Associazione “Dédomé” amici di don Franck ficiario specifico. Riducendo le disparità fra i bambini, si trasforma anche l’impegno dei coordinatori sul posto che investono il loro tempo e le loro competenze nella valutazione dei bisogni formativi e dei risultati scolastici dei ragazzi. La nostra Associazione lavora da tempo in questo modo, ciò non di meno riconosce il legame affettivo e solidale che si crea fra la famiglia del padrino/della madrina e il/la suo/a figlioccio/ a. Per questo, pur consigliando l’adozione non legata ad un bambino specifico, non intende sopprimere l’adozione nominativa, ritenendole valide entrambe.
Associazione “DEDOME “ Amici di don Franck Riconosciuta di pubblica utilità, membro FOSIT, riconosciuta quale ONG in Togo
IL GIORNALINO Numero 23 Dicembre 2014
Presidente:
“Un docente, un ragazzo, una penna e un libro possono cambiare
il mondo”, sono le parole pronunciate da Malala Yousafzai nel corso della cerimonia in cui le è stato consegnato il premio Nobel della pace. Parole dette da una giovane di 17 anni che ha rischiato la morte per difendere l’educazione, parole forti che vogliamo fare nostre per continuare il nostro sostegno alla scolarizzazione in Togo. Giuseppe Gallucci 24 24
Don Franck Koffi Essih Via Chiesa 2 6987 Caslano Segretariato: c/o Marina Santini Via ai Platani 6 CH - 6943 Vezia CCP 65 - 750182-5 IBAN: CH71 0900 0000 6575 0182 5 BIC: POFICHBEXXX www.dedome.org 1
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Indice Grazie!
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1. I 10 anni dell’ospedale di Dédomé festeggiati con le autorità e la popolazione.
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2. La vita togolese del dr. Giacomo Martinoni.
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3. La comunità di Aledjo rende grazie a Dio nella gioia per le nuove vocazioni e per la nascita alla Vita eterna di Père Marcel.
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4. La cooperativa agricola: una realtà che coinvolge molti villaggi. 5. La politica delle adozioni a distanza in evoluzione ma, con il medesimo obiettivo: la scolarizzazione dei giovani e un sostegno mirato alle famiglie.
Finora il contributo è stato impiegato principalmente per la scolarizzazione e in parte per il sostegno alla famiglia. Questo è stato possibile grazie anche a tutte le attività collaterali intraprese dall’Associazione nella regione. La realizzazione del dispensario diventato ospedale, della mensa scolastica, del
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mulino, dell’obitorio ecc. hanno consentito di creare numerosi posti di lavoro e hanno generato un aumento delle attività legate al piccolo commercio. Gli interventi a favore dell’agricoltura hanno migliorato i raccolti. Tutto questo ha contribuito ad innalzare il tenore di vita della popolazione che non cerca più di migrare verso la capitale. Attualmente le adozioni sono oltre 300 e i ricavi dei padrinati rappresentano ca. il 50% dei proventi dell’Associazione. Si tratta di risorse importanti finalizzate alla scolarizzazione dei giovani della regione. Oltre al materiale scolastico e didattico, il contributo copre anche le spese sanitarie (pianificate due visite mediche all’anno), il doposcuola e la scuola estiva. Il sostegno alle famiglie è oggi puntuale e mirato: i coordinatori sul posto verificano le esigenze specifiche delle famiglie e le aiutano a superare le difficoltà temporanee e a ricostruire la rete sociale per evitare l’isolamento e l’emarginazione. In questo modo l’Associazione è in grado di assicurare la scolarizzazione anche ai bambini che non hanno un padrino o una madrina. La tendenza seguita da molte associazioni è l’abbandono dell’adozione nominativa e il passaggio a contributi destinati al sostegno globale di una classe, alle urgenze di una famiglia e in casi particolari a un bambino, il cui nome resta però sconosciuto al padrino/alla madrina. Questo consente una semplificazione della gestione, permettendo di usare gli importi a disposizione indistintamente dal bene23
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5. La politica delle adozioni a distanza in evoluzione ma, con il medesimo obiettivo: la scolarizzazione dei giovani e un sostegno mirato alle famiglie. Dal 2001 la nostra Associazione è impegnata nel favorire la scolarità. Uno dei principali strumenti per integrare i donatori in questi sforzi è sicuramente quello delle adozioni a distanza. Grazie al costante impegno dei membri, a tutt’oggi sono centinaia i bambini e i ragazzi che hanno potuto iniziare e terminare il ciclo di studi e ottenere un diploma che agevola il loro inserimento professionale. Con l’aumento del numero delle adozioni a distanza sono emerse anche le difficoltà di una politica che inizialmente si limitava ad un sostegno finanziario diretto alla famiglia. Non sempre, infatti, i soldi erano impiegati nell’interesse dello scolaro o della famiglia nel suo insieme. Altre volte il fatto che una parte degli allievi usufruisse di un sostegno sottoforma di adozione e un’altra parte ne fosse esclusa, per mancanza di padrini, portava a situazioni di tensione e gelosie nella scuola e nei villaggi, rischiando di produrre un effetto contrario a quello desiderato. L’Associazione iniziò pertanto a gestire in modo più professionale i versamenti dei padrini e delle madrine.
“La mente soppesa e misura, ma è lo spirito che giunge al cuore della vita e ne abbraccia il segreto; e il seme dello spirito è immortale. Il vento può soffiare e placarsi, e il mare fluire e rifluire: ma il cuore della vita è sfera immobile e serena, e in quel punto rifulge una stella che è fissa in eterno. “ K. Gibran
Carissimi amici, in questo Giornalino che ci accompagna a Natale, ho voluto iniziare questo breve testo con una poesia di K. Gibran, che ci fa capire come l’essenziale è il saper essere all’ascolto dello Spirito che nel profondo del nostro cuore resta il punto fermo della nostra vita. Questa “stella che è fissa in eterno” è anche la forza che ci spinge con amore e per amore, verso i nostri fratelli, vicini o lontani che sono meno fortunati e che porta nel mondo dei veri miracoli di solidarietà.
Fu allestito un chiaro regolamento che indicava anche le situazioni nelle quali il contributo veniva a cadere, affinché questo non venisse dato per scontato o, peggio, rivendicato come un “diritto”. 22
Quest’estate abbiamo avuto la gioia di festeggiare il decimo anniversario dell’ospedale di Dédomé ed è stata l’occasione per fare il punto su tutto quanto abbiamo potuto costruire grazie alla grande generosità e all’impegno costante di molte persone che, spesso, rinunciano all’essenziale per far sì che i progetti di sviluppo diventino realtà per tanti fratelli togolesi. Vorrei poter ringraziare ognuno di voi singolarmente, incontrarvi per trasmettervi di persona la riconoscenza mia e di tutta la “mia gente” 3
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che mai avrebbe pensato di vedere il villaggio di Dédomé trasformarsi e crescere come è successo in questi anni. Purtroppo questo non è possibile, perché siete ormai circa un migliaio ad esserci vicini...ma porto ognuno di voi nelle mie preghiere e nel mio cuore.
Su 3 ettari sono state interrate 7500 ceppi di Tek, legno pregiato e molto richiesto, che fra cinque anni dovrebbero essere produttivi.
In questi anni non abbiamo “solo” costruito edifici, non abbiamo “solo” contribuito alla scolarizzazione e alla formazione professionale di tanti bambini e giovani, non abbiamo “solo” permesso a molti malati di ritrovare la salute, abbiamo contribuito a rende-
Sul resto del terreno sono previste le coltivazioni di fagioli, riso, mais… con delle possibilità di sperimentare nuove tecniche agricole. Il punto forte di questo progetto è che coinvolge i contadini di quasi tutti i villaggi della regione, ciò che crea unità e maggior peso alla produzione. I due trattori dell’associazione, dopo l’uso, vengono, per il momento, regolarmente posteggiati a Dédomé, alfine di proteggerli da eventuali utilizzi non conformi. Nei prossimi mesi è
re più forte la consapevolezza che la promozione dello sviluppo è un processo che dura nel tempo e richiede una responsabilità costante da parte di tutti gli abitanti del villaggio. Certo la strada è in salita, ma quello che mi rende particolarmente felice è il rendermi conto che sempre più giovani e anziani, uomini e donne, comitato locale e comitato di sviluppo, si danno la mano e si impegnano per realizzare i progetti che tentano di rispondere ai loro bisogni a medio e lungo termine. Certo, i mezzi finanziari della popolazione locale sono limitati e per questo ha bisogno ancora del nostro sostegno: GRAZIE di cuore a ognuno di voi per quanto ci aiuterete nuovamente a realizzare! Che l’Amore sia il motore di ogni vostra azione e il sentimento che governa tutta la vostra vita!
prevista la costruzione, nei pressi del campo coltivabile, di una piccola abitazione per gli operai e di un’autorimessa per i macchinari. Si tratta di un passo importante che mira allo sviluppo globale della regione, attraverso l’attività attualmente`prioritaria per tutte le famiglie e questo è molto motivante per i capi e gli abitanti dei vari villaggi. Contiamo anche sul vostro prezioso contributo per sostenere questo progetto che continuerà nel tempo per portare dei frutti duraturi.
Don Franck Don Franck
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4. La cooperativa agricola: una realtà che coinvolge molti villaggi.
1. I dieci anni dell’ospedale di Dédomé festeggiati con le autorità e la popolazione Grande festa a Dédomé lo scorso 14 agosto, per sottolineare il decimo anniversario della struttura sanitaria voluta dalla popolazione e dal comitato dopo aver constatato che, all’inizio degli anni 2000, ogni anno nel villaggio tra10 e 15 donne morivano durante il parto.
Lo scorso 16 agosto si è svolta la riunione del comitato della cooperativa agricola, che raggruppa i capi di cinque villaggi della regione oltre al rappresentante del villaggio di Dédomé e alla cassiera. L’assemblea costitutiva si è tenuta il 24 luglio e i membri della cooperativa hanno preso a carico le spese per le prime pratiche. Entro fine anno dovrebbe essere pronto il dossier da presentare al Ministero dell’agricoltura a Lomé per il riconoscimento e l’iscrizione nel registro nazionale, ciò che permetterà di richiedere i fondi a organismi nazionali e internazionali. Il comitato ha chiesto all’associazione un contributo iniziale di CHF 3’000.– per poter assicurare per il primo anno il salario di 3 agenti per l’animazione di 3 settori agricoli e far fronte ad alcune spese amministrative. Il progetto della cooperativa prevede che ogni membro risparmi fcfa 50/100 (CHF 0.10/0.20) al giorno alfine di creare una cassa pensione ed avere a disposizione una certa somma per prestiti per bisogni vitali perché attualmente le banche prestano ai contadini, che non possono fornire garanzie, a un tasso del 16-18%, quindi improponibile per le famiglie. La cooperativa guidata dal signor AGOUMA Barthélémy che ha partecipato a diversi progetti della Banca Mondiale, ha iniziato la sua attività a Omutgi, nel campo di 35 ettari che l’associazione ha comperato nel 2012. 20
La giornata è stata minuziosamente preparata dalla direzione dell’ospedale guidata dal direttore sig. Frédéric Djinadja e da tutto il personale della struttura che ha lavorato alacremente al di fuori dei turni per marcare l’evento. Il programma prevedeva la celebrazione della Santa Messa presieduta dal Vescovo della diocesi di Atakpamé, monsignor Nicodème Barrigah, i discorsi ufficiali, la sfilata di una parte dei bambini nati nella struttura in questi dieci anni e il pranzo condiviso con tutta la popolazione del villaggio. Impossibile mettere sulla carta la gioiosa atmosfera della giornata che resterà incisa nella memoria delle molte persone che erano presenti, ma per rendere partecipi gli amici dell’associazione ai quali abbiamo pensato, cercheremo di presentare gli elementi essenziali. Monsignor Nicodème ha voluto essere presente per portare i ringraziamenti della Diocesi e assicurare all’associa– zione il suo sostegno per questa importante opera e per tutti i progetti che sta portando avanti per promuovere lo sviluppo della regione. È stato accolto nella cappella dell’ospedale dal ex-Ministro della salute, eccellenza Agba e, al termine della celebrazione ha pregato con i malati impartendo loro la benedizione. 5
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Associazione “Dédomé” amici di don Franck spirituale, come scrivono le suore, ringraziando chi è stato loro vicino nei due importanti avvenimenti che hanno segnato la loro estate:
Dopo la foto ricordo con tutto il personale dell’ospedale che ha partecipato alla S. Messa, Monsignor Barrigah si congedato dai presenti che, in un corteo festante, hanno attraversato il villaggio per recarsi nello spiazzo antistante l’edificio multifunzionale, per ascoltare i diversi discorsi. La prima persona a prendere la parola, è stato il direttore dell’ ospedale, che ha ripercorso la storia della struttura evidenziando, con molto spirito, anche alcuni momenti difficili, ormai risolti, che fanno parte della vita di ogni istituzione. Nelle pagine seguenti, riportiamo integralmente il suo discorso. 6
« Le Père Benoît DANSOU , la communauté du Foyer de Charité d’Aledjo , vous remercient de vous être associés par la prière, l’affection, la présence et de nombreuses preuves d’amitié tant matérielles que spirituelles aux deux évènements qui ont marqués la vie de notre Foyer d’Aledjo en ces mois d’août et septembre 2014 : - Le 15 août , le Père Benoît DANSOU, Augustin PADAWEKI, Géraldine NOLAKI, Marie-Noëlle BILAO, Viviane KATANGA s’engageaient définitivement dans l’œuvre des Foyers de Charité par leur Consécration à Jésus par Marie. - Le 8 septembre, nous étions de nouveau réunis pour les obsèques de notre père fondateur : le Père Léon MARCEL, entré dans la Vie le 21 août. Comment ne pas voir dans ces deux évènements une visite du Seigneur qui nous porte à rendre grâce de ce qu’Il est le Maître de l’histoire de notre Foyer qu’Il dirige de son Amour. Avec vous nous Le remercions pour la fidélité de son Amour et nous nous confions à votre prière pour que continue à fructifier ce qui a été semé. Que Dieu vous bénisse tous et chacun et que Marie Médiatrice de toutes grâces nous aide à tout situer dans l’Amour et dans l’Espérance ! » Facciamo nostro questo messaggio e, continuando a sostenere il di spensario di Aledjo fornendo latte in polvere contro la diarrea dei bambini prematuri e beni di prima necessità, contribuiremo a perpetuare l’opera di un grande uomo che ha saputo conquistare il cuore di chi l’ha conosciuto perché è stato un vero testimone di Gesù. Don Franck 19
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3. La comunità di Aledjo rende grazie a Dio per le nuove vocazioni e per la nascita alla Vita eterna di Père Marcel
Onorevole Ministro Agba, Onorevole Ministro Adjeoda, spettabili autorità tradizionali, politiche e religiose, cari don Franck e Marina, gentili signore ed egregi signori, abitanti di Dédomé e giunti da lontano, un caloroso benvenuto a questa festa per l’importante traguardo raggiunto dal nostro ospedale.
Quest’anno la visita al dispensario di Aledjo è stata una “toccata e fuga” voluta soprattutto per condividere con tutta la comunità il momento di tristezza suscitata dalla morte di Père Marcel, fondatore dell’opera in Togo. Père Marcel aveva 96 anni ed à deceduto il 21 agosto all’ospedale San Giovanni di Dio di Tanguiéta (Bénin). Chi legge regolarmente il Giornalino si ricorderà che abbiamo parlato di lui nel 2010, quando, grazie alla generosità e alla competenza del dr. Salvo Arcidiacono, era stato possibile cambiare la pila del suo pace-maker inserendone una dell’ultima generazione . Nel 2011 Père Marcel aveva voluto incontrarci per dirci che si sentiva “come Lazzaro, risuscitato”. Ci aveva confidato che, sentendo avvicinarsi la morte, aveva già fatto scavare la sua tomba che poi aveva fatto ricoprire per “non spaventare i malati”. Adesso che si sentiva meglio, riconoscente per il dono della “nuova vita “ che gli era stata donata, continuava a leggere e a scrivere testi divulgativi sulla tradizione africana. Lo scorso mese di dicembre Père Marcel ci aveva accolti nell’atrio della casa, pronto per uscire a fare una passeggiata in giardino. Le complicazioni legata a una frattura del femore hanno interrotto il suo cammino terreno, ma non la sua testimonianza e la sua presenza 18
Se dovessi paragonare la vita di questa istituzione a quella di una persona, direi che il piccolo Gottardo è nato ed è stato battezzato il 7 agosto 2004 con il nome di Centro Medico Sociale di Dédomé, con una sola costruzione che comprendeva i servizi delle ammissioni, di medicina e la maternità. È nato da un padre chiamato Associazione Dédomé e da una madre che si chiama Comitato svizzero. Non avendo il dono dell’ubiquità per occuparsi del neonato, i suoi genitori biologici l’hanno affidato al suo zio, chiamato Comitato locale, che lo mise nelle mani di un tutore denominato:Consiglio d’amministrazione. Rispetto ai ragazzi della sua età, questo bambino è cresciuto molto rapidamente, ciò che ha motivato i suoi genitori ad equipaggiarlo con un importante e sofisticato materiale di chirurgia, radiologia e laboratorio con la visione di seminare la speranza nei cuori di tutti quelli che l’avrebbero visitato e di trasformare la loro povertà in ricchezza. Questa crescita gli ha permesso di essere riconosciuto come ospedale il 29 dicembre 2011 con il nome di Ospedale S. Gottardo di Dédomé. Dopo questo enorme investimento, è avvenuto un miracolo nella vita di questo ragazzo che si distingueva rispetto agli altri della stessa età: la sua crescita si è bruscamente interrotta e, in quel momento è diventato “un nano con una grossa testa”. Peggio ancora: gli è stato chiesto di diventare autonomo entro fine 2015. I Il Ministero della Salute ha tentato di fornirgli una dose supplementare di iodio per aumentare la secrezione di ormoni tiroidei che facilitano la crescita, ma niente è mutato. 7
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Associazione “Dédomé” amici di don Franckte sui costi di gestione
La Direzione regionale della salute degli Altopiani, nell’ambito del suo programma di sostegno alle strutture private, ha inviato una dose supplementare di vitamina A, ma il risultato non è soddisfacente. Ci è voluta la presenza di esperti svizzeri per dimostrare che il male che minava il piccolo Gottardo era legato ad alcune difficoltà di gestione del personale ciò che provocava una crisi di fiducia. La premurosa mamma di San Gottardo, l’ha iscritto alla scuola di un certo signor Djinadja Frédéric, con l’obiettivo di correggere il suo nanismo. Aspettiamo ora di vedere un nuovo miracolo nella vita di San Gottardo.
necessario che prevede anche la settimanale distribuzione di caramelle….Un rito che si ripete e che è fonte di scambi e di gioia tra gli abitanti dei diversi villaggi e il dr. Kodjo.
Per raggiungere questo obiettivo abbiamo bisogno di voi: ♦ Signori Capi Tradizionali per la sensibilizzazione che farete presso le popolazioni incitandole a recarsi nelle strutture sanitarie ogni volta che incontrano un problema di salute; ♦ Signori politici, perché per conquistare il potere bisogna avere l’appoggio del popolo e, come si può governare e sviluppare il proprio paese con una popolazione moribonda? ♦ Signori responsabili dei servizi decentralizzati del Ministero della Salute, per l’appoggio, i consigli, il monitoraggio e la supervisione della nostra attività. Signor Direttore Regionale della Salute degli Altopiani, malgrado tutto quello che ha fatto affinché l’ospedale si quello che è oggi, i suoi bisogni sono ancora tanti; ♦ Membri del Consiglio di amministrazione, per rimetterci sulla giusta via ogni volta che ci allontaniamo dal filo rosso che avete teso;
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Abituato ad operare negli ospedali e nelle cliniche ticinesi, il dr. Giacomo Martinoni dimostra tutta la sua competenza adattandosi alle risorse disponibili in Togo, ma il sostegno di molti benefattori è indispensabile per permettergli di lavorare in buone condizioni. Il materiale necessario in sala operatoria è molto caro e incide notevolmente sui costi di gestione della struttura; per questo motivo ogni dono è accolto con grande riconoscenza e utilizzato nel miglior modo possibile. Guanti, camici, mascherine, strumenti chirurgici, fili di sutura, teli per il tavolo operatorio,...sono particolarmente apprezzati, così come ogni contributo finanziario che permette di acquistare in loco il materiale necessario. In questi giorni il nostro chirurgo ci ha fatto pervenire una richiesta molto precisa: l’apparecchio per l’anestesia che ci è stato regalato, dopo molti interventi comincia a dare segni di stanchezza e dovrebbe essere sostituito. Speriamo vivamente che qualcuno possa accogliere questo importante appello e possa aiutarci a rispondere a questo bisogno dell’ospedale. Il dr. Kodjo non si lascia abbattere dai contrattempi e ha fatto suo il motto “du courage”, così spesso sentito sulla bocca dei suoi amici togolesi! Noi gli siamo riconoscenti per il suo impegno e contiamo anche su di voi per sostenerlo nella sua missione! Marina
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2. La vita togolese del dr. Kodjo Martinoni Il dottor Giacomo Martinoni, detto dr. Kodjo, è conosciuto a Dédomé e ormai anche a Lomé, come l’”uomo dei miracoli”. Uno tra i tanti esempi, è quello di una suora, ustionata con la cera bollente mentre stava preparando un cero pasquale. Ricoverata per due mesi a Lomé, il suo stato di salute non
migliorava e un dottore che aveva sentito parlare della competenza del medico “Yowo” di Dédomé, le ha proposto di farsi visitare all’ospedale S. Gottardo. Dopo tre settimane di cure mirate la suora ha cominciato a migliorare e, a metà settembre, ha potuto lasciare l’ospedale, guarita….Molti anche i bambini e i giovani adulti salvati dalle mani esperte del direttore sanitario dell’ospedale in seguito ad incidenti, ascessi, ferite di varia natura, patologie diverse. Il dr. Kodjo è benvoluto da tutti perché oltre alla sua competenza di medico, la sua generosità, la sua semplicità e la sua filosofia di vita che mira alla promozione dell’uomo attraverso i gesti della vita quotidiana, sono un esempio e un sostegno per molte famiglie del villaggio. Il sabato mattina si reca a fare la spesa nella cittadina di Atakpamé che dista una ventina di chilometri e sulla strada (sempre più dissestata), i bambini che riconoscono l’auto, lo aspettano impazienti. Eh, sì perché il dottor Giacomo quei 20 Km, li percorre prendendo il tempo 16
Associazione “Dédomé” amici di don Franck - Eccellenza signor Ministro Agba, mi permetta di condividere una storia: un giorno, un capo molto ricco e molto rispettato convoca tre valenti giovani del suo villaggio e dice loro: vi ho interpellati per congratularmi con voi per le vostre prodezze. Adesso, domandate tutto quello di cui avete bisogno e ve lo darò. Il primo prese la parola e disse: i miei genitori sono poveri e non hanno una casa. Vorrei costruire una grande abitazione per alloggiare tutta la famiglia e il capo ordinò di consegnargli tutto il materiale affinché potesse realizzare il suo sogno. Il secondo disse: io avrei bisogno di molti soldi per ampliare le mie coltivazioni e fu esaudito immediatamente. Il terzo disse: io non chiedo che di essere vostro figlio. Sì Eccellenza, l’Ospedale San Gottardo di Dédomé non chiede che di essere Suo figlio.
Fada Franck, Marina e dottor Giacomo, siete i tre rappresentanti del comitato svizzero e vorrei rivolgermi a voi con queste parole: se oggi l’ospedale di Dédomé sembra un nano, la sua grossa testa gli ha permesso di salvare migliaia di vite umane. Delle voci più autorevoli della mia vi presenteranno la situazione, ma la prova palpabile è il pol9
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so dei bambini che sfileranno tra poco. Non rappresentano neanche un quarto dei bambini nati al centro. Terminerò con questa piccola storia che vi chiedo di trasmettere agli altri membri di comitato che non hanno potuto fare il viaggio quest’anno. “Quattro candele bruciavano lentamente in una camera. L’atmosfera era talmente silenziosa che si poteva sentire la loro conversazione. La prima disse: sono la pace! Ma nessuno riesce a tenermi accesa, penso che mi spegnerò. La sua fiamma diminuì rapidamente e si spense. La seconda disse: sono la fede! Da oggi in poi non sono più indispensabile, non ha senso che io resti accesa più a lungo. Quando finì di parlare una leggera brezza soffiò su di lei e la spense. Triste, la terza candela si manifestò: sono l’amore! Non ho la fede per restare accesa, le persone mi mettono da parte e non capiscono la mia importanza, dimenticando di amare il loro prossimo e, subito, si spense. Improvvisamente un bambino vede le tre candele spente. Perché siete spente? Dovreste restare accese fino alla fine e dicendo ciò, il bambino cominciò a piangere. Allora la quarta candela parlò: non avere paura, fino a quando ci sarà la mia fiamma potremo accendere le altre candele: sono la speranza. Con gli occhi che sprizzavano gioia, il bambino prese la candela della speranza e …riaccese le altre.”
La festa, preceduta da una serata di riflessione sullo “sviluppo locale partecipativo”, si è conclusa con la sfilata di circa 200 degli 834 bambini nati all’ospedale di Dédomé. È stato un momento carico di emozioni: tutti i bambini hanno ricevuto un pacco regalo e un’attenzione particolare è stata data ai primi tre nati: Marina, Lionello e Gottardo che non hanno potuto trattenere le lacrime. Anche tre mamme, tre membri del personale e la segretaria hanno ricevuto un presente molto apprezzato. Il pranzo per le autorità e per tutta la popolazione ha chiuso il bellissimo momento di festa. Don Franck e Marina
Che la fiamma della speranza non si spenga mai nei vostri cuori e che ognuno di noi sappia essere lo strumento di cui ha bisogno questo bambino per mantenere la Speranza, la Pace e l’Amore.
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Nel 2010 una consultazione pediatrica gratuita ha permesso di visitare 120 bambini e di effettuare 94 interventi chirurgici.
Il discorso del direttore, molto apprezzato dai numerosi presenti, è stato seguito da quello del Presidente della ONG, don Franck, che ha ricordato le date salienti dello sviluppo dell’ospedale.
Casa del personale dell’ospedale
La segretaria ha poi evidenziato che gli investimenti e i costi di gestione ammontano a CHF 650’000.– ai quali bisogna aggiungere l’importante valore del materiale sanitario offerto da Ente Ospedaliero Cantonale, Cliniche, Esercito svizzero, medici e laboratori diversi… « Il comitato svizzero è fiero di essere riuscito a raccogliere
una somma così importante, ma è anche preoccupato per il futuro; ogni progetto di sviluppo deve avere uno scopo: quello di rendere il progetto autonomo. Questo perché il giorno in cui un progetto si autofinanzia significa che le Autorità e la popolazione locale sono cresciute, vuol dire che le comunità hanno integrato il progetto nella loro vita quotidiana e hanno trovato i mezzi per farlo vivere...perché un progetto ha senso solo se diventa il progetto della comunità locale. Lo scopo dell’associazione è che l’ospedale sia autonomo entro fine 2015: attualmente il tasso di autofinanziamento è del 60% e i prossimi 18 mesi saranno decisivi per raggiungere questo importante obiettivo. Il comitato è convinto di poter contare sulla sensibilità e sul senso di responsabilità di ogni abitante del villaggio e spera di poter continuare a beneficiare dell’appoggio della autorità politiche e sanitarie affinché questa struttura continui a riempire la sua missione rispondendo agli obiettivi di promozione della salute che è un diritto universale”.
7 agosto 2004: inaugurazione ufficiale della struttura che ha dovuto aspettare l’arrivo di un medico per poter essere aperta al pub blico; 27 dicembre 2004: inizio delle attività come centro medico sociale con l’Ordinanza N° 0092/2004/MS/CAB/DGS, firmata dell’allora Ministro della Salute signora Ahoo e sotto la guida del dr. Agoudavi, primo medico della struttura e attuale membro del Consiglio di Amministrazione dell’ospedale ; 1° agosto 2005: posa della prima pietra del secondo edificio in presenza delle autorità della Prefettura, del Medico Regionale e della popolazione di Dédomé; 29 agosto 2005: riconoscimento ufficiale del centro Medico Sociale San Gottardo con il numero 0092/2004/MS/CAB/DGS, quale istituzione di cura a vocazione umanitaria sotto la supervisione della Direzione Prefetturale della salute dell’Amou;
4 agosto 2007: inaugurazione del secondo edificio che comprende la radiologia, il laboratorio, le sale operatorie e altre camere per i pazienti che portano a 36 i posti letto ;
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2008 : il dr. Agoudavi parte in formazione negli Stati Uniti e viene sostituito dal dr. Richard Midokpo ; 2009: il Ministero della salute prende a carico i salari di quattro dipendenti : il medico, l’assistente medico, la levatrice tradizionale e il tecnico di laboratorio ; 2010 : inizio dell’attività del servizio di chirurgia ed entrata in funzione dell’inceneritore per lo smaltimento dei rifiuti ; 1° ottobre : il dr. Tcheou sostituisce il dr. Midopko che è nominato medico della Prefettura; Novembre 2011: il dr. Giacomo Martinoni, detto dr. Kodjo, si installa definitivamente a Dédomé, mettendo a disposizione dei pazienti di tutto il Togo le sue competenze specialistiche nell’ambito della chirurgia ricostruttiva e plastica;
La segretaria dell’associazione dopo i saluti e i ringraziamenti di rito che hanno sottolineato il grande impegno di don Franck, la solidarietà del dr. Kodjo Martinoni e la grande generosità dei numerosi benefattori che hanno permesso di raggiungere questo importante anniversario, ha messo l’accento sul senso della struttura, sui risultati raggiunti, sugli investimenti effettuati e sugli obiettivi futuri. La struttura sanitaria si è inserita fin dall’inizio nel programma nazionale voluto dal Ministero della Salute per raggiungere gli obiettivi del millennio dell’Organizzazione Mondiale della Salute che prevedeva di ridurre la mortalità infantile, migliorare la salute delle donne, combattere la malaria, la tubercolosi, l’AIDS e altre malattie trasmissibili. Alcune cifre illustrano l’attività svolta: 19’200 consultazioni di medicina e pediatria; 2’800 consultazioni prenatali;
29 dicembre 2011: la struttura è riconosciuta come Ospedale con l’Ordinanza 0207/2011/MS/CAB/ DGS/DES, firmata del Ministro Charles Condy Agba che oggi ci fa l’onore di essere presente per sottolineare il suo sostegno a questo importante progetto; Gennaio 2014: il dr. Giacomo Martinoni è nominato direttore sanitario dell’ospedale e il signor Frédéric Djinadja direttore amministrativo; Luglio 2014: il Ministero della salute prende a carico il salario di 6 Collaboratori: un infermiere e un tecnico di radiologia oltre alle figure professionali già stipendiate dal Governo a partire dal 2009. Don Franck ha terminato ringraziando tutto il personale per il grande impegno profuso in questi anni e chiedendo a tutti di continuare ad impegnarsi affinché attraverso le loro mani, il Signore possa guarire le persone che cercano sollievo all’ospedale. 12
834 nascite; 1’140 consultazioni chirurgiche e 430 interventi operatori. Nel 2006 la prima consultazione gratuita ha permesso di visitare 293 persone, nel 2007 la struttura ha partecipato alla campagna nazionale di prevenzione della poliomielite e nel 2009 a quella per il depistaggio dell’ipertensione e del diabete. 13