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STORIA + Eserciziario
Pop Podcast
Educazione Civica
STEM Lab
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Pop Podcast
Educazione Civica
STEM Lab
4 Gli Indoeuropei
5 Le migrazioni
Delle nuove città
IL MONDO GRECO
QUADRO DI CIVILTÀ
I Greci
10 Dove e quando
11 Società La polis
12 VIAGGIO CON POP
Nella polis greca
14 Atene
La prima democrazia • Tre gruppi sociali
15 EDUCAZIONE CIVICA
Democrazie antiche e moderne
16 Sparta
Una società oligarchica • Tre gruppi sociali
18 Attività
L’agricoltura e l’allevamento • L’artigianato • La navigazione e il commercio
19 Le colonie
La prima migrazione • La seconda migrazione
20 Le guerre contro i Persiani
l’impero persiano
21 La prima guerra persiana • La seconda guerra persiana
22 SVILUPPO LE COMPETENZE
La battaglia delle termopili
23 La decadenza delle polis greche
Le guerre del Peloponneso
24 Religione
Una religione politeista
25 Il tempio greco • L’oracolo
26 I giochi olimpici...
27 ... per ordine di un dio
28 Cultura e tecnologia
L’importanza della cultura greca • L’alfabeto e le opere
scritte • La filosofia e le scienze
29 Architettura, scultura e pittura • La storia • Il teatro
30 DALLA SINTESI...
I greci
I Macedoni 34 Dove e quando
Alessandro Magno • La costruzione dell’impero
L’organizzazione dell’impero • I regni ellenistici
37 La civiltà ellenistica
Società • Attività
Un sovrano, molte tribù • L’agricoltura e l’allevamento
Religione
Dal politeismo all’influenza orientale
38 Cultura e tecnologia
La ricerca scientifica
39 L’arte
31 ALLA MAPPA 32 VERIFICA LE TUE CONOSCENZE
47 I Popoli italici • Gli etruschi • I fenici e i greci • I celti
48 I popoli italici del nord
I Liguri • I Camuni • I Veneti
49 I Terramare • I Celti • I Villanoviani
50 I popoli italici del centro e del sud
Gli Umbri • I Sanniti
51 Gli Iapigi • I Sardi
GLI ETRUSCHI
QUADRO DI CIVILTÀ
Gli Etruschi
54 Dove e quando
55 Società
Le città • L’organizzazione sociale
56 L’abbigliamento • Le abitazioni • L’alimentazione • I divertimenti
57 Attività
L’agricoltura e l’allevamento • L’artigianato e il commercio
58 Religione
Gli dèi • La divinazione
59 La vita dopo la morte • La necropoli
60 SVILUPPO LE COMPETENZE
La necropoli di Tarquina
61 Cultura e tecnologia
La scrittura • L’arco e la volta • La lavorazione dei metalli
62 DALLA SINTESI...
63 ALLA MAPPA
64 VERIFICA LE TUE CONOSCENZE
I popoli italici
L’ANTICA ROMA
QUADRO DI CIVILTÀ
70 STEM LAB
La tecnologia nella ricerca archeologica
I Romani: la monarchia e la repubblica
72 Dove e quando
73 La leggenda sulla fondazione
74 La monarchia
Il re, il Senato e i comizi curiati
75 I sette re di Roma
76 La repubblica
La riorganizzazione del potere • I magistrati
77 Società
I patrizi • I plebei • Gli schiavi
78 Plebei contro Patrizi
79 Le conquiste dei plebei
80 La famiglia romana
81 La moda • I banchetti
82 Attività
Agricoltura e allevamento • Artigianato e commercio
83 Religione
Una religione politeista
84 Cultura e tecnologia
L’influenza etrusca e greca • I mosaici • La letteratura
85 L’educazione
86 La conquista della penisola italica Etruschi e Latini
87 Le guerre sanniche • La guerra contro Taranto
88 La conquista del Mediterraneo
Le guerre contro Cartagine • La prima guerra punica
89 La seconda guerra punica • La terza guerra punica
90 L’organizzazione del territorio • L’accampamento romano
91 L’organizzazione militare • Soldati di professione • L’addestramento
92 L’influenza della cultura greca • La diffusione del teatro
93 La crisi della repubblica
La situazione sociale • Le guerre civili
94 DALLA SINTESI...
95 ALLA MAPPA
96 VERIFICA LE TUE CONOSCENZE
I Romani: la monarchia e la repubblica
L’Impero romano
98 Dove e quando
99 Giulio Cesare
100 L’eredità di Cesare • Ottaviano Augusto
101 Società
102
L’organizzazione dell’impero
Le case popolari
103 Le case signorili
104 Attività
La ripresa economica • L’agricoltura • L’attività edilizia e l’artigianato • Il commercio
105 Tecnologia
Le strade • Gli acquedotti
106 VIAGGIO CON POP
Nella Roma imperiale
108 Il foro
109 Gli archi di trionfo
110 SVILUPPO LE COMPETENZE
Pompei, cronaca di un’eruzione
111 SVILUPPO LE COMPETENZE
112
La rinascita di Pompei
Dopo Augusto
Il sistema ereditario • Il sistema dell’adozione
113 Religione
114
115
Gesù di Nazareth • Una nuova religione
Le persecuzioni dei cristiani
EDUCAZIONE CIVICA
La libertà di culto
116 Le popolazioni germaniche
I Barbari • La religione dei Barbari
117 I Barbari e l’impero • Le invasioni
118
La fine dell’impero
La crisi • La riforma di Diocleziano
119 La divisione dell’impero
120 DALLA SINTESI...
121
ALLA MAPPA
122 VERIFICA LE TUE CONOSCENZE
123
L’impero romano
POP PODCAST
125 io e... LA STORIA - AUTOVALUTAZIONE
126 ESERCIZIARIO

Lo scorso anno abbiamo viaggiato attraverso il tempo e lo spazio per conoscere le prime civiltà, nate lungo i grandi fiumi e le coste del Mediterraneo. Nel IV millennio a.C. sorsero, quasi contemporaneamente, le civiltà mesopotamiche e quella degli Egizi. Nel lontano Oriente, invece, si svilupparono la civiltà indiana e quella cinese. Nel II millennio a.C., poi, nacquero le civiltà dei Micenei, dei Cretesi, degli Ebrei e dei Fenici.
Mentre fiorivano le civiltà più antiche, nelle steppe asiatiche vivevano popoli di pastori nomadi, che si sparsero in India e in Europa: per questo gli storici li hanno chiamati Indoeuropei.

A partire dal II millennio a.C., alcuni gruppi di indoeuropei cominciarono a spostarsi verso sud, dove diedero vita alle civiltà degli Ittiti e degli Assiri, studiate lo scorso anno; altri si diressero a ovest, verso l’Europa centrale, la Grecia e la penisola italica.


METODO P O P
P RIMA O SSERVO P OI... RIFLETTO


Dalla fusione della cultura indoeuropea con quella delle popolazioni locali, si svilupparono le grandi civiltà del I millennio a.C., che studieremo quest’anno: la civiltà greca e quella macedone, e poi le civiltà italiche (tra le quali quella degli Etruschi) e quella degli antichi Romani.
Osserva le immagini e scrivi sotto ciascuna di esse se è relativa:
● alla civiltà greca
● alla civiltà macedone
● a una civiltà italica
● alla civiltà degli antichi Romani

La Grecia è una penisola che si protende nel Mediterraneo orientale ed è circondata da numerose isole, la più grande delle quali è l’isola di Creta.
A partire dal II millennio a.C., in Grecia si svilupparono quattro grandi civiltà. L’anno scorso abbiamo studiato quella minoica (nata sull’isola di Creta) e quella micenea (fiorita nel Peloponneso).
Quest’anno, invece, studieremo innanzitutto la civiltà greca classica, che arrivò a conquistare anche le regioni meridionali della penisola italica, alcuni territori del nord Africa e alcune regioni delle attuali Francia e Spagna. Passeremo poi alla civiltà macedone che, partendo da una regione che si trova a nord della Grecia, giunse fino alla valle dell’Indo.


SVILUPPO LE COMPETENZE
LEGGO LE CARTE E INTERPRETO LE LINEE DEL TEMPO
Osserva la carta e svolgi le attività.
● Quale civiltà si è spinta più a ovest?
● Quale, invece, si è spinta più a est?
Osserva la linea del tempo e rispondi.
● Quale civiltà ha avuto inizio prima delle altre?
● Quale civiltà è durata più a lungo?
CIVILTÀ DEI GRECI
CIVILTÀ DEI MACEDONI



Una grande catena montuosa attraversa il territorio della Grecia da nord a sud. Lungo la costa, allo sbocco delle valli, ci sono alcune piccole pianure coltivabili. La risorsa principale, pertanto, è il mare, pescoso e facile da attraversare per raggiungere le terre vicine.
2500 a.C
2000 a.C 1500 a.C.
a.C. 500 a.C.
Nell’antica Grecia, nella città di Atene, è nata la prima forma democrazia della storia.
Che cosa significa, secondo te, la parola “democrazia”? Fai delle ipotesi.
Il territorio greco è per lo più montuoso. Per questo motivo, i Greci hanno dovuto dedicarsi ad attività alternative all’agricoltura e all’allevamento.
A quali attività, secondo te, si sono dedicati in particolare gli antichi Greci?
METODO P O P
P RIMA O SSERVO P OI... RIFLETTO
Confronta le due cartine. Quali Stati oggi si trovano sul territorio in cui si sono sviluppate le civiltà dell’antica Grecia?




I Greci erano politeisti e immaginavano i loro dèi con aspetto, sentimenti e difetti umani.
Quali nomi di divinità greche conosci? Quali funzioni venivano loro attribuite?
La lingua greca, come leggerai nelle pagine che seguono, è diventata a un certo punto una lingua comune a molti popoli, dal sud Italia fino al fiume Indo. Quale lingua oggi è diffusa al punto da essere usata per comunicare da popoli diversi?

I primi abitanti della Grecia furono i Pelasgi, ma nel II millennio a.C. alcune popolazioni indoeuropee si stabilirono in diverse zone del territorio: i gruppi più numerosi erano gli Eoli, gli Ioni e gli Achei (conosciuti come Micenei).
Intorno al 1200 a.C. si aggiunsero i Dori, che erano pastori e guerrieri e usavano armi in ferro e carri da guerra. L’arrivo dei Dori segnò la fine della civiltà micenea. Le popolazioni che abitavano lungo le coste dell’Egeo scapparono verso le isole; inoltre, cessarono i commerci e si perse l’uso della scrittura.
Col tempo, la cultura dei Dori si fuse con quella delle popolazioni locali e da questo incontro, nell’VIII secolo a.C., ebbe origine la civiltà greca. Lentamente, ricominciarono anche i rapporti con i popoli del Mediterraneo e in particolare con i Fenici, da cui i Greci impararono l’uso della scrittura alfabetica.
- IONI


Ceramica del IX secolo a.C. I disegni testimoniano l’uso del cavallo e del carro da
SVILUPPO LE COMPETENZE
INTERPRETO LE LINEE DEL TEMPO
Osserva la linea del tempo e completa.
di Cristo
A partire dal 2000 a.C. giunsero nel territorio della Grecia
Intorno al 1200 a.C. arrivarono i che posero fine alla civiltà
La civiltà greca ebbe origine nell’
I Dori erano organizzati in villaggi, ciascuno dei quali era governato dal guerriero più valoroso, che era anche il proprietario di molte terre, bestiame e schiavi.
Intorno al IX secolo a.C., alcuni villaggi si fusero tra loro e diedero origine a nuove città.
Nell’VIII secolo a.C. in tutto il territorio greco si svilupparono città-stato indipendenti, chiamate poleis (al singolare polis), governate dai capi dei villaggi da cui avevano avuto origine.
Questo tipo di governo viene definito dagli storici oligarchia, cioè governo di pochi. Molte poleis conservarono nel tempo l’organizzazione oligarchica; alcune di esse, invece, diedero vita alle prime forme di democrazia. Tra le poleis più importanti vi furono Sparta, Atene e Tebe. Benché divisi in città-stato, i Greci formavano un unico popolo: parlavano la stessa lingua, credevano negli stessi dèi e avevano le stesse tradizioni.
Polis: parola greca che indicava sia la città sia la comunità che la abitava.
Democrazia: dalle parole greche demos (popolo) e kratos (potere), indica una forma di governo in cui il potere decisionale è nelle mani del popolo.

L’oracolo di Apollo a Delfi è uno dei più antichi santuari dei popoli greci. Probabilmente esisteva già al tempo dei Micenei.
STUDIO CON METODO
SOTTOLINEO E IMPARO
Sottolinea nel testo le risposte alle domande.
● Che cos’erano le poleis?
● Qual è il significato della parola oligarchia?
● Perché è possibile considerare i Greci un popolo unico?
CURIOSITÀ POP
La Grecia oggi è una Repubblica con oltre 10 milioni di abitanti e fa parte dell’Unione europea. Nonostante la crisi economica che ha dovuto affrontare negli ultimi anni, può sempre contare su importanti risorse come l’agricoltura, la pesca e soprattutto il turismo. La Grecia è infatti famosa in tutto il mondo per i siti archeologici, per la bellezza delle coste e delle numerose isole.
La capitale è Atene, una città in cui la modernità si mescola con l’antichità, testimoniando la grandezza dell’antica polis di epoca classica. Sulla collina dell’acropoli sono visibili i resti del Partenone, il maestoso tempio dedicato alla dea Atena. Inoltre, importanti musei conservano vasi, gioielli e sculture del passato.
La polis comprendeva anche la chora, cioè la campagna situata al di là delle mura, formata da pascoli e campi coltivati.


Il teatro era costruito all’aperto, di solito sul lato della collina su cui sorgeva l’acropoli. Era considerato un luogo importante per l’educazione dei cittadini.
Se la città si trovava vicino alla costa, aveva un porto usato per il commercio.
Il più importante era quello di Atene, chiamato Porto del Pireo
Come tutte le città-stato dell’antichità, la polis greca era formata dalla città vera e propria e dalla campagna circostante (chora). La struttura ricordava ancora la città micenea: aveva una parte alta (acropoli), dove sorgevano gli edifici più importanti, e una parte bassa (astu), dove i cittadini svolgevano tutte le loro attività. La polis, però, era molto diversa dalla città micenea: l’acropoli, infatti, non era dominata dal palazzo del re, ma dai templi degli dèi che proteggevano la città. Nella città bassa sorgevano case e botteghe, costruite intorno all’agorà, la piazza in cui i cittadini si riunivano per prendere decisioni.
L’acropoli era collegata all’agorà da una strada lungo la quale, durante le feste religiose, si svolgevano le processioni.

Intorno all’agorà c’erano i portici per camminare e discutere, i palazzi del governo e il tribunale. Nella piazza ogni giorno si teneva il mercato dove gli abitanti delle campagne mettevano in vendita i loro prodotti.
I templi di grandi dimensioni erano ornati con colonne e statue.
I Greci consideravano importante l’attività fisica e non potevano mancare i luoghi per le attività sportive, come lo stadio e il ginnasio (palestra).
SVILUPPO LE COMPETENZE
OSSERVO E IMPARO
Rileggi la descrizione della polis greca e spiega che cosa la distingue da una città micenea.

Su questo coccio di terracotta, detto ostrakon, i cittadini di Atene potevano scrivere il nome di una persona che volevano allontanare dalla città perché ritenuta pericolosa per la democrazia (ostracismo).
La città di Atene sorge nell’Attica, una penisola situata a nord-est del Peloponneso. Intorno all’VIII secolo a.C. era già una città ricca e potente, che controllava un porto fiorente e una fertile pianura. Il potere era in mano a un gruppo di aristocratici, esponenti delle famiglie più importanti che governavano secondo i propri interessi. Verso la fine del VI secolo a.C., il popolo si ribellò e ottenne il diritto di partecipare al governo della città. Nasceva così la democrazia, una nuova forma di governo in cui tutti i cittadini potevano esprimere la propria opinione e votare le leggi.
Tre gruppi sociali
Gli abitanti di Atene erano divisi in tre categorie: i cittadini e i meteci, che erano uomini liberi, e gli schiavi.
I cittadini avevano il diritto e il dovere di partecipare all’assemblea, chiamata ecclesìa, in cui si stabilivano le leggi e si eleggevano arconti, che amministravano la giustizia, e strateghi, che comandavano l’esercito. I cittadini, inoltre, avevano il dovere di difendere la città. Per essere cittadini era necessario essere maschi, adulti e figli di altri cittadini. Le donne e i bambini non avevano diritti.
I meteci erano gli stranieri che vivevano e lavoravano in città. Per avere il diritto di soggiornare ad Atene ed esercitare la propria attività, dovevano pagare una tassa. Erano tutelati dalle leggi ma, a differenza dei cittadini, non potevano possedere terre o case, né partecipare alla vita politica. Gli schiavi, molto numerosi, non avevano alcun diritto.
STUDIO CON METODO
ORGANIZZO LE INFORMAZIONI
Completa lo schema con le informazioni relative alla società ateniese.
privi di diritti
Oggi molti Paesi del mondo, tra cui l’Italia, sono Stati democratici. Tra le democrazie moderne e quelle antiche ci sono tuttavia significative differenze.
La democrazia ateniese era diretta, quella italiana è indiretta. Ad Atene tutti coloro che ne avevano il diritto partecipavano all’assemblea e votavano direttamente le proposte politiche.
In Italia, invece, i cittadini eleggono i propri rappresentanti a cui si affidano per le decisioni politiche. Gli Stati moderni, infatti, comprendono decine di milioni di persone, e sarebbe impossibile esercitare la democrazia in maniera diretta.
Nell’antichità le persone non erano considerate tutte uguali: c’erano uomini liberi e schiavi, e i ricchi godevano di privilegi che i poveri non avevano. Ad Atene, per esempio, potevano votare solo i cittadini maschi, liberi e nati nella città.
Oggi tutti, uomini e donne, ricchi e poveri, hanno pari diritti e possono partecipare alla vita politica quando diventano maggiorenni. Il voto esteso a tutti i cittadini, definito suffragio universale, è una conquista abbastanza recente: in Italia, per esempio, le donne possono votare soltanto dal 1946.
Leggi le frasi nei riquadri, poi:

per scegliere tra Monarchia e Repubblica. Vinse la Repubblica.
● ripassa la cornice in rosso se il concetto espresso si riferisce a una democrazia moderna;
● ripassa la cornice in verde se il concetto espresso rimanda all’antica democrazia ateniese.
Le persone hanno pari diritti. Possono votare solo i cittadini maschi, liberi e nati nella città.
Leggi l’articolo 48 della nostra
Tutti i cittadini partecipano all’assemblea e prendono decisioni.
I cittadini eleggono rappresentanti cui si affidano per le decisioni politiche.
Le donne non possono votare.
Costituzione sul diritto di voto. Secondo te, in Italia, sarebbe possibile la pratica ateniese dell’ostracismo? Parlane con i compagni e l’insegnante.
Tutti possono votare appena diventano maggiorenni.
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. [...] ART. 48


I resti dell’antica Sparta.
Sparta fu fondata dai Dori nel X secolo a.C. in un’area montuosa del Peloponneso. La città aveva un governo oligarchico formato da:
• due re, che avevano il compito di guidare l’esercito in guerra;
• la gherusia, cioè l’assemblea degli anziani, che prendeva tutte le decisioni più importanti;
• l’apella, l’assemblea dei cittadini, che approvava o respingeva le decisioni della gherusia;
• gli efori, che controllavano l’attuazione delle decisioni prese dalle due assemblee.
Tre gruppi sociali
A Sparta la popolazione era suddivisa in tre classi sociali chiuse: gli spartiati e i perieci, che erano uomini liberi, e gli iloti.
Gli spartiati erano i discendenti degli antichi Dori. Dedicavano la loro vita alle attività militari in difesa della città ed erano i soli ad avere il diritto e il dovere di partecipare al governo attraverso le assemblee.
I perieci erano gli abitanti dei territori controllati da Sparta e praticavano il commercio e l’artigianato. In caso di guerra dovevano combattere ma non potevano partecipare al governo della città.
Gli iloti erano schiavi di proprietà dello Stato e provenivano dalle popolazioni sottomesse. Vivevano nei villaggi e coltivavano la terra degli spartiati.
Le donne di Sparta partecipavano alla vita pubblica e praticavano attività sportive.
STUDIO CON METODO
ORGANIZZO LE INFORMAZIONI
Completa lo schema con le informazioni relative alla società spartana.
liberi
Gli Spartani
privi di diritti
CURIOSITÀ POP
LO SAPEVI?
Sai come vivevano i bambini nell’antica Grecia? Eccoti due lettere, una di una bambina ateniese e una di un bambino spartano. Leggile e rispondi alle domande che seguono.
DELIA DA ATENE
Ho otto anni e mi chiamo Delia. Vivo nel gineceo, la parte della casa riservata alle donne, con la mamma, la nutrice e tutte le altre donne di casa. Con me ci sono anche i miei fratelli più piccoli, Aristide e Cleone. Nel gineceo noi bambini ci divertiamo con tanti giochi, ad esempio trottole, animaletti di terracotta, bambole... La nutrice ci racconta le storie degli dèi e degli eroi oppure delle favole e noi la ascoltiamo con attenzione. Aristide, che ha sei anni, dal prossimo anno andrà a scuola per imparare a diventare un buon cittadino. Uscirà tutte le mattine e tornerà al tramonto, dopo essere stato in palestra.
vedi word
● E tu, cosa fai? Vuoi rispondere e raccontare qualcosa di te a Delia?
AGIDE DA SPARTA
Il mio nome è Agide, sono un ragazzo spartano di nove anni. Da due anni ormai vivo separato dalla mia famiglia nelle grandi case dei soldati. Studio e mi alleno per diventare abile e forte.
I maestri ci insegnano a leggere e a scrivere, e impariamo le storie degli eroi. Certo, la maggior parte del tempo è dedicata all’esercizio fisico: gare di corsa, lotta libera, lancio del giavellotto e duelli con la spada.
Gli istruttori sono molto duri e se non obbediamo ci puniscono. A volte, per metterci alla prova, ci mandano fuori dalla città da soli e dobbiamo sopravvivere, procurarci da mangiare come se fossimo soldati in un territorio nemico. Mia sorella, invece, impara a leggere e a scrivere e pratica sport, così diventerà una donna forte e potrà avere figli forti.
● E tu, come trascorri le tue giornate? Cosa fai? Vuoi rispondere e raccontare qualcosa di te ad Agide?



Oggetti di artigianato greco.

CURIOSITÀ POP
In passato, il valore della moneta dipendeva dalla quantità di oro o argento che conteneva.
Oggi non è più così: le monete e le banconote hanno un valore convenzionale, ben diverso da quello del metallo o della carta con cui sono fabbricate!
Ma come venivano realizzate, o meglio coniate, le monete? Il conio era un cilindro di bronzo su cui era incisa l’immagine che doveva comparire su una faccia della moneta.
Il tondo di metallo veniva messo, appena fuso, tra due coni e martellato energicamente, in modo che le immagini rimanessero impresse sulle due facce.


Le attività economiche praticate dai Greci erano fortemente condizionate dalle caratteristiche del territorio. I numerosi rilievi della penisola, infatti, ostacolavano le comunicazioni e la produzione di cereali era scarsa per la mancanza di grandi pianure e di fiumi.
Il clima mite, tuttavia, favoriva la coltivazione di viti e ulivi. Le colline più aride erano destinate al pascolo di capre e pecore, dalle quali si ricavavano carne, latte e lana.
Gli artigiani realizzavano stoffe, armi e oggetti di uso quotidiano, ma anche sculture, gioielli e vasi di grande valore artistico, che venivano richiesti da tutti i popoli del mondo antico.
La presenza del mare e la miriade di isole favorivano la navigazione, la pesca e il commercio, che diventò in poco tempo l’attività più importante.
I mercanti greci furono tra i primi a utilizzare la moneta al posto del baratto. Ogni polis aveva monete in oro e argento e il loro valore dipendeva dalla quantità di metallo in esse contenuta.
STUDIO CON METODO
LEGGO E COMPRENDO
Completa le frasi.
● Le attività praticate dai Greci erano
● La presenza del mare e delle isole favoriva
● I mercanti greci furono i primi a
Poiché il territorio della Grecia era montuoso e povero di risorse, quando la popolazione cresceva troppo, intere comunità dovevano emigrare alla ricerca di nuove terre. Arrivate a destinazione, fondavano una nuova polis indipendente, una colonia, che però manteneva un legame di collaborazione con la città d’origine. La prima grande migrazione avvenne tra XI e X secolo a.C., quando l’invasione dei Dori spinse le popolazioni costiere a stabilirsi sulle isole dell’Egeo e sulle coste dell’Anatolia (l’attuale Turchia).
La seconda migrazione
Tra l’VIII e il VII secolo a.C. avvenne, invece, la seconda migrazione: in questo caso, furono gli stessi governanti delle poleis della Grecia a organizzare spedizioni per fondare colonie lungo le coste del Mediterraneo e sul Mar Nero. I coloni raggiunsero prima l’Italia meridionale e la Sicilia, poi si spinsero fin sulle coste della Francia e della Spagna, dove erano già presenti ricche colonie fenicie.
L’Italia meridionale e la Sicilia presero il nome di Magna Grecia (Grande Grecia), per l’estensione del territorio e per il gran numero di ricche e potenti città.
SOTTOLINEO E IMPARO
Sottolinea nel testo seguendo le indicazioni:
● in rosso le date corrispondenti alle due fasi di colonizzazione;
● in verde le regioni colonizzate;
● in azzurro le cause della colonizzazione.
SVILUPPO LE COMPETENZE
LEGGO LE CARTE
Osserva la carta geo-storica e rispondi.
● Su quali mari si affacciavano le colonie greche?
● Scrivi i nomi di tre colonie della Magna Grecia presenti sul territorio italiano.

Prima colonizzazione
Seconda colonizzazione

Bassorilievo raffigurante il re persiano Dario.

L’impero persiano
Nel V secolo a.C. i Greci erano la massima potenza del Mediterraneo.
A Oriente, tuttavia, il popolo dei Persiani aveva fondato un vasto Impero e continuava ad ampliare i propri domini, che andavano dal fiume Indo fino alle coste del Mediterraneo e all’Egitto.
I popoli sottomessi mantenevano le proprie tradizioni e una certa indipendenza economica, ma dovevano pagare tributi in denaro e fornire uomini per l’esercito.
Le colonie greche conquistate dai Persiani non intendevano accettare che la loro libertà venisse limitata. Perciò, guidate dalla ricca città di Mileto e sostenute dalle poleis greche, nel 499 a.C. si ribellarono. Questi fatti offrirono al re persiano Dario l’occasione per tentare di conquistare tutta la Grecia.
STUDIO CON METODO
SOTTOLINEO E IMPARO
Sottolinea nel testo le risposte alle seguenti domande.
● Quali erano i confini dell’Impero persiano?
● Quali furono le cause del conflitto?
● Quale città guidò la ribellione delle colonie greche? Resti della polis di Mileto.

L’impero persionano nel momento della sua massima espansione
Nel 490 a.C., Dario organizzò una prima spedizione contro la Grecia. Le navi portarono l’esercito persiano fin sulle coste greche: una parte sbarcò nella pianura di Maratona, a 40 chilometri da Atene, mentre l’altra proseguì verso il porto della città con l’intenzione di chiuderla tra due fuochi.
Lo scontro avvenne nella pianura di Maratona, dove i soldati ateniesi guidati dal generale Milziade sconfissero i Persiani.
La sconfitta fu così pesante e imprevista che Dario fu costretto a porre fine alla spedizione.
La seconda guerra persiana
Nel 480 a.C., dieci anni dopo la prima sconfitta, i Persiani tornarono all’attacco e Serse, il figlio di Dario, condusse un immenso esercito nel cuore della Grecia. Atene, Sparta e altre poleis si allearono per tentare di difendersi. Gli Spartani, guidati da Leonida, cercarono di bloccare i Persiani al passo delle Termopili, una stretta gola tra le montagne che collegava il Nord della Grecia con la pianura ateniese.
Gli Ateniesi rafforzarono la flotta per respingere gli assalti dal mare, ma il nemico riuscì a raggiungere Atene e a incendiarla.
Gli Spartani, allora, si ritirarono verso l’Istmo di Corinto per organizzare la difesa, mentre gli Ateniesi, sotto la guida di Temistocle, attirarono la flotta persiana in un agguato nei pressi di Salamina e la distrussero.
L’esercito persiano, rimasto isolato e senza rifornimenti, cominciò a ritirarsi verso nord.
La sconfitta definitiva arrivò nel 479 a.C., in seguito all’attacco contemporaneo degli Spartani a Platea e della flotta ateniese a Micale

STUDIO CON METODO
LEGGO E COMPRENDO
Rispondi alle seguenti domande.
● Dove si svolse il primo scontro tra Greci e Persiani?
● Quali erano i nomi dei condottieri ateniesi e spartani?
● Quali furono i risultati delle battaglie di Salamina e Platea?
Monumento che rappresenta Leonida alle Termopili.

Lo storico greco Erodoto racconta le vicende delle guerre greche contro i Persiani. Dal brano riportato di seguito si possono ricavare informazioni sul modo di combattere e di pensare dei Greci.
Leggi attentamente il testo e poi scegli le affermazioni corrette.



Ai Greci che difendevano le Termopili fu predetto che sarebbero morti all’alba dall’indovino Megistia, dopo che aveva interpretato le vittime dei sacrifici. Le sentinelle, allo spuntar del giorno, corsero giù dalle alture segnalando l’arrivo dei Persiani. A questa notizia i Greci ebbero paura e discutevano di una eventuale ritirata, invece Leonida [il comandante spartano] decise di restare lì, ma permise agli alleati di ritornare alle loro città se lo volevano.
A difendere il passo rimasero lui e i suoi trecento Spartiati. Leonida, dopo essersi comportato veramente da valoroso, cadde in questo combattimento con tutti i suoi compagni.
In onore di quanti furono sepolti esattamente là dove caddero, sono scolpite le seguenti parole: “Straniero, porta a Sparta la notizia che noi giacciamo qui, obbedendo alle sue leggi”.
Le storie, Libro VIII
● Dopo la predizione di una sconfitta rovinosa: tutti i soldati sono lasciati liberi di ritirarsi. a difesa del passo restano solo gli Spartiati.
● I guerrieri spartani: anteponevano la gloria in battaglia alla vita. attribuivano maggiore importanza alla vita che alla gloria in battaglia.
● I corpi dei caduti in battaglia vengono: ricondotti nella loro polis. seppelliti nel luogo nel quale i soldati sono morti.
Dopo aver allontanato il pericolo dell’invasione persiana, Atene e Sparta tornarono a essere rivali stringendo alleanze (dette “leghe”) con altre poleis. Sparta rafforzò il suo controllo sulle poleis del Peloponneso ( del Peloponneso governi democratici o temevano Sparta (
Le guerre del Peloponneso
La rivalità tra Atene e Sparta sfociò in una lunga guerra, che durò al 404 a.C. loponneso sconfitte da entrambe le parti, finché
Le poleis uscirono dalla guerra così do di difendersi dai nemici che arrivarono in seguito. In guerra il 338 a.C. viene considerato l’anno in cui esse dipendenza
STUDIO CON METODO
LEGGO E COMPRENDO
Rispondi alle seguenti domande.
● Dopo le guerre persiane Atene e Sparta tornarono rivali. V F
● Atene si pose a capo della Lega del Peloponneso. V F
● La guerra del Peloponneso durò fino al 404 a.C.
● Le poleis uscirono dal conflitto più forti di prima.
V F
V F
I soldati greci, chiamati opliti, erano fanti con armature pesanti. Il termine oplita deriva da oplon, il loro tipico scudo.

SVILUPPO LE COMPETENZE
LAVORO CON LE FONTI
Osserva la pittura vascolare e descrivi l’esercito greco: Che cosa indossano i soldati sulla testa? Che cosa portano in mano?
Perché tra loro c’è un suonatore di flauto?

Eserciti greci in battaglia.

STUDIO CON METODO
COLLEGO E IMPARO
Collega il nome della divinità al cartellino giusto.
I Greci erano politeisti e immaginavano i loro dèi con aspetto, sentimenti e difetti umani: capricciosi, invidiosi, gelosi e protettivi.
A differenza degli uomini, però, gli dèi erano immortali e potenti, controllavano le forze della natura e potevano scatenarle per punire i mortali.
Al di sopra di tutti vi erano tre grandi dèi, tra loro fratelli: Zeus, dio del cielo, che abitava sulla cima del Monte Olimpo; Poseidone, dio del mare, che viveva nel profondo Oceano; Ade, dio del mondo dei morti, che stava nelle profondità della Terra.
I loro figli e le loro spose proteggevano quasi tutte le attività umane: Ares era il dio della guerra; Atena la dea della sapienza; Afrodite la dea dell’amore; Ermes, il messaggero degli dèi, proteggeva i mercanti, i viaggiatori e i ladri.
I Greci credevano che la durata della vita degli uomini dipendesse da tre divinità, le Moire. Esse erano guidate da una forza suprema, il Fato, a cui né uomini né dèi potevano opporsi. Erano rappresentate come tre donne che filavano:
• Cloto intrecciava le fibre e formava il filo (la nascita);
• Lachesi lo avvolgeva sul fuso e ne stabiliva la lunghezza (la durata della vita);
• Atropo recideva il filo con lame affilate (la morte).

In Grecia i templi erano considerati le dimore terrene degli dèi e, perciò, venivano costruiti con grande cura e con materiali preziosi e resistenti.
Sorgevano sull’acropoli, la parte alta della città, e avevano tutti la stessa struttura. La base era una piattaforma a gradini, circondata da una serie di colonne verticali, che reggevano le travi orizzontali e il tetto.
La parte più interna era la cella, dove era posta la statua del dio e in cui solo i sacerdoti potevano entrare. I fedeli compivano i loro sacrifici e pregavano all’esterno, presso un altare costruito davanti al tempio.
I templi stupivano e impressionavano i fedeli con la loro bellezza: le travi e il frontone (il triangolo sopra la facciata) erano ornati da splendidi bassorilievi e gruppi di statue che raccontavano storie sacre. Tutto era dipinto a colori vivaci, così che potesse essere ben visibile anche a grande distanza.
L’oracolo
Alcuni templi erano luoghi di culto comuni a tutte le città: venivano chiamati santuari panellenici, cioè di tutti i Greci. In questi santuari risiedeva un oracolo, cioè un sacerdote attraverso cui il dio faceva conoscere la propria volontà.
All’oracolo si poteva chiedere un parere sul modo di condurre una guerra o su come trovare moglie: egli riferiva la domanda al dio e leggeva la risposta in segni particolari.
L’oracolo di Zeus, per esempio, interpretava il fruscio delle foglie della quercia sacra al dio; a Epidauro, il dio della medicina, Asclepio, parlava direttamente ai fedeli mentre dormivano e rivelava le cure per i loro mali.
L’oracolo più famoso era quello di Apollo a Delfi. Il santuario più frequentato era quello di Zeus a Olimpia, dove tutti i cittadini Greci si riunivano ogni quattro anni per i giochi panellenici in onore del dio: le Olimpiadi.

Il Tempio della Concordia, ad Agrigento.
Particolare dell’Eretteo, uno dei templi dell’acropoli di Atene. Fu costruito nel punto in cui si sarebbe svolta la contesa tra Atena e Poseidone per dare il nome alla città.
STUDIO CON METODO
SOTTOLINEO E IMPARO
Sottolinea nel testo le risposte alle seguenti domande.
● Dove si facevano i sacrifici agli dèi?
● Chi aveva il permesso di entrare nella cella?

● Chi era l’oracolo?
SVILUPPO LE COMPETENZE
LAVORO CON LE FONTI
Nelle immagini presenti nelle due pagine sono raffigurate alcune competizioni sportive delle antiche Olimpiadi.
Scrivi per ogni immagine lo sport a cui si riferisce.
● pugilato
● corsa
● lotta
● lancio

In onore del re degli dèi ogni quattro anni si tenevano le Olimpiadi, le feste più importanti della Grecia. Il nome deriva dal luogo in cui si svolgevano: il santuario di Zeus a Olimpia, nel Peloponneso.
Da ogni città e dalle campagne della Grecia e delle colonie arrivavano a Olimpia atleti, sacerdoti, ricchi proprietari terrieri, soldati, contadini, artigiani, mercanti... persone di ogni condizione e provenienza, ma tutti greci, maschi, liberi cittadini.
Le feste si svolgevano tra luglio e agosto e duravano una settimana. Il primo giorno era dedicato alle cerimonie religiose. Seguivano cinque giorni di gare sportive, in cui i giovani potevano far mostra del loro valore. Il settimo giorno era di nuovo destinato alle cerimonie religiose in onore di Zeus.
I vincitori delle diverse gare ricevevano come premio una corona d’ulivo. La loro fama era immensa: scultori e pittori li ritraevano perché fossero ricordati e le loro imprese venivano raccontate dai poeti.
Le Olimpiadi erano così importanti che gli antichi Greci contavano gli anni a partire dalla data della prima Olimpiade, che per noi corrisponde al 776 a.C. Durante le Olimpiadi, inoltre, tutte le guerre venivano sospese.


Secondo la tradizione, i giochi olimpici nacquero per ordine di un dio. Ifito, re dell’Elide, la regione dove sorgeva Olimpia, si recò a Delfi per chiedere all’oracolo di Apollo come far cessare le guerre e le pestilenze che devastavano la sua terra. L’oracolo rispose che avrebbe dovuto ripristinare gli antichi giochi in onore di Zeus. Egli allora si accordò con Licurgo, il re di Sparta, per definire una tregua e permettere ai cittadini di tutte le poleis di recarsi a Olimpia per le gare. La tregua era una legge sacra e chi l’avesse violata sarebbe stato escluso per sempre dalla comunità dei popoli greci.
STUDIO CON METODO
LEGGO E COMPRENDO
Rileggi con attenzione i testi e rispondi.
● Chi partecipava alle gare di Olimpia?
● A che cosa serviva la tregua?
Documentati sulle Olimpiadi moderne in relazione ai due punti precedenti, quindi prepara una tabella di comparazione, riportando le somiglianze e le

LE OLIMPIADI ANTICHE E MODERNE
Le Olimpiadi antiche si tennero per l’ultima volta nel 393 d.C. Nel 1896, su iniziativa del francese Pierre de Coubertin, si decise di ripristinare i giochi come momento di incontro pacifico tra i popoli di tutto il mondo. Nel 2024, a Parigi, si sono svolti i XXXIII Giochi Olimpici.

STUDIO CON METODO
LEGGO E COMPRENDO
Rispondi alle domande che seguono.
● Da cosa deriva l’alfabeto greco?
● In che modo venivano conservati i poemi omerici?
● Che cos’è la filosofia?
● Quali importanti scoperte hanno effettuato gli scienziati dell’antica Grecia?
L’importanza della cultura greca
La cultura greca ha avuto una grande influenza sull’Europa e su tutto l’Occidente, tanto che la Grecia viene spesso definita come la “culla della civiltà occidentale”.
L’alfabeto e le opere scritte
Nelle poleis greche, molti cittadini sapevano leggere e scrivere, grazie anche alla semplicità dell’alfabeto greco che derivava da quello fenicio ed era molto diffuso. Dall’alfabeto greco discende anche l’alfabeto latino, da cui derivano sia la lingua italiana che quelle di altri Paesi.
Inoltre, delle opere letterarie più famose, come i poemi omerici, venivano fatte numerose copie, trascritte su lunghi rotoli di papiro. In epoca ellenistica furono fondate grandi biblioteche, grazie alle quali molti testi sono giunti fino a noi.
La filosofia e le scienze


I massimi filosofi greci furono: Socrate (nell’immagine), il suo allievo Platone e Aristotele.
In Grecia è nata la filosofia, che significa letteralmente “amore per il sapere”. L’attività filosofica consiste nel porsi domande su tutto ciò che riguarda l’uomo e l’origine del mondo e nel ricercare delle spiegazioni razionali. Gli uomini si sono sempre posti queste domande ma, fino alla nascita della filosofia greca, le risposte venivano trovate ricorrendo ai miti e alla religione. Il desiderio di conoscenza indusse diversi studiosi a coltivare anche l’indagine scientifica, raggiungendo notevoli risultati nell’aritmetica e nella geometria, nella fisica, nella medicina e nell’astronomia. Per citare solo alcuni grandi nomi, ricordiamo:
• Archimede, che scoprì il principio fisico del galleggiamento;
• Pitagora ed Euclide, che fissarono le basi della matematica;
• Ippocrate, che fece importanti studi di medicina;
• Eratostene, che intuì che la Terra è rotonda e riuscì a calcolarne la circonferenza.
I Greci furono anche grandi artisti e produssero moltissime opere architettoniche e sculture che ancora oggi possiamo ammirare. Costruirono grandi templi, abbelliti con magnifici bassorilievi e altorilievi, e decorati con statue di marmo e di bronzo.
Gli scultori riproducevano con grande precisione le forme del corpo umano e ne rispettavano le proporzioni.
Le pitture sono andate perdute, a eccezione di quelle sui vasi di ceramica, che dimostrano l’abilità dei Greci anche in questo campo.
Alcuni studiosi dell’antica Grecia, come Erodoto e Tucidide, furono i primi a descrivere e a spiegare fatti accaduti nella loro patria e in altri luoghi, cui avevano assistito in prima persona o dei quali avevano sentito parlare da testimoni.
Si può dire, perciò, che i Greci furono gli inventori della disciplina storica. Molte delle informazioni sulle civiltà antiche provengono proprio dai loro scritti.
Un altro elemento importante della cultura greca giunto fino a noi è il teatro. La rappresentazione di commedie e tragedie era una parte fondamentale della vita sociale della polis: andare a teatro era un momento di educazione del cittadino, poiché i testi teatrali proponevano sempre una riflessione su temi importanti, anche nelle rappresentazioni più divertenti.
Ogni città aveva un teatro a cielo aperto, in genere ricavato lungo il fianco di una collina: gli spettatori sedevano su gradinate di pietra, disposte a semicerchio intorno a una piattaforma su cui recitavano gli attori. L’acustica del teatro era eccezionale e, ancora oggi, costituisce un modello di riferimento per l’architettura.

I vasi greci raccontano la storia di questo popolo. In essi sono raffigurate scene della vita quotidiana, oppure tratte dalla storia, dalla mitologia e dai racconti omerici.
Maschera.

Teatro Greco di Taormina.

La civiltà greca fiorì nella penisola greca tra l’800 e il 338 a.C. Nacque dall’incontro tra i Dori e le popolazioni locali.

I Greci erano organizzati in città-stato indipendenti chiamate poleis. Il governo delle città poteva essere affidato a un re o a rappresentanti del popolo, eletti dai cittadini.
Le più importanti erano Sparta, governata da un numero ristretto di persone (oligarchia), e Atene, governata dal popolo (democrazia).
La polis greca era formata dalla città costruita su un’altura e dalla campagna circostante. Nelle póleis convivevano cittadini ricchi e poveri, ma la distinzione più importante nella società era tra cittadini liberi, stranieri e schiavi.
A causa delle caratteristiche del territorio, l’agricoltura non era l’attività principale. Era invece molto fiorente il commercio di alcuni prodotti agricoli e di raffinati oggetti dell’artigianato. Fondarono numerose colonie sulle coste del mar Mediterraneo e del Mar Nero. Quelle del Sud Italia presero il nome di Magna Grecia. Inoltre, dovettero affrontare per due volte l’aggressione dei Persiani. Atene e Sparta si contesero il dominio della Grecia nella Guerra del Peloponneso.
RELIGIONE
I Greci erano politeisti. Immaginavano gli dèi simili agli uomini, sia nell’aspetto sia nel comportamento. Gli dèi, però, a differenza degli uomini, erano immortali. Il più potente era Zeus. In loro onore venivano costruiti templi e santuari. In onore di Zeus ogni quattro anni si tenevano le Olimpiadi, gare sportive.
CULTURA E TECNOLOGIA

I Greci inventarono la filosofia, la storia e il teatro; studiarono la medicina, la matematica, la fisica e l’astronomia. Furono abili architetti, scultori e pittori
Completa la mappa con l’aiuto delle parole chiave evidenziate nella pagina a fianco. Poi utilizzala per esporre a voce l’argomento.
Sono organizzati in , chiamate . Le più importanti sono
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CULTURA E TECNOLOGIA
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1 Osserva le caratteristiche fisiche del territorio su cui si è sviluppata la civiltà greca e rispondi

● La maggior parte del territorio è occupata da: montagne colline pianure
● La principale attività economica era: l’allevamento l’agricoltura il commercio
● Nelle zone più fertili si coltivavano soprattutto: patate e pomodori riso e mais orzo e grano
● Nelle zone più aride erano diffusi: frutteti viti e ulivi risaie
2 Immagina di visitare un museo dedicato all’antica civiltà greca inaugurato da poco nella tua città; scrivi sotto ciascuna foto di quale tipo di reperto si tratta: vaso in ceramica • bassorilievo ateniese • statua di Sparta • maschera in terracotta




3 Completa i testi sull’antica Grecia aiutandoti con le immagini e utilizzando i seguenti termini. tempio • democrazia • agorà • cittadini • pólis • Atena • acropoli
La era racchiusa dalle mura, che contenevano case e botteghe e due spazi pubblici molto importanti: l’ , cioè la piazza dove si tenevano il mercato e le assemblee del popolo, e l’ , la parte alta della città, su cui sorgeva il
della divinità protettrice della città. La dea protettrice della città di Atene era
L’agorà di Atene era il luogo in cui riuniva l’assemblea dei per prendere le decisioni che riguardavano la collettività. Quella di Atene è stata la prima della storia.


4 Indica con una ✘ se le affermazioni sono vere (V) o false (F).
● Le colonie non avevano alcun rapporto commerciale con le póleis greche che le avevano fondate. V F
● Le colonie greche dell’Italia meridionale presero il nome di Magna Grecia, cioè “Bella Grecia”.
● Nelle colonie greche si parlava la stessa lingua della città-madre.
● Esisteva una moneta unica per tutte le città.
• Ti è piaciuta questa unità?
• Quale argomento ti è piaciuto di più? Perché?
• Colora di il quadratino degli esercizi che hai trovato facili e di quello degli esercizi che hai trovato difficili.
SVILUPPO LE COMPETENZE
LEGGO LE CARTE E INTERPRETO LE LINEE DEL TEMPO
Osserva la carta: qual è, secondo te, la capitale del regno macedone?
Osserva la linea del tempo: quali altre forme di potere sono succedute al regno macedone?
CURIOSITÀ POP
LA FALANGE MACEDONE
La falange macedone era una formazione militare formata da sedici file di soldati armati di scudo e di una lancia che poteva essere lunga fino a 9 metri: la sarissa. Le prime file avanzavano con le lance abbassate formando una barriera insormontabile. I soldati delle file seguenti erano pronti ad abbassare le loro lance durante lo scontro, per sostituire i compagni caduti, o a tenerle alte per nascondere i movimenti delle truppe schierate dietro di loro.

In Macedonia, regione a nord della Grecia, si trovava un regno ricco e indipendente che per molto tempo aveva vissuto isolato. Durante le guerre persiane, tuttavia, i Macedoni si erano schierati con i Greci: a volte con Atene, a volte con Sparta, a seconda delle convenienze. In questo modo, avevano imparato a conoscere le poleis e avevano capito come poterle conquistare. Nel 359 a.C. salì al trono Filippo II, che rafforzò il potere dell’esercito e introdusse l’uso della falange: i suoi obiettivi erano sottomettere la Grecia e conquistare i territori dei persiani.
Innanzitutto si fece riconoscere da molte poleis come alleato e capo militare, per contrastare un altro eventuale attacco dei persiani. Ma quando Atene si oppose, temendo di perdere l’indipendenza, scoppiò una guerra: nel 338 a.C. i Macedoni distrussero l’esercito rivale a Cheronea e posero fine all’indipendenza delle poleis greche.
Nascita di Cristo

La Macedonia nel 359 a.C. Conquiste di Filippo II prima della guerra contro le poleis greche
Nel 336 a.C. Filippo II fu ucciso. Gli successe suo figlio Alessandro, che aveva appena vent’anni, ma già si era dimostrato un valoroso e abilissimo soldato e condottiero. Come suo padre, coltivava il sogno di dar vita a un vasto impero. Alessandro sconfisse in poco tempo tutti gli avversari e, sicuro della propria forza, cominciò a preparare la guerra contro l’impero persiano, che continuava a rappresentare una minaccia per la Grecia.

Percorso di Alessandro
Confine dell’impero di Alessandro
Nel 334 a.C. Alessandro partì dalla capitale macedone, Pella, con un esercito di 35 000 uomini e si diresse a est. Il giovane re attraversò le zone costiere dell’Asia Minore e dell’Egitto e le conquistò senza incontrare difficoltà. Quindi, con un esercito rinforzato dai soldati dei nuovi territori, riprese ad avanzare verso l’Asia, fino a Gaugamela: qui, nel 331 a.C., sconfisse il re persiano Dario III. Alessandro era ormai padrone di un impero, ma non era soddisfatto. Con truppe macedoni e locali si spinse fino alla valle dell’Indo, ma i soldati, esausti, rifiutarono di proseguire oltre. Tornato a Babilonia, nuova capitale dell’impero macedone morì improvvisamente, nel 323 a.C., a causa di una violenta febbre. Per le sue straordinarie imprese fu chiamato Magno, cioè “Grande”.
STUDIO CON METODO
ORGANIZZO LE INFORMAZIONI
Metti in ordine cronologico i fatti numerandoli. Alessandro sconfigge i Persiani e realizza il sogno di un grande impero. I Macedoni sconfiggono i Greci. Sale al trono Filippo II. Alessandro succede a Filippo.
Alessandro Magno sul suo cavallo Bucefalo.

SVILUPPO LE COMPETENZE
LEGGO LE CARTE
Individua sulla carta i quattro Regni in cui fu diviso l’impero. Poi rispondi.
● Qual era il Regno più esteso?
● Quante città furono chiamate Alessandria?
● Dove si trovava la più importante?

Il giovane Alessandro aveva avuto come maestro il grande filosofo Aristotele.
In dieci anni di guerra, Alessandro aveva conquistato territori immensi, abitati da popolazioni con tradizioni diverse e spesso antichissime.
Egli, tuttavia, non impose la cultura greca; piuttosto, cercò di creare un impero in cui ogni popolo fosse accolto con le proprie caratteristiche. Il suo progetto era fondere in un unico popolo conquistatori e conquistati: per questo favorì i matrimoni tra ufficiali macedoni e donne locali; fu lui stesso a dare l’esempio sposando una principessa persiana. Inoltre, istituì una moneta unica e favorì la diffusione della lingua greca.
Per governare l’impero, mantenne la divisione in province e lasciò al loro posto i governatori locali. Ovunque sorsero nuove città chiamate, in suo onore, Alessandria: la prima e la più importante fu Alessandria d’Egitto.
Alla morte di Alessandro cominciò una lunga lotta per la successione. Dopo più di vent’anni, nel 301 a.C., l’impero venne suddiviso in quattro grandi regni: il regno di Macedonia, il regno di Pergamo, il regno d’Egitto e il regno di Siria. Furono chiamati regni ellenistici, perché diffusero la cultura degli Elleni (o Greci) in tutti i territori che li costituivano. I regni ellenistici conservarono la loro indipendenza per circa un secolo, poi caddero uno dopo l’altro sotto il dominio di Roma. L’ultimo a cadere fu il Regno d’Egitto nel 31 a.C.

Regno di Macedonia
Regno d’Egitto
Regno di Siria Regno di Pergamo
civiltà ellenistica
Con la morte di Alessandro svanì il sogno di un unico impero, ma non quello della fusione di culture e civiltà diverse. Il greco divenne la lingua comune a tutte le popolazioni e numerose grandi città vennero costruite sul modello delle poleis, con templi, teatri e scuole pubbliche.
La rete stradale persiana facilitò i collegamenti tra i diversi regni. I porti del Mediterraneo divennero il punto d’arrivo di merci da tutto il mondo conosciuto. La libertà di circolazione non solo delle merci, ma anche delle persone e delle idee, favorita dall’uso di una lingua comune, permise che la cultura greca si fondesse con quella dei popoli orientali, dando origine alla civiltà ellenistica.
Un sovrano, molte tribù
Il popolo macedone era suddiviso in tribù governate da un unico sovrano. Il re veniva aiutano nelle sue attività dai nobili. Gli altri erano liberi, ma dovevano seguire i nobili in guerra.
L’agricoltura e l’allevamento
La Macedonia era costituita da una grande pianura, circondata da montagne ricoperte di alberi. Le principali attività cui i Macedoni si dedicavano, dunque, erano l’agricoltura e l’allevamento: coltivavano soprattutto grano e allevavano cavalli. Dai boschi ricavavano il legno che vendevano alle poleis greche, che se ne servivano per la costruzione delle imbarcazioni. Dalle numerose miniere presenti nel loro territorio, invece, i Macedoni estraevano metalli.
Dal politeismo all’influenza orientale
I Macedoni erano politeisti. Durante il periodo dei regni ellenistici, tuttavia, le religioni orientali fecero sentire la loro influenza: cominciò a diffondersi il culto anche di divinità egizie e orientali. Lo stesso Alessandro Magno inizò a venerare il dio egizio Amon.
Dettaglio dell’altare dedicato a Zeus a Pergamo.

STUDIO CON METODO
LEGGO E COMPRENDO
Rispondi alle domande che seguono.
● Com’era organizzata la società macedone?
● Quali erano le principali attività cui si dedicavano i Macedoni?
● Quali divinità veneravano i Macedoni in più rispetto ai Greci?

Alessandro rappresentato come figlio di Zeus-Amon, riconoscibile dal corno di ariete.

Carta dell’antica città di Alessandria, con l’isola di Faro a nord-ovest.
CURIOSITÀ POP
LA BIBLIOTECA
DI ALESSANDRIA OGGI
Nel 2002, per volere dell’UNESCO e del governo egiziano, è stata inaugurata la Bibliotheca Alexandrina, la nuova biblioteca di Alessandria d’Egitto.
L’obiettivo era quello di ricreare la grandezza dell’antico centro di studi del Mediterraneo. Il progetto è stato possibile grazie all’appoggio economico e alle donazioni di libri di molti Paesi.
L’edificio sorge proprio dove un tempo c’era il Museo e comprende molte sale, alcune delle quali destinate a mostre e congressi.
La civiltà ellenistica attribuiva grande importanza alla ricerca scientifica applicata a tutti i campi della conoscenza. Il più grande centro di studi scientifici era Alessandria d’Egitto. La città fu fondata da Alessandro Magno nel 332 a.C. sul delta del Nilo e in poco tempo divenne una vera e propria metropoli. I viaggiatori che raggiungevano la città dal mare, per entrare nel porto dovevano superare l’isola di Faro, sulla quale era posta una torre marmorea di 130 metri, con in cima una lanterna continuamente alimentata dal fuoco. Quello di Alessandria d’Egitto è il primo faro della storia.
La città ospitava inoltre un Museo, un edificio enorme dedicato alle Muse, cioè alle divinità protettrici delle arti e delle scienze: qui gli studiosi si incontravano e si dedicavano all’insegnamento, come nelle moderne università. Il Museo comprendeva un osservatorio astronomico, un giardino zoologico, un orto botanico, un centro di studi medici e, soprattutto, una biblioteca aperta a tutti gli studiosi.
Tra i più grandi scienziati antichi che studiarono e insegnarono ad Alessandria ci furono Euclide, Archimede ed Eratostene. Si dice che la biblioteca contenesse più di 700 000 rotoli di papiro provenienti da tutto il mondo conosciuto: questo immenso patrimonio, danneggiato da una serie di incendi, fu distrutto nel V secolo d.C., quando l’Egitto fu conquistato dagli Arabi.


Sulla facciata in granito sono incisi tutti gli alfabeti usati nel mondo.
L’arte
Nel campo dell’arte, i pittori e gli scultori ellenistici si distaccarono dalla tradizione greca classica, che aveva stabilito una serie di regole per la realizzazione di edifici e statue.
Mentre le opere greche tendono alla perfezione, attraverso l’equilibrio e l’armonia delle forme, le opere degli artisti ellenistici sono più realistiche ed esprimono i sentimenti dei personaggi rappresentati, suscitando emozioni in chi le osserva.

Un esempio del realismo dell’arte ellenistica è il gruppo marmoreo del rappresenta un episodio epico: Laocoonte e i suoi figli vengono stritolati da serpenti marini. Le posizioni dei corpi e le espressioni dei volti mostrano la grande sofferenza fisica e spirituale dei protagonisti della vicenda.
Una delle opere più importanti di epoca ellenistica è la Nike di Samo tracia, una statua in marmo alta 2,75 metri, un tempo collocata sulla prua di una nave. Nike significa “vittoria”. Essa infatti rappresenta la vittoria con le ali aperte, cioè mentre è in volo. Fu ritrovata senza testa e braccia.
A Pergamo, in Asia Minore, fu realizzato un imponente altare dedicato a Zeus, che oggi si può vedere ricostruito in un museo di Berlino. Lungo la base era decorato con numerosi rilievi, tra cui quello della Gigantomachia, cioè la lotta tra dèi e giganti.


CURIOSITÀ POP
LISIPPO
Lisippo è stato uno scultore greco del IV secolo a.C., nonché ritrattista ufficiale di Alessandro Magno. Nonostante sia vissuto a cavallo tra l’epoca greca classica e quella ellenistica, nelle sue opere egli non si è concentrato su un equilibrio statico, ma su un senso di movimento e di vitalità. Cercava inoltre di raffigurare l’uomo a tutto tondo, con i suoi problemi, speranze, gioie e dolori.
La civiltà macedone si sviluppò in una regione montuosa a nord della Grecia, la Macedonia, dal 359 a.C. al 323 a.C. Il sovrano Filippo II sconfisse gli Ateniesi nel 338 a.C. a Cheronea e occupò i territori delle poleis.
Durante il regno di Alessandro, l’impero macedone si espanse verso est, arrivando fino al fiume Indo. Dopo la morte di Alessandro (323 a.C.) l’impero venne suddiviso in quattro grandi regni, detti regni ellenistici.

Il popolo macedone era suddiviso in tribù governate da un unico sovrano. Il re veniva aiutano dai nobili. Gli altri erano liberi, ma dovevano seguire i nobili in guerra.
I Macedoni si dedicavano all’agricoltura e all’allevamento: coltivavano soprattutto grano e allevavano cavalli. Dai boschi ricavavano il legno che vendevano alle poleis Greche. Dalle numerose miniere presenti nel loro territorio, estraevano metalli
RELIGIONE
I Macedoni erano politeisti. Durante il periodo dei regni ellenistici, tuttavia, cominciò a diffondersi il culto anche di divinità egizie e orientali.


Durante il periodo ellenistico ebbe grande importanza la ricerca scientifica. Fiorirono grandi città, come Alessandria d’Egitto, dove si trovava una biblioteca aperta a tutti gli studiosi con 700 000 rotoli di papiro provenienti da tutto il mondo conosciuto. La cultura e l’arte greca si diffusero ovunque.

Completa la mappa con l’aiuto delle parole chiave evidenziate nella pagina a fianco. Poi utilizzala per esporre a voce l’argomento.
In una regione montuosa a nord della Grecia, la Macedonia, dal .............................................. al ............ . Nel , Filippo II sconfigge gli Ateniesi a . Durante il regno di .............................................. , l’impero macedone arriva fino al
Dopo la morte di Alessandro, avverte nel ............................ , l’impero venne suddiviso nei ..............
DOVE E QUANDO
CULTURA E TECNOLOGIA
Si sviluppa la Ad Alessandria d’Egitto è presente una .............................................. aperta a tutti gli studiosi. Si diffondono la cultura e l’ .
Il popolo è suddiviso in .......... governate da un unico sovrano. Il re viene aiutano dai .................................. . Gli altri sono , ma devono seguire i nobili in .............................................. .
Praticano l’........................................ e l’ Coltivano e allevano ....................................... . Ricavano legno dai e dalle miniere. ................................
RELIGIONE
Sono , ma durante il periodo ellenistico si diffonde anche il culto di ....
1 Rispondi alle domande.
● Dove si trova la Macedonia?
● Quali attività praticavano i Macedoni?
● Quali furono i sovrani del regno di Macedonia?
2 Indica se le affermazioni sono vere (V) o false (F).
● Filippo II, salito al trono, rafforzò l’esercito. V F
● Sotto la guida di Filippo II i Macedoni conquistarono Sparta. V F
● Filippo II si alleò con molte città greche. V F
● La conquista macedone della Grecia fu ostacolata da Atene. V F
● L’indipendenza delle poleis greche ebbe fine nel 338 a.C. V F
3 Cancella in ogni frase le espressioni sbagliate.
● I soldati macedoni si spinsero fino all’Indo / fino al Gange
● I popoli che vivevano dentro l’impero avevano culture diverse / simili
● Alessandro incoraggiò la fusione / la separazione tra i diversi popoli.

Medaglione con ritratto di Filippo II.
● Alessandro era favorevole / si opponeva ai matrimoni tra persone di culture diverse.
● Alessandro cancellò / mantenne l’organizzazione delle province persiane.
4 Per ogni affermazione indica se è riferita a Filippo II di Macedonia (F) o al figlio Alessandro (A).
● Nel 331 a.C. sconfisse il re persiano Dario III a Gaugamela. F A
● Salì al trono appena ventenne. F A
● Nel 338 a.C. sconfisse i Greci a Cheronea. F A
● Fu chiamato “Magno”. F A
● Il suo obiettivo era conquistare la Grecia e i territori dei Persiani. F A
● Avviò una guerra contro l’impero persiano. F A
● Morì improvvisamente nel 323 a.C. lasciando un impero immenso. F A
● Fu riconosciuto da molte poleis come alleato e capo militare. F A
● Salì al trono nel 359 a.C. e fu ucciso nel 336 a.C. F A
5 Numera allo stesso modo il popolo, l’immagine e la linea del tempo corrispondenti.
1 Cretesi
2 Micenei
3 Greci
4 Macedoni




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Inquadra il QR code e ascolta il podcast di Pop. Nella trasmissione “Viaggio nella Storia” si parlerà oggi delle Olimpiadi nell’antica Grecia. Ascolta, poi prova a rispondere alle domande. Se vuoi, puoi riascoltare il podcast più volte.
● Dove si svolgevano le Olimpiadi nell’antica
Grecia?
Ad Atene
A Sparta
A Olimpia
A Delfi
● Ogni quanti anni si celebravano i Giochi
Olimpici??
Ogni due anni
Ogni tre anni
Ogni quattro anni
Ogni cinque anni
● A quale dio erano dedicati i Giochi?
Poseidone
Zeus
Apollo Ares
● Quale tra queste era una gara del pentathlon?
Nuoto
Tiro con l’arco
Lancio del disco
Equitazione
● Che cosa riceveva il vincitore di una gara?
Una medaglia d’oro
Una corona di ulivo
Una coppa d’argento
Un sacchetto di monete
Svolgi le attività indicate.
● Spiega con parole tue che cos’era la tregua sacra e perché era importante.
● Descrivi una delle gare olimpiche dell’antica Grecia.
● Perché l’onore era così importante per gli atleti greci?
● Secondo te, quali differenze ci sono tra le Olimpiadi antiche e quelle moderne?
Hai vissuto anche tu una giornata olimpionica nell’antica Grecia! Ora immagina di essere uno spettatore arrivato da una città lontana per assistere ai Giochi. Scrivi un testo in cui racconti che cosa hai visto, quali emozioni hai provato e quale gara ti ha colpito di più. Poi condividi il tuo racconto con la classe e ragionate insieme su che cosa rende lo sport un momento di incontro tra popoli diversi.

Inquadra il QR code e ascolta il podcast di Pop. Nella trasmissione “Viaggio nella Storia” si parlerà oggi dello straordinario viaggio in Oriente di Alessandro Magno. Ascolta, poi prova a rispondere alle domande. Se vuoi, puoi riascoltare il podcast più volte.
● Da quale regno partì Alessandro Magno per il suo viaggio verso l’Oriente?
Dalla Grecia
Dalla Macedonia
Dall’Egitto
Dalla Persia
● Quale città fondò Alessandro in Egitto?
Babilonia
Atene
Alessandria Persepoli
● Qual era il sogno di Alessandro Magno?
Diventare il faraone d’Egitto
Unire l’Oriente e l’Occidente
Scoprire nuove terre
Appropriarsi delle ricchezze dei Persiani
Svolgi le attività indicate.
● Cosa fece Alessandro per unire i popoli conquistati?
Impose a tutti le leggi greche
Distrusse le culture locali
Mescolò usanze greche e orientali
Impose l’utilizzo della lingua greca
● Perché il viaggio di Alessandro Magno è importante per la storia?
Perché scoprì nuovi continenti
Perché diffuse la cultura greca e favorì gli
scambi tra popoli
Perché fondò diverse città
Perché neutralizzò la minaccia dell’impero persiano
● Spiega con parole tue chi era Alessandro Magno e cosa sognava di fare.
● Racconta quali popoli incontrò durante il suo viaggio e cosa imparò da loro.
● Perché la città di Alessandria d’Egitto è così importante nella storia?
● Secondo te, perché conoscere culture diverse può renderci più forti e più saggi?
Sei arrivato fino in Oriente insieme ad Alessandro Magno! Ora immagina di essere anche tu un giovane esploratore che parte per scoprire nuovi mondi. Disegna la mappa del tuo viaggio e scrivi un testo nel quale parli delle culture che hai conosciuto, delle cose che hai visto e delle persone che hai incontrato. Condividi la tua “spedizione” con la classe e spiega che cosa hai imparato da questa grande avventura nella storia!
Specchio etrusco.


Terramaricoli
Villanoviani
Colonie greche e fenicie

Colonie greche e fenicie
Mentre sulle coste del Mediterraneo fiorivano le civiltà dei Fenici, dei Cretesi e dei Micenei, la penisola italica era abitata da popolazioni che non conoscevano ancora la scrittura e vivevano in villaggi praticando l’agricoltura e l’allevamento.
Nel II millennio a.C., diversi gruppi indoeuropei giunsero in Italia e si mescolarono alle popolazioni indigene, dando origine alle prime civiltà italiche.
Nei secoli successivi furono create diverse colonie: prima quelle dei Cretesi e Micenei (XV-XIV secolo a.C.), poi quelle dei Fenici e dei Greci (X-VII secolo a.C.). A partire dal VI secolo a.C., dall’Europa centrale arrivarono i Celti, che si stabilirono a Nord.
Le popolazioni dell’Italia antica sono, perciò, il risultato di un continuo mescolarsi di genti diverse, arrivate in cerca di nuove terre in cui vivere.

SVILUPPO LE COMPETENZE
LEGGO LE CARTE E INTERPRETO LE LINEE DEL TEMPO
Osserva la carta e rispondi alle domande.
● In quale parte della penisola italica si trovavano gli Etruschi?
● Quale popolazione abitava nella regione nella quale vivi?
Cerchia sulla linea del tempo gli anni a partire dai quali gli Indoeuropei e i Celti arrivarono nella penisola italica.

I popoli italici diedero vita a società con caratteristiche proprie. Avevano particolari tipi di abitazioni, realizzavano prodotti artistici particolari, si specializzarono in diverse lavorazioni artigianali. Tra essi vi furono: gli Etruschi, i La tini, i Liguri, i Veneti, i Sanniti e molti altri.
La civiltà etrusca fu la prima grande civiltà italica. Gli Etruschi seppero sfruttare al meglio il territorio nel quale vivevano, ma furono anche capaci di stabilire contatti con altri popoli, soprattutto con i Greci.

Fenici e Greci colonizzarono il Sud e le isole, entrando spesso in conflitto tra loro e influenzando profondamente la cultura delle popolazioni locali.



Le tribù celtiche, di origine indoeuropea, abitavano nell’Europa centrale: da qui, attraversando le Alpi, giunsero in Italia. Vi furono diverse ondate migratorie, che raggiunsero l’apice nel III secolo a.C.


Dei Liguri ci rimangono grandi stele, blocchi di pietra modellati in forma umana.
Gli antichi abitanti dell’Italia vivevano in villaggi, praticavano l’agricoltura e l’allevamento e conoscevano la tecnica di lavorazione della ceramica e dei metalli. Dove il territorio aveva caratteristiche simili, svilupparono tratti culturali comuni. Ognuno di loro, però, si distingueva dagli altri per alcuni elementi particolari.
I Liguri
Uno dei popoli più antichi di cui abbiamo notizia è quello dei Liguri. Vivevano in un’area più vasta dell’attuale Liguria, in un ambiente ostile, tra le ripide montagne e il mare. La loro civiltà si sviluppò soprattutto lungo la costa: divennero abili marinai e commercianti.
I Camuni
La Dea di Caldevigo. Bronzetto votivo conservato al museo di Este.
CURIOSITÀ POP
LA ROSA CAMUNA

Tra le molte incisioni lasciate dai Camuni, una delle più famose è quella conosciuta come «rosa camuna», che è diventata il simbolo ufficiale della Regione Lombardia.

Fin dall’800 a.C. i Camuni scelsero per i loro insediamenti i luoghi asciutti e montuosi della Valcamonica, nell’attuale Lombardia. Di quest’antichissima civiltà sono rimaste più di 170 mila incisioni rupestri: esse documentano il passaggio dal Paleolitico al Neolitico, segnato dalla scoperta dell’allevamento e dell’agricoltura.
I Veneti
I Veneti erano allevatori di cavalli e artigiani particolarmente abili nella lavorazione del bronzo, come dimostrano alcuni reperti archeologici. Sapevano navigare sui fiumi e sul mare e avevano rapporti commerciali sia con i Greci che con i popoli del Nord. Commerciavano l’ambra, una resina fossile, dura come una pietra, di colore dorato e trasparente. L’ambra proveniva dall’Europa orientale ed era molto richiesta per la realizzazione di amuleti e gioielli, poiché si pensava che avesse proprietà magiche e curative.
ORGANIZZO LE INFORMAZIONI
Rileggi il testo, cerchia le parole chiave e sottolinea le informazioni più importanti per ciascuna di esse.
Lungo il fiume Po, a partire dal 1600 a.C., si sviluppò la civiltà delle terramare.
La popolazione viveva in villaggi di palafitte e si dedicava alla pesca, alla caccia, alla coltivazione dei campi e all’allevamento. Lavoravano il metallo e la terracotta fabbricando prodotti che poi commerciavano lungo il fiume.
I Celti erano cacciatori e allevatori nomadi, ma anche agricoltori. Si stabilirono tra gli odierni Piemonte e Lombardia a partire dal VI secolo a.C. Quando trovavano una zona favorevole, si fermavano per qualche tempo. Bruciavano foreste per ricavare terreni agricoli sui quali costruivano i loro villaggi fortificati, con case e botteghe artigiane di legno e paglia. Erano abilissimi nella lavorazione dei metalli e del legno.
I Villanoviani
Tra la fine del II millennio e l’inizio del I millennio a.C. la civiltà villanoviana si diffuse in buona parte dell’Italia centro-settentrionale, con numerosi insediamenti tra l’attuale Emilia-Romagna e la Toscana. Il nome deriva da Villanova, località che si trova nei pressi di Bologna, dove sono stati scoperti i resti di un villaggio.
I Villanoviani erano agricoltori e abili artigiani, ma non conoscevano la scrittura. Credevano nella vita dopo la morte e conservavano le ceneri dei defunti dentro urne di metallo.
CURIOSITÀ POP
L’ITALIA OGGI
I territori un tempo occupati dai popoli italici oggi fanno parte della Repubblica italiana. I cittadini italiani parlano una lingua comune, l’italiano, ma le antiche differenze culturali sono ancora presenti nelle usanze e nei diversi dialetti regionali. L’Italia oggi è suddivisa in 20 Regioni, alcune delle quali prendono il nome dalle antiche popolazioni che vi abitavano. Per scoprire quali, usa la carta dei popoli italici a pagina 46 e la carta politica dell’Italia presente nel tuo libro di Geografia.
Questa spilla e questa punta di lancia testimoniano l’abilità dei Celti nella lavorazione dei metalli.



Ricostruzione di una abitazione villanoviana.


Una delle tavole eugubine, così chiamate perché rinvenute nella città di Gubbio.
STUDIO CON METODO
LEGGO E COMPRENDO
Rispondi alle domande
● Che cos’erano le tavole eugubine?
● Che cos’erano i tratturi?
Il guerriero di Capestrano, la più famosa scultura sannita.
L’Italia centro-meridionale era abitata da popolazioni che praticavano la pastorizia e, quando il territorio montuoso degli Appennini lo consentiva, l’agricoltura.
Gli Umbri
Gli Umbri vivevano in un territorio più vasto dell’odierna Umbria. I loro insediamenti sorgevano sulle alture ed erano protetti da mura; alcuni esistono ancora oggi e sono Amelia, Assisi, Città di Castello, Foligno, Gualdo Tadino, Gubbio, Narni, Spoleto, Todi…
Di questa civiltà ci sono pervenute testimonianze preziose: le tavole eugubine. Si tratta di sette lastre rettangolari in bronzo che riportano iscrizioni in latino e in umbro. Descrivono un popolo progredito, organizzato in città-stato alleate tra loro, ma soprattutto offrono indicazioni sulle cerimonie religiose degli Umbri.
I Sanniti
Nei territori oggi occupati da Abruzzo, Molise e Campania vivevano i Sanniti. Erano contadini e pastori. Durante l’estate conducevano le greggi in montagna e, al sopraggiungere dell’inverno, facevano ritorno ai pascoli in pianura. Alcuni dei loro sentieri, chiamati tratturi, esistono ancora oggi: per secoli hanno costituito le uniche vie di comunicazione in quelle zone.

I Sanniti vengono però ricordati soprattutto come abili guerrieri: combattevano con spade corte, lance e scudi. Vivevano nel centro Italia anche gli Etruschi e i Latini, che conoscerai nelle prossime pagine e che diedero vita alle due più importanti civiltà della nostra penisola.
Gli Iapigi provenivano dalla regione dei Balcani e si stabilirono in Puglia, mescolandosi con le popolazioni indigene. Vivevano in grandi villaggi ed erano agricoltori e allevatori di cavalli. Della loro civiltà ci restano ceramiche decorate, oggetti in bronzo e in ferro e monumenti funerari.
A partire dal 1500 a.C. circa in Sardegna si sviluppò la civiltà dei Sardi, detta anche nuragica, dai nuraghi, le caratteristiche torri di pietra a tronco di cono. Probabilmente i nuraghi venivano utilizzati come magazzini per le provviste e come rifugi in caso di attacchi nemici. Intorno a essi sorgevano semplici capanne. Alcuni villaggi erano circondati da mura. Al centro sorgeva la torre prin cipale, in cui si riuniva il consiglio degli anziani per prendere le deci sioni più importanti. Spesso all’interno delle mura c’era anche un pozzo per prelevare l’acqua dal sottosuolo o una cisterna per raccogliere l’acqua piovana. Inizialmente i Sardi erano pastori e guerrieri, poi si dedicarono anche all’agricoltura, all’artigianato e al commercio.

Vaso della popolazione italica degli Iapigi.

SVILUPPO LE COMPETENZE
LAVORO IN GRUPPO
Una classe che viene in visita di istruzione nella vostra Regione vi chiede informazioni su un possibile itinerario per vedere i siti archeologici legati all’antico popolo che abitava nella zona in cui ora vivete voi.
● Raccogliete le informazioni sui siti di interesse archeologico e su eventuali musei che sono presenti nella vostra zona/Regione.
● Raccogliete immagini anche con l’ausilio di internet che rappresentino quei luoghi e ne raccontino la storia.
● Realizzate un mini libro o un dépliant turistico con le informazioni raccolte che possa essere utile alla loro richiesta. Il Nuraghe del complesso monumentale di Santu Antine di Torralba.

La civiltà etrusca si sviluppò nella penisola italica, in una regione che affaccia sul mar Tirreno definita Etruria, a partire dall’VIII secolo a.C.
A parte i Romani, gli Etruschi sono l’unico popolo italico ad aver dato vita a quella che può essere considerata una grande civiltà. Questo è dovuto al fatto che possedevano una propria scrittura, una propria religione e una cultura particolarmente raffinata.

Testa di un giovane etrusco che indossa l’elmetto (terracotta).
Gli Etruschi fondarono numerose città, ciascuna delle quali era uno Stato indipendente governato da un re-sacerdote.
Che cosa ti ricorda questa organizzazione sociale?
Gli Etruschi bonificarono diverse zone del territorio nel quale vivevano. Secondo te, qual è il significato della parola “bonificare”? Fai delle ipotesi.
P RIMA O SSERVO P OI... RIFLETTO
Confronta le due cartine. Quali Regioni italiane oggi si trovano sul territorio in cui si è sviluppata la civiltà etrusca?

DOVE

Territorio originario degli Etruschi
Massima espansione del territorio etrusco
RELIGIONE
Gli Etruschi costruirono diverse necropoli, studiando le quali gli archeologi hanno ricavato molte informazioni sulla civiltà etrusca.
Secondo te, che cos’erano le “necropoli”? Fai delle ipotesi.

L’alfabeto utilizzato dagli Etruschi deriva da quello di un altro popolo. Secondo te, di quale popolo si tratta?
I Greci
I Romani

Territorio originario degli Etruschi
A partire dall’VIII secolo a.C., nell’area compresa tra Toscana, Umbria e alto Lazio, si sviluppò una fiorente civiltà urbana, cioè legata alla presenza di numerose città. Il popolo che diede origine a questa civiltà era conosciuto con nomi diversi: i Greci li chiamavano Tirreni, mentre i Romani li chiamavano Tusci o Etruschi
Massima espansione del territorio etrusco 1000
Né gli uni né gli altri, però, sapevano dire quale fosse l’origine di questo popolo. Oggi gli storici ritengono che la civiltà etrusca si sia formata dalla fusione tra i Villanoviani e un popolo giunto dall’Anatolia.
Gli Etruschi si espansero sia verso il nord della penisola italica, sia verso sud. La loro civiltà ebbe termine verso la fine del II secolo a.C., quando le città etrusche furono conquistate da Roma. Nel 90 a.C. una legge rese gli Etruschi cittadini romani.
SVILUPPO LE COMPETENZE
LEGGO LE CARTE
Osserva la carta e rispondi alle domande.
● Quali regioni del nord Italia furono occupate dagli Etruschi?
● Fin dove si spinsero gli Etruschi, andando verso sud?
Il cippo di Perugia è uno dei testi più lunghi che ci sono pervenuti in lingua etrusca. Contiene circa 136 parole, in gran parte termini tecnici e nomi di persone.

CURIOSITÀ POP
MASSIMO PALLOTTINO
Massimo Pallottino è stato uno dei più importanti archeologi italiani del Novecento. A lui si deve la scoperta, nel luglio del 1964, delle lamine di Pyrgi, il testo bilingue fondamentale per lo studio dell’etrusco. Fu anche tra i primi a ipotizzare che la civiltà etrusca sia nata dalla fusione tra culture, in particolare di quella villanoviana con quelle di popoli provenienti dall’Oriente.

Gli Etruschi fondarono molte città, che ancora oggi conservano testimonianze della loro civiltà: Felsina (l’odierna Bologna), Mantova, Arezzo, Volterra, Perugia, Tarquinia…
Gli Etruschi costruivano le proprie città su alture o vicino a corsi d’acqua, spesso negli stessi luoghi in cui si trovavano in precedenza grandi villaggi villanoviani.
Le città etrusche erano circondate da mura, realizzate con grossi blocchi di pietra, da cui si aprivano almeno quattro grandi porte. Queste porte si trovavano in corrispondenza delle due vie principali, ampie e lastricate, che si incrociavano ad angolo retto nel centro cittadino, formando i quartieri (chiamati così perché ognuno corrispondeva a un quarto dell’area complessiva).
I quartieri erano attraversati da un reticolo di vie secondarie, parallele alle due principali. All’interno di ogni città c’erano fognature e acquedotti, mentre fuori dalle mura si trovava una necropoli, con tombe spesso monumentali.
L’organizzazione sociale
Ogni città era un piccolo Stato indipendente, inizialmente governato da un re-sacerdote, chiamato Lucumone.
Nel VI secolo a.C. la monarchia fu sostituita da un governo oligarchico formato dai rappresentanti dei grandi proprietari terrieri e dei padroni delle miniere. Da loro dipendevano artigiani e contadini liberi e un gran numero di schiavi addetti ai lavori più faticosi. Un ruolo di grande importanza spettava ai sacerdoti, ai quali veniva attribuita la capacità di interpretare il volere degli dèi.
STUDIO CON METODO
LEGGO E COMPRENDO
Rispondi alle domande.
● Chi governava le città etrusche nei primi secoli?
● Come cambiò la forma di governo dopo il VI secolo a.C.?
● Perché nella società etrusca i sacerdoti erano importanti?
Con l’aiuto delle parole chiave evidenziate nel testo, descrivi la struttura della città etrusca e l’organizzazione sociale.
necropoli: dal greco nekros, “morto”, e polis,“città”; significa dunque “città dei morti”.
Fondamenta di case di origine etrusca a Marzabotto.



Le donne etrusche indossavano lunghe tuniche e mantelli in lana o in lino, ornati con fermagli e fibule (spille), mentre ai piedi calzavano sandali in cuoio. Amavano portare gioielli, soprattutto orecchini, collane e bracciali. Facevano uso di profumi, unguenti, ombretti e maschere di bellezza ricavate da piante e da fiori particolari.
Gli uomini indossavano tuniche corte con mantelli sopra le spalle.
Le abitazioni
La casa etrusca era formata da un insieme di edifici disposti intorno a un cortile. Le stanze erano arredate in modo semplice e alcuni locali erano adibiti a magazzini per conservare le merci.
L’alimentazione
L’alimentazione degli Etruschi era piuttosto varia e si basava soprattutto su cereali, frutta, carne, pesce, vino, olio. A questi cibi, si aggiungevano formaggi e una specie di yogurt, prodotti con latte di mucca.
I divertimenti
I ricchi amavano il divertimento e spesso organizzavano feste e banchetti, ai quali partecipavano anche le donne. Gli invitati mangiavano sdraiati su letti bassi, assistevano a spettacoli di danza e ascoltavano la musica di flauti e arpe.
Affresco conservato in una necropoli etrusca.
STUDIO CON METODO FACCIO COLLEGAMENTI
Sottolinea nel testo gli elementi che pensi abbiano un riscontro con le immagini degli affreschi a pag. 60 ritrovati nelle necropoli.

Gli Etruschi vissero in un territorio vario e ricco di risorse, che seppero sfruttare con abilità. Bonificarono le zone paludose della costa tirrenica e della pianura padana e le destinarono alla coltivazione di cereali e legumi.
Sulle colline toscane, invece, introdussero la coltura della vite e dell’ulivo, che avevano appreso dai Greci. Inoltre sfruttarono i pascoli collinari per l’allevamento di bovini e i boschi appenninici per la raccolta del legname necessario alla costruzione di edifici e navi.
L’artigianato e il commercio
Le risorse più importanti del territorio etrusco erano, però, i metalli: il rame e il piombo che si trovavano nelle colline metallifere e il ferro dell’Isola d’Elba. Con questi metalli gli artigiani realizzavano armi e strumenti di lavoro, mentre con l’oro e l’argento, importati da altri Paesi, producevano gioielli molto raffinati, richiesti in tutto il Mediterraneo. Gli artigiani etruschi erano molto abili anche nella produzione di un tipo di ceramica particolare: il bucchero. L’impasto era nero e lucente e nessun altro popolo era capace di imitarlo.
La vicinanza del mare favorì lo sviluppo del commercio: i mercanti etruschi erano attivi sulle rotte del Mediterraneo e facevano concorrenza a Greci e Fenici.
STUDIO CON METODO
ORGANIZZO LE INFORMAZIONI

bonificare: rendere un terreno adatto a svolgere attività produttive. Il bucchero, antica ceramica di colore nero lucido. Gli oggetti in bucchero, come vasi e piatti, erano spesso decorati con semplici incisioni e usati sia nella vita quotidiana che nei rituali.
Fibbie in oro provenienti da Tarquinia e Cerveteri.


Completa lo schema inserendo le attività produttive degli Etruschi. Poi spiega a voce in che modo queste attività erano collegate tra loro
Bonificarono
Sfruttavano
Gli Etruschi
Commerciavano
Statua raffigurante il dio Tinia.

Gli Etruschi erano politeisti e, inizialmente, identificavano le divinità con le forze della natura. Dopo essere venuti a contatto con i Greci, però, cominciarono a immaginare gli dèi come persone. Le divinità più importanti erano tre: Tinia, sua moglie Uni e la loro figlia Menerva, corrispondenti ai greci Zeus, Era e Atena. Veneravano anche divinità legate al mondo dei morti, come i Charun, che accompagnavano le anime nell’oltretomba.
Alle divinità erano dedicati templi e altari domestici, presso cui si pregava e si facevano offerte per ottenerne la benevolenza.
La divinazione
Secondo la religione etrusca, era possibile comprendere il volere degli dèi osservando i messaggi che questi inviavano attraverso fenomeni naturali. L’interpretazione del volere degli dèi era chiamata divinazione ed era affidata a sacerdoti con abilità particolari: gli Arùspici e gli Àuguri.
Gli Arùspici studiavano le viscere degli animali offerti in sacrificio, mentre gli Àuguri studiavano il volo degli uccelli e i fenomeni celesti, in particolare i tuoni e i fulmini.


STUDIO CON METODO
LEGGO E COMPRENDO
Completa le frasi.
● Gli Etruschi erano . Avevano divinità simili a quelle dei
● Gli dèi comunicavano con gli uomini attraverso i ���������������������������������������� naturali.
● Gli interpreti di questi segni erano gli e gli
Gli Etruschi credevano nella vita oltre la morte e immaginavano l’aldilà come un mondo sotterraneo privo di colori, avvolto nell’ombra. Il defunto veniva sepolto con abiti e ornamenti appropriati al ruolo che ricopriva in vita. Nelle tombe, inoltre, veniva posto un corredo di oggetti e cibi necessari a svolgere le normali attività quotidiane o a rallegrare il defunto. Il corredo funerario delle persone più povere comprendeva ciotole e oggetti personali, mentre quello dei ricchi era costituito da gioielli, armi, vasi preziosi.
In origine le tombe erano costruzioni a pianta circolare con il tetto a forma di cupola. In seguito furono scavate nella roccia e si sviluppavano con corridoi e stanze intorno a una sala centrale.
Le necropoli
Le tombe erano raggruppate in grandi necropoli, costruite secondo il modello di vere città. Per esempio, le tombe di Blera, in provincia di Viterbo (Lazio), sono scavate nella roccia e mostrano un ingresso simile alla facciata di una casa. Le necropoli di Tarquinia e di Cerveteri, dove sono stati ritrovati numerosi affreschi, sono fonti importanti per ricostruire diversi aspetti della vita quotidiana degli Etruschi.
STUDIO CON METODO
LEGGO E COMPRENDO

La colonna di una tomba etrusca su cui sono rappresentati utensili e oggetti tipici delle abitazioni.
Dopo aver letto il testo e osservato le immagini, scrivi una didascalia sotto ciascuna di esse.


Le città degli Etruschi, costruite in legno e mattoni, sono scomparse insieme alla loro cultura, cancellate dalla conquista romana. Non esistono documenti che descrivano il modo di vivere di questo popolo. In diversi siti archeologici dell’Italia centrale sono però venuti alla luce gli oggetti e i dipinti custoditi nelle tombe, che hanno permesso agli storici di ricostruire lo splendore della civiltà etrusca.
Osserva questi affreschi ritrovati sulle pareti delle tombe: ci fanno immaginare come doveva essere la vita degli Etruschi.
Con i compagni e le compagne osserva attentamente le immagini e compila un elenco delle informazioni che puoi ricavare da ciascuna di esse. Poi scegli un’immagine e scrivi un breve testo descrittivo da leggere alla classe o da trasformare in podcast.





La scrittura
La scrittura etrusca è la più antica tra quelle dei popoli che abitavano nell’antichità la penisola italica. L’alfabeto derivava da quello greco. Sono state ritrovate numerose iscrizioni funerarie, dalle quali si evince che scrivevano da destra verso sinistra.
L’arco e la volta
Gli Etruschi erano abili architetti. Introdussero in Italia due strutture già conosciute da molto tempo in Mesopotamia, ma non in Europa: l’arco e la volta. Adottarono l’arco nelle porte delle città e la volta nelle coperture.
Per costruire l’arco, realizzavano prima una forma in legno e poi vi appoggiavano sopra, partendo dal basso, delle pietre squadrate. Non era necessario saldare tra loro le pietre, perché l’ultima pietra, inserita al centro dell’arco, spingendo contro le altre, le manteneva tutte in posizione stabile. Questa pietra aveva la forma di un cuneo ed era chiamata chiave di volta.
La lavorazione dei metalli
Gli Etruschi erano esperti nella lavorazione dei metalli. Fondevano il bronzo in stampi per ottenere splendide statue, come la chimera: un animale mitologico con testa di leone e di capra e coda di serpente.
Con l’oro realizzavano gioielli molto ricercati, utilizzando tecniche particolari per modellarlo:
• a sbalzo, battendo una lastra per ottenere delle immagini in rilievo;
• a granulazione, allineando piccole gocce d’oro su una lamina fino a comporre una decorazione;
• a filigrana, intrecciando sottili fili d’oro.
Gli Etruschi sfruttarono i giacimenti di ferro dell’isola dell’Elba, chiamata Aethalia (fumosa), perché si vedevano salire i fumi dei tanti forni costruiti per fondere il minerale estratto.

La Porta dell’Arco di Volterra. La chimera di Arezzo.

Un gioiello etrusco in oro decorato con la tecnica della granulazione.

Vivono nella penisola italica a partire dal II millennio a.C.
Tra i più importanti ci sono:
• i Liguri, abili marinai e commercianti;
• i Camuni, di cui restano le incisioni rupestri della Valcamonica;
• i Veneti, che lavorano il bronzo e commerciano l’ambra;
• i popoli della civiltà dei terramare, stanziati lungo il Po a partire dal 1600 a.C.;
• i Celti, cacciatori e allevatori nomadi;
• i Villanoviani, agricoltori e artigiani;
• gli Umbri, stanziati sulle alture del centro Italia;
• i Sanniti, pastori e abili guerrieri;
• i Latini, che danno vita alla civiltà romana.
• gli Iapigi, che si stabilirono in Puglia;
• i Sardi, che in Sardegna diedero vita alla civiltà muragica.

Abitavano tra Toscana, Umbria e Lazio a partire dall’VIII secolo a.C. Nel tempo estesero i loro territori a nord fino al Po e a sud fino alla Campania. Nel II secolo a.C. le loro città venivano conquistate dai Romani.

Fondarono città indipendenti circondate da mura interrotte da porte ad arco e divise in quartieri. Le città erano governate da un resacerdote (Lucumone). In seguito adottarono un governo oligarchico.
Praticavano l’agricoltura, l’allevamento e il commercio. Ricavavano legname dai boschi ed estraevano metalli con cui costruivano gioielli e armi. Lavoravano un tipo di ceramica: il bucchero.

Erano politeisti. Interpretavano il volere degli dèi attraverso Arùspici e Àuguri. Credevano nell’aldilà e costruirono delle necropoli.
La scrittura etrusca è la più antica tra quelle delle popolazioni italiche. L’alfabeto derivava da quello greco. Erano abili architetti: introdussero in Italia l’arco e la volta. Erano esperti nella lavorazione dei metalli.

Completa le mappe con l’aiuto delle parole chiave evidenziate nella pagina a fianco. Poi utilizzale per esporre a voce l’argomento.
DOVE E QUANDO
Nella
partire dal
• : marinai e commercianti.
autori delle incisioni rupestri della Valcamonica.
esperti nella lavorazione del bronzo e nel commercio dell’ambra.
• : insediati lungo il Po a partire dal 1600 a.C.
• : cacciatori e allevatori nomadi.
•
agricoltori e artigiani.
• : stanziati sulle alture del centro Italia.
• : pastori e abili guerrieri.
• : fondatori della civiltà romana.
•
stabiliti in Puglia.
• : danno vita alla civiltà nuragica.
DOVE E QUANDO
Abitano tre
e . A partire dal e fino al
SOCIETÀ
Fondano ������ suddivise in ��������������������������������� e guidate da
Praticano l’ , l’ e il . ATTIVITÀ
RELIGIONE
Sono
. Si servono di e per interpretare il volere degli dei.
La loro scrittura è la tra quelle delle popolazioni italiche. Sono abili : introducono in Italia l’
e la . Sono esperti nella lavorazione dei
1 Abbina le didascalie alle immagini corrispondenti. Poi scrivi accanto a ciascuna il popolo italico a cui appartiene.
1 La Dea di Caldevigo.
2 Stele modellata in forma umana.
3 Una delle tavole eugubine.
4 Spilla e punta di lancia.
5 Nuraghe di Santu Antine.
6 Incisione rupestre.






2 Nella tabella sono nascosti dieci nomi di popoli italici: cerchiali con colori diversi.


3 Leggi il testo e completa inserendo le parole elencate. oligarchia • quattro • lucumone • alture • quartieri • necropoli • città • acquedotti • mura
Gli Etruschi fondarono molte
soprattutto su
e lungo corsi d’acqua. Le città erano circondate da su cui si aprivano almeno
porte. All’interno, le strade si incrociavano ad angolo retto formando i e c’erano fognature e . All’esterno invece si trovavano le
Nei primi tempi il governo era nelle mani del , un re-sacerdote. Poi la monarchia fu sostituita dall’
4 Osserva attentamente le fonti e spiega con parole tue a quale aspetto della civiltà etrusca si riferiscono.


5 Indica con una ✘ se le seguenti affermazioni sono Vere (V) o False (F).
● Le divinità degli Etruschi erano gli arùspici e gli àuguri.
● I Charun accompagnavano le anime nell’oltretomba.
● Le necropoli si trovavano all’interno della città. V F
● Per gli Etruschi l’aldilà era un mondo a colori. V F
● Le donne etrusche partecipavano a feste e banchetti.
• Ti è piaciuta questa unità?
• Quale argomento ti è piaciuto di più? Perché?
• Colora di il quadratino degli esercizi che hai trovato facili e di quello degli esercizi che hai trovato difficili. COM’È ANDATA?

Alla fine del II millennio a.C., lungo la riva sinistra del fiume Tevere, abitava il popolo italico dei Latini. Era una posizione favorevole per controllare il punto in cui l’Isola Tiberina divideva il fiume in due rami, facilitandone l’attraversamento. Si trattava di un guado obbligatorio per i mercanti e i Latini ne approfittarono: prima fecero da traghettatori in cambio di un pedaggio, poi fornirono ai mercanti magazzini e spazi di servizio. Nell’VIII secolo a.C., dai villaggi sorti sul colle Palatino e sui colli vicini che si affacciavano sul Tevere, ebbe origine Roma. Nei secoli, passando attraverso varie fasi, Roma sarebbe diventata la capitale di un immenso impero.


SVILUPPO LE COMPETENZE
LEGGO LE CARTE E INTERPRETO LE LINEE DEL TEMPO
Osserva la carta e rispondi alle domande.
● Qual è la regione più a est conquistata dai Romani?
● Qual è, invece, la regione più a nord conquistata dai Romani?
Osserva la linea del tempo e rispondi.
● Quale periodo della storia dell’antica Roma è durato più a lungo?

Roma è una città speciale... quanti segreti nasconde ancora nel sottosuolo! Tracce della sua storia emergono anche in moltissimi luoghi dell’Europa e del Mediterraneo, che furono parte del grande impero Romano. Quel villaggio che sorse sulle colline a sud del Tevere, in un territorio ricco di risorse naturali e posto al centro di importanti vie di comunicazione, nei secoli, si estese fino a comprendere tutta la penisola italica e molte terre dell’Europa e delle regioni mediterranee.
QUANDO
SOCIETÀ
La società degli antichi romani era suddivisa in tre classi sociali: patrizi, plebei e schiavi
Che cosa indicano secondo te questi tre nomi? Fai delle ipotesi.
Durante il periodo dell’impero, i Romani arrivarono a controllare un territorio vastissimo.
Qual era, secondo te, l’attività nella quale i Romani eccellevano?

DOVE
P RIMA O SSERVO P OI... RIFLETTO
Confronta le due cartine. Quali Stati oggi si trovano sul territorio in cui si è sviluppato l’impero romano?

Gli antichi Romani erano politeisti, ma ad un cero punto cominciò a diffondersi anche una religione monoteista
Gli antichi Romani erano politeisti, ma ad un cero punto cominciò a diffondersi anche una religione monoteista.
Dal punto di vista culturale, i Romani furono influenzati da due altri popoli.
Di quali popoli si tratta, secondo te?
Pensa alle civiltà che hai studiato e fai delle ipotesi.
Negli ultimi anni, lo sviluppo tecnologico ha avuto un impatto importante nella ricerca archeologica. L’utilizzo di nuovi strumenti, infatti, permette di rendere le ricerche sempre più produttive ed efficaci.
Strumenti di ricerca sul campo
I droni sono velivoli comandati a distanza, che permettono di osservare dall’alto vaste aree, alla ricerca di tracce di insediamenti, e di determinare posizione e dimensioni dei ritrovamenti. Sono chiamati anche APR (Aeromobile a Pilotaggio Remoto) o, in lingua inglese, UAV (Unmanned Aerial Vehicle).
I georadar (GPR, Ground Penetrating Radar) consentono di individuare la presen za di reperti sottoterra. Emettono onde che raggiungono il sotto suolo: se le onde “rim balzano”, cioè tornano indietro, è probabile che ci sia un oggetto sotter rato. Questo strumento rende la ricerca più effi ciente, poiché permette di scavare solo dove è realmente presente un reperto.


I robot telecomandati sono utilizzati per esplorare ambienti difficilmente accessibili all’uomo, come cunicoli, antri, grotte. Sono provvisti di videocamere per filmare, possono avere forme diverse a seconda delle necessità e possono essere dotati di cingoli per muoversi su ogni tipo di superficie.


Ricostruzioni in 3D

La computer grafica, o grafica digitale, permette di manipolare immagini e filmati per ottenere particolari risultati visivi, come ricostruzioni di oggetti in 3D. In questo modo, partendo da alcuni reperti e basandosi sullo studio approfondito delle fonti, è possibile ricreare scenari ambientali di epoche passate e collocare i reperti nel proprio contesto storico. Anche siti archeologici e musei, con tanto di reperti, possono essere ricostruiti in 3D e visionati a distanza dagli appassionati. Queste rappresentazioni, per la loro bellezza e suggestione, stimolano l’interesse per l’archeologia e sono in grado di raggiungere un pubblico molto vasto.
I sistemi informativi computerizzati
Consentono di acquisire e memorizzare un’enorme quantità di informazioni provenienti dai siti archeologici. Grazie a questi sistemi, le varie informazioni possono essere subito comunicate, inserite in database e messe a disposizione degli studiosi, creando una rete di contatto tra i ricercatori di ogni parte del mondo. Tutto ciò è di grande aiuto per la ricerca, poiché permette di condividere più velocemente informazioni e contributi della comunità scientifica.
SVILUPPO LE COMPETENZE
LAVORO IN GRUPPO
Con un tuo compagno o una tua compagna, svolgete a casa le seguenti ricerche e attività. Per farlo dovrete usare un motore di ricerca. Sapete cos’è? Chiedete consiglio ad un adulto su quale utilizzare e, per essere più sicuri, fatelo con la sua supervisione.
1 Inserite in un motore di ricerca le parole DRONE ARCHEOLOGICO e scoprite i diversi possibili usi di un drone.
2 Andate sulla pagina YouTube di National Geographic e inserite la parola DRONE: potrete visionare diversi video con droni in azione.
3 I droni non sono usati solo in ambito archeologico: fate una ricerca più approfondita sui loro diversi utilizzi e discutetene in classe.



I sette colli di Roma
Colli di Roma
Insediamenti dei Latini
Secondo la leggenda, Romolo fondò la città sul di Roma colle Palatino nel 753 a.C. Durante il periodo in cui il governo della città era dei re, Roma si ingrandì fino a comprendere sette colli, che vennero circondati da robuste mura per difendersi dai nemici.

SVILUPPO LE COMPETENZE
OSSERVO LE CARTE E INTERPRETO LE LINEE DEL TEMPO
Osserva la carta e rispondi alle domande.
● Su quale riva del fiume Tevere si trovano i sette colli di Roma?
● La città di Alba Longa si trova più a sud o più a nord delle città di Roma?
Osserva la linea del tempo e rispondi alle domande.
● In quale secolo è stata fondata Roma?
● Quanti secoli è durata la repubblica?
Fondazione di Roma: inizia la monarchia Inizia la repubblica Inizia l’impero
Quando Troia fu distrutta, l’eroe troiano Enea riuscì a mettersi in salvo e, imbarcatosi con alcuni compagni e familiari, approdò sulle coste del Lazio. Qui suo figlio fondò una nuova città: Alba Longa.
Tre secoli dopo, il re di Alba Longa, Numitore, fu spodestato dal malvagio fratello Amulio.
Amulio imprigionò Numitore, fece uccidere i suoi figli maschi e obbligò la femmina, Rea Silvia, a diventare sacerdotessa di Vesta, perché non avesse figli che potessero ereditare il trono. Ma Rea Silvia si innamorò del dio Marte e da questo ebbe due gemelli: Romolo e Remo.
Amulio ordinò ai suoi servi di ucciderli, ma i servi misero i neonati in una cesta e li affidarono alle acque del Tevere. La corrente li portò a riva, dove furono trovati e allattati da una lupa. I gemelli vennero poi accolti in una famiglia di pastori. Romolo e Remo, una volta cresciuti, si vendicarono: uccisero lo zio e rimisero sul trono di Alba Longa il nonno Numitore. Vollero fondare una nuova città e chiesero agli dèi dove costruirla.
Romolo salì sul colle Palatino, Remo sull’Aventino e si misero ad aspettare un presagio: Romolo avvistò dodici avvoltoi, Remo ne vide solo sei. Gli àuguri stabilirono che Romolo doveva fondare la nuova città sul Palatino. Egli prese un aratro e scavando un solco tracciò i confini della città: dal nome del suo fondatore si chiamò Roma. Remo, in segno di spregio, varcò il confine e Romolo lo uccise.
SVILUPPO LE COMPETENZE
FACCIO IPOTESI
Tra i seguenti dati della leggenda, qual è un dato storico?
● Roma fu fondata dal figlio di un dio.
● Roma fu fondata sul colle Palatino.
● Il fondatore di Roma fu allattato da una lupa.
● Il nome di Roma deriva da Romolo.
L’isola tiberina oggi.

monarchia: dal greco monos, che significa “solo”, e archìa, cioè “governo”; indica una forma di governo in cui il potere è nelle mani di una sola persona.
CURIOSITÀ POP
Nato a Padova nel I secolo a.C., Tito Livio è uno dei più importanti storici romani. Scrisse una storia della città di Roma raccogliendo tutte le informazioni disponibili al suo tempo. Per i periodi più lontani non c’erano documenti scritti; per questo motivo, riferì le antiche leggende
STUDIO CON METODO
SOTTOLINEO E IMPARO
Sottolinea nel testo le risposte alle domande.
● Quale fu la prima forma di governo a Roma?
● Quali erano i compiti del re?
● Chi affiancava il re?
Il re, il Senato e i comizi curiati
Dal 753 a.C., considerato anno della fondazione, fino al 509 a.C. Roma fu una monarchia.
Le famiglie più importanti eleggevano il re attraverso dei rappresentanti. Il re era la massima autorità religiosa, comandava l’esercito, amministrava la giustizia, emanava le leggi e ne garantiva l’applicazione.
Il re era affiancato:
● dal Senato, assemblea formata dagli anziani delle famiglie di proprietari terrieri;
● dai comizi curiati, assemblea popolare, formata dai cittadini maschi adulti.
Secondo la tradizione, i re di Roma furono sette. I primi quattro appartenevano alle due tribù che, fondendosi, avevano dato vita alla città: i Latini e i Sabini. Gli ultimi tre erano invece di origine etrusca.
Il Foro Romano è un’area archeologica di Roma costituita da edifici e monumenti che rappresentavano il centro della vita politica e sociale della città.

1 Romolo: il leggendario fondatore della città, stabilì le regole per governare e organizzò l’esercito. Inoltre, distribuì le terre coltivabili, assegnando a ogni capofamiglia un piccolo appezzamento. Infine, stabilì alleanze con i popoli vicini, in particolare con i Sabini.
2 Numa Pompilio: organizzò la vita religiosa di Roma, stabilì i compiti dei sacerdoti e le cerimonie da svolgersi in onore degli dei. Introdusse anche un nuovo calendario di 365 giorni distribuiti in dodici mesi.
3 Tullo Ostilio: fu un re guerriero. Ampliò il territorio di Roma conquistando le terre vicine. Distrusse le città vicine affinché Roma non avesse rivali.
4 Anco Marzio: conquistò nuovi territori verso il mare, fondando la città di Ostia. Fece anche costruire il primo ponte sul Tevere.
5 Tarquinio Prisco: era di origine etrusca. Fece realizzare grandi opere, come la rete fognaria. Fece poi ampliare il Foro, cioè la grande piazza intorno a cui sorgevano gli edifici pubblici.
6 Servio Tullio: riorganizzò l’esercito. Fece costruire importanti opere pubbliche, come l’acquedotto e una grande cerchia di mura, dette appunto «serviane».
7 Tarquinio il Superbo: l’ultimo re di Roma, è conosciuto come un re prepotente. Attirò su di sé l’ostilità delle famiglie più potenti e della popolazione, e per questo fu cacciato dalla città. Ebbe così termine la monarchia. Era il 509 a.C.








La città di Roma ha vissuto nel corso dei secoli fasi alterne. Oggi è la capitale della Repubblica italiana e una delle città più popolose dell’Unione europea. Grazie a una gloriosa storia lunga quasi tremila anni, la cosiddetta “città eterna” appare oggi come un vero e proprio museo a cielo aperto, meta privilegiata del turismo internazionale: i musei, le rovine dei Fori imperiali, il celebre Colosseo attirano milioni di visitatori ogni anno. Roma è importante anche dal punto di vista religioso poiché al suo interno si trova la Città del Vaticano. CURIOSITÀ POP





che significa letteralmente “cosa pubblica” e indica che il governo di una città o di uno Stato riguarda tutti i cittadini.

La riorganizzazione del potere
Nel 509 a.C. l’ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo, fu cacciato perché governava in modo crudele e arrogante e la città divenne una repubblica. Il governo fu riorganizzato e i poteri del re furono divisi tra il Senato e magistrati. I cittadini, inoltre, potevano esprimere il loro parere su tutte le decisioni prese dai magistrati attraverso i comizi.
I membri del Senato restavano in carica a vita. Essi controllavano l’operato di tutti i magistrati e nessun provvedimento poteva essere messo in atto senza la loro approvazione.
I magistrati
I magistrati più importanti erano i due consoli, a cui spettavano i compiti di governare la città facendo applicare le leggi e di comandare l’esercito. Rimanevano in carica un anno ed erano sempre eletti in coppia, in modo che si sorvegliassero a vicenda.
Al loro fianco c’erano i pretori, che amministravano la giustizia. Ai questori spettava l’amministrazione del denaro pubblico e agli edili la manutenzione degli edifici pubblici. I censori, infine, stabilivano le tasse che i cittadini dovevano pagare.
In situazioni di grave pericolo veniva nominato un dittatore, che aveva potere assoluto ma poteva restare in carica solo sei mesi.
Rappresentazione di una seduta del Senato in un affresco del XIX secolo.
STUDIO CON METODO
LEGGO E COMPRENDO
Quali erano i compiti dei magistrati? Scrivilo di fianco a ciascuno di essi.
● Console:
● Pretore:
● Questore:
● Edile:
● Censore:
I patrizi
Romolo aveva fondato Roma con l’aiuto di cento compagni, ricordati come i patres, cioè i padri fondatori della città. Essi erano stati i primi senatori romani e i loro discendenti, i patrizi, formavano la classe sociale più importante. I patrizi erano ricchi proprietari terrieri e godevano dei diritti politici: partecipavano al governo della città attraverso le assemblee e potevano essere eletti come magistrati. In caso di necessità, i maschi adulti erano tenuti a far parte dell’esercito. Il resto della popolazione romana era formato da cittadini liberi, ma privi di diritti politici: i plebei.
I plebei
I plebei erano contadini, artigiani e commercianti che contribuivano alla ricchezza della città attraverso il lavoro. Inoltre, essi dovevano pagare le tasse e prestare servizio nell’esercito, ma non potevano diventare magistrati e neppure partecipare alla distribuzione delle terre conquistate con la guerra. Erano plebei anche i clientes, cioè persone al servizio dei patrizi che in cambio ricevevano favori e protezione.
Gli schiavi
Gli schiavierano del tutto privi di diritti la loro vita dipendeva totalmente dal padrone. Erano erano per lo più prigionieri di guerra, ma potevano diventarlo anche i debitori che non pagavano i creditori o i malfattori condannati. Uno schiavo poteva comprare la propria libertà o riceverla in dono dal padrone: egli diventava così un liberto ed era considerato come un cittadino plebeo.

Tra i privilegi dei patrizi c’era anche il diritto di conservare i ritratti degli antenati in casa.

Due schiavi insieme al loro padrone.
STUDIO CON METODO
ORGANIZZO LE INFORMAZIONI
Scrivi sotto ogni frase la classe sociale a cui si riferisce.
● Erano liberi cittadini ma non potevano diventare magistrati.
● Erano prigionieri o debitori.
● Non avevano libertà personale.
● Discendevano dai fondatori della città.
● Potevano diventare magistrati e senatori.
STUDIO CON METODO
LEGGO E COMPRENDO
Rispondi alle domande.
● Per quali motivi i plebei si ribellano?
● Quale organo del corpo rappresenta i patrizi? Quali i plebei?
SVILUPPO LE COMPETENZE
LEGGO LE FONTI
La “favola” di Menenio Agrippa
A Roma i plebei costituivano la maggior parte della popolazione, ma avevano più doveri che diritti. Quando scoppiava una guerra erano costretti ad abbandonare le proprie attività per andare a combattere, ma poi erano esclusi dalla distribuzione del bottino conquistato, che spettava ai soli patrizi, e così finivano per diventare sempre più poveri. Nel 494 a.C. i plebei si ribellarono: si riunirono sul colle Aventino, rifiutandosi di lavorare e di difendere la città. Di seguito è riportata la ricostruzione della vicenda proposta dallo storico Tito Livio.
Poiché i plebei si erano ritirati sull’Aventino, fu inviato da loro un magistrato, Menenio Agrippa, affinché ristabilisse la concordia tra i senatori e la plebe. Egli raccontò loro questa favola. “Una volta le membra umane, che consideravano il ventre ozioso, si misero d’accordo affinché le mani non portassero alla bocca il cibo... Di conseguenza gambe e braccia cominciarono a indebolirsi. Infatti il ventre non è pigro ma prende il cibo per poi distribuirlo a tutte le membra. Così il Senato e il popolo, come in un solo corpo, sono rafforzati nella concordia e perdono forze nella discordia”. I plebei compresero il significato della storia che era stata narrata e decisero di ritornare in città.
Tito Livio, Ab Urbe condita, Libro II

Le conquiste dei plebei
Le conquiste dei plebei cambiano la società romana. La prima rivolta plebea si concluse con il riconoscimento dei tribuni della plebe, che avevano il compito di difendere i diritti dei plebei e bloccare le decisioni che li avrebbero danneggiati.
Col passare del tempo, i plebei ottennero altri diritti. Nel 451 a.C. fu adottato il primo codice di leggi scritte: in questo modo i patrizi non potevano più interpretare la legge sempre a proprio vantaggio. Pochi anni dopo, fu cancellato il divieto sui matrimoni tra patrizi e plebei. Dopo un secolo i plebei ottennero di essere eletti a tutte le cariche pubbliche e partecipare alla divisione delle terre conquistate. Sempre nel 451 a.C. un gruppo di magistrati fu incaricato di raccogliere tutte le leggi tramandate a voce che vennero incise su dodici lastre di bronzo ed esposte nel foro, in modo che tutti potessero vederle. Le leggi riguardavano ogni aspetto della vita dei cittadini: i rapporti all’interno della famiglia, i debiti, le pene da applicare a chi commetteva un reato. Le tavole originali furono distrutte nel 390 a.C., durante l’incendio di Roma. Oggi conosciamo alcuni dei testi contenuti nelle tavole, poiché sono stati riportati in altri documenti.
STUDIO CON METODO FACCIO COLLEGAMENTI
Leggi e rispondi alle domande.
In una delle XII tavole c’è scritta questa legge:
“Chiunque rompa l’osso di un altro, a mano o con un bastone, deve pagare trecento sesterzi se [il ferito] è un libero; centocinquanta se è uno schiavo.”
● In quale codice di leggi era contenuta una legge simile?
● Da chi era stato scritto?
● A quale popolo apparteneva?
A quale millennio risale?
Le XII tavole furono distrutte dai Galli e riprodotte in età imperiale.






coppia romana.
STUDIO CON METODO
SOTTOLINEO E IMPARO
Sottolinea nel testo le frasi che ti permettono di capire:
● che ruolo aveva il “pater familias”;
● che ruolo avevano le donne;
● chi era la matrona.
Per i Romani l’organizzazione e i rapporti familiari si basavano su due istituzioni: la gens e la familia.
La gens comprendeva tutte le famiglie che discendevano da un antenato comune, condividevano il possesso di pascoli e terre e potevano far risalire la loro origine ai patres, i fondatori della città.
La familia era controllata dall’uomo più anziano, chiamato pater familias (cioè padre della famiglia), e comprendeva la moglie, tutti i figli con le loro famiglie, i servi e gli schiavi che lavoravano per loro. Comprendeva anche i clientes, persone che non avevano rapporti di sangue con la famiglia ma che avevano ricevuto favori dal pater familias e quindi si sentivano in debito.
Il pater familias era responsabile del comportamento di tutti i familiari sia per l’aspetto sociale che per quanto riguardava le consuetudini sociali, le norme religiose e le leggi. Egli aveva un’autorità illimitata, al punto che poteva vendere i propri familiari come schiavi.
Le donne non avevano gli stessi diritti degli uomini ed erano sempre sottoposte alla tutela maschile: prima del padre e poi del marito. Avevano il compito di educare i figli maschi a essere bravi cittadini e le figlie femmine a essere umili e obbedienti al marito; dovevano poi occuparsi della casa e controllare il lavoro dei servi.
La matrona, così era chiamata la moglie del pater familias, era comunque tenuta in grande considerazione dal marito, che la consultava su varie questioni. Partecipava ai banchetti familiari, alle cerimonie pubbliche e agli spettacoli. Ogni bambino, appena nato, veniva posato in terra e spettava al padre riconoscerlo, prendendolo in braccio: in questo modo il bambino entrava a far parte della famiglia paterna.
Gli uomini, sia patrizi che plebei, indossavano la tunica, una camicia che arrivava fino al ginocchio ed era stretta in vita da una cintura.
Sopra la tunica gli uomini patrizi indossavano la toga, un mantello che copriva tutto il corpo tranne una spalla e un braccio.
Anche le donne indossavano la tunica, ma lunga fino ai piedi. Al posto della toga, le donne patrizie indossavano un mantello con cappuccio chiamato palla. I banchetti
La tavola degli antichi Romani era sempre molto sobria, quasi povera: l’alimentazione quotidiana era a base di polenta di farro, formaggi e verdure, mentre olio e olive erano arrivati grazie ai Greci.
I pranzi in occasione di festività si svolgevano nell’atrio della casa, dove i commensali sedevano su sedie e sgabelli davanti a piccoli tavoli. Dopo le conquiste, nelle case dei ricchi Romani si diffuse l’abitudine di organizzare lussuosi banchetti con cibi provenienti dalle province, conditi con spezie e accompagnati da vini pregiati.
Nelle case comparve il triclinium, una grande stanza decorata e riservata a queste occasioni. Il nome deriva dai letti (triclinio) che venivano disposti su tre lati della tavola e sui quali, a tre a tre, si stendevano i commensali. Tutto era rallegrato da fiori e coperte colorate, mentre un gran numero di schiavi serviva le portate.



Le acconciature: in età imperiale le donne delle famiglie ricche sfoggiavano acconciature con riccioli e treccine ornate con nastri e gioielli.
La toga: gli uomini delle famiglie ricche, quando uscivano di casa, indossavano la toga, una lunga striscia di lana bianca, che veniva avvolta intorno al corpo formando ampie pieghe.
La stola e la palla: le donne sopra la tunica indossavano la stola, un’ampia veste lunga fino ai piedi. Quando uscivano di casa, invece, indossavano la palla, un morbido scialle che veniva appoggiato sul capo e sulle spalle.
Le calzature: uomini e donne indossavano sandali, striscioline di cuoio che partivano direttamente dalla suola. Quando, però, indossavano una veste elegante o la toga, usavano calzature chiuse.
La toga per bambini: i bambini indossavano gli stessi abiti degli adulti. I maschi, in particolare, indossavano una toga, ornata da una striscia di tessuto purpureo.

Un bottegaio mostra la sua frutta a un possibile acquirente.

La bottega di un venditore di coltelli.
STUDIO CON METODO
LEGGO E COMPRENDO
I Romani erano soprattutto agricoltori e pastori. Durante il periodo della monarchia e della repubblica i contadini mantenevano le proprie famiglie coltivando piccoli appezzamenti di terra. I ricchi proprietari, invece, avevano grandi fattorie e facevano coltivare i campi dagli schiavi.
I principali prodotti agricoli erano cereali, ortaggi e uva. Dall’allevamento di capre e pecore i pastori ricavavano lana e latte, utilizzato per produrre formaggi.
Venivano allevati anche maiali e buoi, usati per il lavoro dei campi, mentre i cavalli venivano impiegati nell’esercito e negli spettacoli pubblici, come le gare di corsa che si svolgevano negli anfiteatri.
Artigianato e commercio
Col tempo si sviluppòaronoanche l’artigianato e il commercio.
Gli artigiani lavoravano in piccole botteghe: realizzavano oggetti di uso quotidiano, come vasi, tessuti, mobili e pezzi da costruzione, come mattoni e tegole in argilla, tubi per le fognature e grandi blocchi di marmo, destinati a templi e palazzi.
Alcuni artigiani erano specializzati nella lavorazione dei metalli, che estraevano dal sottosuolo: ferro, oro e argento venivano usati per produrre oggetti di uso quotidiano, attrezzi da lavoro ma anche preziosi gioielli.
Le merci venivano trasportate lungo i fiumi o via terra; se la destinazione era molto lontana, venivano stivate in grandi navi.
Con l’aiuto delle domande e delle parole chiave del testo, esponi a voce il contenuto della pagina.
● Quali attività svolgevano i Romani?
● Cosa coltivavano?
● Quali animali venivano allevati?
● Quali prodotti artigianali venivano realizzati?
● Quali risorse naturali venivano estratte dal sottosuolo?
● Come venivano trasportate le merci destinate ai mercati?
I Romani adoravano divinità legate al culto degli antenati, come i Lari e i Penati, che proteggevano la famiglia e la casa.
Divinità proprie della religione romana erano Giano e Vesta. Giano era il dio del passaggio e veniva raffigurato con due volti che guardano in direzioni opposte: l’inizio e la fine. Vesta era la protettrice del focolare domestico, della pace e della prosperità familiare e cittadina.
In seguito i Romani iniziarono a venerare anche Giove, Giunone, Minerva e Marte che corrispondevano a Zeus, Era, Atena e Ares.
I riti venivano celebrati dai sacerdoti, che dipendevano dal Pontefice Massimo: a lui spettava il compito di preparare il calendario dei giorni fasti, in cui si potevano prendere decisioni importanti, e di quelli nefasti, in cui era bene non intraprendere nulla. L’indicazione era ottenuta attraverso gli aruspici, cioè l’osservazione del volo degli uccelli sacri.
STUDIO CON METODO
ORGANIZZO LE INFORMAZIONI
Ricava le informazioni dal testo e completa la tabella.
Antiche divinità romane
Divinità introdotte dopo il contatto con Etruschi e Greci

Marte, dio della guerra.
Giove con Minerva e Giunone. Le due dee hanno ai loro piedi gli animali sacri: Minerva la civetta e Giunone l’oca.

latino: lingua parlata dai Romani. Deriva dal greco e dall’etrusco. Dal latino deriva anche l’italiano.
satira: testo che ha lo scopo di mettere in ridicolo personaggi importanti.
STUDIO CON METODO
LEGGO E COMPRENDO
Rispondi alle domande.
● Quali altre civiltà hanno influenzato quella degli antichi Romani?
● In quale produzione artistica i Romani erano particolarmente versati?
● Quali sono state le prime opere della letteratura latina?
L’influenza etrusca e greca
La civiltà degli antichi Romani è stata fin dalle origini in stretto contatto con quella degli Etruschi. Da questi ultimi, i Romani appresero la tecnica architettonica dell’arco e della volta. Tuttavia, quando i Romani conquistarono i territori della Magna Grecia e del Mediterraneo, a influenzare maggiormente la loro cultura furono i Greci.
Dalla Grecia arrivarono a Roma, come bottino di guerra, numerose opere d’arte, in particolar modo statue, utilizzate per arricchire e ingentilire i palazzi dei patrizi. Le opere d’arte greche divennero per gli artisti romani un modello da imitare.
I mosaici
Un manufatto artistico nella realizzazione del quale i Romani erano particolarmente bravi era il mosaico. Si tratta di una tecnica che utilizza migliaia di tessere in marmo o in pietra di vari colori per ottenere un’immagine.
La letteratura
La produzione letteraria cominciò a svilupparsi a partire dal III secolo a,C., quando giunsero a Roma diversi autori greci, spesso ridotti in stato di schiavitù. Questi autori traducevano le opere greche in latino, la lingua parlata dai Romani.
Gli autori romani cominciarono così a scrivere tragedie, commedie e satire. Si iniziarono a scrivere anche testi giuridici, di storia e di scienze.
Mosaico della grande caccia, villa Romana del Casale (Sicilia).

Le famiglie benestanti mandavano i figli maschi a scuola pagando gli insegnanti. Gli alunni sedevano su uno sgabello e tenevano sulle ginocchia una tavoletta in legno ricoperta di cera, che incidevano con una cannuccia chiamata stilo. Alcuni fori sul margine delle tavolette consentivano di legarne due o più insieme, in modo da formare una specie di quaderno.
In seguito cominciarono a intingere lo stilo nell’inchiostro e a scrivere su fogli di papiro o di carta pergamena. Per contare usavano l’abaco e alcuni sassolini chiamati calcula.
Le bambine ricevevano un’istruzione privata e familiare fino ai dodici anni d’età, oltre ad imparare dalla madre ciò che riguardava la gestione della casa. Appena possibile venivano fatte sposare.
Nelle famiglie patrizie venivano insegnati loro la letteratura, la musica e il canto.
SVILUPPO LE COMPETENZE
LEGGO LE FONTI
Sottolinea nel testo le informazioni più importanti per cogliere le differenze dello stile di vita e della scuola nell’antica Roma rispetto a oggi.
La “giornata di un bambino patrizio”
STUDIO CON METODO
ORGANIZZO LE INFORMAZIONI
Ricordi in quale città i bambini dedicavano molto tempo all’esercizio fisico? Crea sul tuo quaderno una tabella di confronto tra la vita dei bambini nell’antica Grecia e nell’antica Roma.

Sul far del giorno, mi sveglio, chiamo lo schiavo, gli faccio aprire la finestra che si affaccia sull’atrio: la luce inonda la mia stanza. Dopo essermi lavato con una brocca d’acqua, mi tolgo la camicia da notte. Mi faccio aiutare a calzare i sandali e a indossare la tunica. Mi profumo la testa e mi pettino. Mi infilo il mantello bianco e la toga. Cerco gli oggetti per scrivere e li do allo schiavo. Mi metto in cammino verso la scuola dove imparo a leggere, a scrivere e a contare.
Giunto a scuola, entro e dico: “Salve, maestro”. Lui mi rende il saluto. Lo schiavo mi porge le tavolette e quello che serve per scrivere, poi se ne va. Mi siedo sullo sgabello con la tavoletta sulle ginocchia e copio il modello che mi dà il maestro. Quando ho finito il compito, glielo mostro e lui mi corregge e dice: “Devi usare con attenzione la penna, in modo da fare bene il grosso e il sottile; metti un po’ d’acqua nel tuo inchiostro: è asciutto! Vediamo come hai scritto? Bene... Non meriti la frusta!”.
A mezzogiorno chiedo al maestro di andare a casa per la colazione: mi lascia andare.

Territorio dei Sanniti
Conquiste all’inizio del IV secolo a.C.
Conquiste all’inizio del III secolo a.C.
Conquiste alla metà del III secolo a.C.

Etruschi e Latini
Nei primi secoli della repubblica, Roma cominciò a espandersi, dando inizio a un periodo di guerre con i popoli vicini, in particolare Etruschi e Latini. Lo scontro decisivo tra l’esercito romano e quello latino avvenne nel 499 a.C. quando, dopo una durissima battaglia, i Latini furono sconfitti.
Nel 396 a.C., dopo oltre cent’anni di battaglie contro i popoli del Lazio, Roma conquistò la città etrusca di Veio e ottenne il completo controllo dei territori costieri tra la Toscana e la Campania.
Dieci anni dopo, però, nel 386 a.C., i Romani subirono una pesante sconfitta per opera dei Galli, che dalla pianura padana si spostarono a sud in cerca di nuove terre da saccheggiare. Sotto la guida del loro comandante Brenno, i Galli invasero Roma e la incendiarono. Se ne andarono solo dopo aver ottenuto un forte riscatto in oro.
CURIOSITÀ POP
BRENNO E CAMILLO
Al momento della consegna dell’oro per il riscatto di Roma, Brenno gettò la sua spada sul piatto della bilancia con i pesi e gridò: “Vae victis!” (“Guai ai vinti!”).
Mentre avvenivano questi fatti, ritornò a Roma il condottiero Furio
Camillo con il suo esercito. Egli affrontò i Galli e li mise in fuga. Secondo la tradizione, Camillo recuperò tutto l’oro e lo riportò in città dicendo: “La libertà della patria non si conquista con l’oro ma con il ferro!” .
SVILUPPO LE COMPETENZE
LAVORO CON LE LINEE DEL TEMPO
Colora sulla linea del tempo il periodo in cui Roma conquista il Lazio e i territori circostanti.
Dopo la sconfitta degli Etruschi, i popoli che vivevano ai confini del Lazio si allearono nel tentativo di fermare l’espansione di Roma. Gli avversari più temibili furono i Sanniti, valorosi guerrieri che abitavano le valli dell’Appennino campano.
Nel 295 a.C., dopo tre sanguinose guerre chiamate guerre sannitiche, i Romani sconfissero definitivamente gli avversari e ottennero il controllo delle regioni centrali della penisola italica.
Dopo aver sconfitto i Sanniti e i loro alleati, Roma si rivolse alle ricche città della Magna Grecia. Taranto, una delle più importanti tra queste città, si sentiva minacciata e decise di chiedere aiuto a Pirro, re di un piccolo regno ellenistico chiamato Epiro, situato sulla sponda opposta del Mar Adriatico. Pirro portò in Italia un grande esercito, che comprendeva una ventina di elefanti da combattimento. Terrorizzati da questi animali, i Romani furono sconfitti a Eraclea e ad Ascoli.
Nel 275 a.C., però, i due eserciti si scontrarono di nuovo a Maleventum e l’esercito romano ebbe la meglio: la vittoria fu così grande che da allora la città cambiò il suo nome in Beneventum (attuale Benevento).
Pirro lasciò l’Italia e Taranto, sconfitta, fu duramente punita, mentre le altre città della Magna Grecia preferirono allearsi con Roma. Con la vittoria su Pirro e Taranto, i Romani estesero il proprio dominio dal Po fino allo Stretto di Messina.
SVILUPPO LE COMPETENZE
LAVORO CON LE CARTE


L’uso degli elefanti da guerra impressionò gli abitanti delle città della Magna Grecia a tal punto che questi animali vennero ritratti sulle ceramiche.
Osserva la carta della pagina accanto, confrontala con una carta attuale delle Regioni italiane e rispondi.
● Quali Regioni sono comprese nei possedimenti romani?

Territorio romano
Territorio cartaginese
Magna Grecia
Una nave romana con il ponte mobile chiamato corvo.

Le guerre contro Cartagine
Dopo aver conquistato la penisola italica, Roma divenne una minaccia per Cartagine, potente città situata sulla costa africana, che controllava i commerci del Mediterraneo.
La rivalità tra Roma e Cartagine si trasformò in uno scontro armato che durò più di un secolo. Le due città si affrontarono in tre guerre, chiamate guerre puniche, perché i Romani chiamavano Puni gli abitanti di Cartagine.
La prima guerra punica
La guerra tra Roma e Cartagine scoppiò in Sicilia: il controllo dell’isola era fondamentale per la sua posizione strategica al centro del Mediterraneo.
Nel 264 a.C. i soldati romani partirono da Messina e conquistarono gran parte della Sicilia. Roma decise di spostare la guerra sul mare e, con l’aiuto delle città della Magna Grecia, preparò una flotta da guerra.
Le navi romane erano dotate di un ponte mobile detto corvo, che permetteva di agganciare le navi nemiche durante le battaglie così i soldati potevano combattere come nelle battaglie terrestri.
Nel 241 a.C. la flotta romana affrontò quella cartaginese presso le isole Egadi e la distrusse. Cartagine dovette abbandonare la Sicilia e accettare dure condizioni di pace.
STUDIO CON METODO
SOTTOLINEO E IMPARO
Sottolinea nel testo:
● in rosso il motivo per cui Roma si scontra con Cartagine in Sicilia;
● in blu il modo in cui Roma si procura una flotta;
● in verde l’invenzione che portò vantaggi alle navi romane.
Nel 219 a.C. il comandante cartaginese Annibale attaccò la città spagnola di Sagunto, alleata di Roma, e la conquistò: cominciò così, la seconda guerra punica.
Partendo dalla Spagna, Annibale superò i Pirenei e le Alpi e scese in Italia con un grosso esercito e molti elefanti, riuscendo a sconfiggere i Romani presso il lago Trasimeno.
Annibale avrebbe potuto attaccare Roma, che era quasi indifesa, ma preferì dirigersi in Puglia per aspettare il fratello Asdrubale con i rinforzi. I Romani, nel frattempo, si riorganizzarono e decisero di dare battaglia a Canne, dove furono ancora sconfitti.
Per allontanare il pericolo, il Senato di Roma inviò una spedizione in Africa sotto il comando di Scipione. Nel 202 a.C., l’esercito romano batté i Cartaginesi a Zama e li costrinse alla resa.
La terza guerra punica
Decenni dopo, lo scontro tra le due città ricominciò.
Nel 149 a.C. Cartagine fu assediata e, al termine di una lunghissima resistenza, durata 3 anni, i soldati romani entrarono nella città e la conquistarono.
Cartagine fu rasa al suolo e il suo porto fu distrutto, mentre gli abitanti superstiti furono ridotti in schiavitù.
Roma diventò così la padrona assoluta del Mediterraneo.

Resti della città di Cartagine.

STUDIO CON METODO
OSSERVO E IMPARO
Osserva la carta relativa alla seconda guerra punica e individua:
● le principali battaglie vinte da Annibale;
● quale battaglia diede ad Annibale la possibilità di prendere Roma;
● il percorso che seguì il comandante cartaginese dopo la battaglia di Canne.
Territorio cartaginese prima della seconda guerra punica
Territorio romano prima della seconda guerra punica
Principali battaglie
Presunto itinerario di Annibale
OSSERVO E IMPARO
Cerca nel testo le risposte alle seguenti domande e sottolineale con colori diversi.
● Chi si occupava della progettazione e della costruzione degli accampamenti?
● Quali attività svolgevano i soldati oltre a combattere?
● Come si chiamavano le due strade principali dell’accampamento?
L’accampamento militare romano aveva forma rettangolare ed era difeso da una palizzata o da mura di pietra.
Oltre a Cartagine, Roma riuscì a sconfiggere anche altri popoli, tanto che nel 146 a.C. dominava l’intero Mediterraneo. I territori conquistati divennero province
romane.
A capo di ogni provincia c’era un governatore, che aveva poteri sia militari che di governo. I soldati romani non dovevano solo saper usare le armi, ma dovevano anche essere in grado di far fronte a tutte le necessità che si presentavano. Per questo, venivano loro assegnati diversi incarichi; venne inoltre creato un corpo speciale, quello dei genieri, il cui compito era di progettare e costruire accampamenti.
L’accampamento romano
L’accampamento (castrum) era come una piccola città: era infatti protetto da un fossato e da una palizzata, su cui si aprivano quattro porte (una su ciascun lato), in corrispondenza delle due strade principali: il cardo e il decumano. Al suo interno erano disposte le tende per i soldati e il comandante oltre alle strutture di servizio: cucine, stalle, magazzini e laboratori per costruire o riparare le armi.

Le porte di accesso erano poste in corrispondenza delle due strade principali, il cardo e il decumano La prima correva da est a ovest, la seconda da nord a sud. Il cardo e il decumano si incrociavano nel centro dell’accampamento e lo dividevano in quartieri a loro volta suddivisi da strade rettilinee.
L’organizzazione militare
Tutti i cittadini romani tra i 17 e i 46 anni erano tenuti a prestare servizio militare e a partecipare alle eventuali guerre.
L’esercito era formato da due legioni, ognuna delle quali contava circa 4000 fanti, soldati che combattevano a piedi, e 300 cavalieri, che combattevano a cavallo. I più giovani combattevano in prima linea, mentre i più anziani erano utilizzati solamente in caso di necessità.
A capo di ogni legione c’era un generale, il centurione. Verso la metà del V secolo a.C., per far fronte alle difficoltà economiche dei plebei, fu concesso ai soldati uno stipendio.
Soldati di professione
Durante le guerre di conquista il numero delle legioni arrivò a 25. Fare il soldato diventò una vera e propria professione che offriva numerosi vantaggi, anche se comportava grandi rischi.
L’armatura e il vestiario erano pagati dallo Stato, lo stipendio era sicuro e poteva essere arricchito dal bottino di guerra. Alla fine del servizio, inoltre, il soldato otteneva un pezzo di terra sufficiente a garantirsi una vita dignitosa.
L’addestramento
Un soldato volontario prima di tutto doveva ottenere la probatio, cioè la dichiarazione di idoneità fisica; dopo cominciava l’addestramento, al termine del quale diventava un miles (soldato) ed era segnato con un tatuaggio di riconoscimento.
L’addestramento si svolgeva a cicli di quattro giorni. Il primo giorno era dedicato alla marcia con l’equipaggiamento completo; il secondo alla manutenzione delle armi; il terzo alla simulazione di combattimenti con spade e lance; il quarto a lavori leggeri, come raccogliere la legna per il fuoco, procurare il cibo, rifornirsi d’acqua e uscire con gli esploratori per studiare il territorio.
Giavellotto
Gladio Elmo in ferro

Calzari Scudo
Corazza di metallo
Legionario romano
STUDIO CON METODO
OSSERVO E IMPARO
Osserva l’immagine in alto e ripondi alle domande.
● Quali armi avevano a disposizione i soldati romaniper attaccare?
● Quali erano le parti dell’armatura destinate alla difesa del corpo?

Le collezioni d’arte dei ricchi
Romani comprendevano opere originali, come questa statua di pugile.
Grazie alle loro conquiste, i Romani entrarono in contatto con le civiltà orientali, scoprendo così un modo di vivere completamente nuovo, lontano dalla tradizionale vita di cui i patrizi andavano orgogliosi.
Le famiglie più ricche si circondarono di artisti, filosofi e letterati greci; molte di esse affidarono l’educazione dei figli a maestri di origine greca, mentre i giovani che volevano diventare magistrati venivano mandati a completare la loro educazione ad Atene.
La diffusione del teatro
Maschera.

I contatti con le città della Magna Grecia fecero conoscere ai Romani il teatro: cominciarono così a essere presentati i primi spettacoli nelle piazze e davanti ai templi in occasione delle feste religiose. Giovani con il volto coperto da maschere cantavano e danzavano accompagnati dal flauto, alla moda etrusca; si allestivano commedie e farse su palcoscenici di legno improvvisati, che venivano smontati al termine dello spettacolo. Successivamente furono costruiti teatri in muratusul modello di quelli greci e si diffuse l’usanza di andare a teatro, specialmente tra le persone più importanti. Il popolo, invece, preferiva gli spettacoli dei mimi o i giochi del circo.

Il teatro greco-romano di Catania.
La situazione sociale
Le ricchezze portate dalle conquiste non servirono a migliorare la situazione sociale che a Roma era molto tesa.
I piccoli proprietari terrieri non riuscivano a reggere la concorrenza dei proprietari dei latifondi, che producevano grandi quantità di merci a basso costo grazie al lavoro degli schiavi. I contadini erano ormai senza lavoro, perché sostituiti dagli schiavi. I centurioni e i soldati reduci dalle battaglie vittoriose non erano soddisfatti della propria condizione: restavano esclusi dalle cariche pubbliche più importanti.
Per risolvere i problemi legati all’agricoltura, i tribuni della plebe Tiberio e Caio Gracco proposero una riforma agraria che fissava un limite alle terre di proprietà che ogni latifondista poteva affittare: in questo modo ne restavano altre da distribuire ai contadini.
La proposta provocò una violenta reazione dei latifondisti, che fecero assassinare, nel 121 a.C., prima Tiberio e poi anche il fratello Caio.
Alla morte di Caio Gracco, seguì un lungo periodo di guerre civili, in cui si scontrarono due fazioni: una a favore dei patrizi e guidata da Silla, e l’altra a favore dei plebei e guidata da Mario. Il vincitore fu Silla, che nell’82 a.C. diventò dittatore e attuò riforme a vantaggio dei latifondisti.
STUDIO CON METODO ORGANIZZO LE INFORMAZIONI
Gaio Mario.

latifondo: grande estensione di terreni coltivabili o adatti al pascolo che appartengono a un solo proprietario.
I tribuni Tiberio e Caio Gracco.

Completa lo schema. Inserisci a fianco di ogni gruppo sociale il motivo del malcontento verso il governo di Roma.
Gruppi sociali Cause del malcontento Cavalieri
Piccoli proprietari terrieri
Contadini liberi
Nell’VIII secolo a.C. sui colli lungo il fiume Tevere vivevano i Latini; i loro villaggi si ingrandirono dando origine alla città di Roma. Il territorio era ricco di risorse naturali e posto al centro di importanti vie di comunicazione. Secondo la leggenda, Roma fu fondata nel 753 a.C.
Nei primi due secoli Roma fu governata da sette re: era una monarchia. Nel 509 a.C. diventò una repubblica: il governo era diviso tra Senato e magistrati. In seguito a delle rivolte popolari furono introdotte leggi scritte e nominati i tribuni della plebe. Roma conquistò i territori vicini e ottenne il controllo dell’Italia centromeridionale. Con le tre guerre puniche Roma diventò padrona del Mediterraneo.
Le famiglie ricche e potenti, proprietarie di terre, formavano il gruppo dei patrizi Esso dominava sui plebei, cioè i contadini e gli artigiani. Per ultimo, veniva il gruppo degli schiavi.
L’economia si basava innanzitutto sull’agricoltura e sull’allevamento. In seguito, si svilupparono molto anche l’artigianato e il commercio. Molti erano soldati di professione.
RELIGIONE
I Romani erano politeisti, adoravano lari e penati, divinità protettrici della casa legate al culto degli antenati. Dopo l’incontro con Etruschi e Greci, conobbero e adorarono anche nuove divinità. Veneravano gli stessi dèi ma con nomi diversi (Giove, Giunone...).
CULTURA E TECNOLOGIA
La cultura romana si arricchì grazie ai contatti con Greci ed Etruschi. I Romani furono molto abili nella realizzazione di mosaici. Furono soprattutto grandi costruttori, come ci ricordano le strade, gli acquedotti monumenti che sono giunti fino a noi.

Completa la mappa con l’aiuto delle parole chiave evidenziate nella pagina a fianco. Poi utilizzale per esporre a voce l’argomento.
Sulle rive del fiume ������������������������������ . Secondo la leggenda fu fondata nel a.C. Durante i primi due secoli Roma è una . Nel 509 a.C. diventa una . Il governo è diviso tra e magistrati. In seguito vengono introdotte leggi scritte e nominati i
. Roma ottiene il controllo dell’Italia centromeridionale. Con le diventa padrona del Mediterraneo.
CULTURA E TECNOLOGIA
Sono debitori nei confronti di ed Etruschi. Sono ���������������������������� come ci ricordano le , gli
, e i �������������� giunti fino a noi.
Praticano l’agricoltura, l’ l’artigianato e il . Molti sono di professione.
La società è suddivisa i tre classi sociali: i (famiglie ricche e potenti, proprietarie di terre), i (contadini e artigiani), gli
Sono . Adoravano
e
Dopo l’incontro con e Greci, cominciano ad adorare anche nuove divinità (Giove, Giunone...).
1 Completa con le parole mancanti i seguenti testi sull’origine storica e sull’origine leggendaria di Roma.
Enea • commerci • Romolo • Alba Longa • Latini • lupa • Palatino • Rea Silvia Tevere • Troia • Roma • Lazio • Tiberina • Remo
LE ORIGINI DI ROMA
SECONDO LA STORIA
Già nel II millennio a.C. il popolo italico dei
abitava la riva sinistra del fiume
Era una posizione favorevole per controllare i che interessavano la zona intorno all’Isola .
Nell’VIII secolo a.C. i villaggi sorti sul colle e sui colli vicini si ingrandirono sempre di più, fino a formare la città di
LE ORIGINI DI ROMA
SECONDO LA LEGGENDA
L’eroe fuggì da e giunse sulle coste del . Qui suo figlio fondò la città di . Tre secoli dopo, il re fu scacciato dal fratello. La figlia del re, ��������
ebbe due figli: Romolo e
. Abbandonati sul Tevere, furono salvati e allevati da una . Da adulti si vendicarono dello zio; uccise il fratello e fondò una nuova città.
2 Completa la linea del tempo: colora in verde il periodo in cui Roma fu una monarchia e in rosso quello in cui fu una repubblica. Poi abbina i seguenti eventi alla data corrispondente. Usa i numeri.
1. A Roma viene adottato il primo codice di leggi scritte.
2. I plebei si ribellano e si riuniscono sul colle Aventino. Ottengono l’elezione dei propri rappresentanti: i tribuni della plebe.
3. L’ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo, viene cacciato e Roma diventa una repubblica.
4. Le XII tavole su cui è riportato il primo codice di leggi scritte, vengono distrutte dai Galli durante l’incendio di Roma.
Nascita di Cristo
3
Completa le seguenti frasi sulla società romana con il soggetto mancante. Scegli tra quelli elencati sulla destra.
● prepara il calendario dei giorni fasti e nefasti.
● controlla il comportamento dei familiari.
●
partecipano al governo della città.
● è la moglie del pater familias.
● sono divinità che proteggono la famiglia.
● comprende famiglie con un antenato comune.
● protestano per ottenere propri rappresentanti.
4 Collega i cartellini al punto giusto dell’accampamento romano.
La gens
I plebei
Il pater familias
Lari e Penati
Il Pontefice Massimo
La matrona I patrizi

• Ti è piaciuta questa unità?
• Quale argomento ti è piaciuto di più? Perché?
• Colora di il quadratino degli esercizi che hai trovato facili e di quello degli esercizi che hai trovato difficili.
L’impero romano ebbe inizio nel 27 a.C., quando un console, Ottaviano Augusto, fu nominato dal Senato primo imperatore. La massima estensione fu raggiunta nel 117 d.C.: l’impero andava dalla Britannia all’Egitto, dalla Spagna alla Mesopotamia. Crollò nel 476 d.C., sotto la pressione di popolazioni provenienti da est.

Nascita di Cristo
Repubblica 509 - 27 a.C
SVILUPPO LE COMPETENZE
LEGGO LE CARTE E INTERPRETO LE LINEE DEL TEMPO
Osserva la carta e rispondi alle domande.
Impero 27 a.C. - 476 d.C.
● Quali territori furono conquistati dai Romani durante la repubblica? E durante l’impero?
Osserva la linea del tempo e rispondi alle domande.
● Quanti anni è durata la repubblica romana?
● Quanti anni, invece, è durato l’impero?
Giulio Cesare
Nel 60 a.C., una decina di anni dopo la morte di Silla, Pompeo, Crasso e Giulio Cesare formarono un triumvirato, cioè un governo di tre uomini, dividendosi le zone da amministrare.
Cesare si rivelò un grande generale e, grazie alle sue vittorie in Gallia diventò sempre più famoso e potente. Quando Crasso morì, Cesare, che apparteneva alla fazione dei popolari, si scontrò con Pompeo, che era alleato con il Senato: si aprì un’altra fase di guerre civili.
Forte dell’appoggio delle proprie legioni, Cesare tornò a Roma e sconfisse l’esercito di Pompeo. Il Senato, allora, lo nominò imperator, cioè comandante supremo delle forze armate e dittatore a vita, carica che gli conferiva pieni poteri e lo poneva al di sopra di tutti gli altri magistrati.
Nei quattro anni del suo governo, Cesare attuò varie riforme a favore degli abitanti delle province e dei plebei: ammise in Senato i rappresentanti delle province, estese il diritto di cittadinanza a tutti gli abitanti della penisola italica, impiegò molti disoccupati nei lavori pubblici, per risanare le paludi pontine, rinforzare gli argini del Tevere e ricostruire il Foro.
Cesare era amato dai plebei, ma il suo modo di agire attirò le antipatie dei patrizi. Nel 44 a.C., sospettando che volesse istituire di nuovo la monarchia, i senatori lo fecero assassinare.
STUDIO CON METODO
METTO A CONFRONTO LE INFORMAZIONI
Ricerca tutte le informazioni sulla carica di dittatore nelle varie epoche della storia romana, poi rispondi.
● La carica di dittatore assegnata a Cesare è diversa da quella prevista dalle leggi della Repubblica romana?
● Spiega a voce in che cosa consiste la differenza.

CURIOSITÀ POP
CESARE SCRITTORE E CRONISTA
Giulio Cesare, oltre che un abile condottiero, fu anche un eccellente scrittore
Durante le guerre in Gallia e poi durante la guerra civile, scrisse la cronaca delle sue imprese in due opere, la Guerra gallica e la Guerra civile, testi che ci hanno fornito preziose informazioni sul quel periodo storico.
STUDIO CON METODO
ORGANIZZO LE INFORMAZIONI
Rileggi il testo, cerchia le parole chiave e sottolinea le informazioni più importanti per ciascuna di esse
Ottaviano nelle vesti di imperatore.
L’uccisione di Giulio Cesare non ebbe l’effetto sperato dai senatori: invece di portare alla cancellazione delle riforme che avevano diminuito il potere dei patrizi, l’evento scatenò un nuovo periodo di guerre civili. Cesare aveva nominato come proprio erede il figlio adottivo Ottaviano, ma anche il generale

Marco Antonio rivendicava il potere su Roma. Lo scontro tra i due si concluse nel 31 a.C. con la vittoria di Ottaviano, in seguito a una battaglia navale che si svolse presso Azio, un promontorio della Grecia occidentale.
Dopo quasi un secolo di guerre civili, i Romani volevano la pace e il Senato cominciava ad accettare l’idea di un sovrano che potesse imporla.
In questa situazione, Ottaviano dimostrò la sua abilità di uomo politico: non si proclamò re, ma riconobbe l’autorità del Senato e rispettò i poteri dei magistrati.
Così, nel 27 a.C., Ottaviano fu nominato imperator, cioè capo dell’esercito, Pontefice Massimo, console e tribuno della plebe, ottenendo tutti i poteri religiosi, civili e militari.
Gli venne anche riconosciuto il titolo di Augustus, che significa “degno di venerazione”.
Con Ottaviano Augusto ebbe fine l’epoca della repubblica e cominciò il periodo dell’impero. Fu il primo di una lunga serie di imperatori, che per cinque secoli governarono un enorme impero in continua trasformazione.
L’organizzazione dell’impero
I primi secoli dell’impero furono un periodo di pace e benessere. Le guerre di conquista vennero interrotte e Roma si preoccupò soprattutto di governare bene i suoi possedimenti.
Ottaviano Augusto suddivise il vasto territorio in province senatorie, poste sotto l’autorità del Senato, e province imperiali, poste sotto il controllo di funzionari nominati da lui.
Le province godevano di una certa autonomia: gli abitanti potevano conservare le loro usanze, ma tutti dovevano pagare a Roma un tributo, sotto forma di merci o di denaro.
I tributi delle province senatorie venivano amministrati dai magistrati di Roma, mentre i tributi delle province imperiali venivano utilizzati per la realizzazione di opere pubbliche, come strade e acquedotti, per la distribuzione di grano e denaro alla plebe romana e per l’organizzazione di spettacoli.
Alle tradizioni locali, i Romani aggiunsero le proprie, diffondendo nei territori la loro lingua, la loro cultura, la loro moneta e la loro organizzazione.

STUDIO CON METODO
SOTTOLINEO E IMPARO
Sottolinea nel testo le risposte alle domande.
● Quali erano le differenze tra le province senatorie e quelle imperiali?
● Che tipo di autonomia veniva riconosciuta ai cittadini delle province dell’impero?
● Per cosa venivano utilizzati i soldi dei tributi pagati dalle province?
POP
I SEGNI DELL’IMPERO OGGI!
Province imperiali
Province senatorie
I vasti territori dell’impero romano si trovano oggi in tre continenti: gran parte dell’Europa, Africa settentrionale e Asia mediorientale. I segni della sua grande storia sono ancora visibili non solo a Roma e in Italia, ma anche in Paesi come Spagna, Regno Unito, Marocco, Tunisia, Turchia, Giordania e molti altri. In alcuni casi si tratta solo di resti archeologici da visitare e ammirare, come Fori, templi, sculture, terme… In altri casi, invece, le grandi opere pubbliche realizzate dai Romani sono ancora in uso: numerosi ponti messi in sicurezza, qualche acquedotto, alcune basiliche convertite in chiese e persino teatri e anfiteatri in cui si svolgono gli spettacoli: un esempio è l’arena di Verona

Gli appartamenti avevano stanze strette, buie, fredde d’inverno e calde d’estate: le finestre non avevano vetri, ma solo sportelli di legno e quindi in inverno bisognava scegliere se morire di freddo o stare al buio.
Nella Roma dell’epoca imperiale, il numero degli abitanti aumentava di continuo e gli alloggi per il popolo scarseggiavano. Per questo furono costruite le insulae, edifici di 4 o 5 piani, divisi in piccoli appartamenti; ogni insula poteva ospitare fino a duecento persone. La loro struttura era generalmente in legno.
Solo il pianterreno era collegato all’acquedotto e alla rete fognaria; gli altri piani erano senz’acqua e senza servizi igienici. Bisognava fare numerosi viaggi per andare a prendere l’acqua alla fontana pubblica, nella piazza.

Al pian terreno si aprivano direttamente sulla strada le botteghe che vendevano generi alimentari, i laboratori degli artigiani e le locande.
Tra le case popolari c’era un intrico di viuzze senza nome, dov’era facile perdersi. Le strade erano spesso sporche e maleodoranti, perché gli abitanti delle insulae gettavano dalle finestre i rifiuti domestici.
In città vi erano anche quartieri eleganti, dove c’erano abitazioni costruite con materiali di buona qualità, le domus, di proprietà di un’unica famiglia. Le domus erano spaziose abitazioni a uno o due piani, circondate da un muro di protezione e con un solo ingresso, sorvegliato da cani da guardia. Le stanze erano arredate con eleganza ed erano presenti piccoli giardini, servizi igienici e camere per la servitù.
STUDIO CON METODO
LEGGO E COMPRENDO
Rispondi alle domande.
● In quali tipi di abitazioni vivevano i Romani più ricchi?
● Che cosa erano le cubicola?
● A che cosa serviva l’impluvium?
● In quali quartieri si trovavano le insulae?
Al piano superiore c’erano alcune piccole stanze da letto, le cubicola, arredate con mobili molto semplici.
L’ingresso conduceva verso l’atrio.
Il larario era un piccolo altare dedicato alle divinità domestiche.
Il triclinio era la sala da pranzo.

Il peristilio era il giardino privato circondato da un portico a colonne.
Nella parte anteriore della domus c’era l’atrio circondato dalle stanze di servizio.
Al centro dell’atrio, una vasca chiamata impluvium raccoglieva l’acqua piovana.

Vetri fenici ed egizi
erano molto richiesti in tutto l’impero.

Il trasporto delle merci via terra avveniva su carri trainati da buoi.

Tutte le merci che arrivavano via mare passavano per il grande porto di Ostia e da lì proseguivano per Roma risalendo il Tevere.
La fine delle guerre civili, il miglioramento del governo delle province, l’unificazione delle leggi, della lingua e della moneta permisero una grande ripresa economica.
La produzione agricola aumentò moltissimo perché ogni provincia si dedicò alla coltivazione dei prodotti più adatti al territorio e al clima: in Egitto e nell’Africa settentrionale si coltivava il frumento, in Spagna l’uva, in Gallia l’orzo e il grano.
L’attività edilizia e l’artigianato aumentarono grazie alla ricostruzione di molte città, tra cui Roma, dove interi quartieri in pessime condizioni furono ricostruiti. Inoltre, gli artigiani di ciascuna provincia realizzavano particolari prodotti a seconda delle materie prime disponibili. Per esempio, in Gallia e in Bretagna, dove era diffuso l’allevamento di ovini, si producevano tessuti di lana.
Il commercio
La grande disponibilità di prodotti incrementò i commerci. Per gli scambi i Romani usavano monete sia in bronzo che in argento. La rete stradale venne estesa ed era ben tenuta; questo favorì la circolazione di merci e persone anche nelle regioni più lontane. Il mare, i fiumi navigabili, i canali fatti costruire dagli imperatori erano percorsi da una flotta numerosissima di navi da carico. Mercanti arabi, indiani, africani fornivano merci rare e preziose come i tessuti di leggerissimo cotone indiano, la seta cinese, i profumi, l’avorio e le bestie feroci per i giochi dei gladiatori.
STUDIO CON METODO
LEGGO E COMPRENDO
Rispondi alle domande.
● Quali erano i principali prodotti agricoli coltivati nell’impero romano?
● Che cosa rese possibile l’incremento dell’attività edilizia?
● Quale mezzo di scambio veniva utilizzato per i commerci?
L’Italia era attraversata da una serie di strade che mettevano in comunicazione le principali città con Roma. Con il tempo la rete stradale fu estesa anche alle province e si crearono collegamenti rapidi con tutte le parti dell’impero.
I soldati romani dovevano potersi spostare rapidamente e in maniera sicura in ogni stagione: per questo furono costruite strade lastricate, cioè ricoperte con lastre di pietra, in posizione sopraelevata e con tracciati il più possibile rettilinei per ridurre le distanze. Le strade erano larghe circa quattro metri, per consentire il passaggio di due carri affiancati. La parte centrale della strada era leggermente più alta per favorire lo scolo dell’acqua piovana. Inoltre, furono dotate di ponti per superare i fiumi e le vallate.
CURIOSITÀ POP
LE PIETRE MILIARI
Sul bordo delle strade romane erano collocati dei segnali che indicavano la distanza da Roma: erano le pietre miliari, chiamate così perché erano poste a un miglio (mille passi, circa 1 500 metri) l’una dall’altra.

I ponti e le gallerie caratterizzavano anche gli acquedotti, costruiti per distribuire l’acqua alle abitazioni, alle terme e alle fontane. Erano formati da condutture sorrette da arcate, che funzionavano grazie al dislivello naturale tra le sorgenti (sulle alture) e le città. Potevano essere lunghi centinaia di chilometri. Alla fine del I secolo d.C. a Roma si contavano nove acquedotti.

L’acquedotto romano di Pont du Gard, in Francia.

Le principali strade romane in Italia.
Via Emilia
Via Appia
Via Aurelia
Via Cassia
Via Flaminia Via Salaria Via Popilia Via Valeria Via Pompeia

A partire da Augusto, gli imperatori romani arricchirono la capitale con splendidi edifici e monumenti, di cui possiamo ammirare i resti ancora oggi. Essi fecero costruire templi, edifici pubblici nel Foro, teatri e terme dove i cittadini potessero incontrarsi e altre strutture destinate al divertimento
Roma diventò, così, un punto di incontro di artisti e letterati di culture diverse, una città multietnica, dove ognuno poteva vivere secondo i propri costumi, nel rispetto delle leggi della città.
STUDIO CON METODO
LEGGO E COMPRENDO
Scrivi a fianco di ciascun monumento l’attività a cui era destinato.
● Colosseo
● Circo Massimo
● Terme di Caracalla

Pantheon
Il Pantheon, che in greco significa “tutti gli dèi”, era un luogo di culto, in cui ciascuno poteva professare la propria religione.
Terme di Caracalla
Nelle Terme di Caracalla si potevano fare il bagno, i massaggi e la sauna. Oltre a garantire l’igiene degli abitanti, le terme erano un luogo d’incontro in cui rilassarsi o discutere di affari e politica.

Colosseo
Il Colosseo, il cui vero nome è Anfiteatro Flavio, poteva ospitare fino a 50000 spettatori. Vi si svolgevano spettacoli violenti, come i combattimenti tra gladiatori o tra animali selvaggi. Il fondo poteva essere allagato per simulare battaglie navali.
Circo Massimo Nel Circo Massimo si tenevano le corse dei cavalli. La gara più spettacolare era quella delle quadrighe (carri con quattro cavalli) a cui partecipavano tutte le province dell’impero.

Nel periodo dell’impero, Roma divenne una città elegante, ricca di monumenti e di spazi pubblici per il divertimento.
Il Foro di Roma, ampliato da Augusto, era il centro delle attività politiche, religiose e commerciali della città.
Intorno vi sorgevano templi e basiliche, cioè edifici pubblici destinati all’amministrazione della giustizia e agli affari. Nel foro si riuniva il Senato per prendere decisioni importanti sulla guerra o sulla pace e definire i trattati con i re stranieri.
Il Foro era anche il luogo in cui si celebravano i trionfi, cioè le grandi cerimonie in cui le legioni sfilavano vittoriose, guidate dai loro generali. Fori simili a quello di Roma si trovavano in tutte le grandi città dell’impero.
Gli archi di trionfo
Gli archi di trionfo di Roma vennero costruiti per celebrare le vittorie militari. Erano in pietra e ornati da statue. Gli imperatori vittoriosi vi passavano sotto, sfilando con i soldati, gli schiavi e il bottino di guerra, mentre tutto il popolo li acclamava.
Nel resto dell’Impero, la costruzione degli archi di trionfo aveva lo scopo di ricordare la potenza romana alle popolazioni sottomesse. Quando una conquista era stata particolarmente difficile, gli imperatori celebravano la vittoria con la costruzione di un’alta colonna di pietra.

CURIOSITÀ POP
Particolare dalla Colonna traiana: l’esercito romano passa il Danubio su un ponte di barche, dando inizio alla prima campagna in Dacia (101-102 d.C.).

La Colonna traiana fu eretta nel 113 d.C. nel foro di Traiano; fu lo stesso imperatore Traiano a farla erigere a Roma.
La Colonna traiana è stata la prima grande colonna coclide, cioè decorata da un fregio che si avvolge a spirale, a chiocciola. È alta 29,77 metri ed è composta di pezzi di forma cilindrica di marmo bianco. Poggia su un alto basamento cubico, al cui interno si trovava la camera funeraria dell’imperatore. Una stretta scala a chiocciola porta sino alla piattaforma posta in alto dove era collocata la statua bronzea di Traiano, fatta sostituire nel 1557 da papa Sisto V da quella attuale di San Pietro.
L’altezza complessiva raggiunge così i 40 metri. Vi trovano posto 2500 figure scolpite distribuite in 155 scene originariamente dipinte a tinte vivaci. Le scene narrano le due vittoriose campagne di Traiano in Dacia, l’attuale Romania.


Quella notte, la terra tremò con particolare violenza e si ebbe l’impressione che ogni cosa venisse rivoltata sottosopra. Solo allora decidemmo di abbandonare la città di Miseno.
Dalla parte orientale si alzava una nube nera e orrenda, squarciata da fiamme simili a folgori [...]. Non molto tempo dopo, la nube discese sulle terre, coprì la distesa del mare. Avvolse Capri e la nascose [...]. Rischiarò un poco, poi fu tenebra di nuovo: la cenere cadeva fitta e pesante [...]. Alla fine, quella tenebra diventò quasi fumo o nebbia e subito ritornò la luce del giorno. Dinanzi ai miei occhi spauriti tutto appariva mutato: c’era un alto manto di cenere che sembrava neve.
Plinio il Giovane, Lettere ai familiari
STUDIO CON METODO ORGANIZZO LE INFORMAZIONI
Completa lo schema.
Fenomeni osservati
Prima dell’eruzione
Durante l’eruzione
Dopo l’eruzione
L’eruzione colse di sorpresa gli abitanti di Pompei, che morirono in pochi secondi, soffocati dai gas. La città venne sepolta da uno strato di cenere alto quasi sei metri e la costa, devastata, venne abbandonata. In seguito, sui luoghi dell’eruzione, la vegetazione crebbe e nascose tutto, ma il ricordo di Pompei non scomparve.
Nei secoli successivi affiorarono alcuni reperti e vennero effettuati dei piccoli scavi, ma fu solo dopo il 1860 che le ricerche si fecero sistematiche.
Il risultato degli scavi fu il ritrovamento di una città perfettamente conservata: la cenere, che aveva soffocato ogni forma di vita, aveva preservato tutti gli edifici. Oggi, a Pompei, possiamo vedere con i nostri occhi com’erano le case, le botteghe e le strade di una cittadina romana di quasi 2000 anni fa. Il sito archeologico di Pompei è stato dichiarato nel 1997 dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

STUDIO CON METODO
ORGANIZZO LE INFORMAZIONI
Collega le didascalie alle immagini utilizzando i numeri.
1. Il thermopilium era un punto di ristoro. Aveva un bancone con dei grandi buchi in cui venivano incassate le anfore di terracotta per mantenere i cibi in caldo o in fresco.
2. Una lunga strada selciata attraversava la città. Lungo i bordi correva un marciapiede per i pedoni.
3. L’anfiteatro era utilizzato per i giochi e i combattimenti tra i gladiatori. Era di notevoli dimensioni e poteva ospitare fino a 20000 spettatori.


STUDIO CON METODO
LEGGO E COMPRENDO
Rispondi alle domande.
● Come si trasmetteva inizialmente il titolo di imperatore?
● In che cosa consisteva l’adozione?
● Quando l’impero raggiunse la sua massima espansione?
CURIOSITÀ POP
LE ADOZIONI
La pratica dell’adozione era molto diffusa nella società romana e riguardava sia i bambini sia gli adulti. In alcuni casi l’adozione di un adulto serviva a garantire un erede a chi non aveva figli. Fu il caso di Cesare, che adottò Ottaviano

Dopo la morte di Augusto, avvenuta nel 14 a.C., la carica di imperatore venne assegnata in modo ereditario all’interno della stessa famiglia. Tra i suoi successori troviamo: Tiberio, Claudio, Vespasiano e Tito che governarono con saggezza e conquistarono nuovi territori, rafforzando anche i confini dell’impero. Caligola, Nerone e Domiziano, invece, governarono con violenza e crudeltà.
Dopo Domiziano, alla fine del I secolo a.C., venne introdotto il sistema dell’adozione: l’imperatore in carica sceglieva chi avrebbe governato dopo di lui e lo adottava come “figlio”. Fu in questo periodo che l’impero raggiunse la sua massima espansione.
Il primo imperatore adottivo fu Traiano, che si distinse per le sue conquiste. Seguì un periodo di pace e benessere con Adriano, Antonino Pio e l’imperatore filosofo Marco Aurelio. Nel 212 d.C. l’imperatore Caracalla concesse la cittadinanza romana a tutti coloro che abitavano entro i confini dell’impero.
LAVORO IN GRUPPO
Con un gruppo di compagni fate una ricerca su uno degli imperatori citati per scoprire:
● il periodo in cui ha governato;
● le imprese a cui è collegato;
● i monumenti che portano il suo nome;
● altre curiosità.
Usando l’intelligenza artificiale provate a fare un’intervista impossibile all’imperatore scelto.
Realizzate un piccolo dépliant informativo sul personaggio scelto e poi esponete alla classe. Marco Aurelio.
Gesù di Nazareth
Durante l’impero di Augusto, nella provincia romana
della Giudea, dove vivevano gli Ebrei, nacque Gesù di Nazareth, detto «il Cristo» (parola greca che traduce la parola ebraica Messia).
Divenuto adulto, Gesù iniziò a predicare l’amore, l’uguaglianza e la fratellanza fra gli uomini, che egli considerava tutti figli dell’unico Dio. Tra gli Ebrei molti lo ascoltarono, perché speravano fosse il Messia, l’inviato di Dio che li avrebbe liberati dal dominio straniero. I sacerdoti ebrei, però, temevano che le idee di Gesù potessero provocare sanguinose ribellioni contro Roma; per questo fu denunciato al governatore romano, condannato a morte e crocifisso
Una nuova religione
Dopo la morte di Gesù, i suoi sostenitori, gli apostoli, continuarono a diffondere il suo messaggio in tutto l’impero.
La vita e gli insegnamenti di Gesù vennero raccolti in forma scritta nei Vangeli. La nuova religione, detta cristianesimo, fu abbracciata dai poveri e dagli schiavi e in generale da tutti coloro che trovavano in essa la speranza di una vita migliore.
Le prime comunità di cristiani si chiamarono «Chiese» (dalla parola greca ecclesìa, cioè «assemblea») ed erano formate da pochi fedeli che si riunivano sotto la guida di un presbìtero, cioè di un anziano, che li guidava nella preghiera e nella pratica degli insegnamenti di Gesù.

Il pesce è un antico simbolo usato dai cristiani, perché le lettere che formano la parola greca ichtus (pesce) sono le iniziali delle parole che compongono la frase “Iesus Christos Theou Uios Soter” (cioè “Gesù Cristo figlio di Dio e Salvatore”).

Gesù era rappresentato spesso come un buon pastore.
Vangelo: parola di origine greca che significa «lieto annuncio, buona notizia».
STUDIO CON METODO
SOTTOLINEO E IMPARO
Sottolinea nel testo le risposte alle domande che seguono.
● Che cosa significa la parola Cristo?
● Che cosa pensavano gli Ebrei di Gesù di Nazareth?
● Che cosa indicava la parola Chiesa?
● Chi era il presbitero?

I Santi Pietro e Paolo subirono il martirio a Roma durante le persecuzioni ordinate da Nerone.
STUDIO CON METODO
SOTTOLINEO E IMPARO
Sottolinea nel testo i motivi per cui i cristiani erano considerati pericolosi per l’impero romano.

I sudditi dell’impero potevano venerare le proprie divinità, purché non creassero problemi allo Stato. Il comportamento dei cristiani, però, preoccupava le autorità romane perché:
● pagavano le tasse, ma obbedivano alle leggi solo se non erano in contraddizione con la loro fede;
● non accettavano il culto dell’imperatore né i giuramenti in nome delle divinità pagane richiesti nei tribunali;
● non frequentavano le terme né gli spettacoli, che consideravano immorali;
● condannavano la violenza e per questo in molti rifiutavano di prestare servizio nell’esercito;
● non accettavano la schiavitù, nonostante la società romana dipendesse dal lavoro degli schiavi.
Per questi comportamenti, i cristiani iniziarono a essere perseguitati e vennero loro attribuite azioni terribili, come l’incendio scoppiato a Roma nel 64 d.C., al tempo dell’imperatore Nerone. Nel III secolo d.C., l’impero era ormai in crisi; fu allora che l’imperatore Diocleziano tentò di cancellare le comunità cristiane attraverso persecuzioni spietate: bastava una denuncia anonima per essere arrestati e uccisi. Chi aveva incarichi pubblici doveva abbandonarli. Nonostante le persecuzioni, i cristiani divennero sempre più numerosi.
I cristiani seppellivano i loro morti in luoghi chiamati coemeteria, cioè dormitori, perché consideravano la tomba un luogo di riposo in cui attendere la resurrezione finale.
In seguito, le sepolture e i riti funebri si svolsero nelle catacombe, lunghe gallerie scavate in profondità nella roccia. Durante le persecuzioni, le catacombe vennero usate come luoghi dove potersi rifugiare e proteggere. Terminate le persecuzioni, le catacombe divennero santuari dei martiri, cioè dei cristiani perseguitati e uccisi a causa della loro fede. Nel sottosuolo di Roma sono state trovate più di 40 catacombe. Le più antiche risalgono al II secolo d.C.
Malgrado le persecuzioni, il cristianesimo si diffuse nella società romana e nell’esercito: all’inizio del IV secolo d.C., gli imperatori capirono che non era possibile sradicarlo e che era necessario trovare un accordo con i seguaci di questa religione.
● Nel 311 d.C. l’imperatore Galerio decretò la libertà di culto per i cristiani, purché rispettassero le leggi di Roma.
● Nel 313 d.C. l’imperatore Costantino rese operativo il decreto di Galerio con l’Editto di Milano.
● Nel 380 d.C. l’imperatore Teodosio con l’Editto di Tessalonica dichiarò il cristianesimo unica religione dell’impero.
SVILUPPO LE COMPETENZE
LEGGO LE FONTI E LAVORO IN GRUPPO
L’imperatore Costantino.

Con i compagni leggi i due brani tratti dagli editti di Costantino e di Teodosio e analizzane il contenuto. Poi leggi l’articolo 19 della nostra Costituzione e discuti in classe sul suo significato.
Noi, fra le disposizioni che vedevamo utili a molte persone o da mettere in atto fra le prime, abbiamo posto queste relative al culto della divinità affinché sia consentito ai cristiani e a tutti gli altri la libertà di seguire la religione in cui ciascuno crede.
Editto di Costantino
Noi vogliamo che tutti i popoli governati dalla nostra clemenza seguano la religione che è stata insegnata e tramandata dal santo apostolo Pietro. Ordiniamo che chi segue questa legge prenda il nome di cristiano cattolico e crediamo che tutti gli altri siano meritevoli della punizione divina e della pena che verrà dalla decisione nostra.
Editto di Teodosio
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, […] e di esercitarne in privato o in pubblico il culto...
Costituzione italiana, art. 19


Confronta i due testi antichi: qual è più vicino al nostro modo di pensare? Informati sulle religioni diverse dal cristianesimo presenti in Italia e prova a capire se hanno luoghi di culto come previsto dalla Costituzione.
barbari: deriva dal greco e significa “balbuziente”. Così erano chiamati dai Romani i popoli che non parlavano il latino e che quindi erano diversi da loro per lingua e cultura.

Malgrado la sua immensa ricchezza e la sua forza, Roma doveva stare sempre all’erta. Nel nord-est, i confini dell’impero erano segnati da due fiumi: il Reno e il Danubio. Oltre i confini vivevano numerosi popoli di origine germanica che i Romani chiamavano barbari. Tra questi popoli c’erano i Visigoti, i Vandali e molti altri ancora. I barbari non costruivano città e non conoscevano il concetto di Stato. Si riunivano in clan o in tribù e, solo in caso di grave necessità, si affidavano alla guida di un re, che veniva eletto per acclamazione dagli “arimanni”, cioè gli uomini liberi in grado di portare le armi. I villaggi erano formati da capanne di legno e paglia e venivano abbandonati quando i campi circostanti non davano più prodotti sufficienti. I barbari, infatti, praticavano un’agricoltura primitiva; la caccia e l’allevamento erano le attività principali, insieme alla guerra, considerata un mezzo per procurarsi beni e terre. Anche l’artigianato era importante, soprattutto la lavorazione dei metalli per la produzione di armi, ma anche di gioielli e oggetti usati nei riti religiosi.
I Germani adoravano elementi della natura, come il sole, le stelle, gli alberi e il fuoco, ma anche divinità simili a quelle dei popoli indoeuropei. Il dio supremo era Wotan, dio del tuono, che corrispondeva a Zeus e a Giove; al suo fianco c’era un dio della guerra, Thor. Presso alcuni gruppi c’erano dei sacerdoti, i druidi, che presiedevano i riti religiosi, mentre gli sciamani fungevano da intermediari tra uomini e divinità.
L’introduzione a Roma di diverse novità in ambito tecnico è dovuta ai Barbari. Ad esempio, erano abili nella lavorazione dei metalli e avevano armi molto resistenti. Introdussero anche l’uso delle botti di legno per trasportare il vino, al posto delle anfore; aggiunsero le ruote all’aratro, rendendolo più maneggevole ed efficiente. A essi si deve l’uso della sella e delle staffe per cavalcare e rendere più sicura la posizione del cavaliere, dei pantaloni nell’abbigliamento, del burro nell’alimentazione.
Dal III secolo d.C. numerose tribù barbare si erano stabilite lungo i confini dell’impero e intrattenevano rapporti pacifici con i coloni romani. Per di più, molti Germani si erano convertiti al cristianesimo ed erano stati accettati all’interno dei confini come agricoltori o arruolati nell’esercito come soldati.
La difesa dell’impero a nord e a est richiedeva la presenza continua di legioni e, poiché mancavano soldati, Roma si alleò con le tribù germaniche che più si erano avvicinate alla civiltà romana, affinchè i loro guerrieri combattessero nelle fila dell’esercito. Anche numerosi ufficiali e comandanti delle legioni appartenevano a queste popolazioni.
Le invasioni
Nel IV secolo d.C. gli Unni, un popolo feroce e bellicoso, invasero i territori dei Germani che, spaventati, si spostarono verso sud, penetrando nell’impero romano. All’inizio si trattò di vere e proprie migrazioni di popoli che con donne, bambini, carri, fuggivano dalla ferocia degli Unni. In seguito niente più riuscì a contenere le orde barbariche che puntavano a occupare e saccheggiare i territori romani.

STUDIO CON METODO
LEGGO E COMPRENDO
Rispondi alle domande.
Elmo unno.

CURIOSITÀ POP
TUTTO MERITO DI UN PAPA
Gli Unni furono il popolo più bellicoso che giunse in Italia. Gli storici così scrivono di loro: “Gli Unni superano in ferocia e barbarie ogni possibile immaginazione”.
Guidati dal leggendario Attila, invasero la pianura padana saccheggiando e distruggendo tutto quello che incontravano sul loro cammino, tanto che un proverbio afferma: “dove passa Attila, non cresce più erba”.
Quando gli Unni stavano per attraversare il fiume Mincio per spingersi poi verso Roma, andò loro incontro papa Leone (poi denominato Magno). Secondo la leggenda, Attila vide sopra la testa del papa i santi Pietro e Paolo con spade fiammeggianti e, spaventato, si convinse a tornare indietro e a lasciare l’Italia.
● Fino a quando Romani e popolazioni germaniche hanno vissuto in pace?
● In che modo i Barbari si erano integrati nella società romana?
● Da che cosa furono causate le prime migrazioni delle popolazioni germaniche?


La crisi
A partire dal III secolo d.C. l’impero romano iniziò a mostrare segni di crisi. Gli imperatori non riuscivano più a governare un impero così vasto e a difenderlo dalle popolazioni germaniche. Le legioni erano sempre più legate agli interessi dei comandanti, piuttosto che a quelli di Roma. Spesso venivano arruolati soldati stranieri pagati: si trattava di barbari che combattevano per denaro e non certo perché tenevano alla gloria e alla difesa dell’impero di Roma. Inoltre, le spese per il mantenimento dell’esercito avevano fatto aumentare le tasse e impoverire la popolazione. I contadini, non riuscendo a vivere con il proprio lavoro, furono costretti ad abbandonare i campi: la conseguenza fu che i prodotti diminuirono e i prezzi aumentarono. Col tempo ci furono anche periodi di carestia e si diffusero malattie che decimarono la popolazione.
La riforma di Diocleziano
I quattro tetrarchi.
Nel 286 d.C. l’imperatore Diocleziano introdusse un nuovo sistema di governo, chiamato tetrarchia. Egli divise il territorio dell’impero in quattro parti governate da persone diverse, che collaboravano tra loro: due Augusti, imperatori in carica, e due Cesari, i loro successori. Furono fissate due nuove capitali: Milano, in Occidente, e Nicomedia in Oriente. Questa soluzione non diede buoni risultati e venne abbandonata. Pochi anni dopo, Costantino riunificò l’impero sotto il suo comando, ma trasferì la capitale a Bisanzio, che da lui prese il nome di Costantinopoli.
STUDIO CON METODO
SOTTOLINEO E IMPARO
Cerca nel testo i fattori che determinarono la crisi dell’impero. Sottolineali con questi colori: fattori politici fattori economici fattori sociali fattori militari
Nel 395 d.C. il successore di Costantino, Teodosio, divise definitivamente l’impero in due parti: l’impero romano d’Occidente e l’impero romano d’Oriente. L’impero romano d’Occidente, con capitale prima Milano e poi Ravenna, comprendeva i territori occidentali, dove la presenza delle tribù barbare si era fatta sempre più forte. L’impero romano d’Oriente, con capitale Costantinopoli, era costituito dalle province eredi della grande civiltà ellenistica. A capo delle due parti, Teodosio mise i suoi due figli. L’impero d’Occidente non resistette alla pressione delle continue invasioni e nel 476 d.C. un generale di origine germanica, Odoacre, depose l’ultimo imperatore, un ragazzo di dodici anni che portava i nomi dei fondatori della città e dell’impero: Romolo Augustolo. L’impero d’Oriente perse molti territori, ma riuscì a riorganizzarsi e a sopravvivere fino al 1453.

SVILUPPO LE COMPETENZE
LAVORO CON LE LINEE DEL TEMPO

Moneta romana con il ritratto dell’imperatore Teodosio.
Impero romano d’Occidente Impero romano d’Oriente
Segna sulla linea del tempo gli avvenimenti corrispondenti alle date indicate.
L’impero romano ebbe inizio nel 27 a.C., quando Ottaviano Augusto fu nominato imperator. La massima estensione territoriale fu raggiunta nel 117 d.C. L’impero romano crollò nel 476 d.C., sotto la pressione di popolazioni di origine germanica (i Barbari) provenienti da est. L’impero romano d’Oriente durò fino al 1453.
Il territorio fu suddiviso in province senatorie, sotto l’autorità del Senato, e province imperiali, sotto il controllo di funzionari scelti da Ottaviano. Tutte pagavano a Roma un tributo. I tributi delle province imperiali venivano usati per le opere pubbliche, come strade e acquedotti, per la distribuzione di grano e denaro alla plebe romana e per l’organizzazione di spettacoli.
La costruzione di strade, la disponibilità di materie prime, l’unificazione di leggi, lingua e moneta favorirono la ripresa economica. La produzione agricola crebbe. L’attività edilizia e l’artigianato aumentarono. La grande disponibilità di prodotti incrementò i commerci. Per gli scambi i Romani usavano monete sia in bronzo che in argento. La rete stradale venne estesa, agevolando la circolazione di merci e persone. Una numerosa flotta di navi da carico favorì i commerci via mare.
Durante l’impero di Augusto, cominciò a diffondersi il cristianesimo. Inizialmente i Cristiani furono perseguitati perché non riconoscevano le leggi in contraddizione con la loro fede. Nonostante ciò, il cristianesimo si diffuse sempre di più, tanto che nel 313 d.C. l’imperatore Costantino, con l’Editto di Milano, rese operativa la libertà di culto. Nel 380 d.C., inoltre, l’imperatore Teodosio con l’Editto di Tessalonica dichiarò il cristianesimo unica religione dell’impero
I Romani costruivano strade lastricate larghe circa quattro metri, per consentire il passaggio di due carri affiancati. Erano, inoltre, dotate di ponti. Gli acquedotti erano formati da condutture sorrette da arcate e potevano essere lunghi centinaia di chilometri. Durante l’impero, Roma fu arricchita di splendidi edifici: il Pantheon, le Terme, gli anfiteatri, il Circo Massimo, il Foro e gli archi di trionfo
Completa la mappa con l’aiuto delle parole chiave evidenziate nella pagina a fianco. Poi utilizzala per esporre a voce l’argomento.
Inizia nel d.C. quando viene nominato . Raggiunge la massima estensione nel
d.C. L’impero romano d’Occidente crolla nel d.C. Quello d’Oriente nel 1453.
Grazie alla ripresa economica aumentano la produzione , l’attività
e l’artigianato.
Aumentano i grazie alla disponibilità di una
estesa e ben tenuta. Per gli scambi si utilizzano monete in e . Le merci circolano anche grazie a una numerosa flotta di .
DOVE E QUANDO È suddiviso in province e province
Tutte le province devono pagare un
CULTURA E TECNOLOGIA
Le strade romane sono e larghe circa . Gli
possono essere lunghi anche di chilometri. Durante l’impero, Roma viene arricchita con splendidi edifici: il , le , gli anfiteatri, il , il
e gli archi di trionfo.
a Roma. Con i tributi vengono costruite numerose
Si diffonde il . Inizialmente i Cristiani vengono duramente . Nel 313 d.C. l’imperatore
rende operativa la . Nel 380 d.C.
dichiara il Cristianesimo unica .
1 Scegli la risposta corretta.
● Che cosa accadde dopo la morte di Cesare?
Il Senato riprese l’antico potere e pose fine alle guerre civili. Cominciò un periodo di nuove guerre civili.
● Chi era Ottaviano? L’erede del potere di Cesare. L’uccisore di Cesare.
2 Rispondi alle domande.
● Che cosa successe ad Azio nel 31 a.C.?
Iniziò la guerra tra Ottaviano e Antonio. Ottaviano sconfisse definitivamente Antonio.
● Come si comportò Ottaviano dopo la vittoria?
Si vendicò dei suoi nemici come era consuetudine a Roma.
Diede inizio a un periodo di pacificazione nella città.
● A partire da quale secolo comincia la diffusione del Cristianesimo?
● Per quale motivo i cristiani erano perseguitati?
● Quali imperatori diedero vita alle persecuzioni più violente? In quale secolo?
● Quale imperatore fece cessare le persecuzioni?
● Sotto quale imperatore il cristianesimo diventò religione ufficiale dell’impero?
3 Spiega che cosa raffigura questo simbolo per i cristiani.

4 Collega i luoghi realizzati durante l’impero alla loro descrizione.
CIRCO MASSIMO PANTHEON
TERME DI CARACALLA
ANFITEATRO FLAVIO
ACQUEDOTTO INSULA
5
Era il luogo di culto di “tutti gli dèi”.
Era il luogo nel quale si svolgevano combattimenti tra gladiatori.
Era un insieme di appartamenti in genere si trovava nei quartieri meno ricchi.
Era uno spazio pubblico utilizzato per assicurare l’igiene degli abitanti di Roma.
Ospitava le corse tra cavalli.
Era formato da arcate e funzionava grazie al dislivello tra la sorgente e la città.
Metti in ordine cronologico i seguenti avvenimenti numerandoli da 1 a 5.
Diocleziano divide l’impero in quattro parti.
Odoacre depone dal trono Romolo Augustolo.
Teodosio divide l’impero in due parti e le assegna ai figli.
L’impero d’Occidente non esiste più.
Costantino riunifica l’impero e porta la capitale a Costantinopoli.
6 Colora sulla linea del tempo i secoli in cui si svolgono gli avvenimenti elencati nell’esercizio precedente.
• Ti è piaciuta questa unità?
• Quale argomento ti è piaciuto di più? Perché?
• Colora di il quadratino degli esercizi che hai trovato facili e di quello degli esercizi che hai trovato difficili.

Inquadra il QR code e ascolta il podcast di Pop. Nella trasmissione “Viaggio nella Storia” si parlerà oggi di un luogo speciale: il Foro Romano! Ascolta, poi prova a rispondere alle domande. Se vuoi, puoi riascoltare il podcast più volte
● Cos’era il Foro Romano nell’antica Roma?
Un campo di battaglia
Un grande mercato e centro della vita cittadina
Un porto commerciale
Un villaggio di contadini
● Chi parlava dal Rostro?
I gladiatori
Gli oratori e i politici
I sacerdoti
I mercanti
● Dove si riunivano i senatori romani?
Nel Colosseo
Nella Curia
Nel Tempio di Giove
Nella Basilica Giulia
Rispondi alle domande usando frasi complete.
● Che cosa custodivano le Vestali nel Tempio di Vesta?
Il tesoro dell’imperatore
Il fuoco sacro di Roma
Le leggi scritte su tavolette
Le armi dei soldati
● Che cosa rappresentava il trionfo romano?
Una festa per i bambini
Una parata militare dopo una vittoria
Un gioco al Colosseo
Un rito religioso per Giunone
● Quali sono i principali edifici che è possibile ammirare nel Foro Romano?
● Spiega quali attività vi si svolgevano.
Spiega perché il Foro e il Senato erano importanti per la vita dei Romani.
● Racconta che cosa ti ha colpito di più del viaggio al Foro Romano.
Hai camminato tra le colonne del passato e scoperto il cuore di Roma!
Ora tocca a te: immagina di essere un ragazzo o una ragazza dell’antica Roma che passa una giornata al Foro.
Scrivi un breve diario: chi incontri, cosa vedi, che profumi senti, quali voci ascolti?
Racconta la tua giornata come se fossi davvero lì, tra gli antichi Romani!

Inquadra il QR code e ascolta il podcast di Pop. Nella trasmissione “Viaggio nella Storia” si parlerà oggi della vita a bordo di una nave romana. Ascolta, poi prova a rispondere alle domande. Se vuoi, puoi riascoltare il podcast più volte.
● Qual era il porto principale di Roma?
Napoli
Ostia
Cartagine
Siracusa
● Come si chiamava il capitano della nave romana?
Console
Centurione
Magister navis
Senatore
● A quale dio si rivolgevano i marinai durante le tempeste?
Giove
Marte
Nettuno
Apollo
Svolgi le attività indicate.
● Qual era una caratteristica delle triremi?
Avevano motori a vapore
vevano tre file di rematoria
Erano fatte di pietra
Trasportavano solo grano
● Perché il commercio marittimo era fondamentale per Roma?
Per organizzare gare sportive
Per spostare gli eserciti via terra
Per collegare e rifornire le province
Per esplorare nuovi continenti
● Descrivi le differenze tra una nave mercantile e una nave da guerra romana.
● Racconta quali pericoli poteva incontrare una nave durante il viaggio.
● Spiega perché il Mar Mediterraneo era chiamato Mare Nostrum.
● Secondo te, quali qualità doveva avere un buon marinaio romano?
Hai attraversato il Mare Nostrum su una nave romana. Ora immagina di essere un giovane membro dell’equipaggio in viaggio verso l’Egitto. Scrivi un testo in cui racconti la partenza, la vita a bordo, un momento di pericolo e l’arrivo in porto. Poi condividi il tuo racconto con la classe e ragionate insieme sul perché il mare era importante per Roma.
Fai una valutazione del percorso che hai svolto durante l’anno. Quanto nei sai degli argomenti affrontati? Hai acquisito un buon metodo di studio? Quali competenze hai sviluppato?
LAVORO
128 I Greci • 1
129 I Greci • 2
130 I Greci: Atene
131 I Greci: Sparta
132 I Greci • 3
133 I Greci: la moneta
134 I Greci: le colonie • 1
135 I Greci: le colonie • 2
136 I Greci: le guerre persiane
137 I Greci: una religione politeista
138 I Greci • 4
139 I Greci • 5
140 I Macedoni • 1
141 I Macedoni • 2
142 I Macedoni • 3
143 I Macedoni • 4
144 I popoli italici • 1
145 I popoli italici • 2
146 I popoli italici: i Camuni
147 Gli Etruschi • 1
148 Gli Etruschi • 2
149 Gli Etruschi • 3
150 Gli Etruschi • 4
151 Roma: le origini e la monarchia
152 Roma: tra storia e leggenda
154 Roma: dalla monarchia alla repubblica • 1
155 Roma: dalla monarchia alla repubblica • 2
156 Roma: dalla monarchia alla repubblica • 3
157 Roma: dalla monarchia alla repubblica • 4
158 Roma: dalla monarchia alla repubblica • 5
159 Roma: dalla monarchia alla repubblica • 6
160 Roma: dalla monarchia alla repubblica • 7
161 Roma: dalla monarchia alla repubblica • 8
162 Roma: dalla repubblica all’Impero
163 L’Impero romano: Ottaviano Augusto
164 L’Impero romano • 1
165 L’Impero romano • 2
166 L’Impero romano • 3
167 L’Impero romano • 4
168 L’Impero romano • 5


1. Collega, alla causa indicata, solo gli effetti corrispondenti.
I Micenei si fondono con i Pelasgi.
Scompare l’uso della scrittura.
Ioni ed Eoli emigrano dalla terraferma alle isole dell’Egeo.
Termina la civiltà micenea.
I Dori invadono la penisola greca
STUDIO CON METODO COLLEGO E IMPARO
Terminano i commerci tra la Grecia e i popoli mediterranei. Gli Achei fondano Micene. Ioni ed Eoli si stabiliscono sulle coste del Peloponneso.
2. Indica con ✘ se le affermazioni sono Vere (V) o False (F).
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
● I Dori erano un popolo proveniente dal sud del Mediterraneo. V F
● I Dori erano abili guerrieri e utilizzavano armi in ferro e carri da guerra. V F
● I Dori distrussero le città dei popoli che abitavano la Grecia. V F
● I Dori imposero la propria cultura e questo diede origine alla civiltà greca. V F
● A partire dal 1200 a.C. sorsero le prime città-stato, dette poleis. V F
● Le poleis erano riunite sotto un unico re di origine dorica. V F
● Ogni polis comprendeva anche la campagna al di fuori delle mura cittadine. V F
3. Leggi la definizione e scrivi di quale tra le seguenti parole si tratta. ginnasio • stadio • chora • acropoli • agorà
● = zona di campagna appartenente alla polis
STUDIO CON METODO ORGANIZZO LE INFORMAZIONI
● = parte alta della polis, su cui sorgevano gli edifici più importanti
● ............................................................ = luoghi nei quali si svolgevano attività sportive
● = piazza della polis destinata alle riunioni e al mercato cittadini
1. Indica se le seguenti affermazioni sono vere (V) o false (F).
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
● I più antichi abitanti della Grecia erano chiamati Pelasgi. V F
● Achei e Dori giunsero in Grecia contemporaneamente. V F
● Ioni, Eoli e Achei erano popolazioni indoeuropee. V F
● L’arrivo dei Dori portò solo vantaggi alle popolazioni greche. V F
● I Dori introdussero l’uso di armi in ferro. V F
2. Rispondi alle domande.
● Quando i Dori si stabilirono in Grecia?
● Quali attività praticavano?
● Perché sconfissero e sottomisero gli altri popoli greci?
● Che cosa accadde alle città micenee?
3. Collega gli elementi delle due colonne.
Sotto i Dori la popolazione
Le attività più diffuse
A capo del villaggio
I villaggi vicini
Dalla fusione di più villaggi
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
STUDIO CON METODO COLLEGO E IMPARO
nacquero le nuove città.
avevano luoghi di culto comuni.
viveva in piccoli villaggi.
erano la pastorizia e l’agricoltura.
c’era il guerriero più valoroso.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
4. Completa il testo con le parole date. cittadini • democrazia • indipendente • oligarchia • poleis • villaggi
Le città-stato nate dopo il IX secolo a.C. furono chiamate , una parola che indicava sia la città che i ........................................................ . Ogni polis era ........................................................ ed era governata dai capi dei da cui la città aveva avuto origine. Questa forma di governo, definita ........................................................ , fu comune a gran parte delle poleis. In alcune si sviluppò, invece, una prima forma di , in cui il popolo partecipava al governo della città.
1. Leggi la seguente fonte scritta dello storico ateniese Tucidide e rispondi.
Noi abbiamo una forma di governo detta democrazia, poiché l’amministrazione non è diretta all’interesse di pochi, ma a quelli della maggioranza delle persone. Di fronte alle leggi tutti sono uguali, mentre per le cariche pubbliche ciascuno è scelto per i suoi meriti e se uno può fare qualcosa di utile per la sua città non è impedito dalla sua povertà né dalle sue origini.
SVILUPPO LE COMPETENZE INTERPRETO LE FONTI
● In che modo Tucidide definisce la democrazia?
● Secondo Tucidide, come sono le persone di fronte alle leggi?
● In base a che cosa vengono attribuite le cariche pubbliche ad Atene? ........................
2. Leggi la seguente fonte scritta dello storico ateniese Senofonte e rispondi.
SVILUPPO LE COMPETENZE INTERPRETO LE FONTI
Un giorno Socrate incontra Glaucone, un giovinetto non ancora ventenne, ansioso di darsi alla vita politica; lo ferma e si congratula con lui per le sue intenzioni.
Socrate: Se vuoi riuscire con onore, bisognerà che tu produca del bene alla città, cominciando dal farla più ricca accrescendone le entrate; or sai tu da che provengano le rendite (entrate) dello Stato e quante sono?
Glaucone: In verità, su questo punto non mi sono mai fermato a riflettere.
Socrate: Dimmi almeno quali sono le uscite: perché è certo che tu pensi a eliminare le opere superflue.
Glaucone: Veramente nemmeno a questo ho posto pensiero.
Socrate: Conviene che chi decide una guerra conosca le forze proprie e quelle dell’avversario. Dimmi, dunque, quali sono le forze di terra e di mare nostre e dei nemici?
Glaucone: A mente, così non saprei dirtelo…
● Chi è Glaucone?
● Che cosa domanda Socrate a Glaucone?
● Glaucone è in grado di rispondere alle domande di Socrate?
● Che cosa vuole far capire Socrate a Glaucone?
1. Leggi la seguente fonte scritta dello storico greco Plutarco e rispondi.
SVILUPPO LE COMPETENZE INTERPRETO LE FONTI
Dalla nascita fino alla morte, il cittadino di Sparta doveva stare al servizio dello Stato; per questo motivo nella città veniva minuziosamente curata l’educazione dei fanciulli. Appena nati, i bambini dovevano essere presentati dal padre agli anziani riuniti in assemblea e, se giudicati deboli o deformi, venivano gettati nei burroni dei monti del Taigèto.
A partire dall’età di sette anni venivano divisi in varie squadre e sottoposti, a cura dello Stato, a una severa disciplina che durava fino ai trent’anni. Erano educati all’obbedienza, alla forza, a sopportare la fatica, a vin cere nel combattimento; venivano addestrati nella ginnastica e nel maneggio delle armi.
Perché il corpo fosse indurito e l’animo rafforzato, erano sot toposti alle più dure privazioni: ricevevano poco cibo af finché, per soddisfare l’appetito, crescessero in astuzia e destrezza. Era perciò permesso loro il furto... Ma guai a essere sorpresi!
Imparavano a leggere e a scrivere solo nella misura strettamente necessaria.
A dodici anni ricevevano un solo mantello per tutto l’anno. Erano sporchi, ignoravano l’uso del bagno e solo in determinati giorni era loro permessa qualche raffinatezza.
Anche le fanciulle, in quanto future madri di guerrieri, venivano educate in maniera assai rude.
● A che cosa erano educati gli Spartani?
● Che cosa era permesso a Sparta che è illegale ai nostri giorni?
● Perché?
● Che cosa ricevevano a dodici anni i ragazzi spartani?

● Pensi che i modelli dei cittadini spartani possano essere validi ancora oggi? Perché?
1. Leggi le affermazioni e indica se si riferiscono a Sparta (scrivendo S) o ad Atene (scrivendo A).
Le classi sociali in città sono quelle dei cittadini, dei meteci e degli schiavi.
Gli stranieri liberi, per poter lavorare in città, devono pagare una tassa.
Gli iloti sono schiavi appartenenti alle popolazioni sottomesse dai Dori.
Le donne possono partecipare alla vita pubblica e praticare sport.
I maschi adulti possono partecipare all’assemblea detta ecclesìa
Il governo della città è gestito da due assemblee: la gherusìa e l’apella.
I perieci sono gli abitanti dei territori controllati dalla città.
I cittadini si riuniscono in assemblea per eleggere gli arconti.
Il governo della città è affidato a tutti i cittadini.
2. Cerchia la parola corretta.
● Il territorio prevalentemente montuoso • pianeggiante della Grecia e il clima mite permettevano la coltivazione di ulivi e viti • cereali
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
● Gli artigiani greci erano abili nel realizzare vasi • carri, che venivano apprezzati in tutto il Mediterraneo.
● I Greci utilizzavano il baratto • la moneta negli scambi commerciali.
● Il commercio via mare divenne • non divenne nel tempo la loro attività principale.
● Tra XI e X sec. a.C. si ebbe la prima grande migrazione dei Greci • Persiani
● La popolazione si stabilì sulle coste dell’Anatolia • dell’Africa e sulle isole dell’Egeo.
● Le comunità che emigravano fondavano una nuova polis, la quale interrompeva • conservava il legame con la madrepatria.
● Ci fu una seconda colonizzazione • invasione greca tra l’VIII e il VII secolo a.C.
● In quel periodo le zone interessate furono principalmente le coste dell’Italia meridionale, della Sicilia, della Francia e della Spagna • dell’Egitto.
3. Metti i seguenti eventi in ordine cronologico numerando da 1 a 7.
STUDIO CON METODO ORGANIZZO LE INFORMAZIONI
La flotta ateniese guidata da Temistocle distrugge la flotta persiana vicino Salamina. Sparta forma la Lega del Peloponneso; Atene invece la Lega di Delo.
I Persiani vengono sconfitti dagli Ateniesi nella pianura di Maratona. Mileto e le colonie della Ionia si ribellano all’impero persiano. Gli Spartani bloccano i Persiani al passo delle Termopili.
L’esercito degli Spartani vince su quello persiano a Platea. Atene viene sconfitta da Sparta nella guerra del Peloponneso.
1. Leggi il testo e rispondi alle domande.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
La moneta fu inventata in Lidia, un regno della costa dell’attuale Turchia, verso il 600 a.C. circa. Si diffuse molto rapidamente in tutto il mondo greco. Le prime monete erano piccole gocce d’oro o d’argento a forma di fagiolo, marcate con un disegno geometrico o con un simbolo che indicava la città di provenienza. Poi divennero piccoli dischi metallici su cui era raffigurata la divinità protettrice o il simbolo della città che le coniava. Ogni città aveva le sue monete e tutte avevano valori diversi, perché il valore di una moneta dipendeva dalla quantità di metallo pregiato che conteneva. I mercanti, per questo motivo, facevano fatica a calcolare la corrispondenza tra la propria moneta e quella delle altre città. Per risolvere il problema fu “inventata” la dracma, una moneta che aveva uguale peso e valore in tutto il mondo greco. Ogni città, però, era libera di contrassegnarla con i propri simboli. I Greci, più di 2 000 anni fa, usavano lo stesso sistema che utilizziamo noi in Europa dopo l’introduzione dell’euro: una sola moneta con lo stesso valore per diverse nazioni, su cui è riconoscibile, però, lo Stato che la emette. Tuttavia c’era il problema dei pagamenti quotidiani. Andare a far la spesa con una dracma d’argento era come andare a comprare un panino con una banconota da 500 euro. Allora furono coniate monete di bronzo di valore minore e legato al peso del metallo, garantito dalla città che le coniava.


Dracma ateniese, riconoscibile dalla scritta e dalle immagini della civetta e dell’ulivo legati ad Atena, la dea protettrice della città.
Coniare: produrre monete metalliche con uno stampo a due facce.
● Dove e quando fu inventata la moneta?
● Di quali materiali erano fatte le prime monete?
● Quali caratteristiche aveva la dracma?
● Perché è possibile paragonarla all’euro?
1. Osserva la carta e rispondi.
SVILUPPO LE COMPETENZE LEGGO LE CARTE

● In quale parte della penisola italica furono fondate molte colonie?
● Quale nome prese questo territorio?
● Quali delle colonie greche sono città importanti ancora oggi? Indicane almeno quattro.
● Dove furono fondate le colonie più lontane?
2. Scegli il completamento corretto della frase.
● Le colonie greche non avevano legami con la città-madre. mantenevano buoni rapporti con la cittàmadre.
● I Greci fondavano colonie perché il loro territorio era povero di risorse. per porre fine alle guerre tra le città.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
● La prima grande migrazione fu causata da un forte aumento della popolazione. dall’invasione dei Dori.
● Nel Mediterraneo occidentale le colonie furono fondate in territori sconosciuti. furono fondate dove c’erano già colonie fenicie.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
3. Completa il testo con le parole date. colonizzazione • eccessivo • emigrazione • governanti • Grecia invase • organizzata • popolazione • problemi
La prima fase di .................................................... nacque dall’ .................................................... spontanea degli abitanti della che fuggivano perché le loro terre erano state
.................................................... da altri. La seconda fase fu una migrazione .................................................... dagli stessi delle città, che in questo modo potevano risolvere come l’aumento della o la scarsità di risorse.
1. Leggi il testo e rispondi alle domande.
Nell’VIII secolo a.C., navi cariche di uomini lasciarono la Grecia per fondare nuove colonie. Prima della partenza, i governanti consultavano un oracolo per sapere se gli dèi erano favorevoli alla spedizione. Dopo aver ottenuto una risposta positiva, sceglievano la località in cui fondare la colonia. Il luogo migliore era quello che offriva terre fertili e le cui popolazioni non erano completamente ostili. A questo punto l’assemblea dei cittadini decideva chi avrebbe partecipato alla spedizione e indicava il nome del “fondatore”, cioè di chi doveva guidare i coloni nel viaggio e nelle prime fasi della fondazione della nuova città. I coloni portavano con sé i semi, gli attrezzi e a volte anche gli animali necessari a iniziare un’attività agricola. Soprattutto portavano il fuoco sacro, acceso all’altare del dio protettore della città. Sarebbe servito ad accendere il fuoco per il primo sacrificio di ringraziamento, una volta giunti a destinazione. Arrivati nella regione stabilita, i coloni sceglievano la località dove costruire la nuova città, di solito vicino a un porto naturale e su un’altura facile da difendere. Poi, in breve tempo, costruivano la loro polis.

● Chi prendeva le decisioni sulla meta e sui partecipanti alla spedizione?
I governanti in carica.
I cittadini che volevano partire.
L’oracolo a cui si chiedeva consiglio.
● Che cosa veniva valutato nella scelta della meta?
Solo la necessità di partire.
Il parere di esperti navigatori.
La possibilità di trovare terre da coltivare e popolazioni poco ostili.
● Dove si trovava di solito il luogo scelto per la costruzione della città?
Nei pressi di un porto.
In un luogo raggiungibile in pochi giorni di navigazione.
Vicino a un porto e su un’altura.
● Quale titolo riassume meglio il contenuto del brano che hai letto?
Dove veniva fondata una colonia greca.
Chi decideva di fondare una colonia.
La fondazione di una colonia.
1. Colora sulla linea del tempo il secolo in cui si svolsero le guerre persiane. Scrivi nel cartellino la data corrispondente all’avvenimento.
Ribellione di Mileto
2. Rifletti e rispondi.
● Quanto durò in tutto lo scontro tra i Persiani e i Greci?
● Quanti anni durò ciascuna delle due guerre?
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
3. Scegli il completamento corretto.
● L’impero persiano si estendeva dall’Indo alla Mesopotamia. dall’Indo al Mediterraneo
● Dell’impero facevano parte anche l’Egitto e Creta. anche l’Egitto e le colonie greche della Ionia.
● Ai popoli che facevano parte dell’impero erano imposte la cultura e le usanze persiane. era concesso di mantenere le proprie tradizioni.
● L’indipendenza economica era concessa ai diversi popoli a patto che si impegnassero a non ribellarsi. in cambio di un tributo e di uomini per l’esercito persiano.
SVILUPPO LE COMPETENZE
CON LE LINEE DEL TEMPO
SVILUPPO LE COMPETENZE LAVORO CON LE LINEE DEL TEMPO
SVILUPPO LE COMPETENZE LAVORO CON LE CARTE
4. Completa la carta inserendo i nomi dei luoghi indicati.
Atene • Sparta • Istmo di Corinto Termopili • Salamina

1. Completa il testo con le parole date.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
capricci • collera • Fato • natura • politeisti • proteggere • punire • uomini • vita
I Greci erano e, come gran parte dei popoli antichi, pensavano che gli dèi fossero simili a potenti che potevano gli esseri umani o tormentarli con i loro . Il potere degli dèi era legato alle forze della che essi usavano per le colpe degli umani. Le tempeste, le epidemie, i terremoti e tutte le sventure erano l’espressione della ................................................. degli dèi. Anche gli dèi, però, dovevano sottomettersi al , l’unica potenza capace di stabilire la durata della ................................................ umana.
2. Collega gli elementi delle due colonne.
STUDIO CON METODO COLLEGO E IMPARO
sapienza guerra
regno dei morti amore
mercanti e ladri cielo mare
3. Indica se le affermazioni sono vere (V) o false (F).
● Il tempio greco era circondato da grandi colonne.
● La “casa” del dio, cioè la cella, era posta all’interno dell’edificio.
● I templi erano ornati da grandi sculture.
● I fedeli potevano toccare la statua del dio mentre pregavano.
● L’altare per i sacrifici era costruito davanti al tempio.
● Oggi possiamo vedere i templi ancora esattamente come erano nel passato.
4. Completa le frasi.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
● I santuari panellenici erano .............................................................................................................................. ...............................
● L’oracolo era
● Nel santuario di Zeus a Olimpia si celebravano
SVILUPPO LE COMPETENZE LAVORO CON LE CARTE
1. Completa la carta inserendo i nomi dei luoghi indicati.
Atene • Peloponneso • Anatolia • Sparta • Ionia • Mileto

2. Completa il testo con le seguenti parole.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
Ade • panellenici • statua • colonne • simili • fedeli • sculture • Zeus • politeisti • templi • sacerdoti • cella • Poseidone • oracoli
I Greci adoravano vari dèi: erano . Nella religione greca, gli dèi erano agli uomini, nelle sembianze, nei sentimenti e nei difetti. Tre erano i più importanti: , il dio del cielo; , il dio del mondo dei defunti; il dio del mare.
Creature immortali e in grado di punire gli uomini mediante le forze della natura, gli dèi erano venerati nei ...................................................... . Questi erano edifici maestosi in pietra, sorretti da alte ...................................................... e decorati con splendide ...................................................... e colori vivaci.
Sorgevano sull’acropoli cittadina e accoglievano la , cioè la stanza in cui era situata la del dio, a cui solo i avevano accesso.
I pregavano fuori, presso un altare davanti al tempio, su cui si eseguivano i sacrifici. Esistevano poi i santuari , comuni a tutte le città greche, in cui vi erano gli , che erano sacerdoti in grado di “tradurre” il messaggio del dio agli uomini. governo della città.
3. Scegli il completamento corretto della frase.
● L’alfabeto greco derivava da quello fenicio latino dorico egizio
● Quale delle seguenti discipline fu un’invenzione dei Greci?
l’astronomia la geometria la matematica la storia
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
● Andare a teatro per assistere a commedie e tragedie serviva a inventare nuovi spettacoli distrarre i cittadini dai problemi reali prendere decisioni sul governo della città educare i cittadini
1. Leggi il testo e rispondi alle domande.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
Il vaso, per i Greci, era un oggetto molto particolare utile per molteplici funzioni. Per gli usi casalinghi, era un ottimo contenitore di liquidi e cereali, di balsami e oli, di cibi e medicinali. Era presente sulla tavola come recipiente per il vino, coppa nei banchetti, zuppiera per portare in tavola le pietanze.
I vasi più belli venivano lasciati in eredità o regalati alla sposa quando andava nella sua nuova casa.
Nel tempio, invece, diventava oggetto di culto.
I vasi costituivano anche una sorta di libro sul quale gli antichi Greci raffiguravano le proprie storie e leggende. Ogni avvenimento veniva raccontato con le decorazioni e le figure che abili artigiani tracciavano sulle loro superfici: le vicende degli eroi, gli avvenimenti sportivi, i fatti di cronaca, le imprese delle loro innumerevoli divinità.
● Qual era la funzione del vaso nelle case dei Greci?
● In che senso i vasi greci si possono considerare dei libri?
● Oggi a quale oggetto è affidato il compito di raccontare i fatti di cronaca?
2. Osserva le scene dipinte su questi vasi e descrivi brevemente ciò che vedi. Poi discutine con i compagni e l’insegnante.

SVILUPPO LE COMPETENZE INTERPRETO LE FONTI

1. Scegli il completamento corretto della frase.
● Il regno macedone si trovava a ovest della Grecia. a nord della Grecia.
● I suoi abitanti si dedicavano all’allevamento e all’agricoltura. all’allevamento e allo sfruttamento delle foreste.
2. Completa il testo con le parole date.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
● Nel periodo delle guerre tra le poleis greche, i Macedoni restarono chiusi nel loro territorio. intervennero nelle guerre secondo i loro interessi.
● Sotto la guida di Filippo II, i Macedoni diventarono una grande potenza. posero fine all’indipendenza delle poleis
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
Grecia • Filippo II • guerra • Macedoni • nobili • patria • re • sconfisse • Tebe • venti
Alessandro era figlio di ............................................... . Alla morte del padre, a soli ............................................... anni diventò re dei . L’inizio del suo regno non fu facile. In dovette lottare contro i ............................................... macedoni che non lo accettavano come , perché figlio di una donna straniera. In fu costretto a combattere contro ............................................... e altre città che si erano ribellate. Alessandro dimostrò di avere grandi capacità e tutti gli avversari. Poi cominciò a preparare la contro i Persiani.
3. Osserva il disegno e scrivi un breve testo di spiegazione.
Specifica: che cosa rappresenta, da chi fu introdotta tra i Macedoni, come funzionava in battaglia.
STUDIO CON METODO LAVORO CON LE IMMAGINI

1. Osserva la carta e completa le frasi.
SVILUPPO LE COMPETENZE LAVORO CON LE CARTE

● La linea rossa tracciata sulla carta indica
● Quali popoli con antichissime tradizioni entrarono a far parte dell’Impero di Alessandro?
● Come si chiamava la capitale del regno macedone?
● Quale antica città diventò la capitale dell’Impero di Alessandro?
● Dove e quando Alessandro sconfisse il re persiano?
2. Completa il testo con le parole date.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
Babilonia • conquistati • ellenistici • guerre • impero • lingua • macedone • regni • successore Alessandro morì improvvisamente a senza indicare un Questo fatto provocò una lunga serie di ...................................... tra i generali dell’esercito .................................... per la conquista del potere nel nuovo impero. Alla fine, nel 301 a.C., l’ fu diviso in quattro ............................................. . Questi regni furono chiamati ............................................. , perché in essi la cultura e la greca erano dominanti. Ebbero una breve vita e furono ............................................. dai Romani.
3. Indica se le affermazioni sono vere (V) o false (F).
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
● Nell’impero di Alessandro tutti gli abitanti avevano uguali diritti. V F
● Sorsero grandi città ricche di monumenti. V F
● Il commercio divenne l’attività più importante. V F
● Le antiche vie del commercio furono abbandonate. V F
1. Indica se le affermazioni sono vere (V) o false (F).
● Nel IV secolo a.C. i Macedoni vivevano in una regione a nord della Grecia. V F
● Essi si dedicavano principalmente all’agricoltura e all’artigianato. V F
● Nei secoli precedenti al IV i Macedoni si allearono sempre con Atene, contro Sparta. V F
● Una volta re, Filippo II intendeva conquistare le città greche e quelle persiane. V F
● Inizialmente Filippo II si dimostrò alleato delle poleis greche. V F
● Intimoriti, i Persiani dichiararono guerra alle poleis. V F
● Nel 338 a.C. a Cheronea i Macedoni batterono e distrussero l’esercito persiano. V F
● Filippo II riuscì a conquistare le città greche. V F
2. Rispondi alle domande.
● Chi fu soprannominato Magno?
● Cosa significa questa parola?
3. Scrivi le seguenti date in corrispondenza degli eventi corretti. Poi completa la linea del tempo con le parole sottolineate.
336 a.C. • 332 a.C. • 331 a.C. • 323 a.C. • 301 a.C. • 31 a.C.
● .................................................................. : Viene fondata Alessandria d’Egitto.
● : L’impero macedone viene suddiviso nei quattro Regni ellenistici.
● : Il Regno d’Egitto è conquistato dai Romani.
● : Alessandro muore.
● : Alessandro sale al trono del Regno macedone.
● : Alessandro sconfigge Dario III a Gaugamela.
1. Cancella in ogni frase le espressioni sbagliate.
● Con la sconfitta del re persiano Dario III / Filippo II, Alessandro conquistò piccoli / vasti territori e creò l’impero macedone.
● L’impero era formato da popoli con tradizioni molto diverse / simili tra loro.
● Alessandro volle fondere / separare la cultura greca con / da quelle delle civiltà orientali: nacque così la civiltà macedone / ellenistica
● La lingua greca / persiana si diffuse tra i popoli e fu adottata una banconota / moneta comune.
● Nei territori dell’impero sorsero grandi città, ispirate alle poleis greche / città persiane
● La rete stradale dei Greci / Persiani e i porti del Mediterraneo favorirono lo sviluppo dell’esercito / dei commerci
● La ricerca scientifica divenne poco / molto importante.
● L’arte di questo periodo era caratterizzata dal realismo e dalla rappresentazione della perfezione / dei sentimenti dei personaggi.
2. Collega ciascuna parola alla sua definizione.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO STUDIO CON METODO COLLEGO E IMPARO
Formazione di soldati disposti in sedici file, armati di scudo e lancia.
Capitale dell’impero macedone.
Lancia, lunga fino a 9 metri, usata dai soldati macedoni.
Torre in marmo, con lanterna in cima, posta davanti al porto di Alessandria d’Egitto.
Capitale del Regno macedone.
Edificio dedicato alle divinità protettrici delle arti e delle scienze, dove gli studiosi dialogavano e insegnavano.
Altro nome con cui nell’antichità veniva chiamato un Greco.
1. Osserva la carta e inserisci i numeri al posto giusto.
1. UMBRI
2. SARDI
3. LIGURI
4. SANNITI
5. CAMUNI
2. Collega gli elementi delle due colonne.
Sardi
Liguri
Civiltà villanoviana
Celti
Civiltà delle terramare
Iapigi
Veneti

TERRAMARICOLI
3. Scegli il completamento corretto della frase.
● Perché l’Italia antica ebbe tanti nomi diversi?
Per la difficoltà degli storici a mettersi d’accordo.
Perché era abitata da tanti popoli diversi.
● Quando cominciarono ad arrivare in Italia gli Indoeuropei?
Verso il I millennio a.C.
Nel II millennio a.C.
STUDIO CON METODO COLLEGO E IMPARO
Emilia-Romagna e Toscana
Piemonte e Lombardia
Sardegna
Lungo il Po
Puglia
Veneto
Liguri
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
● Quali popoli colonizzarono l’Italia meridionale?
Tutti i popoli che vivevano in Grecia. I diversi popoli greci e i Fenici.
● Quale informazione certa abbiamo sugli abitanti dell’Italia antica?
Erano popolazioni che venivano da altri territori.
Erano il risultato della fusione tra molti popoli diversi.
1. Sottolinea di le affermazioni che si riferiscono ai Camuni e di quelle che si riferiscono ai Celti.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
● Erano un popolo nato dalla fusione di Indoeuropei e popolazioni indigene dell’Italia.
● Provenivano dall’Europa centrale e si stabilirono tra Lombardia e Piemonte nel VI secolo a.C.
● Sono famosi per le numerose incisioni rupestri.
● Sappiamo che originariamente erano cacciatori, poi divennero allevatori e agricoltori.
● Erano in grado di lavorare i metalli.
● Erano abili guerrieri.
● Vivevano in villaggi fortificati vicino alle foreste.
2. Indica se le affermazioni sono Vere (V) o False (F).
● I Liguri riuscivano a commerciare via mare.
● I Veneti erano commercianti di ambra.
● Lungo il corso del Po si insediarono i coloni greci.
● I Terramaricoli vivevano in abitazioni poste su palafitte.
● La civiltà villanoviana è famosa per le tavole eugubine.
● I Sardi costruivano torri in pietra dette nuraghi.
● I Fenici fondarono colonie nell’Italia meridionale.
● La maggior parte delle civiltà italiche praticava l’agricoltura e l’allevamento.
● Gli Iapigi erano abili guerrieri e usavano lance e spade.
● I Sanniti percorrevano i tratturi per spostare le pecore dalla montagna alla pianura.
3. Osserva le immagini e rispondi.

● A quale popolo apparteneva questa stele?
● In quale area della penisola italica viveva?
● Quali attività svolgeva?

● A quale popolo apparteneva la costruzione?
● In quale regione d’Italia si trova?
F
F
● Con quali materiali fu costruita? SVILUPPO LE COMPETENZE
1. Sottolinea nel testo le parole chiave e trascrivile nel riquadro a lato. Poi utilizzale per esporre a voce l’argomento.
In Lombardia, in due ampie valli alpine, la Valcamonica e la Valtellina, vissero i Camuni. La loro civiltà si sviluppò dal IV millennio al I secolo a.C., quando la regione fu conquistata dai Romani. I Camuni furono dapprima raccoglitori e cacciatori, poi cominciarono a praticare l’agricoltura e l’allevamento. Vivevano in villaggi di capanne costruite su palafitte, per proteggerle dalle inondazioni. Questa popolazione non usava la scrittura, ma ha lasciato un’ampia testimonianza del suo modo di vivere in più di trecentomila figure incise sulle rocce che si trovavano nelle valli e che ancora sono visibili.
2. Osserva le immagini e completa le frasi.
I territori dei Camuni erano ricchi di animali selvatici, come e camosci. I Camuni cacciavano con ed erano aiutati dai .
I Camuni erano anche ........................................................ e conoscevano l’uso dell’ che veniva trainato da una coppia di Dietro di esso i contadini rompevano le zolle di terra con le zappe. Utilizzavano anche trainati da .
STUDIO CON METODO ORGANIZZO LE INFORMAZIONI
SVILUPPO LE COMPETENZE LAVORO CON LE FONTI


1. Colora sulla linea del tempo i secoli in cui si sviluppò la civiltà etrusca.
2. Osserva la carta e svolgi le attività proposte.
● Colora in l’area iniziale dove erano stanziati gli Etruschi e in l’area di espansione a nord e a sud.
● Fin dove arrivarono espandendosi verso nord?
● Fin dove arrivarono spingendosi verso sud?
● Osserva le differenze nelle aree conquistate: a nord gli Etruschi occuparono tutto il territorio tra i due mari; a sud invece occuparono solo
● Scrivi i nomi dei popoli che confinano con gli Etruschi a nord, a sud e a ovest.

3. Indica se le affermazioni sono Vere (V) o False (F).
● Gli Etruschi diedero inizio alla prima civiltà urbana in Italia. V F
● Erano conosciuti da tutti i popoli antichi con il nome di Tirreni. V F
● Né i Greci né i Romani sapevano da dove venisse questo popolo. V F
● Occuparono inizialmente il territorio tra il Tevere e il Po. V F
● Le città etrusche si scontrarono con Roma e vinsero. V F
1. Collega gli elementi delle due colonne.
Le città etrusche sorsero
Erano circondate da mura
Erano attraversate da
Le città erano dotate di
Fuori dalle mura c’era
2. Scegli il completamento corretto della frase.
● Ogni città etrusca era uno Stato indipendente. faceva parte di un grande Stato.
● Le città furono governate da re-sacerdoti. prima da re, poi da regimi oligarchici.
3. Completa il testo con le parole date.
STUDIO CON METODO COLLEGO E IMPARO
lo spazio riservato alle sepolture.
due strade lastricate e perpendicolari.
su alture o vicino a un fiume.
di pietra in cui si aprivano almeno 4 porte. fognature e acquedotti.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
● Nella società etrusca il gruppo più potente era quello dei proprietari di terre e miniere. era quello dei mercanti.
● Artigiani e contadini liberi erano lavoratori indipendenti. dipendevano dai grandi proprietari di terre e miniere.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
artigiani • boschi • Colline Metallifere • ferro • forni • minerarie • piombo • rame
Gli Etruschi, nel loro territorio, avevano grandi risorse che potevano essere sfruttate senza grandi difficoltà. Le ............................................... erano ricche di ...................................................... e ; l’Isola d’Elba aveva giacimenti di . Dai dell’Appennino si ricavava legno per alimentare i in cui si fondevano i metalli. Gli producevano oggetti di lusso, armi e strumenti di lavoro.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
4. Rispondi alle domande.
● Gli Etruschi fecero interventi di bonifica nel loro territorio? Di che tipo? ......................................................................................................
● Quali attività erano praticate sulle colline? ......................................................................................................
● Che cosa ricavavano dalle zone di montagna? ......................................................................................................
● Quali erano i prodotti agricoli più importanti?
SVILUPPO LE COMPETENZE LAVORO CON LE FONTI
5. Osserva il vaso e spiega di che materiale è fatto.

1. Collega in modo da ottenere la definizione corretta.
La parola necropoli
STUDIO CON METODO COLLEGO E IMPARO
deriva da due termini di origine greca: nekros, che significa “ombra”, e polis, che significa “città”. Significa quindi “città all’ombra”.
deriva da due termini di origine greca: nekros, che significa “nero”, e polis, che significa “città”. Significa quindi “città nera”.
deriva da due termini di origine greca: nekros, che significa “morto”, e polis, che significa “città”. Significa quindi “città dei morti”.
2. Osserva l’immagine e rispondi.
● Cosa rappresenta l’immagine? Da essa è possibile ricavare alcune informazioni sul modo di vivere e sulla società degli Etruschi. Scrivi brevemente quali.

3. Osserva l’immagine e rispondi.
● L’immagine a lato rappresenta una particolare struttura diffusa tra gli Etruschi, utilizzata specialmente nelle porte delle città. Come si chiama?
● Di quale materiale è costituita?
● Come si chiama l’elemento centrale a forma di cuneo?

1. Indica con ✘ solo le affermazioni riguardanti gli Etruschi.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
Nell’VIII secolo a.C. abitavano in un’area geografica delimitata dall’Arno e dal Tevere.
Vivevano in città costruite su palafitte.
Provenivano dai Balcani.
Nel periodo di massima espansione conquistarono tutta l’Italia.
Riuscirono a bonificare aree paludose in Pianura Padana e sul Tirreno.
Avevano a disposizione molte risorse naturali, come ferro, rame e piombo.
Non erano abili navigatori e preferirono dedicarsi al commercio via terra.
Nel III secolo a.C. estesero il loro dominio anche su Roma.
Veneravano principalmente tre dèi: Tinia, Ade e Menerva.
Costruivano tombe a pianta circolare o scavate nella roccia.
Seppellivano il defunto assieme a gioielli, cibo e oggetti personali.
2. Cancella i nomi delle città non fondate dagli Etruschi.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
Bologna Villanova Gubbio Mantova Milano
Roma
Tebe
3. Collega la parola alla sua definizione.
DIVINAZIONE
ARÙSPICE
LUCUMONE
BUCCHERO QUARTIERE TUSCO
Perugia
Tarquinia
STUDIO CON METODO COLLEGO E IMPARO
Ceramica di colore nero lucido, prodotta sapientemente dagli Etruschi.
Sacerdote che, esaminando le interiora degli animali sacrificati, interpretava il volere degli dèi.
Arte di interpretare il volere degli dèi osservando i fenomeni naturali.
Re-sacerdote di una città etrusca.
Ognuna delle quattro parti in cui veniva divisa una città etrusca.
Altro nome con cui era chiamato un Etrusco dai popoli vicini.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
1. Completa il testo con le parole date.
colli • Etruschi • guado • Isola Tiberina • Latini
mercanti • Palatino • Tevere
Lungo la riva sinistra del ......................................................
sorgevano numerosi villaggi abitati dai
Erano in genere costruiti sulla cima dei perché il fondovalle era spesso paludoso. Dal colle , in particolare, era possibile controllare l’unico . Usato obbligatoriamente dai che si spostavano tra i territori degli ..................................................... e le colonie greche. Infatti l’ divideva il fiume in due rami e facilitava l’attraversamento con piccole imbarcazioni.
SVILUPPO LE COMPETENZE LAVORO CON LE CARTE
2. Indica sulla carta l’Isola Tiberina e colora l’area corrispondente alla città fondata da Romolo.

SVILUPPO LE COMPETENZE
LAVORO CON LE LINEE DEL TEMPO
3. Colora sulla linea del tempo i secoli corrispondenti al governo dei re a Roma.
4. Collega gli elementi delle due colonne.
Roma nacque dalla fusione
Secondo la tradizione fu fondata
Nei primi secoli la città ll popolo partecipava al governo
I primi quattro re appartenevano
Nascita di Cristo
STUDIO CON METODO COLLEGO E IMPARO
Gli ultimi tre re fu governata da sette re. di villaggi intorno al Palatino. furono sicuramente di origine etrusca. da Romolo sul colle Palatino. riunito in due assemblee. a due tribù: Latini e Sabini.
5. Individua nell’elenco le informazioni che si riferiscono alla carica di re.
Restava in carica solo per un anno. Era nominato dai capi delle famiglie più importanti. Sceglieva i componenti delle assemblee.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
Aveva il potere legislativo ed esecutivo. Nominava i giudici dei tribunali. Comandava l’esercito. Era la massima autorità religiosa.
1. Leggi i testi e prova a raccontare con parole tue.
Gli inizi della civiltà romana sono avvolti nella leggenda. Gli storici e gli scrittori romani delle epoche successive raccontarono episodi affascinanti per esaltare il coraggio, la forza, la lealtà, il senso di giustizia dei loro antenati. Queste leggende vennero tramandate nei secoli e ispirarono scrittori, pittori, scultori, artisti. Te ne presentiamo tre.


Il primo problema che Romolo dovette affrontare fu quello dei... matrimoni. I suoi compagni erano infatti in gran parte uomini. Organizzò allora una festa alla quale invitò i Sabini, abitanti di una zona vicina, con mogli e figlie.
Mentre la festa si svolgeva fra canti e danze, a un segnale stabilito, i giovani romani rapirono le donne sabine e, armati di pugnali, misero in fuga gli uomini. Questi tornarono, poco tempo dopo, con l’intento di liberare le loro donne e vendicarsi dell’affronto subìto. Ma appena la battaglia ebbe inizio, le Sabine intervennero per chiedere una tregua: si erano già affezionate agli sposi romani e non sopportavano l’idea che i loro padri e mariti venissero alle armi. La vicenda ebbe così una pacifica conclusione: Sabini e Romani si fusero in un solo popolo.
Quando Roma e Alba Longa si scontrarono, per evitare inutili spargimenti di sangue, fu deciso di affidare le sorti della battaglia a un duello tra i combattenti più forti: tre fratelli romani, gli Orazi, avrebbero affrontato tre fratelli albani, i Curiazi. L’inizio fu tragico per i Romani: due degli Orazi vennero uccisi e quello rimasto si trovò solo contro i tre nemici. Si diede alla fuga, ma gli avversari lo inseguirono. Ogni volta però che uno dei Curiazi gli si avvicinava, egli si girava e lo uccideva. Così il duello fu vinto dai Romani.
Gli Etruschi volevano assediare Roma e cercavano di oltrepassare il Tevere attraverso il ponte Sublicio. Sul ponte si svolse un duro combattimento. Il numero degli Etruschi era così elevato che l’unico modo per fermarli era far crollare il ponte.
Orazio Coclite si offrì di fermare da solo i nemici sul ponte, mentre i compagni avrebbero tagliato i sostegni dalla parte romana. Così fu:
Orazio Coclite finì nel Tevere insieme a tutti i nemici; secondo alcuni annegò, trascinato dal peso dell’armatura, secondo altri riuscì ad attraversare il fiume a nuoto e a rientrare a Roma.

2. Dopo aver letto attentamente i testi, indica quali eventi storici reali si nascondono secondo te nelle tre leggende.
● l ratto delle Sabine
● Tre Orazi contro tre Curiazi
● Orazio Coclite salva Roma
3. Quali virtù intendevano esaltare gli autori delle leggende? Collega e spiega a voce.
Benevolenza verso i nemici
Amor di patria
Forza
Coraggio Astuzia
STUDIO CON METODO COLLEGO E IMPARO
Ratto delle Sabine
Tre Orazi contro tre Curiazi
Orazio Coclite salva Roma
1. Riordina gli eventi che descrivono la leggenda delle origini di Roma, numerandoli in ordine crescente. Attento: ci sono due eventi errati, pertanto indicali con ✘.
Marte si innamora di Rea Silvia.
Enea fugge dalla città di Troia e giunge nel Lazio.
Re Numitore uccide il fratello Amulio.
Una lupa allatta Romolo e Remo.
Remo viene ucciso da Romolo.
Romolo e Remo vengono messi in una cesta, che viene poi lasciata nel Tevere.
Il padre di Enea fonda Alba Longa.
Romolo fonda una nuova città di nome Roma.
2. Per ogni evento colora la data corretta.
● Fondazione di Roma
● Roma diventa una repubblica.
● Tarquinio il Superbo viene cacciato da Roma.
● Roma diventa un impero.
● Romolo è il re di Roma.
3. Indica se le affermazioni sono Vere (V) o False (F).
● Durante la monarchia le famiglie più potenti erano quelle di origine greca.
● Il re veniva eletto tra i comandanti dell’esercito.
● Gli ultimi re di Roma furono di origine etrusca.
● Il re era il capo religioso della città.
● Il Senato era controllato dal re e non aveva il diritto di opporsi alle sue decisioni.
● Il Senato era formato dagli anziani proprietari terrieri.
● Con la repubblica scomparve la figura del re.
● Il governo della repubblica era affidato a senatori e magistrati.
● I consoli erano addetti al controllo dello stato delle costruzioni pubbliche.
1. Collega con una freccia ciascun magistrato romano alla sua funzione.
EDILE
QUESTORE
2. Scegli il completamento corretto della frase.
● Roma diventa una repubblica perché il re in carica non ha eredi. il re viene cacciato dal popolo.
● I magistrati erano membri delle famiglie nobili. persone con un incarico di governo.
STUDIO CON METODO COLLEGO E IMPARO
Stabiliva le tasse che i cittadini dovevano pagare.
Amministrava la giustizia.
Curava la manutenzione degli edifici pubblici.
Guidava l’esercito in guerra.
Amministrava il denaro pubblico.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
● Le decisioni dei magistrati erano approvate solo dal Senato. dal Senato e dai Comizi dei cittadini.
● Tutti i magistrati restavano in carica un anno. restavano in carica a vita.
3. Indica con una ✘ se le affermazioni si riferiscono ai patrizi, ai plebei o a entrambi.
Erano i discendenti dei fondatori della città.
Erano tenuti a far parte dell’esercito. Avevano diritti politici.
Non potevano diventare magistrati. Lavoravano per mantenersi. Partecipavano alla spartizione delle terre.
4. Spiega, in breve, chi poteva diventare schiavo a Roma e se la sua condizione restava immutata fino alla morte.
STUDIO CON METODO ORGANIZZO LE INFORMAZIONI
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
1. Completa il testo con le seguenti parole.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
maschi • diritti • terrieri • liberti • fondatori • società • classe • debiti prigionieri • liberi • distribuzione • magistrati
La romana al tempo della repubblica si divideva in schiavi, plebei e patrizi. Gli schiavi erano di guerra, malfattori o persone che non avevano pagato i loro ........................................................ . Essi non avevano ........................................................ e la loro vita dipendeva dal loro padrone. Tuttavia potevano ottenere in dono da quest’ultimo la libertà o potevano comprarla. In tal caso divenivano ........................................................ .
La dei plebei era composta da commercianti, contadini e artigiani. Erano cittadini ........................................................ che pagavano le tasse ma non avevano il diritto di prender parte al governo. In caso di guerra dovevano prestare servizio militare, abbandonando le loro attività, però non potevano partecipare alla spartizione del bottino di guerra.
I patrizi erano i discendenti dei patres, i assieme a Romolo di Roma. Erano grandi proprietari e formavano la classe sociale più ricca e importante. Potevano infatti ricoprire la carica di e partecipare alle assemblee di governo. In caso di necessità e se adulti, dovevano prestare servizio nell’esercito ed erano coinvolti nella delle terre conquistate.
2. Collega la parola alla sua definizione.
CLIENTES
PATRES
AVENTINO
MENENIO AGRIPPA
TITO LIVIO
STUDIO CON METODO COLLEGO E IMPARO
Padri fondatori della città di Roma.
Persone al servizio dei patrizi, che in cambio ricevevano favori e protezione.
Magistrato inviato sull’Aventino per ristabilire la concordia tra patrizi e plebei.
Colle sul quale di riunirono i plebei durante la ribellione del 494 a.C.
Storico romano.
1. Scegli la risposta corretta.
● Che cosa succedeva quando Roma conquistava una città?
Lasciava liberi i cittadini in cambio di un riscatto.
Si impadroniva delle terre e degli abitanti della città.
● Chi riusciva a sfruttare il bottino di guerra?
Tutti i cittadini che ne facevano richiesta.
I patrizi che prendevano in affitto schiavi e terre.
● Perché la guerra era un danno per i plebei?
Perché rischiavano di morire senza una giusta ricompensa.
Perché dovevano lasciare il lavoro e non guadagnavano nulla
2. Indica se le affermazioni sono vere (V) o false (F).
● I plebei impoveriti dalla guerra chiesero aiuto ai patrizi.
● Stanchi di combattere, nel 494 a.C. i plebei si ribellarono.
● I plebei si ritirarono in assemblea sul Palatino per discutere.

● I plebei decisero di eleggere dei loro rappresentanti, i tribuni della plebe.
● Il Senato mandò un ambasciatore a trattare con i plebei.
● I plebei rientrarono in città quando ottennero il diritto di voto.
3. Indica se le affermazioni sono vere (V) o false (F).
I tribuni della plebe diventarono magistrati.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
I matrimoni tra patrizi e plebei furono riconosciuti validi. Fu concessa la cittadinanza ai plebei.
I plebei poterono accedere a tutte le cariche pubbliche.
Venne abolita la schiavitù per debiti.
I plebei ebbero diritto alla spartizione delle terre pubbliche.

F
F
F
F

4. Completa il testo con le parole date. bronzo • diritto • favorevoli • interpretare • leggi • magistrati • patrizi • scritta • tribuni • valide Dopo la nomina dei .................................................... della plebe che avevano il .................................................... di bloccare tutte le decisioni non per i plebei, i plebei chiesero e ottennero che le .................................................... in uso a Roma, e tramandate oralmente, fossero messe in forma . Questo avrebbe sottratto ai la possibilità di .................................................... le leggi a loro vantaggio. Un gruppo di dieci .................................................... lavorò alla raccolta delle leggi e alla loro valutazione. Quelle che furono considerate furono incise su lastre di ed esposte nel Foro.
1. Leggi il testo e scegli il completamento corretto delle frasi.
Il culto della dea Vesta fu introdotto in Italia, secondo la leggenda, da Enea, che l’avrebbe instaurato a Lavinio, da dove poi Numa Pompilio l’avrebbe trasferito a Roma. Il culto consisteva principalmente nel mantenere acceso il fuoco sacro alla dea, simbolo della vita della città. La custodia del fuoco era affidata a sei vestali, sacerdotesse consacrate a Vesta fin da bambine. Venivano scelte dal Pontefice Massimo tra i sei e i dieci anni e dovevano restare al servizio della dea per trenta, anni. Passato questo periodo, potevano rientrare nella loro famiglia e sposarsi, cosa che accadeva raramente. Se una vestale lasciava spegnere il fuoco o veniva meno al voto di castità era punita con la morte. Le vestali non vivevano isolate, anzi partecipavano attivamente alla vita della città. Un privilegio delle vestali era quello di concedere la grazia al condannato a morte che avessero incontrato per caso lungo la strada.
● Il culto della dea Vesta era praticato dalle popolazioni del Lazio. risale a epoche precedenti alla fondazione di Roma.
nasce in seguito alla fondazione di Roma.
● “Il culto consisteva principalmente nel mantenere acceso il fuoco sacro alla dea” significa che non c’erano altri riti legati al culto di Vesta. si doveva pregare la dea quando il fuoco era acceso.
per onorare la dea si doveva tenere il fuoco acceso.
2. Osserva l’immagine e scrivi chi sono le tre figure e gli animali sacri ai loro piedi.
● La custodia del fuoco era affidata al Pontefice Massimo. a un collegio di sacerdotesse. a sei sacerdotesse consacrate quando erano ancora bambine.
● Tra i privilegi delle vestali c’era il diritto di opporsi alle decisioni del Senato. la possibilità di uscire dal tempio e di girare per la città. il diritto di cancellare le condanne a morte.

1. Roma conquista la penisola italica in circa tre secoli. Inserisci nella tabella le informazioni relative a ciascun secolo.
V SECOLO A.C.
Roma combatte contro
Roma conquista
IV SECOLO A.C.
Roma combatte contro
Roma conquista
2. Osserva l’immagine e rispondi alle domande.
● A quale guerra si riferisce il piatto con l’elefante?
● Chi portò questi animali in Italia?
● Quali conseguenze ebbe la presenza di questi animali?
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
3. Completa il testo con le parole date.
conquista • Galli • incendiarono • riscatto • Roma • Sanniti • tre • 386 a.C.
Durante le guerre di della penisola italica, subì alcune gravi sconfitte. Gli avversari più temibili furono i che impegnarono l’esercito romano in lunghe guerre prima di essere sconfitti. L’episodio più grave, però, avvenne nel quando i ............................................. , guidati da Brenno, conquistarono la città e la Si allontanarono solo dopo aver ottenuto un pesante in oro e bronzo.
STUDIO CON METODO ORGANIZZO LE INFORMAZIONI
III SECOLO A.C.
Roma combatte contro
Roma conquista
SVILUPPO LE COMPETENZE LAVORO CON LE FONTI

SVILUPPO LE COMPETENZE LAVORO CON LE CARTE
4. Indica sulla carta e colora le aree corrispondenti alle tre fasi di espansione di Roma in Italia.

1. Collega ciascuna città ai territori che controllava, poi rispondi.
STUDIO CON METODO COLLEGO E IMPARO
Penisola italica Coste dell’Africa
Sardegna Sicilia
● In quale territorio erano presenti contemporaneamente Roma e Cartagine?
● Perché entrambe volevano controllare l’isola?
2. Completa la linea del tempo inserendo le date di inizio e fine delle guerre puniche.
350
3. Scegli il completamento corretto della frase.
● Durante la prima guerra punica i Romani sconfissero i Cartaginesi a Messina. sconfissero i Cartaginesi alle Isole Egadi.
● La seconda guerra punica ebbe inizio perché i Cartaginesi invasero la Sicilia. perché i Cartaginesi attaccarono Sagunto.
● La seconda guerra punica si svolse in gran parte in Italia. in gran parte in Africa.
● La terza guerra punica si concluse con la vittoria dei Cartaginesi. con Cartagine rasa al suolo.
4. Indica se le affermazioni sono vere (V) o false (F).
● I Romani avevano sempre avuto una grande flotta da guerra.
● Le colonie greche fornirono ai Romani le navi per la guerra.
● Annibale scelse di raggiungere l’Italia con una grande flotta.
● Durante la seconda guerra punica Annibale sconfisse più volte i Romani.
● Publio Cornelio Scipione guidò la spedizione in Africa dopo Canne.
● Dopo la sconfitta di Zama Annibale si uccise.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
1. Osserva la carta e rispondi alle domande.
● Quali territori controllava Roma prima delle guerre puniche?
● In quali zone estese il suo potere?
..........................................................................
● Nel Mediterraneo c’era qualche altro Stato con una potenza simile alla sua?
..........................................................................
SVILUPPO LE COMPETENZE LAVORO CON LE CARTE

2. Completa il testo con le parole date.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
abitanti • difenderle • governatori • governo • guerre puniche • province • tasse • tributo • sudditi
I territori conquistati nel corso delle furono organizzati in e affidati a inviati da Roma. Le province pagavano a Roma un in segno di sottomissione. In cambio Roma si impegnava a e a migliorare la rete stradale. Gli delle province erano considerati e non cittadini. Erano protetti dalle leggi, pagavano le ma non potevano partecipare al del loro territorio.
3. Tra le informazioni relative ai cavalieri individua le due false.
● I cavalieri: erano di origine plebea. in genere erano molto ricchi. erano proprietari di vasti territori nelle province. si occupavano della riscossione delle tasse per conto di Roma. in cambio non ricevevano nessuna ricompensa. rifornivano di viveri e vestiario l’esercito.
4. Cancella in ogni frase le espressioni sbagliate.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO

STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
● Dopo le guerre i contadini liberi furono sostituiti nei campi dai soldati / dagli schiavi.
● I patrizi avevano latifondi / province in cui lavoravano solo schiavi.
● Per difendere i diritti dei contadini intervennero i governatori / i tribuni della plebe.
1. Collega gli elementi delle due colonne.
Giulio Cesare era un generale
Con il suo esercito tornò a Roma
Ottenne subito il titolo di
Poi fu nominato
Questo incarico gli permise di
STUDIO CON METODO COLLEGO E IMPARO fare le riforme che riteneva necessarie.
famoso per le vittorie contro i Galli. comandante supremo dell’esercito. dittatore a vita. con l’intenzione di riformare il governo.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
2. Completa il testo con le parole date. bonifica • cittadinanza • colonie • pace • plebe • poveri • province rappresentanti • Senato • straordinari
Cesare aveva ottenuto poteri ma sapeva che il gli era nemico. Per rafforzare la sua posizione, cercò il sostegno della romana, offrendo ai capifamiglia una sistemazione nelle nuove o un lavoro negli interventi di delle Paludi Pontine. Cercò di riportare la con gli alleati italici, concedendo loro la . Capì che le erano molto importanti e concesse ai loro di far parte del Senato.
3. Leggi il seguente brano tratto dal De bello gallico di Cesare e rispondi.
SVILUPPO LE COMPETENZE LAVORO CON LE FONTI
La Gallia nel suo complesso è divisa in tre parti: una è abitata dai Belgi, una dagli Aquitani, la terza da quelli che nella loro lingua si chiamano Celti, nella nostra Galli. Tutte queste popolazioni differiscono tra loro nella lingua, nelle istituzioni e nelle leggi. Divide i Galli dagli Aquitani il fiume Garonna, dai Belgi la Marna e la Senna.
● In quante parti era divisa la Gallia ai tempi di Cesare?
● Da quali popoli era abitata la Gallia?
● Quale fiume divideva i Galli dagli Aquitani?
1. Scegli la risposta corretta.
● Che cosa accadde dopo la morte di Cesare?
Il Senato riprese l’antico potere e pose fine alle guerre civili.
Cominciò un periodo di nuove guerre civili.
● Chi era Ottaviano?
L’erede del potere di Cesare.
L’uccisore di Cesare.
2. Completa lo schema.
titoli onorifici:
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
● Che cosa successe ad Azio nel 31 a.C.?
Iniziò la guerra tra Ottaviano e Antonio. Ottaviano sconfisse definitivamente Antonio.
● Come si comportò Ottaviano dopo la vittoria?
Si vendicò dei suoi nemici come era consuetudine a Roma.
Diede inizio a un periodo di pacificazione nella città.
STUDIO CON METODO ORGANIZZO LE INFORMAZIONI
incarichi politici e religiosi: riceve
3. Collega ogni carica politica al potere corrispondente.
Imperator
Pontefice Massimo
Console
Tribuno della plebe

STUDIO CON METODO COLLEGO E IMPARO
potere esecutivo
massima autorità religiosa
possibilità di opporsi all’approvazione di leggi
comandante supremo dell’esercito
4. A quale incarico è relativo l’abbigliamento di Augusto in questa statua?
SVILUPPO LE COMPETENZE LAVORO CON LE FONTI
1. Indica con delle ✘ quali furono le cause che portarono alla creazione dell’impero romano.
● L’impero romano fu creato perché... il Senato voleva cancellare le conquiste militari di Giulio Cesare. ci furono guerre civili dopo la morte di Giulio Cesare. il Senato voleva finalmente un periodo di pace. la popolazione romana chiedeva di essere governata da una sola persona. Ottaviano era il figlio adottivo ed erede di Cesare. Marco Antonio non era un grande generale o politico. i plebei volevano riforme a loro favore.
2. Rispondi alle domande.
● Quando venne istituito ufficialmente l’impero romano?
● Definisci il significato di imperator.
● Quali erano i poteri dell’imperatore Ottaviano?
● Cosa significa Augusto?
3. Chi divenne imperatore di Roma nel 27 a.C.? Risolvi il cruciverba: il suo nome comparirà nella colonna colorata
1. È il capo dell’esercito romano.
2. Significa “degno di venerazione”.
3. Da lui dipendono i sacerdoti e i riti sacri.
4. È un rappresentante della plebe.
5. Magistrato che esercita il potere civile e militare.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
1. Per ciascuno dei prodotti indicati individua sulla carta la zona di produzione scrivendo il nome.
frumento
vino
orzo
tessuti di cotone
seta avorio
bestie feroci

2. Leggi il testo e rispondi alle domande con SÌ o NO.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
Nel I secolo a.C. la nave di un funzionario incaricato di riscuotere le tasse nei Paesi costieri dell’Arabia si spinse troppo al largo. Fu investita da venti molto forti che la trascinarono fino all’isola di Taprobane, l’attuale Sri Lanka. Il funzionario rimase sull’isola per sei mesi, imparò la lingua locale e infine riuscì a parlare con il re. Questi, che aveva sentito parlare di Roma, lo incaricò di negoziare un trattato di amicizia e di commercio e lo fece riportare in patria. Roma ebbe così vie più sicure per raggiungere la Cina, rispetto a quelle che partivano dal Golfo Persico, infestato da pirati, e alle carovaniere, che attraversavano il continente a nord in mezzo a popolazioni spesso ostili.
● Le navi romane di solito viaggiavano al largo?
● I Romani avevano già contatti con Taprobane?
SÌ NO
SÌ NO
● Il re di Taprobane aveva sentito parlare di Roma? SÌ NO
● Il funzionario romano riuscì a comunicare con gli abitanti del luogo?
● Il re di Taprobane fece uccidere il funzionario romano?
SÌ NO
SÌ NO
1. Dopo aver letto il testo, scrivi il nome dei veicoli rappresentati nelle immagini.
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
Le strade costruite per rendere facile lo spostamento delle legioni erano, già all’epoca, molto frequentate. C’erano i corrieri che portavano messaggi da un capo all’altro dell’impero. Avevano punti di sosta dove riposare e sostituire i cavalli: le stazioni di posta. Lì si fermavano anche mercanti e viaggiatori, che potevano trovare alloggio e cibo. In un mondo diventato così grande, anche i cittadini dell’impero si spostavano e viaggiavano per andare a visitare luoghi interessanti, fare villeggiatura e incontrare amici e parenti.
Ogni viaggiatore aveva il suo mezzo di trasporto. Chi voleva andare veloce preferiva il cavallo. Se si spostava senza bagagli e su percorsi brevi usava il cisium, un carro leggero che poteva essere coperto o scoperto. Una versione coperta del cisium era chiamata carpentum. Era usata dalle vestali e dai magistrati di alto rango per gli spostamenti in città. Durante il periodo imperiale era il mezzo usato dall’imperatrice per i suoi spostamenti. Il carpentum garantiva la protezione dalle intemperie ma anche la privacy del passeggero.


1. Completa le frasi relative all’insegnamento di Gesù di Nazareth.
● Gesù era .............................................................................................................................
● La gente lo seguiva pensando che fosse il
● Per i Romani le sue idee erano
● Gesù predicava la tra gli uomini.
2. Collega gli elementi delle due colonne.
Apostoli
Discepoli
Vangelo
Catacombe
STUDIO CON METODO COLLEGO E IMPARO
seguaci di Gesù o di un maestro
buona notizia, il messaggio cristiano
cimiteri sotterranei dei cristiani
persone inviate a predicare il Vangelo
3. Colora in i princìpi della religione e in i comportamenti dei cristiani che ne derivavano
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO

STUDIO CON METODO ORGANIZZO LE INFORMAZIONI
Predicavano l’amore tra gli uomini. Adoravano un solo dio.
Rifiutavano il servizio militare.
Non frequentavano terme e spettacoli.
4. Rispondi alle domande.
Non accettavano la schiavitù.
Non accettavano il culto dell’imperatore e degli dèi.
● Da quale secolo comincia la diffusione del Cristianesimo?
● Per quali motivi i cristiani erano perseguitati?
● Quali imperatori diedero vita alle persecuzioni più violente? In quale secolo?
● Quale dei due imperatori cambiò opinione e fece cessare le persecuzioni?
● Sotto quale imperatore il Cristianesimo diventò religione ufficiale dell’impero?
STUDIO CON METODO LEGGO E COMPRENDO
1. Metti in ordine cronologico i seguenti avvenimenti numerandoli da 1 a 5.
Diocleziano divide l’impero in quattro parti. Odoacre depone dal trono Romolo Augustolo.
STUDIO CON METODO ORGANIZZO LE INFORMAZIONI
Teodosio divide l’impero in due parti e le assegna ai figli. L’impero d’Occidente non esiste più. Costantino riunifica l’impero e porta la capitale a Costantinopoli.
2. Colora sulla linea del tempo i secoli in cui si svolgono gli avvenimenti elencati nell’esercizio precedente.
Nascita di Cristo

3. Osserva l’immagine e indica con una ✘ le frasi corrette.
Il gruppo di statue fa riferimento alla divisione dell’impero in quattro parti voluta da Diocleziano.
SVILUPPO LE COMPETENZE LAVORO CON LE FONTI
Il gruppo di statue fa riferimento alla divisione dell’impero in due parti voluta da Teodosio.
Costantino cancellò la divisione voluta da Diocleziano e riunì di nuovo l’impero.
Costantino riportò la capitale a Roma.
4. Evidenzia nel testo una delle cause di crisi dell’impero e il tentativo di soluzione messo in atto.
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Nell’impero romano, diventato ormai troppo vasto per essere difeso, le popolazioni delle province più lontane da Roma e più esposte agli assalti dei barbari si sentivano abbandonate. Roma infatti non aveva soldati sufficienti da inviare lungo i confini e in diverse zone affidava la difesa del territorio alla costruzione di muri di confine, come il Vallo di Adriano tra l’Inghilterra e la Scozia o il Limes, lungo il Reno e il Danubio.
5. Completa le frasi.
● Diocleziano cerca di risolvere il problema dell’eccessiva grandezza dell’impero con ..................................................
● La nomina di due Cesari a fianco dei due Augusti è il tentativo di Diocleziano di indicare e quindi di risolvere il problema
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