Azione 49 del 30 novembre 2015

Page 1

Cooperativa Migros Ticino

G.A.A. 6592 Sant’Antonino

Settimanale di informazione e cultura Anno LXXVIII 30 novembre 2015

Ms alle hoppin pag g ine 4959 /

Azione 49

Società e Territorio Bambini e parità di genere: l’esperienza dell’associazione Scosse

Ambiente e Benessere Gli amanti dell’idea del turismo spaziale hanno ricominciato a investire nel loro sogno

6979

Politica e Economia La jihad è figlia delle ingiustizie sociali in Occidente?

Cultura e Spettacoli Herta Müller, le sofferenze di un perenne esilio dell’anima

pagina 11

pagina 3

pagina 29

di Venturi e Beti pagine 25-27

Keystone

Clima, ultima chiamata

pagina 39

L’Idra del ventunesimo secolo di Peter Schiesser È lecito crederlo: il fondamentalismo islamico e jihadista rappresenta l’Idra della modernità – ma non si può propriamente dire che François Hollande sia il novello Eracle (o Ercole, per i romani). Come il mitologico serpente marino a nove teste dell’antichità greca, ne tagli una, ne nascono due, e quella centrale è immortale. Decapitata al Qaeda, altre forme di jihadismo l’hanno sostituita, in Medio Oriente, nel Maghreb, nell’Africa subsahariana, in casa nostra. E la risposta dell’Occidente è ancora soltanto: bombe. Che, uccidendo anche civili innocenti, preparano la crescita di nuove teste. Ma Eracle, pur con la sua possente forza, non avrebbe potuto sconfiggere Idra senza l’aiuto di suo nipote Iolao che si affrettava a cauterizzare ogni testa mozzata per impedire che ne ricrescessero due. E così dobbiamo constatare che la campagna di bombardamenti iniziata l’anno scorso dagli Stati Uniti contro lo Stato islamico non ha cambiato molto. Altrettanto, è prevedibile che le strabiche bombe russe, lanciate sugli avversari del rais siriano Assad più che sulle truppe del califfo al-Baghdadi, e le più mirate bombe francesi e britanniche

non dissolveranno le minacce terroristiche che incombono su di noi occidentali, tantomeno sulle teste di tanti correligionari musulmani, che stanno pagando il più alto tributo di sangue. Se è ovvio che in casa propria va fatto il massimo per impedire attentati, in termini di misure di sicurezza, è chiaro che la risposta internazionale non può limitarsi ad affollare ancor di più, militarmente, i cieli siriani e aggiungere distruzione in una nazione nel quinto anno di guerra civile. Tanto più che abbiamo visto, con l’abbattimento di un cacciabombardiere russo da parte di caccia turchi, quanto potenziale esplosivo ancora è in grado di liberare il conflitto in Siria. Ferita nell’anima Parigi e offesa nella sua grandeur la Francia, il presidente Hollande doveva mostrare i muscoli. Se è facile sganciare bombe, non lo è forgiare alleanze militari. E così il presidente americano Obama abbraccia Hollande per le vittime di Parigi, ma non cambia di una virgola la sua strategia attuale, la cancelleria tedesca Merkel posa un fiore sulle ferite della città dei Lumi, ma si limita a mettere a disposizione degli aerei di ricognizione e invia 650 soldati nel Mali per il mantenimento della pace, mentre Putin vorrebbe come Hollande una coalizione contro il terrorismo, dopo la bomba

a bordo dell’aereo russo nel Sinai, ma da intendere a vantaggio di Assad, secondo il quale tutti i suoi avversari sono terroristi, anche quelli aiutati dall’Occidente. A rendere ancora un po’ più complicata la faccenda, ci si mette la Turchia, che abbatte (in territorio siriano, ammettono anche gli americani) un cacciabombardiere russo per aver attraversato in 10-17 secondi da 4 a 6 chilometri di spazio aereo turco; tre piccioni con una fava perAnkara: ha dato uno schiaffo a Mosca, reso più difficile una possibile alleanza fra occidentali e russi in Siria, segnalato la ferma intenzione della Turchia di difendere i 200 mila turkmeni siriani. Ce n’è abbastanza per decidere di fare un passo indietro per evitare di trovarsi a guerreggiare direttamente con Mosca, che dopo l’abbattimento del cacciabombardiere ha deciso di dispiegare in Siria, vicino al confine con la Turchia, i suoi più moderni sistemi di difesa missilistica. Poco prima dei massacri a Parigi, il segretario di Stato americano Kerry era molto fiducioso di trovare in poche settimane con Russia e Iran un accordo per un cessate il fuoco in Siria. Ora è calato il silenzio, ma forse, una volta affievolitosi il richiamo alle armi, si potrà tornare a ragionare su come farle tacere definitivamente.


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Issuu converts static files into: digital portfolios, online yearbooks, online catalogs, digital photo albums and more. Sign up and create your flipbook.