Azione 02 del 5 gennaio 2015

Page 1

Cooperativa Migros Ticino

G.A.A. 6592 Sant’Antonino

Settimanale di informazione e cultura Anno LXXVIII 5 gennaio 2015

Azione 02

Società e Territorio Pochi figli e tante aspettative: intervista allo psicologo e psicoterapeuta Matteo Magni

Ambiente e Benessere Dal mondo delle statistiche: le persone che fanno regolarmente moto, a prescindere dall’età e dal sesso, godono di migliore salute

Politica e Economia In Spagna si afferma Podemos, nel nome degli Indignados

Cultura e Spettacoli Claudio Bisio a Locarno con Gli Sdraiati di Michele Serra

pagina 8

ping -51 M shop ne 27-30 / 47 i alle pag

pagina 16

pagina 21

pagina 3

Wikimedia

Turner, viaggiatore e visionario

di Gianluigi Bellei pagina 19

Un’istituzione che scricchiola di Peter Schiesser Giornali e tipografie che chiudono o si fondono, l’ascesa dei quotidiani gratuiti: da 10 anni assistiamo a fondamentali rivolgimenti nella stampa svizzera. Ma nulla ha l’impatto che la notizia del licenziamento del direttore della «Neue Zürcher Zeitung» Markus Spillmann e dell’intenzione di sostituirlo con il direttore della «Basler Zeitung» Markus Somm, molto vicino a Christoph Blocher tanto da essere soprannominato suo biografo, ha avuto a metà dicembre Oltralpe. Perché la NZZ non è solo un blasonato e prestigioso quotidiano, di caratura internazionale. È l’incarnazione del pensiero borghese sulle cui basi è sorta la Svizzera moderna: aperto sul mondo e ben disposto verso il progresso, liberale in economia e nei costumi, per uno Stato funzionante ed efficiente. Chi controlla la NZZ, esercita un forte influsso ideologico sulla borghesia svizzera. In dote al suo cavaliere la «Vecchia Signora», die alte Tante, come viene chiamata a Zurigo, porta lo scettro del potere. Per Blocher e l’UDC sigillerebbe la vittoria finale nella battaglia per il predominio politico e quindi anche culturale. E questo a meno di un anno dalle elezioni federali.

Guarda caso, in occasione del licenziamento di Spillmann, la «Weltwoche», per penna del suo direttore, sosteneva che il compito del futuro direttore della NZZ dovesse essere di «riconciliare il campo borghese, porre fine alle neurotiche guerre di trincea e portare UDC e PLR su una linea sostanzialmente comune contro la sinistra». Nel disegno strategico di Blocher, il partito fondatore della Svizzera moderna, dall’UDC triturato (assieme al PPD) negli ultimi 20 anni, dovrebbe ora consegnarsi al suo concorrente per aiutarlo a riportare indietro le lancette del tempo del Paese intero? Lo si può solo sospettare, conoscendo la vicinanza di Roger Köppel a Christoph Blocher. Che il tentativo di portare un uomo di Blocher alla testa della «Neue Zürcher Zeitung» sia fallito (secondo il «Tages Anzeiger» perché Somm non voleva rivelare l’entità del suo pacchetto azionario della «Basler Zeitung», né rinunciarvi), non lascia comunque tranquilli tutti coloro che hanno immediatamente protestato contro l’intenzione di nominare Markus Somm: la redazione compatta, frotte di lettori, i pesi massimi fra i politici radicali, tutti si sono affrettati ad alzare la voce. Infatti, se i nove membri del Consiglio d’amministrazione della NZZ hanno votato unanimamente o quasi a favore della

nomina di Somm significa che esiste una profonda spaccatura fra chi rappresenta gli azionisti da una parte, e chi produce il giornale e lo legge dall’altra. Come ora questo fossato possa essere superato, resta da verificare. Bisognerebbe prima di tutto capire che cosa ha spinto un «liberale di impronta blocheriana» come Somm ad essere considerato papabile per guidare il quotidiano che incarna i valori del liberalismo democratico svizzero: si è trattato di una deliberata operazione politica per cedere all’UDC la poltrona di guida ideologica dello schieramento borghese nazionale, segnalando in patria come all’estero che il pensiero dominante è ora quello blocheriano? Gli ambienti economici, un tempo saldamente rappresentati dal PLR, stanno slittando marcatamente verso l’UDC e la sua politica di chiusura? Oppure il Consiglio d’Amministrazione semplicemente non ha capito la valenza e la portata della nomina di un Markus Somm (che alla BAZ ha fatto perdere molti abbonamenti)? La NZZ vive una grossa crisi. Non sfugge all’erosione degli abbonamenti e non trova una formula di successo nella sua versione online. Chi avrebbe il potere di difenderla finanziariamente garantendone l’autonomia è tempo che si faccia avanti.


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Issuu converts static files into: digital portfolios, online yearbooks, online catalogs, digital photo albums and more. Sign up and create your flipbook.
Azione 02 del 5 gennaio 2015 by Azione, Settimanale di Migros Ticino - Issuu