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DEDOME Giornalino N 19 dicembre 2012

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Associazione “Dédomé” amici di don Franck

9. In cammino verso i dieci anni di attività La nostra associazione, costituita il 12 settembre 2003, festeggerà attività. l’anno prossimo i suoi primi 10 anni di attività Un traguardo significativo che il comitato ha deciso di sottolineare con un fine settimana di festa a

Associazione “DEDOME “ Amici di don Franck Riconosciuta di pubblica utilità, membro FOSIT, riconosciuta quale ONG in Togo

Il programma dettagliato sarà comunicato ulteriormente, ma fin d’ora vi invitiamo a riservare la data per condividere questo anniversario:

Contiamo sulla vostra numerosa presenza e vi aspettiamo con gioia!

IL GIORNALINO Numero 19 Dicembre 2012

Presidente:

Don Franck Koffi Essih Via Chiesa 2 6987 Caslano Segretariato: c/o Marina Santini Via ai Platani 6 CH - 6943 Vezia CCP 65 - 750182-5 IBAN: CH71 0900 0000 6575 0182 5 BIC: POFICHBEXXX www.dedome.org

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Associazione “Dédomé” amici di don Franck

Indice

Associazione “Dédomé” amici di don Franck glioramento economico della regione. Si tratta di uscire dalla logica dell’assistenzalismo per entrare nella logica della promozione dello svisviluppo, dove ognuno ha un suo posto grazie ad una formazione. L’esempio di Akouvi Gouele, che malgrado il suo grave andicap fisico, lavora attualmente come se-

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Grazie di cuore!

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1. Grazie, caloroso TOGO!

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2. Due settimane intense, ma purtroppo solo due….

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3. Dalla gioia di un giovane prete alla saggezza del fondatore della comunità di Aledjo

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4. I miracoli del dr. Kodjo, Giacomo Martinoni

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5. L’evoluzione dell’ospedale di Dédomé

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6. Verso un’importante modifica organizzativa delle cooperative agricole

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7. Adozioni a distanza: fai sorriderei loro occhi, sorriderai anche tu!

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8. Un nuovo infermiere grazie al progetto di formazione professionale

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9. In cammino verso i 10 anni di attività

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gretaria presso gli Uffici statali di Atakpamé, è molto significativo. Questa giovane donna è ora in grado di mantenersi da sola e non deve ricorrere all’elemosina o ai servizi sociali per vivere. Il comitato della nostra associazione è fermamente convinto che questa sia la strada da percorrere, motivo per il quale ha particolarmente a cuore il progetto di formazione professionale che prevede, una volta raccolti i fondi necessari, la costruzione di un centro dove i giovani che hanno terminato la scuola media possano iniziare un apprendistato in ambiti dove il lavoro non manca: parrucchiera, sarto/a, elettromeccanico, falegname, muratore, coltivatore/allevatore,... Come richiesto dal piano nazionale togolese per la formazione, la scuola si indirizzerà prevalentemente a giovani che non hanno la possibilità di seguire una formazione superiore, ma che grazie ad un apprendistato simile a quello che conosciamo in Svizzera, saranno in grado di partecipare attivamente allo sviluppo del paese. È un progetto ambizioso, oneroso e sicuramente uno dei progetti che, insieme a quello per la promozione della salute, impegnerà molto i diversi attori in Togo e in Svizzera. È una sfida appassionante che siamo pronti a raccogliere, anche e soprattutto grazie al vostro sostegno, perché crediamo che sia la base solida su cui permettere ai giovani di costruire un futuro con delle prospettive concrete di autorealizzazione. L’obiettivo a lungo termine è che i giovani della regione di Dédomé non abbiano pi’u bisogno del nostro sostegno perché diventeranno loro stessi attori dello sviluppo della loro terra. Certo, il cammino è ancora lungo, ma siamo certi che ci riusciranno e questo sarà la nostra ricompensa più grande! Marina Santini 2

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8. Un nuovo infermiere grazie al progetto di formazione professionale Il progetto di scolarizzazione e formazione professionale, sostenuto attraverso le adozioni a distanza porta i suoi frutti. Anche quest’anno 9 apprendisti e studenti hanno terminato la loro formazione e sono ora inseriti nel mondo del lavoro. Dall’inizio della nostra azione, sono una sessantina i giovani che, grazie a questo progetto, hanno potuto trovare un impiego e quindi partecipare attivamente al proprio sostentamento e a quello della famiglia. Le ragazze che hanno imparato una professione sono 28. Tra i giovani sostenuti dalla nostra associazione, uno ha ottenuto il diploma di infermiere e lo scorso mese di settembre ha iniziato la sua attività presso l’ospedale S. GOTHARD di Dédomé.

Carissimi amici e benefattori, ancora una volta, alla fine di un anno, mi unisco al coro delle voci delle persone che in Togo hanno beneficiato della vostra generosità per dirvi il nostro SINCERO GRAZIE!

il diploma appena ricevuto. Yaovi Kpodjro ha realizzato il suo sogno che gli permette ora di far parte dell’équipe curante dell’ospedale. Un altro giovane che ha terminato alcuni anni fa la sua formazione di elettricista, Parfait Etchonou, lavora da ottobre all’ospedale in sostituzione del signor Lumoevi Cyril, purtroppo deceduto dopo breve malattia, lo scorso mese di agosto. Sono piccoli passi, ma passi molto importanti verso la creazione di un sistema che, a medio/lungo termine, dovrebbe portare un reale mi-

Dédomé è un villaggio “benedetto da Dio” è stato detto in un discorso, lo scorso 25 agosto, in occasione della festa per l’accoglienza del nuovo Ministro, originario del villaggio, Eccellenza signor Kokou Djiffa ADJEODA. Sì, il mio villaggio natale è un borgo particolarmente fortunato perché può contare sull’amicizia, sulla generosità e sul sostegno di numerosi benefattori pronti a rinunciare a parte dei loro desideri per aiutare chi ha bisogno. Dédomé è un villaggio benedetto da Dio perché dal bene nasce il bene, dalla solidarietà nascono i miracoli, non avvenimenti “straordinari”, ma piccole/grandi azioni che nel quotidiano migliorano la vita della popolazione locale. Basta pensare all’ inestimabile attività del chirurgo dr. Martinoni che, con le sue preziose mani, sa ridare speranza e gioia a tante persone…. Non posso non commuovermi vedendo i bambini mangiare con gioia alla mensa e raccogliendo le espressioni di gratitudine dei loro genitori, io che da piccolo ho vissuto giorni in cui il cibo non lo vedevo… Lo scorso 23 agosto abbiamo commemorato il 10° anniversario dell’arrivo della luce elettrica a Dédomé. Nel corso della proiezione di

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Come sempre, la fine della formazione è sottolineata da una festa organizzata dalla famiglia del giovane, che, con orgoglio e gratitudine mostra


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un filmato su questo avvenimento, quanti ricordi, quante emozioni, condivise anche dalla popolazione presente e... quante domande da parte dei bambini che non hanno conosciuto il villaggio quando viveva al lume delle candele e delle lampade a petrolio….

I desideri di un bambino possono essere tanti: Chi un trenino elettrico Chi una nuova Barbie Chi un videogioco Chi un computer Chi un telefonino I più grandicelli un motorino I più grandi un’amichetta Per moltissimi di loro solo il sogno di un pasto quotidiano! Annamaria Prati

Lo sviluppo del villaggio è evidente: sorgono nuove case e la popolazione aumenta. Questa evoluzione non è passata inosservata alle autorità della Prefettura, che hanno deciso di installare a Dédomé anche una gendarmeria: un passo importante per garantire la sicurezza di tutta la regione e un’ulteriore occasione di espansione e di ricadute economiche per Dédomé. I primi accordi sono stati presi lo scorso mese di agosto, con un sopralluogo da parte del capitano della gendarmeria di Hihehatro. Tutto questo è stato possibile grazie al vostro sostegno e al vostro altruismo: insieme potremo continuare a promuovere lo sviluppo della regione migliorando la qualità di vita di molte persone! GRAZIE DI CUORE per la vostra sollecitudine. Che il Signore vi benedica! Don Franck 4

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perto di forma circolare per varie animazioni. Durante il nostro soggiorno abbiamo iniziato a sistemare alcuni giochi in giardino ( le altalene, uno scivolo, due bilzo-balzo, la cassa della sabbia), una parte del terreno è stata cementata per permettere ai bambini di usare i tricicli, che ci sono gentilmente stati offerti qui da noi. Abbiamo poi ordinato la costruzione di tavolini per l’interno e rifornito la struttura con le brandine, i cuscini e i giocattoli sempre ricevuti in regalo da tante generose persone e poi inviati sui camion via nave. La situazione delle adozione a distanza ha avuto in questi primi mesi un calo rispetto agli anni precedenti. Già nel 2011 il numero delle richieste di adozione era diminuito di circa 15 unità a confronto con gli anni precedenti e quest’anno abbiamo raggiunto una quota di una quindicina di nuove adozioni da gennaio a fine settembre. Ringraziamo di cuore tutti coloro che entusiasti della loro esperienza la trasmettono ad altri, permettendoci di allargare i nostri orizzonti e di sentirci sempre di più una grande e unica famiglia.

1. Grazie, caloroso TOGO!

In dettaglio, la situazione a fine settembre si presenta come segue: Bambini piccoli da 0 a 5 anni

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Bambini Scuola Elementare

138

Ragazzi Scuola Media

45

Apprendisti

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Apprendisti all’anno di stage

-

Studenti al Liceo

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Studenti all’ Università

tra esperienza tra la calorosa gente africana, ora mette in secondo piano anche il terrore del volo, che per molti anni ha frenato questo mio sogno, così il 24 luglio parto accompagnata da Luc e da Don Franck. Forse si potrebbe pensare che quando torni nello stesso luogo svariate volte e in fondo sai già cosa trovi, diventa qualcosa di u– suale che non ti provoca più reazioni particolari, ma non è proprio stato così. Anche quest’anno, al contrario, è stato un susseguirsi di emozioni, dall’arrivo a Lomé dove subito avverti i profumi, i colori, i rumori del luogo, che ancora erano rimasti impressi nella mia mente dai precedenti viaggi, agli incontri con persone che non sono più degli sconosciuti, che sono volti amici che esprimono la gioia di rivederti, che ti sorridono festosi, tanto che ti fanno sentire parte della loro famiglia. I primi giorni li trascorriamo nella capitale Lomé, dove abbiamo reso visita al alcuni ministri ed autorità, per esprimere la nostra riconoscenza per la loro disponibilità e la loro collaborazione nel sostenerci a realizzare i vari progetti della nostra associazione. Non è mancato un breve giro della città, prima di prendere la strada verso il villaggio.

9 Totale

Quando ormai avevo messo il cuore in pace, perché era praticamente deciso che quest’anno per me non c’erano possibilità di tornare nel mio amato Togo, ecco che la situazione si sblocca e con immensa gioia posso prenotare il biglietto per il mio quarto viaggio in terra togolese. Il forte desiderio di vivere un’al-

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Come già le altre volte, la domenica mattina, tutta la popolazione ci attendeva all’imbocco del villaggio e molto festosamente, tra canti, balli, discorsi, riti della tradizione locale, ci ha accolto e con loro ci siamo poi avviati verso la chiesa per la santa messa. Se fino a quel momento ero riuscita a contenere le mie emozioni, poi mi hanno fatto rimanere col fiato sospeso. Con grande sorpresa sono stata proclamata la “prima donna” del villaggio, non mi sono mai sentita tanto amata e coccolata da così tante persone, come si può non commuoversi di fronte ad una simile dimostrazione di affetto e riconoscenza. Mi avevano dato il permesso di entrare liberamente in tutte le case del villaggio, un grande onore, un gesto che mi ha fatto sentire inserita nella loro vita e ancor più difficile è descrivere ciò che si prova quando con grande rispetto e affetto diventi la “Maman” di tutti. Un’altra gioiosa e indimenticabile esperienza l’abbiamo fatta con i bambini e i ragazzi del villaggio, organizzando per loro, in collaborazione con i docenti, una settimana di colonia, con canti, giochi , balli tradizionali, scenette, partite di calcio, proiezioni di film,… Sono rimasta sbalordita nel vedere come questi maestri riescono ad intrattenere per ore i bambini senza nessun sussidio didattico: Jeanne, la maestra della scuola dell’infanzia, animava canti, danze, giochi con un semplice sonaglio, per di più mezzo rotto e i bambini eseguivano ubbidienti e attenti come soldatini, senza distrarsi o lamentarsi. Io, che sono pure docente, mi sono sentita imbarazzata: qui abbiamo armadi pieni di materiale di ogni genere e facciamo fatica a trovare come far passare la giornata a 25 bambini e giù si ingegnano come 6

comporta un impegno costante da parte del ragazzo nello studio e nella collaborazione all’aiuto allo sviluppo del villaggio.

Ecco perché anche questo anno abbiamo tolto dalle adozioni alcuni ragazzi che ripetevano la stessa classe per la terza volta, solo a causa del loro disimpegno. Certi padrini fanno un po’ fatica ad accettare questa regola, ma vuole essere una forma di educazione sia per il ragazzo che per la famiglia: non tutti hanno la fortuna di avere un padrino, perciò se uno non sa far tesoro di questa opportunità, dimostrando disinteresse per la scuola, al suo posto viene premiato un altro che, pur non avendo un sostegno, si impegna con diligenza ottenendo buoni risultati. I nostri progetti a favore della scolarizzazione dei bambini si sono ulteriormente ampliati e, dopo la ristrutturazione dei due edifici scolastici e della costruzione della nuova struttura con la mensa, la biblioteca, la sala multiuso, il locale docenti e i servizi, ora è stata costruita la nuova scuola dell’infanzia. Anche questo stabile è spazioso, ben colorato, circondato da un bel giardino tutto recintato, con uno spazio co23


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7. Adozione a distanza: fai sorridere i loro occhi, sorriderai anche tu!

meglio possono e con due oggetti occupano in due 64 bambini tutto il giorno. Questa è stata una grande lezione e non vi nascondo che in fondo ho provato invidia, la povertà di materiale permette loro di sviluppare molto la fantasia del creare e l’abilità del trasmettere all’altro, valori importanti che per noi non sono più e-

Quest’estate ho potuto con grande gioia e sempre con immutata emozione, tornare tra i nostri fratellini Togolesi che con tanto piacere, ma anche con un certo sacrificio, sosteniamo attraverso il progetto “adozione a distanza” della nostra associazione. Non sono purtroppo riuscita ad incontrare tutti i ragazzi adottati, per diversi motivi: anche loro in quel periodo hanno le vacanze scolastiche e alcuni partono a trovare parenti più lontani, i ragazzi non sono tutti di Dédomé e non abbiamo visitato gli altri villaggi; due settimane di permanenza passano veloci e il lavoro è sempre parecchio. Posso comunque assicurarvi che le famiglie sono molto riconoscenti per quanto facciamo per i loro bambini, mi hanno raccomandato di portare a ognuno di voi i loro sinceri ringraziamenti e chiedono per tutti voi al Signore protezione e salute. Vi dirò che tutti vorrebbero darci i loro prodotti dei campi ( fagioli, ignam, manioca, banane, ananas, …) da regalare a voi padrini e madrine e non sempre è facile rifiutare i loro doni, spiegando che non possiamo trasportare il tutto in una valigia, proprio perché la loro voglia di ricambiare la nostra generosità con quel poco che hanno, è un desiderio che nasce dal loro cuore generoso. I ragazzi più grandi, chiedono loro stessi notizie dei padrini e delle madrine, conoscono i loro nomi e, quelli che ricevono notizie dalle famiglie, si ricordano anche i nomi dei loro “fratelli” europei. I nostri collaboratori e i docenti del villaggio ci hanno confermato come in questi anni l’esito scolastico sia andato sempre migliorando, i ragazzi, grazie all’adozione, sono stimolati a dare del loro meglio, cercando di rispettare il regolamento che ricorda ad ognuno che l’adozione a distanza vuole essere un aiuto per il ragazzo e la sua famiglia, ma non è un diritto acquisito, perciò essa 22

videnti. Mi hanno commosso molto i bambini piccoli durante le danze tradizionali: vestiti con le loro belle stoffe colorate, ogni coppia una stoffa diversa, e truccati come usano fare, si muovevano danzando al ritmo della musica con agilità e in sincronia senza mai sbagliare: che tenerezza! Attraverso delle scenette dialogate e mimate, che i bambini imparano a recitare, le maestre li sensibilizzano su certi problemi della salute, come l’importanza delle vaccinazioni. Si sono poi entusiasmati molto con i giochi, staffette, girotondi, giochi con la palla, che abbiamo loro proposto, conoscevano la corsa nei sacchi, ma purtroppo hanno potuto divertirsi poco, perché quando finalmente siamo riusciti a trovare due sacchi, do-

po tre o quattro concorrenti si erano già bucati essendo di plastica; con rammarico non ho potuto far altro che pensare a quelli di juta che ho dovuto lasciare a casa per mancanza di spazio nelle valige. 7


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A mezzogiorno nella mensa, veniva servito ai bambini il pranzo: che gioia avere qualcosa da mangiare! Tutto viene apprezzato e mangiato con piacere, i grandi seduti ai tavoli e i piccoli sui loro sgabellini con il piatto sulle ginocchia e al termine i più grandi aiutano a rigovernare e pulire il locale, nessuno si lamenta o si fa richiamare. La proiezione di un film dopo il pranzo è stata molto apprezzata da tutti, grandi e piccoli, non è una cosa di tutti i giorni, ma un’opportunità che si presenta due o tre volte all’anno quando Fada Franck è tra loro. Altro momento entusiasmante per tutti erano le partite di calcio, non ho mai capito perché una palla può essere tanto affascinante, eppure anche laggiù se vuoi fare un regalo gradito a un bambino, di sicuro è “un ballon”.

il regolamento sul quale si basa la nuova struttura. La partecipazione attiva di tutti i membri garantirà il finanziamento di base. Considerata la povertà delle famiglie, il progetto richiede un sostegno da parte dell’associazione, in particolare per l’acquisto del campo e per finanziare, almeno il primo anno, i corsi di formazione previsti. I contadini sono sempre particolarmente riconoscenti per l’aiuto che ricevono e ogni anno, ci offrono con gioia i frutti delle loro fatiche. Chi ci ha accompagnato ha potuto gusta

re le banane, la farina di mais l’ignam, le arance, le m ela n zane, i pomo dori, i fagioli, i peperoni.. La nuova

prospettiva che si apre per i contadini sembra particolarmente importante al comitato dell’associazione perché si tratta di un investimento che, a medio/lungo termine, porterà sicuramente a un miglioramento del tenore di vita delle famiglie della regione valorizzando il lavoro della terra che da sempre fa parte delle loro tradizioni. Don Franck e Marina Santini

Il resto del tempo l’abbiamo trascorso a completare lo stabile della scuola dell’infanzia, terminato da qualche mese, con del materiale che avevamo riposto nel magazzino in attesa di ultimare la costruzione e con la posa dei giochi in giardino. Ora le maestre hanno qualcosa in più per lavorare con i bambini, hanno apprezzato gli sforzi che ognuno di noi fa per rendere sempre più gradevole il loro operare e ringraziano tutti per la sensibili8

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6. Verso un’importante modifica organizzativa delle cooperative agricole

tà verso i loro bisogni. Quindici giorni passano purtroppo in fretta e così non ho avuto la gioia di vedere i lavori conclusi, ma spero di poter tornare molto presto ad ammirare quanto è stato fatto. Sfortunatamente una disgrazia ha scosso il nostro soggiorno, un figlio del capo-villaggio, di 28 anni, è morto in seguito ad un ascesso a un dente. Non era mai andato dal medico per mancanza di soldi, così quando l’abbiamo visto e mandato all’ospedale, si è rivelato troppo tardi. Morire a 28 anni per un ascesso,…questa è la povertà! Quanto mi ha tormentato questo fatto! Anche se non abbiamo avuto occasione di girare il Togo, come durante gli altri soggiorni, ho apprezzato molto i tanti momenti passati con i miei dolci bimbi cioccolatini, il poter rendermi utile attraverso i pochi lavori che ho potuto svolgere con infinito piacere, il poter dialogare con la gente, …ogni esperienza è diversa, ma ha sempre i suoi aspetti positivi e affascinanti, l’unica cosa negativa è che due settimane sono veramente troppo poche!!! Un sincero ringraziamento a Don Franck per avermi dato ancora la possibilità di tornare nel mio amato Togo, per la sua generosa ospitalità, per i suoi onerosi sacrifici allo scopo di rendere i nostri soggiorni sempre più confortevoli. Annamaria Prati

L’agricoltura costituisce l’80% dell’attività economica della regione. I contadini si sono autonomamente organizzati in cooperative che hanno permesso di unire le forze nella coltivazione dei campi. L’evoluzione delle tecnologie e l’esigenza

di aumentare la produttività per garantire maggiori entrate alle famiglie confrontate con l’aumento del prezzo di parecchi beni di prima necessità, richiede una ristrutturazione organizzativa delle cooperative e l’acquisto di un terreno dove cominciare a utilizzare nuove tecniche di coltivazione. Il progetto di riorganizzazione si prefigge di favorire:  l’accesso facilitato degli agricoltori ai mezzi di produzione, alle conoscenze tecniche, ai crediti finanziari e ai diversi mercati;  La crescita rapida e costante della produzione agricola. Per raggiungere questi obiettivi è necessaria la presenza di personale formato e di un “campo di sperimentazione”. L’impegno del Comité Villageois de Développement e la presenza nel comitato locale della nostra ONG del nuovo membro signor Barthélémy AGOUMA, già funzionario della Banca Mondiale ed esperto nel campo, sono due punti forti del progetto che è stato accolto molto favorevolmente dalla popolazione locale. Nel corso di una riunione alla quale hanno partecipato tutti i membri delle attuali cooperative, sono stati stilati gli statuti ed è stato approva20

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2. Due settimane intense, ma purtroppo solo due….

ricaduta molto positiva: il Ministero della Salute ha assunto le spese per il salario del medico, dell’assistente medico, della levatrice tradizionale e del laboratorista.

Da molto tempo desideravo intraprendere un’esperienza quale volontario presso un’associazione umanitaria in Africa. Ero già stato a Djibouti una decina di anni fa; in quell’occasione ho potuto avere un primo contatto con questo magnifico continente ma unicamente quale turista, inoltre ero troppo giovane per capire realmente quello che stavo vivendo. Questa volta volevo poter entrare a contatto diretto con le persone, poter interagire con loro. Il mio desiderio di partire per un’esperienza è aumentato man mano che venivo a contatto con Africani o con persone che erano state in quel continente; le loro esperienze e i loro racconti su quanto fossero forti le differenze tra l’Europa e l’Africa, mi hanno finalmente deciso a tentare l’avventura. Nello scorso mese di maggio, ho avuto i primi contatti con l’associazione Dédomé, che mi era stata raccomandata da alcuni amici, ho quindi incontrato Don Franck e Annamaria, per discutere con loro della possibilità d’accompagnarli in Togo. Mi hanno spiegato che l’obiettivo in quelle due settimane era di organizzare una colonia per i bambini del villaggio e di creare delle altalene per le scuole, mi chiesero quindi di pensare a dei giochi per i bambini. Fin dai primi giorni sul suolo togolese mi sono sentito preso da un’euforia incredibile, tutto era nuovo per me, vi erano cosi tante cose da vedere da capire, era come essere su un altro pianeta! Ciò che più mi ha colpito in questa esperienza è stato il grande entusiasmo la disponibilità e generosità dimostratami dalla gente, ogni persona che incontravo era curiosa di sapere ciò che pensavo o per quale ragione fossi venuto in Togo, sentivo che c’era un reale “scambio” con loro. Un giorno ho avuto l’occasione di poter fare un giro in moto con un ragazzo di nome “Pa10

Sulla base delle valutazioni espresse dalla direzione amministrativa e medica, per far fronte ai bisogni crescenti di cura (consultazione settimanale di un oftalmologo),migliorare l’organizzazione degli spazi amministrativi e dare maggior spazio alla farmacia, l’ospedale si è dotato di un terzo edificio. La struttura impiega at-

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tualmente 34 persone che con grande impegno si occupano giornalmente dei malati che arrivano da tutta le regione. Sì, perché l’obiettivo primario è proprio quello di garantire a tutti delle cure adeguate ed economicamente accessibili. Una sfida che poss i a m o r a c c o g l i e r e g r a zi e all’impegno di tutto il personale, al sostegno del Ministero della Salute e alla vostra generosità. Poco prima di andare in stampa apprendiamo la notizia del passaggio a Nuova Vita dello zio di don Franck, Oncle Ignace, che è stato uno dei promotori dell’ospedale nel quale ha creduto fin dall’inizio. A Lui rivolgiamo un pensiero riconoscente affidandolo alla Misericordia Divina. Marina Santini 19


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5. L’evoluzione dell’ospedale di Dédomé

pa”, mi ha colpito la sua spontaneità e il suo amore per la sua terra. Era autista di camion, conosceva perfettamente la natura, lungo il percorso ci siamo imbattuti in un impianto di depurazione delle acque. Il personale ci ha accolto a braccia aperte (erano le 6 di sera!) ed hanno preso il tempo di spiegarci nei minimi dettagli il funzionamento del depuratore. Questo esempio è uno fra i tanti in cui mi sono imbattuto, il rapporto con il tempo è completamente diverso dal nostro e devo ammetterlo, in questo senso il ritorno alla rigidità europea non è stato facile per me! Purtroppo, a causa di diversi imprevisti, non abbiamo avuto il tempo di recarci nel Nord del paese, ma in fin dei conti, ciò ci ha

All’inizio dell’attività della nostra associazione, ogni anno a Dédomé morivano da 12 a 14 donne durante il parto. Questa triste realtà è stata all’origine della costruzione e inaugurazione, nel 2004 del centro medico sociale St. GOTHARD, subito riconosciuto dal Ministero della salute. I primi 8 letti, dopo pochi mesi, si sono rivelati insufficienti e la struttura è stata ingrandita per raggiungere la capienza di 16 posti letto. 2004

posti letto in medicina. Nella nuova costruzione trovano posto anche lo studio del medico responsabile, il laboratorio, la radiologia, l’ecografia. Il primo edificio è stato adibito alle ammissioni,alla maternità e alla pediatria; vi operano l’assistente medico, le levatrici, gli infermieri e gli aiuto infermieri.

Gestita fin dall’inizio da personale locale, poco per volta e grazie anche alla donazione da parte dell’esercito svizzero di un ospedale da campo, la struttura sanitaria si è ingrandita. La costruzione del secondo edificio ha permesso di inserire due sale operatorie, un servizio di chirurgia e di aumentare i

permesso di poterci concentrare maggiormente sul villaggio e sui nostri obiettivi. Porterò per sempre un ricordo indelebile di questa esperienza, mi ha fatto prendere coscienza che i veri poveri nel mondo siamo noi occidentali, malgrado il fatto che siamo tutti collegati tramite i vari social network, non sappiamo nemmeno il nome dei nostri vicini di casa. Il Togo mi ha permesso di capire il reale significato di società e umanità. Vorrei quindi cogliere l’occasione per ringra-

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La salute è un bene fondamentale per ogni uomo e la nostra associazione, si è impegnata fin dall’inizio per promuoverla. L’attività del centro medico sociale si è sempre inserita negli obiettivi di salute pubblica definiti dal Ministero della Salute e fatti applicare dalle istanze di controllo regionali. Il raggiungimento degli obiettivi fissati ha avuto una 18

ziare ancora una volta l’ONG Dédomé, Don Franck, Annamaria e il popolo Togolese per avermi permesso di prendere coscienza di cosa sono realmente le cose importanti nella vita! Luc Gerber 11


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3. Dalla gioia di un giovane prete alla saggezza del fondatore della comunità di Aledjo Lo scorso 5 agosto è stata per me una grande gioia predicare durante la prima Messa di un giovane che conoscevo fin da piccolo. Annamaria e Luca hanno condiviso con me questo momento di fede durante il quale ho pronunciato la seguente omelia: “Carissimo Jean-Marie, quando alcuni anni fa mi hai fatto sapere che eri entrato in seminario e che avresti avuto bisogno del mio sostegno, non ho trovato di meglio che metterti nell’elenco de ragazzi in attesa di un’adozione a distanza, sperando che una persona o una famiglia potessero aiutarti nei tuoi studi in vista del sacerdozio. Con la grazia di Dio, un amico, Giancarlo Camisasca collaboratore della parrocchia di Pregassona ha accettato di sostenerti ed eccoci qui. L'anno scorso in questa stessa chiesa ho partecipato insieme alla delegazione degli amici svizzeri che erano arrivati con me, alla tua festosa ordinazione diaconale. Da ieri, con l'imposizione delle mani del tuo vescovo ecco che sei sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melkisedek. Trova nelle mie parole la presenza del tuo padrino Giancarlo che non ha potuto essere qui con noi perché sta preparando la sua tesi di dottorato, ma che con il suo affettuoso saluto, la sua presenza spirituale e le sue preghiere ti segue dalla Svizzera. Il signor Camisaca che ti ha preso in adozione, studia teologia e tutti noi pensavamo che avrebbe deciso di diventare prete; ci ha stupiti tutti quando ci ha fatto sapere che per lui studiare la teologia era necessario per meglio offrirsi al servizio della chiesa come laico. A lui va anche il mio grazie come presidente della nostra Associazione che promuove da anni le adozioni a distanza come pure a lui va il grazie di tutta la tua famiglia e in modo particolare il grazie della tua mamma vedova da quando avevi 6 anni.

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Il sostegno mirato di alcuni benefattori permette di operare gratuitamente i bambini che hanno un’ernia e …. sono tanti. Il dr. Kodjo spesso si ferma per strada alfine di spiegare ai genitori l’importanza di un intervento per migliorare la qualità di vita dei loro bambini. I contributi ricevuti da altre persone generose in seguito agli articoli apparsi su alcuni giornali ticinesi, hanno permesso di curare numerose persone senza mezzi finanziari. All’interno dell’ospedale ogni situazione è valutata dal dr. Martinoni, dal medico generalita, se necessario dalla levatrice, e dal direttore aggiunto che diventano i garanti del buon uso delle risorse che giungono dalla Svizzera. Questo passo è fondamentale, perché, sia la direzione della struttura sia il comitato dell’associazione sono convinti che la partecipazione del singolo deve restare la regola per non rischiare di cadere nell’assistenzialismo con possibili gravi rischi per il futuro della struttura. Il dottor Martinoni, che tornerà in Ticino per un breve soggiorno da metà novembre a fine dicembre, si è inserito molto bene nella realtà del villaggio e sa farsi voler bene da tutti, i bambini in primis. La sua espe rienza e la sua calma sono un esempio per tutto il personale che lo apprezza moltissimo. Ci uniamo a lui per ringraziare di cuore tutte le persone che vorranno sostenere l’ospedale, permettendo di alleviare molte sofferenze. Joseph AYITSEWOU, direttore ospedale S. Gothard 17


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4. I miracoli del dr. Kodjo, Giacomo Martinoni

Fratelli e sorelle, autorità presenti a questa festa: Dio è Grande perché ancora oggi arricchisce la sua Chiesa con un nuovo suo ministro. Questo dono di Dio alla sua Chiesa, sei tu, carissimo sacerdote novello Jean Marie. Sei un dono di Dio per la Sua Chiesa, perché Dio ti ha chiamato gratuitamente, senza nessun merito da parte tua, ma per pura grazia elargita; ricordati che anche tu, sei chiamato ad essere gratuità di Dio presso i fedeli verso i quali il Vescovo ti manderà, in qualunque località, sia essa in città o in campagna.

Giorno dopo giorno, il chirurgo plastico dottor Giacomo Martinoni, detto Kodjo, continua a stupire chi lavora all’ospedale S. Gottardo. Soprannominato “l’autore di miracoli”, instancabile e sempre pronto a operare, è capace di dare speranza alle persone vittime di incidenti e ai bambini con malformazioni congenite spesso considerate qui, come una maledizione divina: labbro leporino, ectopie testicolari, … La mamma di Fidel, è molto felice di vederlo sorridere mentre discute con don Franck. Il piccolo, caduto da una “moto taxi” ( il mezzo di locomozione maggiormente utilizzato nella regione) è rimasto gravemente ferito alla testa, il padiglione dell’orecchio destro era distrutto e aveva diverse ferite alle gambe. Le mani del dr. Martinoni hanno, una volta ancora “fatto il miracolo”: con un lungo intervento ha ricucito la profonda lacerazione alla testa e ha ricostruito la parte esterna dell’orecchio, senza dimenticare di curare le altre ferite. Fidel, dopo pochi giorni, è ritornato ad essere il bambino vivace che era prima dell’incidente e, con il suo sorriso malizioso e la sua “parlantina” ha conquistato tutto il personale, diventando la “mascotte” dell’ospedale. Operare in Togo non è come operare in Ticino. Bisogna abituarsi a lavorare con l’essenziale perché tutto è fatturato al paziente e l’assicurazione malattia non esiste ancora. Poco per volta, grazie all’impegno dell’associazione e alla generosità di persone e strutture sanitarie ticinesi, il servizio di chirurgia si sta dotando di tutto il materiale necessario e ciò gli permette di svolgere con sicurezza la sua attività inserita nell’équipe di chirurgia composta anche da un chirurgo generalista, da un anestesista, un infermiere e una strumentista. Un’équipe molto affiatata che spesso è confrontata alla presenza di pazienti le cui risorse finanziarie non permettono loro di farsi curare. 16

Oggi tanta gente è qui con te per festeggiarti; fanno i complimenti pure ai tuoi famigliari per la tua donazione a Dio; domani, sarai già da solo e se non sarai in comunione col Signore, la tua pastorale non sarà facile. Imponiti, non con arroganza ai fedeli, ma imponi a te stesso ore di adorazione al Santissimo, sola e unica fonte del tuo sacerdozio; arricchisciti della sua Parola, sia per te il pane di cui ti cibi prima di andare ad annunziarlo ai tuoi fedeli. La preghiera è l'unica molla che ti permetterà di poter trovare energie nuove per fare nuovi salti nella vigna del Signore dove presto tanti arriveranno a sottoporti le loro difficoltà, chiedendoti aiuti di ogni genere. Offri quello che hai: il tuo servizio sacerdotale, il tuo ascolto... Jean Marie, sii forte, niente ti faccia paura, niente ti spaventi: il Dio che ti ha chiamato si chiama Padre ed è un Padre che non abbandona nessun dei suoi figli. È Lui che ti ha chiamato nella voce e nell'imposizione delle mani del tuo vescovo. Sii attento alla Sua voce e, se vuoi essere un pastore che dà gioia ai suoi fedeli, impara ad ascoltare Lui nella persona del suo figlio Gesù che ci ha associati gratuitamente e senza nessun merito nostro al suo unico e sommo sacerdozio. Che Lui, Gesù il Buon Pastore sia per te lo specchio in cui ti guardi ogni mattina nella celebrazione eucaristica. 13


Associazione “Dédomé” amici di don Franck

Associazione “Dédomé” amici di don Franck

Prima di ogni Messa, prega la Parola, meditala, amala...; essa contiene la vita stessa di Dio. Prendi il tempo di preparare le tue prediche, nessuna improvvisazione; non dimenticare di continuare la tua formazione intellettuale con letture e ricerche tue personali; non dimenticare i tuoi libri: l'ordinazione sacerdotale non è un arrivo anzi, è il punto di partenza. Il nostro mondo di oggi è molto severo ed esigente con noi: sii all'altezza del tuo sacerdozio capace di dare pace a tutti quelli che troverai sul tuo cammino sacerdotale. Oggi, nel Vangelo, Gesù fa un’ inchiesta veloce tra i suoi discepoli per sapere chi la gente dice che Egli sia; oggi, Gesù fa anche a te questa domanda: "per te sacerdote novello, chi sono io "? A questa domanda, non posso rispondere al tuo posto, ma sappi che per tante persone che non sanno leggere, o che non leggeranno nessuna pagina della Bibbia, l'unica pagina che leggeranno nella loro vita è vederti vivere. La tua più bella predica, sia l'esempio della tua vita improntata su Gesù Cristo, buono, misericordioso, premuroso ai bisogni degli altri e pieno di amore, col cuore sempre aperto per la tua gente. Lo Spirito che è in te, è lo Spirito Santo: nella tua vita siano visibili il i frutti che l'apostolo Paolo elenca nella lettera ai Galati: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. Come mi diceva uno dei miei professori, celebra ogni Messa come se fosse la prima e l’ ultima della tua vita.... con cura e devozione. Nella tua celebrazione eucaristica anche nella più lontana campagna, sappi che è la Chiesa intera che è presente nella tua liturgia. Affidati alla nostra Mamma del Cielo Maria. La stoffa che la tua mamma, aiuto infermiera, ha scelto insieme a tutti i tuoi famigliari è molto significativa perché porta i disegni del santo rosario e le immagini della Madonna. So per esperienza, conoscendo la tua mamma rimasta vedova da quando eri piccolo, che lei aveva la Madonna come sua confidente e in Lei metteva tutta la sua fiducia. Le sue preghiere di mamma sono esaudite ed oggi, eccoti sacerdote. Affidati a tua volta a Lei: solo con Lei il tuo sacerdozio che inizia oggi darà i frutti sperati.” Pochi giorni dopo, nel corso dell’abituale visita al dispensario di Aledjo dove vengono curati bambini che soffrono di malnutrizione, abbiamo avuto la gioia di incontrare Père Marcel, fondatore della comunità. Chi legge regolarmente il Giornalino si ricorda forse che abbiamo parlato di lui un anno fa quando, grazie alla generosità e alla compe14

2011

tenza del dr. Salvo Arcidiacono, era stato possibile cambiare la pila del suo pace-maker inserendone una dell’ultima generazione che risponde meglio alle esigenze dei malati. Quest’anno, Père Marcel ha voluto incontrarci per dirci che si sente “come Lazzaro, risuscitato”.

Ci ha confidato che, sentendo avvicinarsi la morte, aveva già fatto scavare la sua tomba che ora ha fatto ricoprire per “non spaventare i malati…”. Adesso che si sente meglio, riconoscente per il dono della “nuova vita “ che gli è stata donata, continua a leggere e a scrivere testi divulgativi sulla tradizione religiosa africana. Eh, sì perché lui dice di sentirsi ormai africano di cuore e di spirito e chiede ai sacerdoti africani che operano in Europa e a tutti quelli che grazie alla loro attività entrano in contatto con l’Africa, di impegnarsi affinché la tradizione orale non vada persa e i valori essenziali della vita possano essere salvaguardati anche nei paesi europei. La sua riconoscenza, la sua pacatezza, la sua consapevolezza del valore della spiritualità presente in ogni essere umano, sono una testimonianza che diventa per noi impegno di condivisione nella realtà in cui siamo inseriti e non possiamo che ringraziarlo per questa missione che ci ha affidato. Don Franck 15


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DEDOME Giornalino N 19 dicembre 2012 by Associazione DEDOME - Amici di don Franck - Issuu