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LeggoPOP 4 - Scrittura con copertina

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Leggo Leggo

Quaderno

di SCRITTURA

Quaderno di SCRITTURA

4 Tanti testi per... COMPRENSIONE

IL RACCONTO REALISTICO

6 Un’esperienza forte

8 Da nicola si gioca agli indiani

10 Papà e i libri

12 Le vacanze più belle

IL RACCONTO FANTASTICO

13 Il pescecane

14 La storia dell’asino intelligente

16 Ho trovato un amico

18 Vacanze a venezia

IL TESTO INFORMATIVO

20 I vulcani

22 I segreti del riassunto

23 Il bambino a cui non piacevano le storie

24 Lo smontaggio: le sequenze

26 Il porcospino Lilli

28 Un titolo ad ogni sequenza

30 Dal discorso diretto al discorso indiretto • 1

32 Dal discorso diretto al discorso indiretto • 2

34 Dalla prima alla terza persona • 1

35 Dalla prima alla terza persona • 2

36 Imparare a studiare 37 Il merlo

38 Con la testa sotto l’ala 39 I boscimani

SCRITTURA

I SEGRETI PER SCRIVERE BENE

Le C della scrittura

SCRIVERE UN TESTO COERENTE

41 L’ordine della narrazione 42 Occhio alle informazioni!

SCRIVERE UN TESTO CHIARO E COMPLETO 44 Un testo chiaro e completo 45 La gita interrotta 45 Il giorno dello spettacolo

SCRIVERE UN TESTO COESO E CORRETTO 46

Le parole legame • 2

Le parole legame • 1 47

48 Occhio alle ripetizioni 49

Le voci verbali

Un po’ di ortografia 52 Raccogliere le idee • 1 53

Raccogliere le idee • 2

IL TESTO NARRATIVO 54 Il testo narrativo

Diversi tipi di sequenze • 1 58 Diversi tipi di sequenze • 2

IL RACCONTO REALISTICO

Il racconto realistico

Il flashback 61 Scrivo in prima persona

Ai giardini

LA BIOGRAFIA

64 La biografia

65 Quale scegliere

66 IL DIARIO - Il diario

67 Caro diario...

68 LA LETTERA - Rispondo con una lettera

69 L'E-MAIL - Rispondo con una e-mail

IL RACCONTO FANTASTICO

70 Il racconto fantastico

71 Accendi la fantasia!

IL RACCONTO DI AVVENTURA

72 Il racconto di avventura

73 Accendi l’avventura!

IL RACCONTO UMORISTICO

74 Il racconto umoristico

75 Accendi la risata!

IL RACCONTO DI PAURA

76 Il racconto di paura

77 Accendi la paura!

IL TESTO DESCRITTIVO

78 Descrivere con i cinque sensi • 1

80 Descrivere con i cinque sensi • 2

81 Descrivere con i cinque sensi • 3

LA DESCRIZIONE DI PERSONE

82 Due terribili zie

83 Alice

84 DESCRIVERE LE EMOZIONI

86 Creature di fantasia

LA DESCRIZIONE DI ANIMALI

88 Il gatto picì

89 Un cucciolo stupendo

90 LA DESCRIZIONE OGGETTIVA Il porcospino

91 LA DESCRIZIONE OGGETTIVA

La brina

LA DESCRIZIONE SOGGETTIVA

La brina

LA DESCRIZIONE DI OGGETTI

92 Un vecchio carillon

93 La conchiglia

LA DESCRIZIONE DI FENOMENI ATMOSFERICI

94 L’acquazzone

95 Il vento

LA DESCRIZIONE DI LUOGHI

96 Davanti alla finestra

97 Per le strade di città

98 Una stanza

99 In viaggio in auto

100 Il boschetto

101 La mareggiata

102 Osservo, penso e scrivo • 1

103 Osservo, penso e scrivo • 2

104 La descrizione nella narrazione • 1

105 La descrizione nella narrazione • 2 106 La descrizione nella narrazione • 3

107 La descrizione nella narrazione • 4

IL TESTO POETICO

108 La filastrocca

109 La similitudine

110 La metafora

111 La personificazione

112 Divertiamoci con i nonsense

113 Scrivo nonsense

IL TESTO INFORMATIVO

114 La foresta amazzonica

115 La volpe

116 Dalla mappa al testo informativo

IL TESTO REGOLATIVO

117 Frutta in festa

118 Un gioco divertente

IL TESTO ARGOMENTATIVO

119 Lo smartphone: ladro del tempo

120 Opinioni a confronto

TANTI TESTI PER...

Comprendere un testo significa cogliere tutte le informazioni e capire il suo scopo comunicativo: narrare, descrivere, esprimersi in versi, informare, dare regole, argomentare.

Capire l’intento comunicativo dell’autore e riconoscere il tipo di testo utilizzato ci permette di comprendere meglio le informazioni che quel testo può offrirci.

ງ Leggi i brani e, per ognuno, scrivi lo scopo comunicativo: narrare, descrivere, informare, esprimersi in versi, dare regole.

La cornacchia vanitosa

Una cornacchia vanitosa, per sembrare più bella, si ornò con le penne che erano cadute a un pavone. Poi, disprezzando le proprie compagne, se ne andò e si unì a un gruppo di pavoni.

– Vattene, non sei un pavone – dissero questi e la cacciarono a beccate.

La cornacchia ritornò allora dalle compagne, che la respinsero: così si ritrovò sola e abbandonata da tutti.

La vanità e il tentativo di essere diversi da ciò che si è, spesso vengono puniti.

Esopo

Scopo comunicativo

Andare in bicicletta

Chi va in bicicletta deve circolare sul lato destro della strada.

La bicicletta deve essere tenuta in efficienza per quanto riguarda freni, luci e pneumatici.

Bisogna utilizzare, quando esistono, le piste ciclabili.

È obbligatorio segnalare con il braccio eventuali cambiamenti di direzione.

Bruno Mantovani, Azione, gesto, sport, Edi-Ermes

Scopo comunicativo

Alle 6 di stamattina si è svegliata Carmelina, si è svegliata molto presto perché deve fare il pesto. Ma siccome aveva sonno ha deciso per il tonno: si è rimessa sul cuscino per dormir tutto il mattino.

R. Piumini

Scopo comunicativo

La stanza

Davanti a lui si apriva una stanza lunga e stretta. Alle pareti c’erano scaffali che arrivavano fino al soffitto, zeppi di libri di ogni formato e dimensione.

Sul pavimento stavano accatastati mucchi di volumoni, su alcune tavole erano ammassate montagne di libri più piccoli. Da dietro un muro di libri veniva il bagliore di una lampada.

Michael Ende, La storia infinita, Longanesi

Scopo comunicativo

Il lupo

La fama di “cattivo” del lupo nacque molte migliaia di anni fa, durante la preistoria, quando gli uomini, per sfamarsi, dovevano cacciare gli animali selvatici, proprio come facevano i lupi, che erano considerati dei pericolosi avversari. Quando gli uomini impararono ad allevare il bestiame, i lupi, oltre che rivali nella caccia, diventarono anche ladri di pecore e di capre, quindi ancora più “cattivi”: così gli uomini cominciarono a uccidere quanti più lupi fosse possibile, per eliminarli completamente dalle terre abitate.

Parco Naturale Alpi Marittime, Sulle tracce del lupo, Blu Edizioni

Scopo comunicativo

Il racconto realistico

è un testo narrativo.

Narra fatti veri o verosimili, cioè che possono accadere nella realtà.

Un’esperienza forte

Dopo il forte temporale della domenica, quel lunedì era una giornata bellissima. A scuola, tutte le classi erano in giardino.

Stavo per andare a prendere il tè freddo, quando arrivarono Letizia e Cristiano:

– Corri a vedere che cosa abbiamo trovato!

Andai con loro: sono i miei migliori amici e due tipi in gamba. Se dicevano di aver trovato qualcosa d’interessante, sapevo per certo che sarebbe piaciuto anche a me. E avevo ragione!

Dietro l’edificio della palestra c’era la pozzanghera più grande che avessi mai visto e, sulla superficie, galleggiava della roba verdastra e densa come gelatina. Letizia si abbassò e la toccò con la mano:

– Senti anche tu: è viscidissima!

Mi accovacciai, guardai le sue dita ricoperte dalla patina verde, ma non osai allungare la mano.

– Hai paura, Gregorio? – mi chiese Cristiano.

– No, mi fa solo un po’ schifo! – risposi tranquillo.

– A volte, però, sei un po’ noiosetto! – disse Letizia.

Non mi offesi, ma ci rimasi male:

– E che ci posso fare? – chiesi.

– Seguire i nostri consigli e provare a fare cose divertenti! – andò dritto al sodo Cristiano.

– Noi ti possiamo dare qualche consiglio, come fa la maestra quando ci insegna a studiare – aggiunse Letizia.

Fu la lezione più divertente della mia vita. Seguii il loro consiglio, osservai la pozzanghera e mi concentrai, per farmi venire in mente la cosa più divertente che potessi fare.

Mi venne un’idea geniale:

– Ci salto dentro con le scarpe!

– Bravo! È un’ottima idea! Adesso fallo! – m’incoraggiò Cristiano. Chiusi gli occhi e spiccai un balzo. Sollevai un’onda come fa un motoscafo in mezzo a un lago. Sentii il rumore dell’acqua che si sollevava e ricadeva a terra e gli urletti di gioia dei miei amici, che cercavano di evitare gli schizzi.

Quando riaprii gli occhi, vidi che la mia camicia era miracolosamente ancora pulita e tirai un sospiro di sollievo.

Feci un paio di passi su e giù nell’acqua melmosa. Le scarpe si stavano inzuppando. Mi sembrava di camminare sul bagnasciuga della spiaggia. Lo ammetto: fu bellissimo.

– Adesso basta, altrimenti prenderai un raffreddore – esclamarono Letizia e Cristiano in coro.

Rimasi parecchio stupito:

– Ma allora vi state preoccupando per me...

I due mi guardarono e scossero la testa.

Diciamo che questa esperienza è stata proprio forte. Un punto a favore dei miei amici!

Ora mi sento diverso, meno perfettino e più bambino.

A. Strada, Il bambino perfetto, Giunti

ງ Rispondi alle domande.

ວ Chi sono i personaggi del racconto?

ວ In quale luogo avviene la vicenda?

ວ Quando si svolge il racconto?

ງ Qual è l’argomento generale del racconto? Segna con una X

Gregorio vive un’esperienza insolita e divertente.

Tutte le classi sono in giardino.

I compagni di Gregorio scoprono una pozzanghera.

ງ Riordina i fatti numerandoli.

Il lunedì dopo un temporale, era una giornata bella e soleggiata.

Si divertiva molto e sorprendentemente la sua camicia rimaneva pulita.

Gli alunni si trovarono in giardino durante la scuola.

I suoi amici lo misero in guardia per non prendersi un raffreddore.

Gregorio capì che si stavano prendendo cura di lui.

Cristiano e Letizia lo spinsero a fare qualcosa di divertente.

Alla fine si sentì cambiato: meno perfettino, più bambino.

Gregorio incontrò Letizia e Cristiano, che gli mostrarono una grande pozzanghera con una sostanza verdastra.

Letizia toccò la sostanza e disse che era viscida.

Gregorio decise di saltare nella pozzanghera con le scarpe.

Da Nicola si gioca agli indiani

Nel pomeriggio Nicola ha invitato i compagni a casa sua per giocare agli indiani.

– Bene, – ha detto Nicola quando tutti sono arrivati – io sono il cow-boy con il cavallo bianco e voi i banditi, ma alla fine vinco io.

Gli altri però non erano d’accordo. Questo per lui era proprio scocciante: quando giochi da solo non ti diverti, e quando non giochi da solo gli altri ti danno fastidio.

– Perché non posso farlo io il cow-boy col cavallo bianco? – ha chiesto Renato.

– Con la faccia che ti ritrovi non puoi fare il cow-boy. – ha detto Andrea.

– Tu, indiano, chiudi il becco! – ha ribattuto Renato, che è grande e grosso e non vedeva l’ora di mollare cazzotti ai compagni.

– Io, comunque, faccio lo sceriffo. – ha detto Tonino.

– Lo sceriffo? – lo ha schernito Davide. – Hai mai visto uno sceriffo con gli occhiali?

Intanto Nicola galoppava su e giù per il giardino. Renato gli era andato vicino.

– Scendi da quel cavallo! – gli ha ordinato – Sul cavallo bianco ci salgo io.

– Nossignore, – gli ha risposto Nicola – questa è casa mia e sul cavallo bianco ci sto io.

Ma Renato protestava che voleva andare lui sul cavallo bianco, e che se Nicola non era d’accordo gli dava un pugno sul naso.

– Provaci! – ha detto Nicola.

Lui ci ha provato e… gliel’ha dato veramente quel pugno sul naso.

– Non ti muovere, bandito! – gridava intanto Davide e sparava a casaccio.

Tonino soffiava in un fischietto e strillava:

– Okay, io sono lo sceriffo e vi sbatto tutti in gattabuia!

Allora Andrea gli ha dato una mazzata sul berretto dicendo che lo faceva prigioniero. Tonino si è arrabbiato perché, con quella mazzata, gli era caduto il fischietto in mezzo all’erba.

Nicola piangeva, Renato urlava, Andrea strillava: gridavano tutti, era micidiale!

Alla fine non litigavano più, ma si divertivano proprio da matti.

MITICO!

Jean-Jacques Sempé – René Goscinny, I divertimenti di Nicola

ງ Segna V se la frase è vera, F se è falsa.

ວ Nicola invita i compagni per giocare agli indiani.

V F

ວ In tutto a giocare sono in otto. V F

ວ Nicola vuole fare il bandito sul cavallo.

ວ Tonino vuole fare lo sceriffo.

ວ Nicola dà un pugno a Renato.

ງ Rispondi alle domande.

ວ Come si chiamano i bambini del racconto?

ວ Dove si svolge la vicenda?

ວ In quale momento della giornata avvengono questi eventi?

V F

V F

V F

ວ Nel racconto c’è scritto “lo ha schernito Davide”. Cosa significa il verbo “schernire”?

ວ Perché i bambini litigano?

ວ Come finisce il gioco?

ວ Come si sentono i bambini durante il gioco?

ວ Secondo te, Nicola e i suoi amici, hanno imparato qualcosa alla fine del gioco?

Papà e i libri

I discorsi più belli a quel tempo li facevo con il mio papà. La mattina, prima di andare in ufficio, veniva da noi nella stanza dei bambini e a ciascuno diceva qualche frase speciale, sempre azzeccata. Era vivace e allegro e ogni giorno inventava nuovi giochi e scherzi.

La mattina le sue visite non duravano a lungo. La sera arrivava sempre con dei regali: portava qualcosa per ciascuno di noi, non c’era giorno che tornasse a casa senza portarci un piccolo dono.

Andavo già a scuola da qualche mese, quando accadde una cosa solenne ed eccitante che determinò tutta la mia successiva esistenza. Mio padre mi portò un libro. Era “Le mille e una notte” in un’edizione adatta alla mia età. Sulla copertina c’era un’illustrazione a colori, se non sbaglio di Aladino con la lampada meravigliosa. Papà mi parlò in tono molto serio e incoraggiante e mi disse quanto sarebbe stato bello leggere quel libro. Quando lo avessi finito, disse, me ne avrebbe portato un altro.

Non me lo feci ripetere due volte e, sebbene a scuola avessi appena finito di imparare a leggere, mi gettai subito su quel libro meraviglioso e ogni sera avevo qualcosa da raccontargli.

Lui mantenne la promessa: ogni volta c’era un libro nuovo, così che non ho mai dovuto interrompere, neppure per un solo giorno, le mie amate letture.

Era una collana di libri per bambini, tutti dello stesso formato quadrato. Si distinguevano solo per la diversa illustrazione a colori in copertina. In tutti i volumi i caratteri erano di uguale grandezza, così che si aveva l’impressione di leggere sempre lo stesso libro. I titoli li ricordo tutti. Dopo “Le mille e una notte” vennero “Le fiabe dei fratelli Grimm”, “Robinson Crusoe”, “I viaggi di Gulliver”, “Don Chisciotte”, “Guglielmo Tell”. Sarebbe facile dimostrare che quasi tutto ciò di cui più tardi si è nutrita la mia esistenza era già contenuto in quei libri, i libri che io lessi per amore di mio padre nel mio settimo anno di vita.

Elias Canetti, La lingua salvata, Adel

ງ Rispondi alle domande con una x

ວ Perché il padre porta libri al figlio invece di altri tipi di regali?

Non aveva tempo

Era obbligato dalla scuola

Voleva trasmettere l'amore per la lettura

I libri costavano meno degli altri regali

ວ Cosa si può dedurre dal fatto che il padre “ogni giorno inventava nuovi giochi e scherzi”?

Era spesso annoiato

Aveva molto tempo libero

Era una persona creativa e affettuosa

Preferiva giocare da solo

ວ Perché il bambino si appassiona subito alla lettura?

Il libro era breve

Voleva compiacere il padre e rafforzare il loro legame

Glielo aveva assegnato l’insegnante

Non aveva altro da fare

ວ Cosa si può intuire dalla frase “quasi tutto ciò di cui più tardi si è nutrita la mia esistenza era già contenuto in quei libri”?

Avrebbe voluto leggere di più

Quei libri lo hanno influenzato profondamente nella vita

Si è poi dimenticato delle letture dell'infanzia

Crescendo ha cambiato genere letterario

ງ Indica se le affermazioni sono vere (V) o false (F).

ວ Il papà dell’autore era triste e silenzioso la mattina. V F

ວ Ogni giorno il papà portava un piccolo regalo ai suoi figli. V F

ວ L’autore ricevette il suo primo libro quando aveva già finito la scuola. V F

ວ Il primo libro che il padre regalò fu “Le mille e una notte”. V F

ວ L’autore non riuscì a leggere il libro da solo perché non sapeva ancora leggere bene. V F

ວ Il padre prometteva un nuovo libro ogni volta che il figlio ne finiva uno. V F

ວ I libri che il padre regalava avevano tutti formati e caratteri diversi. V F

ວ Tra i libri letti dall’autore c’erano anche “I viaggi di Gulliver” e “Don Chisciotte”. V F

ວ L’autore ricorda con affetto l’inizio delle sue letture e lo collega all’amore per il padre. V F

ວ L’autore cominciò ad amare i libri solo quando era adulto.

V F

Le vacanze più belle

Eugenio seguì con la coda dell’occhio l’auto di sua madre che si allontanava sul sentiero tra i filari.

Intanto nonno Baldo lo stava quasi stritolando in un abbraccio da campione di wrestling: non vedeva il nipote da un pezzo ed era felice di poterlo strapazzare!

– Fatti vedere! – diceva stupito. – Ti sei fatto davvero grande in pochi mesi!

Nonna Tina, dal canto suo, gli diceva pizzicandogli un braccio:

– Sei magrolino! Adesso ci penso io a farti metter su qualche chilo. Non puoi mica tornare a scuola a settembre secco come un chiodo!

Agosto era appena iniziato. Eugenio era già stato al mare e al campo scout. Ma le vacanze più belle, per lui, erano proprio quelle alla fattoria dei nonni, in mezzo agli orti e alle vigne, in compagnia di mucche, conigli e galline.

Lì c’era anche il vecchio capanno col tetto pericolante. Chissà quali incredibili avventure lo attendevano quell’estate! Eugenio aveva sempre avuto l’impressione che quel posto fosse strano, speciale. In una parola... magico.

Ora, fra le braccia dei nonni che gli facevano festa, il bambino si sentiva come un re che è tornato nel suo regno.

Ad un tratto una serie di muggiti ruppe l’incanto e lo fece voltare verso la stalla. Erano le mucche che gli davano il benvenuto.

Rita Aglietti, Le streghe di Torregialla, Editrice Signum

ງ Rispondi alle domande ricavando dal testo le informazioni nascoste, poi confrontati con la classe. Avete risposto tutti nella stessa maniera?

ວ Perché il nonno stringe Eugenio in un “abbraccio da campione di wrestling”?

ວ Cosa possiamo intuire dal fatto che la nonna dice: “Ci penso io a farti metter su qualche chilo”?

ວ Perché Eugenio si sente “come un re che è tornato nel suo regno”?

ວ Cosa significa che le mucche “gli davano il benvenuto”?

Il pescecane

Un grosso pescecane avanzava diagonalmente, con l’occhio acceso e le mascelle spalancate.

Il vorace animale, con un vigoroso colpo di pinna, si scagliò contro il pescatore, che si gettò da una parte ed evitò il morso dello squalo, ma non il colpo della sua coda che, percuotendolo in mezzo al petto, lo rovesciò.

Sentii il capitano Nemo, appostato vicino a me, alzarsi di colpo e muovere incontro al mostro brandendo il pugnale, pronto a lottare corpo a corpo.

Il pescecane, che stava già per addentare il disgraziato pescatore, vide il suo nuovo avversario e si diresse rapidamente verso lui.

Il capitano, gettandosi da un lato con una rapidità prodigiosa, evitò l’urto e gli cacciò il pugnale nel ventre. Fra i due cominciò una lotta terribile.

Avrei voluto correre in soccorso del capitano ma, inchiodato dal terrore, non potevo muovermi.

Il capitano cadde a terra rovesciato dalla massa enorme che pesava sopra di lui.

Jules Verne, Ventimila leghe sotto i mari, Mursia

Il racconto fantastico racconta fatti immaginari ed inverosimili che non possono accadere nella realtà.

ງ Rispondi alle domande segnando con una X l’informazione nascosta.

ວ Perché il pescatore non riuscì a evitare del tutto l’attacco del pescecane?

Il colpo della coda dello squalo fu troppo rapido

Il pescatore si fece colpire di proposito per distrarre lo squalo

ວ Perché il capitano Nemo intervenne contro lo squalo?

Si sentiva responsabile del pescatore in pericolo

Era coraggioso e pronto a combattere pur di salvare un uomo in difficoltà

ວ Perché il narratore non riuscì ad aiutare il capitano durante la lotta?

Era terrorizzato e paralizzato dalla paura

Aveva fretta di salire sulla nave

ວ Perché il pescecane cambiò bersaglio passando dal pescatore al capitano?

Il capitano si mosse e attirò la sua attenzione

Lo squalo percepì nel capitano un pericolo più grande

La storia dell’asino

intelligente

Un uomo che abitava in cima alla montagna, dove nessuna auto riusciva ad arrivare, comprò un asino.

Gli sistemò due ceste sulla schiena e si incamminò per andare a fare la spesa.

Lungo il cammino, l’asino voleva gustarsi l’erba fresca.

Ma l’uomo non volle fermarsi.

Allora l’asino, con i suoi denti lunghi, tirò via di nascosto il denaro dalla borsa dell’uomo e lo gettò per strada.

Molte monete rotolarono nel ruscello.

Poi l’asino ragliò con tutte le sue forze.

E l’uomo si guardò intorno:

– Acc! – esclamò.

– Ho perso i soldi! – scese velocemente al ruscello a recuperarli.

Nel frattempo l’asino poté mangiare a sazietà l’erba fresca.

Poi ripresero il cammino.

L’uomo disse all’asino:

– Sei davvero bravo! Meno male che hai ragliato. Senza soldi non posso andare a fare la spesa. Sei davvero intelligente!

L’asino annuì, rise con i suoi lunghi denti e ragliò:

– Ih oh, ih oh!

Ursula Wölfel, 28 storie per ridere, Kalandraka

ງ Rispondi alle domande.

ວ Quali sono i personaggi del racconto?

ວ In quale luogo si svolge il racconto?

ວ Il tempo in cui si svolge il racconto è specificato?

ງ Completa le frasi.

ວ Un uomo che vive in cima a una montagna

ວ Gli mette due ceste sulla schiena e

ວ Lungo la strada, l’asino

ວ L’uomo non

ວ L’asino, allora, ruba di nascosto

ວ Le monete rotolano

ວ L’asino raglia forte per

ວ L’uomo si accorge di aver perso

ວ Nel frattempo, l’asino mangia

ວ L’uomo ringrazia l’asino per aver

ວ L’asino annuisce,

ງ Rispondi alle domande ricavando dal testo le informazioni nascoste, poi confrontati con la classe.

ວ Secondo te, è giusto quello che ha fatto l’asino? Perché?

ວ L’uomo alla fine crede che l’asino lo abbia aiutato. Cosa pensi di questa conclusione?

ວ Cosa avrebbe potuto fare l’uomo per evitare questa situazione?

ວ Cosa ci insegna questa storia?

Ho trovato un amico

Andrea non aveva amici perché era molto timido.

A scuola non osava parlare agli altri bambini.

Per questo nessuno di loro veniva mai a trovarlo a casa sua.

Una notte sentì qualcuno bussare alla finestra.

Si fece coraggio e andò a sbirciare fuori.

Incredibile! Davanti alla finestra c’era un gigantesco orso blu con delle ali d’argento!

– Chi sei tu? Che cosa fai qui? – chiese Andrea con gli occhi spalancati per la sorpresa.

– Sto cercando un compagno di viaggio. Vuoi venire con me?

Andrea accettò subito e poco dopo vide sfilare sotto di sé i tetti delle case e l’intero paese illuminato dalla Luna.

– Dove desideri che andiamo? – domandò l’orso.

– La maestra oggi ci ha parlato del mare. Mi piacerebbe vedere com’è fatto – rispose Andrea.

Fu un’esperienza fantastica e alla fine, per la stanchezza, Andrea si addormentò.

Quando al mattino si svegliò nel suo letto ebbe paura che fosse stato solo un bel sogno. Invece, macché sogno!

Da quel giorno l’orso blu dalle ali d’argento veniva a prenderlo ogni notte e lo portava a visitare i luoghi di cui la maestra parlava: vulcani, deserti, montagne ghiacciate! Intanto tutti a scuola erano sorpresi di come Andrea fosse bravo in geografia.

Così un giorno decise di confidarsi con Luca, che lo ascoltò attento e poi disse:

– Non credo al tuo orso volante, ma mi sono davvero divertito ad ascoltarti. Domani devi raccontarmi un’altra avventura.

La sera stessa, mentre Andrea attendeva l’amico orso, Luca suonò alla porta.

– Non potevo aspettare domani per conoscere il seguito della tua storia! – si scusò. I due bambini sedettero sul letto l’uno accanto all’altro e Andrea cominciò a raccontare la sua seconda avventura.

Quando ebbe finito, si rese conto che quella notte l’orso non sarebbe venuto.

Ma la compagnia di Luca era stata altrettanto piacevole.

Andrea raccontò a Luca tutti i suoi viaggi con l’amico orso e Luca gli chiedeva sempre di ricominciare da capo.

Ora Andrea non era più solo.

L’orso blu non veniva più a trovarlo, ma aveva Luca come amico.

M. West, D. Küttel, Il mio amico orso, Arka

ງ Rispondi alle domande.

ວ Chi è il protagonista del racconto?

ວ Chi sono gli altri personaggi?

ວ Qual è il tempo, cioè il momento della giornata in cui si svolge il racconto?

ງ Rispondi alle domande.

ວ Perché Andrea non aveva amici?

ວ Chi è andato a trovarlo una notte?

ວ Che caratteristiche aveva l’orso?

ວ Dove ha portato Andrea la prima volta?

ວ Cosa faceva l’orso ogni notte?

ວ Come mai Andrea era diventato bravo in geografia?

ວ A chi ha raccontato le sue avventure Andrea?

ວ Cosa ha fatto Luca la sera dopo aver ascoltato il primo racconto?

ວ Cosa succede all’orso alla fine della storia?

Vacanze a Venezia

Guardai il calendario e notai che c’era un ponte di quattro giorni. Così decisi di fare un’escursione a Venezia.

Ah, Venezia, Venezia! La città dei canali, delle gondole, dell’amore e dell’acqua… Forse persino troppa acqua. La cosa più seccante fu che bagnai la scopa; essendo vecchiotta, bastava una goccia per farle perdere tutti i suoi poteri magici, e allora non serviva più a niente, se non a ramazzare!

Mentre visitavo il Palazzo Ducale, un guardiano mi prese per l’addetta alle pulizie e ordinò di spazzare via la polvere che si era accumulata. Cercai di spiegargli che c’era un malinteso, ma lui non volle credere che la scopa fosse magica e così, per evitare problemi, spazzai l’interno e l’esterno del palazzo… che è enorme! In seguito visitai una vetreria sull’isola di Murano. Fu molto interessante.

Peccato che i negozianti di Murano siano un po’ nervosi: fecero un sacco di storie solo perché ruppi con la scopa qualche oggetto, muovendomi distrattamente!

Tornata a Venezia, stavo dando il becchime ai piccioni di Piazza San Marco, quando un gruppo di turisti mi notò e volle fotografarmi. Poi mi chiesero dove avevo comprato la maschera che mi copriva il viso! Tentai di spiegare che non era una maschera, che era il mio viso. Loro non ci credettero e si avvicinarono con l’intenzione di togliermela!

Così andai via alla velocità della luce.

Nonostante queste peripezie, provai dispiacere a tornare a casa. “Venezia è sempre Venezia” pensai. Avevo persino ripulito nientemeno che il Palazzo Ducale. Un grande onore, eh?

R. Capdevila, E. Larreula, Le avventure di una strega annoiata, Fabbri

ງ Rispondi alle domande con una x

ວ Perché la protagonista decide di andare a Venezia?

Doveva lavorare lì

Aveva ricevuto un invito speciale

Aveva scoperto un ponte di quattro giorni

Voleva fare shopping a Murano

ວ Cosa succede alla scopa quando si bagna?

Diventa più veloce

Perde i suoi poteri magici

Si rompe immediatamente

Si trasforma in un ombrello

ວ Come reagisce il guardiano del Palazzo Ducale?

Aiuta la protagonista a pulire

Si spaventa vedendo la scopa volare

La scambia per un’addetta alle pulizie

Le chiede un autografo

ວ Cosa succede nella vetreria di Murano?

La protagonista compra dei souvenir

Viene invitata a lavorare lì

I negozianti si arrabbiano perché rompe degli oggetti

Si perde tra i corridoi della fabbrica

ວ Come reagiscono i turisti in Piazza San Marco?

Le offrono del cibo per i piccioni

Scappano vedendo la scopa

Cercano di toglierle quella che pensano sia una maschera

La invitano a cena

ວ Qual è il sentimento finale della protagonista riguardo a Venezia?

Delusione

Rabbia

Indifferenza

Dispiacere nel dover andare via

I vulcani

Il testo informativo ha lo scopo di dare informazioni su argomenti di vario genere: storici, geografici, scientifici e di cultura generale.

Il vulcano è una montagna particolare che nasce da una spaccatura della crosta terrestre da cui fuoriesce il magma, cioè il materiale roccioso fuso che si trova nelle profondità della Terra.

A contatto con l’aria il magma si raffredda, si solidifica e le colate di lava si sovrappongono fino a formare le montagne con la caratteristica forma a cono senza punta: i vulcani. La loro attività si manifesta con l’eruzione di prodotti gassosi che provocano colonne di fumo o nubi dense di cenere e lapilli, cioè frammenti di roccia incandescente che vengono espulsi dal cratere di lava e formano spettacolari colate lungo i fianchi dei vulcani.

I vulcani si distinguono in:

• attivi, quando eruttano continuamente o a intervalli regolari;

• quiescenti, quando “dormono” e non danno segni di attività da lungo tempo;

• spenti, quando la loro attività è definitivamente cessata. Ci sono poi altri fenomeni legati ai vulcani: le solfatare e i geyser.

Le solfatare sono dei vulcani in stato di estinzione da cui fuoriescono solo vapori ad alta temperatura.

I geyser, invece, sono getti violenti di acqua e vapore caldissimi che zampillano a intermittenza da fessure del terreno e raggiungono anche diverse decine di metri di altezza.

Montagne, colline, pianure, Touring Junior

ງ Rispondi alle domande, ma prima sottolinea le risposte nel testo.

ວ Che cos’è un vulcano?

ວ Che cosa fuoriesce dal cratere durante un’eruzione?

ວ Che cosa accade al magma quando fuoriesce e si raffredda?

ວ Quali sono le tre categorie di vulcani in base alla loro attività?

ວ Che cosa sono le solfatare?

ວ Che cosa sono i geyser?

ວ Che forma ha solitamente un vulcano?

ວ Che cosa sono i lapilli?

ວ Come si formano le montagne vulcaniche?

ວ In che modo i vulcani possono essere spettacolari ma anche pericolosi?

I SEGRETI DEL RIASSUNTO

Riassumere un racconto significa individuare i fatti principali della storia, per poi organizzarli in un nuovo testo.

ງ Segui i passi per riassumere un testo.

PRIMA DI INIZIARE

Leggi attentamente il testo e cerca di capire:

ງ l’argomento di cui si parla;

ງ lo scopo;

ງ il significato delle parole che non conosci.

1 3

VERIFICA FINALE

COME PROCEDERE 2

Dividi il racconto in sequenze e sottolinea le informazioni più importanti di ognuna, oppure scrivi i titoli di ogni sequenza; collega le frasi tra loro con i connettivi giusti (quindi, così, in seguito, ma, poco dopo); scrivi sempre in terza persona; trasforma il discorso diretto in discorso indiretto.

ງ Rileggi attentamente il riassunto per controllare se hai colto i fatti e le informazioni necessarie.

Il bambino a cui non piacevano le storie

C’era un bambino di nome Tommy. Una volta messo a letto, voleva che i genitori uscissero subito dalla stanza e che chiudessero bene la porta.

Se il suo papà insisteva per raccontargli una storia, Tommy si tirava le coperte sulla testa e fingeva di dormire. Allora il papà metteva via il libro e se ne andava un po’ deluso.

L’uomo cominciò a preoccuparsi: temeva che il figlio sarebbe cresciuto senza fantasia e che sarebbe diventato un adulto noioso e antipatico. Si rigirava nel letto per ore, tenendo sveglia anche la mamma di Tommy.

Una notte, oltre la porta della cameretta, gli parve di sentire il figlio che parlava con qualcuno.

Si alzò senza fare rumore e andò di nascosto a vedere che cosa stesse succedendo.

– Stasera andiamo avanti con il capitolo venti – diceva il bambino al bruco di peluche.

– Vuoi fare il buono o il cattivo? – chiedeva al coniglio verde. Poi attendeva una risposta e faceva di sì con la testa.

– Ok, ma domani dobbiamo sconfiggere il drago, ricordalo!

Il papà tirò un sospiro di sollievo. Aveva capito che a Tommy non piaceva ascoltare le storie: gli piaceva raccontarle.

Scuola Holden, 100 storie per quando è veramente troppo tardi, Feltrinelli

ງ Segna con una X le frasi che contengono i fatti presenti nella storia.

Tommy voleva che i genitori uscissero subito dalla stanza e chiudessero la porta. Tommy racconta una storia ai suoi genitori ogni sera.

Se il papà insisteva a raccontare una storia, Tommy fingeva di dormire.

Il papà era preoccupato che il figlio crescesse senza fantasia.

Una notte il papà sentì Tommy parlare con il pesce rosso che nuotava nell’acquario.

Il papà scoprì che Tommy raccontava le storie ai suoi peluche.

Il papà capì che a Tommy non piaceva ascoltare le storie, ma raccontarle.

ງ Qual è lo scopo del testo?

Descrivere Informare Raccontare

LO SMONTAGGIO: LE SEQUENZE

Ricorda che una nuova sequenza comincia quando:

ງ succede qualcosa di nuovo;

ງ entra o esce di scena un personaggio;

ງ cambia il luogo o il tempo;

ງ inizia un dialogo o una descrizione.

La volpe nel pozzo

ງ La storia è stata divisa in sequenze. In ognuna di esse sono state evidenziate le informazioni principali, utilizzale per scrivere il riassunto sul quaderno. Ricorda di trasformare i discorsi diretti in discorsi indiretti.

In un pozzo c’erano due secchi attaccati a una fune che passava sopra una carrucola alla bocca del pozzo. Quando un secchio saliva l’altro scendeva.

Un giorno una volpe entrò in uno dei due secchi e cadde nel fondo del pozzo. Ogni volta che cercava di uscir fuori si bagnava tutta e faceva un gran rumore.

Un lupo udì questo rumore e corse a vedere che cosa fosse accaduto.

– Che state facendo laggiù, sorella volpe?– domandò il lupo.

– Sto pescando– rispose la volpe. «Venite giù ad aiutarmi».

– E come posso scendere?– chiese il lupo.

– Saltate nel secchio che è lassù – replicò la volpe – e in un minuto sarete qui.

Il lupo fu tanto sciocco e ubbidì; entrò nel secchio, e poiché egli era più pesante di lei, in un momento fu in fondo al pozzo, mentre la volpe saliva in cima. Quindi saltò fuori e se ne fuggì.

– Non mi lasciare quaggiù!– gridava il lupo.

Ma la volpe rispose soltanto: – Questo è quanto accade nel mondo: c’è chi scende e c’è chi sale.

M. Pratesi, Racconti, Salerno Editore

Il leone e il topo

ງ Completa sottolineando le informazioni importanti presenti nelle altre sequenze, poi scrivi il riassunto.

Mentre un leone dormiva tranquillo in un bosco, alcuni topolini di campagna facevano chiasso attorno a lui. Uno di loro, senza accorgersene, nel correre finì addosso al leone sdraiato. Povero topolino sfortunato!

Il leone con un rapido balzo lo afferrò, e sembrava deciso a mangiarselo in un boccone. Il topo lo pregò di non mangiarlo e gli disse che, se lo avesse lasciato libero, gli sarebbe stato riconoscente per tutta la vita.

Il re della foresta scoppiò a ridere e lo lasciò andare, pensando che non gli sarebbe servita a nulla la fedeltà di un piccolo topo.

Ma un giorno il leone cadde in una trappola dei cacciatori. Una fitta rete lo imprigionò e lo legò a un tronco. Non potendo muoversi, cominciò a ruggire per farsi sentire.

Fu il topolino a udire i ruggiti e accorse in suo aiuto. Lo vide intrappolato e si mise a rosicchiare la corda, cosa che sapeva fare molto bene. In breve tempo il leone fu di nuovo libero.

Allora il topolino gli ricordò che poco tempo prima aveva riso di lui, credendo che non avrebbe mai potuto ricambiare il favore. Ora invece il leone aveva capito che anche i piccoli animali possono essere utili ai grandi. Esopo, Gli animali nelle favole, Giunti

Il porcospino Lilli

ງ Leggi il racconto e dividilo in quattro sequenze, colorando la barra a lato del testo.

Una sera che io e i miei genitori ritornavamo a casa in macchina, abbiamo visto in mezzo alla strada, illuminato dai fari, un porcospino.

Le luci e il rumore dell’auto che si avvicinava lo fecero arrotolare.

Ho raccolto il porcospino avvolgendolo in uno straccio e lo abbiamo portato a casa. Lo abbiamo chiamato Lilli, un nome che può andare bene sia per un maschio che per una femmina.

Lilli passò la notte in una conigliera vuota e la mattina dopo era pronto a fare colazione con una scatoletta di cibo per cani, che ai porcospini piace moltissimo.

Lo abbiamo nutrito per parecchi giorni sperando che, una volta lasciato libero in giardino, sarebbe rimasto con noi.

I porcospini sono molto utili in giardino perché mangiano le lumache e le chiocciole.

Un giorno abbiamo dato a Lilli l’ultimo buon pasto e poi lo abbiamo messo sul prato e siamo stati ad osservarlo andarsene in tutta fretta.

Il nostro giardino è recintato con un muro, ma quello che non sapevamo è che i porcospini sono capaci di scalare i muri.

Non lo abbiamo mai più visto.

Dick King-Smith, Gli animali della mia vita: trentuno storie vere, Mondadori

ງ Scrivi per ciascuna sequenza una frase significativa.

1ª SEQUENZA

2ª SEQUENZA

3ª SEQUENZA

4ª SEQUENZA

ງ Ora scrivi il riassunto, collegando le frasi con i connettivi giusti.

UN TITOLO AD OGNI SEQUENZA

Titolare le sequenze è un’operazione molto utile perché ti permette di scrivere in poche parole il contenuto di ogni sequenza.

ງ La storia è stata divisa in sequenze. Completa scrivendo il titoletto di ciascuna come negli esempi e utilizzali per fare il riassunto sul quaderno.

Il gatto di neve

I giochi dei bambini con la neve

Una volta, d’inverno, era caduta molta neve e i bambini avevano fatto un pupazzo e avevano organizzato grandi battaglie con le palle di neve.

Anche il gatto vuole giocare

Il gatto ne vide rotolare una e decise di mettersi a giocare con quella cosa rotonda. La fece rotolare qua e là con le zampette.

La palla cresce e rotola

In questo modo una quantità sempre maggiore di neve restò attaccata alla palla, che diventò sempre più grande finché cominciò a rotolare giù per il monte.

Il gatto insegue la palla fino a valle

Il gatto voleva saltarle addosso, ma la palla continuò a rotolare, diventando sempre più grossa e pesante. E il gatto le correva dietro finché ruzzolò anche lui con la palla fino a valle.

La palla si fermò: era diventata grossa come un sacco di patate e dalla sommità spuntava la testa del gatto.

I bambini risero: adesso il pupazzo di neve era un gatto di neve! Lo liberarono in fretta e lo portarono a casa al caldo.

Ursula Wölfel, Storie per ridere, Nuove Edizioni Romane

ງ Scrivi il titoletto di ciascuna sequenza. Poi usa i titoletti per scrivere il riassunto sul quaderno.

La conchiglia perduta

Tre ragazzi si ritrovarono sulla spiaggia la mattina presto per discutere il piano di recupero della conchiglia del Bracco. La discussione fu breve. Decisero di cominciare subito l’esplorazione del fondale, partendo da riva e avanzando lentamente.

Paola, Camilla e Gianni indossarono pinne, occhiali e boccaglio. Cominciarono a nuotare distanziandosi di alcuni metri, in modo da perlustrare un tratto esteso.

I ragazzi avanzavano muovendo appena le pinne, con movimento regolare, controllando ogni tanto la posizione dei compagni. Si spinsero fino a dove la luce permetteva di vedere il fondale.

La conchiglia non la trovarono. Si erano immaginati che fosse lì, pronta a farsi trovare da loro. Decisero che avrebbero cambiato direzione. Si portarono a est del villaggio, là dove la striscia di sabbia si assottigliava per poi chiudersi con la roccia gialla e rossa di capo Pizzo.

Avanzavano velocemente ed erano quasi arrivati alla scogliera ed era là che Gianni la vide. Era adagiata sul fondo, in mezzo a un cespuglio di erbe marine che ondeggiavano. Si vedeva e non si vedeva. Le alghe ora la coprivano, ora la mostravano.

Gianni rimase immobile ad ammirarla. Poi inspirò profondamente, si diede una forte spinta di gambe e con un veloce movimento si diresse verso il fondo.

Adriana Merenda, La conchiglia magica, Piemme

DAL DISCORSO DIRETTO

AL DISCORSO INDIRETTO ∞

1

Per trasformare il discorso diretto in discorso indiretto ricorda di:

ງ utilizzare i due punti (:);

ງ collegare le frasi con di, che, se;

ງ modificare il tempo dei verbi quando serve.

La piccola cuoca

ງ Scrivi per ogni sequenza una frase significativa. Ricorda di trasformare i discorsi diretti in discorsi indiretti.

Pioveva ancora quando Luisa uscì da scuola, ma la cosa non le dispiaceva. Oggi Luisa e la mamma avrebbero fatto la torta.

– È bello stare in casa a cucinare quando fuori piove – pensò la bambina e, stringendosi nel suo impermeabile, si avviò allegramente verso casa.

Quando arrivò e vide la mamma distesa sul divano, con gli occhi lucidi e pronta a starnutire, l’allegria passò. – Hai di nuovo la febbre da fieno, vero? –Temo di sì – disse la mamma, trattenendo uno starnuto. – Mi spiace, ma non possiamo fare la torta questa volta. Tu però puoi scendere in pasticceria e comprarne una, quella che preferisci. Sarà buona anche quella, non ti pare?

– Sì, certo - disse Luisa assai poco convinta.

Quando Luisa vide la mamma distesa sul divano, le chiese se avesse la febbre da fieno. La mamma le rispose di sì e aggiunse di non poter fare la torta; così la invitò a comprarne una in pasticceria. La bambina acconsentì ma poco convinta.

La mamma stava per ringraziare, ma dovette invece starnutire fragorosamente, così fragorosamente che ella e Luisa scoppiarono a ridere. E, mentre ridevano, Luisa ebbe un’idea: – Mamma, – disse – io ti aiuto sempre quando fai la torta e ormai ho imparato come si fa. Non potrei provare a farla io, questa volta?

La mamma pensò e starnutì, poi disse: – Penso di sì, purché tu faccia molta attenzione con il forno.

Luisa fece molta attenzione. Fece attenzione a versare i vari ingredienti, a dosarli, a miscelarli. Fece attenzione a porre la torta nel forno, usando lo speciale guanto della mamma.

Poiché Luisa aveva fatto la torta esattamente come la faceva la mamma, la torta uscì dal forno perfettamente uguale a quella della mamma.

– Deliziosa, Luisa! – esclamò la mamma quando assaggiò la torta piccola che Luisa aveva fatto come campione da provare subito.

– Sì, davvero – disse Luisa, correndo in cucina a pulire e mettere in ordine. – Sai, mamma, – gridò –ora che so cucinare, puoi avere il raffreddore da fieno tutte le volte che vuoi.

K. Jackson, 365 Storie, Mondadori

DAL DISCORSO DIRETTO AL

DISCORSO INDIRETTO

∞ 2

Il gattino abbandonato

Nel cortile della scuola si era intrufolato un micetto tremante e spaurito, così malmesso che sembrava sul punto di morire.

– Che cosa gli è successo? – chiesero Carolina e Andrea al bidello.

– Non so. L’ho trovato sui gradini stamattina: era fradicio e stremato.

Gli sguardi di Carolina e Andrea si rivolsero simultaneamente alla mamma.

– Mamma, possiamo? – implorò Carolina.

– Ti prego, mamma, non possiamo abbandonarlo! – soggiunse Andrea. – Ragazzi, per favore, siate ragionevoli... poi sapete che da piccola ero allergica ai gatti... non si può...

Intanto il gattino aveva cominciato ad avanzare verso di lei.

– Se lo prendiamo... e poi sto male – esclamò la mamma. Il micetto si avvicinava sempre di più.

– Non si può, credetemi... che bello che è... perché mi fissa in quel modo? No, micio, se fai così...

Con un balzo il gattino saltò sul ginocchio della mamma di Carolina e Andrea e si arrampicò lungo i suoi jeans, poi sul maglione e si accoccolò in mano, gonfiando il pelo per essere più bello e piangendo con l’aria più afflitta che conosceva. I due bambini tacevano. Conoscevano bene la loro mamma e sapevano che in quel momento qualsiasi parola sarebbe stata superflua.

– L’allergia, ragazzi... credetemi... mi prendeva il naso...

Una leccatina rasposa la zittì e uno sguardo la trafisse. Strinse a sé quel micetto e, fra i salti di gioia dei suoi figli, si avviò decisa verso la macchina. Daniela Lucchetta, Un papà fra le nuvole, E. Elle

ງ Completa il testo trasformando i discorsi diretti in discorsi indiretti. Il lavoro è già avviato.

Il gattino abbandonato

Nel cortile della scuola era stato trovato un micetto tremante e spaurito, in pessime condizioni, tanto da sembrare sul punto di morire.

Carolina e Andrea avevano chiesto al bidello cosa gli fosse successo, e lui aveva risposto di averlo trovato quella mattina sui gradini, fradicio e stremato.

Carolina e Andrea avevano guardato la mamma e le avevano chiesto se potevano tenerlo.

Carolina l’aveva implorata di permetterlo e Andrea aveva aggiunto che non potevano abbandonarlo. La mamma, però, aveva chiesto ai figli di essere ragionevoli, ricordando loro che da piccola era allergica ai gatti e che quindi non era possibile tenerlo.

Intanto il gattino si era avvicinato sempre di più alla donna.

DALLA PRIMA ALLA TERZA PERSONA ∞ 1

Per riassumere un brano scritto in prima persona, è necessario trasformarlo utilizzando la terza persona. Quando riassumi, non vivi direttamente i fatti, ma li racconti.

Un'esperienza indimenticabile

Un’estate adottai tre pipistrellini, abbandonati dalla madre nel nido che si trovava nell’intercapedine fra imposta e finestra in una casa di campagna.

Erano morbidi, soffici, di un bel grigio scuro, sempre affamati.

Non sapevano volare. Io li tenevo al calduccio in una tasca del mio vestito e regalavo figurine e caramelle ai miei cugini più giovani perché catturassero i moscerini necessari a saziarli.

Poi, una sera, mentre li tenevo in grembo accarezzandoli con un dito, calò il buio e gli orfanelli, senza avvertirmi né salutarmi, con un frullo d’ali si levarono in aria e scomparvero.

Bianca Pitzorno, Quando avevo la tua età, Fabbri Editori

ງ Riassumi il testo rielaborando in terza persona. Il lavoro è già avviato. Durante un’estate in campagna, una bambina trovò tre piccoli pipistrelli abbandonati dalla madre nel nido tra l’imposta e la finestra.

DALLA PRIMA ALLA TERZA PERSONA ∞ 2

Che disavventura!

Un pomeriggio io e il mio amico Paul siamo usciti in mare con il gommone. Giocavamo a far finta di essere dei naufraghi. Vicino alla riva c’era molta gente, perciò abbiamo remato per spingerci più al largo: i naufraghi devono essere soli!

A un certo punto abbiamo avvistato uno scoglio e Paul ha gridato: – Susi, terra in vista!

Abbiamo remato verso lo scoglio e ci siamo arrampicati. Paul voleva tirare sullo scoglio anche il gommone, che però è rimasto impigliato in una roccia appuntita. Forse abbiamo tirato troppo forte e... zacchete!

Paul si è messo a piangere.

Ho capito che c’era una sola cosa da fare: dovevo raggiungere io la riva, a nuoto, e chiedere aiuto ai nostri genitori. In vita mia non avevo mai nuotato per un pezzo così lungo, ma mi sono detta che dovevo provare.

E ce l’ho fatta! La riva non era poi così distante e non ho dovuto lottare contro nessuna onda gigante. Remando sul materassino, le mamme hanno raggiunto lo scoglio e hanno caricato Paul.

Christine Nöstlinger, Cara nonna, la tua Susi, Piemme Junior

ງ Fai il riassunto, rielaborando il testo in terza persona.

IMPARARE A STUDIARE

Per riassumere un testo informativo è necessario:

ງ cogliere l’argomento generale;

ງ dividere il testo in sequenze informative;

ງ individuare le informazioni più importanti di ogni sequenza.

I bambini dell'antico Egitto

ງ Per ogni sequenza sottolinea e scrivi le informazioni più importanti.

Gli Egizi consideravano i bambini un dono e li accudivano con affetto, in tutte le classi sociali. Nelle famiglie povere, vivevano senza preoccupazioni per cibo e abbigliamento, girando nudi e mangiando frutta, pane e radici di papiro. Vivevano anche con i nonni, e le madri si occupavano di loro finché non erano abbastanza grandi.

Le madri delle famiglie ricche si facevano aiutare dalle domestiche, mentre quelle delle famiglie lavoratrici portavano i bambini con loro nei campi, al mercato o in altri luoghi. La vita dei bambini schiavi, invece, era molto difficile: se i genitori erano schiavi, anche i figli lo erano automaticamente, e potevano essere venduti o scambiati. Tuttavia, se un bambino schiavo trovava un padrone giusto, aveva la speranza di guadagnarsi la libertà lavorando con impegno.

I bambini egizi si divertivano con giochi semplici ma molto creativi. Giocavano all'aperto, utilizzando oggetti naturali come sassi, bastoni e palle fatte di paglia o di pelle, un gioco che prevedeva il lancio e il recupero della palla. I bambini amavano anche giochi di movimento come la corsa e il salto. Le bambine, invece, si divertivano a giocare con bambole di legno e argilla, che avevano cura di vestire e accudire.

Il merlo

Il maschio è nero, con un becco giallo-arancio; la femmina ha piumaggio bruno e becco grigio, i giovani tendono più al rossiccio.

Il merlo fruga con il becco nella terra per estrarre larve e lombrichi, di cui è ghiotto. Mangia però altrettanto volentieri frutti, insetti, lumache e chiocciole; in inverno gradisce gli avanzi che l’uomo gli offre.

La femmina costruisce il nido: una specie di palla fatta con erba secca, ramoscelli, foglie, radici e muschio (talvolta cementati con fango) e lo colloca in genere su un albero a varia altezza dal suolo, oppure in un cespuglio o in un cumulo di legname.

I piccoli restano nel nido per due settimane circa, lo lasciano che ancora non sanno volare; per questo spesso se ne trova qualcuno a terra, ben nascosto dalla vegetazione. I genitori li nutriranno per altre due settimane. I merli possono dare alla luce fino a 12 piccoli in un anno.

I gatti e le gazze però predano le uova e i piccoli appena nati, e quindi solo la metà di essi sopravvive.

Animali delle città e dei parchi, Vallardi

ງ Leggi con attenzione il testo e completa con le informazioni mancanti.

Il merlo maschio è con becco , mentre la ha piume brune e becco Si nutre di lombrichi, larve, frutti, insetti e, in , anche di

La femmina con materiali naturali e lo colloca in luoghi vari. I piccoli restano circa e, pur non sapendo volare, lo abbandonano, rimanendo nascosti a terra. I genitori li accudiscono per I merli possono avere fino a , ma solo la metà sopravvive a causa di predatori come e gazze.

Con la testa sotto l’ala

ງ Scrivi sul quaderno il riassunto utilizzando i titoletti come guida.

Pochi uccelli dormono con la testa sotto l’ala

Sono pochi gli uccelli che dormono con la testa sotto l’ala, una posizione assai scomoda. Il becco è posto sotto le penne scapolari, oppure il capo è abbassato dentro il petto.

Le piume sono gonfiate per mantenere il calore corporeo e una zampa è spesso portata verso il corpo.

Esempi di uccelli che dormono in questa posizione

Si pensa che i rondoni sonnecchino in questo modo (ma si riposano anche nel nido) e che le gallinelle d’acqua si appisolino così mentre nuotano in cerchi.

Difficoltà ad avvicinare un uccello che dorme

È molto difficile avvicinarsi a un uccello che dorme senza farsi notare.

Piccioni e germani reali, ad esempio, aprono gli occhi a intervalli regolari come precauzione contro i predatori.

Man mano che ci si avvicina, gli occhi si aprono più frequentemente per osservare con attenzione i movimenti.

Funzione e mistero del sonno negli uccelli

La funzione esatta del sonno è ancora in parte misteriosa, anche per gli esseri umani.

La spiegazione più condivisa è che sia il modo più efficiente per risparmiare energia quando c’è tempo libero.

Alcuni uccelli abbassano la temperatura corporea durante il sonno, ottenendo così un ulteriore risparmio di energia.

Vantaggi del sonno per la sicurezza degli uccelli

Un uccello che riposa è immobile e tranquillo, quindi meno visibile ai predatori di passaggio.

In ogni caso, dormire in un luogo sicuro e protetto rappresenta un grosso vantaggio.

Robert Burton, Amici con le ali, Amet

I Boscimani

ງ Per ogni sequenza sottolinea le informazioni più importanti e utilizzale per scrivere sul quaderno il riassunto.

I Boscimani sono un popolo nomade di raccoglitori e cacciatori che vive, in piccoli gruppi, nel deserto del Kalahari, in Africa.

È la donna a preoccuparsi principalmente della raccolta dei frutti, delle piante e delle radici, mentre l’uomo contribuisce al vitto con la cacciagione.

Le donne raccolgono ben 105 specie di piante e, quando capita, anche serpenti commestibili, insetti, bruchi, uova di uccelli e soprattutto di struzzo, miele, di cui i Boscimani sono ghiotti, tartarughe, piccoli roditori.

I Boscimani si procurano l’acqua succhiandola dal terreno con una cannuccia munita di filtro, confezionato con una piuma di struzzo, e per trasportarla usano gusci di uova del medesimo animale.

I Boscimani non sprecano assolutamente nulla nel regno della natura: le donne non raccolgono mai le piante fino a quando non hanno esaurito le riserve, per non compromettere il futuro raccolto; un cacciatore non uccide più del necessario, neppure se si trova di fronte a un intero branco di animali.

Delle prede abbattute i Boscimani utilizzano tutto: le parti commestibili, le pelli, la vescica (è usata come contenitore), l’intestino (è usato come corda), le ossa.

I Boscimani amano l’arte, e in particolare la musica, il canto e la danza.

Il loro principale strumento musicale è una specie di arco che tengono premuto contro la bocca; adoperano anche una specie di lira a quattro corde.

Dal sito kidslink

LE C DELLA SCRITTURA

Ogni testo, di qualunque tipo esso sia, deve essere: coerente, chiaro e completo, coeso e corretto.

OERENTE C

ງ Il testo coerente contiene parole e frasi legate da un filo logico.

ງ Non sono presenti parole e frasi che non c’entrano o in contraddizione con i fatti narrati.

HIARO E OMPLETO C C C

ງ Il testo deve contenere le informazioni complete necessarie che servono al lettore per capire i fatti narrati.

ງ Le informazioni devono seguire un ordine logico e temporale.

ງ Si possono intrecciare gli eventi utilizzando la tecnica del flashback.

OESO E ORRETTO C

Un testo è coeso quando vengono usati correttamente i cosiddetti connettivi testuali o parole-legame.

Questi possono essere:

ງ logici (come, quindi, perché, perciò, ecc.)

ງ temporali (prima, all’improvviso, allora, ecc.)

Sono connettivi testuali anche preposizioni, congiunzioni e avverbi: servono a collegare in modo chiaro le parole e le frasi all’interno di un testo.

Un testo coeso non contiene ripetizioni.

L’ORDINE DELLA NARRAZIONE

Un testo è chiaro e comprensibile quando le sequenze della narrazione seguono un ordine logico.

ງ Numera le sequenze del testo in ordine logico-temporale.

Il rospo

Ho avuto paura, ma poi mi sono ricordato di quello che aveva detto il maestro a scuola: i rospi non sono velenosi e non fanno male.

Così ho trattenuto Bogi che soffiava furioso.

Ieri sono andato a fare un pic-nic in un bosco. Mentre la mamma preparava la tovaglia, i panini, i bicchieri di carta e il babbo cuoceva la bistecca, io e il mio cane Bogi siamo andati a fare un giretto.

Oltre la siepe si sentiva scorrere l’acqua.

A fatica siamo riusciti ad arrivare al di là dei rovi.

Lì, per terra, grosso e verde, c’era un rospo che ci guardava fisso.

Il rospo è rimasto a guardarci: sotto alla sua testa si gonfiava e sgonfiava un palloncino.

«Non ti voglio fare del male» gli ho detto, ma non mi ha creduto.

Si è tuffato nel verde ed è sparito.

Forse dovevo dirglielo in qualche altra maniera, ma non so quale.

L. Tumiati, Caro maestro capellone, Mondadori

OCCHIO ALLE INFORMAZIONI!

Il testo coerente contiene parole e frasi legate da un filo logico.

Non ci devono essere parole e frasi intruse.

ງ Due storie si sono mescolate: individuale e sottolineale con colori diversi.

A un tratto sentì un rumore e subito dopo vide tre cinghialetti dal pelo bruno. Denis fece un passo avanti, adagio, per osservarli meglio, ma, proprio in quel momento, vide uscire dal folto dei cespugli una grossa femmina di cinghiale. Il ragazzo si fermò terrorizzato.

Il primo mattino in tenda, ci dovevamo vestire da soli, ma c’era un tale pasticcio di calzini, magliette, golf, pantaloni che non sapevamo come fare.

– I blue jeans non mi stanno su – diceva Marco preoccupato.

– Per forza, ti sei messo quelli di Filippo.

– La maglietta mi lascia la pancia scoperta – diceva Luca guardandosi con sorpresa l’ombelico.

Denis era di ghiaccio. Poi qualcosa si insinuò tra le sue gambe: era Fruet che gli passò davanti, bloccandosi a zampe tese fra lui e il cinghiale.

Il pelo grigio-nero del cane era sollevato e dalla sua bocca usciva un ringhio basso e continuo.

– Ma quella maglietta è mia… – dico io impensierito.

– Ragazzi – dice Mario – ho trovato una fionda scozzese!

– Lascia stare le mie bretelle – borbotta Andrea che si tiene i pantaloni con le mani.

– Ognuno metta a posto la sua roba e il suo sacco a pelo – dice il maestro.

– Anche i maschi?– chiede Mario quasi scandalizzato.

– Certo – ride il maestro. – Maschi o femmine, ognuno bada a se stesso.

Siamo o non siamo tutti uguali?

Il cinghiale, sempre a testa bassa, fece un passo indietro, poi sparì nel bosco con i cinghialetti che gli trotterellavano dietro.

ງ Ora riscrivi le due storie.

Nel bosco

In campeggio

UN TESTO CHIARO E COMPLETO

Un testo è chiaro e completo quando contiene tutte le informazioni indispensabili per capire i fatti narrati.

ງ Il testo è incompleto: manca il titolo e alcune informazioni importanti. Riscrivilo sul quaderno con le informazioni necessarie aiutandoti con le domande.

TITOLO

Era arrivato quel giorno.

Ci siamo incontrati davanti a casa, proprio come avevamo deciso.

Lui aveva portato tutto, o quasi.

Il tempo sembrava dalla nostra parte, almeno all’inizio.

Quando siamo arrivati, c’era già qualcun altro.

Non sapevamo bene come comportarci, ma alla fine abbiamo deciso di farlo lo stesso.

È stato divertente, anche se un po’ faticoso.

Alla fine, abbiamo capito che ne era valsa la pena. Siamo tornati indietro stanchi, ma contenti.

Lui ha detto: «Lo rifacciamo, vero?»

Alla fine abbiamo condiviso il cibo e fatto una grande partita tutti insieme. Ci siamo scambiati i numeri per organizzare un’altra giornata così.

Il tramonto sul prato era davvero bellissimo.

ວ Chi è lui?

ວ Dove siete andati?

ວ Cosa avete fatto?

ວ Chi erano gli altri?

ງ Scrivi i testi sul quaderno. Rendili chiari e completi aiutandoti con le domande.

La gita interrotta

Eravamo tutti pronti con gli zaini in spalla.

Il pullman ci aspettava nel parcheggio vicino alla scuola.

La maestra continuava a controllare la lista.

Qualcuno però mancava.

Ci guardavamo senza parlare.

Alla fine, siamo saliti comunque.

Il cielo era grigio e pieno di nuvole.

Poi, all’improvviso, è successo qualcosa che ha cambiato i piani.

ວ Chi mancava all’appello?

ວ Perché non era presente?

ວ Dove stavate andando con il pullman?

ວ Che cosa è successo che ha cambiato i piani?

ວ Come si sono sentiti i bambini quando hanno saputo del cambiamento?

ວ Alla fine, la gita è stata rimandata o si è svolta in un altro modo?

Il giorno dello spettacolo

Era il giorno dello spettacolo di fine anno.

I costumi erano tutti pronti, ma c’era molta agitazione.

Qualcuno aveva dimenticato le battute.

Qualcun altro non voleva più salire sul palco.

Io cercavo di mantenere la calma, ma le mani mi tremavano.

Il sipario stava per aprirsi.

Un rumore forte ci fece girare tutti.

Poi, dal corridoio, arrivò una voce inaspettata.

ວ Di che spettacolo si trattava?

ວ Dove si svolgeva?

ວ Perché c’era agitazione tra i partecipanti?

ວ Chi era la voce che arrivò dal corridoio?

ວ Che cosa successe subito dopo che il sipario si aprì?

ວ Come si concluse lo spettacolo?

LE PAROLE LEGAME ∞ 1

ງ Completa il testo con i connettivi adatti (congiunzioni).

Scegli tra: perché ∙ intanto ∙ e ∙ ma.

In vacanza

Chiara Ludovico sono in vacanza.

Stamattina si sono alzati presto sono andati sulla spiaggia.

Hanno deciso di cercare tante belle conchiglie vogliono fare una sorpresa alla mamma.

Tornati a casa, Chiara mostra le conchiglie alla mamma Ludovico chiama il babbo.

Il babbo arriva Chiara è già andata via con il fratello a cercare altre conchiglie.

– Sono molto belle hanno i riflessi della luna – esclama il babbo osservando le conchiglie.

– E raccontano i segreti del mare – puntualizza la mamma portandone una all’orecchio.

i due fratellini riprendono a scavare nella sabbia.

Ad un tratto indietreggiano cadendo rovinosamente all’indietro hanno visto un grosso granchio nero molto spaventoso.

Tragico risveglio

ງ Nel seguente testo mancano le preposizioni, inseriscile tu.

Mi sveglio, corro a lavarmi i denti, poi busso porta di Eleonora.

Mia sorella lancia un terrificante grugnito, cui penso che Eleonora abbia di già la luna storta.

In cucina Briciola reclama la sua ciotola latte.

Sento i passi strascicati babbo: ha le palpebre ancore semichiuse e sbadiglia salutandoci un cenno della mano.

LE PAROLE LEGAME ∞ 2

ງ Leggi il testo e scegli fra le seguenti congiunzione che collega bene le frasi.

ma ∙ però ∙ e ∙ perché ∙ se ∙ così

La testuggine e il gabbiano

Su un’isola nell’oceano vivevano una vecchia testuggine un vecchio gabbiano. Erano vecchi che lei nuotava appena, e lui a stento volava.

Facevano anche fatica a procurarsi il cibo, i più giovani arrivavano sempre prima di loro.

Un giorno i due si trovarono sulla spiaggia a guardare il mare.

– Com’è bello il mare! Ah, potessimo arrivare a quell’isolotto laggiù, lontano! È pieno di cibo e potremmo stare in santa pace – disse il gabbiano.

– Io non so più nuotare, potrei mettermi capovolta e galleggiare – disse la testuggine.

– Io non so più volare – disse il gabbiano –potrei aprire le ali come vele, prendere il vento e guidare la navigazione.

Così fecero e, piano piano, arrivarono sull’isolotto solitario, dove rimasero per molti anni, pescando, parlando e guardando il grande mare.

Roberto Piumini, C’era una volta, ascolta, Einaudi Ragazzi

OCCHIO ALLE RIPETIZIONI

ງ Nel testo ci sono alcune ripetizioni.

Ieri con i miei siamo andati a casa di mia nonna.

È una brava cuoca e prepara deliziosi pranzetti.

A pranzo c’era anche mio cugino Romolo; con mio cugino abbiamo giocato con il cane di mia nonna.

Il cane di mia nonna si chiama Omar ed è un cane da caccia.

La nonna è davvero molto simpatica, la nonna non ci rimprovera mai e ci sorprende con le sue buone crostatine alla frutta.

ງ Riscrivi il testo, elimina le ripetizioni e inserisci correttamente insieme ∙ che ∙ infatti.

Ieri con i miei siamo andati a casa di mia nonna. È una brava cuoca e prepara deliziosi pranzetti. A pranzo c’era anche mio cugino Romolo;

LE VOCI VERBALI

ງ Sottolinea le voci verbali corrette.

Gaia alle grotte

Quella mattina il cielo era grigio e non prometteva niente di buono.

– Niente spiaggia oggi! – disse la mamma a Gaia. – Ti porterò alle grotte di Toirano.

Si prepararono ∙ preparano e alle nove in punto erano ∙ sono in macchina.

Dopo un’oretta di viaggio eccole a destinazione, pronte per vedere ∙ videro quel mondo che la mamma già conosceva e di cui, per tutto il viaggio, aveva decantato ∙ decanterà la bellezza. E aveva ragione! Gaia si trova ∙ trovò in un paesaggio fiabesco, fatto di stalattiti che scendevano dal soffitto e di stalagmiti che si alzarono ∙ alzavano dal pavimento, come quella che, per la sua forma, sembrava la torre di Pisa.

Erano ∙ Sono bellissime, di ogni forma e dimensione, bianche come perle, gialle come lo zafferano, rossastre come il corallo e, se colpite, risuonavano come campane.

C’era ∙ C’è anche una grotta dedicata a una strega, un tempo popolata dagli orsi delle caverne, come testimoniavano le unghiate sulle pareti e i resti di scheletri.

Per due ore Gaia e la mamma camminarono tra una meraviglia e l’altra, senza accorgersi del tempo che passerà ∙ passava Era ormai pomeriggio quando si ritrovarono ∙ ritrovano all’aperto, con un bel cielo azzurro e il sole che era tornato a brillare.

In volo per comprendere, Fabbri

UN PO’ DI ORTOGRAFIA

ງ Sottolinea le parole che contengono errori ortografici (sono 14) e riscrivile correttamente.

Al parco

Ieri sono andato al parco con mio cugino. C’era un bel sole e l’aria era freca.

Abbiamo portato con noi la palla e un panino con la mortadela.

Dopo aver corso un po, ci siamo messi a giocarre sotto un grande albero.

A un certo punto abbiamo visto un canne che correva verso di noi.

Non avevamo paura, perche sembrava sinpatico. Il cane si e fermato vicino a noi e ci a guardato con occhioni dolci. Gli abbiamo dato un pezzo di panino e lui lo a manggiato felice.

Poi è arrivato il suo padrone, che ci a ringraziati. Siamo tornati ha casa stanchi ma contenti.

È stata una giornata proprio belissima.

LA PUNTEGGIATURA

ງ Nei testi mancano alcuni segni di punteggiatura — , . : , inseriscili tu.

È lunedì mattina La maestra entra in classe con un grande sorriso Buongiorno, bambini! dice.

Tutti rispondono in coro Buongiorno, maestra!

La lezione di oggi è molto interessante.

Si parla di animali leoni elefanti delfini e uccelli colorati. I bambini ascoltano con attenzione Marco alza la mano.

Maestra, io ho visto un delfino al mare! racconta felice.

Che bello, Marco! — risponde la maestra I delfini sono animali molto intelligenti.

Dopo la spiegazione i bambini fanno un disegno.

Ognuno sceglie il suo animale preferito. La classe è piena di colori e sorrisi

PER SCRIVERE UN TESTO

1 Raccogliere le idee adeguate all’argomento.

2 Selezionare e ordinare le idee in uno schema o scaletta.

3 Scrivere in successione temporale seguendo un filo logico.

4 Decidere se raccontare in prima o in terza persona.

5 Leggere più volte il testo con attenzione per controllare se ci sono idee ripetute, se le frasi sono ben collegate o se ci sono errori ortografici.

Per raccontare una storia tieni presente queste domande che determinano la struttura del testo:

ງ Chi è il protagonista?

ງ In quale tempo si svolge la vicenda?

ງ In quale luogo o luoghi?

ງ Quale fatto dà avvio alla vicenda?

ງ Quali emozioni prova il personaggio o i personaggi?

ງ Che cosa succede dopo?

ງ Che cosa succede alla fine?

ງ La storia ha un lieto fine?

RACCOGLIERE LE IDEE ∞ 1

ງ Leggi con attenzione il titolo del testo e le idee inserite nello schema.

gli ospiti

le canzoni i giochi

gli scherzi l’animazione gli addobbi

i preparativi

il giorno

la casa

la merenda

la sala

gli invitati

ງ Ora riordina in modo logico le idee in una scaletta, scegliendo quelle che ti sembrano più utili per sviluppare il testo. Non è necessario usarle tutte: seleziona solo quelle che ti servono.

ງ Utilizza la scaletta che hai preparato e scrivi un testo sul quaderno.

RACCOGLIERE LE IDEE ∞ 2

ງ Pensa a un pic-nic indimenticabile vissuto con i tuoi compagni e completa lo schema scrivendo le tue idee, poi scegli e scrivi nella scaletta quelle ti sembrano adatte per scrivere il testo.

ງ Riordina in modo logico le idee nella scaletta.

IL TESTO NARRATIVO

Il testo narrativo è un testo in cui il narratore racconta una storia in cui agiscono uno o più personaggi. Le vicende si susseguono nel tempo e sono ambientate in uno o più luoghi.

Un testo narrativo può iniziare in molti modi:

ງ in prima o in terza persona;

ງ con l’uso di descrizioni;

ງ con la presentazione del personaggio o di più personaggi;

ງ con un dialogo;

ງ con l’introduzione di un episodio che dà il via alla storia.

ງ Dopo aver letto i vari esempi, confrontate insieme le vostre idee e poi provate a scrivere diversi inizi di storie.

Inizio del testo in prima persona

Non dimenticherò mai il giorno in cui tutto cambiò. Mi svegliai con la sensazione che qualcosa, nell’aria, fosse diverso.

Inizio del testo in terza persona

La maestra entrò nell’aula e con passo deciso raggiunse la cattedra. Tutti si zittirono di colpo, incuriositi dalla sua insolita espressione.

Con una descrizione

Il sole stava tramontando dietro le colline, tingendo di arancione i tetti delle case.

L’aria era densa del profumo del pane appena sfornato e del fieno tagliato da poco.

Tutto sembrava immobile, come sospeso in un momento perfetto.

Con la presentazione di un personaggio

Marta aveva dieci anni e una curiosità che sembrava non avere fondo. Indossava sempre lo stesso cappello di lana rossa, anche d’estate, e faceva domande a cui nessuno sapeva come rispondere.

Con la presentazione di più personaggi

Marco, Silvia e Andrea si conoscevano da sempre.

Diversi in tutto, eppure inseparabili.

Quell’estate, però, qualcosa minacciava di distruggere la loro amicizia.

Con l’introduzione di un dialogo

– Hai sentito quel rumore? – chiese Marta, fermandosi di colpo.

– Non è niente, calmati! – rispose Luca, cercando di non mostrare la paura che gli stringeva lo stomaco.

Con l’introduzione di un episodio che dà il via alla storia

Quando ricevette la lettera senza mittente, Anna capì subito che qualcosa stava per cambiare. Le mani le tremavano mentre rompeva il sigillo rosso di ceralacca.

DIVERSI TIPI DI SEQUENZE ∞ 1

ງ Completa scrivendo la tipologia di ogni sequenza.

Il sogno di Giulia

Sequenza narrativa

Giulia si svegliò di colpo: aveva appena fatto un sogno bellissimo. Rimase per un attimo immobile nel letto e si guardò intorno.

Dalla cucina giungevano le voci della mamma e del papà. Li raggiunse, li salutò e si stiracchiò, ancora un po’ stordita. Sul tavolo c’era il suo dolce preferito: la crostata di albicocche. La mamma le sorrise e le chiese com’era andata la notte. Giulia esitò un momento, poi iniziò a raccontare il sogno, del volo notturno che aveva fatto seduta sulla farfalla.

La farfalla aveva le ali blu con sfumature dorate e sembrava fatta di luce. Sotto di lei, la città pareva un grande disegno pieno di dettagli minuscoli: tetti rossi, alberi verdi, auto come formichine. Ogni battito d’ali produceva una melodia lieve, simile a una ninna nanna.

Giulia si guardava intorno meravigliata, riconoscendo i luoghi che vedeva ogni giorno, ma da un’angolazione completamente nuova. Le piazze sembravano giardini incantati e le persone, piccole come puntini, camminavano lentamente.

Era come osservare un presepe vivente, dove ogni cosa aveva un significato più profondo.

– Dove mi stai portando? – chiese Giulia alla farfalla. – Nel luogo dove i sogni diventano realtà, – rispose con una voce dolce e musicale.

La voce sembrava vibrare nell’aria, come una melodia segreta che solo lei poteva udire.

Mentre sorvolavano un parco pieno di fiori giganti, Giulia vide altri bambini volare su creature magiche: draghi di nuvole, unicorni alati, aquiloni viventi.

C’era una sensazione di pace e libertà assoluta, come se lì non esistessero né paura né tempo. Giulia chiuse gli occhi per un istante, sentendosi parte di qualcosa di meraviglioso e infinito.

Sequenza riflessiva

Quando si alzò dal letto, Giulia pensò che i sogni possono essere porte per immaginare un mondo migliore.

«Forse un giorno volerò davvero… anche solo con la fantasia» sorrise.

Si guardò allo specchio e notò una luce diversa nei suoi occhi, come se una parte del sogno fosse rimasta con lei.

«Ogni sogno ha un messaggio nascosto» pensò, «basta solo volerlo ascoltare.»

ງ Completa il testo con una nuova sequenza specificando la sua tipologia. Il lavoro è avviato.

Sequenza

L'indomani a scuola Giulia raccontò il suo sogno a Patrizia, la sua compagna di banco, che l'ascoltava con gli occhi sgranati incantata da quelle immagini straordinarie. Durante l'intervallo le due compagne

DIVERSI TIPI DI SEQUENZE ∞ 2

ງ Completa il testo rispettando la tipologia di ogni sequenza.

Passeggiata nel bosco

Sequenza narrativa

Era una mattina di primavera quando Luca e la sua cagnolina Nina decisero di esplorare il bosco vicino a casa.

Il sole brillava tra gli alberi e l’aria profumava di fiori.

Luca salutò

Sequenza descrittiva

Il bosco era pieno di colori: il verde delle foglie, il marrone dei tronchi e il rosso acceso dei funghi.

Si sentivano i cinguettii degli uccellini e il fruscio delle foglie mosse dal vento.

Sequenza dialogica

«Guarda Nina, che strano fiore!» esclamò Luca.

Nina abbaiò e corse avanti.

«Aspettami!» rise Luca, cercando di starle dietro.

Sequenza riflessiva

IL RACCONTO REALISTICO

Il racconto realistico è un testo narrativo che racconta vicende reali o verosimili, cioè inventate ma che potrebbero accadere nella realtà.

ງ A questo testo manca l’inizio. Leggi attentamente e scrivilo con l’aiuto delle domande.

ວ Dove si trovava il protagonista?

TITOLO:

ວ Perché era lì?

ວ Chi c’era con lui?

A pochi metri da me vidi un cagnolino che nuotava disperatamente, mentre l’acqua lo avvolgeva in giri sempre più stretti.

Un pensiero mi attraversò la mente come un baleno: il vortice!

La povera bestiola intanto girava, girava e i suoi guaiti erano sempre più deboli.

Mi diressi veloce verso il gorgo, raggiunsi il cane e me lo misi al collo.

Ma intanto nel vortice ero finito io. Smisi di nuotare per un minuto o due.

Poi partii con la forza di una locomotiva e mi ritrovai tra le acque calme e tranquille: cento metri più in là c’era la riva.

Mi buttai stanco su una piccola spiaggia e mi sentii leccare la faccia da due animali: sì, due, perché un altro cane molto più grande era sbucato dal bosco e divideva le sue leccate in due porzioni: una al cagnolino e l’altra a me.

Capii che era la mamma del cagnolino che avevo salvato e mi sentii felice.

E. Franceschini, La valle più bella del mondo, Vita e Pensiero Ragazzi

IL FLASHBACK

In alcune storie l’autore interrompe la narrazione per ricordare un episodio riferito al passato. Questa tecnica si chiama flashback.

ງ Inserisci nella narrazione un flashback.

Un brusco risveglio

Vidi il mio gatto acciambellarsi sul tappeto, miagolò più volte per augurarmi un sonno tranquillo.

Nella cameretta c’era solo lui, ma qualcosa o qualcuno aveva fatto un rumore strano, così mi rannicchiai sotto le coperte e rimasi in ascolto: cu – cucu! Cu – cucu?

«Forse c’è qualcuno sotto il letto che vuol prendersi gioco di me» pensai.

Comunque spalancai un occhio che si riempì di oscurità, poi l’altro, ma li richiusi sospirando.

Dopo un po’ sentii di nuovo lo strano verso, così mi misi seduto, allungai la mano verso la lampada e l’accesi: nella camera, all’infuori del mio gatto, non c’era nessuno.

In quel momento mi venne in mente

L’indomani a scuola, durante l’intervallo, raccontai a Matteo ciò che mi era successo e lui scoppiò a ridere.

Da quel giorno non perde l’occasione di chiamarmi e di fare quel verso.

SCRIVO IN PRIMA PERSONA

ງ Scrivi il testo in prima persona.

TITOLO:

Chi?

Quando?

Dove? Che cosa fanno i pesciolini?

Come reagiscono la mamma, il papà e i nonni?

Cosa succede all'improvviso?

Come si conclude la storia?

Ai giardini

ງ Osserva le immagini e sviluppa la storia in terza persona. Tieni conto delle tipologie delle varie sequenze, non dimenticare di inserire nel testo le emozioni che provano i personaggi.

Sequenza descrittiva

Sequenza narrativa

Sequenza narrativa

Sequenza narrativa

Sequenza narrativa

Sequenza dialogica

Ai giardini

LA BIOGRAFIA

La biografia è un testo che racconta la vita di una persona realmente esistita. Spiega chi è/era, cosa fa/faceva, quando è nata/vissuta e perché è importante.

Il mio racconto biografico

ງ Intervista un adulto e scrivi il racconto biografico della sua vita.

Titolo Chi è la persona?

ວ Nome

ວ Età

ວ Dove è nata/o

Che cosa fa/faceva?

Cosa ama o amava fare?

Qual è un ricordo importante o un momento speciale?

QUALE SCEGLIERE

ງ Scrivi una biografia: come protagonista del tuo testo puoi scegliere un personaggio tra quelli presenti in questa pagina che ha suscitato in te un maggior interesse.

LA BIOGRAFIA DI:

Papa Leone XIV
Jannik Sinner
Anna Pepe

IL DIARIO

Il diario è scritto dall’autore in un tempo definito dalla data e in luogo preciso. L’autore usa un linguaggio confidenziale per esprimere emozioni e pensieri.

ງ Pensa a un momento in cui hai provato un’emozione intensa o uno stato d’animo particolare. Ricorda cosa è successo, cosa hai provato e perché ti sei sentito/a in quel modo.

Scegli con cura le parole che meglio raccontano ciò che hai vissuto e come ti sei sentito/a, e scrivi una pagina di diario.

Felicità Paura Rabbia Stupore

Data

Caro Diario,

Quando è accaduto?

Dove ti trovavi?

Con chi eri?

Che cosa è accaduto?

Come ti sei sentito/a?

Che cosa è successo alla fine?

Saluta il diario come se fosse il tuo amico e scrivi il tuo nome.

Caro diario...

ງ Leggi e completa i testi scrivendo il saluto finale. Usa un linguaggio informale.

13 settembre 2025

Caro diario, ho conosciuto finalmente una bambina speciale. Sono certa che diventerà la mia amica del cuore

18 gennaio 2026

Caro diario, sono a pezzi perché ho fatto un sogno spaventoso, se ci penso mi vengono i brividi. Mi trovavo

RISPONDO CON UNA LETTERA

La lettera è un testo che si scrive a un destinatario per scopi diversi e consente la comunicazione a distanza. Il linguaggio può essere confidenziale o formale.

Cara nonna, ho sette gatti “quasi miei”; la mamma gatta con cinque gattini.

Ieri a colazione, nel giardino dell’albergo, ho dato loro salsiccia e formaggio, quelli della colazione. Questa mattina mi stavano già aspettando. Il papà mi ha sgridata perché ho dato ai gatti anche la sua salsiccia e il suo formaggio, ma la mamma ha detto che il papà è già troppo grasso e non è davvero il caso che a colazione mangi salsiccia e formaggio. Il papà è davvero grasso! Ha proprio un bel pancione.

A casa non me ne ero accorta. Nemmeno lui! Infatti si è messo in valigia il suo vecchio costume. Ora ha dovuto comprarsi qui un nuovo costume della sua taglia; ne ha trovato uno con degli enormi “puà” gialli.

La mamma dice che non può vedere papà con un costume così buffo. A me invece non dispiace quel costume. Così in spiaggia anche da lontano lo vedo subito.

Tanti saluti e baci.

Rispondimi presto,

Nöstlinger, Cara nonna, la tua Susi, Piemme

Susi

ງ Ora fingi di essere la nonna di Susi e rispondi alla lettera. Ricorda di indicare la data e il luogo da cui scrivi.

RISPONDO CON UNA E-MAIL

La e-mail è una lettera inviata via internet.

Ho acceso il computer per guardare se casomai avevo posta.

Finora ho ricevuto una e-mail dal mio amico Salvatore, per il resto... solo pubblicità che mi offre stupidaggini o assurdi corsi di recupero scolastico.

Invece... Invece oggi...

C’era una nuova e-mail per me! Speditami da un indirizzo sconosciuto: samt@yahoo.de

Il testo era corto ma lo stesso non si capiva niente.

Un’unica cosa era comprensibile... la firma. Che era Petra!

Non potevo crederci. Quella ragazza simpatica e bella come un’elfa, a cui avevo dato il mio indirizzo in vacanza, mi aveva davvero scritto!

Allora sono schizzato dalla sedia e mi sono fiondato in cucina.

– Mamma, mamma, tu che sai il tedesco, ti prego aiutami! Voglio risponderle...

Luciano Comida, C’è posta per Michele Crismani, Edizione EL

ງ Immagina di essere Michele e di rispondere a Petra.

Da: michelecrismani@libero.it

A: samt@yahoo.de

IL RACCONTO FANTASTICO

Il racconto fantastico racconta fatti immaginari ed inverosimili che non possono accadere nella realtà.

ງ Completa il testo, aiutandoti con le domande.

Verso il passato

L’idea di viaggiare nel passato mi affascinava.

Così accettai ed entrai nell’uovo. Presi posto nell’unico sedile.

– Con quella leva puoi variare la velocità. Se giri il volante verso sinistra, vai verso il passato; dunque per tornare al presente dovrai girarlo verso destra.

Rotella chiuse la porta. Misi in moto, inserii la marcia e sterzai verso sinistra. Non osavo crederci. Lo schermo davanti a me era un vortice di colori e luci e il contatore girava velocissimo. Arrivato a meno di 50 milioni di anni, mi fermai.

Mi ero materializzato nel cuore di una valle fantastica.

Tratto da Christian Grenier, Il pianeta Terra, A. Mondadori

Mi guardai intorno (Com’era l’ambiente?)

Presi una decisione (Cosa fece? Cosa successe? Cosa provò il protagonista?)

Ad un tratto (Chi arrivò? Cosa successe ancora? Come si concluse la vicenda?)

ACCENDI LA FANTASIA!

ງ Scegli una situazione e scrivi sul quaderno il tuo racconto fantastico.

Il venditore di risate

Il signor Pancrazio è un ometto simpatico e sempre di buon umore. Raggiunge paesi e città con il suo furgoncino colmo di barattoli contenenti risate di ogni tipo...

La bici parlante

Marco rimase di sasso quando la sua bici gli fece notare le sue ruote sgonfie...

Un ospite inatteso

Chiara non riusciva a prender sonno, così decise di scendere dal letto per accostare meglio le tende.

Fu allora che scoprì sul davanzale della finestra una minuscola fatina, alta quanto una matita, che tremava per il freddo...

IL RACCONTO DI AVVENTURA

Il racconto di avventura si svolge in luoghi pieni di pericoli e di ostacoli da superare. I personaggi sono dotati di coraggio e di spirito di iniziativa.

ງ Completa il testo scrivendo la parte iniziale e finale.

Nella foresta

Poi andarono in esplorazione: attraversarono piccoli cespugli intricati e saltarono tronchi d’alberi marciti.

La sera tornarono all’accampamento. Il silenzio incominciò pian piano a impressionare l’animo dei ragazzi. A un tratto, sentirono un rumore lontano.

Vi fu silenzio, poi un rimbombo.

I tre ragazzi balzarono in piedi e si misero a correre verso il villaggio.

Giunti alla riva scostarono i cespugli ed ebbero una piacevole sorpresa: un battello navigava e ogni tanto dall’imbarcazione si innalzava un getto di vapore bianco, con un rombo cupo.

Mark Twain, Le avventure di Tom Sawyer, Editrice Piccoli

ACCENDI L’AVVENTURA!

ງ Scegli una situazione e scrivi sul quaderno il tuo racconto d’avventura.

Il tesoro nascosto

Durante una gita con la scuola, Luca e i suoi amici trovano una vecchia mappa nascosta sotto una roccia nel bosco. La mappa sembra condurre a un antico tesoro...

Nella valle dei dinosauri

Marta vide una vecchia bussola in soffitta. Quando la girò tre volte, si ritrovò nella valle dei dinosauri...

Avventura notturna

Ogni notte, nella scuola di Marco, si sentono strani rumori e luci che si accendono da sole.

Un giorno, insieme ai suoi amici, decide di nascondersi dopo l’uscita delle lezioni per scoprire cosa sta succedendo davvero...

IL RACCONTO UMORISTICO

Il racconto umoristico ha lo scopo di far divertire il lettore. I personaggi sono pasticcioni e distratti, accadono situazioni buffe e assurde e spesso ci sono degli equivoci.

Storie del paese a testa in giù

C’è un posto nel mondo nel quale la gente vive a testa in giù e quale sia si capisce subito guardando il mappamondo: è quello in fondo in fondo, al Polo Sud. È naturale che la gente là, vivendo a testa in giù, faccia tutto a rovescio e a rovescio siano i ragionamenti e anche le loro fiabe.

Siccome queste, le fiabe a rovescio, salvo i pochi che vivono in quel posto, nessuno le conosce, pensiamo sia interessante raccontarne una, e proprio nel mondo come la raccontano là. Eccola.

Marcello Argilli, Storie del Tic Tac, Editori Riuniti

ງ Immagina e scrivi una fiaba a rovescio di quelle narrate dalla gente che vive nel paese a testa in giù. Puoi iniziare così:

Il drago, una volta fiero e temuto, non sputava più fuoco, ma solo acqua... Nessuno lo chiamava più “Signore delle Fiamme” ma “Acquettino”.

Un tempo, bastava un suo ruggito per far tremare i villaggi.

Ora, i bambini gli tiravano sassolini gridando: – Fai la doccia, Acquettino! – e ridevano fino a strozzarsi.

Deriso e umiliato, un giorno decise di restituire la principessa che aveva rapito tanto tempo prima a suo padre, il re.

ACCENDI LA RISATA!

ງ Scegli una situazione divertente e scrivi sul quaderno il tuo racconto umoristico.

Il signor Gino

Il signor Gino decise di iscriversi a un corso di yoga.

Peccato che confuse il tappetino da yoga con lo zerbino di casa sua, portandolo in palestra con ancora scritto sopra “Benvenuti!”...

La torta esplosiva

La nonna di Martina ha deciso di preparare per il compleanno della nipotina una torta speciale.

Seguendo una ricetta trovata su un blog giapponese tradotto male da Google, sostituisce il lievito con bicarbonato e aceto.

Mentre la torta cuoce nel forno si sente un boato...

Un tentativo mal riuscito

Giulio, ingegnere elettronico “per passione”, decide di costruire da solo un robot assistente che lo aiuti in casa.

Dopo mesi di lavoro nasce Robò.

Alla prima attivazione, Robò interpreta male il comando “Spazza bene il pavimento”. Il risultato? Un vero disastro...

IL RACCONTO DI PAURA

Il racconto di paura ha lo scopo di tenere il lettore col fiato sospeso, suscitando paura e tensione, attraverso storie inquietanti.

ງ Completa il racconto aiutandoti con le domande.

Casa con fantasma

La vecchia casa dei nonni di Jimmy era abitata dai fantasmi... o almeno così dicevano tutti, nel villaggio. Se solo Jimmy avesse potuto dimostrare che non era vero, zia Mary avrebbe potuto dare la casa in affitto.

Un sabato, quando la zia era al villaggio, Jimmy prese dal gancio della cucina la chiave della casa stregata e si avviò. L’idea di scoprire da sé se la casa era stregata gli era sembrata subito buona. Hitchcock, Otto racconti contro la paura, Vallecchi Editore

(Com’era la casa? Che impressione ebbe Jimmy?) Descrivi.

All’improvviso Jimmy sentì alcuni rumori che lo fecero sobbalzare.

(Di che rumori si tratta? Che cosa fece Jimmy?) Descrivi e racconta.

Indietreggiando a piccoli passi Jimmy si fermò travolto dal terrore. Davanti ai suoi occhi c’era un fantasma senza testa.

(Com’era il fantasma? Cosa fece? Cosa disse a Jimmy? Come reagì il ragazzo? Cosa successe? Come si concluse la spaventosa vicenda?) Descrivi e racconta.

ACCENDI LA PAURA!

ງ Scegli una situazione e scrivi sul quaderno il tuo racconto di paura.

La casa abbandonata

Un giorno, mentre camminavo con i miei amici notammo vicino al parco una vecchia casa abbandonata con le finestre rotte e la porta socchiusa. Qualcuno mi aveva detto che era infestata da fantasmi...

Il libro misterioso

Alla biblioteca della scuola, Luca e Daniele trovarono un vecchio libro polveroso che nessuno aveva mai visto prima. Quando lo aprirono, le pagine si mossero da sole e le parole brillavano!

All’improvviso si ritrovarono in un mondo strano e buio…

Un rumore nella notte

Una notte, mentre dormivo, mi svegliai di soprassalto: sentii un rumore strano provenire dall’armadio. Sembrava che qualcuno stesse sussurrando il mio nome.

– Alfredo, prendi la torcia e apri l’anta –ripeteva la voce spaventosa...

DESCRIVERE CON I CINQUE SENSI ∞ 1

Il testo descrittivo descrive persone, animali, oggetti e luoghi. Utilizza i dati sensoriali per far immaginare al lettore le caratteristiche di ciò che viene descritto, coinvolgendolo attraverso i cinque sensi (vista, udito, tatto, gusto e olfatto) e aiuta a creare un’immagine chiara e vivida nella mente di chi legge. Inoltre, il testo descrittivo ha lo scopo di esprimere emozioni.

Dati visivi �� Il giardino

ງ Sottolinea nel testo i dati visivi.

La vegetazione si apriva come un tappeto vivo di colori: giallo brillante, rosso intenso, blu profondo e bianco latte. Ogni fiore sembrava pulsare di luce. Il verde, in mille sfumature, ricopriva tutto: tenero come erba bagnata, scuro nei cespugli, lucido nelle foglie giovani. Tra i rami contorti dei peri e dei pruni, la corteccia ruvida graffiava le dita. I fiori rosa, fragili e tremanti, danzavano al vento. I rododendri sussurravano piano, come se parlassero con l’aria.

L’odore delle rose dominava tutto: dolce, forte; si arrampicavano sui muri, sbucavano tra le pietre, cadevano a grappoli dai tetti. Le più belle, con petali fitti e morbidi come velluto, attiravano le api con il loro brusio dorato.

ງ Descrivi anche tu un bel giardino utilizzando principalmente i dati visivi.

Dati uditivi �� L’intervallo

ງ Sottolinea nel testo i dati uditivi.

Durante l’intervallo, la scuola si riempie di suoni vivaci. Si sentono le risate allegre dei bambini che corrono nel cortile. Le scarpe sbattono forte sul pavimento, facendo un rumore ritmico e veloce. Alcuni scolari gridano mentre giocano a rincorrersi. Dal corridoio arriva il rumore delle sedie che strisciano sul pavimento. Una campanella in lontananza suona per avvisare che la pausa sta finendo. Qualcuno morde una mela croccante, facendo crunch. Le maestre parlano tra loro con voce calma. Poi, un silenzio improvviso: è suonata la campanella, si torna in classe.

ງ Immagina di trovarti seduto a un tavolo in una pizzeria: descrivi i rumori che senti intorno a te.

Dati olfattivi �� La stanza del nonno

ງ Sottolinea nel testo i dati olfattivi.

Appena si entra nella stanza del nonno, l’odore del legno vecchio e della polvere si mescola a quello, più dolce, del tè alla cannella. Dalla finestra aperta, il vento porta con sé il profumo umido della pioggia e quello di gelsomino proveniente dal cortile. La carta dei vecchi libri che il nonno custodisce nella libreria sa di tempo e di ricordi.

ງ Descrivi, utilizzando i dati olfattivi, gli odori del pranzo della domenica.

Dati tattili �� Dolci sensazioni

ງ Sottolinea nel testo i dati tattili.

Le dita scorrono sulla superficie ruvida del tronco, dove la corteccia si sgretola come briciole secche. Cammino a piedi scalzi sull’erba del mattino, il suolo è fresco, umido e punteggiato di piccoli sassolini lisci. Mentre raccolgo una pietra calda di sole, il vento si infila tra le maniche, accarezza la pelle e ogni tocco dell’aria è come un dolce sussurro.

ງ Immagina di essere su una spiaggia. Descrivi le tue sensazioni toccando con le mani alcune cose intorno a te come l’acqua del mare, una conchiglia, un sasso.

Dati gustativi �� Al ristorante

ງ Sottolinea nel testo i dati gustativi.

Arrivarono le tagliatelle calde, sistemate con cura su un piatto di porcellana. Le strisce di pasta, lunghe e dorate, erano coperte da un ragù denso e appetitoso, pieno di sapori forti e decisi. Il ragù, morbido e cremoso, aveva il gusto ricco della carne cotta piano piano, tenera e succosa, mescolata a una salsa di pomodoro maturo. Si sentivano anche le erbe come rosmarino e alloro, che davano un tocco profumato. Il pepe nero aggiungeva un leggero pizzicore caldo.

L’uomo, seduto al tavolo di legno, si tolse gli occhiali e chiuse gli occhi, godendosi il calore del piatto e tutti quei gustosi sapori.

ງ Immagina di trovarti in una pasticceria. Scegli il tuo dolce preferito e descrivilo utilizzando termini legati al gusto come dolcezza, consistenza, aroma e fragranza.

DESCRIVERE CON I CINQUE SENSI ∞ 2

Il castello di Canterville

Il castello di Canterville si trovava a sette miglia da Ascot, la più vicina stazione ferroviaria, perciò il signor Otis aveva telefonato affinché un calesse li venisse a prendere.

Iniziarono il viaggio di ottimo umore. Era una bella serata di luglio, nell’aria il profumo delle pinete. Di tanto in tanto si sentiva un colombo riempire il bosco della sua dolce voce o si intravedeva tra l’alta erba il petto scintillante di colori di un fagiano. Piccoli scoiattoli sbirciavano curiosi al loro passaggio e i conigli guizzavano in mezzo al sottobosco con le code bianche ritte nell’aria.

Quando entrarono nel viale che portava al castello, il cielo improvvisamente si caricò di nuvole. Uno strano silenzio sembrò invadere l’aria, un improvviso volo di corvi passò sulle loro teste e, prima ancora di raggiungere la casa, era già caduta qualche grossa goccia di pioggia.

Adatt. da O. Wilde, Il fantasma di Canterville, Mondadori

ງ Scrivi accanto a ciascuna frase il dato sensoriale a cui si riferisce (vista, udito, olfatto, tatto).

ວ Nell’aria il profumo delle pinete. �� Dato

ວ La dolce voce del colombo. �� Dato

ວ L’erba alta. �� Dato

ວ Petto scintillante di colori del fagiano. �� Dato

ວ Uno strano silenzio. �� Dato

ວ Qualche grossa goccia di pioggia. �� Dato

ງ Completa la descrizione immaginando l’ingresso del castello e le sensazioni che prova il signor Otis.

DESCRIVERE CON I CINQUE SENSI ∞ 3 Il borgo antico

Il piccolo vicolo in pietra, incastonato nel cuore del borgo antico, profuma di pane appena sfornato e legna arsa. I muri, scrostati e umidi, emanano un odore muschiato che si mescola al sentore di salmastro portato dal vento.

Camminando, i miei passi risuonano attutiti sui ciottoli levigati dal tempo, mentre una leggera brezza accarezza il viso, portando con sé il fruscio delle tende mosse dietro le persiane socchiuse.

L’aria è densa di silenzi sospesi, rotti solo dallo scalpiccio lontano di un gatto che scappa, infilandosi in un portone.

Le luci calde dei lampioni disegnano ombre tremolanti sulle pareti: sembra che il vicolo respiri, vivo, custodendo storie sussurrate e dimenticate.

ງ Sottolinea con colori diversi i dati sensoriali che si riferiscono alla vista, all’udito, al tatto e all’olfatto.

ວ I dati sensoriali costruiscono un’atmosfera densa di: nostalgia tristezza

ງ Continua la descrizione arricchendola con dati olfattivi e gustativi. Puoi cominciare così:

Camminai ancora per un po’. Mi fermai davanti ad una trattoria e vi entrai...

Due terribili zie

Spugna, zia Stecco e James erano fuori in giardino. James sfacchinava come al solito. Zia Spugna e zia Stecco erano comodamente sedute sulle loro sedie sdraio, sorseggiando da alti bicchieri limonata frizzante, e lo sorvegliavano perché non smettesse di lavorare nemmeno per un attimo.

Zia Spugna era enormemente grassa e bassa. Aveva occhietti porcini, la bocca cascante e una faccia bianchiccia che pareva bollita. Sembrava un grosso cavolo stracotto e gonfio d’acqua.

Zia Stecco, invece, era alta, magra e ossuta e portava occhiali cerchiati di acciaio in bilico sulla punta del naso. Aveva la voce gracchiante e labbra lunghe e sottili sempre umide e, quando era arrabbiata o agitata, bollicine di saliva le sprizzavano dalla bocca mentre parlava.

E stavano lì sedute, queste due orribili streghe, sorseggiando le loro bibite e ogni tanto strillando a James di sbrigarsi a tagliar più veloce la legna.

R. Dahl

ງ Che carattere hanno le due zie? Sottolinea nel testo le parole che te lo fanno capire. Evidenzia poi, con colori diversi, l’aspetto fisico delle due donne e completa lo schema.

Zia Stecco

Zia Spugna

ງ Trasforma zia Stecco e zia Spugna in due signore anziane e affettuose.

Cogli ogni dettaglio del loro aspetto e carattere utilizzando parole appropriate.

Alice

Mi chiamo Alice, i miei parenti mi chiamano “serpe”, ma io non mi offendo perché sono abbastanza contenta del mio carattere dispettoso.

Ho una statura media, le gambe lunghe, non sono grassa, ma neanche magra. Ho gli occhi verdi scuri ed espressivi; il mio viso è leggermente spruzzato di lentiggini; la bocca piccola e due dentoni sporgenti da Zanna Bianca. Una cosa di cui forse mi vanto troppo sono i capelli, biondi, lunghissimi e morbidi.

Ho molti pregi, però ammetto di avere anche molti difetti. Fra i pregi c’è che sono molto estroversa, mi inserisco bene tra gli amici e mi piace la compagnia di tutti. Ho sempre la battuta pronta e sono una buongustaia.

Sono permalosa, molto disordinata e mi fa molta fatica fare i compiti per casa. Non mi piace stare sola a lungo e poi mi lagno troppo se non faccio qualcosa. Sono ficcanaso, mi metto in mezzo agli affari degli altri e cerco sempre di sapere i segreti. Sono brava nell’organizzare piani dispettosi.

Alice Sturiale, Il libro di Alice, Rizzoli

ງ Sottolinea nel testo le parole che descrivono l’aspetto fisico e il carattere di Alice.

ງ Trasforma l’aspetto fisico di Alice e il suo carattere. Puoi iniziare così:

Mi chiamo Alice, i miei parenti mi chiamano “gattina” perché sono silenziosa e discreta, e sinceramente non mi dispiace: mi riconosco in questo lato tranquillo del mio carattere...

DESCRIVERE LE EMOZIONI

Paura del buio

Entravo nel letto, nella mia camera. Quando Miss Parker entrava, le buttavo le braccia intorno al collo, la stringevo e la supplicavo di lasciare la mia porta aperta, soltanto un pochettino, così che potessi vedere la luce. – No, no – rispondeva calma, – devi imparare a dormire al buio, è sciocco avere paura.

Quando se ne andava, per un po’ vedevo la luce del corridoio spuntare dallo spacco al fondo della porta. Poi, quando la luce si spegneva, ero agghiacciata all’idea di essere al buio.

Mi alzavo, entravo nelle camere dei miei fratelli e li guardavo dormire; era come se non ci fossero perché non ci potevamo parlare e non mi vedevano; era come se io fossi morta; e avevo ancora più paura.

Susanna Agnelli

ງ Descrivi anche tu un momento di paura. Dov’eri? Con chi? Che cosa hai visto? Che cosa hai provato?

Camilla è furiosa

ງ Completa il testo descrivendo la rabbia di Camilla. Camilla oggi è davvero furiosa. Ha le guance rosse, le mani strette a pugno e i piedi che battono forte per terra. Tutto è iniziato quando il suo fratellino ha rovinato il disegno che stava facendo con tanta cura e che avrebbe dovuto consegnare il giorno dopo alla maestra, per partecipare alla mostra d’arte di fine anno.

Camilla piange...

Mi sento felice

ງ Completa il testo.

Mi chiamo Valentina e oggi, che è il mio compleanno, sono davvero molto felice! Non riesco a stare ferma un attimo, il cuore mi batte forte e non faccio che pensare alla mia festa. In casa c’è una strana atmosfera, tutta diversa dal solito, piena di profumi dolci e colori vivaci. Sono sicura che la mamma ha preparato la torta che mi piace tanto, quella al cioccolato con le fragole fresche, e solo a pensarci mi viene l’acquolina in bocca! Non vedo l’ora di vedere gli amici arrivare...

Che tristezza!

ງ Completa il testo.

Il cielo all’improvviso si è coperto di nuvole scure e il mio cuore si è coperto all’improvviso di tristezza, una tristezza grigia proprio come il pelo del mio gattino. Il vento ha cominciato a soffiare piano, come un sussurro malinconico, e le foglie sugli alberi sembrano tremare.

Il mio gattino, con i suoi occhi grandi e profondi, si è avvicinato silenzioso, come se avesse capito. Si è accoccolato accanto a me, il suo corpicino caldo contro la mia gamba e ha incominciato a solleticarla con la punta del naso strappandomi un sorriso.

Creature di fantasia

In una radura del bosco, alla luce dei falò, stavano delle creature molto differenti tra loro.

Da una parte, una figura alta e slanciata che sembrava di pietra, con due occhi grandi che emanavano una strana luce, sedeva accanto a un minuscolo essere dalle orecchie lunghe che brillavano nella notte al chiarore delle fiamme.

Poco più in là, una creatura enorme, simile a un orso, era coperta in parte di muschio e felci, ruggiva e muoveva le braccia disegnando cerchi nell’aria.

All’improvviso apparve una strana signora con un naso lungo e affilato. Si posò con grazia sotto un grande albero e cominciò a soffiare scintille d’oro.

ງ Completa il testo descrivendo alcuni personaggi di tua invenzione.

Il gatto Picì

Si chiamava Picì il bel gatto dal chiaro e morbido pelo appena striato sul dorso, dai lunghi baffi e dalla bella coda.

Gli occhi, dalla pupilla allungata, brillavano: l’uno azzurro e l’altro verde; le orecchie appuntite erano sempre pronte a muoversi. Viveva in una vecchia casa di città e le sue grandi passioni erano la soffitta e la via.

Girava in lungo e in largo, ma da gatto bene educato, ogni sera, alla stessa ora, rincasava. Saliva le scale tenendo la coda abbassata a strascico.

Quando voleva uscire, se trovava la porta chiusa, miagolava tanto insistentemente da convincere la padrona di casa ad aprire.

Dopo il pasto serale si acciambellava sul divano.

L. Bacchielli Ricci, Storie di animali, La Scuola

ງ Sottolinea nel testo le risposte.

ວ Come si chiama il gatto protagonista della storia?

ວ Che tipo di pelo ha Picì?

ວ Di che colore sono i suoi occhi?

ວ Dove vive Picì?

ວ Quali sono le sue due grandi passioni?

ວ Cosa fa quando trova la porta chiusa?

ວ Dove si sistema dopo cena?

ງ Immagina di essere Picì. Racconta una tua giornata.

Mi chiamo Picì, e questa è la mia giornata...

Un cucciolo stupendo

Lo vuoi un cagnolino? Non so come si chiama. Se lo vuoi, il nome glielo potrai dare tu. Io purtroppo non posso tenerlo. Ho già Pallone e il gatto Camicia!

È un cucciolo, piccolo piccolo. È peloso, morbido, con gli occhi neri e il muso bianco. Anche le zampe sono bianche, e tenere come quelle di un gatto. Ha le orecchie vellutate come petali, lunghe e marroni. La coda è corta e vivace. Non sta fermo un minuto, ha sempre voglia di giocare e di rosicchiare!

L’ha trovato mio cugino Crocco. Te lo ricordi? Il cagnolino stava sulla riva del fiume in un cestino rosso. Devono averlo lasciato lì perché qualcuno lo prendesse, e Crocco l’ha preso e l’ha dato a me, ma io non posso tenerlo. Prendilo tu per favore, è un cagnolino stupendo!

Roberto Piumini, Tanti amici per Holly Hobby, Mondadori

ງ Sottolinea nel testo le parole che descrivono l’aspetto fisico e il comportamento del cagnolino.

ງ Descrivi un cagnolino che conosci bene. Parla del suo aspetto fisico, del suo carattere e delle sue abitudini.

Nella descrizione oggettiva si forniscono informazioni con termini scientifici precisi.

Nella descrizione soggettiva l’autore presenta l’animale in modo personale esprimendo le proprie sensazioni ed impressioni.

LA DESCRIZIONE OGGETTIVA

Il porcospino

Il porcospino è un roditore che vive solo nelle regioni calde. È riconoscibile per gli aguzzi spini bianchi e neri che ha sul dorso, che gli servono per terrorizzare l’avversario.

Il porcospino vive per lo più solitario, o in piccoli gruppi, e abita ai piedi delle colline o accanto ai luoghi abitati.

Conduce una vita notturna e possiede quindi vivissimi l’olfatto e l’udito.

Si nutre di vegetali, piante, germogli, radici, tuberi e piccoli animali.

La presenza del porcospino è apprezzata dall’uomo in quanto è un eccezionale cacciatore di topi, nonché l’unico tra gli animali a poter affrontare e vincere la vipera, essendo completamente immune dal veleno di questo rettile.

Quando è in pericolo e quando va in letargo assume l’aspetto di una palla irta di punte.

Il mondo degli animali, Fratelli Melita Editore

ງ Trasforma la descrizione oggettiva in una descrizione soggettiva utilizzando i dati sensoriali, similitudini, aggettivi ed esprimendo impressioni personali. Puoi incominciare così:

Io e mio cugino decidemmo con nonno Piero di andare nel boschetto a raccogliere le more.

Ad un tratto nonno Piero aguzzò la vista e si fermò di scatto e...

La descrizione oggettiva

La brina

La brina è un fenomeno naturale che si verifica quando il vapore acqueo presente nell’aria si deposita direttamente sotto forma di ghiaccio su superfici fredde, come foglie, erba o vetri, senza passare per lo stato liquido.

Avviene soprattutto nelle prime ore del mattino, in autunno e in inverno, quando la temperatura scende sotto lo zero.

La descrizione soggettiva

La brina

La brina trasforma il mondo in un regno incantato. Ogni filo d’erba diventa prezioso, una scultura di ghiaccio, ogni ramo un ricamo d’argento.

Camminando al mattino, l’erba scricchiola sotto i passi e il respiro è come un soffio che danza nell’aria.

C’è una bellezza nella brina ma dura solo un attimo, finché il sole non la scioglie; in quel breve istante regala al paesaggio una magia silenziosa, come se il tempo si fosse fermato.

ງ Immagina e descrivi un paesaggio coperto dalla brina.

Arricchisci il testo con emozioni, aggettivi e similitudini. Puoi iniziare così: Il paesaggio si stende silenzioso, avvolto da una brina sottile che ricopre ogni cosa come un velo prezioso. Gli alberi, spogli e immobili, sembrano statue di vetro, con i rami rivestiti di cristalli minuscoli e scintillanti...

Un vecchio carillon

Leo andò nella sua camera e si sedette davanti alla scrivania con la vaga intenzione di finire i compiti di matematica, ma si ritrovò a fissare il carillon.

Era stato realizzato con grande cura. Le piccole figure sul lato anteriore lo affascinavano. Più le osservava, più riusciva a vederle distintamente. In primo piano c’erano figure più grandi: uomini, donne e bambini che camminavano lungo la strada principale, entravano e uscivano dai negozi e si fermavano alle bancarelle.

Ma dietro di loro ce n’erano altre, a centinaia, molte talmente piccole che Leo riusciva a malapena a distinguerle.

«L’artista deve aver usato una lente d’ingrandimento per dipingerle», pensava fissando lo scrigno con gli occhi socchiusi.

Poi si ricordò che anche lui ne possedeva una, che gli aveva regalato il padre. La trovò in fondo a un cassetto della scrivania e si mise a studiare il carillon.

Ora riusciva a vedere tutti i dettagli di cui prima non si era accorto: scorgeva le espressioni sui volti di alcune persone più distanti, distingueva le merci esposte nei negozi, i gatti seduti sui davanzali delle finestre, le verdure che crescevano negli orti…

Emily Rodda, Nelle terre di Rondo, Piemme Junior

ງ Rispondi alle domande.

ວ Qual è l’oggetto al centro della descrizione?

ວ Quali sensazioni e pensieri prova Leo mentre lo osserva?

ວ Che cosa scopre grazie alla lente d’ingrandimento?

ວ Quali dati sensoriali ha utilizzato lo scrittore?

ງ Descrivi un oggetto a cui sei particolarmente legato, soffermandoti su:

ວ la forma dell’oggetto;

ວ il materiale di cui è fatto;

ວ il colore o i colori che lo caratterizzano;

ວ le sue dimensioni (grandezza);

ວ le emozioni e i ricordi che provi quando lo osservi.

La conchiglia

Tengo in mano una conchiglia. Sembra un piccolo tesoro del mare. Al tatto è liscia in alcuni punti e ruvida in altri, come se il mare l’avesse accarezzata per tanto tempo.

I suoi colori sono delicati: un po’ rosa, un po’ bianco, con strisce color sabbia. Sembra dipinta da un artista molto bravo.

Quando la metto vicino all’orecchio, sento un suono profondo, come se il mare mi stesse parlando piano piano. Racconta storie di onde, di barche lontane e forse anche di sirene.

La luce che la colpisce la fa brillare e la impreziosisce. Guardandola mi sento felice e tranquillo, come quando si trova qualcosa di speciale.

È un oggetto silenzioso, ma pieno di emozioni. Una conchiglia che fa venire in mente i bei ricordi di una giornata al mare.

Emily Rodda, Nelle terre di Rondo, Piemme Junior

ງ La descrizione è: soggettiva oggettiva

ງ Quali dati sensoriali sono presenti nel testo? Segna con una X

Olfattivi

Visivi

Tattili

Uditivi

Gustativi

ງ Cosa trasmette l’autore attraverso la descrizione della conchiglia? Completa:

ວ emozioni di felicità e serenità

ວ apprezzamento per le bellezze della natura

Per descrivere i fenomeni atmosferici si utilizzano le parole del tempo per evidenziare i cambiamenti nei diversi momenti della giornata. Si utilizzano, inoltre, dati sensoriali, aggettivi, similitudini e metafore.

L’acquazzone

All’improvviso, il cielo si rabbuia come un volto imbronciato. Le nuvole, gonfie e grigie come cuscini d’inchiostro, si raccolgono veloci, cancellando la luce del sole in un istante. L’aria diventa pesante, immobile, quasi trattenesse il fiato. Poi, senza preavviso, esplode l’acquazzone.

Grosse gocce di pioggia cadono con forza, tamburellando sui tetti, rimbalzando sull’asfalto come chicchi impazziti. Dopo un po’ l’acqua scroscia furiosa, come se il cielo rovesciasse un secchio d’acqua ghiacciata. Il vento si alza e fischia tra i rami, trascinando con sé il profumo della terra bagnata e delle foglie spezzate.

Le strade si trasformano in piccoli fiumi e le pozzanghere si moltiplicano come specchi tremolanti.

La gente corre a cercare riparo, mentre l’acquazzone continua a cadere, fittissimo, quasi avesse fretta di lavare il mondo. È un momento breve ma intenso, come un battito d’ira del cielo. Poi, con la stessa rapidità con cui è arrivato, il temporale svanisce, lasciando dietro di sé un silenzio fresco e una luce nuova che filtra tra le nuvole ormai in fuga.

ງ Sottolinea nel testo le similitudini e le personificazioni.

ງ Quali dati sensoriali sono presenti nel testo?

Olfattivi Visivi Tattili Uditivi Gustativi

ງ Descrivi anche tu il temporale ispirandoti al testo letto e utilizzando i dati sensoriali.

Arricchisci la descrizione con similitudini e personificazioni.

Il vento

Il vento non si vede, ma c’è sempre.

Si infila tra le case, tra gli alberi, tra i capelli.

È come un amico invisibile che arriva all’improvviso: a volte piano piano, a volte correndo forte, fino a spaventarti.

Le foglie del giardino cominciano a ballare, gli alberi si piegano come per ascoltare un segreto.

Il vento fa anche i dispetti: fischia tra i tetti nelle notti fredde, bussa alle finestre come se volesse entrare e, nelle sere d’autunno, soffia leggero e porta una dolce musica.

Il vento sembra vivo, non è mai silenzioso.

D’estate sussurra tra le spighe, ride tra i rami e i papaveri e li accarezza dolcemente.

Viaggia per il mondo senza stancarsi mai.

ງ Sottolinea nel testo le similitudini e le personificazioni.

ງ Descrivi anche tu il vento ispirandoti al testo letto. Arricchisci la descrizione con similitudini e personificazioni. Puoi iniziare così:

Il vento è come un grande viaggiatore che non si ferma mai. A volte è allegro e fa volare gli aquiloni nel cielo, altre volte è arrabbiato e scuote tutto con forza. Quando arriva, porta con sé profumi...

Si può descrivere un luogo da un punto di vista fisso, così come si presenta davanti agli occhi di chi sta fermo ad osservare, o da un punto di vista mobile, quando l’osservatore si muove e il suo punto di vista cambia.

Davanti alla finestra

Mi fermai immobile davanti alla finestra. Pioveva, la strada era bagnata, i marciapiedi scuri. Alcune macchine stavano parcheggiando; altre, ferme, erano coperte di pioggia. La gente attraversava la strada rapidamente, entrava e usciva dall’ufficio postale nel moderno edificio dirimpetto.

Il vetro cominciava ad appannarsi. Dietro la sottile pellicola di vapore osservavo i passanti che andavano a imbucare la posta. La pioggia dava loro un’aria da cospiratori.

Si fermavano davanti alla cassetta delle lettere, estraevano una busta dal cappotto e, svelti svelti per non bagnarla, la infilavano nella fessura, rialzandosi il bavero per ripararsi dalla pioggia.

J. P. Toussaint, La stanza da bagno, Guanda

ງ La descrizione è fatta da un osservatore: fermo in movimento

ງ Immagina di trovarti davanti a una finestra e di osservare un paesaggio innevato. Descrivi ciò che vedi utilizzando in modo corretto i dati sensoriali ed esprimi le tue emozioni.

Per le strade di città

Marco cammina lentamente lungo il marciapiede. L’aria è fresca e il sole fa brillare le vetrine dei negozi. Intorno a lui c’è un gran via vai di persone: qualcuno ha fretta e corre, altri passeggiano con calma, magari con un gelato in mano. Osserva i palazzi alti, con tante finestre tutte in fila, e nota un signore affacciato al balcone che annaffia le piante.

Passa davanti a una panetteria e il profumo di pane caldo gli fa venire fame. Guarda un bambino che tiene per mano la mamma, mentre indica con entusiasmo un cane che scodinzola.

Sente le voci, i clacson delle auto, il rumore del tram che passa sferragliando. Marco si ferma un attimo sotto un albero: le foglie fanno ombra e si muovono piano con il vento. Poi riprende a camminare per le strade della sua città facendo nuove e interessanti scoperte.

ງ La descrizione è fatta da un osservatore in movimento. Quali scoperte farà ancora Marco camminando per le strade della sua città? Immagina e scrivi.

Una stanza

La finestra era senza tende: la carta da parati incollata ai muri si staccava in più punti a causa dell’umidità e si accartocciava scoprendo la calce del muro.

I vetri della finestra erano umidi e pieni di polvere. Nella stanza c’era una vecchia cassettiera in legno con le maniglie in rame foggiato a tralci decorati di foglie e di fiori, e un vecchio mobile con una tavoletta di legno su cui era posta una brocca d’acqua nella sua catinella, e tutto l’occorrente per farsi la barba.

In un angolo, le scarpe; accanto alla testata del letto, un comodino senza sportello e senza lastra di marmo; un brutto scrittoio, una poltrona col sedile di paglia, sfoderata, e due sedie completavano il miserevole mobilio.

Honoré de Balzac, Papà Goriot, Mondadori

ງ La descrizione è: soggettiva oggettiva

ງ Quale percorso descrittivo ha utilizzato lo scrittore? Segna con una X Logico

ງ Come ti sembra la stanza?

Spaziale

Temporale

ງ Ora rendi la stanza bella e accogliente. Utilizza gli indicatori spaziali, i dati sensoriali necessari e inserisci nel testo qualche similitudine.

In viaggio in auto

Dopo poco lasciammo le montagne e c’erano ora alberi ai due lati della strada, e un ruscello e campi di grano maturo.

La strada continuava molto bianca e diritta davanti a noi, poi cominciò a salire un poco e sulla collina a sinistra apparve un castello con altre costruzioni strette attorno a un campo di grano che si spingeva fin sotto le mura e ondeggiava nel vento.

Infine traversammo una vasta pianura; sulla destra vi era un gran fiume luccicante tra i filari degli alberi e lontano si scorgeva l’altopiano di Pamplona sorgere in mezzo alla pianura. Dietro l’altopiano vi erano montagne, da qualsiasi parte si guardasse vi erano montagne.

Davanti a noi la strada si stendeva bianca.

Ernest Hemingway

ງ Quali dati sensoriali sono presenti nel testo?

ງ La descrizione è:

soggettiva oggettiva

ງ Quale percorso descrittivo ha utilizzato lo scrittore? Segna con una X

Logico

Spaziale

Temporale

ງ Continua il testo. Descrivi ciò che vedi immaginando di trovarti in auto. Utilizza opportunamente gli indicatori temporali e spaziali, i dati sensoriali necessari e inserisci nel testo qualche similitudine per arricchirlo.

Il boschetto

L’interno del boschetto, umido di pioggia, mutava continuamente a seconda dello stato del sole.

I tronchi sottili delle betulle, non troppo fitte, assumevano d’improvviso il riflesso dolce della seta bianca. Le foglie minute sparse per terra si coloravano d’un tratto, si accendevano di oro zecchino, e gli steli delle alte felci ricciute, che si impigliavano e si intersecavano all’infinito dinanzi agli occhi, parevano trasparenti.

I. Turgenev

ງ Quali sono gli elementi del paesaggio descritto?

ງ Che cosa vuol rendere l’autore con questa descrizione?

ງ Descrivi anche tu un paesaggio.

Scegli un percorso visivo a tuo piacimento: dal generale al particolare; dall’alto in basso; da destra a sinistra.

Ricorda di esprimere le tue impressioni usando i dati sensoriali, le metafore e le similitudini.

La mareggiata

Il cielo è cupo, rigato da nubi grigie che corrono come cavalli impazziti.

Il vento fischia tra le rocce, ululando come un lupo in cerca di preda.

Davanti alla costa, il mare si agita con rabbia: onde alte e schiumose si inseguono, si rincorrono, si abbattono sugli scogli con fragore, come tamburi di guerra.

L’acqua salata sferza l’aria con il suo odore pungente, mentre gocce fredde si posano sulla pelle come spine di ghiaccio.

Il mare, che fino a poco fa sembrava dormire, ora ruggisce e si gonfia come un gigante risvegliato, deciso a mostrare tutta la sua forza.

Gli spruzzi si alzano al cielo, danzando come spiriti selvaggi, e la spiaggia trema sotto i colpi delle onde.

I gabbiani volano via, spinti dal vento, gridando allarmi nel loro linguaggio misterioso.

Il mare, in questa furia, sembra vivo: un essere gigantesco che respira, grida e si ribella. Non è più solo acqua, ma una creatura indomabile che sfida il cielo e la terra.

ງ Nel testo sono presenti molti dati sensoriali: visivi, uditivi, tattili e olfattivi. Sottolineali con colori diversi.

ວ Cerchia di verde le similitudini.

ວ Cerchia di rosso le personificazioni.

ງ Immagina di essere lì... Cosa vedi? Cosa senti? Cosa provi? Pensa e descrivi.

OSSERVO, PENSO E SCRIVO ∞ 1

ງ Osserva la scena e descrivi i personaggi: l’aspetto fisico, l’abbigliamento. Immagina il carattere e il comportamento di ognuno. Infine descrivi l’ambiente.

OSSERVO, PENSO E SCRIVO ∞ 2

ງ Descrivi quello che vedi seguendo un ordine: primo piano, secondo piano, sullo sfondo. Usa gli indicatori spaziali (davanti, dietro, al centro, accanto…).

Arricchisci la descrizione con i dati sensoriali, inserisci qualche similitudine ed esprimi le tue sensazioni.

LA DESCRIZIONE NELLA NARRAZIONE ∞ 1

ງ Il testo non deve solo contenere le informazioni sull’argomento, ma deve essere arricchito con descrizioni che mostrino anche le emozioni dei personaggi: l’allegria di Dario e Massimo, la rabbia della mamma, la delusione dei due amici. Poi scrivi il titolo.

TITOLO:

Lavorarono a lungo, raccogliendo rami, coperte vecchie e pezzi di cartone. La capanna cominciava a prendere forma e i due amici erano soddisfatti.

ງ Descrivi l’allegria di Dario e Massimo mentre costruiscono la capanna.

Quando la mamma di Dario uscì in giardino e vide la capanna, non fu contenta.

ງ Descrivi la rabbia della mamma.

Disse che avevano fatto disordine e che avrebbero dovuto smontare tutto subito. I due amici provarono a spiegare, ma la mamma non volle sentire ragioni.

ງ Descrivi la delusione dei due amici.

Alla fine, Dario e Massimo smontarono la capanna in silenzio. Poi si sedettero sull’erba, senza più voglia di giocare.

LA DESCRIZIONE NELLA NARRAZIONE ∞ 2

ງ Leggi con attenzione il testo.

Riscrivilo sul quaderno arricchendolo nelle parti contrassegnate dai numeretti. Per ogni parte da arricchire, usa le domande per sviluppare meglio i contenuti e rendere il testo più chiaro e completo.

TITOLO:

Fabiola mi aspettava sulla spiaggia con il suo bellissimo aquilone. 1

– Muoviti, lumaca! – strillò vedendomi arrivare. – E quello chi è? – mi chiese rivolgendo lo sguardo a Mario.

2

Finalmente mi tuffai e, sollevando una montagna di spruzzi, raggiunsi il mio nascondiglio segreto: era una grotta dove l’acqua era di un blu intenso. Fabiola e Mario mi raggiunsero e anche loro rimasero senza parole. 3 E mentre ci guardavamo intorno, scorgemmo in un angolo della grotta una barca e, nella barca, c’era uno strano pescatore che aveva l’aspetto di un vecchio lupo di mare. 4

Dopo appena qualche minuto successe un fatto inatteso. 5

ງ Leggi le domande e poi espandi il testo sul quaderno.

1 Com’era l’aquilone?

2 Chi era il ragazzino? Che cosa disse?

3 In che modo la protagonista si muoveva in acqua? Com’era la grotta? Quale sensazione provarono i tre protagonisti?

4 Che aspetto aveva il vecchio marinaio? Che cosa raccontò ai ragazzi? Che cosa fecero assieme?

5 Che cosa accadde dopo? Chi arrivò? In che modo si concluse la vicenda?

LA DESCRIZIONE NELLA NARRAZIONE ∞ 3

ງ Leggi, scrivi il titolo e completa il testo con le descrizioni adatte.

TITOLO:

Quando è suonata la campanella, siamo andati nel cortile per fare la ricreazione.

Ad un tratto il mio compagno mi ha dato una gomitata. – Guarda! – mi ha detto – Le pere sono mature al punto giusto. Ho alzato la testa e ho puntato lo sguardo sull’albero.

Il mio amico è riuscito a prenderne due di quelle che pendevano dai rami più bassi. Le abbiamo subito addentate. La pera era

Alle dodici in punto, tutti in fila, siamo andati a fare educazione motoria. Appena entrati in palestra siamo rimasti senza parole: che meraviglia!

Ma a sorprenderci è arrivato un giocatore di basket, di una vera squadra di serie B. Si chiama Francesco Marotti. Tutti abbiamo provato una bellissima emozione.

Al termine della lezione lo abbiamo salutato; mentre ci cambiavamo le scarpe, un urlo è echeggiato in palestra per via di un cagnaccio che è apparso all’improvviso, come dal nulla, e che ci ha terrorizzati non poco.

LA DESCRIZIONE NELLA NARRAZIONE ∞ 4

ງ Leggi, scrivi il titolo e completa il testo con le descrizioni adatte.

TITOLO:

Dopo un’ora di pioggia, finalmente il cielo è diventato sereno. Un pallido sole ha fatto la sua comparsa tra le nuvole.

Chiara ha telefonato a Giada e insieme vanno alla fiera del santo patrono del paese. Le due amiche si guardano intorno. C’è tanta gente, ci sono moltissime bancarelle e giochi.

Dopo un po’ Chiara si ferma davanti a una bancarella che trabocca di oggetti luminosi; i suoi occhi e quelli di Giada mandano scintille.

Le due amiche acquistano due biglietti di una pesca. Chiara vince un tenerissimo coniglietto di peluche rosa.

Giada, invece, un topolino di pezza con un buffo cappellino e un paio di occhialini dorati.

Ecco che incontrano Andrea. Si fermano e si mettono a chiacchierare.

Chiara poi gli mostra il suo coniglietto rosa e Giada il suo buffo topolino. Andrea osserva i due buffi animaletti e scoppia a ridere.

– Il topolino ha la stessa espressione del mio maestro – esclama solleticandogli il nasino.

– E il coniglietto ha gli incisivi uguali a quelli di mio nonno – puntualizza poi Andrea. All’improvviso ricomincia a piovere. Giada e Chiara salutano Andrea e si affrettano verso casa.

LA FILASTROCCA

La filastrocca è un breve testo in rima, spesso divertente, usato per giocare con le parole.

I mari della luna

Nei mari della luna tuffi non se ne fanno: non c’è una goccia d’acqua, pesci non ce ne stanno. Che magnifico mare per chi non sa nuotare.

G. Rodari, Filastrocche in cielo e in terra, Einaudi

ງ Sottolinea le parole in rima.

ວ Da quanti versi è composta la poesia?

ວ Da quante strofe è costituita?

ງ Aggiungi due parole che finiscono con lo stesso suono. bambino

LA SIMILITUDINE

La similitudine è un paragone tra due elementi che hanno una caratteristica in comune. È introdotta dalle parole: come, pare, sembra...

ງ Sottolinea nella poesia la similitudine.

Mattino

È mattino pieno di tempesta nel cuore dell’estate.

Come bianchi fazzoletti d’addio viaggiano le nubi, il vento le scuote con le sue mani viaggianti.

Pablo Neruda, Poesie, Sansoni

ງ Scrivi le similitudini

Gli occhi �� I tuoi occhi sono verdi e luminosi come smeraldi.

Le nuvole ��

La neve ��

La pioggia ��

Il prato ��

ງ Osserva le immagini e scrivi per ciascuna di esse una poesia con la similitudine.

LA METAFORA

La metafora mette in relazione due parole in modo insolito senza ricorrere alle parole sembra, pare...

ງ Sottolinea nella poesia le metafore usate dal poeta.

Capriccio

Nella rete della luna, ragno del cielo, s’impigliano le stelle svolazzanti.

F. García Lorca

Nubi

Nubi, siepi di piuma uccelli di schiuma uccelli dalle grandi ali venuti dal mio altrove, nubi, cagnolino preso al laccio, nato dal sogno di un bimbo malato, nubi, vele di un naviglio che mi mostra il cammino, il fluido cammino del silenzio.

Minou Drouet

ງ Nella poesia Nubi ci sono diverse metafore. Sottolineale e poi scrivi qualcuna di tua invenzione.

ງ Scrivi le metafore

Il fiume �� Sei un fiume in piena.

Le stelle �� Le stelle sono grappoli di luce.

La fragola ��

Il passero ��

L’arcobaleno ��

LA PERSONIFICAZIONE

La personificazione consiste nell’attribuire ad animali e cose caratteristiche umane.

ງ Sottolinea nelle poesie le personificazioni.

Notte

Come il giardino dorme stanco dentro la notte tacita e tranquilla!

Fra il melo dai suoi fiori fatto bianco come dolce la luna d’oro brilla!

F. Tjutčev

Il nuvolone

Un nuvolone si è seduto in cielo, sembra che comandi le sue compagne, forse quando se ne andrà ritornerà la primavera.

M. Lodi

ງ Scrivi un’azione umana a ciascun elemento.

ວ Il sole �� accarezza i fiori del prato.

ວ La luna �� danza con le stelle.

ວ Il fiore ��

ວ La rondine ��

ວ La farfalla ��

ວ La pioggia ��

DIVERTIAMOCI CON I NONSENSE

I nonsense (dall’inglese “senza senso“) sono testi molto divertenti che creano immagini assurde mediante versi senza senso scritti in rima.

La rana di Chiusola

La rana di Chiusola non amava andare a scuola e diceva: «Oggi è chiusa, e domani non si sa se lezione ci sarà»

Lavatelli, Emanuele Luzzati, Storie di rane, In giro per l’Italia

ງ Completa il nonsense.

La rana di Barletta

La rana di Barletta va spesso in bicicletta.

La rana di Alimena

La rana di Alimena si attacca dietro la schiena un paio d’ali di uccello. Per volar liberamente, ha già preso la patente.

Lavatelli, Emanuele Luzzati, Storie di rane, In giro per l’Italia

SCRIVO NONSENSE

ງ Aiutandoti con le immagini scrivi brevi nonsense. Poi confrontati con la classe.

IL TESTO INFORMATIVO

Il testo informativo ha lo scopo di dare informazioni su argomenti di vario genere: storici, geografici, scientifici e di cultura generale.

La foresta amazzonica

ງ Leggi le informazioni e scrivi il testo.

Tipo di foresta

Caratteristiche

Perché si chiama “polmone del mondo”?

Clima

Vegetazione:

Animali

Foresta pluviale (equatoriale)

ວ Piante rigogliose

ວ Caldo umido

ວ Sempre buio

Produce metà dell’ossigeno della Terra

ວ Caldo

ວ Pioggia ogni giorno

ວ Fino a 50 m: alberi giganti con tronchi nudi

ວ A 30 m: castagni del Pará, palme

ວ Sotto: piante che vivono con poca luce

ວ A terra: felci, sterpi, muschi, funghi

ວ Insetti, rettili, uccelli, mammiferi

La foresta amazzonica è una foresta pluviale (equatoriale)

La volpe

ງ Leggi le informazioni e scrivi il testo.

Nome Volpe

Classe Mammiferi

Famiglia Canidi

Durata di vita Fino ai 10 anni

Peso 3-4 Kg

Aspetto fisico

Orecchie grandi e mobili, occhi con sottili pupille verticali, muso lungo e affusolato. Il colore del pelo può variare: il più comune è il rosso, mentre sul ventre tende al bianco. Le zampe sono munite di unghie usate per scavare, arrampicarsi e tenere il cibo.

Alimentazione Insetti, uccelli, uova, lombrichi, carogne e rifiuti domestici.

Riproduzione

Una volta all’anno la femmina partorisce da 3 a 8 piccoli volpacchiotti.

La volpe è un animale che appartiene alla classe

DALLA MAPPA AL TESTO INFORMATIVO

ງ La mappa sintetizza le caratteristiche dei paesaggi di terra. Leggila con attenzione e scrivi il testo sul quaderno.

MONTAGNA

È un rilievo che supera i 600 metri d’altitudine.

FLORA E FAUNA

ORIGINE per corrugamento, tettonica, vulcanica.

ATTIVITÀ

agricoltura, artigianato, allevamento, energia elettrica, turismo.

• Oltre i 3 000 metri muschi, licheni e vivono le aquile.

• Tra i 2 000 e i 3 000 metri bassi cespugli e marmotte, camosci, stambecchi.

• Tra i 1 000 e i 2 000 metri le aghifoglie e numerose specie di animali.

• Fino a 1 000 metri boschi di latifoglie, volpi, lupi, cinghiali, ricci e lepri.

COLLINA

ORIGINE

tettonica, morenica, strutturale, vulcanica.

ATTIVITÀ

agricoltura, allevamento, turismo. È un rilievo compreso tra i 200 e i 600 metri d’altitudine.

FLORA E FAUNA

boschi di querce, castagni, faggi, sottobosco, animali selvatici.

PIANURA

È una distesa di terreno pianeggiante, che non supera i 200 metri sul livello del mare.

ORIGINE per sollevamento, alluvionale, vulcanica.

ATTIVITÀ

agricoltura, allevamento, industria, commercio e servizi.

FLORA E FAUNA

boschi, pioppi, salici, cinghiali, volpi, ghiro, riccio, rondine, merlo, airone, fagiano, rane, bisce d’acqua, libellule e piccoli pesci.

IL TESTO REGOLATIVO

Il testo regolativo dà istruzioni per ricette ed esperimenti, regole per giochi e codice stradale, e offre consigli da seguire in situazioni particolari.

Frutta in festa

ງ Osserva l’illustrazione e scrivi gli ingredienti e il materiale occorrente per la ricetta. Ricordati di usare frasi brevi e un linguaggio chiaro per il procedimento.

Ingredienti Materiale occorrente

Procedimento

Un gioco divertente

ງ Completa la tabella inventando un gioco o scegline uno che conosci già.

Nome del gioco

Età adatta al gioco

Numero dei partecipanti

Dove si può giocare

Che cosa occorre per giocare

Quali regole bisogna rispettare

IL TESTO ARGOMENTATIVO

Lo scopo del testo argomentativo è quello di convincere gli altri della validità della propria opinione.

Lo smartphone: ladro del tempo

Oggi molti ragazzi trascorrono una quantità eccessiva di tempo con lo smartphone. Questo strumento, spesso sottovalutato nei suoi effetti, finisce per sottrarre ore preziose che i bambini potrebbero dedicare al gioco all’aperto, allo sport e allo stare insieme.

Non è solo una questione di tempo sprecato: le app e i giochi utilizzati sono ricchi di pubblicità e possono influenzare negativamente il comportamento e le abitudini dei ragazzi. L’impatto dello smartphone varia da persona a persona, ma è strettamente legato sia alla durata dell’esposizione sia alla qualità delle attività svolte. In molti casi, lo smartphone ha preso il posto delle letture tradizionali e ha allontanato i bambini dal piacere della fantasia e della creatività, privandoli di esperienze fondamentali per lo sviluppo dell’immaginazione e del pensiero critico. Per questo è fondamentale che genitori, educatori e istituzioni prendano consapevolezza del potere che questi mezzi esercitano sui più giovani.

Limitare il tempo trascorso davanti allo schermo, scegliere con attenzione i giochi e promuovere attività alternative – come la lettura, il gioco creativo o il contatto con la natura – sono passi essenziali per favorire una crescita sana, equilibrata e ricca di stimoli positivi.

Presentazione del problema

Tesi

Argomenti o prove a sostegno della tesi

Conclusione

OPINIONI A CONFRONTO

Le parti fondamentali del testo argomentativo sono:

ງ problema da affrontare

ງ tesi, ovvero opinione da sostenere

ງ argomentazioni o prove a favore della tesi

ງ conclusione

ງ Nel testo argomentativo talvolta è presente anche l'antitesi cioè un'opinione contraria alla tesi sostenuta, supportata da argomentazioni o prove.

ງ Completa il testo e confronta la tua opinione con quella dei tuoi compagni e compagne di classe.

Percorso 1

Presentazione del problema Meglio vivere in una grande città che in un paese.

Tesi

Argomenti o prove a sostegno della tesi

Conclusione

Percorso 2

Presentazione del problema Nello sport è più importante vincere o partecipare?

Tesi

Argomenti o prove a sostegno della tesi

Conclusione

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