Cooperativa Migros Ticino
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Settimanale di informazione e cultura Anno LXXVIII 13 aprile 2015
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Società e Territorio Letteratura per ragazzi: torna il festival «Storie controvento»
Ambiente e Benessere Continua la miniserie di articoli dedicata alle malattie reumatiche con l’intervista al reumatologo dottor Ignazio Salani
Politica e Economia Il mondo dopo «Charlie»: una lezione per l’Europa
Cultura e Spettacoli A Mendrisio una mostra ripercorre storie di anarchia
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Ti-Press
Per una scuola multiculturale
di Roberta Nicolò pagina 3
Un cuore di silicio di Alessandro Zanoli Luigi non è per principio contrario alle nuove tecnologie. A metà degli anni 80 si era adattato all’introduzione degli elaboratori nel suo ufficio persino con un certo interesse. Che nelle scrivanie fossero stati installati quei terminali un po’ cupi, grigio-militari, quegli schermi con caratteri al fosforo verde su sfondo nero, non gli dava fastidio. A lui sembrava di essere al passo con i tempi, di viaggiare verso la modernità. Gli sembrava che al suo lavoro fosse stato attribuito, implicitamente, un maggiore prestigio. Dentro quelle scatole metalliche tutto pareva ordinato e ordinabile, piegato alla logica della praticità. L’avvento del computer, per lui, insomma, aveva accentuato il lato pratico-scientifico della vita e, questo era curioso, il suo stesso modo di interagire con il pensiero. Diverse attività quotidiane, come scrivere una lettera, elaborare una lista di ordinazioni, rivedere la registrazione delle entrate e delle uscite, si erano notevolmente semplificate. Luigi scopriva che attraverso il computer il suo senso dell’ordine e della logica si era quasi perfezionato.
L’introduzione di Internet e della posta elettronica poi, a metà anni 90, gli aveva modificato il senso del contatto con il mondo. Niente più attese al telefono per comunicare con i fornitori della Svizzera interna: se pensava al tempo passato con i rotolini di carta perforata per inviare telex Oltregottardo, ora gli sembrava di vivere in Star Trek. Quando arrivarono i primi telefoni cellulari (nello stesso periodo) Luigi fu invece più perplesso. Sentiva quello strumento di comunicazione come una latente, subdola invasione della privacy. Si adattò alla necessità di possederne uno, ma solo con molta ritrosia: diffidente, si scopriva a ricordare con nostalgia quel bell’apparecchio appeso alla parete di casa, con sopra quei due sonori campanelli cromati. Telefonare era una faccenda seria, che richiedeva una certa etichetta: «Pronto, qui è casa Bernasconi: con chi parlo?» e dall’altra parte qualcuno si presentava con educazione, fino a chiarire il motivo della chiamata. Il cellulare invece aveva trasformato tutti in macchiette da film di Macario. Dopo lo squillo tutti a rispondere: «Pronti!», senza un minimo di dignità. Luigi sentiva che doveva mantenere un certo distacco da quell’oggetto così sovversivo, così potenzialmente pericoloso. Tutte queste cose
Luigi le pensa osservando il suo smartphone di ultima generazione. Da tempo si è arreso alle necessità della vita sociale moderna. Ha imparato che un aggeggio di quelli è migliaia di volte più potente dei suoi primi PC da ufficio. Scatta fotografie, gira filmetti, li scambia con i propri nipoti. Scarica canzoni, copia poesie che gli piacciono, inoltra articoli che ha trovato interessanti ai suoi amici e ai suoi figli. Per non parlare dei numerosi messaggi che invia loro frequentemente. Alle soglie della pensione Luigi si scopre completamente risucchiato dalla tecnologia, ma in modo diverso da quanto avrebbe potuto intuire in passato. Questa nuova appendice elettronica del suo corpo non ha potenziato, come poteva sospettare, le sue capacità intellettuali, la sua razionalità: è diventata invece lo scrigno dei suoi sentimenti più sinceri. Contiene le foto delle persone che gli sono più care, i loro messaggi affettuosi, le canzoni che ama di più, i numeri dei suoi amici e vicini. Quel piccolo aggeggio diabolico è davvero pericoloso. Ha catturato Luigi non tanto come surrogato dei suoi processi logici, ma come un supporto affettivo ormai irrinunciabile. Altro che privacy... Lì dentro c’è ormai tutto di lui. E quel che è peggio, soprattutto il suo cuore.