Azione 33 del 10 agosto 2015

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Cooperativa Migros Ticino

G.A.A. 6592 Sant’Antonino

Settimanale di informazione e cultura Anno LXXVIII 10 agosto 2015

Azione 33

Società e Territorio Architettura dello spettacolo: i cinema storici ticinesi: il Cittadella di Lugano

Ambiente e Benessere Expo 2015: alla scoperta del Biodiversity park, ovvero l’ala verde dell’esposizione universale di Milano

Politica e Economia L’uomo e il cosmo, dai miti alle astronavi: storia di un rapporto mutato nei millenni

Cultura e Spettacoli D’Antoni e Labouret in mostra: all’arte lo sconfinato potere dell’immaginazione

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Pinacoteca Com. G. De Nittis, Barletta

La cena, pardon, l’arte è servita

di Gianluigi Bellei pagina 26

Grecia, il fardello si appesantisce di Peter Schiesser Dopo aver tenuto con il fiato sospeso l’Europa per sette mesi, la Grecia sta spianando la strada al terzo pacchetto di aiuti europei, ottemperando alle richieste di riforme strutturali avanzate dai creditori internazionali. Anche se una minoranza del partito al potere Syriza sta rendendo la vita difficile al primo ministro Tsipras, il realismo e il sostegno dei maggiori partiti d’opposizione partoriranno una maggioranza parlamentare in favore delle riforme. La chiusura delle banche durata tre settimane (il traffico dei pagamenti resta ancora molto limitato) ha immobilizzato l’economia e i greci hanno capito che una bancarotta dello Stato e del sistema bancario avrebbe avuto conseguenze imprevedibili. Presto potranno quindi cominciare i negoziati veri e propri per il terzo pacchetto d’aiuti, di 82-86 miliardi di euro. Crisi risolta, Grexit evitato, dunque? C’è da dubitarne: il nuovo credito gonfierà ulteriormente il debito della Grecia (oggi di 320 miliardi di euro) e non prevede piani per stimolare l’economia. Una parte servirà per evitare il collasso del sistema bancario (si stima tra i 10 e i 25 miliardi di euro), una parte

per ripagare debiti al Fondo monetario internazionale e ad altri creditori. Resta poi da vedere se il riattivato programma di privatizzazioni frutterà davvero i 50 miliardi di euro sperati, se l’aumento delle imposte sui ricchi, la lotta all’evasione fiscale e la futura riforma del sistema pensionistico avranno gli effetti desiderati. Intanto, gli industriali lanciano continui allarmi: in assenza di capitali, una buona fetta delle imprese greche non sopravviverà oltre l’estate. In sostanza, i nuovi aiuti sono un’aspirina somministrata ad un malato di cuore: l’Unione europea non si è mossa di un centimetro dalla sua filosofia – austerità a tutti i costi – che ha soffocato una seria ripresa economica della Grecia. E questo mantiene viva la questione di fondo: può resistere una costruzione politica come l’Ue e un impianto economico come l’Eurozona senza trovare una cura definitiva ai mali del suo anello più debole? Si dice che una collana sia solida quanto il suo anello più debole. La consapevolezza che la Grecia non potrà mai ripagare i suoi debiti è ormai diffusa, eppure l’Eurozona e l’Ue non ne prendono atto, non sembrano intenzionate a modificare le proprie regole interne secondo cui una cancellazione del debito non è prevista dalle norme che reggono l’Eurozona. Al

contrario, gli Stati membri più forti – Germania in testa – tengono in maggior conto gli umori dei propri cittadini, poco propensi a condonare debiti alla Grecia e a concedere nuovi crediti. Non sarebbe più costruttivo, non darebbe più speranze alla Grecia un pacchetto di aiuti che preveda sì serie riforme interne ma che al contempo sancisca un forte abbattimento del debito? Oggi come oggi i greci sanno di dover fare altri enormi sacrifici ma senza potersi scrollare di dosso i debiti. Deprimente e umiliante. La Grecia si confronta quindi con due grossi problemi: una politica economica europea dai tratti liberisti, appiattita sui criteri della globalizzazione, e uno strisciante razzismo del nord dell’Europa verso il sud (in Germania, e non solo, domina l’immagine del greco pigro, inefficiente e spendaccione). L’elemento comune dei due problemi è l’assenza di solidarietà all’interno dell’Unione europea. Un fatto grave, se consideriamo che l’Ue è nata per unire i popoli d’Europa e disinnescare l’antica inimicizia tra Germania e Francia. In queste condizioni c’è da temere che i problemi della Grecia non trovino soluzione e che l’idea di «Unione europea» si svuoti ulteriormente di valori e ideali.


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