Associazione “Dédomé” amici di don Franck
Associazione “DEDOME “ Amici di don Franck Riconosciuta di pubblica utilità, membro FOSIT, riconosciuta quale ONG in Togo
IL GIORNALINO Numero 11 Dicembre 2008
Presidente:
Don Franck Koffi Essih Via Terzerina 1 6963 Pregassona Segretariato: c/o Marina Santini Via ai Platani 6 CH - 6943 Vezia CCP 65 - 750182-5 IBAN: CH71 0900 0000 6575 0182 5 BIC: POFICHBEXXX www.dedome.org 28
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Indice
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c. Le cooperative agricole
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1. Discorso di benvenuto della popolazione di Dédomé agli amici svizzeri 2. Impressioni ed esperi enze di viaggio: estate 2008 ¨ La mia prima esperienza in Togo ¨ La serietà è pagante ¨ Appunti di viaggio ¨ Un’intensa esperienza che chiede risposte concrete di solidarietà
3. Manifestazioni di solidarietà per l’associazione 4. I progetti in corso a. La scolarizzazione dei ragazzi attraverso le adozioni distanza, la costruzione di un nuovo edificio scolastico e della mensa b. La promozione della salute grazie all’attività dell’ospedale c. Le cooperative agricole
Anche quest’anno, come gli anni precedenti, i contadini hanno voluto dimostrarci la loro riconoscenza offrendoci i doni della terra. Un momento di festa, con canti e danze ai quali si sono associati i volontari presenti.
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La rappresentante delle donne ha ringraziato le delegazione svizzera e l’associazione che ha permesso loro, con i contributi versati, di ottenere un buon raccolto. Il trattore è stato utilizzato per arare i campi, evitando un’importante fatica a uomini, donne e giovani.
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A causa delle piogge, non abbiamo potuto recarci nelle risaie e una volta ancora ci siamo resi conto di quanto sia importante poter fornire ai contadini degli stivali di gomma che li proteggano dalle malattie e dalle ferite. La generosità di molti benefattori ha permesso di raccogliere la somma necessaria alla realizzazione della piantagione di palme. I contadini stanno scegliendo il terreno e hanno espresso la loro felicità per questo importante dono che permetterà loro, a lungo termine di approfittare di tutte le componenti di questa preziosa pianta, che dà il nome al villaggio. Il lavoro della terra è fondamentale per la popolazione locale e i progetti per sostenerlo si inseriscono nella vita quotidiana, dando alle famiglie la prospettiva di un’entrata sicura che permetta di garantire un minimo giornaliero per la sussistenza. Don Franck
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prietari del terreno che verrebbe così ceduto all’associazione per la costruzione di questa importante opera che deve garantire l’igiene nello smaltimento dei rifiuti ospedalieri. All’ospedale si registrano regolarmente delle nascite, grazie all’ impegno profuso dalla levatrice e dalle levatrici tradizionali. Nel corso del soggiorno dei volontari si è svo lta a nch e quest’anno la cerimonia del battesimo di una parte dei bambini nati a Dédomé, momento vissuto molto intensamente da tutti. I bambini e le loro mamme sono seguiti mensilmente all’ospedale dove continua il programma mensile di vaccinazione e di formazione su temi legati alla salute dei bimbi e della famiglia: alimentazione, prevenzione di epidemie, igiene, contraccezione,…. Il generatore installato lo scorso anno si è rivelato uno strumento prezioso per far fronte alle ancora frequenti sospensioni di corrente, garantendo la sicurezza dei pazienti e il personale esprime tutta la sua riconoscenza a chi ha promosso questa iniziativa. La popolazione di Dédomé è cosciente dei privilegi di cui gode grazie alla presenza dell’ospedale. Diversi anziani hanno chiesto udienza a don Franck per esprimergli la loro gratitudine per questa opera che evita spostamenti e spese supplementari agli abitanti del villaggio. Una riconoscenza che non possiamo che trasmettere a tutti voi che sostenete questo progetto. Un GRAZIE che rinnoviamo, con la speranza di poter contare ancora sulla vostra generosità, per continuare a promuovere un migliore stato di salute per tutta la popolazione della regione, dandole una speranza in un futuro migliore. Marina Santini 26
Signora Presidente della delegazione, signor Prefetto d’Amou, reverendo don Franck, presidente dell’ONG Dédomé, cari amici svizzeri, reverendo don Gioacchino, coordinatore locale dell’ONG Dédomé, onorevoli membri del comitato cattolico di Dédomé, onorevoli capi tradizionali e notabili, egregio capo della gendarmeria d’Amlamé, cari amici e simpatizzanti di Dédomé venuti da vicino o da lontano, cari fratelli e sorelle in Cristo, se luglio e agosto sono di regola i mesi delle grandi piogge, sono anche, per noi, popolazione di Dédomé, dei momenti di gioia, allegria, incontri e scambi d’idee. Sì, cari amici svizzeri, la nostra gioia è immensa e la vostra visita tra noi ogni estate è il segno evidente di questo mischiarsi delle culture e delle civilizzazioni tra la Svizzera e il Togo in generale, tra il Ticino e Dédomé in particolare. Grazie per aver osato, a vostro rischio e pericolo, questo lungo e faticoso viaggio, per venire a trovarci, qui a Dédomé. Cosa potremo darvi in cambio, se non la nostra gioia e la nostra di3
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sponibilità ad essere al vostro fianco durante il vostro soggiorno? E lei, don Franck, sappiamo quanto sia pesante la croce che porta. Sia persuaso che è il compimento di quanto manca alla Passione di Cristo per la salvezza delle anime alle quali ha deciso di sacrificare tutta la sua vita. Allora, non possiamo che dirle grazie per tutto e augurarle coraggio in questo apostolato. A voi tutti cari amici: Sandra Santini, Mileti Udabotti, Annamaria Prati, Giuseppe Gallucci, Giorgio Rigamonti, Franco Delucchi, Nadia Santini, Monica Pozzi, chiediamo di essere dei nostri e di sentirvi come a casa vostra. E a voi tutti amici e simpatizzanti dell’ONG Dédomé, venuti da orizzonti diversi, auguriamo: Bienvenue! Well come! Willkommen! Bonarivento! Miawoezon! Ami asè o!
Da parte nostra contiamo di veder ridurre nel tempo l’impegno finanziario dell’Associazione con l’aumento dell’autofinanziamento dell’ ospedale, così da liberare risorse per altri progetti mirati. Nel corso del soggiorno abbiamo valutato in modo accurato gli strumenti e le modalità di gestione della struttura e possiamo affermare che i risultati sono positivi. Abbiamo dato al personale alcune indicazioni per razionalizzare il lavoro amministrativo e di gestione della farmacia, ma nel complesso siamo soddisfatti dei risultati raggiunti e convinti della necessità di continuare a sostenere con entusiasmo e fiducia questo importante progetto. Anche in Togo il costo dei medicamenti è aumentato e malgrado l’acquisto di prodotti generici in loco presso grossisti, le spese legate a questa voce contabile sono significative. Per questo motivo ogni dono in questo ambito è particolarmente gradito ed apprezzato. Anche per questo aspetto non possiamo che contare sulla vostra generosità. Un obiettivo importante che vogliamo raggiungere entro la prossima primavera, è la costruzione dell’inceneritore, già annunciata lo scorso anno. Il ritardo è dovuto al fatto che, nella tradizione del villaggio, ogni famiglia è tenuta a regalare il terreno dove deve sorgere un’opera al servizio di tutta la popolazione. Ora, come dappertutto, questa tradizione pone dei problemi quando la famiglia è numerosa, i vari membri non abitano tutti al villaggio e non tutti condividono pienamente le tradizioni. Le discussioni si sono protratte per diversi mesi, ma finalmente sembra che si possa giungere ad un accordo tra i vari fratelli pro -
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b. La promozione della salute grazie all’attività dell’ospedale
1. Impressioni ed esperienze di viaggio: estate 2008
Il centro medico sociale di Dédomé, riconosciuto, lo scorso mese di aprile come ospedale dal Ministero della salute, continua la sua attività al servizio della popolazione.
Anche quest’anno nove volontari, accompagnati da don Franck, hanno deciso di trascorrere due settimane delle loro vacanze in Togo, con lo scopo di scoprire una nuova realtà o di ritrovare vecchi amici e valutare i progetti in corso. Alcuni di loro condividono le loro impressioni, riflessioni, esperienze ed emozioni.
Da segnalare, alcuni avvicendamenti tra il personale: il dr. Happy Agoudavi, presente dall’apertura della struttura, ha ottenuto una borsa di studio per un perfezionamento negli Stati Uniti ed è partito il 15 giugno. L’assenza del medico ha avuto come conseguenza una certa diminuzione dell’affluenza nei mesi di luglio e agosto, ma la consultazione garantita una volta alla settimana dal medico dipartimentale, l’arrivo di un medico assistente, Dr. Gabriel, il 18 agosto e l’arrivo di un nuovo medico, dr. Richard Midokpo nel corso del mese di ottobre ha riportato l’affluenza alle cifre di inizio anno. La prossima messa in funzione del secondo edificio (ritardata per permettere la costruzione di un secondo piano con alcune camere per il personale e per i volontari), richiede il potenziamento del personale infermieristico e un secondo infermiere ha iniziato a lavorare in ottobre. Attualmente sono 23 le persone impiegate all’ospedale. Nei prossimi mesi é previsto l’arrivo di un direttore amministrativo, di uno studente al quarto anno di formazione in chirurgia, di un’anestesista e di un tecnico in radiologia. Un’importante gruppo di persone al quale l’associazione deve assicurare il salario mensile per un totale di CHF 3’500.– che corrisponde ad una massa salariale annua di CHF 42’000.-. Una cifra importante, ma necessaria per garantire alla popolazione della regione il minimo delle cure a cui ogni individuo dovrebbe avere diritto. Un impegno morale preso, che potremo assicurare solo grazie al sostegno regolare dei nostri amici e benefattori. 24
¨ La mia prima esperienza in Togo Ciao a tutti, mi chiamo Nadia, sono una ragazza di diciotto anni e ho finito il liceo in giugno. Alcuni anni fa, vedendo le fotografie scattate dalla mia nonna durante un viaggio con Don Franck, ho deciso che mi sarebbe piaciuto vivere un’esperienza simile. Ma tra il volere e l’andare veramente, per una studentessa, ci sono di mezzo i costi del viaggio! Per questo motivo l’estate scorsa ho lavorato quasi tutte le vacanze. Alla mia età è stata una grande soddisfazione poter sostenere con i propri mezzi un progetto simile. Attraverso la presentazione di viaggi precedenti e i contatti con l’ associazione, immaginavo già in parte la realtà che avrei potuto trovare in Togo. Il fatto di aver conosciuto personalmente i ragazzi e i bambini che sono stati qui in Ticino, l’anno scorso, per il “Cuoricino d’oro” mi ha aiutato a capire un po’meglio il loro modo di vivere e di affrontare i loro problemi. Finalmente, il 23.07.2008, partenza! Dopo un lungo viaggio siamo arrivati a Lomé, la capitale del Togo. È una città a dir poco caotica, il traffico è molto intenso e non ci sono regole da seguire. La cosa mi ha colpito molto, penso perché sto facendo scuola guida qui in Svizzera. 5
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Nei due giorni che abbiamo trascorso a Lomé abbiamo fatto visita ad alcune autorità. Siamo andati a trovare anche il Console svizzero, con il quale abbiamo discusso soprattutto della situazione del paese. Due giorni dopo siamo partiti alla volta di Hiéatro, casa nostra per le due settimane seguenti. Il viaggio è stato abbastanza avventuroso, le strade non sono asfaltate dappertutto e dove c’è l’asfalto i buchi non mancano… A Hiéatro siamo stati accolti molto calorosamente dalla famiglia di Vitus, il nostro autista. Io personalmente mi sono sentita come a casa. Al villaggio di Dédomé non potevamo ancora recarci, visto che non eravamo stati accolti secondo le usanze tradizionali. Ne abbiamo quindi approfittato e siamo andati a visitare il villaggio di Hiéatro. Abbiamo visto cose che qui in Svizzera non ci immaginiamo nemmeno più come, per esempio, un mulino o la gente che va a prendere l’acqua per la casa al pozzo. Il giorno dopo il nostro arrivo siamo stati accolti dalla popolazione di Dédomé. Appena siamo scesi dal pullmino le donne del villaggio ci sono venute incontro per avvolgerci in particolari stoffe tradizionali e per metterci al collo delle collane antiche. In seguito c’è stata la cerimonia di accoglienza, celebrata dagli anziani del villaggio. Dopo essere stati accolti abbiamo partecipato alla messa, celebrata da Don Franck. Per me è stata una messa bellissima. È durata quasi tre ore, ma nessuno di noi se ne è accorto, perché l’ambiente era molto allegro. Il momento più bello di tutta la messa è stato durante l’offertorio. Tutti hanno fatto la loro offerta ballando, e noi non ci siamo sicuramente tirati indietro! Dopo pranzo abbiamo visitato il villaggio. Una tappa importante di questa visita è stata sicuramente la scuola, rinnovata grazie ai soldi 6
Al villaggio di Dédomé dallo scorso anno ci sono state delle novità: con tanto entusiasmo i ragazzi ci hanno mostrato come è diventata accogliente la lo ro scu o la . L’avevamo lasciata un anno fa senza tetto e con i muri da riparare e quest’anno l’abbiamo trovata tutta risistemata: muri rifatti, tetto nuovo, con un bel portico sul davanti, tinteggiata di rosa e di verde. Accanto a questo edificio, avremmo dovuto vedere già a buon punto un secondo stabile, ma purtroppo la mancanza di cemento in tutto il Togo, non ha permesso l’avvio dei lavori in primavera. Abbiamo così assistito allo scavo e alla costruzione dei primi mattoni. Un colpo di fortuna ha permesso di trovare, in agosto, 20 tonnellate di cemento e ora si sta lavorando sodo per consegnare a ragazzi e docenti la nuova costruzione entro la primavera prossima. Vedremo realizzate altre due aule, una mensa, un locale multiuso, una biblioteca, un locale docenti e i servizi. Queste sono le gioie della vita!! Grazie infinite a tutti coloro che ci hanno sostenuti in questo progetto. Annamaria Prati 23
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Purtroppo non abbiamo la soddisfazione di garantire a tutti i ragazzi un’adozione, ma grazie alla cassa comune e alla solidarietà delle famiglie del villaggio, in caso di necessità anche altri bambini possono essere aiutati. Per garantire a tutti i ragazzi e giovani l’istruzione e una formazione professionale abbiamo ancora bisogno del vostro sostegno attraverso nuove adozioni.
raccolti dai ragazzi che sono venuti in Ticino l’estate scorsa. I bambini di Dédomé ora possono andare a scuola anche quando piove!
La situazione delle adozione a distanza ha avuto in questi primi mesi del 2008 una bella evoluzione con ben 48 nuove adozioni. Siamo veramente molto felici di sapere che tante persone hanno posto fiducia nella nostra associazione, accogliendo i nostri progetti. Ringrazio di cuore tutti coloro che entusiasti della loro esperienza la trasmettono ad altri, permettendoci di allargare i nostri orizzonti e di sentirci sempre di più una grande e unita famiglia. In dettaglio la situazione si presenta come segue:
Bambini piccoli da 0 a 5 anni
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Bambini Scuola Elementare
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Ragazzi Scuola Media
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Apprendisti
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Apprendisti all’anno di stage Studenti al Liceo
dal paesaggio che abbiamo visto lungo il tragitto. Ci sono degli alberi enormi, i baobab, che spuntano come giganti dalla vegetazione. Dopo un’ora di viaggio su una pista in mezzo alla savana abbiamo raggiunto il villaggio. Anche qui mi ha colpito molto l’accoglienza. Era da dieci anni che gli abitanti non vedevano un yowo, un bianco! Siamo stati fatti sedere su delle sedie messe apposta per noi in una radura, che si potrebbe paragonare ad una piazza. Tutto il villaggio era presente e i diversi gruppi etnici facevano quasi a gara per mostrarci i loro balli. Ancora una volta, mi ha colpito il fatto che dappertutto vengono ancora seguite le tradizioni. Vorrei ora raccontarvi ancora di due esperienze che mi hanno dato molto.
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Una è stata la visita alle suore di Aledjo. È stato molto toccante vedere questi bimbi, nati prematuri o denutriti. E pensare che basterebbe solo un po’di latte speciale (AL 110) ….. Lì ho davvero capito quanto siamo fortunati. Nonostante il dramma che ognuna di queste mamme stava vivendo, hanno cantato e ballato per noi. È stata un’esperienza molto intensa, dalla quale ho imparato molto.
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Studenti all’ Università
8 Totale
È stata una giornata molto intensa, e il tipo di accoglienza mi ha colpito veramente molto. Il giorno successivo siamo andati a visitare il dispensario di Nyile, un piccolo villaggio. Sono rimasta imp ression at a
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Associazione “Dédomé” amici di don Franck quanto fate per le loro famiglie. I nostri collaboratori e i docenti del villaggio ci hanno confermato come in questi anni l’esito scolastico sia andato sempre migliorando, i ragazzi, grazie all’adozione, sono stimolati a dare del loro meglio e praticamente non c’è quasi più nessuno che ripete la classe.
La seconda, è stata la giornata che ho passato sul cantiere della scuola. Ho voluto contribuire anch’io alla costruzione del nuovo edificio scolastico e così, assieme ad un altro yowo del gruppo, Franco, mi sono presentata al cantiere. L’unica cosa che riuscivo a fare era portare la sabbia agli operai, visto che i mattoni erano troppo pesanti per me. Ho dovuto imparare a portare dei secchi pieni di sabbia sulla testa, un’azione per niente facile per noi Europei! Ci siamo divertiti veramente tanto! Alla sera ero stanchissima, ma soddisfatta. Avevo concretamente aiutato il villaggio di Dédomé. Un momento che per me ha significato molto è stato quando sono stati celebrati i battesimi. Sono diventata la madrina di una bimba nata una settimana prima! È stato bellissimo e molto emozionante. Dopo due settimane la mia prima esperienza in Togo è finita e posso assicurarvi che è stato difficile lasciare questo paese. È stato duro anche arrivare in Svizzera e doversi riabituare ai ritmi e ai modi di vita europei. Sicuramente ripeterò questa esperienza che mi ha insegnato e dato moltissimo! Nadia Santini 8
È pure stato fatto un incontro con tutti gli adottati e le loro famiglie, durante il quale è stato presentato il regolamento insistendo soprattutto su alcuni punti: l’adozione a distanza vuole essere un aiuto per il ragazzo e la sua famiglia, ma non è un diritto acquisito, perciò essa comporta impegno costante da parte del ragazzo nello studio e nella collaborazione all’aiuto allo sviluppo del villaggio. La famiglia rimane la prima responsabile della scolarizzazione e della formazione professionale dei propri figli; l'associazione garantisce attraverso un padrinato una risposta concreta alle esigenze specifiche di un bambino, affiancando la famiglia ma non sostituendosi ad essa. Le famiglie del villaggio hanno accettato e apprezzato il nuovo regolamento che permette loro di continuare ad avere autorità anche sui figli più grandi, alcuni deiquali pensavano di poter gestire i loro soldi come volevano ed evitare così di dipendere dai genitori. 21
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4. I progetti in corso
¨ La serietà è pag ante
a. La scolarizzazione dei ragazzi attraverso le adozioni a distanza e la co struzione di un nuovo edificio scolastico e della mensa Adozione a distanza: sarete felici in due! Durante l’estate ho avuto la gioia di rivivere in Togo, per un periodo di due settimane, l’emozione di incontrare tanti bambini e ragazzi aiutati dal progetto “adozione a distanza” della nostra associazione. È incoraggiante vedere come questi ragazzi sanno esprimere la loro gratitudine per il sostegno che portiamo loro e con quale entusiasmo chiedono notizie dei loro padrini. I più grandicelli ricordano i loro nomi e sono contenti di ricevere informazioni su come va qui da noi. Purtroppo non ho il piacere di conoscere personalmente tutti i padrini della nostra ormai grande famiglia, così non ho potuto accontentare tutti nelle risposte alle domande che mi sono state fatte. Tutti hanno desiderio di conoscere i propri padrini sostenitori almeno attraverso una foto, gradirei perciò chiedere a coloro che non l’hanno ancora fatto di inviare al proprio ragazzo una vostra fotografia, affinché possano sentirvi ancora più vicini. Ritengo che adottare un bambino è molto semplice ma, al tempo stesso deve essere frutto di una profonda riflessione anche a livello familiare. Diven-
A due anni di distanza dalla nostra prima esperienza, quest’estate siamo tornati in Togo. Come sempre l’impatto con la realtà africana è toccante, intenso, carico di emozioni per descrivere le quali le parole non bastano. Semplicemente: un ritorno a casa. A differenza di due anni fa, questo nuovo viaggio è partito con delle aspettative e con degli obiettivi più mirati, tra i quali constatare sul posto l’evolvere dei progetti dell’ONG e dare un sostegno alla soluzione di alcuni problemi organizzativi.
ta infatti un modo altamente educativo e formativo coinvolgere in questa iniziativa anche i bambini che hanno così occasione di apprendere il valore di una gioiosa condivisione con i loro fratellini lontani. Ho incontrato pure parecchi genitori, anche da parte loro vi giungono i più sentiti ringraziamenti e la benedizione di Dio Padre per tutto
Come per tutti i progetti con obiettivi di medio e lungo periodo, vi sono infatti momenti nei quali è importante fare delle verifiche, apportare qualche correttivo e soprattutto rimotivare le persone coinvolte, che potrebbero accontentarsi dei risultati parziali raggiunti. Una volta giunti in Togo ci siamo potuti rendere conto della serietà del lavoro svolto: infatti la situazione a Dédomé, soprattutto per l’aspetto sanitario e scolastico, è notevolmente migliorata. Il lavoro svolto sul posto dai membri del Comitato locale, l’attenersi a criteri chiari e condivisi nel portare avanti i progetti, il coinvolgimento nei diversi stadi delle autorità locali e nazionali ha consentito di cogliere i frutti sperati e le basi gettate lasciano ben sperare per il futuro. I progetti lanciati e il miglioramento della situazione hanno dato una certa rinomanza all’ONG in tutto il Togo. Questo anche perché l’Associazione in passato si è mossa per sostenere progetti in campo sanitario e formativo non solo nella prefettura di Amlamé dove c’è il villaggio di Dedomé, ma in altre regioni del paese, soprattutto nel Nord dove la vita è più difficile, vista la scarsità di piogge.
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Dapaong
Kara
Aledjo
Adjassiwéwé
Amlamé
Dédomé
Nyilè
Lomé
Così l’Associazione aveva fornito una quarantina di computer all’università di Kara, seconda università del Togo, per allestire un’aula d’informatica. Altri computer sono stati donati ad alcuni licei, o ancora aveva fornito un ambulanza all’ospedale di Dapaong e di Amlamé e del latte in polvere, oltre ad un modesto aiuto finanziario, al Centro medico di Aledjo. Così sono giunte a don Franck diverse richieste di sostegno da parte di altri villaggi. Fra le tante richieste, i membri della delegazione si sono recati in visita ai dispensari di Adjassiwèwè e Nyilè, villaggi dell’entroterra distanti un paio d’ore di pista da Dédomé. In entrambi i
villaggi esistono già dei dispensari medici, chiusi o poco operativi a causa della mancanza di fondi iniziali per l’acquisto dello stock di medicinali di base. Il mancato funzionamento di questi dispensari, che coprono aree relativamente vaste, hanno come conseguenza un’alta mortalità della popolazione rurale in seguito a ferite accidentali nel la10
3. Manifestazioni di solidarietà per l’associazione In questi mesi diverse persone ed enti, hanno dimostrato il loro sostegno all’associazione, con donazioni e / o promozione di raccolta di fondi. Difficile ricordare tutti, senza dimenticare nessuno… Alcune persone / istituzioni hanno espressamente chiesto di mantenere l’anonimato e questo desiderio va rispettato. I membri di comitato ringraziano sentitamente tutti i generosi benefattori e chi si è messo a disposizione per promuovere delle raccolte di fondi : la filodrammatica di Pregassona, il gruppo teatrale “Maggia Insieme”, il comitato carnevale di Cureglia, la parrocchia di Rivera. L’obiettivo di costruire il terzo edificio scolastico con la mensa, potrà essere raggiunto entro la prossima primavera, anche grazie all’iniziativa del signor Adriano Cavadini, che ha voluto devolvere all’associazione i proventi derivati dalla vendita del suo libro “L’ultima sfida”, presentato a Lugano lo scorso 20 maggio. Una serata che ha riscosso un notevole successo e che ha permesso di far conoscere ad un folto pubblico i progetti dell’associazione. Nel corso del mese di dicembre si svolgeranno diversi mercatini di Natale per i quali molte persone si mettono a disposizione. Anche a loro va il sincero grazie dei membri di comitato. Per raggiungere gli obiettivi fissati abbiamo bisogno di fondi ed ogni proposta che permette di sensibilizzare nuove persone e di sostenere concretamente i nostri progetti è benvenuta! Grazie di cuore a tutti coloro che prenderanno delle iniziative in questo senso. Don Franck 19
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vicino, con la dura realtà sanitaria del paese e che conferma la necessità, per l’associazione, d’impegnarsi per sostenere dei centri di salute dove le cure siano adeguate ed accessibili a tutta la popolazione. Difficile per chi viene dalla Svizzera, paese delle assicurazioni sociali, vedere morire cinque persone in due giorni perché prive dei mezzi finanziari necessari per pagare le cure ed acquistare medicamenti. Difficile in una farmacia,veder partire piangendo il marito di una signora al quale è appena stato detto che i medicinali costano CHF 250.-: una somma che non ha e che non può trovare, un verdetto di morte sicura per la persona cara. Ti senti impotente, vorresti fare qualche cosa, ma non puoi aiutare tutti. Qualcuno l’abbiamo sostenuto, una goccia nel mare, alcune ore di sofferenze evitate, ma per gli altri…. Ho i volti di queste persone impressi nella memoria e mi dico che non possiamo lasciar perdere, che dobbiamo continuare ad impegnarci perché queste situazioni possano cambiare, perché tutti abbiano diritto alle cure di cui necessitano. In Togo, come negli altri paesi dell’Africa occidentale, ogni prestazione deve essere pagata in anticipo, altrimenti non viene effettuata. I parenti devono correre in farmacia ad acquistare i medicamenti necessari ai loro familiari malati che diversamente non vengono curati. A Lomé abbiamo visitato dodici farmacie prima di trovare una sonda d’aspirazione, ogni prescrizione medica significava almeno un’ora di spostamenti da una farmacia all’altra per trovare tutto il necessario, sempre con la paura di arrivare in ritardo in una situazione critica. Ho conosciuto medici e infermieri competenti, ma impotenti di fronte a situazioni di povertà estrema. Personale curante “obbligato” ad assistere alla morte di pazienti che potrebbero essere curati….Un dato di fatto che mi interpella come professionista della salute, come persona e come cristiana. Devo, dobbiamo essere realisti: il mio, il nostro impegno non può risolvere tutti i problemi, ma abbiamo il dovere di porre dei gesti di solidarietà concreta per contribuire, attraverso un sostegno mirato allo sviluppo, a migliorare la situazione economica e conseguentemente sanitaria di molti nostri simili che hanno la sfortuna di essere nati in un paese povero. Solo con un impegno costante e generoso potremo sostenere e infondere speranza a molte persone contribuendo a promuovere maggiore giustizia sociale e ad essere annunciatori di pace. Marina Santini
voro dei campi, morsi di serpenti ecc. Le autorità locali hanno chiesto il sostegno dell’Associazione per far ripartire le strutture e la delegazione ticinese, sottolineando l’essenzialità dell’impegno locale nel garantire in modo duraturo la gestione e la presenza di personale qualificato, si è dichiarata pronta a valutare le due situazioni. Sempre in questa direzione, il gruppo di volontari si è impegnato con le suore del Centro medico di Aledjo a fornire ogni anno 40 scatole di latte in polvere Al 110 contro la diarrea, che consente loro di salvare tante piccole vite. Per concludere, anche la visita alle autorità del paese, quali ad esempio il Ministro della salute, ci ha aiutati a comprendere quanto e quale sia il bisogno della popolazione togolese e quanto la nostra Associazione sia ben considerata laggiù, sia per il sostegno materiale, sia per la professionalità con la quale conduce e gestisce i suoi progetti, chiedendo ogni volta il coinvolgimento e l’impegno effettivo delle popolazioni locali. Monica Pozzi e Giuseppe Gallucci
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¨ Appunti di viaggio Sono trascorsi più di due mesi dal mio ritorno dal viaggio intrapreso in Togo. In agosto mi era stato chiesto se, in qualche modo, avrei riassunto l’esperienza africana con un breve esposto. Per vari motivi, chi vi lascio immaginare (diciamo la solita routine europea, farcita di spostamenti repentini, mille e più impegni,) solo in questi giorni d’inizio ottobre, ho trovato lo spunto. Forse un bene, anche perché l’avessi fatto subito dopo essere rientrato, sarei stato certamente influenzato dall’emotività del momento. Un viaggio che, come tanti altri da me fatti in precedenza per ragioni “umanitarie”, mi ha lasciato dei ricordi che resteranno indelebili nella mente e nel cuore. Momenti trascorsi in compagnia di persone che neppure conoscevo alla partenza, ma che pian piano ho avuto modo di conoscere e di apprezzarne le immense doti. Uno su tutti: Don Franck. Una vera forza della natura. Un concentrato di vitalità, perseveranza ed amore per il suo popolo togolese. Un “personaggio”, diciamolo, a volte in Ticino criticato, ma
L’intervento della cataratta costa circa CHF 250.– e nessuno di loro possiede questa somma. Per evitare l’assistenzialismo e responsabilizzare le persone e le famiglie, abbiamo chiesto che ognuno contribuisca al costo dell’intervento con l’importo di CHF 50.-, e ci siamo impegnati a raccogliere il resto della somma necessaria per ridare dignità e autonomia a 15 persone che da anni soffrono l’isolamento per una patologia che da noi è regolarmente curata. Contiamo anche sulla vostra solidarietà per raccogliere i CHF 3’000.– necessari per operare queste persone che ci sono particolarmente riconoscenti. Non potrò mai dimenticare i loro “GRAZIE” e i loro abbracci al termine della giornata; parole e gesti significativi rivolti alla mia persona perché ero presente, ma idealmente indirizzati a tutti coloro che con generosità sostengono i nostri progetti ed i sogni di uomini e donne meno fortunati di noi.
dopo averlo visto all’opera durante questo soggiorno, non ho dubbi nell’affermare che lui è UN GRANDE. Ciò che ho potuto vedere con i miei occhi sul posto, ciò che è stato effettivamente realizzato, non può essere raccontato, ma va semmai vissuto. Posso solo testimoniare che tantissimo lavoro è stato fatto e di tutto ciò bisogna ringraziare Franck , autentico “veicolo trainante” che ha saputo coinvolgere in questo progetto, tantissime persone. Ma non voglio dimenticare anche gli amici “di cordata”: 12
La seconda esperienza è legata al passaggio alla Vita eterna della mamma di don Franck, avvenuta lo scorso 23 agosto, dopo nove giorni di coma. Colpita da ictus mentre stava guardando con i suoi nipoti le foto del suo ultimo soggiorno in Svizzera, è stata ricoverata all’ospedale di Dédomé. La momentanea assenza del medico, ha richiesto il suo trasferimento all’ospedale di Atakpamé e successivamente al reparto di neurologia del Centro Universitario di Lomé, la capitale del Togo. Ho vissuto con don Franck e con tutti i suoi familiari una settimana di intense emozioni, un’alternarsi di speranze e di dolore, momenti di condivisione e di preghiera per accompagnare Mamy Thérèse verso la meta celeste. Momenti che hanno lasciato il segno e che resteranno per sempre scolpiti ne mio cuore, perché essere vicina ad una persona che sta morendo è sempre un’esperienza unica che ti insegna qualche cosa su te stessa e sui valori essenziali della vita. È stato un evento che mi ha permesso di confrontarmi ancora più da 17
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glia rinuncia a lavorare nei campi per aiutare la persona diversamente abile con ripercussioni negative sul raccolto, che diminuisce. Coscienti di questa situazione e del fatto che la povertà rappresenta un limite alle cure, grazie al sostegno finanziario di tutto il gruppo di volontari presenti quest’estate in Togo, con don Franck, il 14 agosto abbiamo organizzato e offerto a 27 persone, una visita specialistica presso il Centro Ospedaliero Avventista di Oftalmologia di Gléi, che dista circa 40 km da Dédomé. Partiti alle 8.00 di mattina siamo rien tra ti a lle 19.00, dopo una intensa giornata. Tutte le persone, in prevalenza anziani, si sono messe in viaggio colme di speranza. A tutte abbiamo offerto acqua e un panino al mattino, un semplice pasto a mez zogiorno e una bibita nel viaggio di ritorno. La visita oftalmologica, effettuata da un medico particolarmente attento alla situazione individuale di persone che da mesi non uscivano dal villaggio e che riponevano immense attese in questa consultazione, ha dato risultati incoraggianti per una quindicina di persone. Alcune hanno ricevuto dei medicamenti, ad altre è stato proposto l’intervento della cataratta, a tre ipovedenti è stato consigliato un interevento particolare che dovrebbe permettere di ritardare l’installarsi della cecità. Per dodici di loro, purtroppo, il verdetto è stato negativo e sono tornate al villaggio coscienti che devono continuare a vivere con il loro andicap. Al rientro, diverse persone hanno preso la parola per ringraziare don Franck e l’associazione per quanto offerto loro: un gesto di solidarietà che non hanno mai vissuto e che riapre la speranza per alcuni di loro. Una speranza che ha però dei limiti, dovuti alla situazione di povertà In cui si trovano questi malati. 16
Le “meno giovani”, Sandra, Milli e Annamaria, che si sono sobbarcate trasferte massacranti in un minubus, su strade (?) a dir poco sconnesse, senza mai reclamare. Encomiabili.
Monica e Nadia, le “più giovani”. Nei loro gesti quotidiani, traspare in modo evidente l’amore e la dedizione per il prossimo. La voglia semplice e genuina, di dare. Insostituibili per il futuro del progetto.
Giuseppe: l’uomo giusto al posto giusto, che grazie alla sua affermata tranquillità e saggezza ha svolto un lavoro di “cucitura” tra la realtà ticinese e quella indigena. Bravissimo. 13
Associazione “Dédomé” amici di don Franck
Associazione “Dédomé” amici di don Franck
¨ Un’intensa esp erienza che chied e risposte concrete di solidarietà Marina: pure lei come Giuseppe, una vera forza della natura. Passione e costanza non le mancano di certo.
È l’ottava volta che torno in Togo: il contesto lo conosco, le persone mi sono familiari, il contatto con la popolazione spontaneo malgrado le difficoltà legate alla lingua che capisco solo parzialmente. Uno degli obiettivi del mio viaggio, condiviso dagli altri membri di comitato presenti, è quello di valutare l’andamento dei progetti alfine di adattare le strategie di sostegno allo sviluppo alle risorse e alle necessità reali di chi a Dédomé e nella regione, vive. Obiettivo raggiunto nella prima parte delle mie vacanze, dove, con don Franck, Giuseppe e Annamaria, abbiamo potuto analizzare nel dettaglio la gestione dell’ospedale, incontrare i ragazzi adottati e le loro famiglie, ascoltare le richieste dei contadini e dar voce alle aspettative di giovani, adulti e anziani di Dédomé
Giorgio: un personaggio nel personaggio, dotato di una sensibilità notevole. Sicuramente meno impegnato nel progetto, ma attento osservatore e propositivo.
Eccomi giunto alla fine. Certo, avrei potuto raccontarvi episodi o situazioni particolari vissute in Togo. Ho scelto invece di dare luce agli attori principali di questo magnifico progetto chiamato Dédomé. L’Africa va vissuta di persona e non raccontata. Perciò, forza gente, tutti in Togo o se proprio non potete, sostenete Franck e la sua associazione. E` UNA REALTÀ. Ciao Franco Delucchi 14
e di villaggi vicini. Quest’anno però, durante il mio soggiorno ho avuto l’occasione di vivere due momenti molto intensi, di quelli che lasciano il segno, che ti fanno dire che c’è un “prima” e un “dopo”, che ti cambiano dentro, perché non puoi restare indifferente davanti alla sofferenza e/o alla speranza di una persona o di un gruppo di persone….e questo al di là del mio essere infermiera, con delle conoscenze specifiche, con la capacità di prendere una certa distanza dagli avvenimenti per poter essere efficace e d’aiuto anche e soprattutto nei momenti di crisi….. Il primo incontro significativo, è stato quello con un gruppo di persone cieche o ipovedenti di Dédomé. Avere problemi di vista in un villaggio africano significa essere emarginati e dipendenti per tutte le attività della vita quotidiana, in particolare quelle più intime, come recarsi alla toilette: nelle capanne di Dédomé non esistono i servizi, e una persona cieca non può uscire da sola su un terreno accidentato e con molti pericoli. Questo ha come conseguenza che un membro della sua fami 15