Anno LXXXVII 13 maggio 2024
Cooperativa Migros Ticino
G.A.A. 6592 Sant’Antonino
Settimanale di informazione e cultura
edizione
20
MONDO MIGROS
Pagine 2 / 4 – 5 ●
SOCIETÀ
TEMPO LIBERO
ATTUALITÀ
CULTURA
Che cos’è il tatuaggio? Una mostra al Mudec di Milano ne ripercorre la storia fin dall’antichità
Matteo Conconi racconta come si è avvicinato alla mountain bike pur avendo un braccio meccanico
La forza del dollaro ha risvolti benefici ma anche degli svantaggi per il resto del mondo
Stranieri ovunque, una Biennale d’Arte dedicata al Sud del Mondo che rompe con la tradizione
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La pace è possibile Quando anche gli ospedali con questi leader? sono «too big to fail» Carlo Silini
religiosi. All’epoca Ben Gurion li aveva esentati dal servizio militare grazie a un accordo che in ebraico si chiama «Torato Umanuto», che significa «lo studio della Torah è il suo lavoro». «Ma allora gli ultraortodossi erano il 10% della popolazione», mi ha spiegato un intellettuale ebreo nei giorni scorsi. «Oggi sono il 30%, comandano e vogliono l’eliminazione degli abitanti di Gaza, considerati tutti terroristi, futuri terroristi o loro complici». Come si può trovare un accordo di pace credibile tra due protagonisti convinti della necessità dello sterminio della controparte? Questo, all’interno di uno scenario kafkiano in cui tutti sono ostaggi di tutti. I civili israeliani catturati sono ostaggi di Hamas. Netanyahu, che già è un falco, è ostaggio degli ultraortodossi (senza il loro appoggio cadrebbe la protezione dai provvedimenti giudiziari contro di lui) promotori di una reazione spropositata agli attacchi subiti. Anche i civili di Gaza sono ostaggi di Hamas, che ha posizionato le proprie basi sotterranee e no, tra donne anziani e bambini, trasformati in scudi umani dagli attacchi degli israeliani, i quali a loro volta sostengono che se i civili non se ne vanno (sì, ma dove?) sono «costretti» a colpirli per colpire Hamas. Al di là dei torti e delle ragioni delle due parti, è una storia che, se resta in mano a questi attori, non può far altro che avvitarsi su sé stessa. Le pressioni esterne e le vie misteriose della geopolitica potranno portare a una cessazione delle ostilità. Ma se a Gaza e in Israele non cambiano le teste di chi comanda, una soluzione duratura non è possibile. Potranno anche smettere di farsi la guerra, ma non vorranno mai fare la pace.
INVITO AI SOCI PER LA VOTAZIONE 2024 Cara socia e caro socio della Cooperativa Migros Ticino, riceve in questi giorni il materiale per la
VOTAZIONE GENERALE 2024 relativa all’esercizio 2023 della Cooperativa Migros Ticino, con l’invito a rispondere alla seguente domanda: «Approva i conti dell’esercizio 2023, dà scarico al Consiglio di amministrazione e accetta la proposta per l’impiego del risultato di bilancio?» Il materiale di voto sarà inviato per posta a tutti gli aventi diritto di voto, in base al registro dei soci, al più tardi dieci giorni prima della scadenza della votazione. Eventuali reclami concernenti schede di voto non ricevute o inesatte sono da indirizzare
all’Ufficio elettorale di Migros Ticino, 6592 Sant’Antonino, al più presto sei giorni lavorativi e al più tardi tre giorni lavorativi prima dello scrutinio. Su questo numero di Azione sono pubblicati i conti 2023, la relazione dell’Ufficio di revisione e la proposta del Consiglio di amministrazione per l’utilizzo dell’utile di bilancio, così come la relazione annuale della Cooperativa. La votazione si svolge secondo le disposizioni dello statuto e del regolamento per votazioni, elezioni e iniziative. Questi documenti possono essere consultati presso i punti vendita, presentando la quota di partecipazione o la tessera di socio. Sono disponibili anche su www.migrosticino.ch unitamente a numerose altre informazioni sulla Cooperativa e sulle sue attività nel 2023. Secondo l’articolo 30 dello statuto, il Consiglio di amministrazione ha nominato un Ufficio elettorale che sorveglia lo svolgimento della votazione e che si compone delle seguenti persone: Avv. Filippo Gianoni (presidente), Myrto Fedeli (vicepresidente), Edy Barri, Roberto Bozzini, Pasquale Branca (membri). Voglia compilare al più presto la scheda di voto e depositarla
Keystone
Come finirà l’atroce guerra di Gaza? L’impressione è che il conflitto cominciato il 7 ottobre scorso possa anche – e finalmente – finire, grazie a un’intesa basata su un sofferto equilibrio tra il dare e l’avere dei contendenti. Si potrà forse intervenire efficacemente sugli effetti della discordia attraverso uno scambio di ostaggi e prigionieri e la promessa di interrompere le devastazioni belliche da una parte (anche perché resta poco da distruggere) e le azioni terroristiche dall’altra. E fare in modo che, almeno all’inizio, ci sia una forza internazionale che vegli sul rispetto della tregua a Gaza. Ma le cause di questa feroce inimicizia non sembrano in alcun modo sanabili. Questa non è una battaglia tra due popoli, gli israeliani e i palestinesi, che cercano un modo intelligente di convivere negli stessi territori, magari attraverso la famosa e mai veramente voluta soluzione dei due Stati. Questa è una sfida tra due opposti estremismi che sognano, peggio: reclamano l’estinzione fisica del nemico come unica soluzione accettabile della contesa. Mors tua vita mea. Ce lo dice la storia. Hamas è un gretto movimento radicale islamico nato ai tempi della prima Intifada (1988) con l’intento esplicito di distruggere Israele, non di conviverci. Un obiettivo che da allora non è mai stato ripensato. Lo si è visto nello scempio di civili ebrei durante l’attacco che ha dato la stura all’ultimo capitolo della pluridecennale contesa tra le parti. Sul fronte opposto c’è un Governo dominato dagli ultraortodossi, gli stessi che nel 1948 non avrebbero voluto la nascita dello Stato democratico di Israele, ma la creazione di una nuova landa teocratica retta da precetti rigidamente
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nelle apposite urne esposte nei nostri punti vendita. Così facendo ci aiuta a risparmiare spese postali permettendoci di offrirle una tavoletta di cioccolato. Le urne sono a disposizione durante il normale periodo di apertura delle nostre sedi. Ultimo termine per la spedizione o consegna della scheda (giorno di voto): SABATO 1° GIUGNO 2024. Il Consiglio di cooperativa raccomanda di approvare i temi in votazione. Gottlieb Duttweiler, fondatore della Migros, ha creato una struttura democratica nella forma di cooperativa. Socie e soci possono così partecipare alle decisioni importanti che riguardano l’azienda. Questa forma di partecipazione è unica in Svizzera. Con la partecipazione al voto le socie e i soci non solo fanno uso del proprio diritto, ma esprimono anche l’apprezzamento per l’impegno di tutti i collaboratori di Migros Ticino, per il quale ringraziamo. Sant’Antonino, 13 maggio 2024 Cooperativa Migros Ticino Il Consiglio di amministrazione