




La fogliolina Bibi
La nascita di Bibi
La fogliolina Bibi
I Liquidambar in Cascina Alta sono cresciuti molto negli ultimi anni, conquistando nel parco una rispettosa riverenza da parte dei vigorosi carpini che fanno parte del gruppo di piante più numerose e robuste. L’inverno quest’anno è stato così mite che tutto sta germinando precocemente. Ed ecco che sui rami più alti dei Liquidambar, con uno sforzo misterioso, amaro ma anche straordinario, una piccola gemma rompe faticosamente la corteccia dura, ruvida ma pulsante di linfa. «Oplà, eccomi!», esclama la gemma con una vocina sottile. I primi raggi di sole le danno forza e così, pian piano, prende vigore. Come fosse un cucciolo d’albero, cerca di distendersi per ricevere tutti i raggi dorati e caldi. «Che meraviglia, come respiro bene, e che bel calduccio mi regala il sole!»
La gemma, trasformatasi in fogliolina, apre i suoi verdi occhietti luminosi, e con gioia ed entusiasmo infiniti scopre le meraviglie del luogo dall’alto del ramo dove è germinata: «Che cielo meraviglioso! Quanti fiorellini nel prato sotto il nostro albero, che bella brezza che mi culla».
«Ciao sorellina», le bisbiglia un’altra piccola foglia sul suo ramo. «Ciao, che bello non essere sola. Ma tu chi sei? E arriveranno anche altre foglioline come noi?»
«Io sono Fulli. Certamente, presto arriveranno». Mentre le due foglioline bisbigliano serene fra loro, ecco un merlo grassottello appoggiare le sue zampette accanto a loro.
«Buongiorno ragazze, come va? Bella giornata oggi, sole e brezza tiepida! Bentornata foglia Fulli, buona stagione. E tu, piccola nuova arrivata, come ti chiameremo?
Vediamo un po’... Sei molto carina e tenera: ti chiameremo Bibi!» «Che bel nome! Bravo maestro merlo», sussurra Fulli. «Grazie», sospira estasiata Bibi.
Un inizio davvero emozionante, con l’auspicio che tutto quello che sarebbe potuto accadere sarebbe stato fantastico. Con un colpo d’ali il merlo si congeda dalle due foglioline volando alto verso un cielo dal color pervinca. «È sempre lui che dà il nome alle foglie del nostro albero? Ma quante siamo?», sospira curiosa Bibi. «Tra qualche giorno saremo tantissime e così sentirai le nostre canzoncine con le quali ringrazieremo il creato, il nostro bell’albero e tutte, una ad una, canteremo il nostro nome».
« Anch’io dovrò cantare?», incalza la nuova arrivata. «Assolutamente sì! Ma non temere, perché il maestro merlo ci farà fare le prove prima dell’evento».
«Ma quante siamo?», domanda ancora curiosa Bibi. «Tra qualche giorno saremo tantissime. Per me ormai sono molti anni che torno a germogliare su questo bel ramo. Mi sono subito accorta di te poiché è la prima volta che ho una sorellina così vicina», bisbiglia Fulli.
«Accipicchia, come sono fortunata ad aver scelto di rompere la corteccia vicino a te; mi potrai insegnare tante cose e farmi scoprire molte situazioni nuove», sussurra Bibi stiracchiandosi un pochino.
«Come si chiama il nostro albero?», incalza la nuova arrivata. «Siamo le foglie di un albero molto amato nei giardini poiché siamo profumate, siamo eleganti per la forma stellata delle foglie, ma la caratteristica più straordinaria della nostra specie è data dal cambio del colore durante l’autunno.
Riusciamo a trasformare il verde smeraldo
dell’estate in tre colori differenti che creano una scenografia unica nel suo genere».
« Che bello! Ma questo significa che anch’io subirò tutti questi cambiamenti?», commenta Bibi. «Certamente», la rincuora Fulli.
«E chi mi insegnerà?», aggiunge preoccupata la fogliolina. «Nessuno, perché lo sentirai tu esattamente come hai scelto di nascere sul ramo vicino a me», sospira Fulli.
«Che meraviglia! Ora mi sento un po’ stanca e sento di dover riposare un po’». Così dicendo, Bibi si stende sul suo ramo serena. Nel frattempo, molte delle gemme che erano spuntate sul ramo, una ad una, seguite dal colore del sole iniziano ad aprirsi e a vibrare nel vento leggero.
« Bibi, svegliati!», sussurra Fulli, «Non ti puoi perdere il tramonto e il saluto de -
gli uccelli al giorno». «Chi mi chiama?» «Sono io, la tua sorellina».
Stropicciandosi gli occhietti, Bibi si accorge che ci sono stati tanti cambiamenti, tanti avvenimenti, che il colore del cielo da azzurro che era si sta trasformando in sfumature aranciate e viola, e che l’albero dove è nata non è più spoglio, ma decorato con centinaia di sorelline. «Fulli, che cambiamento, che meraviglia, che gioia!», canticchia Bibi.
«Ascolta le preghiere di ringraziamento degli uccellini che vivono nel parco e preparati al rito del tramonto. Sentirai cambiare il clima e qualche gocciolina di rugiada ti rinfrescherà. Durante la notte riposeremo, perché da domani inizierà il nostro lavoro di trasformazione e filtrazione dell’aria, il nostro dono al parco. Di notte, infatti, ci nutriamo di anidride carbonica e di giorno la rendiamo ossigeno che purifica l’aria e

