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LeggoPop 5 - Scrittura

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Leggo Leggo

Quaderno

di SCRITTURA

INDICE

COMPRENSIONE

IL RACCONTO REALISTICO

4 Storia di Stack

5 Gian Burrasca cade nel fiume

6 Due feste di compleanno

8 Percorso a ostacoli

10 In viaggio sul treno

12 L’aria buona

IL TESTO INFORMATIVO

14 Il lupo

16 La disseminazione

RIASSUNTO

18

Riassumere un testo

Avventura sulle Dolomiti

20 Il giovane gambero

22

24

26

Crespelle e un tema per merenda

Una bugia dietro l’altra

IMPARARE A STUDIARE

Una scoperta interessante

28 Stelle cadenti

29 L’Etna

SCRITTURA

PROGETTARE E SCRIVERE UN TESTO

30 Progettare e scrivere testi

31 Raccogliere le idee

32 L’ordine temporale • 1

33 L’ordine temporale • 2

LA COESIONE TESTUALE

34 Le parole adatte - Al campeggio

35 I connettivi

Un caro ricordo

36 Eliminare le ripetizioni • 1

37 Eliminare le ripetizioni • 2

38 Le voci verbali

Il velociraptor

39 Occhio agli errori ortografici

40 La punteggiatura • 1

41 La punteggiatura • 2

IL RACCONTO REALISTICO

42 Il flashback • 1

Un ricordo divertente

43 Il flashback • 2

Un dolce ricordo

44 Il flashforward • 1 Nico

45 Il flashforward • 2

Benvenuta Adelina

46 Incipit

48 Narrare in prima e in terza persona

49 Dalla prima alla terza persona

50 Narratore e punto di vista

51 Più finali per un racconto

52 Tanti tipi di sequenze • 1

54 Tanti tipi di sequenze • 2

L'ARTE RACCONTA

56 Le immagini raccontano storie • 1

57 Le immagini raccontano storie • 2

IL RACCONTO DI AVVENTURA

58 Il racconto di avventura

59 Nelle sabbie mobili

IL RACCONTO DI PAURA

60 Il racconto di paura • 1

61 Il racconto di paura • 2

IL RACCONTO UMORISTICO

62 Il racconto umoristico

63 Il signor Pignolo al parco

IL RACCONTO GIALLO

64 Il furto del diamante

65 Diventa detective

IL RACCONTO STORICO

66 Il racconto storico

IL RACCONTO DI FANTASCIENZA

68 Misteriosi fenomeni al campo scuola

IL RACCONTO FANTASTICO

70 Le avventure di Bilbo Baggins

IL TESTO DESCRITTIVO

72 I dati sensoriali

74 Giorgio

75

Una ragazza timida e delicata

76 Un ragazzo - Mario

77 Un anziano signore

Un tipo particolare

78 Le mie emozioni

80 Il mio gattino Frizzy

81 La cucciolata

82 La descrizione oggettiva

Lo scoiattolo

83 La descrizione soggettiva

Lo scoiattolo

84 Lo studio dello zio Paolo

85 L’orto del nonno

86 Paesaggio

87 Mare e cielo

88 La vecchia casa

90 Un’estate indimenticabile

IL TESTO POETICO

92 La filastrocca

93 La similitudine e la metafora

94 La personificazione

95 L'onomatopea

96 Immagini e versi

IL TESTO INFORMATIVO

97 Dalla tabella al testo • 1

98 Dalla tabella al testo • 2

99 Dallo schema al testo

LA CRONACA

100 Australia, serpente sull’aereo

101 66 milioni di alberi piantati in dodici ore

102 Cronaca scolastica

103 Cronaca di un’esperienza personale

IL TESTO ARGOMENTATIVO

104 Meglio il calcio o il tennis?

106 Opinioni a confronto • 1

107 Opinioni a confronto • 2

108 Opinioni a confronto • 3

IL RACCONTO REALISTICO

Il racconto realistico è un testo narrativo. Narra fatti veri o verosimili, cioè che possono accadere nella realtà.

ງ Rispondi alle domande.

ວ Chi è il personaggio?

ວ Chi narra la storia?

ວ In quale persona racconta?

ວ Quando avvengono i fatti?

ວ Dove si svolgono i fatti narrati?

ງ Segna con una x solo i fatti della storia.

Stack è il guardiano di un faro.

Stack salva dei piccoli gabbiani dopo una tempesta, nutrendoli.

Stack parte per un viaggio in mare con i gabbiani.

I gabbiani imparano a volare e procurarsi cibo.

I gabbiani tornano a salutare Stack.

Storia

di Stack

In un punto solitario della costa d’Irlanda, c’era un faro bianco e rosso, che per tutta la notte spazzava il mare con un raggio di luce gialla.

Il guardiano del faro si chiamava Stack, ed era un vecchio magro ma ancora robusto, che ogni sera saliva i cento gradini della scala a chiocciola per andare ad accendere la lampada, in cima al faro.

Un giorno, dopo una forte tempesta, mentre camminava sulla scogliera per raccogliere radici, Stack sentì dei pigolii rochi e penosi che venivano da oltre il ciglio della scarpata. Si sporse e, appena al di sotto, vide un nido con una dozzina di piccoli gabbiani magri e spelacchiati.

“Probabilmente la madre e il padre sono stati uccisi dalla tempesta” pensò il guardiano “se non li aiuto moriranno”. Allora pescò con la rete molti pesciolini, li portò sulla scogliera e, sporgendosi dall’orlo con un pesce per volta, li mise nel becco aperto dei piccoli, che allungavano il collo verso di lui.

Ogni giorno nutrì i gabbiani, che si facevano sempre più grandi e robusti. Un pomeriggio, quando arrivò lassù con i pesciolini, trovò il nido vuoto: i dodici gabbiani si erano lanciati in volo, e si procuravano cibo da soli. Quella sera, però, quando scese dal faro dopo averlo acceso, Stack li vide tutti e dodici sulla spiaggia a venti passi da lui, che lo guardavano e battevano piano le ali, come per salutarlo.

R. Piumini, Poco prima della notte, Einaudi

Gian Burrasca cade nel fiume

Con la lenza sotto il braccio mi sono avviato verso il fiume per mangiare in pace. Dopo mi son messo a pescare, e non pensavo che ad acchiappare i pesci quando, ad un tratto, ho sentito dare uno strappone alla canna che reggevo in mano: forse mi sarò proteso un po’ troppo in avanti, perché... giù, puffete! Sono cascato nell’acqua! Pare incredibile ma in quel momento non ho potuto fare a meno di pensare fra me e me: “Ecco, i miei genitori e le mie sorelle saranno contenti ora di non avermi più tra i piedi! Ora non diranno più che son la rovina della casa! Non mi chiameranno più Gian Burrasca di soprannome, che mi fa tanta rabbia!”.

Affondavo giù giù nell’acqua, e non capivo più nulla, quando mi son sentito tirar su da due braccia d’acciaio. Ho respirato a pieni polmoni l’aria fresca di settembre e subito, sentendomi meglio, ho domandato al barcaiuolo che mi teneva il collo, se aveva pensato di mettere in salvo anche la mia povera lenza!

Non so perché la mia mamma abbia pianto tanto, quando Gigi mi ha riportato a casa fradicio. Io stavo benissimo e glielo dicevo, ma le mie parole eran dette al vento, perché le lacrime della mamma pareva che non finissero mai. Come ero contento di essere cascato nel fiume, e di aver corso il rischio di affogare! Se no, non avrei avuto tanti complimenti, né tutte quelle moine.

Luisa mi ha messo subito a letto; Ada mi ha portato una tazza di brodo caldo bollente; e tutti, anche le persone di servizio, sono stati intorno a me, fino all’ora di andare a desinare.

Poi lasciandomi così infagottato nelle coperte, da farmi davvero morire di soffocazione, sono andati giù, raccomandandomi di star buono e di non muovermi.

Vamba, Il giornalino di Gian Burrasca

ງ Completa il testo con le parole mancanti.

Gian Burrasca era andato lungo per e per

Un brusco movimento l’ha fatto cadere da dove lo ha prontamente “ripescato” un

Riportato

è stato subito coccolato dalle sorelle e dalla , che all’ora di gli hanno dato una buona tazza di brodo e poi lo hanno messo , raccomandandogli di restare fermo e buono.

Due feste di compleanno

Domenica prossima ci sarà la festa per il mio compleanno. In verità ho compiuto otto anni lunedì e con mamma e papà abbiamo deciso di festeggiare con gli zii e i nonni domenica scorsa e con i miei amici domenica prossima. Il nonno, per scherzare, mi ha detto: – Ma in questo modo di anni ne compi sedici: otto una domenica e altri otto l’altra!

In poco tempo ammucchierai tanti di quegli anni che potrai raggiungermi! Ma la nonna ha risposto: – Stai tranquillo, che il vantaggio che hai non te lo toglierà nessuno. E tutti ridevano. Per la festa con i miei amici la mamma ha preparato dolcetti e torte, il papà ha comprato bibite e salatini e io mi sono impegnato a tenere la camera ordinata per tutta la settimana in modo che la mamma non dovesse perdere tempo a raccogliere calzini, libri, scarpe da ginnastica e macchinine che, come dice lei quando si arrabbia, spuntano da ogni angolo come funghi!

Ho invitato tutti i miei compagni di classe alla festa e speriamo proprio che sia bel tempo per poter andare in cortile, altrimenti ci toccherà stare pigiati in casa dove non c’è tanto spazio. Comunque, sia che faccia bel tempo, sia che faccia brutto tempo, sono sicuro che sarà una mega festa e che mi divertirò moltissimo.

Arturo Ghinelli, Adriana Querzé, L’isola delle storie, Piemme Scuola

ງ Leggi le seguenti affermazioni e indica con una X se sono vere V o false F.

ວ Il bambino compie otto anni domenica prossima. V F

ວ Il bambino ha già festeggiato una volta il compleanno con i parenti. V F

ວ Il nonno scherza dicendo che il bambino compie sedici anni. V F

ວ La nonna pensa che il bambino raggiungerà presto l’età del nonno. V F

ວ La mamma ha preparato dolci e torte per la festa con gli amici. V F

ວ Il papà ha deciso di non partecipare alla festa. V F

ວ Il bambino ha sistemato la camera per tutta la settimana. V F

ວ Se piove, faranno la festa nel cortile. V F

ງ Rispondi alle domande.

ວ In quale giorno Arturo ha compiuto gli anni?

ວ Quante feste ha organizzato Arturo per il suo compleanno?

ວ Con chi ha festeggiato Arturo la prima volta?

ວ Cosa ha detto il nonno per scherzare?

ວ Cosa ha risposto la nonna al nonno?

ວ Quali preparativi ha fatto la mamma per la festa con gli amici?

ວ Cosa ha fatto il papà per preparare la festa?

ວ Cosa ha fatto Arturo per aiutare la mamma?

ວ Che cosa spera Arturo riguardo al tempo?

ວ Come si sente Arturo riguardo alla festa?

ງ Rispondi con una x

ວ Il testo è scritto: in prima persona in terza persona

ວ I personaggi sono: reali fantastici

ວ Il tempo, cioè il momento della giornata è: pomeriggio mattina

Percorso a ostacoli

Quello che mi dà più fastidio della nuova casa è che è troppo lontana da scuola. Devo prendere due tram per arrivarci.

Ieri, quando mi sono alzato, Carla, mia sorella, era ancora a letto perché non doveva andare a scuola. Mamma voleva accompagnarmi, ma io le ho detto che ci potevo benissimo andare da solo. Ormai sono quattro settimane che faccio sempre la stessa strada con Carla e le ho assicurato: – Posso arrivarci anche a occhi chiusi!

Mi sono precipitato come un razzo alla fermata. Il tram è arrivato subito. Sono rimasto fermo vicino alla porta per non lasciarmi sfuggire la mia fermata. E infatti non l’ho persa! Sono sceso giù per le scale e poi sono risalito da un’altra parte, dove si ferma il tram numero uno. Naturalmente so benissimo che qui non ferma soltanto l’uno, ma anche il quarantaquattro, ma poiché non volevo arrivare in ritardo ed ero molto contento che proprio in quel momento ci fosse un tram alla fermata, sono salito senza guardare che numero fosse.

Era strapieno! Mi sentivo come una sardina in scatola. Se fossi riuscito a guardare fuori dal finestrino, mi sarei sicuramente accorto che mi trovavo sul tram sbagliato. E invece non vedevo proprio niente e allora ho chiesto a un signore quando sarebbe arrivata la mia fermata. Lui mi ha spiegato che avevo sbagliato tram. La gente mi ha lasciato passare fino alla porta e qualcuno mi ha anche spiegato come fare per ritornare indietro. Ma io non ho capito. Quando sono sceso non avevo la minima idea di dove mi trovassi! Ho visto un taxi fermo davanti a una casa e dentro c’era il tassista. Mi sono avvicinato e gli ho chiesto come fare per arrivare alla mia scuola. Il tassista me lo stava appunto spiegando quando un signore è uscito dalla casa: era il passeggero. Quel signore è stato la mia salvezza! Ha detto che la mia scuola era sulla sua strada. Mi ci avrebbe accompagnato lui! Sono arrivato a scuola ancora in tempo. E che faccia hanno fatto i miei compagni quando mi hanno visto scendere dal taxi! Non era mai successo prima! Mi sono dato un po’ di arie. Così, per scherzo!

Christine Nöstlinger, La famiglia cercaguai, Einaudi

ວ Qual è il problema principale che il protagonista vive nella nuova casa?

È lontana dalla scuola

È troppo rumorosa

È vecchia

ວ Quanti tram deve prendere per andare a scuola?

Uno

Due

Tre

ວ Perché il protagonista dice alla mamma che può andare da solo a scuola?

Perché ha litigato con la mamma

Perché ha già fatto il percorso molte volte

Perché Carla lo accompagna

ວ Perché il protagonista prende il tram sbagliato?

Non voleva arrivare in ritardo e ha preso il primo tram

Non conosceva il percorso

Non ha sentito l’annuncio della fermata

ວ Come si sente sul tram sbagliato?

Tranquillo

Stretto e confuso

Arrabbiato

ວ Chi aiuta il protagonista a raggiungere la scuola?

Il tassista

Il controllore

Il passeggero del taxi

ວ Alla fine, il protagonista riesce ad arrivare a scuola?

Sì, ma molto in anticipo

Sì, in tempo

No, non arriva proprio

ວ Come si comporta con i compagni dopo essere arrivato in taxi?

Si arrabbia

Si vanta per gioco

Non dice nulla

In viaggio sul treno

Tutti sanno che la notte di san Lorenzo è, fra tutte le notti dell’anno, quella in cui dalla Terra si può osservare il maggior numero di stelle cadenti. Anche Michele lo sapeva, tanto che la sua maestra gli aveva fatto studiare a memoria la poesia di Giovanni Pascoli intitolata X agosto, dalla quale si conclude che in quella notte dell’anno cadono più stelle che mai. Francesca, invece, che aveva quattro anni e all’asilo imparava soltanto canzoncine, si meravigliò moltissimo quando dal finestrino del treno, vide una delle mille luci del cielo crepitare con un riflesso rossastro e scivolare nell’azzurro precipitando verso terra.

– Ci cadrà in testa? – si informò preoccupata. Michele rise, dall’alto dei suoi dieci anni, e Francesca fu subito rassicurata. Aveva molta fiducia in quel suo fratello così grande, e tanta più doveva averne adesso che era completamente affidata a lui, da quando sua madre le aveva allacciato la cuffia sul predellino del treno, facendo a Michele le ultime raccomandazioni. – Siete abbastanza grandi tutti e due –aveva detto la mamma – perché io possa stare tranquilla. E poi, non c’è niente di complicato. Questo treno si ferma solo a Milano, quindi non potete scendere per sbaglio a qualche stazione intermedia. E a Milano, appena arrivati, troverete lo zio ad aspettarvi. Quindi l’unica cosa a cui tu dovrai badare durante il viaggio è che Francesca non si ingozzi di gazzose e di pop-corn, che non metta le scarpe sui sedili e non tiri il campanello d’allarme. Se per un motivo qualsiasi non trovaste lo zio ad aspettarvi, non ti perdere di animo. Prendi la valigia, da' la mano alla bambina e chiama un taxi.

Quando il treno fu lontano dalla stazione, Francesca, approfittando del fatto che lo scompartimento era vuoto, si inginocchiò sul sedile, senza preoccuparsi, come al solito, di non mettere le scarpe sul velluto rosso; schiacciò il naso contro il vetro e si dispose a guardare fuori nella campagna, dove gli alberi correvano impazziti incontro alle rotaie. Poi si era fatto buio, erano spuntate le stelle ed, essendo la notte di san Lorenzo, una era caduta.

Bianca Pitzorno, Clorofilla dal cielo blu, Mondadori

ງ Rispondi alle domande.

ວ Che cosa sapeva Michele?

ວ “Ci cadrà in testa?” Chi fa questa domanda?

ວ Che cosa potrebbe cadere in testa?

ວ Perché Francesca aveva molta fiducia in suo fratello?

ງ Tra i fatti elencati, tre non appartengono alla storia. Segna con una X.

La mamma affida i bambini allo zio alla stazione di Milano. Michele deve controllare che Francesca non combini guai.

Francesca impara una poesia a memoria.

Il treno non fa fermate intermedie prima di Milano.

Michele legge un libro durante il viaggio.

Francesca guarda dal finestrino e vede una stella cadente.

La mamma accompagna i bambini fino a Milano.

È la notte di san Lorenzo.

ງ In questo testo l’autore rispetta l’ordine cronologico? Sì No

L’aria buona

– Questi bambini – disse il dottore della Mutua, – avrebbero bisogno di respirare un po’ d’aria buona, a una certa altezza, di correre sui prati... Era fra i letti del seminterrato dove abitava la famigliola, e premeva lo stetoscopio sulla schiena della piccola Teresa, tra le scapole fragili come le ali di un uccelletto implume.

I letti erano due e i quattro bambini, tutti ammalati, facevano capolino a testa e a piedi dei letti.

– Sui prati come l’aiola della piazza? – chiese Michelino.

– Un’altezza come il grattacielo? – chiese Filippetto.

– Aria buona da mangiare? – domandò Pietruccio.

Marcovaldo, lungo e affilato, e sua moglie Domitilla, bassa e tozza, erano appoggiati con un gomito ai due lati di uno sgangherato cassettone.

– E dove vuole che noi, otto bocche, carichi di debiti, come vuole che facciamo? Il posto più bello dove possiamo mandarli, – precisò Marcovaldo – è per la strada.

– Aria buona la prenderemo, – concluse Domitilla – quando saremo sfrattati e dovremo dormire allo stellato.

Il pomeriggio d’un sabato, appena furono guariti, Marcovaldo prese i bambini e li condusse a fare una passeggiata in collina.

Abitavano il quartiere della città che dalle colline era il più distante.

Per raggiungere le pendici fecero un lungo tragitto su un tram affollato e i bambini vedevano solo gambe di passeggeri attorno a loro.

A poco a poco il tram si vuotò; ai finestrini finalmente sgombri apparve un viale che saliva. Così giunsero al capolinea e si misero in marcia. I bambini si guardavano intorno lievemente spaesati. Marcovaldo li guidò per una stradina a scale, che saliva fra il verde.

– Vi piace qui, sì?

– Sì.

– Perché?

– Non ci sono vigili. Si può strappare le piante, tirare le pietre.

– E respirare, respirate?

– No.

– Qui l’aria è buona.

Masticarono: – Macché. Non sa di niente.

Italo Calvino, Marcovaldo, Mondadori

ງ Rispondi alle domande.

ວ Quando e dove vanno i bambini per respirare l’aria buona?

ວ Perché i bambini masticano l’aria?

ງ Segna con una x solo le informazioni implicite.

ll dottore consiglia di portare i bambini a respirare aria buona. Teresa è fragile come un uccelletto implume.

I bambini fanno capolino a testa e piedi dei due letti.

I genitori si sentono impotenti di fronte alla situazione economica.

La famiglia di Marcovaldo vive in povertà.

Marcovaldo e Domitilla sono descritti fisicamente (lungo e affilato lui, bassa e tozza lei).

I bambini non sono abituati a stare nella natura.

I bambini, saliti sul tram, vedevano solo gambe attorno a loro.

IL TESTO INFORMATIVO

Il testo informativo ha lo scopo di dare informazioni su argomenti di vario genere: storici, geografici, scientifici e di cultura generale.

Il lupo

Ormai il lupo cattivo non fa più paura a nessuno, nemmeno ai bambini che oltretutto non leggono più le antiche fiabe. Da qualche tempo, ormai, non si parla più di paesi assediati da orde di lupi affamati, e anche i pastori e i cacciatori hanno cominciato a guardare il lupo con occhio diverso. I lupi in Italia sono poco più di 200, un numero forse ancora modesto, ma sufficiente.

Il lupo vive lungo tutta la dorsale appenninica, dai monti umbro marchigiani alla Sila, nel Parco Nazionale d’Abruzzo e nella zona della Tolfa (alto Lazio), dove i lupi ci sono sempre stati, ma ora sono ridotti a poco più di mezza dozzina. Il vero problema non è rappresentato dalla presenza dei lupi, che temono l’uomo e raramente si avventano contro le greggi, quanto dall’incontrollato aumento dei cani inselvatichiti.

Questi ultimi, soprattutto nel Centro Sud, sono diventati ormai un pericolo per gli animali domestici e selvatici, oltre che un veicolo di diffusione di malattie parassitarie e della rabbia. Molto spesso, infatti, i danni provocati da questi cani senza collare e senza padrone sono attribuiti al lupo, che si porta dietro un’antica fama di predatore senza scrupoli. Il lupo va protetto e difeso dalle aggressioni dell’uomo, ma occorre pensare anche all’altra faccia del problema: ai cani che ritornano lupi, ripercorrendo in senso inverso il cammino compiuto millenni fa dall’uomo.

Carlo Scaringi

ງ Rispondi alle domande.

ວ Come viene descritto il lupo all’inizio del testo?

Come un animale ancora temuto da tutti

Come una creatura affettuosa e domestica

Come un animale che non fa più paura, nemmeno ai bambini

Come un pericolo per i villaggi moderni

ວ Dove vivono oggi i lupi in Italia secondo il testo?

Solo nelle Alpi

In tutta la Pianura Padana

Lungo la dorsale appenninica e in alcune aree specifiche come la Tolfa

Soltanto nel Parco Nazionale del Gran Paradiso

ວ Qual è il numero approssimativo dei lupi presenti in Italia?

Circa 1000

Poco più di 200

Meno di 50

Più di 5000

ວ Qual è il vero problema evidenziato nel testo?

L’eccessiva caccia al lupo

I lupi che attaccano gli esseri umani

L’aumento dei cani inselvatichiti, spesso scambiati per lupi

La scarsità di cibo per i lupi nei boschi

ວ Cosa si intende con l’espressione “i cani che ritornano lupi”?

Cani che vengono adottati dai lupi

Cani che diventano più aggressivi per colpa dei lupi

Cani abbandonati che tornano a vivere allo stato selvatico

Un nuovo incrocio tra cane e lupo creato dall’uomo

La disseminazione

Per poter germinare, i semi devono essere liberati dai frutti in cui sono racchiusi e cadere su un terreno favorevole.

In molte piante i frutti cadono semplicemente per terra e marciscono, liberando così i semi.

Ma se tutti i semi cadessero vicino alla pianta di origine, la competizione per la luce e per il nutrimento sarebbe tale da impedirne la crescita e lo sviluppo. Per questo motivo, in molte piante i frutti presentano particolari adattamenti che ne favoriscono la dispersione ad opera degli animali, del vento e dell’acqua.

Ad esempio: i frutti del sambuco sono molto graditi agli uccelli, che si cibano di essi; mentre la polpa del frutto è molto digeribile, i semi non lo sono per cui passano attraverso l’apparato digerente degli animali senza subire trasformazioni e sono evacuati all’esterno lontano dalla pianta di origine.

I frutti dell’acero sono forniti di «ali» ed assumono un moto rotatorio mentre cadono ruotando come eliche e possono essere trasportati molto lontano dal vento.

I frutti dell’albero di cocco sono leggeri e resistenti all’acqua, cosicché possono galleggiare sul mare per lunghi periodi ed essere trasportati anche da un’isola all’altra.

AA.VV., Progetto scienze, La Scuola

ງ Rispondi alle domande.

ວ Perché è importante che i semi non cadano tutti vicino alla pianta madre?

Perché devono essere raccolti dagli animali

Perché il terreno vicino è sempre troppo secco

Per evitare troppa competizione per luce e nutrimento

Perché i frutti non riescono a marcire vicino alla pianta

ວ Cosa succede ai semi del sambuco dopo che gli uccelli mangiano i frutti?

Vengono digeriti e distrutti

Si trasformano in nuovi frutti nel corpo dell’uccello

Passano intatti nell’apparato digerente e vengono espulsi lontano

Si attaccano alle piume degli uccelli

ວ Quale delle seguenti affermazioni è vera riguardo i frutti dell’acero?

Galleggiano sull’acqua per raggiungere altre isole

Sono molto leggeri e si attaccano al pelo degli animali

Cadono verticalmente senza muoversi

Hanno “ali” che li aiutano a volare con il vento

ວ Quale adattamento ha il cocco per la dispersione dei suoi semi?

Ha semi velenosi che respingono i predatori

Ha radici volanti

Può galleggiare sull’acqua e viaggiare tra le isole

Si attacca alle zampe degli animali

ວ Qual è il tema principale del testo?

Come si raccolgono i frutti delle piante

I modi in cui i frutti vengono mangiati dagli animali

Le strategie delle piante per la disseminazione dei semi

Le differenze tra frutti commestibili e non commestibili

ງ Completa.

ວ Il testo che hai letto è un testo informativo perché...

RIASSUMERE UN TESTO

Ricorda che per scrivere un buon riassunto è importante:

ງ Leggere attentamente il brano.

ງ Dividere il testo in sequenze.

ງ Sottolineare le informazioni più importanti di ogni sequenza oppure scrivere i titoli delle sequenze da usare come guida.

ງ Collegare le frasi usando connettivi adeguati.

ງ Scrivere in terza persona singolare.

ງ Mantenere la coerenza dei tempi verbali.

ງ Trasformare i discorsi diretti in discorsi indiretti.

ງ Rileggere il riassunto per controllare se è chiaro, coerente e completo.

Avventura

sulle Dolomiti

Quell’estate, i genitori di Gigi e Tom avevano deciso di trascorrere le vacanze in montagna. Un pomeriggio i due ragazzi ottennero di potersi allontanare e di andare da soli in cerca di stelle alpine da fotografare. Finalmente Tom ne scorse una su uno sperone di roccia e con un’agile arrampicata la raggiunse.

Gigi gli porse la macchina fotografica: quanta strada per una stella alpina! Intanto le ombre della sera si allungavano in fondo alla valle.

– È tardi, torniamo indietro, i nostri genitori staranno in pensiero! Arrivati a un bivio, i due ragazzi, incerti sulla direzione da prendere, decisero di andare verso est, pensando che quello fosse l’orientamento giusto.

La paura però cominciava ad assalirli. Più camminavano e meno riconoscevano i luoghi che poco prima avevano percorso. Il sentiero scendeva ripido tra grossi massi: a ogni curva, Tom e Gigi speravano di sentire qualche voce amica, di vedere le prime luci del paese, nel tramonto ormai vicino. Non era trascorso molto tempo da quando avevano lasciato il punto in cui avevano fotografato la stella alpina, ma a loro sembrava che fossero passate delle ore… – Tom! Gigi! Ragazzi! – Le voci dei genitori li raggiunsero. Erano ancora abbastanza lontane, ma sufficienti a mettere nelle loro gambe la forza di correre a rotta di collo per il sentiero e nella loro voce la forza di gridare: – Mamma, papà, abbiamo fotografato una stella alpina!

Ambrogio Stirelli, Avventura sulle Dolomiti, La Scuola

ງ Numera in ordine cronologico i fatti della storia.

Gigi porge a Tom la macchina fotografica per fotografare la stella alpina.

Le ombre della sera iniziano ad allungarsi nella valle.

I ragazzi decidono di tornare indietro, preoccupati che i genitori siano in pensiero.

Arrivati a un bivio, scelgono di andare verso est, pensando sia la direzione giusta.

I genitori di Gigi e Tom decidono di trascorrere le vacanze in montagna.

Un pomeriggio, Gigi e Tom ottengono il permesso di allontanarsi da soli.

Vanno in cerca di stelle alpine da fotografare.

Tom scorge una stella alpina su uno sperone di roccia e la raggiunge con un’arrampicata.

Iniziano a sentire paura perché non riconoscono i luoghi.

Sentono le voci dei genitori che li chiamano da lontano.

Corrono verso di loro gridando di aver trovato la stella alpina.

Il sentiero scende ripido tra grossi massi, ma non vedono segni del paese.

A loro sembra che siano passate ore da quando hanno lasciato il punto della foto.

ງ Ora riassumi il testo utilizzando i fatti della storia.

Il giovane gambero

ງ Sottolinea le informazioni più importanti presenti in ogni sequenza e scrivile nei riquadri. Il lavoro è già avviato.

Un giovane gambero pensò: “Perché nella mia famiglia tutti camminano all’indietro? Voglio imparare a camminare in avanti, come le rane, e mi caschi la coda se non ci riesco!”.

Cominciò a esercitarsi di nascosto, tra i sassi del ruscello. Urtava dappertutto, si ammaccava con la corazza e si schiacciava una zampa con l’altra. Ma un po’ alla volta le cose andarono meglio

Quando fu ben sicuro di sé, si presentò alla sua famiglia e disse: – State a vedere! – e fece una magnifica corsetta in avanti

– Figlio mio – scoppiò a piangere la madre, – ti ha dato di volta il cervello? Torna in te, cammina come tuo padre e tua madre ti hanno insegnato, cammina come i tuoi fratelli che ti vogliono tanto bene. I suoi fratelli però non facevano che sghignazzare. Il padre lo stette a guardare severamente per un pezzo, poi disse: – Basta così, se vuoi restare con noi cammina come gli altri gamberi. Se vuoi fare di testa tua, il ruscello è grande: vattene, non tornare più indietro.

Il bravo gambero voleva bene ai suoi, ma era troppo sicuro di essere nel giusto, per avere dei dubbi: abbracciò la madre, salutò il padre e i fratelli e si avviò per il mondo.

Il suo passaggio destò subito la sorpresa di un crocchio di rane... – Il mondo va a rovescio – disse una rana. – Non c’è più rispetto – disse un’altra rana. Ma il gamberetto proseguì diritto per la sua strada.

A un certo punto si sentì chiamare da un vecchio gamberone: – Che cosa credi di fare? Anch’io, quando ero giovane, pensavo di insegnare ai gamberi a camminare in avanti. Ed ecco che cosa ci ho guadagnato: vivo tutto solo, e la gente si mozzerebbe la lingua piuttosto che rivolgermi la parola. Finché sei in tempo, rassegnati a fare come gli altri.

Il giovane gambero non sapeva che cosa rispondere e stette zitto. Ma dentro di sé pensava: “Ho ragione io”. E, salutato gentilmente il vecchio, riprese fieramente il suo cammino. Andrà lontano? Farà fortuna? Noi non lo sappiamo, perché sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno. Possiamo solo augurargli, di tutto cuore… buon viaggio!

ງ Ora fai il riassunto sul quaderno con le informazioni ricavate da ciascuna sequenza. Collegale in modo che il testo risulti chiaro e completo.

Crespelle e un tema per merenda

ງ Scrivi per ogni sequenza una frase significativa.

Dopo la scuola, Caterina va sempre a casa di nonna Colomba, per mangiare qualcosa di caldo e per fare i compiti come si deve.

Oggi, già dal pianerottolo sente un buon odorino di crespelle.

Sale in fretta le scale e suona il campanello.

Tre squilli brevi, affinché nonna Colomba sappia subito di chi si tratta.

Nonna Colomba apre la porta. Indossa il grembiule a fiorellini bianchi e blu e nella mano stringe la paletta per girare le crespelle.

È tutta rossa e accaldata.

Caterina stringe le braccia attorno alla grossa pancia della nonna.

– Hai fame, Cate?

– Se ho fame? Oggi puoi farne tranquillamente dieci. Ho bisogno di qualcosa di dolce.

– È successo qualcosa a scuola? – chiede preoccupata nonna Colomba.

– A scuola è andata come al solito – racconta Caterina mentre spalma la marmellata di fragole sulla crespella e l’arrotola. – Solo che la maestra mi ha dato un tema di castigo.

– Certo che, per avere la bocca così piena, te la cavi a parlare chiaramente – apprezza nonna Colomba. –Perché ti ha dato un castigo? Chiacchieravi troppo?

– Con Inga non si può chiacchierare. No, sono arrivata in ritardo.

Nel frattempo, Caterina mangia le crespelle ma… alla quarta rimane silenziosa, e mastica un po’ più lentamente. Alla quinta addenta un solo pezzettino, poi rimette la crespella nel piatto: è sazia.

– Su, adesso scrivi il tuo tema!

– Se solo sapessi cosa scrivere – sbuffa Caterina.

– Perché non racconti la verità? Spiega bene qual è il motivo per cui arrivi a scuola in ritardo, così la maestra potrà capirti – dice la nonna mentre pulisce la tavola con uno strofinaccio..

Caterina comincia a scrivere:

“Io al mattino arrivo sempre in ritardo per colpa del nostro orologio.

Quando sono ancora a letto è lentissimo. Anche a colazione.

Ma quando mi metto la giacca incomincia a correre.

D’un tratto ha fretta. Molta più fretta di me.

E improvvisamente è di nuovo tardi”.

Ma ecco che rosicchia la penna. Lo fa sempre quando non sa come procedere. “Dopotutto si tratta di un castigo. Non deve essere mica tanto lungo” pensa tra sé e sé e corre a farlo leggere alla nonna, sicura che le piacerà tantissimo, perché nonna Colomba è buona come una crespella!

M. Pressler, Caterina e tutto il resto, Piemme Junior

Una bugia dietro l’altra

Nel racconto viene presentata una simpatica disavventura vissuta da Mossy, un bambino che finisce facilmente nei guai anche per piccoli errori. In questa occasione, una semplice distrazione lo porta a inventare una bugia dopo l’altra, finché capisce che sarebbe stato meglio dire la verità fin dall’inizio.

Mossy nei guai

Qualsiasi cosa Mossy facesse, anche solo un piccolo errore, finiva per ritrovarsi in pasticci più grandi. Senza volerlo andava a cacciarsi in guai terribili, come quel giorno.

Scarpe spaiate

Stava correndo a scuola perché era in ritardo. Era quasi arrivato, quando si fermò un momento a riprendere fiato. Fu allora che, gettando un’occhiata ai suoi piedi, si accorse di avere due scarpe diverse: una nera, con la suola di cuoio, e una marrone, con la suola di gomma. Era troppo tardi per tornare a casa a cambiarle.

La bugia

Quando entrò in classe, Mossy cominciò a zoppicare e a mostrarsi dolorante. Lì per lì pensò che fosse una buona idea. – Cos’hai? – gli chiese Octavius. – Mi fa male un piede –spiegò Mossy – Ecco perché ho dovuto mettere questa scarpa spaiata, non avrei potuto infilarmi quella giusta. – Che sfortuna – commentò Octavius, senza il minimo interesse.

Miss Blackett e la bugia

Miss Blackett, invece, sembrò molto interessata, anzi, troppo interessata per i gusti di Mossy. – Ma cosa ti è capitato? – gli chiese. – Mi è rimasto il piede incastrato in una trappola per conigli nel parco – rispose Mossy, visto che era costretto a dire una bugia dietro l’altra, pensò fosse meglio inventare qualcosa di interessante. – Ultimamente te ne capitano di tutti i colori – commentò la maestra. Lui annuì e cercò di mostrarsi avvilito.

Un intervallo diverso

Durante l’intervallo, Miss Blackett lo costrinse a rimanere in classe a bere il suo latte e a far riposare il piede, mentre tutti i suoi compagni correvano e urlavano in cortile, spassandosela come sempre.

La decisione

Mossy decise allora che l’indomani il suo piede sarebbe guarito e che non si sarebbe mai più cacciato in un guaio simile.

E. Taylor, Mossy Trotter, Biancoenero Edizioni

ງ Leggi i titoli e scrivi una breve frase per ogni sequenza. Poi sul quaderno scrivi il riassunto unendo le frasi con i connettivi giusti.

IMPARARE A STUDIARE

Per riassumere un testo informativo è necessario:

ງ cogliere l’argomento generale;

ງ dividere il testo in sequenze informative;

ງ individuare le informazioni importanti di ogni sequenza.

Una scoperta interessante

ງ Sottolinea e scrivi le informazioni importanti di ogni sequenza informativa.

«Abbiamo scoperto che le formiche sono in grado di prevedere i terremoti». Queste sono le parole di uno scienziato tedesco, il dottor Gabriel Berberich, dell’Università di Duisburg, in Germania.

Il dottor Berberich ha lavorato alla sua ricerca per anni insieme con esperti geologi, cioè studiosi delle rocce terrestri, e sismologi, scienziati che si occupano dello studio dei terremoti. «Ancora oggi non esistono strumenti realmente affidabili in grado di predire con assoluta certezza se e quando si scatenerà un terremoto», spiega il dottor Berberich. «Eppure contare su un sistema di allarme potrebbe consentire l’evacuazione della popolazione che abita nelle zone a rischio e quindi la salvaguardia di molte vite umane. Così abbiamo pensato di osservare la natura, per verificare se ci sono esseri viventi che riescono ad avvertire il pericolo prima che esso si manifesti.

Ci sono voluti quattro anni di osservazioni. Abbiamo posizionato una serie di telecamere per osservare una colonia di oltre quindicimila formiche, disseminate in differenti formicai, lungo una zona in cui si verificano piccoli terremoti, qui in Germania. Alla fine abbiamo verificato che, nelle ventiquattro ore precedenti un terremoto, anche di debole intensità, le formiche si comportano in modo anomalo, che non si ripete in altre situazioni.

Normalmente durante il giorno le formiche escono per raccogliere il cibo, tuttavia la notte rientrano nel formicaio. Ebbene, nelle notti che hanno preceduto i terremoti le formiche non sono rientrate nel formicaio, ma sono rimaste all’aperto, mettendo a rischio la loro incolumità, perché di notte si aggirano animali predatori che si cibano proprio di formiche. Sono rientrate nel formicaio solo dopo il terremoto, quando la situazione si era normalizzata.

Il fenomeno si è ripetuto per ben dieci volte nell’arco di questi anni. Le stesse formiche hanno abbandonato il formicaio solo quando l’intensità dei terremoti ha superato la magnitudo 2.0 della scala Richter, cioè la più bassa intensità avvertibile anche dagli esseri umani. Sotto tale valore le formiche non hanno mai abbandonato il formicaio. Questo ci suggerisce che la loro evacuazione avviene solo sopra un limite di intensità minimo, e questo è interessante e sorprendente al tempo stesso».

«Le formiche», continua il dottor Berberich, «dispongono di una sorta di rilevatore di un gas chiamato biossido di carbonio. Riteniamo che tale gas si liberi dalle profondità della terra prima che il terremoto abbia luogo e che funzioni quindi da segnale di allarme nei confronti delle formiche. Inoltre esse sono sensibili anche alle variazioni del campo magnetico. E le tensioni tra le rocce che anticipano la scossa di terremoto possono provocare alterazioni di questo campo. La sensibilità delle formiche nei confronti dei terremoti potrebbe dipendere da uno o dall’altro fattore, o da entrambi.

Noi abbiamo concentrato i nostri studi sulla cosiddetta formica Rufa, che abita nei boschi: analizzare il suo comportamento è stato più semplice. Amplieremo il nostro studio osservando che cosa fanno le formiche che abitano nei luoghi in cui si scatenano terremoti più frequenti e soprattutto di intensità maggiore».

Tommaso Varotti, Settimanale Dipiù, Cairo Editore

Stelle cadenti

Le comete nel sistema solare

Ci sono diverse centinaia di comete che passano la maggior parte delle loro vite tra i pianeti del sistema solare interno. Queste comete lasciano dietro di loro numerose tracce di gas e polvere.

Le meteore e le stelle cadenti

Questi granelli di polvere, delle dimensioni di quelli di sabbia, sono noti come meteore. Quando si scontrano con l’aria rarefatta dell’atmosfera terrestre, le meteore si scaldano molto rapidamente e, bruciando, lasciano scie luminose brillanti nel cielo notturno. Nascono così quelle che chiamiamo “stelle cadenti”.

Quando si possono osservare le stelle cadenti

In una notte serena, osservando il cielo a lungo, è possibile vedere una stella cadente. In alcuni momenti dell’anno, quando la Terra attraversa la scia di una cometa, il loro numero aumenta fino ad arrivare a 100 in un’ora.

www.esa.int

ງ Leggi i titoli e scrivi una breve frase per ogni sequenza. Poi sul quaderno scrivi il riassunto unendo le frasi con i connettivi giusti.

L’Etna

ງ Completa i titoletti mancanti e usali come guida per scrivere il riassunto sul quaderno. Per ogni titoletto, scrivi una frase approfondita che spieghi meglio il contenuto.

Il più grande vulcano d’Europa

L’Etna è il più grande e attivo vulcano d’Europa. In altezza supera i 3300 metri e, per questo, sebbene si trovi nella calda Sicilia, d’inverno è coperto di neve. Ha un’ampiezza che supera i 35 chilometri e i suoi fianchi sono costellati da una miriade di coni di scorie che si sono formate durante le tante eruzioni antiche e recenti.

Ha quattro crateri principali e circa 250 piccoli crateri distribuiti sulle fiancate. Uno dei fianchi è crollato e ha aperto la Valle del Bove, larga circa 5 chilometri, che sbocca nel mare.

È nato circa 300.000 anni fa da un vulcano sottomarino. Le eruzioni più importanti sono state quella del 1669 con immense colate di lava che raggiunsero Catania, e quella durata 473 giorni, dal 14 dicembre 1991 al 30 marzo 1993. Più di recente l’Etna ha eruttato nel 2001 e nel 2002.

Deviazione della lava

All’inizio del 1992, per la prima volta nella storia, si è riusciti a deviare la lava in modo che evitasse di raggiungere la città di Zafferana che era sulla traiettoria della colata. Il 27 maggio 1992, dopo vari tentativi poco riusciti, il canale di lava è stato deviato in un canale artificiale. Un ambiente da esplorare

Esplorare l’Etna significa addentrarsi in un territorio unico e complesso. Ci sono moltissimi punti di attrazione sia dal punto di vista scientifico, che naturalistico, che spettacolare: i grandi crateri sulla cima che sembrano non avere fine, la Valle del Bove, i campi di lava, le colate dalle forme più strane, i tunnel di lava scavati nella roccia solidificata ai piedi del vulcano e le famose Gole dell’Alcantara in valle, dove scorre il torrente omonimo, freddo anche d’estate. da Internet

PROGETTARE E SCRIVERE TESTI

Scrivere bene è come costruire una casa: serve un buon progetto, attenzione nei dettagli e un po’ di tempo per controllare che tutto sia a posto! Un testo ben scritto è il risultato di tre importantissime fasi di lavoro:

PIANIFICAZIONE STESURA REVISIONE

PIANIFICAZIONE (prima di scrivere)

In questa fase annota le idee e pensa a cosa vuoi scrivere.

ງ Che tipo di testo?

ງ Chi sono i personaggi?

ງ Dove e quando succede la storia?

ງ Cosa voglio raccontare?

ງ Scrivi una scaletta e riordina le idee seguendo un filo logico.

STESURA (scrittura del testo)

Ora metti su carta le tue idee.

ງ Usa frasi complete, rispetta l’ordine delle idee e cerca di essere chiaro.

ງ Inizia con una introduzione o incipit.

ງ Poi sviluppa le idee inserite nella scaletta inserendo vari tipi di sequenze: narrative, descrittive, dialogiche, riflessive. Inserisci flashback, flashforward. Infine scrivi una conclusione.

ງ Ricorda: usa connettivi come poi, allora, infine, però, quindi… per legare bene le frasi.

REVISIONE (controllo del testo)

Rileggi il testo con attenzione e chiediti:

ງ Ho scritto tutto in modo chiaro?

ງ Ho usato la punteggiatura giusta?

ງ Ci sono errori di ortografia o di grammatica?

ງ Le frasi sono collegate bene tra loro?

RACCOGLIERE LE IDEE

ງ Pensa a una indimenticabile avventura vissuta nel bosco con la tua famiglia e completa lo schema scrivendo le tue idee, poi scegli e scrivi nella scaletta quelle che ti sembrano adatte per scrivere il testo.

L’ORDINE TEMPORALE • 1

Mio

fratello è un sonnambulo

ງ Numera le sequenze in ordine logico-temporale.

Lui è rimasto immobile e non ha dato segno di avermi sentita. A quel punto mi sono spaventata davvero. Sono scesa piano piano dal letto, mi sono avvicinata a mio fratello con il cuore che batteva forte, ma non ho osato sfiorarlo nemmeno con un dito. Avevo l’impressione che, se lo avessi toccato, sarebbe crollato a terra frantumandosi come una statua di gesso.

Allora in punta di piedi sono andata in camera dei miei. La mamma ha il sonno leggero, quindi si è svegliata subito e le ho raccontato tutto; insieme ci siamo precipitate in camera mia, ma Luca non c’era più. Ci siamo guardate intorno, poi siamo andate nella camera di Luca.

1

Erano le due. È stato il miagolio di Alice a svegliarmi. Ho aperto gli occhi, rimanendo immobile e ammutolita. Luca era sul bordo del mio letto, con gli occhi chiusi e le mani in grembo. – Luca! Che ci fai qui? Perché non sei nel tuo letto?

La porta era spalancata e, nella penombra, lo abbiamo visto seduto sulla sedia. Aveva gli occhi chiusi e le mani sulle ginocchia. In quel momento è arrivato anche papà. Ci siamo scambiati un’occhiata preoccupata. Poi mio padre ha preso cautamente Luca fra le braccia e lo ha adagiato sul letto, coprendolo con la coperta.

Nel frattempo si è svegliata anche Irene e tutti e quattro abbiamo tenuto una riunione improvvisata in cucina. Papà ha cercato di tranquillizzarci e ha detto che, secondo lui, si trattava di sonnambulismo.

Mia madre, però, scuoteva la testa ed era chiaro che non la faceva così semplice come papà.

A. Petrosino, Il diario segreto di Valentina, Piemme

L’ORDINE TEMPORALE • 2

ງ Completa il testo secondo la successione logico-temporale dei fatti.

Stamattina prima di partire eravamo un bel po’ agitati in classe.

Aspettavamo il pullman e finalmente è arrivato.

Ci siamo precipitati verso la porta

Dopo un po’ siamo arrivati al circo. C’erano tanti ragazzini della nostra età

All’improvviso un suono di tromba

Subito dopo un buffo mago con il cappello a punta e la barba lunga ha fatto la sua entrata facendo apparire

Poi il mago è andato via e sono arrivati

Quando siamo tornati in classe

LE PAROLE ADATTE

ງ Completa il testo con le parole adatte in modo che risulti coerente.

fatica • scarponi • letto • passeggiata • boschi • caposquadra • campeggio • strada • mattina

Al campeggio

Una sera, dopo cena, il direttore del campeggio ci ha radunati e ci ha detto: – Domani mattina ci alzeremo di buon’ora e faremo una splendida

a piedi, attraverso i .

Noi abbiamo gridato tutti: – Hip! Hip! Hurrà! – tre volte, e siamo andati a molto eccitati.

L’indomani , alle sei, il nostro caposquadra è venuto a svegliarci, e ha fatto molta

– Mettete gli e prendete un golf! – ci ha detto. – E non dimenticate il sacchettino per mettere la merenda.

Dopo una buona colazione, siamo passati davanti alla cucina per ricevere la merenda: un panino e un’arancia.

Poi, tutti in fila dietro il nostro , siamo usciti dal cantando. Noi cantavamo forte perché eravamo molto fieri.

Abbiamo percorso un tratto di e poi, finalmente, siamo arrivati nel bosco.

J. J. Sempé e R. Goscinny, Le vacanze di Nicola, Edizioni EL

ງ Continua il racconto in modo che sia coerente con quanto finora narrato.

I CONNETTIVI

Un caro ricordo

ງ Sottolinea il connettivo corretto.

Quando • Ma i miei compagni hanno mostrato i ricordi delle vacanze che avevano portato a • dalla scuola, io mi sono sentito un po’ imbarazzato perché nello zainetto avevo solo una pietra piatta di • con quelle che si trovano sulla spiaggia. Poi • Mentre mi sono fatto coraggio e ho pensato che anch’io avevo comunque una storia da raccontare. La storia è questa.

Appena • Perché sono arrivato al solito campeggio dove andiamo tutti gli anni, ho incontrato un bambino: Andrea. Andrea mi dice: – Sai che sono un campione di rimbalzino?

Io non sapevo che cosa fosse il rimbalzino e lui mi ha spiegato che è il gioco di far saltellare sull’acqua le pietre piatte. – Ma allora lo so fare anch’io! – ho detto. Così • Quando ci siamo messi sulla riva a • con tirare i sassi.

A un certo punto Andrea mi ha annunciato: – Guarda, questo sasso è perfetto per il rimbalzino! Solo che, per prepararsi bene al • del lancio, ha spostato la mano all’indietro così velocemente che il sasso gli è sfuggito ed è finito dritto dritto in un cespuglio dietro di noi!

Io ho subito detto: – Se fossi stato lì dietro di te, il sasso mi sarebbe finito dritto per • sulla testa! Allora abbiamo riso tantissimo e siamo andati a recuperare il sasso dal cespuglio. Poi però Andrea ha deciso di non tirarlo più in acqua. Perciò, come ricordo di quel giorno così speciale, il sasso me lo sono portato a casa.

G. Quarzo, S. Mignone, Luca e i suoi amici, Edizioni Piemme

ELIMINARE LE RIPETIZIONI • 1

ງ Leggi il testo con attenzione. Le parole ripetute troppe volte sono state sottolineate. Rileggi poi il testo corretto.

Al parco

Ieri pomeriggio siamo andati al parco. Il parco era pieno di bambini che giocavano. Nel parco c’erano altalene, scivoli colorati e tanto spazio per correre. Abbiamo corso sul prato del parco, ci siamo divertiti molto e alla fine eravamo stanchi.

A un certo punto abbiamo visto un cane. Il cane era marrone, il cane aveva le orecchie lunghe e il cane correva veloce. Il cane ci è venuto vicino e il cane ci ha leccato le mani.

Dopo un po’, abbiamo fatto merenda con pane e cioccolato. Poi siamo tornati a casa felici.

Testo corretto

Al parco

Ieri pomeriggio siamo andati al parco. Era pieno di bambini che giocavano. C’erano altalene, scivoli colorati e tanto spazio per correre. Abbiamo corso sul prato, ci siamo divertiti molto e alla fine eravamo stanchi.

A un certo punto abbiamo visto un cane marrone, aveva le orecchie lunghe e correva veloce. Ci è venuto vicino e ci ha leccato le mani.

Dopo un po’, abbiamo fatto merenda con pane e cioccolato. Poi siamo tornati a casa felici.

ງ Riscrivi le frasi ed elimina le ripetizioni sostituendo le parole evidenziate con un sinonimo.

ວ Mia sorella ha ricevuto un bel dono per il compleanno. Il dono le è piaciuto tantissimo.

ວ Abbiamo preparato una torta per la festa. La torta era soffice e piena di cioccolato.

ວ Mio zio fa il dottore all’ospedale. È un dottore molto bravo.

ELIMINARE LE RIPETIZIONI • 2

ງ Riscrivi le frasi ed elimina le ripetizioni sostituendo le parole con un pronome.

ວ Marco ha un libro interessante. Marco ha letto il libro in una giornata.

ວ Anna ha un cane molto affettuoso. Anna porta il cane al parco ogni giorno.

ວ La maestra ha una voce gentile. La maestra parla con voce calma.

ງ Riscrivi le frasi ed elimina le ripetizioni sostituendo le parole con un avverbio.

ວ Siamo andati al parco. Dal parco si vede la città.

ວ Sono andato al mercato, ma è stato faticoso camminare fino al mercato.

ວ Siamo saliti sulla montagna. Dalla montagna si vedeva tutto il lago.

ງ Riscrivi le frasi ed elimina le ripetizioni facendo tutti i cambiamenti che riterrai necessari.

ວ Marco è un ottimo collega, Marco lavora sempre con impegno e Marco aiuta tutti quando serve.

ວ Luca è un ragazzo molto gentile, Luca è sempre disponibile ad ascoltare e Luca ha un sorriso contagioso.

ວ Il film che abbiamo visto ieri è stato emozionante, il film aveva una trama coinvolgente e il film mi ha fatto riflettere molto.

LE VOCI VERBALI

ງ Leggi il racconto e cancella il tempo verbale che non è adatto.

Il velociraptor

Tim avanzò verso la porta della cucina e guardò oltre.

Nella buia sala da pranzo, vide • vede le verdi superfici rettangolari dei tavoli.

Fra questi un velociraptor si muoveva • muove agilmente, silenzioso come uno spettro, a eccezione dei sibili del suo respiro. Si dirigeva con sicurezza proprio verso la cucina.

Il suo corpo era alto circa due metri, di costituzione robustissima.

Lo si vedeva chiaramente sebbene le forti zampe e la coda fossero • fosse nascoste dai tavoli.

Tim scorgeva • scorgerà solo la parte superiore del torso muscoloso, le due zampe anteriori strette lungo il corpo, gli artigli ciondolanti.

Poteva vedere l’iridescente disegno chiazzato sulla schiena possente, le contrazioni nervose dei muscoli dei fianchi e le pieghe della pelle del corto, ma robusto, collo sotto la mascella.

Il velociraptor stava • starà all’erta; mentre avanzava guardava • guarda da una parte all’altra, muovendo la testa con bruschi movimenti da uccello e tenendo bassa la lunga coda dritta. Sembrava un gigantesco, silenzioso uccello da preda.

Tim si abbassò • abbassava completamente dietro il tavolo. Poteva sentire l’odore di rancido del grande rettile e il respiro sibilante. A un certo punto il velociraptor sbadigliò • sbadiglierà gettando all’indietro il lungo muso, mostrando file di denti affilati come rasoi. I grandi occhi penetranti roteavano nelle orbite ossute.

M. Crichton, Jurassic Park, Garzanti

OCCHIO AGLI ERRORI ORTOGRAFICI

ງ Nel testo sono presenti 12 errori ortografici. Sottolineali e riscrivi correttamente le parole nella colonna.

Era note e Robin attraversava la foresta cercando di evitare i rami basi. Bryce e Mud lo accompaniavano da Will per affrontare una prova inportante. Se l’avesse superata, sarebbe diventato parte del loro gruppo; altrimenti, sarebbe dovuto tornare da solo nella foresta. Arrivarono in una radura dove cera il ceppo di una grande quercia con una candella accesa sopra. Will lì aspettava con arco e faretra.

Will chiese a Robin se voleva unirsi a l’oro, e Robin annuì. Allora Will gli disse che doveva batterlo al tiro con l’arco. Bryce cerco di scoraggiarlo, ma Will era deciso.

Will tirò per primo, colpendo la candela e lasciando acceso lo stoppino sul ceppo. Tocca a Robin. Pensò a suo padre, un arciere esperto, e senza esitazione incoccò la freccia. Tese larco e scoccò il dardo, che centrò perfettamente lo stopino, spegnendo la fiammella. Tutti esplosero in urla di goia: Robin aveva superato la prova e vedeva davanti a sé un futuro nuovo e promettente.

In cuel momento capì di aver trovato finalmente un posto a cui appartenere. Sentiva crescere dentro di sé un coraggio mai provato prima, pronto ad affrontare qualsiasi sfida.

Il vento leggero muoveva le foglie, come a celebrare la sua vittoria nella quiete della foresta notturna.

E. Kedros, La leggenda di Robin, Mondadori

LA PUNTEGGIATURA • 1

ງ Leggi le coppie di frasi e indica con una X quella corretta.

Mentre la mamma cucinava, Anna svolgeva i compiti.

Mentre la mamma cucinava Anna, svolgeva i compiti.

Quando Laura ascolta la musica, è sempre distratta.

Quando Laura ascolta, la musica è sempre distratta.

Se piove domani, resteremo a casa.

Se piove, domani resteremo a casa.

Dopo che Marco è arrivato, la festa è cominciata.

Dopo che Marco, è arrivato la festa è cominciata.

Luca ha comprato le mele, le pere e le banane.

Luca ha comprato le mele le pere, e le banane.

Appena suonò la campanella, gli studenti uscirono in fretta.

Appena suonò, la campanella gli studenti uscirono in fretta.

ງ Metti la virgola e il punto al posto giusto. Attenzione, alcune frasi ne richiedono due.

ວ La pasta sta cuocendo Mara sistema i bicchieri sulla tovaglia.

ວ Nell’aula gli scolari leggono la maestra li ascolta.

ວ Maria e Giulia corrono a gambe levate Martina le guarda.

ວ Mentre Paolo gioca la nonna lavora a maglia.

ວ Nel cortile della scuola c’è molta confusione: alcuni scolari parlano altri si spingono altri ancora si rincorrono.

ວ Verrei con te ma la mamma mi aspetta a casa.

ວ Ieri mentre andavo a scuola sono scivolato.

ວ Mentre Elvira chiacchierava con Luisa Angelo le scarabocchiava il quaderno.

ວ Ieri durante la festa ho incontrato molti amici.

LA PUNTEGGIATURA • 2

ງ Inserisci i due punti (:), la virgola (,) e le lineette (—) nei punti giusti delle frasi, in modo che risultino corrette.

ວ Clara chiese alla mamma Mi compri un quaderno a quadretti ed una penna?

ວ L’insegnante chiese Chi di voi non ha risolto il problema?

ວ Il babbo urlò Si può avere un po’ di silenzio?

ວ Posso guardare la tivù? chiese Federica.

ວ È un bel libro esclamò Vittoria.

ວ Aspetta, mi metto l’impermeabile puntualizzò Gianni.

ວ Dove hai messo il dizionario? domandò la maestra a Sara.

ວ Marta disse alla sorella Dammi subito il mio astuccio!

ວ Giulia disse a voce bassa Non ho fatto i compiti.

ວ Hai visto il mio zaino? chiese Matteo al papà.

ວ È tardi sospirò Paolo Devo andare a casa.

ວ L’infermiera domandò Come ti senti oggi?

ງ Inserisci nel testo la punteggiatura.

Il bosco echeggiava di voci diverse Il rigogolo lanciava incessanti grida di gioia i piccioni tubavano senza tregua i merli fischiavano i fringuelli trillavano i pettirossi cinguettavano le cinciallegre pigolavano

In mezzo a quel coro si levava lo schiamazzo delle ghiandaie la risata ciarliera delle gazze e irrompeva lo stridio metallico dei fagiani

A un tratto su quelle voci dominava il grido squillante del picchio o quello acuto e lieto del falco

F. Salte

IL FLASHBACK • 1

L’autore può inserire nella storia fatti avvenuti in tempi passati rispetto a quelli che vengono narrati, utilizzando la tecnica narrativa del flashback.

ງ Inserisci nel testo un flashback.

Un ricordo divertente

Oggi piove e tira vento. Guardo i nuvoloni che non promettono nulla di buono. La mamma ogni tanto sbuffa, il nonno tamburella le dita sul tavolo e fischietta imitando il rumore che fa la pioggia sui vetri e intanto il nostro gatto sbadiglia e si allunga sul divano.

Guardo dalla finestra ed ecco la nostra dirimpettaia che tenta invano di attraversare la strada, è stata appena schizzata da un’auto in corsa; la signora sbraita e gocciola come una spugna imbevuta d’acqua e a me scappa da ridere.

Che scena! Non posso fare a meno di ricordare la pioggia che abbiamo preso l’estate scorsa in campeggio.

Per tre giorni di seguito non aveva fatto che diluviare…

Sento bussare alla porta: è la nostra dirimpettaia, la signora Maria con un diavolo per capello che ci racconta l’accaduto.

Ogni tanto si ferma, starnutisce e poi riprende a narrare e si agita tutta come se avesse preso la scossa.

IL FLASHBACK • 2

ງ Inserisci nel testo un flashback.

Un dolce ricordo

Era un pomeriggio freddo e noioso, il cielo era grigio e il vento fischiava tra i rami spogli degli alberi. Marco era a casa della nonna, seduto sul tappeto a fiori del salotto. Aveva appena finito una tazza di cioccolata calda quando decise di salire in soffitta, così prese la torcia perché la lampadina illuminava appena la stanza. Salì le scale. Spinse la porta a fatica, accese la torcia e si guardò intorno. In alto su uno scaffale c'era una scatola impolverata, con uno sforzo riuscì a prenderla.

Con le dita tremanti per l’emozione, Marco la aprì lentamente. Dentro, tra cartoline e bottoni, brillava un vecchio fischietto argentato, un po’ ammaccato ma ancora lucente. In quel momento si ricordò

Marco sorrise. Era passato tanto tempo, ma quel fischietto aveva conservato tutta la magia di quel giorno speciale. Lo ripose con cura nella scatola, chiuse la soffitta e tornò in salotto.

La nonna lo guardò e disse: – Hai trovato qualcosa di interessante?

Marco rispose con un sorriso silenzioso e con gli occhi pieni di ricordi.

In un testo narrativo il flashforward interrompe la sequenza cronologica dei fatti per anticipare eventi.

IL FLASHFORWARD • 1

Nico

Seguivo Nico a fatica. A parte gli alberi secolari, c’erano cespugli che lui scavalcava con un balzo.

A me non riusciva e dovevo fare lunghi giri per evitarli. Sudavo, benché laggiù fosse così fresco; mi affaticavo soprattutto per via dell’inesperienza.

Meno male che Nico scoprì un elce gigantesco dal tronco vuoto.

– Ecco! – mi gridò. – Aspetta sotto, tu.

S’infilò la scure nella cintura dei calzoni e si arrampicò come un gatto al tronco dell’elce. Arrivato alla forcella da dove cominciavano i rami, esitò come per studiare la situazione. Salì in alto e camminò in equilibrio lungo un grosso ramo orizzontale. Lo guardavo stupefatto e nello stesso tempo temevo che cadesse. Cosa avrei fatto se fosse caduto?! Ero teso. Anche se avessi gridato, nessuno mi avrebbe sentito. Non avrei potuto tornare indietro. Fra un’ora sarebbe scesa la notte. Sarei rimasto solo in un bosco buio. Nella notte sarebbero venuti fuori tutti gli animali feroci. Lupi, orsi, mostri. Ci sarebbe stato l’orco. Avrei vagato piangendo. Avrei scoperto una lucina e mi ci sarei diretto e vi avrei trovato la fata, o forse l’orco?

– Cerca di non cascare – dissi a Nico. – Chi casca! Chi vuoi che caschi?!

Saverio Strati

ງ Nel testo è evidenziato un flashforward, ovvero ciò che l’amico di Nico immagina che potrebbe accadere. Racconta una vicenda durante la quale immagini quello che potrebbe succedere. Segui la traccia:

Partecipi a una gita con i compagni di classe. Si attraversa un vecchio ponte di legno per raggiungere la sponda opposta del fiume. Immagina quello che potrebbe accadere (flashforward), prima di raggiungere l’altra sponda.

IL FLASHFORWARD • 2

ງ Inserisci nel testo tre flashforward aiutandoti con le domande.

Benvenuta Adelina

Fa freddo. Sono a letto con il febbrone. Fuori nevica e sono di cattivo umore.

Per fortuna c’è la nonna che ogni tanto mi fa qualche domanda e mi sorride.

In casa tutti sono felici perché mia zia, la sorella di mia madre, è in ospedale per dare alla luce Adelina. Tutti aspettano il lieto evento e si precipitano al telefono appena squilla.

Di certo Adelina avrà i capelli neri

ວ Come il protagonista immagina Adelina?

Poco dopo arriva la mamma sorridente e commossa – È nata! –esclama – ed è bionda e ha gli occhi azzurri come quelli di nonna Matilde. Sono rimasto senza parole.

L’indomani sono andato in ospedale con i miei genitori e i miei nonni per conoscere Adelina.

ວ Come il protagonista immagina che i genitori e i nonni reagiranno vedendo Adelina?

Una volta arrivati, mi sono impressionato quando ho visto Adelina piangere. La piccolina è diventata rossa come un’aragosta bollita e si agitava come se avesse un sacco di pulci addosso.

ວ Come il protagonista immagina che Adelina sarà da grande?

INCIPIT

L’inizio del racconto si chiama incipit ed è molto importante perché deve catturare l’attenzione di chi legge.

ງ Leggi i seguenti incipit, scegline uno e utilizzalo per scrivere la storia sul quaderno. Ricorda di scrivere il titolo.

Narrativo

Il treno partì esattamente alle 6:45, lasciando dietro di sé una scia di vapore e promesse non mantenute. Marta, con il biglietto ancora stretto tra le dita, osservava la banchina vuotarsi senza riuscire a muoversi.

Descrittivo

La stanza era immersa in una luce dorata, filtrata dalle tende leggere che danzavano al ritmo di un vento timido. I libri, ordinati con cura maniacale, riempivano le mensole fino al soffitto, mentre una tazza di tè dimenticata lasciava un alone sul tavolo di legno grezzo.

Dialogico

– Sei sicuro di volerlo fare?

– Non c’è più niente qui per me.

– Ma non è giusto partire così senza dire niente a nessuno. – È proprio per questo che devo andare.

Riflessivo

Ci sono momenti in cui il tempo sembra curvarsi su se stesso, come se volesse offrirti una seconda possibilità. Ma la verità è che il tempo non torna, non perdona e non dimentica. E, a volte, siamo noi a doverci perdonare.

Dialogico

– Benvenuti – ci ha accolto con un sorriso una signora molto gentile.

– Abbiamo voglia di conoscere gli animali della vostra fattoria – disse Adelina. – Adoro i cavalli e ne vorrei accarezzare uno – aggiunse.

– E tu quale vuoi vedere da vicino?

– I pulcini – dissi tutto d’un fiato.

Lei ci sorrise e ci fece cenno di seguirla lungo un vialetto bordato di fiori.

Misto narrativo-descrittivo-dialogico-riflessivo Il vento soffiava tra gli ulivi, portando con sé l’odore salmastro del mare. Luca si fermò sul ciglio della strada sterrata e guardò l’orizzonte.

– Non credevo che sarei tornato qui – mormorò tra sé.

Ogni pietra, ogni angolo di quel paese sembrava chiedergli perché. Ma era una domanda che nemmeno lui sapeva ancora come affrontare.

Descrittivo-narrativo

Nel piccolo villaggio di Rocciabella, nascosto tra montagne piene di misteri e alberi che sussurravano al vento, viveva un ragazzo di dieci anni di nome Leo.

A prima vista, sembrava un bambino come tanti: capelli spettinati, ginocchia sempre sbucciate e una curiosità più grande di lui. Ma quello che nessuno sapeva era che Leo aveva trovato una mappa.

NARRARE IN PRIMA E IN TERZA PERSONA

Avventura nel bosco

Domani finalmente Luca andrà con il nonno a fare una passeggiata nel bosco. Sarà una bella giornata e si divertirà molto. L’ultima volta ha scoperto dei piccoli ricci che camminavano in fila indiana e uno scoiattolino dal pelo fulvo che saltellava allegramente tra i rami di un albero.

ງ Trasforma il testo in prima persona.

Giochiamo alle mummie

– Vado a farle il bagnetto – mi ha detto la mamma con Olga in braccio.

Che fortuna, avevamo campo libero! – Giochiamo alle mummie? – ho detto a Caterina. – Ma come si fa?

Mi sono fiondato nel ripostiglio e ho preso due rotoli di carta igienica da una confezione gigante e...

Anna Sarfatti

ງ Trasforma il testo in terza persona.

DALLA PRIMA ALLA TERZA PERSONA

Prima persona �� Una giornata al mare

Quella domenica mattina mi sono svegliato con il sole che filtrava dalla finestra e un entusiasmo che non provavo da giorni. Finalmente saremmo andati al mare!

– Marco è tardi, sbrigati! – mi ripeteva con insistenza la mamma.

Ho preparato lo zaino in fretta: costume, asciugamano, crema solare e un libro.

Quando siamo arrivati, il profumo del mare e il rumore delle onde mi hanno subito fatto sorridere. Ho corso verso la riva e l’acqua fresca mi ha bagnato i piedi. Ho trascorso ore a nuotare, cercare conchiglie e costruire castelli di sabbia con mio fratello. A un certo punto abbiamo visto un piccolo granchio: l’ho osservato con curiosità finché non si è nascosto sotto un sasso.

La giornata è volata e, mentre tornavamo a casa, ero stanco ma felice. Avevo la pelle un po’ arrossata, i capelli pieni di sabbia e il cuore leggero.

Terza persona �� Una giornata al mare

ງ Continua il testo, il lavoro è già avviato.

Quella domenica mattina Marco si svegliò con il sole che filtrava dalla finestra e un entusiasmo che non provava da giorni. Finalmente sarebbero andati al mare!

– Marco, è tardi! Sbrigati! – continuava a ripetergli la mamma con insistenza. Lui preparò lo zaino in fretta: costume, asciugamano, crema solare e un libro.

NARRATORE E PUNTO DI VISTA

Uffa!

Non avevo nemmeno messo piede in casa, che già sentivo la sua voce.

— Allora Camilla, com’è andata a scuola? Hai preso qualche voto? E la verifica di storia? Ti sei ricordata di consegnare il modulo per la gita?

Uffa! Ancora col “terzo grado”. Ogni. Singolo. Giorno.

— Mamma, posso almeno togliermi lo zaino prima dell’interrogatorio? — ho sbuffato, lasciando cadere la cartella a terra.

— Dai, dai, racconta un po’! Io voglio sapere tutto. Poi appena finiamo di pranzare, vai subito a fare i compiti. Niente cellulare prima di aver finito tutto!

Perfetto. Nemmeno il tempo di respirare.

Mi sono seduta a tavola. "Perché non può lasciarmi un attimo in pace?" Pensavo dentro di me mentre ribollivo. Mi sembrava di non avere mai un momento per rilassarmi. Lo so che lo fa per il mio bene. Che ci tiene. Ma a volte, davvero, vorrei solo che mi accogliesse senza domande, e con un sorriso.

ງ Riscrivi il racconto in prima persona come se tu fossi la mamma di Camilla.

Lo faccio per lei

Appena ho sentito girare la chiave nella porta, ho lasciato quello che stavo facendo.

— Allora? Com’è andata a scuola? Hai preso qualche voto? E la verifica di storia? Ti sei ricordata di consegnare il modulo per la gita?

Lei è entrata sbuffando, come al solito, e ha lasciato cadere lo zaino per terra.

— Mamma, posso almeno togliermi lo zaino prima dell’interrogatorio?

Sì, l’ha proprio chiamato così: “interrogatorio”.

PIÙ FINALI PER UN RACCONTO

ງ Leggi il testo e scrivi due finali possibili per il racconto.

Non dimenticherò mai quel sabato pomeriggio. Il cielo era limpido, l’aria profumava d’erba appena tagliata e il mio cuore batteva all’impazzata. L’allenatore mi aveva finalmente messo in campo come titolare per la prima volta. Quando ha letto il mio nome a voce alta, ho sentito un brivido lungo la schiena. Ero emozionato e nervoso allo stesso tempo, ma dentro di me una vocina continuava a ripetere: «Ce la puoi fare, basta crederci». Appena la partita è iniziata, l’adrenalina ha preso il sopravvento. Le gambe correvano da sole, i miei occhi seguivano ogni movimento del pallone, la mente era lucida e attenta. Passaggi precisi, contrasti decisi, scatti veloci. Non volevo sbagliare nulla.

Ho controllato la palla, ho alzato la testa e ho tirato in porta con tutta la forza e la determinazione che avevo dentro… Gol!

Il pallone ha colpito la rete e per un attimo il mondo si è fermato. Ho alzato le braccia al cielo, sopraffatto dalla felicità, mentre i miei compagni mi correvano incontro gridando il mio nome. Il pubblico applaudiva, alcuni addirittura si alzavano in piedi. Il cuore mi batteva così forte che sembrava voler uscire dal petto, ma era un battito pieno di gioia e orgoglio. Alla fine abbiamo vinto segnando tre gol spettacolari. I miei genitori, sugli spalti, avevano gli occhi lucidi e il sorriso più bello del mondo. Quando li ho visti, ho capito quanto quel momento fosse importante anche per loro.

Finale 1

Quando sono rientrato a casa, ancora emozionato, ho trovato una sorpresa: papà aveva stampato una foto del mio gol e l’aveva incorniciata. Sotto c’era scritto: “Il primo di una lunga serie”. L’ho guardata a lungo, sorridendo. Quella cornice è ancora sulla mia scrivania, per ricordarmi che ogni piccolo passo può portare lontano.

Finale 2

Finale 3

TANTI TIPI DI SEQUENZE • 1 Una sorpresa nel parco

ງ Leggi il testo e arricchiscilo aiutandoti con le domande guida.

Sequenza descrittiva

Quel pomeriggio il parco era tranquillo. Le foglie degli alberi ondeggiavano leggere al vento e i raggi del sole filtravano tra i rami creando disegni dorati sull’erba. (Com’era l’aria? Quali suoni percepisce la protagonista? Cosa scopre in fondo al parco?)

Sequenza narrativa

Ero uscita di casa con il broncio. Avevo litigato con Mara, la mia migliore amica, per una sciocchezza e mi sentivo arrabbiata e triste: “Martina ti sei comportata male“ mi ripetevo. Avevo bisogno di stare da sola, così avevo preso la bici e avevo pedalato fino al parco. Stavo per sedermi sulla solita panchina quando notai qualcosa sotto un albero: era un quaderno, con la copertina rossa e il bordo un po’ stropicciato. (Cosa ha fatto la protagonista? Cosa conteneva il quaderno? Che cosa è successo all’improvviso?)

Sequenza riflessiva

Iniziai a leggere le prime pagine del quaderno e capii che a volte basta un piccolo gesto per cambiare il modo in cui ci sentiamo. Il litigio con Mara mi aveva fatto sentire sola e arrabbiata. (Quali sono i pensieri Martina?)

Sequenza dialogica

All’improvviso sentii dei passi dietro di me. Mi voltai e vidi Mara che si avvicinava con un sorriso timido.

— Ciao… ho visto il quaderno per terra, e stavo per prenderlo — disse piano.

— Sì, l’ho trovato io — risposi, un po’ imbarazzata. — Sai, stavo pensando che forse il nostro litigio è stato sciocco. Mi dispiace. Lei annuì, gli occhi brillanti. (Cosa ha risposto Mara alla sua compagna? E Martina cosa le ha detto?)

Sequenza narrativa

Decidemmo di restare ancora un po’ nel parco, insieme.

Portammo il quaderno alla panchina e iniziammo a scrivere e disegnare le nostre emozioni. (Cosa scrivono sul quaderno le due compagne?)

Sequenza descrittiva

Il sole scendeva piano e il parco sembrava più vivo, pieno di colori e di speranze. (Come appare il parco? Quali scoperte fanno le due compagne?) Descrivile.

TANTI TIPI DI SEQUENZE • 2

Titolo:

ງ Completa il testo scrivendone il titolo e arricchendolo con sequenze di vario tipo.

La mamma prese al volo la proposta del babbo, cioè di trascorrere il fine settimana nella casetta in montagna.

La vidi sfrecciare come un razzo sotto i miei occhi, entrare nel ripostiglio e dopo un po’ uscire con due valigie.

– Paolino, sistema i tuoi vestiti nella valigia più piccola, perché partiamo subito.

Descrivi lo stato d’animo di Paolino.

Anche Luna, la sua cagnolina, iniziò a saltare felice e a scodinzolare come una piccola trottola.

– Esploreremo i sentieri e magari vedremo qualche animale selvatico – dissi, e Luna iniziò a girare in cerchio dalla gioia.

Salutai le mie piante sul balcone e raggiunsi il papà in macchina. Poco dopo arrivò anche la mamma. Il papà la guardò: sembrava davvero radiosa.

Descrivi l’abbigliamento della mamma.

– Ti ricordo che dobbiamo andare al lago – precisò il babbo. La mamma guardò le sue scarpe eleganti e scoppiò a ridere.

Immagina e completa il dialogo.

Ci allontanammo dalla città a tutto gas: – Ancora poche ore e staremo nella nostra graziosa casetta – esclamò il babbo.

La mamma mi domandò:

Il babbo intervenne:

Allora io risposi:

Descrivi lo stato d’animo della mamma, del papà e di Paolino.

All’improvviso il cielo diventò scuro e incominciò a piovere forte, sempre più forte.

– Ci conviene fermarci in quell’albergo e, se necessario, trascorrervi anche la notte. Sai che ho paura dei tuoni – disse la mamma.

Il babbo

Io diventai

Non eravamo gli unici ad aver paura dei temporali; Luna, all’improvviso, scomparve tra le mie braccia.

Un signore molto gentile ci diede le chiavi delle stanze.

La camera era spaziosa con una grande finestra che si affacciava sul lago.

Descrivi il lago agitato.

Il lago era increspato da onde mosse dal vento, con spruzzi bianchi che si infrangevano sulle sponde.

Ad un tratto sentii le voci della mamma e del babbo: – Vieni, andiamo a cenare.

Li raggiunsi nella sala.

– Domani sarà bel tempo! – esclamò il babbo con l’espressione stanca ma fiduciosa.

LE IMMAGINI RACCONTANO STORIE • 1

Spunti narrativi

ວ Chi ha percorso quei sentieri?

ວ Perché i corvi volano via?

ວ Chi sta arrivando?

ວ Che cosa potrebbe accadere?

Vincent Van Gogh, Campo di grano con corvi

LE IMMAGINI RACCONTANO STORIE • 2

Spunti narrativi

ວ Come ti sembra il giardino?

ວ Come si comportano i personaggi?

ວ Quale rapporto pensi ci sia tra di loro?

ວ Cosa pensi che stia succedendo in quel momento?

Claude Monet, Il giardino a Vétheuil

IL RACCONTO DI AVVENTURA

Il racconto di avventura narra situazioni piene di pericoli, con imprevisti e colpi di scena.

ງ Scrivi la parte iniziale e finale del testo e il titolo della storia.

Titolo:

Chi sono i protagonisti? Dove si trovano? Come comincia l’avventura?

All’improvviso, dietro un cespuglio, comparve una figura incappucciata.

I due amici si bloccarono. Il più coraggioso dei due fece un passo avanti e chiese: – Chi sei?

La figura non rispose. Estrasse una piccola bussola dalla tasca e la lasciò cadere a terra. Poi sparì nel nulla, come se fosse fatta di nebbia.

Raccolsero la bussola e si accorsero che l’ago non indicava il nord, ma girava in tondo senza fermarsi.

Quando uno dei due toccò il vetro, un rumore di pietre smosse fece vibrare il terreno. Davanti a loro, la parete rocciosa cominciò ad aprirsi lentamente: una porta segreta conduceva all’interno della montagna. Si guardarono senza dire una parola.

La bussola si illuminò di una luce verde.

– Dobbiamo entrare – sussurrò uno dei due.

Dentro era buio, ma lungo le pareti brillavano strani simboli. Le torce si accesero da sole al loro passaggio. A un tratto, un ruggito profondo fece tremare il pavimento.

NELLE SABBIE MOBILI

ງ Scrivi un racconto di avventura, aiutandoti con le domande. Narra in terza persona.

ວ Dove si svolge l’avventura?

ວ Chi è il/la protagonista della storia?

ວ Cosa stanno facendo i personaggi?

ວ Quando il/la protagonista si accorge del pericolo?

ວ Cosa prova quando si rende conto di essere finito/a nelle sabbie mobili?

ວ C'è qualcuno che aiuta il/la protagonista?

ວ Chi?

ວ Come riescono a salvarsi?

ວ Cosa succede subito dopo il salvataggio?

ວ Come finisce la storia?

IL RACCONTO DI PAURA • 1

Il racconto di paura ha lo scopo di spaventare, sorprendere o creare suspense nel lettore, coinvolgendolo con situazioni misteriose e inquietanti.

ງ Scrivi il titolo della storia, la parte centrale e la parte finale del testo.

Titolo:

Era una sera come tante. Luca era da solo in casa, mentre fuori la pioggia batteva forte contro i vetri.

Aveva appena spento la TV quando sentì un rumore secco venire da sotto il pavimento.

Si fermò. Poi lo sentì di nuovo: toc… toc… toc… lento, regolare. Non c’erano tubi lì sotto. Nessuno scantinato.

Luca afferrò la torcia e si avvicinò al punto da cui sembrava provenire il rumore.

Il legno era freddo. Poi, all’improvviso, un colpo più forte fece tremare la lampada sul tavolo.

Quando tutto fu finito, Luca si ritrovò seduto sul divano, tremante. Il rumore era scomparso. La casa era tornata silenziosa.

Sentì la serratura girare. Una voce familiare lo chiamò: – Luca? Sono a casa!

Era la mamma. Corse ad abbracciarla senza dire una parola.

Lei lo guardò preoccupata.

E una voce sottile sussurrò: – Non è ancora finita…

ວ Secondo te cosa accadrà dopo? Chi avrà sussurrato quella frase?

IL RACCONTO DI PAURA • 2

ງ Scrivi un racconto di paura, seguendo la traccia. Narra in prima persona.

Titolo:

ວ Quando è avvenuto il fatto?

ວ Dove è successo?

ວ Perché ti trovavi in quel luogo?

ວ Com’era?

ວ Con chi eri?

ວ Cosa è successo?

ວ Come hai reagito?

ວ Cosa hanno fatto gli altri?

ວ Chi è arrivato all’improvviso?

ວ Cosa è successo poi?

ວ Quali sono state le conseguenze?

ວ Cosa hai provato?

ວ Come si è conclusa la vicenda?

IL RACCONTO UMORISTICO

Il racconto umoristico è un racconto narrativo che ha lo scopo di divertire, far ridere.

ງ Leggi la storia e scrivi il titolo.

Titolo:

Il signor Veneranda chiese al farmacista una scatola di pastiglie per la tosse.

– Che pastiglie vuole? – chiese il farmacista.

– Faccia lei, basta che mi facciano venire la tosse.

– Che le facciano venire la tosse? – balbettò il farmacista, che credeva di non aver capito bene.

– Certo – disse il signor Veneranda – io non ho la tosse.

– Ma io credevo che lei volesse delle pastiglie per far passare la tosse.

– Quelle le ho già – disse il signor Veneranda. – Ma capirà anche lei che, se non ho la tosse, non mi fanno passare niente. Perché le pastiglie contro la tosse mi facciano bene, bisogna che io abbia la tosse, non le pare?

Carlo Manzoni, Il signor Veneranda, Rizzoli

ງ Continua tu il dialogo tra il signor Veneranda e il farmacista. Prova a immaginare un finale divertente o sorprendente.

Il signor Pignolo al parco

ງ Completa il racconto umoristico aiutandoti con le domande.

Il signor Pignolo era un uomo estremamente ordinato: ogni cosa nella sua vita doveva essere perfetta. Ogni domenica, alla stessa ora, si recava al parco con la sua panchina preferita già prenotata… almeno mentalmente.

Indossava il cappello piegato al punto giusto, portava con sé uno spray color arancione per marcare il bordo esatto dell’ombra della panchina, e un metro da sarto per controllare se le foglie cadevano nel punto sbagliato.

Quella mattina il sole era alto, il cielo terso, e tutto sembrava andare secondo i suoi piani.

Ma mentre si preparava a misurare l'ombra degli alberi, qualcosa iniziò a disturbarlo...

ວ Chi o cosa disturba la sua “perfetta” giornata al parco?

ວ Cosa succede quando cerca di misurare le ombre del parco?

ວ Che reazione hanno le altre persone nel parco?

ວ Quale episodio divertente succede all’improvviso?

ວ Come finisce la giornata del signor Pignolo?

IL RACCONTO GIALLO

Il racconto giallo narra furti, rapimenti che si risolvono attraverso le indagini.

Il furto del diamante

Il museo di Borgo Fiorito ospita un evento eccezionale: il professore Rubino è riuscito a organizzare una grandiosa esposizione di pietre preziose e tra le gemme si trova il diamante più prezioso del mondo!

Il giorno seguente, però, il direttore del museo fa una terribile scoperta: il diamante è scomparso! L’ispettore Fiuto viene chiamato e dice: – Vediamo un po’ chi c’era alla festa. Sono tutte persone famose! C’è persino Carlo Ratto, il noto uomo d’affari. Ma dov’è la sua socia Irma Gossip? – si domanda stupito. – Non la vedo...

Carlo e Irma sono proprietari di una fabbrica. Si mormora che siano coinvolti in un giro di loschi affari. Finora però non sono mai stati presi con le mani nel sacco.

– E se avessero a che fare con la scomparsa del diamante? – si chiede l’ispettore.

– Hai ragione! Qui sotto c’è qualcosa. Ecco la prova! – esclama Meg Cetriolo, la sua collaboratrice, guardando la fotografia scattata alla festa. – Qui, a destra, si vede la gamba di una donna che sporge da dietro la tenda. Sono sicura che si tratta di Irma! Dev’essere rimasta nascosta lì dietro fino al termine della festa per rubare indisturbata il diamante durante la notte.

I due investigatori si precipitano al museo per mettere al corrente il direttore dei loro sospetti.

J. Obrist, L’ispettore Fiuto e il diamante rubato, Piemme Junior ງ Rispondi alle domande.

ວ Dove si svolge il racconto?

ວ Chi è il protagonista che indaga sul furto?

ວ Che cosa è stato rubato?

ວ Chi sono i principali sospettati?

ວ Qual è l’indizio che fa sospettare di Irma Gossip?

ວ Dove si trovava Irma durante la festa, secondo la foto?

ວ Perché Irma avrebbe dovuto nascondersi dietro la tenda?

Diventa detective

ງ Scegli un mistero da risolvere fra quelli proposti, poi scrivi un racconto giallo.

ວ Il furto del quadro

ວ La scomparsa di Cocò, il pappagallo parlante

ວ La sparizione del diamante rosa

Situazione di partenza

Mistero da risolvere

Indagini effettuate

Soluzione del caso

IL RACCONTO STORICO

Il racconto storico narra vicende storiche reali oppure inventate, ambientate in un preciso periodo storico. Per scrivere un racconto storico devi conoscere bene:

ງ i personaggi che sono vissuti in quell’epoca;

ງ i principali fatti storici accaduti nel periodo;

ງ quali oggetti, abbigliamento, monete erano in uso a quel tempo.

ງ Aiutati con le domande per scrivere il tuo racconto storico.

Prima, realizza una scaletta per mettere in ordine le idee e costruire bene la storia.

Quando succedono i fatti?

ວ In che periodo della storia si svolge la vicenda?

Chi sono gli altri personaggi?

ວ Ha amici?

ວ Ha fratelli o sorelle?

ວ Ha dei nemici?

ວ Ha un compagno fidato?

Dove si svolge la storia?

ວ In che luogo si trova?

ວ Nell’antica Roma? In un castello medievale?

Chi è il/la protagonista della tua storia?

ວ È un personaggio famoso o inventato?

ວ Quanti anni ha?

ວ È un re, una regina, un soldato, un contadino?

Qual è l’avventura o il problema da affrontare?

ວ Deve scappare da un pericolo?

ວ Deve trovare qualcosa di importante?

ວ Deve compiere una missione?

Cosa fa il/la protagonista?

ວ Come reagisce?

ວ Ha paura o è coraggioso?

ວ Trova una soluzione?

ວ Chiede aiuto?

Come finisce la storia?

ວ Il problema si risolve?

ວ Il/la protagonista cambia?

ວ Torna a casa?

ວ Impara qualcosa?

Titolo:

IL RACCONTO DI FANTASCIENZA

Il racconto di fantascienza è un testo narrativo fantastico basato su elementi scientifici. Ha lo scopo di catturare i lettori con colpi di scena, pericoli e mistero.

Misteriosi fenomeni al campo scuola

ງ Completa il racconto aiutandoti con le domande.

La notte era serena e Max osservava affascinato il cielo stellato. Usò il cellulare per collegarsi a un sito con la mappa del cielo: vide la Via Lattea, la galassia di Andromeda, la stella Polare e il pianeta Giove.

Improvvisamente, dal monte Cornoviglio apparve un lampo, poi un disco luminoso scese lentamente e scomparve. Max filmò tutto con il cellulare: non era un meteorite! Era convinto di aver visto una navicella spaziale atterrare in una base segreta nella montagna.

Decise di tornare al campo scuola. Nei giorni successivi era prevista un’escursione proprio lì: avrebbe cercato indizi. Arrivato al campo, provò a rientrare dal dormitorio, ma la finestra era stata chiusa dall’interno. Rimase fuori, al freddo, senza sapere cosa fare.

Marco Mantengoli, Avventura nello spazio, Tredieci

Cosa prova Max quando vede il disco luminoso?

Descrivi le sue emozioni in quel momento: paura, stupore, curiosità?

Cosa vede Max riguardando il video sul cellulare?

C’è qualche dettaglio strano che non aveva notato prima? Che cosa pensa?

Cosa succede durante l’escursione sul monte Cornoviglio?

Max trova davvero qualche indizio? Che cosa scopre?

Chi potrebbe essere sceso dalla navicella?

Immagina l’incontro con una creatura misteriosa e racconta.

Come finisce l’avventura di Max?

Riesce a raccontare tutto? Viene creduto? O decide di tenere il segreto?

IL RACCONTO FANTASY

Il racconto fantasy è una storia di fantasia che narra avventure incredibili.

Il suo obiettivo è quello di far immergere chi legge in un mondo pieno di magia e meraviglia.

Le avventure di Bilbo Baggins

L’hobbit Bilbo Baggins, per opera del potente stregone Gandalf, vive una lunga avventura con la compagnia dei nani: si confronterà con orchi, elfi, giganti di pietra e molti altri personaggi.

ງ Immagina di essere Bilbo Baggins, leggi le domande e sviluppa il tuo racconto.

ວ Come sei riuscito a scappare dagli orchi?

ວ Hai combattuto o sei scappato in silenzio?

ວ Che cosa hai provato durante la fuga?

ວ Chi hai incontrato nel buio della caverna?

ວ Quale strano gioco hai fatto con questa creatura?

ວ Che oggetto importante hai trovato in quel momento?

ວ Dove hai incontrato gli elfi?

ວ Come ti hanno accolto?

ວ Ti hanno aiutato o messo in difficoltà?

ວ Cosa hai imparato da loro?

ວ Dove hai visto i giganti di pietra?

ວ Come ti sei sentito quando li hai incontrati?

ວ Cosa è successo?

ວ Come si è conclusa la vicenda?

Dopo tutte quelle incredibili avventure, ho scoperto che dentro di me c'è coraggio, anche quando ho paura.

Ho capito che ognuno di noi può compiere grandi imprese, se solo ha fiducia in se stesso.

Ora so che ogni passo fuori dalla mia tana può essere l'inizio di qualcosa di straordinario.

IL TESTO DESCRITTIVO

Il testo descrittivo fotografa la realtà attraverso l’uso dei dati sensoriali: visivi, uditivi, olfattivi, tattili e gustativi. Lo scopo è quello di arricchire la narrazione con particolari e aiutare chi legge a immaginare ciò di cui si parla. Si possono descrivere persone, emozioni, animali, luoghi.

I DATI SENSORIALI

ງ Sottolinea nei testi i dati sensoriali e continua le descrizioni.

Su in collina

Il sentiero serpeggiava su, rinforzato dai muriccioli.

Dati visivi: colore

Ecco la striscia coltivata a ceci, pallidi, ecco le cipolline tremule come margheritine gialle, ecco i cavoli solcati dai bruchi verdi luminosi. Nugoli di farfalle bianche e giallognole...

Grazia Deledda

Povere

foglie!

Dati visivi: movimento

Fischia il vento fine. Gli alberi sono da tempo tutti nudi. Le ultime foglie in giro secche e metalliche, roteano sul lastrico asciutto fragorosamente, in mulinelli ambulanti che finiscono sempre tra i piedi. Queste povere foglie si arruffano, si riordinano, si inseguono...

Giuseppe Baroni

I rumori, i suoni

Quella notte, mentre Arietta se ne stava immobile nel suo lettino, Casilia e Pod continuarono a parlare per ore e ore.

Parlarono nel soggiorno, parlarono in cucina e, più tardi, molto più tardi, Arietta li sentì parlare in camera da letto. Sentì aprire e chiudere i cassetti, sentì delle porte che scricchiolavano...

Mary Norton

Odori di casa

Dati olfattivi

Gli zii e le cugine arrivando dicevano per prima cosa: – L’odore della vostra casa! Un odore speciale, di fresco, di buono. Per me c’erano odori precisi. Nella camera della mamma un’ampollina dal lungo collo sprigionava odore di viole “vere”. Un altro odore buono era quello della scatola dei dolci...

Lalla Romano

La cenetta

Dati gustativi

Si mise a sedere sul bordo del letto e mangiò. Tagliava di traverso i piccoli corpi delle sardine, ne infilzava una metà, la disponeva su un pezzo di pane e si infilava il boccone in bocca. Mentre masticava, il pesce tenero, imbevuto nell’olio, si amalgamava con l’ispido pane in una massa dal sapore squisito.

Poi mangiò il formaggio di capra con la pera. La pera era...

Patrick Süskind

ວ Com’è Giorgio?

ວ Come si veste?

ວ Che carattere ha?

Giorgio

Jeans e maglietta a righe bianche e blu, scarpe da tennis con i lacci perennemente slacciati, berretto con la visiera all’indietro e riccioli rossi che ne escono da tutti i lati: ecco Giorgio. In mezzo ai riccioli due occhi verdi ti guardano con serietà, ma la bocca si apre subito in un sorriso amichevole.

Giorgio ha nove anni. Tiene molto agli amici, spesso li incontri che scorrazzano in giro in bicicletta.

A scuola è piuttosto irrequieto. Pieno di fantasia e ricco di iniziativa, non riesce a seguire una lezione o un’attività senza interromperla decine di volte con domande, proposte, obiezioni e suggerimenti per svolgerla in modo diverso.

I compagni a volte l’ascoltano interessati o divertiti, altre volte gli dicono semplicemente di smetterla e di darsi da fare senza troppe storie.

È vivace e simpatico, generoso con tutti: appena può dare o prestare qualcosa, lo fa proprio volentieri, e i compagni lo ricambiano e gli vogliono bene.

Robba, Sette sogni sul cuscino, La Mongolfiera

ງ Riscrivi la descrizione modificando l’aspetto fisico, l’abbigliamento e il carattere di Giorgio.

ງ Descrivi una persona che conosci bene seguendo la stessa struttura del testo.

Una ragazza timida e delicata

Le sue guance erano piene e rotonde. E le sue labbra, un poco screpolate dal freddo, somigliavano a dei fruttini rossi rosicchiati dagli scoiattoli.

La sua pelle era chiara, pura e liscia, quasi che perfino la tela, con cui s’asciugava il viso, fosse stata attenta a non sciuparla.

Le sue tempie erano d’una bianchezza quasi trasparente e nell’incavo delle sue orbite, sotto l’occhio, la sua pelle bianca e liscia somigliava a certi petali delicati, che aperti non durano nemmeno un giorno.

La grande capigliatura nera, tutta di riccioli e boccoli naturali, le scendeva scompigliata intorno al viso, fino alle spalle.

Parevano cresciuti a capriccio, secondo la fantasia. Per me, che non li avevo mai veduti prima, era un divertimento osservare tutti quei riccetti e boccoli; ma per lei, avvezza a portarli fino da piccola, essi non dovevano avere niente di straordinario.

Se ne avvolgeva uno attorno a un dito, per nascondere il suo imbarazzo; e poco dopo, vergognandosi d’esser tanto scapigliata, li scansava, con la mano, d’intorno alla faccia.

Allora, apparivano scoperti i suoi orecchi, minuti, ben fatti, che si distinguevano, con la loro tinta rosa, dalla bianchezza del viso e del collo. Aveva i lobi forati e vi portava infilati due cerchietti d’oro.

Riduz. e adatt. da Elsa Morante, L’isola di Arturo, A. Mondadori

ງ Sottolinea nel testo con colori diversi le parole che descrivono il viso della ragazza e le similitudini.

ງ Segna con una X.

ວ Il testo trasmette un senso di tenerezza nei confronti della ragazza?

Sì No

ວ Che carattere ha la ragazza?

Timida Estroversa

Sicura di sé

Un ragazzo

Era magrissimo e pallidissimo. Sopra la fronte, incredibilmente alta, si drizzava una massa di capelli neri, ribelli alla spazzola e al pettine.

Sulle guance scavate risaltava il naso aquilino mentre la bocca sottile e piccola rivelava una dentatura perfetta. Bellissimi erano gli occhi: avevano il colore delle viole.

ງ Completa il testo descrivendo il carattere del ragazzo.

ວ È timido o sicuro di sé?

ວ Ama stare con gli altri o preferisce stare solo?

ວ È gentile, curioso, silenzioso, sognatore, coraggioso?

ວ Ha qualche paura? Si arrabbia facilmente?

ວ Come si comporta quando qualcuno ha bisogno di aiuto?

Mario

A volte, quando era un po’ affaticato, gli veniva una parlantina rapida, nervosa, balbettante, come infrenabile, e non si riusciva a farlo stare zitto... Natalia Ginzburg

ງ Descrivi le sue abitudini e il suo carattere:

ວ Com’è Mario quando è felice o nervoso?

ວ Cosa fa ogni giorno? Ha delle manie o gesti ripetuti?

ວ Come si comporta con gli altri?

ວ Parla molto? È timido o espansivo?

ວ Come reagisce quando qualcosa non va come vuole?

Un anziano signore

Bello nella persona, altissimo e dritto, agile ancora, con la barba bianca, gli occhi azzurri e puri, pareva scappato dall’illustrazione dell’Antico Testamento, attraverso le romantiche avventure del proprio secolo.

A. Palazzeschi

ງ Riscrivi la descrizione dell’anziano signore trasformandolo in un uomo molto vecchio e trasandato.

ວ Com’è il suo viso?

ວ Come sono i suoi vestiti?

ວ Cammina dritto o curvo?

ວ Cosa fa ogni giorno?

ວ Com’è con le persone?

ວ È simpatico, triste, scontroso o gentile?

Un tipo particolare

Aveva le orecchie a sventola, sporgenti, e i capelli corti che facevano rassomigliare la sua testa tonda a un pollo giovane che non abbia ancora messo le penne.

A. Moravia

ງ Completa la descrizione.

ງ Completa i testi.

LE MIE EMOZIONI

LA PAURA Nel buio della mia stanza

Ieri sera, quando le luci si sono spente, la mia stanza mi è sembrata diversa.

Le ombre si muovevano sui muri e ogni rumore sembrava più forte del solito.

Avevo il cuore che batteva veloce e...

ວ Cosa ti ha fatto più paura in quel momento?

ວ Cosa hai pensato o immaginato?

ວ Come si sentiva il tuo corpo (mani, cuore, respiro)?

ວ Cosa hai fatto per calmarti o sentirti meglio?

ວ C’era qualcuno con te o eri solo/a?

L'ALLEGRIA

Un giorno speciale

Era una giornata piena di sole e già dalla mattina sapevo che sarebbe successo qualcosa di bello. Quando ho visto arrivare i miei amici con un grande sorriso, ho iniziato a saltare dalla felicità e...

ວ Perché quella giornata era speciale?

ວ Cosa ti ha fatto sentire così felice?

ວ Con chi eri? Cosa avete fatto insieme?

ວ Che sensazioni hai provato (nel cuore, nella testa, nel corpo)?

ວ Come hai mostrato la tua allegria?

LA TRISTEZZA Quel giorno ho pianto

Stavo giocando tranquillo, quando all’improvviso ho ricevuto una notizia che non avrei mai voluto sentire. Mi sono sentito vuoto dentro e gli occhi si sono riempiti di lacrime.

Tutto sembrava più grigio e...

ວ Cosa è successo per farti sentire triste?

ວ Cosa hai pensato in quel momento?

ວ Hai parlato con qualcuno del tuo dolore?

ວ Come hai reagito? Hai pianto? Ti sei isolato/a?

ວ Cosa ti ha aiutato a sentirti un po’ meglio?

LA RABBIA Non è giusto!

Quando ho visto che qualcuno aveva preso le mie cose senza chiedere, mi sono sentito esplodere dentro. Le mani strette a pugno, il viso caldo, e un solo pensiero in testa: non è giusto! Allora...

ວ Perché ti sei arrabbiato/a?

ວ Come hai reagito? Hai urlato, parlato, taciuto?

ວ Come si è sentito il tuo corpo (viso, stomaco, mani)?

ວ Hai detto qualcosa? Qualcuno ti ha aiutato a calmarti?

ວ Cosa avresti voluto succedesse invece?

Il mio gattino Frizzy

È tutto grigio, ma con le zampe bianche, così che pare porti delle candide babbucce ai piedi.

Anche la sua coda è spruzzata di bianco.

È un cucciolo piccolo e tenero, ma i suoi occhi azzurri sono vispi e astuti come quelli di un gatto grande.

Nel suo pelo, morbido e lucente, affondo spesso le mie mani per fargli il solletico e Frizzy ci sta. È proprio un giocherellone!

È anche un equilibrista! Cammina su barre di ferro con grande disinvoltura e agilità.

Si arrampica sugli ulivi con un balzo, poi eccolo di nuovo a terra più pimpante di prima.

È sempre così frizzante che l’ho chiamato Frizzy. Non è timido, ma deciso e audace.

Non ha timori: se ha fame e non c’è nessuno di noi in circolazione, va a grattare le porte del vicino in cerca di cibo. Scrivere bene scrivere meglio, Nicola Milano

ງ Sottolinea nel testo, con colori diversi, le informazioni che servono a completare lo schema e trascrivile.

Nome

Aspetto fisico Colore

Zampe Coda Occhi

Pelo

Carattere

Comportamento (che cosa fa)

La cucciolata

Era una piccola casa diroccata quella in cui aveva trovato rifugio Lara, la cagnetta amica dei ragazzi.

Fu Gigino a scoprire l’animale e lo indicò subito agli altri soffocando a stento un piccolo grido di meraviglia e di piacere.

Erano nati. Sei cuccioli, muovendo zampe e pelo, si arrampicavano sul pancione di Lara, distesa su un morbido letto di paglia.

Lei guardava i ragazzi con un’espressione fiduciosa ma attenta, confidente ma vigile. Intanto continuava a leccare affettuosamente i cuccioli per tranquillizzarli.

I ragazzi stavano immobili, sospesi tra la voglia di avvicinarsi e il timore di impaurire la cucciolata e allarmare Lara.

– Ce n’è uno tutto nero come il carbone che si muove più di tutti – disse uno dei ragazzi.

– Non avere paura, Carbone, non diremo a nessuno che siete qui.

Carbone sembrava gradire il suo nome, continuava ad agitarsi e a scodinzolare.

Si lasciava accarezzare.

Carraro, Gallisay, Vretenar, La verde collina, Petrini editore

ງ Sottolinea nel testo le parole che descrivono:

ວ l’ambiente ວ il comportamento di Lara ວ le emozioni dei ragazzi

ງ Immagina di osservare altri due cuccioli della cucciolata. Descrivili brevemente.

ວ Dai un nome a ciascun cucciolo.

ວ Descrivi il loro aspetto e il loro comportamento.

ວ Usa i dati sensoriali per rendere la descrizione più viva.

LA DESCRIZIONE OGGETTIVA

Nella descrizione oggettiva si forniscono informazioni con termini scientifici precisi. Nella descrizione soggettiva l’autore presenta l’animale in modo personale esprimendo le proprie sensazioni ed impressioni.

Lo scoiattolo

Lo scoiattolo vive nei boschi, dove si nutre soprattutto di nocciole, noci, pinoli, ghiande e germogli, che cerca arrampicandosi e saltando abilmente tra gli alberi.

Questo agilissimo animale ha il corpo snello, la testa arrotondata e gli occhi grandi.

La sua coda, lunga e cespugliosa, gli serve sia da bilanciere, quando corre velocemente su un ramo o si arrampica su rami sottili, sia per inviare segnali ad altri scoiattoli.

Le sue quattro zampe terminano con cinque dita lunghe e sottili, munite di artigli acuminati che gli consentono di aggrapparsi alla corteccia degli alberi tanto fermamente da mantenersi a testa in giù.

Lo scoiattolo afferra il cibo con le dita delle zampe anteriori e si serve dei grandi denti incisivi, simili a scalpelli taglienti, per rodere l’involucro legnoso dei frutti secchi. Enciclopedia dei ragazzi, Treccani

ງ Leggi le domande e sottolinea nel testo le risposte.

ວ Dove vive lo scoiattolo?

ວ Di che cosa si nutre principalmente?

ວ In che modo si sposta tra gli alberi?

ວ A cosa serve la coda dello scoiattolo?

ວ Come riesce ad arrampicarsi anche a testa in giù?

ວ Quali strumenti usa per mangiare i frutti secchi?

ວ Che cosa significa bilanciere? Perché la coda dello scoiattolo svolge questa funzione?

ວ Che cosa vuol dire acuminati? Trova un sinonimo.

ວ Che cosa indica l’aggettivo "cespugliosa" riferito alla coda?

LA DESCRIZIONE SOGGETTIVA

Lo scoiattolo

Vidi, sull’orlo del viale, affacciarsi un musino: fulvo e con gli occhietti assorti, che non sembravano neppure spiare.

L’animaletto si mosse e la gran coda ritta, a ventaglio, col fiocco aereo e luminoso, attraversò il viale e venne verso di me. Non mi mossi. Una nocciola, sfuggita al becco vorace dei passeri e dei fringuelli, giaceva intatta, in mezzo a un mucchio di bucce, vicinissima ai miei piedi; e io sentii a un tratto, meravigliato, il ventaglio della coda accostarsi alla scarpa, sfiorarmi le gambe. Rabbrividii, ma non mi mossi.

Ed ecco il piccolo corpo fulvo drizzarsi sottile ed elegante, poco più alto della coda, rimasta anch’essa ritta, luminosa contro la luce; ecco le zampine anteriori portar la nocciola alla bocca e farsi mani. Anche il triturare fine dei denti aveva qualche cosa di infantile e di birichino.

Le manine hanno lavorato non so per quanti minuti in quell’opera delicata; poi d’un tratto han lasciato cadere due pezzi di buccia.

Allora il musino è rimasto per un momento assorto e contento, con le due zampette alzate e inoperose.

Poi le quattro zampe si son ritrovate a terra, han ricominciato a passare, quasi senza toccarlo, sul mare rasposo delle bucce.

In un attimo è scomparso com’era venuto: più lieve che se avesse avuto le ali, più silenzioso del corpo piumato degli uccelli, più misterioso degli abitanti dell’aria.

B. Tecchi, Storie di bestie, Bompiani

ງ Completa con i dati del testo.

ວ musino

ວ occhietti

ວ coda

ວ È una descrizione dinamica perché

ວ corpo

ວ zampe anteriori

ວ Come ti sembra la stanza?

ວ Questa descrizione è: statica, senza dati di movimento dinamica, ricca di dati di movimento

ວ Quali dati sensoriali sono presenti nel testo?

Lo studio dello zio Paolo

Pieno di curiosità entrai nello studio dello zio Paolo. La stanza in penombra era foderata di librerie e di quadri antichi.

Nelle librerie c’erano varie nicchie di oggetti strani, provenienti da Paesi lontani.

C’erano statuette cinesi variopinte, vasi greci in rossonero con disegni stilizzati, bamboline, scarpette arabe di pelle scolorita, piatti decorati, amuleti e mille altri oggetti.

Ai piedi di un cassettone si stendeva un tappeto persiano, bellissimo e antico.

Accanto alla porta di ingresso c’erano un divano e due poltrone a fiori verdi; in mezzo stava un tavolino con un ripiano ricoperto da un vetro; dentro si poteva ammirare una bellissima collezione di papere variopinte: erano di legno, di metallo, di paglia, di pietra e perfino di pasta di pane, di varie dimensioni dall’anatroccolo all’anatra adulta.

ງ Descrivi anche tu un luogo, per esempio un soggiorno ben arredato, usando lo stesso procedimento del testo.

L’orto del nonno

L’orto del nonno era molto grande, perché di mestiere lui faceva l’ortolano come suo padre Vincenzo e suo nonno Giovanni.

Iniziava dietro la casa, dopo il recinto del pollaio, e da una parte arrivava al fiume, dall’altra alla strada che portava in paese.

L’orto era bello e così ordinato che pareva un giardino.

Dalla parte del fiume il nonno aveva una fila di meli e in fondo una piccola vigna; tutto il resto era diviso in tante strisce regolari, tra le quali passavano dei canaletti d’acqua che servivano per irrigare.

Ogni striscia di terra era coltivata in modo diverso a seconda delle stagioni: c’erano le carote, le insalate, i cavoli, le patate, le cipolle, insomma, tutti i tipi di ortaggi.

Il nonno in una parte seminava e innaffiava e nell’altra raccoglieva; e così tutto l’anno.

A camminarci in mezzo, l’orto non era mai vuoto, ma soprattutto era bellissimo in primavera, quando i meli erano in fiore, gli ortaggi appena spuntati e Felice, il ciliegio, tutto ricoperto di bianco.

Il ciliegio era nell’angolo dell’orto tra la strada e il cortile, così che, grande com’era, si vedeva da ogni parte.

A. Nanetti, Mio nonno era un ciliegio, Einaudi ragazzi

ວ La descrizione segue un ordine: temporale spaziale

ວ Dove si trovava l’orto rispetto alla casa?

ວ Cosa c’era dalla parte del fiume?

ວ Quali ortaggi coltivava il nonno?

ວ In quale stagione l’orto era particolarmente bello?

ວ Perché il ciliegio si vedeva da ogni parte?

ງ Descrivi sul quaderno un orto. Usa gli indicatori spaziali come nel testo.

Paesaggio

Dietro di noi, il giardino dell’albergo si stendeva in basso, rorido di rugiada del mattino, un angolo di frescura quasi primaverile, nonostante fossimo ormai a luglio inoltrato.

Davanti, al di là della strada, scorreva il fiume, gorgogliante tra i prati verdi che il sole accarezzava con dolcezza.

Sul lato sinistro, verso il paese, tra la vegetazione si intravedevano i tetti appuntiti delle case e, poco più in là, si alzavano due campanili gioiosi. Sempre a sinistra, ma in lontananza, una montagna altissima dominava il paesaggio, con la sua cima coronata da rocce simili a torri di un antico castello.

A destra, la strada entrava in un fitto bosco di abeti, accennando a una leggera discesa, come se volesse accompagnare chi la percorreva verso un luogo più ombroso e silenzioso.

Di fronte, tre catene montuose, ciascuna più imponente dell’altra, chiudevano la valle dal lato di ponente, come quinte sceniche maestose.

Nell’aria, nessun rumore: tutto era sospeso in una calma irreale, come se il mattino stesso avesse incantato ogni cosa con la sua limpida bellezza.

ງ Questo brano è ricco di indicazioni spaziali. Rileggilo con attenzione, poi coprilo con un foglio e scrivi che cosa si scorgeva nelle varie direzioni.

ວ Dietro di noi

ວ Davanti a noi

ວ Sul lato sinistro

ວ A destra

ວ Di fronte

Mare e cielo

La giornata era grigia, ma il mondo era colmo di una vaga luce indistinta e dell’incessante, melodiosa, voce del mare. Lungo tutto l’orizzonte il cielo e il mare giocavano insieme.

Verso occidente il mare era color piombo, più scuro del cielo; a oriente era più chiaro dell’aria, color madreperla, come uno specchio luminoso.

A nord il mare e il cielo si univano senza traccia di divisione e diventavano l’universo, lo spazio sconosciuto. Lontanissimo la luce del sole filtrava attraverso le nuvole e, dove toccava il mare, la sua superficie sfavillava come l’argento, come se innumerevoli pesci guizzassero sull’acqua.

Al largo, sul mare, uno stormo di cigni selvatici tracciava una linea bianca, attraverso un panorama pallido.

Karen Blixen, Racconti d’inverno, Adelphi

ງ Sottolinea con colori diversi: gli elementi descritti, gli indicatori spaziali e le similitudini.

ວ Quali dati sensoriali sono presenti nel testo?

ງ Descrivi una mareggiata utilizzando opportunamente i dati sensoriali e arricchendo il testo con similitudini e personificazioni. Il lavoro è già avviato:

Il vento ululava e le onde, gonfie e rabbiose, si scagliavano contro la riva con furia cieca

La vecchia casa

Là in fondo, dentro alla valle, dove a nessuno verrebbe in mente di abitare, c’era una casetta diroccata, con le travi puntellate e il tetto rattoppato.

Addossate ai muri cadenti dell’abitazione, altre costruzioni dall’architettura fantasiosa, messe in piedi con mezzi di fortuna e ricoperte di lamiere arrugginite, servivano da legnaia e da ripostiglio per le cianfrusaglie accumulate in una vita.

Da sotto la tettoia occhieggiavano i fari di una vecchia auto con le ruote sgonfie e sprofondate nel terreno, i vetri opachi di polvere e il cofano del motore divelto, perché usato per chiudere un buco nella parte del fienile.

Il vecchio gallo dormiva appollaiato sul volante mentre le galline, che una alla volta entravano in macchina dal finestrino rotto, dalla parte del guidatore, si contendevano lo spazio sugli schienali dei sedili.

Una bracciata di fieno dentro al bagagliaio aperto serviva egregiamente da comodo nido per la deposizione delle uova e per la successiva cova da parte della chioccia.

Anche d’inverno, con gli alberi senza foglie e l’erba bruciata dal freddo, l’ambiente intorno era dominato da una sfumatura verde. I tronchi, i ceppi, le pietre, i rami caduti e perfino i muri erano completamente vestiti di muschio.

I vetri delle finestre erano coperti di ragnatele e ogni angolo invaso dall’edera.

Sarebbe impossibile elencare le cose conservate nella casa e nelle adiacenti baracche, tuttavia un tentativo renderebbe forse l’idea del posto. Dai chiodi arrugginiti, infissi nelle travi nel corso di secoli, pendevano oggetti di varia provenienza e diversamente datati: zappe senza manico e completamente consumate, un elmetto austriaco bucato della prima guerra mondiale, indumenti sbrindellati, il cesto di una lavatrice, vecchie gabbie per gli uccelli, pentole bucate, rastrelli sdentati, pezzi di catena, corde, filo spinato, una sega, lame di falciatrice, cinghie per le pulegge, i resti di un’intera dinastia di cappelli da caccia, d’alpino e da fieno.

I segreti del bosco, Giancarlo Ferron, Biblioteca dell’Immagine

ງ Rispondi alle domande.

ວ Che cosa descrive il testo?

ວ Dove si trova la casa?

ວ Che cosa sono addossate ai muri dell’abitazione?

ວ Che cosa si trova sotto la tettoia?

ວ Com’è la vecchia auto?

ວ Chi dorme appollaiato sul volante?

ວ Dove depongono le uova le galline?

ວ Come sono i muri della casa?

ວ Da che cosa sono ricoperti i vetri delle finestre?

ງ Descrivi anche tu una vecchia casa. Il lavoro è già avviato.

Sperduta tra gli alberi secolari e nascosta dalla nebbia del mattino, sorgeva una vecchia casa di pietra, con il tetto sfondato e le finestre senza vetri. I muri, anneriti dal tempo e dalla pioggia, sembravano sul punto di crollare, ma resistevano ostinatamente all’abbandono.

L’erba alta le cresceva attorno come a volerla proteggere, mentre l’edera si arrampicava lenta lungo le pareti, avvolgendola come un mantello.

Un’estate indimenticabile

ງ Completa il testo con le sequenze descrittive e narrative, aiutandoti con le domande.

Utilizza i dati sensoriali e inserisci opportunamente qualche similitudine.

Chiara e Umberto non vedevano l’ora che arrivasse l’estate per poter trascorrere giorni spensierati a casa dei nonni materni.

Lì avrebbero incontrato anche i loro cugini Davide e Lucilla.

La casa era piccola ma tanto graziosa. (Com’era la facciata della casa? E il giardino che la circondava? Da quante stanze era composta la casa? Com’erano i mobili? Cosa si vedeva dalle finestre?)

Appena giunsero a casa dei nonni, Chiara e Umberto furono accolti con grande gioia da Gelsomina, la cagnetta dei cugini, che era lì sull’uscio di casa ad attenderli. (Cosa fece

Gelsomina quando vide Chiara e Umberto?)

Chiara e Umberto con Davide, Lucilla e Gelsomina corsero subito in spiaggia. (Com’era il mare? E la spiaggia?)

Ad un tratto arrivò un signore con un grande cappello bianco e una lunga tunica color avorio. (Chi era quel signore? Che aspetto aveva? Cosa colpiva di lui?)

Davide e Lucilla ebbero un’idea… (Cosa fecero Davide e Lucilla? Cosa successe?)

Chi arrivò poi? (Cosa fece Gelsomina?)

Come si concluse la vicenda?

LA FILASTROCCA

La filastrocca è una composizione in rima caratterizzata da ritmo e musicalità.

Piove

Piove da ore, piove, piove, piove, dal cielo scende acqua, scende, scende, un grigio che non passa, non si muove, pioggia che non finisce, non si arrende. Uscire? Occorre prendere l’ombrello, pozzanghere gelate da evitare.

Uscire con la pioggia è meno bello che stare alla finestra, a contemplare. Ombrelli frettolosi per le strade, bollire d’acqua fredda nelle pozze, pioggia che cade senza pausa, cade, e fa cerchietti sopra le tinozze.

Roberto Piumini

ວ In questa poesia il primo verso rima con il terzo e il secondo con il quarto. Questo tipo di rima si chiama:

ງ Colora con tinte uguali i quadratini di fianco ai versi che rimano fra loro.

ງ Completa scrivendo sui puntini le rime corrispondenti.

ວ piove →

ວ scende →

ວ ombrello →

ວ Quali emozioni trasmette la pioggia?

ວ evitare →

ວ strade →

ວ pozze →

ວ Quali immagini ti vengono in mente leggendo questi versi?

LA SIMILITUDINE E LA METAFORA

Notte primaverile

Batte la luna soavemente, di là dei vetri, sul mio vaso di primule: senza vederla la penso come una grande primula anch’essa, stupita, sola, nel prato azzurro del cielo. Pozzi

La similitudine è un paragone tra due elementi, introdotto da parole: come, sembra, somiglia a...

La metafora è un paragone sottinteso, in cui un elemento viene identificato con un altro, senza usare le parole come o sembra.

ງ Sottolinea con colori diversi: la similitudine e la metafora presenti nella poesia.

ງ Scrivi una similitudine che abbia come soggetto una coccinella.

ງ Scrivi una metafora che abbia come soggetto un prato in fiore.

ງ Completa la poesia con due similitudini e una metafora.

Un giorno speciale

Il sole splende alto nel cielo, come e l’aria è dolce e leggera, un vero

Corro felice nel prato, tra i fiori colorati, la mia risata è come , che vola tra gli uccelli incantati.

LA PERSONIFICAZIONE

La personificazione attribuisce azioni o emozioni umane a cose, animali o elementi naturali.

Tramonto

Oggi alla fine del giorno il tramonto posò le sue perle sui fini e neri capelli della sera ed io le ho nascoste come una collana senza filo dentro il cuore.

R. Tagore

Il ghiaccio

Il ghiaccio è un cristallo col sole che danza, che ride, che balza...

ma basta una nube e la terra ghiacciata si fa desolata.

I lustri ghiaccioli stan lì irrigiditi a fare la guardia a tre passerotti che pigolano, pigolano intirizziti.

M. L. Magni

ງ Sottolinea le personificazioni presenti nella poesia.

ວ Di che cosa parla la poesia?

ວ Da quanti versi è formata?

ວ Quali sensazioni ha suscitato in te la poesia?

ງ Sottolinea nella poesia la personificazione e la metafora.

ງ Scrivi una poesia con le personificazioni.

Il vento

Il vento sussurra parole fresche, ride tra le fronde e gioca con le foglie...

L'ONOMATOPEA

L’onomatopea è una figura retorica che riproduce o imita un suono naturale, un rumore o un verso tramite le parole.

Canta la pioggia

Canta la pioggia sopra l’ombrello

plic plic plac, plic plic plac non suona allegro il ritornello? plic plic plac, plic plic plac. Quando la pioggia senti cantare plic plic plac, plic plic plac ti viene voglia, be’, di ballare! scic scic sciac, scic scic sciac.

Maria Vago, 101 Filastrocche per 4 stagioni, Larus

La rana Verdolina

Il grillo

Cri

Cri cri

Cri cri cri.

Ascoltami: sono l’estate!

Sabina Colloredo, Il bosco racconta, Einaudi Ragazzi

ງ Scrivi sul quaderno una breve poesia sulla rana Verdolina, inserendo opportunamente le onomatopee.

IMMAGINI E VERSI

ງ Osserva le immagini. Lasciati ispirare da ciò che vedi e scrivi piccole poesie, utilizzando alcune figure retoriche (similitudine, metafora, personificazione, onomatopea). Il lavoro è già avviato.

Il mandorlo

Il mandorlo ha fiori bianchi come neve sopra i rami. Il vento li fa danzare, il sole li accarezza.

Di sera, un profumo dolce raggiunge le stelle.

IL TESTO INFORMATIVO

Il testo informativo ha lo scopo di dare informazioni su argomenti di vario genere: storici, geografici, scientifici e di cultura generale.

DALLA TABELLA AL TESTO • 1

Nel mondo delle piante

ງ Leggi le informazioni e scrivi il testo informativo sui vari tipi di piante.

Dove vivono?

In montagna

Nel deserto

Prati e campi

Dove ci sono animali

erbivori

In inverno (climi freddi)

Sempreverdi

Soffione (dente di leone)

Piante carnivore

Come si adattano?

Crescono a ciuffi distanti per prendere abbastanza acqua e nutrimento dal terreno. Le piante grasse hanno peluria per proteggersi dal freddo.

Hanno foglie trasformate in spine e un fusto verde per conservare l’acqua.

I girasoli seguono il Sole tutto il giorno.

Le margherite si chiudono la sera e si riaprono al mattino.

I cardi hanno spine.

Le ortiche provocano bruciore e tengono lontani gli animali.

Perdono le foglie e si fermano. Racchiudono nelle gemme ciò che servirà per la primavera.

Non perdono mai le foglie. Le foglie sono sottili e cerose, per non perdere troppa acqua.

Se cresce da solo, le foglie restano basse per trattenere l’umidità. Se è in mezzo ad altre piante, le foglie crescono in alto verso la luce.

Catturano insetti con profumi e una sostanza appiccicosa. Chiudono la foglia e digeriscono l’insetto per nutrirsi.

DALLA TABELLA AL TESTO • 2 Il gorilla

ງ Leggi le informazioni e scrivi il testo informativo.

Specie Gorilla di montagna e Gorilla di pianura

Numero di esemplari meno di 130.000 in tutto il mondo; 120.000 di pianura, 600 di montagna

Altezza fino a 1 metro e 80 cm

Peso 200 kg i maschi, 100 kg le femmine

Habitat foreste pluviali tropicali dell’Africa centrale

Vita media circa 30 anni

Alimentazione 20 kg di vegetazione al giorno, insetti, germogli di bambù; i gorilla di pianura mangiano frutta, quelli di montagna foglie, radici e cortecce

Bisogno d'acqua non bevono molto perché la vegetazione è ricca d’acqua

Aspetto fisico pelo lungo e scuro (montagna), pelo rossiccio (pianura)

Pericolo specie a rischio per la caccia dei bracconieri

Motivo della caccia i cuccioli vengono venduti, gli adulti uccisi anche per la carne

DALLO SCHEMA AL TESTO

ງ Leggi lo schema e scrivi il testo informativo sul quaderno.

PUGLIA

CITTÀ PRINCIPALI

Bari, Barletta-AndriaTrani, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto.

CLIMA

è mediterraneo, con inverni miti ed estati calde. Le precipitazioni sono scarse.

CONFINI

Molise e Campania ad ovest; Basilicata a sud-ovest.

TERRITORIO

Montagne promontorio del Gargano.

Isole arcipelago delle Isole Tremiti. Mare

Colline altopiano delle Murge.

Fiumi Principali Ofanto e Fortore. Pianure Il Tavoliere, la Terra di Bari e la Pianura Salentina.

è bagnata dal Mar Adriatico e dal Mar Ionio. Laghi Lesina e Varano.

L’ARTICOLO DI CRONACA

La cronaca racconta i fatti che accadono nel mondo che ci circonda.

Il linguaggio utilizzato deve essere chiaro e preciso .

Le notizie degli articoli di cronaca rispondono alle domande delle 5 W:

ງ Who (Chi?)

ງ What (Che cosa?)

ງ When (Quando?)

ງ Where (Dove?)

ງ Why (Perché?)

Australia, serpente sull’aereo

Australia, serpente sull’aereo. La compagnia annulla il volo.

Tra i passeggeri del volo anche un serpente. Per questo motivo la compagnia aerea australiana Qantas è stata costretta ad annullare un volo da Sydney a Tokyo, lasciando a terra 370 passeggeri.

Il rettile misurava 20 cm e secondo il Dipartimento dell’Agricoltura australiano era di una specie non velenosa diffusa in Asia.

L’aereo, un Boeing 747-400, aveva appena concluso un volo da Singapore a Sydney ed era rimasto nell’aeroporto australiano per la maggior parte della giornata. Il serpente è stato trovato dal personale di bordo prima della salita dei passeggeri.

La Qantas ha ospitato tutti i clienti in hotel a Sydney e li ha imbarcati per Tokyo il giorno seguente.

A gennaio la stessa compagnia aveva avuto un altro incidente con i serpenti: un pitone di tre metri aveva volato da Cairns, in Australia, a Port Moresby in Papua Nuova Guinea. Corriere della Sera

ງ Dopo aver letto l’articolo, cerca nel testo le 5 W e rispondi.

ວ Who (Chi?)

ວ What (Che cosa?)

ວ When (Quando?)

ວ Where (Dove?)

ວ Why (Perché?)

66 milioni di alberi piantati in dodici ore

Un milione e mezzo di volontari al lavoro nel Guinness dei primati

Dodici ore e un milione e mezzo di volontari. Sono questi due ingredienti che hanno permesso all’India di registrare l’ennesimo record mondiale: 66 milioni di alberi piantati in mezza giornata. Il risultato – certificato dal “Guinness dei primati” – è stato raggiunto nello Stato di Madhya Pradesh domenica 2 luglio.

A prendere parte all’evento casalinghe e studenti, bambini e amministratori locali. Risultato: 66 milioni e 750 mila piante hanno trovato un nuovo terreno dove crescere. Shyraj Singh Chouhan, il primo ministro dello Stato, ha commentato su Twitter: “Sono orgoglioso di condividere con voi le notizie: gli abitanti del Madhya Pradesh hanno piantato con successo 6,63 crore (l’unità del sistema indiano che corrisponde alle decine di milioni) di alberelli”.

Sempre in India, nel luglio 2016, si era registrato un primato simile con la piantumazione di 50 milioni di alberi in circa un giorno, nello Stato dell’Uttar Pradesh. Un evento unico, in un Paese che risente degli effetti del cambiamento climatico: dai ghiacciai dell’Himalaya, che non riescono più a garantire l’acqua necessaria al sistema agricolo, a Nuova Delhi, immersa nell’inquinamento. A farne le spese, ricordava nel gennaio scorso Oswald Gracias, arcivescovo di Bombay, “sono i più vulnerabili”.

La riforestazione di ampie aree è una delle strade per contrastare il fenomeno. Perciò il Paese si è impegnato ad aumentare il verde con 95 milioni di alberi entro il 2030, investendo 6,2 miliardi di dollari.

S. Morosi, ”Corriere della Sera”, 9 luglio 2017

ງ Sottolinea con colori diversi il titolo e il sommario.

ງ Leggi le domande e sottolinea nel testo le risposte. Utilizza le stesse per fare il riassunto sul quaderno.

ວ Dichisiparla?

ວ Checosaèaccaduto?

ວ Quandoèavvenutoilfatto?

ວ Doveèaccaduto?

ວ Perchéèaccaduto?

CRONACA SCOLASTICA

Una giornata speciale

Gli alunni della scuola primaria "Don Milani" hanno piantato alberi nel parco.

Who (Chi?) Gli alunni della scuola primaria "Don Milani" di Roveto, le classi quarte e quinte, gli insegnanti, esperti forestali, il Comune e l’associazione “VerdeVivo”.

What (Che cosa?) Un progetto di piantumazione di oltre 30 alberi di quercia, tiglio e ciliegio nel parco cittadino.

When (Quando?) 9 maggio 2025, in occasione della Festa dell’Albero.

Where (Dove?) Nel parco cittadino di Roveto.

Why (Perché?) Per promuovere l’ambiente e la responsabilità civica, facendo un regalo al futuro e sensibilizzando i bambini e la comunità sull’importanza della natura.

ງ Usa le risposte per scrivere un testo di cronaca in terza persona, cioè raccontando l’esperienza come se fossi un narratore esterno.

CRONACA DI UN’ESPERIENZA PERSONALE

ງ Scrivi anche tu un fatto di cui sei stato/a protagonista rispondendo alle 5 W.

ວ Who (Chi?)

ວ What (Che cosa?)

ວ When (Quando?)

ວ Where (Dove?)

ວ Why (Perché?)

ງ Ora scrivi la cronaca, immaginando di essere tu il/la protagonista. Racconta il fatto utilizzando la prima persona. Scrivi il titolo.

TITOLO:

IL TESTO ARGOMENTATIVO

Le parti fondamentali del testo argomentativo sono:

ງ problema da affrontare;

ງ tesi (opinione);

ງ antitesi (opinione opposta);

ງ argomentazioni o prove a favore della tesi o dell’antitesi;

ງ conclusione.

Meglio il calcio o il tennis?

Oggi è scoppiata una discussione in famiglia. Tutto è cominciato quando Gigi, un mio compagno di scuola, mi ha chiesto di entrare nella sua squadra di calcio. Ero felicissimo all’idea di giocare come terzino e, appena tornato a casa, ho annunciato la notizia.

Mamma, però, non ha reagito bene. Mi ha risposto solo con un freddo: «Vedremo». A tavola ho riprovato a parlarne davanti a tutti, ma anche lì la situazione è degenerata.

Papà, mentre mangiava, ha commentato con poco entusiasmo: – Vedremo cosa combinerai. Io ero un bravo centrattacco, sai?

Mamma è intervenuta subito, contrariata: – Non sai che deve ricominciare tennis?!

Io ho detto chiaramente come la penso: – Il tennis non mi piace. Mi annoio. Nel calcio invece sto con tanti amici, è diverso.

Papà, per una volta, mi ha sostenuto: – Ha ragione Adalberto, il calcio è uno sport di gruppo. Ma la mamma non ha ceduto: – Il tuo calcio! Così poi passa ore a guardare le partite in TV come te… No, farà tennis. Così almeno so con chi va.

Papà si è alzato infastidito, e se n’è andato. Mamma ha continuato a brontolare, poi si è rivolta a me: – Tu cosa preferisci: il tennis o il calcio?

Le ho spiegato pazientemente, ancora una volta, che io preferisco il calcio, che non mi piace il tennis e che vorrei scegliere da solo. Ma sembrava non ascoltarmi. Alla fine, vedendola con gli occhi lucidi, mi sono arreso: – Va bene, mamma. Andrò a tennis. Ma non piangere…

Lei mi ha guardato con un sorriso triste e mi ha detto: – No, Adalberto, hai ragione tu. Gioca pure a calcio con i tuoi amici.

E io ho pensato: chi riesce a capire davvero i grandi è un genio!

Angela Nanetti, Le memorie di Adalberto, Giunti

Completa.

Problema da affrontare

Tesi opinione del protagonista

Argomentazioni a favore della tesi

Adalberto vuole giocare a calcio, ma la mamma insiste perché continui con il tennis.

Il calcio è meglio del tennis perché è uno sport di squadra e più divertente.

ວ Il calcio è uno sport di gruppo, quindi più coinvolgente.

ວ Il protagonista si diverte con i compagni, mentre il tennis lo annoia.

Antitesi

opinione contraria della mamma

Argomentazioni a favore dell'antitesi

Conclusione

OPINIONI A CONFRONTO • 1

ງ Completa e confronta la tua opinione con quella dei tuoi compagni di classe.

Presentazione del problema

Tesi

Argomenti o prove

È meglio avere un cane o un gatto?

Conclusione

Presentazione del problema

Tesi

Argomenti o prove

È più comodo viaggiare in aereo o in treno?

Conclusione

OPINIONI A CONFRONTO • 2

ງ Completa e confronta la tua opinione con quella dei tuoi compagni di classe.

Presentazione del problema È meglio avere molti amici o pochi?

Tesi

Argomenti o prove

Conclusione

Presentazione del problema È più rilassante trascorrere le vacanze in montagna che al mare.

Tesi

Argomenti o prove

Conclusione

OPINIONI A CONFRONTO • 3

ງ Completa e confronta la tua opinione con quella dei tuoi compagni di classe.

Presentazione del problema

Tesi

Argomenti o prove

È meglio leggere un libro cartaceo o usare un eBook?

Conclusione

Presentazione del problema

Tesi

Argomenti o prove

È meglio essere figli unici o avere fratelli e sorelle?

Conclusione

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