Cooperativa Migros Ticino
G.A.A. 6592 Sant’Antonino
Settimanale di informazione e cultura Anno LXXVIII 16 novembre 2015
Azione 47
Società e Territorio Bambini in movimento con il progetto OpenSunday
Ambiente e Benessere Le malattie da mismatch evolutivo in un interessante studio del paleoantropologo professore di Harvard Daniel E. Lieberman
Politica e Economia Cina-Taiwan, storica stretta di mano
Cultura e Spettacoli Grandi nomi per una città viva: una bella mostra d’arte a Villa Olmo a Como
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Stefano Spinelli
Studenti in onda
di Guido Grilli pagina 5
L’abbraccio di Toni Brunner di Peter Schiesser Si può essere lusingati dal fatto che il presidente dell’UDC pensi al Ticino e proponga il consigliere di Stato Norman Gobbi per la carica di consigliere federale. E si può ben comprendere che UDC e Lega non vogliano farsi sfuggire l’occasione di dimostrare di avere un formato nazionale, cercando di coagulare un consenso cantonale, facendo di Gobbi il candidato di tutto il Ticino. Ma che cosa significa e comporta questa candidatura calata dall’alto? Norman Gobbi ha concrete possibilità di essere eletto? Lo deciderà prima di tutto il gruppo parlamentare dell’UDC alle Camere, che stabilirà se candidare una, due o tre persone, quindi di seguire o meno l’invito di Toni Brunner. Probabilmente, i parlamentari UDC non vorranno smentire il loro presidente, visto che anche Blocher sostiene apertamente un ticket a tre. Poi ci sarà l’esame da parte degli altri partiti e il 9 dicembre l’elezione. La battaglia sarà aspra, sia i concorrenti interni, sia gli avversari esterni daranno del filo da torcere a Gobbi, anche la stampa (nazionale) gli farà le pulci, come ha già cominciato a fare il «Blick» ricordando quando Gobbi
sbeffeggiò un giocatore di colore dell’Hockey Club Lugano. Ma per la sua eleggibilità conterà soprattutto come gli esponenti degli altri partiti giudicheranno le sue posizioni e le sue azioni politiche, in particolare nei rapporti con l’Italia, importante partner della Svizzera. Il blocco dei ristorni fiscali dei frontalieri, gli ostacoli frapposti a un’intesa con Roma nei negoziati in corso, ma anche la sua posizione sugli Accordi bilaterali con l’UE e sulla partecipazione allo Spazio di Schengen, saranno valutati criticamente. Norman Gobbi ha la stoffa per occupare il massimo ruolo istituzionale svizzero? Una risposta certa la si potrebbe avere solo osservandone l’operato una volta in carica, ma è utile ricordare quanto dichiarato da Blocher (CdT, 11.11.2015): serve una persona solida, perché dovrà far fronte a un’opposizione forte, in governo e nel dipartimento. La Berna federale può soffocare le migliori intenzioni ed energie, se n’è accorto anche Blocher. Al di là delle possibilità di Gobbi, la Lega dei Ticinesi dovrebbe comunque porsi qualche interrogativo sul significato e le conseguenze di questo abbraccio dell’UDC nazionale. La mossa di Toni Brunner è perfetta: l’UDC dimostra, a chi l’accusa di essere
sostanzialmente svizzero-tedesca, di essere radicata in tutte le regioni linguistiche e ai ticinesi di essere l’unico partito nazionale che tiene in considerazione i problemi del Ticino, non più rappresentato in Consiglio federale da 16 anni e vittima di una crisi economica acuita (nella percezione popolare) dalla libera circolazione. Lega e UDC non considerano una contraddizione o un problema che Gobbi in Ticino sia un ministro leghista e a Berna un consigliere federale UDC, e questo indica che le posizioni fondamentali dei due partiti sono molto simili. Tant’è vero che Toni Brunner immagina a lungo termine una fusione dei due partiti in Ticino. Per la Lega, per la sua identità, questo abbraccio potrebbe quindi rivelarsi problematico, visto che l’UDC anche in Ticino riscontra crescenti consensi e potrebbe togliere voti alla Lega. E per il Ticino la candidatura Gobbi che cosa comporta? Se venisse eletto dovremmo ammettere di aver ottenuto un consigliere federale per grazia ricevuta, senza aver costruito una candidatura in casa propria. Se non venisse eletto, ciò potrebbe indirettamente favorire Filippo Lombardi alla prossima occasione: se l’UDC proporrà un ticket a tre, difficilmente il PPD potrà non fare altrettanto.