Cooperativa Migros Ticino
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Settimanale di informazione e cultura Anno LXXVIII 31 agosto 2015
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Società e Territorio I segreti della felicità secondo il filosofo francese Frédéric Lenoir
Ambiente e Benessere A colloquio con la terapista complementare Stefania Piacquadio per conoscere il drenaggio linfatico e i suoi effetti sul corpo
Politica e Economia Borse in picchiata dallâAsia agli Stati Uniti
Cultura e Spettacoli Il trionfale ritorno dello scrittore Don Winslow con un nuovo romanzo sul narcotraffico
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Keystone
Le Alpi si fanno macroregione
di Roberto Porta pagina 6
Le armi non sconfiggono le ideologie di Peter Schiesser Ă lâeterna lotta di Davide contro Golia. Trasposta nellâetĂ moderna, del Golia (americano) contro il Davide (arabo). Come George W. Bush non Ăš infine riuscito a vincere in Afghanistan e in Iraq e tantomeno a sconfiggere al Qaeda, cosĂŹ Barack Obama non riesce a battere lo Stato Islamico guidato dal sedicente califfo al-Baghdadi: un anno dopo lâinizio della campagna militare aerea contro lâISIS e 5000 missioni aeree piĂč tardi, i generali americani devono riconoscere che, al di lĂ di qualche battaglia vinta e dei guadagni territoriali in Iraq, non câĂš stata una vera svolta. Per intanto, la campagna contro lâISIS gode ancora del sostegno della maggioranza degli americani. Secondo il PEW Review Center, i favorevoli sono persino aumentati dal 54 al 63 per cento ed Ăš cresciuta anche la percentuale di chi vedrebbe di buon occhio lâimpiego di truppe di terra (44% contro il 49%), tuttavia, due terzi degli intervistati sono del parere che la campagna non stia andando per nulla bene (percentuale in crescita). Il presidente americano era stato cauto, lâanno scorso, sottolineando che sarebbe stata una campagna
lunga, ma si dichiarava convinto che alla fine lo Stato Islamico sarebbe stato sconfitto e cancellato. Oggi il suo giudizio Ăš piĂč sfumato e riconosce che non basterĂ una schiacciante superioritĂ militare per vincere questa guerra: «Le ideologie non vengono sconfitte dalle armi, sono sconfitte da idee migliori, da una visione piĂč attraente e convincente», ha dichiarato. A dire il vero, anche dal punto di vista militare le difficoltĂ sono notevoli, principalmente a causa di un equivoco gioco di alleanze: in Siria gli Stati Uniti non sono riusciti a formare i previsti 15mila combattenti «moderati» (non si Ăš andati piĂč in lĂ di un manipolo di 60 combattenti che in un primo combattimento nel luglio di questâanno contro un gruppo islamico sono stati quasi del tutto eliminati) e devono limitarsi ai bombardamenti aerei contro lo Stato Islamico in coalizione con le monarchie sunnite del Golfo arabico, le quali sostengono perĂČ sul terreno una pletora di milizie islamiche piĂč o meno vicine ad al Qaeda e piĂč interessate a veder crollare il regime di Assad, sostenuto dallâIran; per contro, in Iraq, nella lotta contro lâISIS gli Stati Uniti sono alleati dellâIran, che istruisce le milizie sciite e combatte piĂč efficacemente dellâesercito iracheno lâarmata
di al-Baghdadi. Inoltre, si osserva una modifica delle alleanze in Medio Oriente che in seguito allâaccordo sul nucleare fra Stati Uniti e Iran: lâArabia Saudita sta tendendo la mano alla Fratellanza Musulmana, in passato acerrima nemica, e sta rinsaldando i legami con i palestinesi di Hamas, ideologicamente vicini ai Fratelli musulmani; parallelamente, i palestinesi di al Fatah si stanno avvicinando a Teheran, nonostante i primi siano sunniti e i secondi sciiti. Tuttavia, Ăš vero che la sfida maggiore Ăš data dallâattrattivitĂ dellâideologia del califfato non solo nei Paesi arabi, ma anche nelle comunitĂ musulmane in Europa. Per noi Ăš incomprensibile che persino gli stupri di donne yazide, trasformate in schiave sessuali, vengano incoraggiati con dubbie interpretazioni del Corano. Ed Ăš altrettanto incomprensibile che lâideologia di morte del califfato entusiasmi non solo giovani mulsulmani europei, ma persino brillanti ragazzine (il caso di tre adolescenti britanniche ha generato un ampio dibattito in Inghilterra). Per non parlare della facilitĂ con cui si trovano in Europa giovani pronti a farsi esplodere per la gloria dello Stato Islamico. Eppure Ăš cosĂŹ. E finchĂ© queste e altre assurditĂ non troveranno risposte convincenti, Golia risulterĂ perdente.