IL GIORNALINO
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2003 - 2018 15 anni di solidarietà
www.dedome.org Facebook: Associazione DEDOME-Amici di don Franck
GRAZIE DI CUORE A TUTTI I BENEFATTORI!
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Numero 31 Dicembre 2018 Associazione “DEDOME amici di don Franck” Riconosciuta di pubblica utilità Membro FOSIT Riconosciuta quale ONG in Togo
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Indice
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15 anni di solidarietà: grazie per i risultati che insieme abbiamo raggiunto!
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1. Festa dell’amicizia: due bellissimi giorni di condivisione
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2. In Togo dal 31 luglio al 17 agosto 2018
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Un’ambulanza ticinese rivive a Tanjoare
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4. Attualità dall’ospedale
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5. Un appello per il dispensario di Aledjo
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Il sostegno attraverso i padrinati permette di gettare delle solide basi per il futuro di bambini e giovani
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La scuola professionale è una realtà
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Abbiamo bisogno del vostro prezioso contributo per completare gli atelier per parrucchiere e sarte, oltre che per acquistare i Kit di base per ogni apprendista meccanico, falegname e muratore. Mancano ancora gli edifici per l’internato delle ragazze e dei ragazzi che attualmente o rientrano al loro domicilio la sera o abitano all’ultimo piano della scuola, dove sono stati ricavati dei dormitori provvisori. Qualcuno potrà pensare che abbiamo preso dei rischi, iniziando senza avere tutto pronto, come succede da noi in Ticino, ma il riconoscimento governativo imponeva l’apertura della struttura anche se a ritmo ridotto. Nel corso dei prossimi mesi e anni investiremo per garantire e promuovere la qualità formativa sia dal punto di vista dei programmi (definiti dal Ministero della formazione professionale) che dal punto di vista logistico.
Già fin d’ora GRAZIE a chi crede in questo importante progetto e vorrà sostenerlo nel corso degli anni. Don Franck
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Cari benefattori e amici della nostra Associazione, l’anno che sta per concludersi ci ha permesso di sottolineare un traguardo significativo: 15 anni di solidarietà con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo della popolazione rurale del mio villaggio natale e di rispondere puntualmente alle numerose richieste di aiuto che ci sono giunte da tutto il Togo. Da solo avrei potuto fare ben poco, insieme abbiamo costruito parecchio e abbiamo gettato delle solide basi per far intravvedere a tutta la popolazione, che, con l’impegno di tutti, il suo futuro può essere migliore. Gli abitanti di Dédomé, toccano con mano i progressi che ci sono stati in questi anni: la possibilità di farsi curare, la presenza dell’acqua e della luce elettrica, l’opportunità per i bambini e i giovani di frequentare la scuola obbligatoria e oltre, la miglior organizzazione delle cooperative agricole…. In questi anni molti conoscenti e amici sono venuti in Togo, consolidando i ponti di solidarietà che si sono moltiplicati nel tempo. Anche questi ponti sono fondamentali e siete voi che li avete costruiti. Ci sono state, ci sono e ci saranno ancora delle difficoltà, come in tutte le circostanze della vita, ma in questo periodo natalizio, preferisco concentrarmi sui “tanti piccoli e grandi miracoli” che 3
possiamo ammirare a Dédomé, per dire a tutti e a ognuno di voi in particolare, il mio SINCERO E COMMOSSO GRAZIE! Le aspettative e i bisogni sono ancora tanti, le sfide non mancano (quella della scuola professionale è probabilmente la più impegnativa che la nostra Associazione sta raccogliendo), ma sono fiducioso. Abbiamo seminato e stiamo raccogliendo frutti preziosi. Adesso dobbiamo impegnarci per consolidare quanto esiste e per dare linfa al progetto di apprendistato per i giovani: venti di loro hanno iniziato il loro percorso formativo l’8 ottobre, ciò che mi rallegra e, al tempo stesso mi rende ancor più cosciente delle grosse responsabilità che abbiamo nei loro confronti, nei confronti delle loro famiglie, delle Autorità che ci hanno sostenuto e della popolazione tutta. Alcuni amici e sostenitori dimostrano scettiscismo per un progetto che non si rivolge a persone debilitate e/o fragili, altri si complimentano per questa “visione” che permetterà a medio/ lungo termine di migliorare la situazione economico-sociale di tante famiglie. Sono certo di poter contare ancora sul sostegno di tutti voi, affinché la gente del mio paese continui a sperimentare un “oggi più sereno” in vista di un prospero futuro. A voi tutti e alle vostre famiglie, anche a nome della popolazione di Dédomé auguro un Sereno Natale e un Anno Nuovo ricco di pace e di gioia nel Signore. Don Franck
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Il nuovo direttore e il responsabile dell’insegnamento professionale, hanno lavorato alacremente nel corso del mese di settembre per rendere possibile quello che forse sembrava impossibile ancora il mese di giugno…. Importante sottolineare che questo progetto si inserisce negli obiettivi nazionali di sviluppo delle Regioni rurali promosso dal Governo togolese che assicura la sua partecipazione. In particolare ha costruito ed equipaggiato uno degli edifici scolastici, ha scavato un pozzo per assicurare l’approvvigionamento idrico e, in previsione dell’aumento della popolazione, ha costruito un WC pubblico nel villaggio. Aspetto forse ancora più importante è quello relativo al finanziamento dei salari dei docenti. Il Ministero preposto ha esaminato i dossier di candidatura e ha assicurato un sostegno anche in questo ambito, ciò che costituisce una garanzia per il futuro di questo progetto. Un progetto, l’abbiamo detto più volte, molto ambizioso, che richiede ancora parecchi investimenti per portare a termine gli edifici e per equipaggiarli, oltre che per fornire, ai giovani che inizieranno l’anno prossimo, il necessario materiale pratico. 25
7. LA SCUOLA PROFESSIONALE È UNA REALTÀ Il progetto della formazione professionale dei giovani, è un progetto nel quale il comitato crede molto, perché un giovane che può praticare un mestiere è una persona che diventerà indipendente e che potrà garantire il sostentamento della sua famiglia. A medio/ lungo termine, la presenza della scuola porterà anche nuovi indotti al villaggio e alla regione, con l’arrivo degli apprendisti e dei docenti, oltre alla collaborazione con gli artigiani che già lavorano e che potranno approfittare per aggiornare le loro conoscenze. Lo scorso 12 luglio, il Ministero dell’insegnamento tecnico e professionale ha accordato l’autorizzazione ufficiale per l’apertura della struttura che il 9 ottobre ha accolto i primi 20 apprendisti, così ripartiti 3 apprendiste sarte 1 apprendista falegname 9 apprendisti muratori 3 apprendisti meccanici generali e 4 meccanici per auto. 24
1. FESTA DELL’AMICIZIA: DUE BELLISSIMI GIORNI DI CONDIVISIONE Il fine settimana del 9 e 10 giugno ha riunito a Caslano numerosi sostenitori della nostra Associazione, venuti da ogni parte del Cantone per sottolineare con gioia il 15° anniversario di impegno e solidarietà. Il programma prevedeva, il sabato sera, la celebrazione di una Santa Messa di ringraziamento celebrata da Monsignor Nicodème Barrigah, vescovo della Diocesi di Atakpamé, sede togolese della nostra ONG. La presenza del coro diretto da Mirko Buila.e i ritmi africani hanno, da subito, immerso tutti i presenti nello spirito della manifestazione. La grigliata, organizzata grazie alla disponibilità delle Autorità comunali che hanno concesso l’uso del sedime, al sostegno dei membri del Consiglio parrocchiale, all’infaticabile impegno di Gian Franco Gervasoni e dei diversi collaboratori, ha creato un bellissimo ambiente, allietato in modo particolare dall’esibizione del gruppo “I Scurubiatt”.
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Momento culminante della serata è stato il toccante concerto tenuto da Monsignor Nicodème insieme a don Franck, Roger alla pianola, Davide con il sassofono e don Gilles alla tromba. Gli strumenti e le bellissime voci sono stati i mezzi per trasmettere messaggi di speranza e di ringraziamento per l’impegno di tutti i sostenitori che con costanza e generosità hanno sostenuto e sostengono i diversi progetti. Il pranzo africano della domenica ha riscosso un particolare successo ed è stato molto apprezzato.
Preparato con dedizione da amiche africane e servito con il sorriso, ha favorito riflessioni sulla diversità delle culture e suscitato interessanti discussioni sugli obiettivi e sulle attività portate avanti in Togo in questi anni. Don Franck, tra i tavoli e in un’atmosfera gioiosa e distesa, grazie anche al “caldo africano” che ci ha accompagnati, 6
rinunciamo a conoscerlo anche se solo attraverso una foto, rinunciamo ad inviare un piccolo pensiero, rinunciamo alla sua gratitudine ….insomma, diventiamo “meno visibili”, pur continuando a fare quel bene che permette a tanti bambini di continuare a sorridere. Sappiamo che per molte persone il fatto di conoscere il bambino adottato a distanza è molto importante e le ringraziamo per il loro prezioso contributo. Se alcune famiglie fossero interessate alla nuova modalità di sostegno, possono comunicarlo alla signora Annamaria Prati (Via alla Bozzoreda 10, 6963 Pregassona / 079 467 77 24), responsabile del progetto. Il futuro di tanti bambini dipende anche dalla nostra generosità: con CHF 25.-/ mese si sostiene una classe della scuola dell’infanzia, con CHF 30.-/mese una classe della scuola elementare e media e con CHF 50.-/mese una classe di apprendisti o studenti. Riconoscenti per tutto quanto è stato fatto in questi anni e i cui risultati si vedono nella quotidianità, speriamo di poter contare anche in futuro su nuove persone/famiglie disposte a condividere con chi ha meno di loro alfine di contribuire alla promozione dello sviluppo in terra togolese. Don Franck e Marina
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padrino o una madrina in Svizzera e gli altri bambini, le altre famiglie. Anche se tutti i bambini, grazie alla cassa comune, beneficiano dello stesso sostegno, il
fatto di avere un “legame diretto” con la Svizzera suscita parecchie gelosie e purtroppo, anche qualche piccola cattiveria, come sanno fare anche i bambini qui da noi. Il progetto delle adozioni a distanza è nato negli anni 2000 e in quel periodo, quasi tutte le Associazioni proponevano alle famiglie di seguire un bambino individualmente. Nel corso degli anni, i principi legati alla promozione dello sviluppo, hanno fatto e fanno sempre più leva sull’aiuto comunitario, che permette alle persone in loco di uscire da un processo di assistenzialismo, per entrare nell’ottica della condivisione e della crescita di tutto un villaggio. Da quattro anni anche il nostro comitato propone la possibilità di sostenere un’intera classe di bambini e ragazzi. Questa modalità, accolta da una trentina di famiglie ticinesi, richiede un cambiamento di approccio e forse, una dose ancora maggiore di generosità. Sì, perché se l’ammontare della somma versata mensilmente non cambia, con un padrinato comunitario rinunciamo alla gratificazione di sapere che aiutiamo quel preciso bambino, 22
è stato molto sollecitato e ha avuto modo di spiegare molte particolarità della vita del suo paese, aiutando le persone presenti a riflettere e ad interrogarsi su valori personali e collettivi, sulle conseguenze di scelte precise in favore della promozione dello sviluppo, sulle difficoltà e sui limiti che inevitabilmente si incontrano ma che non devono fermare chi crede nella forza dell’Uomo che si abbandona alla forza dello Spirito Santo. I prodotti artigianali hanno suscitato interesse e sono stati fonte di aggregazione presso la bancarella dove erano esposti. Anche la riffa, organizzata come sempre grazie alla dedizione di Annamaria e Marisa, è stata presa d’assalto in modo particolare dai bambini alla ricerca di un numero vincente….. Questo bellissimo momento di festa e di condivisione rappresenta uno stimolo positivo per tutto il comitato che da anni si impegna nella gestione dei diversi progetti. Una Festa dell’amicizia che ha ben incarnato il suo nome, permettendo la nascita di nuove collaborazioni e nuovi incontri significativi. GRAZIE A TUTTI e arrivederci per il 20° anniversario! Marina 7
2. IN TOGO DAL 28 LUGLIO AL 17 AGOSTO 2018 E’ il nostro ventesimo anno di matrimonio. Facciamo qualcosa di speciale e diverso? Cosa facciamo? Decidiamo di partire per il Togo insieme a Don Franck. 3 settimane alla scoperta dell’Africa occidentale, mai conosciuta prima. Si parte con la visita al Museo Nazionale e lì ti accorgi di quanta violenza sulle coste Oceaniche hanno inflitto i tuoi antenati a questa gente. Rimani sbalordito. Il pensiero va’ a quella povera gente, schiavizzata e resa impotente. Prosegui e scopri giorno dopo giorno la città, il villaggio, la casa o la baracca, ma percorrendo le strade ti accorgi quanto sia importante guardare le cose con il cuore e non solo con gli occhi. Viaggiando scopri quanta povertà dignitosa incontri. In una terra dove dare la vita è una benedizione divina, scopri la solidarietà umana, non vi sono diversità di religione.
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non sono stati brillanti a causa della discontinuità delle lezioni che ha reso difficile anche il lavoro degli insegnati per motivare i loro allievi. Eppure, quella dell’apprendimento in vista di poter continuare gli studi o imparare un mestiere, è l’unica via percorribile affinché i giovani non inseguano il miraggio del successo facile in Europa o in America…. I bambini di Dédomé sono contenti e non perdono occasione per dimostrarlo. Grazie al vostro prezioso sostegno, anche quest’anno hanno ricevuto tutto il materiale necessario per l’inizio dell’anno scolastico: quaderni, penne, matite, compassi,...i genitori sono molto riconoscenti anche se, purtroppo, non lo dimostrano alle famiglie che sostengono nominalmente uno dei loro figli. Scrivere sembra una “missione impossibile” anche per i ragazzi più grandi e
ne siamo dispiaciuti. Quello che possiamo dirvi è che i risultati si vedono e che diversi giovani di Dédomé continuano gli studi e, se saranno interessati, potranno anche iniziare un apprendistato al villaggio. Una difficoltà che incontriamo sempre più spesso è quella della gelosia che nasce tra bambini/famiglie che sanno di avere un 21
6. IL SOSTEGNO ATTRAVERSO I PADRINATI PERMETTE DI GETTARE DELLE SOLIDE BASI PER IL FUTURO DEI BAMBINI E DEI GIOVANI Parlare di solide basi per il futuro, dopo aver letto delle difficoltà che incontrano i bambini di Aledjo , può sembrare irriverente ed invece è il seguito logico per dare valore all’impegno delle suore al Nord del Togo, ma anche nel resto del paese. A Dédomé, non vediamo più bambini denutriti o malati senza che le loro famiglie possano farli curare. Grazie al vostro sostegno, tutti i bimbi del villaggio vanno a scuola….
Lo scorso anno scolastico è stato particolarmente travagliato a causa dei numerosi scioperi nazionali degli insegnanti, che hanno fatto sì che gli esami siano terminati solo a fine agosto, con la prospettiva di riprendere la scuola già il 24 di settembre…..I risultati finali, in tutto il Togo 20
Percorri chilometri e ti trovi in un dispensario che sembra essere fuori dal mondo dove attorno non ci sono villaggi. Qui vengono curati i bambini prematuri. Le incubatrici non sono attaccate alla corrente da dove il bambino riceve il calore necessario. Sono catini riempiti di coperte di lana, come di lana sono i vestiti dei neonati. La più piccola non raggiungeva i 600 grammi.
Parti con un certo nodo alla gola ma difficilmente dimentichi quelle donne che hanno consacrato una vita al Signore per davvero, scegliendo di vivere ai confini del mondo, lontano da ogni e che dopo tanti anni non vedono cambiare nulla, a livello sociale, ma non sono ancora stanche di donare amore a quella gente e di accogliere i più affaticati e oppressi. Ci vuole rispetto in molte cose in Togo. Quando saluti, quando parli, quando procedi lungo il cammino con la tua automobile, e devi schivare animali di ogni sorta e a volte anche i bambini. Quando fotografi perché devi prima chiedere, la miseria non può divenire un souvenir, perfino quando guardi e il tuo sguardo può apparire inquisitore o ancor peggio così indiscreto da ferire l’intimità altrui. 9
Saliamo al villaggio di Don Franck, una visita su tutto quanto realizzato grazie a lui e alla solidarietà degli “Amici di Don Franck”: Acqua potabile, luce elettrica, scuole e Ospedale. Per noi risulta essere una domenica speciale di sicuro indimenticabile. Il villaggio ci ha accolti per festeggiare il nostro ventesimo anno di matrimonio. (Grazie Don Franck!).
E’ stato per noi una piacevole sorpresa ammirare le danze e i canti di questa gente, che la musica e il ritmo sembrano tramandarseli geneticamente, di madre in figlio, e imparare le prime movenze da neonati sul dorso materno, avvolti in un telo, ora per andare al mercato, ora nei campi, ora durante una Messa. Abbiamo ammirato la spiritualità profonda di un popolo durante le celebrazioni eucaristiche, ma anche nella preghiera personale, dove si può intuire che tutta la persona, compreso il corpo è coinvolto nella ricerca profonda di un dialogo con Dio, e con il mondo spirituale. Conservano una profonda devozione a Maria, centinaia di persone, di ogni età, che nella Vergine scoprono il volto materno del 10
mamme non hanno a causa del loro precario stato di salute. Nel 2017 il Governo svizzero, attraverso il Servizio di Cooperazione Internazionale, ha annunciato alle suore che a partire dal 2019, non avrebbe più inviato le tonnellate di latte in polvere che garantiva da moltissimi anni. La motivazione è quella che l’Organizzazione Mondiale della Sanità vuole promuovere l’allattamento al seno. Non è
difficile immaginare lo sconforto delle suore. Molti amici del Foyer di Aledjo si sono mobilitati in Ticino e nella Svizzera francese, hanno scritto a Berna, ma senza successo. Grazie a conoscenze personali, una Fondazione ticinese, ha versato CHF 10’000.– In loco siamo riusciti a trovare una rappresentante di latte in polvere che vende alle suore il latte a prezzo di costo e che ha pure promesso un certo quantitativo gratuito. Questa somma, oltre al latte che la nostra e altre ONG portano ogni anno al dispensario e che in Togo costa il 30% in meno rispetto alla Svizzera, garantisce l’approvvigionamento per il 2019. Resta però l’incognita per il 2020 e per gli anni successivi: contiamo sulla vostra generosità per dare alle suore la possibilità di continuare la loro missione al servizio dei più poveri. Marina 19
5. UN APPELLO PER IL DISPENSARIO DI ALEDJO
Signore, qui in una terra dove la donna è davvero il motore della società. E come non ricordare proprio le donne, in ogni loro attività, in ogni angolo di strada, con il loro portamento sempre dignitoso, meglio fiero, che riesce ben a mascherare la fatica di vivere, il peso delle sofferenze, delle preoccupazioni per la famiglia, qualche volta delle violenze. Come scordare i loro volti dolci, le loro acconciature, le vesti che le rendono eleganti e affa-
La visita al dispensario di Aledjo, suscita, ogni anno emozioni profonde. Dapprima la gioia di ritrovare delle “amiche”, le suore e il personale che si impegna giorno dopo giorno per salvare tante piccole vite, educare e sostenere le loro mamme, zie, nonne. Sì, perché in tutti questi anni l’amicizia tra di noi si è rinsaldata. Il sorriso delle mamme che, pur in situazioni difficili, testimoniano sempre una profonda gratitudine verso la vita, cosa che noi
non siamo più capaci di fare, concentrati come siamo spesso su quello che non funziona, che ci ferisce, piuttosto che sugli aspetti positivi che ogni giorno porta con sé. In seguito ti confronti con la povertà delle famiglie che si ripercuote sui bambini, denutriti, prematuri, che lottano per sopravvivere (quest’anno abbiamo incontrato diversi bambini di 6 mesi che pesavano 2 Kg e bambini di 3 anni che arrivano a malapena a 7 kg…) grazie al latte in polvere che sostituisce il latte che le 18
scinanti, la femminilità che traspare nel loro avanzare lungo le vie, portando pesi spesso importanti sopra le teste come fossero dei vistosi decori. E riordinando i pensieri come non parlare dei tantissimi bimbi incontrati, dei loro occhioni scuri, dei loro sguardi profondi, dei loro sorrisi, dei loro silenzi, delle loro grida di stupore e di gioia al nostro passaggio, del loro chiamarci “yovo”. L’uomo bianco è il biglietto fortunato della lotteria, ed è bene non lasciarselo scappare. 11
Infine, ringraziamo il Signore che ci ha parlato quaggiù in continuazione, e con una tale chiarezza e intensità capace di meravigliarci. La Parola, ma anche i sacramenti, hanno assunto un valore particolare, e profondamente diverso, da come li viviamo noi in Svizzera. Prima di parlare occorre rimanere con la gente, camminare con loro, nelle loro strade e ascoltare ciò che hanno da dirci. Solo allora possiamo dire la nostra. E se ci fosse qualcuno che dopo questo racconto volesse conoscere meglio questo meraviglioso Paese noi saremo qui ad aspettarvi e mostrarvi tutto ciò che abbiamo potuto vedere e fotografare. Sentiamo di poter affermare infine che questa esperienza, molto intensa e autentica, non sarebbe potuta essere tale se non inserita in un cammino con Don Franck. Romano e Carla
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senta un piacevole anche se impegnativo cambiamento per l’Ospedale di Dédomé e per i suoi pazienti. Il dottor Martinoni ha espresso la sua soddisfazione per questo nuovo avvio che a suo dire porterà molti frutti specialmente per i malati che gli stanno tanto a cuore. L’assenza del medico e il fatto di dover far capo a un radiologo esterno in seguito alla gravidanza della dottoressa titolare, hanno rallentato un po’ l’attività nei primi mesi dell’anno, ma attualmente le consultazioni aumentano così come i ricoveri e la direttrice si dice molto fiduciosa. Dal 17 settembre si trovano a Dédomé Simona e Irene, due studentesse della SUPSI che effettuano lo stage di “mobilità” all’ospedale. Il primo impatto con un ritmo di vita e di lavoro completamente diverso dal nostro le ha un po’ scombussolate la prima settimana, ma ora l’esperienza che terminerà a metà dicembre, sembra essere positiva per loro. Speriamo di poter presentare una loro testimonianza nel prossimo Giornalino. A tutti voi un sincero grazie per il sostegno che potrete dare all’ospedale soprattutto per garantire l’approvvigionamento sistematico della farmacia. Marina 17
collaboratori per insegnare loro come fare. Oltre agli aspetti gestionali sui quali è molto attenta, a suor Véronique stanno particolarmente a cuore l’accoglienza dei malati, la qualità delle cure e la pulizia dell’ospedale. Ogni primo sabato del mese tutto il personale si mette a disposizione sul suo tempo per l’operazione “ospedale pulito” e ogni settimana, ogni servizio organizza una pulizia a fondo . I primi risultati cominciano a vedersi e anche i collaboratori sono molto soddisfatti.
3. UN’AMBULANZA TICINESE RIVIVE A TANDJOARE
Per migliorare la qualità dell’accoglienza vengono organizzate settimanalmente delle riunioni d’équipe dove suor Véronique che ha anche seguito una formazione pedagogica, riflette col personale sui valori e principi sui quali deve basarsi la loro attività al servizio dei malati. Per quanto concerne la qualità delle prestazioni, un’analisi delle figure professionali presenti ha portato alla sostituzione del medico (il precedente ha dovuto lasciare in seguito a problemi di salute), all’assunzione di un radiologo in grado di effettuare le ecografie, alla revisione dei compiti di tutto il personale. Un sistema di gestione ben conosciuto da noi , ma che rappre-
La solidarietà che contraddistingue molti amici della nostra associazione semina frutti di pace e solidarietà. Domenica 19 agosto, nella Regione di Dapaong, al Nord del Togo, si è svolta un’imponente cerimonia per la ricezione di un’ambulanza che, dopo aver servito per anni in Ticino, ricomincia una nuova vita in terra togolese, in una regione a prevalenza mussulmana, dove finora i malati, le donne incinte e i feriti venivano portati al dispensario o all’ospedale in braccio o su una bicicletta…… Situazioni che conoscevamo da tempo e che interpellavano in modo particolare la sensibilità di don Franck e il mio essere infermiera. Conosciamo la gratitudine e la riconoscenza delle autorità e delle popolazioni locali in occasione di doni a loro destinati, ma quanto ci hanno riservato , ha superato di molto quanto avevamo immaginato. La presenza alla Messa del Ministro della Sicurezza e della Prote-
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zione civile, il mussulmano Generale Yark e di numerosi Responsabili amministrativi, sanitari religiosi e tradizionali dei vari Distretti, lasciava presagire un grande avvenimento e…..così è stato. Di fronte all’ambulanza addobbata a festa hanno preso posto tutte le Autorità della Regione, mentre la popolazione faceva corona con canti e balli. La vestizione con abiti tradizionali ha sigillato la nostra accoglienza ufficiale quali abitanti del villaggio. Tutti i discorsi ufficiali sono stati improntati sull’importanza della partecipazione delle Autorità e della popolazione nel processo di sviluppo e sulla necessità di utilizzare al meglio il dono arrivato dalla Svizzera, ma sdoganato e riverniciato con il nuovo logo dal Ministero preposto. La visita dell’ospedale e un pranzo con le Autorità hanno concluso una giornata ricca di emozioni e che, una volta ancora, ci ha confermato quanto la solidarietà e l’impegno sociale siano fonti di gioia e contribuiscano alla promozione della dignità umana. Don Franck e Marina 14
4. ATTUALITÀ DALL’OSPEDALE In seguito alle dimissioni inoltrate per la fine dello scorso mese di dicembre dall’allora direttore Frédéric Djinadja, in attesa di una nuova nomina, il medico, la levatrice e il responsabile del personale, hanno accettato di assumere una direzione congiunta. Da gennaio a luglio si sono impegnati molto e hanno garantito il funzionamento della struttura. Dopo molte ricerche, partire dal mese di agosto , la nuova direttrice dell’ospedale San Gottardo è Suor Véronique Emmanuel Medendzi che ha un diploma di assistente sociale conseguito in Francia così come il diploma universitario in gestione economica e sociale. Suor Véronique appartiene alla Congregazione delle suore della Misericordia di Sees (Francia). Oltre all’esperienza francese, è stata per otto anni responsabile per tutte le strutture sanitarie del Togo del progetto di promozione della salute,(prevenzione malaria, prevenzione e cura dall’AIDS) gestito dalla Caritas togolese e ha gestito un altro ospedale in Camerun. Persona che ha subito dimostrato tutte le sue competenze ponendosi degli obiettivi prioritari. Il personale l’ha ben accolta, riconoscendone l’autorevolezza. Grande motivatrice, non ha paura di lavorare con i suoi 15