Azione 38 del 14 settembre 2015

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Cooperativa Migros Ticino

G.A.A. 6592 Sant’Antonino

Settimanale di informazione e cultura Anno LXXVIII 14 settembre 2015

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Azione 38

Società e Territorio «Vieni, gioca, apprendi!», è l’invito del Festival della formazione

Ambiente e Benessere La prevenzione delle cadute è un tema molto importante, al centro di campagne dell’UPI e della Lega Svizzera contro il reumatismo

Politica e Economia Turchia verso il voto: appuntamento decisivo

Cultura e Spettacoli Il tormento di Blaise Cendrars in una recente biografia

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Alessandro Vecchi

I cavalli pescatori delle Fiandre

di Maria Grazia Buletti pagina 12

Una legislatura particolare di Peter Schiesser I sondaggi sono unanimi: il partito dato per favorito alle elezioni federali è quello liberale radicale, anche se va ricordato che il 18 ottobre assisteremo in realtà ad una somma di elezioni cantonali, in cui peseranno anche le personalità dei candidati e le congiunzioni delle liste. Per uno sguardo complessivo sulla forza dei partiti rinviamo all’articolo di Marzio Rigonalli a pagina 27, qui vogliamo dare uno sguardo su ciò che è successo in questi quattro anni, da quando i partiti di centro, in particolare quelli del «nuovo centro» (Verdi liberali e Partito borghese democratico), sono apparsi sulla scena politica, per rispondere alla domanda che ci si pose all’indomani delle elezioni del 2011: il Parlamento svizzero si è spostato a sinistra? La risposta è sì, ma l’analisi dell’istituto di ricerca Sotomo dell’università di Zurigo, guidato dal politologo Michael Hermann, ci dà un’immagine più differenziata: complessivamente, il parlamento si è spostato a sinistra, ma da una posizione di centro-destra per giungere al centro. Come riassunto da Hermann sulla Neue Zürcher Zeitung (8.9.2015), se fino al 2011 il centro-destra vinceva il 57 per

cento delle votazioni alle Camere federali, da allora centro-destra e centro-sinistra si dividono i successi a metà. Tuttavia, questa parità viene relativizzata se si catalogano le votazioni secondo temi politici: si constata che la politica sociale, dei trasporti, energetica e dell’ordine pubblico è stata in questi quattro anni marcatamente più di sinistra; restano per contro di centro-destra la politica agraria, quella sulla sicurezza, quella economica e finanziaria, della salute, dell’ambiente e quella sull’asilo. Non c’è dunque una dominanza del centro-sinistra, se non in determinati settori. E se il centro-sinistra ha potuto vantare 230 votazioni vinte in più rispetto al passato, il merito è in effetti da ascrivere ai nuovi partiti di centro e in particolare ai Verdi liberali che spesso hanno funto da ago della bilancia, ma anche al fatto che l’ala destra del PPD ha perso seggi nel 2011. È il caso di parlare di una nuova tendenza nella politica federale? Sarebbe azzardato rispondere di sì, poiché i sondaggi prospettano una correzione di rotta. Ma un fatto va sottolineato: in questa legislatura la tendenza alla polarizzazione fra destra (UDC) e sinistra (PS e Verdi) si è attenuata e ancora più che in passato le maggioranze sono state costruite a partire dal centro. Va infatti ricordato che la politica

svizzera non si costruisce su alleanze fisse, ma mobili: i partiti di centro possono votare con la sinistra su temi come la politica sociale, ma poi con il centro-destra sui temi economico-finanziari. Cosa si deve invece constatare, come nota la NZZ (9.9.2015), è che il Consiglio nazionale è diventato più imprevedibile e il Consiglio agli Stati più politicizzato, ossia meno espressione di una sensibilità «cantonale». In questo quadriennio il Nazionale ha respinto finora 23 progetti di legge governativi, un primato assoluto, smarcandosi platealmente dal Consiglio federale. Se questo sia una conseguenza delle difficoltà che sta vivendo la vecchia politica di concordanza è da dimostrare, ma il dubbio sussiste. Dal canto suo, il maggior peso assunto dal Partito socialista nella Camera dei Cantoni, il quale oggi conta 11 seggi su 46 (cui se ne aggiungono 2 dei Verdi) e vota compatto, ha spinto gli altri partiti a disciplinarsi maggiormente e a votare in ordine meno sparso, ciò che invece in passato era una prerogativa di questa Camera, i cui membri erano più sensibili agli interessi del proprio cantone che agli ordini di scuderia. Il 18 ottobre e la prossima legislatura ci diranno se questi cambiamenti metteranno radici o se si è trattato di un fenomeno passeggero.


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