ha investito in nuovi prodotti, le membrane sintetiche, da offrire alla rete di vendita. «Il nostro mercato è formato da una decina di aziende italiane, tutte acquistate da multinazionali», ha sottolineato il direttore finanziario Mattia Carrer, «la forza della nostra impresa è la diversificazione netta che esiste tra un'azienda, che è ancora padronale, rispetto a una multinazionale. Siamo vincenti sul mercato quando personalizziamo il prodotto». Vanno mantenute le caratteristiche distintive dell'azienda. Oltre a offrire un servizio d'eccellenza al cliente. Lo ha rimarcato Manuel Pasqual, legale rappresentante di Better Life, che commercializza depuratori d'acqua per la casa. «Studiamo un prodotto di alta qualità. Ma per noi la vera differenza sta nell'erogazione del servizio», ha evidenziato Pasqual, «un sistema di filtrazione dell'acqua ha bisogno di manutenzione per non diminuire il risultato. Una volta acquisito, un cliente va seguito». Retal Italia, che produce preforme in pet di bottiglie per il settore del beverage, ha puntato su innovazione e investimenti per aumentare la produttività: «Negli ultimi cinque anni», ha spiegato l'ad Daniela Bergamaschi, «abbiamo visto una crescita intorno al 30% di volumi e fatturato, grazie agli investimenti tecnologici, anche usando la legge Industria 4.0. Per il futuro abbiamo ancora l'ambizione di crescere. Abbiamo lavorato sull'efficienza, cercando di automatizzare alcuni processi». L'automazione può essere una risposta alla difficoltà di reperire personale, soprattutto qualificato.


Le aziende evidenziano la difficoltà crescente nel trovare lavoratori disposti ai turni notturni, come nei fine settimana. «È un grande problema, nessuno vuole più fare il posatore», ha confermato Enrico Barzan, ad di Heraclia Pavimenti, specializzata in fornitura e posa di piastrelle. Nel settore è necessario ricorrere sempre più a manodopera straniera, che va affiancata in un percorso di formazione. «La nostra è un'azienda a conduzione familiare, in cui i collaboratori sono parte integrante della famiglia. È grazie a loro che la nostra attività cresce», ha aggiunto Barzan. Anche per Gianfranco Pilosio, direttore generale di Bcc Pordenonese e Monsile, uno dei problemi maggiori è la ricerca di personale. Ma una risposta alle aziende arriva dal sindaco Alberto Teso: «Tra dieci giorni apriremo un ITS a San Donà, corso biennale di alta specializzazione in informatica con venti aziende partner». Si è parlato anche degli scenari internazionali, che preoccupano molti. Ma possono diventare anche una risorsa. È il caso del settore dell'energia, con la necessità di raggiungere l'indipendenza energetica. «Non abbiamo mai visto un momento perfetto come questo, gli investimenti sono incredibili», ha confermato Fabio Bagolin, direttore generale di Grid Solutions, del gruppo GE Vernova. E poi c''è il food, in cui opera Cattel nella distribuzione. «Abbiamo la fortuna di lavorare in uno dei quattro pilastri del made in Italy», ha spiegato Alessandro Bellese, direttore finanza e controllo, «questo è un territorio in cui il turismo è importante. Oltre alle bellezze naturali, la goduria della cucina è uno dei motivi per cui tante persone vengono qui». Nei saluti iniziali, l'assessore regionale al Bilancio,

Francesco Calzavara, ha sottolineato l'importanza di un'iniziativa come Best Performer, che contribuisce a mettere in luce i punti di forza di un territorio dalle grandi potenzialità, mentre Loris Paolo Rambaldini, presidente della Bcc Pordenonese e Monsile, partner di Nem nell'iniziativa, ha ricordato la capacità dell'istituto di andare controcorrente, mantenendo la sua rete di sportelli sul territorio per stare vicino alle famiglie e alle imprese. LE SFIDE DELLE IMPRESE Gabriele Busato, Titolare Personal Time Promotion Dimitri Camolese, Amministratore Delegato Relax Alessandro Morelli, Amministratore Delegato Venezianico Manuel Pasqual, Legale Rappresentante Better Life CONTINUARE A CRESCERE Enrico Barzan, Amministratore Delegato Heraclia Pavimenti Daniela Bergamaschi, Amministratrice Delegata Retal Italia Paolo Bertolini, Presidente CdA Marina di Venezia Thomas Bragato, Amministratore Delegato Officine Car COMPETERE NEI MERCATI NELL'ERA DELL'INCERTEZZA Fabio Bagolin, Direttore Generale Grid Solutions Mattia Carrer, Direttore Finanziario General Membrane Gianfranco Pilosio, Direttore Generale BCC Pordenonese e Monsile Ha condotto l’incontro Luca Piana, Vicedirettore quotidiani Gruppo Nem guarda le foto qui: Imprese Best Performer del Sandonatese | Bcc Generation 53


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Grande successo delle startup segnalate da Bcc Pordenonese e Monsile al Bcc Innovation Festival 2025 Andrea Cappellaro Responsabile Segmento Corporate

Dopo il successo delle prime tre edizioni, che hanno visto coinvolte tutte le Banche di Credito Cooperativo del Gruppo BCC Iccrea, con oltre 500 innovatori iscritti, 200 idee selezionate e 16 progetti vincitori, a marzo di quest’anno è partita la quarta edizione del BCC Innovation Festival. L’iniziativa, che ha visto la collaborazione del partner di consulenza strategico Knowledge Institute e del main partner Accenture, è focalizzata sull’Agenda ONU 2030 e ha rinnovato l’obiettivo di individuare le migliori idee imprenditoriali, che uniscono innovazione e territorio, per accompagnare la loro crescita sul mercato. Un progetto che mira in particolare a valorizzare il ruolo delle 112 BCC del Gruppo nella ricerca e nella selezione di progetti di startup per promuovere lo sviluppo della piccola impresa sul territorio e rafforzare il loro legame nei confronti dell’economia reale. Al concorso sono stati ammessi quasi 400 candidati provenienti da tutta Italia, e la BCC Pordenonese e Monsile, grazie anche alla collaborazione con il Polo Tecnologico Alto Adriatico di Pordenone e la H-FARM di Roncade (TV), ne ha promossi ben dodici. Dopo una prima selezione che ha ridotto le candidature a una novantina, il Comitato Tecnico Scientifico del progetto, composto da 19 figure apicali del mondo finance, legal e universitario, della consulenza strategica e del credito cooperativo, ha effettuato la selezione finale dalla quale sono

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emersi 31 “Champion”, provenienti da dieci regioni con il coinvolgimento di diciotto BCC. Tra questi trentuno progetti, sei sono stati segnalati dalla BCC Pordenonese e Monsile, che è risultata la banca che ha presentato complessivamente il numero più alto di progetti innovativi, segno tangibile della attenzione al mondo impresa, e in particolare a quello delle startup promosse dai giovani. Questi i sei Champion finalisti presentati dalla BCC Pordenonese e Monsile: • Breath SB S.r.l. presentato da Stefania Colussi • Doosy presentato da Vanja Fumagalli • Hiro presentato da Arbias Mucka, Enrico Malachin, Jimmy Babuin, Andrea Pedalà, Rocco Lorè e Gerardo Acampora • MIRA Business presentato da Cristiano Pezzuto e Mario Tobia Vendrame • The Glass Élite presentato da Alessandra Tugnolo • Vitalminds presentato da Alejandro Reibaldi e qui nel dettaglio i loro progetti: • BREATH SB SRL è una società creata da persone, appassionate di ricerca per le soluzioni ecosostenibili per contrastare l’inquinamento am-


bientale. Breath fornisce soluzioni accessibili e innovative per migliorare la qualità dell’aria limitando anche lo sviluppo dei cattivi odori. I prodotti sviluppati sono dei depuratori d’aria passivi sotto forma di rivestimenti autopulenti, applicabili in modo semplice su gran parte delle superfici e che si possono integrare in tutti gli ambienti. I rivestimenti sono trattati con un additivo nanotecnologico di ultima generazione composto da minerali inerti che, sfruttando una fonte luminosa, provoca una reazione naturale in grado di ridurre l’inquinamento e i cattivi odori. La tecnologia non richiede parti meccaniche o elettriche, non consuma energia, non produce rifiuti. Purifica l’aria in modo ecosostenibile sfruttandone il moto convettivo e le condizioni ambientali presenti • DOOSY (Blend Factory srl) è una nuova bevanda energetica innovativa, in grado di potare benefici energizzanti sia a livello fisico che a livello psicologico. Prodotta con ingredienti naturali ed organici provenienti da tutto il mondo, sapientemente bilanciati, la ricetta è stata brevettata. L’idea diventata poi prodotto è stata concepita da parte della fondatrice dopo un viaggio in Australia. Il prodotto è solubile, quindi pratico da utilizzare, al gusto di cacao. • HIRO è un Mental Coach AI che aiuta soprattutto, ma non solo, i giovani a gestire emozioni e obiettivi quotidiani, partendo da una semplice chat su WhatsApp fino a una dashboard visiva che racconta i loro progressi. L’AI propone ogni giorno spunti, domande e micro-sfide per aiutare l’utente a riflettere, concentrarsi e sentirsi meno solo. I progressi si trasformano in “isole emotive”, visioni grafiche che rappresentano blocchi, obiettivi e piccoli traguardi. Quando serve un supporto più profondo, Hiro attiva una voce AI capace di ascoltare e guidare. È uno spazio sicuro, semplice e anonimo per prendersi cura di sé, ogni giorno. Da poco è stata lanciata la pagina WEB di HIRO.

• MIRA BUSINESS (Thinking App Srl) è una piattaforma (web app + mobile) che misura, monitora e migliora le soft skills dei lavoratori. Attraverso un questionario iniziale, vengono quantificate le competenze trasversali e proposte task personalizzate quotidiane e settimanali per favorire la crescita individuale. Gli HR manager, tramite una dashboard, possono seguire e modificare i percorsi di sviluppo dei dipendenti, ottenendo anche insight predittivi come l’intenzione di cambiamento lavoro. MIRA rende misurabili aspetti tradizionalmente intangibili, supportando la crescita continua e il benessere organizzativo. • THE GLASS ELITE (Through TECH Srl) è un marketplace B2b dedicato al mercato vitivinicolo: una piattaforma innovativa a beneficio delle cantine per valorizzare i propri vini e facilitare l’accesso ai mercati globali, con la possibilità di vendere i propri prodotti in via diretta. Uno dei punti chiave è la possibilità di vendere vini di alta qualità in anticipo, reinterpretando tecnologicamente il metodo sistema di vendita en primeur, per permettere alle cantine di anticipare i flussi di cassa e di valorizzare le proprie riserve. Gli acquirenti, invece, possono beneficiare di prezzi bloccati e vantaggiosi, acquistando direttamente dai produttori, ma avranno a disposizione anche un mercato secondario dove cercare vini rari di alta qualità, per distinguere la loro offerta o semplicemente per avere la possibilità di scambiarli con altri ristoratori. • VITALMINDS Capsula di Benessere è una soluzione innovativa progettata da medici esperti per combattere lo stress e il burnout nel mondo del lavoro. Utilizzando la realtà virtuale e tecniche validate di mindfulness, la Capsula permette ai dipendenti di immergersi in ambienti rilassanti, ridurre la tensione mentale e migliorare il benessere psicofisico in pochi minuti al giorno. La piattaforma, accessibile via web e compatibile con visori VR economici, include test scientifici per monitorare l’impatto

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sul benessere, sessioni guidate personalizzabili e consulenza medica. Pensata per aziende attente alla salute dei propri team, è semplice da implementare e adattabile a diversi contesti lavorativi. Unisce scienza, tecnologia ed empatia per creare ambienti di lavoro più sani e produttivi. Il 4 dicembre scorso a Roma, presso le Officine Farneto, la Giuria del BCC Innovation Festival ha decretato i vincitori finali tra le 31 startup rimaste in gara. Sono risultati vincitori i progetti di HIRO e The Glass Elite, promossi dalla BCC Pordenonese e Monsile, e quelli di Agilia, Neoeast MMPS, Neuralect Pyramid, Vitai, e YUP!. Grande l’orgoglio della delegazione della BCC Pordenonese e Monsile che ha accompagnato e presentato le startup in gara, composta dal Presidente Loris Paolo Rambaldini, dal Vice Direttore Generale Alessandro Darsiè e dal Responsabile Segmento Corporate Andrea Cappellaro. Ora i vincitori saranno accompagnati verso una fase di incubazione, o di accelerazione, di 3 mesi, anche grazie al contributo di tutti i partner dell’iniziativa, del valore complessivo di oltre 60.000 euro.

La nutrita presenza di Champion segnalati dalla Bcc Pordenonese e Monsile è stata anche frutto della collaudata collaborazione in sinergia con importanti attori locali, come il Polo Tecnologico Alto Adriatico di Pordenone e la H-Farm di Roncade (TV), rivelatasi premiante per i giovani che hanno potuto fruire di un‘esperienza formativa unica nel suo genere e anche per il territorio che ne trarrà sicuro beneficio.

“La giornata si inserisce nell’iniziativa del Gruppo BCC Iccrea volta a supportare la crescita delle migliori idee imprenditoriali che uniscono innovazione e territorio e siamo fieri di informare che la nostra BCC Pordenonese e Monsile è stata la banca che ha presentato complessivamente il numero più alto di progetti innovativi, segno che la nostra attenzione al mondo impresa, e in particolare a quello delle startup promosse dai giovani, porta risultati concreti. Siamo orgogliosi del lavoro fatto sin qui e grati ad H-Farm e al Polo Tecnologico AA per il supporto professionale profuso e siamo convinti che questo percorso di crescita produrrà ricadute positive per lo sviluppo nel nostro territorio” ha dichiarato il Presidente della Bcc Pordenonese e Monsile, Loris Paolo Rambaldini.

Il progetto lungo tutto il percorso si è infatti avvalso anche delle partnership con altre realtà strategiche come AixIA (Associazione italiana per l’intelligenza artificiale), Assofintech, Auriga, BCC Leasing, BCC CreditoConsumo, BCC Risparmio&Previdenza, BCC Sinergia Blueshift Gruoup, E-Toro, Finanza.Tech, Google Cloud, I.C.E. SDA Bocconi, InnovUp, Italian Insurtech Association, Italian Tech Alliance, KPMG, MasterZ.

"Siamo orgogliosi di aver contribuito a questo progetto insieme alla BCC Pordenonese e Monsile: è una dimostrazione concreta di come istituzioni, imprese e formazione possano collaborare per valorizzare il territorio stesso. Siamo particolarmente felici di vedere i nostri studenti protagonisti attivi di questa iniziativa, preparati, competenti e pronti ad affrontare le sfide del futuro" ha commentato Riccardo Donadon, Fondatore e Amministratore delegato di H-FARM.

Ora i vincitori del Festival, dopo la fase di incubazione e accelerazione, saranno anche presentati a potenziali investitori e partner durante l’Investor Day, per poi incontrare realtà internazionali come le camere di commercio e realtà a supporto dello sviluppo di imprese innovative nel corso di una giornata di international networking.

"Questo risultato testimonia la qualità delle iniziative che nascono nel nostro territorio e la sinergia della collaborazione con la BCC Pordenonese e Monsile. Siamo orgogliosi di vedere una startup del Polo tra i Champion di questa edizione” sono state le parole di Franco Scolari Direttore del Polo Tecnologico Alto Adriatico.

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BCC

Innovation Festival

L’iniziativa che premia le idee imprenditoriali di startup e PMI e promuove la formazione nel campo dell’innovazione di studenti meritevoli.

LE PERSONE SONO LA VERA

RIVOLUZIONE!

COMPLIMENTI A HIRO e THE GLASS ÉLITE risultati tra i vincitori finali. Roma, 4 dicembre 2025 La Giuria del BCC Innovation Festival 2025, progetto del Gruppo BCC Iccrea giunto alla sua quarta edizione, ha scelto i vincitori finali tra le 31 startup concorrenti che hanno superato tutte le fasi delle selezioni. Fra i Champion finalisti ben sei startup, Vitalminds, Breath SB S.r.l., Doosy, Hiro, Mira Business, The Glass Élite segnalate da

incubate da

Partner di consulenza strategico Knowledge Institute e main partner Accenture. Altre partnership strategiche: AixIA (Associazione italiana per l’intelligenza artificiale), Assofintech, Auriga, BCC Leasing, BCC CreditoConsumo, BCC Risparmio&Previdenza, BCC Sinergia Blueshift Group, E-Toro, Finanza.Tech, Google Cloud, I.C.E. SDA Bocconi, InnovUp, Italian Insurtech Association, Italian Tech Alliance, KPMG, MasterZ.


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KITAI e Ca’ Foscari siglano una convenzione quadro: l’AI al servizio di ricerca, innovazione e produttività per le imprese La Redazione

Presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, al Campus Economico di San Giobbe, si è svolto l’evento “KITAI: l’AI che risponde – Ricerca, innovazione e produttività in azienda”. Dopo i saluti introduttivi e l’apertura dei lavori a cura del professor Marco Corazza (Università Ca’ Foscari Venezia) e di Simone Facchinato (co-founder e CFA di KITAI), sono intervenuti: Massimo Drigo (BCC Pordenonese e Monsile), Michele Baldassarre (co-fouder e CTO di KITAI), Mirco Zanato (Presidente Colfert SpA) e Nicola Facchinato (Direttore tecnico Colfert). KITAI: Quando la conoscenza incontra l’intelligenza artificiale L’obiettivo di KITAI, startup fondata nel 2023, è quello di integrare conoscenza e tecnologia per creare strumenti intelligenti capaci di rispondere in modo preciso alle esigenze delle imprese. Il nome stesso, acronimo di Knowledge, Integration, Technology and AI, riassume la filosofia che guida il progetto: unire il sapere umano all’innovazione tecnologica per sviluppare soluzioni verticali, ovvero personalizzate per specifici settori e bisogni aziendali. Durante l’incontro organizzato dal Dipartimento di Economia

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dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Facchinato ha illustrato il percorso e gli obiettivi di KITAI, sottolineando come la startup nasca da un’esigenza concreta del mercato. “Oggi le imprese affrontano sfide senza precedenti: il 70% fatica a trovare personale tecnico qualificato, la digitalizzazione comporta obblighi normativi sempre più complessi, come lo Zero Emission Building (ZEB), e il mercato richiede soluzioni verticali basate su GenAI,” ha spiegato Facchinato. In particolare, il settore dell’E-commerce B2B sta registrando una crescente domanda di piattaforme integrate e applicazioni settoriali, un trend a cui KITAI vuole rispondere con strumenti su misura. Parallelamente, il professor Corazza, intervenuto durante l’incontro, ha rimarcato l’importanza dell’innovazione come motore della crescita economica. “Non basta avere un’idea: quando un progetto funziona, l’innovazione deve continuare a evolversi. Per questo è cruciale creare ponti tra università e imprese,” ha affermato. Proprio in quest’ottica nasce la convenzione quadro tra il Dipartimento di Economia e KITAI, un accordo di collaborazione scientifica finalizzato a sviluppare e sperimentare metodi di intelligenza artificiale applicabili al contesto aziendale.


Le attività previste dalla convenzione sono ampie e articolate. In primo luogo, è prevista una collaborazione scientifica nella ricerca e implementazione di applicazioni basate su IA generativa, con l’obiettivo di sviluppare strumenti capaci di supportare processi decisionali complessi. In secondo luogo, le applicazioni sviluppate saranno sottoposte a sperimentazione e testing, così da verificarne l’efficacia operativa e la capacità di rispondere a esigenze concrete delle imprese. Infine, la convenzione prevede attività di formazione e supervisione di tirocinanti e laureandi, creando opportunità concrete per giovani talenti interessati a crescere nel settore dell’intelligenza artificiale applicata al business. Durante il suo intervento, il professor Corazza ha ricordato come il Premio Nobel per l’Economia 2025 sia stato assegnato a tre studiosi che hanno dimostrato come la crescita economica sia strettamente trainata dall’innovazione, confermando la rilevanza del tema in un contesto economico globale in rapida trasformazione. “Questo riconoscimento ci ricorda che la conoscenza e la capacità di innovare non sono elementi opzionali: sono il cuore della competitività di un’impresa e di un Paese” ha sottolineato Corazza. Facchinato ha poi presentato alcuni esempi concreti delle applicazioni di KITAI nel settore economico-finanziario, evidenziando come l’intelligenza artificiale possa supportare processi complessi e decisioni strategiche. Tra i principali ambiti di applicazione citati figurano: Mercati e portafogli: strumenti per analizzare dati finanziari e supportare strategie di investimento basate su previsioni avanzate e simulazioni complesse; Corporate disclosure & ESG: applicazioni per analizzare e sintetizzare report aziendali, valutare le performance ESG (Environmental, Social, Governance) e facilitare la comunicazione tra aziende e stakeholder; Comportamento e comunicazione: strumenti di analisi del linguaggio e dei comportamenti dei consumatori per ottimizzare campagne di marketing e strategie commerciali; Policy e regolamentazione: sistemi capaci di monitorare cambiamenti normativi, prevedere impatti regolatori e supportare la compliance aziendale; Meta-ricerca accademica: piattaforme per la sintesi automatica della letteratura scientifica, in grado di individuare trend emergenti, gap di ricerca e possibili opportunità di innovazione. Un elemento che ha reso particolarmente dinamico l’incontro è stata la partecipazione attiva del pubblico: i partecipanti hanno risposto a domande proposte tramite QR code sulle slide, confermando quanto i temi dell’intelligenza artificiale siano vicini alle esigenze professionali e aziendali di chi opera nel mercato. Le risposte hanno evidenziato che la tecnologia non è più solo un ambito teorico o sperimentale, ma uno strumento concreto, in grado di influenzare strategie e risultati delle imprese. Inoltre, Facchinato ha ribadito la visione di KITAI: “Vogliamo creare strumenti che non solo supportino le aziende oggi, ma che siano anche capaci di crescere e adattarsi con loro, integrando la conoscenza con la tecnologia più avanzata.” La collaborazione con l’Università Ca’ Foscari rappresenta un passo fondamentale in questa direzione, combinando la ricerca scientifica con l’esperienza pratica sul campo e aprendo nuove opportunità per studenti, ricercatori e professionisti interessati a esplorare le potenzialità dell’intelligenza artificiale applicata al business.

BCC Pordenonese e Monsile: coniugare innovazione digitale e radicamento locale L’intervento di Massimo Drigo, rappresentante di BCC Pordenonese e Monsile, ha messo in evidenza l’approccio strategico della banca verso l’innovazione e l’adozione dell’intelligenza artificiale. Rispondendo a domande mirate, Drigo ha sottolineato come la banca stia esplorando soluzioni tecnologiche avanzate per ottimizzare i processi operativi interni, con l’obiettivo di rendere le procedure più snelle ed efficienti. “L’introduzione di strumenti basati su AI non è un fine a sé stesso, ma un mezzo per potenziare la capacità del personale di fornire servizi personalizzati e tempestivi,” ha spiegato Drigo. L’impiego di tecnologie intelligenti permetterà al team della banca di accelerare l’elaborazione delle richieste, migliorando la qualità del servizio e garantendo risposte più rapide e complete anche di fronte a esigenze complesse o particolari dei clienti. Per una banca di credito cooperativo come la BCC Pordenonese e Monsile, da sempre radicata nel territorio, l’innovazione tecnologica è dunque uno strumento per rafforzare la vicinanza alla comunità locale, garantendo che le soluzioni digitali siano integrate con la conoscenza approfondita del contesto economico e sociale del territorio. In questo modo, la banca coniuga efficienza operativa, attenzione al cliente e sostegno alle imprese locali, confermando il ruolo di partner affidabile e innovativo per la comunità. Dopo l’intervento di Michele Baldassarre ha chiuso i lavori Nicola Facchinato che ha illustrato la case history di Colfert, i lavori si sono conclusi con l’intervento di Mirco Zanato di Colfert, che ha condiviso la propria esperienza diretta con KITAI, illustrando come le tecnologie implementate siano state orientate ai risultati concreti, con un impatto positivo sull’intera filiera aziendale. Inoltre, ha sottolineato come l’adozione degli strumenti basati su intelligenza artificiale non si sia limitata a innovazioni tecnologiche isolate, ma abbia ottimizzato processi, migliorato l’efficienza operativa e semplificato il flusso di lavoro, generando benefici tangibili per tutte le funzioni aziendali.

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Tiramisù World Cup, molto più di una sfida per golosi Francesco Redi fondatore di Twissen

Nuova edizione della rassegna che si è tenuta a ottobre a Treviso «Il tiramisù più buono del mondo? Lo preparo io!» Quante volte ho sentito pronunciare questa frase, magari tra amici, attorno a una tavola imbandita. E quante volte l’ho vista trasformarsi in una sfida bonaria, magari in occasione di un compleanno o delle festività. È proprio da una provocazione simile — semplice, spontanea, tutta italiana — che quasi

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dieci anni fa è nata in me, Francesco Redi (fondatore di Twissen), l’idea di trasformare quel gioco in qualcosa di più grande. Così è cominciata l’avventura della Tiramisù World Cup, un progetto che ho immaginato e costruito passo dopo passo insieme al mio Team, convinto che il dolce al cucchiaio più amato al mondo meritasse la sua vera “coppa del mondo” dedicata ai non professionisti. Da allora, la competizione è cresciuta fino a diventare un punto fermo nel panorama

gastronomico internazionale, un appuntamento atteso e riconosciuto, che ogni anno a Treviso — quest’anno dal 10 al 12 ottobre, nella cornice di Piazza Borsa — richiama concorrenti da ogni parte del globo, accomunati dall’amore per il tiramisù e dal desiderio di mettersi alla prova. A salire sul gradino più alto del podio in questo 2025 sono state Barbara Tosato di Mestre, tecnico sanitario di radio-terapia medica, vincitrice per la ricetta originale e la trevigiana Daniela De Biasio di Farra di Soligo, trionfatrice con la sua ricetta di crema al caramello salato e composta di albicocche. Le due venete sono riuscite a sbaragliare una agguerrita concorrenza fatta di sfidanti che anche quest’anno sono giunti da tutto il mondo. Il Grand Final è stato nella seconda domenica di ottobre, ma nel corso dell’anno la competizione era approdata in vari Paesi (Canada e Brasile, solo per citarne alcuni) con le sue Selezioni, sempre alla ricerca della ricetta migliore. E a proposito di ricette, la gara si divide


in due categorie: quella “originale” del celebre dessert italiano (fatto di uova, zucchero, mascarpone, savoiardi, caffè e cacao) e poi quella “creativa", in cui i concorrenti hanno la possibilità di aggiungere fino a tre ingredienti e di sostituire il biscotto. La prima è nata agli inizi degli anni Settanta dalla sapiente mano di Roberto “Loli” Linguanotto, mentre la seconda è una iniziativa volta a dare spazio alla fantasia degli aspiranti pasticceri. In entrambi i casi, la certificazione delle categorie e i criteri di giudizio sono stati approvati dalla Accademia della Cucina Italiana. Ogni iscritto confida di veder trionfare la propria preparazione, superando dapprima l’esame della giuria popolare (scelta attraverso un quiz online di quindici domande) e poi quella di esperti e professionisti del settore, presenti sia nelle Semifinali sia nella Finalissima. Attenzione, per coloro che ritengono possa essere facile entrare nel “registro dei buongustai” che assaggiano e votano le prelibatezze, anche qui la sfida non è semplice: solo quest’anno, hanno tentato la prova del test oltre quattordicimila persone!

getto. Il riscontro, oltre che dai privati, è dato anche dalle numerose Istituzioni che seguono da vicino lo sviluppo della manifestazione e delle sue ricadute economiche, dalla Regione del Veneto alla Camera di Commercio di Treviso e Belluno Dolomiti, al Ministero del Turismo. Il successo dell’iniziativa sta forse nello studio approfondito che l’ha anticipata per metterla in piedi. A questo si aggiungono una visione chiara, costanza e attenzione alle opportunità di crescita. Non manca poi una community di genuini appassionati che sanno generare contenuti e passaparola, in costante contatto con una squadra che ha saputo affiatarsi nel tempo e che, stagione dopo stagione, aggiunge entusiasmo per il successo della rassegna. Siamo già al lavoro per la Tiramisù World Cup 2026, pronta a tagliare il traguardo di una decima edizione che si preannuncia ancor più…golosa!

Accanto a quanto già descritto, la TWC è sempre arricchita da eventi “extra” che per l’intero fine settimana animano la città, realizzando approfondimenti sui temi gastronomici e culturali legati al celebre dolce al cucchiaio “made in Italy” e alla tradizione culinaria del nostro territorio, insieme a professionisti che realizzano entusiasmanti show-cooking. Non solo, per i più golosi, presso la Loggia dei Cavalieri, a poche centinaia di metri dalla location delle gare, tradizionalmente i Campioni del Mondo di Tiramisù delle passate stagioni per l’intero week-end servono le loro creazioni, sempre accompagnati da un buon calice di prosecco (ma non solo). Anche in questo caso, migliaia sono stati coloro che non hanno voluto mancare, facendo registrare oltre tredicimila porzioni servite al pubblico accorso. L’interesse che stagione dopo stagione l’evento è in grado di suscitare è confermato da una eco mediatica che supera i confini nazionali, ma pure quelli europei. A centinaia, infatti, sono gli articoli di giornale, i servizi televisivi e radiofonici, nonché le news del mondo social che parlano senza soluzione di continuità dell’evento e del tiramisù, un prodotto che - a tutti gli effetti - è un simbolo della originalità italiana e, soprattutto, del nostro territorio. Proprio seguendo questo filo, la Tiramisù World Cup, ha dimostrato di essere ben più di quello che può apparire come un semplice “concorso gastronomico”. Da anni, e in maniera sempre crescente, il tiramisù viene associato a Treviso e alle sue terre, in una operazione di co-branding che ha designato la Marca a capitale del popolare dolce al cucchiaio. È così che bar e ristoranti di Treviso registrano una sempre maggiore domanda del dessert da parte dei tantissimi turisti e visitatori che arrivano in zona, proprio alla scoperta della terra natia della creazione di Linguanotto. Di qui, una dinamica che vede il mondo arrivare nel nostro territorio e, al contempo, il nostro territorio (e conseguentemente tutti i suoi prodotti) nel mondo. Insieme al marchio della TWC viaggiano i partner che storicamente sono vicini alla “golosa” realtà, compagni di viaggio come la BCC Pordenonese e Monsile che ha intuito prima di altri il potenziale di un simile pro-

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Comune di Aviano

Comune di Pordenone Aviano

FONDATO NEL 1967

FAMIGLIA CIGANA

Premio giornalistico Simona Cigana all’insegna della tutela dei diritti Pietro Angelillo Presidente del Circolo della Stampa Pordenone

Ordine giornalisti FVG, Assostampa FVG, USSI FVG, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone, Carta di Pordenone, ProPordenone, CONI FVG, Coldiretti Pordenone

AVIANO

Salone di Palazzo Carraro 12 dicembre 2025 - ore 10

PREMIO SIMONA CIGANA PROCLAMAZIONE e PREMIAZIONE dei VINCITORI della 16ª edizione 2024-2025 e APERTURA UFFICIALE della 17ª edizione 2025-2026

16a edizione 2024-2025

Concorso giornalistico Nazionale Annuale Multimediale Multilingue dedicato al Friuli Venezia Giulia

PORDENONE Palazzo Klefisch - Via della Motta, 13/A 30 GENNAIO 2026 - Ore 17

Nuova ricca ricerca storica: PREDESTINATA VITUPERATA GENIALE. ELISABETTA CAMINER LA PRIMA GIORNALISTA ITALIANA

SILVIA CORELLI intervistata da PAOLA DALLE MOLLE

Festa dell’informazione e dei suoi valori

Fin dalla prima edizione mantiene fede al suo obiettivo: essere occasione di festa e di riflessione sui temi che caratterizzano l’informazione e l’attività dei suoi protagonisti. Dunque, anche quest’anno, nella sua 16ª edizione, il concorso giornalistico del Circolo della stampa di Pordenone (ideatore e organizzatore) è stato una vera e propria festa che ha coinvolto il pubblico dei giornalisti, degli sponsor, dei patrocinatori e degli ospiti speciali. Sarà così anche nelle prossime edizioni, soprattutto nella 17ª e nella 18ª, in omaggio alla memoria di Simona Cigana, la giovane giornalista di Aviano alla quale abbiamo intitolato il “Premio”, e nel contesto di “Pordenone capitale della cultura 2027”, le cui celebrazioni sono incominciate quest’anno. Vogliamo anche mantenere fede alle caratteristiche del concorso che abbiamo sempre definito “Annuale Nazionale Multimediale, Multilingue” per valorizzare Il Friuli Venezia Giulia nel “racconto” dei giornalisti italiani attraverso le testate locali, regionali, nazionali e internazionali. Con questi, sono tanti altri i messaggi emersi nella festa del 12 dicembre

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scorso ad Aviano, nel salone di palazzo Carraro Menegozzi. In particolare: la difesa dell’informazione a sostegno della libertà, della democrazia e della pace; il sostegno costante all’affermazione delle pari opportunità uomo-donna nel rispetto reciproco di genere e contro stereotipi e sopraffazioni; la cultura, la storia e i valori della nostra regione. Il nostro invito a parlarne con toni di grande partecipazione è stato accolto di buon grado da Loris Paolo Rambaldini (presidente della Bcc Pordenonese e Monsile), da Martina Cremon (assessore del Comune di Aviano), Guglielmina Cucci (assessora alle pari opportunità e alle politiche sociali del Comune di Pordenone), Bruno Carraro (presidente di Domovip Europa), Paola Dalle Molle (vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia), Giovanni di Benedetto (presidente di Itas Mutua Pordenone, già senatore, assessore regionale, sindaco), Alberto Boglione (consigliere d’amministrazione di Confartigianato Pordenone). Tutti aspetti condivisi da numerosi ospiti, tra i quali Bruno e Luisa Cigana (genitori di Simona), Dorino De Crignis (delegato provinciale del Coni), Davi-


de Pivetta (Conad Aviano), Giuseppe Pedicini (presidente di ProPordenone), Etta Carignani (già presidente di Area Science Park e di Confindustria Trieste), Marisa Brusutti (imprenditrice veneziana), Gianpiero Biasi (capoarea Aviano-San Quirino della Bcc Pordenonese e Monsile), Emanuela Loisotto (direttrice de "Il Caffè del Nord Est"), Maurizio Pertegato (organo di disciplina dell’Ordine dei giornalisti), i consiglieri del Circolo della stampa, le delegazioni per la santificazione di Padre Marco d’Aviano e di Carlo D’Asburgo. Aspetti dell’evento ribaditi dai messaggi di Massimiliano Fedriga (presidente della Regione speciale FVG), Mauro Bordin (presidente del Consiglio regionale FVG), Luca Ciriani (ministro dei rapporti con il Parlamento), Dusy Marcolin (presidente della commissione Pari opportunità del FVG). Altri punti salienti della cerimonia: la consegna ai coniugi Cigana del simbolico mazzo di rose bianche con al centro una rosa rossa del Direttivo del Circolo della stampa; la nomina di due nuovi soci onorari (l’imprenditore Giovanni di Benedetto e il giornalista Sigfrifo Cescut); la premiazione dei 34 finalisti delle 5 Categorie concorsuali (Inchiesta, Sport, Artigianato, Sociale/Lavoro, Aviano/Avianese) e del “Fuori concorso” riservato a due giornalisti-scrittori. Di seguito I nomi di tutti i premiati.

Per la sezione Fuori Concorso le Menzioni Speciali sono andate ai Giornalisti Scrittori: Walter Arzaretti curatore e autore della quinta edizione riveduta e ampliata del libro “Beato Marco d’Aviano. Marco d’Europa dal Friuli a Vienna per portare pace”, Edizioni Segno, 2024, novembre; Don Eugenio Marco Brusutti autore del libro “Carlo d’Asburgo e il coraggio della pace nella Grande guerra”. Scritto assieme a Roberto Coaloa storico della Sorbona - Gaspari Editore, Udine, 2024, ottobre; Per i Servizi Speciali a Lieta Zanatta autrice del reportage speciale “La Brigata Pozzuolo torna in Libano”, Messaggero Veneto, 6 dicembre 2024. Per la sezione Sociale/Lavoro: 1° premio Luca Saviano (Triesteprima). Segnalazione speciale per Niko Stokelj. Per la categoria Aviano/Avianese hanno vinto ex aequo Sigfrido Cescut (Messaggero Veneto – Pordenone) e Marianna Peluso (Corriere della sera, Cook) Per gli argomenti trattati nell’ambito della sezione Economia/Artigianato primo premio Lidija Pisker (Transitions Magazine internazionale, Indiana University Press per Hutchins Center-Harvard University); secondo premio Elisa Venco (Cook_Inc., Magazine internazionale di gastronomia Wandenberg, Lucca). Per lo Sport vincitore Pier Paolo Simonato (Il Gazzettino - Pordenone-Udine); secondo premio Francesco Cardella (Trieste News). Segnalazioni speciali per Daniele Bartocci, Oscar Maresca, Rossana D’Ambrosio, Edi Fabris. Nella sezione Inchiesta hanno vinto ex aequo Lorenzo Giroffi (Rai3) e Melania Lunazzi (Meridiani Montagne). Segnalazioni Speciali per Denis Babuin De Mauro, Milena Bidinost, Floriana Bulfon, Alessandro Cesare, Anna Dazzan, Ludovico Fontana, Erica Manna, Chiara Muzzin, Lorenzo Padovan, Morena Pinto, Giulia Soligon, Valentina Voi. Segnalazioni Speciali per Servizi di particolare interesse: Luana De Francisco, Michela Iaccarino, Greta Sclaunich, Giorgio Simonetti, Vito Tartamella.

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Premiazioni Concorso di scrittura “Le città di Berto” promosso dal liceo Berto di Mogliano Sul podio tanti ragazzi delle scuole Venete e Calabresi presenti alla cerimonia Eleonora Pavan per gazzettino.it

LA CERIMONIA MOGLIANO. Giovani penne pronte a lanciarsi verso un futuro radioso e promettente. Grazie al premio Le città di Berto. Emozione, felicità e tanta soddisfazione sono state protagoniste nella serata del 21 novembre scorso al liceo Berto di Mogliano, dove si è svolta la cerimonia di premiazione della XXXVI^ edizione del Premio di scrittura “Le città di Berto”. Una serata per celebrare la fantasia e l’estro giovanile, che ha unito musica, poesia e letteratura. A cimentarsi come presentatrici le studentesse stesse del Berto. Si sono alternate sul palco dell'aula magna G. Bertapelle Alice, Anna, Carla, Camilla, Ludovica e Vittoria, mentre i talentuosi musicisti e cantanti della band dell’istituto hanno curato gli intermezzi musicali, duettando anche con l’artista Elisa Minari e il chitarrista Francesco Ottani. Direttamente dalla Calabria, alla cerimonia erano presenti anche alcuni studenti calabresi finalisti, dei licei Berto

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di Vibo Valentia, Galilei di Lamezia Terme e Campanella sempre di Lamezia Terme. Le quattro sezioni, poesia, racconto breve, racconto lungo e “parole e musica” hanno visto premiati studenti e studentesse sia veneti sia calabresi. I PREMIATI Per la sezione poesia segnalati “Quando sarò morta” di Emilia Torresan (liceo Giorgione di Castelfranco Veneto) e “Domenica” di Alessia D’Urzo (liceo scientifico “G. Berto” di Vibo Valentia), mentre salgono sul podio rispettivamente al terzo, secondo e primo posto, “Specchio sbagliato” di Valeria Ceneviva (liceo scientifico “G. Galilei” di Lamezia Terme), “Anelito” di Alessia Gugliotta (liceo scientifico di Lamezia Terme) e “Deus est machinalis” di Filippo Grandesso (liceo statale G.Berto di Mogliano). Segnalati della sezione racconto breve sono Beatrice Guiotto (liceo “E. Montale”) di San Donà di Piave con il racconto “Ultimo testamento” e Dora Barrilà (liceo scien-

tifico “G. Galilei” di Lamezia Terme) con “Porto con me una fiamma fragile”. Al terzo posto si è classificato Vincenzo Pagnotta (liceo scientifico “G. Galilei” di Lamezia Terme) con il racconto “Il sottopassaggio del destino”, al secondo, il racconto “Secondo te gli angeli lo fanno l'amore?" di Elena Tagliapietra (liceo statale “G. Berto” di Mogliano Veneto), mentre al primo posto, Sofia De Grazia (liceo scientifico “G. Galilei” di Lamezia Terme) con “Il bosco e la ruota”. Il racconto lungo, che grazie alla consolidata collaborazione con il Campiello Giovani, consentirà ai tre finalisti di concorrere anche a questo prestigioso premio, vede la seguente classifica: segnalati “Via Garibaldi 68” di Marta Zanchetta (istituto


superiore ”Antonio Scarpa” di Motta di Livenza) e “Recordari: riportare al cuore” di Emiliana Seli (istituto “Marco Casagrande” di Pieve di Soligo); al terzo posto “L’angelo della valle” di Davide Rossi (liceo artistico “Bruno Munari” di Vittorio Veneto), al secondo “Non sapevamo, non potevamo sapere” di Gloria Gelsomino (liceo statale “XXV Aprile” di Portogruaro) e al primo posto “La Lupa dell’Aspromonte” di Edoardo Massimo Rosato (liceo scientifico “G. Galilei” di Lamezia Terme). La novità di questa edizione, la sezione musicale “Parole e musica”, ha premiato, come segnalato, Gioele Ballancin (Isiss “Francesco da Collo” di Conegliano) con il brano “Penultimo”, al terzo posto “Quel che resta” di Andrea Scicchitano (polo liceale “Campanella Fiorentino” di Lamezia Terme), al secondo posto Giacomo Visentin (liceo statale “G. Berto” di Mogliano Veneto”) con “Extra-sistoli”, infine sul gradino più alto un gruppo tutto femminile del liceo scientifico “G. Berto" di Vibo Valentia: Sofia Stucci, Francesca Belmonte, Margherita Mazzeo e Alessia Tambuscio con il brano “Amore infinito”. LA SELEZIONE I premiati sono stati selezionati grazie al prezioso lavoro della giuria, composta dal presidente Emilio Lippi, dai professo-

ri Giorgio De Conti, Gabriella Madeyski e Alessandra Visentin, dalla giornalista del Gazzettino Eleonora Pavan e dagli artisti Alberto Bertoli ed Elisa Minari (giurati esterni). A completare la giuria, i prof. Elisabetta Milisenna e Stefano Stringini (giurati interni). La serata è stata un’occasione di incontro con i giurati, ma soprattutto con i ragazzi finalisti, i veri protagonisti della serata. La cerimonia ha coinvolto anche i finalisti del concorso di scrittura “Che storia!”, curato dalla professoressa Alba Rosa Carrozzini della scuola Montalcini e destinato agli studenti delle tre scuole medie moglianesi (Montalcini, Hack e Astori). La giuria, presieduta dallo scrittore Antonio G. Bortoluzzi è composta dall’assessore del Comune di Mogliano Martina Cocito, dal prof Diego Bottacin, dalla prof Gabriella Ferman, dagli studenti Penelope Zane, Cesare Orsoni, Aurora Latorre e Rachele Pali, già finalisti nelle passate edizioni del premio “Le città di Berto”. Per le classi prime sono stati premiati Beatrice Targhetta, Pryam Pugiotto, Jacopo Zago; per le classi seconde Greta Balzano, Martina Urbani, Alice Camillo; per le classi terze Adele Marin, Greta Ferialdi, Marianna Chinellato. L’iniziativa è stata patrocinata da Regione Veneto, Provincia di Treviso, Comune di

Mogliano Veneto, Associazione culturale Giuseppe Berto, Liceo “G. Berto” di Vibo Valentia e ha ricevuto il sostegno di vari sponsor quali la BCC Pordenonese e Monsile e San Marco Group, E-mac Giesse Macchine, Unisef, Pizzeria Unico, Tropicarium Park, Salumeria Eustacchio. Grazie a tutti questi attori e all’organizzazione della segreteria del premio (curata dalle prof Gabriella Ferman, Licia Giannico e Chiara Mugnato) si rinsalda anche quest’anno il necessario e prezioso legame esistente tra le comunità e i giovani che ne fanno parte, consentendo a realtà educative diverse e lontanissime tra loro di ritrovarsi in nome della curiosità letteraria e dell’importanza dell’espressione giovanile.

Presente alla cerimonia anche l’Amministratore della BCC Pordenonese e Monsile, Francesco Salvadori, che ha colto l’occasione per estendere i complimenti del Consiglio di Amministrazione della Banca ai promotori del concorso e a tutti quanti hanno contribuito alla buona riuscita di questa e delle passate edizioni, ma soprattutto alle giovani studentesse e ai giovani studenti, veri protagonisti della serata e già pronti a cogliere le sfide future.

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A Ronchis il Campionato Italiano di Ciclocross Paralimpico: volano le Fiamme Cremisi Emanuela Loisotto

lo scorso 18 ottobre a Ronchis, una bellissima giornata di sole ha fatto da cornice ai Campionati Italiani di ciclocross paralimpico, ben organizzata sotto tutti i punti di vista dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Pitta Bike la cui presidente è Raffaella De Monte. Presenti le Istituzioni locali, il sindaco Michelutto Manfredi, la presidente del CIP FVG Maria Capasa e Stefano Bandolin per la FCI nazionale. Le Fiamme Cremisi di San Vito al Tagliamento, sostenute anche dalla nostra BCC Pordenonese e Monsile, erano presenti con due atleti, entrambi non vedenti e in gara con i rispettivi tandem: Beatrice Cal di Azzano Decimo, guidata da Chiara Selva di Maniago, che corre per la Spezzotto di Conegliano, e Stefano Miolo di Teor guidato da Luca Vendetti. Va detto che Chiara Selva e Beatrice Cal, avevano già avuto modo di misurarsi insieme in una gara su strada all’autodromo di Monza nel lontano 2017, portando a casa la maglia rosa del Giro d’Italia, ma da allora, ciclisticamente, non si sono susseguiti ulteriori appuntamenti sportivi. In questa occasione, nonostante la decisione di partecipare intervenuta all’ultimo, senza possibilità di provare, e nonostante le difficoltà di guidare un tandem strutturato per ciclocross su discese fangose, sterrato e curve strette e senza via di fuga, le due atlete hanno recuperato velocemente la fiducia e la sintonia necessarie fino a vincere la maglia tricolore di campionesse Italiane: per Beatrice questa è la maglia numero 17! L’altro tandem Cremisi in gara era quello del non vedente Stefano Miolo di Teor guidato magistralmente dal Graduato Aiutante Vendetti Luca, effettivo presso il 7 Reparto comando e supporti Tattici Carri con sede a Pordenone, anche lui della Spezzotto. Luca e Stefano non si conoscevano

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ma sono entrati subito in sintonia provando il percorso almeno un paio di volte prima della gara. Sono rimasti in testa distanziando di molto gli altri atleti per il primo terzo del percorso, ma due forature li hanno rallentati facendoli precipitare al quinto posto. Non si sono comunque arresi e dopo aver riparato la ruota, per ben due volte, sono riusciti a recuperare posizione su posizione fino a qualificarsi al secondo posto e portare a casa l’argento. Una bella dimostrazione concreta per i giovani e per tutti, di come determinazione, preparazione, cooperazione e fiducia nell’altro, possano contribuire a migliorare le situazioni, nello sport come nella vita, nonostante gli imprevisti o le difficoltà, incoraggiandoci a fare sempre del nostro meglio, a non gettare la spugna e, anzi, continuare a provarci. Il presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, come riportato anche nel sito della Regione FVG, ha espresso grande apprezzamento per l'impegno organizzativo e per i valori promossi dalla manifestazione, sottolineando anche il valore simbolico della competizione di Ronchis: "Non si tratta solo di una competizione sportiva, ma di un messaggio potente di solidarietà e di partecipazione. Il ciclismo paralimpico ci insegna che ogni traguardo è possibile e che dietro ogni atleta ci sono storie di coraggio e di riscatto che meritano di essere raccontate e sostenute. Come istituzioni regionali saremo sempre al fianco di chi, come Pitta Bike, investe tempo ed energie per promuovere questi valori", ha concluso Bordin (ACON). I nostri complimenti, dunque, ai promotori, alle atlete e agli atleti per gli ambiziosi traguardi raggiunti e per il buon esempio trasmesso con il loro agire.


Lanci paralimpici a Codroipo ASD Atletica 2000

Grandi miglioramenti per gli atleti Puzunduru Gianmatteo e per la nostra Elisa Zoratto Si è svolta il 20 Settembre al Polisportivo comunale di Codroipo, con organizzazione dell’ASD Atletica 2000, la fase interregionale della Coppa Italia lanci Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto con la presenza di 15 atleti provenienti da queste tre regioni. L’evento è stato sostenuto dalla Banca di Credito Cooperativo Pordenonese e Monsile. L’ASD Atletica 2000 conta tra le proprie fila anche atleti paralimpici e mira a creare commistione tra i due mondi in virtù del fatto che la crescita degli atleti è reale a prescindere dalle proprie condizioni di partenza. Gli atleti, suddivisi nelle diverse categorie paralimpiche, costituite sulla base delle funzionalità residue, hanno gareggiato nel lancio del peso, nel disco e nel giavellotto. Atleti paraplegici, capaci di lanciare gli attrezzi da una sedia apposita, non vedenti, aiutati da una guida, ipovedenti e amputati hanno dimostrato, ad un pubblico attento, come la difficoltà fisiche possano esser superate attraverso la dedizione e l’impegno. L’ASD Atletica 2000 ha voluto invitare alla manifestazione i propri tesserati per conoscere e capire il mondo paralimpico e contemporaneamente testare le proprie capacità nelle varie discipline di lancio. Tra i risultati agonistici di rilievo si è distinto Punzurudu Gianmatteo, appartenente all’associazione Cortina Energym APD, che ha lanciato il disco a 29,40 mt avvicinandosi al record italiano! Punzurudu Gianmatteo appartiene alla categoria F57M ovvero bi-amputato agli arti inferiori e, come gli altri atleti ha lanciato sia il disco che il giavellotto che il peso. Non solo! Essendo atleta che lancia dalla sedia, per questioni organizzative, ha effettuato ben 18 lanci di seguito con i tre attrezzi previsti.

Per i colori sociali evidenziamo il risultato di Elisa Zoratto, categoria F11F (non vedenti) che con il disco da 1 kg ha superato i 20 metri dimostrando che, sotto le cure del prof. Adriano Sappa, sta progredendo in maniera costante. Elisa Zoratto è vicecampionessa italiana nel disco e nel peso dietro ad Assunta Legnante, già olimpionica e pluridecorata a livello internazionale nel mondo paralimpico. A dare lustro alla manifestazione ed a seguire le gesta di questi atleti presenti, accompagnati dal presidente della locale associazione Piergiorgio Iacuzzo, il sindaco di Codroipo Guido Nardini, la presidente del CIP FVG Maria Capasa, il consigliere comunale delegato allo sport Rosario Legname e la consigliera del Comune di Pordenone Erika Bagatin, nonché il delegato regionale della Fispes Matteo Tonutti. Quello che ogni volta stupisce è come in queste gare si instauri sin da subito un clima di agonismo e di festa e, soprattutto, di come questi atleti diventino simbolo per tutti noi, ci rendono maggiormente capaci di comprendere come lo sport sia un linguaggio universale che lega le persone attraverso emozioni indelebili. I nostri ragazzi possono imparare molto da chi dà il massimo delle proprie capacità pur avendo dei limiti fisici o mentali evidenti. Conoscere porta a superare, includere, integrare ed a sentirsi capaci di essere il meglio per gli altri e per noi stessi. La festa sportiva si è conclusa con un terzo tempo che ha permesso ad organizzatori ed atleti di confrontarsi e programmare per il prossimo anno un’altra esperienza sportiva.

Tutti i risultati al link: www.fidal.it/risultati/2025/REG41118/Risultati/IndexRisultatiPerGara.html 67


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Fondazione Biasotto 35 anni di solidarietà Fondazione Biasotto

Il 35° anniversario all’insegna della solidarietà della Fondazione Biasotto è stato festeggiato il 6 luglio di quest’anno con la presentazione di un libro, curato da Giacinto Bevilacqua, che ripercorre le origini e le tappe dell’Associazione, sino a svolgere quel servizio di grande utilità che è l’accompagnamento gratuito dei malati oncologici di tutta la Provincia di Pordenone, dalle loro abitazioni alle strutture sanitarie per le cure di cui hanno bisogno. Questi i dati che traducono l’azione per l’anno 2024: 3 automezzi attrezzati; 56 autisti volontari; 63 soci operativi; 2.535 interventi; 10 interventi al giorno; 201 pazienti assistiti. La Fondazione Biasotto è stata fondata nel 1990 su iniziativa dell’allora Primario del Reparto di Ginecologia Oncologica del CRO di Aviano, Dott. Carlo Scarabelli, con una finalità che stava molto a cuore di questo medico, originario di Milano, animato da uno spirito missionario della medicina, quello cioè di creare una continuità casa-ospedale-casa, con l’intento di non abbandonare la paziente una volta dimessa e anzi, seguirla nel decorso post ospedaliero, offrendo un supporto fondamentale alla stessa e alle famiglie, mediante un’assistenza domiciliare specialistica.

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La denominazione stessa dell’Associazione è dedicata alla signora Anna Rita Biasotto di Oderzo, che è stata la prima paziente del Dott. Scarabelli e colei che a lui donò la somma di duemilioni di lire a sostegno del Reparto. Tra le altre finalità della Fondazione, vi era anche quella della prevenzione delle malattie oncologiche, promossa con l’organizzazione di numerose conferenze sui vari tipi di malattie tumorali, illustrate sempre da medici del CRO. Nel 1994 la sede legale dell’Associazione fu stabilita presso lo Studio di Pordenone dell’avv. Loris Parpinel, mentre la sede operativa dell’Associazione venne fissata a Ghirano di Prata, presso le ex Scuole Elementari, messe a disposizione gratuitamente dal Comune a favore delle associazioni. All’impulso del Dott. Scarabelli, con la collaborazione di medici della sua equipe, in particolare il Dott. Elio Campagnutta e il Dott. Giovanni De Piero, si aggiunse l’attivismo di Giacomo Maccan, che insieme a Giovanni Gullotta era venuto a far parte dell’Associazione dopo un’esperienza con la Via di Natale. Sotto la sua Presidenza, con al suo fianco il Vicepresidente Loris Parpinel, l’Associazione acquisì sempre più radicamento e visibilità nel territorio, trovando ampio sostegno da parte di singoli cittadini ed imprese.

Nel contempo la Fondazione Biasotto ha continuato a collaborare con il CRO di Aviano fornendo le risorse finanziarie per l’istituzione di certi servizi, per l’aggiornamento di medici ed infermieri, per l’erogazione di borse di studio di ricerca a giovani laureati, e sostenendo anche altre strutture sanitarie, come avvenuto con la donazione di strumentazione medica all’Ospedale Civile di Pordenone durante la recente pandemia di Covid-19 Coronavirus e di un ecografo al suo Reparto di Ginecologia e Ostetricia, di un ecografo e di un elettrocardiografo al Poliambulatorio di Prata.

Si giunge così nel 1997 a poter disporre di un mezzo definito “Ospedale Mobile”, ovvero un’ambulanza attrezzata con tutte le strumentazioni necessarie per l’assistenza domiciliare delle pazienti oncologiche, tale da poter operare in tutta la provincia di Pordenone, con a bordo personale medico (un oncologo) e paramedico (un’infermiera professionale), accompagnati da autisti volontari messi a disposizione della Fondazione Biasotto. Nel 2000 si pensò di poter estendere il servizio mediante un’assistenza domiciliare specialistica medico-infermieristica estesa a tutti i malati oncologici della Provincia di Pordenone, stipulando in tal senso una convenzione con l’ASS N.6 Pordenonese. Nonostante la disponibilità dell’Istituzione Sanitaria il progetto non decollò a causa delle difficoltà delle strutture sanitarie a superare i propri vincoli e rigidità di carattere burocratico. A quel punto la Fondazione Biasotto, già dotata dei mezzi frutto delle donazioni dei privati, giunse alla decisione di utilizzarli per l’accompagnamento gratuito dei pazienti oncologici ai plessi sanitari per le cure e le terapie loro necessarie. Un servizio che si è rivelato di estrema utilità sia per la frequente impossibilità dei familiari, a causa dei loro impegni di lavoro, di provvedervi direttamente, sia per motivi di carattere economico, sia perché molte persone si trovano a vivere da sole.

Il tutto mentre alla Presidenza della Fondazione Biasotto subentrava Mara Vendrame, affiancata sempre dal Vicepresidente Loris Parpinel. Nel corso dell’evento di presentazione del libro sui 35 anni della Fondazione Biasotto sono intervenuti la Presidente Mara Vendrame, il Vicepresidente Loris Parpinel e il curatore del libro Giacinto Bevilacqua. Tra i rappresentanti istituzionali sono intervenuti Sergio Bolzonello, ex Sindaco del Comune di Pordenone e già Vicepresidente della Giunta Regionale, Katia Cescon, Sindaco del Comune di Prata, Renato Maccan, Assessore, e Matteo Rosalen, Consigliere del Comune di Pasiano, esprimendo tutti apprezzamento e stima per l’importante servizio svolto dall’Associazione del territorio, all’insegna dell’altruismo e della solidarietà.

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“Camminare per la Vita” 2025 Oltre 377mila euro donati in otto edizioni

La IX edizione dell’appuntamento trevigiano a sostegno di progetti di ricerca e cura pediatrica, realizzata grazie ad un grande lavoro di squadra, ha avuto luogo domenica 28 settembre, con partenza mattutina dal Parco interno del Seminario Vescovile, con entrata dalla Piazzetta S. Benedetto XI (accanto alla Chiesa San Nicolò). Il Percorso unico di 8,5 chilometri, liberamente accessibile, ha attraversato alcune delle principali Piazze cittadine (P.zza Pio X, dei Signori, Sant’Andrea e dell’Università) per poi snodarsi principalmente lungo l’argine del fiume Sile, dall’antico camminamento della Restera, dell’Alzaia del Sile alla via cittadina Lungosile A. Mattei. Un significativo passaggio attraverso il parco all’inglese di Villa Ninni Carrisi (una perla sconosciuta della Treviso del XVIII secolo riadattata in stile Liberty, che oggi ospita la Direzione Generale della Ulss Marca Trevigiana), dove i partecipanti sono stati accolti dalle note della Banda A. Gagno di Villorba in composizione orchestrale dopo aver percorso il ponticello che attraversa il Sile. Le note dei 35 elementi della banda villorbese hanno allietato anche i pazienti del Ca’ Foncello, in particolare i bambini ricoverati presso il reparto pediatrico che si affaccia proprio sul piazzale interno dell’Ospedale. Rientro nel centro città attraverso Porta Calvi e quindi arrivo al Seminario Vescovile, dove i partecipanti hanno potuto pranzare nel rigoglioso parco del Seminario, che affaccia sempre sul Sile, con la lunch-box preparata per l’occasione (altra novità di questa edizione). Due, i ristori lungo il percorso: il primo nel parco di Villa Ninni Carrisi ed il secondo nello splendido giardino interno della Casa Caritas Tarvisina in via Sebastiano Venier, altra chicca cittadina sconosciuta ai più. L’assistenza durante il percorso è stata garantita, oltre che dalla presenza di più di 80 volontari con la immancabile t-shirt color ottanio ad indicare

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il percorso da seguire, anche da due volontari muniti di speciali e-bike messe a disposizione da Treviso.bike ed attrezzate per il trasporto, all’occorrenza, di adulti e bambini in difficoltà. Grazie alla collaborazione con il negozio trevigiano “Happy Kids” è stato anche allestito un angolo “baby pit stop” per cambio pannolino e ristoro dei piccoli partecipanti. La grande novità 2025 è stata il gadget: gli organizzatori hanno ideato per questa nona edizione una shopper blu logata, custodita all’interno di un barattolo di latta personalizzato con la frase evocativa “Non contano i passi, ma le impronte che lasci”. Un messaggio chiaro e coerente con spirito e finalità di questo evento, ideato come invito a fare movimento e ad adottare abitudini di vita sane, ed oggi diventato una opportunità di viaggio nelle bellezze storiche, artistiche e paesaggistiche trevigiane ed una occasione di convivialità e divertimento, ma soprattutto di vera solidarietà. Sempre tante le attività organizzate, come risveglio muscolare e stretching, laboratori creativi e giochi anche per adulti, screening visivo e consulenza di immagine (per occhiali). Immancabile la colazione con caffè, torte, krapfen ed il gelato. «Siamo stati veramente felici di accogliere in Città questa nuova edizione di Camminare per la Vita, che da 9 anni sostiene iniziative benefiche e promuove uno stile di vita sano, contribuendo anche alla valorizzazione del nostro territorio, dal centro storico ai quartieri ha sottolineato – il sindaco di Treviso Mario Conte – Grazie a Deborah Compagnoni, che dello sport


è un simbolo indiscusso, oltreché del meraviglioso staff di volontari e organizzatori, tantissimi trevigiani, e non, hanno potuto apprezzare scorci più o meno nascosti della nostra Città, ma anche conoscere e avvicinarsi alle tante realtà che a Treviso e nella Marca pongono il sostegno e la solidarietà come priorità. Camminare per la Vita ha creato e continua a creare valore dal punto di vista sociale e colora la nostra città di persone, famiglie e sorrisi"». Come ogni anno, tutto il contributo proveniente da iscrizioni, contributi e ulteriori donazioni provenienti da sostenitori ed aziende partners sono interamente devoluti ai progetti prescelti, che sono, in via principale, i progetti di ricerca e cura pediatrica condotti da Fondazione Città della Speranza. Anche per l’edizione 2025 Camminare per la vita continua a sostenere l’attività di supporto psicologico offerto dalla Associazione Il Filo di Simo in favore di adolescenti e giovani e a finanziare per intero, per il terzo anno consecutivo, il progetto di D-3kking 24 in favore di minore affetti da diabete di tipo1, curato e seguito dalla dr.ssa Anna Corò dell’Ospedale Ca’ Foncello in collaborazione con la Ulss2 della Marca Trevigiana. Al pari dell’anno scorso verrà inoltre donato al Seminario Vescovile un defibrillatore destinato alla sede alpina di Lorenzago di Cadore. Oltre 377mila euro è l’importo devoluto da Camminare per la vita ai progetti scelti dalla prima edizione del 2017 ad oggi (oltre 65mila lo scorso anno). Un dato notevole, frutto del grande lavoro di raccolta, sinergia e coordinamento svolto dagli organizzatori che operano in via del tutto gratuita al pari di tutti gli altri volontari. «I risultati ottenuti in otto edizioni di Camminare per la vita sono motivo di gioia ed orgoglio per tutti coloro che partecipano e contribuiscono a vario titolo. L’entusiasmo, l’impegno e la generosità di aziende, realtà associative

e volontari, che continuano ad accompagnare l’evento, sono strettamente legati alla trasparenza ed al rigore con cui il tutto viene organizzato, gestito e curato -ha sottolineato Deborah Compagnoni- Ogni anno vengono rendicontate al centesimo a Comune e Amministrazioni, partner, sponsor e partecipanti (il bilancio è pubblicato nel sito internet) le donazioni raccolte e le spese sostenute, così da condividere con tutti gestione e risultato finale. Desidero rivolgere un ringraziamento personale alla grande squadra di Camminare per la vita che insegna come l’operare insieme consenta di raggiungere traguardi importanti.» «Per il terzo anno consecutivo si è rinnovata anche la collaborazione con BCC Pordenonese e Monsile -ha spiegato il Presidente Loris Paolo Rambaldini.- Un plauso agli organizzatori e ai tanti volontari il cui contributo è fondamentale. La Banca supporta la manifestazione non solo con il sostegno economico, ma anche con impegno fattuale, e lo testimonia la sua presenza nel giorno della manifestazione con doppio gazebo all’interno del Parco del Seminario, uno dedicato a coloro che desiderano informazioni su prodotti, servizi e agevolazioni proposte e uno presidiato dalla Serenissima Mutua ETS in collaborazione con personale sanitario della Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier, per la misurazione della pressione arteriosa e, al contempo, sensibilizzare le persone alla cultura della prevenzione. La nostra vicinanza alla manifestazione si evince anche dalla risposta copiosa e dall’entusiasmo contagioso dei collaboratori della BCC Pordenonese e Monsile iscritti alla camminata» ha concluso il Presidente Rambaldini che condivide in pieno il messaggio ormai associato alla manifestazione, ovvero “Camminare per la vita, non è solo una camminata!”. L’evento gode del patrocinio di Regione del Veneto, Provincia di Treviso, Città di Treviso e ULSS2 Marca Trevigiana.

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Mettiamo radici per il futuro Progetto Crowdfunding Comune di San Donà di Piave Emanuela Loisotto

Il Comune di San Donà di Piave, insieme alle Associazioni Ambientaliste del territorio, ha proposto un obiettivo ambizioso ai suoi concittadini, un traguardo da raggiungere insieme a tutta la comunità attraverso la piantumazione di 1000 alberi autoctoni nei parchi cittadini e nelle aree marginali non utilizzate per migliorare la qualità dell'aria, la temperatura e al contempo la bellezza e la cura del territorio. Gli alberi urbani hanno molte virtù. Ogni mattina ci danno il buongiorno, si regolano tutto l’anno sull’ora solare, producono ossigeno, assorbono anidride carbonica, filtrano le polveri sottili, riducono i rumori, migliorano il microclima e aumentano persino il valore degli edifici.

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Oggi l'attenzione verso l'ambiente e la sostenibilità è diventata una priorità e, tra le molte iniziative promosse, una delle più diffuse è la piantumazione degli alberi con l'obiettivo di rispondere all'esigenza di forestazione urbana. Tuttavia, piantare e mantenere gli alberi richiede investimenti significativi in manodopera qualificata per la gestione e la cura delle piante stesse, reperimento di spazi adeguati, pianificazione a lungo termine e costante dedizione nel corso degli anni. Non basta quindi solo prevedere finanziamenti per la riforestazione, occorre anche tenere conto della programmazione nel tempo e della tipologia di alberi da piantumare in relazione anche alle caratteristiche del suolo individuato e delle condizioni ambientali presenti, per favorirne la crescita così da garantire lo sviluppo di polmoni verdi nelle aree urbane, alleati nella lotta contro l’inquinamento atmosferico, l’impatto dei cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità.


Per questo è fondamentale che l'ente capofila sia stato il Comune di san Donà, a garanzia di una corretta gestione delle aree e del nuovo patrimonio arboreo. Una azione questa che ha promosso la sensibilizzazione trasversale dell’intera comunità verso un tema, la qualità ed il rispetto dell’ambiente, che è un bene di queste e soprattutto delle nuove generazioni. Queste le Associazioni Partner Ufficiali del progetto: Alberi in comune, Legambiente, Leidaa e WWF Venezia

Quanto è stato raccolto? In tutto, con la piattaforma di Crowdfunding messa a disposizione dalla BCC Pordenonese e Monsile, sono stati raccolti complessivamente euro 21.018 su euro 12.500 di obiettivo prefissato. Un vero successo! Quando saranno piantati gli alberi? L’obiettivo Mille Alberi è stato raggiunto in vari step: con i primi 39.400 euro (21.000 raccolti con il crowdfunding e 21.000 euro investiti dal Comune che ha raddoppiato il budget donato, e detratte le spese di gestione della piattaforma) sono stati piantumati: i primi 25 alberi nei mesi di marzo e aprile 2025 e nella seconda metà di novembre sono stati messi a dimora altri 85 alberi.

Luoghi individuati per le piantumazioni: Via del Centenario, Via Papa Luciani, Via del Perer, Parco di Via Benedetto Croce, Via De Sica, Via Vizzotto, via Calvecchia, Via Giorgione, Via Guttuso, Parco di Via Mazzini, Parco di via Foscolo, Via Portogallo, via Bastianetto, Via Carpaccio, Parco di via Paris Bordon, Ex canale irriguo “Piave “ (tratto da via Carducci a via Manzoni). Le specie: Solo specie autoctone: Carpinus betulus “Pyramidalis”, Fraxinus angustifolia, Fraxinus excelsior, Acer campestre, Tilia spp., Quercus ilex, Quercus robur, Celtis australis, Platanus spp, Ginkgo biloba, Liriodendron tulipifera e Morus alba. Quanto costa piantare e gestire un albero? Il costo di un albero con una circonferenza di 12-14 centimetri, altezza 2,503,00 metri, compresa la garanzia di attecchimento e la sua gestione, è pari a

300 euro oltre iva.

“Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese” John F. Kennedy 73


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Nelio Sonego

A Arte Invernizzi

Continuo viaggio lineare nel vortice del niente

Vincenzo Bruno

Per rappresentare il lungo percorso artistico e personale di Nelio Sonego, un artista con radici venete in auge ormai da 50 anni, capace di attraversare il tempo e lo spazio rimanendo fedele a sé stesso, ho scelto, insieme a Nelio, le parole del critico d’arte Lorenzo Canova accompagnandole con le recensioni puntuali di altri due importanti critici ed esperti d’arte locali, Chiara Tavella e Carlo Sala. Lorenzo Canova nato a Roma nel 1967, è Professore associato di Storia dell’Arte Contemporanea, Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione, Università del Molise. È anche critico d’arte, ha curato mostre in musei italiani e internazionali. GESTO E PROGETTO di Lorenzo Canova Le variazioni della struttura Un dialogo tra il segno e lo spazio, l’incontro tra il vuoto e il tracciato costruttivo, la presenza assoluta del bianco o del nero che avvolge la leggerezza del colore: l’articolata opera di Nelio Sonego si è declinata su queste coordinate per dare vita a un percorso coerente e complesso che

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Orizzontaleverticale, cm. 50x50, 2024

dura da quasi cinquant’anni. Gli esordi di Sonego partono infatti già alla metà degli anni Settanta, un periodo in cui l’artista ha studiato con Emilio Vedova all’Accademia di Venezia. Di questo magistero, Sonego ha conservato il senso di un’azione gestuale di cui permangono gli echi distillati in una sublimazione della presenza materica e il rigore di una sistematica progettazione geometrica. Il pensiero di Sonego era del resto già evidente nei suoi studi figurativi in cui Caravaggio ha rivestito il ruolo di guida ideale che Tintoretto aveva avuto per Vedova e dove le figure sono trasformate da una metamorfosi che anticipa le soluzioni astratte degli anni successivi negli accostamenti dei colori e nelle stesure abbrunate delle ombre tra i tagli di luce. In seguito, l’artista, alla fine degli anni Settanta, è passato dapprima a un’astrazione fatta di tratti pittorici liquidi, vicini a una sorta di calligrafia orientale per poi approdare alla sottrazione minimale delle presenze grafiche e cromatiche dell’importante ciclo degli Strutturali, sviluppati attraverso una drastica riduzione dei dati visivi, in una sorta di purificazione declinata attraverso pochissime linee che si dipanano e s’incrociano nel nitore totale del campo costruttivo. Sonego concepisce difatti i suoi Strutturali come variazioni musicali in cui gli elementi vengono ripetuti e scanditi attraverso un percorso di rimodulazioni e ricombinazioni formate dai sottili tratti lineari.


"Azioni antiche", 2015, Roma Galleria Nazionale d'Arte Moderna. Foto di Giorgio Benni

Nelio Sonego Fotografia di Manuella Toselli, 2019

Foto di Nadia Canton, 2017

Questo ciclo si connota dunque per una visione dinamica della sottrazione minimale, in una memoria dei tagli gestuali di Vedova rielaborata però con un’ottica attentamente calcolata dove s’incontrano i piani orizzontali e le diagonali che fanno vibrare le superfici dei quadri con raffinata incisività. In questo itinerario si fa poi lentamente strada il colore che si insinua tra le linee e il bianco del supporto, accendendo le strutture e aggiungendo la presenza di una severa riflessione sulle dinamiche percettive dei cromatismi, concepiti e collegati in modo inscindibile alle geometrie e ai loro sviluppi concettuali. In questo contesto va messo in evidenza anche il grande Strutturale progettato e realizzato come una installazione che entra nello spazio urbano, una nota di ordine geometrico all’interno del disordine del mondo, un complesso in bilico tra architettura, pittura e scultura pensato forse con una nota ludica ed esistenziale, opera aperta al gioco e alla dimensione della vita quotidiana che si fonda all’interno di una visione etica dell’azione dell’artista nel mondo.

Rettangolare Verticale, Pastelli su carta, 1986, cm. 50x35

Rettangolare Verticale, 1986, pastelli su carta, cm. 70x50

Orizzontaleverticale, 2005, cm. 200x100

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Angoarcoli, 1993, acrilico su tela, cm. 140x90

Senza titolo, 1978, acrilico su tela, cm. 90x60

Tra geometria e scrittura Al ciclo degli Strutturali, strettamente collegato al contesto analitico degli anni Settanta, è succeduto poi il ciclo dei Rettangoli Verticali, avvicinabili, in qualche modo, sia pure nella loro peculiarità, al nuovo contesto della pittura degli anni Ottanta, a cui Sonego dà un contributo del tutto personale con opere che coniugano il rigore formale a una stesura più libera. L’artista conserva infatti la base geometrica degli anni precedenti ma la dispone sul supporto grazie alla ponderata velocità grafica dei segni tracciati con una mano che unisce l’allusione alla forma del rettangolo e una pulsante sovrapposizione cromatica. In questi lavori Sonego utilizza il pastello, medium fondamentale per congiungere il nitore della composizione, la sua struttura geometrizzante, l’energia del segno che si fa colore e l’oscillazione delle linee colorate che si intrecciano, una soluzione che l’autore riprenderà nel nuovo ciclo degli Orizzontaliverticali degli anni Duemila, scegliendo però, come si vedrà più avanti, una differente tecnica espressiva. I rettangoli si aprono così come soglie che portano verso una dimensione ulteriore, verso un territorio mentale e quasi simbolico a cui ci conduce la gestualità controllata di una mano trasformata forse nello strumento affilato di una meditazione diretta verso il centro di uno spazio intellettuale. Il dialogo tra il segno e il fondo di queste opere è dunque il preludio a quella del ciclo successivo dei Trisangoli della seconda metà degli anni Ottanta, annunciato già dalle interpolazioni gestuali di alcuni Rettangoli Verticali dove, in un cammino progressivo, la pittura pura riprende piede con una nuova libertà di esecuzione. La geometria non scompare, ma viene ripensata nell’ottica di una mano che usa il colore con freschezza e vitalità, in un (solo apparente) allontanamento dalle categorie architettoniche del decennio precedente, in una densa riflessione sul dialogo tra calligrafia e pittura che ha unito pittori orientali e occidentali nel secondo Novecento. Gli esiti di questa ricerca emergono però con maggiore energia nel ciclo successivo, quello degli Angoarcoli, durato più di un decennio e arrivato fino all’inizio degli anni Duemila. In questi quadri Sonego distilla tutte le sue esperienze precedenti giun76

gendo alla sintesi di una “sprezzatura” animata dalla meditata rarefazione dei segni e delle presenze pittorico-grafiche sul supporto che lo vedono, temporaneamente, distaccarsi dalle sue precedenti visioni geometriche per approdare a una dimensione segnica memore però delle sue precedenti esperienze pittoriche. L’incontro tra pittura e scrittura ha del resto fondato le molte sperimentazioni di Sonego nel campo del libro d’artista e le sue feconde collaborazioni con autori al confine tra letteratura e arti visive come Alfonso Filieri e Carlo Invernizzi. L’artista sembra compiere così un viaggio attraverso il tempo e i continenti, tra l’Arabia, la Cina, il Giappone e l’astrazione occidentale, evocando suggestioni composite che vengono però ricondotte all’interno di uno stile formato dalla ridotta presenza di unità che emergono sul supporto con calcolata velocità. La mano e il pensiero si saldano dunque per formare sempre nuovi grafemi pittorici con la scioltezza di una stesura agile dove le diradate presenze cromatiche si stagliano sul bianco o sul nero del fondo, in un’alternanza dialettica tra il chiarore e le tenebre, tra la luce e la notte che si susseguono come in una narrazione mitologica. Oltre il confine dell’opera Tuttavia, la geometria, come un demone ritornante, non poteva essere esclusa troppo a lungo dall’opera di Sonego e, a partire dal 2003, era destinata a riprendersi la scena attraverso il già citato ciclo degli Orizzontaliverticali, in cui l’artista fa tesoro delle indagini degli anni precedenti trovando una nuova misura in cui si mescolano l’ordine e il disordine, il progetto e il gesto. La rapidità esecutiva degli anni precedenti non viene però dimenticata e trova una nuova via espressiva attraverso l’uso dello spray, di una vernice a spruzzo che permette all’artista di unire il segno e il colore, il dinamismo stilistico ed esecutivo alla sicurezza compositiva, in un’estensione delle fasi in cui era il pastello lo strumento tecnico che sosteneva la realizzazione delle opere. Le linee cromatiche si intersecano e si muovono verso un orizzonte metaforico collocato al di fuori dello spazio della tela, con zone di vuoto che danno volutamente un senso di incertezza e di deliberata incompiutezza, come se l’opera dovesse proseguire al di là del suo confine prestabilito. Non a caso questo ciclo ha avuto un nuovo esito tridimensionale e ambientale nel grande monolite realizzato per il Museo d'Arte Contemporanea all'aperto di Morterone (2011) e ha visto l’artista rompere completamente gli schemi del suo sistema costruttivo attraverso le sue opere montate in modo “destrutturato”, vere e proprie installazioni dove le tele sono allestite con la volontà di creare un nuovo (dis)ordine percettivo e spaziale, sovrapponendosi e quasi urtandosi. Così le strutture si scontrano, entrano in collisione e si addensano all’interno di una nuova idea costruttiva fatta di geometrie sghembe e di tracciati (apparentemente) irregolari che formano le difformi regioni di un nuovo continente percettivo. In questo modo Sonego infrange le nostre certezze visive e ci fa scendere in uno spazio quasi simbolico dove tutto si ricompone nei codici di una dimensione ulteriore e più densa, verso un altrove che rivela il suo senso interiore grazie alle coordinate tracciate da una mano che fonde con sapienza le ragioni del progetto alla meditata irrazionalità di un gesto che torna ancora a farsi pittura.


Milano, Bocconi Art Gallery, Oscuro-Orizzontale-Verticale, 2023, acrilico su tela

Chiara Tavella nata a Pordenone nel 1968, laureata in Lettere presso l’Università di Padova con una tesi sull’Arte Bizantina. Si è diplomata presso la Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte dell’Università di Siena, sotto la guida del Prof. Enrico Crispolti. Conosco pochi artisti così restii a parlare della propria opera come Nelio Sonego. Restii, meglio impossibilitati, non per incapacità ma perché, nella gamma infinita di modalità in cui l’atto creativo si dispiega, quella di Sonego è tra le più ”pure” scevre da ogni compromissione contenutistica, per non dire letteraria. Non si tratta però neanche di arte “pura” nel significato almeno che il termine ha assunto nel quadro storico artistico novecentesco. Non si tratta in atri termini di un’arte che, abbandonata l’esigenza rappresentativa, rifletta sui propri elementi linguistici costitutivi. Questo, c’era, forse, all’inizio del percorso di Sonego, sul finire degli anni ‘70, quando l’artista si accostava all’esperienza della Pittura Pittura, riflettendo sull’essenza del rapporto forma-colore-superficie attraverso la geometria e il rigore razionale di forme semplici e seriali. Ma è solo un punto di partenza. Poi la ricerca di Sonego vira inaspettatamente verso un affondo nel Mondo, che è tanto più “fondo” quanto più è lontano dalla figurazione tradizionalmente intesa, ormai oltre la distinzione stessa tra astrazione e figurazione.

Senza titolo, 1977, acrilico su carta, cm. 37,5x50

Carlo Sala nato a Treviso nel 1984, critico d’arte e curatore e docente al Master IUAV in photography a Venezia. È Direttore Artistico di “Photo open up” – Festival Internazionale di Fotografia promosso dal Comune di Padova. Nelio Sonego ha affrontato un percorso sempre fedele ai suoi cardini, ma che si è mutato nel tempo. Dalle opere create con dei lievi segni geometrici chiamate Strutturale nel finire degli anni Settanta, agli Angoarcoli, in cui il tratto ha assunto un sapore vagamente gestuale. I libri d’artista in cui ha collaborato con importanti poeti del calibro di Edoardo Sanguinetti e Paolo Ruffili, passando per i pastelli intitolati Rettangolare Verticale degli anni Ottanta. Questo vero punto di partenza per arrivare a OrizzontaleVerticale. Da uno spunto di allora sono nate le opere recenti, che hanno dominato lo scenario artistico degli ultimi anni. In queste tele, grande rilievo ha il segno, inteso come elemento centrale per la costruzione di un linguaggio visivo. Realizzato attraverso lo spray attraverso un tratto, che sembra essere creato in un’unica soluzione realizzativa. Il risultato sono degli elementi geometrici formati da queste linee continue, tracciate orizzontalmente e verticalmente. I lavori – anche quelli dei periodi precedenti – sono caratterizzati da una grande energia sottesa. Ogni volta che l’artista realizza un’opera è quasi un “rito” per sprigionare questa forza creatrice che ha dentro. Giungono al fruitore dipinti in cui l’autore propone delle personali visioni interiori. Un andare avanti per esprimere opere che, come dice l’artista stesso, vanno di pari passo con il suo vissuto, e le istanze che l’esistenza gli pone dinanzi.

La cena di Emmaus, 1976, acrilico su carta cm. 27x31

Biografia Nelio Sonego nasce in Svizzera, a Sion, nel 1955. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova, dal quale assimila lo slancio gestuale e vitalistico del segno, trasposto in chiave minimalista e astratta. Vive a Concordia Sagittaria. Tra le principali mostre si segnalano dal 2017 al 2024 una serie di personali al Museo Lapidarium di Novigrad/Cittanova, alla Galerie Wuensch Aircube di Linz, allo Studiolo di Udine, al Museo del Paesaggio di Torre di Mosto – Venezia, all’Università Bocconi di Milano, alla Galleria A Arte Invernizzi di Milano e alla Gangemi Editore di Roma. vai al sito: www.nelio-sonego.com/ 77


BCC arte

Un ragazzo d’oro. Paolo Rossi & the Football Legends Palazzo Foscolo, Oderzo Roberto Costella Presidente Fondazione Oderzo Cultura

L’immaginario collettivo in Italia come in tante nazioni del mondo è spesso sostanziato di calcio, di squadre o di calciatori divenuti leggendari, artefici ineguagliabili di imprese apparentemente irripetibili; ma il calcio è anche rito che scandisce stagioni sociali, identifica la storia collettiva, motiva esistenzialmente persone. In Italia sono impressi nella memoria collettiva il secondo posto della nazionale nei campionati mondiali del 1970 in Messico, la vittoria nel 1982 in Spagna e quella del 2006 in Germania. Sono diventati momenti epocali della storia sociale italiana. Del resto Pier Paolo Pasolini era arrivato a sostenere che «Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre […] sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci». Dunque si tratta di rito e spettacolo capace di radicarsi nelle regioni più profonde dell’io come

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ben spiegava Osvaldo Soriano, giornalista e scrittore argentino, sostenendo che «Il calcio ha le sue ragioni misteriose che la ragione non conosce» ed è perciò che diventa anche mito. Alla luce di queste e di altre considerazioni Oderzo ha deciso di presentare un evento culturale di natura calcistica: "Un ragazzo d’oro. Paolo Rossi & the Football Legends" dal 12 settembre al 12 ottobre 2025 è infatti il titolo della mostra ospitata a Palazzo Foscolo dalla Fondazione Oderzo Cultura. Si è trattato di un’iniziativa filantropica a sostegno della Paolo Rossi Foundation, un ente no-profit creato per onorare la memoria del calciatore scomparso nel 2020 con iniziative di solidarietà, civiche e sociali. Si è trattato di un evento teso a riunire e promuovere uno scopo sociale e uno culturale-sportivo, a partire dalla storia di Paolo Rossi: riscoprire attraverso documenti e cimeli il vissuto di un ragazzo partito dall’o-

ratorio di Prato e giunto a vincere da capocannoniere il mondiale di Spagna 1982. Con clamorosa evidenza emergeva dalla mostra come il mito di Pablito, non fosse gratuito e fondato sul caso, ma nascesse da impegno e lavoro, da consapevolezza e determinazione, dalla capacità di superare ostacoli, sopportare fatica e anche dolore. Essere entrato nella leggenda del calcio mondiale restando ancorato alla realtà, credendo ad un’etica dello sport, alla lealtà agonistica, rimanendo sé stesso, escludendo vanagloria e autocelebrazione nonostante i titoli e i riconoscimenti ricevuti, sono i tratti distintivi del suo essere stato campione di vita oltreché di sport, e le ragioni della sua persistente gloria calcistica. Particolarmente documentata materialmente e visivamente è stata la stagione toscana degli esordi, poi


quella vicentina e, infine quella della nazionale vincitrice del Mondiale. Insieme a lui, attraverso trofei, maglie, scarpe da gioco, fotografie sono stati celebrati anche i più grandi giocatori dell’era moderna, da Cruijff a Beckenbauer, da Zico a Maradona, da Platini a Mattheus, da Gullit a Van Basten, leggende calcistiche di un olimpo sportivo che continua a risplendere, ma che parlano di un pianeta calcio oggi profondamente cambiato. Il calcio contemporaneo è un mondo sempre più organizzato e programmato per uno spettacolo che deve produrre soprattutto business, ma che ha perso in termini di fantasia e, soprattutto, di umanità. Non era così nel secolo scorso, non era così a livello locale quando ogni paese aveva i suoi campioni anche se giocavano in terza categoria. Con loro si identificavano i giovani aspiranti calciatori. Qualche realtà più fortunata vantava giocatori approdati tra i professionisti e nel gotha calcistico opitergino c’erano addirittura tre personaggi approdati alla Serie A tra gli anni Sessanta e Settanta: Ivan Gregori con Bologna e Cagliari, Renato Faloppa con il Lanerossi Vicenza (capitano della squadra di Paolo Rossi) e Gianfranco Zigoni, con Genoa, Juventus, Roma, Verona e Brescia. Erano il motivo d’orgoglio locale e, anche loro sono stati celebrati e invitati, insieme a Gianni De Biasi, ex-calciatore ed allenatore trevigiano di serie A, graditi ospiti di una serata dedicata a rispolverare vecchie storie e a riflettere sul mondo del calcio presente. La Fondazione Oderzo Cultura ha ospitato con piacere l’evento, assecondando una proposta di Gianni Gabatel, oggi imprenditore impegnato nel filantropismo sociale con l’Associazione Insieme per Vincere oltreché ex-calciatore. L’idea che ha sostenuto il progetto è nata dalla convinzione che esistano tante diverse culture e forme di cultura, che possono e devono dialogare, confrontarsi conciliando etica ed estetica, creatività e rigore, individualità e pluralità, presente e passato.

Perciò la mostra calcistica dedicata a Paolo Rossi si è idealmente estesa agli spazi museali della Fondazione Oderzo Cultura, al suo Museo Archeologico e alla Pinacoteca Alberto Martini, alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Opitergina. Con le foto dei campioni si potevano vedere anche i ritratti marmorei degli antenati romani, e gli autoritratti moderni di Alberto Martini; le prodezze fotografate negli stadi si confrontavano con i mosaici delle cacce tardoantiche, con le scene corali dipinte da Giulio Ettore Erler e Gina Roma, e con le feste popolari disegnate da Armando Buso. Le tante coppe e trofei calcistici, dialogavano con le ampolle vitree romane della classicità, ma anche con i vetri novecenteschi della Collezione Zava progettati da Chagall e Picasso.

cultura sportiva, e frequentatori di tribune sportive ad accostarsi a reperti della tradizione antica o a opere di arte moderna. La Fondazione Oderzo Cultura ha accettato la sfida e ha creduto alla possibilità di integrare e comporre linguaggi ed espressioni diverse: in fondo la cultura come la storia, come la vita è sempre poliedrica e multiforme e deve essere aperta al nuovo e al confronto, senza mai dimenticare e senza voler sminuire, che «Il calcio è la cosa più importante delle cose non importanti» (Arrigo Sacchi).

Il progetto ha funzionato e portato visitatori di formazione museale a confrontarsi con la

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Non solo banca!

Comune Pordenone Digitale Facile

Adriano Panatta Racquet Club Enjoy Padel

Consorzio Riso FVG Radici friulane orgoglio italiano

Gruppo Alpini Casale sul Sile

National Training Treviso 2

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Tamai in Rosa

Corsa dei Babbi Natale Nuova Atletica 3 Comuni

Festival Polinote

Giornata Internazionale delle Cooperative

Noi Siamo Treviso

Piano City Pordenone


BCC Pordenonese e Monsile è vicina al territorio come nessun’altra Banca. La nostra BCC sente forte la responsabilità di sostenere la crescita economica, sociale e culturale delle comunità, secondo i principi che stanno alla base del suo agire: territorialità, mutualità e innovazione. Si pone come strumento di sviluppo economico locale, senza mai perdere di vista il sostegno al Terzo Settore, attuato anche tramite l’azione quotidiana della Fondazione Bcc Pordenonese ETS, dell’Associazione San Pietro Apostolo OdV e della Serenissima Mutua ETS, sue importanti braccia operative nel sociale. Anche grazie al sostegno economico e talvolta anche fattuale e progettuale della nostra BCC, si rinnovano e prendono vita iniziative sociali, sanitarie, culturali, sportive che fanno ormai parte della tradizione locale. Ecco alcuni progetti rappresentativi sostenuti nel corso di questo secondo semestre 2025.

ANPI Sandonatese Presentazione libro Silvio Trentin

Fiera San Simone Codroipo su La Racola

Festival delle due Città

La porta della solidarietà organizzato da

con il sostegno di

Adunata sezionale Alpini PN a San Vito

Crowdfunding Progetto Gocce di vita

Cena Associazioni Casale nel campo del Rugby Casale

Talenti sotto le stelle Fiume Veneto Estate 2025

Marcella Visentin festeggia i 100 anni in filiale a Fossalta di Piave

Pordenone Pensa festival del Confronto

con il patrocinio di Città di Cordenons

Comune di Pasiano di Pordenone

in collaborazione con

PORDENONE PENSA SCIENZA 2025 ›

VENERDÌ

7 NOVEMBRE - h20:30

›

DEVIS BELLUCCI

Docente universitario, comunicatore ed imprenditore

SIAMO RIFATTI COSÌ: DALLA MEDICINA RIGENERATIVA AI CYBORG SABATO

15 NOVEMBRE - h18:00

PRIVACY: LE TUE IMMAGINI SONO OVUNQUE? ›

ALESSANDRO TAVECCHIO

Presidente European Society for Computer Preservation

ALESSIO FERRARO

IL WEB IN TERZA PERSONA:

Fondatore e presidente del Museo All About Apple di Savona

LA “DEAD INTERNET THEORY” DA MEME A IPOTESI

CARLO SANTAGOSTINO

Fondatore ed attuale segretario di RETROCAMPUS

APPLE OLIVETTI E GLI ALTRI:

DOMENICA

ALLA SCOPERTA DELLE ORIGINI DELL’INFORMATICA

16 NOVEMBRE - h16:00 CAPITOL PORDENONE

ALIAS CHIMICA IN PILLOLE Divulgatrice scientifica

COME ABBIAMO FATTO A NON ESTINGUERCI? PER INFO E AGGIORNAMENTI INGRESSO LIBERO SENZA PRENOTAZIONE

PNPENSA.IT

15 NOVEMBRE - h20:00

STEFANIA CALCAGNO

Docente del corso di Giornalismo Digitale del SISSA di Trieste esperto di comunicazione scientifica

EVA MUNTER

SABATO CAPITOL PORDENONE

CAPITOL PORDENONE

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14 NOVEMBRE - h20:30

MATTEO FLORA

Divulgatore, fisico, professore associato in “Scienza e tecnologia dei materiali” al Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”

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VENERDÌ TEATRO GOZZI PASIANO

SALA CONSILIARE - ALDO MORO CORDENONS

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DOMENICA

16 NOVEMBRE - h18:00 CAPITOL PORDENONE

GRETA DURANTE

NON È LA ZEBRA Divulgatrice esperta di economia comportamentale

LA SCIENZA DELLE

SUPERSTIZIONI: PERCHÉ CREDIAMO A COSE IN-CREDIBILI

PordenonePensa25 Scienza

Marcia in blu

serata Quarto d 'Altino presentazione atleti

Pordenone Pedala

Restiamo umani al Teatro Verdi Maniago apre AA Ute Valli del Cellina e del Colvera

prima edizione della MARCIA DEL MONTASIO

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San Donà Opportunity


Le nostre 58 filiali FILIALE

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AVIANO AZZANO DECIMO TIEZZO DI AZZANO DECIMO BRUGNERA S. GIOVANNI DI CASARSA VILLOTTA DI CHIONS CORDENONS FIUME VENETO MANIAGO VIGONOVO DI FONTANAFREDDA CECCHINI DI PASIANO PORCIA PORDENONE PORDENONE AG. 1 TORRE PORDENONE AG. 2 BORGOMEDUNA PORDENONE AG. 3 PRATA DI PORDENONE PRAVISDOMINI ROVEREDO IN PIANO SACILE SAN QUIRINO SAN VITO AL TAGLIAMENTO CODROIPO BREDA DI PIAVE CARBONERA CASALE SUL SILE CASIER DOSSON DI CASIER CHIARANO MANSUÈ MEDUNA DI LIVENZA MOGLIANO VENETO MONASTIER DI TREVISO MOTTA DI LIVENZA ODERZO ORMELLE PONTE DI PIAVE RONCADE OLMI SAN BIAGIO DI CALLALTA LANZAGO DI SILEA TREVISO ANNONE VENETO CAORLE CAVALLINO-TREPORTI CONCORDIA SAGITTARIA ERACLEA FOSSALTA DI PIAVE JESOLO LIDO MEOLO MESTRE MUSILE DI PIAVE PORTOGRUARO PRAMAGGIORE MUSSETTA DI SAN DONÀ DI PIAVE SAN DONÀ DI PIAVE Sportello virtuale SAN DONA' DI PIAVE SAN STINO DI LIVENZA

AVIANO AZZANO DECIMO AZZANO DECIMO BRUGNERA CASARSA DELLA DELIZIA CHIONS CORDENONS FIUME VENETO MANIAGO FONTANAFREDDA PASIANO DI PORDENONE PORCIA PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE PRATA DI PORDENONE PRAVISDOMINI ROVEREDO IN PIANO SACILE SAN QUIRINO SAN VITO AL TAGLIAMENTO CODROIPO BREDA DI PIAVE CARBONERA CASALE SUL SILE CASIER CASIER CHIARANO MANSUE' MEDUNA DI LIVENZA MOGLIANO VENETO MONASTIER DI TREVISO MOTTA DI LIVENZA ODERZO ORMELLE PONTE DI PIAVE RONCADE SAN BIAGIO DI CALLALTA SAN BIAGIO DI CALLALTA SILEA TREVISO ANNONE VENETO CAORLE CAVALLINO-TREPORTI CONCORDIA SAGITTARIA ERACLEA FOSSALTA DI PIAVE JESOLO MEOLO VENEZIA MUSILE DI PIAVE PORTOGRUARO PRAMAGGIORE SAN DONA' DI PIAVE SAN DONA' DI PIAVE SAN DONA' DI PIAVE SAN STINO DI LIVENZA

VIA MAZZINI, 2 VIA TRENTO, 1 VIA IV NOVEMBRE, 31 VIA UNGARESCA, 11 PIAZZA DELLA VITTORIA, 15 VIA VITTORIO VENETO, 4 PIAZZA DELLA VITTORIA, 83/A VIALE DELLA REPUBBLICA, 32 VIA UMBERTO I, 8 VIA G. PUCCINI, 10 BORGO SAN NICOLO', 8 VIA FORNIZ, 3 VIA BEATO ODORICO, 27 VIA PIAVE, 1 VIA SAN GIULIANO, 1 VIA MAZZINI, 47/D VIA CESARE BATTISTI, 14 VIA ROMA, 12 VIA XX SETTEMBRE 43 VIALE ZANCANARO 16 PIAZZA ROMA, 3 VIA P. AMALTEO, 26 VIA IV NOVEMBRE, 5 VIA ROMA, 28 VIA VITTORIO VENETO, 43 VIA DEI BERSAGLIERI, 27 PIAZZA SAN PIO X, 26/A PIAZZA LEONARDO DA VINCI, 15 VIA DON GIOVANNI ZANARDO, 2 PIAZZA S.TIZIANO, 11 VIA GARIBALDI, 8 VIA CASONI, 2 VIA ROMA, 21/A VIA SANTE NARDINI, 22 VIA GIUSEPPE GARIBALDI, 19 VIA STADIO, 2 PIAZZA MARCO POLO, 22 VIA ROMA, 91/A VIA POSTUMIA OVEST, 138 VIA POSTUMIA CENTRO, 150 VIA VENETO, 8/9 BORGO GIUSEPPE MAZZINI, 5 PIAZZA VITTORIO VENETO, 1 VIA RIVA DEI BRAGOZZI, 1 PIAZZETTA DELLA LIBERTÀ, 23 VIA I MAGGIO, 92 VIA PIAVE, 12 VIA XXIII GIUGNO, 2 VIA AQUILEIA, 78 - LIDO VIA SAN PIO X, 16/D VIA MESTRINA, 36/A PIAZZA LIBERTÀ, 13 CORSO MARTIRI DELLA LIBERTÀ, 63 VIA ROMA, 27 VIA NOVENTA, 98 VIA SARETTA, 5 PIAZZA RIZZO, 9 PIAZZA ALDO MORO, 18

PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE PORDENONE UDINE TREVISO TREVISO TREVISO TREVISO TREVISO TREVISO TREVISO TREVISO TREVISO TREVISO TREVISO TREVISO TREVISO TREVISO TREVISO TREVISO TREVISO TREVISO TREVISO VENEZIA VENEZIA VENEZIA VENEZIA VENEZIA VENEZIA VENEZIA VENEZIA VENEZIA VENEZIA VENEZIA VENEZIA VENEZIA VENEZIA VENEZIA VENEZIA

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Cordignano

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San Vito al Tagliamento

Fiume Veneto

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Morsano al Cordovado Tagliamento

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Pravisdomini

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Chiarano

Ponte di Piave

Chiarano

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Silea

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Silea

Zenson di Salgareda Piave Noventa di Piave

Silea

Quinto di Treviso Casier

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Portogruaro

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San Michele al Tagliamento San Stino di Livenza

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San Michele al Tagliamento

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Torre di Mosto Caorle

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San Stino di Livenza

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