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DEDOME Giornalino N 1 dicembre 2003

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Associazione « DÉDOMÉ » Amici di don Franck

Indice

Pagina

Nascita e scopi dell’associazione

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Saluto del presidente onorario

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Solidarietà : amicizia che apre a diversi orizzonti

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Parole del capo del villaggio di Dédomé

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Saluto di don Giuliano Wokounou

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I membri del comitato si presentano

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Progetti in corso: a. Le adozioni a distanza b. Il dispensario c. I progetti agricoli

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Associazione « DÉDOMÉ » Amici di don Franck

Nascita e scopi dell’associazione L’Associazione è nata dall’incontro di un gruppo di amici che hanno conosciuto don Franck Koffi Essih, nativo di Dédomé, e che hanno avuto l’occasione di vivere a contatto con la popolazione che abita “sotto le giovani palme”. È stata formalmente costituita il 12 settembre 2003 a Pregassona, alla presenza di 47 persone.

Essa si prefigge di:  Promuovere lo sviluppo e la qualità di vita della popolazione del villaggio di Dédomé, in Togo e dei villaggi della regione attraverso la realizzazione di progetti umanitari e di promozione economica mirati ai bisogni dei loro abitanti.  Suscitare uno spirito di solidarietà tra i membri e creare dei legami di amicizia con la popolazione dei villaggi togolesi interessati.

I suoi progetti si situano nei seguenti ambiti:  L’educazione generale della popolazione.  La promozione della salute.  La formazione professionale dei giovani.

I progetti mirano a:  Creare solidarietà e collaborazione tra i poveri.  Far tesoro dell’impegno e dell’esempio della chiesa locale a favore delle persone più bisognose.

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Associazione « DÉDOMÉ » Amici di don Franck

Saluto del presidente onorario L’amicizia con don Franck, vissuta insieme nella straordinaria esperienza missionaria di Barranquilla in Colombia (America Latina), mi ha riservato il privilegio di essere scelto come predente onorario della nuova Associazione Dedomé. Spero di non rimanerci soltanto per fare bella figura. La missione è diventata la passione della mia vita e l’aiuto ai problemi di sviluppo per esortare i poveri del mondo ad uscire dignitosamente delle loro umiliazione, è rimasta in me un’aspirazione da non più abbandonare… L’entusiasmo di don Franck per aiutare i suoi fratelli africani e la nostra solidarietà non devono cedere alla tentazione dei facili entusiasmi e delle manifestazioni folcloristiche. Quando c’è di mezzo l’affetto e la religiosità dobbiamo mettere la mano al cuore e tenerlo ben stretto per lasciare il campo alla razionalità che, se ben guidata, fa sempre rima con la carità. L’Africa è stata ed è ancora il cuore del mondo. Una scoperta recente ha dimostrato che i primi abitatori dell’America provenivano dal continente africano. Poi ci sono tornati, fatti schiavi, dai conquistatori europei! Anche il senso della Missione “ad gentes”, sta per cambiare. Noi, occidentali, divenuti ricchi e sempre più comodi, non abbiamo più tanta voglia di inviare i nostri a evangelizzare i lontani”selvaggi” di un tempo. Adesso sono i figli dei paesi in via di sviluppo e i nostri fratelli africani, a parlarci di una fede che ha fatto grande l’Europa cristiana ed ora relegata nei ricordi dei nostri padri. Mettiamo insieme le nostre forze e ciò che rimane dei nostri grandi ideali cristiani e umanitari. Ci siamo impegnati in una nuova esperienza di solidarietà con nuova modalità di persone e di conoscenze operative. Il progetto di sviluppo comunitario Dédomé, dobbiamo realizzarlo insieme con generosità, simpatia e gratitudine reciproca. Dovrà restare nella nostra vita come una pagina di storia con amore perché è con l’amore, quello vero, che può cambiare il mondo. Don Emilio Conrad 4


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Solidarietà : amicizia che apre a diversi orizzonti Ad un incontro di giovani per un mondo unito della Svizzera italiana un Africano ha detto: "Sono a Lugano da 4 settimane e non è facile. Spesso all'Università nessuno si siede accanto a me e mi rivolge la parola. Questa sera non conoscevo nessuno, ma mi sono sentito accolto, accettato. Ora sono amico di tutti. Non sapevo ci fossero giovani così: condivido i vostri ideali!" Parto da questo fatterello per parlarvi di solidarietà. In effetti la solidarietà inizia da queste piccole « rivoluzioni ». Si pensa sempre che esprimere solidarietà significhi fare delle grandi cose, ma in realtà non è così : basta fare esperienze anche piccole, ma vere. Il principio di solidarietà è un’esigenza diretta della fraternità umana universale; questo principio è imposto tanto dalla comunità di origine e dall’uguaglianza della natura ragionevole di tutti gli uomini, a qualunque popolo appartengano, quanto, per noi cristiani, dal sacrificio di Gesù a favore di tutta l’umanità peccatrice. La solidarietà tra gli uomini si esprime innanzitutto nell’equa ripartizione dei beni : solidarietà tra le nazioni, dei lavoratori tra di loro, dei poveri tra loro, dei ricchi con i poveri, degli imprenditori e dei dipendenti. Ma mi sembra importante osservare, avendo letto l’esperienza sopra, che la solidarietà non si esaurisce in questo: essa oltrepassa l’ambito dei beni materiali, diffondendo i beni spirituali della fede e rendendo possibile all’amicizia umana di dimostrarsi e consolidarsi. Una vita degna dell’uomo: questa è l’aspirazione di tutti noi, e questo è l’obiettivo che Gesù pone per l’umanità di tutti i tempi. L’amicizia tipica del cristiano verso tutti gli uomini suoi fratelli e sorelle si esprime uniformandosi a quelli del suo quartiere, facendosi povero tra i poveri, assumendo le preoccupazioni degli altri come proprie, sentendosi coinvolti dalle situazioni comuni e partecipandone: diventando solidale. Sono tracce, tali gesti di solidarietà, che permettono, anche a un mondo sempre più scettico e indeciso come il nostro, di ritrovare il Signore, di proclamare, senza che si susciti lo scandalo della contro

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testimonianza dei fatti, come Dio sia veramente Colui che ama l’uomo. Presento i miei auguri alla nascente “Associazione DÉDOMÉ Amici di don Franck”, perché se è vero il detto che l’amico del mio amico è mio amico, attraverso l’amicizia con lui diventeremo ben presto amici di tanti suoi amici che vivono specialmente nel Togo, o altrove, lontani da noi, fino a formare una vastissima rete, un’unica famiglia di fratelli, estesa su tutti i punti della terra. È in questo spirito che invito ognuno di voi ad impegnarsi e a sostenere i progetti di sviluppo presentati dalla nuova associazione. don Maurizio Silini

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Parole del capo del villaggio di Dédomé

(liberamente

tradotte dal francese) Cari amici di don Franck, noi, popolazione di Dédomé, vorremmo esprimervi i nostri sinceri ringraziamenti per tutto quello che avete fatto e continuate a fare per il nostro villaggio. GRAZIE alla vostra generosità, oggi abbiamo la luce elettrica; GRAZIE per il progetto di costruzione del dispensario, che è entrato nella sua fase operativa, con l’inizio delle fondamenta e la fabbricazione dei mattoni; GRAZIE per la biblioteca, vera fonte di sapere per la nostra gioventù e per i villaggi vicini; GRAZIE per il progetto agricolo e d’allevamento che inizia con speranza; GRAZIE per le adozioni a distanza dei nostri bambini e dei nostri giovani: ci aiutate a formarli e ad educarli; GRAZIE per quello che immaginate di intraprendere con la nostra collaborazione, alfine di promuovere lo sviluppo del nostro ambiente; GRAZIE di pensare a noi giorno e notte. Salutiamo la vostra Assemblea Generale e saremo con voi, in unione di preghiera, in questo giorno di grandi decisioni per il bene del nostro popolo. Faremo tutto il nostro possibile per non deludervi. GRAZIE per tutti i progetti che realizzerete per noi in futuro. Abbiate fiducia e che il Signore vi sostenga nel bene. Vi auguriamo un completo successo per i vostri lavori e molta determinazione per la realizzazione dei diversi progetti. A tutti e ad ognuno, GRAZIE e arrivederci. Per la popolazione di Dédomé Il capo del villaggio TCHESSI Koffi Emmanuel

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Le parole di don Giuliano Wokounou Alla cortese attenzione delle famiglie adottive. Pace e gioia a voi tutti nel Signore nostro Gesù Cristo. Vorrei, a nome dei ragazzi e delle loro famiglie rispettive, salutarvi e ringraziarvi di tutti i sacrifici consentiti a favore della nostra gioventù togolese. Dopo l’incontro con qualche famiglia quest’estate a Pregassona, non posso dirvi che GRAZIE, un grazie sentito dal profondo del mio cuore. Grazie per questo grande impegno di solidarietà. Il vostro aiuto ci serve a dare un po’di speranza alla gioventù disperata e desiderosa di crearsi un destino migliore. È da tempo che volevo scrivervi, ma ho dovuto aspettare l’apertura dell’anno scolastico per poter dare delle notizie fresche circa l’andamento della gestione dei nostri ragazzi. Per quest’anno abbiamo, 95 adozioni. Con i vostri soldi manteniamo questi ragazzi nella loro educazione e nella loro formazione professionale. Grazie per la vostra generosità, grazie per questa testimonianza della Carità. Tutti hanno bisogno, ma non possiamo rispondere a tutte le richieste della gente; allora noi pensiamo di fare approfittare molti del poco che c’è. Abbiamo incontrato, in assemblea generale, tutti i ragazzi adottati e le loro famiglie, per spiegare loro i diversi motivi di questa scelta. A livello vostro, avete dato qualche cosa per aiutare un ragazzo bisognoso e l’avete fatto perché siete generosi. Adesso dobbiamo insegnare ai poveri ad aiutarsi tra di loro. Per questo motivo, all’inizio dell’anno scolastico, abbiamo affittato delle stanze in città, per mettere insieme i ragazzi eseguirli più da vicino nello studio. Essi potranno vivere insieme, mangiare e studiare insieme. I ragazzi adottati possono così aiutare altri loro 8


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compagni bisognosi, mettendo a disposizione il poco che loro ricevono ogni mese per perpetuare il miracolo della moltiplicazione dei pani per molti. Vogliamo creare fra di loro un clima di solidarietà e di aiuto reciproco, perché essi costituiscono la speranza futura della nostra gente. Saranno loro a cambiare il destino dell’Africa del terzo millennio. Facciamo lo stesso discorso quando si tratta degli apprendisti. Aiutateci a dare una buona educazione ai nostri ragazzi per sradicarli dalle mani del virus della povertà. Il vostro aiuto è sempre atteso per continuare questa opera meravigliosa e poter cancellare dalla nostra società la miseria e la fame. Salutiamo e auguriamo ogni bene a questa nuova associazione e a voi, famiglie adottive. Il Signore vi renderà al centuplo tutto quello che voi impiegate per promuovere la nostra gioventù. Come Sacerdote, nel cuore del Togo, non mancherò di pregare per voi e per le vostre famiglie. Iddio vi benedica! GRAZIE DI TUTTO E PER SEMPRE.

Affettuosissimo vostro Don Giuliano

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Associazione « DÉDOMÉ » Amici di don Franck

I membri del comitato si presentano Don Franck Koffi Essih Originario dal Togo (Africa Occidentale), sono entrato in seminario minore nel settembre del 1980. Dopo un percorso seminato di varie stagioni come nella vita di ogni uomo, eccomi qui a Pregassona da ormai 5 anni come sacerdote e vicario parrocchiale, nella gioiosa collaborazione con don Maurizio, Parroco. E siccome "Dio scrive diritto su delle righe storte," come afferma un proverbio, quando Dio ci chiama ad una missione, ci dà sempre la forza necessaria per rispondergli. Così, dopo la maturità nel giugno del 1990, ho proseguito gli studi superiori nel seminario maggiore " Grand Séminaire St Gall de Ouidah" nel Benin, paese che confina col Togo. Nel 1992, sono arrivato in Svizzera per il proseguimento della mia formazione alla vita sacerdotale, presso il Seminario San Carlo Borromeo, nel gruppo dei primi studenti presso la nuova facoltà di teologia di Lugano frutto degli sforzi del compianto Monsignor Vescovo Eugenio Corecco. Dopo il baccelerato teologico nel giugno del 1997 e la mia ordinazione diaconale il 18 ottobre dello stesso anno, sono stato mandato dal Vescovo di Lugano nella missione diocesana a Barranquilla in Colombia (America Latina), dove ho trascorso un indimenticabile servizio di attività pastorale sotto la guida premurosa e paterna di Don Emilio Conrad, in mezzo a gente materialmente povera, ma di una ricchezza spirituale fortemente confortante e una vita di fede vissuta in una liturgia molto allegra. Forte di questa bellissima esperienza in Colombia che mi ha aiutato a maturare sempre di più il valore della povertà come una ricchezza, saluto con grande stima e riconoscenza, tutte le persone, che con generosità hanno sostenuto nel GSP (Gruppo Solidarietà di Pregassona) e sostengono con noi, iniziative di aiuto allo sviluppo per il Togo questo piccolo paese dell’Africa. La nostra Associazione si sforza di favorire una solidarietà che promuove un aiuto allo sviluppo gettando le basi per permettere di avere una buona salute, per promuovere un’ educazione in generale e per favorire l’ incremento dell’agricoltura che permetterà di uscire poco a poco dalla povertà.

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È certo una goccia di acqua, il poco che faremo in questo slancio di solidarietà; ma senza di essa, l’oceano perderebbe qualcosa. “Al di là delle nuvole, esistono infinità di stelle” dice un proverbio africano: grazie a voi di essere, con la vostra collaborazione a nostri progetti, una di esse e ad illuminare il presente buio di tanti poveri offrendo loro un po’ di respiro e di speranza. Il successo di ciò dipende anche da te.

Maria Della Badia “ Io sono la piccola matita di Dio, un piccolo e semplice strumento nelle Sue mani …. “ Sono Maria Della Badia, mi sono presentata citando uno scritto di Madre Teresa di Calcutta perché esprime a chiare lettere il mio essere. Partecipando attivamente alle attività della Parrocchia di Pazzalino, ho avuto modo di conoscere Don Franck, il nostro “spazzacamino dell’Africa” (soprannome con il quale simpaticamente si è presentato la prima volta alla nostra comunità), persona dallo spiccato senso caritatevole e altruistico, con tante iniziative di carattere sociale per aiutare la sua gente. Condivido già da tempo le sue idee e i suoi progetti mirati a dare alle popolazioni più povere la possibilità di raggiungere l’autosufficienza. Sono entrata a far parte del comitato, proprio perché fermamente credo che sia giusto e doveroso dare una speranza concreta a chi non c’è l’ ha,come anche permettere a tutti di Vivere dignitosamente e di avere un futuro di certezze, affinché ogni madre possa accogliere il proprio bambino con gioia e tenerezza, affinché ogni malato possa essere curato, senza quel senso di angoscia e solitudine proprio dei nostri giorni.

Gianluigi Galigari Sono nato nel 1939 a Tesserete. Dopo aver conseguito il certificato federale di tappezziere decoratore, ho lavorato per 30 anni, fino al 1990, in un grande magazzino sia in Ticino che nei Grigioni. Per 10 anni ho poi lavorato al servizio di sicurezza dell’Ospedale regionale di Lugano e come ausiliario di polizia della città. Impegnato politicamente quale consigliere comunale a Porza per 35 anni, sono pure stato membro e vicepresidente del consiglio 11


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parrocchiale dal 1972 al 2000. Dal 1990 sono delegato comunale con la città di Lugano, nella commissione intercomunale per i problemi della tossicodipendenza. Coniugato con Elisa sono padre di tre figli e felicemente nonno di due carissime nipotine. Ho sempre collaborato in diverse società all’interno e fuori dal comune, e sono lieto di poter portare la mia esperienza di vita in questa associazione.

Dr. Lionello Genini Sono nato nel 1955,originario di Cresciano,ma da sempre vivo a Lugano dove esercito dal 1989,in studio privato, come medico internista. Mi sono laureato all’Università di Losanna. Nella mia formazione, oltre agli abituali anni passati in vari servizi negli ospedali,vi è anche un periodo di alcuni mesi, da studente, in Nord Camerun, assistendo il compianto “ Baba” Dr. Giuseppe Maggi. E’ stata una delle esperienze più significative da me vissute e che mi ha lasciato un sentimento di grande affetto per l’Africa e i suoi abitanti, dai quali ho imparato moltissime cose, sul piano umano e sul significato della vita in generale. Inevitabilmente, conoscendo il mio paziente Don Franck il resto è venuto da sé e sono stato travolto…. Spero di poter contribuire al meglio alle sue iniziative in Togo, soprattutto per quanto attiene alla ricerca di materiale logistico e sanitario, con le mie conoscenze ed i miei contatti. L’aiuto in Togo è importante e giusto . Parteciparvi, con tutto il nostro impegno non ci deve però permettere di dimenticare chi soffre nel resto del mondo, ovunque, anche vicino a noi. Il mio pensiero va anche alle moltitudini di disadattati,marginali,sfruttati, immigrati, umiliati, che popolano in silenzio e nell’indifferenza di tutti, le periferie di grandi città come la vicina Milano, ad esempio…

Annamaria Prati Dopo un periodo di insegnamento alla scuola dell’ infanzia, all’arrivo a Pregassona oltre al mio compito di moglie e madre ho accettato con piacere di dedicarmi a diversi lavori di volontariato in parrocchia e con i bambini. La provvidenza ha voluto mandare tra noi, quale vicario, cinque anni fa, il giovane sacerdote Don Franck Koffi Essih, di origine togolese. Questa coincidenza mi ha permesso di aprire un altro capitolo della mia vita. Venendo a 12


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conoscenza della situazione di povertà in cui vive la popolazione del Togo, con tanto entusiasmo decido di iniziare un cammino di solidarietà e di disponibilità, che permetta a questi nostri cari fratelli un futuro di speranza. In questi tre anni ho avuto contatto con parecchie persone togolesi e devo dire che sono soddisfatta di aver potuto allargare il mio orizzonte e il mio mondo personale, maturando nell’amicizia con fratelli così ricchi interiormente da rimanerne positivamente contagiati. Di solito non ci rendiamo conto che l’uomo riceve molto più di quanto dia e che la vita viene arricchita proprio dalla riconoscenza, è questo uno degli stimoli che mi spinge a continuare a collaborare con questa nuova associazione, affinché ogni piccola iniziativa realizzata sia un pezzo di un prezioso mosaico che nel tempo speriamo di veder completato.

Marina Santini Infermiera diplomata nel 1978, dopo diverse esperienze in ambiti differenziati (dalle cure intense pediatriche, alla medicina, alla geriatria, alla salute pubblica, all’insegnamento e alla direzione della scuola infermieri), attualmente sono consulente per la qualità delle cure presso l’Associazione ticinese delle case per anziani private. Un soggiorno di due anni a Lione, alfine di ottenere una licenza universitaria, mi ha fatto incontrare diverse persone africane e in particolare alcuni amici provenienti dal Niger , dove sono stata sei volte e dal Senegal che ho visitato una volta. L’esperienza nigerina, accolta in famiglie del posto, mi ha permesso di scoprire e di lasciarmi sedurre dalla generosità e dalla ricchezza interiore di persone che spesso non avevano neanche il minimo per sopravvivere. Difficile per chi viene dalla Svizzera, entrare in un pronto soccorso e dover assistere al dramma di un collega africano che, di fronte a sette feriti gravi dispone, in tutto, di mezza infusione e di poche garze, in attesa che i familiari, avvisati dell’incidente, si rechino nelle farmacie per comperare e portare in ospedale il necessario. La maggior parte delle famiglie non possiede i mezzi necessari e … i feriti non possono essere curati. L’incontro con don Franck mi ha portato a scoprire anche il Togo, dove mi sono recata due volte e dove ho ritrovato uno spiccato senso dell’ospitalità e una profonda umanità al di là dei problemi quotidiani e spesso della povertà della popolazione rurale. 13


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Cambiare il mondo non è possibile, ma impegnarmi per permettere a più persone di vivere degnamente, è una sfida che mi sento di raccogliere e che mi spinge a collaborare in qualità di segretaria con questa nuova associazione.

Avv. Ulisse Sutter Nato il 22 marzo 1939 a Locarno. Scuole elementari a Bellinzona, ginnasio e liceo (7 anni) in internato nel collegio Maria Hilf a Svitto. Breve intermezzo di due semestri propeudeutici e abbandono dello studio di medicina. Soggiorno in Inghilterra. Studi di diritto a Ginevra. Pratica professionale presso il "Bezirksgericht" (Pretura) della città di Zurigo e brevetto di avvocato. Rientro in Ticino e ca. due anni quale sostituto presso uno studio legale a Bellinzona. Pratica notarile (3 mesi) presso l'Ufficio dei Registri di Locarno. Impiegato presso l'Amministrazione Cantonale delle Contribuzioni come "Capo del servizio giuridico" ("capo" perché unico giurista e perché potevo disporre di una segretaria a metà tempo). Giudice di appello dal 1974 a metà 1982 presso la Camera di Diritto Tributario. Non più riproposta dal PST per essermi rifiutato di pagare delle tangenti elettorali. Dal 1982 libero professionista. Padre (nato e cresciuto ad Airolo da famiglia immigrata dai Grigioni ai tempi della costruzione della linea del San Gottado) di lingua madre italiana, madre (nata e cresciuta a Horgen/ZH da famiglia originaria di Winterthur) di lingua madre tedesca. Bilingue. Conoscenze del francese e dell'inglese. Un fratello -1942- ed una sorella -1944- minori. Sposato dal 1974 con Marianne Berkhout: genitori di origine olandesi, immigrati in Ticino nell'immediato dopoguerra. Terapista craniosacrale (terapia sviluppatasi dall'osteopatia). Padre di Christian 1968-1995. Studi approfonditi di diritto fiscale e di diritto della medicina. Appassionato di filosofia, ma ancora molto da dilettante: problemi di logica, epistemologia, ontologia, etica (in relazione alla prassi giudiziaria ed alla prassi medica) e di storia. Simpatizzante della cosiddetta "teologia della liberazione." Conoscenza dell'Africa è puramente teorica. Ritengo però di appartenere ad un civilizzazione che ha gravi responsabilità nella situazione socioeconomica del Continente africano (sia per il passato che per il presente) e sono riconoscente di poter contribuire, sia pure in misura microscopica, a contrastare gli effetti di queste responsabilità 14


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Progetti in corso a.

Le adozioni a distanza

Nell’ambito delle nostre attività di beneficenza in Togo, abbiamo voluto dar vita a un progetto riguardante le adozioni a distanza di ragazzi e giovani di alcuni villaggi del centro e del nord, in particolare di Dedomé. In questi villaggi vivono famiglie numerose in povertà per mancanza di lavoro e per il fatto che la coltivazione dei campi non produce gli alimenti indispensabili per la sopravvivenza di tutta la famiglia durante l’arco dell’ anno, immaginiamo perciò come possono pensare anche all’istruzione dei ragazzi quando mancano i mezzi necessari! Quale modesto sostegno a queste popolazioni la nostra associazione cerca di indirizzare i propri sforzi verso una migliore formazione delle nuove generazioni. Per permettere alle famiglie materialmente povere di dare un’educazione ai propri ragazzi, affinché possano guardare al futuro con speranza, ecco la necessità di un aiuto esterno. Oggi, che attraverso i mezzi di comunicazione e, come nel nostro caso, grazie alla conoscenza diretta di persone che arrivano in mezzo a noi da paesi in via di sviluppo, veniamo a conoscenza di tante triste realtà, abbiamo un motivo in più per sentirci umanamente vicini a questi fratelli disagiati. La ricompensa per gesti di condivisione e amore quali il sostegno a famiglie in difficoltà, la troverete voi stessi nella grande riconoscenza che questa gente, con il loro innato calore umano, sa trasmetterci. E una volta in più potremo far nostro un pensiero del Card.Carlo M. Martini che diceva: “ La solidarietà è la disponibilità a riconoscere l’altro, anche quello che sembra estraneo, come qualcuno che mi riguarda. Essa porta a riconoscere, nella necessità fisica di riferirmi a lui, il segno di una nativa fraternità fra gli uomini". Don Giuliano è il nostro collaboratore di fiducia in Togo: ha il compito di mantenere i contatti mensili con le famiglie interessate e di controllare anche che ragazzi si impegnino negli studi, affinché i nostri sforzi nell’assisterli non siano vani. Grazie di vero cuore a tutti coloro che con generosità hanno aderito a questo progetto, non possiamo che essere soddisfatti di come la nostra gente ha risposto in questi primi due anni. Siamo 15


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fiduciosi che anche nel futuro continueremo a trovare persone sensibili ai grossi problemi ai quali sono confrontati i nostri fratelli togolesi e pronti a tendere loro una mano. Attualmente le adozioni a distanza sono 95 ( erano 22 nel 2001 e 42 nel 2002) , così ripartite: 51 bambini alle elementari, 19 ragazzi alle medie, 11 giovani liceali e 14 giovani apprendisti Situazione padrinati 2003

Totale adozioni 100

95

90

Bambini scuola elementare

80

Totale padrinati

70 60

Ragazzi scuola media

51 50 40 30 20

Giovani liceali 19 11

14

10

Giovani apprendisti

0 1 Scolarità

Ripartizione per tipo di apprendistato 2.5

Muratore Sarta

2

Infermiera Falegname

1.5

Meccanico 1

Elettricista Lattoniere

0.5

Informatica Parrucchiera

0

Tappezziere

1

Annamaria Prati 16


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b. Il dispensario In un mondo dove ormai non esiste più tempo per sognare, il viaggio diventa mezzo per rendere fertile ed arricchire la propria identità mentale perché continuamente messa a confronto con la complessità e la stimolante diversità delle culture. L’occasione di partire per il Togo si è sviluppata proprio attorno a questo pensiero iniziale, poi inevitabilmente allargata ad esigenze meno egoistiche e quindi più appaganti. Imprevedibili situazioni che ci investono ricordandoci come la vita rimanga il bene più prezioso da coltivare. Non sarei completamente onesto se non ammettessi a me stesso che si trattava di un sogno che covavo da ormai qualche anno quello di poter mettere a disposizione di chi ne avesse veramente bisogno ciò che stavo imparando. E proprio come accade in questi particolari momenti una serie di straordinarie coincidenze favorevoli mi hanno spinto ad accodarmi, la scorsa estate, ad un avventura avviata da Don Franck per il villaggio di Dédomé: la costruzione del dispensario. Una rara occasione quella di partecipare ad un progetto che affonda le radici in esigenze concrete di bisogni vitali; una dimensione di pensiero sfuggevole per noi, così assuefatti e quasi affogati nella monotonia della nostra quotidianità. Un progetto elaborato dallo studio Cattaneo-Birindelli di Balerna con l’attiva partecipazione di Don Franck e Padre Angelo nella formulazione dei vincoli attorno ai quali lavorare. Rispettoso della tradizione costruttiva locale ma innovativo nel sistema di ventilazione e quindi di refrigerazione degli ambienti interni, ospita una sala per il parto, una farmacia, sale di consulto per i medici e una decina di posti letto. Un edificio che reagisce al clima tropicale della regione proponendo soluzioni organizzative e sanitarie per facilitare il consulto e la cura dei pazienti. L’Africa è un continente a noi vicino del quale poco ci preoccupiamo ma che racchiude in sé tristi vicende come pure un’ineguagliabile senso del perenne sfumato in un orizzonte senza fine. Sensazioni quasi inspiegabili e soprattutto difficilmente descrivibili quelle provate al Villaggio di Dédomé. Accolti dai canti delle donne si è svolta la cerimonia di benvenuto tenuta da un 17


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anziano. Poche parole di una semplice sincerità che accarezzano l’anima svelano la nobiltà di spirito di questa popolazione. Impressione immediatamente confermata il giorno successivo, quando ritornati sul luogo del dispensario abbiamo trovato tutta la popolazione che come se si trattasse di una grande festa collaborava alla preparazione del terreno per poter iniziare il tracciamento delle fondamenta. E lo era. Tre o forse quattro generazioni che si confondevano una nell’altra in uno spettacolare gioco di colori e canti, sostenuti da una semplicità di gesti e gioia di vivere quasi dimenticata. Un senso di consapevolezza e bisogno che ha spinto tutti a voler partecipare alla realizzazione di un progetto comune di un edificio simbolo per la comunità. Un mondo che ho solo potuto sfiorare cogliendone marginalmente le sfumature, ma che incessantemente investe i miei pensieri più intimi. Un occasione quella che mi è stata offerta destinata a rimanere nel cuore, come nel cuore rimarrà se non il viso sicuramente il ricordo di avere incontrato persone uniche capaci di risvegliare in me il vero senso del vivere. Architetto Lorenzo Bronner

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c - I progetti agricoli Il fondo di 640'000 FCFA, pari a 1'600 Sfr, raccolto quest’estate, ha permesso l’inizio dei progetti agricoli. Stiamo combattendo il virus della fame e con i vostro sostegno possiamo raggiungere lo scopo. Abbiamo già sei cooperative, di dieci - quindici persone che funzionano in villaggio. Alcune donne si sono organizzate per fare una risaia, altre hanno coltivato i fagioli e la manioca. I nostri ospiti di Pregassona quest’estate a Dédomé hanno visitato i campi. Tutto procede bene, ma non siamo ancora giunti al momento della mietitura per valutare bene gli sforzi. Il nostro sogno è che la gente abbia da mangiare.

Abbiamo distribuito questi soldi alle cooperative in prestito con l’intenzione di recuperare tutto l’anno venturo e riavviare una nuova stagione agricola. Per permettere alle cooperative di funzionare al meglio, sarebbe auspicabile che ognuna di loro potesse contare su un contributo di 1000 Sfr. Questa somma permetterebbe ai contadini di nutrirsi in modo sufficiente prima di intraprendere il duro lavoro nei campi e di avere dei fondi per comperare i prodotti utili per l’agricoltura (per esempio il concime che si vende caro nei consorzi agrari). A volte il contadino prima di andare a lavorare nei campi non ha niente da mangiare. Siamo convinti che l’uomo affamato non può zappare.

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Un’altra miseria della nostra gente è che il lavoro si fa solo con la zappa; non ci sono in giro dei trattori da poter nemmeno affittare; di conseguenza i campi sono stretti perché fatti con le mani e la produzione non basta per nutrire tutta la famiglia. Il terreno coltivabile c’è; ma la forza fisica è limitata. Il nostro augurio è di poter avere a disposizione un giorno un trattore per aumentare la superficie dei campi e produrre ancora di più. Grazie per la vostra collaborazione in merito. Il progetto di agricoltura è molto importante perché dobbiamo risolvere la questione della fame prima di pensare a qualsiasi altro progetto di sviluppo o di emancipazione. Lì si gioca il destino del popolo; non possiamo fare nessuna proposta di sviluppo a qualcuno che muore di fame. Diamo prima da mangiare alla persona e poi dopo si può discutere delle altre cose e dei grandi progetti. Per l’allevamento delle caprette, teniamo ancora in banca soldi per l’acquisto di 56 caprette. Pure lì abbiamo pensato ad un consorzio che permetta alle famiglie di accudire e far crescere, con i consigli di un veterinario, un certo numero di caprette. Entro novembre potremo avviare pure questo progetto, dopo aver organizzato un convegno con un medico veterinario del posto per dei consigli pratici e dopo che le famiglie hanno costruito gli appositi recinti per evitare incidenti alle caprette. Ecco in breve la nostra vita e le nostre preoccupazioni per un futuro migliore del nostro popolo. Grazie al comitato dell’Associazione, grazie ai diversi membri; grazie a tutte le persone di buona volontà. A voi tutti un sincero e sentito GRAZIE. Don Giuliano

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