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DEDOME Rapporto attività 2014

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Associazione «Dédomé» Amici di don Franck – Vezia /Svizzera – Atakpamé/ Togo

Rapporto annuale 2014 Introduzione Dédomé che significa “sotto la piccola palma” è un piccolo villaggio agricolo di circa 2’000 abitanti, situato nella regione togolese degli Altopiani, Prefettura dell’Amou, 200 Km a nord della capitale Lomé. Il contesto in cui opera la nostra associazione Alfine di adeguare i progetti alla realtà, è fondamentale conoscere il contesto nel quale operiamo. L’ONU1 situa il Togo al 166° rango mondiale su 186 paesi, per quanto concerne l’indicatore di sviluppo umano (indicatore che considera il rapporto longevità /salute, l’istruzione e il livello di vita) mentre l’indicatore di povertà umana (relazione tra la probabilità alla nascita di non raggiungere i 40 anni di vita, il tasso di alfabetizzazione degli adulti, la possibilità di usufruire regolarmente di acqua e la percentuale di bambini che soffrono d’insufficienza ponderale) si attesta al 47,3%. La tabella2 sottostante evidenzia le differenze fondamentali che esistono tra il Togo e la Svizzera in relazione ad alcuni indicatori socio economici e sanitari:

INDICATORI Popolazione totale Bambini di età inferiore a 5 anni Persone di età superiore a 65 anni Reddito pro capite Anni di speranza di vita: uomini/donne Mortalità infantile e giovanile Spesa totale per la salute/abitante Spesa totale per la salute in % del PIL

TOGO 6'800’00 1'100’000 200’000 1'286 dollari 55.6 / 57.4 96 per mille 80 dollari 8%

SVIZZERA 8'100’000 400’000 1'400’000 51'297 dollari 80.2 / 84.9 4 per mille 5'564 dollari 10.9%

Gli obiettivi della nostra associazione e le attività/i progetti correlati I quattro obiettivi generali dell’associazione sono definiti negli statuti e sono la base che permette al comitato di promuovere, gestire e valutare i diversi progetti e le differenti attività. Il rapporto annuale viene presentato in funzione dei singoli obiettivi per permettere a chi lo legge di meglio capire il senso di quanto effettuato nel corso del 2014.

1.

Promuovere lo sviluppo e la qualità di vita della popolazione di Dédomé in Togo, dei villaggi della regione degli Altipiani e di altre località togolesi, attraverso la realizzazione di progetti di promozione dello sviluppo nei settori dell’educazione, della sanità e dell’agricoltura. La promozione può essere sia diretta, sia indiretta, attraverso il sostegno ad Istituzioni pubbliche o private attive nel paese. La promozione dello sviluppo è un processo lento che coinvolge in modo attivo le popolazioni e le istituzioni locali, nel nostro caso la popolazione della regione di Dédomé, le autorità della Prefettura e i Ministeri nazionali. Ha lo scopo di sostenere i partner locali affinché possano trovare i mezzi e le strategie per reagire di fronte alle situazioni di povertà, di disagio, di crisi. Spesso la tentazione è

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www.undp.org consultato il 15 gennaio 2015 e ONU Rapport Mondial sur le développement humain 2014 www.who.int/countries/tgo/fr/, consultato il 15 gennaio 2015 1


Associazione «Dédomé» Amici di don Franck – Vezia /Svizzera – Atakpamé/ Togo quella di “dare”, di “regalare”, ma questo modo di procedere svalorizza le competenze e le risorse della popolazione togolese che deve impegnarsi in prima persona nei diversi progetti che contribuiscono a migliorare la sua qualità di vita. La nostra associazione si sforza di portare avanti dei progetti che siano pertinenti (rispondono alle reali necessità), efficienti (i costi e le risorse investiti sono adeguati ai risultati ottenuti), efficaci (gli obiettivi definiti sono raggiunti), sostenibili (i progetti si autofinanziano entro un termine stabilito e possono continuare senza l’aiuto che proviene dalla Svizzera) e il cui impatto viene regolarmente valutato. Il 2014 ha permesso di consolidare i progetti nei diversi ambiti e di intraprendere una nuova importante sfida: quella di promuovere la formazione professionale dei giovani della regione.

La promozione della salute si concretizza prevalentemente attraverso l’attività dell’ospedale San Gottardo di Dédomé e il sostegno al dispensario di Aledjo nel nord del paese. Nel 2014, con la nomina del nuovo direttore, il personale ha trovato una nuova motivazione che ha portato frutti positivi. Il tasso di autofinanziamento si attesta all’83%, un risultato molto lusinghiero che si inserisce negli obiettivi definiti dal comitato dell’associazione. L’ospedale impiega 31 persone pari a 29.6 unità lavorative. L’analisi dei dati quantitativi presentati nella tabella sottostante, evidenzia un incremento delle consultazioni di medicina e chirurgia. Gli interventi chirurgici sono invece diminuiti a causa della presenza discontinua di un chirurgo generalista. Il dr. Martinoni effettua parecchie visite, ma non riesce ad operare tutti i pazienti che in parte vengono trasferiti all’ospedale di Atakpamé. La penuria di chirurghi formati tocca tutti gli ospedali del Togo e rappresenta un grave problema per la sanità del paese. La presenza nelle vicinanze di altre strutture con un reparto di maternità e il cattivo stato della strada hanno mantenuto stabile il numero dei parti (dimezzato rispetto agli anni 2008/2009) e non hanno inciso sulle consultazioni. Nel 2014 sono più che raddoppiati i casi di malati sieropositivi ed è leggermente aumentato il numero dei pazienti seguiti e curati grazie al programma nazionale che prende a carico una parte delle spese di cura per questa tipologia di pazienti. Un accento particolare è stato posto sulla pianificazione familiare e sulla promozione della salute: gli incontri di discussione con piccoli gruppi di donne e di abitanti del villaggio ha permesso alla levatrice e al personale curante di coinvolgere le persone per sensibilizzarle sull’importanza dell’igiene e dell’alimentazione e per informarle sul depistaggio delle malattie non trasmissibili come l’ipertensione e il diabete. Un’attività che si inserisce nel programma nazionale di salute pubblica e che porterà i suoi frutti a medio/lungo termine, come avvenuto in Ticino con le campagne promosse anni fa dal Dipartimento della Sanità e della socialità.

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Categorie CONSULTAZIONI

OSPEDALIZZAZIONE MORTALITÀ

PARTI NASCITE

CONTROLLO CRESCITA VACCINAZIONI PIANIF. FAMILIARE GRUPPI DISCUSSIONE VISITE A DOMICILIO INTERVENTI CHIRURGICI DIAGNOSI HIV/MALARIA

2014

2013

Attività

TOTALE

TOTALE

Medicina Chirurgia Prenatali Ginecologia Ricoveri Bambini < 5 anni Partorienti Aborti spontanei Malaria Cause diverse HIV / AIDS Assistiti A domicilio Bambini nati vivi a termine Bambini prematuri Bambini nati morti Neonati morti <28 giorni Neonati peso <2500 g Bambini < 3 anni Bambini (Numero vaccinazioni) Consultaz. Pianificazione Educazione alla salute

2’363 748 276 300 310 0 0 0 0 14 0 48 0 48 0 0 0

1’897 499 322 Non pervenuto

Serologia HIV HIV positivo Casi HIV seguiti Casi di malaria depistati

Non pervenuto

226 985 100 72 10 58 256 77 47 583

Non pervenuto

0 0 5 0 0 0 49 0 50 0 0 0 3 194 841 81 0 16 105 254 34 34 592

I festeggiamenti per i dieci anni dell’ospedale Grande festa a Dédomé il 14 agosto 2014, per sottolineare il decimo anniversario della struttura sanitaria voluta dalla popolazione e dal comitato dopo aver constatato che, all’inizio degli anni 2000, ogni anno nel villaggio tra 10 e 15 donne morivano durante il parto. La giornata è stata minuziosamente preparata dalla direzione dell’ospedale guidata dal direttore sig. Frédéric Djinadja e da tutto il personale della struttura. Il programma prevedeva la celebrazione della Santa Messa presieduta dal Vescovo della diocesi di Atakpamé, monsignor Nicodème Barrigah, i discorsi ufficiali, la sfilata di una parte dei bambini nati nella struttura in questi dieci anni e il pranzo condiviso con tutta la popolazione del villaggio. Monsignor Nicodème ha voluto essere presente per portare i ringraziamenti della Diocesi e assicurare all’associazione il suo sostegno per questa importante opera e per tutti i progetti che sta portando avanti per promuovere lo sviluppo della regione. Dopo la foto ricordo con tutto il personale dell’ospedale che ha partecipato alla Santa Messa, Monsignor Barrigah si congedato dai presenti che, 3


Associazione «Dédomé» Amici di don Franck – Vezia /Svizzera – Atakpamé/ Togo in un corteo festante, hanno attraversato il villaggio per recarsi nello spiazzo antistante l’edificio multifunzionale, per ascoltare i diversi discorsi. La prima persona a prendere la parola, è stato il direttore dell’ospedale, che ha ripercorso la storia della struttura evidenziando, con molto spirito, anche alcuni momenti difficili, ormai risolti, che fanno parte della vita di ogni istituzione. Il discorso del direttore, molto apprezzato dai numerosi presenti, è stato seguito da quello del Presidente della ONG, don Franck, che ha ricordato le date salienti dello sviluppo dell’ospedale. La segretaria dell’associazione dopo i saluti e i ringraziamenti di rito che hanno sottolineato il grande impegno di don Franck, la solidarietà del dr. Kodjo Martinoni e la grande generosità dei numerosi benefattori che hanno permesso di raggiungere questo importante anniversario, ha messo l’accento sul senso della struttura, sui risultati raggiunti, sugli investimenti effettuati e sugli obiettivi futuri. La struttura sanitaria si è inserita fin dall’inizio nel programma nazionale voluto dal Ministero della Salute per raggiungere gli obiettivi del millennio dell’Organizzazione Mondiale della Salute che prevedeva di ridurre la mortalità infantile, migliorare la salute delle donne, combattere la malaria, la tubercolosi, l’AIDS e altre malattie trasmissibili. Alcune cifre illustrano l’attività svolta: 19’200 consultazioni di medicina e pediatria; 2’800 consultazioni pre-natali; 834 nascite; 1’140 consultazioni chirurgiche e 430 interventi operatori. Nel 2006 la prima consultazione gratuita ha permesso di visitare 293 persone, nel 2007 la struttura ha partecipato alla campagna nazionale di prevenzione della poliomielite e nel 2009 a quella per il depistaggio dell’ipertensione e del diabete. Nel 2010 una consultazione pediatrica gratuita ha permesso di visitare 120 bambini e di effettuare 94 interventi chirurgici. È stato evidenziato che gli investimenti e i costi di gestione in questi dieci anni ammontano a CHF 650’000.– ai quali bisogna aggiungere l’importante valore del materiale sanitario offerto da Ente Ospedaliero Cantonale, Cliniche, Esercito svizzero, medici e laboratori diversi… La festa, preceduta da una serata di riflessione sullo “sviluppo locale partecipativo”, si è conclusa con la sfilata di circa 200 degli 834 bambini nati all’ospedale di Dédomé nei trascorsi 10 anni. È stato un momento carico di emozioni: tutti i bambini hanno ricevuto un pacco regalo e un’attenzione particolare è stata riservata ai primi tre nati: Marina, Lionello e Gottardo che non hanno potuto trattenere le lacrime. Anche tre mamme, tre membri del personale e la segretaria hanno ricevuto un presente molto apprezzato. Il sostegno al dispensario di Aledjo La comunità religiosa e laica del dispensario di Aledjo, situato al nord del Togo, ha come obiettivo, oltre ad offrire uno spazio di ritiro spirituale alle molte persone che lo richiedono, anche quello di curare i malati e le mamme di ogni etnia e religione che ogni giorno si rivolgono numerosi alla struttura. Il principio cardine dell’assistenza si basa sulla partecipazione dei malati alle cure. Niente è gratuito per evitare l’assistenzialismo e la comunità dà prova di molta immaginazione per proporre delle alternative alle persone che non hanno mezzi finanziari: c’è chi torna con una ciotola di riso, chi aiuta a curare il giardino, chi dà una mano nei lavori di manutenzione degli edifici. Numerose sono le mamme che arrivano ad Aledjo con bambini denutriti e più numerose ancora sono le nonne e le zie, accompagnate sempre più dai papà, che si recano al dispensario con un piccolo orfano in condizioni molto precarie. Il personale propone fin dall’inizio un progetto di cura che tiene conto delle reali condizioni di vita delle famiglie: nessuna incubatrice, ma ceste in legno o in plastica dove i piccoli prematuri sono avvolti in coperte di lana e posti in camere ben riscaldate. Niente biberon, fonte di possibili infezioni a causa delle limitate regole d’igiene che le famiglie hanno a casa, ma sonde gastriche che permettono di nutrire i bambini al loro arrivo prima che possano assumere con un cucchiaino una speciale “bouillie” ricca di proteine e vitamine che le mamme imparano a preparare con i cereali di cui dispongono. All’interno di questo progetto di educazione alla 4


Associazione «Dédomé» Amici di don Franck – Vezia /Svizzera – Atakpamé/ Togo salute, per far fronte alle iniziali situazioni di crisi, le suore e il personale di Aledjo hanno bisogno di un latte speciale (AL 110), introvabile in Togo e che permette di salvare molte piccole vite. La nostra associazione si è impegnata a fornire ogni anno almeno 50 scatole e quindi in agosto e in dicembre la visita al dispensario ha permesso di raggiungere l’obiettivo. In agosto la visita del presidente e della segretaria che ben conoscono la realtà, è stata molto breve e volta a condividere con la comunità un momento di grande tristezza per la morte, a pochi mesi di distanza di Père Marcel, il sacerdote fondatore della comunità, e di suor Edith, originaria della Svizzera francese che, con Père Marcel, ha dato vita a questo dispensario. Malgrado le lacrime che nessuno è riuscito a trattenere, erano palpabili la certezza che il “seme caduto in terra se muore dà frutto” e la riconoscenza per tutto quanto di buono e bello Père Marcel e suor Edith hanno fatto e vissuto con la comunità.

La promozione della scolarizzazione e della formazione professionale attraverso le adozioni a distanza Un docente, un ragazzo, una penna e un libro possono cambiare il mondo”, sono le parole pronunciate da Malala Yousafzai nel corso della cerimonia in cui le è stato consegnato il premio Nobel della pace. Parole dette da una giovane di 17 anni che ha rischiato la morte per difendere l’educazione, perché convinta che solo attraverso un processo educativo generalizzato, senza differenze tra ragazzi e ragazze e senza limiti finanziari si può promuovere lo sviluppo e migliorare la qualità di vita di tanti giovani e delle loro famiglie. Le adozioni a distanza rappresentano uno dei mezzi per raggiungere gli obiettivi definiti fin dall’inizio dell’attività della nostra associazione e cioè: “permettere l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani di Dédomé e promuovere la solidarietà tra le famiglie all’interno del villaggio”. I “risultati attesi”: tasso di scolarizzazione elementare pari al 100%, tasso di ottenimento del certificato di fine apprendistato pari al 75%, sopportabilità dei costi di formazione da parte delle famiglie (dalla scuola elementare al termine della formazione) e disponibilità di mezzi e risorse formative nel villaggio o nella regione (docenti, materiale scolastico, …) sono stati raggiunti grazie alla generosità di molte famiglie ticinesi e all’impegno in loco dei ragazzi e dei responsabili del progetto. Alla fine del 2014, le adozioni a distanza sono 311, così ripartite: 37 bambini piccoli, 156 bambini della scuola elementare, 64 ragazzi della scuola media, 22 apprendisti (2 nell’anno di stage), 16 studenti liceali e 16 studenti universitari. I ricavi dei padrinati rappresentano ca. il 50% dei proventi dell’Associazione. Si tratta di risorse importanti finalizzate alla scolarizzazione dei giovani della regione. Oltre al materiale scolastico e didattico, il contributo, che confluisce in una cassa comune, copre anche le spese sanitarie (pianificate due visite mediche all’anno per tutti i bambini), il doposcuola e la scuola estiva. Il sostegno alle famiglie è oggi puntuale e mirato: i coordinatori sul posto verificano le esigenze specifiche delle famiglie e le aiutano a superare le difficoltà temporanee e a ricostruire la rete sociale per evitare l’isolamento e l’emarginazione. In questo modo l’Associazione è in grado di assicurare la scolarizzazione anche ai bambini che non hanno un padrino o una madrina. La tendenza seguita da molte associazioni è l’abbandono dell’adozione nominativa e il passaggio a contributi destinati al sostegno globale di una classe, alle urgenze di una famiglia e in casi particolari a un bambino, il cui nome resta però sconosciuto al padrino/alla madrina. Questo consente una semplificazione della gestione, permettendo di usare gli importi a disposizione indistintamente dal beneficiario specifico. Riducendo le disparità fra i bambini, si trasforma anche l’impegno dei coordinatori sul posto che investono il loro tempo e le loro competenze nella valutazione dei bisogni formativi e dei risultati scolastici dei ragazzi. La nostra Associazione lavora da tempo in questo modo, ciò non di meno riconosce il legame affettivo e solidale che si crea fra la famiglia del padrino/della 5


Associazione «Dédomé» Amici di don Franck – Vezia /Svizzera – Atakpamé/ Togo madrina e il/la suo/a figlioccio/a. Per questo motivo, pur consigliando l’adozione non legata ad un bambino specifico, non intende per il momento sopprimere l’adozione nominativa che per numerose famiglie ticinesi è molto importante perché permette, per esempio, di sensibilizzare concretamente i bambini sui bisogni dei loro coetanei che vivono in condizioni di povertà. Passare dall’aiuto diretto alla cooperazione allo sviluppo è un processo lento che richiede anni di riflessioni, rimesse in discussioni personali e collettive, rinunce a gratificazioni immediate per cogliere dei risultati positivi a medio/lungo termine: un cammino che vogliamo percorrere rispettando i desideri e i tempi di tutte quelle persone/famiglie senza la cui grande generosità questo progetto non può continuare. La mensa scolastica La mensa scolastica è stata voluta per permettere ai bambini del villaggio di beneficiare almeno una volta al giorno di un pasto equilibrato. Come per tutti gli altri progetti, l’obiettivo è che le famiglie prendano coscienza dell’importanza dell’alimentazione e delle regole d’igiene per lo sviluppo dei loro figli e che la partecipazione concreta delle famiglie è indispensabile per evitare che tutto “sia dovuto”. Già nel 2013 il contributo finanziario dell’associazione era stato molto limitato e anche nel 2014 le spese della mensa sono state assunte dalla comunità. Da evidenziare che nel periodo settembrenovembre la mensa non ha funzionato perché le famiglie non sembravano disposte a contribuire: di fronte a questa problematica, i membri del comitato locale hanno organizzato diverse riunioni che hanno permesso di spiegare quanto la riuscita di un progetto sia responsabilità delle persone che abitano nel villaggio e non solo dei membri svizzeri dell’associazione. Un momento di crisi che si è trasformato in occasione di crescita per tutta la popolazione di Dédomé. La sfida della scuola professionale Il 15 dicembre 2014, in presenza di diverse autorità, dei rappresentanti del Ministero dell’Educazione, della popolazione locale, del presidente don Franck, del Vescovo emerito Monsignor Grampa e dei signori Redaelli, è stata posata la prima pietra della scuola professionale. Il progetto di formazione professionale dei giovani della Regione degli Altopiani si inserisce nel « Plan sectoriel de l’éducation 2010 – 2020 »3 elaborato dal Governo della Repubblica togolese, che prevede di: “garantire, nell’insegnamento superiore, nell’insegnamento secondario,nell’insegnamento tecnico e nella formazione professionale, percorsi formativi che, quantitativamente e qualitativamente, siano determinati dalla domanda dell’economia togolese come pure lo sviluppo di un partenariato efficace e ben coordinato.”4 In particolare, per la formazione professionale, il rapporto indica una doppia prospettiva: «contribuire a migliorare la produttività del lavoro nel settore informale, agricolo e non agricolo permettendo ai giovani che terminano la loro scolarità di beneficiare di una formazione breve orientata all’inserimento in una professione. L’asse strategico consiste nel creare, rinforzare e coordinare formule e strutture di formazione breve e/o di apprendistato in collaborazione con artigiani e persone attive in ambito agricolo»5. Per raggiungere questi obiettivi, «il Governo garantisce il diritto (a Organizzazioni private, cittadini, collettività locali e a ogni ente che dispone dei necessari mezzi finanziari) di creare e gestire) strutture educative conformi alle leggi e ai regolamenti in vigore. Lo Stato dovrà incoraggiare lo sviluppo di strutture private specialmente nell’ambito post-elementare, all’interno di una strategia nazionale condivisa»6. 3

République Togolaise. Plan sectoriel de l’éducation 2010-2020. Lomé, mars 2010 Planipolis.iiep.unesco.org/upload/Togo/Togo_PSE_2010_2020.pdf, consultato il 2 dicembre 2014 4 Ibid, pp 49 - 50 5 Ibid, pagina 50 6 Ibid, pagina 51 6


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Il comitato della nostra associazione ha deciso di dare un seguito positivo alla richiesta di costruzione di una scuola professionale nel villaggio di Dédomé, in considerazione degli aspetti demografici ed economici della regione (Prefettura dell’Amou). La regione degli Altopiani, conta 1'222’000 abitanti7, di cui 106'000 nella Prefettura dell’Amou. Le statistiche togolesi8 indicano che il 42.2% della popolazione ha meno di 15 anni e che il 51% è di sesso femminile. Questi dati dimostrano che i giovani suscettibili di poter seguire un apprendistato nella struttura di Dédomé, possono essere stimati, nei prossimi anni, a circa 10'600 (pari al 10% della popolazione che attualmente ha meno di 15 anni). Tenuto conto della struttura economica della regione, dei progetti promossi da altre associazioni (gestione di strutture sanitarie, approvvigionamento in acqua potabile,…) dell’evoluzione tecnologica (sviluppo dell’informatica e dell’elettronica) e alfine di offrire un’opportunità di formazione a ragazzi e ragazze, la scuola disporrà di un curricolo per le seguenti professioni: informatico, meccanico d’auto e moto, elettromeccanico, falegname, muratore, parrucchiere, sarto, agricoltore e allevatore. Il progetto prevede la costruzione di un edificio con aule di pratica e di teoria che permetta di accogliere, al termine di un ciclo completo di formazione triennale o quadriennale, circa 400 apprendisti e di un capannone per la formazione pratica degli elettromeccanici.

La promozione agricola L’agricoltura è la principale fonte di sostentamento per quasi tutte le famiglie della regione. La creazione di una cooperativa agricola che raggruppa 14 villaggi e che ha sede a Koutoukpa (villaggio che confina con Dédomé) è una delle strategie messe in atto per permettere ai membri di migliorare le loro competenze nelle tecniche agricole, di sperimentare nuove mezzi di produzione e di entrare nel mercato locale. Attualmente il lavoro si svolge sul terreno agricolo di 35 ettari acquistato appositamente dalla nostra associazione. La cooperativa ha un capitale sociale di CHF 10'000.- , è gestita da un consiglio di amministrazione di 11 membri, coadiuvato da un consiglio di sorveglianza di 5 membri e da un comitato di 14 persone responsabile dell’assegnazione dei crediti. Un giovane e dinamico direttore ha il compito di promuovere le attività della cooperativa, aiutato da 7 animatori rurali, uno ogni due villaggi membri. Questo modo di procedere rappresenta una sfida che permette alle famiglie di uscire dall’idea che ognuno “produce per sé” ed entrare in una logica di sviluppo che “obbliga” alla condivisione di obiettivi, strategie e mezzi finanziari per il bene di tutti. La cooperativa collabora attivamente con i servizi del Ministero dell’agricoltura alfine di rispettare i decreti in vigore e poter far capo, a medio termine, anche a prestiti che favoriranno lo sviluppo delle attività. 2. Calibrare i progetti sulla base dei bisogni espressi dagli abitanti e per i quali le comunità locali siano pronte a dare un contributo fattivo nella loro realizzazione e/o gestione. I compiti principali del comitato in Ticino sono: - valutare la coerenza, la pertinenza, l’efficacia e l’efficienza dei progetti presentati dalle comunità togolesi per il tramite del comitato locale e del direttore esecutivo della ONG; - ricercare e gestire i fondi e il materiale necessari alla realizzazione dei progetti. “Lavorare al Sud… significa confrontarsi con culture, storie, modi di pensare e di vedere le cose diverse dalle nostre. È importante quindi che il nostro approccio consideri e rispetti queste profonde differenze culturali e ne faccia il proprio punto di partenza……Quando una ONG entra in contatto 7 8

www.stat.togo.org/index.php?option=com_content&view, consultato il 13 febbraio 2014 Ibid 7


Associazione «Dédomé» Amici di don Franck – Vezia /Svizzera – Atakpamé/ Togo diretto con un determinato contesto, riesce solitamente ad avere solo un limitato raggio percettivo della situazione. Prima di intraprendere qualsiasi tipo di azione è invece importante analizzare un contesto più allargato che prenda in considerazione il maggior numero di attori possibili, anche quelli istituzionali….A differenza di come si agiva fino a pochi anni fa, ora è diventata centrale l’assunzione delle responsabilità dei progetti da parte del partner locale. Questa attitudine richiede una organizzazione che faciliti la comunicazione e lo scambio di informazioni tra il partner del Nord e il partner del Sud…..attraverso la comunicazione sarebbe poi essenziale avviare gradualmente un lento passaggio di poteri fra il Nord e il Sud, rendendo il partner locale sempre più in grado di sostenere il progetto di sviluppo in modo autonomo”9 Per rispondere in modo adeguato a queste esigenze, proposte dalla FOSIT (Federazione delle ONG della Svizzera Italiana), nel corso del 2014, grazie alla presenza in Togo del direttore esecutivo signor Frédéric Djinadja, il comitato svizzero ha potuto basare la sua attività, oltre che sull’analisi diretta effettuata in loco dal presidente e dalla segretaria, anche sui regolari rapporti di attività e sulle richieste formali corredate da obiettivi, strategie d’intervento e piani contabili che hanno potuto essere discussi e condivisi. Nel corso dell’anno il comitato si è riunito sei volte in un clima di lavoro costruttivo e improntato alla valorizzazione delle rispettive competenze e peculiarità. Il presidente, don Franck, con il suo carisma, la sua tenacia e il suo entusiasmo trascinante si occupa prevalentemente dei contatti esterni e della ricerca di fondi. La signora Annamaria Prati è la persona di riferimento per il progetto della scolarizzazione e della formazione professionale dei bambini e dei giovani che viene finanziato attraverso le adozioni a distanza e si occupa della raccolta, della classificazione e della preparazione del materiale da inviare in Togo. La Signora Marina Santini assolve i compiti di segretariato, mantiene i contatti con la SUPSI per lo stage di mobilità degli studenti del bachelor in cure infermieristiche e, coadiuvata dal signor Giuseppe Gallucci, assume la responsabilità della gestione contabile dell’associazione, dell’elaborazione di progetti specifici e dei colloqui con i volontari che chiedono di poter vivere un’esperienza in Togo. La signora Marisa Rathey partecipa attivamente alla valutazione dei progetti e sostiene la segretaria nell’elaborazione del Giornalino semestrale. Il dottor Alberto Chiesa dà il suo validissimo contributo nella ricerca e valutazione di materiale sanitario, mantenendo i contatti con il dr. Giacomo Martinoni che si è stabilito a Dédomé e l’avv. Immacolata Iglio-Rezzonico mette a disposizione del comitato le sue competenze giuridiche. 3.

Far conoscere le attività dell’Associazione attraverso incontri, pubblicazioni e bancarelle, per la raccolta dei fondi necessari alla realizzazione dei progetti pianificati. La nostra associazione, costituita nel 2003, può contare su circa 900 membri attivi che, due volte all’anno, ricevono il Giornalino informativo. Il comitato reputa molto importante tenere al corrente i soci sulle attività svolte, le esperienze vissute, le decisioni prese, affinché tutti posano sapere come sono investiti i fondi generosamente donati. Nel 2014 sono diminuite le presenze ai mercatini di Natale, limitate a Vezia, Pregassona e Caslano. La festa dell’amicizia del mese di giugno costituisce un’occasione di incontro sempre molto apprezzata. Anche nel 2014 la competenza organizzativa del signor Gian Franco Gervasoni e la disponibilità del Consiglio parrocchiale di Caslano hanno permesso l’organizzazione della giornata malgrado il tempo incerto. Da evidenziare l’impegno del coro Quattrocentoquaranta che ha offerto un concerto a favore dell’associazione. Domenica 15 dicembre le responsabili del gruppo Jeans, Nadia Grandi e Tiziana Polverini, con i bambini entusiasti e molto impegnati, hanno sfidato acqua e vento per allietare la comunità di Leggia (Grigioni) e raccogliere

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Naiaretti Claudio, Sagramoso Alessandra, Solaro Del Borgo Alessandra. Strumenti operativi per progetti di cooperazione allo sviluppo. FOSIT, Lugano, 2009 8


Associazione «Dédomé» Amici di don Franck – Vezia /Svizzera – Atakpamé/ Togo fondi per la scuola professionale. A questi eventi vanno aggiunte la partecipazione alla manifestazione “Mondo al Parco”, organizzata dalla FOSIT per dare visibilità alle diverse ONG attive nella Svizzera italiana e alcune bancarelle con la vendita di dolci e libri di seconda mano. I quotidiani ticinesi hanno pubblicato le lettere scritte da Dédomé dal dr. Giacomo Martinoni, mentre la televisione togolese ha trasmesso tre servizi relativi alle nostre attività e in particolare ai festeggiamenti per il decimo anniversario dell’ospedale e alla posa della prima pietra della scuola professionale. 4.

Suscitare uno spirito di fiducia e di solidarietà reciproci e creare dei legami di amicizia tra i membri dell’Associazione e le popolazioni dei villaggi togolesi interessati. Per suscitare uno spirito di fiducia è fondamentale che le persone possano conoscersi, confrontarsi e rispettarsi nella loro diversità. Per questo motivo, fin dalla sua costituzione, la nostra associazione offre la possibilità a chi è interessato, di recarsi in Togo per scoprire il contesto, vedere con i propri occhi quanto realizzato e creare legami significativi con la popolazione locale apportando anche il proprio contributo. Dal 30 luglio al 4 settembre 2014 il presidente don Franck e la segretaria Marina Santini si sono alternati per valutare i progetti in corso e mantenere i contatti con le istanze governative ai vari livelli. Priscilla Porro e Giulia Bazzi due studentesse della SUPSI, hanno trascorso tre mesi all’ospedale di Dédomé per lo stage di mobilità ottenendo ottimi riscontri sia per l’aspetto professionale che umano. La loro presenza discreta, rispettosa e propositiva, è stata molto apprezzata dalla direzione e da tutto il personale dell’ospedale. Tre altre infermiere, Elena Pagani, Elisa Mazzetti e Lia Domeniconi hanno accolto e vissuto positivamente la sfida dell’esperienza professionale in terra africana. Dal mese di dicembre anche un architetto, il signor Loïc Bernasconi si trova a Dédomé per dare il suo contributo alla costruzione della scuola professionale. Dal 9 al 19 dicembre Dédomé ha accolto per la seconda volta il Vescovo emerito della diocesi di Lugano Monsignor Piergiacomo Grampa, invitato da Monsignor Nicodème Barrigah, vescovo di Atakpamé in occasione dei festeggiamenti per il 50° anniversario della diocesi. Don Franck lo ha accompagnato con due parrocchiani di Caslano i signori Carmen e Renato Redaelli che hanno accolto l’invito di Monsignor Ballong che ha celebrato i 40 anni di ordinazione sacerdotale. Per i signori Redaelli il primo viaggio a Dédomé è stato ricco di emozioni e a monsignor Grampa i dieci giorni africani hanno permesso di valutare il cammino percorso e i progetti realizzati dal 2009, anno del suo primo viaggio con i Vescovi della Conferenza episcopale svizzera.

Ai numerosi soci, amici e sostenitori, va il sentito ringraziamento del comitato che spera di poter contare anche in futuro sulla fiducia e i contributi di molte persone. La generosità porta sempre frutti che sono ben visibili nel villaggio e nella regione di Dédomé dove tutti sono i benvenuti! Vezia, marzo 2015

Il Presidente

Don Franck Koffi Essih

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