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Insegnare Oggi 4 - Italiano

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Centro di Ricerca Didattica Ardea Editrice

Rosa Dattolico

Schede e materiali di

ITALIANO ARTE & MUSICA

STRUMENTI PER LA VALUTAZIONE

DIDATTICA INCLUSIVA

ASCOLTO COMPRENSIONE

PROPOSTE DI SCRITTURA

DETTATI ORTOGRAFICI

SCHEDE DI GRAMMATICA

PERCORSI FACILITATI

4 La valutazione

8 La didattica inclusiva

ASCOLTARE E COMPRENDERE

IL RACCONTO REALISTICO

12 Sul fienile

14 Sono arrabbiata da matti

IL RACCONTO FANTASTICO

16 Alice nel Paese delle Meraviglie

18 Nella pancia del pesce

IL TESTO INFORMATIVO

20 L’albero dai mille anni

22 Il grillo

LEGGERE E COMPRENDERE

IL RACCONTO REALISTICO

24 Odio i dentisti!

IL RACCONTO AUTOBIOGRAFICO

26 La sveglia

IL DIARIO

28 Caro diario

29 Tappa n. 93, ZhuzhouPechino

L’E-MAIL

30 Rispondi per favore

31 Cara mamma

IL RACCONTO FANTASTICO

32 Una strana cliente

34 Melusina dentro la fontana

IL RACCONTO DI AVVENTURA

36 Moby Dick

38 Avventura tra i fiumi

IL RACCONTO DI PAURA

40 Mostri nella notte

42 Il fantasma

IL RACCONTO UMORISTICO

44 Sposalizio in mare

45 La storia a fumetti

46 Il banchetto di Atomino

IL TESTO DESCRITTIVO

48 Il nonno

49 Lampone

50 La camera di Emma

51 Le isole

IL TESTO POETICO

52 La barca a vela

53 Di tempo in tempo

IL TESTO INFORMATIVO

54 Il mandarino

55 Flebo per gli ippocastani

56 Gli animali preistorici

IL TESTO REGOLATIVO

58 Burattini da mano

59 La ricetta: I biscotti della nonna

LETTURE SEMPLIFICATE

60 Il racconto realistico

61 Una notte movimentata

62 Il racconto autobiografico

63 Baffo

64 Il diario - La lettera e l’email

65 Caro diario

66 La lettera

67 L’e-mail

68 Il racconto fantastico

69 Il naso portapasseri

70 Il racconto umoristico

71 La rivolta dei piedi

72 Il racconto di avventura

73 Amicizia nella foresta

74 Il racconto di paura

75 Il serpente

76 Il testo descrittivo

77 La mareggiata

78 Il testo poetico

79 Il fiore trovato

80 Il testo informativo

81 La scuola nell’antichità

82 Il testo regolativo

83 Una ricetta: Banane golose

PROPOSTE DI SCRITTURA

84 Paura dell’acqua

85 Scrivo un racconto realistico

86 Un incontro inaspettato

87 Scrivo un racconto autobiografico

88 Dian Fossey

89 Scrivo La biografia di Albert Einstein

90 Il diario

91 Scrivo una pagina di diario

92 Mi hai già dimenticata?

93 Scrivo una lettera

94 L’e-mail

95 Scrivo una e-mail

96 Una casa diversa

97 Scrivo un racconto fantastico

98 A caccia di tracce

99 Scrivo un racconto di avventura

100 Un essere enorme

101 Scrivo un racconto di paura

102 Il primo bagno della mamma

103 Scrivo un racconto umoristico

104 La caletta delle cicale

106 Al buio

GRAMMATICA

DETTATI ORTOGRAFICI

108 Dettati ortografici • 1

110 Dettati ortografici • 2

ORTOGRAFIA

112 CE • CIE • GE • GIE

113 SCI • SCIE • SCE

114 GNA • GNIA • GN • NI

115 GLI • LI • G+L

116 QU • CU • CQU • CCU • QQU

117 QU • CU • CQU

118 Le doppie

119 Le sillabe

120 L’apostrofo

121 L’accento • 1

122 L’accento • 2

123 Ce n’è, ce ne sono, ce n’era, ce n’erano

124 Ho, hai, ha, hanno

125 Attenzione al significato!

126 La punteggiatura

127 Il discorso diretto e indiretto

SINTASSI

128 I periodi e le frasi

129 Le frasi

130 Il soggetto

131 L’attributo

132 Il predicato verbale

133 Predicato verbale e nominale

134 Il complemento oggetto

135 I complementi indiretti

MORFOLOGIA

136 Le parti del discorso

137 Parti variabili e invariabili

138 Prefissi e suffissi

139 Articoli determinativi e indeterminativi

140 Articoli partitivi

141 Le preposizioni

142 I nomi

143 I nomi generici e specifici

144 I nomi comuni e propri

145 I sinonimi

146 Il genere dei nomi • 1

147 Il genere dei nomi • 2

148 Il numero dei nomi

149 I nomi difettivi e sovrabbondanti

150 I nomi primitivi e i nomi derivati

151 I nomi alterati

152 I nomi alterati e i falsi alterati

153 I nomi composti

154 I nomi collettivi

155 I nomi concreti e astratti

156 L’analisi grammaticale del nome

157 Gli aggettivi qualificativi • 1

158 Gli aggettivi qualificativi • 2

159 Gli aggettivi contrari

160 Il grado comparativo

161 Il superlativo relativo

162 Il superlativo assoluto

163 Gli aggettivi e i pronomi possessivi

164 Gli aggettivi e i pronomi dimostrativi

165 Gli aggettivi e i pronomi indefiniti

166 Gli aggettivi e i pronomi numerali

167 Gli aggettivi e i pronomi interrogativi ed esclamativi

168 L’analisi grammaticale dell’aggettivo

169 I pronomi personali • 1

170 I pronomi personali • 2

171 I pronomi relativi

172 I verbi

173 Le tre coniugazioni

174 Essere e avere

175 Il modo indicativo • 1

176 Il modo indicativo • 2

177 Il modo congiuntivo

178 Il modo condizionale

179 Il modo imperativo

180 I modi indefiniti

181 L’analisi grammaticale del verbo

182 Le esclamazioni

PROVE INVALSI

184 L’arte di dipingersi il corpo

188 Magico inverno

ARTE & IMMAGINE

192 Colori primari e secondari • 1

193 Colori primari e secondari • 2

194 Colori caldi e freddi

195 Piccoli artisti

196 Il punto in natura e...

197 ...Nelle opere d’arte

198 Piccoli artisti

199 Il mio paesaggio a puntini

200 Le linee in natura e...

201 ...Nelle opere d’arte

202 Piccoli artisti

203 Un mondo di linee

204 Le forme in natura e...

205 ...Nelle opere d’arte

206 Il volume

207 Piccoli artisti

208 Luci e ombre • 1

209 Luci e ombre • 2

210 Immagini, suoni e parole

MUSICA

212 Le carte sonore

213 Con la musica ci so fare!

214 L’intensità

215 A suon di parole

217 Il ritmo musicale

218 Prima in basso, poi in alto e sempre più in alto (Suono grave/acuto)

219 Grave o acuto con il corpo e la voce

220 Cielo o terra?

221 Attenzione allo strumento!

222 Divertiamoci così

223 I frutti di bosco

224 I timbri degli strumenti

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È assolutamente vietato riprodurre l’opera anche parzialmente e utilizzare l’impostazione, i concetti, gli spunti o le illustrazioni, senza l’autorizzazione della casa Editrice Ardea Web s.r.l.

Responsabile editoriale: Roberto Capobianco

Redazione: Diana Perrotti, Federica Brosca Progetto grafico, impaginazione e copertina: Stefano Guarracino

Stampato in Italia da Arti Grafiche Italo Cernia s.r.l., Casoria (NA), ITALIA

LA VALUTAZIONE

La valutazione ha una funzione formativa fondamentale: è parte integrante della professionalità del docente, si configura come strumento insostituibile di costruzione per la scelta delle strategie didattiche e del processo d’insegnamento e apprendimento. Essa è lo strumento essenziale per attribuire valore alla progressiva costruzione di conoscenze realizzata dagli alunni, per sollecitare il dispiego delle potenzialità di ciascuno partendo dagli effettivi livelli di apprendimento raggiunti, per sostenere e potenziare la motivazione al continuo miglioramento a garanzia del successo formativo e scolastico. La legge n. 150 del 1°ottobre 2024, convertita con modificazioni dall’Ordinanza Ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2025, ha previsto che, a partire dall’ultimo periodo del corrente anno scolastico, definito in base all’autonoma determinazione di ciascuna istituzione, la valutazione periodica e finale degli apprendimenti delle alunne e alunni delle classi della scuola primaria sia espressa attraverso un giudizio sintetico correlato alla descrizione dei livelli di apprendimento raggiunti. La normativa ha individuato, per la scuola primaria, un impianto valutativo che consente di rappresentare gli articolati processi cognitivi e meta-cognitivi, emotivi e sociali attraverso i quali si manifestano i risultati.

L’ottica è quella della valutazione per l’apprendimento, che ha carattere formativo poiché le informazioni rilevate sono utilizzate anche per adattare l’insegnamento ai bisogni educativi concreti degli alunni e ai loro stili di apprendimento, modificando le attività in funzione di ciò che è stato osservato e a partire da ciò che può essere valorizzato. Le nuove disposizioni intervengono sulla valutazione periodica e finale degli apprendimenti riferita a ciascuna delle discipline di studio previste dalle Indicazioni nazionali per il curricolo, ivi compreso l’insegnamento trasversale di educazione civica di cui alla legge 20 agosto 2019, n. 92, sostituendo i giudizi descrittivi con giudizi sintetici correlati alla descrizione dei livelli di apprendimento raggiunti.

Per quanto riguarda la valutazione in itinere, sono affidate ai singoli docenti le modalità di raccolta degli elementi maggiormente significativi ai fini delle valutazioni periodiche e finali, tali da restituire in modo comprensibile agli alunni e alle famiglie il livello di padronanza dei contenuti verificati, in conformità con i criteri e le modalità definiti dal Collegio dei docenti e inseriti nel PTOF. La valutazione in itinere, espressa nelle forme ritenute più opportune, registra il progresso negli apprendimenti degli alunni e consente ai docenti di rimodulare la progettazione curricolare anche ai fini dell’individualizzazione e della personalizzazione dei percorsi.

La legge n. 150 modifica e integra l’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 62, che norma le modalità per la descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti, la valutazione del comportamento e dell’insegnamento della religione cattolica o dell’attività alternativa.

La valutazione delle alunne e degli alunni con disabilità certificata è correlata a quanto previsto nel piano educativo individualizzato.

La valutazione delle alunne e degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento tiene conto del piano didattico personalizzato predisposto dai docenti contitolari di classe.

I giudizi sintetici delle discipline, da riportare nel documento di valutazione sono individuati in una scala decrescente di sei livelli:

• Ottimo

• Distinto

• Buono

• Discreto

• Sufficiente

• Non sufficiente

Le Indicazioni Nazionali costituiscono il documento di riferimento principale per individuare e definire il repertorio degli obiettivi di apprendimento, oggetto di valutazione periodica e finale di ciascun alunno in ogni disciplina. Ai fini della progettazione annuale si considerano gli obiettivi delle Indicazioni Nazionali anche riformulati, espressi in modo che siano osservabili e che contengano sia l’azione che fa riferimento al processo cognitivo messo in atto che i contenuti disciplinari. I nuclei tematici delle Indicazioni Nazionali costituiscono il riferimento per identificare eventuali aggregazioni di discipline.

Al fine di rendere chiara, trasparente e comprensibile la valutazione degli apprendimenti, l’Allegato A all’ordinanza ministeriale 9 gennaio 2025 n.3, descrive i sei giudizi sintetici, tenendo in considerazione diverse aree:

• la padronanza e l’utilizzo dei contenuti disciplinari, delle abilità e delle competenze maturate

• l’uso del linguaggio specifico

• l’autonomia

• la continuità nello svolgimento delle attività anche in relazione al grado di difficoltà delle stesse

• la capacità di espressione e rielaborazione personale

Il giudizio sintetico riferito a ciascuna disciplina di studio nella sua interezza, non è riducibile alla semplice sommatoria degli esiti ottenuti in occasione delle singole attività valutative, ma rileva informazioni sui processi cognitivi in un’ottica di progressione e di continua modificabilità delle manifestazioni dell’apprendimento degli alunni. Uno spazio adeguato troverà l’attività di documentazione, praticabile all’interno del registro elettronico. Nel secondo quadrimestre dell’anno scolastico 2024/2025, nell’A.S. 2025/2026 e sino a nuova disposizione, si attuerà l’ordinanza in modo progressivo. In tale prospettiva, attraverso i criteri e le modalità attestate dalla normativa, il nostro Istituto intende perseguire il fine formativo ed educativo della valutazione, da intendersi come processo centrato sull’apprendimento significativo, assumendo l’ottica per la quale “la conoscenza si costruisce e non si trasmette”, che concorre al miglioramento degli apprendimenti e al successo formativo, documentando lo sviluppo dell’identità personale e promuovendo l’autovalutazione di ogni alunno in ordine a conoscenze, abilità e competenze acquisite.

La nostra istituzione scolastica, in ottemperanza a quanto previsto dal decreto legislativo n. 62/2017, tenendo conto dell’efficacia e della trasparenza comunicativa nei confronti di alunni e genitori, e volendo sfuggire da semplicistici automatismi, propone in questa prima fase di applicazione della normativa, con riferimento alle valutazioni periodiche per l’anno scolastico 2024/2025, di inserire nel documento di valutazione i principali obiettivi disciplinari, rendendo più esplicita e funzionale la correlazione con la progettazione di classe. Si intende, in questo modo, confermare e valorizzare il lavoro, effettuato dalla nostra istituzione scolastica, nell’individuare e inserire nel PTOF gli obiettivi di apprendimento, oggetto di valutazione periodica e finale per ogni classe e ogni disciplina, ritenuti indispensabili per il raggiungimento dei traguardi per lo sviluppo delle competenze.

La valutazione degli apprendimenti acquisiti e del comportamento dell’alunno, nonché le decisioni relative alla promozione alla classe successiva, vengono adottate dai docenti della classe. La valutazione viene registrata su un apposito documento di valutazione (scheda individuale dell’alunno) e lo stesso viene consegnato alla famiglia. Restano ferme le disposizioni di cui all’art. 3 del d.lgs. 62/2017 per l’ammissione alla classe successiva o alla prima classe di scuola secondaria di primo grado. Si ricorda che la non ammissione è disposta all’unanimità dai docenti della classe solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione, sulla base dei criteri definiti dal collegio dei docenti. In ogni caso, tenuto conto del valore formativo della valutazione, la scuola provvede a segnalare tempestivamente e opportunamente alle famiglie degli alunni le specifiche strategie per il miglioramento degli apprendimenti che adotta nell'ambito della propria autonomia didattica e organizzativa, anche per personalizzare i percorsi e far emergere i talenti di ciascuno. I docenti di sostegno, contitolari della classe, partecipano alla valutazione di tutti gli alunni.

Per l’insegnamento della religione cattolica la valutazione è espressa con un giudizio sintetico redatto dal relativo docente, riferito all’interesse manifestato e ai livelli di apprendimento conseguiti con nota separata dal documento di valutazione.

La valutazione del comportamento dell'alunno viene espressa collegialmente dai docenti contitolari e dai docenti del Consiglio di classe attraverso un giudizio sintetico riportato nel documento di valutazione. (Art. 26 del d.lgs. 62/17).

Il giudizio sintetico fa riferimento allo sviluppo delle competenze di cittadinanza e al Patto di corresponsabilità approvato dall’istituzione scolastica. Il collegio dei docenti definisce i criteri per la valutazione del comportamento, determinando anche le modalità di espressione del giudizio (C.M 1865/2017). Nel documento di valutazione, ciascuna istituzione scolastica può adottare l’impostazione e la soluzione grafica che ritiene più funzionali ad una chiara e trasparente comunicazione alle famiglie della valutazione periodica e finale degli apprendimenti disciplinari.

L’ordinanza ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2025 propone due esempi possibili per l’adeguamento del documento di valutazione.

ESEMPIO 1

DISCIPLINA

ITALIANO

OTTIMO

• L’alunno/a svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza, riuscendo ad affrontare anche situazioni complesse e non proposte in precedenza.

È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi, anche difficili, in modo originale e personale.

• Si esprime correttamente, con particolare proprietà di linguaggio, capacità critica e di argomentazione, in modalità adeguate al contesto.

ESEMPIO 2

Il documento riporta, per ciascuna disciplina, il giudizio sintetico e la relativa descrizione indicata nell’Allegato A.

• L’alunno/a svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza.

MATEMATICA

BUONO

È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi.

Si esprime correttamente, collegando le principali informazioni e usando un linguaggio adeguato al contesto.

In questa proposta il giudizio sintetico e la relativa descrizione indicata nell’Allegato A, sono integrati con i principali obiettivi di apprendimento disciplinari. Di seguito si allega proposta di documento di valutazione nel quale sono riportati i giudizi sintetici e le relative descrizioni, di tutte le discipline e per ciascun anno di corso, integrati con i principali obiettivi di apprendimento disciplinari individuati nel curricolo d’istituto.

• Leggere, scrivere e confrontare numeri decimali

• Disegnare figure geometriche e costruire modelli materiali anche nello spazio

• Classificare numeri, figure, oggetti, in base a una o più proprietà

ESEMPI DI VALUTAZIONE PER OGNI DISCIPLINA E PER TUTTE LE CLASSI.

LA DIDATTICA INCLUSIVA

L’integrazione scolastica e sociale dei soggetti in situazione di disabilità è stata il frutto di un processo difficoltoso che ha trovato un punto d’arrivo nella Legge-quadro n. 104/1992, che riconosce all’alunno disabile il diritto a una piena integrazione e a una promozione globale “nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società”. Allora si guardava soprattutto a disabili sensoriali e solo più tardi c’è stata un’apertura nei confronti dei deficit motori, come le cerebropatie o le distrofie muscolari, e verso disabilità caratterizzate da ritardo mentale e da tratti clinici particolari, come la Sindrome di Down.

Oggi la ricerca scientifica ha permesso di individuare disturbi dell’apprendimento e disabilità che un tempo non venivano riconosciuti. Vengono indicati con l’acronimo B.E.S. (bisogni educativi speciali).

Chi lavora nella scuola sa bene che la realtà del disagio scolastico, rappresentata con l’acronimo B.E.S., è molto variegata e complessa. In ogni classe, infatti, ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione. Le ragioni sono molteplici: dallo svantaggio sociale e culturale ai disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, ma anche bambini stranieri che non conoscono ancora la lingua e la cultura italiana.

Tutti questi soggetti rappresentano la nuova frontiera dell’integrazione/inclusione che la scuola deve affrontare attuando processi di ripensamento e di adattamento educativodidattico, al fine di divenire sempre più accogliente e conforme alle necessità formative di tutti i soggetti, nella consapevolezza che ogni alunno in classe costituisce una risorsa per tutto il contesto scolastico, così come si afferma nelle Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione.

In casi come questi, i bisogni educativi normali (sviluppo competenze, appartenenza sociale, autostima, autonomia ecc.) diventano bisogni educativi speciali che non è possibile soddisfare senza un percorso di personalizzazione dell’apprendimento (come previsto dalla Legge 53/2003 per gli alunni con disabilità).

Nel tentativo di costruire un quadro organizzativo che favorisca gli interventi di supporto a situazioni di disagio il MIUR ha identificato tre sotto-categorie di alunni con B.E.S.

1. Alunni con disabilità, per il cui riconoscimento è necessaria la presentazione della certificazione ai sensi della legge 104/92;

2. Alunni con disturbi evolutivi specifici, tra cui si inseriscono: D.S.A. – disturbi specifici dell’apprendimento (per il cui riconoscimento è necessario presentare la diagnosi di D.S.A. ai sensi della legge 170/2010); deficit di linguaggio; deficit delle abilità non verbali; deficit della coordinazione motoria; ADHD – deficit di attenzione e iperattività.

3. Alunni con svantaggio sociale, culturale e linguistico. Nei casi in cui non sia espressamente prevista la certificazione con diagnosi del disturbo, sta agli insegnanti individuare il bisogno educativo speciale, facendo riferimento al concetto di funzionamento educativo-apprenditivo presente nel modello ICF dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’INTERVENTO DIDATTICO: GLI STRUMENTI

Nei casi di alunni con bisogni educativi speciali, lo strumento privilegiato per l’intervento didattico è il percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un Piano Didattico Personalizzato (PDP). Questo ha lo scopo di definire, monitorare e documentare le strategie di intervento più idonee e stabilire i criteri di valutazione degli apprendimenti. Il PDP non deve essere inteso come mera esplicitazione di strumenti compensativi e dispensativi per gli alunni con DSA, ma come lo strumento in cui si potranno, per esempio, includere progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita (di cui moltissimi alunni con BES, privi di qualsivoglia certificazione diagnostica, abbisognano), strumenti programmatici utili in maggior misura rispetto a compensazioni o dispense, a carattere squisitamente didattico-strumentale (Direttiva Ministeriale BES – 27 dicembre 2013).

L’INTERVENTO DIDATTICO: LE MODALITÀ

Le Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento del luglio 2011, al fine di promuovere l’apprendimento di ciascuno, fanno riflettere sulla differenza tra didattica individualizzata e didattica personalizzata.

La didattica individualizzata consiste nelle attività di recupero individuale che può svolgere l’alunno per potenziare determinate abilità o per acquisire specifiche competenze, anche nell’ambito delle strategie compensative e del metodo di studio.

La didattica personalizzata, invece, calibra l’offerta didattica e le modalità relazionali, sulla specificità e unicità a livello personale dei bisogni educativi. La didattica personalizzata mira cioè a favorire l’accrescimento dei punti di forza di ciascun alunno e lo sviluppo consapevole delle sue preferenze e del suo talento. Per promuovere le potenzialità, il successo formativo e un apprendimento significativo in ogni alunno la didattica personalizzata si avvale di una varietà di metodologie e strategie didattiche:

uso dei mediatori didattici (schemi, mappe concettuali ecc.);

attenzione agli stili di apprendimento; calibrazione degli interventi sulla base dei livelli raggiunti.

GLI STRUMENTI COMPENSATIVI E LE MISURE DISPENSATIVE

La legge 170/2010 (art.5 lettera b) richiama le istituzioni scolastiche all’obbligo di garantire “l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere”.

Il DM 5669/2011 precisa che “le scuole – con determinazioni assunte dai consigli di classe, risultanti dall’esame della documentazione clinica presentata dalle famiglie e sulla base di considerazioni di carattere psico-pedagogico e didattico – possono avvalersi per tutti gli alunni con bisogni educativi speciali degli strumenti compensativi e delle misure dispensative previste dalle disposizioni attuative della L.170/2010”.

Gli strumenti compensativi consentono all’alunno di controbilanciare le carenze funzionali determinate dal disturbo. Non incidono sul contenuto, ma possono avere importanti ripercussioni sulla velocità e/o sulla correttezza dell’esecuzione della prestazione richiesta dall’insegnante. Sono strumenti compensativi: la tavola pitagorica, la tabella delle misure e delle formule, la calcolatrice, il PC, i dizionari di lingua straniera computerizzati, le tabelle, i traduttori ecc.

Le misure dispensative invece evitano allo studente di cimentarsi in forme di attività che sono destinate al sicuro fallimento, indipendentemente dall’impegno del soggetto. Sono misure dispensative per esempio: tempi più lunghi per le prove scritte, organizzazione di interrogazioni programmate, assegnazione di compiti a casa in misura ridotta, dispensa da attività in cui la lettura è valutata, dispensa dalla scrittura veloce sotto dettatura... È bene sottolineare che in ogni caso, non si potrà accedere alla dispensa dalle prove scritte di lingua straniera se non in presenza di uno specifico disturbo clinicamente diagnosticato.

VERIFICA E VALUTAZIONE

In relazione alla valutazione, è necessario richiamare alcune indicazioni proprio in funzione delle peculiarità individuali di ciascuno studente a cui la Direttiva fa più volte riferimento. Pur non facendo cenno al tema delle verifiche periodiche, è implicito che la scuola deve porre attenzione al fatto che le verifiche per gli studenti BES:

• siano preventivamente calendarizzate sulla base di un funzionale confronto fra i docenti del Consiglio di classe;

• vengano effettuate in relazione al PDP (se presente) e con l’uso degli strumenti compensativi e/o le misure dispensative (se previsti);

• possano essere uguali, semplificate o differenziate rispetto a quelle previste per la classe, sulla base di quanto declinato nel PEI.

La valutazione degli studenti con bisogni educativi speciali richiede di porre al centro alcuni principi guida:

• è necessario distinguere monitoraggio, controllo, verifica e valutazione degli apprendimenti;

• indispensabile che la valutazione non sia solo sommativa ma anche, e soprattutto, formativa.

La valutazione deve inoltre tener conto:

• della situazione di partenza;

• dei risultati raggiunti dallo studente nel suo personale percorso di apprendimento;

• dei risultati riconducibili ai livelli essenziali degli apprendimenti previsti per la classe frequentata e per il grado di scuola di riferimento;

• delle competenze acquisite nel percorso di apprendimento.

LA DIDATTICA INCLUSIVA

La normativa prevede che, oltre al PTOF, ogni scuola abbia un Piano Annuale per l’Inclusività (PAI) per individuare interventi e opportunità formative con particolare attenzione ai bisogni di alunni con disagio. Al termine di ogni anno scolastico, con il supporto di un Gruppo di istituto per l’inclusività, il PAI viene rivisto e aggiornato per incrementare il livello di inclusività generale della scuola nell’anno successivo. Prima di cominciare a lavorarci ricordiamo:

I principi della pedagogia inclusiva

• Tutti possono imparare

• Ognuno è speciale

• La diversità è un punto di forza

• L’apprendimento si intensifica con la cooperazione sinergica delle agenzie educative

Le caratteristiche della didattica inclusiva

Le differenze non sono uno svantaggio ma una risorsa, non solo quelle nel modo di apprendere degli alunni ma anche quelle nel modo di insegnare dei docenti.

Le differenze vengono accolte, stimolate, valorizzate come strumenti di lavoro e occasioni di crescita.

Gli obiettivi della didattica inclusiva

• Far raggiungere a tutti gli alunni il massimo grado possibile di apprendimento.

• Promuovere la partecipazione sociale di tutti gli alunni attraverso la valorizzazione delle differenze.

LE SCELTE DIDATTICHE CHE FAVORISCONO L’INCLUSIONE

Mettere l’alunno/a al centro del processo così che sia protagonista attivo della costruzione della propria conoscenza.

Valorizzare ciò che l’alunno/a sa/sa fare per arrivare a nuove conoscenze/abilità/competenze.

Aiutare a riflettere su ciò che si apprende e su come lo si apprende.

Rispettare i tempi di sviluppo dei singoli alunni.

Promuovere l’apprendimento cooperativo attraverso lavori di gruppo (piccolo o grande), tutoring.

Promuovere l’apprendimento per scoperta, lavorare con una didattica laboratoriale-esperienziale.

Non è l’alunno/a che si adatta all’attività didattica, ma i materiali e gli strumenti che vengono adattati ai bisogni dell’alunno/a.

L’alunno/a si sente accolto/a e trova motivazione per proseguire nell’apprendimento.

L’alunno/a prende consapevolezza delle proprie azioni e dei propri processi cognitivi e impara a strutturare un metodo di studio.

L’alunno/a non subisce inutili frustrazioni e non si demotiva, non perde autostima.

Nel piccolo gruppo si crea un clima collaborativo.

L’alunno/a si sente supportato/a, coinvolto e inserito in un gruppo di pari. La possibilità di condividere il proprio sapere/saper fare rafforza l’autostima e la motivazione.

La ricerca di una soluzione a problemi concreti sviluppa la capacità di analisi, sintesi e scelta.

L’alunno sente che l’apprendimento è finalizzato. Mette in atto il suo sapere. Sviluppa un pensiero creativo.

Sul fienile

Nella casa di nonno Francesco, Oddo e Roberto avevano a disposizione un intero parco giochi: un enorme corti le, vasti magazzini, il fienile e soprattutto un ottimo compagno di giochi: Fox, uno splendido foxterrier. Un gioco consisteva nel far allontanare il cane scagliando il più lontano possibile un pezzo di le gno, per potersi poi nascondere velocemente in qualche angolino o dietro i sacchi del magazzino.

Una volta Oddo e Roberto si nascosero nel fieni le, si arrampicarono sulla scala a pioli e, con un balzo stile Tarzan, si gettarono tra il fieno e lì si acquattarono.

Il cane ritrovò rapidamente le loro tracce e si fermò ad abbaiare sotto il fienile, ma secondo la regola del gioco non era sufficiente «trovare» i ragazzi, bisognava anche «stanarli». Il cane cominciò a compiere salti addirittura acrobatici, ma Oddo e Roberto non si mossero di un centimetro: allora Fox decise di salire sulla scala a pioli. Era uno spettacolo da circo equestre!

Si arrampicava allungando due zampe alla volta sui pioli, minacciando ogni momento di cadere.

Alla fine, piolo dopo piolo, Fox arrivò sul fienile, riprese fiato finalmente al sicuro sulle quattro zampe, si buttò sul mucchio di fieno e in un attimo ritrovò i due ragazzi che, dalle risate, non riuscivano a rialzarsi. Fox si sdraiò su di loro e iniziò un violento corpo a corpo con mani, braccia, zampe, piedi che si intrecciavano e si scioglievano in continuazione tra urli, risate e latrati. – Finiamola lassù, che baraonda è questa? Giù subito di lì. Era la voce di nonna Jole che, richiamata dal rumore, era uscita da casa con la scopa in mano.

La realtà prendeva il sopravvento sul gioco. I tre scesero dal fienile, Oddo per primo e poi Roberto con Fox tra le braccia.

LEGGE L’INSEGNANTE

Il racconto realistico

k Dopo aver ascoltato il testo, rispondi alle domande.

࡟ Con chi si divertivano Oddo e Roberto?

࡟ Quale gioco facevano abitualmente con Fox?

................................................................................................................................................

࡟ Che cosa fecero una volta i due ragazzini?

࡟ Come si comportò il cane Fox?

࡟ Che cosa successe quando il cane riuscì a scovare i due? ................................................................................................................................................ ................................................................................................................................................

࡟ Che cosa fece nonna Jole? ................................................................................................................................................ ................................................................................................................................................

࡟ Che cosa fecero Oddo e Roberto? ................................................................................................................................................

k Collega ogni parola al suo significato.

locale dove si conserva il fieno fienile latrati pioli

del cane, abbaiare con insistenza

scalini orizzontali per scala portatile

Sono arrabbiata da matti

LEGGE L’INSEGNANTE

Dalla cucina arriva un rumore di piatti sbatacchiati. Mamma sta scaricando la lavastoviglie e parla da arrabbiata con papà:

– Non ti è mai possibile dirmi le cose con un minimo di anticipo?

Ecco papà: – Hai ragione, ma non ho potuto. L’ho saputo nel pomeriggio, va bene?

Quando dice così, è chiaro che non va bene per niente. Sarà difficile parlare con loro stasera. – Michela, a tavola!

Devo andare. A cena voleranno gli aerei di sicuro.

Quando mamma e papà litigano a tavola, io immagino che le loro parole siano come degli aerei da guerra: io volo dall’uno all’altro.

– Perché la bambina non mangia?

La frase è di papà. Mi fa arrabbiare da matti quando parla così, rivolto alla mamma e non a me. La bambina… non è capace di dirmi direttamente:

– Perché non mangi?

– Avrà mangiato troppe merendine a scuola – risponde mamma distrattamente.

– Non faccio merenda a scuola… – provo a dire.

– Ecco perché non ci sono più merendine nel frigo.

– Io non…

– Non mangiare troppa di quella roba, non è cibo sano!

L’ultima frase è di papà. Non sono più seccata, si sono distratti parlando con me.

Ma io sono arrabbiata.

Come al solito non sono riuscita a dire quello che volevo.

N. Resegotti

k Dopo aver ascoltato la storia, rispondi alle domande.

࡟ Perché la mamma è arrabbiata con il papà? ................................................................................................................................................

࡟ Cosa intuisce la protagonista quando il papà dice “va bene?”

࡟ Cosa immagina la protagonista quando i genitori litigano a tavola?

࡟ Perché la protagonista si arrabbia quando il papà dice “Perché la bambina non mangia?” ................................................................................................................................................

࡟ Cosa risponde la mamma alla domanda del papà? ................................................................................................................................................

࡟ Cosa cerca di dire la protagonista dopo l’accusa della mamma?

࡟ Cosa la fa smettere di essere seccata?

࡟ Come si sente la protagonista alla fine del brano?

Alice nel Paese delle Meraviglie

Alice era seduta quando ecco che le passò davanti un Coniglio Bianco con gli occhi rosa.

Alice lo vide infilarsi in una grande tana sotto una siepe. La bambina lo rincorse e s’infilò nella tana dietro di lui. Subito iniziò a sprofondare.

Alice si trovò in una sala bassa e lunga, con parecchie porte, tutte chiuse, e un tavolino di vetro, sul quale c’era una piccolissima chiave d’oro.

Alice la prese e provò ad aprire le porte, ma era così piccola che non si adattava a nessuna serratura. Stava quasi per piangere, quando vide una tendina e dietro una porticina piccolissima.

Provò a far entrare la piccola chiave d’oro nella serratura e quella si aprì e vide il più bel giardino che si possa immaginare.

Allora le venne voglia di uscire da quella stanza, ma attraverso quel buco così stretto non poteva passare nemmeno la sua testa.

Alice tornò al tavolino e trovò una bottiglietta con sopra un cartello che diceva: bevimi.

Alice l’assaggiò e la bevve tutta. Adesso Alice era alta non più di venti centimetri e sarebbe passata dalla porta.

Ma aveva dimenticato la chiave d’oro; ritornò verso il tavolo, e si accorse che non arrivava più a prenderla. Sotto il tavolino, però, c’era una scatoletta di vetro con dentro un pasticcino su cui era scritto con lettere di crema: mangiami. Alice lo mangiò e cominciò ad allungarsi. Aveva raggiunto ormai una statura di quasi tre metri e forse anche di più.

Prese la chiave d’oro e si precipitò verso la porta del giardino.

Povera Alice! Non c’era speranza di poter attraversare la porta. Alice vide arrivare il Coniglio Bianco, tutto elegante, con un paio di guanti bianchi in una mano e un grosso ventaglio nell’altra.

Quando il Coniglio le passò vicino, la guardò per un momento, poi lasciò cadere i guanti e il ventaglio e fuggì. Alice raccolse i guanti e il ventaglio, cominciò a sventolarsi e subito iniziò a rimpicciolire a vista d’occhio.

Quando si accorse che la causa di tutto era il ventaglio, lo lasciò cadere in fretta, appena in tempo per evitare di sparire completamente.

L. Carrol

LEGGE L’INSEGNANTE

k Dopo aver ascoltato il testo, indica con una X le affermazioni esatte.

Alice vide il Coniglio Grigio.

Il Coniglio entrò in una piccola casa.

La bambina si infilò nella tana dietro di lui.

Alice si ritrovò in una sala bassa e lunga.

Alice scoprì su un tavolino una chiave che apriva una porticina.

La bimba scoprì un orto bellissimo.

Per passare dalla porticina Alice bevve un sorso d’acqua e si rimpicciolì.

La bimba si accorse di non riuscire a prendere la chiave d’oro.

Alice mangiò un pasticcino e crebbe smisuratamente.

Alice prese la chiave d’oro e si precipitò verso la porta del giardino.

La bimba si rese conto di non poter attraversare la porta.

Quando il Coniglio Bianco la vide lasciò cadere guanti e ventaglio e fuggì.

Alice cominciò a sventolarsi e iniziò ad allungarsi.

Per non sparire completamente Alice lasciò cadere il ventaglio.

k Scrivi il significato delle seguenti parole.

࡟ Sprofondare B

࡟ Rimpicciolire B

࡟ Precipitarsi B ...............................................................................................................

Nella pancia del pesce

LEGGE L’INSEGNANTE

Era una torrida giornata ed era possibile refrigerarsi solo in acqua, così il barone di Munchhausen si spogliò e si tuffò. Mentre faceva il bagno, vide un enorme pesce di rigersi verso di lui a gran velocità e con le fauci spalancate. Fu un attimo. Si trovò nello stoma co del mostro al buio.

A quel punto il barone cercò di infastidire pesce ballando e saltando nel suo ventre nella speranza che presto o tardi, in qual che modo, quello si sarebbe liberato di lui.

Durante uno di questi tentativi, il mostro mandò un urlo terrificante, uscendo dall’acqua con metà del corpo. Tale manovra segnò la sua fine.

Infatti i marinai di una nave mercantile italiana che passava là vicino lo individuarono facilmente e lo uccisero a colpo di fiocina.

– Sventriamolo, ci ricaveremo molto olio – urlavano.

Il Barone, che per fortuna capiva l’italiano, si spaventò perché i coltelli dei marinai, intenti a squarciare il grosso pesce, avrebbero potuto accarezzare irri mediabilmente anche lui! Per questo si mise al centro dello stomaco, nel punto più largo. Appena il barone vide la luce del sole, gridò con tutta la forza che aveva in corpo il suo ringraziamento. I marinai, udendo una voce umana uscire dal pesce, rimasero sbigottiti. Il loro stupore aumentò allorché videro un uomo nudo che raccontò loro la sua curiosa avventura.

R. E. Raspe, Il Barone di Munchhausen, Raffaello

k Rispondi alle domande con una X.

࡟ Perché il Barone di Munchhausen si tuffa in acqua?

Per inseguire un pesce

Per sfuggire ai marinai

࡟ Cosa accade mentre il barone fa il bagno?

Trova un forziere sott’acqua

Viene inghiottito da un enorme pesce

Vede una nave avvicinarsi

Per rinfrescarsi durante una giornata torrida

࡟ Come cerca di uscire dal ventre del pesce?

Ballando e saltando Urlando aiuto Pregando

࡟ Come muore il pesce?

Si spiaggia da solo

Viene ucciso da una fiocina dei marinai

Muore di vecchiaia

࡟ Perché il Barone si spaventa quando sente i marinai?

Perché pensano che sia un mostro

Perché parlano di squarciare il pesce con coltelli

Perché non capisce la loro lingua

࡟ Dove si mette il Barone per non essere ferito dai coltelli?

Accanto al cuore del pesce

Al centro dello stomaco, nel punto più largo

Nella coda del pesce

࡟ Qual è la reazione dei marinai quando sentono la voce del barone?

Si arrabbiano

Fuggono per la paura

Rimangono sbigottiti

࡟ “Squarciare il grosso pesce” significa: tagliare con forza un pesce di grandi dimensioni catturare un grande pesce

L’albero dai mille anni

In Senegal crescono quasi 400 specie di alberi; tra questi merita una particolare attenzione il baobab detto anche “l’albero dei mille anni” perché vive molto a lungo.

Le sue dimensioni sono smisurate: non tanto in altezza, che spesso non supera la decina di metri, quanto in larghezza. Non è difficile trovare nella foresta baobab con una circonferenza di trenta metri.

Quando, come avviene molto spesso, è posto al centro del villaggio, o meglio quando il villaggio gli è cresciuto intorno, il baobab copre con i suoi rami quasi tutto lo spazio della piazza principale. Ed è sotto il baobab che si svolgono le cerimonie salienti della vita del villaggio: dalle danze all’amministrazione della giustizia. Tuttavia l’albero dei mille anni è una vera manna per gli indigeni che riescono ad usarne ogni parte: la corteccia serve per la fabbricazione dei cordami; le foglie e la corteccia stessa sono ricercate dalla medicina locale per preparare tisane benefiche per molti usi; le stesse foglie sono consumate fresche come verdura; la polpa del frutto, essiccata, è un elemento nutritivo prezioso. L.P. in «Giornale di Brescia»

k Rispondi alle domande con una X.

࡟ In quale Paese si trova comunemente il baobab descritto nel testo?

Brasile

Senegal

India

࡟ Perché il baobab è chiamato “l’albero dei mille anni”?

Perché è molto alto

Perché produce mille frutti

Perché vive molto a lungo

࡟ Qual è la caratteristica fisica più impressionante del baobab?

I suoi fiori profumati

L’altezza che supera i 30 metri

La larghezza del tronco

࡟ Dove si svolgono le cerimonie principali del villaggio?

Nella capanna del capo

In riva al fiume

Sotto il baobab

࡟ Quale delle seguenti parti del baobab non è citata come utile nel testo?

Corteccia

Semi

Foglie - Polpa del frutto

࡟ A cosa serve la corteccia del baobab secondo il testo?

Per produrre farina

Per fabbricare cordami

Per colorare i tessuti

࡟ Qual è lo scopo del testo?

Informare sulle caratteristiche del baobab

Raccontare la storia di un magico baobab

Conoscere le abitudini degli abitanti del villaggio

Il grillo

Il grillo ha molti nemici e nessuna arma di difesa: è naturale, quindi, che se ne stia gran parte del giorno rintanato sotto terra, o nascosto sotto qualche sasso, in attesa del calar del sole.

All’imbrunire esce volentieri alla ricerca di foglie ed erbe tenere, magari anche di una compagna che divida con lui la breve esistenza (la vita del grillo dura giusto un’estate).

È a questo punto, nelle sere calde, che il grillo emette il suo inconfondibile cri-cri, intonando una serenata alla sua sposa e facendo compagnia anche a noi; emette sempre la stessa nota, anche 180-200 volte al minuto.

Le femmine depongono le uova nel terreno e i piccoli che nascono sono molto incompleti: si sviluppano lentamente in varie fasi e vivono, finché non sono abbastanza grandi, tutti insieme.

R. Cappello

LEGGE L’INSEGNANTE

k Leggi le frasi e indica se sono vere (V) o false (F).

࡟ Il grillo ha molti nemici. V F

࡟ Il grillo ha molte armi di difesa. V F

࡟ Il grillo esce soprattutto di giorno. V F

࡟ Il verso del grillo cambia ogni sera. V F

࡟ La vita del grillo dura un'estate. V F

࡟ Le femmine depongono le uova nella sabbia. V F

࡟ I piccoli nascono già uguali agli adulti. V F

k Ora correggi le frasi false.

࡟ ..............................................................................................................................................

࡟ ..............................................................................................................................................

࡟ ..............................................................................................................................................

࡟ ..............................................................................................................................................

k Scopri nel testo le parole giuste e completa il riassunto.

Il grillo è un animale indifeso che passa la maggior parte del tempo nascosto per proteggersi dai ......................................... Esce solo ........................................ per nutrirsi e cercare una .

Durante le sere estive, emette il caratteristico suono “ ” come canto d’amore. Le femmine depongono le ........................................ nel terreno, da cui nascono piccoli grilli che crescono lentamente attraverso diverse .........................................

Odio i dentisti!

Laura uscì dallo studio del dentista in uno strano stato, fatto di un misto di rabbia e disperazione. Pietro, il suo dentista, l’aveva salutata con un sorriso, ma lei non aveva risposto. Odiava Pietro con tutta se stessa; l’apparecchio era una sorta di dichiarazione di guerra e finché non glielo avesse tolto, Pietro sarebbe stato per lei un nemico.

Tornò verso casa a piedi. Come temeva, i suoi genitori la accolsero con un atteggiamento sdolcinato, che avrebbe messo i brividi a chiunque, figurarsi a una ragazzina nel suo stato d’animo. Ovviamente non mangiò nulla.

A un certo punto prese carta e penna e scrisse: “Vado dal nonno”.

Il nonno era da sempre il rifugio preferito di Laura.

E infatti, pur sapendo della novità della nipotina, la accolse come ogni altra volta, sguinzagliandole addosso le feste del suo cane Pippo.

Laura ebbe il suo bel daffare nel cercare di evitare di aprire le labbra, sorridendo.

Poi i due si sedettero al tavolo della cucina. Si scambiarono i consueti sguardi e sorrisini complici; poi Laura notò che il nonno teneva le labbra chiuse e nascondeva qualcosa nella mano.

All’improvviso il nonno aprì la mano e sfoderò tra le dita… la sua dentiera!

Contemporaneamente iniziò a cantare, aprendo e chiudendo ritmicamente la dentiera nella mano e la bocca, incredibilmente priva di denti.

Laura rimase a bocca aperta, dimenticandosi del tutto del suo apparecchio.

Poi scoppiò in una sonora risata, che la liberò di parte della tensione e della rabbia che provava nei confronti del mondo.

Prima di andarsene abbrac -

ciò il nonno e fece a Pippo una boccaccia, mostrandogli bene quell’orrenda ferrovia che le attraversava i denti.

Andrea Valente, Sotto il banco, Fabbri Editori

k Dopo aver letto il testo rispondi alle domande con una X.

࡟ Chi è Pietro?

Il nonno di Laura

Il dentista di Laura

࡟ Perché Laura è arrabbiata con Pietro?

Le ha messo l’apparecchio ai denti

Le ha estratto un dente

࡟ Come è accolta dai suoi genitori?

Con aria minacciosa

In modo sdolcinato

࡟ Che cos’è il nonno per Laura?

È un rifugio

È una dichiarazione di guerra

࡟ Che cosa nasconde il nonno nella mano?

Il guinzaglio di Pippo

Una dentiera

࡟ Come reagisce Laura?

Resta a bocca aperta poi ride

È incredula e resta in silenzio

࡟ Che cos’è “quell’orrenda ferrovia che le attraversava i denti”?

L’apparecchio per i denti di Laura

La dentiera del nonno

La sveglia

Sta suonando la sveglia, ma non ho voglia di aprire gli occhi. Allora schiaccio il pulsante e infilo la testa sotto il cuscino.

Passano pochi minuti e arriva la mamma, solleva il cuscino e dice: – Svegliati, Ambra... È il primo giorno di scuola!

Apro gli occhi, ma un pochino soltanto.

– La quarta non è una classe importante – dico, – torna a svegliarmi tra un anno esatto e ti dirò che cosa penso della quinta. – Ma non c’è niente da fare, la mamma insiste, così scendo dal letto e via, sotto la doccia.

Intanto, penso a tante cose... ”Come sarà il mio nuovo maestro? Chi sarà il mio vicino di banco? Hanna Burton sarà sempre così antipatica con me? Ci sarà qualche bambino nuovo? Qualcuno che abbia bisogno di farsi nuovi amici, magari? Come farò senza Mattia?”.

Quest’anno, per la prima volta, dovrò cominciare il nuovo anno scolastico senza il mio migliore amico, che si è trasferito in un’altra città.

Quando arrivo a scuola, sono in ritardo: ho perso tempo a cercare lo zainetto. – Sei in ritardo – dice Hanna Burton, guardando l’orologio.

– Grazie, Big Ben – le rispondo subito.

L’ho chiamata così pensando al famoso orologio che c’è a Londra e, intanto, mi guardo intorno per vedere dove posso sedermi. Si sono sistemati tutti come l’anno scorso: stesse file, stessi posti.

Vado a sedermi in quello che sarebbe stato il mio banco. Il banco vicino al mio è vuoto, ma non per molto, perché, dopo un po’, arriva Brenda e si siede accanto a me.

Io intanto penso che vorrei un’amica. Così sorrido a Brenda e anche lei mi sorride, forse ho trovato “la mia migliore amica”, quella che stavo cercando. Bene: sono in quarta e l’anno è tutto da scoprire.

P. Danziger, Ambra Chiara va in quarta, Piemme Junior

k La storia è raccontata: dalla mamma da Ambra

k Il racconto è scritto: in prima persona (narratore interno) in terza persona (narratore esterno)

k I fatti vengono narrati: in ordine temporale (fabula) con ritorni al passato (flashback)

k Sottolinea nel testo una frase che lo dimostri.

k Rispondi alle domande.

࡟ Quali pensieri passano per la mente della protagonista il primo giorno di scuola?

࡟ Perché è dispiaciuta?

࡟ Che cosa succede quando arriva a scuola?

࡟ Quali emozioni prova quando arriva Brenda e si siede nel banco vicino al suo?

Caro diario

10 ottobre

Il babbo è nato già con tanti capelli, a differenza di mio nonno che di capelli non ne ha mai avuti, neppure uno.

Il babbo è nato, però, anche con le tonsille molto grandi, così sin da piccolo ha dovuto rassegnarsi al mal di gola e al febbrone.

Ora è a letto che sragiona più del solito. È rosso come un’aragosta bollita e delirante.

Mamma dice: – Tuo padre ha lo sguardo di Santa Teresa.

Vado nella camera da letto, guardo il babbo e lo sguardo della santa nel quadro che pende dalla parete.

– Santa Teresa è in estasi – esclama il babbo.

– E tu allora? – gli chiedo a bruciapelo.

– Io sono estasiato – conclude abbozzando un mezzo sorriso.

– Per colpa delle tonsille? – puntualizzo.

– Te le avrebbero dovute togliere le ostetriche al momento della nascita – interviene la mamma ficcandogli il termometro in bocca. Quando è arrivata l’infermiera con la siringa, il babbo si è irrigidito come un burattino.

– Quell’ago sembra un trapano! – ha urlato in preda al terrore. Il babbo si è rassegnato e, mentre l’infermiera gli bucava il fondoschiena, io cercavo di incoraggiarlo, dicendogli che era meglio farsi bucare il popò che morire dissanguato in sala operatoria. Il papà è diventato così ragionevole e molle molle come la ricotta.

k Rispondi a voce alle domande.

࡟ Quale problema fisico ha avuto il padre sin da piccolo?

࡟ Come viene descritto il padre mentre è malato?

࡟ Cosa dice la mamma sullo sguardo del padre?

࡟ Come reagisce il padre all’arrivo dell’infermiera con la siringa?

࡟ Come cerca il narratore di incoraggiare il padre durante l’iniezione?

࡟ Come si comporta il padre dopo l’iniezione?

Tappa n. 93, Zhuzhou-Pechino

Martedì 16 agosto

Durante la notte violenti temporali hanno imperversato con tuoni e fulmini su tutta la regione di Pechino. Sono le piogge di stagione, fino a ora evitate, che ci danno il benvenuto nella capitale cinese con un brusco abbassamento della temperatura di almeno 15 gradi.

Iniziamo a percorrere l’ultima tappa sotto un cielo plumbeo e sferzati da un vento freddo che non promette nulla di buono. È il momento di non distrarsi e di prestare invece la massima attenzione per evitare qualche banale incidente, perché man mano che ci avviciniamo a Pechino il traffico si fa più caotico e disordinato. Lasciamo i pulmini e proseguiamo sulle piste ciclabili. Poco dopo, si scatena un nubifragio: l’arrivo davanti a Tienanmen avviene sotto una pioggia battente, tra abbracci, bandiere italiane, striscioni e lacrime di commozione, nascoste dalla pioggia.

E così la cerimonia di benvenuto si svolge al riparo dell’ampio sottopassaggio che dalla piazza conduce alla porta, fra la curiosità dei cinesi che vi avevano cercato riparo. Fotografie, abbracci, e l’inno italiano a lungo provato nelle sere precedenti. Poi tutti in albergo per l’attesa doccia calda.

Nel complesso abbiamo percorso quasi 14 000 chilometri in 93 tappe della lunghezza media di circa 150 chilometri l’una. Grazie alle biciclette da corsa, alla preparazione, all’allenamento e alla presenza dei mezzi di supporto, la velocità media giornaliera è stata molto alta: 28 km/h. I protagonisti non erano atleti, ma amatori.

Dal web, in Ciclomaratona k Rispondi alle domande.

࡟ Cosa racconta questa pagina di diario?

Il racconto dell’ultima tappa di una lunga ciclomaratona fino a Pechino avvenuta sotto un violento temporale.

Il racconto dell’ultima tappa di una lunga ciclomaratona, che ha attraversato villaggi sperduti fino a raggiungere Pechino sotto un cielo plumbeo, durante un violento temporale.

࡟ Chi sono i protagonisti?

Un gruppo di ciclisti amatori ben allenati, accompagnati da amici, parenti e mezzi di supporto.

Un gruppo di ciclisti professionisti giunti da molti Stati europei.

Rispondi per favore

Da: vale.rossi@ardeaeditrice.it

A: tsorali@ardeaeditrice.it

Oggetto: RISPONDI, PER FAVORE

Ciao, Tazio, non giudicarmi una ficcanaso, ma mi piace conoscere la vita degli altri. Non di tutti, si capisce. Solo di quelli che per me sono importanti. Allora ti volevo chiedere quali libri ti piace leggere, quali film ti piace guardare, a che ora di solito vai a letto, se fai sogni paurosi o allegri, se vai d’accordo di più con tua madre o con tuo padre, se hai un giocattolo al quale sei affezionato, se fai una colazione scarsa o abbondante, e se ti piacciono le mie trecce (le puoi rivedere qui in allegato).

Vorrei che fossi sincero al riguardo. Pensi che mi facciano sembrare troppo bambina?

Io le porto perché così non mi viene da grattare il collo, e perché, quando dico un no deciso, si mettono a sbattere anche loro di qua e di là. Hai presente quando dici di no scrollando la testa a destra e a sinistra?

Ti ho fatto troppe domande? Tu, comunque, non sei obbligato a rispondere. Io rispetto sempre la volontà degli altri.

Ciao da Vale

A. Petrosino

k Rispondi alle domande.

࡟ A chi è indirizzata la lettera? ........................................................

࡟ Quale linguaggio usa Valentina?

Formale Confidenziale

࡟ Come si conclude la lettera?

Con i saluti

࡟ Cosa chiede Vale a Tazio?

Se gli piacciono le sue trecce

Se gli piacciono i libri di avventura

Con un indirizzo

Cara mamma

Cara mamma,

Lunedì, 25 agosto

sono arrivata da zia Winifred sana e salva. Il viaggio in treno è stato galattico, ma non avresti dovuto spendere i soldi per la cuccetta. (C’erano un sacco di cose da vedere, dunque non ci sono stata un granché!).

Il cuccettista era un vecchio scorbutico. Mi ha detto che dopo le nove dovevo rimanere nel mio scompartimento con la porta chiusa invece di correre tutta la notte su e giù per il treno (sul biglietto non c’era scritto che dovevo restare in cuccetta, ho controllato).

Nella cuccetta di fronte alla mia c’era un ragazzino insulso che faceva finta di leggere un libro sul computer.

Gli ho chiesto se voleva andare in fondo al treno a vedere se trovavamo il bagagliaio: no. Se voleva andare in cima al treno e dare un’occhiata al bar: no. Se voleva fare una partita a poker: no.

Mentre parlavamo, ha tenuto tutto il tempo sempre il naso incollato al libro (cioè, veramente ero io che parlavo, lui diceva solo di no). Portava degli occhiali strambi. Ho sentito che raccontava al cuccettista che stava in collegio e ora tornava a casa per le vacanze.

Ti voglio bene, Penny.

Robin Klein, Lettere di una sorella maggiore, Edizioni EL

k Rispondi alle domande.

࡟ Chi è l’emittente?

࡟ Chi è il destinatario?

࡟ Che cosa racconta Penny alla mamma?

Una strana cliente

k Scrivi una frase significativa per ogni sequenza. Poi racconta a voce la storia.

Il signor Marsupiali furibondo si precipitò alla porta, la spalancò e aggredì la bambina: – Vattene subito, pezzente! Via quelle manacce sporche dalla mia vetrina!

La bambina tolse le mani e le allacciò dietro la schiena, nascondendole alla sua vista, ma avanzò verso la porta del negozio.

Poggiava appena i piedini nudi e lividi sullo strato di neve che ricopriva il marciapiede. Aveva circa sette anni, i capelli arruffati che forse erano biondi sotto la sporcizia, e una faccina angelica piena di croste di moccio secco e di baffi neri, dove si era sfregata per asciugare le lacrime.

Il signor Massimiliano Marsupiali indietreggiò sotto il suo sguardo tranquillo e si mise sulla porta come per sbarrarle il passo.

– Cosa vuoi? – ringhiò.

– Un paio di stivaletti foderati di pelliccia. Quelli! Numero trentatré, per favore – disse la bambina, indicando un paio di stivali celesti su uno scaffale. – E i soldi? Ce li hai i soldi per pagarli? – chiese aggressivo il signor Marsupiali. – E poi a quest’ora il negozio è chiuso. Fila!

– La prego! – insistette la bambina. – Non ha visto che sono scalza?

– Fuori! – gridò il signor Massimiliano Marsupiali.

– Vattene stracciona! – e si girò per chiudere la porta.

Ma restò di sasso vedendo sugli scaffali, al posto delle scarpe e delle pantofole, altrettanti mucchietti di cacca.

– Torna un po’ qua, disgraziata! Cosa mi hai combinato? – le gridò il signor Marsupiali.

La bambina gli sorrideva dalla soglia del negozio, attenta a non mettere i piedini sporchi sulla moquette immacolata.

– Puoi farci qualcosa, strega? – chiese il signor Marsupiali.

Stringendo le mani dietro la schiena, la bambina sorrise fissando gli scaffali.

– Vorrei quegli scarponcini – disse, – celesti. Numero trentatré, per favore.

Dieci minuti dopo Lavinia, seduta sul basamento della statua di Vittorio Emanuele, si allacciava gli scarponcini nuovi.

Bianca Pitzorno, L’incredibile storia di Lavinia, Einaudi

Melusina dentro la fontana

Fata Melusina era più una strega che una fata: viveva nel cuore di una fitta foresta di Francia dentro una fontana. Era donna fino all’ombelico e poi serpente. Un serpente d’acqua che se ne stava al fresco nella sua vasca di pietra. Il problema era che a star lì si annoiava abbastanza. Così quando passava qualcuno, lei cercava di stregarlo per tenerselo lì a farle compagnia.

Di solito gli faceva un indovinello, e se qualcuno indovinava poteva andarsene via, altrimenti doveva stare lì come se fosse incatenato, perché se provava a muoversi gli crescevano attorno dei lacci di ortica che gli imprigionavano mani e piedi.

Con questo metodo Melusina si era già procurata la compagnia di un cavaliere, di un drago e di un gnomo.

– Lasciaci liberi – la supplicavano a turno i tre prigionieri. E lei sorrideva con il suo sorriso verdino e diceva: – Nemmeno per idea. Deve ancora nascere l’essere che possa battermi…

Lei non lo sapeva, ma in verità era già nato. Era una bambina che si chiamava Emma e un giorno si perse proprio in quella foresta lì. Per nulla spaventata, camminò finché si trovò davanti alla fontana da cui spuntava Melusina. La riconobbe subito, perché la mamma le aveva raccontato di quella fata strega.

Così le fece un bell’inchino dicendo: – Ti saluto, Melusina, signora dell’acqua e della foglia.

Colpita dalle buone maniere della bimba, fu lì lì per lasciarla andare, ma poi le recitò il solito indovinello: – Nella prima puzzano e mangiano bambini, la seconda è divina, bella senza confini. L’intero è un fiore raro che viene da lontano e assomiglia a una farfalla.

Emma ci pensò un po’ su. La soluzione non la sapeva. Ma in compenso il cavaliere e lo gnomo cercarono di suggerirgliela. Il cavaliere arricciava le mani come se avesse gli artigli e faceva la faccia cattiva… e lo gnomo si pavoneggiava come se fosse una bella fanciulla.

– ORCHIDEA! – esclamò Emma. – È giusto vero?

L’espressione nuvolosa di Melusina le disse che sì, era giusto.

Emma aveva risolto l’enigma salvando se stessa e regalando la libertà al cavaliere, allo gnomo e al drago.

Beatrice Masini, Che fata che sei, Einaudi Ragazzi Il racconto fantastico

k Rispondi alle domande con una X.

࡟ Che aspetto ha Melusina?

Metà donna e metà serpente

Metà donna e metà pesce

࡟ Perché cattura chi passa nella foresta?

Per avere compagnia

Per sfamarsi

࡟ Chi sono i tre prigionieri?

Un drago, uno gnomo e un gigante

Un cavaliere, un drago e uno gnomo

࡟ Chi è Emma?

Una fata sotto forma di bimba

Una bimba smarrita

࡟ Che cosa colpisce Melusina?

La bellezza di Emma

Le buone maniere di Emma

࡟ Che cosa recita Melusina ad Emma?

Un indovinello

Una formula magica

࡟ Da chi viene aiutata Emma?

Dal cavaliere e dallo gnomo

Dal drago e da una fata

࡟ Che cosa conquista Emma con la sua risposta?

La libertà per sé e per i prigionieri

Il regno di Melusina

Il racconto di avventura

Moby Dick

Ismaele, uno dei marinai del “Pequod”, ascolta i racconti del Capitano Achab su Moby Dick, la tremenda balena bianca. Sulla nave si diffondono curiosità e paura.

A bordo l’argomento quotidiano, dall’alba al calar della notte, era lei, Moby Dick. E a furia di parlarne e di narrare i guai che aveva ripetutamente provocato agli equipaggi delle navi e ai loro ufficiali (ben altro che semplici slogature ai polsi e alle caviglie!), il panico si era sparso tra gli uomini del “Pequod”. Bastava nominare a voce un tantino più alta il bestione perché il terrore si diffondesse. Non sempre i fatti riferiti erano attendibili, ma risultavano frutto di fantasie pure e semplici.

Una leggenda intorno a Moby Dick riguardava la sua immortalità. Secondo le testimonianze, dirette e indirette, le fiocine che i marinai le lanciavano nei fianchi non la abbattevano e sempre lei fuggiva lontano, praticamente illesa. Ma che aspetto aveva Moby Dick? Come la si riconosceva dalle altre balene? Era sì più grande delle altre ma ciò che la rendeva veramente diversa era la fronte grintosa e bianca come la neve, e una specie di gobba, altrettanto candida, a forma di piramide.

Quelli erano i suoi segni di riconoscimento. Per queste caratteristiche si era guadagnata quel suo nome tutto speciale di balena bianca, un nome che era giustificato dall’aspetto luminoso che assumeva quando la si vedeva scivolare in pieno pomeriggio sul mare azzurro cupo, lasciandosi dietro una striscia di schiuma punteggiata di scintille d’oro.

A spaventare gli equipaggi delle baleniere erano più le sue fughe che i suoi attacchi diretti. Utilizzava in questo una strategia molto interessante. Quando gli uomini riuscivano a scagliarle addosso un gran numero di fiocine e a metterla in fuga... ecco, quello era il momento più temibile, in quanto poteva accadere di vederla improvvisamente ritornare indietro e fracassare l’intera nave. Achab, quella volta, nella memorabile impresa contro la terrificante balena, si era lanciato con il suo coltello sul mostro. Ormai tutto era andato perso: una buona parte dei suoi uomini, ammazzati o mutilati, e la baleniera, la sua baleniera... Ma mentre egli affondava la lama nel bestione, Moby Dick gli aveva staccato una gamba con un colpo della sua possente mascella. E ora portava quella gamba finta. Ed ecco perché odiava tanto la balena.

Herman Melville, Moby Dick, La Spiga - Meravigli

Il racconto di avventura

k Dividi il brano in cinque sequenze. Sottolinea poi le parole che descrivono l’aspetto della balena.

k Rispondi alle domande.

࡟ Che cosa narrava la leggenda intorno a Moby Dick?

࡟ Che aspetto aveva?

࡟ Come poteva reagire quando gli uomini riuscivano a scagliarle addosso un gran numero di fiocine? ..................................................................................................................................................

࡟ Che cosa successe al capitano Achab nella memorabile impresa contro la terrificante balena? ..................................................................................................................................................

k Collega con una freccia ogni parola al significato corretto.

Fiocine

Grintosa

Mutilati

Persone private di una parte del corpo

Arma simile ad una lancia

Che mostra forza e determinazione

k “Le fiocine che i marinai le lanciavano nei fianchi non la abbattevano e sempre lei fuggiva lontano, praticamente illesa" significa che:

nonostante i marinai cercassero di colpirla con le fiocine, la balena non veniva mai abbattuta

nonostante i marinai cercassero di colpirla con le fiocine e lanciassero anche reti pesanti, la balena non veniva mai abbattuta

Il racconto di avventura

Avventura tra i fiumi

Già al mattino seguente la compagnia si rimise in cammino per raggiungere la costa. Il paesaggio stava cambiando: fiumi e fiumiciattoli scorrevano da tutte le parti, mentre il cielo aveva un colore plumbeo che annunciava la pioggia.

Pedro continuava a essere irrequieto. Si fermava ad ascoltare ogni rumore, scrutava il cielo. Lord Glen gli chiese di che cosa avesse paura. La risposta stava per arrivare, quando un sordo mormorio che andava cupamente crescendo si fece sentire lontano. Subito

Pedro urlò: – Anda! Anda! (Correte! Correte!).

Stava sopraggiungendo una piena, una delle terribili piene così frequenti in quel territorio, dove i numerosi “rios”, i fiumi che scendono dalle montagne, straripano all’improvviso.

Correvano senza avere neppure più il fiato per urlare. Correvano, mentre la muraglia d’acqua ormai rumoreggiava alle loro spalle, fino a piombare su di loro e sommergerli.

Il maggiore indirizzò tutti con le urla e con i gesti verso un gigantesco albero che affiorava dall’acqua poco lontano. Pedro fu il primo ad arrivare lì, con le sue vigorose bracciate, e così poté aiutare tutti gli altri ad arrampicarsi sui rami.

Il loro provvidenziale rifugio era un “ombu”, un albero dal tronco enorme e dalla chioma molto ampia.

Il brontolio del tuono si faceva sempre più cupo e vicino, mentre l’aria era tagliata da una serie di scariche elettriche.

L’acquazzone scrosciò improvviso e violento e sul più grosso dei rami orizzontali dell’albero andò a schiantarsi un fulmine.

Passò solo qualche istante, poi si udì la voce di Wilson: – L’albero ha preso fuoco!

L’incendio si stava propagando a tutto l’albero, favorito anche dal vento che si era messo a soffiare forte. Non c’era più un minuto da perdere: bisognava solo scegliere fra il fuoco e l’acqua e, istintivamente, gli uomini cominciarono a buttarsi uno dopo l’altro!

L’ultimo fu Wilson la cui voce strozzata si fece udire in un grido tremendo: – No, no, risalite sull’albero... Ho visto... li ho visti... i caimani!

– Questa è davvero la fine – mormorava Mac Nabbs.

Il racconto di avventura

La quiete della disperazione si era ormai impossessata di tutti. Nessuno ebbe perciò modo di osservare la grossa tromba d’aria che si avvicinava dall’orizzonte a velocità tremenda: in pochi attimi, avvolse l’albero con tutti i suoi occupanti, lo sradicò e lo fece ricadere nell’acqua. Fu su quella provvidenziale imbarcazione che i nostri uomini andarono alla deriva per alcune ore. A un certo punto il tronco dell’albero, con un grande urto, si arenò su un banco di terra.

Nell’oscurità della notte ormai sopraggiunta tutti scesero dall’albero, e si prepararono ad aspettare l’alba.

J. Verne, I figli del capitano Grant, Lito

k Segna con una crocetta gli elementi del racconto d’avventura presenti nella storia narrata.

L’inondazione

Una mappa misteriosa

Un enorme iceberg

L’albero che brucia

Il fulmine

La tromba d’aria

L’attacco dello squalo

I caimani

k Dividi il racconto in sequenze e scrivi un titolo per ciascuna.

1. La compagnia in viaggio 2. ......................................................................................................................................... 3. ......................................................................................................................................... 4. I ragazzi sommersi

5. Il rifugio di fortuna 6. .........................................................................................................................................

.........................................................................................................................................

L’albero brucia

11. La compagnia alla deriva

12. ........................................................................................................................................

Mostri nella notte

Ogni sera quando vado a dormire la mamma deve controllare tutta la stanza prima che io entri nel letto e spenga la luce. Anche se la mamma mi dice: – È tutto a posto – io non mi sento mai molto sicura. Scruto in giro per la stanza, poi con un balzo velocissimo salto nel mio letto.

Tiro le coperte fin sotto il naso, cercando di stare ben lontana dalle mani artigliose che possono saltar fuori ad ogni momento, e sbircio da là sotto. Mamma scuote la testa, poi mi dà il bacetto della buona notte e se ne va. Resto immobile nel letto al buio, e la mia testa comincia a riempirsi di mostri.

Penso agli avidi occhiacci verdi dell’Acchiappa Caviglie; penso alle sue mani viscide da lucertola che si arrampicano sul bordo del mio letto, arricciando le dita nodose.

Tremo e mi faccio più piccola che posso. Mi convinco che se sto qui brava senza muovermi sarò al sicuro.

“Aiuto! Ho bisogno di far pipì!”. Cerco di pensare a qualcos’altro, ma tutto ciò che riesce a venirmi in mente sono cascate, pioggia, rubinetti che perdono… Devo assolutamente andare.

Respiro profondamente e faccio un saltone nel buio. Atterro dolcemente vici no alla porta, cammino in punta di piedi verso il corridoio e vado a fare pipì. Poi corro veloce via dal bagno e spicco un lungo salto dentro la mia stanza.

Ma purtroppo manco il letto e atterro sul tappeto.

All’improvviso divento un pezzo di ghiaccio.

Dietro di me sento una grande mano chiudersi intorno alla mia caviglia. Mi stringe forte e mi tira su.

R. Impey, M. Kemp, L’Acchiappa Caviglie, Piccoli

Il racconto di paura

k Dopo aver letto con attenzione, rispondi alle domande.

࡟ Perché la protagonista chiede alla mamma di controllare la stanza ogni sera?

..................................................................................................................................................

࡟ Che cosa fa la protagonista prima di entrare nel letto?

..................................................................................................................................................

࡟ Come si comporta una volta che è sotto le coperte? Perché?

.................................................................................................................................................. ..................................................................................................................................................

࡟ Chi è l’Acchiappa Caviglie secondo la fantasia della bambina?

..................................................................................................................................................

࡟ Cosa la costringe ad alzarsi dal letto, nonostante la paura?

..................................................................................................................................................

࡟ Cosa succede quando torna dal bagno?

.................................................................................................................................................. ..................................................................................................................................................

࡟ Cosa prova la protagonista quando sente la mano chiudersi intorno alla sua caviglia?

.................................................................................................................................................. ..................................................................................................................................................

k Spiega con parole tue il significato delle seguenti espressioni tratte dal testo:

࡟ “Scruto in giro per la stanza” B .....................................................................

࡟ “Tiro le coperte fin sotto il naso” B .....................................................................

࡟ “Mani artigliose” B

࡟ “Mi faccio più piccola che posso” B

Il racconto di paura

Il fantasma

Non si resero conto del trascorrere del tempo, così quando l’orologio a pendolo batté l’una si guardarono stupiti.

– Già così tardi? – esclamò Lys. – Potremmo chiedere un po’ il cambio.

– Per ora io sono sveglissimo.

– Anch’io veramente.

Ma tutt’a un tratto udirono un gran baccano e si riscossero spaventati. Il fracasso si ripeté, seguito da una serie di colpi. Provenivano dal piano superiore.

– Sveglia gli altri, – la spronò Justus – mentre io corro su!

Volò in corridoio e su per la scala. Intanto i rumori continuavano.

Sentì la signora Cartier gridare. Sia il baccano, sia il grido provenivano dalla sua camera da letto.

Justus si precipitò alla porta, ma era chiusa a chiave.

– Apra, signora Cartier! – la esortò.

– Non posso! La chiave! – esclamò dall’interno.

In quel momento sopraggiunsero gli altri. Stavano per tentare di aprire la serratura quando, di colpo, il baccano cessò.

– Signora Cartier? – chiamò Justus. In quell’improvviso silenzio poteva udire il battito accelerato del proprio cuore.

Passarono alcuni secondi, poi dall’interno una chiave fu introdotta nella serratura e girata. Un attimo dopo la porta si aprì lentamente e davanti a loro comparve una figura bianca come la neve.

In camicia da notte candida, i capelli grigio chiaro, la signora Cartier li fissava con lo sguardo sconvolto.

La camera da letto era a soqquadro: il comò nel mezzo, il comodino rovesciato, una sedia sul letto e abiti sparsi dappertutto.

– Cosa è successo signora Cartier? – le chiese Justus sforzandosi di controllare un accenno di tremolio nella voce.

La signora si mise a singhiozzare:

– È stato terribile! Mi sono svegliata sentendo battere. Poi ho acceso la luce. E tutto… tutto!... il comò, la sedia il comodino… tutto si muoveva. Sono balzata fuori dal letto, volevo uscire ma la porta era bloccata e quando l’ho toccata per aprire, la chiave è schizzata via, sotto il letto! Poi è finito. Così, di colpo!

– Ha visto qualcosa? – la incalzò Bob.

Il racconto di paura

– Qualcosa? Questo non è sufficiente? – gli rispose la signora Cartier indicando in giro. Bob la ammirava perché le erano bastati pochi secondi per ritrovare il controllo. Ma si accorse che le tremavano le mani.

– Intendevo dire se non ha visto qualche figura o qualunque altra presenza… Lei scosse la testa.

Con un colpo secco la porta si chiuse dietro di loro.

A. Marx, Sulle tracce di un fantasma, Piemme Junior

k Rispondi alle domande.

࡟ Dove si svolgono i fatti?

࡟ Quando si svolgono? ...................................................................................

࡟ Chi sono i protagonisti? ...................................................................................

࡟ Che cosa udirono i ragazzi all’improvviso?

࡟ Cosa fecero?

࡟ Perché la signora Cartier non poté aprire la porta?

࡟ Che successe poi?

࡟ Cosa raccontò ai ragazzi l’anziana signora?

Sposalizio in mare

k Il racconto è diviso in sequenze. Scrivi il titolo per ciascuna di esse.

Un giorno tre pesci gemelli, Ali-cin, Sara-ghin e Acciu-ghin trovarono tre belle pescioline disposte a sposarli: Ali-cetta, Sara-ghetta e Acciu-ghetta.

Le tre coppie decisero di sposarsi nello stesso giorno con una sola cerimonia. Si trovarono tutti d’accordo su chi avrebbe celebrato il matrimonio: un pesce San Pietro. D’accordo su chi avrebbe rallegrato la festa: le meduse dal balletto classico.

D’accordo anche per il viaggio di nozze: l’Oceano Pacifico, per non litigare in viaggio di nozze. Purtroppo su un particolare non si trovarono d’accordo: sul tipo di onde per arrivare alla cerimonia.

Ali-cin e Ali-cetta volevano onde appena increspate. Sara-ghin e Sara-ghetta volevano onde con una stretta striscia di schiuma bianca sulla cresta. Acciughin e Acciu-ghetta volevano onde con molta schiuma perché si vedesse bene da lontano.

Bisticciarono per ore e ore.

࡟ ................................................................................

A un tratto il vento del nord portò minacciose nubi nere che si raggrupparono sui promessi sposi. In seguito si scatenò il finimondo. Enormi cavalloni li dispersero, uno di qua e uno di là, uno di sotto e uno di sopra. Da quel giorno le tre fidanzatine, a cavalcioni su altrettanti cavallucci marini, girarono per i mari alla ricerca dei diletti Ali-cin, Sara-ghin, Acciu-ghin.

Noemi Vicini

La storia a fumetti

k Finalmente le tre pescioline incontreranno dopo un po’ di tempo i loro fidanzatini. Che cosa accadrà? Continua la storia scrivendo nelle nuvolette le parole che si scambiano i personaggi.

Il banchetto di Atomino

Atomino piantò l’ombrellone in riva al mare, sistemò la sdraio e il tavolino perché Smeraldina stesse comoda, gonfiò la ciambella e il canotto di gomma.

– Hai caldo, Smeraldina? Vuoi che ti faccia vento?

Prese un ventaglio e le fece vento.

– Desideri qualcosa? Hai sete?

Corse a comprarle una bibita.

Smeraldina si sentiva una principessa.

– Vuoi fare il bagno? – chiese Atomino. – Scavo subito un canale, così ti porto il mare fin qui.

– Grazie, per oggi ci andrò io – concesse Smeraldina e si degnò di fare i cinque passi che la separavano dal mare. Si tuffò, ma appena riemerse:

– Come è fredda l’acqua! – disse con un brivido.

Come una molla, Atomino balzò in acqua accanto a lei. Subito Smeraldina avvertì un delizioso tepore; come uno scaldabagno, Atomino stava intiepidendo l’acqua del mare.

– Adesso si sta proprio bene. Bravo Atomino! Che calduccio!

La superficie fumava, sembrava d’essere in una vasca da bagno; ma la temperatura saliva rapidamente.

– Ora non esagerare, Atomino, l’acqua sta diventando un po’ troppo calda... Ehi, sta’ attento, scotta!... Così è troppo!... Basta!... Aiuto, bolle!... Brucia!... Urlando, Smeraldina corse fuori dall’acqua e con lei scapparono tutti gli altri bagnanti. Rimase solo Atomino. Abituato alle temperature delle esplosioni atomiche, per lui quello era un bagno appena tiepido.

– Fanatico! – gridò Smeraldina dalla riva. – Ti sembrano scherzi da fare?

Anche gli altri bagnanti gridavano arrabbiati:

– Non siamo spaghetti da far bollire, noi. Vieni fuori, faremo i conti!

Avvilitissimo, Atomino raffreddò subito l’acqua. Ma, appena svanì il vapore, un signore grosso cominciò a gridare allegramente: – Guardate! Guardate!

Sulla superficie del mare era affiorata un’infinità di pesci: lessi al punto giusto, mandavano un odorino prelibato.

Atomino ne raccolse delle ceste: sogliole, triglie, orate, ce n’era per tutti i gusti, bastava metterci un po’ d’olio e qualche goccia di limone.

F. D’Amico

Il racconto umoristico

k Dopo aver letto il testo segna con una X il completamento corretto.

࡟ Lo scopo dell’autore è: informare divertire

࡟ Il protagonista è un personaggio: fantastico realistico

࡟ La comicità del testo è data: dalla situazione assurda dal carattere dei personaggi

k Riordina le frasi, numerandole secondo l’ordine cronologico dei fatti (fabula).

Atomino fa alzare la temperatura dell’acqua.

Atomino e Smeraldina vanno al mare.

Smeraldina e i bagnanti corrono urlando fuori dall’acqua.

Atomino raffredda subito l’acqua.

I bagnanti organizzano un banchetto.

Smeraldina s’accorge che l’acqua è molto fredda.

Smeraldina e i bagnanti rimproverano Atomino.

Un signore si accorge che il calore aveva lessato i pesci.

DESCRIVERE PERSONE

Il nonno

Nonno era tarchiato, largo di spalle e forte, la cor poratura di una quercia che si è arrestata nello sviluppo. Sorrideva spesso, non rideva mai. Aveva fatto il procuratore fino a settant’anni. E poi si era ritirato, aveva comprato la fattoria che aveva desiderato sempre, e ora tentava di ricavare ogni sorta di soddisfazioni dai pochi anni che gli rimanevano. Era litigioso di carattere, intollerante, pieno di pregiudizi e fortemente sentimentale. Adesso si stava rasando accompagnandosi con maledizioni e spergiuri mentre la lama falciava via le stoppie grigie sul mento. Poi la cravatta fu annodata grossa, sopra ci venne la giacca.

Eric Malpass, Alle sette del mattino il mondo è ancora in ordine, Bompiani

k Sottolinea di verde le parole che descrivono l’aspetto fisico del nonno e di azzurro le parole che descrivono il suo carattere e completa la tabella.

fisico

DESCRIVERE ANIMALI

Lampone

Ho conosciuto molti cani nella mia vita, ma nessuno come Lampone. Non si sapeva a che razza appartenesse.

Qualche volta si svegliava nel cuore della notte e, mezzo insonnolito, gli veniva l’idea di essere un cane da guardia: al minimo scricchiolio, incominciava ad abbaiare, svegliando tutto il caseggiato.

Per un certo periodo gli si ficcò in testa l’idea di essere un cane di San Bernardo, fummo costretti a farlo andare in giro con la fiaschetta di liquore al collo.

La notte, Lampone veniva a strapparci le lenzuola dai letti credendoci sepolti sotto la neve.

Poiché era molto intelligente, gli insegnammo ad aprire la porta.

Dopo pochi giorni cominciammo a vedere cani sconosciuti che gironzolavano per casa.

– Di chi saranno? – ci chiedevamo.

Finalmente si scoprì il mistero: Lampone dava appuntamento in casa ai suoi amici e, quando li sentiva raspare fuori, andava ad aprire la porta.

Achille Campanile

k Dopo aver letto il testo, rispondi alle domande.

࡟ Come si comporta Lampone quando pensa di essere un cane da guardia?

࡟ E quando, invece, pensa di essere un cane San Bernardo?

࡟ Che cosa succede quando Lampone impara ad aprire la porta?

DESCRIVERE LUOGHI

La camera di Emma

Sono andata nel pomeriggio a casa di Emma. La mia compagna mi ha guidata subito nella sua camera. Quando mi sono ripresa dalla meraviglia, mi sono accorta che le pareti della cameretta di Emma erano dipinte con una tinta a sfumature azzurre: sembravano nuvole.

La cameretta sembrava un pezzo di cielo!

Il letto era enorme. A sinistra del letto c’erano una libreria piena di libri, CD e DVD. Poi, da un cassetto della scrivania davanti al letto, Emma ha preso due lettere scritte a lei da me e mi ha detto che a lei piaceva molto la mia scrittura. A un certo punto, io ho visto una foto bellissima; stava appesa sulla parete sopra il letto. Nella fotografia c’era Emma, tutta sporca di fango, vicino a un uomo giovane.

– Mio padre vive in un’altra città – ha detto. Mentre diceva così, il suo volto si è oscurato. Allora io ho stretto una mano a Emma.

Angelo Petrosino, In viaggio con Valentina, Piemme Junior

k Nella descrizione della camera di Emma, l’autore segue un ordine:

Logico Spaziale

k Come ti sembra la camera di Emma?

k Sottolinea nel testo:

࡟ le parole o le frasi che esprimono la meraviglia provata dall’amica di Emma quando entra nella stanza;

࡟ l’espressione che mostra un cambiamento nel volto di Emma quando parla del padre.

DESCRIVERE LUOGHI

Le isole

Le isole nel nostro arcipelago, laggiù nel mare napoletano, sono tutte belle, le loro terre sono in gran parte di origine vulcanica e, specialmente in vicinanza degli antichi crateri, vi nascono migliaia di fiori spontanei: in primavera le colline si coprono di ginestre, il loro odore selvatico, ma dolce, ti colpisce non appena ti avvicini al porto. Su per le colline, verso la campagna, la mia isola ha straducce solitarie chiuse tra muri antichi, oltre i quali si stendono frutteti e vigneti che sembrano giardini imperiali.

Ha varie spiagge dalla sabbia chiara e delicata e tante insenature coperte di ciottoli e conchiglie.

Fra le rocce che si elevano alte come torri fanno il nido i gabbiani e le tortore di cui specialmente al mattino si odono le voci ora lamentose ora allegre.

Là nei giorni quieti, il mare è tenero e fresco, e si posa sulla riva come una rugiada. In quei giorni mi accontenterei di essere uno scorfano, che è il pesce più brutto del mare pur di ritrovarmi laggiù a scherzare in quell’acqua.

(Rid. e ad. da E. Morante, L’isola di Arturo)

k Quale percorso segue l’autrice nella descrizione?

Dal generale al particolare

Dal particolare al generale Il testo descrittivo

k Sottolinea i vari elementi che caratterizzano l’isola e le parole che ci fanno capire l’amore che l’autrice prova per questo luogo.

k Cerca sul dizionario il significato di queste parole:

ginestre

insenature

scorfano

La barca a vela

Solca il mare la barca a vela, come il vomere la terra, e la variopinta tela gonfia di vento si piega ad ogni soffio più violento quasi volesse fuggire, volare lontano come un solitario gabbiano.

Giuseppe Colli

L’alba sulla città

L’alba sale.

Affiorano antenne nell’aurora, e i tetti allineati in rettangoli e quadrati; e sopra i tetti le ciminiere delle officine dritte nel cielo. E in alto, ancora più in alto, come un fiore sullo stelo, tra le aiuole delle nuvole, il sole.

Nino Oxilia

k Rispondi alle domande.

࡟ Che cosa solca il mare? ........................................................

࡟ A cosa viene paragonata la barca a vela?

࡟ Come si muove la tela della barca?

࡟ Cosa vorrebbe fare la vela secondo la poesia?

k Sottolinea nel testo la similitudine e la metafora.

Di tempo in tempo

Di tempo in tempo torna il temporale.

Gran grigio in alto, sciami di vento frugano in fretta le foglie.

Nelle caverne dell’aria scattano fiamme e urlano pigri immensi petardi.

Piove violentemente. Poi il mondo fresco cambia in fretta bandiera.

Spuntano aerei azzurri dalle montagne.

E con un fischio pazzo appare il Sole.

R. Piumini, Quieto Patato, Nuove Edizioni Romane

k Segna con una X il completamento corretto.

࡟ Il poeta crea prevalentemente: immagini visive immagini uditive immagini tattili

࡟ Il ritmo di questa poesia è dato: dalla rima dai suoni delle parole

Il testo poetico

Il mandarino

Come tutti gli agrumi, il mandarino è ricco di vitamina C. Il suo nome deriva dal portoghese Mandarin, ma questo piccolo albero sempreverde è originario della Cina. Questo delicato frutto è essenzialmente usato a fine pasto o a merenda e, con il suo profumo e il suo colore arancione, dà un tocco di allegria ad ogni tavola. I mandarini sono, in genere, più piccoli delle arance e schiacciati nella parte superiore.

La buccia del mandarino contiene un olio essenziale, il limonene, largamente usato per la preparazione dei liquori. Si può usare per fare anche una omelette dolce.

Cento grammi di mandarino forniscono 35 grammi di vitamina C, 14 grammi di carboidrati e 130 milligrammi di potassio. Cento grammi di mandarino danno circa 60 calorie.

È utile per preparare anche spremute, per confezionare delicate crostate, sorbetti, gelati e anche marmellate. È stato introdotto in Europa nel 1828.

Viene coltivato soprattutto in Sicilia e nell’Africa settentrionale.

Gli spicchi, meglio se privati della pellicola che li riveste, possono essere una piacevole decorazione per uno zabaione gelato, o per una crema inglese da servire in coppa.

k Dopo aver letto con attenzione, completa la tabella.

Il mandarino

origini, forma, colore proprietà nutritive come si utilizza

k Rispondi alle domande.

Il testo informativo

Flebo per gli ippocastani

In molte città, soprattutto del Nord, è facile vedere in luglio e in agosto, quindi in piena estate, viali di ippocastani in veste autunnale. Le foglie sono gialle e molte già cadute a terra, tutte accartocciate. Le piante sono vittime di un insetto, la Cameraria ohridella, che annida le sue larve nelle foglie delle piante degli ippocastani, indebolendole. Vari esperti hanno suggerito di raccogliere le foglie e di bruciarle. Ma un metodo più efficace sembra essere quello studiato da una società specializzata nelle cure da fare all’interno delle piante. Il metodo consiste nell’iniettare un farmaco specifico direttamente nel tronco, usando un ago particolare e una flebo in plastica.

Proprio come per gli esseri umani, questo metodo permette alla pianta di assorbire la medicina nel mondo più diretto e naturale. in: “Focus”

k Dopo aver letto con attenzione, rispondi alle domande.

࡟ Che cosa succede in molte città del Nord? ..................................................................................................................................................

࡟ Di che cosa sono vittime le piante? ..................................................................................................................................................

࡟ Che cosa hanno suggerito vari esperti?

..................................................................................................................................................

࡟ Quale sarebbe, invece, il metodo più efficace studiato da una società specializzata?

..................................................................................................................................................

࡟ Che cosa permette questo metodo?

..................................................................................................................................................

Gli animali preistorici

I primi animali vivevano solo nell’acqua. Alcuni erano simili agli attuali animali marini. Le meduse fluttuavano nell’acqua e i vermi vivevano nel fango dei fondali. C’erano anche animaletti molto strani, chiamati trilobiti, che oggi non esistono più. Non avevano occhi e si servivano di antenne. Vivevano sul fondo del mare e scavavano nel fango alla ricerca di cibo. Quando erano spaventati, si arrotolavano su se stessi fino a diventare delle palle.

I pesci non avevano mandibole. Avevano il corpo ricoperto di placche ossee che li proteggevano come un’armatura. Uno di questi pesci preistorici era grande come un elefante e mangiava altri pesci. Il suo nome era Dinichthys.

Con il trascorrere del tempo, il clima gradualmente cambiò, piovve sempre meno e i fiumi si trasformarono in pozzanghere fangose. Moltissimi pesci morirono. Alcuni si rivelarono capaci di respirare fuori dell’acqua e di muoversi anche sulla terraferma. Essi a poco a poco si trasformarono: le zampe si irrobustirono, le code si allungarono, le teste si ingrossarono. Erano i primi anfibi.

L. Espinassous, Mille anni di storie all’aria aperta, E. Elle

COMPRENDO

k Indica con una X la risposta corretta.

࡟ Dove vivevano i primi animali?

Vivevano nell’acqua

Vivevano sotto terra

Vivevano nei cieli

Vivevano nelle caverne

࡟ Come erano i trilobiti?

Avevano grandi occhi e poderose mandibole

Avevano antenne ma non occhi

Avevano denti aguzzi e orecchie appuntite

Avevano pinne caudali e squame ossee

࡟ Come erano i pesci?

Il loro corpo era molliccio e fluorescente

Avevano pinne robuste e occhi sporgenti

Non avevano mandibole ed erano rivestiti da placche ossee

Erano tutti grandi come elefanti

࡟ Quale delle seguenti affermazioni riguarda il Dinichthys?

Era un trilobita che mangiava altri pesci

Era una medusa gigante che attaccava i vermi marini

Era un pesce predatore, grande come un elefante

Era l’antenato dello squalo bianco

࡟ In che modo cambiò il clima?

Piovve sempre meno e i fiumi divennero pozzanghere

Fece sempre più freddo e cominciò l’era glaciale

Piovve sempre di più e i fiumi allagarono le terre

Fece sempre più caldo e i mari si prosciugarono

࡟ Cosa accadde ai pesci che non morirono e che erano capaci di respirare fuori dall’acqua?

Spuntarono loro le ali: nacquero gli uccelli

I corpi si irrobustirono: nacquero gli anfibi

Si nascosero sotto il fango, in attesa della pioggia

Crebbero a dismisura: nacquero i dinosauri

Burattini da mano

1 Prendere della carta da giornale, strapparla a pezzetti non troppo grandi, metterla in un recipiente, versarci sopra dell’acqua calda per bagnarla bene.

2 Lasciare macerare la carta per non meno di 10-12 ore (una notte).

3 Prendere in mano l’impasto, strizzarlo bene e farne tante palle, rimettendole poi nel recipiente.

4 Aggiungere del Vinavil, formare un impasto piuttosto denso e lavorarlo bene con le mani; a questo punto si può modellare.

5 Modellare con le mani le teste dei burattini, fare gli occhi e il naso e un foro al posto del collo, abbastanza grande per infilarci un dito con il quale far muovere il burattino una volta finito.

6 Quando le teste sono ben asciutte, dipingerle con le tempere e lasciarle asciugare appoggiate in cima ai manici dei pennelli; una volta asciugate possono essere lucidate con una vernice trasparente.

E. Galli - M. R. Strucchi, Lettori in gioco, Minerva Italica

k Dopo aver letto con attenzione, rispondi alle domande.

࡟ Il testo che hai appena letto che cosa fornisce?

࡟ Per quale scopo?

࡟ I verbi usati al modo infinito che cosa esprimono?

OCCORRENTE

࡟ fogli di quotidiano;

࡟ acqua;

࡟ Vinavil;

࡟ colori a tempera;

࡟ vernice trasparente;

࡟ forbici;

࡟ una bacinella;

࡟ pennelli.

La ricetta: I biscotti della nonna

1 Versa la farina, il burro, l’acqua, in un recipiente e mescola con le mani fino ad ottenere una pasta consistente. Fai una palla di pasta e lasciala riposare per un’ora.

2 Stendi la pasta frolla su un piano infarinato e spianala fino a mezzo centimetro di spessore.

3 Taglia nella pasta dei quadratini di almeno 8 centimetri e metti nel centro di ognuno un cucchiaio di marmellata.

4 Bagna i bordi con un po’ d’acqua e spennella con l’uovo sbattuto.

5 Imburra e infarina una teglia e mettici i biscotti.

6 Inforna a 250 gradi e cuoci per mezz’ora.

INGREDIENTI

࡟ 200 grammi di burro;

࡟ 200 grammi di farina;

࡟ 1 decilitro di acqua fredda;

࡟ 1 uovo;

࡟ marmellata del gusto che preferisci.

k Dopo aver letto con attenzione, rispondi alle domande.

࡟ Qual è lo scopo di questo testo?

࡟ A chi si rivolge?

࡟ Perché le didascalie sono numerate?

IL RACCONTO REALISTICO

CHE COS’È?

È un TESTO NARRATIVO che racconta vicende REALI o VEROSIMILI, cioè inventate ma che potrebbero accadere nella realtà.

PERSONAGGI

I PERSONAGGI sono quelli che potresti incontrare nella VITA QUOTIDIANA, a scuola, a casa: bambini, genitori…

FATTI

I FATTI sono vicende vere che vengono narrate in ORDINE CRONOLOGICO (FABULA).

LUOGHI E TEMPO

I LUOGHI sono REALI e BEN DEFINITI. Il TEMPO in cui si svolgono le vicende può essere PASSATO o PRESENTE e di solito è DEFINITO.

Il testo può essere narrato in PRIMA o in TERZA PERSONA. NARRATORE

Una notte movimentata

Stanotte Luca è piombato come una furia nel mio letto. Io ho rischiato di cadere fuori e mi sono presa un grande spavento.

Quando ho capito che era mio fratello, gli ho detto:

– Torna subito nel tuo letto. Che cosa ti è preso? – Ho paura, ho paura! – mi ha risposto con voce soffocata da sotto le coperte. E mi ha abbracciata come se fossi il suo orsacchiotto di peluche.

Allora ho capito che doveva aver avuto un incubo e gli ho detto: – Perché non vai dalla mamma? Io ho bisogno di dormire.

Niente da fare. Ha continuato a balbettare che aveva paura. Che dovevo fare? Ho finito con l’abbracciarlo anch’io. E così ci siamo addormentati tutti e due.

Quando stamattina la mamma è venuta a svegliarci, ci ha trovati abbracciati nello stesso letto e ha detto: – Faceva così freddo stanotte?

– No, è lui che deve aver sognato un paio di mostri – ho detto io sbadigliando.

– Povero Luca... e povera Valentina – ha aggiunto la mamma.

Angelo Penose, Le fatiche di Valentina, Edizioni Piemme

k Rispondi alle domande con una X.

࡟ Chi sono i protagonisti del racconto?

Luca e Valentina

La mamma

࡟ Quando si svolge la vicenda?

Di giorno

Di notte

࡟ Dove è ambientato il racconto?

In camera da letto

In cucina

࡟ Perché Luca vuole dormire con sua sorella?

Perché ha freddo

Perché ha paura

IL RACCONTO AUTOBIOGRAFICO

CHE COS’È?

È un TESTO NARRATIVO realistico scritto in PRIMA PERSONA.

PERSONAGGI

L’AUTORE è narratore e protagonista.

FATTI

I FATTI narrati sono EPISODI significativi della PROPRIA VITA.

LUOGHI E TEMPO

I LUOGHI sono REALI e BEN DEFINITI. Il TEMPO è PASSATO e scandito dalle date.

Baffo

Si chiamava Baffo e fu il primo cane veramente nostro. Mio padre non aveva mai voluto cani in casa prima, non perché non li amasse, ma proprio perché li amava: aveva passato le estati della sua giovinezza in mezzo ai cani, nella tenuta sull’Adda e gli pareva ingiusto costringere un cane a vivere in città e in una casa sovraffollata come la nostra.

Poi un giorno mio fratello Ferdinando e mio fratello Carlo tornarono a casa con un cagnetto dell’apparente età di un mese e mezzo, sporchissimo, irsuto e zoppicante, con una zampa ferita e due occhi azzurri da lattante, spaventato ma curioso.

Carlo raccontò che il cane era stato buttato fuori da un’auto in corsa, avvolto in un sacco di iuta, ed era piombato proprio sul manubrio della bicicletta.

– Dono del cielo! – disse mio padre, che non gli credette neanche per un secondo. Il cagnetto abbaiò.

Aveva una voce molto buffa. Mio padre lo guardò pensosamente. Si chinò, esaminò la zampa ferita. – Può stare finché non si sarà irrobustito – disse mio padre dopo averlo medicato. – Poi lo porterete in campagna dal nonno.

B. Gasperini, Una donna e altri animali, Rizzoli k Segna con una X le frasi corrette.

Il cane della storia si chiama Buc.

Il papà non voleva cani in casa.

Ferdinando e Carlo portarono a casa il cagnolino.

Il cagnolino era sporco e zoppicante.

Il papà esaminò la zampa ferita.

Il papà decise di portare il cagnolino al canile.

IL DIARIO

CHE COS’È?

PERSONAGGI

FATTI

LINGUAGGIO

LUOGHI E TEMPO

È un TESTO NARRATIVO realistico scritto in PRIMA PERSONA.

L’AUTORE è narratore e protagonista, gli altri personaggi sono le persone di cui parla nelle pagine di diario.

Vengono narrati episodi nei quali il narratore confida i PROPRI SENTIMENTI, STATI D’ANIMO e OPINIONI.

È CONFIDENZIALE, come se l’autore parlasse a un amico.

I LUOGHI sono REALI. Il TEMPO è DEFINITO con precisione dalla data.

LA LETTERA E L’E-MAIL

CHE COS’È?

COM’È FATTA

LINGUAGGIO

È un testo scritto dal MITTENTE (chi scrive) a un DESTINATARIO (chi riceve) con lo scopo di comunicare qualcosa.

L’E-MAIL è la VERSIONE DIGITALE DELLA LETTERA.

La lettera è formata da diverse parti: LUOGO e DATA; FORMULA D’APERTURA (“Caro/a...”, “Egregio...”);

FORMULA DI CHIUSURA con saluti e firma.

È INFORMALE, se il destinatario è un amico; FORMALE, se il destinatario è una persona che non si conosce.

Caro diario

Caro diario, ti scrivo perché voglio raccontarti come ho trascorso la giornata ieri al luna park con i miei genitori. Ho insistito tanto perché venisse la mamma e alla fine, per farmi contento, ha accettato. Devi sapere che la mamma soffre di vertigini e, quando siamo saliti sulla ruota panoramica, è diventata pallida. Poverina si è fatta coraggio, ha chiuso gli occhi e serrato le labbra. Mentre cercava di non farsi prendere dalla paura, io e mio padre abbiamo potuto ammirare il panorama dall’alto. Che spettacolo! È stata per noi un’esperienza molto bella e indimenticabile.

Quando siamo scesi dalla ruota panoramica, la mamma mi ha guardato negli occhi e ha balbettato parole di disappunto. Per farmi perdonare le ho comprato lo zucchero filato e lei mi ha regalato un sorriso simile a quello che potrebbe fare un serpente prima di morderti.

Per tutti è stata una giornata davvero incredibile.

Buonanotte

k Rispondi alle domande.

• Cosa racconta Valentina nella sua pagina di diario?

Che è andata al luna park con i suoi genitori

Che è andata ai giardini con i suoi genitori

• Perché la mamma di Valentina ha chiuso gli occhi sulla ruota panoramica?

Perché aveva sonno

Perché soffre di vertigini

• Che cosa ha fatto Valentina per farsi perdonare dalla mamma?

Le ha comprato lo zucchero filato

Le ha regalato un peluche

Valentina

La lettera

Cara Betti,

ho appena finito di leggere la tua lettera e ti rispondo subito.

Sto trascorrendo le vacanze in campagna, a casa dei nonni, e mi sto divertendo tantissimo con i miei cugini; molto meno, però, con Alberto che fa delle cose impensabili e pericolose.

Ieri mi ha convinta a salire sul trattore del nonno: prima mi ha dato della fifona ed io, per dimostragli che avevo coraggio da vendere, ho ceduto alle sue insistenze.

Dopo appena cinque minuti avevamo già superato il recinto e siamo finiti con il trattore dentro la stalla.

Per fortuna Bianca e Matilde erano nel prato a pascolare.

A parte questo tragico episodio, dalla mia finestra vedo una distesa di ulivi e in lontananza un campo di grano punteggiato di papaveri. Che spettacolo!

Non posso scriverti più a lungo perché il pranzo è pronto. Ti mando un saluto affettuoso.

k Rispondi alle domande con una X.

• A chi scrive Camilla?

Ad Alberto

A Betti

• Dove trascorre le vacanze Camilla?

A casa dei nonni in campagna

A casa degli zii al mare

Camilla

L’e-mail

Da: giulia@ardeaeditrice.it

A: sara@ardeaeditrice.it

Oggetto: Non ci credo ancora!

Cara Sara ho rischiato di non partecipare alla tua festa per un semplice motivo. Qualche giorno fa, mia madre ha messo il vestito nuovo a cui tenevo tanto in lavatrice e, per distrazione, ha avviato il programma sbagliato.

Devi sapere che mia madre è una donna molto distratta. Dopo il primo lavaggio, il vestito si è ristretto e si è anche un po’ scolorito. Quando l’ho visto sono scoppiata in lacrime. Mia madre ha cercato di consolarmi ma alla fine, dopo qualche ora passata tra pianti e lamenti, mi ha portata in centro e... sorpresa! Ho trovato un altro abito che mi è piaciuto di più! E meno male, perché alla tua festa mi sono divertita tantissimo: è stata davvero una serata speciale, piena di risate e musica!

Un forte abbraccio.

k Sottolinea nel testo di giallo il mittente e di verde il destinatario.

k Segna con una X la risposta giusta.

• Perché Giulia ha rischiato di non partecipare alla festa di Sara?

La mamma ha messo il vestito in lavatrice con un programma sbagliato.

La mamma ha dimenticato il vestito in lavanderia.

• Cosa ha fatto la madre di Giulia per rimediare al problema?

È andata con Giulia in centro per comprare un nuovo vestito

Ha accompagnato Giulia ai giardini.

Giulia

IL RACCONTO FANTASTICO

CHE COS’È?

È un TESTO NARRATIVO che racconta fatti che NON POSSONO ACCADERE NELLA REALTÀ.

PERSONAGGI

Possono essere FANTASTICI come fantasmi, draghi, gnomi o persone normali a cui capitano episodi straordinari.

FATTI

LUOGHI E TEMPO

I FATTI sono IMMAGINARI, frutto della fantasia dell’autore.

I LUOGHI possono essere REALI o IRREALI. Il TEMPO in cui si svolgono le vicende, di solito, è INDEFINITO.

Il testo può essere narrato in PRIMA o in TERZA PERSONA. NARRATORE

Il naso portapasseri

In un piccolo paese di campagna, visse un tempo un tipo con il naso più lungo che si sia mai visto.

Un giorno andò a farsi una passeggiata tra i campi e, dopo un’ora, per riposarsi un po’, si fermò proprio nel mezzo di un campo di grano.

– E tu chi sei? – gli chiese un piccolo passero, svolazzandogli intorno alla zucca.

– Io sono uno spaventapasseri.

Era la prima cosa che gli era venuta in mente ma, a pensarci bene, poteva sembrarlo davvero, uno spaventapasseri.

– Ma non farmi ridere – gli disse l’uccellino impertinente. – Con quel naso lì chi vuoi spaventare?

Arrivò un altro passerotto e, svolazzando, si posò anche lui sul naso proprio accanto al suo compagno.

I due passerotti si guardarono e scoppiarono in una risata.

Dopo un po’ ne arrivarono altri e tutti si accovacciarono occupando quasi tutto il naso. I passerotti ridevano e sbattevano le ali, alcune piume finirono dentro le narici dell’uomo che fece un potente starnuto.

I passerotti spaventati volarono chi di qua, chi di là e l’uomo col naso finalmente libero sia dentro che fuori si avviò verso casa.

Andrea Valente, Il libro ficcanaso, Gallucci

k Segna con una X il completamento esatto.

• Il protagonista del racconto è: un uomo con un lungo naso un passerotto

• La vicenda si colloca in un tempo: definito indefinito

• Il luogo dove si svolge la storia è: definito indefinito

• I fatti narrati: possono accadere nella realtà sono frutto della fantasia

IL RACCONTO UMORISTICO

CHE COS’È?

PERSONAGGI

È un RACCONTO NARRATIVO che ha lo scopo di FAR DIVERTIRE il lettore.

Hanno CARATTERISTICHE ESAGERATE, sono troppo ingenui o pasticcioni e spesso si comportano in modo strano.

Sono SITUAZIONI BUFFE che si risolvono con un lieto fine. FATTI

È fresco ed è reso DIVERTENTE. L’autore utilizza equivoci, battute spiritose… LINGUAGGIO

LUOGHI E TEMPO

I LUOGHI sono REALI. Il TEMPO in cui si svolgono le vicende può essere DEFINITO o INDEFINITO, nel PRESENTE o nel PASSATO.

Il testo può essere narrato in PRIMA o in TERZA PERSONA. NARRATORE

La rivolta dei piedi

C’era un uomo tanto miope che non vedeva nemmeno dove metteva i piedi, ma per paura di sembrare brutto non voleva portare gli occhiali.

Così, al mattino, invece di mettere i piedi nelle scarpe, li infilava spesso uno in un vaso da fiori e l’altro in una borsa, oppure uno nel portaombrelli e l’altro in una scatola di cioccolatini, ed usciva a camminare per la città.

Spesso, invece di salire una scala, la scendeva, o invece di dare calci al pallone li dava alle O delle pubblicità sui muri.

I due piedi erano stanchi di quelle botte e di quella confusione e una mattina, prima che ricominciassero le disgrazie, dissero all’uomo: – Senti, lassù, a noi non importa che miope come sei, tu non voglia mettere gli occhiali per non sembrare brutto; noi però siamo stanchi di sbattere contro le cose, di girare qua e là e non sapere mai dove siamo, dove andiamo e come comportarci. Dunque procurati un paio di occhiali altrimenti ti teniamo a letto per tutta la vita.

L’uomo ci pensò su un po’ e dovette ammettere che, anche se fatto dai piedi, il ragionamento era giusto. Andò dunque, non senza fatica, nel negozio di un ottico per comprare... gli occhiali ai suoi piedi!

Ci misero molto, non per mancanza di scelta, ma perché i piedi avevano gusti diversi. Alla fine, il destro uscì con occhiali scuri da cacciatore di leoni, il sinistro con occhiali chiari da studente.

Adatt. da R. Piumini, Il giovane che entrava nel palazzo, Nuove Edizioni Romane

k Rispondi alle domande con una X.

• Perché l’uomo non voleva portare gli occhiali?

Perché non li trovava comodi

Perché temeva di sembrare brutto

• Cosa fecero i piedi per convincere l’uomo a cambiare?

Gli dissero che lo avrebbero tenuto a letto per sempre

Gli fecero male per fargli capire la situazione

• Che tipo di occhiali scelse infine il piede destro?

Occhiali chiari e leggeri da studente

Occhiali pesanti e scuri da cacciatore di leoni

IL RACCONTO DI AVVENTURA

CHE COS’È?

È un TESTO NARRATIVO che racconta

VICENDE RISCHIOSE. Lo scopo è quello di coinvolgere ed EMOZIONARE il lettore.

PERSONAGGI

Il PROTAGONISTA dimostra molto CORAGGIO e in caso di difficoltà riesce a trovare SOLUZIONI INGEGNOSE.

FATTI

LINGUAGGIO

I FATTI narrati sono imprese avvincenti ed eroiche, presentano COLPI DI SCENA e IMPREVISTI.

È caratterizzato da FRASI BREVI che danno un RITMO INCALZANTE alla storia.

LUOGHI E TEMPO

NARRATORE

I LUOGHI sono selvaggi e PIENI DI PERICOLI. Il racconto può essere ambientato in un TEMPO DEFINITO o INDEFINITO, nel PRESENTE o nel PASSATO.

Il testo può essere narrato in PRIMA o in TERZA PERSONA.

Amicizia nella foresta

Una notte Buck fu svegliato da un richiamo distinto e definito che giungeva dalla foresta: il lungo ululato di un lupo.

Balzò attraverso il campo addormentato e si precipitò silenzioso tra i boschi.

Via via che si avvicinava al grido, Buck diventava più cauto in ogni movimento, finché giunse a una radura fra gli alberi e vide il muso puntato al cielo, un lungo e sottile lupo dei boschi.

Poi il lupo fuggì e Buck lo inseguì con lunghi balzi. Lo spinse in un canale cieco, nel letto di un torrente asciutto, dove un mucchio di tronchi sbarrava la via.

Il lupo si voltò ringhiando e arruffando il pelo. Buck non attaccò, ma gli girò intorno avvolgendolo di amichevoli proposte. Il lupo era diffidente e spaurito, ma alla fine, accorgendosi che Buck non voleva fare alcun male, avvicinò il suo naso a quello del cane. I due divennero amici e giocarono insieme.

Jack London, Il richiamo della foresta, I Delfini, Fabbri Editori

k Rispondi alle domande con una X.

• Da dove veniva il richiamo che svegliò Buck?

Dal fiume Dalla foresta

• Chi stava ululando nella foresta?

Un lupo Un cane

• Come si comportò Buck quando vide il lupo?

Cercò di diventare suo amico

Lo attaccò

• Alla fine, il lupo cosa fece?

Scappò via

Accettò l’amicizia di Buck e giocarono insieme

IL RACCONTO DI PAURA

CHE COS’È?

PERSONAGGI

È un TESTO NARRATIVO che racconta vicende che SUSCITANO PAURA nel lettore.

I PERSONAGGI sono esseri REALISTICI o FANTASTICI come fantasmi, mostri, streghe, zombie…

FATTI

LINGUAGGIO

I FATTI narrati sono VICENDE MOLTO SPAVENTOSE a cui spesso non si riesce a dare una spiegazione. Presentano colpi di scena e imprevisti.

È RICCO DI AGGETTIVI e di SIMILITUDINI, per esprimere gli stati d’animo dei personaggi.

LUOGHI E TEMPO

Solitamente il racconto di paura è ambientato in LUOGHI AVVOLTI NEL BUIO come case abbandonate, vecchi castelli, cimiteri, boschi, paludi.

Il TEMPO in cui si svolgono le vicende può essere DEFINITO o INDEFINITO, nel PRESENTE o nel PASSATO.

NARRATORE

Il testo può essere narrato in PRIMA o in TERZA PERSONA.

Il serpente

Quel giorno il nonno era disteso sulla riva e io scesi più in giù. Mi sdraiai vicino all’acqua. Udii un suono vicinissimo a me. Era un fruscio secco fino a diventare un ronzio insistente.

Era un serpente a sonagli, avvolto su se stesso, pronto a colpire. Mi guardava dall’alto in basso a neppure quindici centimetri dal mio volto.

Restai lì gelato, incapace di muovermi. Era più grosso della mia gamba.

Era infuriato. Io e il serpente ci fissavamo.

L’estremità della coda incominciò a vibrare sempre più rapida, e il suono che produceva diventava sempre più acuto.

Poi la testa cominciò a oscillare pian piano avanti e indietro. Sapevo che stava per colpirmi, ma non riuscivo a muovermi.

Un’ombra calò su di me. Era il nonno, che mi disse: – Non voltare la testa, non muoverti, Piccolo Albero. Non sbattere gli occhi.

All’improvviso, la grossa mano del nonno si mise tra il mio volto e la testa del rettile.

Se avesse tolto la mano, mi avrebbe colpito in pieno volto.

Ma il nonno non lo fece: la sua mano restò ferma come una roccia.

Poi il nonno con l’altra mano afferrò il rettile dietro la testa e strinse. Il serpente si staccò da terra, si avvolse più volte intorno al suo braccio…

Ma il nonno non lasciò la presa e alla fine lo gettò a terra.

F. Carter, Piccolo Albero, Leonardo

k Cancella il completamento errato.

࡟ Piccolo Albero è sdraiato vicino all’acqua • nel bosco.

࡟ Sente un forte ronzio e vede un enorme calabrone • un serpente a sonagli.

࡟ Il serpente è più grande della gamba del nonno • gamba di Piccolo Albero

࡟ Piccolo Albero per la paura è paralizzato • sudato

࡟ Il nonno mette la mano tra il serpente e il nipotino • nella sacca delle frecce.

࡟ Il nonno dimostra paura • coraggio.

࡟ Il nonno con l’altra mano cattura • uccide il serpente.

IL TESTO DESCRITTIVO

CHE COS’È?

PUÒ

DESCRIVERE

COME PUÒ

ESSERE LA

DESCRIZIONE

ORDINE

DESCRITTIVO

LINGUAGGIO

È un testo che SPIEGA CON LE PAROLE come è fatto qualcuno o qualcosa. Lo scopo è quello di ARRICCHIRE di particolari LA NARRAZIONE.

• PERSONE

• ANIMALI

• LUOGHI

La descrizione può essere: SOGGETTIVA, se contiene impressioni, giudizi; OGGETTIVA, se non contiene impressioni e giudizi personali.

La descrizione segue un ordine:

• LOGICO: dal generale al particolare o viceversa;

• SPAZIALE: da vicino a lontano, dall’esterno all’interno;

• TEMPORALE: i cambiamenti nel tempo (prima, dopo…).

Il linguaggio è ricco di:

• DATI SENSORIALI (visivi, uditivi, olfattivi, gustativi, tattili);

• AGGETTIVI E SIMILITUDINI (descrizione soggettiva);

• TERMINI PRECISI E SPECIFICI (descrizione oggettiva).

La mareggiata

Quando ero sulla spiaggia, e c’era la mareggiata, vedevo arrivare all’orizzonte le ondate piene di ferocia; mi parevano alte come colline.

Erano verdastre e frastagliate di spuma bianca.

Le onde facevano un rumore enorme, come una grande ruota che girava.

A un tratto un’onda più grande e cattiva sorgeva all’improvviso, si ingrandiva; mi mettevo a scappare impaurito.

Poi appena la mareggiata rallentava, la bellissima spuma si ritirava, io mi mettevo a percorrere la spiaggia.

C’erano tronchi d’albero, legni coperti di un’erba verde sottile, incrostati di piccole conchiglie. C’erano conchiglie intere e rotte; ossi di seppia; stelle di mare alle quali mancavano quasi sempre uno o due braccia.

E io percorrevo felice la spiaggia camminando lentamente. Ogni tanto mi fermavo smuovendo l’alga col piede.

V.G. Rosso, Calme di luglio, Mondadori

k Rispondi alle domande con una X.

• Com’è il mare durante una mareggiata?

Molto agitato Calmo

• A cosa somigliavano le onde alte?

Ad alberi verdi A colline

• Che cosa faceva il narratore quando il mare si calmava?

Passeggiava sulla spiaggia

Si tuffava in acqua

• Cosa c’era sulla spiaggia dopo la mareggiata?

Solo conchiglie

Conchiglie, ossi di seppia e stelle di mare

• Come si sentiva durante la passeggiata?

Felice Triste

IL TESTO POETICO

CHE COS’È?

COME È SCRITTO

È un testo che usa parole per ESPRIMERE EMOZIONI.

È scritto in VERSI LIBERI o IN RIMA.

FORMA

Le poesie sono scritte in VERSI, che possono essere raggruppati in STROFE.

LINGUAGGIO

Il poeta sceglie parole con attenzione e figure retoriche.

SIMILITUDINE: vengono paragonati due elementi con caratteristiche simili.

Es.: Il tuo sorriso brilla come una stella.

METAFORA: vengono associate due immagini senza la parola “come”.

Es.: Andrea è un leone.

PERSONIFICAZIONE: le cose o gli elementi della natura vengono descritti come se fossero persone.

Es.: I fiori danzavano con il sole.

Il fiore trovato

Andai nel bosco da solo a camminare: non cercare niente era lo scopo del mio andare.

Nell’ombra vidi far capolino un fiore, brillava come una stella, come di occhi un bel bagliore.

Volevo coglierlo. Lui riuscì a dire: devo esser colto per appassire?

Con tutte le radici lo presi allora e lo portai al giardino della mia bella dimora.

Con cura lo piantai in quel luogo quieto, dove ancora prospera e fiorisce lieto.

J. W. Goethe

k Rispondi con una X alle domande.

• Che cosa scoprì il poeta camminando nel bosco?

Un fiore

Un cespuglio

• Quale idea ebbe il poeta?

Cogliere il fiore

Fotografare il fiore

• Cosa fece il poeta?

Piantò il fiore nel giardino della sua casa

Regalò il fiore a un bambino

IL TESTO INFORMATIVO

CHE COS’È?

Il TESTO INFORMATIVO ha lo scopo di DARE

INFORMAZIONI su argomenti di vario genere: storici, geografici, scientifici e di cultura generale.

LINGUAGGIO

Il LINGUAGGIO è CHIARO e PRECISO. Si utilizzano termini specifici dell’argomento affrontato.

STRUTTURA

TITOLO, SEQUENZE INFORMATIVE o paragrafi, IMMAGINI e DIDASCALIE, SCHEMI, TABELLE e tutto ciò che aiuta a comprendere.

ORDINE

Le informazioni possono essere esposte secondo l’ordine:

CRONOLOGICO

LOGICO

LOGICO-CAUSALE

La scuola nell’antichità

I Sumeri furono i primi a istituire le scuole.

Già nel IV millennio a.C., dunque, nacquero dei luoghi di istruzione e cultura, riservati ai maschi. L’insegnamento era essenzialmente di tipo pratico: i ragazzi venivano addestrati a scrivere e a far di conto. Inoltre erano obbligati a sottostare a regole severissime e a lezioni molto dure, erano frequenti le punizioni corporali.

Le prime scuole presso gli Egizi cominciarono a formarsi nel III millennio a.C.

Erano riservate alle famiglie potenti e limitate ai maschi, gli unici destinati alle funzioni amministrative dello Stato.

Le scuole egizie si tenevano all’aperto e si studiavano le lettere, la contabilità e una lingua straniera per chi desiderasse un posto autorevole nella società. Gli allievi che volevano intraprendere la carriera diplomatica dovevano studiare il babilonese, inoltre era molto importante la preparazione fisica.

Gli alunni studiavano accovacciati su stuoie intrecciate ed erano muniti di cannucce e di cocci di terracotta su cui scrivevano.

La scuola era molto rigida e spesso venivano inflitte punizioni corporali agli allievi poco volenterosi.

Da la Vita Scolastica, Giunti Scuola

k Segna con una X le informazioni corrette.

Si parla solo della scuola presso gli Egizi.

Le scuole presso i Sumeri erano riservate solo ai maschi.

Le scuole presso gli Egizi erano riservate solo ai maschi di famiglie potenti.

La vita a scuola per i ragazzi era molto serena.

Gli allievi poco volenterosi ricevevano molti compiti.

Le lezioni nelle scuole egizie si tenevano all’aperto.

Per scrivere gli allievi utilizzavano cannucce e cocci di terracotta.

IL TESTO REGOLATIVO

CHE COS’È?

È un testo che FORNISCE ISTRUZIONI per fare qualcosa, regole di un gioco e di comportamento in situazioni diverse.

LINGUAGGIO

È CHIARO e PRECISO rispetto all’argomento trattato.

I VERBI sono espressi all’INFINITO o all’IMPERATIVO.

STRUTTURA

È spesso scritto utilizzando un ELENCO puntato o numerato ed è accompagnato da IMMAGINI (illustrazioni, fotografie) che aiutano la comprensione.

Una ricetta: Banane golose

OCCORRENTE

• 4 banane – 4 biscotti

• Crema al cioccolato da spalmare

PROCEDIMENTO

1 Taglia le banane a metà nel senso della lunghezza.

2 Spalma ogni mezza banana con un cucchiaio di crema al cioccolato.

3 Sbriciola finemente i biscotti e spolvera le banane.

Rosita Corbella Paciotti, Mini ricette, DeAgostini

k Leggi la ricetta, poi sottolinea i nomi degli ingredienti e i verbi.

k Spiega, aiutandoti con le immagini, il procedimento per preparare le banane golose.

Paura dell’acqua

k Completa il racconto aiutandoti con le domande.

Quando era piccola, Prisca si era sempre rifiutata di nuotare con la testa sott’acqua, come pretendevano suo padre e suo nonno: era convinta che il padre, attraverso le orecchie, potesse arrivarle al cervello e un cervello annacquato, si sa, funziona male. Forse che il nonno, quando lei non capiva al volo qualcosa, non le diceva spazientito: - Ma ti è andato in brodo cervello? Così non partecipava mai ai giochi di suo fratello e degli altri bambini che consistevano, soprattutto, in gare di tuffi dalla barca o dal molo.

Poi, naturalmente, c’era sempre qualcuno che, mentre lei nuotava tranquilla, con il mento ben sollevato dall’acqua, arrivava alle sue spalle e cercava di cacciarla sotto.

Un giorno Prisca ...................................................................................................................

In seguito, era cresciuta e aveva superato la paura dell’acqua, anche grazie al dottor Maffei, lo zio della sua amica Elisa. - Vedi? - le aveva spiegato, mostrandole anche un disegno scientificoAttraverso la bocca e il naso, l’acqua, semmai, potrebbe entrare nei polmoni, oppure nello stomaco, non certo nel cervello.

Bianca Pitzorno, Ascolta il mio cuore, Mondadori

࡟ Cosa successe in quel giorno particolare?

࡟ Chi c’era con Prisca?

࡟ Come reagì Prisca?

Scrivo un racconto realistico

k Completa il racconto aiutandoti con le domande. Poi scrivi un titolo.

TITOLO: ........................................................................................

Giacomo non vedeva l’ora che arrivasse l’estate per andare in vacanza a casa dei cugini. Lì avrebbe trascorso giornate spensierate. Richi e Gaia abitavano con i loro genitori in una piccola casetta quasi in riva l mare. (Com’è la casetta? Com’è il giardino che la circonda? Com’è l’interno della casetta? Che cosa si vede dalle finestre?)

Non appena Giacomo vide Richi gli corse incontro. Entrambi erano molto felici di rivedersi. Gli corse incontro anche Gaia e poi Omar, il loro simpatico cane. (Che aspetto ha Omar? Come si comporta?)

Giacomo, Gaia e Richi corsero subito in spiaggia. (Com’è il mare? Che cosa decidono di fare i tre ragazzi? Che cosa fa il cane Omar intanto? Come si conclude la vicenda?)

Un incontro inaspettato

L’estate scorsa ho trascorso le vacanze in una casetta immersa nel verde di un piccolo paese di montagna. Ogni giorno, con mio fratello e mio nonno Giorgio, attraversavamo il paesino per inoltrarci nel bosco alla scoperta dei suoni della natura e delle sue bellezze.

Una mattina, partimmo molto presto. L’aria era fresca e il silenzio era rotto solo dal cinguettio degli uccelli. Camminavamo lungo un sentiero fiancheggiato da alberi che facevano ombra; ero pervaso da un senso serenità. Dopo un po’ ci fermammo in un prato. All’improvviso, percepimmo un leggero fruscio alle nostre spalle. Rimanemmo in silenzio, ci scambiammo delle occhiate; in quel momento il mio cuore prese a battermi forte mentre mi voltavo di scatto. A pochi metri da me c’era un piccolo capriolo.

Il suo manto era marrone chiaro e i suoi occhi esprimevano la stessa sorpresa e timidezza che sentivo. Mio fratello e mio nonno rimasero immobili, con cautela mi avvicinai piano. L’animale fece un passo indietro, pronto a fuggire, ma poi, forse intuendo che non ero una minaccia, si lasciò avvicinare.

Con delicatezza lo accarezzai. Fu un attimo magico, carico di emozione e meraviglia.

Ma quel momento si spezzò all’improvviso: un forte rumore o forse uno sparo lontano lo spaventò. Con un balzo rapido, il capriolo sparì nel bosco, lasciandomi solo con il ricordo di quell’incontro unico. Tornammo in quel prato nei giorni seguenti, sperando di rivederlo. Ma non lo incontrammo mai più. Il nonno spesso mi ripeteva di non disperare. “Chissà se il capriolo è ancora da qualche parte nel bosco” continuavo a chiedermi, finché una mattina prima di tornare in città decisi di fare da solo un’ultima passeggiata nel bosco. Il sole stava sorgendo e l’aria era ancora fresca. Camminavo lentamente, cercando di sentire ogni suono, ogni fruscio che potesse rivelare la presenza dell’animale, poi ad un tratto...

k Scrivi il finale del racconto.

Scrivo un racconto autobiografico

k Narra in prima persona una esperienza significativa da te vissuta.

Esprimi riflessioni e sentimenti personali.

Descrivi il luogo nel quale si svolge il tuo racconto. Indica il tempo.

Dian Fossey

Nacque a San Francisco, in California, nel 1932. Lavorò per anni in un ospedale. Poi, ispirata dagli scritti di uno studioso americano, nel 1963 andò in Africa per studiare la vita dei gorilla.

Convinta di poter comprendere meglio l’evoluzione dell’uomo attraverso lo studio di questi animali, Dian rimase ben diciotto anni a stretto contatto con i gorilla, osservando il loro comportamento e arrivando ad essere accettata come un membro del gruppo.

Conosceva uno per uno tutti i gorilla che abitavano nel Karisoke, la zona dell’Africa in cui operava e dove fondò un centro di ricerca, che chiamò Karisoke Research Center.

Dopo lunghi anni di studio e osservazione diretta si convinse che i gorilla non erano animali violenti e selvaggi ma socievoli e capaci di affezionarsi.

Nel libro “Gorilla nella nebbia” Dian racconta la sua lunga e affascinante ricerca sul campo.

Nel 1985 fu trovata assassinata nella sua tenda in Rwanda. Forse fu una vendetta dei bracconieri, che mal sopportavano la sua battaglia contro la caccia di frodo degli animali africani.

Grazie ai suoi studi e alla sua battaglia per la natura, oggi i gorilla sono una specie protetta.

AAVV, Vita avventurosa delle donne famose, Dami Editore

k Ricerca nella biografia le date riportate e trascrivile registrando accanto i relativi avvenimenti.

Date Avvenimenti

Scrivo La biografia di Albert Einstein

k Scrivi la biografia di Albert Einstein utilizzando le seguenti informazioni.

14 marzo 1879

Albert Einstein nasce a Ulma, in Germania.

1900 Si laurea in fisica presso il Politecnico di Zurigo.

1905 Pubblica l’articolo sulla teoria della relatività e diventa professore.

1913 Si trasferisce a Berlino dove rimane per quasi vent’anni.

1921 Riceve il premio Nobel per la fisica.

1933 Si trasferisce in America per sfuggire al nazismo che dominava la Germania.

1955 Muore a Princeton negli Stati Uniti, all’età di 76 anni.

Il

diario

Caro diario,

Venerdì, 15 gennaio

è fatta! Ho lasciato Chicago e sono in viaggio verso l’Inghilterra!

Scrivo dall’aereo, sono sopra l’Oceano Atlantico, non so bene dove.

Non riesco ancora a credere di aver lasciato l’America, i nonni e Heather, la mia migliore amica. Come farò senza di lei?

Avevo la gola stretta come un nodo perché ero triste ...............................................

Heather mi ha regalato un quaderno e mi ha detto:

– Scrivi il tuo diario su questo quaderno: sarà come parlare con me!

Magari sarà così! Ma prima, per rasserenarmi un po’, voglio scrivere un episodio che mi mette sempre di buon umore. È successo a scuola durante l’intervallo.

Io e Heather eravamo in cortile a giocare con la palla ...............................................

Riempirò di sicuro le pagine di questo quaderno perché ho tanti bei ricordi e spero di poterne scrivere presto di nuovi, anche in Inghilterra.

Alexandra Moss, Il sogno di Ellie, Einaudi Ragazzi

k Completa il testo raccontando brevemente cosa è successo.

Scrivo una pagina di diario

k Scrivi una pagina di diario seguendo i suggerimenti proposti:

࡟ Spiega perché hai deciso di scrivere sul diario.

࡟ Spiega che cosa è accaduto.

࡟ Inserisci nel racconto le emozioni che hai provato

࡟ Fai commenti su ciò che è accaduto e che hai provato.

࡟ Concludi, salutando il tuo diario o dandogli appuntamento a presto.

࡟ Scrivi la tua firma.

Mi hai già dimenticata?

k Completa la lettera scritta da Susanna al suo amico Paul.

Caro Paul, ogni giorno guardo nella cassetta della posta. La tua lettera, però, non c’è. Perché non mi scrivi? Sei malato? O forse mi hai già dimenticata?

Oggi ho incontrato di nuovo tua nonna dalla lattaia. Lei non pensa che tu sia malato.

Mi ha detto: - Ma no! È solo troppo pigro! - E mi ha raccontato un fatto sul tuo conto assai divertente.

Mi ha detto riguardo alla pigrizia che .............................................................................

Se davvero sei troppo pigro per scrivere, mandami almeno una cassetta con la tua voce. Non sarai per caso troppo pigro anche per parlare? Come ti va nella nuova scuola? I tuoi compagni sono simpatici? Hai un maestro o una maestra? Com’è la tua nuova cameretta? Se non mi fai sapere presto qualcosa di te, mi arrabbio.

La tua vecchia amica Susanna

P. S. Ieri ho dato una festa di carnevale.

Peccato, tu non c’eri. Ti mando un disegno, così vedi come eravamo.

Lettera tratta da: Christine Nostlinger, Cara Susi, caro Paul, Piemme

Scrivo una lettera

Trieste, 20 novembre

Carissima Michelle, se tu sapessi quanto mi piace scriverti lettere! E come la mia penna corre veloce sul foglio bianco! Le linee d’inchiostro sembrano file di parole che viaggiano verso di te. La frase è bella ma non è mia, perché l’ho sentita in un film o letta in un fumetto, non mi ricordo bene, però mi è rimasta impressa e così te l’ho scritta.

Io ti scrivo, ti scrivo però tu non mi rispondi mai.

Se le mie lettere ti danno fastidio, scrivimelo e tacerò.

Oppure mandami un SMS al mio telefonino.

Spero che non mi manderai nessun SMS. Anzi, no, mi va bene se me ne invii qualcuno, ma non per dirmi che non vuoi che ti scriva ancora.

Come mi vengono male, le lettere. D’altra parte, anche a scuola in italiano io non vado benissimo e così scriverti è una specie di esercizio.

Che lettera stupida che ho scritto. Però se tu collaborassi scrivendomi anche tu. Salvatore

P.S. Allora mi prometti che mi risponderai subito? A proposito voglio raccontarti ciò che mi è successo ieri a scuola durante l’intervallo.

Luciano Comida, C’è posta per Michele Crismani, Edizioni El

k Rispondi alla lettera.

L’e-mail

A: martina@ardeaeditrice.it

Da: sara@ardeaeditrice.it

Oggetto: Un’ avventura emozionante

Ciao Martina, come stai? Spero tutto bene! Oggi voglio condividere con te un episodio che è successo durante l’intervallo in cortile.

Eravamo fuori con i compagni, intenti a giocare a rincorrerci, quando all’improvviso ho notato un piccolo uccellino che sembrava essere caduto da un ramo dell’albero.

Io e Luca ci siamo avvicinati piano piano, facendo attenzione a non spaventarlo ancora di più. Abbiamo chiesto subito alla maestra se potevamo aiutarlo, spiegandole la situazione. Lei ci ha detto di prenderlo con delicatezza e portarlo nell’erba alta vicino a un cespuglio.

Ad un tratto, il piccolo uccellino ha cominciato a muovere le ali. Dopo un po’, con un piccolo sforzo, ha preso il volo ed è sparito tra gli alberi. Vederlo tornare libero è stato un momento magico, che mi ha riempito il cuore di gioia. Non vedo l’ora di rivederti per raccontarti altre avventure e sentirne di tue!

Un abbraccio grande, Sara

k Manipola la e-mail immaginando che i due compagni avessero scoperto, durante l’intervallo in cortile, un grosso ragno peloso tra i trami di un albero.

Scrivo una e-mail

k Scrivi una e-mail a un bambino o a una bambina della tua età immaginando che viva con i suoi genitori dottori in un lontano villaggio del continente africano.

Caro Fabio spero che tu stia bene!

Mi chiamo Ottavio e ti scrivo questa e-mail perché mi piacerebbe raccontarti alcune cose incredibili che ho vissuto in questi giorni.

Un abbraccio virtuale Ottavio

Una casa diversa

Nicola si era stufato di casa sua. Era un appartamento di tre stanze grigie e un po’ buie; le pareti, un tempo bianche splendenti, erano diventate gialline per via dello smog della città che entra perfino dai muri. I tappeti erano consumati e scoloriti e così i mobili vecchi (la mamma diceva antichi) di quell’orribile color marrone. E allora seminò.

Seminò di notte quando tutti dormivano.

I semi glieli aveva dati l’omino del parco in un sacchetto di carta.

Seminò sui divani, dentro i comò, sopra e dentro la lavatrice, e nel gabinetto. Seminò nella vasca da bagno e sul tavolo da pranzo. Seminò. E aspettò. Una mattina, la mamma di Nicola mise i piedi giù dal letto e sentì una sensazione di frescomorbido: era un campetto, di trifoglio e pratoline. Ne colse un mazzetto e lo sistemò in un vaso sul comodino, che era ricoperto di nontiscordardimè.

Il babbo andò in bagno a far la pipì, ma non osò farla sul cespuglio di gerani che usciva rosso vivo dal gabinetto.

Preferì farla sull’aiuola di biancospino che era nata sulla sua poltrona preferita. Tutti insieme, presi da una strana allegria, prepararono un picnic in cucina, tra anemoni e tromboncini, e poi si appisolarono all’ombra di un’acacia che era sbucata dal portaombrelli.

Chiara Rapaccini, Merendine, Giunti

k Che cosa accadrà quando nella casa di Nicola arriveranno alcuni amici di famiglia? Racconta e concludi la storia.

Scrivo un racconto fantastico

TITOLO:

k Completa il racconto. Il lavoro è già avviato.

Fabrizio si svegliò nel cuore della notte con uno strano prurito al naso. Se lo stropicciò finché non fece uno starnuto potentissimo, tanto che le orecchie cominciarono a ronzargli spaventosamente. Dopo un po’ ne fece un altro, ancora più forte. Fabrizio si spaventò, scese dal letto e si avvicinò alla finestra della sua cameretta. Fu allora che, specchiandosi nei vetri, si accorse che qualcosa non andava: le sue orecchie erano simili a quelle di un elefantino e il naso... somigliava a una piccola proboscide.

A caccia di tracce

Angela prese un foglio dalle mani di Stefano e iniziò a leggere: – Dovete andare a caccia di tracce di animali, ma non potete allontanarvi oltre il ruscello Lunatonda. Potete fotografare o disegnare le orme che trovate, o anche farne calchi. In ogni modo dovrete dimostrare che realmente ne avete scovata una.

Carlotta e Giorgio si guardarono e sorrisero, ognuno sicuro di vincere la sfida. Sapevano che non sarebbe stato semplice, il freddo della notte aveva sicuramente fatto rintanare la maggior parte degli animali; inoltre la neve aveva coperto anche quelle poche tracce degli abitanti notturni del bosco. Salirono leggermente verso la Roccafelice, osservando sempre con attenzione per terra. Tra fango e neve non era facile trovare un’orma buona da fotografare.

Finalmente dopo un centinaio di metri, Giorgio sorrise e si arrestò, avvicinò l’obiettivo della sua macchina fotografica al terreno e scattò una bellissima foto. Fu in quel momento che i suoi occhi incontrarono quelli del lupo. Il ragazzo non si era ancora rialzato. E i due erano immobili, l’uno di fronte all’altro. A meno di due metri di distanza. Il lupo aveva una cicatrice su un occhio e sembrava lo tenesse chiuso.

Giorgio fece cenno agli altri di fermarsi.

Iniziò a sudare, nonostante il freddo. Nessuno osava muoversi. Il lupo lo fissava.

Giorgio provò a fare un passo indietro. Il lupo mostrò i denti. Si guardarono per quindici lunghissimi secondi. Sembrava un duello tra due pistoleri del West.

C. Carzan e S. Scalco, Coraggio da lupi, Edizioni Paoline

k Manipola la parte evidenziata, inserendo un nuovo personaggio ed esprimendo la paura di entrambi.

Scrivo un racconto di avventura

TITOLO:

k Scrivi un racconto d’avventura seguendo la traccia.

࡟ Il protagonista: due giovani esploratori

࡟ Il luogo: una foresta piena di pericoli

࡟ Il fatto: i giovani esploratori dispersi nella foresta

࡟ Gli aiutanti: una giornalista e una guida locale

Un essere enorme

Non potevo né scappare né gridare. Anche quando quell’essere enorme venne pesantemente verso di me rimasi inchiodato dov’ero. Siccome mi girava la testa, alzai una mano per appoggiarmi alla porta, e a quel gesto lui si fermò di colpo a bocca aperta e con il respiro affannoso. Ormai era vicino, incombeva su di me, e soltanto allora raccolsi le idee e pensai che quello poteva essere lo yeti descritto dallo Zio Sung.

Era una creatura gigantesca, ricoperta di pelo rossiccio dalla testa ai piedi; soltanto il centro della faccia nera e rugosa era senza peli. Il naso, piatto e rivolto all’insù, mostrava due narici che erano poco più di due buchi nella faccia, e il mento spariva nel collo quasi senza rilievo. Aveva una fronte larga e prominente, e la faccia con un’espressione aggrottata, ma sotto le folte sopracciglia rossastre gli occhi che ricambiavano il mio sguardo erano penetranti, intelligenti e spalancati, non capivo se per ira o per paura. Michael Morpurgo, La valle tra le nuvole, Emme Edizioni

k Come potrebbe finire la storia? Cosa successe all’improvviso? Cosa provò il protgonista? Come si concluse la vicenda?

Scrivo un racconto di paura

TITOLO:

k Scrivi il tuo racconto di paura. Ricorda di arricchire la storia con descrizioni spaventose, utilizzando opportunamente i dati sensoriali e vivacizzando il testo con aggettivi e qualche similitudine. Ecco tre situazioni iniziali, scegline una e sviluppa il racconto sul quaderno.

È successo l’inverno scorso. Nel cortile del mio palazzo qualcuno aveva costruito un enorme pupazzo di neve: sembrava un omone vero. chiamai Marco e sua sorella e anche loro rimasero senza parole. Ad un tratto sentimmo il suo vocione freddo e cavernoso…

Entrarono nella casa abbandonata. La cucina era grande, con un alto soffitto dove facevano bella mostra fitte ragnatele. C’erano sul pavimento cartacce sparse ovunque e vecchi mobili con gli sportelli aperti pieni di barattoli impolverati. Ad un tratto Andrea...

Lucio e Martino varcarono la soglia della grotta e si guardarono intorno cauti. Nell’aria c’era un odore pungente di stantio che fece arricciare il naso dei ragazzi. Tremando dal freddo e dalla paura, Martino vide nella parte più profonda e più buia della grotta una figura gigantesca: – Il mostro delle nevi! – strillò, avvinghiandosi al suo compagno.

Il primo bagno della mamma

k Concludi la storia.

Per parecchio tempo mamma ci aveva molto invidiato le nostre nuotate, ma, finalmente cedendo alle nostre insistenze, fece una scappata in città e tornò alla villa portando un misterioso pacchetto. Quando l’aprì ci lasciò tutti sbalorditi mostrandoci uno straordinario indumento di stoffa nera coperto da cima a fondo di gale, di balze e piegoline.

– Bè, che cosa ne pensate? – disse la mamma.

– Che cos’è? – domandò infine Larry.

– È un costume da bagno, naturalmente.

– Mamma, è atroce! – disse Margo. – Perché non hai preso un costume un po’ più moderno?

– Quando si arriva alla mia età, cara, non si può andare in giro con il due pezzi! Per festeggiare il suo primo contatto col mare, decidemmo di fare un pic-nic giù alla baia. Tra grandi acclamazioni, mamma si tolse la vestaglia e apparve in tutto il suo splendore, avvolta nel suo costume da bagno. Roger, il nostro cane, si comportò molto bene finché non vide la mamma entrare in acqua. Allora diventò frenetico. Probabilmente era convinto che quel costume fosse chi sa quale mostro marino che aveva avviluppato la mamma e adesso la stava trascinando in mare. Abbaiando come un forsennato partì alla riscossa, addentò una delle gale e tirò con tutta la sua forza per riportare mamma in salvo. Mamma si sentì tirare improvvisamente all’indietro e piombò a sedere in mezzo metro d’acqua, mentre Roger...

Gerald Durrell, La mia famiglia ed altri animali, Adelphi

Scrivo un racconto umoristico

TITOLO:

k Completa il racconto umoristico seguendo la traccia. Il lavoro è già avviato.

࡟ Protagonisti: due fratellini combinaguai

࡟ Luogo: un supermercato affollato

࡟ Fatto: un episodio pieno di imprevisti

Giulio e Luca sono due fratellini di otto e sei anni, rispettivamente. Giulio ha sempre la testa piena di idee e se non lo fermano in tempo, finisce sempre per combinare un disastro. Luca, il più piccolo, è il suo perfetto complice: è sempre pronto a seguirlo nelle disavventure. Insieme formano una coppia tremendissima. Se qualcuno può stravolgere la tranquillità di un supermercato, sono proprio loro due.

La descrizione nella narrazione

La caletta delle cicale

k Nel testo sono evidenziate le parole che descrivono.

La giornata è splendida e il mare, visto dalla casa, è almeno di quattro colori: azzurro vicino a riva, verde più avanti, blu scuro e brillante e poi di nuovo verde, quasi viola, là in fondo, lontano, dove volano due grandi uccelli che il nonno chiama cormorani.

– Non è buono oggi il mare – dice la nonna. – Ma voi andrete lo stesso alla spiaggia. Vi ho preparato delle buone focaccine con le olive, da mangiare a metà mattina. E più tardi, al ritorno, troverete un bel pranzetto.

Nella cucina luminosa, con le grandi finestre spalancate sul mare, c’è un delizioso profumo di focaccine, infatti.

Si sente il passo pesante del nonno che scende le scale.

– Bambini, eccomi qua. Siete pronti? Andiamo a vedere com’è il mare.

Usciamo e ci avviamo per un ripido viottolo in discesa, fra cespugli di capperi e grossi fiori di cardo seccati, gialli, immobili, prosciugati al sole. Intanto il nonno ci dice che la piccola spiaggia che sta sotto di noi si chiama “Caletta delle cicale”.

– Ci sono cicale sulla spiaggia? – chiede Sara.

– No – spiega lui – non le cicale che cantano nei prati. Un tempo, però, nelle acque profonde di questa caletta si pescavano le cicale di mare, che sono dei crostacei simili alle aragoste.

Tira un fortissimo vento e il mare, là sotto, non è tranquillo.

Grosse onde di spuma bianca si abbattono fragorosamente sulla spiaggia, subito raggiunte e cancellate da altre onde.

La spiaggia è bella, piccola e deserta. È fatta di grossi sassi rotondi ai lati, ma è di sabbia bianca e fine al centro e fino al mare.

Roberta Grazzani, Nonno Tano, Piemme

La caletta delle cicale

k Manipola il testo inserendo nuove descrizioni, utilizzando opportunamente i dati sensoriali. Poi confrontati con la classe.

La giornata è splendida e il mare, visto dalla casa, è

Non è buono oggi il mare – dice la nonna. – Ma voi andrete lo stesso alla spiaggia. Vi ho preparato delle buone focaccine con le olive, da mangiare a metà mattina. E più tardi, al ritorno, troverete un bel pranzetto. Nella cucina luminosa, con le grandi finestre spalancate sul mare, c’è un delizioso profumo di focaccine, infatti.

Si sente il passo pesante del nonno che scende le scale. – Bambini, eccomi qua. Siete pronti? Andiamo a vedere com’è il mare.

..................................................................................................................................................

Intanto il nonno ci dice che la piccola spiaggia che sta sotto di noi si chiama “Caletta delle cicale”.

– Ci sono cicale sulla spiaggia? – chiede Sara.

– No – spiega lui – non le cicale che cantano nei prati. Un tempo, però, nelle acque profonde di questa caletta si pescavano le cicale di mare, che sono dei crostacei simili alle aragoste.

La descrizione nella narrazione

Al buio

k Nel testo sono evidenziate le parole che descrivono.

Allungò una mano, cercando d’ambientarsi nel buio per raggiungere la porticina e aprire. Subito ritirò la mano, con schifo: ci doveva essere una bestia davanti a lui, una bestia marina, forse, molle e vischiosa. Tra le dita sentì che gli era spuntato un corpo tondo, un’escrescenza, forse un bubbone. Sbarrava gli occhi nel buio ma non vedeva nulla, nemmeno a mettere la mano sotto il naso.

Gianni si tirò su come una scimmia per il muro liscio, sfondò il cartone senza rumore e mise la testa dentro. Fin allora non s’era accorto dell’odore: respirò e gli salì alle narici una nuvola di quel profumo caratteristico dei dolci…

“Ci devono essere dei dolci qua dentro”, pensò.

Si calò giù, nel buio; diede un calcio a un telefono, una scopa gli s’infilò nei pantaloni, poi fu a terra L’odore di dolci era sempre più forte, ma non si capiva da che parte venisse

“Ci devono essere molti dolci, qui”, pensò Gianni. Non vedeva nulla ma odorava: allora rise. Capì che aveva toccato una torta e sulla mano aveva crema e una ciliegia candita. Cominciò a leccarsi la mano, subito, e con l’altra continuava a brancolare intorno. Toccò un qualcosa di solido ma soffice, con un velo granuloso in superficie; un krapfen!

Sempre brancolando, se lo ficcò in bocca intero. Diede un piccolo grido di sorpresa, scoprendo che aveva la marmellata dentro. Era un posto bellissimo: in qualsiasi direzione s’allungasse la mano, nel buio, si trovavano nuove specie di dolciumi.

I. Calvino, I racconti, Einaudi

Al buio

k Completa il testo con due sequenze descrittive, utilizzando opportunamente i dati sensoriali. Poi confrontati con la classe.

Allungò una mano, cercando d’ambientarsi nel buio per raggiungere la porticina e aprire. Subito ritirò la mano, con schifo: ci doveva essere una bestia davanti a lui, una bestia marina, forse, molle e vischiosa.

Tra le dita sentì che gli era spuntato un corpo tondo, un’escrescenza, forse un bubbone. Sbarrava gli occhi nel buio ma non vedeva nulla, nemmeno a mettere la mano sotto il naso.

Gianni si tirò su come una scimmia per il muro liscio, sfondò il cartone senza rumore e mise la testa dentro. Fin allora non s’era accorto dell’odore: respirò e gli salì alle narici una nuvola di quel profumo caratteristico dei dolci…

“Ci devono essere dei dolci qua dentro”, pensò.

Si calò giù, nel buio; diede un calcio a un telefono, una scopa gli s’infilò nei pantaloni, poi fu a terra. L’odore di dolci era sempre più forte, ma non si capiva da che parte venisse.

“Ci devono essere molti dolci, qui”, pensò Gianni. Non vedeva nulla ma odorava: allora rise. Capì che aveva toccato una torta e sulla mano aveva crema e una ciliegia candita. Cominciò a leccarsi la mano, subito, e con l’altra continuava a brancolare intorno. Toccò un qualcosa di solido ma soffice, con un velo granuloso in superficie; un krapfen!

Sempre brancolando, se lo ficcò in bocca intero. Diede un piccolo grido di sorpresa, scoprendo che aveva la marmellata dentro. Era un posto bellissimo: in qualsiasi direzione s’allungasse la mano, nel buio, si trovavano nuove specie di dolciumi.

I. Calvino, I racconti, Einaudi

Gianni avanzava carponi, con la bocca impiastricciata e le mani impolverate di zucchero a velo. ...................................................................................................................

Dopo un po’ sentì un rumore lento e continuo. Gianni era entrato in una stanza fatta di gelatine che si staccavano dal soffitto. Quella scoperta.............................

DETTATI ORTOGRAFICI • 1

CE • CIE / GE • GIE

Celestina e Cecilia hanno un cagnetto che si chiama Cesarino ma sarebbe stato meglio se l’avessero chiamato Scheggia o Pulce perché è microscopico.

A Cesarino piace correre in giardino. Un giorno scoprì tra l’erba un geco e, preso dallo spavento, si irrigidì tanto da somigliare a una statua di gesso, spalancò gli occhi e li rivolse al cielo. Com’era buffo!

Una volta Cesarino si nascose nelle cesta delle arance, un’altra volta in quella delle ciliegie e ne mangiò tante fino a farsi venire il mal di pancia. Nella cameretta di Cecilia ho scoperto una foto che la ritrae con Cesarino e la sua compagna Alice e un’altra di un delfino che salta in superficie sollevando una montagna di spruzzi.

SC • SCE • SCI • SCIE

Francesco conserva nella scatola dei ricordi alcune foto scattate mentre era a casa dei nonni. Ricorda quando raggiungevano il ruscello o quando andavano a pesca. Una volta raggiunsero il fiume, quel giorno pescarono due pesci molto grandi. Francesco e il nonno spesso andavano alla cascina di Scipione per acquistare le uova e il latte. Scipione è davvero uno scienziato, perché ha realizzato con il figlio una macchina per macinare il grano. Francesco ricorda quando ha visto con sua nonna un film di fantascienza dove giganteschi moscerini armati di sciabole affrontavano uno sciame di vespe inferocite: una scena spaventosa!

GN • NI

Oggi si festeggia il compleanno di Agnese. La sera precedente, emozionata, si è addormentata scivolando nel mondo dei sogni. Camminava in un giardino, ad un tratto il giardiniere le consegnava una torta gigantesca.

Alla festa non erano presenti i suoi compagni Antonia, Anita, Ignazio, ma tanti buffi gnomi che mangiavano lasagne, gnocchi e patatine fritte e si divertivano lanciandosi bignè di prugne e castagne. All’improvviso arrivavano due cicogne e un cigno che rivolgendosi ad Agnese facevano strani segni con le ali. La bambina si svegliò in un bagno di sudore e si rasserenò quando capì di aver sognato.

GLI • LI • GL

I due fratelli Attilio ed Emilio hanno organizzato una festa in maschera. Tutti indossano vestiti originali. Giulio si è presentato vestito da coniglio, Guglielmino e Guglielmina da sveglia, Lisetta è arrivata trafelata con una gonna simile a un cespuglio e una ghirlanda di foglie in testa.

Nel bel mezzo della festa è arrivata la mamma di Attilio ed Emilio con un vassoio di dolci a forma di conchiglia ricoperti da una deliziosa glassa al cioccolato e alla vaniglia.

Sono arrivati alla festa anche Emiliano, Gigliola e Amelia che hanno stupito tutti con i loro vestiti da triglia.

MP • MB

Eravamo in campeggio, all’improvviso scoppiò il temporale. Un lampo accecante attraversò il cielo seguito da un forte tuono. Io e il mio compagno cacciammo un urlo e il nostro cuore incominciò a battere come un tamburo. Non riuscivamo a reggerci sulle gambe tanto eravamo spaventati.

L’indomani il cielo era terso e il sole luminoso, a tutti venne voglia di cercare fragole e lamponi.

Il nostro caposquadra ci soprese dicendo che avremmo partecipato ad una gara e che ci sarebbero stati altri bambini della nostra età.

Si doveva attraversare un labirinto nel più breve tempo possibile. Il mio amico vinse la gara dimostrando di avere la stoffa del campione.

CU • QU • CQU

Nel cuore della notte qualcuno bussò alla porta, in quel momento squillò anche il telefono. Tutti gli inquilini del palazzo si precipitarono in cortile, io li seguii a gran velocità. Dopo qualche secondo anche il gatto del mio vicino si spaventò e quatto quatto ci raggiunse e si accucciò sotto la quercia.

A tutti venne da ridere quando vedemmo la signora Quirina con il pigiama a quadretti che reggeva un piccolo acquario con tre pesciolini e suo marito Augusto in vestaglia che aveva un bicchiere pieno d’acqua e sotto il braccio la scatola degli acquerelli da cui non si separava mai. Capimmo che era stato proprio lui ad aver dato l’allarme per aver sentito un rumore forte e secco simile ad un‘esplosione.

DETTATI ORTOGRAFICI • 2

SCI • SCE

Si scioglie in scialli

Si scioglie in scialli, scivola in gorgogli, lascia bisbigli sullo scoglio: scintillando, liscia scia, scende l’onda e striscia via.

Roberto Piumini

SCIE

La pazienza dell’usciere

L’usciere si mette una mano sulla coscienza e si carica di santa pazienza: fa uscire da una parte gli scienziati e coloro che si occupano di fantascienza, dall’altra gli onniscienti, cioè i grandi studiosi, i sapienti!

Terminato il suo lavoro, l’usciere chiude prontamente l’uscio e torna a casa, nel suo accogliente guscio!

Marzia Cabano

MP

Una volta, in campagna

Una volta, in campagna, un rampollo di coniglio imprudente, con la zampa, s’impigliò in un cespuglio.

Impossibile scappare: implorava, là nel campo, e un compagno ad aiutare arrivò lì come un lampo.

Impegnato, con pazienza, liberò l’imprigionato, che, con meno imprudenza, zampettò via per il prato.

Roberto Piumini

CE • CIE / GE • GIE

Nel paese della scrittura

Nel paese della scrittura, c’è una storia un po’ insicura. C’è la C che si traveste, quando serve fa anche feste!

Se con E o con la I si trova, fa una parola nuova:

“CERCHIO”, “CIECO”, “CIELO”, “CESTINO”, c’è Cesare in giardino.

Ma attenzione a non sbagliare, con la G c’è da studiare!

Se con E o I va a braccetto, suona dolce come un dolcetto:

“GENIO”, “GIRAFFA”, “GELATO”, “RAGGIERA”, Cecilia va in crociera.

Rosa Dattolico

GLI • GN

Sogni negli stagni

I sogni negli stagni

son ragni fra paglie, son bagni in famiglia di conigli con quaglie,

voglia di agli e pigne senza rogne e cipigli, son maglie di ragni che imbrogliano triglie,

son gnomi su scogli che ignorano le mogli, son magnifiche spugne, meravigliosi segni, i sogni negli stagni…

Roberto Piumini

QUA • QUE

QUI • QUO

La compagnia della “Q”

Un quadretto malandato, un quaderno squinternato, una squadra ed un quadrello, quanto, quale, quasi, quello.

L’aquilotto e l’aquilone, la questura e la questione, la quaresima e il quartiere, un quintale di querele.

Liquirizia dolce amara, quaglie in volo fanno a gara. Qui finisce questa strana poesia e con soqquadro… vado via!

Da Internet

CQU

La famiglia dell’acqua

Se nuoto nell’acqua, mi sento un subacqueo. Se coloro un disegno, uso gli acquerelli.

Se vado in città, vedo l’acquedotto. Il mio acquario perde acqua, poveretto si è rotto!

Se piove e tira vento, scende un acquazzone.

Se mangio un panino, mi viene l’acquolina.

Sta proprio dappertutto quest’acqua birichina.

Lorenzo Taffarel CU • QU • CQU

Filastrocca di cu, qu, cqu

Una cu scrivi sul cuore ma non certo sul liquore, dove sta una qu di quadro mentre due sono a soqquadro.

Se vuoi fare un buon acquisto, fai una cqu più del previsto, anche tutti gli acquerelli con la cqu sono più belli.

Qui, in acqua oppure a scuola, la pronuncia è una sola e, che tu scriva cu, qu o cqu, leggi sempre tutto cu.

Giuseppe Bordi

CE • CIE • GE • GIE

k Forma il plurale delle seguenti parole e spiegane la ragione come negli esempi.

SINGOLARE PLURALE

spiaggia spiagge perché prima di GIA c’è la consonante g.

bugia bugie perché prima di GIA c’è la vocale u.

arancia

farmacia

cannuccia

buccia

magia

ciliegia

grigia

k Completa con CE o CIE. Poi inventa una frase per ogni parola.

࡟ al B

࡟ gratta....... lo B ......................................................................................................

࡟ a to B

࡟ ar re B

࡟ so tà B

k Completa con GE o GIE. Poi inventa una frase per ogni parola.

࡟ vali B

࡟ spiag B

࡟ cilie B

࡟ ma....... B ......................................................................................................

࡟ scheg B

SCI • SCIE • SCE

k Completa le parole con SCE oppure SCIE.

NOMI

enza riffo a nsore ru llo a lla co nza mo rino va llo

AGGETTIVI

li adole nte cre nte cono nte inco nte ntifico co nzioso evane nte

VERBI

ricono re ndere di ndere cono re cre re accre re na re gliere

k Completa le frasi con le parole adatte.

fantascienza • coscienza • scienziato • scie • adolescente fasce • coscienzioso • usciere • conoscere

࡟ È importante agire secondo la propria .

࡟ Lo studia i movimenti dei pianeti.

࡟ Gli aerei militari in volo lasciano nel cielo ........................ colorate di fumo.

࡟ L’infermiera avvolge il braccio ferito con sterilizzate.

࡟ L’ dell’hotel deve molte lingue straniere.

࡟ Mario è un e maturo.

࡟ Carla adora i film di .................................... .

k Scrivi una frase per ciascuna delle seguenti parole.

࡟ lisce B

࡟ pesci B

࡟ scienziato B

࡟ scimmia B ......................................................................................................

࡟ scene B

GNA • GNIA • GN • NI

k Risolvi gli indovinelli scegliendo fra le seguenti parole: pagnotta • condomini • carabinieri • castagne ragioniere • macedonia • giugno

࡟ È composta da tanta frutta fresca a pezzettini:

࡟ La si compra dal fornaio: ....................................

࡟ È bravo a fare i conti:

࡟ Tutti quelli che abitano nello stesso palazzo: ....................................

࡟ Il mese dopo maggio:

࡟ Frutti autunnali:

࡟ Vanno sempre in coppia:

k Completa con gn o ni. comu ...... one pu ...... ale riu ...... one Germa ...... a lasa ...... e ente fo atura inge ere co ome stra ero occhi matrimo o pa ere spu a monta a ca olino vergo a co ugazione vi eto ge o

k Completa come nell’esempio, poi inventa una frase per ogni verbo alla prima persona plurale.

INFINITO 1a P. Plurale frase sognare sogniamo bagnare spegnere accompagnare disegnare consegnare insegnare lagnare mugugnare

GLI • LI • G+L

k Cerca nello schema le seguenti parole con GLI e LI. Puoi trovarle scritte dall’alto in basso, da sinistra a destra e in diagonale.

P O R T A F O G L I O

L I E V I T O E B O M

S V X Z K V N O I C E

A V G M E O D L G O R

L N I I I R G D L N A

I N L L A I A K I I V

E I I I D J G T E G I

R M L A C X L K T L G

A I B N P O I L T I L M S I T W R O D O O I I T A L I A N O D O A coniglio biglietto lievito saliera sbadiglio milione portafoglio miliardo aglio italiano meraviglia rilievo

k Completa con GLI, LI o LLI. Poi inventa una frase per ogni parola.

࡟ gioco ere B

࡟ a evo B

࡟ conchi a B

࡟ o...... o B ......................................................................................................

࡟ a etare B

࡟ cavi a B

࡟ Sici...... a B ......................................................................................................

࡟ cance ere B

࡟ mi one B

࡟ sbadi o B

࡟ vigi...... a B ......................................................................................................

࡟ imbro o B

QU • CU • CQU • CCU • QQU

k Leggi la filastrocca e cerchia in rosso il suono CQU.

FILASTROCCA DELL’ACQUA CHE SCIACQUA

Filastrocca dell’acqua che sciacqua, che rinfresca, disseta e risciacqua, dell’acqua che scorre negli acquedotti quando i tubi sono rotti, dell’acqua quando è un acquazzone e a stare in casa ti viene il magone, dell’acqua che è nell’acquario di vetro e vedi i pesci davanti e di dietro, dell’acqua che stagna nell’acquitrino e non fa certo un buon profumino, o dell’acqua che sta nell’acquaio e lavar le stoviglie è un bel guaio. Un’acquerugiola scende leggera e acquista forza sul far della sera, se prendi allora colori e pennelli dipingi un bel quadro con gli acquerelli.

Filastrocche e vitamine, Ed. Gulliver

k Completa con il suono adatto scegliendo fra QU, CU, CQU, CCU, QQU. Poi utilizza ogni espressione per costruire una frase.

espressione frase

Una camera a so ...... adro

Rin ...... orare un amico

Squalificare una s adra

Eva are l’edificio

Percorrere un cir ito

A dire un cciolo

Un parco a atico

Andare all’e atore

QU • CU • CQU

k Alcune delle parole sono scritte in modo sbagliato. Individuale e poi riscrivile in modo corretto.

࡟ subaqueo B

࡟ tacquino B

࡟ scuadra B

࡟ accumulo B

࡟ scuola B

࡟ acuisto B

࡟ acquolina B

࡟ acuaragia B ..................................

k Trova altre parole che derivano da ACQUA e poi inventa per ciascuna una frase. acqua acquazzone

k Segna con una crocetta il significato esatto dei seguenti modi di dire.

࡟ Tirare acqua al proprio mulino: fare i propri interessi prendere l’acqua dal mulino raccogliere l’acqua dal pavimento

࡟ Fare un buco nell’acqua: lanciare un sasso nello stagno mettere il dito in una pozzanghera non riuscire nel proprio intento

࡟ Acqua in bocca!: bere acqua mantenere un segreto deglutire

࡟ Navigare in acque agitate: trovarsi in difficoltà trovarsi su una barca in mezzo al mare in tempesta

LE DOPPIE

k Completa la filastrocca con le parole contenenti la doppia consonante.

La pala non è palla e l’orsacchiotto balla la casa non è ca....... a uno gnomo ride e pa a la sera non è serra la pace non è gue a la rena non è renna la torre non è antenna la sete non è sette chi sbaglia ci rime e la fola non è folla il chiodo non è mo a il caro non è carro al sole sta il ramarro il nono non è nonno l'aringa non è to....... o le note non son notte il tino non è bo e.

k Devi rispondere in rima con una parola che contiene le doppie.

Se io ti dico gattino… tu rispondi CAMMINO

Se io ti dico pallone… tu rispondi

Se io ti dico ombrello… tu rispondi

Se io ti dico capello… tu rispondi

Se io ti dico carrozza… tu rispondi ................................

Se io ti dico bellezza tu rispondi

Se io ti dico martello… tu rispondi

Se io ti dico secchio…. tu rispondi

k Indica con una crocetta la forma esatta in ogni coppia di parole.

stazzione stazione ospizio ospizzio decorazzione decorazione emozione emozzione

ispezzione ispezione coraza corazza colazione colazzione spazolino spazzolino

LE SILLABE

k Dividi le parole in sillabe e scrivi il numero di sillabe ottenuto.

parole sillabazione n° sillabe elefantessa cinghiale acquazzone bottiglia sottosopra attizzatoio navicella abitazione dromedario cannocchiale motocicletta televisione formaggino pasticceria educazione

ombelico

k Metti le sillabe nell’ordine giusto e scrivi accanto le parole ottenute.

࡟ gio-ne-re B

࡟ lo-pi-pi-strel B ..................................

࡟ nu-ra-pia B

࡟ ton-mat-ni-ci B ..................................

࡟ brel-lo-om-ne B

࡟ ti-no-gat B ..................................

࡟ fi-del-no B

࡟ to-u-lu-la B

࡟ zo-quaz-ne-ac B

࡟ rel-pen-lo-na B

࡟ ta-ru-tar-ga B

࡟ mi-for-ca-io B

L’APOSTROFO

ME oppure M’È?

࡟ Esci con stasera?

࡟ Quel ragazzo non per niente simpatico.

TE oppure T’È?

࡟ Come sembrata la sorella di Claudio?

࡟ Questa lettera è per

SE oppure S’È?

࡟ ......... mi presti i tuoi colori, ti faccio un bel disegno.

࡟ Non mai vista una cosa simile!

CE oppure C’È?

࡟ ancora del gelato in frigo?

࡟ Quando abbiamo visto il cane, la siamo dati a gambe levate.

VE oppure V’È?

࡟ l’avevo detto di stare attenti!

࡟ giunta la notizia del nostro matrimonio?

NÉ oppure N’È?

࡟ Ha dimenticato le chiavi a casa e non se accorto.

࡟ Non voglio ......... mangiare ......... studiare, ma solo dormire.

k Indica con una crocetta la forma esatta in ogni coppia di parole.

k Completa le frasi. lima l'ima lisola l'isola lelica l'elica laguna l'aguna lesempio l'esempio lorticaria l'orticaria latrio l'atrio liride l'iride

L’ACCENTO • 1

k Leggi la filastrocca e inserisci in rosso gli accenti mancanti.

LA CIVETTA

Una civetta sul monte si appollaio, un nido costrui e tre piccole civette partori. Ma quando una tempesta si scateno, il nido lungo le pendici del monte rotolò e sul prato soffice rimbalzo.

La civetta nell’aria si librò e con il becco le ali dei suoi piccoli afferrò.

Volò giu fino a valle e sui rami di un grande albero si poso. Che gran spavento! Ma nulla piu, con qualche livido e un occhio blu.

k Metti l’accento dove occorre.

࡟ Stamattina siamo stati in pasticceria e abbiamo mangiato dei favolosi baba alla crema.

࡟ La citta in cui vivo e ricca di parchi e aree verdi dove poter correre e giocare.

࡟ Laggiu, immersa tra i colli e immersa nel verde, c’e la casa dei miei nonni.

࡟ Che felicita! Stasera festeggio il mio compleanno con amici e parenti.

࡟ L’onesta, la lealta e il rispetto sono virtu molto importanti per chi governa una nazione.

࡟ Questa tivu e un rottame, dobbiamo comprarne un’altra.

࡟ Perche non sei venuta a scuola oggi? La maestra ha chiesto tue notizie.

࡟ Un caffe e quello che ci vuole per iniziare al meglio la giornata.

࡟ “Finche la barca va lasciala andare…” dice una canzone.

࡟ La mamma accarezzo il suo bambino e lo bacio delicatamente sul capo.

L’ACCENTO • 2

k Completa con il monosillabo esatto.

DA oppure DÀ?

࡟ Il tragitto casa a scuola dura a piedi circa quindici minuti.

࡟ Il pensiero che Luca possa avercela con me non mi pace.

DI oppure DÌ?

࡟ Sono talmente stanca che ho intenzione di rilassarmi tutto il .

࡟ cosa hai paura? Ci sono io qui con te.

LA oppure LÀ?

࡟ Prendi pure mia merendina se hai fame.

࡟ ......... in fondo alla strada c’è il palazzo in cui abito.

LI oppure LÌ?

࡟ Questi sono i miei disegni: vuoi guardare?

࡟ Il libro è , su quello scaffale.

NE oppure NÉ?

࡟ ho abbastanza delle tue lamentele!

࡟ Non mi piace il calcio la pallacanestro, ma il nuoto.

SE oppure SÉ?

࡟ solo mi dessi ascolto, eviteresti di trovarti in situazioni del genere.

࡟ “Chi fa da ......... fa per tre!” dice il proverbio.

SI oppure SÌ?

࡟ Dario è chiuso nel suo dolore e non vuole parlare con nessuno.

࡟ , ho deciso di venire con te in campeggio.

TE oppure TÈ?

࡟ A casa mia, ogni pomeriggio alle cinque in punto, si beve il .

࡟ Laura dice che vuole parlare solo con

CE N’È, CE NE SONO, CE N’ERA, CE N’ERANO

k Osserva il disegno e completa come nell’esempio con: ce n’è uno • ce ne sono • non ce n’è • non ce ne sono

alberi ce ne sono cervi adulti scoiattoli volpi nuvole fiori cespugli cinghiali coniglio

k Completa le frasi con:

ce n’era • non ce n’era • ce n’erano • non ce n’erano

࡟ Fra tutti i bambini partecipanti alla maratona solo tre della mia classe.

࡟ Volevo prendere in prestito un libro dalla biblioteca, ma neanche uno che mi piacesse.

࡟ Sono andata in pasticceria per comprare dei biscotti al burro, ma più.

࡟ di gente ieri alla tua festa!

࡟ Ero indecisa su quale cappello scegliere: ....................... troppi!

࡟ Al campeggio estivo, di bambini che già conoscevo solo due.

HO, HAI, HA, HANNO

k Completa le frasi con:

ho • hai • ha • hanno • o • ai • a • anno • oh! • ahi! • ah!

࡟ Vuoi venire giardini con me o da fare?

࡟ ................. tanto sonno ma non riesco ................. dormire.

࡟ L’ prossimo frequenterò la scuola media.

࡟ ................. Finalmente un po’ di relax sul divano!

࡟ Che bel vestito! Sei elegantissima!

࡟ Carla detto che verrà trovarci domani per un tè.

࡟ I miei genitori deciso di regalarmi un computer per il compleanno.

࡟ Mi sono fatta male alla caviglia!

࡟ Non so se leggere andare a giocare pallone.

࡟ miei tempi non esisteva la televisione, dice sempre mio nonno.

࡟ ............. visto che bella giornata? Usciamo ................. fare una passeggiata?

k Cancella con una X la forma sbagliata tra le due proposte in ogni frase.

࡟ Non {ho/o} voglia di studiare!

࡟ Se {hai/ai} bisogno di aiuto, chiedi pure.

࡟ Gli scienziati {hanno/anno} scoperto gli embrioni dei dinosauri.

࡟ Lucia {ha/a} una casa al mare bellissima, {ha/a} pochi metri dalla spiaggia.

࡟ Preferisci un panino {ho/o} un hamburger?

࡟ Tra qualche {hanno/anno} potrò guidare il motorino.

࡟ {Ha/A} chi telefoni? {Hai/Ai} nonni?

k Scrivi cinque frasi in tutto con ho, hai, ha, hanno.

࡟ ............................................................................................................................... ...

࡟ ............................................................................................................................... ...

ATTENZIONE AL SIGNIFICATO!

LO oppure L’HO?

࡟ Se vuoi conoscere mio fratello, te presento volentieri.

࡟ .............. sempre immaginato: Dario è una persona di cui non ci si può fidare!

• LA oppure L’HA?

࡟ Oggi è proprio ................... giornata giusta per un pic-nic all’aperto.

࡟ Era proprio Manuela, riconosciuta anche Elisa.

• L’ANNO oppure L’HANNO?

࡟ scorso siamo andati in vacanza in Belgio.

࡟ chiamata più volte, ma non ha risposto.

• TE LA oppure TE L’HA?

࡟ ridata Giulia la borsa che le avevi prestato?

࡟ Se ti serve la macchina, presto.

• VE LO oppure VE L’HO?

࡟ ricordate Gianni? Era un vecchietto simpatico e generoso.

࡟ ................... già detto che domani parto per Parigi?

• ME LA oppure ME L’HA?

࡟ La torta alle mele mi piace troppo: ........................ mangerei tutta!

࡟ detto Elisa: Andrea si trasferisce in un’altra città.

• GLIELO oppure GLIEL’HO?

࡟ dite voi o volete che lo faccia io?

࡟ già detto: non voglio andare a quella festa.

• GLIELA oppure GLIEL’HA?

࡟ Alice ha comprato una bambola per Alessia e regalata.

࡟ Uso la sua bicicletta, ma dopo riporto.

LA PUNTEGGIATURA

k Inserisci nel testo i segni di punteggiatura necessari.

Una volta c’era in Cina un cinese vestito di blu e d’arancione che si chiamava Cion Cion Blu Aveva i pantaloni blu e la giacca arancione le pantofole blu e le calze arancioni e in tasca aveva un fazzoletto arancione e una pipa blu Anche i suoi capelli erano blu blu scuro ma la sua faccia non era arancione tonda tonda come un pompelmo anche se era nato in Cina tra i mandarini quei mandarini che sono le arance della Cina e che hanno il colore delle arance e che perciò sono arancioni anche se sembrano arancine tratto e adatt da Pinin Carpi, Cion Cion Blu

k La punteggiatura è errata. Correggi e riscrivi le frasi.

࡟ Come ti chiami! Mi chiamo Teresa e ho sette anni?

࡟ Al supermercato il papà ha comprato; uova: latte. pasta, olio e salumi!

࡟ Qual è il nome dell’isola in cui vivi! Si chiama Ventotene e fa parte dell’arcipelago delle isole Ponziane?

࡟ Per costruire la mia maschera ho bisogno di; carta: forbici! colla, pennarelli e un elastico?

࡟ Chiudi la porta? Ho bisogno di silenzio. devo scrivere un tema!

IL DISCORSO DIRETTO E INDIRETTO

k Sottolinea in rosso ciò che dice Ernest (l’orso) e in blu Celestine (la topolina).

Non credo che Ernest si volesse mangiare Celestine. Però c’è da dire che aveva molta fame. È anche vero che aveva molto sonno. Quel che so è che Celestine decise di non avere più paura. Guardò Ernest dritto negli occhi e gli domandò:

– Come ti chiami? Ernest chiuse la bocca enorme.

– Mi chiamo Ernest.

Allora Celestine parlò a gran velocità:

– Ciao Ernest, io sono Celestine. Senti un po’, Ernest, la devi smettere di mangiare nella spazzatura, fa malissimo alla salute, ci sono tutte le malattie del mondo nella spazzatura, la peste, il tifo, il colera, la difterite, il tetano, l’epatite… Ernest, vuoi prenderti tutte le malattie del mondo?

– No, Celestine, ma ho fame e… Celestine aveva sollevato la palpebra di Ernest e gli studiava gli occhi, come fanno i dottori, con aria serissima.

– Ohi, ohi! Ernest, devi smettere immediatamente con la spazzatura!

– Sono malato? – domandò Ernest.

– Non ancora, ma ci manca poco.

tratto da Daniel Pennac, Ernest e Celestine

k Trasforma il discorso indiretto in discorso diretto.

࡟ La maestra chiede ai suoi alunni se sono pronti per l’interrogazione.

࡟ Il papà chiede a sua figlia e alle sue amichette se hanno voglia di un gelato.

࡟ L’allenatore chiede ai giocatori se sono pronti per la partita.

࡟ Il nonno chiede ai nipotini se vogliono che racconti una storia.

࡟ L’hostess dice ai passeggeri di allacciare le cinture.

࡟ Il burattinaio chiede ai bambini se è piaciuto loro lo spettacolo.

I

PERIODI E LE FRASI

k Cerchia i verbi, poi indica con una crocetta se le seguenti frasi sono frasi semplici oppure frasi complesse (periodi).

Frase semplice periodo

Luca gioca in una squadra di calcio.

Il mio cagnolino adora la pasta al sugo.

Il contadino ara i campi.

Teresa suona il pianoforte e canta in un coro.

Oggi pomeriggio ho studiato, giocato a tennis e terminato di leggere un libro.

L’archeologo scava la terra e studia i reperti.

Ho comprato un vaso e ho piantato i semi dei girasoli.

Roberto ha scritto una storia sulle streghe.

k Leggi il testo, sottolinea i verbi e separa i periodi con una barretta rossa, poi contali e completa sotto.

Una domenica pomeriggio Polissena se ne stava a giocare a “palla a muro” con le sorelle e con le altre ragazzine di Cepaluna nella piazza del Municipio. Il mercante e sua moglie erano andati in calesse a trovare la zia Rosalice nella sua tenuta di campagna, ma le tre bambine non avevano voluto accompagnarli, perché la vecchia zia puzzava di tabacco in modo disgustoso e insisteva per baciarle all’arrivo e alla partenza, nonostante avesse due ciuffetti di baffi ispidi e pungenti. Nei mesi a venire Polissena si sarebbe pentita amaramente del suo rifiuto. Mille volte meglio essere trafitta dai grigi baffi spinosi e inondata dalla saliva marrone della zia, e costretta a passare il pomeriggio immobile come una mummia sul divano, piuttosto che fare quella terribile scoperta! Bianca Pitzorno, Polissena del Porcello

k In questo testo ci sono periodi.

LE FRASI

k Con ogni coppia nome/verbo costruisci frasi diverse come nell’esempio.

bambino/piangere Il bambino piange ininterrottamente. Il bambino non sta piangendo.

rondini/volare

maestra/spiegare

giornalista/intervistare

telefono/squillare

cane/abbaiare

Perché il bambino piange?

k Indica se le seguenti frasi sono affermative (A), negative (N), interrogative (I), dubitative (D), esclamative (E) o imperative (IM).

Ti sei sposata! Che bello!

Oggi voglio mangiare una bella bistecca.

A che ora torni stasera?

Probabilmente è giunto il momento di parlarle sinceramente.

Non rivolgerti a me con quel tono!

Come stai bene con questo nuovo taglio di capelli!

Quanti chili di arance deve comprare?

Secondo me Giulia sbaglia a comportarsi in questo modo.

Apri subito la porta!

Oggi Danilo non è venuto a scuola.

IL SOGGETTO

k Leggi le frasi e sottolinea i soggetti.

࡟ Il pastore, ogni mattina, conduce le pecore al pascolo.

࡟ Mio padre è un ottimo cuoco e cucina spesso per tutti noi.

࡟ La neve cade fitta sulla città e imbianca i tetti.

࡟ A primavera gli alberi fioriscono.

࡟ Mio nonno mi porta spesso con sé a raccogliere i funghi.

࡟ Pesci di ogni specie nuotano nelle grandi vasche dell’acquario di Genova.

࡟ Ogni mattina gli uccellini cinguettano sul davanzale della mia finestra.

࡟ Mia sorella da grande vuole fare l’architetto.

࡟ I leoni sonnecchiano all’ombra di giganteschi alberi.

࡟ Nella foresta le scimmie saltano con agilità da un ramo all’altro.

k Individua il soggetto sottinteso e scrivilo tra parentesi come nell’esempio.

࡟ Muoio dalla voglia di rivedere i miei zii. ( io )

࡟ Sei andata poi a vedere la mostra di cui ti parlavo? ( )

࡟ Siamo stanchi e non vogliamo più studiare. ( )

࡟ È partita per l’Australia? ( )

࡟ Siete degli ottimi calciatori, bravi! ( )

࡟ Credi davvero che mi faccia piacere non poterti accompagnare? ( )

࡟ Desidero tanto un cagnolino, ma mia madre non è d’accordo. (.............. )

࡟ Si è sporcato la maglietta di cioccolato. ( )

k Scrivi quattro frasi e sottolinea il soggetto di ciascuna.

࡟ ............................................................................................................................... ...

L’ATTRIBUTO

k In ogni frase cerchia gli attributi che si riferiscono al soggetto.

࡟ Il sole luminoso abbronza i nostri corpi stesi sulla spiaggia.

࡟ Le foglie ingiallite cadono dai rami degli alberi in autunno.

࡟ Le bandiere colorate sventolano al vento.

࡟ I bambini sudati e trafelati sono appena tornati dopo i giochi al parco.

࡟ All’improvviso soffiò un vento forte e impetuoso.

࡟ Il tuo cane ha un musetto simpatico.

࡟ Gli aerei militari sfrecciano nel cielo.

࡟ I nostri disegni sono stati messi in mostra a scuola.

࡟ Un ragazzino insolente mi ha spinto per strada.

࡟ Un incendio violento ha distrutto la pineta.

࡟ Una musica insopportabile mi disturba mentre studio.

࡟ Una donna affettuosa e gentile ha preso con sé il cucciolo abbandonato.

k Trova un attributo per ogni nome e utilizzalo per costruire una frase.

NOME ATTRIBUTO FRASE bicicletta temporale giornata parco barca gatto film

gioco aquilone lettera gelato amico

IL PREDICATO VERBALE

k Leggi il testo e sottolinea tutti i predicati.

È una bella vitellina. Se ne sta in un angolo della stalla e sulla schiena ha una macchia che sembra una sella. Le metto con delicatezza un braccio attorno al collo. Quando le accarezzo il muso, mi ciuccia le dita. Un attimo dopo mi sta ciucciando tutta la mano. Le sussurro all’orecchio: – Sei la mia Polleke. È così bello da dire! Anche a lei vengono le gambe molli, proprio come a me. Non c’è nessun altro. Sono tutta sola con la mia Polleke. – Se solo potessi portarti a casa – le sussurro all’orecchio. – Dormiresti in camera mia. Ti porterei con me dappertutto. Ti farei pascolare fuori da scuola. E fuori dalla casa di detenzione. E al cimitero. E in inverno rimarresti vicino alla stufa. –

All’improvviso la vitellina Polleke inizia a fare pipì schizzando ovunque. Ma non importa, tutti devono fare la pipì ogni tanto. Le stringo le braccia attorno al collo e la guardo negli occhi. Sono stupendi e le ciglia sono lunghissime. È la vitellina più bella del mondo. tratto da Guus Kuijer, Per sempre insieme, Amen

k In ogni frase sottolinea il soggetto e cerchia il predicato verbale di rosso e il predicato nominale di blu.

࡟ L’aspirapolvere produce un rumore sordo e fastidioso.

࡟ Oggi la mia mamma è proprio elegante!

࡟ Mio padre adora cucinare il pesce.

࡟ Il delfino è un mammifero.

࡟ La nostra nuova casa è spaziosa e molto luminosa.

࡟ Le farfalle si riproducono e muoiono nell’arco di poche ore.

࡟ Con l’arrivo del primo tepore primaverile le nevi sui monti si sciolgono.

࡟ Il nostro televisore è rotto.

࡟ Le albicocche sui rami sono mature.

࡟ Ho appena terminato di studiare geografia.

PREDICATO VERBALE E NOMINALE

k Completa le frasi con i predicati verbali adatti come nell’esempio.

࡟ Io ho mangiato un gelato alla nocciola.

࡟ L’idraulico tubi dell’acqua.

࡟ La nonna la marmellata di prugne.

࡟ Il bibliotecario un libro di streghe ai bambini.

࡟ Il granchio .................................. sullo scoglio.

࡟ L’attore sul palcoscenico del teatro.

࡟ Il ciclista il Giro d’Italia.

࡟ Il cameriere i piatti in tavola al ristorante.

࡟ Mio padre in Germania.

k Trova almeno due predicati nominali per ogni soggetto.

le ciliegie

le ragazze l’estate lo scooter il prato la pizza

k Completa la tabella.

la penna è rossa scrive il torrente l’elicottero l’aquila le navi gli atleti

IL COMPLEMENTO OGGETTO

k Leggi la filastrocca e sottolinea i complementi oggetto.

FILASTROCCA ACQUA E SAPONE

Nella stagione della pioggia i pachidermi si fanno la doccia.

Sguazzano i passeri nella fontana si lava il rospo, si lustra la rana. Si lecca il gatto l’ispido pelo il temporale pulisce il cielo.

Lava la macchina il benzinaio si lava il pollo dentro il pollaio.

Nella pozzanghera rotola il cane la parrucchiera lava i capelli.

Escon dal fango linde le iguane si fanno il bagno persino i porcelli.

Candeggia i panni la lavatrice spazzola i denti la direttrice.

Nelle cucine dei ristoranti piatti e bicchieri sono brillanti.

Striglia il fantino il suo cavallo spazzola il vetro il tergicristallo.

E quando è notte nella mia via passa una macchina e fa pulizia.

Granchi e molluschi sciacqua il procione candido splende l’orso d’Alaska.

Buttati subito dentro la vasca e dacci dentro con acqua e sapone!

Giovanna Zoboli

k Completa le frasi con un complemento oggetto.

࡟ Braccio di Ferro mangia

࡟ Da grande voglio fare

࡟ La strega odia .........................................................................................................

࡟ La volpe insegue

I COMPLEMENTI INDIRETTI

k Osserva la tabella e scrivi una frase per ogni complemento.

COMPLEMENTO DOMANDE FRASI

di specificazione

Di chi? Di che cosa? Il papà di Marco è avvocato.

di tempo Quando?

di causa Perché?

di luogo Dove?

di modo Come?

di termine

di causa efficiente

A chi? A che cosa?

Da chi? Da che cosa?

Ieri ho mangiato la focaccia.

Non sono andato in palestra per la febbre

Vado in libreria.

Mi ha accolto con affetto.

Ho comprato un giochino a Marcello.

Ho ricevuto un regalo dal nonno. di compagnia Con chi?

Vado a scuola con l’autobus.

Vado in campeggio con Davide e Lucia. di mezzo Con quale mezzo?

k Sottolinea di verde il complemento oggetto e di blu i complementi indiretti.

࡟ L’aereo da Milano atterrerà verso le otto stasera.

࡟ Ho comprato una bottiglia di vino nel negozio sotto casa.

࡟ I giocatori di calcio si stanno allenando per i prossimi campionati.

࡟ Da’ a Marta un bacio grande da parte mia.

࡟ I canguri vivono in Australia.

࡟ Attendo il tuo ritorno con grande gioia.

࡟ Il prossimo mese andrò in gita a Pompei con i miei compagni di classe.

LE PARTI DEL DISCORSO

k Trascrivi le parole nelle giuste caselle. Poi usale per costruire cinque frasi.

fiore • bosco • dolcemente • gelato • mangiare • camminare • verde • gustoso

Toscana • il • la • collina • bicicletta • andare • ah • oggi • domenica • nuvole • leggero prato • strada • pedalare • serenamente • vacanza • estate • quindi • oh • per • noi da • io • conoscerò • essi • perciò • giornata • una • rondine • colorata • soleggiata le • un • panorama • invece • allegramente

ARTICOLI

NOMI

AGGETTIVI

PRONOMI

VERBI

AVVERBI

PREPOSIZIONI

CONGIUNZIONI

ESCLAMAZIONI

PARTI VARIABILI E INVARIABILI

k Leggi le frasi e indica come nell’esempio se le parole sono variabili o invariabili.

frase 1 variabile invariabile

Le X mie amiche sono più grandi.

frase 3 variabile invariabile

Adesso studio, ma dopo gioco a pallone.

k Esegui le trasformazioni richieste.

࡟ Mio fratello arriverà verso le otto di sera.

• Al femminile B

frase 2 variabile invariabile

Oggi posso fare i compiti con Giulia?

frase 4 variabile invariabile

Non voglio venire con te: sono arrabbiata!

࡟ Il bambino gioca al parco a palla avvelenata.

• Al plurale B .......................................................................................................

࡟ La mia cagnolina marrone gioca in cortile con la gatta del vicino.

• Al maschile B

࡟ Le maestre spiegano le tabelline ai propri alunni.

• Al singolare B

PREFISSI E SUFFISSI

k Nelle seguenti parole sottolinea i prefissi e cerchia i suffissi.

maxicono • strafelice • stradale • scondito • antipasto • occhiale • orecchino abitazione • disboscare • miliardario • disattenzione • ultrasuono arcivescovo • fornaio • scomodo • salumiere • panettiere • orologiaio disamore • zampata • pasticcio • gelato • sorellina

k Aggiungi un prefisso tra quelli sotto e cambia il significato delle parole. in • s • im • dis • ultra • extra • stra • anti • multi

extra + terrestre = extraterrestre

+ civile =

+ incendio =

+ preparato =

+ pasto =

+ etnico = ............. + fiducia = ................................

+ sottile =

+ cosciente =

+ previsto =

+ visto =

+ ricco =

+ abitato =

+ abile = .............

+ cotto = ...................................

+ felice =

k Aggiungi un suffisso e cambia il significato delle parole.

camer(a) + etta = cameretta

occhi(o) + =

frutt(a) + =

barb(a) + =

sal(e) + =

bosc(o) + ............. = ..........................

ort(o) + =

libr(o) + =

calor(e) + =

forn(o) + =

fior(e) + =

mission(e) + =

giardin(o) + =

campan(a) + ............. = ..........................

cavall(o) + =

gatt(o) + =

ARTICOLI DETERMINATIVI E INDETERMINATIVI

k Sottolinea in rosso gli articoli determinativi e in blu quelli indeterminativi. Il gigante correva e correva, ma uno strano cambiamento s’era prodotto nella sua corsa. Era come se avesse innestato una marcia più alta. Andava sempre più forte, e il paesaggio cominciò a perdere i contorni. Il vento pungeva le guance di Sofia, e le riempiva gli occhi di lacrime; le ributtava indietro il capo e le fischiava nelle orecchie. Sofia aveva l’impressione che i piedi del gigante non toccassero più il suolo: era come se stesse volando. Impossibile capire se sulla terra o sul mare. C’era qualcosa di magico nelle sue gambe. Sofia dovette rintanarsi nella coperta, per paura che il vento le portasse via la testa. tratto da Roald Dahl, Il GGG

k Per ogni parola scrivi l’articolo determinativo e indeterminativo adatti.

PAROLA

ART. DETERMINATIVO

ART. INDETERMINATIVO elefante tavolo fermacapelli fiume dromedario saponetta film ombrellone salvagente telefono sussidiario gelato pizza gomma lampada

ARTICOLI PARTITIVI

k Sottolinea gli articoli partitivi in ogni frase.

࡟ Dalla finestra vedo dei bambini che giocano a calcio.

࡟ Ho raccolto in un prato delle margherite per la mia mamma.

࡟ Vorrei dei biscotti, ma nella dispensa sono finiti.

࡟ All’acquario di Genova ho visto dei pesci fantastici.

࡟ Hai per caso degli spiccioli in tasca?

࡟ Lucia ha degli occhi bellissimi, verdi e grandi.

࡟ Presto arriveranno dei nuovi libri di fantascienza in libreria.

࡟ Ho delle caramelle in borsa. Ne vuoi una?

k Trasforma al plurale usando gli articoli partitivi. Poi inventa una frase.

࡟ un quaderno B dei quaderni

............................................................................................................................... .........

࡟ un atleta B

࡟ un cioccolatino B

............................................................................................................................... .........

࡟ una ragazza B

࡟ un pastello B ...................................................

k Completa le frasi con gli articoli partitivi.

࡟ Ho mangiato ........ buonissime penne ai funghi.

࡟ Alla festa di Laura c’erano tartine al salmone e rustici buonissimi.

࡟ In classe la maestra ci ha letto filastrocche divertenti.

࡟ Ho comprato liquirizie. Ne vuoi una?

࡟ Ieri ho visto ........ acrobati e ........ artisti di un circo di strada.

࡟ Finalmente sei arrivata: ho notizie interessanti da darti.

LE PREPOSIZIONI

k Leggi e sottolinea in rosso le preposizioni semplici e in blu quelle articolate.

Il vasto terreno giallastro e desolato, illuminato dalla luna, era avvolto in un pallore lattiginoso. Il Grande Gigante Gentile lo attraversava al galoppo.

Sofia, che indossava ancora la sua leggera camicina da notte, se ne stava confortevolmente installata in un incavo dell’orecchio destro del GGG. Si era sistemata vicino all’orlo, all’estremità superiore, dove una piega formava una sorta di tettoia che la proteggeva dal forte vento. La pelle dell’orecchio del gigante era morbida come il velluto ed emanava un tepore dolce. Nessuno, pensava Sofia, avrebbe potuto vantarsi d’aver viaggiato più comodamente.

Sofia gettò un’occhiata oltre l’orlo dell’orecchio e vide lo spettacolo desolato del Paese dei Giganti che le scorreva davanti.

tratto da Roald Dahl, Il GGG

k Completa con le preposizioni adeguate.

Il treno è arrivato… stazione

........... Bari ritardo

Maria suona il pianoforte… grazia casa pomeriggio

Beviamo un caffè… bar

........... corsa salotto

k Nelle espressioni seguenti segna con una X quella scritta correttamente.

Salire sull’albero

Salire dall’albero

Salire nell’albero

Mangiare sull’aperto

Mangiare nell’aperto

Mangiare all’aperto

Indossare le scarpe per la ginnastica

Indossare le scarpe da ginnastica

Indossare le scarpe con la ginnastica

I NOMI

k Sottolinea di rosso i nomi.

Cecchina, una giovane cornacchia, abitò in casa mia per sette anni. Era bellissima: aveva le penne morbide come il velluto e due occhi vivi e attenti a tutto ciò che accadeva intorno a lei.

Era diventata una cornacchia domestica, spesso si posava su una spalla o sul ginocchio di uno di noi; tirava persino con il becco l’orlo della gonna della mamma se voleva farsi dare un pezzetto di carne.

Faceva il bagno ogni giorno, ma l’acqua doveva essere tiepida e limpida. Ogni tanto se disturbata emetteva un suono breve e stridulo. Era curiosissima: quando arrivava un pacchetto a casa non si dava pace finché non ne aveva visto il contenuto!

Grazia Deledda

k Completa le frasi con un nome adeguato.

࡟ La talpa scava la sua ..............................

࡟ Accompagno i a scuola.

࡟ Preparo la per il compleanno di Giada.

࡟ È finalmente arrivato il che aspettavo da tempo!

࡟ Ho comprato una bellissima .............................. al mercatino.

࡟ Quest’estate andrò in al

࡟ Il libraio sistema i sugli scaffali.

࡟ Non sopporto le .............................. che mi ronzano nelle orecchie.

k Scrivi un nome proprio per ogni nome comune.

࡟ fiume:

࡟ monte:

࡟ regione: .......................................

࡟ città: ࡟ mare: ࡟ calciatore: ࡟ cantante: ࡟ lago: ...............................................

I NOMI GENERICI E SPECIFICI

k Per ogni parola, segna con una X se si tratta di un nome generico o specifico come nell’esempio.

generico specifico collana X bambola frutto tessuto giocattolo babà rondine mammifero vestito orata verdura fiume mobile

k Completa le tabelle con i nomi adatti.

generico specifico uccello attrezzo pianta giocattolo parente fiume colore

k Cerchia in ogni gruppo il nome generico esatto.

CAROTA frutto – ortaggio – verdura

TRENINO giocattolo – strumento –attrezzo

SQUALO mammifero – pesce – animale

LUCERTOLA insetto – rettile – animale

FORCHETTA attrezzo – strumento – stoviglia

ORO metallo – pietra – arnese

ZORRO attore – personaggio – persona

CARNE alimento – animale – gusto

specifico generico aranciata olmo elefante banana peperone gonna lino

I NOMI COMUNI E PROPRI

k Leggi il brano e sottolinea di rosso i nomi comuni e di blu i nomi propri.

– Per poter scrivere la biografia di un bambino… – li sollecitò ancora Marina…

– Bisogna cominciare dall’inizio!

Ma quando inizia un bambino?

– Ma quando nasce! –

– No, prima nella pancia della sua mamma! –

– No, prima ancora, nella testa dei suoi genitori! –

– Quando dice IO! –

– Quando gli danno il nome e lo chiamano! –

– Quando risponde a chi lo chiama! –

Continuarono per un po’, poi decisero che ognuno avrebbe scelto l’inizio che voleva. Adesso era ora di formare le coppie: Alessandro e Marco, Anna e Bianca, Elena e Pietro, Filippo e Andrea, Ettore e Giovanni, Benedetta e Federico, Tommaso e Michele. Restavano solo Beatrice, Gabriele e Aziza, ancora indecisi. tratto da Io sono tu sei, Giusi Quarenghi

k Completa le tabelle con i nomi propri adeguati.

STORIA

il re

il periodo il popolo

l'eroe

l'antica divinità il faraone

SCIENZE

lo scienziato

la stella

il pianeta

la costellazione

il fiume

il lago

la regione

il monte

la nazione

il continente

GEOGRAFIA

il cantante

lo strumento musicale

il gruppo rock

MUSICA

I SINONIMI

k Inserisci i nomi proposti accanto ai nomi evidenziati nel testo.

abitazione • tessuti • arte • ambienti • tinte vecchio • pace • sapienti • pecore

Viveva nella città turca di Malatya un pittore di nome Sakumat, non giovane ma neppure anziano ( ): aveva l’età in cui gli uomini saggi ( ) sanno stare in amicizia ( ) con se stessi, senza perdere quella degli altri.

Sakumat dipingeva stupendi paesaggi ( ) e altri ne inventava, disponendo forme e colori ( ) come avrebbe fatto, se fossero stati veri, un buon creatore.

Molti ricchi proprietari di greggi (............................. ), commercianti di cavalli, o di stoffe ( ), chiamavano Sakumat nella loro casa ( ) perché abbellisse un angolo, un fondo di portico, o allargasse con i fiori colorati della sua pittura ( ) la luce di un davanzale.

tratto da Roberto Piumini, Lo stralisco

k Segna con una crocetta il sinonimo corretto di ognuno dei seguenti nomi.

Maestra insegnante attrice persona Gioia libertà felicità mestizia Uccello animale mammifero volatile Pietra sasso materiale terra

k Scrivi un sinonimo per ciascuna delle seguenti parole.

࡟ monte:

࡟ infinito:

࡟ allegria: .........................................

࡟ villa:

Profumo puzza fragranza odore

࡟ vedere: .........................................

࡟ magro:

࡟ alunno:

IL GENERE DEI NOMI • 1

k Leggi e sottolinea in rosso i nomi maschili e in blu quelli femminili.

TORRENTE

Terra sabbia secco tutto

Il torrente ha il letto asciutto

Alghe pesci onde niente

Non c’è acqua nel torrente

Goccia goccia mangia i sassi

L’acqua avanza a grandi passi

L’acqua mangia anche la terra

E il torrente ora si sferra

Sale l’acqua e in un baleno

Il torrente ha il letto pieno

Corre folle senza fiato

L’aria fredda ha divorato

Salta l’acqua e la corrente

Sfreccia a valle prepotente

Balza sbalza sbuffa e sbruffa

E nel fiume poi… si tuffa!

k Trasforma dal maschile al femminile e viceversa.

Chiara Carminati MASCHILE FEMMINILE

il gatto

il negoziante

lo scienziato

il dottore

il genero

il cantante

il cane il segretario

la femmina

FEMMINILE MASCHILE

la donna

la contadina

la ragazza

la nipote

la sorella

il parrucchiere

la suora l’avvocato

la sposa

la bambina

la leonessa

IL GENERE DEI NOMI • 2

k Scrivi il nome che ottieni dalla trasformazione del genere e spiega il significato. Poi, scrivi una frase per ciascuno.

࡟ il collo = la colla = sostanza tenace e viscosa per attaccare

࡟ il banco = ................ = ..................................................................................

࡟ il boa = =

࡟ il pianto = =

࡟ il palo = =

࡟ il foglio = =

k Completa le frasi con gli articoli e le desinenze corrette.

࡟ Tevere è il fiume più lung del Lazio.

࡟ città di Parigi è fantastic .

࡟ ciliegio che c’è nel giardino di mia nonna è fiorit da poco.

࡟ Claudia adora ........... algebra e non la considera una materia compless.... .

࡟ argento è meno prezios dell’oro.

࡟ Italia confina con Francia e Austria.

࡟ A Gabriele piace ........... arancia ma non ........... mela.

࡟ Sardegna è un’isola molto bell e ricc di storia.

࡟ mar Ionio è il più profond d’Italia.

࡟ Sono stato in Lombardia e ho visto bellissim lago di Garda.

࡟ Roma è ........... capitale d’Italia ed è una città molto trafficat.... .

IL NUMERO DEI NOMI

k Leggi il brano e sottolinea in rosso i nomi singolari e in blu quelli plurali.

Naftali andava di città in città, fermandosi spesso nei villaggi per vendere libri di racconti. Dovunque, i bambini si affezionavano a lui e al suo cavallo Sus, cui portavano da casa ogni sorta di cose buone – bucce di pomodoro, rape e zollette di zucchero – e, ogni volta che riceveva qualcosa da mangiare, Sus agitava la coda e scuoteva la testa, a significare: “Grazie”. Non tutti i bambini erano in grado di studiare e imparare a leggere, perciò Naftali ne riuniva alcuni, li faceva sedere nel carro e raccontava loro una storia, a volte vera, a volte inventata.

Dovunque andasse, Naftali udiva racconti di ogni genere: di demoni, elfi, mulini a vento, giganti, gnomi, re, principi e principesse. Sapeva raccontare bene una storia, con tutti particolari, e i bambini non si stancavano mai di ascoltarlo.

tratto da I.B. Singer, Naftali il narratore e il suo cavallo

k Volgi i seguenti nomi dal singolare al plurale e viceversa.

SINGOLARE

il cavallo

il libro

il divano

la caramella

lo studente

lo zaino

il delfino

il tram

la bicicletta

la strada

la ruota

PLURALE

PLURALE SINGOLARE

le amiche

gli zii

i fratelli

le onde i fiumi

le finestre

i coltelli

i commercianti

le duchesse

le lettere

i cuscini

I NOMI DIFETTIVI E SOVRABBONDANTI

k Cerchia in rosso i nomi difettivi che hanno solo il singolare e in arancione quelli che hanno solo il plurale.

forbici • sangue • occhiali • nozze • latte • pietà • ossigeno • miele • sete universo • stoviglie • pepe • petrolio • calzoni • tosse • ferie • viveri

cesoie • Natale • tenebre • Pasqua • equatore • redini • mais

k Forma i due PLURALI, poi scegli quello adatto a completare le frasi sotto.

࡟ filo = fili , fila

࡟ braccio = ,

࡟ muro = ................... , ...................

࡟ osso = , gesto = ,

࡟ urlo = ,

࡟ Ad un certo punto mi sono distratto ed ho perso le del discorso.

࡟ Stavo per impazzire in mezzo a tutto quel marasma di , strepiti e lacrime!

࡟ Attraverso la lettura dei poemi, scopriamo le ................... degli antichi eroi.

࡟ I della gru sollevano l’automobile.

࡟ Per gli esercizi in palestra, mi fanno tanto male le

࡟ Sono i piccoli ................... quelli che dimostrano l’affetto di una persona.

࡟ Marina realizza bracciali intrecciando di lana.

࡟ Il mio cane sotterra gli in giardino.

࡟ Il castello era circondato da alte merlate.

࡟ Ho ridipinto di verde i ................... della mia stanza.

k Scrivi due frasi con i nomi difettivi e due con i nomi sovrabbondanti.

࡟ ............................................................................................................................... ...

I NOMI PRIMITIVI E I NOMI DERIVATI

k Cerca i nomi primitivi e i nomi

derivati e INSERISCILI nella tabella.

candeliere • italiano • libro • acquario

panificio • candela • Italia • fioritura

giornale • fiore • pane • giornalista

vetro • libreria • acqua • vocabolario

cartolina • occhiata • vocabolo

semenza • pescatore • carta • occhio

pesce • collo • seme • latteria

collana • latte • vetraio

PRIMITIVO DERIVATO

libro libreria

k Elimina con una X il falso derivato da ogni serie.

PANE panificio – panettiere – pandoro

ORTO ortica – ortaggio – ortolano

GIORNALE

giocoliere – giornalaio –giornalista

CASA casale – casalinga – casacca

COLLO

colletto – collana – collina

VASO vassoio – vasellame – vasaio

FIORE

fioraio – fioretto – fioriera

BOCCA boccone – boccaglio – boccetta

k Trova due nomi derivati per ogni primitivo. Poi, scegli almeno tre derivati e costruisci delle frasi.

gelato = ................. , .................

carta = , mano = , occhio = , limone = ................. , .................

latte = ,

I NOMI ALTERATI

k Che nome alterato è? Segna con una X la casella giusta.

NOME ALTERATO

DIMINUTIVO

piccolo VEZZEGGIATIVO

grazioso

grande

brutto o cattivo donnina

cameretta libraccio tavolone manuccia occhiataccia

k Completa la tabella con i nomi alterati.

NOME DIMINUTIVO

piccolo VEZZEGGIATIVO

grazioso

grande

brutto o cattivo

cappello borsa pesce donna scarpa finestra

k Sostituisci le espressioni con un nome alterato adeguato e usalo per scrivere una frase.

࡟ Un palazzo alto e imponente =

࡟ Un piccolo ombrello =

࡟ ............................................................................................................................... ...

࡟ Un viso grazioso = ............................................

I NOMI ALTERATI E I FALSI ALTERATI

k Leggi le frasi e sottolinea i falsi alterati.

࡟ Mia sorella si è comprata una camicia con pizzi e merletti.

࡟ Il mio papà va matto per i dolci, soprattutto per il torrone.

࡟ L’Olanda è il paese dei tulipani e dei mulini.

࡟ Attenzione al burrone! C’è scritto sul cartello.

࡟ I poliziotti hanno arrestato i ladri responsabili della rapina.

࡟ Facciamo una gita con il gommone?

࡟ Il melone è il mio frutto estivo preferito.

࡟ Mario, a causa dell’incidente, cammina come un pulcino.

࡟ Speriamo che oggi il postino mi recapiti la lettera che tanto attendo.

࡟ Mi è caduta una moneta nel tombino.

k Indica con una X se i nomi elencati sono alterati o falsi alterati.

focaccia merluzzo fratellino tacchino casina girino boccuccia mattone bottone

I NOMI COMPOSTI

k Leggi le frasi e sottolinea i nomi composti.

࡟ Ti piace il mio nuovo fermacapelli? L’ho appena comprato.

࡟ Questa faccenda è un bel grattacapo!

࡟ Sul tavolo ho appoggiato lo scolapasta, l’apribottiglie e l’apriscatole.

࡟ A casa di Ettore c’è un bellissimo pianoforte a coda.

࡟ Non riesco a trovare il mio portachiavi. L’hai visto per caso?

࡟ Sul banco del pescivendolo c’è un enorme pescespada.

k Abbina con una freccia le parole in modo adeguato e forma i nomi composti come nell’esempio.

gentile stoviglie

astro via

capo giorno

ferro uomo gentiluomo

lava squadra mosca nauta mezzo cieca

k Scomponi i seguenti nomi composti e scrivi da quali parti sono formati.

࡟ granoturco

parafulmine

portapacchi

millepiedi

࡟ tritatutto

࡟ asciugamano

࡟ girasole

grano turco nome aggettivo

I NOMI COLLETTIVI

k Indica le persone, gli animali e le cose che formano l’insieme definito dal nome collettivo.

NOME COLLETTIVO È UN INSIEME DI…

squadra calciatori

orchestra

scolaresca foresta galassia

sciame

arcipelago banda flotta branco biblioteca

k Trova il nome collettivo adatto per ogni insieme.

È UN INSIEME DI… NOME COLLETTIVO

pini pineta

quadri vestiti

persone giornali fogli di carta vini pregiati insetti bufali cuccioli

pecore soldati

k Completa le frasi con i seguenti nomi collettivi.

stormo • biblioteca • pineta • squadra • pinacoteca

࡟ Stamattina, alla mia scuola, è stata inaugurata la nuova scolastica alla presenza di tutti gli alunni e le loro maestre.

࡟ È primavera e il cielo è spesso attraversato da uno ............................... di uccelli che ritornano dopo l’inverno.

࡟ Domenica sono andato con la mia mamma alla per vedere una mostra del pittore Modigliani.

࡟ Con il mio gruppo di scout, stiamo organizzando un week-end nella

࡟ La mia di calcio preferita è il Milan.

I NOMI CONCRETI E ASTRATTI

k Indica se i nomi sono concreti o astratti. Metti una X per ogni parola. CONCRETO ASTRATTO

parco

gruppo carta oceano uguaglianza seme

banco odio stima lampada

k Inserisci nelle tabelle i seguenti nomi astratti.

simpatia • dolore • odio • generosità • amore • pietà • paura • spavento lealtà • onestà • cordialità • tristezza • allegria • perseveranza • impegno • pessimismo rabbia • costanza • sincerità • puntualità • timore • bellezza • coraggio • amicizia dignità • ottimismo • bruttezza

EMOZIONI E SENTIMENTI QUALITÀ

L’ANALISI GRAMMATICALE DEL NOME

k Fai l’analisi grammaticale dei nomi elencati. Usa le crocette come nell’esempio.

padre X X X X X X Roma tegame pasta ananas stoviglie treni lenzuolo piano bicchiere pala Camilla banda amici mare lealtà giornalaio orchestra Tevere cartolina sincerità casetta gregge portapenne omaccione merletto

GLI AGGETTIVI QUALIFICATIVI • 1

k Leggi il brano e sottolinea gli aggettivi qualificativi. Quanti ce ne sono? Segna con una crocetta il numero esatto e riscrivili nel riquadro.

A otto anni mi capitò di imbattermi in una strega e, se sono ancora vivo, lo devo soltanto alla mia straordinaria nonna, che era molto esperta di streghe e che mi aveva messo in guardia: – Non si può indovinare con certezza se una donna è o no una strega semplicemente guardandola, ma se porta i guanti e la parrucca, se ha il naso aguzzo, strani occhi, i denti sfumati di blu… allora scappa più svelto che puoi!

Quel pomeriggio stavo lavorando da solo alla mia capanna sull’albero. A un tratto scorsi con la coda dell’occhio una donna che se ne stava lì, sotto l’albero. Mi guardava fisso, sorridendo in modo bizzarro. Di solito, quando si sorride, si stirano le labbra in senso orizzontale. Le labbra della sconosciuta, invece, si aprivano in senso verticale sino a scoprire tutti i denti dalle sfumature blu. Cosa faceva quella donna misteriosa nel nostro giardino?

Notai che portava un cappellino nero e lunghi guanti neri che le arrivavano al gomito. Guanti! Aveva i guanti! Ero paralizzato dalla paura. tratto da Roald Dahl, Le Streghe

Quanti aggettivi?

Quindici

Ventuno Diciotto

k Completa la tabella con gli aggettivi qualificativi adatti.

cartella caramella

calciatore nonna

gatto tigre

GLI AGGETTIVI QUALIFICATIVI • 2

k Elimina l’aggettivo errato con una barretta.

࡟ Un maglione deve essere caldo, comodo, rinfrescante e pesante.

࡟ Solitamente andiamo in vacanza in montagna perché essa è rumorosa, riposante, rigenerante e tranquilla.

࡟ La scuola deve essere pulita, farcita, colorata e accogliente.

࡟ I libri che solitamente leggo sono avvincenti, divertenti, orecchiabili e lunghi.

࡟ L’amico ideale deve essere generoso, facile, disponibile e leale.

࡟ Il mio cane è dispettoso, spinoso, allegro e giocherellone.

࡟ D’estate le zanzare sono insopportabili, fastidiose, numerose e paurose.

k Indica con una X il significato esatto di ogni aggettivo (se hai dei dubbi, consulta il vocabolario). Poi utilizzalo per costruire una frase.

impeccabile perfetto invidiabile comune mansueto agitato tranquillo tremendo ordinario diffuso pulito comune

࡟ noioso, lungo

࡟ scrupoloso, attento

࡟ vivace, carina

࡟ rossi, lisci

k Metti in relazione i nomi con gli aggettivi adeguati. casa dottore capelli bambina maglia canzone film bevanda

࡟ colorata, smanicata

࡟ spaziosa, luminosa

࡟ melodica, orecchiabile

࡟ rinfrescante, saporita

GLI AGGETTIVI CONTRARI

k Sostituisci ogni aggettivo con il suo contrario.

࡟ capelli ricci B

࡟ libro interessante B

࡟ problema difficile B ............................................

࡟ cielo nuvoloso B

࡟ piatto gustoso B

࡟ radio accesa B ............................................

k Indica se le coppie di parole sono aggettivi sinonimi o aggettivi contrari. SINONIMI

pulito/sporco

caldo/freddo antico/vetusto

morbido/tenero

amabile/piacevole

ampio/stretto

cotto/scotto gioviale/allegro difficile/complicato

sereno/calmo

k Inserisci nei seguenti aggettivi il prefisso giusto, poi scrivi il suo contrario.

࡟ sfavorevole B

࡟ sicuro B

࡟ certo B

࡟ ..... fedele B .............................

࡟ cotto B

࡟ ..... probabile B .............................

࡟ preparato B

࡟ torto B

IL GRADO COMPARATIVO

k Sottolinea i comparativi e scrivi tra parentesi se indicano maggioranza (+), minoranza (–) o uguaglianza (=).

࡟ Maria è alta quanto me.

࡟ La spremuta d’arancia è più nutriente della Coca-Cola.

࡟ Marina è meno brava di Claudia in matematica.

࡟ In campagna l’aria è meno inquinata che in città.

࡟ I miei occhi sono verdi come quelli della mamma.

࡟ Andrea è più simpatico e affettuoso di Luca.

࡟ Il mio cane è più mansueto del tuo.

࡟ Il mio papà è bravo in cucina come la mamma.

࡟ Sono meno vanitosa di mia sorella.

k Completa la tabella con i comparativi richiesti.

GRADO POSITIVO Comp. MAGGIORANZA Comp. MINORANZA Comp. UGUAGLIANZA sincero amabile vivace morbido alto sicuro taciturno magro

k Per ogni coppia di parole scrivi una frase con un aggettivo comparativo.

࡟ leone/tigre B

࡟ torta/gelato B

࡟ libro/videogioco B

࡟ mare/montagna B ..............................................................................................

࡟ fiume/torrente B

IL SUPERLATIVO RELATIVO

k Sottolinea nelle seguenti frasi i superlativi relativi.

࡟ Marta è la più piccola della classe.

࡟ Il mio vestito è più colorato del tuo.

࡟ Nonno Attilio è il più saggio della famiglia.

࡟ Lucia è la più paziente tra le mie amiche.

࡟ Sono abile quanto te nel fare i conti.

࡟ La mia merenda è più genuina della tua.

࡟ La mia squadra di calcio è la più forte del campionato.

࡟ Il mio disegno è il più bello tra tutti.

k Completa le frasi.

࡟ ................................... è la più calda delle stagioni.

࡟ è il più furbo degli animali.

࡟ è il personaggio più amato dei fumetti.

࡟ è il più maestoso tra gli alberi.

࡟ ................................... è il più gustoso tra i frutti estivi.

࡟ è il più feroce tra gli animali della foresta.

࡟ è la più intelligente tra le mie amiche.

k Scrivi un superlativo relativo per ogni aggettivo e forma una frase.

AGGETTIVO SUPERLATIVO RELATIVO antipatico il più antipatico solare ricco testardo generoso basso

IL SUPERLATIVO ASSOLUTO

k Sottolinea nelle seguenti frasi il superlativo assoluto.

࡟ Sono strafelice di averti rivisto dopo tanto tempo!

࡟ I bravissimi nuotatori italiani hanno raggiunto il podio più alto alle Olimpiadi.

࡟ Questa torta è buonissima ma non unica come quella della nonna Olga.

࡟ Il fratellino di Monica è troppo bello e dolce!

࡟ In visita all’acquario ho visto dei pesci coloratissimi e dalle forme assai strane.

࡟ Questa bicicletta è il regalo più bello che ho ricevuto per il mio compleanno.

࡟ Daniele è il più taciturno tra i miei compagni di classe ma scrive dei racconti troppo belli.

k Segui l’esempio e forma il superlativo assoluto in modi diversi. bianco bianchissimo superbianco molto bianco bianco bianco felice povero sereno contento caldo colorato gentile rosso tenero

k Sostituisci i superlativi assoluti con le forme speciali.

࡟ Questo gelato al pistacchio è (buonissimo) .

࡟ Federico ha la (cattivissima) abitudine di guadare troppa televisione.

࡟ Un altro (piccolissimo) sforzo e abbiamo finito di sistemare la casa nuova.

࡟ Luca è il campione dei pesi (grandissimi) .

GLI AGGETTIVI E I PRONOMI POSSESSIVI

k Completa la tabella degli aggettivi e dei pronomi possessivi.

maschile singolare femminile singolare maschile plurale femminile plurale mio mie tuo tua suo nostro nostre vostro vostra loro proprio propri altrui

k Sottolinea di rosso gli aggettivi e di blu i pronomi possessivi.

࡟ I miei capelli sono lisci, i tuoi ricci.

࡟ La nostra casa è piccola e stretta, la vostra grande, accogliente e luminosa.

࡟ Mio padre mi ha dato il permesso per andare alla festa, il tuo invece?

࡟ È colpa mia, non dovevo sfogare con te la mia rabbia!

࡟ Cosa vuoi che ne sappia io dei vostri piani segreti!

࡟ Io vado avanti per la mia strada nonostante tutto, tu lungo la tua.

࡟ Ho finito i miei compiti di matematica, tu sei riuscita a fare i tuoi?

k Completa con gli aggettivi e i pronomi possessivi adeguati.

࡟ Le caramelle preferite sono le gommose, le invece?

࡟ Ho grande stima dei genitori, tu cosa pensi invece dei ?

࡟ Il cane è molto più aggressivo del

࡟ Ognuno deve pensare ai fatti .............. .

࡟ Ognuno prenda il ..... astuccio ed io prenderò il .

࡟ Sto pensando che lavoretto preparare per la festa della mamma, tu hai finito il .............. ?

࡟ La penna non scrive, puoi prestarmi un attimo la ?

GLI AGGETTIVI E I PRONOMI DIMOSTRATIVI

k Sottolinea di rosso gli aggettivi e di blu i pronomi dimostrativi.

࡟ Sono andata al cinema a vedere un film, quello che mi avevi così vivamente consigliato.

࡟ Questi tuoi nuovi amici mi piacciono di più di quelli che frequentavi prima.

࡟ Sono andata in quel negozietto di cui mi parlavi, ha delle collane fantastiche!

࡟ Questo piatto si è rotto, prendine un altro.

࡟ Quei ragazzini sono dei veri mascalzoni!

࡟ Quel ragazzo non mi piace, stagli alla larga.

࡟ Preferisci questa borsa verde o quella rossa?

࡟ Che bel vestito! È lo stesso che avevo visto in vetrina giorni fa.

k Completa con gli aggettivi e i pronomi dimostrativi adatti.

࡟ .............. divano è molto comodo, .............. di casa mia invece è più duro.

࡟ I colori a spirito non vanno bene per cartellone, usate a matita.

࡟ .............. mostra artigianale è più interessante di .............. di pittura vista lo scorso mese.

࡟ Quale pasticcino preferisci? alla nocciola o alla frutta?

࡟ .............. pantaloni ti vanno troppo stretti, metti .............. che sono più larghi.

࡟ bambino laggiù tutto solo e spaurito deve essersi perso.

࡟ estate andrò in vacanza in Tunisia.

࡟ Guarda .............. due quadri: ti piace di più .............. astratto o .............. ritratto di donna?

k Cancella con una X la forma scorretta tra le due proposte in ogni frase.

࡟ Non sopporto {quel/quell’} uomo!

࡟ {Quei/Quegli} alberi laggiù sono davvero maestosi.

࡟ {Questo/Quest’} inverno andrò a sciare in montagna.

࡟ {Quei/Quegli} bambini che giocano in cortile sono delle vere pesti.

࡟ {Questa/Quest’} estate andrò a Londra a studiare la lingua inglese.

GLI AGGETTIVI E I PRONOMI INDEFINITI

k Completa con gli aggettivi e i pronomi indefiniti adatti.

࡟ uomo ha mai messo piede su Marte.

࡟ mese fa ho incontrato per caso Elisa: non è cambiata affatto!

࡟ Hai dei fogli di cartoncino colorato? Ce ne vogliono ..................... per realizzare il lavoretto di cui ti parlavo.

࡟ L’aereo è atterrato con minuti di ritardo.

࡟ Le filastrocche di Bruno Tognolini piacciono proprio a !

࡟ Non ho idea di cosa possa essere accaduto, tu sai dirmi ?

࡟ decisione tu prenda, io sarò dalla tua parte.

࡟ Ho invitato ..................... amici alla festa; ..................... ne sono già arrivati?

k Cerchia soltanto gli aggettivi e i pronomi indefiniti. nostro • qualsiasi • parecchio • stesso • questo • nulla • alcuni • tutto medesimo • poco • troppo • suo • codesto • nono • tanto • nessuno • proprio • quei altro • molto • quella • sua • qualunque

k Scrivi una frase per ogni aggettivo e pronome indefinito.

AGGETTIVI INDEFINITI ciascuno qualsiasi nessuno qualunque

PRONOMI INDEFINITI qualcosa niente chiunque parecchio

GLI AGGETTIVI E I PRONOMI NUMERALI

k Leggi e sottolinea in rosso gli aggettivi numerali e in blu i pronomi numerali.

LE PIRAMIDI

Le piramidi sono enormi edifici a pianta quadrata con i lati triangolari che si incontrano in corrispondenza del vertice. Gli Egizi costruivano piramidi come tombe per i loro sovrani. La prima piramide, eretta attorno all’anno 2650 a.C. a Sakkara, è alta 62 metri. Le tre piramidi più famose si trovano nei pressi di Giza. La Grande Piramide, fatta costruire attorno al 2600 a.C. dal faraone Cheope, è alta 137 metri. Chefren, che succedette a Cheope, fece costruire la seconda, alta 136 metri, mentre la terza, realizzata da Micerino, successore di Chefren, è alta 73 metri. In Egitto si trovano ancora ottanta piramidi circa. Anche le popolazioni native dell’America Centrale e Meridionale costruirono templi a forma di piramide nei primi sei secoli dopo Cristo: un esempio famoso è l’enorme piramide di Cholula, nei pressi di Città del Messico, alta circa 54 metri.

A-Z, L’enciclopedia per ragazzi, EdiBimbi

k Sottolinea in rosso gli aggettivi numerali e in blu i pronomi numerali.

࡟ La campionessa italiana di scherma è arrivata terza alle Olimpiadi.

࡟ A giugno, il sesto mese dell’anno, compirò gli anni.

࡟ Io ho una sorella, tu ne hai due.

࡟ Quante figurine hai? Io ne ho dieci.

࡟ Il pentagono ha cinque lati, l’esagono ne ha sei.

k Completa le frasi con gli aggettivi e i pronomi numerali adatti.

࡟ Io ho anni, mio fratello ne ha

࡟ Quante bambole hai? Io ne ho .............. .

࡟ Ho la febbre alta da giorni.

࡟ Io ho tartarughe marine, mentre Fabio ne ha

࡟ Quanti anni ha la tua mamma? La mia ne ha .............. .

࡟ Oggi è il compleanno mio e di Alessia: io compio anni, mentre Alessia ne compie .

GLI AGGETTIVI E I PRONOMI INTERROGATIVI ED ESCLAMATIVI

k Completa la tabella degli aggettivi e dei pronomi possessivi.

AGGETTIVI

Interrogativi

Esclamativi

Interrogativi

PRONOMI

Che? Che! Chi? Chi!

Esclamativi

Quale? Quale! Che? Che!

Qual? Qual! Qual? Qual!

Quanto? Quanto! Quale? Quale! Quanto? Quanto!

k Sottolinea di rosso gli aggettivi e di verde i pronomi e specifica tra parentesi se si tratta di un aggettivo interrogativo (AI) o esclamativo (AE) o di un pronome interrogativo (PI) o esclamativo (PE).

࡟ Quale programma stai guardando in televisione? AI

࡟ Che bel vestito che hai! Dove l’hai comprato?

࡟ Quanti bambini ci sono oggi in libreria per l’incontro con l’autore!

࡟ Chi ti ha detto queste falsità sul mio conto?

࡟ Quanti libri hai letto quest’estate?

࡟ Quanto mangi! Per fortuna che sei così magra!

࡟ Chi conosci dei presenti?

k Completa le frasi con gli aggettivi e i pronomi numerali adatti.

࡟ regalo desideri per il tuo compleanno?

࡟ ............... arie si dà Lorenzo!

࡟ ha suonato al campanello?

࡟ la fai lunga! Non è successo nulla!

࡟ tempo farà domani?

࡟ ............... costa questo bracciale?

࡟ Ho perso il treno. sfortuna!

L’ANALISI GRAMMATICALE DELL’AGGETTIVO

k Fai l’analisi grammaticale degli aggettivi. Usa le crocette come nell’esempio.

sano come X X bello pessimo stracontento lungo/corto ogni nostro

meno attento nessuno

alto/basso

più fresco bianco

meno alto questa ottimo lento come decimo contento/allegro proprio

più forte il più bravo primo certo/vero tre verde come

I PRONOMI PERSONALI • 1

k Osserva con attenzione la tabella e memorizza.

PRONOMI PERSONALI PERSONA

1 a singolare io me mi

2 a singolare tu te ti

3a singolare egli esso lui ella essa lei lui lei sé si lo la ne gli le

1 a plurale noi noi ce ci

2 a plurale voi voi ve vi

3a plurale essi esse loro essi esse sé loro li le ne si

k Completa le seguenti frasi con i pronomi personali adatti.

࡟ Domenica, siamo stati al parco tutta la giornata.

࡟ ............... va di fare una passeggiata in bicicletta questo pomeriggio?

࡟ Ho parlato con Luca di Marina e ha detto che telefonerà appena possibile.

࡟ ............... siamo la squadra A, ............... siete la squadra B.

࡟ Guarda: qui c’è un libro sulle streghe. interessa?

࡟ Ho preparato una torta alle fragole: vuoi una fetta?

࡟ Quest’estate ............... ne andremo in Spagna. Vuoi venire con ............... ?

k Indica con una crocetta se LO, LA, LE, GLI sono pronomi personali o articoli determinativi.

È arrivato lo zio Mario: lo hai salutato?

Non vedo l’ora che arrivino le vacanze di Natale.

Ho incontrato Carlo e gli ho detto della festa di stasera.

Fantastica la tua nuova moto! Me la fai provare?

Ho trovato le scarpe che desideravo: le vuoi vedere?

Al circo ho visto uno spettacolo con gli elefanti.

PRONOMI PERS. ARTICOLI DETERM.

I PRONOMI PERSONALI • 2

k Rispondi alle domande, usando i pronomi personali LO, LA, LE, LI, GLI.

࡟ Che cosa hai detto a Lucia?

࡟ Dove festeggerai il tuo compleanno?

࡟ Che cosa hai comprato a Fabrizio? .........................................................

࡟ A che ora prenderai l’aereo?

࡟ Cosa ha rubato il ladro alla nonna?

࡟ A chi regalerai questi fiori? .........................................................

࡟ Dove hai incontrato i miei genitori?

࡟ Cosa hai promesso a Michela?

k Trasforma le espressioni come nell’esempio.

࡟ chiama lui B chiamalo

࡟ saluta loro B ...........................................

࡟ rispondi a lui B

࡟ telefona a lei B

࡟ portatelo a lei B ...........................................

࡟ ricordatelo a loro B

࡟ rasserena lui B

k Scrivi una frase per ogni pronome.

࡟ GLI = a lui B

࡟ LE = a lei B .......................................................................................................

࡟ LI = a loro B

࡟ MI = a me B

࡟ TI = a te B

࡟ VI = a voi B .......................................................................................................

࡟ CI = a noi B

I PRONOMI RELATIVI

k Sottolinea i pronomi relativi e cerchia i nomi che sostituiscono.

࡟ Ho rivisto una mia vecchia amica che ora vive negli Stati Uniti.

࡟ Ieri sono stata nella nuova pizzeria che mi hai consigliato.

࡟ L’architetto a cui mi sono rivolta è un collega di mio padre.

࡟ Mi racconti con calma la vicenda cui hai accennato ieri?

࡟ Stasera esco con gli amici con cui frequento la palestra.

࡟ La maestra mi ha corretto il tema che ho scritto ieri.

࡟ Sono stata al negozio nel quale lavora tua sorella.

࡟ La macchina, che hai visto parcheggiata davanti al cancello, è di mio padre.

k Unisci ogni coppia di frasi con il pronome relativo che.

࡟ Prendi la scatola dei cioccolatini. La scatola dei cioccolatini è nella credenza.

࡟ Ho conosciuto tuo zio. Tuo zio lavora al vivaio.

࡟ Il fotografo scattò una foto ai bambini. I bambini giocavano sulla spiaggia.

࡟ Il contadino raccoglie le ciliegie. Le ciliegie sono appese ai rami degli alberi.

k Sostituisci il pronome relativo che con il quale, la quale, i quali, le quali.

࡟ Ho incontrato i miei vecchi compagni di scuola, che (.............................. ) mi hanno raccontato molte novità.

࡟ Ho visto un film che ( ) era molto divertente.

࡟ La pittrice, che (.............................. ) ha realizzato questo quadro, è olandese.

࡟ Ti offro delle albicocche che ( ) ha raccolto mio nonno nel suo orto.

࡟ Siamo uscite con gli amici che ( ) abbiamo conosciuto pochi giorni fa.

࡟ È finalmente arrivato il pacco che ( ) attendevo da tempo.

I VERBI

k Leggi il testo e sottolinea i verbi.

Il viaggio proseguiva tranquillo, anche se non si capiva quanto tempo passasse. Non essendo più sulla Terra che girava su se stessa, non c’era né giorno né notte. Ogni tanto Martino si appisolava e poi si svegliava ma non c’era alba o tramonto, fuori c’era sempre e solo il cielo stellato.

Martino arrivò a convincersi di essere ormai diventato un astronauta provetto, capace di addormentarsi con il piede all’insù e di fare pipì dentro il marchingegno senza sporcare in giro. A volte gli sembrava persino di capire alcune delle parole incomprensibili che la radio non si stancava di gracchiare. Ma questa era una pura illusione, così come la speranza che da quel marchingegno uscisse finalmente una musichetta rilassante.

(tratto da Umberto Guidoni, Andrea Valente, Martino su Marte. Da grande farò l’astronauta)

k Sottolinea i verbi nelle frasi, poi indica con una crocetta se esprimono un modo di essere, un possesso o una sensazione.

Gianluca è felice per la sua nuova bicicletta.

Solo alcuni di noi hanno il computer a casa.

Sono entusiasta per questa tua vittoria.

Margherita oggi è molto malinconica.

Davide è un ragazzo solare.

Che gioia! Finalmente ho un gattino.

k Scrivi alcuni verbi adatti ai soggetti indicati.

Il dottore cura

Il panettiere

La maestra

Il delfino

L’aereo

modo di essere possesso sensazione

LE TRE CONIUGAZIONI

k Sottolinea nel brano i verbi appartenenti alle tre coniugazioni e riportali nella tabella.

Un giorno d’inverno qualcuno bussò alla porta e, come sempre, Mix corse all’ingresso per essere il primo ad accogliere il visitatore. Max lo vide avanzare nel corridoio e vide anche, sul pavimento, la scatola di libri che voleva restituire alla biblioteca, una scatola che non era mai stata lì, e provò grandissimo dolore vedendo Mix sbatterci contro.

Quel giorno Max non si occupò del suo visitatore. Prese in braccio Mix e corse all’ambulatorio veterinario.

(tratto da Luis Sepúlveda, Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico)

1a CONIUGAZIONE

2a CONIUGAZIONE

3a CONIUGAZIONE

k Scrivi a quale coniugazione appartengono questi verbi come nell’esempio. mangio voce del verbo mangiare, 1a coniugazione escono sconfisse studierà offrivano scoprono telefona ha bevuto aveva scritto credono

ESSERE E AVERE

k Leggi e completa con l’ausiliare adatto.

Stamattina a scuola venuta l’archeologa. Con molta chiarezza e competenza ci spiegato in cosa consiste il suo lavoro, che richiede non solo grande passione ma anche una forte determinazione e tanta voglia di studiare. L’archeologa cercato di farci capire che il suo ...................... un mestiere da scienziati non da avventurieri e che l’obiettivo principale .......... quello di ricostruire il passato e la storia delle antiche civiltà partendo dalle tracce materiali che esse lasciato. Dopo la sua breve lezione, ci cimentati in un piccolo scavo: divisi in gruppi e muniti di cazzuole, secchi e palette scavato in delle vaschette piene di terra, sabbia e ghiaia divise in strati. Come dei veri archeologi, curato anche la documentazione dello scavo: scattato le foto, compilato le schede e diviso i reperti in classi. stata davvero un’esperienza molto divertente e istruttiva.

Giovanna Baldasarre

k Indica con una crocetta se i verbi essere e avere sono usati con il loro significato proprio o come ausiliari. s. proprio ausiliare

La nonna ha confezionato per me una sciarpa di lana.

Mio padre è a lavoro.

Sono stanca e ho tanta fame.

Hai fatto quel favore che ti avevo chiesto?

Ho visto Francesco oggi: quanto è dimagrito!

Maria ha dei bellissimi capelli neri.

Stamattina c’è un cielo terso.

Mi spiace, ma Matilde è già andata via.

k Scrivi l’ausiliare adatto per ogni verbo.

࡟ cantato.

࡟ andato.

࡟ ..................... stato.

࡟ colorato.

࡟ partito.

࡟ ..................... sceso.

࡟ tradito.

࡟ arrivato.

࡟ ..................... bevuto.

IL MODO INDICATIVO • 1

k Indica con una crocetta il tempo dei seguenti verbi.

chiamai avevate mentito adorava hanno visto sarà partito prega canterò ebbero finito

k Completa le frasi con i verbi coniugati al tempo adatto.

࡟ Il pianista suonò delle musiche bellissime e il pubblico (applaudire) ............................. entusiasta.

࡟ L’anno prossimo compirò diciotto anni e mio padre mi (regalare) il motorino.

࡟ La mamma racconta ogni sera una storia al suo bambino che, sereno, (addormentare) .

࡟ Sono stata al cinema ieri sera e (vedere) un film di fantascienza.

࡟ Il mago stupiva tutti con i suoi trucchi e i bambini lo (guardare) ............................. estasiati.

࡟ Stasera, quando papà tornerà a casa, noi (finire) già di mangiare.

࡟ Lo vidi in mezzo alla folla ma lui non mi (riconoscere) ............................. .

࡟ Dopo che (litigare) per più di mezz’ora, si (decidere) a fare pace.

IL MODO INDICATIVO • 2

k Coniuga il verbo “leggere” nei tempi composti del modo indicativo.

PASSATO PROSSIMO

TRAPASSATO PROSSIMO TRAPASSATO REMOTO FUTURO ANTERIORE io tu egli noi voi essi

k Coniuga i verbi al tempo e alla persona richiesti e poi usali per scrivere delle frasi.

PASS. PROSSIMO nuotare io ho nuotato Oggi al mare ho nuotato come un pesce.

FUT. ANTERIORE partire egli

TRAP. PROSSIMO andare tu

TRAP. REMOTO conoscere noi

PRESENTE disegnare io

FUT. SEMPLICE regalare essi

IMPERFETTO pensare tu

PASS. REMOTO comprare noi

IL MODO CONGIUNTIVO

k Completa le tabelle del modo congiuntivo.

PRESENTE

che io scriva che tu che egli che noi che voi che essi

PASSATO che io abbia scritto che tu che egli che noi che voi che essi

IMPERFETTO che io scrivessi che tu che egli che noi che voi che essi

TRAPASSATO che io avessi scritto che tu che egli che noi che voi che essi

k Sottolinea i verbi al modo congiuntivo e indicane tra parentesi il tempo.

࡟ I Greci pensavano che esistessero molti dèi. (congiuntivo imperfetto)

࡟ Ero convinta che tu fossi già partito per il Brasile. ( )

࡟ Se fossi stato meno testardo, le cose sarebbero andate diversamente.

( )

࡟ Credo che Paolo sia sincero e che pensi davvero quello che dice.

( )

࡟ Se tu non mi avessi telefonato, non avrei saputo nulla della festa.

( )

k Completa le frasi con i verbi al modo congiuntivo.

࡟ Poiché hai la febbre, oggi è meglio che tu (rimanere) a casa.

࡟ Non pensavo che (essere) così faticoso organizzare uno spettacolo teatrale.

࡟ Credo che tu (dormire) abbastanza e (potere) adesso dedicarti allo studio.

࡟ Se tu (ascoltare) ............................. il mio consiglio, non ti sarebbe accaduto nulla.

IL MODO CONDIZIONALE

k Completa le tabelle del modo condizionale.

PRESENTE

che io riderei che tu che egli che noi che voi che essi

PASSATO

che io avrei riso che tu che egli che noi che voi che essi

k Sottolinea i verbi al modo condizionale e indicane tra parentesi il tempo.

࡟ Verresti a fare un giro in bicicletta con noi nel pomeriggio? (presente)

࡟ Se avessi avuto più tempo libero, avrei potuto prepararti una torta al cioccolato. ( )

࡟ In questo momento avrei proprio voglia di un bel gelato con doppia panna. (............................. )

࡟ Questa mostra sugli impressionisti a te sarebbe piaciuta molto. ( )

࡟ Mi sarebbe tanto piaciuto rivedere Francesca! (............................. )

࡟ Mi presteresti i tuoi colori? ( )

k Concludi le frasi usando i verbi al modo condizionale.

࡟ Se io mi impegnassi di più nello studio, otterrei migliori risultati.

࡟ Se tu fossi stato più paziente, ..............................................................

࡟ Se fossimo partiti più tardi,

࡟ Se io fossi il presidente della Repubblica,

࡟ Se tutti fossimo più gentili,

࡟ Se ti fossi curato meglio, ..............................................................

࡟ Se noi fossimo più forti,

IL MODO IMPERATIVO

k Coniuga i verbi alla seconda persona singolare e plurale dell’imperativo.

2a PERSONA SINGOLARE

2a PERSONA PLURALE mangiare mangia mangiate giocare studiare pulire andare cominciare ballare ascoltare venire sedere parlare

k Completa le frasi con i seguenti verbi usandoli al modo imperativo. studiare • correre • fare • riordinare • tornare • andare

࡟ L’allenatore gridava ai suoi atleti: – più velocemente!

࡟ La mamma disse ai figli: – subito la vostra stanza!

࡟ La nonna disse a sua nipote: – ............................. presto a trovarmi!

࡟ La maestra si rivolse ai suoi allievi e disse: – la lezione di storia e silenzio!

࡟ Il papà disse a suo figlio: – a comprarmi il giornale.

k Scrivi quattro frasi con i verbi al modo imperativo.

I MODI INDEFINITI

k Analizza i verbi della tabella, inserendo le crocette come nell’esempio.

INFINITO

essere andato X X pensando ridere pendente colorare coperto mentendo chiuso avendo mangiato

k Trasforma le espressioni tra parentesi in verbi al modo participio o gerundio come nell’esempio.

࡟ Un terremoto (che devasta) devastante ha colpito l’India.

࡟ (mentre si sbaglia) .......................... , s’impara.

࡟ (se si viaggia) , si conosce il mondo e nuove culture.

࡟ Carla ha un viso (che sorride) che mette buonumore.

࡟ C’è un profumino (che invita) .......................... che mi ha fatto venir fame.

k Completa la tabella con l’infinito presente e l’infinito passato delle seguenti voci verbali.

INFINITO

ho temuto abbia sentito chiamai guiderà passeggia saltò sogneremmo

L’ANALISI GRAMMATICALE DEL VERBO

k Fai l’analisi grammaticale dei seguenti verbi.

gioca giocare 1a indicativo presente 3a sing. scrivendo vivrebbe aspettate! avrebbero finito arriverai sporcai concluso ebbi mangiato credesse

avesse buttato avrebbero gustato ha preparato saranno partiti aver studiato celebrante sposato essendo giunto aveva capito compirò

LE ESCLAMAZIONI

PROPRIE: Ah! • Hi! • Ih! • Oh! • Uffa! • Beh!

IMPROPRIE: Forza! • Mamma mia! • Ciao! • Accidenti! • Evviva!

k Completa le frasi con un’esclamazione propria come nell’esempio.

࡟ Oh, che bel bambino!

࡟ , che dolore!

࡟ , aspettami!

࡟ , ho perso le chiavi di casa!

࡟ , oggi è stata una giornata faticosa!

࡟ .............. , che brutto sapore!

࡟ , non so proprio cosa fare!

k Completa le frasi con un’esclamazione impropria come nell’esempio.

࡟ Coraggio, siamo quasi arrivati!

࡟ , ho superato l’esame!

࡟ , che spavento mi sono presa!

࡟ , anche questa volta non ce l’ho fatta!

࡟ .......................... , che bel tramonto!

࡟ , da quanto tempo!

࡟ , sono sicura che ce la farai!

k Scrivi tre frasi con le esclamazioni proprie e tre frasi con le improprie.

࡟ ............................................................................................................................... .....

࡟ ...............................................................................................................................

PROVE INVALSI

L’arte di dipingersi il corpo

Nelle savane dell’Etiopia meridionale vivono non più di venti etnie, distribuite lungo la valle del fiume Omo, che sgorgando dall’altopiano etiopico, serpeggia in meandri più contorti fino a sfociare nel lago Turkana. Sono Surma, Mursi, Kara, Hamar, Bume, popolazioni spesso in guerra tra loro per il controllo dei pascoli, dei campi, delle greggi che sono alla base della loro sopravvivenza. I più numerosi sono i seminomadi Surma, che contano quasi 30 000 individui e abitano ampie zone lungo il confine con il Sudan. Tra questi popoli è normale dipingere il proprio corpo per farsi belli, inciderlo per celebrare battaglie e vittorie, scarnificarlo per segnare il passaggio dall’adolescenza all’età adulta: le donne dei Mursi espandono le labbra inferiori inserendovi dei dischi di terracotta sempre più grandi; gli Hamar indossano pelli di capra ornate di conchiglie e grossi anelli di ferro intorno al collo e alle articolazioni; i Surma si dipingono il corpo e si producono cicatrici tagliuzzandosi con lamette da barba. È un modo per identificarsi e rimanere se stessi. Per i popoli della valle dell’Omo la pelle è la cartina geografica della propria vita. I Surma sono il popolo rimasto più a lungo senza contatti con il mondo. Si spostano nelle loro immense savane al seguito delle mandrie di zebù (animali simili ai buoi), sono gelosi delle loro usanze. Tutti si dipingono il corpo con risultati stupefacenti. Per loro è come un gioco, quasi che la natura aspra e povera del loro territorio obbligasse l’uomo a rendere bello e variopinto almeno se stesso.

I bambini Surma si dipingono a vicenda utilizzando le dita e le canne intagliate come strumenti di pittura, come timbri naturali, ricoprendosi di punti, linee, scene di caccia.

Piume, foglie, bacche, tutto ciò che la natura offre può diventare ornamento per il corpo. I bambini si travestono da insetti, zebre, piante, scimmie.

I disegni sul corpo hanno breve durata: molti ragazzi si pitturano più volte al giorno, fino al prossimo bagno nel fiume. Gli adulti si dipingono tutto il corpo. Per farlo impastano le terre bianche, rosse e gialle con l’acqua del fiume, per poi picchiettare il colore sulla pelle.

da Geo, adatt.

1 Di chi si parla nel testo?

A. Delle tribù che vivono nell’Etiopia meridionale

B. Dei Surma

C. Dei Mursi

D. Degli Hamar

2 Cosa significa che il fiume “serpeggia in meandri più contorti fino a sfociare nel lago Turkana”?

A. Il fiume scorre tranquillo fino a sfociare nel lago Turkana

B. Il fiume deve fare un percorso molto stretto e tortuoso prima di sfociare nel lago Turkana

C. Il fiume scorre in un ampio letto prima di sfociare nel lago Turkana

D. Il fiume scorre lento in un letto senza curve prima di sfociare nel lago Turkana

3 Le popolazioni sono spesso in guerra tra loro. Perché?

A. Per il controllo del fiume

B. Per il controllo della costa

C. Per il controllo del denaro

D. Per il controllo dei pascoli, dei campi e delle greggi

4 Cosa significa “seminomadi”?

A. Popolazione che si sposta di continuo

B. Popolazione che sta sempre ferma nello stesso posto

C. Popolazione che vive di agricoltura praticata in sedi fisse e allevamento con spostamenti stagionali

D. Popolazione che si sposta da un continente all’altro

5 “Tra questi popoli è normale dipingere il proprio corpo” quali sono i motivi principali? Metti una X per ogni riga.

V F Per farsi belli

V F Inciderlo per celebrare battaglie e vittorie

V F Cospargerlo di oli e creme profumate

V F Bendarlo con fasce di cotone colorato

V F Scarnificarlo per segnare il passaggio dall’adolescenza all’età adulta.

6 Ogni popolo ha “un modo per identificarsi e rimanere se stessi”, scrivi quale.

Mursi: ........................................................................................................................

Hamar:

Surma: ........................................................................................................................

7 Perché si dice che per questi popoli la pelle è la loro “cartina geografica”?

A. Perché stanno attenti ad ogni cambiamento

B. Perché segnano ogni cambiamento della loro vita sulla pelle

C. Perché segnano sulle mani i posti che hanno visitato

D. Perché hanno la pelle striata

8 Cosa significa che “I Surma sono il popolo rimasto più a lungo senza contatti con il mondo”?

A. I Surma vivono su un altro pianeta

B. I Surma hanno spesso contatti con le altre popolazioni

C. I Surma per molto tempo non hanno conosciuto altre civiltà

D. I Surma non si spostano mai dal loro territorio

9 Cosa sono gli “zebù”?

A. Un pesce

B. Una pianta

C. Un uccello

D. Animali simili ai buoi

10 Cosa vuol dire l’espressione “quasi che la natura aspra e povera del loro territorio obbligasse l’uomo a rendere bello e variopinto almeno se stesso”?

A. Che si abbelliscono con colori variopinti per contrastare la natura aspra e povera di colori

B. Che si colorano perché la natura glielo impone

C. Che l’uomo è più bello della natura

D. Che la natura predomina sull’uomo

11 Cosa fanno i bambini Surma? Metti una X per ogni riga.

V F Si dipingono a vicenda utilizzando le dita e le canne intagliate come strumenti di pittura, come timbri naturali

V F Si ricoprono di punti, linee, scene di caccia

V F Giocano a palla

V F Piume, foglie, bacche, tutto ciò che la natura offre può diventare ornamento per il corpo

V F Fanno giochi di squadra

V F I bambini si travestono da insetti, zebre, piante, scimmie

12 All’interno del periodo sottolinea di rosso le parole variabili e di blu le parole invariabili:

“Nelle savane dell’Etiopia meridionale vivono non più di venti etnie, distribuite lungo la valle del fiume Omo, che sgorgando dall’altopiano etiopico, serpeggia in meandri più contorti fino a sfociare nel lago Turkana.”

13 Sottolinea gli aggettivi qualificativi:

“I Surma sono il popolo rimasto più a lungo senza contatti con il mondo. Si spostano nelle loro immense savane al seguito delle mandrie di zebù, sono gelosi delle loro usanze. Tutti si dipingono il corpo con risultati stupefacenti. Per loro è come un gioco, quasi che la natura aspra e povera del loro territorio obbligasse l’uomo a rendere bello e variopinto almeno se stesso.”

Magico inverno

La strega Sibilla guardò fuori dalla finestra e rabbrividì. Il giardino era coperto di neve. La fontana era gelata. Dai tetti pendevano ghiaccioli appuntiti.

– Non ne posso più dell’inverno! – disse Sibilla.

Improvvisamente ebbe un’idea. Indossò il cappotto di pelliccia, gli stivali da neve, i guanti e la sciarpa. Prese la bacchetta e uscì. Serafino indossava già la sua pelliccia, così uscì anche lui.

Sibilla contò fino a dieci, agitò la bacchetta cinque volte e urlò: – ABRACADABRA!!!

E accadde qualcosa di magico!

Tutta la neve era scomparsa. Non era più inverno nel giardino di Sibilla. Era piena estate.

Sibilla si tolse il cappotto e si sdraiò al sole.

Gli animali del giardino si svegliarono. Erano stati interrotti sul più bello ed erano furiosi.

– Vogliamo tornare a dormire!

I fiori, addormentati sotto la neve, iniziarono a crescere. Ma il sole era troppo caldo... Poco per volta iniziarono a seccare.

Sibilla era preoccupata: gli animali e i fiori non amavano la sua estate.

Poi sentì un rumore strano... Una folla entusiasta correva in direzione di casa sua.

In pochi minuti il giardino fu pieno zeppo di persone. Si tolsero i cappotti, gli stivali, i guanti e le sciarpe. Poi si sedettero al sole e sguazzarono nella sua fontana. La confusione era tremenda. La dolce estate di Sibilla era tremenda.

Sibilla era furibonda. Agitò la bacchetta cinque volte e urlò: – ABRACADABRA!!!

Il sole scomparve e iniziò a cadere la neve. Tutti corsero via. Gli animali tornarono nelle loro tane e i fiori sottoterra in attesa della primavera.

Sibilla e Serafino entrarono in casa. Sibilla si preparò una tazza di cioccolata calda. Poi riempì di latte tiepido la ciotola di Serafino. Infine s’infilò sotto le coperte. Serafino si raggomitolò ai piedi del letto.

– Che bel calduccio – disse Sibilla. – Anche l’inverno, però, non è male!

K. Paul – V. Thomas, L’inverno della strega Sibilla, Editrice Piccoli

1 Come si chiama la protagonista del racconto?

A. Serena

B. Sibilla

C. Serafina

D. Sabrina

2 Che cosa significa “rabbrividì”?

A. Aveva caldo

B. Aveva fame

C. Aveva sete

D. Ebbe un brivido

3 Cosa fece Sibilla prima di uscire di casa? Metti una X per ogni riga.

V F Indossò il cappotto di pelliccia

V F Indossò la gonna

V F Indossò gli stivali da neve

V F Indossò i guanti e la sciarpa

V F Indossò il cappello di lana

V F Prese la bacchetta e uscì

4 Gli animali “erano stati interrotti sul più bello ed erano furiosi”, perché?

A. Stavano facendo una festa in giardino

B. Erano beatamente in letargo

C. Non volevano più il freddo

D. Stavano giocando a nascondino

5 Cosa significa “folla entusiasta”?

A. Gente arrabbiata

B. Gente rumorosa

C. Gente silenziosa

D. Gente contenta

6 “In pochi minuti il giardino fu pieno zeppo di persone”. Cosa significa?

A. Che in poco tempo in giardino non c’era più nessuno

B. Che passò molto tempo prima che andassero tutti via

C. Che in poco tempo il giardino si riempì di persone

D. Che ci volle molto tempo prima che il giardino si riempisse di persone

7 Com’è una persona “furibonda”?

A. Arrabbiata e furiosa

B. Triste e annoiata

C. Felice e gioiosa

D. Impaurita e sola

8 Metti in ordine cosa accade dopo che Sibilla agita di nuovo la bacchetta.

Serafino si raggomitolò ai piedi del letto.

Gli animali tornarono nelle loro tane e i fiori sottoterra in attesa della primavera.

Sibilla e Serafino entrarono in casa.

Il sole scomparve e iniziò a cadere la neve.

Poi riempì di latte tiepido la ciotola di Serafino.

Tutti corsero via.

Sibilla si preparò una tazza di cioccolata calda.

Infine s’infilò sotto le coperte.

9 Nella seguente frase, sottolinea i complementi oggetto: “Si tolsero i cappotti, gli stivali, i guanti e le sciarpe”. Quanti sono?

A. 5

B. 4

C. 2

D. 3

10 Qual è il soggetto della frase precedente?

A. Sciarpe

B. Cappotti

C. Stivali

D. Sottinteso

ARTE E IMMAGINE MUSICA

COLORI PRIMARI E SECONDARI • 1

I COLORI PRIMARI

I colori primari sono il rosso, il giallo e il blu. Questi colori non si possono ottenere mescolandone altri. Essi, infatti, sono definiti anche come colori fondamentali.

I COLORI SECONDARI

Ogni coppia di colori primari genera un nuovo colore. Infatti, mescolandoli tra loro si ottengono nuovi colori: i colori secondari.

LE TONALITÀ

PROVA TU! Ogni colore può diventare più scuro o più chiaro se si mescolano i colori in quantità diverse. Ad esempio:

࡟ Se mescoli poco giallo e molto blu → otterrai un verde che tende al blu.

࡟ Se mescoli poco blu e molto giallo → otterrai un verde che tende al giallo.

࡟ Se mescoli poco giallo e molto blu → otterrai un verde scuro.

ROSSO BLU GIALLO
GIALLO BLU VERDE
ROSSO BLU VIOLA
GIALLO ROSSO ARANCIO

COLORI PRIMARI E SECONDARI • 2

k Scansiona il QR Code e osserva il dipinto. Di che tipo sono i colori usati dall’artista? Descrivi il suo dipinto e le sensazioni che ti trasmette, poi riproducilo nel riquadro usando gli stessi colori.

Vasilij Kandinskij, Paesaggio estivo al tramonto

COLORI CALDI E FREDDI

I COLORI CALDI

I colori caldi sono quei colori che derivano dal giallo e dal rosso. Essi evocano la luce del sole, il fuoco, il calore, la gioia.

I COLORI FREDDI

I colori freddi derivano dal verde e dal blu. Al contrario dei colori caldi, suscitano dolcezza, riposo, calma, tristezza.

k Rispondi alle domande.

࡟ Che sensazione ti trasmettono i due dipinti?

࡟ Quali colori hanno utilizzato gli artisti?

࡟ L’atmosfera è la stessa?

Georges d’Espagnat, Le rocce rosse
Alfred Sisley, Tempo da neve a Veneux-Nadon

PICCOLI ARTISTI

k Colora i due paesaggi e utilizza per il primo disegno i colori caldi e per il secondo i colori freddi.

IL PUNTO IN NATURA E...

k Riproduci, tra ciuffi 'erba, un bellissimo fiore; su una foglia disegna una coccinella. Poi colora con la tecnica del puntinismo. Piccoli artisti

...NELLE OPERE D’ARTE

Alcuni pittori hanno ottenuto effetti particolari di colore e di luce accostando tanti punti di colore, più o meno grandi, che visti da lontano non vengono percepiti. Georges Seurat e Paul Signac sono i maggiori esponenti di questa tecnica artistica. Le opere nelle quali la tecnica puntinista esprime al meglio le proprie potenzialità sono soprattutto quelle che ritraggono scene all’aperto, nelle quali la luce gioca un ruolo molto importante.

k Seurat dipinge la folla domenicale dei parigini.

࡟ Cosa fanno i personaggi ritratti dall’artista?

࡟ Che sensazione ti comunica il dipinto?

Tranquillità

Irrequietezza

Georges Seurat, Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte

PICCOLI ARTISTI

I punti si differenziano a seconda: della forma, del colore, delle dimensioni, della disposizione

TUTTI UGUALI

ADDENSATI DISTANZIATI DI VARIE DIMENSIONI

k Sperimenta, utilizzando con i pennarelli, la tecnica del puntinismo. Poi confrontati con la classe.

IL MIO PAESAGGIO A PUNTINI

k Scopri la tecnica del puntinismo divertendoti a creare un paesaggio colorato a puntini!

Occorrente

࡟ Un cartoncino bianco formato A4

࡟ Una matita

࡟ Pennarelli a punta fine (rossi, gialli, blu, verdi, arancioni, viola...)

࡟ Una sagoma di paesaggio semplice (puoi disegnarla tu o usarne una che ti dà la maestra)

࡟ Un pennarello nero o marrone per i contorni (se vuoi)

Procedimento

࡟ Disegna sul cartoncino un paesaggio: una collina, un albero, un bel sole e il cielo. Oppure prendi la sagoma già pronta.

࡟ Decidi quali colori usare per ogni parte del disegno. Ad esempio: verde per l’erba, giallo per il sole, blu per il cielo…

࡟ Riempi ogni parte con tanti piccoli puntini usando i pennarelli. Puoi fare puntini vicini o lontani, usare più colori nella stessa zona, ma non colorare mai con linee!

࡟ Vuoi rendere il tuo disegno più “vero”? Fai puntini più fitti dove c’è ombra, e più radi o chiari dove c’è la luce!

࡟ Se vuoi, alla fine puoi rimarcare i contorni del tuo disegno con un pennarello nero o marrone. Ma solo se pensi che stia meglio!

࡟ Quando hai finito, il tuo disegno sarà pronto per essere esposto con quelli dei tuoi compagni. Avete creato un bellissimo mondo... tutto a puntini!

LE LINEE IN NATURA E...

Piccoli artisti

k Guarda i dipinti nella pagina successiva, scegli uno dei due e disegnalo aggiungendo nuovi dettagli, usando vari tipi di linee.

...NELLE OPERE D’ARTE

Paul Klee fu un pittore svizzero, figlio di un insegnante di musica e di una cantante. Fu un eccellente violinista.

In quest’opera, Klee attraverso pennellate di linee nere disposte in direzioni diverse sembra aver creato un labirinto. L’occhio che s’intravede tenta di cercare la via d’uscita. Tutto ciò lascia libero l’osservatore di immaginare possibili paesaggi e aspetti della natura.

Il dipinto di Vincent Van Gogh è una composizione formata da pochi elementi che immergono il borgo in un’atmosfera soprannaturale.

La notte è schiarita da bagliori splendenti che spingono dolcemente le stelle. Le linee ondulate esprimono forza e vibrazione e sovrastano le montagne e il piccolo paese situato in una valle.

k Rispondi alle domande.

࡟ Che sensazione ti trasmettono i dipinti?

࡟ Quale dei due preferisci? Perché?

PICCOLI ARTISTI

k Scansiona il QR Code e osserva il dipinto. Riproduci il paesaggio, imitando lo stile dell’artista. Quali linee sono presenti nel dipinto?

k A lavoro ultimato descrivi le tue sensazioni e confrontati con la classe.

UN MONDO DI LINEE

k Sai che ci sono tantissimi tipi di linee? Prova a pensare: c’è la linea dritta, la curva, quella a zig-zag, la spezzata.

Occorrente

࡟ Un cartoncino bianco formato A4

࡟ Pennarelli o matite colorate

࡟ Righello

࡟ Colla

࡟ Forbici

࡟ Strisce di carta colorata (pre-tagliate o da tagliare)

Procedimento

࡟ Dividi il foglio: usa il righello per dividere il cartoncino in 4 grandi riquadri. In ogni riquadro disegna un tipo diverso di linea.

࡟ Riquadro 1: linee dritte orizzontali

Riquadro 2: linee curve

Riquadro 3: linee a zig-zag

Riquadro 4: linee spezzate o miste

Usa colori diversi per rendere il disegno più allegro!

࡟ Ora incolla sul cartoncino alcune strisce di carta colorata. Posizionale in modo creativo: in diagonale, a incrocio, oppure seguendo una linea curva.

࡟ Quando hai finito, inventa un titolo per la tua opera. Può essere: Il giardino delle linee, Striscia-mondo.

LE FORME IN NATURA E...

Piccoli artisti

k Crea una composizione artistica ispirata alle forme in natura. Nel cuore di una foresta immaginaria, un intreccio di forme prende vita. Immagina e illustra, poi confrontati con la classe.

Piccoli artisti

...NELLE OPERE D’ARTE

k Realizza un disegno, utilizzando con creatività forme geometriche, astratte o realistiche. Prendi spunto dai tre dipinti. Poi colora con tinte calde o fredde per esprimere sensazioni diverse.

forme geometriche

forme realistiche

forme astratte

Caravaggio, Canestra di frutta
Vasilij Kandinskij, Composizione VIII
Paul Klee, Southern Gardens

IL VOLUME

Gli oggetti reali hanno tre dimensioni: larghezza, altezza e profondità, hanno cioè un volume.

profondità

k Realizza anche tu delle forme con l’argilla o la plastilina.

k Potresti modellare: anfore, piccoli vasi, ciotole o frutti come una mela, una pera, una castagna...

altezza
larghezza
Giorgio Morandi, Natura morta, 1929

PICCOLI ARTISTI

k Osserva i due dipinti dell’artista Giorgio Morandi. Quale ti ha colpito di più? Perché?

k Scegli 3 oggetti da casa (una bottiglia, una tazza, un barattolo…).

Osservali bene e disegnali. Prova a farli sembrare tridimensionali, usando l'ombra e il contorno. Puoi ispirarti alle opere di Giorgio Morandi.

LUCI E OMBRE • 1

Riprodurre luci e ombre è importante per dare volume agli oggetti, illuminandone alcune parti e lasciandone in ombra altre.

Luce frontale

La luce frontale illumina tutto l’oggetto rendendolo identificabile e chiaro.

Luce laterale

La luce laterale evidenzia zone d’ombra.

Controluce

Il controluce illumina l’oggetto da dietro facendolo apparire scuro, evidenziandone la sua forma.

LUCI E OMBRE • 2

Diego Velázquez (pittore spagnolo, 1599-1660), nei suoi dipinti, ha utilizzato la luce per attirare l’attenzione dell’osservatore su determinati dettagli. Le luci e le ombre contribuiscono a definire i volumi, a dare forma agli oggetti e a creare un senso di spazio e profondità nella scena.

࡟ Che cosa raffigurano i due dipinti?

࡟ Cosa esprimono i personaggi?

Nel dipinto la “Vecchia che frigge le uova”, la luce, che proviene lateralmente, illumina i volti dei personaggi, le loro espressioni e i loro abiti.

Nel dipinto “L’Acquaiolo di Siviglia”, la luce laterale illumina il venditore d’acqua e le figure in primo piano.

࡟ Quali dei due ha attirato maggiormente la tua attenzione? Perché?

Diego Velázquez, Vecchia che frigge le uova
Diego Velazquez, L’Acquaiolo di Siviglia

IMMAGINI, SUONI E PAROLE

Le caratteristiche del fumetto rappresentano la struttura del testo.

La vignetta racconta un momento della storia.

k Osserve le scene i scrivi il fumetto.

La nuvoletta o baloon riporta le parole del personaggio.

Il contorno della nuvoletta e la sua coda indica se le parole sono...

Parlate
Urlate
Pensate

LE CARTE SONORE

k Costruisci il burattino sonoro rispettando l’intensità del suono:

࡟ burattino, che fa vibrare le mani che vanno in avanti, corrisponde al suono piano (p)

࡟ burattino, con le braccia aperte verso l’esterno, corrisponde al suono fortissimo (ff).

࡟ burattino, con le braccia in avanti, corrisponde al suono forte (f).

࡟ burattino, con i pugni sul petto, corrisponde al silenzio (/).

CON LA MUSICA CI SO FARE!

Ogni bambino si costruirà le carte musicali colorando e incollando le posizioni del burattino sul cartoncino.

A turno, i bambini vanno alla lavagna, tracciano le cinque linee del pentagramma (rigo musicale) e collocano su di esso le quattro carte a piacimento.

Per esempio:

burattino - suono fortissimo (ff), burattino - suono piano (p), burattino - silenzio (/), burattino - suono forte (f).

Con il dito o una bacchetta, il bambino di turno indica le carte sonore e l’orchestra suona seguendo l’intensità indicata.

Il bambino può decidere la durata del suono continuando ad indicare la carta.

L’INTENSITÀ

k Dopo aver ascoltato la sequenza di suoni dei vari strumenti musicali: tamburo, triangolo, legnetti, maracas, sonagli, segna sotto ogni simbolo strumentale l’intensità corrispondente: suono piano (p), suono pianissimo (pp), suono forte (f), suono fortissimo (ff).

A SUON DI PAROLE

Si decide che ad ogni parola si fa corrispondere un ritmo.

Per esempio:

࡟ bottiglia B ritmo ternario,

࡟ luna/sole B ritmo binario,

࡟ pennarelli B ritmo quaternario.

La maestra scrive alla lavagna alternando le parole e, sillabandole, imprime loro i vari ritmi con le mani.

Dopo aver creato la prima partitura, la maestra può realizzarne altre, scambiando le parole già utilizzate.

La classe viene suddivisa poi in tre gruppi strumentali che eseguiranno la sillabazione di parole solo con gli strumenti.

࡟ 1° gruppo B triangoli - ritmo binario,

࡟ 2° gruppo B legnetti - ritmo quaternario,

࡟ 3° gruppo B tamburelli baschi - ritmo ternario.

I tre gruppi seguono i ritmi musicali corrispondenti alle parole: nave, nuvola, temporale, pioggia, fiorellini, ecc… utilizzando il corpo come mappa sonora.

Ritmo binario

Ritmo quaternario

Ritmo ternario

battere le mani sul petto e poi sulle gambe.

battere le mani sul petto e sulle gambe in modo alternato.

battere tre volte le mani.

La sequenza può essere eseguita prima lentamente e poi velocemente.

Comprendere la differenza suono/silenzio. Eseguire con gli strumenti e le parti del corpo il ritmo binario, ternario e quaternario. Sviluppare la comunicazione tattile. Memorizzare i vari ritmi musicali.

IL RITMO MUSICALE

k Scrivi sotto ogni ritmo le parole corrispondenti dividendole in sillabe.

PRIMA IN BASSO, POI IN ALTO E SEMPRE PIÙ IN ALTO (SUONO GRAVE/ACUTO)

Provo prima con il corpo

I bambini si dispongono a semicerchio in piedi con le braccia lungo i fianchi. Anche l’insegnante assume la stessa posizione.

L’insegnante incomincia a muovere le braccia verso l’esterno e i bambini fanno la stessa cosa, pronunciando la vocale A corrispondente al registro medio.

Al via dell’insegnante, i bambini incominciano ad emettere suoni gravi con la voce, utilizzando le vocali U e O.

Man mano che si alzano le braccia verso l’alto, si pronunciano le vocali E ed I corrispondenti ai registri acuti.

GRAVE O ACUTO CON IL CORPO E LA VOCE

Dopo l’attività precedente, l’insegnante può utilizzare uno strumento melodico come un metallofono o una tastiera per far ascoltare i suoni medi, acuti e gravi.

L’insegnante esegue un suono medio e i bambini lo riproducono con la voce, mettendosi in piedi con le braccia lungo i fianchi.

Si potrà aumentare la velocità nell’esecuzione dei suoni e dei movimenti.

L’insegnante esegue un suono grave e i bambini lo devono riprodurre con la voce e con il corpo (piegandosi sulle gambe).

L’insegnante esegue un suono acuto e i bambini lo riproducono con la voce portando le braccia in alto.

CIELO O TERRA?

L’insegnante divide la lavagna in due parti corrispondenti al cielo (suoni acuti) e alla terra (suoni gravi).

La linea di divisione corrisponde ai suoni medi.

L’insegnante esegue con la voce o con uno strumento un suono grave, medio e acuto e i bambini a turno andranno a scrivere sulla lavagna la vocale corrispondente:

O - U (suono grave)

A (suono medio)

E - I (suono acuto)

Dopo la riprodurranno con la voce.

ATTENZIONE ALLO STRUMENTO!

Si dispongono nel fondo dell’aula tre tavolini sui quali mettere tre gruppi di strumenti diversi.

Per esempio:

1° gruppo B percussione (legnetti)

2° gruppo B fiati (flauti)

3° gruppo B corda (scatola con elastici)

Tre bambini suoneranno gli strumenti, mentre tutti gli altri dovranno ascoltarli (ma senza poterli vedere) e registrarli poi a turno in tabella.

3a esecuzione Strumenti
2a esecuzione Strumenti
1 esecuzione

DIVERTIAMOCI COSÌ

࡟ Al via dell’insegnante, i tre bambini suoneranno gli strumenti in successione a seconda del ritmo indicato.

࡟ Gli altri bambini poi, segneranno sul foglio le sequenze di strumenti che hanno ascoltato nelle esecuzioni.

࡟ L’esecuzione può essere ripetuta solo due volte.

࡟ È consigliabile, prima di eseguire la seguente attività, fare alcuni esercizi preparatori con tutto il gruppo.

࡟ Si fa suonare uno strumento: flauto, legnetti, strumento a corda a ciascun bambino che indicherà a quale gruppo appartiene.

I FRUTTI DI BOSCO

La classe viene suddivisa in tre gruppi:

࡟ 1° gruppo - i bambini che raccolgono i frutti;

࡟ 2° gruppo - i frutti;

࡟ 3° gruppo - le piante carnivore.

I bambini del secondo gruppo (i frutti) si dispongono in ordine sparso nell’aula o nella palestra.

Ogni bambino ha uno strumentino (maracas, campanellini, triangoli, nacchere, ecc…).

A turno i bambini del primo gruppo devono raccogliere i frutti; ma non sarà semplice!

Il bambino di turno viene bendato, non potendo vedere come si sono disposti i frutti nell’aula. Si farà guidare dalla direzione del suono, prestando attenzione alle piante carnivore (3° gruppo) che suoneranno i legnetti.

Al via dell’insegnante, il bambino bendato e con un cestino inizia a camminare per raccogliere i frutti.

Se si avvicina al frutto (maracas) e lo tocca, prende lo strumento e lo mette nel cestino.

Se, invece, tocca la pianta carnivora viene imprigionato da questa. Vince il bambino che riesce a raccogliere più frutti.

I TIMBRI DEGLI STRUMENTI

k Ascolta attentamente il suono degli strumenti, disegnali sul rigo musicale e completa scrivendo il nome di ognuno.

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