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Filastrocche per includere, per imparare, per crescere e per sognare

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Introduzione

Chi è cresciuto a suon di filastrocche, ne conserva un forte ricordo emotivo. Non sempre rimangono in mente tutte le parole, ma si mantiene la memoria ritmica e musicale dei loro versi e quella affettiva della relazione tra il sé bambino e l’adulto che narra. Rimane il significato che veicolano quelle strofe, i profumi e le sensazioni dell’infanzia passata, che lascia un segno indelebile nella mente e nel cuore. In queste pagine sono raccolte filastrocche per ogni occasione, che toccano più temi in modo trasversale. Possono essere utilizzate a scuola o a casa, lette ai propri bambini e bambine. Affrontano argomenti educativi, come il rispetto delle differenze o l’ecologia, ma parlano anche delle routine quotidiane, dello scorrere del tempo, delle stagioni e festività.

La filastrocca non è definibile come vero e proprio genere letterario, perché non ha caratteri formali tali da distinguerla da cantilene, nin-

nananne, conte, indovinelli, canti popolari o altre formulazioni con versi cadenzati, fatti di parole semplici, accoppiate da rime o assonanze. Di certo però ha origini antiche ed è utilizzata da sempre per veicolare contenuti e significati. Inizialmente impiegata per divulgare formule magiche, forse dagli indovini, o recitare vecchi riti e cerimonie, dai primi anni del 1900 la filastrocca acquisisce valore educativo e tono giocoso, in quanto i destinatari a cui si rivolge sono bambini. Grazie alla semplicità, musicalità e ritmo, le filastrocche accompagnano la loro crescita, sin dai primi anni di vita, restando impresse con facilità nella memoria. Patrimonio della nostra cultura, conte, nenie, filastrocche, cantilene e ninnananne, venivano tramandate oralmente e proprio per questo quelle più antiche possono avere diverse versioni. Molte filastrocche derivano dalla vita contadina, sono composte da termini spesso dialettali, ma carichi di significato e valori profondi, come il rispetto per il lavoro, per la natura e il suo ciclo,

per il cibo, gli animali e per le persone anziane, sinonimo di saggezza.

L’efficacia della filastrocca in campo educativo è ancora oggi confermata da pedagogisti ed educatori e dimostrata dal ricordo che se ne conserva anche da adulti. Le cantilene, nenie e ninna nanne hanno da sempre anche l’obiettivo di rassicurare. Si caratterizzano infatti di sonorità ripetute e ritmiche, che cantate o recitate ottengono un impatto profondo sui bambini e sul rapporto tra loro e chi se ne prende cura. L’uso della voce che recita la filastrocca veicola sentimenti. Già da neonati, pur non comprendendo le parole di queste dolci nenie, attraverso il tono di voce, l’amorevolezza dello sguardo, il ritmo e la musicalità, si percepisce in modo empatico l’amore dell’adulto, sentendosi cullati, protetti e sicuri. Ciò alimenta la costruzione di momenti intimi e personali tra figli e genitori, a rinforzo del legame affettivo. La musicalità delle filastrocche ha però anche

altri benefici, come quelli ludici e didattici. Attraverso esse il bambino si avvicina alle prime forme di comunicazione verbale. La loro natura ritmica è perfetta anche per memorizzare concetti, conquistando acquisizioni e incentivando azioni. Chi non ricorda filastrocche memorizzate da bambino sui giorni della settimana, mesi, stagioni, oppure sui numeri, l’alfabeto, i pasti, le cure igieniche, il sonno e le emozioni?

La filastrocca è uno strumento utile anche a scuola. I servizi educativi per la prima infanzia promuovono il benessere e la serenità del bambino attraverso una mirata predisposizione degli spazi e dei tempi. Grande importanza viene data alle routine, fondamentali per la crescita dei bambini e delle bambine. Esse infatti scandiscono i tempi suddividendo la giornata in momenti che si ripetono quotidianamente, favorendo l’apprendimento della successione temporale e fornendo dei confini che infondono sicurezza. Nei momenti di routine scolastica vengono spesso utilizzate le filastrocche per la

scansione dei giorni della settimana, per ottenere il silenzio, per introdurre i pasti, per avviare al riordino ecc… In questo libro le filastrocche sono suddivise tenendo conto delle diverse fasi dell’anno educativo e delle routine quotidiane e toccano vari temi, trai più utilizzati nelle progettazioni a scuola.

L’ACCOGLIENZA ad esempio è un periodo fondamentale della vita scolastica. Accogliere non significa “ospitare”, ma rendere partecipe, includere ogni bambino nel nuovo ambiente facendolo sentire parte del contesto, riconoscendolo nelle sue caratteristiche e peculiarità, valorizzandone le potenzialità. Accogliere significa ascoltare i bisogni specifici di ognuno, entrare attivamente a far parte di un gruppo, nel rispetto di tutte le differenze e alla ricerca del proprio ruolo. L’accoglienza alla scuola dell’infanzia non si limita al saluto mattutino o alle attività di scambio ludico e conversazionale che avvengono in quel lasso di tempo, ma

spesso si trasforma in una progettualità in continuità con le altre attività annuali. Il “progetto accoglienza”, da sviluppare nel primo periodo con l’obiettivo di conoscersi, ascoltarsi, trovarsi, può e deve continuare per tutto l’anno, trasformandosi in PERCORSI INCLUSIVI, che educhino al rispetto e alla valorizzazione di tutti e di ciascuno. Per favorire la comprensione di questi concetti a scuola, è molto utile l’utilizzo di brevi storie, anche sottoforma di filastrocca. I racconti infatti incentivano la conoscenza del mondo da parte dei bambini, che scoprono nuove parole, riconoscono somiglianze e imparano ad apprezzare le differenze. La narrazione come approccio educativo alla scuola dell’infanzia necessita della mediazione dell’adulto. I bambini a quell’età non sempre riescono a raccontare sé stessi attraverso le parole, spesso esprimono emozioni per mezzo di altri personaggi, con i quali si identificano e che diventano i loro “migliori amici”, portatori delle loro paure, ansie, ma anche della loro gioia e

felicità. L’ascolto delle storie, con protagonisti che “gli somigliano” è molto importante, perché riescono a cogliere similitudini e differenze di personaggi che vivono le loro stesse esperienze, anche se in contesti diversi. Quando un bambino chiede sempre la lettura della stessa storia è anche perché ci si rispecchia, perché in qualche modo gli somiglia e gli dà sicurezza. Altra importante consuetudine della scuola dell’infanzia è il CALENDARIO, che riveste un ruolo centrale per raccontare la quotidianità, fornendo dei riferimenti concreti e tangibili. I bambini in età prescolare non hanno ancora la capacità di astrarre il concetto di tempo. Attraverso la costruzione del calendario, con i giorni della settimana, i mesi e le stagioni, i bambini sono attivi e imparano a vivere il tempo come qualcosa di concreto, ciclico, che scorre. Si divertono ad osservare i fenomeni meteorologici e i cambiamenti delle stagioni, guardandosi intorno. Per rendere ancora più accattivante questa attività, solitamente si utilizzano delle

filastrocche o canzoncine, utili anche a favorire la memorizzazione dei giorni della settimana o dei mesi dell’anno.

Per quanto concerne i PREREQUISITI, cioè le competenze di base che si sviluppano durante i tre anni di frequenza alla scuola dell’infanzia, essi sono una parte fondante delle attività scolastiche. Attraverso il gioco i bambini affinano la capacità di stare insieme, relazionandosi con gli adulti e con i pari, condividendo tempi, spazi e materiali; sviluppano la capacità di autoregolare i propri gesti e movimenti; potenziano l’attenzione, la memoria, la capacità di pensare e di trovare soluzioni ai problemi. Sviluppano la competenza emotiva, riconoscendo le proprie e altrui emozioni. Crescendo i bambini imparano ad orientarsi nello spazio e nel tempo, sviluppano competenze linguistiche e metalinguistiche, la capacità di comprendere frasi più complesse, riescono a fare associazioni. Affinano il loro gesto sviluppando la manualità fine

Per mezzo delle filastrocche i bambini conoscono gli elementi della natura e del mondo che li circonda, si emozionano e assorbono messaggi educativi potenti di accoglienza, gentilezza, inclusione e rispetto dell’altro e dell’ambiente. Le sonorità ripetute e la musicalità delle parole cullano, proteggono e rassicurano i piccoli lettori, che imparano giocando, identificandosi con i personaggi del libro.

Valori impliciti

Emerge l’importanza dei valori dell’accoglienza e dell’inclusione di tutti, del rispetto della natura e delle differenze e valorizzazione delle diversità. Star bene insieme significa dar modo a ciascuno di esprimere le proprie potenzialità, sottolineando che insieme è più bello e che la gentilezza e la comprensione nei confronti dell’altro sono l’approccio migliore.

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