Associazione “Dédomé” amici di don Franck L’inizio di una nuova vita! La scorsa primavera il dottor Giacomo Martinoni, noto chirurgo del Locarnese, ha trascorso una settimana a Dédomé per scoprire la vita del villaggio e capire se avesse potuto essere utile al centro medico sociale. Da questa breve esperienza è uscita una risposta positiva e uno stimolo a cambiare vita approfittando del suo pensionamento. È con una certa commozione, ma anche con ammirazione e riconoscenza, che i suoi colleghi e collaboratori l’hanno salutato la sera del 28 settembre, durante un aperitivo organizzato dalla direzione della Clinica Santa Chiara di Locarno. Con grande spirito di adattamento, con generosità e forza d’animo, Giacomo Martinoni ha deciso di partire per il Togo e di dare il suo contributo allo sviluppo sanitario del paese e della regione di Dédomé in particolare.
“Quanto pensi di fermarti?” gli abbiamo chiesto e lui ci ha risposto : “fino a quando mi vorrete e fino a quando potrò essere utile”. La sua nuova vita in Togo è appena iniziata e già porta i suoi frutti al centro di salute.
Associazione “DEDOME “ Amici di don Franck Riconosciuta di pubblica utilità, membro FOSIT, riconosciuta quale ONG in Togo
IL GIORNALINO Numero 17 Dicembre 2011
Presidente:
Tutto il comitato lo ringrazia per la sua generosità e lo sostiene in questa scelta di vita non facile, ma sicuramente ricca di nuove emozioni ed esperienze. Grazie Giacomo e auguri! 32
Don Franck Koffi Essih Via Terzerina 1 6963 Pregassona Segretariato: c/o Marina Santini Via ai Platani 6 CH - 6943 Vezia CCP 65 - 750182-5 IBAN: CH71 0900 0000 6575 0182 5 BIC: POFICHBEXXX www.dedome.org 1
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Indice
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Eulesseu, Grazie
nel villaggio di Zavé, che dista una trentina di Km da Dédomé. Situato in una regione discosta, si raggiunge dopo un viaggio avventuroso su una pista. La generosità della famiglia Ferrario ha permesso di costruire tre pozzi che sono stati inaugurati lo scorso 31 agosto, alla presenza dei membri del comitato locale della nostra associazione, del presidente e della segretaria, del capo villaggio, dei suoi notabili e di una folta rappresentanza della popolazione. Con canti e danze, donne e bambini in modo particolare, hanno espresso la loro riconoscenza per un gesto che rende più facile la loro vita rendendo accessibile il prezioso dono dell’acqua. A tutte le persone che hanno contribuito a questo importante dono un grazie sincero da parte di tutta la popolazione di Zavé, che sarebbe felice di accoglierle in Togo.
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1. Viaggio in Togo, quante emozioni, quante
esperienze….
Uno sguardo speciale sui bambini e sulle donne Viaggio in Togo Grazie Togo! I due volti di Dédomé …. Dei piccoli miracoli….
2. La gioia e i frutti della solidarietà La mia Prima Comunione, un’occasione per pensare alla mia sorellina togolese. Progettoamore: i ragazzi del Ticino “incontrano” anche i bambini di Dédomé. L’acqua, fonte di vita, testimonianza concreta di 25 anni di amore condiviso. L’ inizio di una nuova vita!
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sedie, tavolini, giochi... In attesa della nuova costruzione, i venticinque bimbi dell’asilo e le loro maestre, dal mese di settembre approfittano del lavoro svolto da Nicole e Francesco: le loro giornate trascorrono ora in un locale colorato e più allegro, anche se esiguo. GRAZIE DI CUORE agli organizzatori del Progettoamore e a tutte le persone che hanno contribuito al suo successo, per il loro senso della solidarietà. Nel nostro prossimo Giornalino speriamo di mostrarvi il risultato di questa grande generosità. don Franck
Carissimi amici e sostenitori, “se qualcuno non ci ama, non viene a trovarci”. È una frase che chi si è recato a Dédomé ha sentito spesso. Amare il Togo e Dédomé in particolare, non vuol dire però solo affrontare concretamente un viaggio. Ci sono molti modi per testimoniare l’amore vero verso un popolo, una regione, una realtà lontana: la solidarietà, la condivisione sono due mezzi potenti che trasformano il cuore dell’uomo e smuovono le montagne. Grazie a tanti gesti, piccoli o grandi, anonimi o pubblicizzati, ma tutti ugualmente importanti nel disegno e nel cuore di Dio, i nostri progetti hanno una continuità e danno frutti insperati ancora alcuni anni orsono. Senza il vostro costante aiuto non potremmo garantire un seguito efficace a quan
L’acqua, fonte di vita, testimonianza di 25 anni di
amore condiviso Alla fine del 2010, i coniugi Pierlivio e Arianna Ferrario hanno festeggiato con gioia i loro 25 anni di matrimonio. Per l’occasione hanno rinunciato a un viaggio e a parte dei festeggiamenti per devolvere una somma importante a favore delle persone più bisognose. Il loro desiderio era che l’importo donato servisse per portare l’acqua là dove fosse stato necessario. In Togo, nella regione di Dédomé, numerosi villaggi sono ancora privi di pozzi. La conoscenza del territorio ha portato ad individuare in tempi brevi una comunità rurale 30
to abbiamo iniziato e non potremmo permetterci di lanciare una nuova sfida: costruire un centro di formazione professionale che promuova anche lo sviluppo economico della Regione. La promozione della salute e la formazione professionale sono i pilastri di un futuro migliore per tante famiglie. Dei pilastri che per essere solidi e durare nel tempo hanno bisogno di importanti risorse umane, intellettuali, finanziarie, organizzative…. GRAZIE DI CUORE a chi ci accorda la sua fiducia e mette a disposizione i talenti di cui dispone. Solo insieme potremo riuscire in questa grande impresa di sostegno al nostro prossimo che ha bisogno, per aiutarlo a sviluppare quelle competenze che gli permetteranno, un giorno, di non aver più bisogno di noi! Don Franck 3
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1. Viaggio in Togo: quante emozioni, quante esperienze…..
Progettoamore.ch ringrazia di cuore tutte le associazioni che si sono impegnate attivamente a promuovere i loro scopi ed obiettivi a tutti i presenti nel corso della manifestazione. …. ASSOCIAZIONE DEDOME AMICI DI DON FRANCK : Progetto amore ha sostenuto il progetto per la costruzione di un asilo per i bambini del villaggio donando 15’000 franchi. ….. Progettoamore.ch auspica che questa giornata di solidarietà sia servita in primo luogo a sensibilizzare i giovani ed in secondo luogo a permettere alle medesime di avvicinare nuovi volontari o collaboratori che dell’aiuto a terzi bisognosi ne fanno virtù. Progettoamore.ch da oggi è anche un tuo progetto, aiutaci a regalare un sorriso ad un ragazzo in difficoltà.
Uno sguardo speciale sui bambini e sulle donne Il nostro viaggio è incominciato già un anno fa, quando abbiamo deciso in occasione della Prima Comunione dei nostri figli (Simone e Lorena) di devolvere i doni all’Associazione “Dédomé - Amici di Don Franck”. C’è da aggiungere, per quanto mi riguarda, che erano anni che meditavo di fare un viaggio nella zona povera del mondo; ho sempre sentito forte la curiosità di andare a conoscere un mondo che vedevo solo attraverso la televisione. Avevo desiderio di fare un viaggio che, ne ero sicura, sarebbe stato utile soprattutto a me. Così, ci siamo fatti coraggio e ci siamo predisposti per questo viaggio. La preparazione è durata esattamente un anno durante il quale ci siamo sottoposti alle diverse vaccinazioni e mi sono documentata sul Togo. Ci sono stati dei momenti dove ho avuto paura e ho pensato che portare i miei figli poteva essere un rischio (malaria, serpenti). Grazie all’incoraggiamento di Don Franck e di Marina ho superato queste titubanze e ho affrontato il viaggio con entusiasmo e gioia, soprattutto perché accanto a me c’erano i miei figli e mio marito. Anzi ho rafforzato la convinzione che per i miei figli (e per me) sarebbe stata un’esperienza molto educativa e questo viaggio avrebbe confermato ciò che ripeto loro continuamente: che il conoscere e il sapere rende liberi da pregiudizi ed è la base per fare delle scelte consapevoli. È arrivato il 27 luglio, valigie pronte, Don Franck che si raccomanda di partire con le valigie a pieno carico (“…non regaliamo nulla ad Air France…oh”) e noi, ancora un po’ inesperti falliamo in parte in quest’obiettivo (le valigie c’erano tutte “…ma sono leggere, possiamo portare Kg 23…”). Si parte da Milano Malpensa, si arriva a Parigi e su4
Grazie Ticino, da Progettoamore.ch e ...arrivederci al 2012” L’annuncio del grande successo della manifestazione ticinese è stato accolto con grande gioia a Dédomé. Il preventivo per la realizzazione della nuova costruzione progettata dall’architetto Massimo Cattaneo, ammonta a circa CHF 25’000.- (in Togo il prezzo del cemento e del Materiale di costruzione è aumentato negli ultimi mesi) e il “Comité villageois de développement” si è attivato per trovare in loco i fondi necessari per raggiungere la somma richiesta. I lavori per la costruzione del nuovo asilo sono iniziati in novembre, grazie al contributo della Fondazione Bonfonden. Basata a Ezimé, ha tra i suoi obiettivi quello di promuovere progetti a favore della prima infanzia. Un bell’esempio di collaborazione che permetterà ai piccoli del villaggio di poter beneficiare di una struttura adeguata alle loro esigenze. Una famiglia ticinese si è proposta per contribuire alle spese per l’acquisto del materiale necessario all’asilo: 29
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L’obiettivo era sensibilizzare i giovani a grandi problemi quotidiani e raccogliere offerte per sei associazioni ticinesi che operano a favore di minori in difficoltà. A Mendrisio siamo riusciti a regalare a ragazzi diversamente abili e ragazzi comuni una giornata intensa di emozioni, abbiamo permesso loro di vedersi riuniti nel praticare discipline sportive e canore nell'intento di vincere per la solidarietà. Il messaggio “ragazzo aiuta ragazzo” è certamente arrivato a destinazione in tutto il Cantone e alle circa 15'000 persone accorse durante la giornata di solidarietà e per seguire il festival pop “Canta per amore”. Possiamo davvero ritenerci soddisfatti per il lavoro svolto per questo terzo evento, ma soprattutto crediamo di essere riusciti a soddisfare a pieno le aspettative di tutti coloro che hanno partecipato sia alla giornata di festa ma anche coloro che hanno sostenuto la causa sin dalla nascita. Siamo pertanto fieri di comunicare ufficialmente che la terza edizione di Progettoamore.ch ha permesso di raccogliere complessivamente l’incredibile cifra di CHF 150'000.– …..
bito c’è il volo per Lomé. Temo un po’ il viaggio in aereo, è la prima volta che vado oltre l’Europa. Ma è tutto tranquillo e già sull’aereo l’ambiente intorno a noi è un po’ diverso: le persone parlano un’altra lingua, i loro abiti sono più colorati dei nostri, ci sono tanti bambini e deduco che siano togolesi emigrati che tornano a trovare le loro famiglie e già vedo parenti e amici che li aspettano all’ aeroporto. Arriviamo a Lomé, dal finestrino vedo l’hangar dell’aeroporto, devo dirvi che è stato un vero choc…rifiutavo di credere che quello che vedevo era l’aeroporto della capitale. E da lì in avanti è stato tutto un susseguirsi di novità e di emozioni fortissime. Potrei parlarvi della capitale Lomé, della visita al Ministro della salute, del mercato di Lomé, dell’oceano, del viaggio fino al Nord del Togo, del safari,
dei camion stracarichi, delle strade non asfaltate, dei bambini malnutriti del dispensario di Aledjo, dell’accoglienza al villaggio di Dédomé, dell’ospe dale S. Gottardo, del cibo, della mensa della scuola elementare di Dédomé,dei profumi, della vegetazione, delle coltivazioni di ananas, caffè e cacao… si potrebbe scrivere un intero libro descrivendo ogni momento del nostro viaggio. Ma colgo l’occasione che mi è stata data, nello scrivere questo articolo, per parlarvi di chi mi sta più a cuore: 28
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dei bambini e delle donne. I bambini sono tantissimi, affettuosi e sempre sorridenti. Appena possibile, con tribuiscono in maniera concreta al ménage della famiglia. I più grandi si occu pano dei bam bini più piccoli, aiutano in tutte le faccende domestiche, ma hanno anche il tempo di giocare. Giocano sempre tutti insieme in cerchio, ballano, cantano, giocano alla settimana , a rincorrersi, a ruba bandiera, a calcio. Nella parte più povera del paese (al Nord) sono i primi a sviluppare gravi malnutrizioni. Molti di loro sono affetti da labbro leporino e mio marito medico ci ha spiegato che è dovuto ad infezioni intrauterine che alterano il normale sviluppo fetale. Abbiamo visto tanti bambini con grosse ernie ombelicali e probabilmente pensiamo che sia dovuto alle scorrette pratiche nella recinzione del cordone ombelicale. Si ammalano spesso di malaria e capita troppo sovente che, se i genitori tardano a portarli in ospedale, muoiano perché l’infezione nei piccoli avanza molto velocemente. Mi torna in mente la mattina seguente al nostro arrivo, durante una breve perlustrazione del quartiere dove alloggiavamo, camminavamo ed ad un tratto un bambino che avrà avuto tre anni, mi vede e correndomi incontro si aggrappa alle mie gambe. Lo prendo in braccio e teneramente lo bacio sulla guancia… è stata solo la prima delle tantissime manifestazioni di affetto che ho e abbiamo ricevuto dai bambini. Ricordo nitidamente l’arrivo a Dédomé. In seguito alla cerimonia di accoglienza, tutto il paese ci ha accompagnati con musica e canti in chiesa . A noi, gli ospiti d’ onore, era stato dato il posto sull’altare, e di 6
2. La gioia e i frutti della solidarietà Solidarietà, una sola parola che produce frutti insperati. Senza fratellanza il nostro mondo sarebbe più povero, grazie alla solidarietà il Ticino e Il Togo sono un po’ più vicini….. La mia Prima Comunione, un’occasione per pensare
alla mia sorellina togolese Ciao a tutti, io sono Alessia, una bambina di 10 anni. Nel corso dell'anno ho fatto la Prima Comunione e insieme alla mia mamma abbiamo deciso di mandare i soldi della mia Comunione nel paese dove vive la mia sorellina a distanza Messifa. L'ho fatto perché io sono una bambina fortunata e invece so che ci sono altri bambini come me che non sono così fortunati e hanno bisogno del mio aiuto, anche se piccolo. Sono molto contenta. Alessia Bonadies
I ragazzi del Ticino “incontrano”anche i bambini di
Dédomé Dalla conferenza stampa 13.07.2011 c/o Municipio di Mendrisio “L'Associazione Progettoamore.ch è orgogliosa di comunicare che il terzo appuntamento di solidarietà per il Ticino del 12 giugno come pure la raccolta fondi hanno avuto un grandissimo successo. Dopo i CHF 110'000 dell’edizione 2009, dopo i 140'000 dell’edizione 2010, per la terza edizione bisognava raggiungere nuovi traguardi. 27
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generazione, dono della ditta Metronics. Père Marcel, che ha seguito tutto l’intervento, gode ora di buona salute e può continuare a svolgere il suo ruolo di referente spirituale per le suore, per i malati e per le persone che seguono i ritiri oltre che continuare la sua attività di scrittore. Una serie di coincidenze e tanta generosità hanno permesso anche questo piccolo miracolo …..che suscita molta riconoscenza.
fronte a me vedo ancora lo sguardo incuriosito e i sorrisi timidi dei bimbi. Al termine della festosa messa, ormai superata la titubanza iniziale, i bambini ci vengono incontro e ci prendono per mano, si attaccano ai nostri vestiti e quasi litigano perché qualcuno rimane escluso dal nostro contatto: proviamo una gioia immensa e un forte desiderio di contribuire in una qualche maniera a dare loro un futuro diverso. È stato bello passare del tempo con loro che va il primo pensiero quando ripenso all’Africa.
Quest’anno, per la prima volta, siamo in Togo il giorno della festa per la fine del Ramadan. Cristiani e mussulmani convivono senza problemi. L’infermiere anestesista del centro medico sociale di Dédomé ci invita a pranzo insieme ai suoi colleghi, per sottolineare l’importante ricorrenza.
Anche quest’anno sono tornata dal Togo un po’ più ricca, contenta di tornare a casa con nuove emozioni nel cuore, con la soddisfazione di chi ha fatto quello che ha potuto, nel breve periodo trascorso a Dédomé, grata per il nostro tenore di vita, un po’ più disponibile a leggere anche la realtà ticinese con gli occhi che sanno scoprire i tanti piccoli miracoli che ogni giorno succedono e ….pronta a ritornare nella mia seconda casa la prossima estate…. Marina Santini
Le donne…come è difficile essere donna lì. Mi sono spessissimo proiettata e immedesimata in loro. Io, donna come loro, vedevo attraverso loro chiaramente le conquiste e i diritti che le donne in Occidente hanno fatto. L’emancipazione di una donna togolese è data dal formare una famiglia, possibilmente con tanti figli. Se, malauguratamente, il matrimonio non è fertile, i mariti ripudiano le loro mogli e per quest’ultime non c’è futuro. Abbiamo conosciuto una giovane ragazza, che per via di un aborto provocato clandestinamente e che è sfociato in una grave infezione dell’utero, si è dovuta sottoporre ad un isterectomia totale e il chirurgo dell’ospedale ci ha spiegato che per lei non ci sarebbe stato un futuro, né di madre né tantomeno di moglie. Per le giovani vedove non c’è nessuna assistenza, né da parte delle famiglie e né tantomeno dello Stato. Lavorano tantissimo: dentro e fuori le loro case. Coltivano i campi, frantumano manualmente i cereali per renderli commestibili, accu-
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A Heathro la mattina ci facciamo svegliare ogni giorno dalla preghiera del muezzin, parecchi abitanti del quartiere sono mussulmani e con loro intratteniamo rapporti amichevoli. È con queste premesse che da una parte le infermiere Giulia e Francesca e dall’altra don Franck, partecipano alla preghiera della festa. Non parole, ma un gesto che è stato un vero segno di comunione in un mondo dove spesso è l’intolleranza a prevalere. Un gesto che ha lasciato il segno:il giorno successivo numerose persone sono venute a ringraziare e a portare dei doni per la preziosa e inattesa testimonianza. Un altro piccolo miracolo di pace e solidarietà….
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discono i figli, vendono i prodotti dell’ agricoltura e anche parte di ciò che cucinano. Ho nella mia mente impresso il ricordo di donne che, con il più piccolo dei loro figli attaccato con uno speciale panno alla schiena, sono in grado di portare in testa carichi di acqua o di ortaggi o di quant’altro. Partorire non è ovvio (direte voi:”…non lo è per nessuna donna”… ). Sono fortunate le donne che vivono nei pressi dell’Ospedale di Dédomé perché possono contare sull’assistenza di personale medico preparato e di strumentazione adeguata. Ma per le donne che vivono lontane, le cose funzionano o meglio, non funzionano, diversamente. Se va bene possono contare sui dispensari dove trovano un’ ostetrica e un letto per il parto; nei peggiori dei casi partoriscono in casa appoggiate ad un sasso. Il rischio di morire per parto è ancora molto elevato. E mi chiedevo “… e dopo? hanno la possibilità di prendere degli antidolorifici, antibiotici…” la risposta la deducete voi . Le farmacie dei dispensari dei villaggi sono pressoché vuote. E le domande che si rincorrevano nella mia testa andavano a come gestivano il mestruo mensile (sia per l’aspetto igienico che per l’eventuale dolore) e a come superavano (semmai ci arrivano) la menopausa (pensavo alla possibilità della terapia sostitutiva ormonale, ecc.). Mi sono immedesimata spesso in loro e mi sono sentita, umanamente, così fortunata di vivere in un paese dove posso curarmi, dove posso evitare il dolore per il parto, dove non per forza ci si deve sposare per sentirsi realizzata, dove posso studiare, scegliere i libri da leggere, andare al cinema, andare a teatro, viaggiare….senza essere accompagnata da un uomo. Ma c’è un valore che noi donne occidentali dobbiamo recuperare : l’armonia con il nostro corpo. Ho visto queste donne ballare e cantare con disinvoltura, libere di esprimere la gioia attraverso il corpo, indos8
volta che si apre un rubinetto, il poterlo fare è una fortuna e come tale va apprezzata…. Sentirsi a casa in Togo significa, come dice spesso don Franck, lasciarsi interpellare e meravigliarsi dei tanti piccoli miracoli che succedono quotidianamente se si rinuncia a programmare tutto…. Una famiglia ticinese ha adottato a distanza un ragazzo orfano di padre. La mamma, non aveva mezzi sufficienti per crescere tutti i suoi figli e il contributo mensile è stato accolto con profonda riconoscenza. Lo scorso 10 agosto Jean-Marie, è stato ordinato diacono nella chiesa di Notse, nel corso di una festosa celebrazione, tra la commozione generale, in primis del diretto interessato che non ha saputo trattenere le lacrime e che ci ha chiesto di ringraziare i suoi padrini che hanno permesso che questo piccolo miracolo avvenisse…. Air France cambia i suoi giorni di volo e mi trovo obbligata a partire due giorni prima del previsto. Un lasso di tempo che mi permette di giungere in Togo con un nuovo pace-maker per Père Marcel, fondatore del dispensario di Aledjo, prima che il dr. Salvo Arcidiacono parta. Questo generoso medico, in una sala operatoria improvvisata, ma com pletamente arredata ha potuto impiantare un apparecchio dell’ultima 25
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Dei piccoli miracoli….
sare abiti che esaltavano la loro femminilità e pensavo a noi, donne occidentali, mai contente del nostro aspetto, mai abbastanza magre, mai abbastanza belle, sempre troppo impacciate nei nostri corpi che massacriamo in diete avvilenti ed esercizi fisici estenuanti, senza contare poi chi si rivolge alla chirurgia estetica.
Cosa mi spinge ogni anno a trascorrere le mie vacanze in Togo? Cosa fa che scendendo dall’aereo a Lomé mi senta ormai a casa, come avviene quando rientro in Svizzera? Sicuramente il mio ruolo di segretaria dell’Associazione motiva i miei viaggi regolari: è importante mantenere un contatto diretto con la realtà locale, è fondamentale condividere progetti e obiettivi affinché il comitato in Togo, il “Comité villageois de développement (CVD)” e la popolazione stessa diventino parte attiva nella promozione dello sviluppo del loro villaggio e della loro regione. Questa è la faccia “razionale “ della medaglia, una faccia indispensabile per qualcuno che fa parte del comitato di un’associazione, perché è quella che permette di mantenere la distanza necessaria per contestualizzare e valutare oggettivamente il proprio operato. È quella che ti porta a cercare le infor-
In conclusione, cari lettori, questa esperienza ha segnato in maniera indelebile le nostre vite. Da quando siamo tornati, non c’è giorno che non penso al Togo e ringrazio profondamente Don Franck che ci ha offerto questa occasione di crescita per tutti noi e che, con la sua guida, ci ha permesso di captare tanti aspetti del suo Paese che altrimenti ci sarebbero sfuggiti. Con questo viaggio ho recuperato tanti valori, primo fra tutti la democrazia che troppo spesso offendiamo e dimentichiamo, e con esso vanno il diritto allo studio e alla cura. Inoltre il valore della condivisione, dello stare insieme e di gioire semplicemente perché siamo esseri umani e facciamo parte di questo mondo, tanto ricco quanto ingiusto. In ultimo, permettetemi, con questo viaggio ho scoperto l’amore profondo per la mia terra che è l’Italia, di cui, sorprendendomi, ho sentito una forte mancanza. Teresa Chiaradonna
mazioni legislative,socioculturali, etnologiche, economiche, sanitarie, educative... fondamentali per la realizzazione dei progetti. È la faccia della medaglia che ti permette di trasferire in un contesto diverso le competenze e le conoscenze professionali acquisite in Svizzera nel corso degli anni. Sentirsi a casa in Togo significa aver integrato, almeno parzialmente, il modo di vivere della sua popolazione, vuol dire raccogliere i frutti: degli sforzi messi in atto per scoprire un “nuovo mondo”; dei lunghi momenti trascorsi ad osservare, senza giudicare, una serie di riti, a noi sconosciuti; dell’esercizio di ripetere dei vocaboli che di primo acchito sembrano impronunciabili; del rimettersi in discussione per trovare quali sono i valori fondamentali che guidano la propria vita e che possono essere condivisi al di là delle differenze culturali; del sapersi adattare a condizioni di vita alle quali non siamo più abituati e che ci aiutano a capire che se l’essenziale non è avere l’acqua calda ogni 24
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Viaggio in Togo Mi chiamo Lorena ho 11 anni e vivo in Italia.Per la mia comunione io e mio fratello abbiamo voluto donare i soldi che ci avevano regalato i nostri amici e parenti ai bambini del Togo e quest’anno ci è arrivato il momento per andarli a conoscere. Ero contenta di andare in Africa ma anche un po’ spaventata per le varie malattie. Durante l’anno ci siamo preparati,abbiamo dovuto vaccinarci, fare il visto……. I mesi sono passati velocemente e tutto d’un tratto è arrivato il giorno della partenza. Il viaggio è stato piuttosto faticoso ma ve lo dico io, ne è valsa la pena. E’ stato un soggiorno difficile perché non ero abituata a vivere come loro, il cibo, i letti, ma grazie a queste scomodità mi
E poi c’è il Dédomé delle serate in balcone, delle risate, delle facce bizzarre, degli sguardi complici, del bar Lugano. .. ...Delle notti agitate e piene di sogni, del “balai” alle 4.40 del mattino e della costruzione notturna del serbatoio dell’acqua. Del momento della telefonata alla Svizzera alla disperata ricerca della linea, della convivenza con le formiche, dello spray contro le zanzare…. La Dédomé dei soprannomi, dei balli e canti liberi, dei giri in moto, dei mussulmani e cristiani che convivono….e ancora degli sbalzi d’umore incontrollabili, degli sguardi complici, della noia, della spensieratezza, dell’osservare il tramonto, del non riuscire a capire le priorità africane, del sostenersi a vicenda, del tastare i propri limiti e cercare di superarli, dello smarrimento,….dello “Yowo-Yowo (così viene chiamato in continuazione l’uomo bianco), della follia, delle riflessioni sul coraggio e la convinzione che.. “ça va aller..”. È dandovi questa breve descrizione che diciamo grazie a tutti: visi, odori e colori che abbiamo incontrato.. Giulia e Francesca
sono resa conto che noi abbiamo tanto e ho potuto apprezzare di più le cose che ho, invece i bambini del Togo e non solo, non hanno quasi niente, ma si godono la vita così come viene. Resteranno nel mio cuore i bambini e i loro sorrisi pieni di gioia. Ringrazio di cuore i miei genitori che mi hanno fatto vivere emozioni fortissime. Lorena
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C’è stato anche il tempo per qualche giretto nei dintorni. La prima settimana, grazie a Don Franck - Koffi abbiamo visitato posti irraggiungibili dai turisti, assistendo a gioiose cerimonie religiose e assaggiando specialità tipiche. Più in avanti in autonomia Kpalimé con la sua arte e la sua musica, la visita al centro di malnutrizione infantile di Aledjo, passando attraverso la sua falda, Lomé col suo caos e l’incredibile concentrazione di persone ...
Questa spedizione mi è servita molto perché ho provato emozioni che non proverò più nel corso della vita. In Togo il nostro soggiorno è stato abbastanza faticoso, ma comunque ci siamo divertiti ! In Togo mi sono sbalordito a vedere risate e sorrisi stampati sui visi della popolazione pur vivendo in una situazione difficile. Nel mio cuore di questo viaggio mi porterò i sorrisi felici e gioiosi dei bambini! Simone
Per giorni abbiamo osservato il monte che sovrasta Dédomé, ci ha aiutato a riflettere e sognare. Eravamo convinte fosse disabitato, ma il giorno che l’abbiamo sormontato ci siamo rese conto che non era così…. Là sopra c’è il mondo…. una popolazione completamente organizzata con un capo-villaggio, poliziotto, scuola, chiesa, piantagioni e un grande senso di accoglienza che ci ha permesso di sentirci completamente accettate . 22
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Grazie Togo!
Associazione “Dédomé” amici di don Franck Nicole ed io e abbiamo deciso di fare questo viaggio, questa esperienza in Togo perché sentivamo il bisogno di vedere con i nostri occhi una realtà diversa dalla nostra, vedere da un'altra prospettiva il mondo che ci circonda e dare una mano ai Progetti dell’Associazione. Motivati anche dalle pa-
role di un interprete africano che canta: ”Mon Afrique n’est pas ce qu’on te fait croire Africa n’est pas ce qu’on te fait croire Viens dans nos familles Viens dans nos villages Tu sauras ce qu’est l’hospitalité La chaleur, le sourire, la générosité Viens voir ceux qui n’ont rien Regarde comme ils savent donner Et tu repartiras riche Et tu ne pourras pas oublier” Viens voir Viens voir
Per quanto riguarda il reparto di ostetricia non abbiamo avuto l’occasione di vedere molti parti, infatti il periodo di concepimento con termine nel periodo del nostro stage è troppo caldo e secondo la levatrice questo ferma la predisposizione alle gravidanze. Ciò nonostante abbiamo assistito a visite prenatali, vaccinazioni infantili, pianificazione famigliare. Abbiamo anche fatto l’esperienza di un viaggio con l’ambulanza fino ad Atakpamé: dobbiamo affermare che essere un paziente da trasferire su quella strada con buche, caldo e poca aria non è sicuramente facile. Ci siamo dedicate anche all’individuazione dei punti con possibilità di miglioramento, creando una formazione pratica e teorica per il personale responsabile della pulizia dell’ospedale. Abbiamo rimesso in funzione l’elettrocardiogramma e abilitato un infermiere ad istruire il personale, abbiamo effettuato una formazione sulla valutazione del paziente critico e creato un contenitore col materiale per le urgenze pediatriche. Ossigeno e aspirazione sono stati ristabiliti sull’ambulanza.
(Tiken Jah Fakoly - Viens Voir) , abbiamo deciso di partire e vivere in prima persona questa esperienza. Ma cosa ci aspettavamo dall’Africa? Come la immaginavamo? Sapevamo molto genericamente che l’Africa è povera, che ha problemi legati al cibo, all’educazione, ma la conoscevamo veramente? E della gente del posto cosa sapevamo? Ci aspettavamo di trovare piccoli villaggi poveri, arretrati per le po12
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sospensione dei medicamenti, la terapia è troppo costosa. Paziente ipertesa, arriva in consultazione per un controllo, tutto va bene. Porta in regalo del pane zuccherato ma prima di darlo al medico ne mangia un pezzettino. È per dimostrare che non è avvelenato. Donna all’ottavo mese di gestazione, ecografia perfettamente nella norma, ogni parte è al suo posto.. e ci emozioniamo….. Una mamma ha perso il suo bambino….la guardo e il suo viso è il più triste che io abbia mai visto. La paziente si presenta per nausea ai pasti, le viene chiesto quando è stato l’ultimo ciclo.. non ha idea, l’ultimo rapporto.. non ne ha idea. All’ecografia: gravidanza di 2 mesi, la paziente è completamente disorientata, non aveva nemmeno preso in considerazione l’idea. Il paziente trema,è stanco, non riesce a stare seduto, ha forti dolori addominali e nausea. È malaria severa con emoglobina molto bassa, i palmi delle sue mani sono veramente bianchi….. Isteria da conversione, la paziente è mutacica, non collabora alle cure, sembra che dorma. A casa la situazione famigliare è molto dura…….
Spesso i pazienti arrivano dopo aver tentato rimedi naturali con il medico tradizionale. Raramente arrivano da soli, sono sempre accompagnati da un parente o dal coniuge. All’inizio della consultazione c’è l’abitudine di leggere la provenienza e se non è un posto conosciuto si cerca di capire dov’è. Abbiamo notato l’abilità dei medici di spiegare la patologia e il comportamento da attuare in maniera semplificata, così che i pazienti capiscono. 20
che conoscenze e le poche risorse, caratterialmente simili a noi ma in condizioni completamente diverse. Ci sentivamo motivati e pensavamo di poter fare davvero qualcosa. Al nostro arrivo a Lomé ci si è presentata una città davvero grande e interamente povera, non un piccolo quartiere o una parte, ma tutta la città immersa nella povertà. Questo per noi è stato davvero toccante. Come poteva cambiare un’ intera città? Cosa si poteva fare per aiutarla? Questa visione ci ha commosso molto e ci siamo sentiti davvero impotenti davanti all’estensione della povertà. Consapevoli del nostro primo impatto con la realtà africana ci siamo fatti forza e con la grande speranza che trasmette Don Frank abbiamo ripreso il nostro viaggio dirigendoci verso Dédomé. Un altro momento molto toccante è stata l’accoglienza al villaggio. Tutto un villaggio, bambini ragazzi e anziani che cantavano ballavano, suonavano per noi. Ci hanno vestito con abiti da capi villaggio e ci hanno accompagnato in chiesa te-
nendoci per mano. Come essere così felici, degni, generosi, sorridenti, allegri vivendo in un villaggio fatto di fango e paglia in una povertà così? Con questo confronto i nostri “problemi” occidentali sono diventati piccoli piccoli. Abbiamo iniziato a conoscere le grandi qualità della gente del posto. Accoglienti, degni e super generosi. Abbiamo imparato come la parola accoglienza abbia tutto un altro significato in Africa. Il colore e la gioia che loro attribuiscono la rendono una parola unicamente africana. 13
Associazione “Dédomé” amici di don Franck
Associazione “Dédomé” amici di don Franck
Ripensandoci ancora oggi la gola si stringe…quante grandi emozioni ci hanno regalato! In questo viaggio grazie alle conoscenze sul terreno di Don Franck e alla sua disponibilità e voglia di farci scoprire il Togo abbiamo visitato numerosi villaggi anche al di fuori di Dédomé e abbiamo potuto constatare come gli aiuti dell’associazione (pozzi, medicinali, materiale scolastico, ecc)... sono molto importanti e apprezzati dalle popolazioni locali. Siamo stati a contatto con i bambini che ci hanno trasmesso tanta gioia e voglia di fare per un futuro migliore.
Ci sembra interessante descrivervi una giornata tipo, con dei casi appuntati durante lo stage (rispettando il segreto professionale), così che possiate avere un’idea della casistica dell’ospedale: Il paziente è un impiegato dell’ospedale, è vittima della malaria;
29 anni, sieropositiva, i parenti l’hanno saputo e l’hanno
In questo ambito l’associazione aveva già costruito a Dédomé una scuola ed è in previsione l’edificazione di una scuola professionale così da poter permettere ai giovani adulti imparare un mestiere, sviluppare competenze per poter riparare e costruire apparecchiature ed essere meno dipendenti dagli aiuti dell’occidente. Investendo sulle nuove generazioni si può migliorare il futuro ed è anche su questa linea che si sta movendo l’associazione. Don Franck ci ha permesso davvero di entrare a contatto con la gente del posto con i loro problemi, ma anche con i loro moltissimi pregi. Potendo stare con la gente abbiamo scoperto un popolo straordinario, solare, sempre sorridente, aperto al dialogo ed amichevole. 14
completamente isolata. È venuta per una visita di routine, ma in realtà ha bisogno di un sostegno emotivo. È terrorizzata dal fatto che i fratelli possano divulgare la notizia e lei non possa più svolgere la sua attività commerciale remunerativa. 3 mesi, 3 kg, fatica a tenere gli occhi aperti, disidratato, non ha forza e non risponde vivacemente agli stimoli dolorosi, non ha ricevuto le vaccinazioni, la madre lo porta all’ospedale, è stata abbandonata dal padre del bambino. Trattiamo per malaria, febbre tifoide, ma è troppo tardi, decede dopo 2 giorni. Lei 39 anni, lui 31 anni, desiderio di gravidanza ma non riescono nel loro intento.. chiedono aiuto.. … Una donna ha un’insopportabile lombalgia….. è causata dal continuo utilizzo della classica “balai”, la scopa africana, priva di manico. Questo comporta la posizione china, che sovraccarica la schiena. Insufficienza cardiaca globale con dispnea a riposo a causa della 19
Associazione “Dédomé” amici di don Franck
Associazione “Dédomé” amici di don Franck
I due volti di Dédomé….
Nicole ed io abbiamo aiutato a smistare e classificare tutti i medicinali portati in Togo dall’associazione e dal medico chirurgo Salvatore. Abbiamo aiutato a pulire l’ospedale, in particolare la sala di chirurgia, sotto le direttive di Salvatore, giustamente esigente sull’igiene in sala operatoria.
È arrivato il momento di scrivere l’articolo per il giornalino dell’Associazione... confessiamo che la richiesta ci ha posto qualche difficoltà…... Ci siamo recate per due mesi al centro medico sociale Saint Gothard di Dédomé come infermiere volontarie. Vero è che due mesi non sono molti, ma sono stati estremamente densi di emozioni, che ora “a freddo”, tornate ormai da una settimana, sembrano ancora più forti. Crediamo di aver vissuto due Dédomé che si sono intrecciate, che cercheremo di descrivervi, anche se il vero sapore non è facile da descrivere a parole, se non viene saggiato sul posto. Per quanto riguarda la parte professionale, abbiamo avuto la possibilità di trascorrere circa 3 settimane in ogni reparto dell’istituto: la chirurgia, la medicina/pediatria e il reparto d’ostetricia. Per quanto riguarda la chirurgia abbiamo assistito prevalentemente ad interventi di riduzione di ernie, si tratta infatti di una patologia molto ricorrente, dovuta dal grande sforzo per il lavoro ai campi. Oltre a questo l’isterectomia a causa di presenza di grosse cisti è un intervento frequente. Abbiamo inoltre affinato le nostre tecniche nelle medicazioni, nella posa di vie venose e altri presidi, il tutto seguendo l’arte del risparmio mantenendo l’efficacia, tipica dell’Africa. In medicina ci siamo soprattutto dedicate ad esercitare il nostro occhio clinico: abbiamo infatti affiancato il medico e l’assistente medico nelle consultazioni dei pazienti che ogni giorno percorrevano chilometri per raggiungere l’ospedale. 18
In seguito abbiamo risistemato l’asilo. Questo aveva due piccole finestre e muri neri che lo rendevano molto buio e triste. L’abbiamo così pulito, pitturato, prima con un fondo di bianco e poi ridipinto di due colori vivaci rendendolo molto più luminoso e allegro. I bambini in seguito hanno potuto decorare le pareti a loro piacimento con disegni effettuati da loro. Anche svolgere un’ attività come pitturare i muri, apparentemente semplice da noi, in Africa non lo è affatto. La pittura va creata con un lungo procedimento ( calce, colore, ebollizione…) e non comperata al negozio già pronta. Anche il materiale a disposizione non era moltissimo, ma grazie all’aiuto di padre Gioacchino e alla grande motivazione di aiutare il lavoro è riuscito davvero bene. Al nostro ritorno in Ticino moltissimi amici e coetanei ci hanno chiesto di raccontar loro la nostra esperienza e davvero in molti ci hanno confessato di voler vivere anche loro un’esperienza di questo genere. Parecchie persone ci hanno chiesto i contatti dell’associazio ne perché molto motivate. 15
Associazione “Dédomé” amici di don Franck
Associazione “Dédomé” amici di don Franck
Questo grande interessamento da parte di giovani a queste problematiche mi ha reso davvero molto felice e dimostra che i giovani ci sono, sono sensibili e hanno voglia di scoprire, aiutare per un futuro migliore per tutti. Purtroppo spesso siamo stressati dal ritmo frenetico della nostra società (scuola,lavoro ecc..), siamo influenzati da televisione, pubblicità, mode, routine e perdiamo un po’ la visione globale ed oggettiva del mondo, concentrandoci esclusivamente sulla nostra società. A questo proposito riteniamo sia molto importante coinvolgere maggiormente i giovani, sensibilizzarli, informarli dare loro la possibilità di conoscere altre realtà. I giovani sono il futuro e se sono sensibili a tutto questo ci sarà un maggiore aiuto, cooperazione e interesse per uno sviluppo globale.
che ci sta intorno senza sempre sentire il bisogno di lamentarsi e accogliere il prossimo con sorrisi e amore, e non sempre discriminando, perché non sappiamo che vita ha alle spalle Questo viaggio ha ampliato la nostra visione del mondo, ci ha fatto conoscere altre realtà, ci ha dato una maggiore sensibilità su queste problematiche. Ho potuto riflettere molto anche in funzione dei miei studi in economia per quanto concerne il tema della solidarietà, alle molteplici ONG, sul loro operato, la gestione e la pianificazione di progetti per uno sviluppo. Ambiti molto interessati e che a mio avviso possono davvero dare un contributo al miglioramento della situazione attuale. Ne è un esempio tutto quello che è stato promosso dalla Associazione “Dédomé” amici di don Franck con l’importantissimo miglioramento della situazione nella regione. Vedendo con i nostri occhi queste realtà, conoscendo queste persone, abbiamo scoperto che l’Africa non è come quella che immaginavamo prima di partire: povera. Qui la gente è generosa, amichevole, ti accoglie come meglio può, è solare, spontanea. L’Africa è povera economicamente, ma ricchissima di amore. Per questo penso proprio che il rapporto che abbiamo con questo paese non sia un dono a senso unico, ma a doppio senso perché anche noi possiamo davvero imparare molto. Il cantante africano Thiken aveva ragione… siamo venuti a vedere con i nostri occhi l’Africa, siamo stati nei villaggi con le famiglie e con chi non ha niente e ci ha donato quello che poteva. Sì, abbiamo imparato tantissimo e siamo così ripartiti più ricchi, nel cuore e nella mente… Grazie Africa!! Non dimenticheremo!!
Questa esperienza ci ha fatto pensare al nostro modo di vivere, tutti noi abbiamo un obiettivo ben chiaro in testa per il futuro, è tutto organizzato, e se qualcosa non dovesse funzionare, ecco che arriva il problema…. Ci siamo resi conto che la maggior parte dei nostri problemi, in confronto ai loro, non sono nulla. Viviamo in una società molto viziata, abituata ad avere tutto e sempre di più, tutti fanno e pensano al loro interesse e secondo me questo è un vero peccato. Certamente la gente sa che esiste il 3° e 4° mondo, ma pochi si prendono l’impegno e l’interesse di fare
Voglio ringraziare Don Franck Marina e i miei genitori per avermi permesso di fare questa indimenticabile esperienza. Grazie! Francesco Meli
davvero qualcosa. Anche se è veramente difficile. Nonostante la povertà del Togo, pensiamo che ci siano molte cose che noi dovremmo riimparare, come il rispetto, la disponibilità, apprezzare davvero ciò 16
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