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DEDOME Giornalino N 24 giugno 2015

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Associazione “Dédomé” amici di don Franck Con la posa di questa prima pietra si apre per Dédomé una nuova era, che deve essere gestita con serietà, amore e competenza. C’è la speranza che diventi un crocevia in cui convergeranno le forze vive dei dintorni per unire la scrittura allo scritto, l’alfabetizzazione allo strumento, in modo da favorire uno sviluppo armonioso, garanzia della promozione umana. Auguriamo agli operai (muratori, fabbri, carpentieri, falegnami, pittori…), all’appaltatore, all’ingegnere di essere efficaci nella costruzione della struttura la cui prima pietra è appena stata posata. Grazie a don Franck e ai suoi amici la cui visione caleidoscopica fa intravedere ai giovani un futuro concreto. Che i loro sforzi, le gocce di sudore sacrificate e investite, siano benedetti da DIO ONNIPOTENTE, il vero costruttore. John Kossi Kouma NORDJOE Alcune settimane dopo questa significativa cerimonia, grazie anche alla presenza in loco di un giovane architetto, ticinese, Loïc Bernasconi, sono iniziati a Dédomé i lavori per la costruzione dell’edificio che permetterà la formazione dei meccanici ed elettromeccanici. Gli investimenti finanziari sono importanti malgrado la partecipazione attiva della popolazione del villaggio e di alcuni muratori che hanno terminato l’apprendistato l grazie al sostegno delle famiglie ticinesi. Contiamo sulla vostra generosità affinché questa importante opera possa crescere in tempi relativamente brevi alfine di permettere al più presto la formazione di numerosi giovani . GRAZIE DI CUORE per il vostro sostegno! Don Franck 40

Associazione “DEDOME “ Amici di don Franck Riconosciuta di pubblica utilità, membro FOSIT, riconosciuta quale ONG in Togo

IL GIORNALINO Numero 24 Giugno 2015

Presidente:

Don Franck Koffi Essih Via Chiesa 2 6987 Caslano Segretariato: c/o Marina Santini Via ai Platani 6 CH - 6943 Vezia CCP 65 - 750182-5 IBAN: CH71 0900 0000 6575 0182 5 BIC: POFICHBEXXX www.dedome.org 1


Associazione “Dédomé” amici di don Franck

Associazione “Dédomé” amici di don Franck

Grazie per la vostra fiducia e la vostra generosità

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1. Verbale dell’assemblea ordinaria del 27 marzo 2015

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2. L’esperienza dello stage di cooperazione

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3. Appunti di viaggio

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4 Benefattori e volontari

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5. Il nostro primo viaggio in Togo

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6. Discorso in occasione della posa della prima pietra della scuola professionale

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Che cosa fare per "affrontare efficacemente la rivoluzione industriale? Come imparare, nello stesso momento, la scrittura e la moneta, l’aratro e lo stato centralizzato? » Sono domande fondamentali che devono indurci a riflettere se vogliamo alzare con orgoglio la nostra testa al momento di dare e ricevere, veri attributi della globalizzazione. È per rispondere a queste legittime preoccupazioni che gli ideatori dei progetti dell’ONG «Dédomé», don Franck e i suoi amici, hanno pensato alla costruzione di una scuola tecnica. Sì, la tecnica! Consiste, secondo Aristotele, teorico delle arti, nell’individuare i mezzi che permettono di produrre oggetti esterni alla persona. Non appena un elemento della natura è usato abitualmente per agire su di essa, nasce l'applicazione di una tecnica, in pratica l’invenzione di uno strumento. Ecco perché questa struttura si comporterà in modo diverso dalle altre: si concentrerà sullo strumento e sul suo uso concreto ed efficace. D’altronde, i primi uomini (gli Australopitechi) che costruirono degli strumenti (Homo habilis), sono vissuti 2'500'000 anni fa, e l’Homo Sapiens è sempre un Homo faber (che costruisce). Ai giorni nostri, le civiltà, i gruppi di persone che hanno capito l’importanza di abbinare lo sviluppo del pensiero alla padronanza della scrittura e dello strumento, finiscono, senza dubbio, con l’imporsi. L’esempio della Cina è lampante: poco tempo fa è stata dichiarata prima potenza economica mondiale. Aumenta quindi l’urgenza di avvicinare la formazione tecnica alla popolazione. È in questo senso che accogliamo con favore la creazione di questa scuola professionale (dedicata a San Giuseppe e San Giacomo) che consentirà ai giovani di prepararsi per diventare veri motori di sviluppo... Perché, come ha detto il Conte di Saint Simont (1760-1825), «la capacità industriale o delle arti e mestieri è ciò che deve sostituire il potere feudale e militare". 2

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Associazione “Dédomé” amici di don Franck

Associazione “Dédomé” amici di don Franck

6. Discorso in occasione della posa della prima pietra della scuola professionale Signor Prefetto dell’Amou, onorevoli capi tradizionali, monsignor Pier Giacomo Grampa, monsignor Joseph Ballong, reverendo don Franck Essih, membri dell’associazione Dédomé, cari amici venuti dall’Italia, dalla Svizzera e dal Canada, reverendi sacerdoti, distinti invitati, spettabile popolazione di Dédomé, Dio sia lodato ora e sempre! Dédomé, 15 dicembre 2014, secondo giorno della cinquantunesima settimana dell’anno di grazia 2014: un evento importante che ci proietta nel futuro, una giornata in cui si semina la speranza. Si tratta della posa della prima pietra (YAPIS KE) della scuola professionale. L’occasione è bella, dobbiamo coglierla, dobbiamo capirla. In un saggio sulla situazione dell’Africa, « L’Afrique noire est mal partie », René Dumont (1905 – 2001), scriveva nell’introduzione: « L’Africa deve imparare, nello stesso momento, la scrittura e la moneta, l’aratro e lo stato centralizzato che l’Asia conosce da molti anni, sforzandosi di affrontare efficacemente la rivoluzione industriale ». Oltre cinquant’anni dopo l’indipendenza della nostra Africa, la questione del vero sviluppo, eterna ossessione, continua ad agitare le coscienze e questa frase, così azzeccata, rifiuta di perdere la capacità di indurre alla riflessione. Continua a risuonare presso la vera élite, attenta al cambiamento sociale, come un invito al progresso. 38

GRAZIE Carissimi amici e sostenitori della nostra associazione, oggi vorrei simbolicamente offrire ad ognuno di voi un piccolo fiore che cresce in terra togolese, per dirvi il mio SINCERO GRAZIE per il cammino che stiamo percorrendo insieme. Alcuni di voi ci accompagnano da diversi anni, altri ci hanno appena raggiunto su questa strada che è quella della promozione dello sviluppo. Un percorso non sempre all lineare, qualche volta in salita, ma sempre rivolto all’obbiettivo finale: quello di camminare con la popolazione di Dédomé affinché possa acquisire gli istrumenti e le competenze necessarie a migliorare la sua condizione di vita a medio e lungo termine. Chi si è recato in Togo, si è reso conto che le differenze culturali, politiche, istituzionali, richiedono tempo per essere capite e integrate nello sviluppo dei progetti che devono rispondere ai bisogni locali e non solo alla nostra voglia di aiutare e di fare del bene. Senza la vostra generosità, la vostra fiducia e la vostra costanza, però, Dédomé non sarebbe il villaggio di oggi con l’acqua, la luce elettrica, l’ospedal le, la mensa…. e…. tanta voglia di consolidare quanto acquisito oltre all’entusiasmo per il nuovo progetto della scuola professionale. Tutto questo è stato ed è possibile grazie alla vostra fiducia per la quale vi ringrazio in nome di tutto il comitato in Ticino e in Togo. Nessuna parola vale l’esperienza e l’osservazione diretta per constatare la realtà: allora invito ciascuno di voi a vivere un periodo in terra togolese: a Dédomé sarete a casa vostra. BENVENUTI! Don Franck

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Data: Luogo: Orario: Presenti: Scusati:

Associazione “Dédomé” amici di don Franck Viaggio al nord del Togo Il programma preparato da don Franck prevede pure una trasferta al nord del Paese. 250 km per circa quattro ore di viaggio. Questo tragitto metterà nuovamente alla prova sia il nostro autista sia il mezzo di trasporto. Sosta a Sokodé per un saluto riverente ma cordialissimo al vescovo Mgr Ambroise Djoliba. Visita al nuovo dispensario pediatrico a Kombolé realizzato per iniziativa di un avvocato ticinese. Poi direzione Aledjo. Ci aspettano al “Foyer de Charité”: qui una comunità laica francese gestisce un dispensario dove curano i neonati, in particolare quelli prematuri, e insegnano alle loro mamme, sovente con problemi di salute, come accudirli. Un posto molto bello, ben curato e che emana tanta serenità pur nella semplicità. Don Franck non arriva a mani vuote: ha portato molte scatole di latte in polvere, nutrimento indispensabile per queste creature. Ci vien da pensare all’imminente Natale, a Gesù bambino, quando salutiamo mamme e bambini immersi nella precarietà della vita. Lasciamo questa oasi di beatitudine e riprendiamo il nostro viaggio verso Kara, città che dista 250 km da Atakpamé. Facciamo tappa al Seminario interdiocesano filosofico Benedetto XVI di Tchitchao, con oltre 230 seminaristi. Accompagnati da Paul Ezin (già studente presso il Seminario San Carlo di Breganzona) raggiungiamo l’episcopio e siamo ospiti del vescovo di Kara, Mgr Jacques Danka Longa. Il programma del giorno successivo (mercoledì) deve forzatamente subire cambiamenti, per permettere una urgente riparazione dell’auto. Del nostro soggiorno in Togo, queste sono state le giornate più significative. Ogni giorno, nelle chiese cattoliche togolesi, viene recitata una “Preghiera per la pace”. Siamo grati e riconoscenti al nostro parroco don Franck per tutto …, a Mgr Ballong per l’invito, a Mgr. Nicodème per l’accoglienza, a Mons. Grampa per l’amicizia e alle suore Grâce, Monique e Marie-Françoise per la loro amabilità. «Che la fiamma della speranza non si spenga mai nei nostri cuori e che ognuno di noi sappia essere lo strumento di cui ha bisogno questo Paese, il Togo, per mantenere la Speranza, la Pace e l’Amore.» (cfr. pag. 10 Giornalino n. 23 dell’Associazione Dédomé).

27 marzo 2015 Centro Parrocchiale, Via Chiesa 1, 6987 Caslano 20.30 – 22.30 23 persone (elenco presso il segretariato) 10 membri

Ordine del giorno 1. Saluto del presidente 2. Nomina del presidente del giorno e degli scrutatori 3. Relazione presidenziale e presentazione dei progetti in corso attraverso un filmato:  La promozione della salute  La scolarizzazione e la formazione professionale  La mensa scolastica  La promozione agricola 4. Presentazione dei conti 2014 5. Rapporto dell’Ufficio di revisione dei conti 6. Approvazione dei conti e del rapporto dell’Ufficio di revisione 7. Presentazione dei progetti futuri e del preventivo 2015 8. Approvazione dei progetti futuri e del preventivo 2015 9. Nomine statutarie 10. Eventuali

1. Saluto del Presidente

Don Franck Essih saluta i presenti e propone il signor Severino Bronner quale presidente del giorno.

2. Nomina del presidente del giorno e degli scrutatori Il signor Bronner è nominato presidente del giorno. Il signor Giuseppe Galluci e la signora Priscilla Porro sono stati designati scrutatori. Il presidente del giorno sottopone ai presenti l’ordine del giorno che è approvato all’unanimità.

Carmen e Renato Redaelli 4

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Giubileo di Mgr Ballong Domenica 14 dicembre è il giorno dei festeggiamenti per il «Jubilé d’émeraude de Mgr Joseph Bato’Ora Ballong-Wen-Mewuda, Prélat de Sa Sainteté». Partiamo presto la mattina per Dakrokonsou, suo villaggio natale, a 75 km a nord-ovest di Atakpamé. Raggiungiamo il posto riservato vicino alla Chiesa Santa Maria Assunta. Moltissima gente anche qui, dal Togo e da altri stati dell’Africa francofona. Messa solenne celebrata da Mgr Ballong, circondato da cinque vescovi e 25 preti. Al termine, il festeggiato esprime la sua gratitudine alla comunità religiosa, alle autorità politiche, amministrative, tradizionali, a tutta la popolazione e alle delegazioni estere che hanno contribuito alla riuscita di questa celebrazione. Celebrazione lunga - accompagnata dai canti di 5 cori e da balli - ma che scorre senza pesare ed è vissuta con partecipazione gioiosa. Quando i fedeli portano all’offertorio i loro doni avanzano verso l’altare come in processione, sempre ballando … “questa è la Fede vissuta, senza contrasto tra vita e Fede”. Segue la benedizione del “Centre Médico-social Bienheureux Paul VI, Pape” e del “Centre culturel polyvalent Rose-Marie et Fouad Moussalem”.

La relazione presidenziale è illustrata da un DVD della durata di 45 minuti. Questo documento permette ai presenti di visualizzare la realtà nella quale si svolge l’attività dell’Associazione. Introduzione - il contesto in cui opera la nostra associazione Dédomé che significa “sotto la piccola palma” è un piccolo villaggio agricolo di circa 2’000 abitanti, situato nella regione togolese degli Altopiani, Prefettura dell’Amou, 200 Km a nord della capitale Lomé. Alfine di adeguare i progetti alla realtà, è fondamentale conoscere il contesto nel quale operiamo. L’ONU (1) situa il Togo al 166° rango mondiale su 186 paesi, per quanto concerne l’indicatore di sviluppo umano (indicatore che considera il rapporto longevità /salute, l’istruzione e il livello di vita) mentre l’indicatore di povertà umana (relazione tra la probabilità alla nascita di non raggiungere i 40 anni di vita, il tasso di alfabetizzazione degli adulti, la possibilità di usufruire regolarmente di acqua e la percentuale di bambini che soffrono d’insufficienza ponderale) si attesta al 47,3%. La tabella (2) sottostante evidenzia le differenze fondamentali che esistono tra il Togo e la Svizzera in relazione ad alcuni indicatori socio INDICATORI

TOGO

SVIZZERA

Popolazione totale

6 800 000

8 100 000

Bambini di età inferiore ai 5 anni

1 100 000

400 000

200 000

1 400 000

Persone di età superiore ai 65 anni Reddito pro capite Speranza di vita: uomini / donne Mortalità infantile e giovanile Spesa totale per la salute /abitante

Poi tutti riuniti per un ottimo pranzo. Una giornata indimenticabile, un sole splendente ed una temperatura di 36° C.

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Spesa totale per la salute in % del PIL

1 286 dollari

51 297 dollari

55.6 / 57.4 anni

80.2 / 84.9 anni

96 per mille

4 per mille

80 dollari

5’564 dollari

8%

10.9%

——————————————————————————————————— 1. www.undp.org consultato il 15 gennaio 2015 e ONU Rapport Mondial sur le développement humain 2014 2. www.who.int/countries/togo/fr/ consultato il 15 gennaio 2015

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Gli obiettivi della nostra associazione e le attività/i progetti correlati I quattro obiettivi generali dell’associazione sono definiti negli statuti e sono la base che permette al comitato di promuovere, gestire e valutare i diversi progetti e le differenti attività. Il rapporto annuale viene presentato in funzione dei singoli obiettivi per permettere a chi lo legge di meglio capire il senso di quanto effettuato nel corso del 2014. 1. Promuovere lo sviluppo e la qualità di vita della popolazione di Dédomé in Togo, dei villaggi della regione degli Altipiani e di altre località togolesi, attraverso la realizzazione di progetti di promozione dello sviluppo nei settori dell’educazione, della sanità e dell’agricoltura. La promozione può essere sia diretta, sia indiretta, attraverso il sostegno ad Istituzioni pubbliche o private attive nel paese. La promozione dello sviluppo è un processo lento che coinvolge in modo attivo le popolazioni e le istituzioni locali, nel nostro caso la popolazione della regione di Dédomé, le autorità della Prefettura e i Ministeri nazionali. Ha lo scopo di sostenere i partner locali affinché possano trovare i mezzi e le strategie per reagire di fronte alle situazioni di povertà, di disagio, di crisi. Spesso la tentazione è quella di “dare”, di “regalare”, ma questo modo di procedere svalorizza le competenze e le risorse della popolazione togolese che deve impegnarsi in prima persona nei diversi progetti che contribuiscono a migliorare la sua qualità di vita. La nostra associazione si sforza di portare avanti dei progetti che siano pertinenti (rispondono alle reali necessità), efficienti (i costi e le risorse investiti sono adeguati ai risultati ottenuti), efficaci (gli obiettivi definiti sono raggiunti), sostenibili (i progetti si autofinanziano entro un termine stabilito e possono continuare senza l’aiuto che proviene dalla Svizzera) e il cui impatto viene regolarmente valutato. Il 2014 ha permesso di consolidare i progetti nei diversi ambiti e di intraprendere una nuova importante sfida: quella di promuovere la formazione professionale dei giovani della regione.

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Pellegrinaggio al Santuario mariano di Ayomé Un’altra occasione per confrontarci con i nostri fratelli togolesi l’abbiamo avuta sabato 13 dicembre ad Ayomé, partecipando all’annuale «Pélerinage Diocésain d’Ayomé. Thème: Avec Marie, cause de notre joie, allons au large!». Era la 42.ma volta che la diocesi onorava la Madonna con un pellegrinaggio di due giorni, sabato e domenica, con un’alternanza di canti, preghiere, predicazioni, adorazione eucaristica notturna e solenne Messa pontificale conclusiva, la domenica mattina. Sono decine di migliaia le persone che si ritrovano per pregare il Rosario, celebrare la Via Crucis, partecipare alla celebrazione penitenziale, ascoltare le catechesi, garantire l’adorazione eucaristica per tutta la notte, muoversi per parrocchie in una manifestazione di fede schietta, generosa, entusiasta, popolare. L’organizzazione e i tempi sono quelli africani, ma vedere così tanto popolo e quasi tutti i preti della diocesi con religiose e catechisti riunirsi intorno al vescovo non lascia indifferenti. I canti corali, la musica delle bande giovanili, l’entusiasmo dei partecipanti, la processione “aux flambeaux”, lo sventolio di foulards e fazzoletti bianchi rappresentano una coreografia semplice e spontanea, ma coinvolgente. Ad Atakpamé, presso il Vescovado dove alloggiamo, c’è la sede della Radio diocesana. Saputo della presenza del Vescovo emerito di Lugano, gli chiedono gentilmente che gradirebbero “mandare in onda” una intervista sulle sue impressioni e riflessioni sul Paese che ci ospita. Mons. Grampa viene intervistato in diretta il mattino di sabato, e nei giorni successivi alcune persone lo riconoscono per averlo ascoltato alla radio e lo salutano con affetto.

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Associazione “Dédomé” amici di don Franck Il pomeriggio raggiungiamo Oga, un villaggio sperduto sulla collina, senza luce e senza possibilità di comunicare col telefonino, paese natale di don Gioachino. Questo giovane prete molto intraprendente sta lavorando per offrire agli abitanti delle possibilità di vita migliori: ammirevole quanto fatto. Al cader della sera rientriamo col timore di non farcela, perché la strada in discesa è in condizioni disastrose. Solo la bravura dell’autista don Franck e l’invocazione alla Madonna fanno sì che, dopo due ore di viaggio drammatico, arriviamo all’episcopio: un gran sospiro di sollievo! Non poteva mancare la visita a Dédomé (che significa “sotto la piccola palma”), villaggio di don Franck. Tutto il villaggio ci aspetta venerdì 12 dicembre. Veniamo abbigliati prima di accedere all’accoglienza da parte del Gran Prete del villaggio, poi: i saluti, i cori e le musiche, il corteo con il Capo del villaggio, la santa messa cantata coralmente – presenti il dottor Giacomo Martinoni (Kodjo) e le due volontarie ticinesi Elena e Elisa – il pranzo, la visita dell’Ospedale San Gottardo e delle scuole, la passeggiata nel villaggio accompagnati dai bimbi che fanno a gara per tenerci la mano.. In serata lasciamo il villaggio con il cuore gonfio di emozione. A Dédomé ci torniamo lunedì 15 dicembre, per la posa della prima pietra del Centro di formazione professionale, il cui progetto è stato elaborato dall’arch. Giorgio Giudici di Lugano. Alla cerimonia prendono la parola il Presidente ed il Direttore esecutivo dell’ONG nonché i rappresentanti delle Autorità civili, religiose e militari; Mons. Grampa, Mgr Ballong e don Franck impartiscono la benedizione; la fanfara e la corale danno un tono gioioso alla cerimonia. Ci auguriamo che in futuro altri villaggi possano arrivare a raggiungere il livello di vita - semplice, ma decoroso ed efficiente - di Dédomé.

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La promozione della salute si concretizza prevalentemente attraverso l’attività dell’ dell’ospedale San Gottardo di Dédomé e il sostegno al dispensario di Aledjo nel nord del paese. Nel 2014, con la nomina del nuovo direttore, il personale ha trovato una nuova motivazione che ha portato frutti positivi. Il tasso di autofinanziamento si attesta all’83%, un risultato molto lusinghiero che si inserisce negli obiettivi definiti dal comitato dell’associazione. L’ospedale impiega 31 persone pari a 29.6 unità lavorative. L’analisi dei dati quantitativi presentati nella tabella alla pagina seguente, evidenzia un incremento delle consultazioni di medicina e chirurgia. Gli interventi chirurgici sono invece diminuiti a causa della presenza discontinua di un chirurgo generalista. Il dr. Martinoni effettua parecchie visite, ma non riesce ad operare tutti i pazienti che in parte vengono trasferiti all’ospedale di Atakpamé. La penuria di chirurghi formati tocca tutti gli ospedali del Togo e rappresenta un grave problema per la sanità del paese. La presenza nelle vicinanze di altre strutture con un reparto di maternità e il cattivo stato della strada hanno mantenuto stabile il numero dei parti (dimezzato rispetto agli anni 2008/2009) e non hanno inciso sulle consultazioni. Nel 2014 sono più che raddoppiati i casi di malati sieropositivi ed è leggermente aumentato il numero dei pazienti seguiti e curati grazie al programma nazionale che prende a carico una parte delle spese di cura per questa tipologia di pazienti. Un accento particolare è stato posto sulla pianificazione familiare e sulla promozione della salute: gli incontri di discussione con piccoli gruppi di donne e di abitanti del villaggio ha permesso alla levatrice e al personale curante di coinvolgere le persone per sensibilizzarle sull’importanza dell’igiene e dell’alimentazione e per informarle sul depistaggio delle malattie non trasmissibili come l’ipertensione e il diabete. Un’attività che si inserisce nel programma nazionale di salute pubblica e che porterà i suoi frutti a medio/lungo termine, come avvenuto in Ticino con le campagne promosse anni fa dal Dipartimento della Sanità e della Socialità. 7


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2014

2013

TOTALE

TOTALE

Medicina

2 363

1 897

Chirurgia

748

499

Prenatali

276

322

Ginecologia

300

?

OSPEDALIZZAZIONE

Ricoveri

310

?

MORTALITÀ

Aborti spontanei

0

5

Cause diverse

14

0

Assistiti

48

49

A domicilio

0

0

Bni nati vivi a termine Bambini prematuri

48 0

50 0

Bambini nati morti

0

0

Categorie CONSULTAZIONI

PARTI NASCITE

Attività

CONTR: CRESCITA

Bambini < 3anni

226

194

Num. VACCINAZIONI

Bambini

985

841

PIANIF. FAMILIARE

Consultaz. Pianificazione

100

81

GRUPPI DISCUS.

Educazione alla salute

72

0

VISITE A DOMICILIO

10

16

INTERV: CHIRURGICI DIAGNOSI HIV/

Serologia HIV

58 256

105 254

HIV positivo Casi HIV seguiti Casi di Malaria depistati

77 47 583

34 34 592

MALARIA

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La mattina seguente giro della città e visione dei siti più rappresentativi, prima di avviarci con il fuoristrada (mezzo più che indispensabile per affrontare il viaggio su delle strade dissestate, affollate di mototaxi e di camion caricati all’inverosimile) verso l’entroterra. In serata arriviamo ad Atakpamé - città capoluogo della regione degli Altopiani, situata a circa 150 km a nord dalla capitale Lomé e dalla costa - al Vescovado: qui alloggeremo durante il nostro soggiorno. Il Vescovo Mgr Nicodème Barrigah-Bénissan ci accoglie con molta cordialità, ci sentiamo subito “a casa”. Cordialità che avvertiremo in ogni sito visitato. Visite nei villaggi Il giorno seguente (gio-vedì) siamo pronti ed entusiasti per intraprendere la prima tappa di questa esperienza africana, rilevatasi molto arricchente dal punto di vista umano. Siamo confrontati con situazioni incredibili, realtà quotidiane gravose, soprattutto per le donne; condizioni precarie che noi occidentali facciamo fatica ad accettare e che ci interpellano continuamente: quale aiuto possiamo dare per migliorare la vita quotidiana degli sfavoriti? Tocchiamo con mano, in ogni istante, quanto amore e devozione muovono il nostro parroco, sempre attento, sempre in corsa, sempre gioioso nel portare conforto materiale e spirituale alla sua gente, per fare sì che abbiano a ricevere almeno il necessario: dall’aiuto alle famiglie, all’agricoltura, all’istruzione, alle cure mediche, al nutrimento spirituale. Straordinaria è l’accoglienza che la gente del villaggio di Adougli ci riserva: onori, discorsi, canti, balli e rituali tradizionali che ci lasciano senza parole e parecchio emozionati. In un corteo festante ci dirigiamo alla scuola per ammirare il nuovo tetto in lamiera posato in sostituzione di quello in paglia, con la gioia dei bimbi che avranno così una migliore e più sicura protezione durante le lezioni.

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5. Il nostro primo viaggio in Togo « Non posso lasciarvi andare soli in Togo. Siete i primi parrocchiani di Caslano ad andare nella mia terra natale e vi devo accompagnare. » Questa fu la risposta di don Franck, quando gli comunicammo di aver accettato l’invito scritto per il « Jubilé d’émeraude de Mgr Joseph Bato’Ora Ballong, Prélat de Sa Sainteté » programmato per domenica 14 dicembre 2014 a Dakrokonsou, in Togo. Per la verità, Mgr Ballong ci aveva già formulato l’invito verbale durante il nostro soggiorno a Roma lo scorso luglio in occasione del pellegrinaggio parrocchiale. E così, compiuti tutti i preparativi (vaccinazioni, “visa de séjour”, ecc.), dal 9 al 19 dicembre 2014 siamo scesi in Togo, accompagnati dal nostro Parroco don Franck. E’ già buio, ormai, quando atterriamo a Lomé martedì 9 dicembre, dove veniamo accolti da Mgr Ballong, colui che ci ha invitato. Lomé: capitale del Togo e centro marittimo commerciale. Il Togo, ufficialmente “République Togolaise”, stato dell’Africa Occidentale francofona: paese d’origine del nostro Parroco don Franck. Siamo per la prima volta in terra africana e le folate di vento caldo ci danno il primo gradevole benvenuto. Per una decina di giorni – in compagnia del nostro parroco e di Mons. Pier Giacomo Grampa, vescovo emerito della Diocesi di Lugano – avremo occasione di visitare parecchie realtà di questo Paese. La prima notte la passiamo presso il Centro della Conferenza episcopale di Lomé.

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I festeggiamenti per i dieci anni dell’ dell’ospedale Grande festa a Dédomé il 14 agosto 2014, per sottolineare il decimo anniversario della struttura sanitaria voluta dalla popolazione e dal comitato dopo aver constatato che, all’inizio degli anni 2000, ogni anno nel villaggio tra 10 e 15 donne morivano durante il parto. La giornata è stata minuziosamente preparata dalla direzione dell’ospedale guidata dal direttore sig. Frédéric Djinadja e da tutto il personale della struttura. Il programma prevedeva la celebrazione della Santa Messa presieduta dal Vescovo della diocesi di Atakpamé, monsignor Nicodème Barrigah, i discorsi ufficiali, la sfilata di una parte dei bambini nati nella struttura in questi dieci anni e il pranzo condiviso con tutta la popolazione del villaggio. Monsignor Nicodème ha voluto essere presente per portare i ringraziamenti della Diocesi e assicurare all’associazione il suo sostegno per questa importante opera e per tutti i progetti che sta portando avanti per promuovere lo sviluppo della regione. Dopo la foto ricordo con tutto il personale dell’ospedale che ha partecipato alla Santa Messa, Monsignor Barrigah si congedato dai presenti che, in un corteo festante, hanno attraversato il villaggio per recarsi nello spiazzo antistante l’edificio multifunzionale, per ascoltare i diversi discorsi. La prima persona a prendere la parola, è stato il direttore dell’ospedale, che ha ripercorso la storia della struttura evidenziando, con molto spirito, anche alcuni momenti difficili, ormai risolti, che fanno parte della vita di ogni istituzione. Il discorso del direttore, molto apprezzato dai numerosi presenti, è stato seguito da quello del Presidente della ONG, don Franck, che ha ricordato le date salienti dello sviluppo dell’ospedale. La segretaria dell’associazione dopo i saluti e i ringraziamenti di rito che hanno sottolineato il grande impegno di don Franck, la solidarietà del dr. Kodjo Martinoni e la grande generosità dei numerosi benefattori che hanno permesso di raggiungere questo importante anniversario, ha messo l’accento sul senso della struttura, sui risultati raggiunti, sugli investimenti effettuati e sugli obiettivi futuri. La struttura sanitaria si è inserita fin dall’inizio nel programma nazionale voluto dal Ministero della Salute per raggiungere gli obiettivi del millennio dell’Organizzazione Mondiale della Salute che prevedeva di ridurre la mortalità infantile, migliorare la salute delle donne, combattere la malaria, la tubercolosi, l’AIDS e altre malattie trasmissibili. 9


Associazione “Dédomé” amici di don Franck

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Alcune cifre illustrano l’attività svolta: 19’200 consultazioni di medicina e pediatria; 2’800 consultazioni pre-natali; 834 nascite; 1’140 consultazioni chirurgiche e 430 interventi operatori. Nel 2006 la prima consultazione gratuita ha permesso di visitare 293 persone, nel 2007 la struttura ha partecipato alla campagna nazionale di prevenzione della poliomielite e nel 2009 a quella per il depistaggio dell’ipertensione e del diabete. Nel 2010 una consultazione pediatrica gratuita ha permesso di visitare 120 bambini e di effettuare 94 interventi chirurgici. È stato evidenziato che gli investimenti e i costi di gestione in questi dieci anni ammontano a CHF 650’000.– ai quali bisogna aggiungere l’importante valore del materiale sanitario offerto da Ente Ospedaliero Cantonale, Cliniche, Esercito svizzero, medici e laboratori diversi…

Un’opera ammirata ed indicata ad esempio è il nuovo dispensario pediatrico sorto a Kambolé nella regione di Sokodé che conosce una forte presenza di musulmani. Nel percorso lungo il nastro stradale alquanto dissestato non si contavano le moschee sorte ai margini della strada, magari senza fedeli ci dicevano, ma lì a segnare presenza ed il desiderio di espansione, sorte per la generosità del colonnello Gheddafi. Il Centro di Kambolé, realizzato per iniziativa dell’avv. Giangiorgio Spiess, è punto di riferimento esemplare con la sua maternità e pediatria per la salute dei piccoli di tutto il distretto. Diretto dalle Suore francesi della Provvidenza di Sant’Andrea, svolge una funzione davvero provvidenziale. Proseguendo il nostro viaggio verso Karà abbiamo visitato anche il Centro della Carità di Aledjo che abbiamo rifornito di prezioso latte in polvere per la cura dei bambini più piccoli, presenti numerosi con le loro mamme in grande maggioranza musulmane, perché la carità non conosce religione, ma è universale. In serata, quando l’oscurità era già scesa, raggiungiamo il grande Seminario interdiocesano filosofico Benedetto XVI di Tchitchao, con oltre 230 seminaristi, ai quali si è rivolto tra l’attenzione di formatori e studenti il vescovo Grampa, rispondendo alle domande dei presenti in un incontro intenso di attenzione ed interesse. Poi raggiungiamo l’episcopio ospiti del vescovo Jacques. Amara la sorpresa quando alle luci del mattino ci rendiamo conto della rottura delle sospensioni della macchina, che ci costringe ad un cambio di programma e a mettere in pratica il motto, “Pazienza nelle avversità”.

La festa, preceduta da una serata di riflessione sullo “sviluppo locale partecipativo”, si è conclusa con la sfilata di circa 200 degli 834 bambini nati all’ospedale di Dédomé nei trascorsi 10 anni. È stato un momento carico di emozioni: tutti i bambini hanno ricevuto un pacco regalo e un’attenzione particolare è stata riservata ai primi tre nati: Marina, Lionello e Gottardo che non hanno potuto trattenere le lacrime. Anche tre mamme, tre membri del personale e la segretaria hanno ricevuto un presente molto apprezzato. Il sostegno al dispensario di Aledjo La comunità religiosa e laica del dispensario di Aledjo, situato al nord del Togo, ha come obiettivo, oltre ad offrire uno spazio di ritiro spirituale alle molte persone che lo richiedono, anche quello di curare i malati e le mamme di ogni etnia e religione che ogni giorno si rivolgono numerosi alla struttura. Il principio cardine dell’assistenza si basa sulla partecipazione dei malati alle cure. Niente è gratuito e alfine di evitare l’assistenzialismo la comunità dà prova di molta immaginazione per proporre delle alternative alle persone che non hanno mezzi finanziari: c’è chi torna con una ciotola di riso, chi aiuta a curare il giardino, chi dà una mano nei lavori di manutenzione degli edifici. Numerose sono le mamme che arrivano ad Aledjo con bambini denutriti e più numerose ancora sono le nonne e le zie, accompagnate sempre più dai papà, che si recano al dispensario con un piccolo orfano in condizioni molto precarie. Il personale propone fin dall’inizio un progetto di cura che tiene conto delle reali condizioni di vita delle famiglie: nessuna incubatrice, ma ceste in legno o in plastica dove i piccoli prematuri sono avvolti in co10

+ Pier Giacomo Grampa Vescovo emerito di Lugano

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Associazione “Dédomé” amici di don Franck

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4. Benefattori e volontari Un altro scopo del mio recente viaggio in Togo era di poter incontrare una conoscenza di antica data: il dottor Giacomo Martinoni, chirurgo estetico, attivo all’ospedale San Gottardo di Dédomé e con lui le due volontarie Elena di Morbio Inferiore e Elisa di Rovio, entrambe infermiere diplomate, l’una che sta concludendo i suoi mesi di volontariato, mentre l’altra li inizia con lo slancio e la generosità dei giovani. La presenza dei volontari in loco è importante non solo perché serve alla loro formazione, presentando una casistica ricca di situazioni delicate, ma pure per il contributo offerto alla formazione del personale locale. A questa formazione intende provvedere anche il nuovo Centro scolastico professionale di cui abbiamo posato la prima pietra con una cerimonia ricca di discorsi, musica e presenza d’autorità, perché l’opera nasce con l’approvazione del governo e attende non solo un riconoscimento, ma pure un sostegno concreto nella gestione. Il progetto elaborato dallo Studio Giorgio Giudici di Lugano ha incontrato l’ammirazione di tutti, ma richiede un impegno generoso per venire realizzato. Non lascia indifferenti visitare le diverse opere sorte per la generosità dei ticinesi, incontrare un’ambulanza che porta ancora la scritta di Lugano o un camion con la scritta di Chiasso e vedere in quante realizzazioni si sia concretizzato l’instancabile lavoro di raccolta di materiale che, divenuto obsoleto da noi, in Africa risponde ancora a bisogni primari. Così vennero arredate sale operatorie, camere d’ospedalizzazione, gabinetti medici.

perte di lana e posti in camere ben riscaldate. Niente biberon, fonti di possibili infezioni a causa delle limitate regole d’igiene che le famiglie hanno a casa, ma sonde gastriche che permettono di nutrire i bambini al loro arrivo prima che possano assumere con un cucchiaino una speciale “bouillie” ricca di proteine e vitamine che le mamme imparano a preparare con i cereali di cui dispongono. All’interno di questo progetto di educazione alla salute, per far fronte alle iniziali situazioni di crisi, le suore e il personale di Aledjo hanno bisogno di un latte speciale (AL 110), introvabile in Togo e che permette di salvare molte piccole vite. La nostra associazione si è impegnata a fornire ogni anno almeno 50 scatole; in agosto e in dicembre la visita al dispensario ha permesso di raggiungere l’obiettivo. In estate la visita del presidente e della segretaria che ben conoscono la realtà, è stata molto breve e volta a condividere con la comunità un momento di grande tristezza per la morte, a pochi mesi di distanza di Père Marcel, il sacerdote fondatore della comunità e di suor Edith, originaria della Svizzera francese che, con Père Marcel, ha dato vita a questo dispensario. Malgrado le lacrime che nessuno è riuscito a trattenere, erano palpabili la certezza che il “seme caduto in terra se muore dà frutto” e la riconoscenza per tutto quanto di buono e bello Père Marcel e suor Edith hanno fatto e vissuto con la comunità. La promozione della scolarizzazione e della formazione professionale attraverso le adozioni a distanza Un docente, un ragazzo, una penna e un libro possono cambiare il mondo”, sono le parole pronunciate da Malala Yousafzai nel corso della cerimonia in cui le è stato consegnato il premio Nobel della pace. Parole dette da una giovane di 17 anni che ha rischiato la morte per difendere l’educazione, perché convinta che solo attraverso un processo educativo generalizzato, senza differenze tra ragazzi e ragazze e senza limiti finanziari si può promuovere lo sviluppo e migliorare la qualità di vita di tanti giovani e delle loro famiglie. Le adozioni a distanza rappresentano uno dei mezzi per raggiungere gli obiettivi definiti fin dall’inizio dell’attività della nostra associazione e cioè: “permettere l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani di Dédomé e promuovere la solidarietà tra le famiglie all’interno del villaggio”.

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Associazione “Dédomé” amici di don Franck I “risultati attesi”: tasso di scolarizzazione elementare pari al 100%, tasso di ottenimento del certificato di fine apprendistato pari al 75%, sopportabilità dei costi di formazione da parte delle famiglie (dalla scuola elementare al termine della formazione) e disponibilità di mezzi e risorse formative nel villaggio o nella regione (docenti, materiale scolastico, …) sono stati raggiunti grazie alla generosità di molte famiglie ticinesi e all’impegno in loco dei ragazzi e dei responsabili del progetto. Alla fine del 2014, le adozioni a distanza sono 311, così ripartite: 37 bambini piccoli, 156 bambini della scuola elementare, 64 ragazzi della scuola media, 22 apprendisti (2 nell’anno di stage), 16 studenti liceali e 16 studenti universitari. I ricavi dei padrinati rappresentano ca. il 50% dei proventi dell’Associazione. Si tratta di risorse importanti finalizzate alla scolarizzazione dei giovani della regione. Oltre al materiale scolastico e didattico, il contributo, che confluisce in una cassa comune, copre anche le spese sanitarie (pianificate due visite mediche all’anno per tutti i bambini), il doposcuola e la scuola estiva. Il sostegno alle famiglie è oggi puntuale e mirato: i coordinatori sul posto verificano le esigenze specifiche delle famiglie e le aiutano a superare le difficoltà temporanee e a ricostruire la rete sociale per evitare l’isolamento e l’emarginazione. In questo modo l’Associazione è in grado di assicurare la scolarizzazione anche ai bambini che non hanno un padrino o una madrina. La tendenza seguita da molte associazioni è l’abbandono dell’adozione nominativa e il passaggio a contributi destinati al sostegno globale di una classe, alle urgenze di una famiglia e in casi particolari a un bambino, il cui nome resta però sconosciuto al padrino/alla madrina. Questo consente una semplificazione della gestione, permettendo di usare gli importi a disposizione indistintamente dal beneficiario specifico. Riducendo le disparità fra i bambini, si trasforma anche l’impegno dei coordinatori sul posto che investono il loro tempo e le loro competenze nella valutazione dei bisogni formativi e dei risultati scolastici dei ragazzi. La nostra Associazione lavora da tempo in questo modo, ciò non di meno riconosce il legame affettivo e solidale che si crea fra la famiglia del padrino/della madrina e il/la suo/a figlioccio/a. Per questo motivo, pur consigliando l’adozione non legata ad un bambino specifico, non intende per il momento sopprimere l’adozione nominativa che per numerose famiglie ticinesi è molto importante perché permette, per esempio, di sensibilizzare concretamente i bambini sui bisogni dei loro coetanei che vivono in condizioni di povertà. 12

Associazione “Dédomé” amici di don Franck bravura dell’autista, che sapeva moderare la velocità tra gli avvallamenti e montagne russe, lungo costoni rocciosi dove i temporali avevano rimosso tutta la terra e emergevano le rocce della montagna a rendere più arduo e delicato il viaggio. Il rientro, quando già era scesa la notte, fu reso meno drammatico dalla recita del rosario che ci ha accompagnato per le due ore del viaggio per fare 30 km. Pensavamo di aver toccato il fondo dei disagi nei trasporti, ma non fu così. Il giorno dopo per superare i 20 km che da Atakpamé conducono a Dédomé, il villaggio di don Franck, abbiamo impiegato 60 minuti su una strada tutta buche, dove l’autista doveva fare una continua gimcana per destreggiarsi e rendere meno penoso il viaggio. Ci siamo consolati pensando che per percorrere i 10 km da Lugano a Ponte Tresa qualche volta si impiega più di un’ora. Da noi le strade sono buone, ma il traffico ci pensa a fare il resto. Paese che vai, difficoltà che trovi. + Pier Giacomo Grampa Vescovo emerito di Lugano

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3. Appunti di viaggio

Passare dall’aiuto diretto alla cooperazione allo sviluppo è un processo lento che richiede anni di riflessioni, rimesse in discussioni personali e collettive, rinunce a gratificazioni immediate per cogliere dei risultati positivi a medio/lungo termine: un cammino che vogliamo percorrere rispettando i desideri e i tempi di tutte quelle persone/famiglie senza la cui grande generosità questo progetto non può continuare.

Accoglienza calorosa ed ospitalità generosa ci hanno riservato gli amici del Togo che per la prima notte ci hanno ospitati al Centro della Conferenza episcopale a Lomé, dove abbiamo incontrato il presidente dei Vescovi Mons. Benoît Alowonou, vescovo di Kpalimé. Il primo giorno l’abbiamo dedicato a una visita veloce nella capitale, sostando molto nel compunt di Stefano, che gestisce un curioso centro di riciclaggio di auto, camion e mezzi di trasporto d’ogni tipo, che arrivano dall’Europa e qui vengono rimessi in grado di circolare ancora, dopo lavori di sistemazione, che da noi ci meriterebbero la prigione, ma in Africa sono normale amministrazione. Quello che in Europa sarebbe un cimitero di macchine fuori uso, lì diviene un un’immensa immensa officina a cielo aperto con centinaia e centinaia di mezzi che riprendono la strada e svolgono ancora il loro servizio quando non vengono abbandonati lungo le carreggiate piene di buche. Il giorno dopo, giovedì 11, la prima uscita in un villaggio disperso nella brousse, Adougli, per inaugurare un primitivo edificio scolastico, ricoperto di lamiera che ha sostituito la copertura originale in paglia. Accoglienza solenne, con canti e rituali tradizionali, corteo d’accompagnamento, discorsi vari, Messa all’aperto sotto i secolari alberi di mango, presentazione dei bisogni del villaggio e pranzo dal capo villaggio. Poi nel pomeriggio dopo avere riaccompagnato a casa don Gabriele, il giovane vicario di una parrocchia che serve 27 villaggi, ci siamo messi in viaggio per un’avventura non comune: visitare in uno sperduto villaggio di montagna, Oga, don Gioachino......un prete intraprendente e operoso che ha realizzato opere esemplari in quel villaggio sperduto, su una pista costruita ancora dai tedeschi nel secolo scorso, ma oggi trascurata e in totale disordine. Ci siamo avventurati tra foreste disboscate e ponti paurosamente instabili ed insicuri, in un viaggio mozzafiato, reso accettabile solo dalla 28

La mensa scolastica La mensa scolastica è stata voluta per permettere ai bambini del villaggio di beneficiare almeno una volta al giorno di un pasto equilibrato. Come per tutti gli altri progetti, l’obiettivo è che le famiglie prendano coscienza dell’importanza dell’alimentazione e delle regole d’igiene per lo sviluppo dei loro figli e che la loro partecipazione concreta è indispensabile per evitare che tutto “sia dovuto”. Già nel 2013 il contributo finanziario dell’associazione era stato molto limitato e anche nel 2014 le spese della mensa sono state assunte dalla comunità. Da evidenziare che nel periodo settembre - novembre la mensa non ha funzionato perché le famiglie non sembravano disposte a contribuire: di fronte a questa problematica, i membri del comitato locale hanno organizzato diverse riunioni che hanno permesso di spiegare quanto la riuscita di un progetto sia responsabilità delle persone che abitano nel villaggio e non solo dei membri svizzeri dell’ associazione. Un momento di crisi che si è trasformato in occasione di crescita per tutta la popolazione di Dédomé. La sfida della scuola professionale Il 15 dicembre 2014, in presenza di diverse autorità, dei rappresentanti del Ministero dell’Educazione, della popolazione locale, del presidente don Franck, del Vescovo emerito Monsignor Grampa e dei signori Redaelli, è stata posata la prima pietra della scuola professionale. Il progetto di formazione professionale dei giovani della Regione degli Altopiani si inserisce nel « Plan sectoriel de l’éducation 2010 – 2020» (3) elaborato dal Governo della Repubblica togolese, che prevede di: “garantire, nell’insegnamento superiore, nell’insegnamento secondario, nell’insegnamento tecnico e nella formazione professionale, le percorsi formativi che, quantitativamente e qualitativamente, siano determinati dalla domanda dell’economia togolese come pure lo sviluppo di un partenariato efficace e ben coordinato.” (4)

----------------------------------------------------— (3) République Togolaise. Plan sectoriel de l’éducation 2010 - 2020, Lomé, janvier 20110 (4) Ibid pp 49-50 13 13


Associazione “Dédomé” amici di don Franck In particolare, per la formazione professionale, il rapporto indica una doppia prospettiva: «contribuire a migliorare la produttività del lavoro nel settore informale, agricolo e non agricolo permettendo ai giovani che terminano la loro scolarità di beneficiare di una formazione breve orientata all’inserimento in una professione. L’asse strategico consiste nel creare, rinforzare e coordinare formule e strutture di formazione breve e/o di apprendistato in collaborazione con artigiani e persone attive in ambito agricolo». (5) Per raggiungere questi obiettivi, «il Governo garantisce il diritto (a Organizzazioni private, cittadini, collettività locali e a ogni ente che dispone dei necessari mezzi finanziari) di creare e gestire strutture educative conformi alle leggi e ai regolamenti in vigore. Lo Stato dovrà incoraggiare lo sviluppo di strutture private specialmente nell’ambito post-elementare, all’interno di una strategia nazionale condivisa». (6) Il comitato della nostra associazione ha deciso di dare un seguito positivo alla richiesta di costruzione di una scuola professionale nel villaggio di Dédomé, in considerazione degli aspetti demografici ed economici della regione (Prefettura dell’Amou). La regione degli Altopiani, conta 1'222’000 abitanti,(7) di cui 106'000 nella Prefettura dell’Amou. Le statistiche togolesi indicano che il 42.2% della popolazione ha meno di 15 anni e che il 51% è di sesso femminile. Questi dati dimostrano che i giovani suscettibili di poter seguire un apprendistato nella struttura di Dédomé, possono essere stimati, nei prossimi anni, a circa 10'600 (pari al 10% della popolazione che attualmente ha meno di 15 anni). Tenuto conto della struttura economica della regione, dei progetti promossi da altre associazioni (gestione di strutture sanitarie, approvvigionamento in acqua potabile,…) dell’evoluzione tecnologica (sviluppo dell’informatica e dell’elettronica) e alfine di offrire un’opportunità di formazione a ragazzi e ragazze, la scuola disporrà di un curricolo per le seguenti professioni: informatico, meccanico d’ d’auto e moto, elettromeccanico, falegname, muratore, parrucchiere, sarto, agricoltore e allevatore. Il progetto prevede la costruzione di un edificio con aule di pratica e di teoria che permetta di accogliere, al termine di un ciclo completo di formazione triennale o quadriennale, circa 400 apprendisti e di un capannone per la formazione pratica degli elettromeccanici.

----------------------------------------------------— (5) Ibid p. 50 (6) Ibid p. 51 (7) www.stat.togo.org/index.php?option=com. content&view, consultato il 13 febbraio 2014 1414

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La parte relazionale è quasi abbandonata; sono pochi gli infermieri incontrati in questi mesi che hanno cercato di istaurare una relazione con il paziente nonostante il tempo libero. Spesso è capitato che l’équipe équipe ci chiedesse il motivo per cui talvolta ci fermassimo a parlare con gli utenti e una volta spiegato questo non veniva totalmente compreso: la comunicazione del curante con il paziente e la sua famiglia, difatti, è molto povera. Se da un lato abbiamo notato delle mancanze, secondo il nostro punto di vista, abbiamo apprezzato la sacralità attraverso la quale ogni persona si approcciava al malato; dal momento del parto fino alla morte, dagli islamici ai cristiani o agli animisti, tutto ha una spiegazione superiore a quella medica. Se dovessimo fare un bilanesperienza vissuta cio dell’esperienza quest’ultimo ultimo non potrebbe che essere positivo. Abbiamo scoperto e conosciuto un nuovo mondo che ci ha accolto e accompagnato durante i mesi trascorsi e che difficilmente dimenticheremo. Priscilla e Giulia 27


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La loro accoglienza è disarmante: camminando per le vie del villaggio non ti senti dire solo un “bonjour comment ça va?” ma a questo si aggiunge ben altro; appena ti vedono ti danno il benvenuto, ti chiedono come sta la tua famiglia, come hai passato la notte, se sei stanco, se il lavoro è andato bene…e si, ti chiedono anche se hai qualche regalo per loro. Dai bambini che ti chiedono caramelle agli adulti che domandano i soldi.

La promozione agricola L’agricoltura è la principale fonte di sostentamento per quasi tutte le famiglie della regione. La creazione di una cooperativa agricola che raggruppa 14 villaggi e che ha sede a Koutoukpa (villaggio che confina con Dédomé) è una delle strategie messe in atto per permettere ai membri di migliorare le loro competenze nelle tecniche agricole, di sperimentare nuove mezzi di produzione e di entrare nel mercato locale. Attualmente il lavoro si svolge sul terreno agricolo di 35 ettari acquistato appositamente dalla nostra associazione. La cooperativa ha un capitale sociale di CHF 10'000.- , è gestita da un consiglio di amministrazione di 11 membri, coadiuvato da un consiglio di sorveglianza di 5 membri e da un comitato di 14 persone responsabile dell’assegnazione dei crediti. Un giovane e dinamico direttore ha il compito di promuovere le attività della cooperativa, aiutato da 7 animatori rurali, uno ogni due villaggi membri. Questo modo di procedere rappresenta una sfida che permette alle famiglie di uscire dall’idea che ognuno “produce per sé” ed entrare in una logica di sviluppo che “obbliga” alla condivisione di obiettivi, strategie e mezzi finanziari per il bene di tutti. La cooperativa collabora attivamente con i servizi del Ministero dell’agricoltura alfine di rispettare i decreti in vigore e poter far capo, a medio termine, anche a prestiti che favoriranno lo sviluppo delle attività.

Questa accoglienza un po’ ci soffocava, più cercavamo di passare inosservate più la nostra pelle richiamava l’attenzione di tutti, dai più piccoli ai più grandi. Talvolta ci siamo sentite un po’ a disagio per quanto ci “veneravano” e per l’idea che avevano di noi “yovo”: più volte abbiamo sentito i bambini dire quanto loro fossero stupidi ed ignoranti in confronto ai bianchi intelligenti ed esperti dominatori. Incredibile pensare quanto negli ultimi 60 anni questo Paese si sia battuto per la libertà e quanto ora il suo futuro non ci crede. È stato difficile spiegare loro che le differenze non sono di certo a questi livelli e che loro sono tanto abili e capaci quanto noi. Comunque quest’idea è molto diffusa: un giorno anche il medico dell’ospedale ci ha riferito il suo desiderio di essere sottomesso insieme al suo popolo ad una sorta di dittatura come è successo alla Cina. Questa è l’unica via per uscire dalla povertà . Per svolgere al meglio questo stage di cooperazione internazionale ci siamo documentate sulle condizioni storiche, politiche, economiche e sociali del Paese per essere più consapevoli della realtà e delle difficoltà che avremmo potuto incontrare; abbiamo ritenuto necessaria questa tappa perché l’informazione rispetto alle condizioni presenti rappresenta la chiave del cammino che un cooperante dovrebbe percorrere per sapere com’è più adeguato agire. Per fare questo è indispensabile che il cooperante sviluppi e condivida un concetto di sostenibilità capace di far mobilizzare le idee e le risorse in modo proficuo nell’interesse della popolazione locale. In Togo il ruolo infermieristico è strettamente collegato alla cultura locale. I compiti che l’infermiere ricopre sono prettamente operativi: l’assistenza è legata al concetto del “to cure”, gli interventi sono puramente tecnici e mirano alla sconfitta della malattia. Inoltre l’infermiere non svolge le cure di base (igiene, alimentazione,..) al paziente in quanto è la famiglia dello stesso che si fa carico dei soddisfacimento di queste ultime. 26

2. Calibrare i progetti sulla base dei bisogni espressi dagli abitanti e per i quali le comunità locali siano pronte a dare un contributo fattivo nella loro realizzazione e/o gestione. I compiti principali del comitato in Ticino sono:  valutare la coerenza, la pertinenza, l’efficacia e l’efficienza dei progetti presentati dalle comunità togolesi per il tramite del comitato locale e del direttore esecutivo della ONG;  ricercare e gestire i fondi e il materiale necessari alla realizzazione dei progetti. “Lavorare al Sud… significa confrontarsi con culture, storie, modi di pensare e di vedere le cose diverse dalle nostre. È importante quindi che il nostro approccio consideri e rispetti queste profonde differenze culturali e ne faccia il proprio punto di partenza…… Quando una ONG entra in contatto diretto con un determinato contesto, riesce solitamente ad avere solo un limitato raggio percettivo della situazione. Prima di intraprendere qualsiasi tipo di azione è invece importante analizzare un contesto più allargato che prenda in considerazione il 15 15


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maggior numero di attori possibili, anche quelli istituzionali….A differenza di come si agiva fino a pochi anni fa, ora è diventata centrale l’assunzione delle responsabilità dei progetti da parte del partner locale. Questa attitudine richiede una organizzazione che faciliti la comunicazione e lo scambio di informazioni tra il partner del Nord e il partner del Sud…..attraverso la comunicazione sarebbe poi essenziale avviare gradualmente un lento passaggio di poteri fra il Nord e il Sud, rendendo il partner locale sempre più in grado di sostenere il progetto di sviluppo in modo autonomo”(8) Per rispondere in modo adeguato a queste esigenze, proposte dalla FOSIT (Federazione delle ONG della Svizzera Italiana), nel corso del 2014, grazie alla presenza in Togo del direttore esecutivo signor Frédéric Djinadja, il comitato svizzero ha potuto basare la sua attività, oltre che sull’analisi diretta effettuata in loco dal presidente e dalla segretaria, anche sui regolari rapporti di attività e sulle richieste formali corredate da obiettivi, strategie d’intervento e piani contabili che hanno potuto essere discussi e condivisi. Nel corso dell’anno il comitato si è riunito sei volte in un clima di lavoro costruttivo e improntato alla valorizzazione delle rispettive competenze e peculiarità. Il presidente, don Franck, con il suo carisma, la sua tenacia e il suo entusiasmo trascinante si occupa prevalentemente dei contatti esterni e della ricerca di fondi. La signora Annamaria Prati è la persona di riferimento per il progetto della scolarizzazione e della formazione professionale dei bambini e dei giovani che viene finanziato attraverso le adozioni a distanza e si occupa della raccolta, della classificazione e della preparazione del materiale da inviare in Togo. La Signora Marina Santini assolve i compiti di segretariato, mantiene i contatti con la SUPSI per lo stage di mobilità degli studenti del bachelor in cure infermieristiche e, coadiuvata dal signor Giuseppe Gallucci, assume la responsabilità della gestione contabile dell’associazione, dell’elaborazione di progetti specifici e dei colloqui con i volontari che chiedono di poter vivere un’esperienza in Togo. La signora Marisa Rathey partecipa attivamente alla valutazione dei progetti e sostiene la segretaria nell’elaborazione del Giornalino semestrale. Il dottor Alberto Chiesa dà il suo validissimo contributo nella ricerca e valutazione di materiale sanitario, mantenendo i contatti con il dr. Giacomo Martinoni che si è stabilito a Dédomé e l’avv. Immacolata IglioRezzonico mette a disposizione del comitato le sue competenze giuridiche. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - --

2. L’esperienza L esperienza dello stage di cooperazione L’ Lo stage di cooperazione internazionale proposto dalla SUPSI ci ha permesso di svolgere un periodo di tirocinio presso l’ospedale St. Gotthard di Dédomé in Togo. Siamo due studentesse al terzo anno di cure infermieristiche e durante i mesi passati abbiamo potuto conoscere una realtà di cura molto diversa da quella a cui siamo abituate; in realtà, poi, non è stato solo l’aspetto sanitario che ci ha sorprese, ma tutto il contesto in cui questo era inserito.

I bambini sono stati fin da subito le prime persone con cui abbiamo scoperto il piccolo villaggio di Dédomé; con loro abbiamo appreso le prime sfumature della loro quotidianità lasciandoci sorprendere e appassionare. Col tempo le differenze hanno iniziato a pesare maggiormente, tuttavia siamo riuscite ad accettarle e a conviverci. Le conoscenze si sono allargate grazie alla grande apertura che la popolazione ha mostrato verso di noi…in Europa questo sarebbe stato inimmaginabile!

(8) Naiaretti C., Sagaramoso A, Solaro del Borgo A. Strumenti operativi per progetti di cooperazione allo sviluppo. FOSIT, Lugano, 2009

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I progetti e il preventivo per il 2015 sono approvati all’unanimità. Il mandato dei membri di comitato scade. Tutti i membri si ricandidano. L’assemblea approva il rinnovo del comitato con i seguenti risultati: Don Franck Koffi Essih 22 voti favorevoli – 1 astenuto Dr. Alberto Chiesa 22 voti favorevoli – 1 astenuto Signor Giuseppe Gallucci 22 voti favorevoli – 1 astenuto Avv. Immacolata Iglio-Rezzonico 23 voti favorevoli Signora Annamaria Prati 22 voti favorevoli – 1 astenuto Signora Marisa Rathey 22 voti favorevoli – 1 astenuto Signora Marina Santini 22 voti favorevoli – 1 astenuto La nomina del comitato in corpore è approvata all’unanimità. Il signor Rezio Pelloni ha comunicato che il suo studio fiduciario non è più disponibile per la revisione. Il presidente del giorno, a nome del comitato, ringrazia sentitamente il signor Pelloni per il servizio gratuito reso all’Associazione per le revisioni degli anni 2012-2014. Il comitato propone quale nuovo Ufficio di Revisione : Fideconto Revisioni SA – Via Molo 11- 6500 Bellinzona. La proposta è accettata all’unanimità con i ringraziamenti alla Fiduciaria che offre la revisione all’Associazione. Non ci sono eventuali. La signora Priscilla Porro, il signor Severi no Bronner e i signori Redaelli condividono con i presenti la loro esperienza di volontari in Togo. Il presidente del giorno, signor Severino Bronner, chiude l’assemblea alle ore 22.30. La serata si conclude con un rinfresco. Vezia, 27 marzo 2015 La segretaria

Marina Santini

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3. Far conoscere le attività dell’Associazione attraverso incontri, pubblicazioni e bancarelle, per la raccolta dei fondi necessari alla realizzazione dei progetti pianificati. La nostra associazione, costituita nel 2003, può contare su circa 900 membri attivi che, due volte all’anno, ricevono il Giornalino informativo. Il comitato reputa molto importante tenere al corrente i soci sulle attività svolte, le esperienze vissute, le decisioni prese, affinché tutti posano sapere come sono investiti i fondi generosamente donati. Nel 2014 sono diminuite le presenze ai mercatini di Natale, limitate a Vezia, Pregassona e Caslano. La festa dell’amicizia del mese di giugno costituisce un’occasione di incontro sempre molto apprezzata. Anche nel 2014 la competenza organizzativa del signor Gian Franco Gervasoni e la disponibilità del Consiglio parrocchiale di Caslano hanno permesso l’organizzazione della giornata malgrado il tempo incerto. Da evidenziare l’impegno del coro Quattrocentoquaranta che ha offerto un concerto a favore dell’associazione. Domenica 15 dicembre le responsabili del gruppo Jeans, Nadia Grandi e Tiziana Polverini, con i bambini entusiasti e molto impegnati, hanno sfidato acqua e vento per allietare la comunità di Leggia (Grigioni) e raccogliere fondi per la scuola professionale. A questi eventi vanno aggiunte la partecipazione alla manifestazione “Mondo al Parco”, organizzata dalla FOSIT per dare visibilità alle diverse ONG attive nella Svizzera italiana e alcune bancarelle con la vendita di dolci e libri di seconda mano. I quotidiani ticinesi hanno pubblicato le lettere scritte da Dédomé dal dr. Giacomo Martinoni, mentre la televisione togolese ha trasmesso tre servizi relativi alle nostre attività e in particolare ai festeggiamenti per il decimo anniversario dell’ospedale e alla posa della prima pietra della scuola professionale. 4. Suscitare uno spirito di fiducia e di solidarietà reciproci e creare dei legami di amicizia tra i membri dell’Associazione e le popolazioni dei villaggi togolesi interessati. Per suscitare uno spirito di fiducia è fondamentale che le persone possano conoscersi, confrontarsi e rispettarsi nella loro diversità. Per questo motivo, fin dalla sua costituzione, la nostra associazione offre la possibilità a chi è interessato, di recarsi in Togo per scoprire il contesto, vedere con i propri occhi quanto realizzato e creare legami significativi con la popolazione locale apportando anche il proprio contributo. Dal 30 luglio al 4 settembre 2014 il presidente don Franck e la segretaria Marina Santini si sono alternati per va17 17


Associazione “Dédomé” amici di don Franck

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lutare i progetti in corso e mantenere i contatti con le istanze governative ai vari livelli. Priscilla Porro e Giulia Bazzi due studentesse della SUPSI, hanno trascorso tre mesi all’ospedale di Dédomé per lo stage di mobilità ottenendo ottimi riscontri sia per l’aspetto professionale che umano. La loro presenza discreta, rispettosa e propositiva, è stata molto apprezzata dalla direzione e da tutto il personale dell’ospedale. Tre altre infermiere, Elena Pagani, Elisa Mazzetti e Lia Domeniconi hanno accolto e vissuto positivamente la sfida dell’esperienza professionale in terra africana. Dal mese di dicembre anche un architetto, il signor Loïc Bernasconi si trova a Dédomé per dare il suo contributo alla costruzione della scuola professionale. Dal 9 al 19 dicembre Dédomé ha accolto per la seconda volta il Vescovo emerito della diocesi di Lugano Monsignor Piergiacomo Grampa, invitato da Monsignor Nicodème Barrigah, vescovo di Atakpamé in occasione dei festeggiamenti per il 50° anniversario della diocesi. Don Franck lo ha accompagnato con due parrocchiani di Caslano i signori Carmen e Renato Redaelli che hanno accolto l’invito di Monsignor Ballong che ha celebrato i 40 anni di ordinazione sacerdotale. Per i signori Redaelli il primo viaggio a Dédomé è stato ricco di emozioni e a monsignor Grampa i dieci giorni africani hanno permesso di valutare il cammino percorso e i progetti realizzati dal 2009, anno del suo primo viaggio con i Vescovi della Conferenza episcopale svizzera. Ai numerosi soci, amici e sostenitori, va il sentito ringraziamento del comitato che spera di poter contare anche in futuro sulla fiducia e i contributi di molte persone. La generosità porta sempre frutti che sono ben visibili nel villaggio e nella regione di Dédomé dove tutti sono i benvenuti!

PREVENTIVO 2015

Il presidente Don Franck Koffi ESSIH

PROGETTI E ATTIVITÀ Padrinati

Promozione della salute Salari personale ospedale Gestione ospedale e dispensari Contributo funz. Cons. ammin.

Promozione agricola

COSTI CHF 121 500.00

RICAVI CHF 121 500.00

69 000.00

69 000.00

45 000.00 22 000.00

45 000.00 22 000.00

2’000.00

2’000.00

42 000,00

42 000.00

Cooperativa agricola

10’000.00

10’000.00

Nuovi investi.: allevam. galline

32’000.00

32’000.00

Progetto mensa scolastica

3’000.00

3’000.00

3'000.00

3'000.00

400 000.00

200 000.00

400 000.00

200 000.00

500.00

500.00

Amministrazione e segretariato

15 800.00

15 800.00

Varie

36 000.00

36 000.00

5 500.00 500.00 5 000.00 25 000.00

11 000.00

Gestione mensa

Progetto form. profess. Nuovi investimenti

Acquedotto: manutenzione

Mercatini e manifestazioni Varie Acquisto autocarri Spese spedizione materiale Offerte libere, contributi non vincolati

25 000.00

TOTALE

687 800.00

Maggiore uscita

200’000.00

487 800.00

18 18

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Associazione “Dédomé” amici di don Franck

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processi dell’associazione, del sistema di controllo interno, come pure interrogazioni e altre procedure miranti all’identificazione di atti illeciti o altre violazioni di disposizioni legali, sono escluse da questa revisione. Nello spirito della promozione dello sviluppo nel quale opera l’Associazione, il Comitato locale in Togo gestisce in modo autonomo la contabilità, secondo la legislazione vigente, tenendo conto dei vincoli concordati con il Comitato ticinese (presentazione regolare della contabilità intermedia) e con la supervisione dello stesso durante le visite annuali. Il Comitato in Ticino ha accesso tramite internet al conto bancario in Togo. I conti presentano al 31.12. 2014 la seguente situazione: Entrate: CHF 226’518.44 Uscite: CHF 220’098.37 maggior entrata di CHF 6’420.07

4.

Il totale del bilancio ammonta a CHF 482’644.47 Sulla base della mia revisione non ho rilevato fatti che mi possano far ritenere che il bilancio e il conto economico non siano conformi alle disposizioni legali e statutarie. Paradiso, 25 marzo 2015 Studio fiduciario e di consulenza Rezio Pelloni

I conti e il rapporto di revisione sono approvati all’unanimità.

Il preventivo elaborato dal comitato per il 2015 e presentato in dettaglio alla pagina seguente, prevede il consolidamento dei progetti in corso ( in particolare il sostegno alla gestione dell’ospedale) e il nuovo progetto di ampliamento delle opportunità di formazione professionale nella regione, con la costruzione di una scuola professionale, la cui prima pietra è stata posata il 15 dicembre 2014.

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BILANCIO AL 31.12.2014 in CHF ATTIVI 1000 Cassa 1010 Conto corrente postale 1020 Conto magazzino. materiale associazione TOTALE ATTIVI

31.12.2014 839.50 481 304.97 500.00 482 644.47

PASSIVI Transitorio passivo quota sociale anno se5301 guente 5302 Transitorio passivo adozioni anno seguente 5403 Fondo vincolato dispensari altri villaggi 5405 Fondo vincolato dispensario Aledjo 5410 Fondo vin progetto cure malati senza risorse 5415 Fondo vincolato progetto WC 5420 Fondo vincolato progetto form. professionale 5430 Fondo vincolato fine apprendistato 5435 Fondo vinc. progetto agric.: allev. galline Riserva di funzionamento gestione ospedale 5815 Dédomé 5820 Riserva di funz. gestione farmacia ospedale 5825 Riserva funz. apparecchiature ospedale 5830 Riserva funzionamento mensa scolastica 5840 Riserva funzionamento asilo 5855 Riserva di funzionamento agricoltura 5870 Riserva manutenzione acquedotto 5890 Riserva libera Maggior entrata TOTALE PASSIVI

31.12.2014 9 130.00 42 720.00 2 000.00 3 000.00 7 600.00 4 550.00 283 000.00 5 170.00 8'250.00 70'000.00

3'000.00 10'000.00 9'500.00 1'700.00 3'500.00 9'000.00 4 104.40 6 420.07 482 644.47

I passivi comprendono i fondi vincolati e le riserve di funzionamento. I primi sono costituiti dai versamenti effettuati dai donatori con l’indicazione di un progetto specifico. Le seconde sono state volute dal comitato per garantire la continuità dei progetti, per un tempo determinato, in caso di difficoltà finanziare dell’associazione. 19


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CONTO ECONOMICO 01.01 - 31.12. 2014 COSTI IN CHF Spese adozioni 3201 Salari personale ospedale 3301 Nuovi investimenti ospedale Dédomé 3304 Dispensario Aledjo: latte AL110 e medicinali 3305 Cure malati senza risorse finanziarie 3306 Spese eserc. osp.:mat. sala operatoria, laborat. 3307 Contributo funz. Consiglio amministrazione osp. 3308 Sostegno cooperative agricole (sementi, prestiti) 3401 Spese d'esercizio mensa 3502 Spese nuovi investimenti centro professionale 3603 Spese CCP giro internazionale 3801 Spese CCP vers. contanti 3802 Spese segretariato: materiale 3803 Spese segretariato: Giornalino e stampati 3804 Spese segretariato: spese postali 3805 Spese quota sociale 3806 3807 Spesa quota sociale: contributo comitato locale Spese manifestazioni 3902 Spese spedizioni materiale 3905 TOTALE COSTI

125 820.00 29 550.00 2 300.00 766.70 1 200.00 7 225.75 2 000.00 4 000.00 3 000.00 21 180.00 48.00 1 290.65 1 156.60 4 606.40 1 656.85 3 420.00 1 600.00 2 503.15 6 774.27 220 098.37

RICAVI IN CHF Adozioni anno in corso 2201 Contributo individuale vincolato 2310 Contributo individuale non vincolato 2320 Ente pubblico, contributo non vincolato 2420 Ente privato, contributo vincolato 2510 Interessi/Imposta preventiva 2802 Quota sociale anno in corso 2804 Mercatini e bancarelle 2901 Manifestazioni 2902 TOTALE RICAVI MAGGIOR ENTRATA

125 820.00 62 220..00 3 031.74 2 200.00 7 000.00 191.70 14 900.00 3 940.00 7 215.00 226 518.44 6 420.07 20

In qualità di Ufficio di revisione ho verificato il bilancio e il conto economico dell’Associazione DEDOME amici di don Franck per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2014 Il comitato è responsabile dell’allestimento del bilancio e del conto economico, mentre il mio compito consiste nella sua verifica. Confermo di adempiere i requisiti legali relativi all’abilitazione professionale ed all’indipendenza. La mia revisione è stata effettuata conformemente allo Standard svizzero sulla revisione limitata, il quale richiede che la stessa deve essere pianificata ed effettuata in maniera tale che anomalie significative nel bilancio e nel conto economico possano essere identificate. Una revisione limitata consiste essenzialmente nell’effettuare interrogazioni e procedure analitiche, come pure, a seconda delle circostanze, adeguate verifiche di dettaglio della documentazione disponibile presso l’associazione sottoposta a revisione. Per contro, la verifica di 21


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DEDOME Giornalino N 24 giugno 2015 by Associazione DEDOME - Amici di don Franck - Issuu