Associazione « DÉDOMÉ » Amici di don Franck
Indice
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Grazie di cuore a tutti i benefattori
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Esperienze di viaggio: estate 2005
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La mia terza esperienza in Togo L’adozione di un apprendista Un giorno di lavoro diverso dal solito Gli incontri ufficiali
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I primi sei mesi d’ attività del centro medico - sociale San Gottardo
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L’acqua è arrivata al villaggio di Koutoukpa
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Il sostegno informatico ad alcuni uffici della Prefettura d’Amou
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Progetti in corso:
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Le adozioni a distanza: la sua vita nelle tue mani Il centro medico sociale San Gottardo I progetti agricoli
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Un libro per sottolineare i cinque anni di attività dell’associazione
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a. b. c.
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GRAZIE DI CUORE A TUTTI I BENEFATTORI ! Carissimi sostenitori, Amici dei poveri, anche quest’estate una delegazione di sette persone si è recata in Togo per vivere un’esperienza di condivisione con la popolazione di Dédomé e ha potuto valutare la situazione dei diversi progetti in corso. I vostri contributi e i vostri sforzi hanno permesso al centro medico sociale S. Gottardo di svolgere la sua attività in questi primi sei mesi, alle cooperative agricole di produrre il necessario per vivere e di aumentare le superfici coltivabili, alla popolazione di Koutoukpa di beneficiare dell’acqua attraverso quattro fontane pubbliche, ai bambini e ai ragazzi in età scolastica di frequentare la scuola con un minimo di sicurezza finanziaria e ad alcuni apprendisti di concludere il contratto con il loro datore di lavoro diventando autonomi. A nome di tutta la gente di Dédomé e dei villaggi vicini, vi esprimo il mio più profondo GRAZIE per la generosità che avete dimostrato e che ha permesso la realizzazione di queste opere così importanti per il miglioramento della qualità di vita di tante persone. Come potete leggere nelle prossime pagine, i progetti in corso e in particolare quello relativo al centro medico sociale richiedono ancora di essere sostenuti per permettere alla popolazione di Dédomé e della regione di poter usufruire delle cure di base indispensabili. Vi comunico pure che la nostra associazione è diventata membro della FOSIT (Federazione ONG della Svizzera Italiana) nel corso dell’assemblea generale svoltasi lo scorso 20 maggio. Il Signore ricompensi ogni vostro sforzo e vi colmi della Sua Benedizione! Don Franck 2
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Esperienze di viaggio: estate 2005 La mia terza esperienza in Togo Sono tornata da poco dalla mia terza esperienza in Togo. È strano, raccontare le impressioni su queste due settimane trascorse laggiù non è facile e non certo per la paura di ripetermi. Anzi, questa volta è stato molto diverso dalle altre volte. Le sorprese sono state così copiose che l’imbarazzo sta proprio nello scegliere, tra i fotogrammi che scorrono nella mia mente, quelli che più mi hanno coinvolta. A Lomè, la capitale e prima tappa del nostro viaggio, capisci che la situazione di calma apparente che regna è irreale, sotto la cenere cova il fuoco. La corruzione ed i soprusi si notano. Mileti ha raccontato molto bene sull’ultimo bollettino parrocchiale, un’esperienza da noi vissuta fra le donne che affumicano il pesce vicino al porto. Con tanta rabbia ci hanno espresso la loro disperazione per aver ricevuto l’ingiunzione di lasciare il loro posto di lavoro per dare spazio ad una multinazionale francese. Grazie all’autorità di Don Franck abbiamo potuto evitare problemi che una pattuglia di militari ci stava creando per aver ascoltato quelle donne. Difficoltà che abbiamo toccato con mano, vicino alla frontiera con il Ghana, dove ci è stato proibito di scattare fotografie. Finalmente lasciamo Lomè, città impressionante e caotica per me invivibile. Raggiungere la regione dei Plateaux e il distretto d’Amou è una liberazione! La vegetazione rigogliosa, le palme, le colline che sovrastano Dédomé ti fanno sentire parte integrante di questa natura. Una natura benigna che è prodiga con i suoi figli “basta non essere lazzaroni” come dice il nostro Don, mostrandoci con orgoglio i campi e le risaie dove lavorano, a turni, squadre di contadini sostenuti dalla nostra associazione.
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Fra pochi anni, afferma Don Giuliano che ci accompagna, “vinceremo la fame”. Ora con i fagioli, l’ignam e il mais hanno di che sfamarsi: il raccolto del riso non è ancora sufficiente per la popolazione, anche se il programma è partito bene.
L’alimentazione non è abbastanza variata e ci sono carenze di vitamine e di proteine. Un obbiettivo futuro è quello di realizzare un allevamento di mucche e maiali. Il nostro dispensario lavora a pieno ritmo. Il giovane e volonteroso Dottor Happy ci ha presentato, alla giornata di riflessione, con dovizia di particolari, il rapporto sull’attività del Centro Medico Sociale. Dalla sua apertura sono nati circa 40 bambini che con una toccante e festosa cerimonia sono stati battezzati la seconda domenica del nostro soggiorno. Sotto un pergolato di foglie di palma mamme vestite con il loro abito migliore, creavano una sinfonia di colori. I canti e le preghiere erano frammezzati dai vagiti dei bimbi che venivano subito placati dal seno della mamma, uno spettacolo dolce e commovente, sicuramente irripetibile. Un’altra cerimonia che senza le spiegazioni di Don Franck sarebbe stata per noi incomprensibile, è stata quella della fine 4
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dell’apprendistato in meccanica di un ragazzo adottato a distanza. Un rito forte, impressionante, quasi pagano che ci ha fatto capire quanto l’onore e l’impegno morale non siano solo legati alla tradizione ma al rispetto e alla continuità della stessa, con una grande considerazione degli anziani e la venerazione degli antenati. Sorprendente la capacità dei giovani nell’allestire spettacoli con la loro innata musicalità e gestualità, mai volgare, riescono a far passare messaggi di vitale importanza: come proteggersi dall’Aids e dal mercato dei bambini per il loro sfruttamento. Notevole il potenziale di voce dei cori , il ritmo coinvolgente dei loro balli che diventano un’apoteosi durante le feste e le Messe. Oltre alle citate feste dell’accoglienza e del battesimo comunitario c’è stata anche quella offerta per i 70 anni di Elvina, diventata in quel giorno, accanto al fiero capo-villaggio, la donna più importante di Dédomé, fra il divertimento generale. Ma non solo divertimento c’è stato. Ci sono ancora tante cose da risolvere al villaggio:debellare la malaria, endemica in Togo, non risparmia neppure Don Giuliano, Vitus, il nostro Angelo Custode, sua figlia Blandine che ha perso l’anno scolastico a causa di questa malattia.
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Debora invece non ha potuto frequentare la scuola per
mancanza di soldi. Ci ha pensato Sonia, maestra del nostro gruppo, con un gesto bellissimo l’ha adottata per la sua classe III.a elementare qui a Pregassona. Elvina ha rivisto Madeleine, da lei adottata lo scoro anno. E’ una dolce, povera ragazza, martoriata nel fisico dalla poliomielite. Ora sta imparando stenodattilografia, l’unico mestiere che potrà fare per sopravvivere in quelle condizioni. Con il suo sguardo triste ci ha trasmesso infinita riconoscenza. Il Prefetto mi ha incaricata di essere portavoce di una necessità assolutamente prioritaria per il villaggio, quella di creare i gabinetti pubblici per combattere tante malattie dovute alla scarsa igiene. Urgente l’appello che mi ha fatto il medico Dottor Happy per trovare una incubatrice e delle”comode” per le partorienti. Concludo ribadendo la mia gioia per essere tornata in Africa. Loro hanno un proverbio che dice:”devi amarmi per venire qui”. Lom Nava – Ama e vieni. Non conosco l’akposso, il loro idioma, ma sento che è così. Dai bambini che appena ci vedono gridano “yowo, yowo”, sperando in una caramella, ai sorridenti saluti di tutti – soyez les bienvenus – bien arrivés – bon courage -, senti che anche loro ti amano. Camminando tra le case di Dédomé mi sentivo chiamare. L’emozione di essere riconosciuta mi ha fatto capire che fra il villaggio e Pregassona non esistono frontiere e siamo tutti cittadini dello stesso paese.
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Grazie Don Franck per avermi dato l’opportunità di ricevere cosi tanto dalla tua gente, un dono questo che mi permette di riprendere con spirito più sereno la nostra quotidianità. Carla Casanova
L’adozione di un apprendista Qualche anno fa ho deciso di fare un’adozione a distanza, ho scelto di aiutare un apprendista elettricista. Sapevo che erano poche le adozioni di ragazzi già grandi, in generale si preferisce adottare dei bambini. Parfait aveva già 30 anni e fino ad allora, lui, il più giovane della sua numerosa famiglia, aveva dovuto lavorare nei campi: il suo sogno era di imparare un mestiere ma non ne aveva mai avuto la possibilità, perché per intraprendere un apprendistato bisogna pagare. Quest’anno, in Togo ho avuto la gioia di conoscere lui e la sua famiglia. Parfait mi è stato vicino per tutto il soggiorno. La sua gentilezza, la sua riconoscenza e la sua buona volontà mi hanno commosso. Don Franck mi ha portato a parlare con il suo datore di lavoro ed ho potuto constatare di persona quanto questi giovani, se ne hanno la possibilità, prendano sul serio il loro compito.
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Ne ho avuto la conferma quando ho assistito alla cerimonia di “liberazione dall’apprendistato” di un giovane meccanico a fine formazione. Cerimonia densa di simboli tradizionali, che si è ripetuta due settimane dopo, per un apprendista muratore. Don Franck ci ha spiegato il significato veramente profondo di questo r i t o. I l r agazzo, at t r aver so quest a cer i m oni a vi ene responsabilizzato a lavorare onestamente, senza imbrogliare, e si impegna a mantenere quanto promesso.
E’ stato commovente vedere sul volto di questo giovane, la serietà e la passione con cui partecipava. Sono convinta che dando la possibilità a questi ragazzi di iniziare un apprendistato, si aiutano concretamente a farne dei cittadini responsabili, per il bene futuro del loro Paese. Mi sento di raccomandare ad altri questa esperienza veramente positiva! Mileti Udabotti
Un giorno di lavoro diverso dal solito Mi chiamo Mauro, ho 35 anni e sono elettricista. Quest’anno, durante le vacanze estive, ho deciso di recarmi in Togo assieme a Roberta mia moglie e Mileti mia suocera. Sono partito alla volta dell’Africa con poca convinzione, non sapendo bene cosa mi aspettava e se avrei potuto rendermi utile: avevo una strana sensazione. Arrivato a Lomé, a causa del caldo, dell’umidità e dei portabagagli un po’ invadenti non ero del tutto soddisfatto. In ogni modo i primi giorni in città sono passati bene. A malincuore ho notato che lì, le persone, gettano qualsiasi 8
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immondizia in strada, l’aria è molto inquinata a causa delle molte auto e motorini scarburati. Per fortuna dopo due giorni siamo andati verso il villaggio di Dédomé. Li le cose sono cambiate in meglio; l’ambiente è più pulito e non c’è il caos della città. Il primo giorno abbiamo ricevuto un’accoglienza eccezionale; non riesco nemmeno a descriverla, vi basti sapere che mi veniva da
piangere(cosa che non mi succede molto spesso). Subito mi sono accorto che la gente del villaggio non sta così male come mi ero immaginato e questo mi ha riempito il cuore di gioia. Al primo impatto mi sono sembrati sani e felici; la loro terra è fertile e si vedono i primi frutti dell’organizzazione dei contadini in cooperative. I giorni passano tra una visita e un po’ di ordine in magazzino. Riuscirò a fare qualcosa di concreto per queste persone che si sono rivelate così gentili ed ospitali? Finalmente Don Franck mi affida l’incarico di montare una lampada di sala operatoria nella sala parto del dispensario e di collegare elettricamente il boiler. Infatti, per il momento, non c’è la possibilità di avere l’acqua calda. Deciso il giorno in cui avrei fatto il lavoro, mi preparo moralmente in quanto devo far capo a tutta la mia inventiva per risolvere alcuni problemi tecnici. Giunto il giorno, chiedo a Patrice se c’è la possibilità di saldare dei pezzi di ferro e subito mi assicura di potermi aiutare a trovare un fabbro per saldare il telaio che mi permetterà di fissare la lampada al soffitto del dispensario. Appena arrivati lì, mi accorgo che ci sono diverse persone ad aspettarmi per aiutarmi! Il lavoro si è svolto alla perfezione: chi se lo immaginava che potesse esistere una popolazione così affiatata; nonostante la mancanza di negozi sono riusciti a procurarmi qualsiasi cosa che io 9
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chiedessi. Inoltre, mi faceva un po’ strano che mi domandassero ogni attimo se ero stanco, se stavo bene e se volevo riposare…….. Non mi capita spesso che la gente si preoccupi di me mentre lavoro. Il momento più indescrivibile è stato quando ho messo in esercizio la lampada! L’espressione sui loro visi e le loro esclamazioni di meraviglia mi hanno commosso tantissimo; nella vita quotidiana quando termina il lavoro, il committente a stento mi dice grazie. Di solito, la soddisfazione per un lavoro viene da un mio giudizio personale e dal fatto che sono pagato…….Li invece la sensazione è stata diversa; sono riusciti a farmi sentire un eroe. Il capo villaggio mi ha abbracciato e tutti esultavano; non mi sembrava vero; meglio di qualsiasi paga! E’ come se avessi trovato un tassello importante del puzzle della mia vita; il semplice gesto di accendere una luce fatto che da noi non ha nessuna importanza (o quasi), li era una cosa indispensabile. Per la prima volta mi sono reso conto di com’è bello essere utili a qualcuno; non che nella vita quotidiana non lo sia, ma li, sono stati capaci, con gesti semplici e sinceri a far sì che me ne rendessi conto. Pensate, il giorno della partenza, la levatrice è uscita a cercarmi per ringraziarmi di nuovo, ribadendo che senza di me i neonati sarebbero nati ancora sotto la flebile luce del piccolo neon posto a tre metri d’altezza… Era da tempo che non mi sentivo così completo; forse da quando ho finito l’apprendistato. Concludendo posso affermare che quel giorno è valso tutto il soggiorno a Dédomé. Non posso dire che tornerò in Togo a fare vacanza, ma a lavorare e a trovare gli amici che ho conosciuto, sì! Mauro Candeago
Gli incontri ufficiali Trascorrere un periodo in Togo permette ai rappresentanti dell’associazione e ai membri del comitato di incontrare delle personalità in loco per discutere gli obiettivi dei progetti in corso e verificare che siano compatibili con la politica nazionale di sviluppo. 10
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Quest’anno abbiamo potuto incontrare il Ministro delle miniere e dell’acqua, signor Agbenadon Kokou Didié che si è detto molto interessato alle nostre attività e ha promesso di sostenerle nel limite delle sue possibilità. La Ministra della salute, signora Aho, ci ha accordato un’udienza ….alle sette del mattino e ci ha ringraziato per il sostegno che forniamo alla popolazione della regione di Dédomé. Il dono dell’ambulanza e il rapporto sul lavoro svolto nei primi sei mesi d’attività dal personale del centro medico sociale l’hanno favorevolmente impressionata. Il console svizzero, signor Daniel Groos ha dimostrato un rinnovato il suo interesse per i nostri progetti che sostiene fin dall’inizio.
Ci ha comunicato che prevede di visitare il centro medico sociale nel corso di un viaggio nel nord del paese in programma nel corso del mese di ottobre.
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Molto importanti sono pure gli incontri con i membri del comitato locale e con i responsabili delle commissioni di gestione dei diversi progetti.
Due riunioni “fiume” si sono tenute quest’anno: la prima dalle 19.30 alle 0.30 e la seconda il giorno successivo, dalle ore 12.00 alle ore 20.30. Le discussioni si sono rivelate molto proficue perché hanno permesso di coordinare gli obiettivi dei diversi progetti e di considerare risorse e limiti ai quali le persone sul posto sono confrontate, cercando delle soluzioni costruttive. Don Franck
I primi sei mesi d’attività del centro medico sociale San Gottardo 27 dicembre 2004 – 30 giugno 2005, il centro S. Gottardo di Dédomé ha raggiunto i sei mesi di esistenza e questo rapporto ne evidenzia gli aspetti salienti. Al centro si effettuano le consultazioni tutti i giorni feriali dal lunedì al venerdì a partire dalle 8.00 la mattina e dalle 15.00 il pomeriggio. Tutte le mattine, dopo una preghiera in comune del personale, si effettua una visita ai malati degenti. Il servizio di guardia notturno è garantito, come pure un servizio di picchetto durante i giorni festivi e i fine settimana.
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Le consultazioni sono effettuate dal medico e dall’infermiere per i casi di medicina, mentre la levatrice è responsabile delle consultazioni prenatali e dei parti con la supervisione del medico. Gli aiuto infermieri coadiuvano l ’ i nf er m i er e nel l e pr est azi oni infermieristiche tecniche. I pazienti provengono prioritariamente da Dédomé e dalle località vicine, ma circa il 24% arriva da Atakpamé, da Amou Sud e dalla prefettura di Wawa, che distano più di 20 Km dal centro. Medicina generale Il primo giorno 122 pazienti hanno beneficiato di una consultazione gratuita. Dal 28 dicembre 2004 al 30 giugno 2005 sono stati visitati 1074 malati, con una predominanza di adulti sopra i 15 anni, come mostra il grafico seguente (fig. 1)
Fig. 1 Ripartizione dei pazienti visitati al CMS S. GOTTARDO secondo l’età dal 28 dicembre 2004 al 30 giugno 2005
003
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052 002
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361 451
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35 16
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In totale sono stati ricoverati 170 pazienti , con un coefficiente di rotazione calcolato in 14 pazienti/letto. Cinque ammalati sono deceduti, tra cui una giovane donna di 28 anni per le conseguenze di un aborto clandestino e una bambina di 5 anni per una setticemia. Le patologie piÚ frequenti sono: la malaria e le affezioni croniche, tra le quali le patologie degenerative della colonna vertebrale e i problemi di ulcere gastro intestinali sono prevalenti. Alcuni pazienti hanno dovuto essere trasferiti negli ospedali della regione per motivi chirurgici, di gravi anemie o di mancanza di materiale (in particolare per i problemi oftalmologici). Gli atti medico tecnici piÚ praticati sono: le trasfusioni di sangue, le punzioni lombari, le infiltrazioni peridurali, le circoncisioni, la posa di gessi, le suture di ferite, l’ablazioni di cisti.
Ginecologia – ostetricia 113 gestanti sono state registrate al centro per una consultazione prenatale. I parti sono stati 32, di cui un nato morto.
Il mese di luglio ha registrato ulteriori 7 nascite, come mostra il grafico seguente (fig. 2)
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Il peso medio dei bambini alla nascita è di 2829 g, la lunghezza media è di 47 cm. In ginecologia i ricoveri sono dovuti alle complicazioni in seguito ad aborti clandestini e alle minacce di parto prematuro. Attività di promozione della salute Dal mese di maggio 2005 una volta al mese si tengono delle riunioni informative per tutte le puerpere. In questa occasione tutti i bambini sono registrati, pesati, misurati e vaccinati secondo le direttive del ministero della salute. Il 30 giugno 2005 tutti gli allievi e le allieve della scuola media di Koutoukpa hanno beneficiato di una giornata di sensibilizzazione sulle malattie sessualmente trasmissibili e sull’AIDS, alla quale hanno partecipato anche la direzione e gli insegnanti. La tematica è stata affrontata attraverso lezioni magistrali, visione di un film, discussione ed è terminata con un questionario di valutazione distribuito a tutti gli studenti. La scelta del tema è legata all’evoluzione dell’AIDS in Togo. Secondo le statistiche sanitarie nazionali1, dai 6 casi registrati nel 1987, si è passati ai 1135 nel 2002, con un totale cumulativo dal 1987 al 2002 pari a 14'840 casi. I sieropositivi sono stimati a 1
Statistiche PNLS TOGO su IST/ VIH – SIDA, 2004
160'000. La regione degli Altopiani, in cui si situa Dédomé, è la seconda più toccata da questa patologia, con 4354 casi registrati nel 2002 e 5697 casi nel 2003. La necessità di proporre questo tipo di formazione nasce anche dall’amara constatazione effettuata dalla direzione della scuola che ha scoperto che sulla sessantina delle sue allieve, 14 sono rimaste incinte, 12 hanno abortito clandestinamente, una ha partorito al centro San Gottardo e una seconda partorirà nelle prossime settimane. Considerata l’importanza della tematica e la buona partecipazione degli allievi, una seconda giornata di sensibilizzazione sarà proposta nel corso del mese di settembre.
Difficoltà incontrate All’inizio dell’attività, la principale difficoltà era legata all’impossibilità di effettuare degli esami del sangue di base. La collaborazione con il laboratorio del centro ospedaliero di Amlamé ha portato a un abbozzo di soluzione che troverà il suo compimento con l’arrivo sul posto, il mese di agosto , di un apparecchio di chimica secca regalato all’associazione dalla ditta LAS di Breganzona. L’approvvigionamento della farmacia è stato un altro punto da risolvere. Lo stanziamento di un credito di base da parte dell’associazione e gli accordi presi con le ditte grossiste permettono di acquistare i medicinali a prezzi di costo e di rifornire lo stock con i ricavi delle vendite di medicine. La mancanza di una cucina per le famiglie dei pazienti ricoverati si fa sentire in modo importante e dovrà essere risolta in tempi brevi per garantire i pasti ai degenti. Il sovraffollamento del centro richiede spesso la posa di materassi per terra per poter curare i malati. Un ampliamento dei
posti letto diventa quindi indispensabile a medio termine e i lavori potrebbero cominciare entro la fine dell’autunno (una cerimonia pubblica ha sottolineato in agosto la volontà d’inizio di lavori, con la posa simbolica di una pietra ricordo).
Con questo breve rapporto abbiamo voluto stilare un primo bilancio dei primi mesi di esistenza del centro medico sociale S. Gottardo. Siamo convinti che, cumulando i rispettivi sforzi, in uno spirito progressista e umanitario, arriveremo un giorno a inserire la nostra struttura nel panorama delle istituzioni di cure primarie del nostro paese. Grazie a Dio Creatore, il misericordioso, per la Sua benedizione , la Sua protezione e tutte le meraviglie che compie sia per il personale che per i malati del centro. Un grazie particolare agli amici svizzeri, un grazie di cuore a tutte le persone di buona volontà che da vicino e da lontano sostengono il centro S. Gottardo: che il Signore ricompensi al centuplo tutto quello che fate. Dr. Kokou Happy AGOUDAVI
L’acqua è arrivata al villaggio di Koutoukpa
Festa a Koutoukpa, il 20 agosto scorso, per l’inaugurazione delle quattro fontane pubbliche frutto della continuazione delle
canalizzazioni che approvvigionano il villaggio di Dédomé a partire dal serbatoio posto sulla montagna. In presenza del segretario generale della Prefettura in rappresentanza del Prefetto, del capo villaggio, delle autorità politiche e religiose, la popolazione ha voluto festeggiare la fine dell’opera e ringraziare i membri della nostra associazione per il dono che è stato loro fatto. Anche gli abitanti di questo villaggio, situato a 2 Km da Dédomé, si sono organizzati per scavare e posare i tubi necessari, rinunciando a turno, al loro lavoro nei campi. Nei discorsi, pronunciati dal segretario generale, signor Ayetse, da don Giuliano e da don Franck, è stato messo l’accento sull’importanza della collaborazione fra autorità e popolazione dei diversi villaggi per promuovere lo sviluppo della regione. L’acqua fonte e forza di vita deve diventare l’elemento che unisce la gente, superando le divisioni che esistevano negli anni scorsi, dove ognuno puntava l’attenzione solo “sul suo piccolo orticello”. La presenza del centro medico sociale, ben frequentato dalla popolazione di Koutoukpa, costituisce il primo tassello di questa nuova base di collaborazione che si consolida ora con la presenza delle fontane pubbliche che eviteranno a tante donne, bambini e anziani di percorrere molta a strada a piedi per godere di
un bene forse non sempre apprezzato al suo giusto valore alle nostre latitudini, ma considerato una risorsa molto preziosa e rara nei villaggi togolesi. Marina Santini
Il sostegno informatico ad alcuni uffici della prefettura d’Amou Lo sviluppo di una regione passa anche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie e l’utilizzo dell’informatica negli uffici diventa sempre più una necessità per i funzionari togolesi della regione degli Altopiani. Il Prefetto della prefettura d’Amou, signor Togbe Kodjo, aveva già sollecitato negli scorsi anni l’aiuto della nostra associazione affinché potesse dotare alcune strutture statali di personal computer. Quest’anno , con una cerimonia ufficiale, in presenza delle autorità civili e religiose di Amlamé e accompagnati dai canti festosi delle donne, abbiamo consegnato gli apparecchi destinati al comando della polizia, al comando dei carabinieri, all’ospedale, all’ufficio dell’azione sociale, all’ufficio del giudice, al municipio, al liceo, all’ufficio dell’ispezione e dell’insegnamento Nei loro discorsi, il sindaco, il prefetto e il sottoscritto hanno insistito sul fatto che questi apparecchi, che la nostra associazione ha ricevuto in regalo, sono destinati agli uffici e non alle singole persone. È pure stata evidenziata l’importanza di utilizzarli in modo regolare e corretto per evitare un rapido degrado e per favorire una migliore qualità del lavoro da svolgere. Nell’ottica della partecipazione della popolazione locale, è pure stato chiesto ai presenti di voler provvedere a dotare le apparecchiature delle necessarie stampanti.
Da evidenziare che la formazione del personale e la
manutenzione dei macchinari è possibile grazie anche alla presenza sul posto di due giovani di DÊdomÊ, tecnici informatici che hanno potuto essere formati grazie al sostegno di benefattori svizzeri. Don Franck
Progetti in corso: a. Le adozioni a distanza: la sua vita nelle tue mani! Il nostro progetto di adozioni a distanza è arrivato con successo al termine del suo quarto anno di esistenza. Grazie di cuore alle 126 famiglie o persone singole che si sono impegnate a portare avanti questa preziosa iniziativa, per un totale di 150 ragazzi adottati.
Adottare un bambino è molto semplice, ma al tempo stesso deve essere frutto di una profonda riflessione anche a livello familiare. Diventa infatti un modo altamente educativo e formativo coinvolgere in questa iniziativa anche i bambini che hanno così occasione di apprendere il valore di una gioiosa condivisione con i loro fratellini lontani. L’adozione a distanza è una formula di aiuto e di sostegno che possibilmente deve protrarsi nel tempo e che offre ad un bambino l’opportunità di andare a scuola, di curarsi e di vivere una vita degna, rimanendo nel suo paese e con la sua famiglia. Vorrei ricordare ancora che l’adozione a distanza è molto più di un semplice aiuto economico, poiché stabilisce un vincolo di solidarietà, di comprensione e di affetto reciproco tra popolazioni diverse. E’ un segno concreto dell’unione dei popoli di cui oggi si vede chiaramente la necessità. L’adozione fornisce uno strumento fondamentale a questi bambini: l’istruzione. È con vero piacere che possiamo comunicarvi che, grazie al buon numero di adottati raggiunto, la somma di denaro versato è sufficiente per permettere di frequentare la scuola elementare a tutti i bambini del villaggio di Dédomé, anche quelli che non hanno ancora un padrinato. Il nostro sostegno si estende però anche ad altri villaggi della regione, perciò i bambini in attesa di aiuto sono ancora molti e sono certa che altre nostre famiglie comprenderanno l’indiscutibile importanza di un simile gesto di carità fraterna: la loro vita è nelle nostre mani! Un primo gruppo di apprendisti ( formati grazie al vostro sostegno) ha ricevuto nel mese di agosto la consegna dei diplomi, questi giovani sono ora pronti ad entrare nel mondo del lavoro e certamente contribuiranno allo sviluppo del loro villaggio con serietà ed entusiasmo. A Dédomé, la gestione del progetto è affidata ad una commissione specifica, composta di sette persone, il cui responsabile è il signor Rémy Essessi. I membri si riuniscono
regolarmente per valutare la situazione scolastica e familiare di ogni ragazzo e per sostenerli nel loro percorso formativo, rendendoli attenti alla responsabilità che hanno anche nei confronti delle famiglie svizzere che si impegnano per loro. Don Giuliano, che molti di voi hanno conosciuto, mantiene il coordinamento del comitato locale, ma i suoi impegni pastorali in numerose parrocchie non gli permettono piÚ di seguire individualmente i ragazzi adottati. Invito tutti voi a continuare a far conoscere la nostra associazione a parenti, amici e conoscenti, cosÏ che possiamo diventare una grande famiglia di fratelli che sanno tendersi la mano e camminare insieme verso un mondo migliore, grazie infinite a tutti ! La situazione attuale è: 111 adozioni da 30.- fr mensili (bambini dell’asilo,scuola elementare e media) 13 adozioni da 70.- fr mensili ( studenti al liceo) 26 adozioni da 50.- fr mensili ( giovani apprendisti) Annamaria Prati
b. Il centro medico sociale San Gottardo Come avete potuto leggere nel rapporto del medico, il centro funziona a pieno ritmo e il personale è molto impegnato. Il riconoscimento ufficiale del lavoro svolto è avvenuto lo scorso 29 agosto con la firma, da parte del Ministro della salute signora Aho, del documento che ne autorizza l’esercizio (finora l’autorizzazione era solo verbale). In questi mesi la dotazione del personale ha assunto la configurazione definitiva che tiene conto delle direttive del Ministero della salute, della presenza dell’ambulanza e dell’installazione di apparecchiature per le analisi del sangue. Una valutazione oggettiva della situazione, che considera il contesto togolese, ha portato il comitato a decidere un lieve aumento dei salari dei due medici e della levatrice per parificarli a quanto proposto in altre strutture simili. Da evidenziare che l’ammontare degli stipendi tiene conto dell’obiettivo legato all’autofinanziamento della struttura previsto per il 2010 ed è stato concordato con il direttore sanitario.
Va pure sottolineato che il comitato di gestione del centro medico sociale, ha stimato di poter assumere autonomamente, grazie alle entrate ricavate dai trasporti dell’ambulanza, l’aumento dello stipendio degli aiuto infermieri e del soccorritore
(da FCFA 10'000 a FCFA 15'000 / da Sfr. 25.- a Sfr. 37.50). Come già evidenziato dal dr. Happy, le entrate relative alla vendita di medicinali e agli esami di laboratorio permettono l’autonomia nel rinnovo dello stock di medicamenti necessari. Il budget gestionale annuo previsto per i prossimi quattro anni si situa intorno ai 15'500 Sfr. annui, così ripartiti: Personale Medico direttore sanitario Medico consulente e supervisore esterno Infermiere responsabile del centro Levatrice Aiuto infermiere Aiuto infermiere Responsabile della farmacia Laboratorista Cassiere Custode del centro Soccorritore * Responsabile della pulizia Manutenzione stabile e materiale Spese varie di manutenzione Farmaci Imprevisti Spese varie TOTALE
300.- Sfr. / mese 100.- Sfr. /mese 150.- Sfr. / mese 125.- Sfr. / mese 25.- Sfr. / mese 25.- Sfr. / mese 75.- Sfr. / mese 150.- Sfr. / mese 50.- Sfr. / mese 25.- Sfr. / mese 25.- Sfr. / mese 25.- Sfr. / mese 50.- Sfr. / mese 100.- Sfr. / mese 50.- Sfr. / mese 1'275.- Sfr. / mese
*Stipendio base che prevede un contributo supplementare per ogni trasporto, assunto direttamente dal comitato di gestione del centro.
Il centro di salute San Gottardo di Dédomé è diventato un punto di riferimento per la popolazione di tutta la regione e la sua attuale disponibilità di posti letto non è più sufficiente, obbligando il personale a mettere dei materassi per terra per curare i malati. Su proposta del medico responsabile sono dunque iniziati nel corso del mese di settembre, i lavori (spostamento di una parete) per poter disporre di 16 letti . L’installazione della radiologia e di un apparecchio per l’ecografia, richiederà la costruzione di un secondo edificio, per il
quale si prevede un budget di circa Sfr. 50.000 e che porterà a 30 il totale dei letti disponibili. Una sfida importante, che a prima vista può anche spaventare: personalmente , dopo aver vissuto e valutato in prima persona l’operato del direttore sanitario e della sua équipe per rispondere ai bisogni essenziali della popolazione sono convinta che è una sfida da raccogliere con fiducia, certa che anche in questa occasione la popolazione del villaggio avrà una parte attiva nei lavori per un centro che sente sempre più come “suo”. Il complesso finale dovrebbe rispondere in modo pertinente alle necessità di salute pubblica e favorire un miglioramento della qualità di vita di molte persone. Marina Santini
c. I progetti agricoli L’agricoltura è la fonte principale di sussistenza a Dédomé e la costituzione di cooperative agricole organizzate favorisce uno sviluppo mirato delle culture. Quest’anno il ritardo delle piogge ha posticipato il raccolto, ma i contadini sono riusciti a rimborsare i prestiti ricevuti lo scorso anno e ad ottenerne dei nuovi. La presenza del trattore ha permesso di coltivare una più grande superficie con un minor dispiego di forze e ciò a beneficio della salute dei contadini. I diversi gruppi si stanno interessando ad esperienze effettuate in altre regioni dove si coltiva una speciale qualità di riso che richiede una minima quantità d’acqua. Questa prospettiva potrebbe ulteriormente accrescere la resa del terreno. Resta attuale la domanda già espressa lo scorso anno: quella di aiutare la popolazione a creare una piantagione di palme per il cui progetto sono necessari circa Sfr. 3'000.-
L’allevamento delle caprette continua con successo e un gruppo di giovani è particolarmente impegnato in questo ambito. L’allevamento di pollame procede bene, mentre a medio termine l’obiettivo è quello di costituire un allevamento di maiali e di mucche. I responsabili delle cooperative hanno espresso a più riprese, verbalmente e offrendo i frutti del loro raccolto, la loro riconoscenza verso gli amici svizzeri che sostengono i loro progetti e si sono impegnati a lavorare seriamente per sconfiggere la malnutrizione nel villaggio in collaborazione anche con il medico del centro medico sociale che sta portando avanti una campagna informativa mirata. Don Franck
Un libro per sottolineare i cinque anni di attività dell’associazione Lo scorso 20 settembre, di fronte a un folto pubblico e in presenza di Ruth Fayon, don Franck ha presentato il suo libro: SHALOM! Da Ausschwitz a al Togo con Ruth Fayon e l’associazione Dédomé. Un messaggio di coraggio, pace e speranza che irradia dalla testimonianza di una valorosa donna ebrea, Ruth Fayon , sopravvissuta alle atrocità dei campi di concentramento nazisti e che diventa un
inno alla vita attraverso l’impegno di tanti uomini di buona volontà che sostengono con entusiasmo i progetti di cooperazione allo sviluppo a Dédomé un piccolo villaggio togolese che ha dato i natali a don Franck. Ecco l’essenza di questo piccolo testo che, partendo da esperienze personali dell’autore, si sofferma sull’insegnamento di san Massimiliano Kolbe per evidenziare come la vita possa trionfare anche, e soprattutto, in un ambiente di morte, se la fede in Dio e negli uomini ne è il fondamento. Ruth Fayon è una testimone vivente di questo messaggio ed è lei che ha sollecitato don Franck affinché, basandosi sugli insegnamenti del Magistero e della Chiesa che sono quelli nei quali è nata e cresciuta la sua vocazione sacerdotale, condividesse con un pubblico più ampio alcune riflessioni inerenti l’impegno personale e collettivo per la promozione della pace e dello sviluppo in un piccolo paese africano. I Capi di Stato dei paesi industrializzati si interessano sempre più alla sorte di milioni di persone che, a seguito di scelte politiche non sempre lungimiranti, si trovano confrontati a indebitamenti, povertà, fame, malattie… L’Africa è un continente dai mille volti che merita di essere conosciuta. Quando sei stato una volta, in Africa ritorni, perché non puoi restare indifferente all’accoglienza che la gente ti offre, ai bisogni che ti saltano agli occhi e per i quali vorresti trovare una soluzione duratura. È quello che è successo ad un gruppo di amici di Pregassona che nel 2000 ha scoperto il villaggio di Dédomé e che da allora si prodiga, attraverso l’Associazione “Dédomé” Amici di don Franck, per promuovere dei progetti di cooperazione allo sviluppo in ambito sanitario ed educativo. Progetti ambiziosi e nello stesso tempo realisti, perché basati sull’analisi dei bisogni della popolazione locale , gestiti grazie all’impegno dei membri del comitato locale e della popolazione stessa che partecipa concretamente alla loro realizzazione. Progetti che sono portatori di pace e speranza in una migliore qualità di vita e che possono raggiungere i loro obiettivi grazie allo spirito di solidarietà che anima i molti amici ticinesi che li sostengono con passione e perseveranza.
Il libro può essere richiesto presso il segretariato al prezzo di Sfr. 32.- (Sfr. 40.- incluse spese di spedizione). Il ricavato servirà per l’ampliamento del centro medico sociale di Dédomé.