Anno LXXXV 27 dicembre 2022
Cooperativa Migros Ticino
G.A.A. 6592 Sant’Antonino
Settimanale di informazione e cultura
edizione
52
MONDO MIGROS
Pagine 4 – 5 ●
SOCIETÀ
TEMPO LIBERO
ATTUALITÀ
CULTURA
Ragazzi e uso dei media digitali: sono stati presentati i risultati dello studio JAMES 2022
Silke Pan, una stella circense che splende tra trapezisti e funamboli seppur da paraplegica
Termina un annus horribilis caratterizzato da pandemia, guerra e carestia. Gli auspici per il futuro
Stefano Prandi, direttore dell’Istituto di studi italiani, ricorda la figura e l’opera di Asor Rosa
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Incanto e leggerezza: il nostro augurio per il 2023
Nel’immagine, cortesemente fornita dal Museo di Leventina: Flora Pervangher, Pina Tenconi e Delia Frangi con sci e slitta, Airolo-Pesciüm, fine anni ’20. È possibile visitare anche virtualmente la mostra LET IT SNOW! dal link: https://museodileventina.ch/ let-it-snow-lassa-fiuche/ ◆
Il tempo di un nuovo inizio Peter Schiesser
Proporre una sintesi degli avvenimenti è il mestiere del giornalista. Ma come si fa a riassumere 16 anni e mezzo di conduzione di un giornale, 33 di carriera, nell’articolo di commiato? Ci rinuncio, poiché le immagini del passato guizzano come pesci colorati, ognuna con una sua traiettoria, senza lasciarsi orientare verso un disegno razionale coerente. Forse perché è stata una carriera professionale dettata molto dal caso. Anche l’arrivo ad «Azione» come collaboratore esterno nella primavera del 1993. Se l’inizio al «Corriere del Ticino», il passaggio alla radio, poi alla televisione, infine l’arrivo come redattore capo nel 2006 sono anche frutto del caso, la scelta di lasciare «Azione» è pienamente mia. Coincide più ampiamente con la decisione di smettere i panni di giornalista (perlomeno nelle forme che ho conosciuto). Non con amarezza o disillusione, in questi 33 anni attraverso tre media diversi ho visto anche molta vivacità, passione e serietà, e continuo a credere nella necessità di un giornalismo serio. Ma perché penso di aver fatto il mio tem-
po. Ora è tempo di energie nuove. Per me, di nuovi inizi. Ho provato gratitudine per ogni esperienza professionale che ho vissuto, ancor di più per quest’ultima. È stato un onore servire un giornale che si può considerare unico nel panorama mediatico: dove si trova un editore, proprietario di un’impresa commerciale, che pubblica un settimanale di approfondimento di informazione e cultura? Un ringraziamento sentito, anche da giornalista, va quindi a Migros Ticino per aver creduto e credere nel giornale che tenete in mano. Ma se «Azione» oggi è come la trovate, il merito è anche dei predecessori, da Vinicio Salati a Luciana Caglio, a Ovidio Biffi, che hanno costruito questa tradizione, di voler osservare la realtà con uno sguardo più distaccato dalla frenesia dell’attualità, ognuno di loro con una forte impronta personale. Per quanto riguarda questi anni, grande merito va ai colleghi con cui ho condiviso tutti o in parte questi anni in redazione, Monica, Simona, Barbara, Alessandro, Manuela e ora Romina, Natascha e Carlo (che assume
la conduzione del giornale da gennaio), cui aggiungo lo stuolo di collaboratori esterni costruito e arricchito nel tempo. Quando lasciai la televisione, approdato a Falò dopo essere passato dal Telegiornale al Quotidiano, sapevo che oltre a diventare redattore capo avrei fatto parte del comitato di direzione di Migros Ticino. In realtà non ero consapevole di che cosa significasse entrare, e come giornalista, in questo mondo complesso che risponde al nome di Migros. Una piccola Svizzera, con le sue dieci cooperative regionali e una undicesima nazionale, la Federazione delle cooperative Migros, che rispecchiano nell’essenza (non esattamente nella geografia) il federalismo che si vive nel paese. Mi sono trovato per la prima volta confrontato con un editore il cui primo interesse non era il giornale bensì le attività commerciali dell’impresa (che permettono al giornale di esistere). Lo sguardo dall’interno su che cosa significhi fare impresa è stato arricchente, tanto più nella realtà Migros, con la sua unicità, i suoi valori e la sua missione. Ho incontrato moltissime persone mo-
tivate, disponibili, competenti, intente a far evolvere l’azienda, in Ticino come alla Federazione delle cooperative Migros. Ma naturalmente per proporre un giornale come «Azione» serve un equilibrio fra le esigenze dell’azienda e quelle giornalistiche: lo si mantiene, verso i lettori, distinguendo sempre chiaramente la comunicazione aziendale dall’informazione giornalistica. È necessaria però anche la grande volontà comune, dell’editore e della redazione, di portare avanti un simile modello di settimanale, nonostante il mondo della carta stampata viva una crisi ormai decennale: questa volontà c’è stata e c’è tuttora. Con tutto ciò, che cosa sarebbe un giornale senza i suoi lettori? In questi anni siete cresciuti di numero. Significa che c’è sintonia fra quel che «Azione» propone e quel che vi aspettate. Lo percepiamo nelle lettere e i riconoscimenti che ci arrivano (pur consapevoli che non si può piacere a tutti e non sempre). Per cui l’ultimo sentito ringraziamento, e saluto, va a voi che leggete questo giornale. Buona continuAzione.