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DEDOME Giornalino N 21 dicembre 2013

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Associazione “Dédomé” amici di don Franck

Associazione “DEDOME “ Amici di don Franck Riconosciuta di pubblica utilità, membro FOSIT, riconosciuta quale ONG in Togo

IL GIORNALINO Numero 21 Dicembre 2013

Presidente:

Don Franck Koffi Essih Via Chiesa 2 6987 Caslano Segretariato: c/o Marina Santini Via ai Platani 6 CH - 6943 Vezia CCP 65 - 750182-5 IBAN: CH71 0900 0000 6575 0182 5 BIC: POFICHBEXXX www.dedome.org 28

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Associazione “Dédomé” amici di don Franck

Indice

Associazione “Dédomé” amici di don Franck

Pagina

Grazie!

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1. I 10 anni di vita dell’associazione festeggiati in Ticino e in Togo

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2. Discorso della direzione dell’ospedale

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3. Tre mesi a Dédomé…….

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4. Un’esperienza africana

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5. Di nuovo in Togo dopo cinque anni

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rio e le persone arrivano a farsi curare dopo aver provveduto al lavoro nei campi che permette loro di avere il cibo necessario. Purtroppo il clima molto secco di quest’estate ha fatto seccare il mais e il riso, i fagioli sono stati seminati in ritardo e il futuro si annuncia molto precario. Oltre al sostegno per la promozione della salute attraverso la gestione dell’ospedale e l’aiuto ai malati senza risorse, l’associazione si impegna per mantenere l’approvvigionamento di acqua potabile al villaggio (e all’ospedale che senza di essa non potrebbe funzionare) e, in modo particolare in questo periodo difficile, per promuovere progetti innovativi nell’ambito agricolo per contribuire a limitare i danni relativi ai problemi climatici. Un altro problema importante è quello del costo dell’elettricità (molto siile a quello svizzero malgrado il tenore di vita sia di molto inferiore) che incide molto sul bilancio dell’ospedale. Il clima soleggiato permetterebbe l’installazione di pannelli solari che potrebbero ridurre del 50% le spese in questo ambito. Certo, si tratta di un investimento che richiede parecchie risorse, tecniche e finanziarie e se qualcuno potesse aiutarci…. Per queste importanti iniziative, la mia famiglia togolese, ha ancora bisogno di voi. Ogni contributo sarà un dono prezioso per il quale, già fin d’’ora esprimo la mia riconoscenza.

6. Un importate traguardo: la firma dell’Accord d’Etablissement con il Governo del Togo 21 7. Gesti di solidarietà

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8. Lo spettro della fame a causa della siccità

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9. Una speranza per il Togo: insieme per altri dieci anni 26

Dr Giacomo Martinoni

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Associazione “Dédomé” amici di don Franck

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9. Una speranza per il Togo: insieme per altri dieci anni….. Carissimi amici ticinesi, da quasi due anni, grazie alla fiducia accordatami dal comitato dell’Associazione “Dédomé” amici di don Franck, mi sono trasferito in Togo, nel villaggio da cui prende il nome l’associazione, situato 200 Km a nord della capitale Lomé. Dédomé conta circa 2000 abitanti che mi hanno accolto con gioia e nel quale, ormai, mi sento a casa, tanto che, quest’anno non sento il bisogno di tornare in Ticino nel periodo natalizio…. Mi sembra però importante darvi alcune informazioni su quanto succede in questa parte del mondo dove nulla è scontato e dove …la pazienza è d’obbligo. Lo scorso mese di agosto l’Associazione ha festeggiato i suoi primi dieci anni di vita ottenendo dal Governo togolese un importante riconoscimento con la firma di un “Accord d’établissement” che sancisce il riconoscimento dell’attività finora svolta con numerose facilitazioni amministrative per i progetti futuri. La popolazione del villaggio, come avviene spesso in terra africana, ha pregato e danzato per tre giorni per sottolineare la ricorrenza, con la ferma intenzione di continuare ad impegnarsi per migliorare la propria qualità di vita e con la speranza di poter contare ….per altri dieci anni sull’amicizia e sul sostegno concreto di tanti amici ticinesi.

All’ospedale San Gottardo giungono sempre numerosi pazienti che hanno bisogno di cure più o meno complesse, sicuramente di medicinali e talvolta di ricoveri. Il problema della sussistenza qui è priorita26

Carissimi amici e sostenitori della nostra associazione, GRAZIE. Ancora una volta è questa semplice parola che sgorga dal mio cuore. Una parola piccola, piccola, che racchiude una grande energia e che colma tutti di gioia. Grazie per tutti i “miracoli” che, con voi e con la popolazione del mio villaggio natale, siamo riusciti a fare a Dédomé. Quest’anno, abbiamo festeggiato i primi dieci anni della nostra opera, in Ticino e in Togo e questo traguardo ha assunto una rilevanza particolare grazie ad un nuovo importante riconoscimento del Governo togolese che ha firmato con la nostra ONG un Accord d’ Etablissement, che riconosce la validità del nostro operare nell’ambito degli obiettivi nazionali di promozione dello sviluppo nei vari contesti: salute, agricoltura, educazione e formazione professionale. Tutto questo è stato ed è possibile grazie alla fiducia che avete accordato e continuate a concedere ai nostri comitati in Ticino e in Togo e al vostro importante sostegno morale e finanziario. Come potrete leggere nelle prossime pagine, la popolazione di Dédomé ha voluto lodare il Signore per tutte le grazie ricevute e ha voluto, in particolare, pregare per tutti i benefattori, conosciuti personalmente grazie al loro soggiorno in Togo o noti tramite le opere che si possono vedere sul terreno e con i risultati scolastici di tanti bambini e giovani che grazie a voi hanno potuto frequentare la scuola e/o imparare un mestiere. Come ha avuto l’occasione di dire la nostra segretaria nel corso di 3


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un discorso al villaggio, le differenze di mentalità, di visioni, di vissuti ed esperienze, possono, talvolta, essere fonti di incomprensioni e di frizioni, ma quando l’obiettivo è il “bene dell’uomo” a cui aspiriamo tutti, anche le difficoltà si superano e, insieme possiamo guardare con fiducia verso il futuro.

8. Lo spettro della fame a causa della siccità Chi mi ha già accompagnato in Togo in estate sa che il mese di agosto è spesso caratterizzato da giornate grigie con frequenti piogge; non proprio quello che ci si aspetta per le vacanze, ma una benedizione per i contadini che vedono con gioia crescere il riso e il mais e che seminano i

Un futuro che vorrei fosse altrettanto ricco di entusiasmo, motivazione, impegno, gioia, come lo sono stati questi primi dieci anni, affinché possiamo, insieme, continuare a costruire per permettere a tante persone di realizzare i loro sogni per una vita senza l’assillo di non sapere come dare da mangiare ai propri figli o dove trovare le risorse per curarsi. La popolazione di Dédomé e le autorità togolesi sono pronte ad impegnarsi con noi e sono sicuro che GRAZIE al vostro sostegno, potremo essere al loro fianco ancora per altri vent’anni almeno…. fagioli, preziosa fonte di proteine che accompagnano i cereali nella semplice alimentazione del villaggio. Purtroppo, quest’anno è piovuto molto nei mesi di maggio e giugno, ma poi tutta la regione ha vissuto una grande siccità fino al 25 agosto, giorno in cui il cielo si è aperto per lasciar cadere la tanto attesa pioggia.

Don Franck

Questa situazione ha fatto sì che il mais seminato sia seccato e che le raccolte di riso siano state molto scarse, ciò che avrà delle gravi conseguenze per tutte le famiglie del villaggio che non hanno riserve per i prossimi mesi. La nostra generosità, una volta ancora, sarà un gesto importante per garantire la sopravvivenza di tante persone che, pur lavorando molto nei campi, sono ancora in balia della meteorologia perché prive di quella tecnologia, che, in Europa, permette di far fronte a queste contingenze. Don Franck 4

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1. I dieci anni di vita dell’associazione festeggiati in Ticino e in Togo.

Un’altra sorpresa è giunta dai responsabili dell’Ordine di Malta che, accogliendo l’invito del dr. Martinoni, hanno raccolto parecchio materiale che si sono premurati di far giungere in Togo per l’ospedale di Dédomé. Ospedale che ha potuto beneficiare anche di materiale regalato dal Gruppo Ars Medica e della ge-

nerosità dei titolari del Garage Tognet ti che hanno offerto alcuni importanti pezzi di ricambio per l’ambulanza. A ognuno, a nome della popolazione di Dédomé, un sentito GRAZIE! Marina 24

Come spesso accade, la nostra associazione si è costituita progressivamente grazie alla sensibilità, alla disponibilità e alla generosità di molte persone che, anno dopo anno, hanno messo a diposizione tempo, competenze e risorse finanziarie per aiutare la popolazione di Dédomé e della Regione degli Altopiani. L’attività in Togo è iniziata in modo spontaneo, grazie ad alcune persone, parrocchiane di don Franck, che, avendolo accompagnato in un viaggio a casa sua sono rimaste colpite dalle precarie situazioni di vita e hanno deciso, in modo spontaneo che “bisognava fare qualche cosa” per migliorare la qualità di vita di quella popolazione che le aveva accolte con tanta gioia. Poco per volta, i progetti spontanei si sono strutturati e gli obiettivi a medio/lungo termine sono diventati più chiari. Si è imposta come un’evidenza la necessità di riconoscimento ufficiale per i vari progetti, alfine di dare una garanzia a tutti i benefattori che li sostenevano. È su queste basi che l’Associazione è stata ufficialmente costituita il 12 settembre 2003. Sembra ieri…..eppure sono già trascorsi 10 anni…. In questi anni, i membri di comitato presenti fin dalla costituzione dell’associazione (don Franck Essih, Annamaria Prati, Marina Santini), hanno potuto contare sulla collaborazione di molte altre persone che, per un tempo più o meno lungo hanno investito parte del loro tempo per promuovere e gestire i diversi progetti. Grazie alle formazioni proposte dalla FOSIT (Federazione delle ONG della Svizzera Italiana), il comitato ha sviluppato le sue conoscenze e le sue competenze sulla promozione dello sviluppo, ciò che ha avuto un riscontro concreto in Togo e in Ti5


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cino: maggior coinvolgimento della popolazione locale, valutazione delle implicazioni locali dei singoli progetti, richiesta di fondi mirata e argomentata…. Il comitato attuale è cosciente che se la nostra associazione è riuscita a portare avanti molti progetti fondamentali, lo deve alla generosità di tanti benefattori e, in occasione del 10° annive rsario, ha voluto organizzare una festa per ringraziare tutte le persone che hanno contribuito al raggiungimento di diversi obiettivi offrendo un’occasione di incontro, di condivisine e di festa sia in Ticino sia in Togo. A Caslano, gli scorsi 15 e 16 giugno, un clima “togolese” ha accolto le numerose persone che hanno partecipato alla grigliata di sabato sera e domenica a mezzogiorno. La presenza di Monsignor Nicodème Barrigah, Vescovo della diocesi di Atakpamé, per la celebrazione della Messa, ha sottolineato l’importanza data in Togo ai progetti promossi dalla nostra associazione.

7. Gesti di solidarietà La nostra Associazione non avrebbe potuto raggiungere i traguardi citati nelle precedenti pagine, senza i numerosi gesti di solidarietà di cui siamo oggetto regolarmente. La vostra generosità è sempre molto grande ed è difficile dare spazio a tutti, anche se siamo riconoscenti ad ognuno per tutto quello che fa in favore dei più poveri. In questo 2013, ci sono state alcune iniziative che ci hanno particolarmente toccato perché del tutto inaspettate. In primavera il Gruppo Scout di Caslano ha organizzato, come ogni anno da ormai una decina d’anni, una cena etnica. I responsabili, dopo aver fatto raccontare a don Franck quali sono i piatti tipici del suo paese, si sono dimostrati dei cuochi provetti e hanno servito una cena da “leccarsi i baffi” seguita da momenti di musica, canti e danze. Il dottor Giacomo Martinoni, che da due anni vive a Dédomé, è un medico molto conosciuto specialmente nel Locarnese. La moderna tecnologia gli permette di mantenere contatti regolari con il Ticino e, cosciente dei bisogni dei malati e delle risorse necessarie per far fronte alle ingenti spese relative alla gestione dell’ospedale, non lesina gli sforzi per promuovere delle raccolte di fondi. Il mese di giugno è il Gruppo 52 di Losone, che ha aderito alla sua proposta, organizzando un torneo di golf seguito da una cena e da intrattenimenti vari che hanno permesso di raccogliere una somma importante che è stata utilizzata in parte per la cura di malati senza risorse finanziarie e, in parte per l’acquisto di medicamenti e materiale per la sala operatoria e il laboratorio dell’ospedale.

Le parole del sindaco di Caslano, signor Emilio Taiana, hanno messo l’accento sull’uso oculato delle risorse finanziarie che hanno portato alla realizzazione di numerosi progetti visibili da tutti. Per l’autorità politica, la trasparenza e le spese amministrative contenute sono segno di serietà che merita di essere valorizzato con ulteriori sostegni nel tempo. 6

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steri. La cerimonia della firma dell’Accordo è avvenuta alla presenza del Ministro della cooperazione, del Ministro degli Interni e di numerose autorità e ha avuto un importante riscontro mediatico sia alla televisione che sui giornali. Per tutto il comitato svizzero, per il comitato locale e per tutti i benefattori, si tratta di un grande riconoscimento per l’attività svolta, che comporta l’impegno di continuare ad investire in Togo risorse importanti e ad operare in modo rigoroso, trasparente e coerente con gli obiettivi dichiarati. Marina

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6.

Un nuovo importante traguardo: la firma dell’”Accord d’Etablissement” con il Governo del Togo

I progetti promossi in Togo già a partire dal 2000, prima ancora che l’Associazione fosse costituita, hanno permesso, nel 2006 di firmare con il Governo togolese un “Accord Programme” che riconosceva che, gli obiettivi dichiarati si inserivano nel progetto globale di sviluppo perseguito dal Governo. Quest’anno, dopo un’approfondita verifica da parte dei Ministeri della Cooperazione, e delle Finanze, oltre che dai responsabili delle Dogane, il Governo ha firmato un “Accord d’établis sement” valido cinque anni e rinnovabile se le condizioni restano invariate. In particolare, questo accordo, rispetto al precedente, garantisce parecchie facilitazioni doganali e amministrative per i volontari che si recano regolarmente in Togo e per lo sdoganamento del materiale. Come contropartita, l’associazione deve continuare ad impegnarsi per promuovere lo sviluppo della Regione degli Altopiani, deve presentare dei rapporti regolari sulla sua attività, deve dimostrare che investe annualmente una cifra consistente nel Paese a favore della popolazione locale e deve favorire l’accesso alla contabilità alle autorità preposte. Importante pure che tutti i progetti si inseriscano nel piano nazionale di sviluppo e siano quindi preventivamente approvati dai diversi Mini8

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Sono state formulate delle proposte di miglioramento ed è stato offerto un sostegno continuo a chi è chiamato a gestire giornalmente la struttura, che da lavoro a ca. 35 persone. Abbiamo potuto constatare che le persone che hanno maturato un'esperienza all'estero, sono in grado di essere più pro-attivi e meglio sposano i principi e comprendono le difficoltà della nostra ONG. Per questo abbiamo inserito due figure nuove nell'organizzazione locale per stimolare e migliorare la gestione. Da una parte il nuovo farmacista, sig. Dogbe La Farmacia rappresenta infatti la più importante fonte di reddito dell'ospedale e consente di finanziare le altre attività. Dall'altra il sig. Djinadja, già membro della Banca Mondiale, con la funzione di direttore esecutivo, alle dipendenze del Comitato locale, per la gestione operativa dei progetti nell'ambito dell'agricoltura, dell'educazione e delle adozioni a distanza. Intanto i tre giovani del gruppo hanno misurato l'energia e la vivacità sprigionata dai bambini e dalla natura rigogliosa. Anche quest'anno abbiamo potuto fare visita agli amici della struttura di Alédjo, dove abbiamo portato il latte in polvere per i neonati, e abbiamo avuto modo di visitare uno dei parchi nazionali. L'ultimo giorno del nostro soggiorno, a margine della cerimonia ufficiale per la consegna dell'accordo d’établissement”che premia i 10 anni di attività della nostra ONG, abbiamo avuto modo di intrattenerci con il ministro dell'Economia e il ministro della Funzione pubblica i quali ci hanno assicurato che il problema della strada sarà risolto nel giro di 12 mesi.

In Togo, a Dédomé, la popolazione del villaggio, come avviene spesso in terra africana, ha pregato e danzato per tre giorni per sottolineare la ricorrenza, con la ferma intenzione di continuare ad impegnarsi per migliorare la propria qualità di vita e con la speranza di poter contare ….per altri dieci anni sull’amicizia e sul sostegno concreto di tanti amici ticinesi.

Giuseppe Gallucci, membro di comitato

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Una grande gioia era espressa sul volto di tutti….Dopo la Messa e la benedizione del villaggio con il SS. Sacramento, tutta la popolazione, divisa per quartieri, ha condiviso in armonia nei diversi edifici scolastici, il pasto di mezzogiorno. Festa grande quindi sia in Ticino sia in Togo: per me che ho avuto la fortuna di viverle entrambe, due esperienze intense che mi hanno permesso di immergermi in due realtà diverse, ma con lo stesso obiettivo: dire GRAZIE a Dio e a tutti benefattori per i “tanti piccoli miracoli”, come dice don Franck, che in questi dieci anni siamo riusciti a compiere, con la certezza che con il sostegno di ognuno di voi, altri prodigi si compiranno nei prossimi anni! Marina Santini 9


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Associazione “Dédomé” amici di don Franck go della regione, a Dédomé, 17 km che percorriamo in 40 minuti. Lo stato della strada è desolante: i segni dell'alluvione del 2008 sono ancora ben visibili. Al villaggio la seconda sorpresa, questa positiva: il villaggio si sta ingrandendo, segno che i vari progetti hanno creato un volano positivo. Le famiglie, che in precedenza migravano verso la capitale, allargando le sacche di indigenti, ora tornano al villaggio, che offre migliori opportunità di lavoro.

Canti e danze

Compito specifico di quest' anno era, per me, la verifica dell'organizzazione e della contabilità dell'ospedale, mentre per i giovani aiutare i monitori nella colonia estiva diurna organizzata per i bambini del villaggio .

La condivisione del pranzo La sintesi della verifica è che la qualità delle cure della struttura sono molto buone, anche se lo stato pessimo della strada, ostacola la normale affluenza. Per contro, la presenza del Dr. Giacomo Martinoni è un elemento di sicuro richiamo e garanzia

La benedizione del villaggio

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di qualità. L'efficienza della struttura è stata testata direttamente anche da Daniele, per un piccolo problema di salute, senza conseguenze. Sul fronte amministrativo, si sono riscontrate alcune difficoltà, più legate a persone e non ad incompetenza. 19


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5. Di nuovo in Togo dopo cinque anni

2. Discorso della direzione dell’ospedale

Ritornare dopo cinque anni, mette una certa emozione. Nonostante le sempre e ricche discussioni in comitato e la documentazione filmata di don Franck, poter vedere con i propri occhi i progressi e toccare con mano i problemi, non ha paragoni. Il gruppo che accompagna Don Franck, quest'anno è relativamente piccolo. Oltre al sottoscritto, accompagnano Fada tre giovani studenti: Daniele (18) e Priska (quasi 18) del Liceo di Lugano 1 e Flavio, che ha festeggiato il suo 16° compleanno in Togo. La segretaria ci raggiunge dopo una settimana.

Reverendo don Franck, fondatore dell’ospedale S. Gottardo di Dédomé, cari membri dell’associazione Dédomé, il nostro ospedale figura tra i figli nati dalla ONG e, in occasione dei festeggiamenti per il 10° anniversario della sua co stituzione, esprimiamo a nome della direzione e di tutto il personale, le nostre sincere felicitazioni e i nostri sentiti ringraziamenti.

Arrivati a Lomé, ritrovi i punti di riferimento lasciati nelle visite precedenti: il lungomare, una piazza, un ristorante. In città c'è un grande fermento: si stanno costruendo e risanando molte strade. È un punto positivo, anche se il porto, vera ricchezza economica del paese, presenta le stesse problematiche di 5 anni fa. Dopo qualche giorno trascorso nella capitale per incontri istituzionali, ci trasferiamo a Dédomé. Il paesaggio ė lo stesso, così, come il colore rosso-mattone della terra e il sapore del pane. E questo rassicura. La prima sorpresa l’abbiamo nel percorso da Atakpamé, capoluo18

Festeggiare la longevità di una ONG che si impegna per gli altri è sempre un momento di gioia perché segno che si sono sapute superare le difficoltà e le prove del tempo. Questo anniversario dimostra, dopo 10 anni, che gli iniziatori del progetto non si sono sbagliati. Hanno saputo compensare la carenza del settore pubblico soprattutto nella presa a carico dell’educazione dei bambini e della salute della popolazione togolese. Oggi possiamo affermare che hanno fatto tutto il possibile… Questo traguardo dimostra che i responsabili dell’ONG hanno promosso, nel corso degli anni, dei progetti coerenti con i bisogni della società e del tempo, ciò che evidenzia una capacità di adattamento che merita di essere sottolineata. La presenza sempre più importante dell’ONG, 10 anni dopo la sua costituzione, dimostra la sua capacità di ascolto della nostra 11


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popolazione e una ONG inserita nella società è una ONG che fa avanzare la stessa società. Capire la società, sapersi mettere in sintonia con le sue difficoltà, significa darsi i mezzi per cambiarla positivamente. Festeggiare il compleanno dell’ONG “Dédomé” amici di don Franck, vuol dire festeggiare la vostra capacità di perseverare e agire affinché le cose cambino. Ma, un’associazione che dura è anche un’associazione di cui non si può fare meno, un’associazione i cui servizi diventano indispensabili perché le azioni intraprese rispondono ai bisogni reali. Oggi possiamo affermare che leautorità sono pienamente coscienti del bisogno che abbiamo di una ONG come la nostra. Nel corso di questi 10 anni, i benefattori svizzeri sono diventati sempre più numerosi e auspichiamo che possano aumentare ancora in futuro. Che questo anniversario sia anche l’occasione per ricordare tutto quello che è stato fatto in questi anni e che oggi dimostra la vostra peculiarità e la vostra efficacia. Ecco, reverendo padre fondatore e cari amici svizzeri, il messaggio che l’ospedale vi indirizza: salutiamo la vostra vitalità e l’impegno che vi spinge a battervi per una società più giusta, più integrata. Riconosciamo gli sforzi profusi per dotare e diversificare i servizi del nostro ospedale e salutiamo il grande impegno di tutti i membri di questa ONG; auguriamo loro di raggiungere tutti gli obiettivi che si sono fissati. Viva l’ONG “Dédomé” amici di don Franck affinché viva il nostro ospedale. Grazie per l’attenzione. Marcel Kossi Kpodjro, direttore aggiunto

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abituati. L’accoglienza al villaggio di Dedomé è stata la giornata più emozionante di tutto il soggiorno per entrambi: la musica, i bellissimi bambini sorridenti che ti prendevano per mano, sentire il coro che canta l’inno nazionale Svizzero e vedere la gentilezza di tutte le persone che ci stavano attorno . Personalmente un altro momento che mi è piaciuto molto è stato visitare al Nord un luogo di meditazione che fungeva anche come ospedale per aiutare i malati e in particolare le mamme con bambini prematuri. Essendo la prima volta che vedevo un bambino prematuro è stato molto toccante, e vedere come riescono a prendersi cura di queste piccolissime creature senza incubatrici e senza grandi cure mediche è davvero impressionante. È stato bello vedere come le infermiere del posto non solo aiutavano a curare i piccoli ma insegnavano alle mamme come poter continuare a prendersi cura dei figli usando ciò che la terra offre, per garantire una buona nutrizione anche dopo essere tornate al villaggio. Sono state divertenti anche le giornate di gioco con i bambini a scuola. Abbiamo ballato con loro, imparato nuovi giochi e anche provato a insegnargli qualche gioco che non conoscevano ancora. I ritmi in Togo, ma crediamo in generale in Africa, sono molto diversi da quelli Europei, ma è stato bello adeguarsi, ed è stato quindi un soggiorno dal quale siamo tornati rilassati e molto soddisfatti! E credo che entrambi andremo ancora in Africa a fare nuove esperienze! Un grazie di cuore all’associazione che ci ha permesso di fare questa esperienza e alla stupenda accoglienza dei Togolesi. Grazie anche a Don Franck per il tempo che ci ha dedicato e per tutte le cose che ci ha insegnato e spiegato durante il viaggio! Un saluto a tutti da Daniele, Flavio e Prisca.

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4. Un’esperienza africana

3. Tre mesi a Dédomé...

Daniele e io siamo compagni di classe da un anno. Quando ci siamo conosciuti parlando dei nostri sogni, i nostri obiettivi e di quello che ci sarebbe piaciuto fare abbiamo scoperto che entrambi eravamo interessati a fare un’esperienza di volontariato in Africa. Nonostante non immaginavamo che il nostro desiderio si sarebbe avverato così velocemente, abbiamo cercato le varie organizzazioni di volontariato, e Daniele che ha un amico che era già stato in Togo con Don Franck, ha scoperto che anche quest’anno, come sempre, andavano in estate per un periodo in Africa. Ci siamo informati, siamo andati a trovare Don Franck e abbiamo deciso di partire e fare quest’esperienza. Siamo partiti con anche un altro nostro amico, Flavio, e la prima impressione è stata molto positiva. Il paesaggio, le persone, la cultura e il cibo sono molto diversi da quello a cui siamo

Da quasi 2 mesi sono tornata da Dédomé nella piovigginosa Zurigo e da allora sto cercando di scegliere, tra le 1500 foto che ho scattato, quelle da mettere nell’album. Ma è così difficile! Vorrei averle tutte perché ognuna di esse è un ricordo, è un legame che si è creato nei 3 mesi passati in Africa, è la testimonianza di una situazione o di un giorno particolare che non voglio dimenticare. Ho desiderato questa esperienza africana da almeno 10 anni e, dopo quasi un anno di preparativi, mi sono resa conto che l’avventura diventava reale solo quando ho ricevuto il visto per il Togo. Non mi sembrava vero! Finalmente ero vaccinata e vistata: le porte del Togo erano aperte per me! Sono scesa dall’aereo all’aeroporto di Lomé e la sensazione che ho provato non la dimenticherò mai: ho avuto l’impressione che ci fosse un ventilatore enorme che soffiava aria calda a destra e a sinistra e la prima cosa che ho pensato è stata: “fra un momento passerà” e invece …..il “ventilatore” mi ha seguita per tutta la durata del mio soggiorno africano, giorno e notte, senza sosta….credevo di vivere in una sauna! Pazienza mi dicevo, dopo qualche settimana mi ci abituerò… (più o meno…) L’accoglienza che ho avuto all’ospedale St. Gothard di Dédomé è stata straordinaria: mi è sembrato che tutti aspettassero il mio arrivo, fiduciosi nella mia esperienza decennale di infermiera. Un vero onore. Durante questo periodo a Dédomé, ho cercato in primo luogo di conoscere le persone che lavorano nell’ospedale, di capire le priorità e il modo di affrontare le situazioni che si presentano quotidianamente. Ho dovuto anche imparare a conoscere le malattie più frequenti, malattie da noi sconosciute o rare come la malaria e le varie infezioni intestinali causate dall’acqua non potabile, ecc… nella classificazione e nell’inventario dei medicamenti della farmacia. I ritmi di lavoro dei Togolesi sono molto diversi da quelli europei e,

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all’inizio, paradossalmente, ero “stressata” per il fatto di “non essere stressata”, ma con il tempo mi sono resa conto che dovevo staccarmi dal mio “quotidiano svizzero” per entrare nel “quotidiano africano”, cercando comunque di portare sempre stimoli positivi e attivi all’équipe dell’Hôpital St. Gothard. Devo anche ammettere che il caldo è sicuramente un fattore che rallenta sensibilmente le attività quotidiane…

Come ben ci si può immaginare, a Dedomé non ci sono svaghi: non potevamo dire una sera dopo il lavoro “dai che andiamo al cinema!”, cosa che per noi europei è normale. L’unica possibilità era di gustarci una birra al bar Lugano, nel centro del villaggio o di passeggiare lungo l’unica strada presente. Così con alcuni del Team abbiamo cercato di organizzare qualche diversivo: la domenica giocavamo a calcio, coinvolgendo non solo l’équipe dell’Hôpital St Gothard, ma anche alcuni giovani del villaggio di Dedomé e del villaggio vicino. Abbiamo anche organizzato delle uscite in montagna e con alcuni ho potuto visitare le principali regioni del Togo.

Dopo un breve periodo di ambientamento, mi sono sentita veramente parte della comunità, sia dell’ospedale, sia del villaggio e mai una volta nei mesi passati in Africa mi sono

Certo, mentirei se dicessi che ho vissuto solo bei momenti durante la mia esperienza africana. Essere confrontati costantemente con la povertà vera, con la mancanza di mezzi per portare delle cure adeguate o anche solo con la mancanza di acqua e di elettricità, mi é stato a volte difficile da sopportare. Ho dovuto spesso lottare contro un sentimento profondo di impotenza. E qui ho avuto un grande sostegno nel vedere il coraggio che la gente togolese e soprattutto i bambini dimostrano davanti alla sofferenza: è stato per me un grande insegnamento.

sentita sola. Per i bambini ero una presenza molto interessante, soprattutto per il mio colore così bianco: come “Yowo” non potevo passare certo inosservata..! Grande importanza ha avuto la presenza del dottor Giacomo Martinoni: è stato per me un aiuto indispensabile per riuscire a capire molti aspetti culturali che solo dopo un certo tempo passato in Africa sono comprensibili. Le nostre lunghe chiacchierate sulla balconata dell’ospedale mi hanno arricchita molto e resteranno un prezioso e vivo ricordo.

I mesi in Africa sono volati velocemente e sono tornata alla mia vita quotidiana. Ma i ricordi sono ancora vivi come pure lo sono i contatti con gli amici di Dédomé. E chissà che un giorno ci rivedremo! Zurigo, agosto 2013 Monica 14

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