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Guida al Corso 4 - Studio Pop (Antropologica)

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Studio

GUIDA STUDIO POP

Studio GUIDA AL CORSO

STORIA ∞ GEOGRAFIA

• Programmazioni annuali

• La Nuova Valutazione

• Podcast

• One Pager

• Non solo Storia e Geografia

• Rielaborare con le mappe

IL PROGETTO DIDATTICO

PERCHÉ STUDIO POP?

Perché insegnare e apprendere non sono missioni impossibili, ma, attraverso un percorso preciso e una metodologia didattica adeguata, possono essere alla portata di tutti.

Il progetto didattico permette:

• agli alunni e alle alunne di acquisire un metodo di studio e di amare il sapere;

• ai docenti di fornire tutti quegli strumenti pratici per far costruire e amare il sapere.

IL PERCORSO DIDATTICO

Il percorso didattico sviluppato nei volumi è la declinazione delle metodologie di insegnamento proposte e articolate sulla visione unitaria del bambino per farlo giungere all’unitarietà del sapere. Si è tenuto costantemente conto dell’importanza dei “saperi” nella costruzione di una rete di competenze individuali che “permetta di trattenere” le diverse conoscenze che la scuola e la realtà extrascolastica forniscono al bambino e alla bambina.

Le conoscenze possono essere stimolanti e motivanti solo se:

• sono collegate tra di loro;

• sono essenziali alla costruzione del sapere;

• sono ancorate a una struttura specifica per ciascuna disciplina;

• sono acquisite attraverso la scoperta personale, la discussione collettiva e la ricerca.

I “pilastri” della metodologia fondante di STUDIOPOP sono principalmente due:

• la didattica partecipata

• la stimolazione dell’intelligenza visiva.

Entrambe hanno come finalità quella di giungere alla rielaborazione personale e quindi alla metacognizione. L’apprendimento, per essere efficace e utilizzabile in differenti situazioni, non deve infatti essere meccanico, ma significativo. L’apprendimento significativo si ottiene quando chi apprende collega le nuove informazioni a concetti e conoscenze già posseduti e li mette in relazione tra loro, costruendo attivamente nuovi saperi.

LA DIDATTICA PARTECIPATA E L’INTELLIGENZA VISIVA

La didattica partecipata si basa sulla responsabilizzazione degli alunni e delle alunne, in modo che diventino artefici del proprio apprendimento.

Interagendo tra loro e con l’insegnante, vivono esperienze coinvolgenti, sollecitano l’intelligenza visiva , quella che, secondo Gardner, si mette in atto per comprendere e conoscere il mondo e la realtà in cui viviamo. Generalmente, in classe si privilegiano le intelligenze linguistica e logico-matematica, dimenticando il ruolo che la vista ha nell’apprendimento. I testi visivi hanno la funzione di “atlante diffuso”, perché le immagini spiegano e integrano quanto scritto, fornendo altre informazioni fondamentali.

Nel testo visivo vengono proposte attività per l’organizzazione delle conoscenze, si ha una visione globale, organica e unitaria di quanto appreso.

L’immagine è uno spunto per rielaborare l’argomento trattato e darne una visione globale.

L’immagine offre all’insegnante il ruolo di “facilitatore”, favorisce un apprendimento consapevole. Così gli alunni, da ricevitori passivi, diventano artefici del loro sapere. È la parte che coinvolge emotivamente, suscita l’interesse e il piacere della ricerca del sapere.

I PUNTI DI FORZA DEL PROGETTO

1. PERCORSO DI APPRENDIMENTO GRADUALE E COMPLETO

Il sussidiario delle discipline è stato progettato e realizzato prestando grande attenzione alle esigenze dei docenti nel delicato processo di insegnamento e a quelle delle bambine e dei bambini del terzo millennio, nel delicato ma funzionale processo di apprendimento. Oltre a pagine chiare con illustrazioni e fotografie a supporto dei testi, i volumi presentano un percorso graduale e completo attraverso un linguaggio semplice ma rigoroso, attento al lessico disciplinare, propongono attività che favoriscono l’osservazione, la scoperta, la conoscenza, la riflessione per l’acquisizione delle competenze dettate dalle norme ministeriali.

2. IL PERSONAGGIO GUIDA

Il simpatico robot tuttofare Pop offre spunti di riflessione su quanto si andrà a conoscere, ma soprattutto permette ai bambini di diventare protagonisti in prima persona trasformandosi in storici e geografi grazie al metodo POP: nascono così proposte progettuali che coinvolgono tutto il team docente in chiave interdisciplinare.

3. IL PODCAST

I Podcast divulgativi con il nostro amico POP accompagnano in modo coinvolgente e accessibile l’approfondimento degli argomenti affrontati in classe. Grazie a un linguaggio semplice, vicino all’esperienza dei bambini, e a una narrazione vivace, l’ascolto diventa uno strumento privilegiato per stimolare curiosità e attenzione. gli alunni sono guidati a cogliere le informazioni principali, a familiarizzare con nuovi contenuti e a sviluppare capacità di ascolto attivo. Successivamente, attraverso le attività proposte, gli studenti hanno l’opportunità di rielaborare quanto ascoltato, svolgere esercizi mirati e collegare le nuove conoscenze a quelle già acquisite.

4. ATTIVITÀ DI LABORATORIO

Il personaggio guida coinvolgerà la classe in avventure giocose e divertenti, collegate agli argomenti trattati e alla vita quotidiana del tempo in cui i bambini e le bambine potranno immedesimarsi ed essere emotivamente coinvolti con proposte laboratoriali coinvolgenti e motivanti che vanno oltre l’aspetto disciplinare vero e proprio.

5. LABORATORI STEM E STEAM

Nei due volumi sono presenti pagine di laboratorio STEM E STEAM, che integrano le singole discipline con collegamenti di tipo artistico, scientifico e tecnologico, per stimolare lo sviluppo di competenze logiche e scientifiche, senza dimenticare la creatività.

6. DALLA SINTESI ALLA MAPPA

La sintesi, nell’ottica di una didattica inclusiva e facilitata, propone agli alunni e alle alunne i contenuti trattati nell’unità, non solo attraverso il canale linguistico ma anche attraverso il canale visivo, con parole e immagini. La mappa è interattiva: una volta completata con le parole chiave diventa un utile strumento di controllo del lavoro svolto ma soprattutto un’efficace traccia per rielaborare oralmente.

7. METODO DI STUDIO

Le attività operative e graduali finalizzate all’acquisizione di un metodo di studio sviluppano le abilità per imparare a studiare e gli stimoli alla riflessione del personaggio guida danno ai bambini delle valide indicazioni da seguire per conquistarlo. Cosa suggerisce Pop? Guardiamo insieme le immagini nelle pagine di apertura delle sezioni, facciamo dare spiegazioni dai bambini, discutiamone insieme e proviamo a metterlo in pratica

8. PAGINE DI EDUCAZIONE CIVICA

Le pagine collegate agli obiettivi dell’Agenda 2030, partono da tematiche legate ai grandi problemi del mondo in cui viviamo per offrire spunti di riflessione, per sollecitare il “debate” e avviare alla consapevolezza che si può essere protagonisti, per raggiungere obiettivi comuni alla collettività.

9. VALUTAZIONE E AUTOVALUTAZIONE

Le verifiche in itinere, i compiti di realtà e le schede operative presenti nei volumi disciplinari permettono ai docenti un costante e specifico momento di valutazione formativa. I percorsi di autovalutazione servono ai bambini per rilevare, stimolare e consolidare le competenze acquisite e per personalizzare il proprio percorso di apprendimento , per ricercare la propria strategia. A supporto della didattica quotidiana ci saranno un fascicolo di prove di verifica da utilizzare in ingresso, in itinere e al termine dell’anno scolastico, la presente guida al testo e una grande raccolta di schede di approfondimento e consolidamento.

10. METODOLOGIE ATTIVE

Nei volumi e nella guida sono presenti numerosi spunti pratici inerenti le seguenti metodologie attive:

• Apprendimento cooperativo

• Didattica laboratoriale

• Podcast

• One Pager

IL LIBRO DIGITALE

1 Collegati al seguente indrizzo.

2 Cerca il libro nella sezione Catalogo

3 Clicca sul libro e segui le indicazioni per aggiungerlo alla tua libreria

Saperi al centro L'interfaccia 1

* La piattaforma è in continuo aggiornamento, di conseguenza, l’interfaccia potrebbe essere soggetta a modifiche.

1 Cliccando sul pulsante si apre la barra di navigazione, che mostra le miniature delle pagine e permette di spostarsi rapidamente da una pagina all’altra.

2 La barra di ricerca (attivabile con il pulsante ) permette cercare i termini corrispondenti nel libro, mostra il numero di risultati, li evidenzia nella pagina e ti consente di visualizzarli rapidamente.

3 Lo zoom consente di aumentare, diminuire, o adattare la grandezza della pagina corrente.

4 L' evidenziatore , disponibile in vari colori, permette di mettere in risalto le parti più importanti del testo.

Puoi scrivere tutti gli appunti che desideri su ogni pagina del libro, con diversi colori e grandezze del testo.

Una penna da disegno permette di disegnare sulle pagine, utile per sottolineare o cerchiare concetti chiave, disponibile in diversi colori e spessore del tratto.

Puoi salvare tutte le modifiche eseguite sul libro, sono private e sempre a tua disposizione.

5 Sono disponibili diversi strumenti di visualizzazione e scorrimento di pagina , pagina singola, scorrimento orizzontale/verticale, pagine affiancate e molto altro.

6 Le risorse offrono giochi, quiz, esercizi interattivi ed elementi multimediali come video e podcast

Pannello di Accessibilità Universale

A B C D

LA MESOPOTAMIA.

La Mesopotamia è un vasto territorio pianeggiante compreso tra i fiumi Tigri ed Eufrate. La parola Mesopotamia significa “terra tra i fiumi”.

In questa regione, a partire dal 4000 a.C. circa, sono nate le prime civiltà della Storia: prima quella dei Sumeri, poi quelle dei Babilonesi, degli Assiri e degli Ittiti.

L'innovazione dell' accessibilità universale consente la fruibilità dei contenuti ad utenti con difficoltà, attraverso numerose funzioni.

A Il traduttore esegue una traduzione istantanea in numerose lingue.

B La sintesi vocale legge in modo fluido e naturale nella lingua selezionata.

C Nascondi le immagini nella pagina, per una lettura con meno distrazioni.

D Lo strumento testo liquido , modifica il colore di sfondo, il font, la dimensione del testo e consente di convertire tutto il testo dal minuscolo al maiuscolo e viceversa.

CONOSCIAMO POP

Pop è un piccolo robot tuttofare, dal volto simpatico e sempre sorridente. È il personaggio guida del sussidiario e accompagna le alunne e gli alunni lungo tutto il percorso di apprendimento. Curioso, dinamico e sempre pronto a scoprire qualcosa di nuovo, Pop aiuta i bambini a orientarsi tra le diverse discipline, rendendo i contenuti accessibili, coinvolgenti e vicini alla loro esperienza quotidiana. La sua presenza segnala momenti di riflessione, approfondimento e attività operative: suggerisce strategie, propone domande stimolo e invita a osservare la realtà con spirito critico e creativo. Attraverso Pop, i saperi prendono vita e lo studio diventa un’esperienza attiva, partecipata e motivante, capace di valorizzare la curiosità e il piacere di imparare.

Il nome Pop richiama immediatamente l’idea di qualcosa di vicino, familiare e accessibile. Proprio come il linguaggio “pop”, parla a tutti in modo diretto e immediato, senza rinunciare alla qualità dei contenuti. Pop rappresenta un modo di imparare aperto e inclusivo, trasformando argomenti complessi in esperienze alla portata di ogni alunna e ogni alunno. Il suo nome esprime quindi una scelta precisa: avvicinare il sapere ai bambini, utilizzare un linguaggio chiaro e contemporaneo e costruire un ponte tra conoscenza e quotidianità. Con Pop, lo studio diventa condiviso, partecipato e davvero “alla mano”.

IL METODO POP

Ogni apertura di unità è progettata per presentare una situazione significativa e vicina all’esperienza quotidiana del bambino, così da favorire un immediato coinvolgimento emotivo e cognitivo. Partire da contesti familiari – come la scuola, il gioco, la famiglia o semplici esperienze di vita – consente agli alunni di riconoscersi nelle situazioni proposte e di attivare le proprie conoscenze pregresse, creando un ponte naturale verso i nuovi apprendimenti.

Il percorso si sviluppa attraverso il metodo POP (prima osservo poi rifletto) , che rappresenta un approccio didattico strutturato e al tempo stesso flessibile. In una prima fase, gli alunni sono invitati a osservare attentamente immagini ricche di dettagli e stimoli: illustrazioni, scene di vita quotidiana o contesti narrativi che fungono da punto di partenza. L’osservazione guidata permette di allenare lo sguardo, cogliere particolari significativi, formulare ipotesi e descrivere ciò che si vede, favorendo lo sviluppo del linguaggio e delle capacità di analisi.

Successivamente, nella fase della riflessione, gli studenti sono accompagnati a rielaborare quanto osservato attraverso domande stimolo, conversazioni guidate e attività di confronto. In questo momento, l’insegnante svolge un ruolo fondamentale nel facilitare il passaggio dall’esperienza concreta alla concettualizzazione, aiutando i bambini a individuare relazioni, somiglianze, differenze e significati più profondi. Il dialogo e la condivisione in classe diventano strumenti essenziali per costruire conoscenze in modo partecipato e consapevole.

L’utilizzo delle immagini come mediatore didattico consente inoltre di rendere l’apprendimento più inclusivo, poiché offre a tutti gli alunni – anche a quelli con stili cognitivi diversi o con difficoltà linguistiche – la possibilità di accedere ai contenuti in modo immediato e intuitivo. Il metodo POP favorisce così un apprendimento attivo, in cui l’alunno non è semplice destinatario di informazioni, ma protagonista del proprio percorso di scoperta.

In questo modo, l’esplorazione e la comprensione degli argomenti proposti avvengono in maniera concreta e graduale: dall’osservazione alla riflessione, fino alla costruzione di significati condivisi e duraturi.

QUADRO DI CIVILTÀ DI IERI...

DOVE

QUANDO

SOCIETÀ ATTIVITÀ

RELIGIONE

CULTURA / INVENZIONI

COMPLETA

Per completare il quadro segui le indicazioni e poniti le seguenti domande:

• Quale popolo/civiltà stai presentando? In quale epoca?

• Quale spazio, ambiente?

• Quale organizzazione, attività, religione, invenzione è caratteristica?

... E OGGI

DOVE QUANDO

SOCIETÀ ATTIVITÀ

RELIGIONE

CONFRONTO

Cosa è cambiato?

• nello spazio,

• nell’ambiente,

• nell’organizzazione sociale,

• nelle attività produttive,

• nella religione,

• … di quali popoli/stati stiamo parlando?

CULTURA / INVENZIONI

࡟ Per comprendere i paesaggi e gli ambienti si forniscono immagini, carte, mappe, dati statistici cioè tutti quegli elementi correlati all’argomento e costantemente posti all’attenzione dei bambini e delle bambine.

LA NUOVA VALUTAZIONE NELLA SCUOLA PRIMARIA

L’orizzonte normativo a cui fare riferimento è definito dall’O.M. n. 3/2025. La nota MIM 2867/2025 evidenzia che tale “ordinanza ministeriale rammenta, preliminarmente, la prospettiva formativa e di miglioramento continuo del processo formativo e dei risultati di apprendimento degli alunni. Richiamando quanto previsto dall’articolo 1 del decreto legislativo n. 62/2017, si afferma che la valutazione documenta lo sviluppo dell’identità personale dell’alunno e promuove l’autovalutazione di ciascuno in relazione all’acquisizione di conoscenze, abilità e competenze, concorrendo, insieme alla valutazione del processo formativo, al graduale raggiungimento dei traguardi di competenza definiti dalle Indicazioni nazionali per il curricolo in coerenza con gli obiettivi di apprendimento declinati nel curricolo di istituto”.

Normativa di riferimento

• Legge n. 150 del 1° ottobre 2024, convertita con modifiche dall’Ordinanza Ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2025, nota MIM 2867 del 23/01/2025

• D.Lgs. n. 62/2017

L’attività valutativa consente, in quest’ottica, di dare valore al percorso di costruzione delle conoscenze degli alunni, di promuovere lo sviluppo delle potenzialità individuali a partire dai livelli di apprendimento effettivamente raggiunti e di sostenere la motivazione verso un miglioramento continuo, finalizzato al successo formativo e scolastico.

LA VALUTAZIONE PER L’APPRENDIMENTO

Tale normativa delinea un sistema valutativo che valorizza i processi cognitivi, metacognitivi, emotivi e sociali attraverso cui si manifestano i risultati scolastici. L’ottica è quella della valutazione per l’apprendimento, una valutazione “autentica”, “formativa”: è autentica e formativa perché è simile al reale, chiede agli studenti di ri-costruire la disciplina, richiede capacità di giudizio; inoltre,le informazioni raccolte servono anche a rimodulare l’insegnamento in base ai bisogni educativi reali degli alunni e ai loro stili di apprendimento. Le attività didattiche vengono così adattate a ciò che è stato osservato, puntando su ciò che può essere potenziato.

• Indicazioni Nazionali per il curricolo Valutazione

LA VALUTAZIONE FORMATIVA COME STRUMENTO PER ORIENTARE LA DIDATTICA

Pertanto, la valutazione formativa:

• intende promuovere gli apprendimenti degli alunni risvegliando in loro la consapevolezza di cosa accade quando si impara;

• fornisce all’insegnante informazioni utili per migliorare il percorso di apprendimento di ciascuno bambino garantendogli il successo formativo;

• sviluppa un atteggiamento riflessivo da parte dell’insegnante che valorizza gli obiettivi raggiunti dal bambino e lo invita ad individuare nuove risorse per riusciread accrescere le sue competenze;

• permette agli insegnanti di valutare l’efficacia della loro azione didattica al fine di elaborare nuove piste di lavoroper facilitare l’acquisizione degli apprendimenti da parte degli alunnicon l’utilizzo di strategie e metodologiediversificate e coerenti con gli obiettiviprogrammati;

• considera l’errore dentro il processo di apprendimento come un ostacolo da superare.

La valutazione diventa così strumento di crescita personale, documenta lo sviluppo dell’identità di ciascun alunno e favorisce la consapevolezza e l’autovalutazione rispetto a conoscenze, abilità e competenze.

LE NUOVE DISPOSIZIONI E I GIUDIZI SINTETICI

Le nuove disposizioni riguardano la valutazione delle discipline previste dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo, compreso l’insegnamento trasversale di educazione civica (Legge 20 agosto 2019, n. 92).

Con l’Ordinanza Ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2025, è stato stabilito chela valutazione periodica e finale degli apprendimenti nelle classi della scuola primaria venga espressa attraverso un giudizio sintetico accompagnato da una descrizione dei livelli di apprendimento raggiunti. I giudizi sintetici da riportare nel documento di valutazione sono articolati in una scala di sei livelli decrescenti:

• Ottimo

• Distinto

• Buono

• Discreto

• Sufficiente

• Non sufficiente

Le Indicazioni Nazionali rappresentano il principale punto di riferimento per individuare gli obiettivi di apprendimento da valutare periodicamente e a fine anno.Nella progettazione annuale, tali obiettivi possono essere riformulati in modo da risultare osservabili e contenere sia l’azione cognitiva sia i contenuti disciplinari.

L'ALLEGATO A E LE AREE DI OSSERVAZIONE

Per garantire chiarezza e trasparenza, l’Allegato A dell’O.M. n. 3/2025 descrive i sei giudizi sintetici:

GIUDIZIO SINTETICO

OTTIMO

DISTINTO

DESCRIZIONE DEL GIUDIZIO

L’alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza, riuscendo ad affrontare anche situazioni complesse e non proposte in precedenza.

È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi, anche difficili, in modo originale e personale.

Si esprime correttamente, con particolare proprietà di linguaggio, capacità critica e di argomentazione, in modalità adeguate al contesto.

L’alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza, riuscendo ad affrontare anche situazioni complesse. È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi anche difficili. Si esprime correttamente, con proprietà di linguaggio e capacità di argomentazione, in modalità adeguate al contesto.

L’alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza.

BUONO

DISCRETO

SUFFICIENTE

NON SUFFICIENTE

È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi.

Si esprime correttamente, collegando le principali informazioni e usando un linguaggio adeguato al contesto.

L’alunno svolge e porta a termine le attività con parziale autonomia e consapevolezza.

È in grado di utilizzare alcune conoscenze, abilità e competenze per svolgere compiti e risolvere problemi non particolarmente complessi. Si esprime correttamente, con un lessico semplice e adeguato al contesto.

L’alunno svolge le attività principalmente sotto la guida e con il supporto del docente.

È in grado di applicare alcune conoscenze e abilità per svolgere semplici compiti e problemi, solo se già affrontati in precedenza. Si esprime con un lessico limitato e con qualche incertezza.

L’alunno non riesce abitualmente a svolgere le attività proposte, anche se guidato dal docente. Applica solo saltuariamente conoscenze e abilità per svolgere alcuni semplici compiti. Si esprime con incertezza e in maniera non adeguata al contesto.

Tale allegato, come evidenziato nella premessa dell’OM 3/2025, non è “facoltativo e integrabile, in quanto si ritiene necessario garantire l’uniformità delle procedure valutative a livello territoriale”.

Inoltre, vengono considerate diverse aree di osservazione, come esplicitato nella nota MIM 2867 del 23/01/2025:

• padronanza e uso dei contenuti disciplinari, abilità e competenze acquisite;

• uso appropriato del linguaggio specifico;

• grado di autonomia;

• continuità nello svolgimento delle attività, anche in relazione alla difficoltà;

• capacità di espressione e rielaborazione personale.

Pertanto, il giudizio sintetico espresso per ciascuna disciplina non si riduce alla somma dei singoli risultati, ma tiene conto dei processi cognitivi, del progresso e della continua evoluzione degli apprendimenti.

I MODELLI POSSIBILI

Come indicato nella nota MIM del 23/01/2025 “Ciascuna istituzione scolastica può adottare l’impostazione e la soluzione grafica che ritiene più funzionali a una chiara e trasparente comunicazione alle famiglie della valutazione periodica e finale degli apprendimenti disciplinari” e propone due esempi possibili per l’adeguamento del documento di valutazione.

ESEMPIO n. 1

Il documento di valutazione riporta per ciascuna disciplina il giudizio sintetico e la relativa descrizione indicata nell’Allegato A.

L’alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza. È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi. Si esprime correttamente, collegando le principali informazioni e usando un linguaggio adeguato al contesto.

Italiano OTTIMO

L’alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza, riuscendo ad affrontare anche situazioni complesse e non proposte in precedenza. È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi, anche difficili, in modo originale e personale. Si esprime correttamente, con particolare proprietà di linguaggio, capacità critica e di argomentazione, in modalità adeguate al contesto.

ESEMPIO n. 2

In questa proposta il giudizio sintetico e la relativa descrizione indicata nell’Allegato A possono essere integrati con i principali obiettivi di apprendimento disciplinari che ciascuna istituzione scolastica ha individuato nel curricolo d’istituto per la specifica disciplina e per l’anno di corso di riferimento.

Classe Prima ∞ Italiano

Disciplina

Italiano OTTIMO

Descrizione

L’alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza, riuscendo ad affrontare anche situazioni complesse e non proposte in precedenza. È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi, anche difficili, in modo originale e personale. Si esprime correttamente, con particolare proprietà di linguaggio, capacità critica e di argomentazione, in modalità adeguate al contesto.

Classe Terza ∞ Matematica

L’alunno svolge e porta a termine le attività con autonomia e consapevolezza. È in grado di utilizzare conoscenze, abilità e competenze per svolgere con continuità compiti e risolvere problemi. Si esprime correttamente, collegando le principali informazioni e usando un linguaggio adeguato al contesto.

• Leggere e comprendere brevi testi di vario tipo mostrando di saperne cogliere il senso globale e le informazioni essenziali.

• Scrivere un breve testo con frasi semplici e compiute rispettando le principali convenzioni ortografiche.

• Ascoltare e comprendere testi di vario tipo, individuando gli elementi essenziali.

• Leggere, scrivere e confrontare numeri decimali.

• Disegnare figure geometriche e costruire modelli materiali anche nello spazio.

• Classificare numeri, figure, oggetti in base a una o più proprietà.

LA VALUTAZIONE IN ITINERE E MODALITÀ DI ACCERTAMENTO DEGLI APPRENDIMENTI

Per quanto riguarda la valutazione in itinere, spetta ai singoli docenti scegliere le modalità di raccolta degli elementi più significativi, utili a formulare la valutazione periodica e finale.

Tali elementi devono restituire in modo chiaro e comprensibile agli alunni e alle famiglie il livello di padronanza dei contenuti verificati, nel rispetto dei criteri e delle modalità definiti dal Collegio dei docenti e inseriti nel PTOF.

La valutazione in itinere, espressa nelle forme ritenute più opportune, registra il progresso degli apprendimenti e consente ai docenti di adattare la progettazione curricolare, personalizzando e individualizzando i percorsi.

Occorre chiarire che l'accertamento degli apprendimenti disciplinari si effettua mediante:

1 Verifiche accompagnano e monitorano il processo di apprendimento, permettendo al docente di raccogliere evidenze, analizzare punti di forza, difficoltà e progressi, e formulare giudizi coerenti con le competenze attese. Consentono inoltre di orientare le strategie didattiche successive, adattando tempi, strumenti e modalità di apprendimento, svolgendo una funzione soprattutto formativa a sostegno degli alunni e delle alunne.

2 Osservazioni sistematiche sulla partecipazione alle attività della classe (osservazione dall’esterno).

3 Autovalutazione (osservazione dall’interno) (autovalutazione e osservazioni sistematiche permettono di conoscere e verificare le modalità di apprendimento di ogni singolo alunno).

OSSERVAZIONI SISTEMATICHE SULLA PARTECIPAZIONE ALLE ATTIVITÀ DELLA CLASSE

Gli strumenti attraverso cui effettuare le osservazioni sistematiche sulla partecipazione alle attività della classe possono essere diversi – griglie o protocolli strutturati, semistrutturati o non strutturati e partecipati, questionari e interviste – e devono riferirsi ad aspetti specifici che caratterizzano la prestazione, quali:

• autonomia: è capace di reperire da solo strumenti o materiali necessari e di usarli in modo efficace;

• relazione: interagisce con i compagni, sa esprimere e infondere fiducia, sa creare un clima propositivo;

• partecipazione: collabora, formula richieste di aiuto, offre il proprio contributo;

• responsabilità: rispetta i temi assegnati e le fasi previste del lavoro, porta a termine la consegna ricevuta;

• flessibilità: reagisce a situazioni o esigenze non previste con proposte divergenti, con soluzioni funzionali, con utilizzo originale di materiali, ecc.;

• consapevolezza: è consapevole degli effetti delle sue scelte e delle sue azioni.

RUBRICA PER L’OSSERVAZIONE

La rubrica presente nella prossima pagina permette, pertanto, di rilevare le modalità di apprendimento di ogni singolo alunno, attraverso gli indicatori della’autonomia, della relazione, della partecipazione, della responsabilità, della flessibilità e della consapevolezza.

AUTONOMIA

RELAZIONE

PARTECIPAZIONE

È capace di reperire da solo strumenti o materiali necessari e di usarli in modo efficace.

È capace di reperire strumenti o materiali necessari e di usarli in modo soddisfacente.

È capace di reperire semplici strumenti o materiali necessari e di usarli in modo opportuno.

RESPONSABILITÀ

Interagisce con i compagni, sa esprimere e infondere fiducia, sa creare un clima positivo.

Collabora, formula richieste di aiuto, offre il proprio contributo.

Rispetta i tempi assegnati e le fasi previste del lavoro, porta a termine la consegna ricevuta.

Interagisce in modo soddisfacente con i compagni, sa esprimere e infondere fiducia, sa creare un clima positivo.

Collabora in modo soddisfacente, formula richieste di aiuto, offre il proprio contributo.

Rispetta i tempi assegnati e le fasi previste del lavoro, porta a termine la consegna ricevuta in modo soddisfacente.

Interagisce con i compagni, creando un clima sufficientemente positivo.

È sufficientemente collaborativo, formula richieste di aiuto, offre il proprio contributo.

È capace di reperire semplici strumenti o materiali necessari e di usarli in modo opportuno, con l’aiuto dei compagni o dell’insegnante.

Occorre stimolarlo perché interagisca con i compagni in modo propositivo.

FLESSIBILITÀ

CONSAPEVOLEZZA

Reagisce a situazioni o esigenze non previste con proposte divergenti, con soluzioni funzionali, con utilizzo originale di materiali, ecc.

È del tutto consapevole degli effetti delle sue scelte e delle sue azioni.

Reagisce a situazioni o esigenze non previste con proposte divergenti, con soluzioni funzionali, con utilizzo originale di materiali, ecc., in modo soddisfacente.

È consapevole degli effetti delle sue scelte e delle sue azioni.

Rispetta i tempi assegnati e le fasi previste del lavoro, porta a termine la consegna ricevuta, con sufficiente senso di responsabilità.

Reagisce a situazioni o esigenze non previste con soluzioni funzionali.

Occorre stimolarlo perché abbia un atteggiamento collaborativo, per chiedere e offrire il proprio contributo.

Rispetta i tempi assegnati e le fasi previste del lavoro, porta a termine la consegna ricevuta, con l’aiuto dei compagni o dell’insegnante.

Reagisce a situazioni o esigenze non previste con soluzioni standard.

È sufficientemente consapevole degli effetti delle sue scelte e delle sue azioni.

Occorre invitarlo a riflettere, perché sia consapevole degli effetti delle sue scelte e delle sue azioni.

AUTOVALUTAZIONE

Autovalutarsi significa compiere un’operazione metacognitiva: significa operare un distanziamento dal proprio io, oggettivare la propria esperienza, il proprio vissuto e guardarlo come altro da sé. “Si tratta di far raccontare allo stesso alunno quali sono stati gli aspetti più interessanti per lui e perché quali sono state le difficoltà che ha incontrato e in che modo le abbia superate, fargli descrivere la successione delle operazioni compiute evidenziando gli errori più frequenti e i possibili miglioramenti e, infine, far esprimere l’autovalutazione non solo del prodotto, ma anche del processo produttivo adottato. La valutazione attraverso la narrazione assume una funzione riflessiva e metacognitiva nel senso che guida il soggetto ad assumere la consapevolezza di come avviene l’apprendimento.” (Linee Guida per la certificazione delle competenze).

Attraverso l’autovalutazione viene portato alla luce il percorso compiuto dall’alunno. L’auto-valutazione consente di rilevare:

• il significato del proprio operato che porta alla consapevolezza delle prestazioni e ai processi cognitivi e operativi posti in essere

• le intenzioni sottese allo svolgimento dell’attività

• le emozioni presenti relativamente all’atteggiamento nei confronti dell’esperienza

• la propria idea di sé e il livello di autostima

L’autovalutazione può essere effettuata attraverso narrazioni, autobiografie, questionari di auto-percezione o auto-descrizione.

LA DIDATTICA INCLUSIVA

L’integrazione scolastica e sociale dei soggetti in situazione di disabilità è stata il frutto di un processo difficoltoso che ha trovato un punto d’arrivo nella Legge-quadro n. 104/1992, che riconosce all’alunno disabile il diritto a una piena integrazione e a una promozione globale “nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società”. Allora si guardava soprattutto a disabili sensoriali e solo più tardi c’è stata un’apertura nei confronti dei deficit motori, come le cerebropatie o le distrofie muscolari, e verso disabilità caratterizzate da ritardo mentale e da tratti clinici particolari, come la Sindrome di Down.

Oggi la ricerca scientifica ha permesso di individuare disturbi dell’apprendimento e disabilità che un tempo non venivano riconosciuti. Vengono indicati con l’acronimo B.E.S. (bisogni educativi speciali).

Chi lavora nella scuola sa bene che la realtà del disagio scolastico, rappresentata con l’acronimo B.E.S., è molto variegata e complessa. In ogni classe, infatti, ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione. Le ragioni sono molteplici: dallo svantaggio sociale e culturale ai disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, ma anche bambini stranieri che non conoscono ancora la lingua e la cultura italiana.

Tutti questi soggetti rappresentano la nuova frontiera dell’integrazione/inclusione che la scuola deve affrontare attuando processi di ripensamento e di adattamento educativodidattico, al fine di divenire sempre più accogliente e conforme alle necessità formative di tutti i soggetti, nella consapevolezza che ogni alunno in classe costituisce una risorsa per tutto il contesto scolastico, così come si afferma nelle Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione

In casi come questi, i bisogni educativi normali (sviluppo competenze, appartenenza sociale, autostima, autonomia ecc.) diventano bisogni educativi speciali che non è possibile soddisfare senza un percorso di personalizzazione dell’apprendimento (come previsto dalla Legge 53/2003 per gli alunni con disabilità).

Nel tentativo di costruire un quadro organizzativo che favorisca gli interventi di supporto a situazioni di disagio il MIUR ha identificato tre sotto-categorie di alunni con B.E.S.

1. Alunni con disabilità, per il cui riconoscimento è necessaria la presentazione della certificazione ai sensi della legge 104/92;

2. Alunni con disturbi evolutivi specifici, tra cui si inseriscono: D.S.A. – disturbi specifici dell’apprendimento (per il cui riconoscimento è necessario presentare la diagnosi di D.S.A. ai sensi della legge 170/2010); deficit di linguaggio; deficit delle abilità non verbali; deficit della coordinazione motoria; ADHD – deficit di attenzione e iperattività.

3. Alunni con svantaggio sociale, culturale e linguistico

Nei casi in cui non sia espressamente prevista la certificazione con diagnosi del disturbo, sta agli insegnanti individuare il bisogno educativo speciale, facendo riferimento al concetto di funzionamento educativo-apprenditivo presente nel modello ICF dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’INTERVENTO DIDATTICO: GLI STRUMENTI

Nei casi di alunni con bisogni educativi speciali, lo strumento privilegiato per l’intervento didattico è il percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un Piano Didattico Personalizzato (PDP). Questo ha lo scopo di definire, monitorare e documentare le strategie di intervento più idonee e stabilire i criteri di valutazione degli apprendimenti. Il PDP non deve essere inteso come mera esplicitazione di strumenti compensativi e dispensativi per gli alunni con DSA, ma come lo strumento in cui si potranno, per esempio, includere progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita (di cui moltissimi alunni con BES, privi di qualsivoglia certificazione diagnostica, abbisognano), strumenti programmatici utili in maggior misura rispetto a compensazioni o dispense, a carattere squisitamente didattico-strumentale (Direttiva Ministeriale BES – 27 dicembre 2013).

L’INTERVENTO DIDATTICO: LE MODALITÀ

Le Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento del luglio 2011, al fine di promuovere l’apprendimento di ciascuno, fanno riflettere sulla differenza tra didattica individualizzata e didattica personalizzata

La didattica individualizzata consiste nelle attività di recupero individuale che può svolgere l’alunno per potenziare determinate abilità o per acquisire specifiche competenze, anche nell’ambito delle strategie compensative e del metodo di studio.

La didattica personalizzata, invece, calibra l’offerta didattica e le modalità relazionali, sulla specificità e unicità a livello personale dei bisogni educativi. La didattica personalizzata mira cioè a favorire l’accrescimento dei punti di forza di ciascun alunno e lo sviluppo consapevole delle sue preferenze e del suo talento. Per promuovere le potenzialità, il successo formativo e un apprendimento significativo in ogni alunno la didattica personalizzata si avvale di una varietà di metodologie e strategie didattiche: uso dei mediatori didattici (schemi, mappe concettuali ecc.);

attenzione agli stili di apprendimento; calibrazione degli interventi sulla base dei livelli raggiunti.

GLI STRUMENTI COMPENSATIVI E LE MISURE DISPENSATIVE

La legge 170/2010 (art.5 lettera b) richiama le istituzioni scolastiche all’obbligo di garantire “l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere”.

Il DM 5669/2011 precisa che “le scuole – con determinazioni assunte dai consigli di classe, risultanti dall’esame della documentazione clinica presentata dalle famiglie e sulla base di considerazioni di carattere psico-pedagogico e didattico – possono avvalersi per tutti gli alunni con bisogni educativi speciali degli strumenti compensativi e delle misure dispensative previste dalle disposizioni attuative della L.170/2010”.

Gli strumenti compensativi consentono all’alunno di controbilanciare le carenze funzionali determinate dal disturbo. Non incidono sul contenuto, ma possono avere importanti ripercussioni sulla velocità e/o sulla correttezza dell’esecuzione della prestazione richiesta dall’insegnante. Sono strumenti compensativi: la tavola pitagorica, la tabella delle misure e delle formule, la calcolatrice, il PC, i dizionari di lingua straniera computerizzati, le tabelle, i traduttori ecc.

Le misure dispensative invece evitano allo studente di cimentarsi in forme di attività che sono destinate al sicuro fallimento, indipendentemente dall’impegno del soggetto. Sono misure dispensative per esempio: tempi più lunghi per le prove scritte, organizzazione di interrogazioni programmate, assegnazione di compiti a casa in misura ridotta, dispensa da attività in cui la lettura è valutata, dispensa dalla scrittura veloce sotto dettatura... È bene sottolineare che in ogni caso, non si potrà accedere alla dispensa dalle prove scritte di lingua straniera se non in presenza di uno specifico disturbo clinicamente diagnosticato.

VERIFICA E VALUTAZIONE

In relazione alla valutazione, è necessario richiamare alcune indicazioni proprio in funzione delle peculiarità individuali di ciascuno studente a cui la Direttiva fa più volte riferimento. Pur non facendo cenno al tema delle verifiche periodiche, è implicito che la scuola deve porre attenzione al fatto che le verifiche per gli studenti BES:

• siano preventivamente calendarizzate sulla base di un funzionale confronto fra i docenti del Consiglio di classe;

• vengano effettuate in relazione al PDP (se presente) e con l’uso degli strumenti compensativi e/o le misure dispensative (se previsti);

• possano essere uguali, semplificate o differenziate rispetto a quelle previste per la classe, sulla base di quanto declinato nel PEI.

La valutazione degli studenti con bisogni educativi speciali richiede di porre al centro alcuni principi guida:

• è necessario distinguere monitoraggio, controllo, verifica e valutazione degli apprendimenti;

• indispensabile che la valutazione non sia solo sommativa ma anche, e soprattutto, formativa.

La valutazione deve inoltre tener conto:

• della situazione di partenza;

• dei risultati raggiunti dallo studente nel suo personale percorso di apprendimento;

• dei risultati riconducibili ai livelli essenziali degli apprendimenti previsti per la classe frequentata e per il grado di scuola di riferimento;

• delle competenze acquisite nel percorso di apprendimento.

LA DIDATTICA INCLUSIVA

La normativa prevede che, oltre al PTOF, ogni scuola abbia un Piano Annuale per l’Inclusività (PAI) per individuare interventi e opportunità formative con particolare attenzione ai bisogni di alunni con disagio. Al termine di ogni anno scolastico, con il supporto di un Gruppo di istituto per l’inclusività, il PAI viene rivisto e aggiornato per incrementare il livello di inclusività generale della scuola nell’anno successivo. Prima di cominciare a lavorarci ricordiamo:

I principi della pedagogia inclusiva

• Tutti possono imparare

• Ognuno è speciale

• La diversità è un punto di forza

• L’apprendimento si intensifica con la cooperazione sinergica delle agenzie educative

Le caratteristiche della didattica inclusiva

Le differenze non sono uno svantaggio ma una risorsa, non solo quelle nel modo di apprendere degli alunni ma anche quelle nel modo di insegnare dei docenti.

Le differenze vengono accolte, stimolate, valorizzate come strumenti di lavoro e occasioni di crescita.

Gli obiettivi della didattica inclusiva

• Far raggiungere a tutti gli alunni il massimo grado possibile di apprendimento.

• Promuovere la partecipazione sociale di tutti gli alunni attraverso la valorizzazione delle differenze.

LE SCELTE DIDATTICHE CHE FAVORISCONO L’INCLUSIONE

Mettere l’alunno/a al centro del processo così che sia protagonista attivo della costruzione della propria conoscenza.

Valorizzare ciò che l’alunno/a sa/sa fare per arrivare a nuove conoscenze/abilità/competenze.

Aiutare a riflettere su ciò che si apprende e su come lo si apprende.

Rispettare i tempi di sviluppo dei singoli alunni.

Promuovere l’apprendimento cooperativo attraverso lavori di gruppo (piccolo o grande), tutoring.

Promuovere l’apprendimento per scoperta, lavorare con una didattica laboratoriale-esperienziale.

Non è l’alunno/a che si adatta all’attività didattica, ma i materiali e gli strumenti che vengono adattati ai bisogni dell’alunno/a.

L’alunno/a si sente accolto/a e trova motivazione per proseguire nell’apprendimento.

L’alunno/a prende consapevolezza delle proprie azioni e dei propri processi cognitivi e impara a strutturare un metodo di studio.

L’alunno/a non subisce inutili frustrazioni e non si demotiva, non perde autostima.

Nel piccolo gruppo si crea un clima collaborativo. L’alunno/a si sente supportato/a, coinvolto e inserito in un gruppo di pari. La possibilità di condividere il proprio sapere/saper fare rafforza l’autostima e la motivazione.

La ricerca di una soluzione a problemi concreti sviluppa la capacità di analisi, sintesi e scelta.

L’alunno sente che l’apprendimento è finalizzato. Mette in atto il suo sapere. Sviluppa un pensiero creativo.

PROGRAMMAZIONE STORIA 4a

L’insegnamento della Storia in classe quarta primaria rappresenta un momento fondamentale per guidare gli alunni alla scoperta del passato come chiave di lettura del presente. In questa fase del percorso scolastico, i bambini iniziano a sviluppare una maggiore capacità di astrazione e comprensione cronologica, rendendo possibile l’introduzione di concetti storici più articolati. La programmazione annuale propone un itinerario didattico che, con la guida di Archeos, accompagna gli alunni alla scoperta delle grandi civiltà antiche. La parte fattuale e quella antropologica sono distinte, per permettere di collegare e confrontare tra loro gli aspetti culturali, sociali, religiosi e artistici delle diverse civiltà. Questo consente di cominciare ad affrontare in maniera graduale la visione storica tra i diversi avvenimenti.

L’approccio metodologico privilegia l’osservazione, il confronto, il lavoro cooperativo e l’uso di fonti diversificate, stimolando curiosità e spirito critico. Gli obiettivi formativi includono la capacità di orientarsi nel tempo, riconoscere le tracce del passato, e comprendere il concetto di civiltà. Per capire l’evoluzione storica di un argomento è fondamentale procedere con metodo:

1. descrivere eventi significativi;

2. mostrare riproduzioni di fonti e cercare di far ricostruire un fatto storico;

3. portare gli alunni a organizzare le loro “conoscenze” con domande stimolo, per spiegare quali possano essere stati i cambiamenti in quel contesto geostorico (sono utili i quadri di civiltà);

4. esplicitare chiaramente i fatti, collocarli in un periodo, organizzandoli sulla linea del tempo; 5. proporre un confronto e una riflessione tra la situazione iniziale e quella finale, dopo aver analizzato i vari argomenti dal punto di vista storico, sociale, economico…

Questo modo di procedere consentirà di raggiungere le competenze, che non saranno solo di fatti, ma di processi.

COMPETENZA IN MATERIA DI CONSAPEVOLEZZA ED ESPRESSIONE

CULTURALI

La Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali implica la comprensione e il rispetto di come le idee e i significati vengono espressi creativamente e comunicati in diverse culture e tramite tutta una serie di arti e altre forme culturali.

Presuppone l’impegno di capire, sviluppare ed esprimere le proprie idee e il senso della propria funzione o del proprio ruolo nella società in una serie di modi e contesti.

Traguardi per lo sviluppo delle competenze

• L’alunno/a riconosce elementi significativi del passato del suo ambiente di vita.

• Riconosce ed esplora in modo via via più approfondito le tracce storiche presenti nel territorio e comprende l’importanza del patrimonio artistico e culturale.

• Usa la linea del tempo per organizzare informazioni, conoscenze, periodi e individuare successioni, contemporaneità, durate, periodizzazioni.

Obiettivi di apprendimento

• Analizzare e classificare fonti e documenti.

• Produrre informazioni con fonti di diversa natura utili alla ricostruzione di un fenomeno storico.

• Ricavare informazioni e conoscenze da fonti di tipo diverso.

• Rappresentare, in un quadro storico-sociale, le informazioni che scaturiscono dalle tracce del passato presenti sul territorio vissuto.

Contenuti e attività

• Costruzione e lettura di linee del tempo e carte geostoriche.

• Contemporaneità e successione.

• Lettura e analisi delle fonti.

• Lettura e produzione di quadri di civiltà.

• Confronti e relazioni.

• Il testo storico.

NUCLEO TEMATICO: ORGANIZZAZIONE DELLE INFORMAZIONI

Traguardi per lo sviluppo delle competenze

• L’alunno/a usa la linea del tempo per organizzare informazioni, conoscenze, periodi e individuare successioni, contemporaneità, durate, periodizzazioni.

• Organizza le informazioni e le conoscenze, tematizzando e usando le concettualizzazioni pertinenti.

• Comprende i testi storici proposti e sa individuarne le caratteristiche.

• Usa carte geo-storiche, anche con l’ausilio di strumenti informatici.

• Racconta i fatti studiati e sa produrre semplici testi storici, anche con risorse digitali.

Obiettivi di apprendimento

• Conoscere i concetti di durata, contemporaneità, successione cronologica, periodizzazione.

• Usare la linea del tempo.

• Conoscere la suddivisione del tempo storico.

• Costruire e confrontare quadri storico-sociali.

• Usare cronologie e carte storico-geografiche per rappresentare le conoscenze.

• Usare il sistema di misura occidentale del tempo storico (avanti Cristo – dopo Cristo) e comprendere i sistemi di misura del tempo storico di altre civiltà.

Contenuti e attività

• Costruzione e lettura di quadri storico-sociali.

• Individuazione di relazioni di successione e contemporaneità tra le diverse civiltà.

• Individuazione di analogie e differenze tra le civiltà studiate.

• Tecniche e strategie per l’acquisizione di un metodo di studio personale ed efficace.

Le civiltà dei fiumi:

• I Sumeri

• I Babilonesi

• Gli Ittiti

• Gli Assiri

• Gli Egizi

• I Vallindi

• I cinesi Le civiltà del mare:

• I Cretesi

• I Micenei

• Gli Ebrei

• I Fenici

• Il testo storico

NUCLEO TEMATICO: PRODUZIONE SCRITTA E ORALE

Traguardi per lo sviluppo delle competenze Obiettivi di apprendimento

• L’alunno/a usa la linea del tempo per organizzare informazioni, conoscenze, periodi e individuare successioni, contemporaneità, durate, periodizzazioni.

• Organizza le informazioni e le conoscenze, tematizzando e usando le concettualizzazioni pertinenti.

• Comprende i testi storici proposti e sa individuarne le caratteristiche.

• Usa carte geo-storiche, anche con l’ausilio di strumenti informatici.

• Racconta i fatti studiati e sa produrre semplici testi storici, anche con risorse digitali.

• Comprende avvenimenti, fatti e fenomeni delle società e civiltà che hanno caratterizzato la storia dell’umanità dal paleolitico alla fine del mondo antico con possibilità di apertura e di confronto con la contemporaneità.

• Elaborare rappresentazioni sintetiche delle società studiate, mettendo in rilievo le relazioni fra gli elementi caratterizzanti.

• Individuare analogie e differenze attraverso il confronto tra quadri storico-sociali diversi, lontani nello spazio e nel tempo.

• Leggere e comprendere testi storici, continui e non continui.

• Organizzare le informazioni in rappresentazioni grafiche (schemi, tabelle, mappe,…).

• Riferire in modo coerente le conoscenze acquisite.

• Comprendere e utilizza il lessico storico.

• Utilizzare gli strumenti informatici.

Contenuti e attività

• Costruzione e lettura di linee del tempo e carte geo-storiche.

• Lettura e produzione di quadri di civiltà.

• Produzione di schemi, tabelle, mappe, one pager.

• Il testo storico.

• Ascolto e produzione di podcast.

PROGRAMMAZIONE GEOGRAFIA 4a

L’insegnamento della Geografia in classe quarta primaria accompagna gli alunni in un percorso di esplorazione e comprensione del territorio italiano, introducendo progressivamente concetti più complessi legati all’organizzazione dello spazio. In questa fase, si consolidano le competenze relative all’orientamento, all’uso delle carte geografiche e all’osservazione degli elementi fisici e antropici del paesaggio e alla loro relazione con il clima. La presente programmazione prende in esame i vari ambienti e accompagna i bambini in un “viaggio” sul territorio perché possano capire al meglio quella che è la conformazione territoriale del loro paese. Ogni ambiente è presentato nella sua globalità, come se i bambini e le bambine potessero vedere e sentire attorno a loro gli elementi fisici, antropici, climatici e le loro relazioni anche grazie alla presenza di Emondis, stimolando un atteggiamento di curiosità e rispetto verso il patrimonio naturale e umano. Il percorso inizia con la presentazione dell’Italia: la sua posizione, la sua formazione e i suoi ambienti. Per conoscere i diversi ambienti che caratterizzano il territorio italiano è necessario conoscere prima di tutto i “ferri del mestiere”: capire cioè come un luogo si rappresenta su una carta geografica e come questa, attraverso la conoscenza dei simboli, possa essere decodificata. Le due unità che prevedono lo studio degli ambienti di terra e di acqua sono, a loro volta, suddivise in specifici elementi, ognuno dei quali tratta un ambiente e lo analizza da diverse angolazioni (aspetto fisico, climatico, antropologico) in modo che i bambini capiscano che un territorio è caratterizzato da tanti aspetti che si intrecciano tra loro e non esiste un modo univoco per poterlo definire. Un passaggio fondamentale per la comprensione del paesaggio è la sua mutevolezza dovuta a ragioni naturali o antropiche, volute e prodotte dall’uomo. A questo proposito è importante fare spesso riferimento al passato lontano, anzi lontanissimo, e a come l’aspetto attuale del territorio che ci circonda sia il frutto di cambiamenti avvenuti in tempi talmente lunghi che difficilmente si riesce a immaginarli. Ecco che di nuovo storia e geografia si incontrano e si uniscono in un sapere unico.

COMPETENZA IN MATERIA DI CONSAPEVOLEZZA ED ESPRESSIONE CULTURALI

La Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali implica la comprensione e il rispetto di come le idee e i significati vengono espressi creativamente e comunicati in diverse culture e tramite tutta una serie di arti e altre forme culturali. Presuppone l’impegno di capire, sviluppare ed esprimere le proprie idee e il senso della propria funzione o del proprio ruolo nella società in una serie di modi e contesti.

Traguardi per lo sviluppo delle competenze

• L’alunno/a si orienta nello spazio circostante e sulle carte geografiche utilizzando riferimenti topologici e punti cardinali.

NUCLEO TEMATICO: ORIENTAMENTO

Obiettivi di apprendimento Contenuti e attività

• Orientarsi sulle carte utilizzando i punti cardinali.

• Orientarsi utilizzando strumenti idonei.

• Ricavare informazioni geografiche da varie fonti.

• La Geografia: che cos’è e che cosa studia.

• La Geografia e l’Educazione Civica.

• Gli strumenti del geografo.

• Gli aiutanti del geografo.

NUCLEO TEMATICO: LINGUAGGIO DELLA GEOGRAFICITÀ

Traguardi per lo sviluppo delle competenze Obiettivi di apprendimento Contenuti e attività

• L’alunno/a utilizza il linguaggio della geo-graficità per interpretare carte geografiche.

• Ricava informazioni da una pluralità di fonti (cartografiche e satellitari, tecnologie digitali, fotografiche, artisticoletterarie).

• Analizzare i principali caratteri fisici del territorio, fatti e fenomeni locali e globali, interpretando carte geografiche di diversa scala, carte tematiche, grafici, elaborazioni digitali, repertori statistici relativi a indicatori socio-demografici ed economici.

• Localizzare sul planisfero la posizione dell’Italia in Europa e nel mondo.

• Ambienti e clima.

• Fasce climatiche.

• Il clima nel mondo.

• Il clima in Italia.

• Le carte geografiche: lettura di diversi tipi di carte.

• L’uso di grafici e tabelle in Geografia.

• Le scale di riduzione.

• Il reticolo geografico.

• Latitudine e longitudine.

• Il testo geografico.

• Ascolto e produzione di podcast.

NUCLEO TEMATICO: GLI AMBIENTI GEOGRAFICI

Traguardi per lo sviluppo delle competenze

• L’alunno/a riconosce e denomina i principali “oggetti” fisici (fiumi, monti, pianure, colline, laghi, mari…).

• Individua i caratteri che connotano i paesaggi (di montagna, collina, pianura, vulcanici…) con particolare attenzione a quelli italiani.

• Comprende che lo spazio geografico è un sistema territoriale costituito da elementi antropici e da elementi fisici legati da rapporti di interdipendenza.

Obiettivi di apprendimento Contenuti e attività

• Riconoscere sulla carta geografica fisica dell’Italia gli ambienti attraverso i colori.

• Conoscere il territorio circostante attraverso l’approccio percettivo e l’osservazione diretta.

• Riconoscere gli elementi che caratterizzano i principali paesaggi italiani.

• Riconoscere elementi di particolare valore ambientale e culturale.

Gli ambienti di terra:

• Le Alpi e le Prealpi

• Gli Appennini

• I vulcani e i terremoti

• Le colline d’Italia

• Le pianure d’Italia

• La Pianura Padana

Gli ambienti d’acqua:

• I fiumi italiani

• Il Po

• I laghi italiani

• I mari italiani

• Le coste

• Le isole e gli arcipelaghi

• Attività e risorse del mare

NUCLEO TEMATICO: POPOLAZIONE E LAVORO

Traguardi per lo sviluppo delle competenze

• L’alunno/a comprende il significato di popolazione attiva.

• Individua le caratteristiche dei settori lavorativi.

Obiettivi di apprendimento Contenuti e attività

• Individuare i principali settori del lavoro.

• Acquisire il concetto di popolazione attiva e utilizzarlo a partire dal contesto italiano.

• La popolazione italiana e il lavoro.

• Il lavoro in Italia e i settori economici:

» Il settore primario

» Il settore secondario

» Il settore terziario

PROGRAMMAZIONE EDUCAZIONE CIVICA 4a

La programmazione è stata elaborata secondo le Linee Guida per l’Educazione civica. I Traguardi per lo sviluppo delle competenze a conclusione della scuola primaria sono stati individuati in base al “Profilo delle competenze al termine del primo ciclo di istruzione” e alle integrazioni previste dalle stesse Linee Guida.

Dai Traguardi, sono stati dedotti gli Obiettivi disciplinari e le relative correlazioni con gli Obiettivi delle altre discipline che le “Indicazioni nazionali per il curricolo delineano”. Ciò, come esplicitato dalle stesse Linee guida, allo scopo di riconoscere all’Educazione civica “la valenza di matrice valoriale trasversale che va coniugata con le discipline di studio, per evitare superficiali e improduttive aggregazioni di contenuti teorici e per sviluppare processi di interconnessione tra saperi disciplinari ed extradisciplinari”.

Traguardi per lo sviluppo delle competenze a conclusione della Scuola Primaria

• L’alunno/a manifesta cura di sé e della propria salute e sicurezza; dimostra uguali atteggiamenti di attenzione verso gli altri.

Obiettivi specifici di apprendimento per la classe quarta educazione civica

• Sviluppare autonomia nella cura di sé e abitudini di vita adatte a mantenersi in buona salute.

• Sviluppare atteggiamenti di accoglienza nei confronti dei nuovi compagni e di quelli in difficoltà.

• Riconoscere e rispettare le diversità tra compagni; riconoscere nella diversità una risorsa per l’arricchimento e la crescita del gruppo classe.

• Sviluppare comportamenti di collaborazione nel gruppo dei pari, anche per raggiungere un obiettivo comune.

• Riconoscere nell’amicizia un valore; sviluppare atteggiamenti di amicizia e di solidarietà tra compagni.

Correlazioni con le altre discipline e attività

• Riconoscere il rapporto tra alimentazione ed esercizio fisico in relazione a sani stili di vita. (Educazione fisica)

• Assumere comportamenti adeguati per la prevenzione degli infortuni e per la sicurezza nei vari ambienti di vita. (Educazione fisica)

• Conosce i principi della Costituzione italiana e ne coglie il significato; comprende il valore della legalità.

• Acquisire maggiore consapevolezza dell’utilità delle regole e saperle rispettare in contesti e situazioni differenti.

• Iniziare a comprendere ciò che accomuna regole e leggi che disciplinano una comunità.

• Rilevare la necessità delle leggi e del loro rispetto per la vita della comunità.

• Conoscere parti della Costituzione italiana.

• Prendere consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri.

• Rispettare le regole nella competizione sportiva; saper accettare la sconfitta e vivere la vittoria esprimendo rispetto nei confronti dei perdenti. (Educazione fisica)

• Confrontare aspetti caratterizzanti le diverse società studiate anche in rapporto al presente. (Storia)

• Conoscere le origini delle leggi (Storia)

• Manifesta sensibilità per l’ambiente e per i viventi che lo popolano; comprende la necessità di uno sviluppo ecosostenibile anche in relazione agli obiettivi dell’Agenda 2030.

• Usa in modo responsabile le nuove tecnologie nell’esercizio di una reale Cittadinanza digitale.

• Manifestare atteggiamenti rispettosi verso l’ambiente naturale, le piante e gli animali.

• Rilevare gli effetti positivi e negativi prodotti dall’azione dell’uomo sull’ambiente naturale.

• Rilevare il problema dei rifiuti e l’indispensabilità del riciclaggio.

• Cogliere il valore delle scelte individuali nella tutela dell’ambiente.

• Riconoscere, attraverso l’esperienza di coltivazioni, allevamenti, ecc. che la vita di ogni organismo è in relazione con altre e differenti forme di vita. (Scienze)

• Individuare problemi relativi alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, proponendo soluzioni idonee nel proprio contesto di vita. (Geografia)

• Osservare e interpretare le trasformazioni ambientali, ivi comprese quelle globali, in particolare quelle conseguenti all’azione modificatrice dell’uomo. (Geografia, Scienze, Tecnologia)

• Usa in modo responsabile le nuove tecnologie nell’esercizio di una reale Cittadinanza digitale.

• Iniziare a ricercare informazioni in rete per integrare gli apprendimenti.

• Con l’aiuto dell’insegnante, iniziare ad analizzare la credibilità e l’affidabilità delle fonti di dati, informazioni e contenuti digitali.

• Cominciare a interagire attraverso varie tecnologie digitali e individuare i mezzi e le forme di comunicazione digitali appropriati per un determinato contesto.

• Conoscere le norme comportamentali da osservare nell’ambito dell’utilizzo delle tecnologie digitali e dell’interazione in ambienti digitali.

• Iniziare a ricercare informazioni in rete per integrare gli apprendimenti.

• Con l’aiuto dell’insegnante, iniziare ad analizzare la credibilità e l’affidabilità delle fonti di dati, informazioni e contenuti digitali.

• Cominciare a interagire attraverso varie tecnologie digitali e individuare i mezzi e le forme di comunicazione digitali appropriati per un determinato contesto.

• Conoscere le norme comportamentali da osservare nell’ambito dell’utilizzo delle tecnologie digitali e dell’interazione in ambienti digitali.

• Iniziare a essere consapevoli degli eventuali pericoli esistenti in ambienti digitali, con particolare attenzione al bullismo e al cyberbullismo.

• Ricercare informazioni utilizzando motori di ricerca per approfondire le proprie conoscenze. (Tecnologia)

• Produrre podcast utilizzando semplici dispositivi digitali e software. (Italiano, Tecnologia)

• Organizzare una gita o una visita ad un museo usando internet per reperire notizie e informazioni. (Tecnologia)

• Ascoltare e produrre podcast. (Italiano, tecnologia)

IL PODCAST

Il podcast è una parola ormai diffusa tra i giovani e giovanissimi. Nella sostanza è simile ad una trasmissione radiofonica, con il vantaggio di poterla ascoltare come e quando si preferisce, anche più volte.

I contenuti possono essere ascoltati, oltre che sul PC, anche su Ipod, tablet e cellulari; i file audio possono essere arricchiti da immagini, video, documenti in pdf e link a pagine Web. Ecco perché si dice che il podcast è una radio che si può anche vedere e leggere.

PERCHÉ ASCOLTARE PODCAST A SCUOLA?

L’ascolto di un podcast divulgativo nella scuola primaria rappresenta uno strumento didattico innovativo ed efficace per favorire l’apprendimento degli alunni. In un contesto ricco di stimoli multimediali, il podcast cattura l’attenzione attraverso il solo canale uditivo, stimolando concentrazione e immaginazione.

Attraverso l’ascolto, gli alunni sviluppano competenze fondamentali come l’attenzione selettiva e la comprensione dei messaggi orali. A differenza degli strumenti visivi, il podcast richiede uno sforzo attivo di ricostruzione mentale, che aiuta a creare immagini, dare significato alle informazioni e rafforzare memoria e abilità linguistiche.

Il linguaggio, spesso semplice e narrativo, rende accessibili anche contenuti complessi. Inoltre, la presenza di voci narranti coinvolgenti o personaggi guida crea un legame emotivo che aumenta la motivazione all’ascolto.

L’ascolto può diventare un momento di condivisione in classe, favorendo discussioni, domande e confronto tra gli alunni, con ricadute positive sulle competenze comunicative e relazionali. È inoltre uno strumento inclusivo, utile per chi ha difficoltà di lettura o bisogni educativi speciali, e per gli alunni non madrelingua.

Dal punto di vista metodologico, il podcast si integra facilmente con altre attività didattiche e può essere usato come introduzione, consolidamento o approfondimento. Favorisce anche l’autonomia, grazie alla possibilità di riascolto secondo i propri tempi.

Infine, contribuisce allo sviluppo della capacità di comprendere e interpretare messaggi provenienti da diversi media, competenza chiave per orientarsi nella realtà.

Per tutte queste ragioni, il podcast rappresenta una risorsa preziosa nella didattica della scuola primaria, capace di unire apprendimento, coinvolgimento e inclusione.

COME REALIZZARE UN PODCAST?

Prima di realizzare un podcast per la prima volta, fate ascoltare qualche programma su un argomento che state trattando, in modo che la classe possa vivere l’esperienza da ascoltatore e familiarizzare con questa tipologia di attività.

Vediamo ora le fasi organizzative della preparazione con la classe:

• scelta dell’ argomento da trattare: trovate numerosi incipit nei volumi di storia e geografia e nelle pagine successive;

• la ricerca delle fonti : utilizzo di motori di ricerca, siti specifici, libri, interviste, giornali;

• approfondimento del materiale raccolto , da svolgere individualmente, in coppia o in gruppo;

• brainstorming di gruppo, in cui esprimersi liberamente e imparare a dialogare ed esprimersi senza timore di essere giudicati;

• raccolta delle informazioni necessarie , scelta di quelle utili e stesura di una bozza della puntata;

• revisione del testo, prova generale e si comincia

Il podcast nasce come registrazione e diffusione di un audio, eventualmente arricchito da immagini, video e/o link, ma l’insegnante potrebbe anche decidere di fermarsi alla fase di produzione dei testi e chiedere agli alunni di leggerli alla classe, organizzando uno spazio che simuli lo studio di registrazione della professoressa Emondis e del professore Archeos, per rendere più coinvolgente e divertente l’esperienza.

Se invece l’insegnante decide di passare anche alla fase di registrazione, suggeriamo alcuni spunti operativi, strumenti e software utili.

Il kit di base per produrre un podcast comprende un microfono USB, cuffie, un PC o un tablet o smartphone.

Ci sono poi alcuni programmi intuitivi e di facile utilizzo come:

• Spreaker : ottimo per le dirette e per caricare i podcast. Ha un piano free che permette di realizzare dirette della durata di 15 minuti.

• Soundtrap : consente agli utenti di creare musica o podcast. All’interno del software si trovano dei loop, cioè piccole tracce musicali che possono essere mixate insieme per creare jingle e suoni originali senza incorrere in problemi con i diritti d’autore.

• Anchor : adatta ai principia nti, è molto facile da usare ed è messa a disposizione da Spotify. Crea contenitori per i programmi ed è collegata a diversi canali di distribuzione.

Questi programmi permettono di caricare la registrazione su qualsiasi app dedicata (come iTunes, Spotify e Google Podcasts) in modo semplice e immediato rendendola subito pronta per l’ascolto da parte del pubblico.

TRASCRIZIONI PODCAST

La stele di Rosetta ∞ Storia 4 ∞ Pag. 84

Ciao a tutti, giovani esploratori del passato!

Benvenuti a una nuova puntata di “Viaggio nella Storia”.

Io sono Pop, e vi accompagnerò alla scoperta di personaggi, eventi e scoperte che hanno segnato la nostra storia.

Oggi vi porterò con me in un viaggio nel tempo, alla scoperta di una pietra molto speciale, capace di parlare con tre voci diverse: la Stele di Rosetta!

Immaginate di essere in Egitto, sotto un sole caldo e brillante. Intorno a voi ci sono sabbia dorata, palme e il grande fiume Nilo che scorre lento. È l’anno 1799, più di duecento anni fa. Un gruppo di soldati francesi, che accompagnano il famoso generale Napoleone Bonaparte, sta costruendo una fortezza vicino a un piccolo villaggio chiamato Rosetta.

Mentre scavano per costruire un muro, uno di loro colpisce qualcosa di duro. “Ehi, qui c’è una pietra strana!” dice.

I soldati si fermano e la tirano fuori dalla sabbia. È una grande lastra di pietra nera, alta più di un metro, coperta di scritte misteriose. Alcuni segni sembrano piccoli disegni, altri lettere che nessuno ha mai visto prima. Si tratta di una scoperta che cambierà il nostro modo di guardare alla storia dell’antico Egitto!

Gli studiosi si accorgono che su quella pietra ci sono tre scritture diverse, ma lo stesso testo. In alto ci sono strani disegni: sono geroglifici, la scrittura sacra degli antichi Egizi, usata nei templi e nelle tombe dei faraoni.

Subito sotto c’è un’altra scrittura, più veloce e semplice: si chiama demotico, la lingua del popolo.

Infine, in basso, ci sono lettere greche. Quella parte è scritta in greco antico, una lingua che gli studiosi dell’epoca conoscevano bene.

Era come avere una stessa storia raccontata in tre lingue diverse!

Ma perché era così importante?

Perché da più di mille anni nessuno riusciva più a leggere i geroglifici! I segni sulle piramidi e sulle tombe sembravano solo disegni misteriosi. Gli studiosi sapevano che contenevano storie, preghiere e nomi di faraoni, ma non riuscivano a capire cosa volessero dire.

La Stele di Rosetta divenne così una chiave magica: se il testo greco era conosciuto, bastava confrontarlo con i simboli egizi per cominciare a decifrare la lingua perduta!

Per molti anni diversi studiosi provarono a capire quel codice misterioso, ma nessuno ci riuscì del tutto. Poi arrivò Jean-François Champollion, un giovane francese che amava le lingue fin da bambino. Si racconta che a soli undici anni sapesse già leggere il greco e il latino!

Quando vide una copia della Stele di Rosetta, capì che poteva utilizzarla per svelare il segreto dei geroglifici.

Lavorò giorno e notte, confrontando segni, lettere e nomi. Dopo anni di studio, nel 1822, riuscì finalmente a decifrare la scrittura dei faraoni!

Capì che i geroglifici non erano solo disegni, ma segni che rappresentavano suoni e parole, proprio come le lettere del nostro alfabeto.

Fu una scoperta straordinaria!

Grazie a lui, gli archeologi poterono leggere i testi sulle tombe, sulle statue e sui papiri.

Scoprirono storie di re e regine, di battaglie e di dèi, di vita quotidiana e d’amore.

L’antico Egitto, che per secoli era rimasto muto, tornò a parlare.

Ma la storia della Stele di Rosetta non finisce qui. Dopo la scoperta, la pietra fu portata in Inghilterra e oggi si trova al British Museum di Londra, dove migliaia di persone ogni giorno la osservano con meraviglia.

È custodita dietro un vetro, ma i suoi segni sono ancora perfettamente visibili. Se ci si avvicina, si possono contare più di 1400 simboli geroglifici, ciascuno inciso con grande cura.

Guardarla da vicino è come viaggiare indietro nel tempo, fino alle rive del Nilo, tra piramidi, sfingi e misteri.

E pensate: molto di quello che sappiamo oggi sull’antico Egitto – le storie dei faraoni, i riti nei templi, le formule magiche e perfino i testi nei sarcofagi – lo dobbiamo anche a quella pietra nera trovata per caso da un soldato!

La Stele di Rosetta ci insegna una lezione importante: la conoscenza nasce dalla curiosità.

Se Champollion non si fosse posto tante domande e non avesse avuto tanta pazienza nel cercare le risposte, forse non sapremmo ancora cosa raccontano i geroglifici.

Ogni segno, ogni simbolo, ogni piccolo dettaglio può nascondere una storia da scoprire.

E voi, giovani esploratori, avete lo stesso potere: la curiosità e la voglia di capire!

Quindi, quando trovate qualcosa di strano o di difficile, non scoraggiatevi: forse è solo la vostra “Stele di Rosetta”, pronta a svelarvi un nuovo segreto del passato.

Per oggi è tutto dal vostro Pop e da “Viaggio nella Storia”!

Continuate a guardare, a fare domande e a imparare ogni giorno qualcosa di nuovo.

Perché lo studio della storia è una grande avventura, e voi potete essere i protagonisti!

Alla prossima puntata, giovani archeologi del sapere!

La Muraglia Cinese ∞ Storia 4 ∞ Pag. 85

Benvenuti amici e amiche di "Viaggio nella Storia!"

Sono Pop, e oggi vi porto con me in un’avventura davvero speciale, tra montagne, colline e deserti dell’antica Cina. Oggi scopriamo insieme uno dei monumenti più incredibili del mondo: la Grande Muraglia Cinese!

Forse l’avete vista in fotografia: un lunghissimo serpente di pietra che sale e scende sui pendii delle montagne. Ma vederla dal vivo è tutta un’altra cosa: sembra non finire mai!

La Muraglia è lunga più di ventimila chilometri, una distanza così grande che sarebbe come andare dall’Italia alla Cina… e poi tornare indietro!

Ma perché i cinesi costruirono un’opera così enorme?

Tanto tempo fa, l’Impero Cinese era minacciato dai popoli nomadi del nord, che potevano attaccare villaggi e città. Per difendersi, gli imperatori decisero di unire e rinforzare diversi tratti di mura già esistenti, creando una barriera continua e imponente.

Non fu un lavoro veloce: ci vollero secoli! A costruirla non furono solo soldati, ma anche contadini, artigiani, muratori e tanti lavoratori chiamati da ogni parte dell’Impero.

La Muraglia non era soltanto un muro. Era un vero e

proprio sistema di difesa: torri di guardia, fortificazioni e lunghi percorsi da cui i soldati controllavano l’arrivo dei nemici.

Ed ecco una cosa affascinante: i soldati comunicavano fra loro con un sistema antichissimo ma molto efficace. Di giorno con segnali di fumo; di notte, con segnali di fuoco. Così, in pochi minuti, un messaggio poteva percorrere chilometri e chilometri. Era come una rete di comunicazione super veloce dell’antichità! Come internet oggi.

Forse avrai sentito dire che la Muraglia si vede dallo spazio. È una credenza moto diffusa… ma è falsa. Dallo spazio non si vede a occhio nudo, ma questo non cambia la sua importanza: rimane una delle opere più straordinarie create dall’uomo.

Oggi la Muraglia è visitata da milioni di persone ogni anno. La parte più famosa si trova vicino a Pechino, ed è stata restaurata per mostrare al mondo la grandezza dell’antica ingegneria cinese.

Camminare lì sopra significa fare un viaggio nella storia, immaginare i soldati che passavano di torre in torre, e pensare a tutto il lavoro, la fatica e la determinazione che sono serviti per costruire un’opera così straordinaria.

Un giorno su una nave fenicia ∞ Storia 4 ∞ Pag. 130

Ciao a tutti, giovani esploratori del passato!

Benvenuti a una nuova puntata di “Viaggio nella Storia”!

Io sono Pop, e oggi vi accompagnerò in un viaggio davvero speciale, tra onde, vele e profumo di mare.

Siete pronti? Si parte per un’avventura a bordo di una… nave fenicia!

Immaginate di trovarvi più di duemilasettecento anni fa, sulle coste del Mediterraneo orientale.

Davanti a voi si estende la città di Tiro, una delle più importanti città fenicie insieme a Sidone e Biblo. Le strade sono piene di profumi di spezie e di stoffe colorate.

Sulla spiaggia, i marinai si preparano a salpare: le vele sono pronte, le ancore sollevate, e le stive cariche di merci preziose.

“Il vento è buono, Pop! Si parte verso l’Occidente!” grida il capitano.

Siete appena saliti su una nave fenicia, lunga e robusta, costruita con legno di cedro del Libano, famoso per la sua resistenza.

Sulla prua c’è una testa scolpita: è quella di un ariete, simbolo di forza.

I rematori sono ai loro posti, pronti a muovere i lunghi remi; sopra di loro, una grande vela quadrata cattura il vento.

È così che i Fenici solcavano il mare, spinti dal vento e dalla loro sete di scoperta.

I Fenici erano organizzati in un insieme di città-stato indipendenti, ognuna con il proprio re, i propri templi e il proprio porto.

Non amavano le guerre: preferivano il commercio e la diplomazia.

I Greci li chiamavano phoinikes, che significa “gente del colore rosso-porpora”, perché erano famosi per la porpora, una tintura preziosa che ricavavano da una piccola conchiglia di mare, la murice.

La porpora era così rara e costosa che solo i re e i sacerdoti potevano permettersela!

Mentre la nave si allontana da Tiro, i marinai caricano anfore di vetro, olio d’oliva, vino, legno di cedro e oggetti d’artigianato, da scambiare nei porti lontani.

In cambio, porteranno a casa oro, stagno, rame e spezie.

I Fenici erano veri maestri del commercio: fondarono porti e scali in tutto il Mediterraneo, da Cipro alla Sicilia, fino alla lontana Cartagine, in Africa del Nord. Sulla nave si lavora sodo. Alcuni marinai controllano la rotta, altri sistemano le corde.

Non ci sono strumenti moderni, solo il cielo stellato come guida.

I Fenici sapevano riconoscere le stelle e usavano in

particolare la Stella Polare, che chiamavano “la stella del nord”, per orientarsi durante la notte.

È grazie a loro che la navigazione divenne più sicura e precisa.

Quando il sole tramonta, il capitano invita tutti a mangiare insieme.

Il cibo è semplice: pane d’orzo, fichi secchi, pesce essiccato e acqua conservata in otri di pelle.

Mentre si cena, qualcuno racconta leggende sulle divinità fenicie:

Baal, il dio del cielo e della pioggia, Astarte, dea della fertilità e dell’amore, e Melqart, protettore dei marinai e della città di Tiro.

Prima di dormire, tutti pregano per un mare calmo e un viaggio sicuro.

Durante una sosta, la nave approda in un’isola dove i Fenici scambiano merci con i Greci.

È qui che utilizzano la loro invenzione più importante: l’alfabeto!

Solo 22 segni, ciascuno rappresenta un suono.

Non servono centinaia di simboli come nei geroglifici: basta combinare poche lettere per scrivere ogni parola.

Questo alfabeto si diffuse in tutto il Mediterraneo e divenne la base di quello greco, latino e del nostro!

Dopo settimane di navigazione, la nave arriva a Cartagine, la grande colonia fondata dai Fenici nell’attuale Tunisia.

Le sue strade sono animate, i magazzini pieni di merci provenienti da ogni parte del mare.

I mercanti fenici sono accolti con rispetto: portano non solo oggetti preziosi, ma anche idee, racconti e conoscenze.

È così che, viaggiando da un porto all’altro, i Fenici unirono popoli lontani e fecero del Mediterraneo un grande mare di scambi e di cultura.

Quando scende la notte, il capitano ci guarda e dice: “Ricordate, giovani marinai: il mare non divide, unisce. E ogni viaggio è un modo per conoscere e capire di più il mondo.”

E voi, giovani esploratori, siete pronti a scoprire nuovi orizzonti?

Allora issate le vele della curiosità e lasciate che il vento della storia vi porti lontano!

Il Muro del pianto ∞ Storia 4 ∞ Pag. 131

Ciao amici e amiche di "Viaggio nella Storia!"

Sono Pop e oggi vi accompagno in un luogo davvero speciale, pieno di memoria e significato. Ci troviamo nella città antica di Gerusalemme, un luogo molto importante per ben tre religioni.

Qui, tra vicoli stretti, mercati colorati e profumo di spezie, c’è un luogo che ogni anno attira milioni di persone: il Muro del Pianto, chiamato anche Muro Occidentale.

Per capire perché è così importante, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, di oltre duemila anni.

A Gerusalemme sorgeva il Tempio di Gerusalemme, il luogo più sacro per il popolo ebraico.

Era un edificio maestoso, ricco di simboli e carico tradizioni. Vi si andava a pregare, a celebrare feste e a sentirsi più vicini a Dio.

Purtroppo, nel corso della storia, il Tempio è stato distrutto, e di tutta la sua grandezza rimane soltanto una parte del muro occidentale. Osservandolo, sembra di fare un salto indietro nel tempo.

Quella parte di muro, sopravvissuta a guerre, conquiste e secoli di storia, è diventata il simbolo della memoria e della speranza del popolo ebraico.

È come se, guardandolo, si potesse toccare un pezzo della storia antica che continua ancora oggi.

Quando si arriva al Muro, l’atmosfera è molto particolare.

La piazza è piena di persone: giovani, adulti, famiglie, studiosi, viaggiatori.

C’è chi appoggia la fronte alla pietra liscia, chi sussurra una preghiera, chi tiene in mano un piccolo libro con canti antichi.

Molti visitatori seguono una tradizione speciale: scrivono un pensiero o una preghiera su un piccolo foglietto e lo inseriscono tra le fessure delle pietre.

Ogni biglietto è una storia, un desiderio, una voce che si unisce a migliaia di altre.

Il Muro del Pianto è quindi un luogo non solo religioso, ma anche culturale e storico.

Visitandolo, si può quasi immaginare la vita nella Gerusalemme di un tempo: i sacerdoti del Tempio, le feste, le antiche tradizioni e le tante persone che venivano da lontano per pregare.

Oggi il Muro è uno dei luoghi più conosciuti al mondo e continua a rappresentare per gli ebrei un punto di incontro, un luogo dove coltivare la fede e rafforzare il legame con la propria storia.

Il mago delle mappe ∞ Geografia 4 ∞ Pag. 24

Ehi, ehi, ehi! Benvenuti a "A Tutto Mondo!", la rubrica che vi porta in viaggio senza muovervi dal divano! Io sono il vostro navigatore di fiducia, Pop, e oggi andiamo a conoscere un vero e proprio mago delle mappe che lavora... a tutto mondo! Parliamo del cartografo! Pensate alla vostra cartina geografica appesa in classe. È piatta, ma rappresenta un mondo tondo e pieno di montagne, fiumi e città, giusto? Ecco, il cartografo è l'esperto che fa questa magia! La sua missione è trasformare con estrema precisione la realtà tridimensionale della Terra in un disegno bidimensionale, ovvero su un foglio piatto, e deve farlo senza sbagliare una virgola! Il cartografo ci dài uno strumento per capire lo spazio, trasformando un luogo che magari non abbiamo mai visto in un’immagine che possiamo studiare sul banco. Non è solo un disegno, è una finestra fedele sulla realtà! È un lavoro dove si usano tanto la geografia, la matematica e anche un po' di arte. Vediamo quali sono le armi segrete del cartografo per creare le nostre amate mappe: L'Occhio del Falco. Il cartografo non si fida solo di quello che vede da terra. Guarda il mondo dall'alto! Usa le immagini potentissime che arrivano dai satelliti nello spazio. È il suo modo per fare una "fotografia" esatta di montagne, laghi, e persino i campi coltivati.

Il Codice Segreto. La legenda piena di simboli e colori è una piccola tabella o un riquadro che di solito si trova in un angolo della mappa. Funziona come un dizionario visivo. Su un lato ci sono i piccoli simboli disegnati dal cartografo e, accanto, c'è scritta la spiegazione di cosa rappresentano. Il cartografo deve usare simboli che siano chiari e riconosciuti in tutto il mondo, così che un bambino in Italia e uno in Australia possono capire la stessa mappa.

Il Rimpicciolimento Perfetto. Immaginate di dover disegnare il campo da calcio su un foglio A4. Dovete

rimpicciolirlo tantissimo, ma ogni parte deve essere nella posizione giusta. Questo è il trucco della Scala! Se la scala è, per esempio, 1:50.000, il cartografo ci sta dicendo che un centimetro sulla mappa sono in realtà 50.000 centimetri, cioè 500 metri! Questo rende le distanze vere facili da misurare anche sulla carta.

Perché il lavoro del cartografo è importante? Il lavoro del cartografo è utile a tutti, non solo ai viaggiatori. Le sue mappe servono a chi costruisce case, a chi deve portare l'acqua nelle città e a chi studia i cambiamenti del clima. Sono la nostra finestra sul mondo e il nostro strumento per orientarci. E qui arriviamo al punto più importante: il cartografo non lavora solo per farci studiare la geografia, lavora per la sicurezza e per il futuro di tutti noi. Pensate ai soccorritori! Quando c'è un terremoto o un'inondazione, la prima cosa che usano i pompieri e la Protezione Civile sono le mappe del cartografo. Le mappe precise li aiutano a trovare subito il percorso migliore per salvare le persone e portare aiuti. Salvare vite comincia con una mappa esatta!

Sapete che il nostro pianeta cambia sempre? Ghiacciai che si sciolgono, dune di sabbia che si spostano. Il cartografo disegna mappe nuove di continuo per tenere traccia di questi cambiamenti. Ci aiutano a capire come prenderci cura meglio del nostro mondo. In pratica, il cartografo ci regala la conoscenza di dove siamo, che è il primo passo per prendere decisioni giuste e responsabili. Grazie al cartografo, il mondo è un po' meno misterioso e un po' più sicuro! Spero che abbiate capito quanto sia importante questo lavoro! Per oggi è tutto dal vostro Pop e dalla rubrica "A Tutto Mondo!". Ci risentiamo alla prossima per un'altra avventura geografica! Ciao!

Il mistero dei mille ambienti ∞ Geografia 4 ∞ Pag. 44

Ehi, ehi, ehi! Benvenuti a "A Tutto Mondo!", la rubrica delle grandi domande geografiche! Io sono il vostro Pop e oggi andiamo a svelare un mistero: perché, se viviamo tutti sullo stesso pianeta, ci sono così tanti ambienti diversi? C'è il deserto caldissimo, la foresta umida e la tundra gelata... Sembra di essere su tre pianeti diversi!

La risposta a questo mistero si nasconde nel cielo, precisamente... nel Sole! Il Sole è il direttore d'orchestra che decide il clima e, di conseguenza, l'ambiente. Ma come? Non scalda ovunque allo stesso modo! Immaginate la Terra come una grande palla con una grande cucitura che la divide in due metà perfette. è l’equatore. Vicino all'Equatore i raggi del Sole arrivano dritti e concentrati, come un faretto puntato.

Per questo fa sempre molto caldo e ci sono ambienti come la foresta pluviale, piena di piante che amano il calore e l'umidità. Vicino ai Poli i raggi arrivano obliqui (di lato) e si distribuiscono su una zona molto più vasta. È come un faretto puntato male: il calore si disperde! Per questo fa molto freddo e troviamo ambienti di ghiaccio, dove è molto difficile vivere. Il Sole dirige l’orchestra, lo abbiamo detto, ma l’orchestra da chi è formata? C’è Altitudine ad esempio. Se andate in montagna, lo sapete, più saliamo, più fa freddo! In cima alle montagne, anche se siamo in una zona calda, possiamo trovare la neve! L'altitudine crea ambienti freddi anche dove non ce li aspetteremmo. C’è poi la vicinanza al mare. Il mare è come una gigantesca stufa d'inverno e un frigorifero

d'estate. L'acqua si scalda e si raffredda lentamente, quindi rende le zone vicine meno calde d'estate e meno fredde d'inverno. Il mare crea ambienti più miti! E poi ci sono le montagne che sono come muri giganti. Bloccano le nuvole cariche di pioggia da un lato e lasciano l'altro lato completamente asciutto e secco. Possono creare un deserto proprio dietro una foresta!

La cosa incredibile è questa: la combinazione di tutti questi fattori (sole, mare, montagne, altitudine) crea un clima diverso in ogni zona. E a ogni clima corrisponde un ambiente naturale unico, un vero e proprio "tappeto della vita".

Il deserto, la prateria, la macchia mediterranea, la foresta pluviale... tutti questi ambienti hanno piante e animali che si sono adattati perfettamente a quel clima specifico. Questo è il segreto della biodiversità del nostro pianeta!

Spero che questo mistero dei mille ambienti sia stato chiaro! La prossima volta che vedrete un documentario sul Polo Nord o sulla giungla, ricordatevi: è tutta colpa anzi tutto merito del Sole e della sua orchestra! Per oggi è tutto dal vostro Pop e da "A Tutto Mondo!" Ciao!

I giganti di fuoco ∞ Geografia 4 ∞ Pag. 72

Ehi, ehi, ehi, esploratori e vulcanologi in erba! Bentornati a "A Tutto Mondo!", la rubrica che non ha paura di niente! Io sono il vostro Pop, e oggi mettiamo la testa tra le nuvole... e i piedi sopra il fuoco! Parleremo dei vulcani italiani. La parola vulcano fa subito pensare a lava incandescente, fumo e avventura! Ma cos'è un vulcano? Immaginatelo come una montagna speciale. Dentro ha una specie di "camino" che arriva fino in fondo, dove si trova il magma, una roccia fusa caldissima, un po' come una zuppa bollente e superdensa! Quando la pressione è troppa, il magma cerca di uscire, e lì... BOOM! abbiamo l'eruzione! Ma perché l'Italia ne ha così tanti? Semplice: il nostro Paese è posizionato proprio dove due gigantesche placche di roccia che formano la crosta terrestre si scontrano! È come se l'Italia fosse la zona di impatto di due treni di roccia: lo scontro crea crepe e da quelle crepe il magma trova la strada per salire. In Italia abbiamo tre giganti di fuoco, tre super-star vulcaniche che dovete assolutamente conoscere:

1. Il Vesuvio in Campania è il nostro Gigante Dormiente. Non erutta da tantissimo tempo, l'ultima volta fu nel 1944, ma è solo in un sonno profondo. È famoso per aver seppellito le antica città di Pompei ed Ercolano nel 79 dopo Cristo. Si trova vicino a Napoli ed è super sorvegliato.

2. L'Etna in Sicilia è il Gigante Lavoratore. È il vulcano più alto e più attivo d'Europa! Erutta spesso, ma le sue eruzioni sono di solito lente e tranquille, con la lava che scende lentamente. Nonostante sia attivo, il terreno intorno è fertilissimo e gli abitanti lo chiamano affettuosamente "la montagna".

3. Stromboli nell’arcipelago delle Eolie è il Gigante Faro del Mediterraneo. È piccolo, ma non si ferma mai! Ha un'attività quasi continua, con piccole esplosioni ritmiche che si vedono anche di notte. È come un faro che illumina il mare con il suo fuoco!

Bene, abbiamo parlato di lava, magma e giganti dormienti! Ma voi mi chiederete: "Pop, perché qualcuno vorrebbe vivere vicino a un vulcano?" E invece, vi sembrerà strano, ma vivere vicino a un vulcano ha dei vantaggi incredibili!

Il terreno è molto fertile e questo è il vantaggio più grande! Quando i vulcani eruttano, la cenere e la lava che si solidifica si decompongono e rilasciano nel terreno sostanze ricchissime, come se fossero il miglior super-fertilizzante naturale del mondo! Per questo motivo, le aree vulcaniche sono perfette per coltivare frutta, verdura e soprattutto viti. Quello che nasce qui ha un sapore speciale e unico!

C’è poi l’energia che viene dal cuore della Terra. Avete mai pensato che il vulcano potesse darci la luce in casa? Il calore incredibile che c'è sotto la crosta terrestre può essere catturato per scaldare l'acqua. Quest'acqua bollente genera vapore, che fa girare delle turbine per produrre elettricità pulita! È un modo geniale e sostenibile per usare il calore del pianeta a nostro favore. Questa si chiama energia geotermica. I nostri vulcani sono anche una calamita per i turisti e gli scienziati di tutto il mondo! Le persone vengono da lontano per ammirare la potenza della natura, come a Stromboli o per visitare i siti storici come Pompei. Questo crea tantissimo lavoro per gli abitanti del luogo, dai vulcanologi alle guide turistiche. Infine, il calore sotterraneo scalda anche l'acqua che affiora in superficie, creando le famose terme. È un modo naturale e salutare per rilassarsi e curarsi! Insomma, i nostri vulcani sono una parte fondamentale della geografia italiana: ci ricordano la potenza della Terra, ci regalano terreni preziosi, energia pulita e persino un posto dove fare le vacanze! Avete visto che avventura! Spero che abbiate capito che i vulcani sono forza della natura, storia e ricchezza! Per oggi è tutto dal vostro Pop e da "A Tutto Mondo!" Ciao!

IL PODCAST SPUNTI OPERATIVI

Vi proponiamo alcuni incipit per creare, con gli alunni, con il nostro Pop, tanti podcast da condividere sul canale della classe quarta.

STORIA

INTERVISTA IMPOSSIBILE A UNO SCRIBA

Pop ti propone di realizzare una intervista impossibile a uno scriba. Non sai chi ha realizzato questa scultura rappresentante uno scriba, ma puoi scoprire molte cose chiedendole alla scultura stessa. È una prova impossibile, lo so, ma la tua fantasia ti aiuterà.

Ecco le domande che dovrai fare alla scultura immaginando che sia uno scriba in carne ed ossa; le risposte le devi dare tu, immaginando di essere proprio uno scriba. Buon lavoro.

࡟ Buongiorno, qual è il suo nome?

࡟ Cosa sta scrivendo?

࡟ Come e dove scrive?

࡟ Ha studiato per fare questo lavoro?

࡟ Per chi lavora?

࡟ Le piace fare questo lavoro?

STORIA

DALLE IMMAGINI AL PODCAST

Pop ti propone di realizzare il podcast partendo da immagini.

Dai un nome ai bambini, descrivi il gioco e inventa le regole.

Descrivi una giornata tipo nella valle dei fiumi. Quali attività svolgono gli abitanti?

Racconta una giornata scolastica dei piccoli egizi. È come la tua?

Descrivi il lavoro dell’artigiano fenicio, dal murice alla tintura delle stoffe.

Il carro a due ruote nella valle dell'Indo. Che cosa ne sappiamo?

GEOGRAFIA

DALLE IMMAGINI AL PODCAST

࡟ Pop ti suggerisce una serie di immagini da utilizzare per podcast geografici e per esercitarti nelle descrizioni oggettive e soggettive di ambienti.

࡟ Segui le sue indicazioni e realizza il tuo podcast da leggere e/o registrare.

࡟ Cosa ti suggerisce questa immagine?

࡟ Che sensazioni provi?

࡟ A quale ambiente associ questa immagine?

࡟ Che sensazioni provi?

࡟ Quali ambienti vedi in questa immagine?

࡟ Sono tutti antropici?

࡟ Che sensazioni provi?

࡟ Cosa ti ricorda questa immagine?

࡟ Che sensazioni provi?

࡟ Quanti ambienti vedi in una sola foto! Cosa ti ricorda?

࡟ Che sensazioni provi?

࡟ Il viaggio di un fiume.

࡟ Immagina di essere seduto sull’argine: cosa provi, cosa senti, cosa vedi?

NON SOLO STORIA E GEOGRAFIA

Il percorso che proponiamo nasce con l'intento di offrirvi spunti pratici per coltivare nei bambini una visione unitaria del sapere, superando la tradizionale frammentazione delle discipline. La storia, con il suo racconto del tempo che scorre e trasforma le società, non può essere compresa appieno senza considerare il palcoscenico fisico in cui gli eventi si svolgono, offerto dalla geografia con la sua descrizione di luoghi, climi e risorse. Allo stesso modo, le dinamiche sociali, economiche e culturali studiate in storia influenzano profondamente l'organizzazione del territorio analizzata dalla geografia, creando un dialogo continuo e imprescindibile. Proporre collegamenti interdisciplinari tra storia e geografia in quarta primaria significa offrire ai bambini una lente d'ingrandimento potente per interpretare il mondo che li circonda. Studiare le civiltà del passato, ad esempio, diventa un'occasione per esplorare i paesaggi in cui sono nate e si sono sviluppate, comprendendo come l'ambiente abbia plasmato le loro abitudini, le loro attività economiche e le loro credenze. Allo stesso modo, l'analisi del territorio attuale può essere arricchita dalla consapevolezza dei processi storici che lo hanno modellato, dalle trasformazioni avvenute nel corso dei secoli all'impronta lasciata dalle diverse culture. L'interconnessione tra storia e geografia non si esaurisce nel loro dialogo reciproco, ma si estende a tutte le altre discipline del curricolo, tessendo una fitta trama di significati che arricchisce profondamente l'esperienza di apprendimento dei nostri alunni. Le espressioni artistiche di ogni epoca e luogo sono intrinsecamente legate al contesto storico e geografico in cui nascono. L'architettura delle antiche civiltà, dalle piramidi egizie ai templi greci, riflette le conoscenze scientifiche e tecnologiche dell'epoca, ma anche le credenze religiose e l'organizzazione sociale di un determinato territorio. La musica popolare, con i suoi ritmi e le sue melodie, spesso narra storie di migrazioni, di lavoro nei campi o di eventi storici significativi, radicandosi profondamente in specifici contesti geografici e culturali.

Le scienze, la matematica, la tecnologia, apparentemente distanti, trovano in storia e geografia un fertile terreno di applicazione e comprensione. Le scoperte scientifiche e le innovazioni tecnologiche hanno da sempre influenzato il modo in cui l'uomo si rapporta al territorio, trasformando paesaggi e stili di vita. Allo stesso modo, lo studio dei fenomeni naturali e delle risorse del pianeta fornisce un contesto essenziale per comprendere le sfide e le opportunità che le diverse civiltà hanno incontrato nel corso della storia.

La tecnologia, evoluzione pratica del sapere scientifico, è ancora oggi un motore potentissimo di cambiamento. Le invenzioni, dalle più antiche alle più recenti, hanno modificato i trasporti, le comunicazioni, la produzione e l'organizzazione degli spazi. Studiare la storia delle invenzioni e la loro diffusione aiuta i bambini a comprendere come le società si sono trasformate nel tempo e come la tecnologia continui a plasmare il nostro mondo. Integrare queste discipline con lo studio della storia e della geografia significa offrire ai bambini una visione del sapere non come un insieme di compartimenti stagni, ma come un organismo vivente e interconnesso, palpitante di stimoli. Significa aiutarli a sviluppare una mentalità curiosa e aperta, capace di cogliere le sfumature e le relazioni che legano fenomeni apparentemente distanti. Incoraggiando i collegamenti interdisciplinari, potremo davvero mostrare ai nostri alunni l'immagine di un sapere unico, ricco e affascinante, in cui ogni elemento contribuisce a formare una comprensione più profonda e significativa della realtà che ci circonda.

La guida di Pop renderà i percorsi ancora più affascinanti e stimolanti.

STORIA E... ARTE

COSTRUIAMO LA ZIGGURAT CON LA TECNICA POP-UP

L'utilizzo della tecnica pop-up permette di creare una struttura tridimensionale da una base bidimensionale, rendendo concreta e realistica l’immagine della ziggurat.

Discipline coinvolte : storia, arte

Cosa serve:

࡟ Carta o cartoncino

࡟ Modello

࡟ Colla, forbici, righello

࡟ Matita, gomma

࡟ Eventuali materiali aggiuntivi per arricchire con dettagli (es. carta colorata, decorazioni)

Scarica il modello

Cosa fare:

࡟ Tagliate lungo la linea rossa.

࡟ Piegate in avanti e poi rialzate lungo la linea puntinata verde.

࡟ Piegate all'indietro e poi rialzate lungo la linea tratteggiata blu.

࡟ Si possono aggiungere dei dettagli con carta colorata o altri materiali per personalizzare la ziggurat pop-up.

STORIA E... TECNOLOGIA

LA ZIGGURAT IN PIXEL ART

Attraverso la pixel art, i bambini potranno non solo visualizzare la struttura a gradoni di queste antiche costruzioni mesopotamiche, ma anche sviluppare le loro capacità logiche, la coordinazione occhio-mano e la creatività.

Potrete proporre l’immagine e chiedere loro di ricavare il codice o, viceversa, dare loro il codice per sviluppare l’immagine. Potreste anche creare una sfida tra piccoli gruppi per rendere più divertente l’attività.

Discipline coinvolte : storia, tecnologia, arte

Cosa serve:

࡟ Fogli A4 bianchi

࡟ matita, gomma, pastelli o pennarelli

࡟ immagine in pixel art della ziggurat o codice della stessa

࡟ Riga 1 B 35 bianco

࡟ Riga 2 B 15 bianco, 5 blu, 15 bianco

࡟ Riga 3 B 14 bianco, 7 blu, 14 bianco

࡟ Riga 4 B 14 bianco, 7 blu, 14 bianco

࡟ Riga 5 B 14 bianco, 7 blu, 14 bianco

࡟ Riga 6 B 11 bianco, 13 marrone, 11 bianco

࡟ Riga 7 B 10 bianco, 15 marrone, 10 bianco

࡟ Riga 8 B 9 bianco, 7 marrone, 3 giallo, 7 marrone, 9 bianco

࡟ Riga 9 B 8 bianco, 8 marrone, 1 giallo, 1 nero, 1 giallo, 8 marrone, 8 bianco

࡟ Riga 10 B 7 bianco, 9 marrone, 1 giallo, 1 nero, 1 giallo, 9 marrone, 7 bianco

࡟ Riga 11 B 4 bianco, 10 marrone, 7 giallo, 10 marrone, 4 bianco

࡟ Riga 12 B 3 bianco, 10 marrone, 9 giallo, 10 marrone, 3 bianco

࡟ Riga 13 B 2 bianco, 10 marrone, 11 giallo, 10 marrone, 2 bianco

࡟ Riga 14 B 1 bianco, 10 marrone, 13 giallo, 10 marrone, 1 bianco

࡟ Riga 15 B 10 marrone, 15 giallo, 10 marrone

Cosa fare:

࡟ Dividete la classe in coppie o in piccoli gruppi.

࡟ Distribuite l’immagine e chiedete di ricavare il codice.

࡟ In alternativa, distribuite fogli su cui avrete predisposto le griglie, date il codice e chiedete di sviluppare l’immagine.

࡟ Potreste anche proporre di realizzare la griglia alla LIM, coinvolgendo così tutta la classe nell’elaborazione dell’immagine.

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STORIA E... TECNOLOGIA

COSTRUIRE UN MATTONE COME I SUMERI

Costruire un mattone con argilla e paglia è un modo eccellente per sperimentare da vicino le tecniche costruttive dei Sumeri e può dare un'idea di come venivano realizzati i materiali da costruzione nell'antica Mesopotamia. Prima di iniziare l’attività, si consiglia una breve ricerca per vedere come apparivano i mattoni sumeri. I bambini noteranno che spesso erano di forma rettangolare e di dimensioni relativamente standardizzate, anche se variavano nel tempo e nel luogo.

Discipline coinvolte : storia, tecnologia, arte

Cosa serve:

࡟ una scatola da scarpe

࡟ forbici

࡟ argilla

࡟ paglia

࡟ acqua, colori a tempera, pennelli

࡟ un piattino

࡟ vernice trasparente

Cosa fare:

࡟ Mischiate l’argilla con l’acqua e la paglia per creare l’impasto.

࡟ Inserite il composto nella scatola da scarpe che funge da “stampo”.

࡟ Lasciate la scatola ad asciugare al sole e poi spostatela vicino a una fonte di calore.

࡟ Dopo che il composto si è solidificato ci si può aiutare con le forbici per eliminare lo stampo e si passa alla parte più creativa: con i colori a tempera e la vernice trasparente alunni e alunne possono colorare il mattone e lucidarlo.

STORIA E... TECNOLOGIA

COSTRUIAMO UN PALAZZO BABILONESE

Questa attività mira a condurre la classe in un affascinante viaggio nel tempo, alla scoperta della grandezza della civiltà babilonese e della magnificenza dei suoi palazzi reali. Attraverso un approccio pratico e collaborativo, i bambini avranno l'opportunità di unire la conoscenza storica con lo sviluppo di competenze manuali e tecnologiche. La costruzione di un modello tridimensionale del palazzo reale utilizzando materiali di riciclo come le scatole di cartone non solo renderà l'apprendimento più coinvolgente e memorabile, ma stimolerà anche la loro creatività, le capacità di problem solving e lo spirito di iniziativa.

Discipline coinvolte : storia, tecnologia, arte

Cosa serve:

࡟ Diverse scatole di cartone di varie dimensioni

࡟ Forbici con punta arrotondata

࡟ Nastro adesivo di carta e/o da pacchi

࡟ Colla vinilica e pennelli

࡟ Righelli e metri

࡟ Matite e pennarelli

࡟ Materiali di recupero per decorazioni (rotoli di carta, tappi, stoffa, spugne, muschio finto, piccoli contenitori,ecc.)

Cosa fare:

࡟ Divisi in gruppi, i bambini raccolgono informazioni e immagini sugli antichi palazzi di Babilonia.

࡟ Ogni gruppo discute le informazioni raccolte e inizia a progettare il proprio palazzo, poi raccoglie le scatole di cartone e gli altri materiali necessari in base al proprio progetto.

࡟ I bambini iniziano ad assemblare, con le scatole, le strutture principali del palazzo: le mura perimetrali, i diversi edifici, le torri, ecc. Si possono aggiungere elementi come porte, finestre stilizzate, gradinate utilizzando ritagli di cartone.

࡟ I gruppi utilizzano pennarelli, carta colorata, materiali di recupero per decorare le superfici del palazzo, cercando di riprodurre motivi e colori tipici dell'arte babilonese (ad esempio, utilizzando forme geometriche, figure di animali stilizzate, colori come l'azzurro, il giallo e il bianco).

࡟ Ogni gruppo presenta il proprio modello e condivide le informazioni raccolte e il progetto di costruzione con la classe.

STORIA E... ITALIANO

L’INTERVISTA IMPOSSIBILE

Questa attività di scrittura creativa e immaginazione stimola la curiosità e la fantasia dei bambini, attraverso la creazione di un'intervista “impossibile”. I bambini avranno l'opportunità di immedesimarsi in un giovane viaggiatore del tempo, formulando domande che spaziano ad esempio dalla vita quotidiana alle leggi, dalle conquiste alle curiosità personali del sovrano. Si può proporre una consegna come la seguente: “Immagina di essere un/a bambino/a curioso/a che, grazie a una macchina del tempo, si ritrova faccia a faccia con il grande re Hammurabi. ”

Discipline coinvolte : storia, italiano

Cosa serve:

࡟ LIM

࡟ Materiali per la scrittura individuale (fogli, quaderni, penne, matite)

Cosa fare:

࡟ Introducete brevemente la figura di Hammurabi. Potreste mostrare immagini di statue di Hammurabi o ricostruzioni della Babilonia del suo tempo per aiutare i bambini a visualizzare il contesto.

࡟ Invitate la classe a chiudere gli occhi e a immaginare questa scena: il rumore della macchina del tempo, l'apparizione del re, le loro emozioni nel trovarsi di fronte a una figura così importante del passato.

࡟ Guidate una breve discussione per stimolare la formulazione di domande da parte dei bambini. Le domande possono riguardare:

࡟ La vita quotidiana di un re: Come passava le sue giornate? Cosa mangiava? Dove dormiva? Aveva dei passatempi?

࡟ Il Codice di Hammurabi: Perché ha creato queste leggi? Erano difficili da far rispettare? Cosa succedeva a chi non le rispettava? Qual era la legge più strana (dal punto di vista di un bambino)?

࡟ Curiosità personali: Aveva una famiglia? Gli piaceva il suo nome? Cosa sognava per il futuro del suo regno?

࡟ I bambini individualmente o in coppia diventano viaggiatori del tempo e scrivono la loro intervista impossibile al re Hammurabi. Poi a turno ciascuno legge la propria intervista ai compagni.

STORIA E... MUSICA

IL NABUCCO

Il coro del “Nabucco” fu scritto da Giuseppe Verdi nel 1842, e racconta una storia ancora più antica: quella degli Ebrei che furono sconfitti dal re babilonese Nabuccodonosor (il cui nome dà il titolo alla musica) e deportati in Mesopotamia. Poiché i Babilonesi amavano il suono dell’arpa, chiedevano agli Ebrei di suonare le canzoni del loro paese.

Discipline coinvolte : storia, musica, italiano

Cosa serve:

࡟ LIM

࡟ Immagini o illustrazioni dei personaggi principali del Nabucco e di scene dell'opera

࡟ Registrazioni audio o video del coro “Va’, pensiero”

Cosa fare:

࡟ Introducete brevemente la figura di Giuseppe Verdi e presentate il “Nabucco” come una delle sue opere più famose e amate.

࡟ Spiegate in modo semplice l'ambientazione storica dell'opera: l'antico regno di Babilonia e la storia biblica dell'esilio del popolo ebraico. Accennate al conflitto tra Babilonesi ed Ebrei come sfondo della storia.

࡟ Fate ascoltare la registrazione del coro, invitando i bambini a chiudere gli occhi e a immaginare le emozioni degli Ebrei lontani dalla loro patria. Dopo l'ascolto, guidate una breve discussione: Quali emozioni vi ha suscitato questa musica? Cosa vi fa immaginare questo canto? Come vi sembra la melodia?

࡟ Proponete ai bambini di esprimere le loro emozioni e interpretazioni dell'opera attraverso un breve testo sul significato di “Va’, pensiero”, immaginando di essere uno degli Ebrei esiliati.

࡟ Avviate una discussione partendo da questa proposta: I popoli della Mesopotamia credevano che le loro guerre fossero “sante”, cioè gradite alle loro divinità, che concedevano la protezione e garantivano la vittoria. Anche oggi c’è chi crede che sia una guerra santa quella combattuta contro chi crede in un dio diverso dal suo. Tu che ne pensi?

Testo e audio del Nabucco

STORIA E... MATEMATICA

LE CIFRE… CUNEIFORMI

Questa attività pratica introduce i bambini al sistema di numerazione cuneiforme utilizzato dagli antichi Sumeri e Babilonesi, mostrando come una civiltà millenaria contava e registrava quantità utilizzando strumenti semplici come l'argilla e uno stilo.

Discipline coinvolte : storia, matematica

Cosa serve:

࡟ Modelli dei numeri cuneiformi

࡟ Pasta modellabile oppure argilla o DAS

࡟ Oggetti non appuntiti che possano lasciare un segno (stuzzicadenti, matite senza punta)

࡟ Fogli di carta e tovagliette lavabili

Cosa fare:

࡟ Mostrate i simboli cuneiformi fondamentali:

࡟ Unità : un piccolo segno a forma di cuneo verticale

࡟ Decina : un segno a forma di cuneo orizzontale

࡟ Distribuite una tovaglietta, la pasta modellabile/argilla e gli “stili” a ogni bambino o gruppo.

࡟ Invitate i bambini a provare a creare i simboli base ( e ) incidendo la pasta modellabile/argilla con il loro stilo. Se si usa pasta modellabile di colori diversi, possono usare un colore per le unità e uno per le decine per rendere la rappresentazione più visiva.

࡟ Date ai bambini una serie di numeri da rappresentare sui fogli di carta in cifre cuneiformi (ad esempio: 5, 18, 23, 41, 56). Poi invitateli a scrivere questi numeri sulla loro tavoletta di pasta modellabile/argilla.

࡟ Organizzate sfide. Ad esempio ogni bambino sceglie un numero (entro il 59) e lo scrive in cifre cuneiformi sulla sua tavoletta. Poi, a turno, mostra la sua “tavoletta” e gli altri cercano di leggerlo. Si può rendere il gioco più divertente chiedendo ai bambini di scrivere numeri più grandi o di eseguire semplici operazioni (ad esempio, “scrivi il numero che viene dopo il mio”).

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STORIA E... TECNOLOGIA

ALLA SCOPERTA DELL’ANTICO EGITTO CON LA PIXEL ART • 1

Presentate ai bambini un codice e una griglia da colorare. Non dite loro cosa apparirà quando avranno sviluppato l’immagine.

L’attività può essere svolta individualmente, in coppia o in piccolo gruppo su carta, ma potreste anche proporla alla LIM, utilizzando app dedicate alla pixel art.

Discipline coinvolte : storia, tecnologia, arte

Riga 1 6 bianco, 2 giallo, 9 bianco

Riga 2 5 bianco, 1 marrone, 1 blu, 1 giallo, 1 blu, 1 marrone, 7 bianco

Riga 3 4 bianco, 2 marrone, 1 blu, 2 giallo, 2 marrone, 6 bianco

Riga 4 3 bianco, 2 blu, 1 marrone, 1 blu, 1 marrone, 1 blu, 1 marrone, 2 blu, 5 bianco

Riga 5 2 bianco, 3 marrone, 5 giallo, 3 marrone, 4 bianco

Riga 6 2 bianco, 2 blu, 2 giallo, 1 nero, 1 giallo, 1 nero, 2 giallo, 2 blu, 4 bianco

Riga 7 2 bianco, 3 marrone, 5 giallo, 3 marrone, 4 bianco

Riga 8 2 bianco, 3 blu, 2 giallo, 1 grigio, 2 giallo, 3 blu, 4 bianco

Riga 9 2 bianco, 4 marrone, 3 giallo, 4 marrone, 4 bianco

Riga 10 2 bianco, 4 blu, 1 marrone, 1 blu, 1 marrone, 4 blu, 4 bianco

Riga 11 3 bianco, 1 giallo, 2 blu, 1 giallo, 1 blu, 1 giallo, 2 blu, 1 giallo, 5 bianco

Riga 12 3 bianco, 1 giallo, 2 marrone, 1 giallo, 1 blu, 1 giallo, 2 marrone, 1 giallo, 5 bianco

Riga 13 3 bianco, 1 giallo, 2 blu, 3 giallo, 2 blu, 1 giallo, 5 bianco

Riga 14 3 bianco, 9 giallo, 5 bianco

Riga 15 17 bianco

Cosa serve:

࡟ il codice che proponiamo

࡟ una griglia 15 × 17

Cosa fare:

࡟ Distribuite le griglie e i codici.

࡟ pastelli di vari colori

࡟ app dedicate (opzionale)

࡟ Date un tempo massimo da voi stabilito.

࡟ Proponete una sfida tra i bambini: chi finirà per primo e in modo corretto sarà “faraone” per un giorno.

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STORIA E... TECNOLOGIA

ALLA SCOPERTA DELL’ANTICO EGITTO CON LA PIXEL ART • 2

Questa attività è simile alla precedente, ma stavolta i bambini dovranno ricavare il codice dall’immagine. Si consiglia di svolgere l’attività in coppia o in piccolo gruppo. Chiedete ai bambini di scrivere il codice su carta e di verificare poi, con app dedicate alla pixel art, se inserendo il codice ricavato si forma la stessa immagine che è stata loro proposta.

Discipline coinvolte : storia, tecnologia, arte

Cosa serve:

࡟ l’immagine che proponiamo

࡟ fogli, penne

࡟ app dedicate

Cosa fare:

࡟ Distribuite copie dell’immagine o in alternativa mostratela alla Lim.

࡟ Date un tempo massimo da voi stabilito.

࡟ Fate verificare i codici ricavati alla LIM con le app.

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STORIA E... ITALIANO

FUMETTI IN EGITTO

Gli antichi Egizi, migliaia di anni prima della nascita dei moderni comics, utilizzavano sequenze di immagini e brevi testi per raccontare storie, documentare eventi e persino esprimere umorismo. Attraverso l'analisi di papiri illustrati, pitture tombali e rilievi, i bambini comprenderanno come la narrazione visiva sia una forma di comunicazione universale e antica quanto la civiltà stessa.

Discipline coinvolte : storia, italiano, arte

Cosa serve:

࡟ immagini proposte

࡟ penne

࡟ LIM

Scarica i modelli

Cosa fare:

࡟ Mostrate le immagini alla LIM e invitate i bambini a osservarle.

࡟ Chiedete loro di immaginare cosa possano dire i personaggi, ad esempio quale enigma vorrà proporre la Sfinge, cosa starà dicendo il pastore e così via.

࡟ Al termine dei lavori, i bambini leggeranno i loro fumetti alla classe e potrebbero drammatizzare la scena.

STORIA E... SCIENZE

LA MUMMIA FAI DA TE… “IL FARAONE WU”

Proponiamo un esperimento scientifico divertente che vi permetterà di simulare, in modo semplice e sicuro, come veniva preparato un corpo per l'aldilà attraverso il processo di mummificazione. Seguendo questa procedura passo dopo passo, i bambini potranno osservare i cambiamenti che avvengono in un alimento grazie all'azione di una miscela speciale, proprio come facevano gli antichi Egizi con il natron.

Discipline coinvolte : storia, scienze, arte

Cosa serve:

࡟ Un wurstel

࡟ Un taccuino e una penna

࡟ Una scatola di cartone o un sacchetto di carta

࡟ Sale da cucina, bicarbonato di sodio, spezie profumate essiccate (rosmarino, timo, salvia, ecc.)

࡟ Bende di stoffa o di carta

࡟ Materiali per decorare la mummia (opzionale)

࡟ Materiali per costruire un sarcofago (cartoncino, forbici, colla, colori, ecc. opzionale)

Cosa fare:

࡟ Prendete il wurstel, pesatelo, misuratelo in lunghezza con un righello e annotate i dati (peso e lunghezza) sul vostro taccuino.

࡟ Scegliete la scatola di cartone o il sacchetto di carta. Questo sarà il “sarcofago” temporaneo del vostro wurstel.

࡟ In una ciotola, mescolate il sale e il bicarbonato di sodio in parti uguali. Aggiungete le spezie profumate essiccate alla miscela e mescolate bene. Questa sarà la vostra versione del natron.

࡟ Mettete metà della miscela di “natron” sul fondo della scatola o del sacchetto, adagiatevi sopra il wurstel e ricopritelo completamente con la restante metà della miscela.

࡟ Dopo una settimana, con attenzione, tirate fuori il wurstel dal miscuglio, osservate eventuali cambiamenti nel suo aspetto: colore, consistenza. Pesate e misurate nuovamente il wurstel, annotate i nuovi dati sul taccuino e confrontateli con le misurazioni iniziali.

࡟ Rimettete il wurstel nella scatola o nel sacchetto e ricopritelo con il “natron” (se vi sembra troppo umido, preparatene dell'altro). Conservate la scatola o il sacchetto in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore. Lasciate riposare il wurstel per altri 10 giorni.

࡟ Trascorso questo tempo, controllate se il wurstel è diventato secco e asciutto. Osservate ancora una volta il suo colore, peso e lunghezza. Annotate i cambiamenti sul taccuino. Se non è ancora completamente disidratato, lasciatelo asciugare ulteriormente.

࡟ Quando il wurstel sarà completamente disidratato, avvolgetelo con cura nelle bende, proprio come si faceva con le mummie. La durata della vostra “mummia” dipenderà da quanto bene è stata fatta asciugare e disidratare. Se volete, potete costruire un sarcofago per il vostro “faraone WU” utilizzando cartoncino, forbici, colla e colori. Decoratelo a vostro piacimento per esporlo.

STORIA E... MATEMATICA

ENIGMI EGIZI

Proponete alla classe alcuni enigmi matematici, creando un’atmosfera di attesa. Potreste ad esempio dire loro che un’ombra minacciosa si allunga sull'antico Egitto: una terribile carestia incombe. Il giovane Farid, un bambino dal cuore coraggioso, è l'unica speranza per il suo popolo. Per scongiurare questo disastro, dovrà affrontare tre sfide ardue e misteriose.

Ad ogni prova superata con astuzia e ingegno, un premio speciale lo attende: potrà colorare 1 3 (un terzo) della maestosa piramide che rappresenta la salvezza.

Discipline coinvolte : storia, matematica

Cosa serve:

࡟ LIM

࡟ carta e penna

࡟ quesiti

Cosa fare:

࡟ Introducete la sfida matematica creando aspettativa.

࡟ Proponete di volta in volta i quesiti alla LIM e invitate i bambini a colorare la parte di piramide quando li risolvono.

1° quesito/enigma

࡟ Sul papiro, ogni frazione ha perso la sua complementare, quella cioè che serve per raggiungere l’intero.

Aiuta Farid a collegare le frazioni complementari con una freccia.

2° quesito/enigma

࡟ Farid deve attraversare il deserto per raggiungere un sacerdote ed avere una benedizione. Ha percorso 5 6 (cinque sesti) dell’intera strada ed è stanco. Pensa a quanta strada deve ancora percorrere.

Indica, sotto forma di frazione quanta strada deve ancora fare Farid.

3° quesito/enigma

࡟ Farid deve portare al sacerdote dei cereali. In un mercatino che incontra lungo la strada compra orzo nella quantità di 2 3 ; grano nella quantità di 4 7 e farro nella quantità di 3 8 . Prima di riprendere il viaggio deve completare la tabella con le frazioni complementari. Aiuta Farid a completare la tabella.

STORIA E... MATEMATICA

LA STELLA DI DAVID… A QUADRETTI

La stella di David è un simbolo ricco di storia e significato. Proviamo a rappresentarla, armati di righello e matita, in una veste geometrica e precisa, partendo da un semplice punto e seguendo precise indicazioni. L’attività stimola il pensiero creativo, ma serve anche a prendere confidenza con gli strumenti di disegno tecnico.

Discipline coinvolte : storia, matematica, tecnologia

Cosa serve:

࡟ Un foglio a quadretti

࡟ Una matita e una gomma

࡟ Un righello

Cosa fare:

࡟ All'incirca a metà pagina, tracciate il punto di partenza "A".

࡟ Partendo da "A", tracciate una linea retta verticale lunga 28 quadretti verso il basso. Denominate il punto finale "D".

࡟ A partire dal punto "A", scendete verticalmente di 7 quadretti. Da questo punto, tracciate una linea orizzontale di 12 quadretti verso destra e una uguale verso sinistra. Denominate i punti finali "B" e "F".

࡟ A partire dal punto "A", scendete verticalmente di 14 quadretti. Da questo punto, tracciate una linea orizzontale di 8 quadretti verso destra e una uguale verso sinistra.

࡟ A partire dal punto "A", scendete verticalmente di 21 quadretti. Da questo punto, tracciate una linea orizzontale di 12 quadretti verso destra e una uguale verso sinistra. Denominate i punti finali "C" e "E".

࡟ Utilizzando il righello, tracciate una linea retta che unisca il punto "B" al punto "D".

࡟ Tracciate una linea retta che unisca il punto "D" al punto "F".

࡟ Tracciate una linea retta che unisca il punto "A" al punto "C".

࡟ Tracciate una linea retta che unisca il punto "E" al punto "A".

࡟ Ora la Stella di David è completa.

STORIA E... MUSICA

COSTRUIAMO LO SHOFAR EBRAICO

Lo shofar è un antico strumento musicale a fiato, tradizionalmente ricavato dal corno di un ariete, utilizzato in importanti cerimonie religiose ebraiche. Con questa attività, potrete far esplorare il suono e la forma di questo strumento costruendone una versione semplificata con materiali di recupero.

Discipline coinvolte : storia, musica, tecnologia, arte

Cosa serve:

࡟ Un tubo di cartone (ad esempio, un rotolo di carta igienica o di carta assorbente)

࡟ Forbici

࡟ Nastro adesivo, colla vinilica

࡟ Materiali per decorare (pittura, pennarelli, carta colorata, ecc.)

࡟ Un piccolo imbuto di plastica

Cosa fare:

࡟ Fissate l’imbuto di plastica all'estremità stretta del tubo con nastro adesivo e colla per facilitare l'emissione del suono.

࡟ Applicate uno strato di colla vinilica all'interno e all'esterno del tubo per rinforzarlo e sigillare eventuali fessure. Lasciate asciugare completamente.

࡟ Decorate lo shofar a piacere con pittura, pennarelli, carta colorata o altri materiali. Si possono realizzare motivi geometrici, simboli o disegni ispirati alla cultura ebraica.

࡟ Quando la colla e le decorazioni saranno asciutte, invitate i bambini a suonare lo shofar soffiando con forza nell'estremità stretta (o nell'imbuto) e facendo vibrare le labbra.

STORIA E... ARTE

REALIZZIAMO UN MOSAICO PER L’ANTICA SINAGOGA

L'arte del mosaico era molto diffusa anche nelle antiche sinagoghe. Questa attività offre ai bambini l'opportunità di sperimentare questa tecnica artistica, creando un mosaico che si ispiri ai motivi e ai simboli presenti in questi luoghi di culto, e di avvicinarsi alla storia e all'arte ebraica.

Discipline coinvolte : storia, arte

Cosa serve:

࡟ LIM

࡟ Cartone come base per il mosaico

࡟ Colla vinilica, forbici

Cosa fare:

࡟ Cartoncini colorati tagliati in piccoli pezzi (tessere)

࡟ Matita, pennarelli

࡟ Mostrate alla LIM immagini o video di mosaici delle antiche sinagoghe.

࡟ Chiedete di disegnare a matita sul cartone la figura o il motivo che vogliono realizzare. Si possono scegliere simboli ebraici (stella di David, menorah), elementi naturali (fiori, animali) o motivi geometrici.

࡟ Se non sono già pronte, fate tagliare la carta colorata a pezzetti di varie forme e dimensioni.

࡟ Si passa poi ad incollare le tessere colorate sul cartoncino, seguendo il disegno tracciato a matita. Si può iniziare dai contorni della figura e poi riempire l'interno, oppure procedere per zone colorate.

࡟ Quando la colla sarà ben asciugata, con i pennarelli si possono aggiungere dettagli o contorni al mosaico.

STORIA E... TECNOLOGIA

LA STELLA DI DAVID… ORIGAMI PASSO PASSO

È la stella a 6 punte da realizzare con la tecnica degli origami. Ogni alunno deve disegnare un triangolo equilatero su un foglio bianco e lo piegherà seguendo le indicazioni. Infine ognuno di loro scriverà sulla stella un semplice messaggio per dire MAI PIÙ a quanto accaduto. Tutte le stelle saranno utilizzate per realizzare un cartellone e/o attaccate all’albero della Memoria.

Discipline coinvolte : storia, tecnologia, matematica, arte

Cosa serve:

࡟ un foglio bianco

࡟ matita e righello

Cosa fare:

࡟ 1. Chiedete di disegnare un triangolo equilatero con i lati di 18 cm.

࡟ 2. Fate piegare un vertice del triangolo in modo che coincida con la base opposta.

࡟ 3. Fate piegare di nuovo il vertice verso l’alto facendolo sporgere oltre la prima piegatura. Ripetete queste procedure con gli altri due vertici.

࡟ 4. Fate sovrapporre le parti ottenute e fatele poi incastrare fra loro. Infine si capovolge e si gira il prodotto ottenuto e la stella è pronta.

1

2

3

4

STORIA E... ITALIANO

L’INTERVISTA IMPOSSIBILE ALL’IMPERATORE DELLA CINA

Riproponete questa attività di scrittura creativa e immaginazione con la creazione di un'intervista "impossibile". I bambini vestiranno di nuovo i panni di un giovane viaggiatore del tempo, formulando domande che spaziano dalla vita privata a quella pubblica di un imperatore dell’Antica Cina.

Si può proporre una consegna come la seguente: “Immagina di essere un/a bambino/a curioso/a che, grazie a una macchina del tempo, si ritrova faccia a faccia con un grande imperatore dell’Antica Cina”.

Discipline coinvolte : storia, italiano

Cosa serve:

࡟ LIM

࡟ Materiali per la scrittura individuale (fogli, quaderni, penne, matite)

Cosa fare:

࡟ Alla LIM mostrate immagini dell’antica Cina e degli imperatori, magari con musiche di sottofondo.

࡟ Invitate la classe a chiudere gli occhi e a immaginare questa scena: il rumore della macchina del tempo, l'apparizione dell’imperatore, le loro emozioni nel trovarsi di fronte a una figura così importante del passato.

࡟ Guidate una breve discussione per stimolare la formulazione di domande da parte dei bambini. Le domande possono riguardare:

࡟ l'Imperatore e la sua Vita : Come si diventa imperatore? Eri già un principe da piccolo? Quali sono i tuoi compiti? Qual è la cosa più difficile del tuo lavoro di imperatore? Cosa ti piace di più del tuo ruolo?

࡟ la Cina Antica : Com'è la tua città? Ci sono tanti abitanti? Come sono le case? Cosa fanno i bambini nella tua epoca? Quali sono le invenzioni più importanti del tuo tempo? Chi le ha inventate? Quali storie o leggende sono popolari in Cina nel tuo tempo?

࡟ Curiosità : Se potessi cambiare una cosa del tuo regno, cosa cambieresti? Qual è il regalo più strano che tu abbia mai ricevuto? Avevi un sogno o un desiderio che non sei riuscito a realizzare? Cosa pensi che le persone ricorderanno di te tra tanti anni?

࡟ I bambini in coppia diventano viaggiatori del tempo e scrivono la loro intervista impossibile all’Imperatore. Poi a turno ogni coppia legge la propria intervista ai compagni, uno farà la parte del viaggiatore, l’altro dell’Imperatore.

STORIA E... ARTE

LE LANTERNE CINESI

Le lanterne sono un elemento tradizionale importante nelle celebrazioni e nelle festività cinesi. La loro luce colorata simboleggia gioia, prosperità e buon auspicio. In questa attività, i bambini creeranno le proprie lanterne cinesi, imparando a conoscere questa affascinante tradizione e sviluppando la loro creatività manuale.

Discipline coinvolte : storia, arte, tecnologia

Cosa serve:

࡟ Carta colorata dai colori vivaci

࡟ Cartoncino robusto

࡟ Forbici e colla

࡟ Righello e matita

࡟ Spago o filo sottile

࡟ Perline o altri elementi decorativi

࡟ Pennarelli o colori per decorare

Cosa fare:

࡟ Chiedete di tagliare il cartoncino a strisce rettangolari e poi di piegare e incollare le strisce per creare un cilindro o una specie di gabbia.

࡟ Mentre la struttura si asciuga, i bambini potranno decorare la carta colorata con motivi tradizionali cinesi, come fiori, draghi, ideogrammi o semplici disegni geometrici. Invitateli ad usare colori vivaci e simbolici: il rosso rappresenta la felicità, il giallo l'imperatore e l'oro la prosperità.

࡟ Fate incollare la carta decorata all'interno della struttura di cartoncino, assicurandovi che la carta sia ben tesa e che la colla sia asciutta.

࡟ Chiedete di praticare dei piccoli fori nella parte superiore della lanterna, in cui i bambini faranno passare lo spago o il filo per appenderla.

࡟ Potranno aggiungere perline o altri elementi decorativi per personalizzare ulteriormente la lanterna.

STORIA E... MATEMATICA

IL SÙANPÀN, L’ABACO CINESE

L'abaco cinese, o sùanpàn, è uno strumento di calcolo tradizionale che risale a migliaia di anni fa. Ancora oggi viene utilizzato in alcune parti del mondo per eseguire operazioni aritmetiche in modo rapido ed efficiente. Costruirlo costituisce per i bambini un'opportunità per esplorare un sistema di numerazione diverso e sviluppare abilità matematiche attraverso un'attività pratica.

Discipline coinvolte : storia, matematica, tecnologia, arte

Cosa serve:

࡟ Una vaschetta di polistirolo, come quelle per alimenti

࡟ Spiedini di legno o cannucce rigide

࡟ Pezzi di pasta corta tipo “rigatoni” o “pennette”

࡟ Listello di cartone o spago o filo spesso

࡟ Colla vinilica, forbici

࡟ Uno strumento appuntito per fare i buchi

࡟ Righello

࡟ Pennarello indelebile

Cosa fare:

࡟ Fate ritagliare i bordi della vaschetta per renderla più regolare e tagliare gli spiedini o le cannucce della larghezza della cornice.

࡟ Chiedete di praticare dei fori equidistanti sui lati opposti della cornice per inserire le aste, su cui infilare i pezzi di pasta. Ricordate loro di usare 5 pezzi nella parte inferiore e 2 in quella superiore.

࡟ Fate incollare le aste nella cornice e fissare la barra orizzontale (listello di cartone o spago) per separare le perline superiori e inferiori.

GEOGRAFIA E... MATEMATICA

BATTAGLIA NAVALE

Battaglia Navale è un classico che introduce in modo intuitivo il concetto di coordinate su un piano cartesiano e aiuta a rafforzare la comprensione del reticolo geografico e delle coordinate, sviluppando al contempo le capacità di orientamento spaziale, strategia e pensiero logico-deduttivo. I bambini potranno creare il proprio campo di gioco e sfidarsi a localizzare le "navi" dell'avversario, applicando le conoscenze acquisite in geografia e matematica. Il gioco può essere svolto individualmente, in coppia o in piccolo gruppo.

Discipline coinvolte : geografia, matematica

Cosa serve:

࡟ Fogli a quadretti ࡟ Matita, gomma, righello ࡟ Pennarelli colorati

Cosa fare:

࡟ Ogni giocatore disegna su un foglio a quadretti due griglie quadrate di 10x10 caselle. Sui lati della griglia, si indicano le lettere dell'alfabeto (A-J) e i numeri da 1 a 10 per definire le coordinate. Una griglia servirà per posizionare le proprie navi (“Campo di Gioco”), l'altra per segnare i tentativi di colpire le navi avversarie (“Campo di Battaglia”).

࡟ I giocatori posizionano le proprie navi sul “Campo di Gioco” in orizzontale o in verticale, senza sovrapporle e senza farle uscire dalla griglia. Le navi hanno dimensioni diverse (es: 1 nave da 4 caselle, 2 navi da 3 caselle, 3 navi da 2 caselle, 4 navi da 1 casella).

࡟ I giocatori si alternano nel “chiamare” una coordinata (es: “B;7”) per tentare di colpire una nave avversaria. L'avversario controlla la coordinata sul proprio “Campo di Gioco” e comunica se il colpo è andato a segno (“Colpito!”) o meno (“Acqua!”). I giocatori segnano i propri tentativi sul “Campo di Battaglia" con simboli diversi (es: “X” per colpito, “O” per acqua).

࡟ Il gioco termina quando un giocatore affonda tutte le navi dell'avversario.

GEOGRAFIA E... ARTE

LA MAPPA DEL FANTAMONDO

Proponiamo alla classe, divisa in gruppi, la creazione della mappa di un mondo fantastico, il FANTAMONDO. Ciò consentirà loro di mettere in gioco creatività e immaginazione, sviluppando al contempo importanti competenze geografiche e cartografiche. Dovranno progettare un territorio unico, definendone le caratteristiche fisiche (montagne, fiumi, laghi, foreste) e antropiche (città, villaggi), e rappresentarle graficamente attraverso simboli e legende.

Discipline coinvolte : geografia, arte

Cosa serve:

࡟ Fogli di carta di grande formato (A3 o superiore)

࡟ Matite colorate o pennarelli

࡟ Righello, gomma, compasso

࡟ Cartoncini, spago, forbici

Cosa fare:

࡟ Avviate un brainstorming collettivo per definire le caratteristiche del Fantamondo: clima, elementi naturali prevalenti, popoli o creature che lo abitano, eventuali elementi magici o fantastici.

࡟ Invitate i gruppi alla progettazione, cominciando con il disegno a matita della mappa, per delineare i confini del territorio e la disposizione degli elementi principali (montagne, fiumi, laghi, foreste, città). Chiedete anche di stabilire la scala della mappa e l’orientamento (indicazione del Nord).

࡟ I gruppi dovranno redigere una legenda chiara e dettagliata che spieghi il significato dei simboli grafici e dei colori usati per rappresentare i diversi elementi geografici e antropici (es: triangoli per le montagne, linee ondulate per i fiumi, cerchi per le città).

࡟ Al termine i gruppi passeranno alla colorazione della mappa utilizzando colori appropriati per i diversi elementi (es: marrone per le montagne, azzurro per l'acqua, verde per le foreste). La mappa sarà arricchita dall’aggiunta di dettagli come nomi dei luoghi, eventuali decorazioni o elementi fantastici.

GEOGRAFIA E... TECNOLOGIA

LA MAPPA IN 3D DEL TERRITORIO

LOCALE

Costruire una mappa tridimensionale del proprio territorio aiuta i bambini a comprendere la relazione tra elementi naturali e antropici, lavorando con materiali di riciclo in modo creativo.

Discipline coinvolte : Geografia, Arte, Tecnologia

Cosa serve:

࡟ LIM

࡟ Cartone da imballaggio

࡟ Colla, forbici, pennarelli, colori

࡟ Pasta modellabile o DAS

࡟ Cartoncini e cannucce

࡟ Fotografie del territorio o mappe semplificate

Cosa fare:

࡟ Mostrate alla classe le caratteristiche del territorio locale: fiumi, montagne, pianure, strade, edifici importanti.

࡟ Suddividete la classe in gruppi. Ogni gruppo lavorerà su una zona specifica (es. centro urbano, zona agricola, corso d’acqua).

࡟ Costruite insieme la mappa tridimensionale su una base di cartone da imballaggio, aggiungendo rilievi con pasta modellabile e segnando i luoghi chiave.

࡟ I bambini inseriranno etichette scritte da loro e legende per rendere leggibile la mappa.

࡟ Ogni gruppo presenterà e spiegherà il lavoro svolto agli altri gruppi.

GEOGRAFIA E... MATEMATICA

GIRO D’ITALIA CON I NUMERI

Proponete un gioco da tavolo a squadre in cui i bambini viaggeranno virtualmente tra mari e monti risolvendo problemi matematici legati a dati geografici reali (es. distanza, popolazione, altitudine).

Discipline coinvolte : geografia, matematica

Cosa serve:

࡟ Tabellone di gioco: Mappa dell'Italia con città principali, principali mari, monti, fiumi e laghi evidenziati e caselle di percorso con indicazioni di movimento e tipologia di sfida (geografia o matematica).

࡟ Carte “Sfida Geografica”: domande e attività relative alla geografia italiana (vedi esempi).

࡟ Carte “Sfida Matematica”: problemi matematici basati su dati geografici (vedi esempi).

࡟ Segnaposto per ogni squadra

࡟ Dado

࡟ Tabellone segnapunti

Cosa fare:

࡟ Stampate o disegnate su un cartellone la mappa dell'Italia.

࡟ Preparate le carte “Sfida Geografica” e “Sfida Matematica”, i segnaposto, il dado e il tabellone segnapunti.

࡟ Dividete la classe in squadre.

࡟ Le squadre, a turno, lanciano il dado e muovono il segnaposto sul tabellone. La casella su cui si ferma la squadra determina il tipo di sfida:

࡟ “Sfida Geografica”: la squadra pesca una carta "Sfida Geografica" e risponde alla domanda.

◊ “Sfida Matematica”: la squadra pesca una carta "Sfida Matematica" e risolve il problema.

◊ Se la risposta è corretta, la squadra guadagna punti (il numero di punti può variare a seconda della difficoltà della sfida). Se la risposta è sbagliata, salta un turno.

࡟ La prima squadra che raggiunge la destinazione finale (o raggiunge un punteggio prestabilito) vince il gioco.

ESEMPI DI QUESITI

Carte "Sfida Geografica"

࡟ "Qual è la regione con il maggior numero di isole?"

࡟ "Quale fiume attraversa la città di Roma?"

࡟ "Qual è la catena montuosa che fa da confine settentrionale all'Italia?"

࡟ "In quale regione si trova il vulcano Etna?"

࡟ "Quali sono i mari che bagnano le coste italiane?"

Carte "Sfida Matematica"

࡟ “La distanza tra Roma e Firenze è di circa 280 km. Se una squadra romana percorre 40 km al giorno, quanti giorni impiegherà per arrivare a Firenze?”

࡟ “La popolazione della Lombardia è di circa 10 milioni di abitanti, mentre quella della Sicilia è di circa 5 milioni. Qual è la differenza di popolazione tra le due regioni?”

࡟ “L'altezza del Monte Bianco è di 4808 metri. Se una squadra di alpinisti scala 200 metri al giorno, quanti giorni impiegherà per raggiungere la cima?”

࡟ “Un treno parte da Napoli e arriva a Milano dopo 7 ore. Se la distanza è di 780 km, qual è la velocità media del treno?”

࡟ “La superficie della Sardegna è di circa 24.000 km². Se un quarto della regione è costituito da montagne, quanti km² sono pianeggianti?”

GEOGRAFIA E... MUSICA

PAESAGGI SONORI

I bambini potranno esplorare e comprendere i diversi paesaggi attraverso il linguaggio della musica e del suono. Invece di osservare passivamente immagini o leggere descrizioni, saranno creatori di ambienti sonori che evocano le caratteristiche distintive di un luogo: i suoni del mare, il fruscio del vento tra le montagne, i rumori della città. Questa attività stimola l'immaginazione, l'ascolto attivo, la creatività e la capacità di lavorare in gruppo.

Discipline coinvolte : geografia, musica

Cosa serve:

࡟ Strumenti musicali a percussione (tamburi, legnetti, triangoli, maracas, ecc.)

࡟ Oggetti di uso quotidiano che producono suoni (carta, plastica, metallo, legno, ecc.)

࡟ Registratore vocale

࡟ Dispositivi per riprodurre suoni (computer, lettore CD, altoparlanti)

࡟ Eventuali registrazioni di suoni ambientali (disponibili online o realizzate in precedenza)

Cosa fare:

࡟ Fate ascoltare registrazioni di suoni tipici di diversi paesaggi, come le onde del mare, la pioggia nella foresta, il traffico cittadino. Analizzate insieme le caratteristiche dei suoni ascoltati (intensità, altezza, timbro, ritmo) e associateli agli elementi del paesaggio che li producono.

࡟ Dividete la classe in piccoli gruppi e assegnate a ciascuno un paesaggio da rappresentare (es: montagna, collina, pianura, costa). Ogni gruppo fa un brainstorming per stabilire i suoni caratteristici del paesaggio assegnato e gli strumenti o gli oggetti che possono essere utilizzati per riprodurli.

࡟ I gruppi sperimentano i suoni con gli strumenti e gli oggetti a disposizione, creando sequenze sonore che evochino le atmosfere e le caratteristiche del paesaggio scelto. Incoraggiate l'uso creativo degli strumenti e degli oggetti.

࡟ Ogni gruppo presenta alla classe il proprio paesaggio sonoro, spiegando le scelte fatte e le associazioni tra suoni e immagini.

GEOGRAFIA ED... EDUCAZIONE CIVICA

LAND ART

L'attività di Land Art permette ai bambini di esplorare i paesaggi attraverso la creazione artistica all'aperto. Utilizzando elementi naturali come sassi, foglie, rami e fiori, possono realizzare installazioni effimere che dialogano con l'ambiente circostante e promuovono anche la consapevolezza ecologica.

Discipline coinvolte : geografia, arte, educazione civica

Cosa serve:

࡟ Elementi naturali raccolti nell'ambiente circostante (sassi, foglie, rami, fiori, pigne, cortecce, ecc.)

࡟ Eventuali strumenti per la raccolta (guanti, sacchetti)

࡟ Macchina fotografica

࡟ Teli o basi per appoggiare le creazioni

Cosa fare:

࡟ Organizzate un'uscita in un ambiente naturale vicino alla scuola (giardino, parco, bosco) per raccogliere gli elementi che serviranno per le creazioni.

࡟ Invitate i bambini a osservare attentamente le forme, i colori e le texture dei materiali raccolti. Discutete con loro dell'importanza di rispettare l'ambiente e di non danneggiare piante o animali durante la raccolta.

࡟ Dividete la classe in piccoli gruppi e invitare ciascun gruppo a ideare un'installazione artistica ispirata al paesaggio circostante, utilizzando la loro creatività per disporre gli elementi naturali in modo originale, creando forme, figure o composizioni astratte.

࡟ I gruppi realizzeranno le loro opere d'arte all'aperto, disponendo i materiali raccolti sul terreno o su altre superfici naturali. Sottolineate il carattere effimero delle installazioni, che sono destinate a essere trasformate dagli agenti atmosferici e dal tempo.

࡟ Fotografate le installazioni realizzate per documentare il lavoro svolto e creare una mostra virtuale o un album fotografico.

࡟ Invitate i bambini a presentare le loro opere alla classe, spiegando le scelte artistiche e le emozioni che hanno voluto esprimere.

ONE PAGER

Usare un “attivatore grafico” ONE PAGER (tutto in una pagina) per realizzare una rielaborazione scritta e grafica di un argomento.

COSA È?

Un'unica pagina in cui sono contenute tutte le principali informazioni (scritte e grafiche) su cui si intende relazionare. Si tratta di una soluzione particolarmente indicata a chi ha difficoltà a esprimersi oralmente perché può esprimersi con disegni e parole.

COME FARE E FAR FARE?

Il lavoro consiste nel far rielaborare un argomento, attraverso disegni e parole, in una sola pagina. Esso non deve dar luogo ad una semplice sintesi, ma concentrare in una pagina la specificità dell’argomento rivelando ciò che lo stesso ci ha lasciato attraverso la scelta e l’uso di parole chiave, spiegazioni e rappresentazioni.

I template di esempio che vengono suggeriti possono essere dati come modelli vuoti agli alunni con le seguenti indicazioni:

• Nella cornice inserisci le parole chiave dell’argomento.

• Al centro scrivi il titolo.

• Usa gli spazi vuoti per descrivere/raccontare/spiegare e per rappresentare graficamente.

CONSEGNE PER L’ALUNNO

Si tratta di una “pagina speciale” da produrre sul quaderno o sul foglio da disegno che devi dedicare al [...] e alle conoscenze che possiedi su questo argomento, anche grazie all’esperienza e alle informazioni acquisite attraverso la lettura delle pagine del sussidiario. Questo è un modello da completare come ritieni più opportuno, arricchendolo e personalizzandolo con tanti particolari dettati dalla tua fantasia. Se guardi bene, c’è una cornice: è lo spazio in cui inserire le parole chiave. Buon lavoro!

MODELLI ONE PAGER

Ecco degli esempi da proporre agli alunni.

Puoi scaricare i modelli in A4 scansionando il QR-Code.

RIELABORARE STORIA E GEOGRAFIA CON LE MAPPE: FARE PER CAPIRE

Nel sussidiario di storia e geografia sono presenti mappe che partendo dall’idea centrale permettono di ricordare e ricostruire gli argomenti studiati mediante le parole chiave presenti nelle sintesi.

Queste mappe invece hanno lo scopo di far rielaborare sia oralmente che per iscritto quanto studiato. In esse sono rappresentate e contenute le informazioni più importanti e utili alla rielaborazione.

Prendendo spunto dalle mappe prova a chiederti:

• Cosa vuole rappresentare la mappa?

• Di cosa parla?

• Quale argomento affronta?

• Quale aspetto vuole mettere in mostra?

• Quali informazioni sono state scelte?

• Perché?

Sulla base di queste domande, prova a rielaborare l’argomento, usando le informazioni fornite. Puoi farlo a voce, puoi farlo scrivendo (un testo informativo), usando un lessico specifico (quello della disciplina) per dimostrare che sei capace di parlare e di esprimerti su un argomento storico/ geografico e soprattutto che hai seguito gli insegnamenti di Pop.

Ecco alcuni esempi di mappe che possono essere proiettate alla LIM o messe a disposizione in fotocopia per far esercitare gli alunni nella rielaborazione e nell’acquisizione di un metodo di studio guidato.

si stabilirono

in Mesopotamia intorno al 4000 a.C.

I SUMERI

praticavano

• agricoltura

• allevamento

• artigianato

• commercio

inventarono

• la scrittura cuneiforme

• la ruota

• la vela

• i mattoni

• l’ abaco

vivevano in

molti dei: erano politeisti pregavano

città indipendenti , circondate da mura; al centro c’era la ziggurat , un grande tempio a gradoni

un re ognuna governata da

erano divisi in

classi sociali:

• sacerdoti, amministratori e comandanti

• mercanti e artigiani

• contadini e allevatori

• schiavi

• astronomia

• aritmetica

• geometria studiavano

si stabilirono

in Mesopotamia

intorno

al 2000 a.C.

I BABILONESI

praticavano

• agricoltura

• allevamento

• artigianato

• commercio

pregavano

molti dei, erano politeisti ; ogni città aveva il proprio Dio protettore

un unico impero vivevano in un unico re governati da

leggi scritte uguali per tutti e diffuse in tutto l’Impero ( codice di Hammurabi ) per mezzo di

tre classi sociali legate al tipo di attività svolta erano divisi in

studiavano

astronomia : stabilirono la durata dell’anno e compilarono un calendario diviso in 12 mesi lunari

medicina : i medici utilizzavano farmaci a base di erbe e minerali

GLI ITTITI

in Anatolia intorno al 2000 a.C. si stabilirono

• agricoltura

• pastorizia

• commercio

• lavorazione del ferro praticavano

molti dei: erano politeisti pregavano

città che formavano un unico regno che poi si estese e divenne un Impero , con capitale Hattusa vivevano in un solo re , scelto tra i guerrieri più valorosi da un’assemblea di anziani e nobili governati da

• il carro da guerra trainato da cavalli

• le ruote con i raggi inventarono

• la lingua babilonese usavano

• la scrittura cuneiforme

si stabilirono

a nord della Mesopotamia

tra il 2000 a.C. e il 612 a.C.

GLI ASSIRI

• agricoltura

• pastorizia

• commercio

• lavorazione del ferro praticavano

molti dei: erano politeisti ; il dio più importante era Assur pregavano

astronomia e avevano ricche biblioteche : la più importante fu la biblioteca reale di Ninive studiavano

macchine da guerra inventarono

un unico re governati da vivevano in

città che si unirono in un unico impero ; le più importanti erano Assur e Ninive (la capitale)

si stabilirono

in Egitto , lungo il corso del fiume

Nilo, intorno al 3500 a.C.

GLI EGIZI

vivevano in

due regni: il Basso

Egitto a nord e l’ Alto Egitto a sud, poi unificati in un unico regno

un faraone con tutti i poteri governato da

• agricoltura

• allevamento

• artigianato

• commercio praticavano

molti dei: erano politeisti ; la divinità più importante era Ra , il sole pregavano

nella vita dopo la morte credevano

• la scrittura geroglifica sui papiri

• l’imbalsamazione inventarono

classi sociali:

• al di sopra di tutti c’era il faraone, considerato una divinità

• sacerdoti e funzionari

• scribi

• soldati

• mercanti e artigiani

• operai e contadini

• schiavi erano divisi in

• geometria

• aritmetica

• medicina studiavano

• dighe e canali

• piramidi costruivano

I VALLINDI

nacquero

in Asia , nella valle dell’Indo , tra il 2600 a.C. e il 1500 a.C.

• agricoltura (cotone)

• artigianato (metalli e pietre preziose)

praticavano la scrittura ideografica , non ancora decifrata conoscevano

abitazioni fornite di servizi igienici e rete fognaria costruite con si svilupparono in

città-stato governate da un re-sacerdote ; le più importanti erano Harappa e Mohenjo-Daro

classi : la più numerosa era quella dei contadini erano divisi in

nacque

in Asia , nelle valli dell’Indo e del Gange, intorno al 1500 a.C. , con l’arrivo degli Arii

LA CIVILTÀ VEDICA

i Veda , testi sacri si fondava su

due grandi religioni: Brahamanesimo e Buddismo da cui derivano

era divisa in

caste : classi sociali chiuse (nessuno poteva passare da una all’altra)

in Asia , tra il Fiume Giallo e il Fiume Azzurro, verso la fine del III millennio a.C. nacquero

I CINESI

praticavano

• agricoltura (riso e miglio)

• allevamento (baco da seta)

• commercio (via della seta, via delle spezie)

• l’artigianato (lavorazione dei metalli e della seta)

la scrittura , prima composta da pittogrammi , poi da ideogrammi conoscevano

• seta

• carta

• bussola

• polvere da sparo inventarono

città, ognuna con un suo governo si sviluppò in

città , ognuna con un suo governo si svilupparono in

numerosi regni poi si formarono

che si unirono in

un grande impero:

• con un unico imperatore (il primo fu Shi Huangdi)

• con uguali leggi, lingua, scrittura

• difeso dalla Grande Muraglia

I CRETESI

si stabilirono

sull’ isola di Creta , nel

Mar Egeo, tra il 2000 a.C. e il 1450 a.C.

vivevano in

città-stato : le più importanti erano

Cnosso, Festo e Mallia

praticavano

• commercio marittimo

• agricoltura

• allevamento

• artigianato

si sviluppò in conoscevano

tre tipi di scrittura:

• geroglifica

• lineare A

• lineare B

un re ognuna governata da

costruivano

• navi commerciali leggere e veloci

• immensi e bellissimi palazzi decorati, sede del governo e delle cerimonie religiose

si stabilirono

nel

Peloponneso , poi a Creta e a Cipro , tra il

2000 a.C. e il

1200 a.C.

colonie nella parte occidentale del Mediterraneo e fondarono

città indipendenti vivevano in

un re ognuna governata da

I MICENEI

praticavano si sviluppò in erano divisi in

• allevamento

• pastorizia

• pesca

• agricoltura

• artigianato

• commercio marittimo

pregavano

molti dei: erano politeisti ; il dio più importante era Zeus

• nobili,che affiancavano il re

• popolo (artigiani e contadini)

• schiavi (prigionieri di guerra)

scrittura lineare B conoscevano

città divise in tre elementi:

• rocca (con il palazzo del re),

• città bassa, contado (la campagna attorno)

• mura enormi intorno alle città costruivano

si stabilirono

GLI EBREI

durante il regno erano divisi in

nella Terra di Canaan , tra il

2000 a.C. e il

70 d.C.

12 tribù erano organizzati in

un patriarca ognuna governata da

il regno di Israele con il re Saul poi formarono

i re David e Salomone a cui seguirono

tre classi sociali:

• nobili e funzionari

• sacerdoti

• popolo

• pastorizia

• agricoltura

• commercio praticavano

si sviluppò pregavanoin

un solo Dio , Jahvè, creatore di tutte le cose ( monoteismo ) si sviluppò in che strinse

un patto di alleanza con il popolo ebraico

si sviluppò in narrato

nella Bibbia , il libro sacro che racconta la storia degli Ebrei

si stabilirono

sulla costa del Mediterraneo intorno al 2000 a.C.

I FENICI

fondarono

colonie lungo le coste del Mediterraneo; la più importante era

Cartagine

vivevano in

città–stato : le più importanti erano

Tiro, Sidone, Biblo e Berito

un re , affiancato dal consiglio degli anziani governate da

praticavano

• commercio marittimo

• artigianato: tessuti colorati con la porpora, gioielli e vasi in vetro soffiato

l’ alfabeto fonetico inventarono

costruivano

navi commerciali e navi da guerra, in legno di cedro, dotate di chiglia, timoni e vele quadrate

IL CLIMA

è determinato da

i fenomeni

atmosferici :

• temperatura

• umidità

• precipitazioni

• venti

è influenzato

sulla Terra dà

tre aree climatiche :

• aree fredde

• aree temperate

• aree calde o torride

i fattori climatici :

• latitudine

• altitudine

• vicinanza di oceani, mari, laghi

• presenza di catene montuose

in Italia dà origine a

sei regioni

climatiche :

• regione alpina

• regione padana

• regione liguretirrenica

• regione adriatica

• regione appenninica

• regione mediterranea

una catena montuosa sono

sono caratterizzate da

LE ALPI

si estendono

da ovest a est, nell’Italia settentrionale

• cime elevate e aguzze

• rocce granitiche resistenti

• ghiacciai

• valli di origine glaciale (a forma di U)

• valli di origine fluviale (a forma di V)

si suddividono in

• Alpi Occidentali

• Alpi Orientali

favoriscono le attività di

• agricoltura

• allevamento

• turismo

• artigianato del legno

• produzione di energia idroelettrica

una catena montuosa sono

GLI APPENNINI

da nord a sud dell’Italia si estendono

settentrionale

• cime arrotondate

• poco elevate

• rocce friabili

• calanchi

• vulcani

• Appennino Settentrionale

• Appennino Centrale

• Appennino Meridionale si suddividono in sono caratterizzati da

favoriscono le attività di

• allevamento

• estrazione del marmo

• raccolta di legname

• turismo

rilievi che non superano i 600 m d'altezza sono

LE COLLINE IN ITALIA

ai piedi delle Alpi e degli Appennini si trovano

sono caratterizzati da

• suoli argillosi soggetti a frane (in alcune zone)

• terrazzamenti

secondo l’origine si dividono in

• moreniche : si sono formate dai detriti trasportati dai ghiacciai (Colline del Garda e della Brianza)

• vulcaniche : sono antichi vulcani penti (Colli Berici, Colli Euganei, Colline Metallifere, Colli Albani)

• agriturismo favoriscono le attività di

• agricoltura (alberi da frutto, olivi, viti)

• tettoniche : si sono formate per il sollevamento dei fondali marini (Langhe, Monferrato, Murge)

• strutturali : sono nate da montagne erose (Colline del Chianti, Colline Umbre, Cilento)

distese di territorio senza rilievi sono

LE PIANURE IN ITALIA

si trovano

• nell’Italia settentrionale (Pianura Padana)

• lungo le coste (pianure poco estese)

possono essere di origine

• alluvionale : sono state formate dai detriti trasportati dai fiumi (Pianura Padana, Valdarno, Maremma, Campidano)

• tettonica : si sono formate per il sollevamento dei fondali marini (Tavoliere delle Puglie)

• vulcanica : si sono formate ai piedi dei vulcani, con il deposito dei materiali eruttati (Pianura Campana, Piana di Catania)

favoriscono le attività di

• industria

• agricoltura

• allevamento

• commercio

I FIUMI IN ITALIA

si distinguono in

fiumi alpini:

• nascono dalle Alpi

• sono alimentati da precipitazioni e ghiacciai

• hanno portata d’acqua regolare

• sono lunghi e numerosi

• il più lungo è il Po

• scorrono nella Pianura

Padana (Po, Dora Baltea, Ticino, Adda, Oglio, Adige, Brenta, Piave, Tagliamento)

favoriscono le attività di

• agricoltura

• produzione di energia elettrica

fiumi appenninici:

• nascono dagli Appennini

• sono alimentati dalle piogge

• hanno portata d’acqua irregolare

• i più lunghi sono il Tevere e l’Arno

• hanno un corso breve

• alcuni hanno acqua solo nei periodi di pioggia (fiumare)

favoriscono le attività di

• agricoltura

• produzione di energia elettrica

secondo l’origine si dividono in

I LAGHI IN ITALIA

• laghi glaciali: si sono formati con il ritiro di antichi ghiacciai, hanno forma lunga e stretta, si trovano nelle Prealpi e sono i più estesi (lago di Garda, lago Maggiore, lago di Como, lago di Iseo)

• laghi vulcanici: occupano crateri di vulcani spenti, sono rotondi (lago di Bolsena, lago di Bracciano)

• laghi costieri e alluvionali: si sono formati con l’accumulo di sabbia e detriti lungo la costa (lago di Varano e lago di Lesina)

zone di clima mite determinano

favoriscono le attività di

• agricoltura

• pesca

• produzione di energia elettrica (laghi artificiali)

• turismo

• laghi artificiali: sono creati dall’uomo, sbarrando il corso di un fiume; alimentano le centrali idroelettriche

tre lati della penisola italiana bagnano

I MARI IN ITALIA

sono caratterizzati da

• coste alte e frastagliate oppure basse e sabbiose

• grandi isole (Sicilia e Sardegna) e numerosi arcipelaghi

favoriscono le attività di

• pesca

• trasporto di merci e persone

• turismo nelle città balneari

si chiamano

• mar Ligure

• mar Tirreno

• mar di Sardegna

• mar di Sicilia

• mar Ionio

• mar Adriatico

mar Mediterraneo e fanno parte del

POPOLAZIONE ED ECONOMIA

è composta da

LA POPOLAZIONE ITALIANA

si divide in

che si suddividono in persone che vivono o lavorano in un determinato spazio geografico (città, regione…)

• popolazione attiva: persone che hanno un lavoro

• popolazione non attiva: persone che non lavorano (bambini e anziani)

LE ATTIVITÀ ECONOMICHE

le risorse naturali del luogo in cui vive sfrutta

attraverso

settore primario: attività che utilizzano direttamente le materie prime

• agricoltura

• allevamento

• pesca

• estrazione dei minerali

• sfruttamento dei boschi

settore secondario: attività che trasformano le materie prime

• industria

• artigianato

settore terziario: attività che forniscono servizi

• commercio

• servizi (come scuola, sanità, cultura…)

• trasporti pubblici e privati

• turismo

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