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DEDOME Giornalino N 13 dicembre 2009

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Associazione “Dédomé” amici di don Franck

Associazione “DEDOME “ Amici di don Franck Riconosciuta di pubblica utilità, membro FOSIT, riconosciuta quale ONG in Togo

IL GIORNALINO Numero 13 Dicembre 2009

Presidente:

Don Franck Koffi Essih Via Terzerina 1 6963 Pregassona Segretariato: c/o Marina Santini Via ai Platani 6 CH - 6943 Vezia CCP 65 - 750182-5 IBAN: CH71 0900 0000 6575 0182 5 BIC: POFICHBEXXX www.dedome.org 40

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Associazione “Dédomé” amici di don Franck

Indice GRAZIE 1. Un’indimenticabile esperienza! 2. La solidari età della scuola medi a di Mendrisio in ricordo di Marika 3. Esperienze estive 2009 ¨ Un mese in Africa ¨ Il Donare rende Uomini e Donne divini

Associazione “Dédomé” amici di don Franck

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Ogni anno le suore hanno bisogno di

5. Uno stage in Togo: esperienza di vita!

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7. Diversi ambiti per aiutare……..

Il latte per permettere alle suore di Aledjo di tentare di salvare i bambini denutriti .

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A. La scolarizzazione dei ragazzi B. La promozione della salute C. I progetti agricoli

Ogni aiuto, grande o piccolo, è un dono prezioso che fa crescere la solidarietà e contribuisce a promuovere lo sviluppo e la pace in terra togolese. Ogni persona ha sensibilità diverse e si sente più portata a sostenere uno o l’altro progetto. Le possibilità non mancano…..

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4. Sua Eccell enza Monsi gnor Grampa visita Dédomé

6. I progetti in corso

7. Diversi ambiti per aiutare….

Pagina

40 scatole di Al 110.

Con CHF 600.– possiamo aiutarle e permettere alle mamme di usufruire di un sostegno educativo ed alimentare duraturo.

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La mensa scolastica per garantire un pasto equilibrato al giorno ai bambini della scuola dell’infanzia e della scuola elementare.

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Il sostegno alle cooperative agricole per diversificare le culture, creare la piantagione di palme, allevare caprette e animali da cortile per il sostentamento delle famiglie. 2

Un contributo per l’acquisto di medicamenti e materiale per le cure e il laboratorio . L’ospedale di Dédomé garantisce le cure anche alle persone che non hanno mezzi finanziari e promuove campagne di prevenzione / educazione per diverse malattie. Tutto questo ha un costo che possiamo contribuire a ridurre con i nostri aiuti.

Le adozioni a distanza con una somma mensile di: CHF 30.- per bambini e ragazzi fino alla scuola media CHF 50.- per apprendisti CHF 70.- per studenti del liceo e dell’ università

GRAZIE DI CUORE! 39


Associazione “Dédomé” amici di don Franck

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per investire nel nostro futuro e per realizzarci pienamente. A tutti voi, amici svizzeri e a tutti i presenti auguriamo un buon soggiorno chiedendovi di sentirvi a Dédomé come a casa vostra. Viva l’amicizia e la cooperazione tra Svizzera e Togo! Durante l’incontro con i contadini, e la settimana successiva con il Prefetto della regione, è stata ribadita la necessità di dotare il villaggio di un mulino che serva per il mais e per il grano.

Carissimi amici e sostenitori, il mese di dicembre è il periodo dei bilanci e dei buoni propositi in previsione del nuovo anno. Il “Giornalino” vi informa su quanto, anche quest’anno, grazie al vostro sostegno, abbiamo potuto condividere con tante persone in Togo. Per me, per i membri di comitato e per tutta la popolazione di Dédomé e della regione, il bilancio è molto positivo soprattutto per la fedeltà del vostro sostegno e per i ponti di vera amicizia e solidarietà che si sono creati in questi anni.

La vostra generosità ha permesso, nel primo semestre del 2009, di raccogliere la quasi totalità della somma necessaria all’acquisto e i contadini hanno accolto con grande gioia e con un applauso questa notizia. Il mulino è stato comperato il 3 settembre ed è ora in funzione al villaggio, evitando, specialmente alle donne, lunghi e stancanti viaggi per macinare i cereali e garantendo una continuità di trattamento al raccolto.

Il mio e quello della mia gente è quindi un pensiero di PROFONDA GRATITUDINE nei vostri confronti. Sapervi vicini ci spinge a continuare sulla strada che abbiamo iniziato a percorrere, consapevoli che talvolta possiamo incontrare degli ostacoli,

Le cooperative si sono organizzate per la gestione dei trattori che vengono utilizzati a seconda del bisogno nei vari campi. Continuano con successo anche gli allevamenti di caprette e animali da cortile che servono per l’alimentazione delle famiglie e che saranno utilizzati anche per la preparazione dei pasti della mensa scolastica del villaggio. L’agricoltura è e resta un’importante fonte di sostentamento per tutto il villaggio e il nostro sostegno, anche se modesto, è un punto fermo per tutti i contadini che sono particolarmente riconoscenti. GRAZIE DI CUORE! Don Franck

ma convinti che il bene genera sempre altro bene e che la solidarietà è fonte di crescita e di sviluppo individuale e collettivo. Il riconoscimento delle nostre realizzazioni da parte delle autorità togolesi, in particolare con il rinnovo dell’Accord Programme e la presa a carico di una parte dei salari del personale dell’ospedale di Dédomé, sono segni tangibili che i nostri progetti si inseriscono nella politica nazionale di sviluppo per tutto il popolo togolese. A voi il mio sincero GRAZIE, con la speranza che con il vostro aiuto, potremo continuare a sostenere quanto costruito e progettare nuove attività a favore dei più poveri. Don Franck

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1. Un’indimenticabile esperienza !

C. I progetti agricoli

Siamo due infermiere e lavoriamo ormai da diversi anni in pediatria all’ospedale san Giovanni di Bellinzona. Nell’ambito della specializzazione in cure infermieristiche in pediatria, e maternità presso la SUPSI, abbiamo avuto la possibilità di effettuare uno stage di nostra scelta. Colte da grande entusiasmo per questa opportunità, siamo riuscite ad integrare una settimana di vacanza e partire dunque per due lunghe ed intense settimane. Abbiamo scelto l’Africa poiché tutte e due siamo molto sensibili alle problematiche esistenti in questo continente e, allo stesso

Anche quest’anno, come gli anni scorsi, i contadini hanno espresso il loro ringraziamento alla delegazione ticinese. Ecco il discorso del segretario del comitato di gestione delle cooperative agricole pronunciato lo scorso 23 agosto: Egregio signor Capo Villaggio, reverendo don Franck , reverendo don Gioacchino, coordinatore locale dell’ONG Dédomé, egregio signor Ignace Essi, decano e baobab indistruttibile dell’armata Dédomé EBBA, cari amici svizzeri, cari fratelli e sorelle, è con una particolare gioia che prendo la parola a nome delle cooperative agricole per porgere il benvenuto in terra togolese, nel loro piccolo villaggio di Dédomé, ai nostri amici svizzeri. Colgo questo istante solenne per ringraziarvi sinceramente perché con le vostre visite e i vostri generosi gesti, avete permesso alle nostre cooperative

tempo, affascinate dalla cultura africana. Don Franck e Marina ci hanno subito accolto a braccia aperte ed aiutate ad organizzare il nostro viaggio nei minimi particolari….ora si aspetta solo il giorno della partenza…. 4 aprile 2009: finalmente si parte!!! L’emozione è tanta e la voglia di arrivare a destinazione ci fa trascorrere un viaggio rapido e molto piacevole. A Lomé veniamo accolte da Vitus, il nostro saggio autista e consigliere di viaggio. Il caldo e l’umidità dell’Africa diventano subito una realtà alla quale inizialmente si 4

di funzionare, lavorare e diventare autosufficienti. Siamo molto riconoscenti all’ONG svizzera che permette a dei giovani di vivere delle esperienze a Dédomé nell’ambito dell’agricoltura, della salute, e perché no, in altri ambiti. Siamo convinti che presto costruirete degli alloggi per i nostri ospiti. Vi chiediamo di sostenere il nostro sogno di pensione agricola, aiutandoci nella promozione della piantagione di palme, pianta che garantirà, negli anni il nostro sostentamento. Rinnoviamo la nostra disponibilità e la nostra serietà 37


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Il Togo può contare, dall’autunno 2009, su un fondo internazionale che sostiene il “Programma nazionale di lotta contro l’AIDS e le malattie sessualmente trasmissibili”; in questo progetto, grazie anche a vostro prezioso sostegno, si inserisce ora, a tutti gli effetti anche l’ospedale di Dédomé, che ancora così la sua attività agli obiettivi nazionali di sviluppo e di promozione della salute. Lo scorso 26 settembre l’ospedale ha accolto un folto numero di pazienti in occasione di una giornata di consultazione nell’ambito della campagna di prevenzione dell’ipertensione e del diabete. Otto medici si sono messi a disposizione e tra loro, anche il dr. Happy, primo medico responsabile del centro medico sociale che è rientrato in Togo dopo il periodo di studio negli Stati Uniti. Ora è impiegato presso il Ministero della Salute, ma non dimentica Dédomé ed è pronto a sostene re l’attuale medico, dr. Richard, nella sua attività. Questa giornata ha dimostrato l’importanza che riveste l’attività di prevenzione per delle malattie che anche in Togo sono spesso asintomatiche pur provocando molti decessi. L’ospedale è sempre più un punto di riferimento per la regione, l’èquipe curante si sta impegnando per rendere la struttura finanziariamente autonoma, ma i bisogni sono ancora molti e contiamo su di voi. Marina Santini 36

fa fatica ad abituarsi. Lasciamo subito la capitale e a gran velocità raggiungiamo Hiheatro dove abitano Vitus e la sua famiglia. Sfinite dal viaggio e dal caldo ci addormentiamo presto, accompagnate dai mille suoni notturni africani Domenica mattina veniamo accolte dalla popolazione di Dédomé, tra danze e rituali locali. L’emozione è grandissima, indescrivibile… Dopo l’accoglienza al villaggio assistiamo alla Messa della domenica delle Palme, tre ore stupende, trascorse velocemente tra canti, balli e mille sorrisi. Quello che ricordiamo con grande gioia è la presenza di così tanti bimbi alla Messa; mille occhioni scuri e grandi sorrisi ci scrutavano ed osservavano i nostri gesti e parole; è stato un momento intenso di scambi e di scoperte gli uni con gli altri. Lunedì mattina, agitate, nervose ed emozionate, ci presentiamo in ospedale in divisa da lavoro e facciamo la conoscenza del dr. Richard Midokpo (medico responsabile) e della sua équipe. Ecco che si entra nel vivo dell’esperienza… Il medico responsabile del centro si è occupato di noi, dandoci la possibilità di conoscere i vari servizi della struttura: ¨ consultazione con il medico responsabile ¨ consultazione con il medico assistente ¨ consultazione con l’ostetrica ¨ giornate di ecografia ¨ piano di vaccinazione dei bambini. Abbiamo potuto seguire giornalmente la visita dei pazienti degenti suddivisi in pediatria, maternità, adulti e urgenze. La casistica più ricorrente in ambito pediatrico è la malaria. I bimbi giungono in uno stato comatoso dopo diversi giorni di febbre alta e apatia. In genere la 5


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loro degenza è di tre giorni e prevede diverse somministrazioni di chinino endovenoso, secondo lo stato di salute del bimbo e non da ultimo, le risorse economiche della famiglia. Alle consultazioni con i due medici arrivano per lo più pazienti con sintomi di malaria (bambini e adulti), gravi patologie avanzate, infezioni e malformazioni ginecologiche e diversi problemi a livello dell’apparato locomotore. Durante le giornate dedicate all’ecografia (due giorni alla settimana), le donne gravide fanno la visita dall’ostetrica e un’ecografia di controllo dal medico responsabile del centro. In queste giornate sono pianificate anche le ecografie addominali e pelviche a scopo diagnostico. Un giorno alla settimana è prevista una campagna di vaccinazione dei bambini. Abbiamo partecipato attivamente a queste giornate, rilevando il peso del neonato, i parametri vitali ed eseguendo la vaccinazione. Durante queste giornate abbiamo trovato

apertura della chirurgia, che, in base all’esperienza di altre strutture, provoca spese di gestione significative, almeno i primi tre anni. Questo permetterà ai responsabili della struttura di lavorare con una certa serenità e sicurezza finanziaria.

molto positivo il fatto che tutte le mamme giungono al CMS così numerose e trascorrono la giornata assieme. Questa è anche un’occasione per loro di confrontarsi e di scambiare opinioni sulle cure del neonato e l’allattamento; sono le mamme stesse che, con la supervi6

La grande generosità di alcuni benefattori ha permesso di raccogliere la somma necessaria all’ acquisto del citofluorimetro per il dosaggio di CD4 nell’ambito del programma di depistaggio e cura di persone sieropositive o malate di AIDS. La dotazione dell’ospedale di Dédomé di questo apparecchio è stata concordata con il Medico Regionale e ha ottenuto il riconoscimento ufficiale del Ministero della Salute che,come dimostra l’attestato pubblicato, assicura la regolare manutenzione e l’approvvigionamento in reagenti. Dall’inizio dell’attività, l’équipe curante dell’ospedale si impegna con competenza nel depistaggio di persone sieropositive, e ogni anno circa 300 persone si sottopongono ai necessari test che spesso richiedono però ulteriori esami impossibili da effettuare sul posto. Chiedere ai malati di spostarsi fino ad Atakpamé, che dista 20 km, su strade quasi impraticabili, significa limitare le possibilità di cura di molte persone, con gravi conseguenze individuali e collettive. 35


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B. La promozione della salute

sione dell’ostetrica, riprendono alcuni punti sull’insegnamento dell’allattamento al seno e la preparazione di alimenti corretti per lo svezzamento. Sarebbe molto interessante riportare questa realtà in Ticino e organizzare delle giornate di vaccinazione al poliambulatorio invece di individualizzare sempre più le cure creando spesso insicurezza nei genitori. Le nostre giornate si svolgevano fino al primo pomeriggio al CMS dopo di che, vista la poca affluenza di pazienti a causa delle festività di Pasqua e del periodo delle semine ai campi, avevamo tempo per altro. Gironzolare per il villaggio e le varie capanne è stata un’esperienza unica e molto divertente…. Ognuna di noi si è vista

Il precedente articolo sull’ esperienza vissuta dalle studentesse della SUPSI, permette al lettore di rendersi conto del lavoro svolto all’ospedale di Dédomé. Personalmente vorrei evidenziare alcuni aspetti che mi sembrano particolarmente significativi nell’ambito della valutazione dei progetti in corso e della definizione degli obiettivi per i prossimi anni. Un punto importante da segnalare riguarda la presa a carico, da parte del Ministero della salute, di una parte dei salari del personale dell’ospedale e, in particolare, quelli del medico, del medico assistente,della levatrice tradizionale del laboratorista e del tecnico in radiologia, per un totale mensile di CHF 950.- Le entrate proprie della struttura permettono, finora, di assumere, oltre alle spese per l’approvvigionamento della farmacia, anche i salari di altre cinque persone (quattro aiuto infermieri, un laboratorista e un aiuto laboratorista), per un totale mensile di CHF 345.-. Un risultato importante nell’ ottica dell’obiettivo di autofinanziamento della struttura entro il 2015. Il termine per il raggiungimento di questo scopo è stato spostato dall’iniziale 2012, su richiesta del medico della Prefettura, in ragione della prossima 34

subito attorniata da mille bambini che quasi litigavano tra loro per tenerci la mano….ognuno di loro ci ha regalato grandi sorrisi e calorose carezze. Un pomeriggio intero è stato dedicato al mercato e alla tanto attesa scelta delle stoffe che molto preziosamente delle bravissime sarte hanno trasformato in vestiti stupendi. La visita al dispensario di Aledjo è stata una tappa molto importante 7


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ma troppo breve….il centro è ubicato in un vero paradiso terrestre ed è gestito in maniera ottimale; sarebbe stato bello fermarsi a fare un’esperienza lavorativa magari anche lì….magari la prossima volta… Dopo questa breve ma intensa esperienza e la consapevolezza della grande povertà presente in Togo, ci siamo rese conto che, nonostante le risorse limitate, il paziente è preso in considerazione per la sua completezza, con una grande attenzione dal lato umano.

Grazie al vostro sostegno le adozioni a distanza hanno permesso un notevole cambiamento nella vita del villaggio, le famiglie sono più serene e possono guardare al futuro con maggior fiducia. La situazione delle adozioni a distanza attuale si presenta come segue: Bambini piccoli da 0 a 5 anni 61

La medicina praticata da medici e infermieri è basata molto sui segni clinici, evitando esami diagnostici inutili e rispettando le condizioni socioeconomiche della famiglia. Tutti i professionisti della salute hanno delle competenze molto vaste ed approfondi-

Bambini Scuola Elementare

90

Ragazzi Scuola Media

40

Apprendisti

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Apprendisti all’anno di stage Studenti al Liceo

4 14

Studenti all’ Università

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Scuole Superiori

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te in più campi ,ciò che permette di avere una visione più ampia e globale, senza quindi sovraccaricare l’economia familiare ricorrendo a specialisti. Questo si riscontra però piuttosto nei piccoli villaggi, mentre negli ospedali più grandi si ha una suddivisione per specialità. Durante le consultazioni abbiamo potuto notare che, nonostante la grossa affluenza di pazienti, il medico si prende tutto il tempo necessario per visitare e spiegare alla persona le diagnosi e le cure da seguire. Purtroppo, nella nostra realtà, questa grande disponibilità per il paziente esiste se non poco o nulla. Le persone conosciute in Togo ci hanno insegnato e trasmesso molto sulla vera ARTE del VIVERE. Quello che porteremo sempre nel nostro cuore saranno i mille sorrisi sinceri di tutte le persone che abbiamo incontrato, che così spontaneamente sorridono ed accolgono la vita tra mille problemi, con grande rispetto e gioia. Abbiamo tutti molto da imparare ancora da questa gente e siamo contente di aver potuto approfittare di un assaggio della loro grande credenza di vita.

Nei nostri ultimi viaggi in Togo abbiamo visitato alcuni villaggi sperduti nella foresta che hanno chiesto il nostro aiuto; siamo ritornati con una stretta al cuore, dopo aver visto il grado di povertà in cui sono costretti a vivere questi nostri fratelli. Abbiamo così chiesto di darci una lista di bambini, per i quali avremmo fatto in modo di trovare un’ adozione a distanza. Ora sono in attesa, perciò ritorno ad invitare tutti i nostri padrini a cercare tra parenti, amici e conoscenti, altri cuori generosi, affinché il bene che abbiamo portato finora in Togo si allarghi come una macchia d’olio, per raggiungere da fratelli il maggior numero possibile di famiglie bisognose. Basta 1.– Fr. al giorno che per noi è veramente poco. Grazie infinite per ciò che riuscirete a fare.

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Totale

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Annamaria Prati


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Associazione “Dédomé” amici di don Franck L’ arricchimento non è stato comunque solo personale, ma anche professionale. Ci siamo portate a casa un grande bagaglio di esperienze, gesti e parole, una medicina diversa dalla nostra ma molto umana. Un grazie di cuore a tutti coloro che ci hanno dato fiducia e ci hanno sostenuto in questa breve ma stupenda esperienza. Un grazie di cuore a Don Franck e Marina. Daniela e Milena

Proprio per questo è stato preparato un regolamento che non permette loro di prendere le cose alla leggera, per esempio ripetendo più volte la stessa classe o spendendo i soldi del sostegno in divertimenti. Tra i giovani studenti che erano in adozione quest’estate nove non hanno rispettato le regole e sono stati sospesi: 3 non hanno voluto continuare l’università, 4 hanno ripetuto la classe più volte e due non hanno presentato la pagella. Pure fra gli apprendisti ci sono stati alcuni cambiamenti, 8 hanno abbandonato la formazione, mentre sono ben 15 quelli che hanno portato a termine con successo il loro apprendistato, si apprestano ad entrare nel mondo del lavoro e certamente contribuiranno allo sviluppo dei loro villaggi con entusiasmo. Anche per noi questa è una grande soddisfazione e non possiamo che ringraziare voi padrini e madrine che ci avete permesso di arrivare a questo traguardo col vostro generoso sostegno. Per quanto riguarda i bambini, alcuni, con la loro famiglia hanno lasciato il villaggio per paesi più lontani, perciò non è più possibile raggiungerli. Gli altri hanno frequentato con gioia la scuola, vedendo nel contempo crescere il nuovo edificio, dove potranno poi godere di una mensa che garantirà loro almeno un pasto equilibrato al giorno. 32

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4. La solidarietà della scuola media di Mendrisio in ricordo di Marika Marika, era un’alunna che frequentava con profitto la terza media a Mendrsio e che è deceduta dopo una lunga malattia. La direzione e gli allievi della scuola hanno voluto dare un senso a questa grave perdita, organizzando una raccolta di fondi a favore della scuola di Dédomé, con un’azione intitolata: “un banco per Marika” . “ Il gruppo di lavoro che prepara le giornate finali ha deciso di proporre quest'anno un'opera umanitaria in ricordo di Marika di 3E. In collaborazione con il reparto di pediatria dell'ospedale La Carità di Locamo dove Marika ha trascorso tanti mesi, proponiamo di sostenere l'associazione "Dédomé" che opera nel Togo. Tra i vari progetti si sta costruendo il terzo edificio scolastico . Con 30.- CHF gli artigiani locali costruiscono un banco. Il nostro gesto di solidarietà permetterà di equipaggiare un'aula scolastica facendo vivere per sempre il sorriso e la generosità di Marika. Giovedì 30 aprile durante il collegio docenti la Sig.ra Santini, segretaria dell'Associazione presenterà ai docenti i dettagli. Durante il mese di maggio ogni classe si organizzerà per raccogliere i fondi. Lasciamo facoltà al docente di classe per proporre agli allievi le varie iniziative. Anche i docenti di materia possono collaborare. Martedì 9 giugno alle ore 15.30 avrà luogo la cerimonia di consegna del ricavato all'Associazione. Cordiali saluti.

Ferdinando Garzoni, vicedirettore

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sidente don Franck, che si sono recati in Togo nel mese di agosto, hanno avuto modo di incontrarli e di verificare l’andamento di questo importante progetto che grazie all’aiuto di voi padrini e madrine portiamo avanti con successo. I membri del comitato del villaggio responsabili delle adozioni a distanza, sotto l’occhio vigile del nostro coordinatore locale Don Joachim, svolgono con accuratezza, serietà e impegno il non facile compito di gestire il progetto adozioni, il cui numero è aumentato anche quest’anno di parecchie unità e richiede sempre maggior attenzione. Quando ricevono una richiesta da parte delle famiglie di dare in adozione a distanza un proprio figlio, fanno una precisa valutazione sulla situazione familiare, mettendo poi i casi più bisognosi come prioritari nella lista che noi riceviamo alcune volte all’anno a seconda delle esigenze e gli altri in lista d’attesa. Ci sono poi alcuni di loro che hanno il compito di seguire costantemente i ragazzi nei loro studi o nell’apprendi stato. Gli studenti devono partire dai villaggi per proseguire gli studi e arrivando in città sono confrontati con tante novità che possono distrarli dal loro compito: ecco allora l’importanza di ricordare loro che hanno preso un impegno nei confronti della loro famiglia e dei padrini che fanno sacrifici per dare loro un futuro migliore. 31


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6. I progetti in corso

I ragazzi e i loro docenti si sono mobilitati per raccogliere i fondi destinati a far vivere, in Africa, il ricordo di Marika e il 9 giugno scorso, nel corso di una toccante cerimonia, hanno consegnato il frutto del loro impegno, alla segretaria dell’associazione. Le parole espresse in quell’occasione da una compagna di Marika a nome di tutta la classe, sono particolarmente significative:

A. La scolarizzazione dei ragazzi Com’è bello accompagnare un bambino nella sua crescita! Adottare a distanza significa aprirsi agli altri con un gesto di solidarietà, capace di gettare un ponte tra persone, culture e mondi anche completamente diversi. Fa crescere la persona nella sua capacità d’amore caritativo e allarga cuore e mente, producendo un cambiamento di mentalità. L’adozione a distanza è un gesto di amore e non solo di generosità. È una forma di aiuto per dare a un bambino in situazione di povertà e che si trova lontano da noi, un sostegno per la sua crescita fisica, culturale e morale e per metterlo nella condizione di vivere felice e in modo dignitoso. Io, purtroppo, quest’ anno non ho

avuto il piacere di andare a trovare i nostri piccoli e giovani adottati, ma la nostra segretaria Marina Santini e il pre30

“Innanzi tutto voglio ringraziare a nome della classe tutte le persone che hanno promosso questa iniziativa. Dopo la morte di Marika (che ci ha profondamente segnati) il sentimento diffuso tra noi compagni era la tristezza. Scossi, rassegnati e privati del nostro naturale entusiasmo abbiamo faticato non poco a riprendere il regolare ritmo di lavoro. Ma grazie a questa iniziativa dal simbolico titolo "Un banco per Marika" abbiamo trovato nuovi stimoli e una ritrovata forza che pensavamo di non avere più. Ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo sistemato un tavolo in Piazzale alla Valle e abbiamo venduto torte e biscotti. Di solito lo facciamo per racimolare qualche soldo per la gita scolastica. Questa volta lo abbiamo fatto per acquistare dei banchi di scuola per l'associazione Dédomé che opera in Togo; e lo abbiamo fatto in nome di Marika. Mentre preparavamo il cartellone per la bancarella, nello scrivere il suo nome, il ricordo è volato ai giorni felici trascorsi insieme. Se Marika fosse stata lì con noi, avrebbe preso in mano situazione e pennarello e in un battibaleno avrebbe trovato il carattere e le parole giuste da scrivere. E così, guidati dal ricordo del suo entusiasmo, siamo riusciti a compiere questo piccolo gesto che permetterà a dei bambini 11


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togolesi di ricevere un'istruzione sedendo comodamente su dei banchi. Ci piace pensare che la forza di volontà e il desiderio di apprendere che animavano Marika, si possano magicamente trasmettere, attraverso questi banchi, ai bambini del Togo. E speriamo inoltre che chi effettuerà la consegna, racconti loro la storia di Marika, di quanto era forte e della grande passione che aveva per lo studio, nonostante la malattia che la indeboliva inesorabilmente. Così che possano seguire l'esempio della nostra indimenticata e indimenticabile compagna.

Quest'esperienza, secondo noi, per essere compresa appieno, va comunque vissuta in prima persona; raccontarla in poche righe è riduttivo! Consigliamo a chiunque abbia l'occasione, la voglia e il cuore di affrontare n’esperienza di questo tipo, di non pensarci due volte e di godersi pienamente l’avventura che si presenterà. Vogliamo infine ringraziare le persone che abbiamo incontrato sul nostro cammino professionale e non, perché ci hanno sostenuto nei momenti difficili e con le quali abbiamo potuto condividere momenti di gioia e divertimento (AKPELOOOO)!! In conclusione siamo contente dell'esperienza che abbiamo fatto e, senza pensarci due volte, è una cosa che rifaremmo di sicuro! Ancora un grande grazie a tutte le persone che ci hanno sostenute e accolte nel nostro percorso! Giada e Gloria

A noi resta un banco vuoto: sarà il simbolo di tutti i banchi che si riempiranno in Togo. In questo modo, anche il banco di nebbia del triste ricordo verrà spazzato via e la stella di Marika brillerà alta nel firmamento, in quella costellazione a lei cara che era quella del delfino. La classe III E La generosità dei compagni di Marika, delle loro famiglie, della La classe III E direzione e dei docenti della scuola media di Mendrisio, dei medici e delle infermiere del reparto di pediatria dell’ospedale di Locarno che si sono associati all’azione, ha consentito di raccogliere l’importante somma di CHF 8’535.– che permetterà di arredare il terzo edificio scolastico ormai giunto a tetto. Marika vivrà per sempre nel ricordo di tanti bambini togolesi e delle loro famiglie alle quali, nel corso del soggiorno estivo, è stato presentato questo progetto. Le famiglie di Dédomé, che spesso hanno conosciuto il dolore della morte di un figlio, si sentono vicini alla famiglia di Marika e hanno accolto con commozione e gratitudine questo prezioso gesto che testimonia la vittoria della vita sulla morte. Marina Santini 12

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Associazione “Dédomé” amici di don Franck Abbiamo avuto la possibilità di elaborare alcuni progetti di prevenzione con la popolazione e forma- tivi/ organizzativi con il personale che sono andati meravigliosamente in porto e abbiamo visto e vissuto molte situazioni forti che ci hanno fatto maturare e crescere in

tutti i sensi. Un’esperienza che ci ha colpito particolarmente é stato vedere il primo parto (che per tutte e due é stato proprio il primo della nostra vita). Inizialmente è stato duro, ci sono stati problemi e il travaglio stava andando per le lunghe, con sofferenza da parte della madre e del bambino. Dopo un lungo momento di agitazione, in qualche modo il piccolo é riuscito a nascere, é stato rianimato, anzi rianimata e poi é stata portata dalla madre! La soddisfazione più grande é stata poi rivedere quella splendida bambina in salute dopo un paio di mesi!

2. Esperienze estive 2009 Quest’anno due famiglie di Pregassona hanno voluto accompagnare don Franck per scoprire una nuova realtà. A loro si è aggiunta Nadia, che aveva già effettuato un viaggio in Togo l’anno scorso. Ecco le loro impressioni… ¨

Un mese in Africa

Un anno fa, dopo essere tornata dal mio primo viaggio in Togo, ho capito che cos’è il mal d’Africa: volevo tornare a tutti i costi per ripetere l’esperienza che avevo appena vissuto! Così quest’anno, a fine luglio, sono partita per passare un mese intero in terra africana! Ho vissuto l’esperienza di quest’anno in modo molto diverso dall’anno scorso, ho ritrovato cose e persone che conoscevo già e ho scoperto posti, persone e abitudini nuove. Considerato che per raccontare tutto ciò che ho vissuto in un mese mi servirebbe un libro, mi limiterò a descrivere i momenti più importanti, quelli che hanno suscitato grandi emozioni. La prima esperienza forte di questo viaggio è stata l’accoglienza a Dédomé. Appena arrivati al villaggio siamo stati vestiti con delle stoffe tradizionali e abbiamo ricevuto delle collane, anch’esse tradizionali.

Abbiamo inoltre capito in parte, la realtà che circonda il villaggio e ci siamo tolte dalla testa tanti stereotipi che ci hanno accompagnato prima della nostra partenza! Siamo riuscite a girare un po' in altri villaggi a vedere e, in parte comprendere, altre realtà, alcune delle quali ci sono rimaste impresse nel cuore e nella mente.

La cerimonia di benvenuto è una festa a cui partecipa tutto il villaggio. Mi hanno colpito molto anche quest’anno la gioia e il calore con cui la popolazione ci ha accolti! Dopo questa cerimonia abbiamo partecipato alla Messa, celebrata da Don Franck nella chiesa di Dédomé.

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È stata una giornata di festa per tutto il villaggio; noi non ci siamo tirati indietro e abbiamo ballato insieme alla gente del posto! Dopo pranzo mi ha fatto veramente molto piacere rivedere il villaggio, che abbiamo visitato a piedi. L’ospedale è una struttura molto importante per la popolazione del villaggio ma anche di tutta la regione; funziona bene grazie al sostegno dell’associazione e all’impegno del personale indigeno e penso che questo sia un aspetto molto importante! Mi ha fatto anche molto piacere vedere il cantiere della scuola dove avevo lavorato l’anno scorso: adesso la costruzione è quasi finita e la mensa potrà entrare in funzione a breve termine.

5. Uno stage in Togo: esperienza di vita! Siamo due studentesse del Dipartimento Sanità della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana e stiamo terminando la nostra formazione in cure infermieristiche. Il programma di bachelor prevede la possibilità di fare uno “stage di mobilità” dopo aver seguito un modulo formativo sulla cooperazione e lo sviluppo. Abbiamo colto al volo quest’opportunità che ci avrebbe permesso di conoscere una realtà diversa dalla nostra e, dopo alcune riflessioni, la nostra scelta è caduta sulla proposta in terra togolese, presso l’ospedale di Dédomé.

Una giornata che mi è piaciuta molto e che è stata molto interessante è stata la giornata passata a Ganvié, un villaggio che si trova in Benin e che è interamente costruito su palafitte. Mi ha impressionato molto il fatto che ci sono migliaia di persone che vivono lì e che si spostano solo con delle piccole barche!

L'esperienza vissuta in Africa é stata un qualcosa d’indescrivibile! La nostra avventura é iniziata il 26 giugno 2009: dalla nostra realtà siamo state letteralmente catapultate in un mondo ai nostri occhi strano e incomprensibile! Il primo impatto visivo é stato molto forte, e a livello emotivo, ci siamo sentite colpite nell'anima!

Una visita che mi ha colpito molto e che non riuscirò sicuramente a dimenticare è stata la visita al dispensario di Alédjo. Ero già stata l’anno scorso, ma vedere le condizioni in cui si trovano i bambini che

L'accoglienza al villaggio ci ha sorpreso e ci ha fatto vivere un bel momento ricco di mille emozioni. Abbiamo subito notato quanto la popolazione fosse accogliente e disponibile con noi!

sono lì, mi ha fatto riflettere nuovamente! Mi ha fatto ragionare soprattutto il fatto che noi abbiamo tutto, mentre i bambini incontrati ad Alédjo non hanno niente! Spesso noi non ci rendiamo veramente conto di tutte le possibilità che abbiamo qui in Svizzera. Ciò che mi fa pensare di più è che con un barattolo di latte in polvere le suore riescono a salvare la vita di due o tre bambini.

Ci é voluto circa un mese per ambientarci e integrarci in quel nuovo mondo. Abbiamo fatto molte conoscenze e nel nostro percorso abbiamo coltivato molte amicizie che ci hanno riempito il cuore!

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A livello lavorativo il primo impatto é stato duro e non sempre facile nel vedere e osservare metodi di lavoro diversi dal nostro abituale. Come per l'integrazione con la popolazione, anche sul lavoro ci é voluto circa un mese per integrarci con l'équipe, per capire il contesto, le motivazioni del loro modo di fare e, portare delle novità che potessero essere comprese ed accettate.


Associazione “Dédomé” amici di don Franck

Associazione “Dédomé” amici di don Franck

sto nel rispetto dell’ “Accord programme” firmato con il Governo nel 2004 e rinnovato lo scorso agosto per una durata di quattro anni. Queste realizzazioni, indispensabili allo sviluppo delle nostre regioni, sono state possibili perché Lei l’ha voluto e l’ha permesso. Accolga la nostra profonda riconoscenza! Un grazie speciale e personale, Eccellenza, per aver accettato di accogliere i nostri ragazzi che sono venuti in Svizzera in giugno 2007. Sono tornati e, con la somma raccolta, hanno permesso la ristrutturazione del primo edificio scolastico che La invitiamo a visitare fra un istante. La ringraziamo per la Sua dedizione e la Sua disponibilità verso i nostri preti missionari in Svizzera e non possiamo concludere senza domandare a Dio che sonda i cuori, di colmarLa al di là di ogni Sua attesa e di farLe trascorrere un felice e sereno soggiorno in Togo.” Sia lodato Gésù Cristo!

L’esperienza di Alédjo è sempre un’esperienza molto forte e non è per niente facile essere realisti: si vorrebbe poter aiutare tutti i bambini che hanno bisogno, anche sapendo che ciò non è possibile! Un altro momento molto intenso di questo viaggio è stata la festa per il 15 agosto. Siamo andati a Dakro-Konso, il villaggio di Monsignor Balloong. È un piccolo villaggio, raggiungibile solo seguendo per un paio d’ore una pista, dove non c’è né elettricità né acqua corrente; abbiamo portato noi un generatore per poter avere luce almeno in chiesa, durante la veglia. Ci hanno accompagnato i ragazzi della fanfara e della corale di Dédomé, che hanno suonato e cantato sia durante la veglia che durante la Messa. La veglia è stata un’esperienza indimenticabile! All’inizio della serata ero stanchissima e non ero sicura di volervi assistere. Visto che non avevo mai partecipato a una veglia in Togo ho deciso di andarci lo stesso e alla fine ho ballato fino al mattino presto! È stata una bella esperienza, mi ha colpito molto il fatto che la gente ha iniziato spontaneamente a ballare! Anche la messa a cui abbiamo partecipato la mattina dopo è stata bellissima. Anche qui la gente ha partecipato spontaneamente e con entusiasmo! Sono stati due giorni di festa per tutti!

Durante le giornate che ho passato al villaggio ho cercato di fare le foto ai ragazzi e ai bambini che sono adottati a distanza. Non sono riuscita a fare la foto a tutti, perché alcuni 26

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Associazione “Dédomé” amici di don Franck erano in vacanza da parenti, ma mi ha fatto piacere vedere come si impegnano a scuola. È stato un soggiorno molto intenso, le quattro settimane sono volate e, visto che dal mal d’Africa non si guarisce, ripeterò sicuramente quest’esperienza! Nadia Santini

¨ Il donare rende Uomini e Donne divini

Nel mese di agosto di quest’anno due famiglie della Parrocchia di Pregassona hanno desiderato accompagnare Don Franck in Togo. Le due famiglie erano composte dai rispettivi genitori e da tre figli ciascuna dai 4 ai 21 anni. Siamo partiti il 30.07.09, iper vaccinati, con pochi vestiti, molti medicinali e tanta curiosità di scoprire il mondo degli amici togolesi che in questi anni ognuno di noi, in diversi modi, aveva contribuito ad aiutare tramite l’associazione Dédomé. Era giunto il momento di poter toccare con mano lo stato d’avanzamento del progetto. Ciò che abbiamo visto e conosciuto è andato aldilà di ogni nostra immaginazione: non c’è televisione, libro, documentario o racconto che possa sostituire la testimonianza diretta. Abbiamo trovato un paese distrutto da 16

Le adozioni a distanza per promuovere l’educazione e la formazione professionale, l’elettrificazione del villaggio nel 2002, la creazione di una biblioteca per gli allievi e gli studenti della regione, l’approvvigionamento in acqua di Dédomé e Koutoukpa che dista 2 Km, la costruzione del Centro Medico Sociale, aperto il 24 dicembre 2004 con il Decreto Ministeriale n° 0092/2004/MS/CAB/DGS ed elevato al rango di ospedale nel 2008. Oggi, questa struttura è diventata un punto di riferimento regionale per le vaccinazioni e, a partire dall’anno prossimo è inserita nel programma nazionale di lotta contro l’AIDS. Non possiamo dimenticare l’organizzazione di un’aula informatica al liceo S. Albert di Atakpamé, la dotazione di materiale informatico degli uffici della Prefettura d’Amou e dell’università di Kara, il dono di medicamenti e vestiti ai dispensari di Aledjo, Nyile, Adjassiwoewoe e quello di due ambulanze all’ospedale di Amlamé e Dapaong, nel Nord del Togo, gli interventi in ambito sanitario, agricolo, la costruzione di un edificio con sala riunioni e mensa scolastica, la costruzione di una cappella all’interno dell’ospedale , quella della camera mortuaria attualmente in corso, sono alcune delle realizzazioni palpabili dell’ONG Dédomé, come simbolo di condivisione con i popoli più bisognosi e demuniti e que25


Associazione “Dédomé” amici di don Franck

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“Eccellenza Monsignor Piergiacomo Grampa, Vescovo di Lugano, Eccellenza Monsignor Nicodème Barrigah-Benissan, nostro reverendo Vescovo, Reverendi Vicari episcopali, Autorità religiose, tradizionali, civili e militari, cari fratelli e sorelle in Cristo, sia lodato Gesù Cristo! Dopo Agadji e Ayomé, Dédomé e tutta la sua comunità cristiana sono onorati di accogierLa con gioia. Monsignore, è di vero cuore che prendo la parola, a nome della nostra comunità cristiana e di quelle dei villaggi vicini, per porgere il benvenuto a sua Eccellenza. Grande è la nostra emozione e ci mancano le parole per esteriorizzare i sentimenti che ci abitano in questo giorno. Salutiamo con interesse e riconoscenza la Sua visita in Togo, nella diocesi d’Atakpame in generale e in particolare nella parrocchia S. Agostino di Agadji. La Sua visita ci ricorda un proverbio locale che recita” quando si ama qualcuno, si fa di tutto per conoscere la sua casa”. Grazie per tutto quello che Lei è, e fa, per i nostri fratelli preti missionari nella Sua Diocesi. Dédomé, villaggio natale di Suo figlio don Franck, è un villaggio di preti e religiose. Conta in totale dieci suore e quattro preti, dopo il ritorno alla casa del Padre celeste dei due primi sacerdoti. La prima religiosa, suor Maria Goretti Mawuena della Congregazione delle suore di Nostra Signora della Chiesa, ha celebrato le nozze d’oro nell’agosto 2008. La seconda, suor Salomè Essessi-Otto della Congregazione delle suore di Nostra signora della Santissima Trinità, assapora il suo quarantottesimo anno di vita religiosa. Le altre sono sparse in diverse Congregazioni in Africa e in Europa. Don Pierre Otto-Essessi è stato chiamato alle nozze eterne l’8 settembre 2005, dopo ventun anni di vita sacerdotale, ed è stato seppellito come fondamento della nuova Chiesa che è in progetto di costruzione. Don Giuliano Wokounou l’ha seguito tre anni dopo, il 21 settembre, dopo quattordici anni di ministero. Li raccomandiamo alle Sue preghiere e Le chiediamo una breve visita sulle loro tombe. Eccellenza, la popolazione di Dédomé, unita al suo Vescovo Monsignor Nicodème, coglie questa opportunità per esprimerLe la sua riconoscenza e gratitudine per la Sua costante paterna sollecitudine e per aver permesso a don Franck e ai suoi amici dell’ONG Dédomé, di realizzare i numerosi progetti umanitari e di promozione economica nel villaggio e in tante altre regioni, progetti centrati sui bisogni dei rispettivi abitanti. 24

oltre 10 anni di dittatura e di embargo da parte dell’ONU dove tutto è da fare o da rifare. Il Togo, schiacciato tra due grandi paesi quali il Ghana e il Benin, solo adesso comincia a rialzare la testa. Il viaggio fisico è andato in parallelo, per ognuno di noi, ad un processo di progressiva comprensione della realtà così forte, potente, dura e così diversa dalla nostra. Abbiamo percorso strade piene di buchi e fosse da sembrare appena bombardate, abbiamo visto villaggi dove migliaia di persone vivono letteralmente in capanne di mattoni di fango e tetti di paglia dove la povertà è totale e assoluta, senza nessuna forma igienica. Abbiamo visto bambini prematuri o denutriti con piaghe aperte e vive dovute alla mancanza di vitamine e proteine, bambini di 3 anni che pesavano appena 5 Kg in luoghi dove il latte non arriva. Abbiamo visto dispensari dove le persone vengono

assistite senza che vi siano né letti né medicine. La prima reazione da occidentali davanti a tutto questo è stata di rabbia: “perché non si danno una mossa, potrebbero fare di più”, “tutti gli aiuti sono gocce di rugiada in questo mare di bisogni primari ed essenziali da soddisfare”; ti cadono le braccia e istintivamente abbiamo avuto due diverse reazioni: “Facciamo le cose come diciamo noi! Lasciamo perdere tutto non vale la pena sprecare tutta questa energia!” 17


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Nel frattempo i nostri bambini giocavano insieme ai loro amici Neri con spontaneità e simpatia e tutti noi abbiamo vissuto insieme alla popolazione togolese. Don Franck ci osservava in queste nostre prime reazioni emotive e semplicemente sorrideva sornione e senza dirlo espressamente ci chiedeva “tempo” prima di formulare giudizi e ogni sera, nella pace della savana che ci circondava, ci trasmetteva, con poche parole, il sapere del proprio popolo, la propria cultura, le proprie tradizioni, il perché di tante differenze.

3. Sua Eccellenza Monsignor Piergiacomo Grampa visita Dédomé

Lentamente abbiamo iniziato a capire mentre progressivamente metabolizzavamo tutto ciò che ci bombardava gli occhi e la mente. Tutti insieme domenica 2 agosto siamo andati al villaggio di Dédomé dove abbiamo ricevuto un’accoglienza secondo la grande trad izion i african a d ove l’emozione ci ha colpiti nel profondo. Un popolo che non può trasmettere la sua riconoscenza se non con la gioia, il sorriso, la voglia e il desiderio di fare “festa”

Dal 22 settembre al 2 ottobre la Conferenza episcopale svizzera si è recata in Togo per incontrare la locale Conferenza episcopale. Ogni Vescovo svizzero ha avuto l’occasione di conoscere una diocesi togolese. Monsignor Piergiacomo Grampa è stato accolto da Monsignor Nicodème Barrigah, Vescovo di Atakpamé, diocesi da cui provengono i preti togolesi che esercitano il loro ministero in Ticino. Nel corso del suo soggiorno si è recato in diversi villaggi tra i quali Agadj, Ayomé e Dédomé, dove ha potuto visitare i progetti pro-

mossi dall’associazione. Nel suo discorso ha esortato le diverse collettività a collaborare per promuovere il bene dei più poveri.

insieme. Lì abbiamo partecipato alla più bella e intensa Messa della nostra vita: tre ore di preghiera, di canti, di balli e di tanta gioia per il solo fatto di essere tutti insieme intorno alla Tavola del Signore per poter condividere il poco o il molto che ognuno ha. A Dédomé abbiamo potuto constatare l’avanza mento dei lavori della nostra ONG: .oggi quasi 3'000 persone (Dédomé e il villaggio di Kotoukpa) hanno l’acqua potabile davanti alle proprie capanne: primo passo essenziale per

Il Vescovo di Lugano è stato accolto a Dédomé dalle autorità religiose, civili, tradizionali e da tutta la popolazione. Il signor Rémy Essessi ha pronunciato il seguente discorso di benvenuto:

poter garantire un minimo d’igiene; 18

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nostre famiglie hanno ringraziato in particolare Don Franck e la signora Santini per tutta l’energia e il tempo (il bene più prezioso) che hanno dedicato e dedicano a questo grande progetto; ciò che ognuno di noi non può far mancare è il suo piccolo o grande sostegno: il donare è veramente ciò che ci rende Uomini e Donne divini.

. l’ospedale, con la presenza del Dottor Richard, è una struttura efficiente che sta diventando sempre più punto di riferimento sanitario di qualità nella regione e dove si è in procinto di inaugurare la sala operatoria; . le scuole si stanno allargando e si sta ultimando la costruzione della mensa. Con grande gioia oggi possiamo dire che pressoché tutti i ragazzi del villaggio ora vanno a scuola grazie all’immenso sforzo delle adozioni a distanza. Tutto questo è un miracolo: ciò che all’inizio sembrava impossibile, oggi si sta realizzando e l’ONG

Alessia Stopper Dal Prof. Tekou

sta soddisfacendo i bisogni primari di una parte ma importante rappresentanza della popolazione togolese: acqua, assistenza sanitaria, scuola. Prossimi passi?: preparazione professionale per i ragazzi talentuosi affinché siano loro stessi esempi positivi per il proprio popolo, riescano ad assumere le proprie responsabilità contribuendo a far maturare una popolazione in autonomia e crescente autostima. L’ONG non si è fermata però al villaggio di Dédomé, sempre tutti assieme siamo andati ad ADJASSIWOEWOE a portare letti, materassi e medicine affinché il loro dispensario possa riiniziare a vivere offrendo una prima essenziale assistenza sanitaria. E’ indescrivibile la gioia dei 4 villaggi riuniti per accoglierci; grazie a questo comune obiettivo hanno superato le profonde di22

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scordie che fino ad oggi li dividevano. Sempre insieme siamo andati ad ALEDJO, al nord del Togo, in un dispensario tenuto da suore francesi dedicato ai bambini prematuri e denutriti dove abbiamo portato un rifornimento di latte artificiale essenziale per i bambini affetti da grave dissenteria e che permette loro di far fronte alle necessità di latte per il prossimo anno; questo impegno l’ONG se lo è assunto annualmente.

rezza notturna degli agenti destinati a mantenere e vigilare l’ordine sulle strade.

Abbiamo portato i nostri abbracci, ma ancor più ne abbiamo ricevuti, nello orfanotrofio di NOTSE, dove canti e balli ci hanno accolto senza sosta. Naturalmente, tutti questi sforzi, quale ONG, non Dal medico regionale

Tutte queste presenze permettono all’ONG di accrescere la propria visibilità sottolineandone la serietà, la professionalità e l’effettivo avanzamento degli ambiziosi progetti che si è posta di realizzare. Quale tesoro ci siamo portati a casa? Prima di tutto un accresciuto rispetto e comprensione di una diversa cultura, con le sue radici, tradizioni e i suoi tempi di sviluppo ma al

contempo un accresciuto e rafforzato rispetto anche verso la nostra cultura e il potenziale di intervento a nostra disposizione. Al centro di tutto è L’Uomo e sicuramente oggi non potremmo mai più far finta che tanti nostri fratelli, solo per il fatto di essere nati in posti diversi, abbiano bisogno del nostro rispetto e del nostro aiuto (ognuno secondo le proprie possibilità e desideri), un aiuto che permette loro di soddisfare oggi dei bisogni primari di sopravvivenza. Abbiamo avuto il privilegio di incontrare un popolo umile, nel riconoscere il suo bisogno di aiuto,

sarebbero efficaci se non fossimo presenti su un altro fronte: quello istituzionale. Ciò che abbiamo appreso è stata l’ importanza fondamentale di presentarci formalmente e regolar-

mente alle diverse autorità: la polizia locale, l’ufficio delle dogane, il ministero della sanità, Il ministero della sicurezza nazionale; a quest’ultimo in particolare l’ONG ha donato 600 gilet per la sicu20

ma al contempo fiero perché consapevole del proprio valore umano, della propria capacità di accogliere e amare e abbiamo potuto confermare che gli aiuti forniti dall’ONG sono concreti, reali ed estremamente virtuosi. Durante l’ultimo pranzo condiviso, le 21


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DEDOME Giornalino N 13 dicembre 2009 by Associazione DEDOME - Amici di don Franck - Issuu