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ArcobaLeo 3 - Letture

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LETTURE + ALBO ILLUSTRATO Lola la capodoglia

SECONDO LE NUOVE INDICAZIONI NAZIONALI

• EDUCAZIONE CIVICA

• PERCORSO SULLE EMOZIONI

3

Si riparte!

STORIE DI SCUOLA

7 Star bene insieme

8 Zaino, ascolta!

9 La nuova scuola

10 Matilde e i libri

11 La scuola delle sorprese

12 Educazione civica

EDUCAZIONE CIVICA

12 Anche i bulli hanno paura

13 Che cos’è il bullismo?

AUTUNNO

14 Pioggia d’autunno

16 La foglia Camilla

18 Halloween

20 L’ALBERO DEI TESTI

IL TESTO NARRATIVO

22 IL TESTO NARRATIVO REALISTICO

24 Il racconto realistico

25 Il mio coniglio grigio

26 Due grandi amici

28 Gatto cercasi

29 Le mie emozioni

30 Una gita in bicicletta

31 Le mie emozioni

32 Il fringuellino

34 Un regalo da paura!

35 Temporale nel bosco

EDUCAZIONE CIVICA

36 Il potere della gentilezza

37 Piccoli gesti di gentilezza

38 LA MIA MAPPA 39 SCRIVO IO

40 IL TESTO NARRATIVO FANTASTICO

42 Il racconto fantastico

43

La casa di settimio 44 Il gigante dal cuore gentile

46 L’orco mangiafiori

48 Il mostro in cantina 50 Missione sul pianeta terra 52 LA MIA MAPPA

SCRIVO IO

VERIFICA 56 LA FIABA 57 La principessa gallina 58 Nel giardino delle fate 59 L’incantesimo del bosco 60 I tre cani 62 Voglio cambiare storia

SCRIVO IO

Cade la neve

Che splendore! 71 Alberi con fili d’oro e ragnetti 72 LA FAVOLA

La testuggine e il gabbiano

Il leone e il cinghiale

La capra e l’asino

Una zebra malcontenta

Una favola in rima

SCRIVO IO

IL MITO

Gli strumenti musicali

Prometeo e il fuoco

Mangiatori di loto

La nascita delle stagioni

SCRIVO IO

Giorno e notte

Penne e piume di tutti i colori

97

98

99

Perché il coniglio divenne bianco

Come nacque la pioggia

Come il canguro camminò a due zampe

100 SCRIVO IO

VERIFICA

104 LA MIA MAPPA FIABA ∞ FAVOLA IL MITO ∞ LA LEGGENDA

IL TESTO DESCRITTIVO

109 Descriviamo con i cinque sensi

110 Gemelle

111 La famiglia di debbora

112 Visita alla zia

113 Il gattino

114 I miei tre cani

115 Beniamino

116 La cornacchia

117 Una scuola allegra

118 Paesaggio di periferia

119 La grande montagna

120 Il bosco magico

120 Immagini, storie e suoni

122 LA MIA MAPPA 123 SCRIVO IO 124 VERIFICA

PRIMAVERA

126 Ramo di pesco

128 Filastrocca della pasqua

129 Pasqua nel mondo

IL TESTO POETICO

133 Pensieri di notte 134 La filastrocca 136 La similitudine 137 La metafora

L'onomatopea

L'allitterazione 140 LA MIA MAPPA

SCRIVO IO

IL TESTO INFORMATIVO

147 Le piante

148 A che cosa serve il bosco

149 Le ghiacciaie

150 L’inquinamento dell’aria

151 I killer del mare

152 L’energia solare

153 Progettare un robot 154 Ponti ieri e oggi 156 La mia mappa 157 SCRIVO IO

VERIFICA

IL TESTO REGOLATIVO

163 Tante regole da rispettare

164 Gli animali dell’arca di noè 165 Come fare amicizia 166 LA MIA MAPPA

SCRIVO IO 168 VERIFICA

170 È tempo di vacanze e di emozioni 172 Facciamo la valigia

ASCOLTO LAB

173 Il racconto realistico 174 Il racconto fantastico 175 Il testo descrittivo

Il testo poetico

Il testo informativo

177 ALBO ILLUSTRATO

SI RIPARTE

LA FINE DELLE VACANZE

Emma, suo fratello Luca e il cugino Matteo passeggiano sulla spiaggia. È l’ultimo giorno delle vacanze e i ragazzi sono un po’ tristi. Ogni tanto lanciano uno sguardo al mare, che sembra respirare con loro e intanto ricordano le giornate trascorse a seguire il volo dei gabbiani, a giocare sulla sabbia, a lanciare gli aquiloni nelle giornate di vento.

– Che tristezza partire… – mormora Emma.

– Quest’estate è stata davvero speciale – aggiunge Luca.

– Bellissima! – puntualizza Matteo, estraendo dalla tasca una piccola conchiglia che brilla come un frammento di luna.

All’improvviso Emma ha un’idea:

– Scriveremo un libro sulle nostre vacanze! Io racconterò tutte le avventure, Matteo potrà incollare le sue conchiglie e Luca farà i disegni!

– E come si intitolerà? – chiede Matteo sorridendo.

– Un’estate incantata! – esclama Luca con entusiasmo.

- Così le vacanze non saranno del tutto finite - interviene Emma sorridendo.

I bambini sperano che l’inverno passi presto, per poter tornare sulla spiaggia e vivere nuove avventure insieme: costruire castelli di sabbia che il mare accarezza con le onde, correre dietro agli aquiloni sospinti dal vento, o raccogliere conchiglie al mattino, mentre il sole illumina la superficie dell’acqua e ogni piccolo gesto sembra un incanto.

COMPRENDO

A Rispondi con una X alle domande.

• Perché i ragazzi sono tristi?

Piove

Perché stanno per finire le vacanze

• Che idea ha Emma?

Scrivere un libro sulle vacanze

Fare una gara di nuoto

PARLO DI ME

A Ti è mai capitato di essere triste perché le vacanze stavano per finire? Come ti sei sentito?

Storie di SCUOLA

Ciao a tutti!

Sono sempre io, il vostro amico Arcobaleo e vi accompagnerò anche in classe terza! Le vacanze sono finite… ma non le emozioni!

Ora siamo di nuovo insieme, tra i banchi di scuola, pronti a scrivere nuove pagine fatte di sorrisi, amicizia e scoperte. Ma per farlo, dobbiamo creare insieme una classe dove tutti si sentano felici e accolti.

STAR BENE INSIEME

AColora almeno tre dei miei consigli che, secondo te, sono importanti per stare bene insieme ai compagni e alle compagne di classe.

Ascoltare con attenzione Salutarsi ogni mattina

Condividere idee e materiali Aiutarsi a vicenda

Essere gentili Rispettare le regole

Accettare gli errori

AScegliete insieme il consiglio che vi piace di più e disegnatelo! Poi, tutti insieme, appendete i vostri lavori in aula, per creare il Patto della Felicità firmato da tutta la classe.

ME

• Che cosa ti aspetti da questo nuovo anno scolastico?

• Cosa ti piacerebbe imparare quest’anno?

• Come vorresti che fosse la tua classe ideale?

PARLO DI

ZAINO, ASCOLTA!

Zaino che pesi più dell’anno scorso, ti porto volentieri, però ascolta, ti voglio fare un piccolo discorso: io vorrei che, quest’anno, ogni volta che ti apro, oltre a libri e a pennarelli uscisse in classe un tempo di allegria, una fontana di momenti belli, la scuola come un gioco in compagnia. Zaino che pesi due quintali pieni, io ho per te una piccola richiesta: vorrei che un po’ di quello che contieni servisse a fare, in classe, un po’ di festa, a stare insieme, insieme con meno fatica, ad imparare con tranquillità: la scuola come un’esperienza amica, dove si gioca alla libertà.

• Quali sono i tuoi desideri e i tuoi pensieri per questo nuovo anno di scuola?

• E quelli dei tuoi compagni?

• Cosa hai provato nel rivederli?

Roberto Piumini
PARLO DI ME

LA NUOVA SCUOLA

In estate avevamo cambiato casa.

Ricordo che il primo giorno di scuola, quando per la prima volta dovetti andare nella nuova scuola, piansi a più non posso.

Forse piangevo perché non c’era la mamma ad accompagnarmi, forse perché avevo paura di stare in un edificio tanto severo.

Il pianto andò aumentando quando salii le scale e vidi gli enormi finestroni dell’aula, i banchi, la cattedra alta sulla pedana di legno, la maestra dallo sguardo serio, i compagni che vedevo per la prima volta...

Per quanti sforzi facessi, non riuscivo a smettere di piangere; allora la maestra mi prese per mano e mi fece sedere al primo banco, vicino alla cattedra. Aveva capito che avevo bisogno di affetto.

F. Monolo, La mia fanciullezza, quasi un diario , Omega

ACOMPRENDO

Quali emozioni prova il protagonista?

Noia

Paura

Agitazione

Rabbia

A Quali emozioni hai provato il primo giorno di scuola? Gioia nel rivedere compagni e insegnanti o un po’ di agitazione per il nuovo inizio?

Racconta.

BENE LEGGERE

Leggi il testo mentalmente per comprenderne il contenuto.

Poi rileggilo a voce alta senza incespicare nelle parole, rispettando la punteggiatura e usando i giusti toni di voce.

PARLO DI ME

COMPRENDO

MATILDE E I LIBRI

A Matilde piace andare in biblioteca. Tranquillamente seduta, trascorreva due ore meravigliose in un angolo accogliente e quieto, divorando un libro dopo l’altro.

– Sai che nella biblioteca pubblica si possono prendere in prestito i libri e portarli a casa? – le disse un giorno la bibliotecaria.

– No, non lo sapevo – disse Matilde. – Potrei farlo anch’io?

– Certo. Scegli il libro che vuoi e portamelo, in modo che possa registrarlo; puoi tenerlo per due settimane e prenderne più di uno, se vuoi.

Da quel momento, Matilde andò in biblioteca solo una volta a settimana, per prendere nuovi libri e restituire quelli già letti.

La sua cameretta diventò una sala di lettura, dove passava i pomeriggi seduta a leggere.

Roald Dahl, Matilde , Salani

A Rispondi con una X alle domande.

• Dove si trova Matilde quando legge tranquillamente?

In classe, durante l’intervallo

In biblioteca, seduta in un angolo tranquillo

Sul divano di casa con i suoi genitori

• Cosa scopre Matilde grazie alla bibliotecaria?

Può scrivere i suoi libri

Può prendere i libri e portarli a casa

Che i libri della biblioteca sono in vendita

• Cosa fa Matilde dopo aver scoperto il prestito dei libri?

Va ogni giorno in biblioteca

Legge solo a scuola

Porta i libri a casa e li legge nella sua cameretta

LA SCUOLA DELLE SORPRESE

– Stamattina ho fatto matematica – dice Alice.

– Ti sei annoiata? – le chiede il papà, perché a lui i numeri non sono mai piaciuti.

– Mi sono divertita tantissimo! – risponde Alice, e racconta: – Avevamo appena preso il quaderno coi quadretti quando TOC! TOC! Qualcuno bussa alla porta. «Avanti» dice la maestra.

La porta si apre ed entra un clown. «È qui che si fa matematica?» ci ha chiesto.

«È proprio qui» abbiamo risposto.

«Ah, bene, credevo di aver sbagliato aula. Noi clown facciamo sempre pasticci». Ha tirato fuori dalle tasche tante palle colorate e si è messo a lanciarle e a riprenderle. «Quante sono?» ci ha chiesto. «Sono sette» ha detto Paolo.

Poi ha tirato fuori dalle tasche altre palle colorate e le ha distribuite. «Adesso lanciatele voi» ha detto e ci ha insegnato come si fa.

Io riesco a lanciarne due, Giulia tre e la maestra, che è grande, quattro.

– Tu quante ne lanci? – chiede Alice al suo papà.

– Neanche una – le risponde il papà. – Ai miei tempi a scuola c’erano altri sistemi per imparare la matematica.

Maria Vago, La scuola delle sorprese , Il Battello a Vapore

COMPRENDO

ARispondi con una X.

• La storia è raccontata da:

Una bambina

Un papà

• Il racconto è: realistico fantastico

• Dove si svolge l’episodio che Alice racconta?

A casa

A scuola

• Quando accadono i fatti narrati?

Al mattino

Al pomeriggio

PARLO DI ME

A Ti piacerebbe vivere a scuola una situazione simile a quella di Alice? Perché?

ANCHE I BULLI HANNO PAURA

A Quale insegnamento

dà il maestro a Simone?

Anche chi è forte può trovarsi in difficoltà I muscoli non servono a niente

COMPRENDO

• Perché Simone aveva molta paura della vespa?

AScrivi un pensiero di Simone dopo l'accaduto. Cosa pensa di se stesso? E dei suoi compagni?

È primavera inoltrata e gli insetti entrano anche nelle nostre aule. Questa mattina una grossa vespa gialla, ronzando, ha preso di mira Simone.

L’anno prima aveva avuto un grande shock per la puntura di un calabrone, perciò era terrorizzato, non osava muoversi e tremava come una foglia.

Io non avrei mai creduto che Simone, il bullo della classe, potesse avere paura.

I compagni hanno iniziato una vera e propria caccia, fino a quando l’insetto è caduto sotto i loro colpi.

Devo dire che hanno usato svariati sistemi per abbatterla, povera vespa, anche il cancellino della lavagna lanciato da Luca. Soltanto davanti alla vespa stecchita Simone si è rilassato ed è scoppiato in lacrime.

– Ma... piange? – ha esclamato Gianni, stupito. – Il pianto non è una debolezza. È uno sfogo salutare! – ha spiegato il maestro.

– Vedi – ha poi detto a Simone – una persona non vale per i suoi muscoli. Tu sei stato messo in difficoltà da un animaletto minuscolo: l’avresti mai detto?

M. A. Garavaglia, Un bullo da sballo , San Paolo

PARLO DI ME

A E tu cosa avresti detto a Simone? Confronta la tua risposta con quella dei tuoi compagni. È uguale?

CHE COS’È IL BULLISMO?

Il bullismo è quando un bambino viene trattato male da altri bambini, più volte e apposta.

A volte lo prendono in giro, gli dicono cose cattive o lo fanno sentire triste.

Altre volte lo lasciano sempre da solo, lo escludono dai giochi e non vogliono stare con lui.

Può succedere anche che un gruppo di bambini scelga sempre lo stesso compagno per prenderlo in giro o farlo stare male. Il bullismo fa soffrire e non è mai un gioco.

AColora le azioni da bullo.

Prendere in giro

Dare un abbraccio

Insultare Dire “Vuoi giocare con me?”

Rubare la merenda

Spingere un compagno

Aiutare un amico con i compiti

AHai mai visto qualcuno essere escluso o preso in giro? Cosa potresti dire o fare per difendere un compagno che viene trattato male?

PARLO DI ME

AUTUNNO PIOGGIA D’AUTUNNO

Ecco la pioggia sottile sottile così diversa da quella che si riversa oscillando, cantando in aprile. Da quella che scroscia e rimbalza tra rombi di tuoni e di lampi e gaia disseta i campi. Questa non fa rumore, ma cade notte e giorno, grigia, e ogni cosa intorno tinge del suo colore.

Dina Rebucci, www.filastrocche.it

ACome viene descritta la pioggia d’autunno nella poesia? Quali emozioni suscita in te l'autunno?

ACon la carta collage, ritagli di stoffa e di giornale rappresenta l’autunno, incollando su un cartoncino celeste, in modo creativo, i vari elementi.

AUTUNNO in M U S I CA

A Dividetevi in tre gruppi per creare una piccola composizione musicale ispirata alla pioggia d’autunno.

PRIMO GRUPPO

• Suoni leggeri della pioggia (tamburelli, sonagli, battito di dita).

SECONDO GRUPPO

• Suoni dell’ambiente autunnale (fruscio di foglie, vento, strumenti a corda).

TERZO GRUPPO

• Suoni forti e contrastanti (tamburi, battiti energici, suoni di vento e tuoni).

LA FOGLIA CAMILLA

Camilla è una delle tante foglioline di un bellissimo pioppo, ma non è contenta, perché vorrebbe vivere in cima all’albero per vedere il mondo e ascoltare tutto. Una notte il grillo racconta a Camilla che può cambiare vita: basta staccarsi dalla pianta con l’aiuto del vento del nord.

Passa qualche tempo e il vento freddo del nord si sveglia dal suo lungo sonno.

Il pioppo lo sente subito e avvisa tutte le foglioline di tenersi ben strette al ramo per non cadere.

Camilla invece si lascia andare e, sospinta in aria dal forte soffio del vento, corre, vola, danza, incontra gli uccelli, vede dall’alto la città piena di luci, ma già comincia a ingiallire.

Cade a terra, sente di essere anche un po’ secca, chiude gli occhi e pensa che vorrebbe ritornare a vivere sulla sua bellissima pianta di pioppo.

Ma quando Camilla apre gli occhi scopre che anche le altre foglie sono lì, intorno a lei, e che il prato è tutto punteggiato dalle macchie brune, gialle, rosse delle sue sorelle.

R. Walser C. Romagnoli, Avventura di una foglia , La Scuola

ALAVORO SUL TESTO

In coppia con un compagno o con una compagna, immaginate e illustrate il viaggio della foglia Camilla spinta dal vento. Poi confrontate il vostro lavoro con il resto della classe.

• Quali scoperte farà la foglia Camilla durante il suo volo?

• Chi o che cosa incontrerà lungo il cammino?

• Come si sentirà Camilla durante le diverse tappe del suo viaggio?

• Che cosa imparerà Camilla da questa esperienza?

COMPRENDO

ARispondi con una X alle domande.

• Chi è Camilla?

Una fogliolina che vive su un pioppo

Una farfalla che vuole volare nel cielo

Una bambina che ascolta il canto del grillo

• Perché Camilla vuole staccarsi dall’albero?

Vuole vedere il mondo e ascoltare tutto

Ha paura del vento

Il pioppo la manda via

• Chi le dice che può cambiare vita?

Il grillo

Il vento

Il pioppo

• Cosa fa Camilla quando arriva il vento del nord?

Si lascia andare e vola via

Si nasconde tra i rami

Si tiene stretta al ramo come le altre foglie

• Cosa scopre Camilla quando cade a terra?

Che il prato è pieno di foglie come lei

Che è tornata sull’albero

Che è rimasta da sola

HALLOWEEN

Nella notte di Halloween, in uno scantinato buio e abbandonato di una vecchia villa stregata, mamma vampiro, chinata su una cassa di legno, sveglia i suoi nove vampiretti adorati.

– Alzatevi, piccoli miei!

E per tutta la notte i nove vampiretti saltano su e giù nella cassa di legno.

Nella notte di Halloween, sulle travi del solaio impolverato della vecchia villa stregata, mamma pipistrello incoraggia i suoi sette pipistrelli adorati.

– Volate, piccoli miei!

E per tutta la notte i sette pipistrelli svolazzano nel solaio impolverato.

Nella notte di Halloween, sopra il caminetto illuminato della vecchia villa stregata, papà fantasma aleggia con i suoi sei fantasmini adorati.

– Fate buuuu, piccoli miei!

E per tutta la notte i sei fantasmini gemono sopra il vecchio caminetto illuminato.

Nella notte di Halloween, sopra un mucchio di ciarpame nella vecchia villa stregata, mamma ragno tesse la tela con i suoi sei ragnetti adorati.

– Penzolate, piccoli miei!

E per tutta la notte i sei ragnetti penzolano sopra il grosso mucchio di ciarpame.

Nella notte di Halloween, vicino a un calderone fumante nella vecchia villa stregata, mamma strega fa incantesimi con la sua unica figlia adorata. – Vola, piccola mia!

E per tutta la notte la piccola strega volteggia. Al levar del sole, nella vecchia villa stregata, i genitori fanno tacere i loro piccoli adorati:

– Bambini, sparite!

Pfu! E d’un tratto… chi c’è più? Nessuno.

L’alba è cominciata e la notte di Halloween è terminata.

Erica Silverman, Jon Agee, La notte di Halloween , Edizioni EL

C R E ATIVITÀ

A Osserva il manufatto, leggi l’occorrente e prova a realizzarlo in classe.

ISTRUZIONI

• Cartoncini colorati

• Occhi mobili

• Rotolo vuoto di carta da cucina

• Forbici

• Colla

• Pennarello

• Matita

L'ALBERO DEI TESTI

TESTI NARRATIVI

Raccontano storie con personaggi, luoghi e avvenimenti.

possono essere

RACCONTI REALISTICI

parlano di fatti che potrebbero accadere nella realtà.

RACCONTI FANTASTICI

parlano di fatti che non potrebbero accadere nella realtà.

sono testi fantastici

LEGGENDA

FIABA
FAVOLA
MITO

TESTI DESCRITTIVI

Descrivono persone, luoghi, animali in modo dettagliato per farli immaginare a chi legge.

TESTI POETICI

Usano rime, ritmo e parole speciali per esprimere emozioni e sentimenti.

TESTI INFORMATIVI

Servono per spiegare, dare informazioni o far conoscere qualcosa in modo chiaro e preciso.

TESTI REGOLATIVI

Danno istruzioni o regole da seguire, come ricette, giochi o avvisi. Servono a guidare il comportamento delle persone.

REALISTICO IL TESTO NARRATIVO

LA STORIA NASCOSTA

• Dove si trova la famiglia?

• Com’è il bosco?

• Cosa ha raccolto il bambino?

• Cosa fanno la nonna e la bambina?

• Cosa stanno guardando la mamma e il nonno?

• Come si sente la famiglia durante la passeggiata?

• Sono felici, curiosi o un po’ stanchi? Spiega perché.

IL RACCONTO REALISTICO

SCOPRIAMO

GLI ELEMENTI

Il racconto realistico è un testo narrativo. Narra fatti veri o verosimili, cioè che possono accadere nella realtà.

PERSONAGGI

Nel racconto agiscono dei personaggi : persone o animali reali. Il più importante è il protagonista , gli altri sono i personaggi secondari . Per riconoscere i personaggi devi chiederti:

• Chi sono i personaggi?

• Chi è il protagonista?

TEMPO

I fatti si svolgono in un tempo definito che può essere presente , passato o futuro . Per riconoscerlo devi chiederti:

• Quando si svolgono i fatti narrati?

LUOGHI

I personaggi agiscono sempre in uno o più luoghi reali . Per riconoscere il luogo o i luoghi devi chiederti: Dove si svolgono i fatti narrati?

FATTI

I fatti sono gli avvenimenti vissuti dai personaggi e si susseguono in ordine di tempo, uno dietro l’altro. Possono essere narrati in prima persona da un personaggio della storia o in terza persona da un personaggio che non appartiene alla storia. Per riconoscere i fatti devi chiederti:

• Che cosa succede?

IL MIO CONIGLIO GRIGIO

Qualche giorno fa è nato mio cugino Mattia.

La mamma è entrata tutta sorridente nella mia cameretta e mi ha detto che era nato il mio cuginetto. Poi ha deciso che dovevo fargli un regalo!

Così abbiamo aperto insieme lo scatolone dove tengo i giochi che non uso più e abbiamo messo da parte quelli in buono stato.

Fra questi c’era anche Mollica, il mio coniglio grigio, quello con le orecchie enormi e morbidissime.

La mamma l’ha controllato ben bene e poi ha scelto proprio quello da regalare a Mattia!

Quando le ho chiesto perché non gli compravamo un coniglio di peluche nuovo, mi ha risposto che sarebbe stato un gesto carino regalare al cuginetto un giocattolo di quando ero piccolo io.

Allora le ho detto che era meglio se la zia comperava un bel cane invece di avere un bambino.

La mamma, però, mi ha guardato storto ed è uscita dalla mia camera con il coniglio sotto il braccio!

Paola Gentile

COMPRENDO

A Rispondi.

• Chi sono i personaggi del racconto?

• Dove è avvenuto il fatto narrato?

• Quando è avvenuto il fatto? .................................................................................................................

A Segna con una X la frase che si riferisce al fatto della storia:

La mamma vuole regalare al cuginetto appena nato, Mattia, il coniglietto a cui è ancora molto legato il protagonista della storia.

È nato Mattia e tutti sono felici.

DUE GRANDI AMICI

Quando Mix era piccolino, approfittando di una distrazione di Max e dei suoi fratelli, uscì in strada, sentì il richiamo dell’avventura, si arrampicò sui rami più alti di un ippocastano e, una volta lassù, scoprì che scendere era più difficile che salire, perciò tenendosi ben stretto al ramo cominciò a miagolare per chiedere aiuto. Max, che era altrettanto piccolino, salì sull’albero deciso a riportare giù Mix, ma quando arrivò ai rami più alti guardò in basso, ebbe le vertigini e scoprì che nemmeno lui era capace di scendere. Un vicino di casa chiamò i pompieri, che arrivarono con un grande camion rosso pieno di scale. Dal basso, i fratelli di Max, i vicini e il postino gridavano: – Non ti muovere, Max! Non ti muovere, Mix! Il capo dei pompieri aveva un casco splendente e prima di salire sulla scala telescopica volle sapere chi si chiamava Max e chi si chiamava Mix.

Nel frattempo, sul ramo più alto dell’ippocastano, Max teneva stretto Mix e gli diceva: – Accidenti, guarda che guaio abbiamo combinato… Mix, promettimi che non ti arrampicherai mai più in cima a un albero senza aver prima imparato a salire e scendere dai rami più bassi. Questo, Max lo disse sul ramo più alto dell’ippocastano perché Mix era suo amico e gli amici si danno man forte, si insegnano tante cose, condividono i successi e gli errori.

Una volta a terra, Max e Mix ascoltarono gli ammonimenti del capo dei pompieri e tornarono a casa tutti coperti di polline di ippocastano.

Luis Sepúlveda, Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico , Guanda

ammonimenti: rimproveri.

ESPLORO IL TESTO

ARispondi con una X.

• Chi sono i personaggi della storia?

I pompieri, Max e Mix

Max, Mix, i fratelli di Max, i vicini, il postino e i pompieri

• Dove si svolge la vicenda?

All’aperto

Nella casa di Max

• Quando si svolge la vicenda?

Quando Max e Mix erano piccoli

Durante un temporale

COMPRENDO

A Di che cosa parla la storia?

Max e Mix vanno a fare un picnic nel bosco e trovano un albero magico.

Max e Mix salgono su un albero per giocare e costruiscono una casetta.

Max e Mix restano bloccati su un albero e i pompieri li aiutano a scendere.

LI FE SK I LLS

• Ti è mai capitato di aiutare un amico in difficoltà?

• Come ti sei sentito dopo averlo aiutato e cosa hai imparato da quell’esperienza?

GATTO CERCASI

Devo aver sentito la mancanza di Balsamo durante il sonno, perché mi sono svegliata piangendo. Mi sono asciugata la faccia.

– Occhei, – ho detto – ricominciamo a cercarlo.

– Aspetta, – ha detto papà – penso che possiamo fare di meglio. Chiediamo aiuto ad altre persone.

– Hai ragione! – ho gridato. – Chiamiamo la polizia, l’FBI o la CIA.

Il mio papà non ha chiamato l’FBI o la CIA perché non pensava che fosse stato commesso un crimine. Poi mi ha comunicato la parte migliore del suo piano: i volantini!

Mi sembrava una magnifica idea, finché non ho pensato a una cosa terribile: “Oh, no! Non abbiamo mai fatto una foto! Ho dimenticato di scattargli delle foto!”.

Altri pianti. Papà mi ha messo il braccio intorno alle spalle.

– Questa è una sfida, certo. Ma sai che cosa penso? Penso che Balsamo sia un gattino fortunato. Perché appartiene a un’artista di gran talento! – Pensi che potrei disegnarlo? – ho chiesto.

– Lo penso, cucciola. Penso che sarà il tuo disegno più bello.

Lasciatemelo dire, è stato molto, molto difficile.

Non la parte del disegno, ma la parte del non-piangere-sul-foglio.

Quando ho cercato di disegnare le sue orecchie, mi sono ricordata di come si contorcevano ogni volta che qualcuno apriva una scatoletta e i miei occhi si sono riempiti di lacrime.

Quando ho disegnato il suo pelo morbido, mi sono ricordata di come era bello accarezzarlo e le lacrime sono scivolate sulla mia faccia.

E quando ho disegnato i suoi baffi, ho

pensato a come a volte se ne andava in giro con nuvolette di polvere tra i baffi e quasi sono caduta dalla sedia tanto piangevo a dirotto.

Basta parlare di pianto! Alla fine il disegno era terminato.

Guardate com’è venuto bene!

S. Pennypacker, Clementine, che grande amica! , Giunti Junior

COMPRENDO

A Segna con una X il completamento giusto.

• La storia è narrata da: un bambino una bambina un papà

A• Il racconto è scritto: in prima persona in terza persona

Scegli la parola corretta tra le due evidenziate.

• La protagonista si è svegliata piangendo • ridendo

• La bambina si rivolge: al suo gatto a suo padre all’amica

• Il papà propone di fare dei volantini • biscotti per cercare Balsamo.

• La bambina si dispera perché non ha fatto foto • passeggiate al suo gatto.

• Il papà le dice che può disegnarlo • telefonargli per metterlo sul volantino.

• La parte più difficile del disegno è non piangere • colorare .

• Quando disegna le orecchie del gatto, le tornano in mente le sue fusa • reazioni ai rumori.

• I baffi • denti del gatto le ricordano la polvere che raccoglieva mentre se ne andava in giro.

• Alla fine il disegno viene bene • male

LE MIE EMOZIONI

• Che cosa provava la bambina quando ha perso il suo gatto?

Tristezza Paura

A Tu hai mai provato un’emozione simile? Racconta.

Disperazione

UNA GITA IN BICICLETTA

Marco e Chiara hanno avuto il permesso di fare una gita in bicicletta. Di comune intesa i due fratelli decidono di arrivare al grande spiazzo vicino al bosco e s’inoltrano per un sentiero in terra battuta. Pedalano con lena e si divertono a sentire il vento fischiare tutt’intorno.

– Andiamo proprio forte!

Passano accanto ai campi di grano e costeggiano poi il misterioso bosco detto del “faggio rosso”. Marco, che ha preso il comando della spedizione, ode improvvisamente alle sue spalle un richiamo prolungato:

– Cucuu, cucuu…

Si volta di scatto verso sua sorella:

– Che c’è?

– Niente – risponde Chiara.

– Mi prendi in giro? – ribatte Marco. – Hai appena finito di fare un verso: “Cucuu, cucuu”. Perché?

– Ti dico che non ho nemmeno aperto bocca –dice la bambina continuando a pedalare.

COMPRENDO

ALeggi le domande e sottolinea le risposte nel testo.

• Dove decidono di andare Marco e Chiara con la bicicletta?

• Chi sente per primo il verso “Cucuu, cucuu”?

• Secondo Marco, chi sta facendo il verso?

• Come reagiscono i fratelli quando sentono di nuovo il verso misterioso?

– E va bene, crediamoci – brontola Marco che non sopporta di essere preso in giro da sua sorella.

Ora i ragazzi procedono appaiati, lungo gli alti alberi che fiancheggiano la stradina.

– Cucuu, cucuu… – si sente ancora. Marco e Chiara si guardano.

– Chi ci chiama, allora? – si chiede Marco, sempre più sconcertato.

– Che strano! – mormora Chiara spaventata.

– Torniamo! – E girata la bicicletta, riparte come una freccia in direzione del paese. Suo fratello la segue: nemmeno lui ha simpatia per le voci misteriose del bosco, soprattutto quando si tratta del bosco del “faggio rosso”.

Anne Marie Dalmais, 366 … e più storie della natura

ESPLORO IL TESTO

ASottolinea nel testo i personaggi di questo racconto.

A Potrebbero esistere nella vita di tutti i giorni? Sì No

LE MIE EMOZIONI

A Ti sei mai sentito spaventato come Marco e Chiara? Racconta un momento in cui hai provato un’emozione simile.

La storia è stata divisa in sequenze . Una nuova sequenza inizia quando compare un nuovo personaggio , cambia il luogo o il tempo oppure avviene un fatto nuovo .

IL FRINGUELLINO

Tonino ebbe molte volte la tentazione di lasciare aperto lo sportello della gabbia per vedere se il fringuello, che pareva così felice, lo era davvero a tal punto da ritornare in gabbia spontaneamente. Ma sempre gli era mancato il coraggio: – E se gli piace la libertà e non torna più? – diceva.

Quel mattino accadde invece che se lo dimenticò aperto e il fringuello, senza farsi invitare e senza molti complimenti, scappò. Scappò davvero.

Si posò sulla grondaia della stalla e da lassù guardava il mondo più grande, non più il muro del corridoio con la luce della porta aperta e della lampada alla sera, ma il cielo azzurro, un mare d'aria brillante e calda e una gran luce abbagliante nel mezzo.

Tonino non sapeva che da lassù il suo fringuellino faceva la più bella scoperta della sua vita. Credeva che invece non riuscisse a trovare la strada del ritorno alla gabbia e portò la gabbietta in cortile, con tutti gli sportelli aperti per dirgli: – D'ora in poi saranno sempre così, potrai entrare e uscire... E sparse tutt'intorno miglio e altri semi buoni per fargli capire: – Qui non soffrirai mai la fame... Ritorna! Ma il fringuello con un voletto passò dalla grondaia alla punta di un palo di sostegno della vite e qui, di fronte alla gabbia vuota, cantò come non aveva mai cantato.

Tonino entrò in casa per osservarlo dalla finestra e in cuor suo sperava che tornasse. Ma il fringuello dopo un po' gli fece una fischiatina leggera, prese la sua saggia decisione e con un guizzo si buttò nel cielo.

E fu in quel momento che quella cosa, che Tonino sentiva pesargli dentro, all'improvviso si sciolse e si trasformò in un sentimento di felicità.

“Ho perduto il fringuellino e sono contento,” pensava, “ma che cosa strana... ma che cosa bella...”.

M. Lodi, Il permesso , Giunti Junior

IMPARIAMO A RIASSUMERE

AScopri le parti della storia.

• Chi è il protagonista? ............................................................................................................................... .............................................

• Dove si svolge la storia?

• Che cosa succede all’inizio?

• Che cosa cambia a un certo punto?

• Come finisce la storia?

A Completa le frasi. Poi racconta a voce la storia.

All’inizio, Tonino teneva il suo fringuellino in gabbia e si chiedeva se fosse felice.

Un giorno, si dimenticò ............................................................................................................................... ....

Il fringuellino, però, non tornò, si posò

Tonino mise in cortile la gabbietta

Tonino, anche se era triste, capì

Alla fine, Tonino si sentì felice perché .......................................................................................................

IMPARIAMO A RIASSUMERE

AOsserva le scene e scrivi la relativa didascalia.

UN REGALO DA PAURA!

Era un pomeriggio di primavera. Leggevo seduta sul divano, mentre la mamma lavorava al computer.

La porta era aperta. Il gatto entrò e si mise a fissare mia madre.

– Miao – disse sperando probabilmente di ricevere una coccola.

– No dai, micio, adesso proprio non posso darti retta.

– Miao – ripeté lamentoso e instancabile. –Miao.

– Uffa, va bene! – si arrese lei a un certo punto – Ma solo due minuti, perché ho davvero tanto da fare.

Lo prese sulle ginocchia e gli lisciò il pelo dolcemente, mentre quello faceva purr purr, come tutti i mici soddisfatti.

Dopo un po’ lo fece scendere e lui uscì di nuovo.

Passati pochi minuti, il micio ricomparve e…

– Aaah, aiutooo!

La mamma cominciò a urlare disperata, in piedi su una sedia, mentre il gatto teneva in bocca una piccola biscia che si dimenava. Era solo un “regalino” con cui il nostro gatto voleva dimostrarci affetto, ma la mamma non la pensava così!

TEMPORALE NEL BOSCO

A Leggi e sottolinea le parole del tempo. Poi racconta la storia.

Un giorno andai nel bosco in cerca di funghi.

Ne trovai in gran quantità e, dopo averne raccolti parecchi, pensai di fare ritorno a casa. Ma l’aria, quasi all’improvviso, si era fatta scura. Incominciò a piovere e a tempestare, mentre il tuono brontolava lontano.

Preso dalla paura, mi rannicchiai sotto un grande albero.

A un tratto, un lampo saettò nell’aria così vicino che chiusi gli occhi abbagliato.

Nello stesso tempo qualcosa scricchiolò sul mio capo. Udii uno schianto, un forte colpo sulla testa e caddi a terra svenuto.

Rimasi così a lungo, immobile sotto l’acqua.

Quando rinvenni, tutti gli alberi del bosco scintillavano, gocciolavano, mentre il sole gettava sprazzi di luce tra i rami.

Gli uccelli cantavano.

Ma il grande albero giaceva al suolo schiantato e bruciacchiato; dal suo tronco si levavano ancora pennacchi di fumo. La terra, tutt’intorno, era cosparsa di schegge e frammenti di legno.

I miei abiti erano fradici; la testa mi faceva male.

Raccolsi in fretta i funghi, raccattai il mio berretto e corsi a casa.

L. Tolstoj, Il primo libro di lettura , Fabbri

IMPARIAMO A RIASSUMERE

A

Leggi attentamente le frasi e numerale, ordinandole da 1 a 5. Poi utilizzale per scrivere il riassunto collegandole correttamente con le parole del tempo.

Si svegliò, vide il sole e il bosco bagnato.

Raccolse i funghi rimasti e corse a casa.

Il protagonista andò nel bosco a cercare funghi.

Iniziò a piovere e a tuonare, così si riparò sotto un grande albero.

Un ramo cadde e lo colpì, facendolo svenire.

• Hai mai ricevuto un gesto gentile che ti ha fatto sentire felice? Racconta.

• Secondo te, perché è importante essere gentili anche con gli animali e con la natura, come fa Gaia?

Confrontati con la classe.

IL POTERE DELLA GENTILEZZA

Mattia chiede a nonno Renato: – Di preciso, nonno, che cos’è la gentilezza? – Non lo sai? – fa di rimando nonno Renato. Mattia ci pensa: – Un po’ sì e un po’ no… è difficile dire cosa sia, non credi? Nonno Renato lo guarda. – Tu lo sai spiegare? Perché non me lo dici? –insiste il nipotino.

Il nonno sorride: – Gentilezza significa una e molte cose insieme. Ho un’idea: perché non provi a scoprire tu quanti significati diversi può avere?

Puoi chiedere cosa ne pensano gli altri e osservare come si comporta la gente. Ti svelo un segreto: ogni volta che le persone si sorridono c’è di mezzo la gentilezza.

Mattia chiede a Gaia, la sua più grande amica: – Che cos’è per te la gentilezza? – Difficile da dire… hai presente quando abbiamo fatto insieme l’aquilone per la festa della fine della scuola? Mi ha fatto piacere affidarlo a te per il primo volo, perché sapevo quanto ti avrebbe reso felice. Penso si possa definire un gesto gentile da parte mia… Non credi?

Mia nonna mi diceva sempre che la gentilezza è un modo di vivere e che bisogna essere gentili non solo con le persone, ma anche con le piante e con gli animali. Allora io qualche volta accarezzo i cespugli che sono sulla strada perché, se non ci fossero loro, le vie sarebbero tristissime.

Guido Ceccarini, Il mio superpotere è la gentilezza , Dalia Edizioni

PARLIAMONE
DICO LA MIA

PICCOLI GESTI DI GENTILEZZA

Questo disegno ci fa pensare a quanto è bello essere gentili. La gentilezza si vede nei piccoli gesti: un sorriso, una carezza, una parola dolce, un abbraccio, o semplicemente stare vicino a qualcuno.

AGuarda il disegno: secondo te, perché i due bambini si abbracciano? Scrivi una breve storia sul quaderno, immaginando un gesto gentile che uno dei due ha fatto. Può essere un aiuto, un sorriso o una parola che ha fatto felice l’altro.

ACompleta la mappa del testo realistico. Scegli tra queste parole: reali · persone · realtà · definito · mondo · terza persona

NARRA fatti che accadono o che potrebbero accadere nella

I PERSONAGGI sono ............................... e animali che vivono nel reale.

IL RACCONTO REALISTICO

I LUOGHI in cui si svolgono i fatti sono ..............................

Il TEMPO , cioè quando avvengono i fatti, di solito è

I FATTI vengono narrati nell’ordine di tempo in cui si sono svolti. Possono essere narrati in prima persona da un personaggio della storia o in da un personaggio che non appartiene alla storia.

IN CAMPEGGIO

AOsserva le illustrazioni e completa la storia.

Nico e il papà erano andati nel bosco per un campeggio.

La notte era grande e nera, il loro letto non era certo morbido e caldo come quello di casa. C’erano strane ombre e rumori stregati; un gufo gridava Uuuu uuuu uuu.

Nico ricordava di aver avuto una gran paura quella notte: gli alberi sembravano mostri dalle mille braccia protese su di lui per catturarlo e trascinarlo via nel buio.

Ma poi il papà

IL TESTO NARRATIVO FANTASTICO

A Guarda bene l’immagine: è piena di colori, personaggi e stranezze! C’è una storia nascosta... sta a te scoprirla e inventarla con la tua fantasia.

A Scegli un titolo e rispondi alle domande per aiutarti a costruirla.

• Chi vive sull’albero con la casetta?

• Perché una bambina vola con l’ombrello?

• Cosa cercano i bambini sulla nave?

• Che musica si ascolta su questa nave?

• Dove stanno andando?

• Cosa troveranno all’arrivo?

• Cosa accadrà durante il viaggio?

• Come si concluderà la vicenda?

IL RACCONTO FANTASTICO

SCOPRIAMO

GLI ELEMENTI

PERSONAGGI

Il racconto fantastico è un testo narrativo. Narra vicende immaginarie che non possono accadere nella realtà. Alcuni elementi possono essere realistici, ma basta un solo elemento di fantasia per rendere la storia fantastica.

I personaggi sono creature fantastiche (maghi, orchi, folletti, streghe), animali, piante e oggetti che si animano e parlano, persone normali a cui capitano cose assurde.

Per riconoscere i personaggi devi chiederti:

• Chi sono i personaggi?

• Chi è il protagonista?

TEMPO

I fatti si svolgono in un tempo indefinito , non ben precisato.

Per riconoscerlo devi chiederti:

• Quando si svolgono i fatti narrati?

LUOGHI

I personaggi agiscono in uno o più luoghi immaginari o reali .

Per riconoscere il luogo o i luoghi devi chiederti:

• Dove si svolgono i fatti narrati?

FATTI

I fatti sono avvenimenti strani e bizzarri , imprevedibili e si susseguono in ordine di tempo , uno dietro l’altro ( prima O poi O dopo O allora O infine ).

Possono essere narrati in prima persona da un personaggio della storia o in terza persona da un personaggio che non appartiene alla storia.

Per riconoscere i fatti devi chiederti:

• Che cosa succede?

LA CASA DI SETTIMIO

C’era una volta una casa che aveva il vizio di scappare. Quando Settimio, il suo proprietario, finito il lavoro, tornava a casa... niente, la casa non c’era, sparita. Ogni sera, per rintracciarla, perdeva ore girando l’intera Roma. Per fortuna tutti lo conoscevano. – Scusi, ha visto una casetta a un piano, col tetto rosso... – Neanche lo lasciavano finire...

– E il comignolo un po’ storto? L’ho vista dalle parti di Piazza Mazzini.

Oppure: – Mezz’ora fa andava verso Via Nazionale. Spesso la ritrovava sistemata nel bel mezzo di una piazza o di un giardino pubblico (era una casetta vanitosa). A volte, invece, la ritrovava vicino a un palazzone di dodici piani (oltre che vanitosa era civetta, le piacevano i palazzoni alti). E c’era sempre una contravvenzione da pagare per sosta vietata di casa. – Lo so, la colpa non è sua – si diceva Settimio.

– La colpa è mia, che non trovo mai il tempo di farle le fondamenta.

Ma, per via del lavoro, Settimio il tempo per fare le fondamenta non lo trovava mai.

Il Sindaco era stufo della situazione. Ma cosa poteva fare: ordinare di demolirla? Siccome era un brav’uomo, ordinò che fosse sistemata in un parco e, a spese del comune, le fece fare anche le fondamenta perché non si muovesse più.

Marcello Argilli, Una storia al giorno, De Agostini

A Rispondi con una X.

• Il protagonista è: reale fantastico

• I personaggi della storia sono: reali fantastici

• Il luogo dove si svolge la storia è: reale fantastico

• I fatti si svolgono in un tempo : definito indefinito

• Il testo è narrato in: prima persona terza persona

AElimina le parole sbagliate.

• I fatti narrati nel racconto possono accadere nella realtà / solo nella fantasia .

• L’elemento fantastico è la casa / Settimio .

IL GIGANTE DAL CUORE GENTILE

Ritornati nella caverna, il Grande Gigante Gentile posò nuovamente Sofia sulla enorme tavola.

– Tu sei sicura di non avere freddo solo con la camicetta? – chiese. – Non è un po’ leggera?

– Non si preoccupi, sto benissimo – rispose Sofia.

– Io non posso smettere di pensare – disse il G.G.G. – ai tuoi poveri mamma e papà. A quest’ora staranno certamente saltellando su e giù per la casa gridando: «Ohilì, ohilà. Sofia dove stai?».

– Non ho né papà né mamma – disse Sofia.

– Sono morti tutti e due quand’ero appena nata.

– Oh povera piccirottola! – esclamò il G.G.G.

– Tu mi fai diventare triste – disse il G.G.G. sfregandosi gli occhi.

– Non sia triste – lo consolò Sofia, – nessuno si preoccuperà troppo per me. Il posto da dove mi hai presa era l’orfanotrofio del paese. Eravamo tutti orfanelli là dentro.

– E quanti ne eravate?

– Eravamo dieci, tutte bambine.

– E tu eri felice là dentro?

ASottolinea nel testo con colori diversi i personaggi e il luogo della storia.

A I fatti narrati: potrebbero accadere nella realtà non potrebbero accadere nella realtà

– Lo odiavo quel posto! – esclamò Sofia. – La direttrice si chiamava Battitack e se ci sorprendeva a fare qualcosa di proibito, come alzarsi di notte o dimenticare di piegare i propri vestiti, ci puniva.

– Come vi puniva?

– Ci chiudeva in uno stanzino buio giorno e notte, senza darci né da mangiare né da bere.

– Ah che marcio serpente a catorcio! – s’indignò il G.G.G.

– Era orribile – proseguì Sofia – eravamo terrorizzate.

– C’erano certi toponi, là dentro, che si sentivano scorrazzare dappertutto.

– Che puzzolente ribollita! – esclamò il G.G.G. – Questa è la cosa più orrenda che ho sentito da anni! Tu mi fai diventare più triste che mai!

E improvvisamente un’enorme lacrima, sufficiente a riempire un secchio, rotolò giù dalle guance del G.G.G. e cadde con un ciaff sul pavimento, formando una gran pozza.

Roald Dahl, Il Grande Gigante Gentile , Salani

COMPRENDO

A Rileggi il brano e poi segna con una X solo le frasi che mostrano la gentilezza del G.G.G.

Rapisce Sofia dall’orfanotrofio.

Si preoccupa al pensiero dei genitori di Sofia che non trovano più la loro bambina.

Si intristisce quando viene a sapere che Sofia è orfana.

La prende in giro per il suo passato.

Le parla con affetto e la chiama “piccirottola”.

Piange al pensiero delle punizioni inflitte a Sofia.

Dice che le bambine dell’orfanotrofio meritavano la punizione.

Ascolta Sofia con attenzione e rispetto.

L’ORCO MANGIAFIORI

Nel bosco vivevano tante creature magiche: fate, gnomi, elfi e piccoli animali parlanti.

Era un luogo pieno di fiori colorati e piante profumate, dove anche i bambini del paese andavano spesso a giocare dopo la scuola.

Un giorno, però, arrivò un enorme orco.

A dire la verità, non era cattivo: era un tipo tranquillo e gentile. Ma aveva un brutto vizio: adorava mangiare fiori e piante! E siccome era molto grande e goloso, ne divorava tantissimi ogni giorno. Per questo motivo, tutti iniziarono a chiamarlo Mangiafiori.

Gli abitanti del bosco erano disperati. Se nessuno avesse trovato un modo per fermarlo, l’orco avrebbe distrutto tutta la foresta!

Solo i bambini sembravano contenti: ogni volta che andavano a giocare, lasciavano in giro cartacce e immondizia, e l’orco finiva per mangiarla insieme ai fiori!

Le creature magiche si riunirono per cercare una soluzione.

Fate, gnomi ed elfi pensarono e ripensarono, ma non riuscivano a trovare un’idea. Intanto, il bosco cominciava a diradarsi: gli alberi si seccavano, i fiori sparivano e anche le piccole case nelle radici e nei tronchi d’albero svanivano una dopo l’ altra. Un giorno un piccolo scoiattolo suggerì che forse era necessario chiedere aiuto ai bambini.

È cosa nota che le creature del bosco tengono molto in considerazione le proposte dei più giovani, così, in un pomeriggio di sole, mentre un gruppo di bambini stava giocando a palla nella radura vicino al ruscello, con un po’ di timore si resero visibili…

Stefano Bordiglioni, Storie col motore , Einaudi Ragazzi

AOsserva le scene e scrivi per ognuna di esse la relativa didascalia. Poi illustra e scrivi sul quaderno il finale della storia.

AImmaginate di fare un’intervista all’Orco Mangiafiori, alcuni gruppi scriveranno le domande e altri le risposte come se fossero l’orco. Realizzate poi con un disegno il manifesto della gentilezza verso la natura.

IL MOSTRO IN CANTINA

ESPLORO IL TESTO

ACiò che accade nella storia ti sembra: realistico fantastico A Perché?

Beatrice scese lentamente le scale della cantina dei nonni, alla ricerca del leggendario mostro che, sin da quando era piccola, gli adulti della sua famiglia avevano nominato per metterle paura e farle mangiare persino le zucchine che, a dir la verità, lei odiava proprio. Ora era cresciuta e così aveva deciso di affrontarlo… – Dove sei, brutto mostriciattolo? – pronunciò inizialmente un po’ timorosa con un filo di voce. – Senti è inutile che ti nascondi, tanto prima o poi ti trovo! – annunciò più sicura di sé. Se quel brutto tipo si nascondeva, forse era lui che temeva lei, adesso.

– Schifoso topo di fogna, esci fuori o ti scoverò io con la mia torcia elettrica!!! – gridò coraggiosamente.

E accese la pila regalatale da Anna, la sua migliore amica.

La cantina si illuminò a giorno. Un’ombra enorme e scura le serpeggiò accanto, andando ad accovacciarsi sotto la vecchia credenza.

– Che cosa vuoi da me? – ringhiò con tono rauco.

– Io le bambine come te le mangio in un sol boccone, oppure le mastico con i miei denti aguzzi. Come preferisci essere divorata?

Bea scoppiò in una risata: – Ah, ah, ah!!! È da quando sono piccola che riesci a farmi paura, ma ora sono cresciuta e non ti temo più!

Poi proseguì con tono sicuro: – Ora ti abbaglierò con la mia torcia e tu sparirai per sempre dalla mia vita. Sarai ridotto a lavorare in un circo, a far ridere tutti i bambini che hai spaventato per anni. È questo che vuoi?

– No, ti prego… non farmi questo… – implorò il mostro con voce lamentosa.

– Sono orrendo solo nella tua immaginazione, ma in realtà il mio aspetto è quello di un piccolo topino delle cantine che si nutre di pane e formaggio, quando capita – piagnucolò il poveretto.

Angelo Petrosino, Un’amicizia speciale , Il Battello a Vapore

LE MIE EMOZIONI

A Quali emozioni ha provato Beatrice?

Segna con una X .

Allegria

Paura

Coraggio

Rabbia

A E tu, di che cosa hai paura? Qual è la tua paura più grande?

INSIEME

A Scrivi con i tuoi compagni e compagne un finale diverso della storia. ACCENDIAMO LA FANTASIA...

LE CARTE INVENTASTORIE

A Insieme inventate le carte inventastorie illustrando su cartoncini bianchi immagini che comporranno un mazzo: oggetti, animali, persone, mostri, vampiri, paesaggi. Mettete insieme le carte e, dopo averle mischiate, pescate una carta a testa e cominciate a raccontare la vostra storia di fantasia.

MISSIONE SUL PIANETA TERRA

A notte fonda un’astronave atterrò sulla Terra, proprio sul balcone del signor Rossi, che dormiva profondamente. Dal portello uscì l’alieno XYZ-23: aveva quattro mani, quattro gambe ed era stato mandato in missione d’esplorazione.

Scese silenziosamente e si infilò da una finestra aperta, ritrovandosi in bagno. Grazie alla sua vista a raggi infrarossi, si muoveva anche al buio, ma era confuso: non conosceva quegli strani oggetti terrestri.

Notò un grande recipiente bianco con un tappo di gomma. Lo assaggiò: era buono! Che strani gusti avevano i terrestri! Sopra c’era un tubo con due manopole, una rossa e una blu. Più in alto, una specie di telefono perdeva acqua. XYZ-23 toccò la manopola rossa: improvvisamente, una pioggia bollente gli cadde addosso e lo scottò.

COMPRENDO

A Rispondi alle domande.

• Chi è il personaggio della storia?

• In quale luogo si svolge la vicenda?

• Quando si svolge?

Fischiò spaventato e chiuse subito la manopola.

Poco dopo vide un altro recipiente più piccolo, con altre manopole e tubi. Stavolta non le toccò. Sul muro, sopra il recipiente, c’era una strana finestra: guardandoci dentro vide un esserino verde con antenne e quattro gambe… ma poi capì che era solo il suo riflesso.

Vicino a quello che sembrava uno specchio, trovò oggetti curiosi: una stecca con denti (un pettine!) e un attrezzo simile alla sua pistola a raggi gamma. Pensando fosse un’arma terrestre, la prese in mano e senza volerlo premette un tasto: un getto d’aria calda lo investì sollevandogli le antenne.

S. Bordiglioni, Guerra alla grande melanzana , Einaudi.

ACCENDIAMO LA FANTASIA... INSIEME

AImmaginate di essere il protagonista. Quali altre scoperte fate nella casa del signor Rossi? Illustrale nel riquadro.

ACompleta la mappa del testo fantastico. Scegli tra queste parole: assurde · fantasia · reale · fantastici · indefinito · prima persona

NARRA fatti che possono accadere nel mondo della

............................... .

Un racconto è fantastico anche quando un solo elemento della storia non è ...............................

I PERSONAGGI possono essere fantastici o realistici, a cui capitano cose

IL RACCONTO FANTASTICO

I LUOGHI in cui si svolgono i fatti possono essere realistici o ...............................

Il TEMPO , cioè quando avvengono i fatti, di solito è

I FATTI vengono narrati nell’ordine di tempo in cui si sono svolti. Possono essere narrati in da un personaggio della storia o in terza persona da un personaggio che non appartiene alla storia.

MIRTILLO, UN SIMPATICO

MAGHETTO

Il bambino si sveglia e scopre ai piedi del suo lettino un maghetto molto simpatico. – E tu chi sei? – chiede Mattia al piccolo mago. – Sono Mirtillo, il mago delle sorpresine! E sono venuto perché per te inizia un’avventura…

Il sole illumina la cameretta. Mattia si stropiccia gli occhi e si siede sul letto.

I PIEDI CON GLI OCCHIALI

C’era un uomo tanto miope che non vedeva nemmeno dove metteva i piedi, ma per paura di sembrare brutto non voleva portare gli occhiali. Così, al mattino, invece di mettere i piedi nelle scarpe, li infilava spesso uno in un vaso da fiori e l’altro in una borsa, oppure uno nel portaombrelli e l’altro in una scatola di cioccolatini, ed usciva a camminare per la città.

Spesso, invece di salire una scala, la scendeva, o invece di dare calci al pallone li dava alle O delle pubblicità sui muri.

I due piedi erano stanchi di quelle botte e di quella confusione e una mattina, prima che ricominciassero le disgrazie, dissero all’uomo: “Senti, lassù, a noi non importa che, miope come sei, tu non voglia mettere gli occhiali per non sembrare brutto; noi però siamo stanchi di sbattere contro le cose, di girare qua e là e non sapere mai dove siamo, dove andiamo e come comportarci. Dunque procurati un paio di occhiali altrimenti ti teniamo a letto per tutta la vita”.

L’uomo ci pensò su un po’ e dovette ammettere che, anche se fatto dai piedi, il ragionamento era giusto. Andò dunque, non senza fatica, nel negozio di un ottico per comprare... gli occhiali ai suoi piedi! Ci volle parecchio tempo e non perché non ci fosse scelta, ma semplicemente perché i due piedi avevano gusti diversi. Quando finalmente uscirono dal negozio, il piede destro portava un paio di occhiali pesanti e scuri da cacciatore di leoni, e il piede sinistro occhiali chiari e leggeri da studente.

R. Piumini, Il giovane che entrava nel palazzo , Nuove Edizioni Romane

ARispondi alle domande con una X .

• Il testo che hai letto è un testo: realistico fantastico

• Gli elementi fantastici sono:

i piedi gli occhiali

• I fatti si svolgono in un luogo: che può esistere nella realtà che non può esistere nella realtà

• Il tempo in cui si svolge la vicenda è: indefinito definito

A Riordina i fatti narrati con i numeri da 1 a 6.

Al posto delle scarpe, l’uomo infilava i piedi in vasi e altri oggetti.

C’era un uomo miope che non voleva mettersi gli occhiali.

L’uomo andò da un ottico per comprare gli occhiali ai suoi piedi.

La scelta non fu facile perché i piedi avevano gusti diversi.

I piedi erano stanchi di prendere botte e, rivolgendosi all’uomo, dissero di procurarsi un paio di occhiali.

I piedi uscirono dal negozio con occhiali diversi tra loro.

A Come si conclude la storia? Segna con una X l’illustrazione corretta.

Com’è andata? Colora la zampa. Bene Così così

LA FIABA

SCOPRIAMO

GLI ELEMENTI

La fiaba è un racconto fantastico di origine popolare. Nella fiaba accadono fatti straordinari e magici.

PERSONAGGI

Nella fiaba ci sono personaggi realistici (regine, principi, principesse…) e personaggi fantastici dotati di poteri magici (orchi, streghe, fate, maghi, folletti…).

I personaggi principali sono:

• il protagonista , buono e coraggioso;

• l’ antagonista , il personaggio malvagio che ostacola il protagonista;

• l’ aiutante , è colui che aiuta il protagonista.

Il mezzo magico , un oggetto che permette di fare una magia. Esso di solito viene donato dall’aiutante al protagonista per sconfiggere l’antagonista.

Il lieto fine : è la conclusione felice della fiaba (il bene trionfa sul male).

TEMPO

I fatti accadono in un tempo passato indefinito : c’era una volta…

LUOGHI

I luoghi possono essere ambienti reali come castelli, grotte, boschi, foreste… o del tutto fantastici .

LA PRINCIPESSA GALLINA

C’era un re che viveva insieme a sua figlia in un grande palazzo circondato da un bellissimo giardino. Un giorno una strega entrò nel giardino per rubare mele e pere; la principessa la vide e iniziò a urlare, ma la strega la trasformò in una gallina.

Poco tempo dopo una carovana di nomadi passò da quelle parti. Su uno dei carrozzoni c’era Roki, un nomade alto e bello che tutte le ragazze della tribù desideravano sposare.

Il ragazzo si avvicinò al pollaio, prese la gallina più bella, la nascose sotto la giacca e se la portò via. Roki aveva preso proprio la principessa, ma chi l’avrebbe riconosciuta così coperta di piume e con la cresta?

Il giovane stava preparando lo spiedo per arrostire la sua preda quando la gallina iniziò a supplicarlo con voce di donna, chiedendogli di sposarla. Il ragazzo ci pensò e alla fine acconsentì.

Appena Roki e la gallina furono marito e moglie, essa si trasformò di nuovo in una bellissima principessa e la gabbia divenne una carrozza d’oro e d’argento.

Così il nomade divenne principe e visse felice e contento con la sua principessa.

Francesca L., Vinicio O., Il vampiro riconoscente , Mondadori.

A Rispondi.

• Chi è il protagonista ?

• Chi è l’antagonista ? ............................................................................................................................... .

• Chi è l’aiutante ? ............................................................................................................................... .........

• Qual è il fatto magico che avviene in questa fiaba?

• Come si conclude la fiaba? Bene Male

ACCENDIAMO LA FANTASIA... INSIEME

A Dividetevi in gruppi e divertitevi a raccontare, prendendo spunto dalla filastrocca, una fiaba completamente diversa da quella tradizionale. Poi confrontate i vostri lavori.

NEL GIARDINO DELLE FATE

Nel giardino delle fate quante belle passeggiate.

La Strega e Biancaneve assieme, con passo lieve, passeggiano fra i tulipani seguite dai Sette Nani. Cenerentola si toglie la scarpetta per camminare sull’erbetta; le sorellastre sono finite in mezzo alle margherite.

Vicino al Lupo c’è Cappuccetto, che se lo tiene stretto a braccetto: gli deve raccontare che la nonna non sa cucinare.

Pinocchio guida Geppetto a gettare i suoi occhi sul paese dei balocchi.

E la Fata dai capelli turchini va in giro coi bigodini.

L’Orco e Pollicino giocano a nascondino.

Il Gatto con gli Stivali va sulla bici a pedali.

La Piccola Fiammiferaia non è più triste, è gaia: in mezzo alle aiuole si scalda con il sole.

Domenico Volpi

L’INCANTESIMO DEL BOSCO

Quando arrivava la primavera il bosco si riempiva di fiori e i bambini si prendevano cura degli animali.

Un brutto giorno arrivò nel bosco una strega, gobba e cattiva. Era invidiosa di tutta quella gioia e delle cure che i bambini regalavano al bosco, così fece una magia e tutte le foglie appassirono come se fosse autunno.

I bambini andarono a cercare il mago Birì, perché togliesse l’incantesimo. Dopo aver attraversato monti e valli lo trovarono e lo accompagnarono al bosco.

Il mago mosse la sua bacchetta magica in aria pronunciando alcune parole. Ed ecco apparire le bellissime foglie sugli alberi.

I bambini saltarono di gioia, ringraziarono il buon mago e tornarono a curare il loro bosco. 100 schede e tante storie , Code

COMPRENDO

A Segna con una X la parola corretta.

• L’ambiente della fiaba è: un bosco un giardino

• Il tempo è: definito indefinito

• I protagonisti sono: gli uccellini i bambini

• L’antagonista è: una fata una strega

• L’aiutante è: un mago un orco

• L’elemento magico: una piuma una bacchetta magica

A Riordina le scene numerandole.

I TRE CANI

C’era una volta un giovane povero che possedeva solo tre pecore. Un giorno decise di andare per il mondo in cerca di fortuna con le sue pecore. Sulla strada incontrò un uomo che teneva al guinzaglio tre cani neri. L’uomo gli propose di scambiare le pecore con i cani, ma il pastore rifiutò.

– Attento! – replicò lo sconosciuto. – I miei cani hanno nomi che corrispondono alle loro qualità: “Porta da mangiare”, “Sbranalo” e “Rompi ferro e acciaio”.

Il pastore accettò lo scambio e, rimasto solo, disse al primo cane: – Porta da mangiare!

Il cane partì e ritornò con un cestino pieno di cibi prelibati.

Qualche giorno dopo vide una carrozza nella quale sedeva una fanciulla. Un uomo gli spiegò che lì vicino viveva un drago che avrebbe sterminato tutti, se ogni anno non gli avessero portato una ragazza da divorare. Quell’anno era toccato alla figlia del re.

Il giovane seguì la carrozza. Arrivarono davanti a una caverna, allora disse al secondo cane: – Sbranalo!

E il cane sbranò il drago.

La principessa, felice, invitò il giovane a corte.

– Verrò fra tre anni – disse il pastore.

– Vi aspetterò! – promise la fanciulla. Durante il ritorno verso la reggia, il cocchiere fermò la carrozza vicino alle sponde di un profondo fiume.

– Direte a vostro padre che vi ho salvata io!

A Completa.

– disse con tono minaccioso alla fanciulla. – Giuratelo, altrimenti vi getterò nel fiume! La principessa dovette giurare. Poco dopo giunsero in città. Il re, felicissimo, volle ricompensare il falso salvatore: gli promise la mano di sua figlia, di lì a un anno. La principessa, però, riuscì a rinviare le nozze fino a quando il pastore non tornò in città.

Quando il giovane seppe che la principessa si stava sposando, si mise a gridare contro il cocchiere; ma le guardie lo arrestarono e lo misero in prigione con i suoi tre cani.

– Rompi ferro e acciaio! – gridò il pastore. Subito il terzo cane sbriciolò le sbarre della prigione.

Il giovane si precipitò al castello del re, interruppe le nozze e raccontò come erano andate le cose. Fu così che il malvagio cocchiere fu messo in prigione e la principessa poté sposare il suo vero salvatore.

L. Bechstein, Favolanuova , Malipiero.

COMPRENDO

• protagonista → ..................................................................................

• antagonista →

• vittima →

• aiutante del protagonista →

A Numera i fatti da 1 a 8.

Un giovane pastore parte in cerca di fortuna.

Il cane “Sbranalo” vince il drago che avrebbe divorato la figlia del re.

Il giovane deve uccidere il drago.

Il giovane finisce in prigione con i cani.

Il cocchiere si sostituisce al giovane.

Il giovane sposa la principessa.

Il cocchiere è smascherato. Il cocchiere è imprigionato.

VOGLIO CAMBIARE STORIA

Verso la fine del capitolo trentacinque Pinocchio stava nuotando in mezzo al mare

con il babbo Geppetto sulle spalle. E nuotando pensava che non aveva nessuna voglia di entrare nel capitolo seguente, cioè l’ultimo, perché lì sarebbe diventato un ragazzino perbene e questo a Pinocchio non piaceva proprio.

Ma poteva abbandonare in mezzo alle onde il vecchio babbo che non sapeva nuotare? Per quanto scapestrato, Pinocchio non se la sentiva di fare una cosa simile.

Fu così che, nel capitolo trentasei, arrivò sulla spiaggia insieme a Geppetto con l’aiuto del Delfino, e fu così che andò ad abitare nella bella capanna del Grillo Parlante.

ATTIVITÀ DI ANIMAZIONE ALLA LETTURA

AContinua la storia con i tuoi compagni di classe, tenendo presenti le domande.

• Che cosa accadrà quando Pinocchio incontrerà Cappuccetto Rosso?

• Come reagirà la bambina?

• Che cosa accadrà?

• Come si concluderà la storia?

ADividetevi poi in piccoli gruppi e inventate una nuova storia dal titolo “Le nuove avventure di Pinocchio”.

Il burattino decide di cambiare storia, intrufolandosi in altre fiabe famose come quella del “Gatto con gli stivali”, per esempio.

– Io mi trovo bene come burattino e non voglio diventare un ragazzo perbene – disse Pinocchio a se stesso mentre camminava nella campagna. A forza di camminare, Pinocchio arrivò nel bosco e incontrò il Lupo. Stava aspettando Cappuccetto Rosso che era in ritardo. Quando vide arrivare Pinocchio invece di Cappuccetto Rosso, il Lupo strabuzzò gli occhi.

– Posso esserti di aiuto? – disse Pinocchio.

– No, meglio che te ne vai. Ho un appuntamento.

– Con Cappuccetto Rosso?

– Se lo sai, perché me lo domandi?

– Perché, se vuoi, posso aspettarla io.

Il Lupo fece una brutta risata tra i denti.

– Che c’entri tu con Cappuccetto Rosso? Non sapresti che cosa dire, né cosa fare con lei.

– Ma che ti credi? La conosco a memoria la favola di Cappuccetto Rosso. La conosco così bene che se vuoi ti posso sostituire, per oggi.

Così ti riposi. Il Lupo lo guardò di traverso. Luigi Malerba

ALavorando in coppia, divertitevi a raccontare una fiaba tradizionale rovesciando i ruoli dei personaggi.

• I buoni diventano cattivi e viceversa.

• Biancaneve litiga con i Sette Nani.

• La Bella Addormentata inveisce contro il principe per averla svegliata.

• Nella fiaba di Cappuccetto Rosso, il Lupo aiuta la nonna nelle faccende domestiche.

NELLA CAVERNA DELL’ORCO

La principessa Isabella era prigioniera nella caverna di un orco spaventoso...

A Completa la fiaba aiutandoti con le illustrazioni e le domande.

Appena spuntò il sole, l’orco si svegliò e, barrendo come un elefante, fece rimbombare la caverna e sobbalzare la principessa Isabella.

– Buongiorno, piccolo bocconcino – ruggì l’orco annebbiandole la vista col suo terribile alitaccio.

– Orchino… – gemette la principessa. – Non chiamarmi così – ghignò l’orco

– speravi di fuggire, invece sarai il mio delizioso pranzetto.

La principessa scoppiò in lacrime e si rannicchiò in un angolo della grotta.

Un principe che attraversava il bosco sentì un rumore strano. Seguì il suono e vide un’enorme caverna tra gli alberi e vi entrò.

• Cosa vede il principe nella caverna?

• Che cosa decide di fare?

• Cosa succede all’orco?

• Cosa fanno i semi magici?

• Cosa dice il principe alla principessa?

• Come si sente lei?

IL PESCE LUCENTE

C’era un buon vecchio che non sapeva come campare. Andava tutti i giorni a fare legna nel bosco e vendeva la fascina per comprare il pane, sennò non mangiava. Un giorno, mentre andava per il bosco lamentandosi, gli si fece incontro un signore dalla lunga barba e gli disse: – So tutte le tue pene e voglio aiutarti. Tieni queste ventiquattro rane, vendile, e con il ricavato comprati un pesce, il più grosso che riuscirai ad avere.

Il vecchio vendette le ranocchie e comprò un pesce. La notte si accorse che luccicava: mandava una gran luce che si espandeva tutt’intorno.

La sera lo appese fuori dalla finestra perché stesse al fresco: era una notte buia, di burrasca.

I pescatori che erano al largo non trovarono la via del ritorno fra le onde. Videro la luce a quella finestra, remarono dirigendosi verso essa e si salvarono.

Così decisero di dare al vecchio metà della loro pesca e fecero con lui un patto: se avesse appeso quel pesce alla finestra ogni notte, avrebbero diviso con lui la pesca della notte.

E così fecero, e quel buon vecchio non conobbe più miseria.

Italo Calvino, Fiabe italiane , Mondadori.

ARispondi alle domande con una X .

• Dove si svolge la storia?

Nel bosco

In un castello

• Quando si svolge la storia?

In un tempo definito

In un tempo indefinito

A Completa scrivendo gli elementi della fiaba:

• protagonista:

• aiutante:

• oggetto magico:

• Perché il vecchio andava ogni giorno nel bosco?

Per cacciare gli animali selvatici

Per cercare funghi e bacche

Per raccogliere legna da vendere

• Che cosa gli diede il signore dalla lunga barba?

Una rete da pesca

Ventiquattro rane

Un pesce lucente

• Perché il pesce fu appeso fuori dalla finestra?

Per farlo vedere ai vicini

Perché era troppo grande per la casa

Per tenerlo al fresco durante la notte

• Come cambiarono le cose per il vecchio dopo che appese il pesce alla finestra?

Si ammalò gravemente

Diventò ricco vendendo il pesce

I pescatori lo aiutarono e non fu più povero

Com’è andata? Colora la zampa. Bene Così così

INVERNO CADE LA NEVE

Cade la neve sulla campagna palline di gesso sulla lavagna.

Cade la neve dentro i cortili pupazzi di neve dai visi gentili.

Cade la neve sopra la strada qualcuno spera che se ne vada.

Cade la neve sopra i tetti ghiaccia l’acqua dei rubinetti.

Cade la neve sopra i fienili niente più cibo dentro gli ovili.

Cade la neve su tutta la gente non c’è la forza di fare niente.

Cade la neve sopra ogni cosa resta sepolta l’ultima rosa.

Giuseppe Bordi

• Quali emozioni ti comunica questa poesia?

• Cosa provi quando nevica?

ACon la carta collage, ritagli di stoffa e di giornale rappresenta l’inverno, incollando su un cartoncino celeste, in modo creativo, i vari elementi.

EMOZIONI A COLORI

INVERNO in M U S I CA

A Dividetevi in tre gruppi e create i suoni dell’inverno.

PRIMO GRUPPO

• Suoni morbidi della neve che cade (battito leggero delle mani, fruscii di carta).

SECONDO GRUPPO

• Suoni del vento freddo (soffiando nelle mani, muovendo fogli di carta).

TERZO GRUPPO

• Suoni lenti e tranquilli per la calma dell’inverno (battito lento sul tamburo o piano).

A Poi provate a suonare insieme, alternando i suoni per raccontare l’inverno.

CHE SPLENDORE!

A Osserva i disegni e riordina la storia con i numeri da 1 a 4. Poi racconta.

Una graziosa leggenda spiega l’origine dei fili d’oro e d’argento con cui gli alberi vengono ornati a Natale. Eccola.

In una lontana notte di Natale, in una casa di campagna con tanti bambini, l’albero era pronto, già ornato di candeline e di palle colorate.

Era così bello che anche il cane e il gatto erano rimasti a lungo in ammirazione e i topi avevano messo il musino fuori dalle tane.

Anche i ragni che stavano nascosti negli angoli bui della stanza, incuriositi dall’insolito chiarore, vollero rendersi conto di quello che stava succedendo. Si arrampicarono di ramo in ramo, di palla in palla, di candelina in candelina. Sì, era un bell’albero, convennero, e tornarono soddisfatti ai loro angoli nascosti.

La mattina i bambini si alzarono felici e corsero ad ammirare il loro albero. Meraviglia! Non c’erano soltanto le sfere colorate, le arance e i gingilli, ma i rami erano ornati da un lungo e stupendo filo d’oro che faceva brillare l’albero. In quella notte di prodigio anche la bava dei ragnetti si era trasformata in un filo prezioso. Da quel lontano Natale ogni albero si ornò di luminosi fili d’oro e d’argento.

Ines Belsky Lagazzi, Natale , Paoline Editoriale Libri

A Immagina di essere uno dei ragnetti che di notte esplora l’albero. Cosa provi? Cosa vedi? Cosa pensi dell’albero di Natale? gingilli: piccoli oggetti luccicanti.

C R E ATIVITÀ ALBERI CON FILI D’ORO E RAGNETTI

OCCORRENTE

• Coni di cartoncino verde;

• cartoncino nero;

• glitter dorato;

ISTRUZIONI

• fili di lana dorati;

• bottoni colorati;

• colla, forbici, stelline.

1 Prepara dei coni di cartoncino

2 Arrotola intorno al cono i fili di lana dorati.

3 Incolla i bottoni colorati e le stelline per decorare l’albero.

4 Disegna dei ragnetti sul cartoncino nero e ritagliali.

5 Cospargi i ragnetti di colla, poi di glitter dorato.

6 Infine incolla i ragnetti sull’albero e una stellina in cima.

LA FAVOLA

SCOPRIAMO

GLI ELEMENTI

PERSONAGGI

La favola è un breve racconto fantastico che vuole trasmettere un insegnamento, una morale . Ha come protagonisti animali parlanti che rappresentano i comportamenti degli uomini.

TEMPO

I personaggi sono fantastici . Generalmente si tratta di animali che rappresentano i vizi e le virtù degli uomini.

LUOGHI

I fatti accadono in un passato indefinito : Un giorno..., Una volta...

I luoghi sono realistici e naturali (uno stagno, una foresta, un ruscello...).

MORALE

La morale può essere enunciata da uno dei personaggi , dall’ autore o si può ricavare dal senso della storia

LA TESTUGGINE

E IL GABBIANO

Su un’isola nell’oceano vivevano una vecchia testuggine e un vecchio gabbiano.

Erano così vecchi che lei nuotava appena e lui a stento volava. Facevano anche fatica a procurarsi il cibo, perché i più giovani arrivavano sempre prima di loro.

Un giorno i due si trovarono sulla spiaggia a guardare il mare. – Com’è bello il mare! Ah, se potessimo arrivare a quell’isolotto laggiù, lontano! È pieno di cibo e potremmo stare in santa pace – disse il gabbiano.

– Io non so più nuotare, però potrei mettermi capovolta e galleggiare – disse la testuggine.

– Io non so più volare – disse il gabbiano – ma potrei aprire le ali come vele, prendere il vento e guidare la navigazione.

Così fecero e, piano piano, arrivarono sull’isolotto solitario, dove rimasero per molti anni, pescando, parlando e guardando il grande mare.

Roberto Piumini, C’era una volta, ascolta , Einaudi Ragazzi

COMPRENDO

A Completa e rispondi.

• I personaggi della favola sono

• La favola si svolge in un tempo ........................................................................................................

• Quale decisione prendono la testuggine e il gabbiano? .......................................................

• Quale virtù rappresentano i due personaggi? ............................................................................

• Qual è la morale della favola?

IL LEONE E IL CINGHIALE

Nella stagione estiva, quando l’afa e il caldo opprimente generano la sete, un leone e un cinghiale si trovarono contemporaneamente vicino a una piccola sorgente. Presero subito a litigare, poiché entrambi volevano bere per primi. Dalle parole passarono ai fatti: iniziarono una lotta mortale.

I due contendenti erano già feriti e sanguinanti quando, sollevando lo sguardo al cielo per riprendere fiato, scorsero uno stormo di avvoltoi, gli uccelli che si nutrono di cadaveri. Questi volteggiavano sopra di loro, in attesa di divorare il primo che fosse caduto morto. Così interruppero la lotta e dissero: – Meglio essere amici fra di noi che pasto per altri. La favola dimostra l’inutilità delle liti: le conseguenze sono sempre dannose per entrambe le parti.

Esopo, Animali nelle favole , Giunti Marzocco

COMPRENDO

A La morale di questa favola:

è espressa dall’autore

è espressa dai protagonisti si ricava dal senso della storia

A Quale parte del testo ti fa capire la morale della favola? Sottolineala.

A Completa il testo, riassumendo la vicenda. Un leone ed un cinghiale si trovarono a una sorgente per dissetarsi. I due iniziarono a litigare

LA CAPRA E L’ASINO

Un tale aveva un asino e una capra. La capra era invidiosa dell’asino perché gli davano fin troppo da mangiare; ogni giorno gli ripeteva che lo maltrattavano senza sosta, ora facendogli girare la macina, ora caricandolo di pesi. Gli consigliò pertanto di fingersi malato e di lasciarsi cadere in un fosso, se voleva godere un po’ di riposo. L’asino le diede retta, si buttò giù e si fracassò le ossa.

Allora il padrone chiamò il veterinario e gli chiese un rimedio. E il medico ordinò che gli facessero un’infusione di polmone di capra, che lo avrebbe risanato.

Così, per curare l’asino, uccisero la capra. Chi pensa inganni contro gli altri è il primo autore delle proprie disgrazie.

Esopo

COMPITO DI REALTÀ

A Disegnate su foglietti dieci animali e sistemateli in una busta; in un’altra scrivete alcuni proverbi. Un vostro compagno sceglierà dalla prima busta due animali per volta e dall’altra un proverbio (Tra i due litiganti il terzo gode; Chi fa da sé fa per tre; Chi trova un amico trova un tesoro; Chi troppo vuole nulla stringe).

A Dividetevi in piccoli gruppi e scrivete una favola. A fine lavoro confrontate le favole inventate. (Quale gruppo ha trovato un modo originale per rappresentare il proverbio? Quale favola ha colpito di più? Perché?).

A Raccogliete le vostre favole in un libretto.

COMPRENDO

A Rispondi alle domande.

• Di chi era invidiosa la capra?

• Che cosa ripeteva ogni giorno all’asino?

• Che cosa fece l’asino?

• Per salvare l’asino che cosa ordinò il veterinario al padrone?

ASottolinea la morale espressa nel testo e racconta la favola.

UNA ZEBRA MALCONTENTA

C’era una zebra che si vergognava moltissimo delle sue righe nere, e avrebbe preferito essere un cavallo. La zebra stava dentro una gabbia dello zoo e, quando c’era il sole, alle righe della pelliccia si sovrapponevano le righe delle sbarre di ferro. Qualche volta appariva con le righe doppie, ma quando il sole era alto e lei si metteva di traverso, le righe delle sbarre formavano con le sue tanti piccoli quadrati.

Se apparire con la pelle a righe la faceva vergognare, la pelle a quadretti la faceva addirittura andare in bestia. E allora si metteva a fare dei versacci che spaventavano le genti che giravano per lo zoo a curiosare. Un giorno che vide passare un cavallo con il suo manto lucente e biondo, la zebra si mise a piangere e pianse per un giorno e una notte.

La zebra si sentiva molto triste e così, mentre era sempre stata scontrosa e solitaria, incominciò a chiacchierare con

i vicini. Scoprì che la giraffa si vergognava per via del collo troppo lungo, che l’ippopotamo non era per niente contento del suo muso quadrato, che la gru non avrebbe voluto avere delle gambe così stecchite perciò appena poteva ne nascondeva una sotto l’ala, che le foche non avrebbero voluto avere i baffi, che l’aquila invidiava la voce dell’usignolo, che il leopardo passava le giornate a leccarsi le macchie della pelliccia sperando di cancellarle, che i serpenti erano pieni di complessi perché non avevano le gambe, che l’elefante si vergognava di avere la coda al posto del naso. Insomma non c’era animale dello zoo che fosse contento di se stesso.

La zebra si prese la testa fra le zampe e si concentrò sulle sue righe nere. Dopo molto pensare decise che non era un animale bianco con le righe nere, ma un animale nero con le righe bianche.

Da quel momento si mise l’animo in pace e portò le sue righe bianche con grande disinvoltura.

L. Malerba, Storiette , Einaudi

COMPRENDO

AQuesta favola vuole insegnarci che: i nostri difetti ci rendono la vita insopportabile. occorre accettarsi per quello che si è, senza voler a tutti i costi assomigliare agli altri.

PARLO DI ME

A Tu sei d’accordo con questa morale? Perché?

IMPARARE A MEMORIA

1. Leggi tante volte la favola in rima.

2. Impara due versi alla volta.

3. Ogni volta che impari una nuova strofa, ripeti anche le precedenti.

4. Ripeti tutta la favola ogni tanto, finché non la sai a memoria.

UNA FAVOLA IN RIMA

Una volta un dromedario, incontrando un cammello, gli disse: - Ti compiango, carissimo fratello; saresti un dromedario magnifico anche tu se solo non avessi quella brutta gobba in più.

Il cammello gli rispose: - Mi hai rubato la parola. È una sfortuna per te avere una gobba sola. Ti manca poco ad essere un cammello perfetto: con te la natura ha sbagliato per difetto.

COMPRENDO

ARispondi a voce alle domande.

• Chi sono i protagonisti della favola e cosa li distingue fisicamente?

• Per quale motivo il dromedario prende in giro il cammello?

• Come reagisce il cammello alle parole del dromedario?

• Che cosa pensa il vecchio beduino mentre ascolta la discussione?

La bizzarra querela durò tutta una mattina. In un canto ad ascoltare stava un vecchio beduino e tra sé, intanto, pensava: “Poveretti tutti e due, ognun trova belle soltanto le gobbe sue.

Così spesso ragiona al mondo tanta gente che trova sbagliato ciò che è solo differente!”

canto: luogo appartato. querela: discussione tra persone che la pensano in modo diverso.

beduino: abitante dei deserti arabi.

A Disegna un cammello e un dromedario in versione fantastica: aggiungi colori vivaci, decorazioni, gobbe particolari o elementi divertenti.

A In alternativa, inventa un nuovo animale con caratteristiche diverse e speciali, come tre gobbe, ali colorate o una coda strana.

AUsa tutta la tua fantasia per creare un animale unico e straordinario.

ARispondi a voce alle domande.

• Secondo te è giusto prendere in giro qualcuno solo perché è diverso da te?

• Perché succede a volte?

• Cosa vuole insegnarci l’autore con questa storia?

• Qual è, secondo te, la morale della favola?

PARLIAMONE
DICO LA MIA
ACCENDIAMO LA FANTASIA... INSIEME

GLI ANIMALI NELLE FAVOLE

ALeggi le qualità attribuite ai primi quattro animali e scrivi la favola.

LA VOLPE

Furba e maliziosa

AGNELLINO

Ingenuo e gentile

IL TOPO

Veloce e intelligente

LA GALLINA

Saggia e coraggiosa

IL GATTO

Pigro e furbo

AScegli due animali della pagina precedente e scrivi una favola che abbia la seguente MORALE: “Il furbo inganna una volta, ma non per sempre”.

• Cosa stanno facendo i due animali all’inizio della storia?

• Quale problema si presenta?

• Chi interviene per aiutare il più debole?

• Chi ha la meglio?

IL LEONE E IL TOPO

Mentre un leone dormiva tranquillo in un bosco, alcuni topolini di campagna facevano chiasso attorno a lui.

Uno di loro, senza accorgersene, nel correre finì addosso al leone sdraiato. Povero topolino sfortunato!

Il leone, con un rapido balzo, lo afferrò e sembrava deciso a mangiarselo in un boccone.

Il topo lo pregò: – Non mangiarmi, ti supplico: se mi lasci libero ti sarò riconoscente per tutta la vita!

Il re della foresta scoppiò a ridere, e rise così tanto che lo lasciò andare.

– Che cosa me ne faccio della fedeltà di un piccolo topo? – pensava andandosene in giro.

Ma un giorno il leone cadde in una trappola dei cacciatori. Una fitta rete lo imprigionò e si trovò legato al tronco di un albero.

Non poteva proprio muoversi; così cominciò a ruggire per farsi sentire da qualcuno.

Fu il topolino a udire i ruggiti del povero leone e accorse in suo aiuto.

Quando lo vide intrappolato nella rete, si mise a rosicchiare la corda: era una cosa che sapeva fare molto bene!

In men che non si dica, il leone fu di nuovo libero.

E allora il topolino disse:

– Poco tempo fa tu hai riso di me, perché credevi che io non avrei mai potuto ricambiare il favore che mi hai fatto.

Ora finalmente hai capito che anche noi, piccoli animali, possiamo essere utili ai grandi.

Esopo, Gli animali nelle favole , Giunti

ACompleta.

• I personaggi della favola sono .............................................................................................................

• Il luogo dove si svolge la favola è

A Segna con una X.

• La favola è: un racconto realistico fantastico

• I fatti narrati: potrebbero accadere nella realtà non potrebbero accadere nella realtà

ANumera con ordine i fatti della storia.

Il topo sente i ruggiti del leone e corre ad aiutarlo.

Il leone viene preso dai cacciatori e resta intrappolato nella rete.

Il leone lascia libero il topo e se ne va ridendo.

Il topo rosicchia la corda e libera il leone.

Alcuni topolini fanno rumore vicino al leone che dorme. Un topolino finisce addosso al leone, che lo cattura.

A Qual è la morale della favola? Segna con una X. Anche i piccoli possono aiutare i grandi.

I forti non hanno mai bisogno degli altri.

I topi devono stare lontani dai leoni.

Com’è andata? Colora la zampa. Bene Così così

IL MITO

SCOPRIAMO

GLI ELEMENTI

PERSONAGGI

Il mito è un racconto fantastico con cui gli antichi popoli, che non avevano conoscenze scientifiche, spiegavano l’origine del mondo, la creazione degli esseri viventi e di elementi dei fenomeni naturali.

I personaggi sono esseri con poteri straordinari ( dèi , eroi , creature fantastiche ) che compiono imprese incredibili .

LUOGHI

I luoghi in cui si svolgono i fatti narrati non sono ben definiti . Di solito sono l’Universo e la Terra.

TEMPO

Il tempo del mito è un tempo passato spesso indefinito .

I fatti sono fantastici . FATTI

GLI STRUMENTI MUSICALI

Un giorno il dio Nanye si recò a rendere visita a sua moglie che abitava lontano dalla sua dimora.

Pensava di tornare indietro il giorno stesso, ma l’ora del rientro passò senza che lui se ne accorgesse.

Dovette quindi fermarsi al villaggio per passarvi la notte.

Per rendere più piacevole la serata chiese agli abitanti di cantare e suonare per lui. Ma quelli lo guardavano stupiti: non conoscevano strumento alcuno.

Nanye rimase sorpreso: – Nessun popolo può vivere senza la musica – disse, e si sedette pazientemente in mezzo a loro.

Prese una zucca e iniziò a svuotarla. Bagnò una pelle, la tese ben bene e con essa ricoprì la zucca vuota. Poi intagliò un bastone di legno e ne fece il manico. Lavorò per molte ore spiegando agli uomini e alle donne seduti attorno a lui cosa stava facendo, in modo che fossero in grado di ripeterlo, quando fosse ripartito.

Spiegò la bellezza della musica e come questa servisse per far salire la propria voce in alto, fino al cielo. Alla fine, dalle sue mani uscì un liuto e da quel giorno lo strumento accompagnò per sempre i canti e le danze delle tribù.

J. Carioli, Ai due lati dell’arcobaleno , Accademia Naz. Di S. Cecilia

A Rispondi.

• Chi è il protagonista del racconto?

• Chi sono gli altri personaggi ?

• Dove si svolge la vicenda?

• Cosa costruì il dio Nanye?

• Che cosa vuol spiegare questo mito?

ESPLORO IL TESTO

COMPRENDO

APROMETEO E IL FUOCO

In origine, gli uomini vivevano nell’oscurità e nel freddo, perché non conoscevano il fuoco; di notte si rintanavano nelle caverne e trasalivano a ogni frusciare di cespuglio. Soltanto gli dèi possedevano il fuoco e lo custodivano gelosamente, minacciando terribili punizioni a chi avesse osato rubarlo.

Prometeo, metà umano e metà divino, ebbe pietà degli uomini e sfidò la collera degli dèi.

Salì sulla montagna dove i giganti Ciclopi lavoravano con il fuoco, di nascosto rubò un tizzone ardente e lo portò sulla Terra. Prometeo lo donò agli uomini e insegnò loro a utilizzarlo, così da quel giorno essi non ebbero più né freddo né paura.

Ma Zeus, il padre degli dèi, punì Prometeo per la sua disubbidienza: lo incatenò a una rupe e mandò un’aquila a beccargli continuamente il fegato che, però, sempre ricresceva.

Solo dopo molti anni di sofferenza, Prometeo fu liberato dall’atroce supplizio.

Mario Monge, Straordinarie avventure di dèi e di eroi , Petrini

Rispondi a voce alle domande.

• Dove vivevano gli uomini all’inizio della storia?

• Perché avevano paura e sentivano freddo?

• Cosa decise di fare Prometeo per aiutare gli uomini?

• Perché Zeus si arrabbiò con Prometeo?

LI FE SK I LLS

• Secondo te, Prometeo ha fatto bene a disubbidire a Zeus?

• Perché il fuoco era così importante per gli esseri umani?

• Ti è mai capitato di fare qualcosa di giusto anche se qualcuno ti aveva detto di non farlo?

MANGIATORI DI LOTO

Il decimo giorno raggiungemmo il paese dei Lotofagi, un popolo sconosciuto che si nutre del fiore di loto.

Sbarcammo per rifornirci d’acqua e i miei marinai si stesero a mangiare all’ombra delle navi in secca.

Quando fummo sazi di cibo e di vino, mandai alcuni esploratori a indagare sugli abitanti di quelle terre, per scoprire che persone fossero, se temessero gli dèi e se rispettassero gli ospiti.

Partirono subito e in poco tempo giunsero fra i Lotofagi che, per dimostrarsi ospitali, offrirono loro del cibo da assaggiare.

Quelli che si cibarono del fiore dolcissimo della pianta smarrirono subito ogni memoria del passato, delle loro famiglie e dei compagni che li attendevano ansiosi, ma, peggio ancora, persero il desiderio di tornare in patria. Volevano rimanere per sempre in quei luoghi, nutrendosi di loto, liberi da ogni preoccupazione.

E io dovetti trascinarli a forza sulla nave, mentre piangevano per quella che credevano la felicità perduta.

A bordo li legai strettamente ai banchi, quindi ordinai a tutti di imbarcarsi in gran fretta, perché nessuno, mangiando il loto, scordasse il ritorno.

Giovanni Caselli, I viaggi di Ulisse , Giunti Marzocco

COMPRENDO

A Sottolinea la parola errata.

• I Lotofagi erano abili guerrieri / mangiatori del fiore di loto .

• Gli uomini che mangiarono il fiore di loto persero il desiderio di tornare in patria / si trasformarono in piante .

• Ulisse reagì trascinando i compagni sulla nave / lasciandoli presso i Lotofagi .

• Il fiore di loto era dolce / dava forza per combattere .

LA NASCITA DELLE STAGIONI

Sul monte Olimpo, insieme a tutti gli altri dèi, vivevano Demetra e l'amata figlia Persefone. Demetra era la protettrice del grano, dell’agricoltura e di tutto ciò che la Terra produce. Ade, il dio degli Inferi, si era innamorato di Persefone e un giorno, mentre raccoglieva dei fiori lungo un ruscello, spaccò la Terra, emerse dal regno dei morti, la rapì e la portò con sé nel suo mondo sotterraneo. Demetra, non trovando più la figlia, la cercò disperatamente per giorni e giorni, finché, oppressa dal dolore per la sua scomparsa, smise di occuparsi della Terra: i campi non producevano più raccolti, gli alberi persero i frutti e le foglie, i fiori e le erbe appassirono. Gli uomini non avevano più cibo e rischiavano di morire di fame, allora Zeus, padre degli dèi, ordinò che Persefone facesse ritorno dalla madre. Nel mondo dei morti, però, vigeva una legge: se un vivo avesse mangiato qualcosa trovandosi agli Inferi, sarebbe rimasto intrappolato laggiù per sempre. E Ade aveva dato a Persefone dodici chicchi di melagrana.

La ragazza, vinta dalla fame, ne aveva mangiati sei. Come fare? Zeus intervenne allora a risolvere la questione: dei dodici chicchi offerti da Ade, sei

ESPLORO IL TESTO

A Segna con una X il completamento giusto.

• I personaggi di questo mito sono: animali uomini divinità

• I fatti narrati sono: fantastici reali

chicchi erano stati mangiati dalla ragazza e sei no. Persefone allora avrebbe trascorso sei mesi con Ade, che nel frattempo era diventato suo sposo, e negli altri sei mesi sarebbe ritornata sulla Terra dalla madre. E così per sempre. Quando Persefone tornò dalla madre, Demetra, dalla gioia, risvegliò tutta la natura: crebbero erbe fresche e fiori nei prati, tornarono le foglie e i frutti sugli alberi, i campi produssero di nuovo grano e ogni altro tipo di raccolto. Fu così che ebbe inizio il ciclo delle stagioni. Durante i sei mesi che Persefone si trovava nel regno dei morti, nel mondo sarebbe calato il freddo e la natura si sarebbe addormentata, dando origine all’autunno e all’inverno, mentre nei restanti sei mesi la Terra sarebbe rifiorita, dando origine alla primavera e all’estate.

Mito greco

ACOMPRENDO

Vero (V) o Falso (F)? Segna con una X.

• Demetra viveva sul monte Olimpo con la figlia Persefone. V F

• Persefone era la figlia di Zeus. V F

• Ade, il dio degli inferi, si innamorò di Persefone. V F

• Ade portò Persefone sul monte Olimpo. V F

• Demetra non trovando sua figlia smise di occuparsi della Terra. V F

• Demetra si rivolse a Zeus. V F

• Persefone aveva mangiato sei chicchi di melagrana. V F

• Zeus decise che Persefone avrebbe trascorso sei mesi con la madre e sei mesi con Ade. V F

A

Cosa spiega questo mito?

La nascita dei fiori

Il ciclo delle stagioni

La creazione del monte Olimpo

LA CREAZIONE DELL’UOMO

A Completa la storia osservando le scene e leggendo i fumetti.

Quando gli uomini non erano stati ancora creati, il dio Magbabaya disse: –Che peccato! Un mondo così bello e non c’è nessuno a goderselo. Allora decise di scendere sulla terra e di popolarla di uomini. Prese un pugno di argilla e lo mescolò con dell’acqua. Con questa creta modellò alcuni esseri umani, poi chiamò il sole perché li asciugasse.

Mentre le statue di creta si asciugano, io vado a caccia.

Per il troppo sole si sono bruciate. Ne farò altre.

Qui sono all’ombra. Tornerò a caccia

Adesso però sono troppo pallide. Le rifarò.

Le rimetto al sole, ma questa volta non vado via.

Adesso sì che sono perfette!

Poi prese le statue che aveva modellato in quei tre giorni e con un soffio diede loro la vita. Infine le sparse in tutti i luoghi della Terra.

F. Lazzarato, N.Costa, Cento fiabe venute da lontano , Mondadori ..............................................................................................

ARispondi alle domande.

• Chi è il protagonista di questo mito?

• Quale azione compie quando due beduini cominciarono a litigare?

ASegna con una X

• Il mito che hai letto è: una storia realistica una storia fantastica

• Secondo questo mito i deserti sono nati: perché Allah ha punito gli uomini per la loro malvagità

perché non c’era più acqua nei fiumi

• Questo mito spiega: l’origine dei deserti l’origine degli uomini

A Numera correttamente le scene da 1 a 4.

Com’è andata? Colora la zampa. Bene Così così

LA LEGGENDA

SCOPRIAMO

GLI ELEMENTI

PERSONAGGI

La leggenda è un racconto popolare che spiega, attraverso la fantasia, perché uomini, animali, piante, fenomeni naturali hanno certe caratteristiche.

I personaggi sono persone comuni, animali , piante o elementi della natura dei quali si spiega l’origine.

LUOGHI

I luoghi sono in genere ambienti naturali e realistici .

TEMPO

Il tempo dei fatti è indefinito . I fatti avvengono in un passato lontano.

FATTI

I fatti sono fantastici , ma spiegano elementi che esistono nella realtà.

GIORNO E NOTTE

Nei tempi antichi brillavano in cielo due Soli. Quando tramontava uno, sorgeva l’altro e sulla Terra era sempre giorno. I raggi cocenti tormentavano gli uomini e il calore bruciava ogni vita. I campi erano aridi come la pietra e se qualcosa spuntava dalla terra bruciata, gli uomini dovevano proteggere il raccolto stendendovi sopra delle tende.

Ma questo non è tutto. Anche il cielo a quel tempo era diverso da oggi. Era così basso che gli uomini quando battevano il grano lo urtavano con i bastoni.

Una volta accadde che un uomo fece la birra col miglio. Finito il suo lavoro gli era rimasta un po’ di acqua calda nella pentola.

Egli prese la pentola a due mani, la sollevò e la gettò lontano. Purtroppo non era stato bene attento e gettò l’acqua proprio in faccia a un Sole. Il Sole si ammalò, perdette il suo splendore e diventò la Luna.

Da quel tempo noi abbiamo il giorno e la notte. Inoltre adesso il cielo è più alto. Un giorno gli uomini unirono tutte le loro forze e lo spinsero in su dove si trova adesso. Da quel tempo non si urta più il cielo col bastone e la gente può lavorare senza difficoltà.

Gianni Rodari, Enciclopedia della favola , Editori Riuniti

ESPLORO IL TESTO

A Rispondi con una X.

• Quando si svolgono i fatti?

In un tempo molto lontano

Ai nostri giorni

In un tempo futuro

• Dove si svolgono i fatti?

In un luogo reale

In un luogo fantastico

• I personaggi sono: reali fantastici

• I fatti sono: reali fantastici

• La leggenda spiega: perché una volta c’erano due Soli perché uno dei Soli è diventato Luna perché abbiamo il giorno e la notte

A Sottolinea nel testo i verbi al tempo imperfetto. GRAMMATICA

COMPRENDO

ARispondi alle domande.

• Di chi si parla nella storia?

• Com’erano gli uccelli in origine?

• Quale fatto cambia la loro situazione?

PENNE E PIUME

DI

TUTTI I COLORI

Molto tempo fa gli uccelli avevano penne e piume del colore della terra, mentre i fiori erano di tutti i colori. Un giorno il colibrì disse:

– Sarebbe bello che gli uccelli fossero colorati come i fiori!

Subito gli uccellini che lo avevano udito si misero a cinguettare: – Io voglio essere azzurro!

– Io preferirei diventare rosso!

– A me starebbe bene l’arancione!

– Andiamo dal Sole e chiediamogli questo dono! –disse la civetta.

Così gli uccellini partirono in volo.

Il Sole sorrise e si nascose dietro le nuvole, che di lì a poco si sciolsero in pioggia.

– Poveri noi! – pigolarono gli uccellini disperati.

Il Sole, però, aveva previsto tutto: in quel momento ordinò alla pioggia di fermarsi e fece apparire in cielo l’arcobaleno.

Fu una bella sorpresa per gli uccellini, che subito corsero a tuffarsi dentro e fuori l’arcobaleno, colorando così le penne e le piume.

Gli uccelli timidi si accontentarono di uno o due colori; quelli più curiosi e vivaci, come i pappagalli, svolazzarono da un colore all’altro, spruzzandosi di giallo, rosso, verde e blu.

Quando il Sole riapparve nel cielo, l’arcobaleno svanì e gli uccellini ritornarono ai loro nidi, ognuno di un colore.

A. Parravicini, Inverno, una storia per sera

PERCHÉ IL CONIGLIO DIVENNE BIANCO

Il pellerossa Occhio di Falco era un bravissimo cacciatore. Tuttavia, l’estate era stata così calda che tutti gli animali se ne erano andati in cerca d’acqua e così anche Occhio di Falco non riusciva a trovare selvaggina per sfamare la sua tribù.

Un giorno decise di andare a caccia altrove: prese la sua canoa e navigò verso nord. Rema e rema, Occhio di Falco arrivò nelle terre gelate, dove c’era sempre la neve, e ne fu contento, perché sulla neve avrebbe potuto vedere meglio le tracce degli animali.

Tuttavia, mentre inseguiva un cervo, lo sorprese una bufera di neve e il pellerossa si perse.

Per fortuna trovò un coniglio bruno che, con gentilezza, si offrì di aiutarlo e lo riportò alla sua canoa, salvandolo da morte sicura. Prima di salutarlo, l’indiano ringraziò il coniglio, lo accarezzò e, con una magia, fece diventare il suo pelo bianchissimo, in modo che sulla neve nessuno potesse più vederlo e dargli la caccia.

COMPRENDO

A Segna con una X tutte le affermazioni corrette.

Il pellerossa era un abile pescatore.

Tutti gli animali erano andati in cerca d’acqua.

Il pellerossa raggiunse le alte montagne.

Il pellerossa, mentre seguiva un cervo, fu sorpreso da una bufera di neve e si perse.

Il pellerossa fu salvato da un coniglio bianco.

L’indiano ringraziò il coniglio e con una magia fece diventare il suo pelo bianchissimo.

ESPLORO IL TESTO

• Il racconto è: un mito una fiaba una favola una leggenda

• Qual è lo scopo di questa leggenda?

Spiegare perché il coniglio diventa invisibile

Spiegare perché il coniglio ha il pelo bianco

Raccontare una storia di magia e mistero

COME NACQUE LA PIOGGIA

In principio, quando il mondo era stato appena fatto, non pioveva mai.

Questo era un guaio così grosso che tutti gli animali decisero di invocare il dio Cielo perché mandasse la pioggia.

Si divisero in gruppi, a seconda della specie, e iniziarono a gridare.

Provarono gli elefanti, i rinoceronti, ma né i barriti né i ruggiti servirono a ottenere la pioggia.

Provarono anche gli animali più piccoli, persino i piccolissimi, ma la pioggia non venne.

Quando fu il turno delle rane, esse emisero un grido così assordante e monotono che il dio Cielo, per non sentirlo più, si coprì di nuvole.

Fu inutile: il gracidare delle rane riusciva a penetrare persino le nuvole.

Alla fine il dio Cielo, stanco di udirle, tentò di affogarle nell’acqua, e così piovve.

Poiché finalmente avevano ottenuto ciò che volevano, le rane tacquero. L’erba crebbe e tutti gli altri animali si sparpagliarono ovunque per mangiare.

Solo le rane rimasero nelle buche dove l’acqua si era fermata perché, essendo riuscite a far piovere, si sentivano le padrone dell’acqua.

Fedro, Favole di animali , AMZ

COMPRENDO

Leggi le frasi e segna V (vero) o F (falso).

• All’inizio del mondo pioveva spesso. V F

• Gli animali chiesero al dio Cielo di mandare la pioggia. V F

• Gli elefanti e i rinoceronti riuscirono a far piovere. V F

• Le rane gracidarono così forte da disturbare il dio Cielo. V F

• Il dio Cielo mandò la pioggia per aiutare le rane. V F

• Dopo la pioggia, l’erba cominciò a crescere. V F

• Tutti gli animali rimasero nelle pozzanghere d’acqua. V F

• Le rane si sentirono le padrone dell’acqua. V F

COME IL CANGURO CAMMINÒ A DUE ZAMPE

Quando il canguro arrivò in Australia a bordo di una canoa, le sue quattro zampe avevano la stessa lunghezza.

Un giorno Canguro stava riposando all’ombra di un albero quando udì uno strano rumore. Aprì gli occhi e vide Uomo, il cacciatore.

Canguro, spaventato, fuggì, ma si accorse che le due gambe di Uomo erano più veloci delle sue quattro zampe, tanto che Uomo gli era sempre dietro.

Al tramonto Canguro e Uomo caddero a terra e si addormentarono.

Quando Canguro si svegliò, si accorse di essere sdraiato vicino a Uomo.

Per non far rumore si alzò sulle due zampe posteriori e sgattaiolò via.

Canguro si accorse che camminare su due zampe lo rendeva più silenzioso e più veloce e che, inoltre, muoversi così era anche divertente.

Da quel giorno Canguro decise di spostarsi sempre in quel modo: le sue zampe posteriori diventarono sempre più forti e muscolose e le sue zampe anteriori, che ora non gli servivano più, sempre più piccole.

Leggenda australiana

ESPLORO IL TESTO

AIndica con una X il completamento giusto.

• Il tempo della storia è: definito indefinito

• Il luogo dove si svolge la storia è: l’America l’Australia

• La leggenda spiega perché: il canguro vive sugli alberi il canguro cammina su due zampe il canguro ha paura dell’uomo

LA LEGGENDA DEL GIRASOLE

A Osserva le immagini e completa la leggenda. Il lavoro è avviato.

Nacque un fiore strano, non troppo bello e dallo stelo sottile...

Il gruppo dei fiori belli...

Il fiore guardava il sole in silenzio

Il sole mandava i raggi sul fiore

Il fiore diventò il più alto e

Così nacque il girasole.

ECO E NARCISO

Tanto tempo fa, nell’antica Grecia, viveva un giovane di straordinaria bellezza, dal nome Narciso.

Un indovino aveva predetto alla madre che il figlio sarebbe vissuto a lungo solo se non si fosse mai guardato in volto e così fu, perché la donna fece togliere tutti gli specchi. Narciso crebbe bellissimo e solitario, vagava per i boschi e ignorava tutte le ninfe che si innamoravano di lui. Tra queste c’era Eco, che era stata rifiutata dal giovane, e che per questo lo seguiva di nascosto, solo per poter godere della sua straordinaria bellezza.

Un giorno Narciso si avvicinò a una fonte per dissetarsi. Sporgendosi sopra l’acqua vide la sua immagine riflessa e immediatamente si innamorò di se stesso. Totalmente conquistato da tale bellezza, rimase per sempre lì a guardarsi e a guardarsi, consumandosi d’amore, dimenticandosi di bere e di mangiare, finché un giorno, sulla riva di quella fonte, morì.

La ninfa Eco, distrutta dal dolore, si rinchiuse su un’alta montagna divenendo solo voce e da allora lei risponde ai viandanti ripetendo l’ultima sillaba delle loro parole.

Il corpo del giovane fu trasformato in un bellissimo fiore, dal profumo intenso e dal capo sempre chino, come chi si rispecchi ancora nelle acque.

Leggenda della mitologia greca

ACompleta.

• I personaggi della leggenda sono

• Il protagonista è

• Il tempo in cui si svolgono i fatti è

A Segna con una X le affermazioni corrette.

Tanto tempo fa nell'antica Grecia viveva un bellissimo giovane di nome Narciso.

Un indovino disse alla madre di Narciso che suo figlio non sarebbe mai morto se si fosse specchiato.

La madre di Narciso fece togliere tutti gli specchi.

Narciso vagando per il bosco si avvicinò ad una fonte per dissetarsi.

Quando vide la sua immagine riflessa si spaventò.

Il giovane rimase sempre lì a guardarsi dimenticando di bere e di mangiare, così morì.

La ninfa Eco, innamorata di Narciso, rimase per molti giorni accanto al corpo del giovane.

Il corpo di Narciso fu trasformato in un bellissimo fiore dal profumo intenso e dal capo chino.

A Che cosa vuol spiegare questo mito?

È pericoloso specchiarsi

Non bisogna essere troppo vanitosi

L'origine del narciso e dell'eco

Com’è andata? Colora la zampa. Bene Così così

ACompleta la mappa della fiaba e della favola. Scegli tra queste parole:

lieto fine · magici · antagonista · protagonista · morale · aiutante · parlanti uomini · prove

LA FIABA

La fiaba è un racconto fantastico ricco di avvenimenti

Nella fiaba in genere agiscono un PROTAGONISTA , un ............................... e un ............................... che risolve la situazione grazie a un oggetto magico donato al per superare le

I LUOGHI possono essere reali o fantastici.

LA FAVOLA

La favola è un breve racconto fantastico che vuol trasmettere un insegnamento attraverso la .

I PERSONAGGI sono in genere animali ............................... che si comportano come gli ...............................

I LUOGHI sono reali e naturali.

I fatti accadono in un TEMPO indefinito.

I fatti accadono in un TEMPO indefinito. Nella fiaba la vicenda si conclude con un

ACompleta la mappa del mito e della leggenda scegliendo tra queste parole: persone comuni · animali · antichi popoli · fantasia · Universo · piante · eroi · fenomeni

IL MITO

Il mito è un racconto fantastico tramandato dagli .

I PERSONAGGI sono déi, , creature fantastiche.

I LUOGHI di solito sono l’ o la Terra.

Il TEMPO dei fatti è lontano e indefinito.

LA LEGGENDA

Il leggenda è un racconto popolare che spiega attraverso la le caratteristiche di uomini, , e ............................... naturali.

I PERSONAGGI sono ................................................. , animali, piante o elementi della natura.

I LUOGHI sono ambienti naturali e realistici.

Il TEMPO dei fatti è lontano e indefinito.

IL TESTO DESCRITTIVO

AOsserva il paesaggio e descrivi aiutandoti con le domande.

• Quali colori vedi nelle case e nei fiori?

• Che forma hanno le case? E i tetti? Di che colore sono? Che sensazione ti trasmettono?

• Come sono il cielo e il mare?

• Dove si trova questo paese secondo te?

• Ci sono bambini o persone?

• Cosa stanno facendo?

• Come si muovono i bambini?

• Come giocano?

• Che sensazione ti trasmette questo paesaggio?

• Ti piacerebbe vivere o trascorrere una giornata qui? Perché?

IL TESTO DESCRITTIVO

SCOPRIAMO

GLI ELEMENTI

DATI SENSORIALI

Il testo descrittivo spiega come sono fatti persone, animali, luoghi.

Sono le informazioni che arrivano dai sensi:

• Vista → Dati visivi (forme, colori, luci...)

• Udito → Dati uditivi (suoni, rumori, voci...)

• Gusto → Dati gustativi (dolce, salato, amaro...)

• Olfatto → Dati olfattivi (odori, profumi...)

• Tatto → Dati tattili (morbido, ruvido, freddo...)

AGGETTIVI E PARAGONI

• Gli aggettivi servono per dire com’è una cosa o una persona.

• I paragoni indicano a che cosa assomiglia ciò che si descrive.

DATI DI POSIZIONE

ORDINE

Dicono dove si trovano le cose nello spazio

Esempio: a destra c’è un albero, in alto vola un gabbiano, al centro del prato c’è una panchina.

LOGICO

• Presentazione

• Aspetto fisico

• Carattere

• Comportamento

SPAZIALE

• Dal generale al particolare

• Da lontano a vicino

• Dall’esterno all’interno o viceversa

DESCRIVIAMO CON I CINQUE SENSI

UDITO · Ascolta il giardino

Nel giardino si sentivano i merli cinguettare felici tra le foglie. Un gatto miagolava vicino al cancello. Dall’interno della casa arrivava il tintinnio dei piatti: era l’ora di pranzo!

VISTA · Uno spettacolo al tramonto

Il cielo si colorò di toni giallo-rossi e le montagne diventarono azzurro cupo. I bagliori di fuoco si riflettevano sul lago calmo. I canneti sembravano rossastri e secchi.

OLFATTO · Profumi di mare

Sulla spiaggia l’odore salmastro dell’aria di mare mi riempie il naso. Sento il profumo delle alghe bagnate e della sabbia calda sotto il sole. Sento l’odore delle conchiglie, che mi rivelano i segreti del mare.

TATTO · Un bellissimo albero

Appoggio la mano sul tronco dell’albero: è ruvido e irregolare, con la corteccia dura e piena di piccoli solchi. Sfioro alcune foglie: sono lisce e morbide, ma alcune, più vecchie, sono croccanti e si spezzano tra le dita.

GUSTO · La crostata

La crostata è dolce, fragrante e si scioglie lentamente in bocca. La marmellata al centro è morbida e profumata, con un gusto intenso di frutti di bosco.

ESPLORO IL TESTO

A Sottolinea con colori differenti l’aspetto fisico, i gusti e il comportamento delle due gemelle.

GEMELLE

Siamo gemelle. Io sono Rubinia, detta Ruby. Lei è Granata detta Gran. Siamo identiche. Sono pochi quelli che riescono a distinguerci. Be’, finché non cominciamo a parlare. Io quando comincio non la smetto più. Gran è un tipo silenzioso.

Siamo identiche: stesso peso, stessa altezza, stessi occhi piccoli e vivaci e un nasino all'insù che ci rende simpatiche.

Io mangio un po’ di più di Gran, adoro i dolci, ma mi piacciono anche le cose salate.

E riempio di sale e ketchup anche le patatine fritte. Lo ammetto: per quelle vado proprio matta.

Odio stare seduta. Gran è capace di stare curva su un libro per ore, invece a me viene il nervoso.

Sia io che la mia gemella siamo campionesse di corsa. Nelle ultime gare scolastiche abbiamo battuto tutti, anche i ragazzi. Siamo arrivate prime. Be’, in realtà, io sono arrivata prima, Gran seconda.

Jacqueline Wilson, Fotocoppia , Salani

A Descrivi te stessa/o seguendo questo ordine e, per rendere efficace il testo, inserisci qualche paragone. SCRIVO

ASPETTO FISICO espressioni del viso, corporatura, capelli, occhi...

ABBIGLIAMENTO maglietta, pantaloni, felpa...

CARATTERE allegro, socievole, timido, simpatico, vivace...

COMPORTAMENTO abitudini

LA FAMIGLIA DI DEBBORA

Debbora vive con sua madre e suo padre.

La madre è magrissima ed è fissata con la bellezza. Infatti di mestiere fa la parrucchiera, ma sa anche truccare, dipingere le unghie e costruire parrucche. Il suo sogno è quello di mettere le mani sulla testa di Debbora e provare su di lei le sue acconciature.

Suo padre è bruno: tutto lavoro, calcio e TV. È grassoccio e basso e per questo costituisce un problema per la moglie che sognava un marito alto e snello come Ken di Barbie. Alla fine anche lei alla Barbie non somiglia per nulla! Il babbo è costretto dalla mamma a stare a dieta, ma di notte si fa dei panini enormi con i würstel e la maionese e spesso li divide con la figlia. Debbora è magra come uno stecco e ha i capelli lunghi e biondi. È estroversa e le piace stare con gli altri. Quando sta senza far nulla, si annoia, è più forte di lei.

Chiara Rapaccini, Debbora va in tivvù, Piemme Junior

A Completa la tabella.

ASPETTO FISICO

COMPORTAMENTO

SCRIVO

A Descrivi un componente della tua famiglia, mettendo in evidenza alcuni aspetti particolari del fisico e del carattere. Per evidenziare quest’ultimo, puoi raccontare un breve episodio.

VISITA ALLA ZIA

Il cancello cigolando si aprì. Lo spingeva con fatica un vecchio dalla lunga barba bianca, vestito con pantaloni e una camicia dalle maniche rimboccate.

Un vialetto serpeggiante costeggiava sulla destra una collinetta ricca di vegetazione e sulla sinistra un prato con un ombrellone e due sedie a sdraio.

Pochi attimi dopo l’auto si fermò davanti alla villa e zia Jolanda uscì.

Era vestita di bianco e anche i suoi capelli che incorniciavano il volto erano candidi.

Baciò i tre ragazzi in ordine di età.

Improvvisamente si sentì un frullare d’ali e un pappagallo ornato di piume multicolori si appollaiò su una piccola palma gracchiando qualcosa.

R. Giovannoli, Il mistero dell’Isola del Drago , Piemme Junior

ESPLORO IL TESTO

A Sottolinea nel testo le parole che:

• descrivono i due signori

• indicano che cosa appare a destra e a sinistra del vialetto

AQuali dati sensoriali ha usato lo scrittore per descrivere il pappagallo? Segna con una X.

Dati visivi

Dati olfattivi

Dati tattili

Dati uditivi

Dati gustativi

IL GATTINO

Qualche volta, nel viottolo sottostante, s’accovacciava un gattino bianco e giallo, col musetto rosa. Se ne stava tranquillo tranquillo e la sua ombra striminzita gli si allungava accanto. Questo gattino non camminava mai diritto: correva su e giù lungo il sentiero rasentando i ciuffi d’erba, strisciando ora lungo lo steccato, ora contro il mucchio di macerie, e le sue zampine sfioravano appena il suolo, quasi avesse paura di essere inseguito e di lasciar tracce sul terreno.

Katherine Mansfield, 101 gatti d’autore , Muzzio

INSIEME

AARispondi alle domande.

• Quali aspetti del gatto si descrivono nel primo capoverso? E nel secondo?

Dividetevi in tre gruppi e ognuno sceglierà il gattino da descrivere. Poi ogni gruppo leggerà la propria descrizione e mostrerà il disegno del suo gattino.

Il gattino pigro

• Dove sta il gattino?

• Cosa fa durante la giornata?

• Come si muove?

• Che espressione ha il suo musetto?

Il gattino vivace

• Dove corre o gioca il gattino?

• Cosa fa di speciale?

• Come sono i suoi movimenti?

• Che rumori fa?

Il gattino pauroso

• Di cosa ha paura il gattino?

• Dove si nasconde?

• Come si muove?

• Che espressione ha il suo musetto?

I MIEI TRE CANI

Sono affezionato ai miei tre cani.

Febo è bianco come una colomba, con macchie color grano maturo; il suo pelo è lucido e risplende al sole.

Andrebbe bene per la caccia, ma preferisce correre con me tra i filari e lungo i prati verdi.

Poi c’è Socrate, un pointer di pura razza. Ha gli occhi castani e dolci, un carattere affettuoso. Con me ha imparato a non spaventare le lepri e a non uccidere.

È un cane che non ama abbaiare. Quando è in cortile rimane fermo a guardare il cielo, a osservare l’aria che muove le piante, a seguire l’ombra del fico che disegna strani geroglifici sulle pietre.

L’ultimo arrivato è Bruto. È un boxer con un gran muso scuro e sul naso una macchia bianca; il resto del pelo è di colore grano secco. È pieno di forza e ha sempre una voglia pazza di giocare: preferisce inseguire le farfalle.

Gli uccelli sono troppo alti, mentre le farfalle gli danzano sul muso da farlo impazzire.

I miei cani rimangono cani: non sono addestrati né per la caccia né per i tartufi. Per questo mi tengono compagnia.

ADei tre cani vengono descritti sia l’aspetto fisico che il comportamento. Pensa a un cane e fai la descrizione del suo aspetto fisico e del suo comportamento.

BENIAMINO

ASottolinea con colori diversi l’aspetto fisico e il comportamento. Cerchia la similitudine.

Nonna Matilde allevava una famiglia di conigli marroni e, tra questi mi ero scelto il coniglietto più piccolo, il più vivace, che avevo battezzato Beniamino.

Il suo pelo lucidissimo vibrava appena mi avvicinavo, le narici si sollevavano alternativamente lasciando intravedere l'interno di colore rosa. Gli occhi grandi, umidi e bellissimi, mi fissavano. Dalle lunghe orecchie, leggermente inclinate sulla testa, spuntavano ciuffetti di pelo candido come nuvolette primaverili.

Mi avvicinavo alla conigliera con larghe foglie di lattuga verde: Beniamino era il primo ad avvicinarsi schiacciando il musetto contro la rete sottile.

Naturalmente le foglie sparivano in un baleno e agli altri conigli non restava altro da fare che ritirarsi con le orecchie malinconicamente abbassate.

Poi golosamente mi fissava furbescamente come per dirmi: – E allora? Sei ancora qui? Va’ a prenderne dell’altra!

AA. VV., Raccontini strampalati e divertenti , Einaudi ragazzi

SCRIVO

ADescrivi un animale che conosci o che vorresti avere. Utilizza i dati sensoriali e le similitudini.

• Di che animale si stratta?

• Come si chiama?

• Com’è il suo aspetto fisico?

• Che carattere ha?

• Come si comporta?

ASottolinea con colori diversi le caratteristiche e il comportamento di Cecchina. Poi cerchia il paragone.

ASottolinea i dati sensoriali presenti nel testo e specifica se sono: tattili visivi olfattivi uditivi.

La descrizione è soggettiva quando l’autore esprime sensazioni, impressioni dando una personale interpretazione.

La descrizione è oggettiva quando l’autore presenta una persona, ambiente, un

LA CORNACCHIA

DESCRIZIONE SOGGETTIVA

Una giovane cornacchia, che chiamammo Cecchina, abitò in casa mia per sette anni.

Era bellissima: aveva le piume morbide come il velluto e due occhi vivi e attenti a tutto ciò che accadeva accanto a lei. Era divenuta una cornacchia domestica. Con un breve volo si posava su una spalla o su un ginocchio di uno di noi; tirava con il becco l’orlo della gonna della mamma quando voleva farsi dare un pezzetto di carne.

Faceva il bagno ogni giorno, ma l’acqua doveva essere tiepida e limpida. Ogni tanto, se disturbata, emetteva un suono breve e stridulo.

Era curiosissima: quando arrivava un pacchetto a casa, non si dava pace finché non ne aveva visto il contenuto!

DESCRIZIONE OGGETTIVA

La cornacchia nera è un uccello. Ha il becco nero e ricurvo all’apice, le ali ampie e sfrangiate in punta. Si distingue dalla cornacchia grigia proprio per la tinta del piumaggio. È tra le specie più diffuse. In Italia la cornacchia nera predilige i luoghi montani. Costruisce un nido voluminoso sugli alberi, dove una volta l’anno depone cinque o sei uova. Si nutre di insetti, frutta e verdura, ma è ghiotta anche di pulcini e di piccoli uccelli.

UNA SCUOLA ALLEGRA

Ha l’intonaco celeste, la scuola, e gli scuri di legno bianco.

Il tetto, spiovente, è grigio scuro e le maniglie delle porte sono blu.

Tutto questo era evidente soprattutto all’inizio, quando la scuola era stata appena ridipinta: adesso i colori sono un po’ sbiaditi, ma rimane intatta l’impressione di allegria.

Il giardino attorno, anzi, il parco, è tutto un susseguirsi di alberi e cespugli, con le vecchie aiuole che sono straripate dai propri confini, regalando fiori colorati a tutto il prato.

Giusto davanti all’ingresso qualcuno ha distribuito della ghiaia chiara, e lì si possono giocare splendide partite di pallone, pallavolo, palla prigioniera.

Dietro , oltre la tettoia delle biciclette, il giardino sbuca nel più grande prato fiorito che in paese si sia mai visto e poi, giù in fondo , direttamente nel fosso, un tempo pieno di pesci.

Generazioni di bambini hanno lasciato in quella scuola elementare un pezzetto del loro cuore: dove potrebbero trovare un altro regno come quello?

V. Marcati, Il grande rosso , La Scuola Editrice

A Leggi le domande e sottolinea le risposte nel testo.

• Di che colore è l’intonaco della scuola?

• Com’è il tetto della scuola?

• Cosa si trova davanti all’ingresso della scuola?

• Dove si trova il grande prato fiorito?

• Cosa si trovava un tempo nel fosso?

A Le parole evidenziate sono indicatori spaziali o temporali? ...................................................

PAESAGGIO DI PERIFERIA

Il vicolo lastricato che scendeva fino a metà collina, sotto le case, era deserto.

Più in basso, su un altro sentiero della collina, una coppia di ragazzi stava giocando con un boomerang. Ancora più in basso, una villetta era imprigionata fra qualche albero e i mattoni rossi di un muro.

Nel cortile di dietro si potevano notare dei panni stesi ad asciugare. Due piccioni scendevano la parte inclinata del tetto con grande sussiego , annuendo ritmicamente con il capo.

Un bus azzurro e marrone superò la casa e si fermò.

Raymond Chandler, La signora del lago , Feltrinelli

sussiego: sostegno, compostezza.

COMPRENDO

• Come ti sembra il testo: triste o sereno?

• Quali dati sensoriali ha utilizzato lo scrittore?

• La descrizione segue un percorso: dal basso all’alto dall’alto al basso

SCRIVO

ADescrivi quello che vedi dalla tua casa usando la stessa struttura descrittiva del testo.

LA GRANDE MONTAGNA

La grande montagna sulla quale stiamo arrancando è più viva che mai; ce lo fa sentire la voce allegra e a volte fragorosa dei suoi torrenti, delle sue cascate, il cinguettio degli uccelli, il fischio lontano delle marmotte e il ronzio degli insetti attirati fin quassù dagli odorosi fiori. La brezza mi sfiora il viso.

Spesso si avverte il profumo piacevole della terra umida, a tratti ancora impregnata del buon odore d’erba secca della passata stagione.

Sopra di noi, ogni tanto, volteggia incuriosita una cornacchia: s’avvicina, gracchia e se ne va. Bianche nuvolette si addensano intorno ai picchi, creando fantastiche figure.

A destra, un sasso che rotola d’improvviso verso valle ci rivela una gradita sorpresa: due magnifici camosci. Infine, il nostro arrivo alla capanna sorprende una grossa marmotta intenta a scavarsi la tana proprio dietro al rifugio. Scappa velocissima, emettendo il suo caratteristico fischio. W. Bonatti, Le mie montagne , Zanichelli

A Nel brano sono presenti molti dati sensoriali: riscrivili nella tabella al posto giusto.

IL BOSCO MAGICO

IMMAGINI, STORIE E SUONI

Un viaggio tra fantasia e creatività per descrivere luoghi e personaggi fantastici, scoprendo suoni, immagini e storie incantate.

Il bosco magico

AOsserva l’immagine e descrivi alcuni elementi del bosco magico:

• Gli alberi parlanti

• L’orchestrina di uccellini musicisti

• Le casette volanti

• Le fatine dai mille colori

• L’orchetto buffo e i bambini meravigliati

Le fatine dai mille colori

AIn gruppo, inventate una breve storia che abbia come protagoniste le fatine del bosco.

Suggerimenti:

• Una fatina si sveglia nel calice di un fiore e...

• Le fatine ricevono un messaggio segreto da un albero parlante…

• Le fatine all’improvviso perdono le ali e chiedono aiuto ai bambini…

La casa volante

AIn gruppo, immaginate di trovarvi davanti a una sorpresa che atterra delicatamente nel cortile della scuola.

Inventate una breve scenetta teatrale o un dialogo su ciò che accade.

Suggerimenti per la scena:

• Cosa fanno i personaggi che escono dalla casetta?

• Cosa chiedono ai bambini?

• Quale missione portano?

Concerto tra i rami

ADividetevi in piccoli gruppi e, prendendo spunto dagli uccellini musicisti, inventate un concerto tra i rami.

Suggerimenti:

• Scegliete i suoni della natura (canto degli uccelli, vento, acqua…).

• Riproduceteli con strumenti semplici o oggetti (cucchiai, bottiglie, scatole…).

• Create un ritmo di gruppo, provando insieme una breve sequenza musicale.

• Preparate una piccola esibizione di pochi minuti.

ACompleta la mappa del testo descrittivo. Scegli tra queste parole:

persone · assomiglia · luoghi · colori · qualità · spazio · all’interno comportamento

Spiega le caratteristiche di ............................... , animali, realistici e fantastici.

IL TESTO DESCRITTIVO

Contiene dati sensoriali che indicano forme, , suoni, odori, sapori, morbidezza. Utilizza:

• aggettivi che indicano le di ciò che viene descritto;

• paragoni che indicano a che cosa ciò che si descrive;

• indicatori spaziali che indicano la posizione nello . Segue un ordine : LOGICO per persone e animali.

Dal generale al particolare (presentazione, aspetto fisico, ....................................... ).

SPAZIALE per i luoghi.

Dal generale al particolare, da sinistra a destra, dall’esterno o viceversa.

LA FATTORIA DELLO ZIO CARLO

A Completa il testo aiutandoti con le domande.

Zio Carlo vive in una fattoria in pianura, in una casa colorata. Intorno alla casa ci sono tanti campi di girasoli.

Per arrivare alla fattoria si percorre una lunga strada fiancheggiata da alberi molto alti che fanno ombra.

Vicino alla strada scorre un ruscello.

Zio Carlo mi accoglie sempre con un grande sorriso.

Vicino alla casa c’è un fienile: è il mio posto segreto.

Dietro il fienile ci sono le mucche nel recinto.

A sinistra della casa c’è il pollaio. Lì vivono le galline e i pulcini in perfetta armonia.

Ogni mattina aiuto lo zio a nutrire i conigli. Uno si chiama Nuvola ed è il più piccolo e il più vivace.

Ieri io e zio Carlo abbiamo innaffiato le piantine dell’orto e piantato i pomodori.

• Di che colore è la casa?

• Com’è l’acqua del ruscello? Fa rumore?

• Che aspetto ha lo zio Carlo?

• Che carattere ha?

• Come sono le mucche? Cosa fanno?

• Come sono i pulcini?

• Com’è Nuvola?

• Cosa gli piace fare?

• Com’è stato piantare i pomodori?

• Ti sei divertito? Cosa hai fatto esattamente?

IL GIARDINO DELLA NONNA

Io mi chiamo Michele.

Spesso vado a trovare la nonna.

Abita in una villetta non molto lontana da noi.

La sua casa è uguale a tutte le altre case della via… ma il giardino è molto diverso da tutti gli altri giardini.

La nonna lo chiama la sua «giungla».

In effetti, con il passare degli anni, è cresciuto un po’ troppo.

Le margherite si confondono tra i ranuncoli e i soffioni. Le ortiche si aggrovigliano fra i rovi e soprattutto fra tante erbacce.

La nonna non ama fare giardinaggio: preferisce starsene seduta ad ascoltare gli insetti che ronzano e gli uccellini che cantano.

Infatti, l’aria del giardino della nonna è tutta un pigolio, un trillo, un cinguettio.

Un fru fru di voli matti.

Un giorno io e la nonna abbiamo anche scavato una buca, poi l’abbiamo foderata con della plastica e così le salamandre e le rane hanno avuto uno stagno per giocare e… gracidare.

Da allora è un continuo «cra cra».

Insomma, il giardino della nonna non è ben curato, ordinato e silenzioso come quello del signor Lindo, che abita di fianco alla nonna, ma è il giardino più verde di tutta la città.

Colin West, La giungla della nonna , Piemme Junior

ASegna con una X.

• La nonna di Michele preferisce: fare giardinaggio

tagliare le siepi

ascoltare gli uccelli e gli insetti

AVero (V) o Falso (F)? Indica con una X.

• Il giardino della nonna è: ordinato e silenzioso selvaggio e pieno di vita simile a quello del signor Lindo

• Michele vive nella stessa casa della nonna. V F

• Le margherite crescono insieme ai ranuncoli e ai soffioni. V F

• Gli insetti ronzano e gli uccellini cantano nel giardino. V F

• Michele e la nonna hanno costruito uno stagno per le salamandre e le rane. V F

• Il giardino della nonna è il più verde della città. V F

• Michele non ama andare a trovare la nonna. V F

• Il giardino della nonna sembra quasi una giungla. V F

AScrivi accanto alle parole i dati sensoriali corretti: vista • udito • tatto • olfatto.

Fruscio delle foglie Colore dei soffioni

Morbidezza dell’erba alta

Profumo dei fiori

Ronzio degli insetti

dello stagno

cra” delle rane

Com’è andata? Colora la zampa. Bene Così così

PRIMAVERA RAMO DI PESCO

Un ramo di pesco vestito di rosa un cantico fresco nell’aria odorosa un nido, un grido un sole, tre viole un soffio di vento un rosso di sera e il cuore è contento perché è primavera.

L. Caramellino

• Qual è l’immagine della poesia che ti è rimasta più impressa?

• Che colore ha per te la primavera?

• Come ti fa sentire questa stagione?

ALeggi la poesia e lasciati ispirare dalle immagini, dai colori e dalle emozioni che trasmette. Poi rappresenta la primavera con un collage usando materiali diversi.

PRIMAVERA in M U S I CA

A Dividetevi in tre gruppi e create i suoni della primavera.

Gruppo voce

Recita la poesia in modo espressivo.

Gruppo suoni della natura

• Imita con la voce o strumenti semplici i suoni di primavera (vento, uccellini, pioggia, sole).

Gruppo movimento

Accompagna i versi con gesti leggeri.

FILASTROCCA DELLA PASQUA

Metto un sogno nella tasca con tante uova di cioccolata, una pizza dolce e una salata, con un coniglio pieno d’amore che semina uova di ogni colore, con un colombo bianco e giulivo che ha nel becco un ramo d’ulivo, con tutto il mondo pieno di pace: è questo il sogno che più mi piace.

Giuseppe Bordi

C R E ATIVITÀ

OCCORRENTE

• Cartoncino bianco e rosa

• Forbici

• Colla

ISTRUZIONI

I piccoli gesti d'amore portano pace in ogni cuore.

• Pennarelli

• Ovatta per la coda

• Occhietti mobili

1 Ritaglia la sagoma del coniglio dal cartoncino bianco.

2 Incolla le orecchie fatte con il cartoncino rosa.

3 Disegna occhi, naso e bocca con i pennarelli o incolla gli occhietti mobili.

4 Incolla l’ovatta per la coda.

5 Disegna degli ovetti colorati sul coniglietto.

PASQUA NEL MONDO

Sono molte le tradizioni popolari legate alla Pasqua.

La più conosciuta è l’usanza delle uova pasquali. In tutti i Paesi dell’Est europeo l’arte di decorare le uova è diffusissima.

I bambini, invece di cercare come noi la sorpresa, guardano il guscio dell’uovo che a volte è una vera e propria opera d’arte.

I veri campioni di giochi con le uova sono i bambini svizzeri.

Per prima cosa le fanno bollire insieme ad erbe e vegetali vari; quindi fanno gare che consistono nel lanciarle per aria il più in alto possibile e nel riprenderle senza romperle.

In Inghilterra, in ogni paese, i ragazzi fanno un gioco divertente.

Si radunano su una collina e fanno rotolare in basso decine di uova colorate, simbolo, dice la tradizione, della pietra che il mattino di Pasqua rotolò giù dal sepolcro di Gesù.

AA.VV., I ragazzi del mondo , Mondadori

PARLO DI ME

• Cosa fai di solito a Pasqua con la tua famiglia?

• Ricevi l’uovo di cioccolato? Ti piace cercare la sorpresa?

• Hai mai decorato uova vere, come fanno nei Paesi dell’Est?

IL TESTO POETICO

C’è un paese pieno di sole, con le case gialle e rosa, che riflette il suo colore in un’acqua silenziosa. Barche azzurre, verdi e rosse stanno ferme ad aspettare, mentre il fiume le accarezza, e le lascia dondolare.

E c’è un gatto che cammina tra le ombre del mattino, fa le fusa, chiama il sole, poi lo attende nel giardino.

Rosa Dattolico

EMOZIONI IN VERSI

• Quali emozioni ti trasmette questa poesia?

• Come ti immagini il paese descritto nella poesia?

• Quale verso ti è piaciuto di più? Perché?

• Cosa ti fa pensare il gatto che cammina e poi si ferma?

ADopo aver letto la poesia e osservato l’illustrazione, scrivi alcuni versi per esprimere cosa senti o cosa immagini.

IL TESTO POETICO

SCOPRIAMO

GLI ELEMENTI

LA POESIA

I testi poetici sono testi particolari che suscitano emozioni , sensazioni e pensieri , utilizzando le parole in modo originale per il loro significato, per il loro ritmo o per creare immagini suggestive.

La poesia è un testo che ha lo scopo di raccontare, descrivere la realtà, esprimere emozioni e sentimenti con immagini originali.

LA FILASTROCCA

STRUTTURA

La filastrocca è un testo poetico gioioso e divertente e aiuta a imparare in modo piacevole. Contiene parole in rima cioè parole che terminano con gli stessi suoni.

Il testo poetico è scritto in versi (parole disposte in righe più o meno lunghe).

I versi possono essere in rima o liberi , cioè senza rima.

CHE COSA UTILIZZA

• RIME

• SIMILITUDINI

• METAFORE

• ONOMATOPEE

• ALLITTERAZIONI

PENSIERI DI NOTTE

Ormai la notte è fonda. Ho la camicia celeste e sto nel vento leggero della finestra aperta.

I miei bambini dormono e il pensiero se ne va lontano. Penso di camminare lungo il mare e di tenerli per mano.

Guardo nel cielo buio e ho voglia che venga il giorno con tutti i bambini intorno, coi bambini che fanno chiasso uno stupendo fracasso.

Il mio pensiero vola a colpi di gioia e sono così contento che mi addormento nel vento.

P. Carpi, Tutto l’amore che c’è, Einaudi

A Segna con una X

• La poesia parla di: un bambino una mamma un papà

• Da quanti versi è formata la poesia? 15 17 19

La poesia è scritta in versi raggruppati in strofe . Le strofe sono separate da uno spazio bianco.

• Da quante strofe è composta? 4 6 5

• Cosa ti trasmette la poesia? Serenità Paura Amore

STROFA
VERSO

LA FILASTROCCA

La filastrocca è un testo poetico scritto per giocare con le parole e divertire il lettore. Nelle filastrocche ci sono le rime . I versi sono in rima quando terminano con lo stesso suono .

A Completa gli schemi inserendo la lettera nel quadratino, ma prima colora le rime.

L'acquazzone

Di nubi grigie a un tratto il ciel fu sp orco ; A e il tuono brontolò con voce d’ orco . A

Si cacciò avanti, lungo lo strad one , B carta, foglie ed uccelli il polver one . B Poi seminò la pioggia a piene mani tetti e vie di danzanti tulipani; tagliò il paesaggio, illividì ogni cosa in un polverio d’acqua luminosa.

C. Govoni, Il flauto magico , Al tempo della fortuna

La piccola sirena

Voglio fare un’altal ena A di corteccia bia nca B per la piccola sir ena A per quando sarà sta nca .  B

Un respiro di balena      la soffierà alle stelle     la mia piccola sirena      libellula ribelle.

Sfiorerà la luna piena     così potrò vederla     questa piccola sirena     di pelle madreperla.

Chiara Carminati, www.poesiaragazzi.it

La rima è ALTERNATA quando si ripete un verso sì e uno no, seguendo lo schema A B A B .

La rima è BACIATA quando due versi consecutivi rimano tra loro, seguendo lo schema AA BB .

AColora le rime con lo stesso suono e completa lo schema.

Marzo

Un sentore di vi ole ... A

Ecco marzo pazzer ello , B

piedi nudi e giubber ello , B

ricci al vento e viso al s ole . A

È una gioia rivederlo, e se a tratti si fa mesto, pur si rasserena presto e fischietta come un merlo.

La rima è INCROCIATA quando il primo verso fa rima con il quarto e il secondo con il terzo ( A BB A ).

Quando in autunno

Quando in autunno c’erano

gli alberi nudi, una sera è arrivata una nuvola di uccelli stanchissimi, e si sono fermati sui rami. Pareva fossero tornate le foglie a dondolare al vento.

T. Guerra, Il miele , Maggioli

Quando in una poesia non ci sono rime, si dice che i versi sono LIBERI .

A Questa poesia ha le rime? Sì No, è in versi liberi

A

La poesia descrive:

una sera di autunno, gli alberi spogli e l’arrivo inaspettato di uccelli che si posano sui rami

una sera di autunno e gli alberi spogli

LA SIMILITUDINE

La similitudine è un paragone tra due elementi simili tra loro. Le similitudini sono delle immagini poetiche introdotte dalle parole: come, sembra, somiglia a...

ASottolinea le similitudini presenti nelle poesie e rispondi alle domande.

Tramonto

Tramonta

all’improvviso il sole come un bambino che si nasconde dietro un cespuglio.

Enrico Marchesini

L'onda

Si gonfia, si incurva. Spumeggia, biancheggia. Il dorso ampio splende come cristallo; la cima leggera s’arruffa come criniera nivea di cavallo.

G. D’Annunzio, Tutte le poesie, Mondadori

• Che cosa fa il sole quando tramonta?

• A quale animale viene paragonata l'onda?

LA METAFORA

La metafora è un’immagine poetica che consiste in una similitudine abbreviata: due elementi vengono paragonati fra loro ma senza usare le parole come , sembra .

ASottolinea le metafore presenti in queste poesie.

Uccelli

Gli uccelli nel sole sono fiocchi di lana fiori o pensieri abbandonati al vento.

David Maria Turoldo

Il mare

Il mare

è un’azzurra coperta, le vele lenzuola nel vento.

Io navigo verso ponente, la vita

è un’immensa scoperta.

Nicola Cinquetti

ATrascrivi le metafore delle due poesie.

• Gli uccelli sono

• Il mare è

• Le vele sono

• La vita è

L'ONOMATOPEA

L’ onomatopea consiste nel riprodurre i suoni, i rumori e i versi degli animali.

A Quali sono le parole che nella poesia riproducono i suoni? Sottolineale.

La rana

Un salto di qua un salto di là la senti la sera la senti d’estate e che serenate e che primavera è tutto un cra cra!

Poi trova uno stagno e pluf si fa un bagno si scorda l’estate e il caldo che fa.

Pierluigi Cappello, Ogni goccia balla il tango, Rizzoli

A Scrivi per ogni animale il suo verso. • leone • gatto

zanzara

L'ALLITTERAZIONE

L’ allitterazione è la ripetizione di suoni uguali, all’interno di diverse parole. L’allitterazione dà musicalità al testo poetico.

ASottolinea le allitterazioni presenti nelle poesie.

Il vento

Le pinete si sono addormentate.

Sulla collina il cielo è viola teneramente.

Svegliato, canta un usignolo.

Sentila, soffia, sentila, sbuffa: dolce ti graffia, un’aria buffa.

Senti che voce, senti che fiato, vento veloce, vento fatato.

R. Piumini e B. Tognolini, Rimelandia , Mondadori

Filastrocca dei ruscelli fruscianti

Fruscia ruscello, scivola e sciacqua

Sciogli la foglia che fruscia nell’acqua

Fresco di frasche, sciame di stelle

Spruzza scintille gelate alla pelle

Striscia ruscello, scivola via Cuore freschissimo, segui la scia.

Bruno Tognolini

A Quali lettere si ripetono più volte?

Indicale con una X. V

AQuali gruppi di consonanti si ripetono nella filastrocca?

ACompleta la mappa del testo poetico. Scegli tra queste parole: giocare · speciali · emozioni · rima · versi · similitudine

Il testo poetico ci fa vedere la realtà attraverso parole . La poesia suscita , sensazioni nel lettore.

La filastrocca è un testo poetico per con le parole.

Sono presenti parole per creare immagini particolari:

IL TESTO POETICO

È scritto in , raggruppati in strofe.

VERSI IN RIMA

A Utilizza correttamente le parole date.

blu testa festa Una

strana rana

C’era una volta una rana che dormiva a testa in giù. Sognava di essere una regina con la corona in ............................................. e con le amiche faceva

Il lombrico Ernesto

Il lombrico Ernesto è un tipo assai ha scavato una ............................................. per trovare sua zia. Ma lei era partita per ............................................. proprio quel venerdì.

lesto galleria Forlì

A Osserva le immagini e scrivi per ognuna una breve poesia.

C’ERA UNA VOLTA...

C’era una volta in un castello un principino senza cervello che passeggiava per le scale con una scopa e uno stivale.

Se nel castello c’era una festa andava spesso nella foresta ed aspettava che gli invitati se ne fossero tutti andati.

Tutti offesi dal suo contegno gli parlarono senza ritegno: «Se vuoi restare in questo castello devi avere un po’ di cervello».

Da quel giorno il principino cessò d’essere birichino e capita la lezione fece tutto a perfezione.

P. Massimi

A Leggi la filastrocca e sottolinea le parole in rima.

A Segna con una X.

• La rima è: baciata alternata incrociata

• Da quanti versi è formata la filastrocca? 12 16 18

• Da quante strofe? 4 3 5

A La filastrocca parla di un principino che si comportava in modo strano. Completa le frasi.

Il principino passeggiava per le scale con una scopa e uno stivale.

Se nel castello c'era una festa, il principino

Tutti offesi dal suo comportamento gli dissero che se voleva ..................................... .

Il principino da quel giorno ..............................................................................................................

Com’è andata? Colora la zampa. Bene Così così

IL TESTO INFORMATIVO

AOsserva il disegno e rispondi.

• Che cosa stanno cercando i bambini?

• Dove stanno trovando le informazioni?

• Che tipo di testo stanno leggendo?

• Come si fa una ricerca su un argomento?

• Quali strumenti usano i bambini per informarsi?

• Secondo te è utile fare ricerche su diversi supporti come libri, riviste e Internet? Perché?

• Se tu fossi in quella biblioteca, cosa ti piacerebbe leggere o scoprire?

IL TESTO INFORMATIVO

SCOPRIAMO

GLI ELEMENTI

Il testo informativo ha lo scopo di dare informazioni su argomenti di vario genere: storici , geografici , scientifici e di cultura generale .

ELEMENTI CARATTERISTICI

L’esposizione dell’argomento segue una struttura :

• il titolo anticipa l’argomento generale che sarà trattato.

• il testo fornisce informazioni sull’argomento.

Il testo può essere diviso in sequenze informative che affrontano un aspetto particolare dell’argomento generale.

• Il linguaggio è specifico , chiaro e preciso, proprio della materia trattata. Tali termini possono rappresentare le parole chiave del testo.

• Il testo è accompagnato da fotografie , schemi o tabelle .

• Le didascalie , cioè delle brevi scritte che accompagnano le immagini e facilitano la comprensione del contenuto.

LE PIANTE

Intorno a noi e in ogni parte del mondo crescono piante di ogni dimensione, da quelle piccolissime agli alberi giganteschi . Le piante non crescono solo nei giardini ben innaffiati, ma anche nel mare , nei fiumi , sulle rocce , sui vecchi tronchi di alberi , nelle paludi e perfino nei luoghi più ostili come le zone artiche

Le piante sono vive quanto gli animali e hanno bisogno di un luogo adatto per vivere e di cibo . Fotografando delle piante per qualche tempo e facendo scorrere le foto una dopo l’altra, gli scienziati sono riusciti a spiegare come esse si comportano : come attorcigliano gli steli , come producono nuove gemme , fiori e semi , come si muovono verso il sole e traspirano acqua attraverso le foglie .

A differenza degli animali , che vanno in cerca del cibo , le piante stanno ferme e se lo procurano impiegando acqua e pochi sali minerali ricavati dal suolo , più l’ anidride carbonica dell’aria .

Solo le piante verdi possono nutrirsi in questo modo, perché esse contengono clorofilla , una sostanza capace di usare la luce solare come fonte di energia .

Questo processo è detto fotosintesi clorofilliana .

J. Hann, Il libro degli esperimenti scientifici , Longanesi

A Segna con una X.

• Perché il testo che hai letto è informativo?

Dà spiegazioni su come vivono e si nutrono le piante

Spiega quali piante producono frutti commestibili

• Di quale argomento parla?

Parla delle piante

Le piante crescono ovunque: anche sui vecchi tronchi.

Parla della vita degli animali

A CHE COSA SERVE IL BOSCO

A E tu, trovandoti in un bosco, cosa puoi fare per proteggerlo? Confrontati con la classe.

Il bosco non è importante solo per gli animali che vi trovano vita e nutrimento, ma anche per noi uomini. Le foglie degli alberi trattengono la polvere e lo sporco, purificando l’aria. Inoltre, frenano le raffiche di vento.

Gli alberi producono ossigeno, che ci è necessario per vivere: sono una vera e propria fabbrica di ossigeno. Un unico grande faggio cede all’aria, in un’ora, una quantità di ossigeno sufficiente per un giorno a tre uomini.

Le radici tengono salde terra e pietre. Dove sono stati distrutti i boschi, il territorio fertile viene spazzato dal vento e dilavato dall’acqua piovana.

Frane, valanghe e alluvioni ne sono la conseguenza. Ma gli alberi forniscono anche il legno che ci serve per costruire, per riscaldare, per i mobili e per la produzione di carta.

Il bosco però non può essere abbandonato a se stesso: deve essere curato, deve essere coltivato.

È il guardaboschi che decide dove devono essere tagliati gli alberi perché sono troppo fitti, dove devono esserne piantati di nuovi e controlla che non siano tagliati più alberi di quanti possano ricrescerne.

A. Trinkl, Scopriamo insieme la montagna , Rizzoli

A Rispondi alle domande.

• Perché il bosco è importante?

• Quale funzione svolgono le foglie degli alberi?

• Cosa producono gli alberi? Perché sono importanti?

• Che cosa si verifica quando vengono distrutti i boschi?

• Da chi deve essere curato in particolare il bosco?

LE GHIACCIAIE

La Brianza è una zona della Lombardia dove si trovano numerosi piccoli laghi circondati da colline.

In inverno la superficie di questi laghi si gela. Nel passato, dallo strato gelato venivano tagliati dei blocchi di ghiaccio.

Vi sono ancora alcuni anziani che ricordano le vecchie ghiacciaie: costruzioni di pietra destinate a contenere questi blocchi di ghiaccio. Alcuni ricordano che da bambini, mentre giocavano in inverno sullo strato ghiacciato del lago, vedevano in lontananza carri trainati dagli animali trasportare i pezzi di ghiaccio verso la ghiacciaia.

I blocchi di ghiaccio venivano ammassati all’interno e alternati a strati di paglia, che serviva da isolante termico.

Non esistevano ancora i congelatori elettrici e perciò i macellai dei dintorni si fornivano presso queste ghiacciaie per poter conservare al fresco i loro prodotti.

Flip, Fabbri Editori

Laghetti come questo, in inverno, offrivano il ghiaccio che veniva trasportato nelle ghiacciaie.

A Vero o falso? Segna con una X .

• Il testo parla di alcune usanze del passato. V F

• Le ghiacciaie sono grandi frigoriferi. V F

• Il ghiaccio veniva ricavato da laghi ghiacciati. V F

• I blocchi di ghiaccio venivano alternati a strati di paglia. V F

• I macellai si rifornivano presso queste ghiacciaie. V F

L’INQUINAMENTO DELL’ARIA

COMPRENDO

ARispondi alle domande.

L’inquinamento dell’aria raggiunge nelle grandi città un livello molto alto a causa dei gas di scarico degli autoveicoli. Nei gas emessi dagli automezzi sono presenti particelle di piombo che nuocciono soprattutto alla salute dei bambini. Ecco perché oggi si usano solo motori a benzina senza piombo e si sono dotate le automobili di marmitte catalitiche, che riducono la produzione di gas inquinanti. Appositi rilevatori, collocati nei vari punti delle città, comunicano nel corso della giornata i valori massimi raggiunti dai gas inquinanti; quando essi superano un certo limite viene addirittura proibita la circolazione delle auto.

Utilizzando i mezzi pubblici o andando in bicicletta o a piedi per brevi tragitti, si ridurrebbe l’inquinamento dell’aria e si risolverebbe anche un altro grosso problema: il traffico.

• Quali sono le cause che determinano l’inquinamento atmosferico?

• Quali sono le conseguenze?

• Quali sono i rimedi adottati per ridurre l’inquinamento dell’aria?

DICO LA MIA

PARLIAMONE

• Cosa bisognerebbe fare perché l’aria delle città sia meno inquinata?

• Quali altri rimedi si potrebbero adottare?

I KILLER DEL MARE

La plastica e il nylon, killer dei mammiferi marini.

Le reti di nylon, che hanno sostituito quelle di fibre naturali, sono un’insidia terribile per le tartarughe, per le foche e per gli altri mammiferi marini che hanno bisogno di venire a galla per respirare.

Rimanere impigliati in quelle reti, invisibili per la loro trasparenza, significa per i mammiferi morire asfissiati.

Nel 1980, lungo la costa sud-orientale degli Stati

Uniti, sono rimaste vittime delle reti di nylon duemila tartarughe.

Altro terribile nemico è la plastica. Le buste di plastica, che tanto facilmente vengono gettate in mare, specie nei mesi estivi, vengono scambiate dalle tartarughe per meduse e ingoiate, causando così la loro morte per blocco intestinale o per avvelenamento.

COMPRENDO

ARispondi sul quaderno alle domande.

• Perché le reti di nylon sono pericolose per i mammiferi marini?

La plastica, un pericolo mortale per la fauna marina.

• Cosa succede alle tartarughe quando ingoiano le buste di plastica?

• Perché è importante che i mammiferi marini possano venire a galla?

• Cosa è successo nel 1980 sulla costa sud-orientale degli Stati Uniti?

L’ENERGIA SOLARE

Il Sole fornisce energia sotto forma di luce e calore e potrà alimentare l’intero Sistema Solare per altri cinque miliardi di anni.

Dato che la luce solare è pulita e praticamente illimitata, può rappresentare una fonte rinnovabile di energia per lunghissimo tempo. Potrebbe quasi sembrare fantascienza, ma l’energia solare viene già utilizzata per alimentare diversi oggetti, dalle calcolatrici tascabili a veri e propri aerei. Le piante sanno trasformare la luce solare in energia nutritiva, ma il corpo umano non sa farlo. Gli esseri umani, però, hanno trovato un modo per trasformare la luce solare in altre forme di energia, come l’elettricità.

I pannelli solari, per esempio, sono dispositivi che accumulano luce solare.

In tutto il mondo si sta riconoscendo l’importanza dell’energia solare. Per questo si costruiscono parchi solari e centrali, cioè vaste distese di pannelli solari. È possibile che l’energia solare possa diventare in futuro la principale sorgente di elettricità per il nostro pianeta.

A Completa le fasi inserendo correttamente le seguenti parole: calcolatrici • pannelli solari • elettricità • rinnovabile • pulita • aerei • pianeta • piante • energia

• L’energia solare è una fonte .................................. e .................................. .

• La luce del Sole può essere trasformata in .................................. .

• Gli oggetti che usano già l’energia solare sono le e gli .

• Le trasformano la luce del Sole in energia nutritiva.

• I .............................. servono ad accumulare la luce solare.

• In futuro, l’energia solare potrà diventare la principale fonte di per il nostro .................................. .

PROGETTARE UN ROBOT

I robot e le macchine robotiche possono avere dimensioni e forme molto diverse a seconda del compito per cui vengono progettati.

Quello che hanno tutti in comune è la capacità di svolgere una serie di azioni in modo automatico.

Alcuni funzionano grazie a programmi informatici, altri avvalendosi di meccanismi ingegnosi.

Alcuni dei robot più sofisticati imitano i movimenti degli umani o di altri animali. SpotMini è un robot che si muove come un cane: è in grado di salire le scale e aprire le porte.

I robot moderni vengono progettati al computer.

Gli ingegneri usano software specifici per testare diversi progetti senza doverli costruire davvero e sperimentano varie componenti e materiali.

I progettisti, inoltre, usano i computer per conferire ai loro robot movimenti più efficaci, studiando i movimenti degli animali.

R. Colson, E. Smith, Scopri la robotica , Editoriale Scienza

A Leggi le domande e sottolinea le risposte nel testo.

• Che cosa sanno fare tutti i robot?

• Come si muove il robot chiamato SpotMini?

• A cosa servono i programmi informatici nei robot?

• Perché gli ingegneri usano il computer per progettare robot?

• Che cosa osservano i progettisti per migliorare i movimenti dei robot?

PONTI IERI E OGGI

PONTI ANTICHI

Già nei tempi antichi si utilizzavano ponti. All’inizio erano strutture semplici, usate per superare piccoli corsi d’acqua e ruscelli.

I materiali di costruzione erano legno, pietra e fango. Non erano molto robusti, perché la pioggia spesso dilavava il fango usato come riempitivo tra le pietre.

PONTI ROMANI

Gli antichi Romani portarono una rivoluzione nella costruzione dei ponti.

Gli ingegneri scoprirono che la cenere vulcanica mescolata con sabbia, acqua di mare, calce e roccia vulcanica formava un impasto solido e resistente: il calcestruzzo.

Grazie a questo, costruirono ponti più lunghi e resistenti, capaci di superare grandi fiumi e realizzare acquedotti, cioè ponti per trasportare acqua.

dilavava: toglieva il fango con lo scorrere dell'acqua.

IL TOWER BRIDGE

Il Tower Bridge attraversa il fiume Tamigi, nel centro di Londra. Non è molto alto e le grandi navi devono passare sotto.

Gli ingegneri hanno trovato un modo: il ponte si apre in due e si solleva nella parte centrale per far passare le navi.

Mark Brake, Il libro della Terra , Editoriale Scienza

IMPARIAMO A RIASSUMERE

A Completa.

Anticamente si costruivano ponti per superare piccoli corsi di ............................................ . I materiali usati erano pietra e ma i ponti non erano molto ............................................ .

Gli antichi scoprirono il calcestruzzo, un materiale e . Grazie a questo costruirono ponti più e per trasportare l’ .

Il Tower Bridge si trova nel di Londra e attraversa il . Quando devono passare le il ponte in due e si ............................................ per far passare le navi.

ACompleta la mappa del testo informativo. Scegli tra queste parole: storia · informazioni · chiaro · aspetto · schemi · affrontato

Fornisce su argomenti di vario genere.

Il titolo indica l’argomento generale che verrà

Può essere diviso in sequenze informative, che indicano un dell’argomento generale.

IL TESTO INFORMATIVO

Sono presenti fotografie, didascalie e che facilitano la comprensione.

Presenta argomenti che riguardano varie discipline: , geografia, scienze e cultura generale.

Utilizza un linguaggio preciso e . Contiene termini specifici della materia trattata.

LA TACCOLA

ALeggi le informazioni scritte in tabella e scrivi un testo informativo.

Com'è? Capo tondeggiante, becco corto, piumaggio scuro.

Dove vive?

Cosa mangia?

Vive in Europa, in Africa e Asia. Vive sia in città che in campagna, nei boschi, nelle cave e nelle pareti rocciose.

Si nutre di insetti, lombrichi, piccoli roditori ma anche di gemme, semi e frutti.

Vita sociale vive in colonie. Le coppie sono legate per tutta la vita.

I PREDATORI DELL’ARIA

I rapaci sono uccelli predatori e si suddividono in due grandi ordini: i rapaci diurni e i rapaci notturni.

La vista è il senso più sviluppato e caratteristico di questi animali. Non a caso esiste il detto “vista da falco”.

L’occhio dei rapaci è di proporzioni enormi rispetto alla testa ed è protetto dall’arcata sopraccigliare, che conferisce un’espressione tra il fiero e il selvaggio.

I rapaci hanno la capacità di vedere a colori e possiedono un potere di risoluzione dei dettagli otto volte superiore a quello dell’uomo.

L’orecchio dei rapaci è un foro situato dietro la guancia, normalmente nascosto dalle piume. L’udito è più sviluppato del nostro, ed è estremamente sensibile nei rapaci notturni, per consentire una localizzazione più precisa della preda. Sembra invece che l’olfatto sia il senso meno sviluppato.

Il becco dei rapaci è appiattito alla base e fortemente ricurvo. Nella maggior parte dei falconidi il becco è l’arma con cui uccidono la preda.

I rapaci inghiottono non solo la carne, ma anche piume, pelo e ossicini, poiché in questo modo riescono ad assorbire meglio le sostanze nutritive contenute nel cibo.

www.oltremare.org/rapaci.php

ARispondi con una X .

• Di che cosa parla il testo?

Dei rapaci, uccelli predatori, e delle loro caratteristiche

Di come costruire un nido per gli uccelli

Delle storie inventate sugli animali della foresta

• Perché nei rapaci notturni l’udito è molto importante?

Per trovare la preda anche al buio

Per cantare meglio

Per volare più veloce

• Perché i rapaci vengono chiamati “predatori dell’aria”?

Costruiscono i nidi sugli alberi

Cacciano le loro prede volando

Mangiano solo insetti

AVero o falso? Segna con una X .

• I rapaci possono vedere otto volte meglio dell’uomo. V F

• L’udito dei rapaci diurni è più sviluppato di quello dei rapaci notturni. V F

• I rapaci usano solo il becco per uccidere la preda. V F

• Il becco dei rapaci è dritto e piatto. V F

• I rapaci mangiano solo la carne della preda. V F

A Completa le frasi con le parole giuste: becco • piume • vista • falco • orecchio.

• Il detto “avere la .................................. da .................................. ” indica una vista molto acuta.

• Il dei rapaci è fortemente curvo e appiattito alla base.

• L' si trova nascosto dietro la guancia, sotto le .

Com’è andata? Colora la zampa. Bene Così così

IL TESTO REGOLATIVO

Le regole importanti del parco:

Non fare chiasso: rispetta chi vuole riposare o leggere.

Non calpestare l’erba e i fiori: servono a rendere il parco bello per tutti.

Non buttare cartacce a terra: usa sempre i cestini.

Rispetta gli altri: aspetta il tuo turno e non litigare.

ARispondi alle domande.

• Vai spesso al parco?

• Chi ti accompagna?

• In che modo ti diverti?

APer passare bei momenti al parco, bisogna rispettare alcune regole.

Scrivi quelle che conosci e spiega qual è la regola che ti riesce più difficile rispettare. Poi confrontati con la classe.

IL TESTO REGOLATIVO

SCOPRIAMO

GLI ELEMENTI

SCOPO

Serve per spiegare come si fa qualcosa: un gioco , un lavoretto , una ricetta , o per dare regole e consigli su come comportarsi.

Il testo regolativo può fornire:

• istruzioni per fare qualcosa , ad esempio una ricetta, un esperimento, montare un oggetto, eseguire un gioco;

• regole di comportamento , per esempio codici (stradale, della legge…) e regolamenti (di piscine, palestre…);

• consigli e suggerimenti da applicare in determinate situazioni.

LINGUAGGIO

USA UN LINGUAGGIO CHIARO

Usa parole precise e verbi che dicono cosa fare , per esempio: taglia, mescola, incolla. Spiega in modo semplice come si deve fare.

STRUTTURA

OCCORRENTE

• Dice che cosa serve: materiali o ingredienti.

PROCEDIMENTO

• Una sequenza di semplici azioni che si compiono in ordine cronologico per realizzare qualcosa.

IMMAGINI

• Disegni o fotografie che aiutano a comprendere le indicazioni scritte.

TANTE REGOLE DA RISPETTARE

A vivere con gli altri ci aiutano le regole. Ci sono tante regole da rispettare, facili o difficili, in tutti i luoghi dove si sta insieme. Per strada: rispettare il semaforo, le piste ciclabili, i segnali stradali… e altro. Se un automobilista andasse contro senso o un bambino attraversasse la strada con il semaforo rosso, potrebbero succedere cose gravi.

A scuola: arrivare in orario, portare l’occorrente, rispettare maestri e compagni, e altro.

Se un maestro o una maestra non rispettasse il suo orario o un bambino facesse merenda durante le ore di lezione, ci sarebbe un grave disordine e si combinerebbe poco.

Nei posti di lavoro: ci sono orari, indumenti, modi di comportarsi adeguati ai vari lavori. Se un ferroviere non andasse a lavorare, la postina non consegnasse la posta… ci sarebbe un grande caos.

Nel mondo dello sport: ogni sport ha le sue regole e tutti quelli che lo praticano devono rispettarle, altrimenti... interviene l’arbitro o l’allenatore.

Amnesty International, Per scoprire gli altri intorno a noi , Notes

MIA

• Cosa succederebbe se non si rispettassero le regole in classe?

• Qual è la regola della tua scuola che ti piace meno? Perché? Confrontati con la classe.

PARLIAMONE
DICO LA

A Il testo fornisce regole per: un gioco a squadre un gioco individuale

AQuali sono le regole del gioco? Spiega a voce.

GLI ANIMALI DELL’ARCA DI NOÈ

Scopo del gioco è trovare il compagno tra la mescolanza di animali nell’arca di Noè:

Contate il numero dei giocatori.

Compilate la lista degli animali che sia la metà del numero dei giocatori.

Scrivete il nome di ciascun animale su due cartoncini di dieci centimetri per quindici. Mescolate le carte e distribuitele.

Ogni bambino legge la carta che gli è stata consegnata e diventa l’animale indicato, senza però dirlo agli altri.

Raccogliete le schede e date il segnale di inizio.

I giocatori devono imitare le forme e i movimenti tipici dei loro animali e devono emettere il verso in modo da attirare l’animalecompagno simile.

Il gioco continua fino a quando tutte le coppie di animali si sono formate.

J. Cornell, Scopriamo la natura assieme ai bambini , Red

COME FARE AMICIZIA

La voglia di conoscere persone nuove può renderci un po’ nervosi, ma l’agitazione sparisce quando si inizia a chiacchierare. Considera che l’altra persona probabilmente prova le stesse emozioni.

COSE CHE POSSONO AIUTARTI A ROMPERE IL GHIACCIO...

• Sorridere e mostrarti contento di vedere una persona.

• Guardarla negli occhi creando un contatto visivo.

• Trovare qualcosa che appassiona entrambi e iniziare a parlarne.

• Fare un complimento.

• Metterla a suo agio.

• Fare domande che mostrino il tuo interesse.

• Essere accogliente e rimanere al suo fianco.

• Non dare giudizi su una persona finché non la conosci bene.

Molly Potter, Vuoi essere mio amico? , Giunti

COMPITO DI REALTÀ

Organizzate la Settimana dell’Amicizia . Durante questi giorni:

• Scegli un compagno o una compagna che conosci poco.

• Parla con lui/lei usando almeno 3 dei suddetti consigli.

• Fai un gesto gentile: un aiuto, un complimento o un invito a giocare.

• Scrivi un piccolo pensiero su com’è andata: “Ho conosciuto meglio... Ho scoperto che... Mi sono sentito/a...”.

• Con tutti i vostri biglietti, creerete la Bacheca dell’Amicizia, da esporre in classe o nel corridoio.

ACompleta la mappa del testo regolativo. Scegli tra queste parole: istruzioni · foto · comportamento · semplice · materiali

Fornisce per realizzare qualcosa oppure regole di o per giocare.

Contiene elenchi, cioè liste di ciò che serve, e immagini o che aiutano a comprendere le indicazioni scritte.

IL TESTO REGOLATIVO

Usa un linguaggio chiaro e che fa capire cosa fare.

È diviso in due parti:

• occorrente , cioè l’elenco degli ingredienti o dei

............................... che servono;

• procedimento , che spiega nel giusto ordine tutte le azioni che bisogna compiere per realizzare qualcosa.

SENTINELLA AL BUIO

A Osserva le immagini e completa il testo.

A Inserisci correttamente nel testo le seguenti parole. sentinella • oggetto • benda • giornale

Si estrae a sorte un giocatore che faccia la sentinella. Si siede a terra e mette davanti a sé la sua merce, per esempio palloncini, caramelle ecc.

Poi si ........................ gli occhi e prende in una mano un ........................ arrotolato.

Gli altri si avvicinano in silenzio a quattro zampe per cercare di portar via qualche esposto.

Se la ................................... sente qualche rumore, può dare un leggero colpo con il giornale in quella direzione. Il giocatore toccato dice il suo nome e prende il suo posto. Il gioco continua fino a quando terminano gli oggetti.

IL GIOCO DEL DOSU

Tibi oggi si annoia. È seduta all’ombra del baobab, mentre tutti i suoi amici giocano con un pallone.

Tra le mani ha l’anello che le ha regalato nonna Fadua: lo gira e lo rigira, quando ha un’idea strepitosa per un nuovo gioco. Chissà se ai suoi amici piacerà e la smetteranno di prendere a calci quel noioso pallone!

Tibi nasconde l’anello sotto a un mucchietto di sabbia e poi crea altri mucchietti, tanti quanti sono i suoi amici.

– Venite a giocare con me, – grida – vi insegnerò un gioco nuovo.

La partita è terminata, così, stanchi e sudati i bambini del villaggio corrono da lei.

Tibi spiega che ognuno di loro dovrà, a turno, scegliere un mucchietto di sabbia: chi troverà l’anello lo nasconderà al turno successivo.

Che gioco divertente: dopo un’ora, Michel, che ha indovinato per tre volte dove si trova l’anello, vince la gara!

Il gioco di Tibi esiste veramente. È chiamato Dosu ed è praticato dai bambini di paesi e città dell’Africa Occidentale.

F.V. Grunfeld, Giochi nel mondo , Comitato italiano per l’Unicef

ASegna con una X.

• Il testo che hai letto è: espressivo informativo regolativo

• Quale gioco inventa Tibi con l’anello?

Il gioco dell’anello

Il gioco del Dosu

• Il gioco di Tibi: esiste veramente non esiste

• Lo scopo di questo testo è: spiegare le regole del gioco dare istruzioni per la costruzione di un giocattolo

• Le regole del gioco seguono un ordine: preciso casuale

A Osserva le illustrazioni e scrivi accanto ad ognuna le regole del gioco.

A Completa. Vince la gara chi riesce

Com’è andata? Colora la zampa. Bene Così così

ESTATE È TEMPO DI VACANZE E DI EMOZIONI

Io vado al mare, non so nuotare, ma non fa niente perché ho il salvagente.

Il sole brilla, il mare strilla: “Vieni a giocare, tu, piccola anguilla!”

Io gioco a spruzzi coi pesci pazzi, coi pesci bimbi e gli squali ragazzi.

Il mare luccica, la sabbia è gialla, gioco rimbalzi con il pesce palla. Col pesce sabbia e col pesce secchiello, col pesce sega e col pesce martello.

Col pesce mamma e col pesce zia, che dice: “È ora di andare via!”

B. Tognolini

AQuali emozioni prova il/la protagnista?

ESTATE in M U S I CA

ADividetevi in tre gruppi e create i suoni dell'estate.

Gruppo voce narrante

• Recita la poesia in modo espressivo.

Gruppo onde

• Suoni dolci e lunghi.

Gruppo pesci

• Ogni bambino sceglie un pesce e lo rappresenta con un suono.

AMettete insieme il tutto per un gioco sonoro collettivo. Il successo è assicurato.

AImmagina e illustra anche tu dei pesci buffi, strani e colorati. Poi descrivili a voce (Com’è il loro aspetto? Dove vivono? Cosa mangiano? Quale gioco divertente fanno in mare?).

FACCIAMO LA VALIGIA

D’estate si va in vacanza. E in vacanza si va con la valigia.

D’accordo, ma cosa ci mettiamo nella valigia? Tanto per cominciare, ci mettiamo una bella manciata di conchiglie da trovare (se andiamo al mare) e un’altra bella manciata di sassi da collezionare (se andiamo in montagna).

Almeno cinque o sei amici da conoscere.

Un bel po’ di risate da fare (più ne portate, meglio è).

Circa una decina di gelati da mangiare (ma anche di più se siete golosi).

Non dimentichiamoci una grande avventura da vivere (mettiamone due, giusto per stare tranquilli).

Un paio di città strane da esplorare.

Ah, e non può certo mancare una capanna da costruire. E mettiamoci per sicurezza anche una buca da scavare che fa sempre comodo.

E se proprio non vogliamo farci mancare niente, mettiamoci anche un tesoro da scovare (magari un bel diamante o una biglia luccicante).

Direi che c’è tutto, non manca niente.

Allora possiamo chiudere la valigia, salutare chi resta a casa e… buon viaggio!

Giuditta Campello e Angela Marchetti, 365. Una storia al giorno , Einaudi

A Che cosa metterai in valigia prima di partire per le vacanze?

A Ti ricordi una vacanza bella che hai fatto? Racconta.

LA CASA SULL’ALBERO

ADopo aver ascoltato la storia, rispondi con una X

• Chi è la protagonista della storia?

Una bambina

Un gruppo di ragazzini

• Dove viene costruita la capanna?

In fondo al giardino

In cima a un albero molto alto

• Cosa fanno le bambine nella capanna d’estate?

Dormono dentro sui sacchi a pelo

Guardano un film con i genitori

Ascolta il brano.

Per sviluppare attenzione, memoria e capacità di comprendere testi orali, migliorando la comunicazione e la concentrazione.

• Quando la bambina capisce che vuole costruire lei la casa?

Dopo aver rivisto il film dei bambini che costruivano la loro casa

Quando scopre che la casa sull’albero è troppo grande

A Segna V se la frase è vera, F se è falsa.

• La casa sull’albero era profumata di legno nuovo. V F

• Le amiche della bambina non volevano giocare nella casetta. V F

• La capanna costruita con i genitori era perfetta e dritta. V F

• I genitori hanno comprato la casetta su Internet. V F

• La bambina ha chiesto la casetta perché l’ha vista in un film. V F

• I genitori hanno costruito da soli la casa sull’albero. V F

• Nella capanna le bambine hanno vissuto una piccola avventura. V F

Com’è andata? Colora la zampa. Bene Così così

AL BALLO DELLE STREGHE

A Dopo aver ascoltato la storia letta dall’insegnante, rispondi con una X .

• Quando si svolgono i fatti della storia?

Nel presente Nel passato Nel futuro

A Chi sono i personaggi della storia? Segna con una X il personaggio che non c’entra con la storia.

Le giovani streghe

I maghi

Le streghe Anziane Il gufo viaggiatore La civetta

A Completa.

• Il racconto è fantastico perché

A Segna V se la frase è vera, F se è falsa.

• Le giovani streghe ballano intorno a un fuoco. V F

• Il gufo viaggiatore legge l’ultimo nome della lista. V F

• La prima strega fa apparire due pipistrelli viola. V F

• Le Anziane assistono al Ballo dal Palco d’Onore. V F

• La seconda strega fa crescere una pianta di aglio. V F

• Le streghe amano l’aglio. V F

• L’ultima strega cambia il colore dei capelli delle Anziane. V F

• Tutte le Anziane si arrabbiano per il nuovo colore dei capelli. V F

• La seconda strega rompe il flacone contro un albero. V F

• L’ultima strega è giovane e svelta. V F

A Come si conclude la storia? Segna con una X .

Tutte le streghe ridono o ammirano i nuovi colori dei capelli. Il gufo fa tornare tutti a casa.

Com’è andata? Colora la zampa. Bene Così così

Ascolta il brano.

UN UCCELLINO

• Chi sono i personaggi della storia?

• Chi vede il bambino tra gli alberi?

Un cane

Un uccellino

• Di che colore sono le piume dell’uccellino?

Gialle

Un gatto

Grigie con sfumature azzurre Marroni

• Cosa fa l’uccellino quando incrocia lo sguardo del bambino?

Si nasconde Volta la testa

• Il bambino riesce a toccare l’uccellino?

Sì No

A Collega con una freccia la frase al senso usato.

Vola poco più in là

Le sue piume erano grigie con un po’ di azzurro Tatto

Sentivo il legno ruvido sotto le dita

Il suo verso era molto acuto

A Segna con una X la scena giusta.

Udito Vista

Com’è andata? Colora la zampa. Bene Così così

Ascolta il brano.

RE TOMMASO

A Rispondi con una X.

• Cosa aveva sempre re Tommaso?

Un fazzoletto

La goccia al naso

Una corona d’oro

• Cosa faceva da solo re Tommaso?

Correva nel bosco

Girava la polenta nel paiolo

Cantava una canzone

• Che cosa succede alla goccia?

Si asciuga con il sole

Finisce nella minestra

Cade nella polenta

A Segna V se la frase è vera, F se è falsa.

• Il re era sempre in compagnia. V F

• Il re usava farina per fare la polenta. V F

• Alla fine la storia ricomincia da capo. V F

• Il re della storiellina si chiama Tommaso. V F

• Dopo che la goccia cade nella polenta, il re prende V F altra farina e ricomincia.

A La filastrocca che hai ascoltato è in rima?

No

Com’è andata? Colora la zampa. Bene Così così

Ascolta il brano.

IL NIDO DEGLI UCCELLI

ADopo aver ascoltato il testo, rispondi alle domande con una X .

• Perché gli uccelli costruiscono il nido?

Per giocare

Per covare le uova e proteggere i piccoli

• Gli uccelli usano il nido tutto l’anno?

Sì No

• Cosa usano gli uccelli per costruire il nido?

Solo rami e foglie

Solo fango

Materiali naturali e anche cose lasciate dall’uomo

• Quale uccello scava un buco nel tronco per fare il nido?

Per dormire d’inverno

La rondine Il picchio Il pendolino

• Dove appende il nido il pendolino?

Sotto i tetti delle case

Tra i cespugli Ai rami vicino all’acqua

• Con cosa costruisce il nido la rondine?

Con bastoncini

ACon fango umido

Con piume

Osserva i tre diversi tipi di nido e scrivi sotto a ciascun disegno il nome dell’uccello che lo costruisce.

Com’è andata? Colora la zampa. Bene Così così

Ascolta il brano.

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COLLETTIVO ROSA SARDINA ROSER RIMBAU

Giorno dopo giorno, onda dopo onda, il mare diventava sempre più sporco. Lola, la piccola capodoglia, era molto incuriosita.

Che cosa ci faceva QUELLA ROBA a casa sua?

Da dove era saltata fuori?

Di quei rifiuti non ne sapeva niente nemmeno Malako. Decisi a vederci chiaro, il granchio e la capodoglia ebbero una grande idea: avrebbero esplorato il mare per scoprire chi lo stava sporcando.

Un giorno, molte onde più tardi, trovarono un cormorano in pericolo.

– Crec-crec! – fece Lola mordicchiando la rete. – Zac, zac! – fece Malako con le chele finché non lo liberò.

– Seguitemi! – propose l’uccello –. Spesso dall’alto è tutto più chiaro.

– Ahi... – si lamentò la bambina –. Mi sa che noi uomini, con tutta questa plastica, ci siamo messi proprio nei guai!

Lola decise di passare all’azione:

– Ho scOO OU UUperto da dove viene tOO OU UUtta la spOO OU UUrcizia!

– Lola, cosa ti succede? – le chiese Sumi sbellicandosi dalle risate.

– Parlo in baleniano con i miei amici. Gli chiedo di aiutarci: ho un piano!

Lavoravano insieme e senza nessuna paura. La balena aiutava la medusa, e la cozza, la stella marina.

Lo squalo guardava il polpo e pensava: «Oggi no, perché abbiamo da fare. Ma domani, se lo acchiappo me lo mangio a merenda!».

Ormai nel mare non c’erano più rifiuti.

Il piano della capodoglia aveva funzionato.

– Grazie mille, Sumi!

– Grazie a voi, amici!

– Zac, zac, avvicinati, che ti do un pizzicotto! –rideva Malako.

Soddisfatti, poterono tornare tutti a casa.

– Li rivedremo, papà?

– Magari, ma spero in mare – rispose lui –. Ormai l’acqua è pulita, ma ora bisogna ripulire la terraferma. Sumi, abbiamo tanto da fare...

SALVIAMO IL MARE

ADopo aver ascoltato o letto la storia di Lola e dei suoi amici del mare, prendiamoci un momento per pensare insieme.

Il mare è la casa di tanti animali e piante, ma spesso viene rovinato dai rifiuti, soprattutto dalla plastica. Anche noi, con piccoli gesti, possiamo fare la differenza!

A Rispondi alle domande e confrontati con i compagni e le compagne. Non esistono.. Non esistono risposte giuste o sbagliate: ogni opinione è importante!

• Che cosa provi quando vedi un mare pieno di rifiuti? (Tristezza, rabbia, voglia di aiutare...? Spiega il perché.)

• Cosa succede agli animali marini quando il mare è inquinato?

• Se tu fossi un pesce, una balena o un animale del mare, cosa diresti agli esseri umani?

COMPITO DI REALTÀ OPERAZIONE MARE PULITO... E LA TERRA?

A Insieme ai tuoi compagni e compagne, inventa e realizza uno slogan con disegni e immagini per ricordare a tutti quanto sia importante prendersi cura dell’ambiente, anche della terraferma: strade, parchi, piazze, giardini.

LA MIA PAGINA ALBO

ADisegnati insieme alla balena e scrivi sulle righe per creare la tua pagina albo.

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