42 Il sogno di Gilberto 44 Sonia e l’orsetto smarrito
46 Una sorpresa per la mamma
48 Una casa tra i rami
50 Camilla e il gattino 52 Un trucco a tavola 54 Giochi in casa
55 Un gioco da femmine
56 ASCOLTO Quanto sei cresciuto! 57 SCRIVO anch’io! Che guaio!
58 VERIFICA È arrivato il fratellino
STORIE ED EMOZIONI
60 Quante emozioni 62 Che disastro!
63 Prima di andare a letto 64 Sorrisi contagiosi 66 Alle giostre
67 Ho fatto goal! 68 Piccola timidezza
69 Emozioni in rima
70 ASCOLTO Dove sono le pantofole?
71 SCRIVO anch’io! Che paura!
72 VERIFICA Che noia!
INVERNO 74 Rime d’inverno Neve 76 Albero regalami 77 La sorpresa di Natale
78 Non è la solita Befana
79 C R E ATIVITÀ
STORIE DI FANTASIA
80 Per magia
82 Il fantasma del trasloco
83 La strega Settimia
84 Il tesoro sepolto
85 Un leone in biblioteca
86 La piccola balena
88 Storie di magia e risate
89 Grobio, mostro fifone
90 La nuvola Olga
92 ASCOLTO Il pifferaio magico
93 SCRIVO anch’io!
Lilla, streghetta pasticciona
94 VERIFICA Il mostro dei dolci
PRIMAVERA
96 Rime di primavera
98 Sotto il sole
99 In primavera
100 La Pasqua di Martina e Lisa
101 C R E ATIVITÀ
SPAZIO E NATURA
102 Alberi
104 Nel bosco…
105 … Con i cinque sensi
106 Incontro con una lontra
108 Animali dal mondo
110 Vorrei un animale
111 La carta dei diritti degli animali
112 Animali in rima
113 La formichina Carolina
114 ASCOLTO Gita in montagna
115 SCRIVO anch’io!
Un bellissimo prato
Un bosco in pericolo
118 Girotondo del mare 119 C R E ATIVITÀ
120 Sara al mare 121 Il buco nella sabbia
Per le vie della città
SIAMO IN SECONDA
Siamo tornati a scuola con il sorriso
Uniti come una squadra felice
Pronti a giocare e imparare insieme
E ogni giorno è una nuova scoperta
Risate, chiacchiere e tante avventure!
Amiamo stare in compagnia
Mettiamo gentilezza in ogni gesto
Insieme è tutto più bello
Ci aiutiamo sempre
Il nostro gruppo è speciale: siamo super amici!
LA SCUOLA È …
La scuola è…
• un luogo fatto di sorprese: ogni giorno si scopre qualcosa di nuovo;
• una grande casa piena di parole, sorrisi e colori;
• un grande giardino dove bambine e bambini sono fiori speciali;
• il posto dove anche gli errori aiutano tutti a migliorare.
A Pensa a qualcosa che ti piacerebbe tanto imparare quest’anno a scuola. Scrivilo su un cartellino e coloralo come più ti piace, poi confrontati con la classe.
leggere storie
imparare
parole nuove
scrivere senza errori
dipingere
cantare
esplorare il mondo degli animali
ascoltare storie
PER CONOSCERCI MEGLIO
Siamo all’inizio di un nuovo anno e vorrei sapere: come vi sentite in questi primi giorni di scuola?
Siete sereni, preoccupati, felici, emozionati o curiosi?
Potete scrivere e leggere un piccolo pensiero.
Io vi ascolto con le mie orecchie da gatto e il mio cuore grande!
AScrivi come ti senti nel cuore.
IN QUESTI GIORNI MI SENTO...
IL PUZZLE DELLA NOSTRA CLASSE
A Per iniziare insieme il nuovo anno, realizzate il puzzle della vostra classe.
MATERIALE
• cartoncini colorati;
• forbici;
• pennarelli;
• matite;
• pastelli.
ISTRUZIONI
1 Scrivi il tuo nome su un cartoncino.
2 Scrivi una cosa che ti piace fare e una cosa bella di te.
3 Decora il tuo cartoncino con colori e disegnini.
4 Unisci il tuo pezzo a quello dei compagni.
INSIEME FORMERETE UN BELLISSIMO PUZZLE COLORATO DAL TITOLO: «TUTTI DIVERSI, TUTTI IMPORTANTI.»
IL RICORDO PIÙ BELLO
Alessandro e Laura raccontano il ricordo più bello delle loro vacanze.
ALESSANDRO
Le vacanze in campagna a casa dei nonni sono state bellissime.
Io e mio cugino Matteo abbiamo giocato agli indiani correndo nei prati e immaginando di essere coraggiosi pellerossa.
LAURA
Un giorno il maestro di nuoto mi portò dove l’acqua era più alta, ed ebbi paura di annegare.
Ad un tratto, mentre nuotavo, arrivò
un’onda improvvisa e così bevvi un po’ di acqua: era salata!
PARLO DI ME
ARacconta a voce la tua vacanza.
• Dove hai trascorso le vacanze?
• Cosa hai visto?
• Cosa hai fatto?
• Qual è il ricordo più bello?
UN’ESTATE DA RACCONTARE
Osserva le illustrazioni e, per ognuna di esse, scrivi una frase.
La mamma di Martina legge il .............................................................................
Dopo un po’ Martina fa amicizia con una bambina di nome Paola. Paola e Martina decidono di .............................................................................
Paola e Martina scoprono
La mamma di Martina osserva la conchiglia
W LA SCUOLA! È TEMPO DI SCUOLA
Un’estate intera a giocare e a nutrire la mente di mare, di sole, di vento e di gioia pura, di ore trascorse nella natura…
In fondo era solo una scuola all’aperto, tanto ho imparato, ne sono certo!
Il banco era fatto di sabbia fina, il mio quaderno era un prato in collina, un’enorme lavagna il cielo stellato e un nuovo libro ogni amico incontrato. Ora è settembre e come un ombrello la mia scuola riapre il cancello: entro e già so che tra quelle mura ci sono gli amici per un’altra avventura!
Valeria Amagliani
A Rispondi alle domande.
• Cosa ti è piaciuto di più dell’estate appena trascorsa?
• Cosa hai provato il primo giorno di scuola nel rivedere i compagni e gli insegnanti?
• Hai trovato delle novità?
PARLO DI ME
LA MIA CLASSE
Vuoi sapere quanti siamo nella mia classe?
Ventitré: dieci femmine e tredici maschi. Il mio compagno di banco si chiama
Aureliano.
È un bambino gentile e timido. Ha una grossa passione per le fiabe, ne conosce tantissime.
Aureliano è arrivato dal Perù, ma non è l’unico bambino straniero.
Nella mia classe ci sono bambini che vengono da tutto il mondo!
Siamo proprio una classe arcobaleno.
Bianca Pitzorno
PARLO DI ME
A Rispondi alle domande.
• Quanti siete in classe?
• Ci sono bambini che vengono da Paesi lontani?
• Se sì, quali?
A Ogni bambino sceglie alcuni colori dell’arcobaleno e con gli stessi disegna il suo cuore. Alla fine tutti i cuori arcobaleno vengono ritagliati e incollati su un grande cartellone.
SIAMO IN SECONDA
Il primo giorno di scuola il cuore mi batteva forte e mi sudavano le mani…
Che emozione! La prima cosa che ho visto entrando in classe è stata la scritta BENVENUTI IN II A!
A parte questo, tutto era come me lo ricordavo. Tutto tranne i miei compagni: era successo qualcosa! Luca aveva le gambe più lunghe del solito: si vedeva dai pantaloni troppo corti!
Leo aveva gli occhiali da vista: erano tutti colorati e lo facevano sembrare un cervellone.
Matilde, invece, era sempre la stessa, piccoletta e graziosa, anche se aveva i capelli un po’ più lunghi. Io ho cercato di non parlare per i primi dieci minuti: mi erano caduti due denti davanti e non volevo che Sofia se ne accorgesse!
Poi, però, mi ha sorriso e ho visto che anche lei aveva due bei buchi! C’eravamo tutti e ventidue; eravamo felici di rincontrarci e non la smettevamo più di parlare.
Paola Gentile
A Rispondi a voce alle domande.
• Hai notato un cambiamento nei tuoi compagni e compagne di classe?
• Sono uguali all’anno scorso?
• E tu, sei cambiato/a rispetto all’anno scorso? In cosa?
PARLO DI ME
UN GROSSO PROBLEMA
Lasciate che mi presenti: mi chiamo Carlotta Fiorenti e ho sette anni.
Ho un piccolo problema che riguarda la scuola.
Anzi, a dire il vero è un problema grosso: ho una “scansafaticaggine acuta” dalla nascita.
La colpa è della mia testa. È come un pallone leggerissimo e, appena la maestra comincia a parlare, lei vola via.
Io mi metto a pensare a tutto, tranne a quello che dovrei: al mio criceto, ai dolci della zia
Martina, alle patatine fritte con il pollo arrosto… Ci sono tante di quelle cose carine a cui pensare!
F. Joly, Malefiche verifiche , Zanfi
COMPRENDO
A Rispondi alle domande.
• Quale problema ha Carlotta Fiorenti?
• A cosa pensa quando la maestra parla?
• Secondo te, Carlotta è pigra o distratta?
PARLO DI ME
A Racconta a voce.
• Ti è mai capitato di comportarti come Carlotta?
• Quando è successo?
• A cosa pensavi?
QUELL’ASINO DI…
C’erano, davanti a me, due bambine che si chiamavano Bianca e Rosabianca.
Erano molto amiche, sembravano infischiarsi di tutte le altre.
Bianca era piccola, con un viso tondo e due lunghe trecce castane.
Rosabianca era alta, timida, con gli occhi a mandorla e i capelli neri tagliati da maschio.
Non avevano l’aria di voler fare amicizia con me; anzi mi accorsi che mi pigliavano in giro.
Dal mio banco, vidi un giorno che
Rosabianca aveva disegnato un asino, e sotto vi aveva scritto: “Quell’asino di…”
E l’altra, dove c’erano quei puntini, scrisse una parola che mi sembrò il mio cognome.
Natalia Ginzburg
A Cosa fecero un giorno in classe Bianca e Rosabianca?
LIFE SKILLS
A Ti sembra corretto il comportamento di Bianca e Rosabianca?
Confrontati con i tuoi compagni e le tue compagne.
LA MAESTRA MARGHERITA
L’estate è quasi finita. Il gatto Michele è contento che la sua padrona, la maestra Margherita, sia tornata dalle vacanze. Michele guarda Margherita che disfa i bagagli.
La maestra tira fuori alcuni oggetti che ricordano le sue esperienze estive.
C’è un barattolo tutto appiccicoso di marmellata di prugne: sicuramente Margherita è stata in montagna a trovare la zia Adele.
Ci sono la maschera e le pinne: vuol dire che è andata anche al mare.
Poi saltano fuori i regalini che ha portato per i bambini della sua classe: caramelle per i più golosi e cose speciali, come francobolli e sassi, per tutti i collezionisti.
Infine Margherita prende in mano la sua agenda. Il gatto Michele pensa: «Questo è il segnale…
Quando Margherita guarda l’agenda, vuol dire che la scuola sta per cominciare!».
A Colora di verde il quadratino che corrisponde all’affermazione corretta.
Quando il gatto Michele vede la sua padrona con l’agenda in mano capisce che la scuola sta per cominciare.
Quando il gatto Michele vede la sua padrona, miagola e fa le fusa.
PENELOPE REX
Non capita ogni giorno che un piccolo T-Rex inizi la scuola.
Fu molto sorpresa nello scoprire che tutti i suoi compagni erano... bambine e bambini!
E quindi se li mangiò, perché le bambine e i bambini sono deliziosi.
– Gnam gnam gnam!
– Penelope Rex! – gridò la maestra. – Non si mangiano i compagni e le compagne di classe. Per favore, risputali fuori subito.
E così fece. Non era certo il modo migliore per iniziare la scuola.
Quando tornò a casa si lamentò:
– Durante l’intervallo nessuno ha voluto giocare con me!
– Penelope Rex – le chiese il papà – hai per caso mangiato i tuoi compagni di classe?
– Beh… forse, giusto un pochino.
– A volte farsi degli amici può essere difficile –disse il papà – soprattutto se te li mangi, non credi?
R. T. Higgins, Non si mangiano i compagni di classe , Nord-Sud Edizioni
AACCENDIAMO LA FANTASIA... INSIEME
Immagina di essere un dinosauro che, come Penelope Rex, va a scuola per la prima volta insieme a bambini e bambine. Rispondi alle domande e confrontati con la classe:
• Come ti chiami?
• Che dinosauro sei? (piccolo, verde, con le ali...)
• Cosa porti nel tuo zaino?
• Cosa fai per fare amicizia?
• Come ti diverti durante l’intervallo?
AScrivi un tuo desiderio per il nuovo anno scolastico nella nuvoletta, poi leggilo ad alta voce alla classe.
QUEST’ANNO
VORREI...
È il secondo giorno di scuola. Questa mattina la maestra è entrata in classe con un cerchio giallo, di quelli in cui devi saltarci dentro in palestra o con il quale fare l’hula hoop. Lo ha messo a terra, proprio davanti alla lavagna, e poi ci è entrata. Quando è stato silenzio totale e quarantaquattro occhi erano puntati su di lei, ha cominciato a parlare con tono solenne: – Quest’anno vorrei vedere i miei alunni che si aiutano a vicenda.
Poi si è seduta alla cattedra e ha chiesto se qualcuno desiderava entrare nel cerchio per dire il suo “Quest’anno vorrei...”.
Uno alla volta siamo entrati tutti nel cerchio... È stato bello conoscere i desideri dei miei compagni e poter esprimere il mio. Il nuovo anno scolastico è cominciato proprio bene!
M. Focante
TUTTO AL CONTRARIO
Ecco che cosa succede a scuola nella città al contrario!
— Oggi mi state facendo proprio ammattire! Non ne posso più! Se continuate a stare così fermi, faccio una nota a tutta la classe. Ma cosa siete, alberi? Pali della luce? Statue del parco? Monumenti equestri? Antenne tv? Il Monte Rosa? Tirate fuori immediatamente il diario che passo a farvi le note! — dice la maestra Ailuig alla classe.
— Ma maestra... — dice Ecila.
— Ma maestra... — ripete Aras.
— Aifos, esci subito dal tuo banco! — grida arrabbiata la maestra — Anche voi, Oppilif e Òlocin! Cosa aspettate?
Se entra qualcuno in classe e vi vede tutti lì seduti immobili, mummificati al vostro posto, cosa penserà?
Non dimenticate che siamo a scuola, non al museo delle cere! Ve l’ho detto milioni di volte.
V. Lamarque, Mettete subito in disordine !, Einaudi Ragazzi
AACCENDIAMO LA FANTASIA... INSIEME
Immagina che anche la tua scuola sia diventata, per un giorno, tutta al contrario. Rispondi alle domande e confrontati con la classe:
• Come si comporta la maestra?
• Cosa si fa durante l’intervallo?
• Come si entra in aula? (Dalla finestra? A testa in giù?)
• Cosa succede se qualcuno sta troppo fermo o troppo zitto?
EDUCAZIONE CIVICA
STAR BENE…
APer stare bene insieme è necessario rispettare alcune regole. Eccone alcune:
Usa sempre le parole per farti ascoltare oppure ottenere quello che vuoi.
Chiedi scusa se sai di aver sbagliato.
Anche gli altri possono avere ragione: ascolta la loro opinione.
Condividi le tue cose con i compagni e le compagne.
Sii gentile con tutti e con gli insegnanti che ti aiutano a imparare.
… A SCUOLA
Rispetta i materiali e gli spazi della scuola.
Sii felice di quello che hai.
Non ti distrarre quando la maestra spiega.
Aspetta il tuo turno per parlare.
Aiuta i compagni e le compagne in difficoltà.
LI FE SK I LLS
AStar bene a scuola è importante.
• Credi che rispettare le regole sia giusto?
• Cosa succederebbe se ognuno di voi facesse sempre solo quello che vuole?
• Quale tra le suddette regole ti risulta difficile rispettare?
Rime d’AUTUNNO
Nelle poesie ci sono parole in rima, cioè finiscono con lo stesso suono. La rima crea un ritmo allegro e vivace.
A Sottolinea con lo stesso colore le parole che terminano con lo stesso suono.
A In coppia imparate a memoria la filastrocca. Poi recitatela a turno.
A
B C D E F G H I L
Alberi dai rami spogliati
Boschi rossi e dorati
Castagne calde e fumanti
Danza di foglie fruscianti
Erba bagnata da piogge incessanti
Foglie dai colori smaglianti
Giorni corti e noiosi
Humus dai doni preziosi
Inverno che bussa alle porte
Letargo di ghiri e marmotte
APrendendo spunto dal testo poetico, rappresenta un paesaggio autunnale con la tecnica pittorica che preferisci.
Maglione caldo e avvolgente
Nebbia grigia e frequente
Orso dal sonno pesante
Pioggia continua e incalzante
Quaderni su cui lavorare
Rondini che vanno oltre il mare
Scuola che ti viene a chiamare
Tramonti che fanno sognare
Uva che riempie i cestini
Vino che bolle nei tini
Zuppa di funghi porcini
Giovanna Marchegiani
• Ti piace l’autunno? Perché?
• Ti è capitato di camminare sulle foglie secche? Che suono fanno sotto i tuoi piedi?
• Hai mai raccolto castagne o pigne in autunno? Dove le hai trovate?
UNA STAGIONE SPECIALE
Quando cadono le foglie è autunno.
L’autunno mi piace. C’è più fresco nell’aria, le cose sulla terra hanno un aspetto diverso, le mattine sono sfavillanti e stupende e le notti sono così meravigliosamente fredde.
Cosa sembrano, ora, gli alberi! I loro rami trapassano l’aria grigia come sottili spade affilate, si vedono corvi che di solito non si vedono mai. Non si sentono più cantare gli uccelli.
La natura muta i colori, cambia abito, si mette delle maschere e se le ritoglie. È meraviglioso.
Se fossi un pittore, vorrei diventare un pittore di autunni. Temo però che allora i miei colori non basterebbero.
R. Walser
COMPITO DI REALTÀ
COMPRENDO
A A che cosa vengono paragonati i rami degli alberi d’autunno?
A delle spade affilate
A dei corvi neri
A Dividetevi in piccoli gruppi e, con il materiale riciclato (tappi, stoffa, foglie secche, bottiglie di plastica, ecc.), create oggetti e decorazioni per la vostra aula che rappresentino l’autunno:
• alberi con foglie colorate
• castagne
• funghi
• ghiande
AUTUNNO NEL BOSCO
L’autunno porta una grande agitazione in tutto il bosco: scoiattoli che cercano provviste per l’inverno, orsi in cerca di una tana per il letargo, lupi che fiutano le ultime prede prima della carestia invernale.
Il bosco si è riempito di bacche, semi, noci e nocciole per tutti: l’ultimo pasto prima del lungo sonno.
Con la neve e con il freddo pochi si azzardano a uscire dalla tana e chi non ne ha una, come i caprioli e gli alci, si deve accontentare del riparo di qualche albero, nutrendosi di corteccia e germogli.
A Leggi il testo poi scrivi le informazioni relative agli scoiattoli, agli orsi e ai lupi.
PARLO DI ME
• Tu festeggi Halloween?
• Come ti travesti?
• Che scherzo faresti a chi non ti dà i dolcetti?
HALLOWEEN
AA coppia, recitate la poesia alternandovi.
Neri pipistrelli, ragni penzolanti, zucche gigantesche, passi rimbombanti, urla e risatine su nel cielo scuro, ombre spaventose strisciano su un muro.
Zucche di qua, dolci di là: allegria a volontà!
Streghe sulle scope, un fantasma strano, mostri saltellanti con un cesto in mano. Bimbi mascherati vogliono un dolcetto: a chi è senza dolci fanno uno scherzetto.
Zucche di qua, dolci di là: allegria a volontà!
E. Giacone
PAROLE PER DESCRIVERE
A Disegna sul quaderno il personaggio di Halloween che preferisci e descrivilo a voce:
• Come si chiama il tuo personaggio?
• Che aspetto ha?
• Com’è vestito?
• Fa qualcosa di speciale la notte di Halloween?
C R E ATIVITÀ
MATERIALE
• spugnette sottili;
• cartoncino nero;
• tempere;
• pennello;
• forbici;
• colla.
ISTRUZIONI
1 Ritaglia sulla spugnetta la sagoma del fantasmino e incolla sul viso gli occhi ritagliati dal cartoncino nero.
2 Ritaglia sulla spugnetta la sagoma del pipistrello e coloralo con le tempere.
3 Appendete tutti i fantasmini e i pipistrelli sui vetri delle finestre della classe. 1 2 3
A In coppia con un compagno o con una compagna, scegliete uno dei personaggi che avete creato e inventate sul quaderno una piccola storia illustrata.
BAMBINE E BAMBINI
TI CAPITA SPESSO DI SOGNARE A OCCHI APERTI?
DENTRO OGNI BAMBINO
Dentro ogni bambino
ci sono sogni
che hanno il colore del cielo, il profumo dell’erba
umida di rugiada e la voce del vento quando fruscia leggero
tra i fiori del prato.
Dentro ogni bambino
ci sono sogni
che volano alti sopra le nubi incontro all’arcobaleno.
M. Lodi, La pace e la guerra nelle poesie di adulti e bambini , Editrice Piccoli
QUALE SOGNO HAI DENTRO DI TE?
A La poesia parla di sogni legati alla natura. Quali profumi o suoni della natura ti fanno sentire felice?
COME TI SENTI QUANDO IMMAGINI IL TUO SOGNO?
AL MUSEO CON LA MAMMA
CHI?
In un racconto ci sono i personaggi. Il personaggio principale si chiama protagonista.
Oggi è mercoledì, la mamma di Lea è in ferie e insieme vanno al museo della loro città. Dentro c’è fresco, silenzio e tanti quadri bellissimi. Lea non ha mai visto niente di simile. La mamma si ferma, gliene indica qualcuno e dice: — Stasera a casa proveremo a rifarli insieme. La sera, infatti, prendono fogli e tubetti di colori, ma sono tutte e due così stanche che si addormentano con la testa sul tavolo.
Daniela De Rosa, I disegni di Lea , Mondadori
COMPRENDO
A Rispondi alle domande.
• Chi sono i personaggi della storia?
Lea
La mamma e Lea
• Cosa fanno Lea e la sua mamma? Vanno a teatro Vanno al museo
NONNA CAMILLA
Nonna Camilla non è come le altre nonne: per questo Ottavio va volentieri da lei. Per esempio, è capace di aggiustare i fili del televisore e programmare il telecomando. Non gli dà mai il bacio della buonanotte, gli dice «ciao» e basta, anche perché la sera sono molto stanchi, con tutte le cose che fanno. Il mattino invece è una specie di festa. Lo abbraccia e gli dà tanti baci.
Nonna Camilla abita in città, in una casa rossa, al decimo piano.
Da quell’altezza si vedono le automobili che sgommano ai semafori e i vigili che fanno le multe all’improvviso.
Uno spettacolo! A Ottavio quell’altezza piace, e non soltanto perché vede i semafori, ma anche perché c’è l’aeroporto in lontananza.
M. Lucchini, Per fortuna ci sono i dinosauri , Mondadori
Il luogo ci dice dove si svolge la storia. DOVE?
COMPRENDO
A Rispondi alle domande.
• Dove si svolge la storia?
In giardino
A casa della nonna
• Chi sono i personaggi della storia?
La nonna Ottavio Ottavio e la nonna
UNA GIORNATA INDIMENTICABILE
QUANDO?
Il tempo ci dice quando si svolge la storia.
COMPRENDO
Stamattina il papà e la mamma di Luna hanno deciso di portarla all’acquario. Appena arrivata, Luna corre emozionata alla vasca dei pescecani e rimane proprio a bocca aperta.
Poi, per la prima volta, vede squali, delfini e tartarughe di tutte le dimensioni e di tutti i colori.
Ci sono persino i cavallucci marini, le mante e i polpi.
Dopo riesce a vedere anche un tricheco! Che fortuna!
Alla fine della visita all’acquario, Luna ha il cuore pieno di felicità.
— Grazie! — dice Luna abbracciando i suoi genitori. — È stata una giornata indimenticabile.
Zoe Valdes, Gli orecchini della luna , Mondadori
A Sottolinea di le parole che indicano i personaggi, di le parole che indicano il tempo e di le parole che indicano il luogo.
• Chi sono i personaggi?
Luna e il papà
Luna, la mamma e il papà
• Quando si svolge la storia?
Di mattina
Di sera
IN MENSA
A mezzogiorno, quando ho visto i miei compagni tornare a casa per pranzo, ho avuto il magone. Sono rimasto in piedi appoggiato al muro e non ho neanche voluto giocare con il mio compagno Eudes.
È suonata la campanella e ci siamo messi in fila per andare a mangiare; non è come la solita fila perché ci sono tutte le classi mescolate e ci sono quelli delle altre classi che conosco poco o niente. Per fortuna c’era Eudes con me.
E poi uno che stava davanti si è girato e mi ha detto: — Salame, arrosto, purè e budino. Passa parola.
— Mitico! — ha gridato Eudes quando ho passato parola.
— C’è il budino! Buonissimo!
— Fate silenzio laggiù! — ha gridato il sorvegliante.
E poi è venuto verso di noi, mi ha visto e ha detto:
— Ah, oggi c’è anche Nicolas!
E ha fatto un gran sorriso.
B. Goscinny, J.J. Sempè, Storie inedite del piccolo Nicolas , Donzelli
COMPRENDO
A Segna con una X i fatti della storia.
CHE COSA?
I fatti raccontano che cosa succede in una storia.
Nicolas è triste, ma con Eudes si sente meglio.
Nicolas è contento perché può mangiare a casa con i suoi genitori.
PAPÀ CON LA FEBBRE
Ricorda che i personaggi, il tempo, il luogo e i fatti sono elementi importanti del racconto.
Questa mattina il papà è ammalato. È a letto con la febbre.
La mamma va a fare la spesa e Fiorella resta a casa per fare compagnia al papà.
Appena la mamma è uscita, Fiorella prende un asciugamano bianco e lo avvolge intorno alla testa.
Ora è una vera infermiera, con la cuffietta. Entra in cucina e prepara un vassoio di cose buone.
— Ecco l’infermiera — esclama — con un sacco di cose buone, così guarisci presto!
— Non ho fame — brontola il papà.
Fiorella ci rimane un po’ male, e decide quindi di mangiare tutto quello che c’è sul vassoio.
Ma quando ha finito di mangiare, comincia a sentire un po’ di nausea.
Così dice al papà: — Sto male anch’io!
— Allora vieni qui — bofonchia il papà nel dormiveglia.
Fiorella si arrotola fra le braccia del papà. Essere ammalati insieme è proprio bello.
E. Franck, Filippo e Fiorella , Fabbri
COMPRENDO
A Chi sono i personaggi del racconto?
Il papà
Il papà e Fiorella
A Quando si svolge la storia?
Di mattina
Di sera
A Dove si svolge la storia?
In giardino
A casa
AFatti
Che cosa accade nella storia?
Completa le frasi scrivendo al posto giusto le parole: MALE – FAME – FEBBRE.
• Il papà di Fiorella ha la ....................................... .
• Fiorella va in cucina e prepara un vassoio di cose buone ma il papà le dice che non ha ................................... .
• Dopo un po’ anche Fiorella sta ..................... .
TI PRESENTO ALICE
Presentazione
ACOMPRENDO
Sottolinea di verde le parole che descrivono l’aspetto fisico di Alice. Sottolinea di azzurro i suoi interessi e gusti.
Conosco Alice fin dall’asilo nido. È la mia compagna di scuola da sempre!
Aspetto fisico
Alice è di statura media e non è né grassa né magra.
Ha i capelli biondi, lisci e lunghi, gli occhi marroni, la bocca piccola e due dentoni sporgenti da Zanna Bianca.
Gusti
Alice è ghiotta di pasta al pomodoro e patatine fritte, proprio come me.
Interessi
Ama la matematica e, come me, il suo passatempo preferito è leggere storie avventurose. Alice è velocissima a leggere. Io no!
Alice Sturiale, Il libro di Alice , Rizzoli
PAROLE PER DESCRIVERE
A Descrivi un tuo compagno o una tua compagna di classe aiutandoti con le domande:
• Chi è? Com’è?
• Com’è il suo carattere? (vivace, allegra/o, gentile, timida/o, simpatica/o)
• Che cosa le/gli piace fare?
UNA SCOPERTA INASPETTATA
L’altro giorno, durante l’intervallo, Tonino ha tirato un calcio troppo forte al pallone e la scarpa è volata via. Il mio amico mi ha chiesto di aiutarlo a trovarla e, mentre la cercavamo, abbiamo scoperto un bellissimo gattino.
Sembrava una pallina bianca con gli occhi verdi e il nasino rosa.
La maestra Carlotta, con delicatezza è riuscita a prenderlo in braccio.
Il gattino tremava e miagolava, ma presto si è tranquillizzato.
Io e i miei amici gli abbiamo dato un nome: l’abbiamo chiamato Neve.
COMPRENDO
A Com’era il gattino che i due amici hanno trovato nel giardino?
Sottolinea le parole che te lo fanno capire.
A Che cosa faceva il gattino quando la maestra lo ha preso in braccio?
Ogni racconto ha sempre un titolo, narra come inizia una storia, spiega che cosa succede dopo e fa capire come si conclude.
UN FANTASTICO NONNO
Nonno Tommaso stava molto volentieri con i bambini. Era sempre allegro, con poco o niente costruiva giocattoli e inventava divertimenti nuovi. Con la fantasia trasformava ogni cosa. Il pesciolino dell’acquario diventava un drago alato e i passeri del giardino erano variopinti uccelli tropicali.
Con nonno Tommaso il tempo volava persino durante le grigie giornate di pioggia. La vasca da bagno diventava una nave e i bambini attraversavano con Capitano Tommaso mari tempestosi.
COMPRENDO
A Completa.
• Con nonno Tommaso i bambini si divertono molto. Egli trasforma ogni cosa:
• Il pesciolino diventa -> ...............................................................................................
• I passeri diventano -> ...............................................................................................
• La vasca da bagno diventa ->
A Com’è il carattere di nonno Tommaso? Segna con una X : allegro noioso arrabbiato triste
Facendo poi attenzione a non farsi sorprendere dai pirati, sbarcavano su un’isola misteriosa alla ricerca di un favoloso tesoro.
Ogni sera accanto a nonno Tommaso si radunavano i bambini del vicinato. Venivano ad ascoltare le sue storie di streghe, maghi e gnomi dei boschi.
Mentre egli raccontava, sbarravano gli occhi e trattenevano il fiato per l’emozione. Così il tempo scorreva felice per tutti.
Stepán Zavrel, Nonno Tommaso , Bohem Press Italia
PARLO DI ME
ARacconta un gioco che ti piace fare con il tuo nonno o la tua nonna. Poi disegnati nel riquadro con uno dei due.
IL MIO POSTO SEGRETO
Marta ha sette anni, è magra, ha i capelli rossi, che spesso porta raccolti in due codini, e un bel paio di occhiali verdi tondi.
È una bambina allegra e vivace ed è sempre molto impegnata. La sua settimana, infatti, è programmata minuto per minuto.
Naturalmente va a scuola ogni giorno e nel pomeriggio ha sempre un impegno:
lunedì: danza
martedì: piscina
mercoledì: corso di teatro
giovedì: pallavolo
venerdì: merenda con gli amici
sabato: scout
domenica: nonni e famiglia
Marta si considera fortunata a poter fare così tante cose. Ogni tanto, però, sente anche il bisogno di… non fare niente.
E allora va a rifugiarsi nel suo posto segreto: il fienile dei nonni.
Spesso si sdraia sull’erba profumata e osserva le nuvole che si muovono nel cielo: sembrano animali, fantasmi, mostri, onde e fate.
E. Balaclava
fienile: locale dove si conserva il fieno.
COMPRENDO
A Com’è fisicamente Marta? Sottolinea nel testo le parole che la descrivono.
A Com’è il carattere di Marta?
Curiosa
Timida Obbediente Allegra Agitata Vivace
A Qual era il posto segreto di Marta? Indicalo con una X .
IL SOGNO DI GILBERTO
Il testo è stato diviso in piccole parti chiamate sequenze. Ogni sequenza rappresenta un momento della storia.
ASegna con una X la frase che riassume ogni sequenza.
Il più grande amico di Gilberto era un orso di peluche: glielo avevano regalato il giorno in cui aveva compiuto tre anni. Da quel giorno Gilberto aveva giocato, passeggiato, parlato con l’orso. Gli aveva messo anche un nome: Bobo. L’orso Bobo dormiva regolarmente nel letto di Gilberto ed era il primo a essere salutato da lui al risveglio.
Gilberto aveva un orso di peluche che si chiamava Bobo ed era il suo migliore amico.
Gilberto aveva paura di Bobo e non voleva dormire con lui.
Una notte Gilberto fece un sogno strabiliante: Bobo non era più un orso di peluche, ma un vero orsetto. Si erano svegliati insieme nella sua cameretta e avevano trovato sul comodino due belle tazze di cioccolata.
Nel sogno, Bobo diventava un vero orsetto e faceva colazione con Gilberto.
Gilberto e Bobo andavano a scuola insieme.
Stavano per sorbire la prima cucchiaiata, quando si sentì una voce strana:
– Attenti, non rovesciate tutto sul letto!
Non era la mamma di Gilberto: era mamma orsa!
Nel sogno, una voce li avvisava di non rovesciare la cioccolata: era mamma orsa.
La nonna di Gilberto entrava nella stanza per portare i biscotti.
Gilberto ebbe voglia di mettersi a piangere!
Per fortuna il sogno finì e la voce della vera mamma li svegliò:
– Su, Gilberto e Bobo, pigroni. Svegliatevi, è ora di fare colazione!
N. Vicini
Gilberto si svegliò grazie alla voce della sua vera mamma, che lo chiamava per fare colazione.
Gilberto non si svegliò mai e restò a vivere con gli orsi.
ACompleta le frasi, aiutandoti con le parole evidenziate nella storia.
I personaggi della storia sono: Gilberto, l’orso Bobo,
La storia si svolge una ......................................... nella ......................................... di Gilberto.
SONIA E L’ORSETTO SMARRITO
Per ricordare il contenuto della storia, tieni presente queste domande: Che cosa succede all’inizio del racconto? Che cosa succede poi? E alla fine?
Un pomeriggio Sonia trovò un orsetto nel parco.
– Guarda, mamma – disse Sonia. – Qualcuno ha lasciato qui un orsetto. Che cosa facciamo?
– Lo portiamo a casa, poi scriviamo su un cartello che l’abbiamo trovato.
Quando arrivarono a casa, con l’aiuto della mamma, Sonia scrisse: «Trovato orsetto. Potete telefonare a questo numero».
Poi spazzolò l’orsetto per togliergli le foglie e lo mise accanto al suo orsetto, in modo che lo tenesse sotto controllo e si prendesse cura di lui. Il giorno dopo Sonia e la mamma portarono il foglio al parco e lo attaccarono a un albero.
L’indomani il campanello suonò e alla porta c’era una bambina con la sua mamma.
Sorrise a Sonia e disse:
– Grazie per esserti presa cura del mio orsetto.
– Ha fatto amicizia con il mio – disse Sonia regalandole un sorriso.
Nadine Bortolotti, 365 storie e filastrocche per bambini , Gribaudo
COMPRENDO
A Chi sono i personaggi del racconto?
A Quando si svolge la storia?
A In quali luoghi si svolge la storia?
A Osserva le immagini.
Colora di azzurro il quadratino dei disegni che appartengono alla storia.
Colora di rosso il quadratino del disegno che non appartiene alla storia.
A Ora, racconta a voce la storia aiutandoti con le immagini e le parole del tempo evidenziate nel testo.
Ricorda: raccontare una storia con parole tue è il primo passo per imparare a scrivere un buon riassunto.
IMPARIAMO A RIASSUMERE
A Leggi il titolo del racconto e osserva il disegno: di che cosa parlerà?
Due fratellini decidono di fare una sorpresa alla mamma. Due fratellini decidono di fare uno scherzo alla mamma nascondendosi nella sua auto.
UNA SORPRESA PER LA MAMMA
Era domenica. Giacomo e Robi si annoiavano, così andarono in giardino e decisero di fare una bella sorpresa alla mamma: lavare la sua macchina!
Giacomo andò in bagno, prese a caso una strana boccetta rosa. Tornò da Robi e versò il contenuto in un secchio.
Subito si diffuse un delizioso profumo
di rose e la macchina fu avvolta da una nuvola di bolle di sapone profumate.
– Che cosa state combinando voi due? – chiese la mamma correndo fuori casa. Poi vide la boccetta. – Noo! Il mio costoso bagnoschiuma alla rosa!
Dopo pochi minuti Giacomo e Robi chiesero scusa alla mamma, mentre la macchina si portò dietro quel profumo di rose per un’intera settimana.
Vivian French, La casa delle storie , Mondadori
IMPARIAMO A RIASSUMERE
A Riordina le scene numerandole da 1 a 4. Poi racconta a voce la storia.
COMPRENDO
A Rispondi a voce, ma prima sottolinea le risposte nel testo.
• Chi sono i personaggi del racconto?
• Dove si svolge la storia?
• Quando si svolge la storia?
UNA CASA TRA I RAMI
Nel giardino c’era un albero enorme. Tra me e quell’albero c’era qualcosa: un’intesa, una corrente deliziosa e misteriosa.
All’inforcatura dei rami c’era tanto spazio da poterci costruire una casetta.
Una domenica il nonno si presentò con gli attrezzi: – Allora vogliamo fare questa casa sull’albero? –mi chiese e si mise al lavoro. Seguivo attento ogni suo gesto, col cuore che mi batteva forte.
– Cominciamo dal fondo – disse il nonno.
E, accostate cinque tavole, le inchiodò con due assi di traverso.
Il ripiano si incastrò alla base come un pavimento, poi il nonno sistemò quattro assi verticali fissate agli angoli per fare il parapetto e ci agganciò una scaletta di corda.
Non c’era tempo da perdere: schizzai sulla scaletta e raggiunsi il nonno sull’albero.
La mia casa sull’albero era davvero bellissima.
Marco Moschini
COMPRENDO
A Chi sono i personaggi del racconto?
Il nonno e il nipote
A Dove si svolge la storia?
Il nonno
In giardino Al parco
A Quando si svolge la storia?
Di domenica Di sera
IMPARIAMO A RIASSUMERE
A Osserva le scene e completa le frasi di ognuna.
Il bambino osserva l’albero e pensa
Il nonno si presenta
Il nonno costruisce con le tavole
Il bambino raggiunge ...............................
CAMILLA E IL GATTINO
Un giorno la bimba aveva sentito miagolare ed era corsa sul terrazzo, dove i suoi occhi sgranati avevano incontrato gli occhi impauriti di quel gattino sconosciuto, che teneva la coda dritta e allungava il collo verso di lei.
• Che cosa spinse la bimba a correre sul terrazzo?
Ma appena Camilla aveva mosso una mano per accarezzarlo, il micetto aveva fatto dietrofront ed era scappato. Era tornato, certo, ma sempre impaurito dalle mani di Camilla: se si avvicinava troppo, scappava di nuovo.
• Come reagiva il micetto ogni volta che Camilla cercava di avvicinarsi?
Un pomeriggio, mentre la bimba era seduta a braccia conserte e lo osservava senza muoversi, il gattino aveva preso
improvvisamente l’iniziativa: spiccato un balzo le era finito in grembo. Graffiandola anche un po’ per tenersi. Però il micetto faceva «miao» strisciando il musetto contro la sua mano. Camilla ne sentiva il cuore battere all’impazzata. Come il suo, d’altronde.
• Cosa fece il micetto quando Camilla restò ferma e lo osservò?
Ma tutt’a un tratto la bimba sentì che il suo cuore faceva le fusa, proprio come quello del micetto che la guardava con aria sognante. Nello stesso momento tutti e due si accorsero che era nato il loro amore. Ferdinando Albertazzi, Buon compleanno Camilla! , Piemme junior
• Cosa capirono Camilla e il micetto nello stesso momento?
ACompleta le frasi che riassumono le quattro sequenze della storia.
• Camilla sente miagolare e trovò
• Ogni volta che provava ad accarezzarlo,
• Un giorno, mentre Camilla restò ferma,
• Camilla e il micetto capirono .....................................................................................................
IMPARIAMO A RIASSUMERE
UN TRUCCO A TAVOLA
Ho una sorellina che si chiama Lola. È piccola e molto buffa.
Un giorno era seduta al tavolo e aspettava il pranzo. Poi ha detto: – Io non mangio piselli né carote, né patate, né spaghetti, né uova.
– Non mangio cavolfiori, né fagioli, né banane, né arance. E non mi piacciono le mele, né il riso, né il formaggio. E mai e poi mai mangerò i pomodori.
E io le ho risposto: – È una vera fortuna, perché non abbiamo niente di tutto ciò.
Lola ha guardato la tavola, – Charlie, perché ci sono queste carote?
– Tu credi che siano carote. – ho risposto io. – Ma ti sbagli di molto. Sono radici d’arancia del pianeta Giove.
– A me sembrano proprio delle carote – ha esclamato Lola.
– Su Giove non crescono le carote!
– È vero – ha detto Lola. – Quasi quasi ne assaggio una, se vengono da Giove...
– Yumm, niente male – ha aggiunto sgranocchiando. Poi Lola ha detto: – Charlie, mi passi uno di quelli? – e indicava i pomodori.
– Che cosa? Uno di quelli? – ho balbettato io.
– Sì, Charlie, uno di quelli. I cachi lunari sono i miei preferiti. Ehi, Charlie, non avrai mica pensato che fossero pomodori?
Lauren Child, Mai e poi mai mangerò i pomodori con Charlie e Lola , Ape junior
COMPRENDO
A Sergna con una X tutte le risposte corrette.
• Chi è Lola?
Una bambina molto buffa
La sorella di Charlie
La mamma di Charlie
• Le piace mangiare?
A Lola piace tutto, soprattutto i pomodori
All’inizio dice che non le piace quasi niente
Alla fine mangia le carote e i pomodori perché pensa siano speciali
• Quale trucco usa Charlie per far mangiare la sorella?
Dice che le verdure vengono da altri pianeti
Le prepara una torta di cioccolato
Le offre un gelato alla fragola
GIOCHI IN CASA
COMPRENDO
A Come si diverte Marco?
PARLO DI ME
A Racconta a voce.
• E tu quali giochi fai in casa?
• Giochi da solo o in compagnia di amici? Racconta. Cosa hai fatto?
A casa Marco giocava in tanti modi, specialmente nella sua cameretta.
Con i cuscini delle poltrone e del divano si costruiva una casa, che diventava un fortino, oppure un sommergibile.
Con due sedie in terra, con gli schienali appoggiati e le gambe nella direzione opposta, inventava una macchina di formula uno. Un coperchio era il volante, un cucchiaio di legno la leva del cambio. E lui era il pilota. Oppure faceva le gare con le automobiline lanciandole nel corridoio. A volte si divertiva ad osservare gli scontri, e allora partiva l’ambulanza per soccorrere il ferito.
Con i cubetti delle costruzioni faceva castelli meravigliosi e inventava guerre con soldati e cannoni che lanciavano tappi di sughero contro le torri.
Mario Lodi, Aldo Pallotti
UN GIOCO DA FEMMINE
Io e Stefania abbiamo litigato solo una volta. Lei voleva farmi giocare
con Ken, il moroso della Barbie. Io ho detto che era un gioco da femmine e anche stupido.
Lei mi ha detto che anche il calcio è un gioco stupido e da maschi, ma che lei ci gioca lo stesso.
– Cavoli tuoi! – le ho risposto io in modo gentile.
– Va’ a farti friggere – ha ribattuto lei.
– Vado – ho concluso io, che mi ero stufato di quel battibecco, – ma prima faccio fare un bel voletto al tuo stupido Ken. Ho preso Ken e l’ho lanciato fuori dalla finestra. Il bambolotto è finito in mezzo al parcheggio e Billo, il cane del portiere, l’ha afferrato con la sua bocca piena di bava, ed è andato a sotterrarlo. Stefania mi è corsa dietro come una furia. Per fortuna la porta della mia camera era aperta così mi ci sono barricato dentro.
Emanuela Da Ros, Il giornalino Larry, Feltrinelli
COMPRENDO
A Riordina i fatti con i numeri da 1 a 5.
LI FE SK I LLS
Ho preso Ken e l’ho lanciato fuori dalla finestra. Stefania ha detto che anche il calcio è un gioco stupido, ma ci gioca lo stesso. Il cane Billo ha afferrato Ken e l’ha sotterrato. Io e Stefania abbiamo litigato solo una volta.
Mi sono barricato in camera perché Stefania mi correva dietro.
Il protagonista pensa che alcuni giochi siano “da femmine” e altri “da maschi”. Stefania però gioca a calcio lo stesso. Secondo te ci sono giochi solo per maschi o solo per femmine?
QUANTO SEI CRESCIUTO!
ADopo aver ascoltato la storia letta dall’insegnante, rispondi con una X .
• Chi sono i personaggi della storia?
• Quando si svolge la storia?
Di giorno Di notte
• Dove si svolge la storia?
• La dottoressa dice a Paolino che è cresciuto: solo di peso di peso e di altezza solo di altezza
• Paolino si è accorto di essere cresciuto perché: mangia molto i pantaloni gli sono diventati corti mangia poco
• Paolino ride perché: è contento di essere cresciuto soffre il solletico non vede l’ora di tornare a scuola
Ascolta il brano.
SCRIVO anch’io!
CHE GUAIO!
Quando scrivi una storia ricordati di seguire l’ordine dei fatti.
A Scrivi la storia sul quaderno con l’aiuto delle immagini e delle domande.
• In che modo si diverte Mario con i suoi amici?
• Come si sentono mentre giocano?
• Cosa succede?
• Come reagiscono tutti dopo il rumore?
• Perché la signora è arrabbiata?
• Che cosa dice?
• Che cosa fa la signora?
• Come si sente Mario?
• Cosa potrebbe fare per rimediare?
VERIFICA È ARRIVATO IL FRATELLINO
Quando è nato Michele tutti i parenti e gli amici sono venuti a vederlo.
Gli hanno portato i vestitini, giocattoli e regalini. Tutti gli facevano delle moine e gli parlavano in maniera veramente strana. Papà brindava con loro e la mamma sorrideva orgogliosa.
Io sono andato in giardino e mi sono sdraiato nella mia tenda sul prato all’inglese. Improvvisamente ho sentito dei passi sul vialetto del giardino. Ho riconosciuto subito mio zio Piero. Gli sono corso incontro, lui mi ha preso in braccio e mi ha stretto teneramente.
– Zio Piero hai visto il mio fratellino Michele?
– Non ancora, ma andremo a vederlo poi, quando se ne saranno andati gli invitati – ha risposto e mi ha dato un pacchetto.
– Per me?
– Per te giovanotto, tu sei grande, Michele è troppo piccolo per ricevere dei regali.
Nel pacchetto c’era un morbido e meraviglioso pupazzo che ho chiamato Tommaso. Zio Piero non me ne ha mai regalato uno neanche quando ero piccolo.
Mi sono messo a camminare in silenzio sul prato con Tommaso fra le braccia. Lo zio si è avvicinato e mi ha accarezzato la testa. Ho messo la mia mano in quella dello zio Piero e, con Tommaso sotto il braccio, siamo andati verso casa per vedere mio fratello, il caro, piccolo Michele.
R. Rosen
A Rispondi alle domande con una X .
• Chi racconta la storia?
Il fratellino di Michele
Lo zio Piero
• Come ti sembra all’inizio il bambino per la nascita del fratellino?
Geloso Contento Triste
• Cosa prova il bambino quando riceve dallo zio il pupazzo?
Noia Paura Gioia
AAssocia con una linea le parole della colonna a sinistra con le parole della colonna a destra.
Michele Tommaso
Piero Pupazzo Zio Fratellino
A Metti in ordine i fatti, numerandoli da 1 a 5.
Lo zio Piero e il nipote parlano in giardino.
Arriva lo zio Piero.
Lo zio e il bambino vanno a vedere il fratellino.
Il bambino cammina sul prato con Tommaso sotto il braccio.
Lo zio regala un pupazzo al bambino.
COM’È ANDATA? COLORA LA ZAMPA.
STORIE ED EMOZIONI
QUANTE EMOZIONI
Se mi arrabbio e pesto i piedi il mio viso tu lo vedi.
Se sono solo ed ho paura chiudo gli occhi finché dura.
Se sono allegro e son felice la mia bocca te lo dice.
Quando piango e sono triste
le lacrime le hai viste?
Da Internet
COSA FAI QUANDO SEI ARRABBIATO?
COSA TI FA UN PO’ PAURA?
COSA TI FA SENTIRE FELICE?
COMPRENDO
A Rispondi alle domande.
• Com’è Titti, tranquilla o arrabbiata? Quali guai combina?
Sottolineali nel testo.
SCRIVO
A Come potrebbe continuare la storia? Illustra e scrivi sul quaderno.
CHE DISASTRO!
È proprio una brutta giornata! Titti non capisce perché, ma tutto va storto. Papà dice che forse Titti è scesa dal letto col piede sbagliato: le sembra che niente vada per il verso giusto. Suo fratello, prima di uscire di casa, le fa una linguaccia e scappa via.
Titti è arrabbiata, lo rincorre attraverso la cucina e nell’ingresso.
Inciampa e una brocca di vetro cade sulla gabbia del criceto Sandi. La porticina si apre e Sandi scappa via spaventato. Titti si tuffa per prenderlo, ma Sandi è velocissimo. Titti lo insegue e fa cadere il cestino della carta: carta per tutta la stanza. Va a sbattere anche contro un vaso di fiori... e tutta l’acqua finisce sul tappeto.
Alla fine Titti riesce ad acchiappare Sandi e a rimetterlo nella gabbia, ma che fatica! E ora... che cosa farà Titti?
M. Mooney, Non ti arrabbi? Promesso? , Mondadori
LI FE SK I LLS
A Ti è capitato di arrabbiarti? Quando? Perché?
PRIMA DI ANDARE A LETTO
Ogni sera la mamma deve controllare tutta la stanza prima che io entri nel letto e spenga la luce.
Prima, scosta le tende per essere sicura che l’Omone Piatto non stia nascosto lì dietro, pronto a scivolare fuori quando si spengono le luci. Poi guarda nell’armadio nel caso che Giovanna Guazzabbuglio sia appesa tra i vestiti. E alla fine si inginocchia sotto il letto per cercare l’Acchiappa caviglie, che vive proprio sotto il mio letto. Anche se la mamma mi dice: – È tutto a posto! – io non mi sento mai molto sicura.
Mamma scuote la testa: – In questa casa non ci sono mostri! Poi mi dà il bacetto della buonanotte e torna in salotto. Resto immobile nel letto, al buio, e la mia testa comincia a riempirsi di mostri.
R. Impey, L’Acchiappa caviglie , Piccoli
COMPRENDO
A Rispondi alle domande.
• Dove si nasconde l’Omone Piatto?
• Dove si nasconde Giovanna Guazzabuglio?
• Dove vive l’Acchiappa caviglie?
LI FE SK I LLS
A Tutti hanno paura di qualcosa.
• Quali sono le tue paure?
• E quelle dei tuoi compagni e delle tue compagne?
SORRISI CONTAGIOSI
Laura e la sua zia preferita oggi trascorreranno la giornata insieme. Zia Giusi ha sempre un mucchio di cose fantastiche da insegnare!
– Piccola mia, vuoi imparare come si coccola il cuore? Sai, niente è contagioso come le emozioni. Se lasci cadere un semino di felicità in una persona, crescerà dentro di lei… e contagerà tutti quelli che la circondano!
– Ma di preciso, zia, come si fa a coccolare il cuore?
– Ciò che più piace al cuore sono i sorrisi e le risate – le risponde zia Giusi. – Scriviamo in un quaderno quali sono le cose che il cuore preferisce. Basta pensare a quello che ti rende davvero felice!
COMPRENDO
A Rispondi alle domande.
• Cosa fanno Laura e sua zia Giusi quando incontrano il signor Scontroso?
• Come si comporta il signor Scontroso?
Appena escono di casa incontrano il signor
Scontroso, che non fa altro che brontolare.
Agitano forte la mano per salutarlo e gli
sorridono: il signor Scontroso non crede ai suoi occhi! Smette all’istante di essere arrabbiato. La felicità è contagiosa: sta funzionando!
Adesso Laura lo sa: se vogliamo condividere la felicità con gli altri dobbiamo spalancare le porte dei nostri cuori a risate e sorrisi.
Maria Mercè Conangla, Jaume Soler, Coccole per il cuore , PonPon Edizioni
LI FE SK I LLS
A Con i tuoi compagni e compagne scrivi nei cuoricini le parole che servono per coccolare il cuore.
COMPRENDO
A Rispondi alle domande con una X .
• Su quali giostre vuole andare Lucia?
• Quale emozione prova Lucia?
Tristezza
Gioia Paura
LI FE SK I LLS
A A coppie raccontatevi quali emozioni avete provato quando vi è capitato di andare sulle giostre.
ALLE GIOSTRE
È la festa del paese.
Nel parcheggio, davanti alla scuola hanno montato le giostre. È un insieme di colori, di musica, di luci, di grida festose.
Ieri sera dopo cena, mio fratello Piero mi ha accompagnato alle giostre e mi ha detto: – Lucia, dove preferisci fare un giro?
– Vorrei provarle tutte! – gli ho detto con il cuore colmo di gioia.
– Lo sai che non si può: devi scegliere tre tipi di giostre.
Mi sono guardata intorno, ho visto la giostra dei cavalli, gli autoscontri, i seggiolini volanti, la casa della strega, le montagne russe... La testa mi girava...
– Allora, hai scelto?
– Vado sui cavalli e, se tu vieni con me, nella casa della strega e sui seggiolini volanti.
– Va bene, però non devi urlare quando incontrerai la strega e non devi aver paura quando col seggiolino volerai in alto, in alto…
– Te lo prometto: è per questo che ti ho chiesto di venire con me…
Amelia Bori
HO FATTO GOAL!
Mi sono allenato per tre mesi, un’ora tutti i pomeriggi.
Mi sono spellato cinque volte le ginocchia, ho rotto due paia di scarpette, ho saltato quattro volte il budino perché non facevo in tempo a mangiarlo e ho strappato due magliette nuove di zecca.
In compenso mi sembra di essere cresciuto di qualche centimetro e i polpacci mi sono diventati più grossi: insomma sono un terzino e domani gioco per la prima volta nella nostra squadra.
Mi sono fatto disegnare il numero tre sulla maglietta e comprare un paio di calzettoni rossi e neri.
La notte ho avuto gli incubi: ho sognato che Gigi mi inseguiva con un pallone e che il pallone diventava sempre più grande, come una valanga.
La partita è finita 3 a 2. Non so come, ma un goal l’ho fatto io. Sembra impossibile ma l’ho fatto proprio io. Ho sentito un grido fortissimo: – Goal!!! – e tutti mi sono saltati addosso. Gigi mi ha abbracciato e gli altri mi hanno sollevato in alto, come in trionfo.
Io non ho capito molto, ma mi sono sentito così felice. Che bello giocare a calcio!
Angela Nanetti, Le memorie di Adalberto , Einaudi Ragazzi
COMPRENDO
ARispondi alle domande sul quaderno.
• Cosa ha fatto il protagonista per prepararsi alla partita?
• Come si è sentito dopo aver fatto goal?
salopette: tuta con pantaloni, pettorina e bretelle.
PICCOLA TIMIDEZZA
Oggi la classe di Simona va al museo di storia naturale. Incredibile: gli animali sembrano vivi! La guida spiega tutto e fa un sacco di domande ai bambini. Poi a un certo punto gli viene un’idea bizzarra: decide di interrogare Simona! – Ehi tu, con la salopette , sai dove dorme la marmotta alpina?
Simona cambia espressione e diventa tutta rossa! Vorrebbe scomparire, oppure nascondersi in un buco e non uscire più. Non riesce a parlare, è come congelata. La piccola timidezza la domina! Ha bisogno di calore!!!
Abbraccia Simona per scaldarle le braccia, le gambe e il cuore! Ecco fatto! Simona ha acquistato fiducia in sé stessa e ha sconfitto la timidezza. Adesso può rispondere alla guida. – NELLA TANA!
Maurèen Poignonec, Stéphanie Couturier, Il mio libro delle emozioni, Gallucci
COMPRENDO
A Segna con una X la frase che riassume il racconto.
Simona era molto timida, ma con un po’ di fiducia è riuscita a parlare. Simona conosceva tutto sugli animali e ha risposto subito alla guida.
EMOZIONI IN RIMA
FILASTROCCA
DEL SORRISO
la rabbia o il dolore allenta la morsa le lacrime scorrono meno salate le braccia alle braccia sono allacciate.
Ti fai consolare abbassi il volume torna il respiro in piccolo fiume passa nel cuore apre il tuo palmo
Sempre più piano sei calmo.
Bruno Tognolini
Il tuo vero sorriso sul teatro del viso non lo fanno i tuoi denti ma la gioia che senti. Ha un colore preciso un suo muto clamore il tuo vero sorriso
• Cosa succede quando qualcuno ti consola?
• Come ti senti alla fine del pianto?
• Quando sorridi, cosa provi dentro di te?
DOVE SONO LE PANTOFOLE?
ADopo aver ascoltato la storia letta dall’insegnante, rispondi con una X .
• Chi sono i personaggi della storia?
• Dove si svolge la storia?
AColora il completamento giusto.
• Sara ha un problema: si addormenta guardando la tivù · non ha le pantofole .
• Sara dice di essere scalza perché le sue pantofole sono vecchie · scappate .
• Sara è scalza perché le ciabatte non le piacciono · perde le ciabatte .
• La mamma le ritrova sempre · le dà le sue .
A La mamma dove ritrova le pantofole di Sara? Segna con una X .
Nel lettino della bambola Romilda
Nello zainetto
In bagno, vicino al bidè
Nella lavatrice
COM’È ANDATA? COLORA LA ZAMPA.
Ascolta il brano.
SCRIVO anch’io!
CHE PAURA!
AScrivi la storia sul quaderno con l’aiuto delle immagini e delle domande.
• Perché Martina è a letto?
• Perché Martina non vuole prendere lo sciroppo?
• Cosa prova Martina in quel momento?
• Cosa fa il dottore? Come si sente Martina durante la visita?
• Cosa prova Martina quando vede la siringa?
• Cosa vorrebbe fare per non farsi pungere?
VERIFICA
CHE NOIA!
Che tosse! E che mal di gola! Niente scuola oggi!
Valentina è seduta vicino alla finestra della sua camera. Fuori c’è il sole e il solito traffico.
– Ecco qua il termometro, così vediamo se hai la febbre – dice la mamma, entrando nella stanza.
Valentina solleva la maglia del pigiama, alza il braccio e la mamma le infila il termometro sotto l’ascella.
– Stringi forte – le dice.
– Per quanto tempo devo tenerlo? – chiede Valentina.
– Cinque minuti al massimo.
La mamma va in cucina, Valentina sospira e torna a guardare fuori dalla finestra. Che noia stare a casa! E la giornata è appena cominciata!
Tra poco suonerà la campanella e i suoi compagni entreranno in classe… che bello sarebbe essere con loro.
Angelo Petrosino, Valentina è malata! , Piemme
ARispondi alle domande con una X .
• Dove si trova Valentina?
• Chi c’è con Valentina?
• Perché Valentina non va a scuola?
Ha perso l’autobus
Ha mal di gola e tosse
Perché piove
• Che cosa fa la mamma quando entra in camera?
Porta un termometro
Entra con un giocattolo
Sorride e porta un dolce
• Cosa pensa Valentina mentre guarda fuori dalla finestra?
Che è bello stare a casa
Che vorrebbe andare a scuola
Che le piacerebbe giocare con le amiche
COM’È ANDATA? COLORA LA ZAMPA.
Rime d’INVERNO
CHE BELLO SVEGLIARSI CON LA NEVE!
A Sottolinea con lo stesso colore le parole che terminano con il suono uguale.
A In coppia imparate a memoria la filastrocca. Poi recitatela a turno.
NEVE
Dal cielo grigio e scuro lenta scende e silenziosa una pioggia bianca e lieve: è la neve.
Come sciame di farfalle copre a monte, copre a valle, copre tutta la città e felici i bimbi fa.
Filastrocche.it
APrendendo spunto dal testo poetico, rappresenta un paesaggio invernale con la tecnica pittorica che preferisci.
• Che cosa provi quando arriva l’inverno?
• Qual è la cosa che ami di più dell’inverno?
• Hai un posto speciale dove ti piace stare nelle giornate fredde?
ALBERO REGALAMI
AColora gli addobbi sull’albero.
Albero vestito di rosso regalami un cane con cuccia e osso.
Albero vestito di blu regalami un bel libro come vuoi tu.
Albero vestito di giallo regalami un po’ di musica da ballo.
Albero vestito di tanti colori regala l’allegria in tutti i cuori.
P. Nencini, Le filastrocche di Natale , Dami editore
APARLO DI ME
Quale regalo vorresti trovare sotto l’albero? Disegna e racconta.
LA SORPRESA DI NATALE
È Natale e Valerio ha ricevuto tanti regali, ma quello che gli piace di più è uno zainetto. Apre tutte le cerniere, ma non riesce ad aprire la tasca grande sul davanti.
Ad un tratto lo zainetto fa: – Ahi! Sto male, tirami fuori di qui!
Valerio con le forbici fa un buchetto sul lato della tasca e da lì esce un omino vestito di rosso. Si chiama Oscar, è uno dei folletti di Babbo Natale.
Voleva riparare la tasca dello zainetto ma ci è rimasto chiuso dentro.
– Ti prometto che ti aiuterò a tornare da Babbo Natale - dice Valerio.
- Ti prometto che tornerò appena potròrisponde Oscar.
Storie per tutte le stagioni , Einaudi Ragazzi
A Scrivi nei fumetti le parole che si scambiano Valerio e il piccolo folletto Oscar.
NON È LA SOLITA BEFANA
Il benzinaio si ricordò che quella era la notte
della Befana. Improvvisamente, vide una vecchietta con una lunga scopa e un sacco:
– Dieci litri di super! – ordinò.
– Dove li metto?
– Nel serbatoio della scopa. Sono a secco. Era lei, la Befana.
L’uomo si stropicciò gli occhi: – Scusi, mette ancora i doni nel camino?
– Macché, chiamo al citofono e dico: “Qui la Befana. C’è un pacco.” Ma non scendono quasi mai. Credono a uno scherzo. Lei ha bambini?
Vuole regali?
Il benzinaio aveva bambini.
La Befana gli lasciò molti doni; pagò, mise in moto la scopa e scomparve fra le nuvole.
Noemi Vicini
COMPITO DI REALTÀ
A Con i tuoi compagni e le tue compagne, e con l’aiuto dell’insegnante, scrivi un racconto in cui fate una bellissima sorpresa alla Befana! Pensate insieme a un regalo speciale per lei… se lo merita davvero dopo tanto lavoro nella notte del 6 gennaio!
• Disegnate il regalo;
• Descrivete il regalo, raccontate quando e dove glielo darete;
• Spiegate perché avete scelto proprio quel regalo.
C R E ATIVITÀ
LA BEFANA IN MONGOLFIERA
La Befana in mongolfiera parte a mezzanotte. Nel cielo vola e va, nessuno la fermerà.
MATERIALE
• cartoncini
colorati (azzurro, verde, marrone);
• pennarello giallo;
• colla;
• forbici;
• spago.
ISTRUZIONI
1 Prendi il foglio di cartoncino azzurro. Sarà il cielo.
2 Col pennarello giallo disegna sul foglio azzurro le stelle.
3 Ritaglia un cerchio grande dal cartoncino verde. Questo sarà il pallone.
4 Ritaglia un rettangolino dal cartoncino marrone. Sarà il cestino.
5 Incolla 2 strisce di spago per collegare il cerchio al cestino.
6 La mongolfiera per la Befana è pronta!
STORIE DI FANTASIA
PER MAGIA
A Continua a colorare le parole in rima come nell’esempio. Poi formate le coppie e recitate la poesia: uno inizia e l’altro continua.
Quando è notte, per magia, fate, gnomi e compagnia sbucan fuori come funghi. Tre giganti grassi e lunghi con le mie costruzioni, coi trenini e coi palloni, si diverton come pazzi, senza grida né schiamazzi. Un folletto, per dispetto, fa pipì dentro al mio letto mentre un altro, soddisfatto, va a cavallo sul mio gatto. Poi fa giorno e vanno via. Fate, gnomi e compagnia vanno a letto su una nube dentro il libro delle fiabe. Ossorio, Fate, gnomi & compagnia , Emme
ACCENDIAMO LA FANTASIA... INSIEME
ADividetevi in gruppi e inventate un personaggio magico (come un folletto, una fata o uno gnomo):
• Dategli un nome buffo;
• Decidete cosa fa di strano o divertente di notte mentre tutti dormono;
• Disegnatelo insieme su un foglio. Poi confrontate i vostri lavori.
I racconti fantastici narrano storie che possono accadere solo nella fantasia. I personaggi possono essere sia fantastici sia reali.
IL FANTASMA
DEL TRASLOCO
COMPRENDO
ASottolinea nel testo i personaggi della storia e rispondi alle domande con una X .
• I personaggi sono: tutti realistici realistici e fantastici
• Il fantasma indossa: una corona una collana di perle
Il giorno del trasloco, Sofia e Carlo furono mandati a letto presto. Si erano infilati nel letto e avevano spento la luce. Fu a quel punto che il fantasma uscì dal cassetto del mobile. Scivolò fuori lasciando un leggero odore di fumo e di camino. Era una forma grigiastra e nebbiosa, alta circa un metro e venti, si sedette su una sedia e incominciò a sferruzzare. Sembrava un mucchio di vestiti vecchi, anche se non era solido. Era proprio un fantasma, anzi, una fantasma, visto che aveva una collana di perle!
– C’è un fantasma! – gridò Sofia.
– Oh, stai calma, mia cara! – disse il fantasma
– Le urla mi spaccano i timpani...
– Vattene! – gridò Carlo – Questa è la nostra casa, adesso!
– Non è vero – disse il fantasma soddisfatto. –Sono sempre stata qui io. Da oltre cent’anni. E adesso su, fate la nanna bravi angioletti.
P. Lively , Tre fantasmi e altri ospiti, Mondadori
LA STREGA SETTIMIA
Ogni mattina, quando si veste, Settimia indossa per prima cosa una camiciola nera e dei mutandoni rossi. Poi si infila un paio di calzettoni viola, abbottona il suo bel gilet giallo imbottito e, prima di uscire, si guarda allo specchio.
Settimia si veste sempre con abiti caldi e pesanti per non sentire freddo durante i suoi voli con la scopa.
– Con questi mutandoni, sfido lampi e tuoni –ridacchia Settimia.
Come tutte le streghe, Settimia preferisce i colori scuri. – Così non si vedono le macchie – commenta saggiamente. E infatti il suo vestito d’ordinanza è lungo e nero, con un sacco di tasche visibili e altre segrete per nascondere i suoi tesori di strega: rospi, bigliettini per ricordare le formule, gomme da masticare, lumache e semi di zucca.
Settimia allaccia gli stivaletti neri e infine si calca in testa il cappello a punta viola.
Si ammira soddisfatta nello specchio e poi prende il volo.
C. e J. Hawkins, La strega Settimia, E. Elle
A La strega Settimia ha deciso di trascorrere le vacanze al mare. Quali vestiti potrebbe indossare? Immagina, disegna e colora. Poi confrontati con i compagni e le compagne e decidete insieme l’abbigliamento giusto.
Nei racconti fantastici può essere presente un elemento magico.
IL TESORO SEPOLTO
Un giorno Marco stava esplorando il giardino con un bastone, quando vide una vecchia chiave arrugginita sbucare da sottoterra. Ebbe un’idea e andò in soffitta
dove c’era un libro chiuso con un grosso lucchetto che aveva una serratura. Infilò la chiave e il libro si aprì!
Marco stava per richiuderlo quando una vocina proveniente dal libro lo invitò: “Entra tra le mie pagine, se cerchi l’avventura!”.
Marco si ritrovò sul ponte di una nave pirata. Uno dei pirati, però, si era accorto della sua presenza e si avvicinava con un coltello in mano! Marco non sapeva cosa fare, quando sentì la vocina del libro: ”Presto, torna tra le mie pagine!”. Egli salì sul libro e improvvisamente si ritrovò in soffitta seduto sopra di esso. Lesse i titoli delle altre storie e capì che gli sarebbe bastato aprire qualsiasi pagina per partecipare a una nuova avventura!
AAVV , 365 Storie e filastrocche per bambini, Gribaudo - Parragon
COMPRENDO
ASegna con una X le frasi corrette.
Marco trovò una vecchia chiave arrugginita nel giardino.
La chiave apriva una porta segreta nel seminterrato. Il libro in soffitta si aprì grazie alla chiave.
Marco entrò dentro il libro e si ritrovò in un castello stregato.
Alla fine Marco capì che ogni pagina del libro era un’avventura.
UN LEONE IN BIBLIOTECA
Un bel giorno un leone entrò in biblioteca, poi andò con passo felpato verso l’angolo di lettura dei bambini.
La signorina cominciò a leggere con voce tremante ma arrivò comunque fino in fondo.
– L’ora delle storie è finita – disse una bambina al leone – è ora di andare a casa.
Il leone deluso, ruggì molto forte.
La signorina Brontolini, la capo bibliotecaria, uscì a lunghi passi dal suo ufficio e marciò verso il leone.
– O fai silenzio o devo chiederti di uscire! – gli disse con voce severa – Queste sono le regole!
La bambina tirò per la giacca la signorina Brontolini.
– Se promette di fare silenzio, può tornare domani per l’ora delle storie? – chiese. Il leone smise subito di ruggire.
La signorina Brontolini lo fissò negli occhi.
– Sì – disse infine – un leone educato e silenzioso sarà il benvenuto in biblioteca anche domani.
M. Knudsen , Un leone in biblioteca, Nord-Sud Edizioni passo felpato: passo silenzioso.
COMPRENDO
A Segna con una X le frasi che non appartengono alla storia. Un giorno un leone entrò in biblioteca e si mise a dormire nell’angolo della lettura.
Durante la lettura delle storie, il leone disturbò i bambini con forti ruggiti.
La signorina Brontolini uscì arrabbiata dal suo ufficio per far rispettare le regole.
LA PICCOLA BALENA
Nel mare blu viveva Balenina, una piccola balena magica. Sul suo dorso c’erano casette colorate, alberi fioriti e persino un melo con le mele rosse!
Tutti i giorni, Balenina viaggiava per il mondo portando una piccola città felice sopra di sé.
I bambini giocavano tra i rami, le case sorridevano al cielo e le papere nuotavano accanto a lei.
Quando pioveva, la balena faceva uscire arcobaleni dal suo spruzzo! Ogni sera raccontava storie alle stelle e le stelle ridevano piano.
In autunno Balenina si copriva di foglie colorate che cadevano dagli alberi sul suo dorso.
Le casette si riempivano del profumo di torte di castagne, di mele e zucche. A mezzogiorno in punto aspettava che i bambini uscissero dalla scuola e li riportava a casa.
Con l’arrivo dell’inverno il suo dorso diventava bianco come la neve.
Le case si coprivano di lucine e il camino fumava dolcemente. I bambini facevano pupazzi di neve tra i suoi alberi.
In primavera Balenina si riempiva di fiori profumati e farfalle danzanti.
Le casette si aprivano e i bambini uscivano a correre felici.
Ogni giorno era una festa di colori e il cuore di Balenina si riempiva di gioia.
A Immagina e completa la storia, aiutandoti con l’immagine e le domande. Il lavoro è già avviato.
In estate, Balenina portava tutti i bambini del paese a visitare le isole. I bambini erano felici perché
• Dove Balenina porta i bambini durante l’estate?
• In che modo i bambini utilizzano la coda di Balenina?
• Come si sentono i bambini mentre giocano in acqua?
STORIE DI MAGIA E RISATE
La filastrocca è un testo poetico in rima, divertente e facile da imparare.
Due parole fanno rima quando terminano con lo stesso suono. Nelle filastrocche le rime servono a dare ritmo e musicalità.
A Scopri le rime.
ciambella · frittatina
Nella borsa della fata Carmelina c'è una
La fatina si chiama Rosetta
fa le magie se va in bicicletta. Quando fa una brusca frenata appare una rana raffreddata.
Mago Cirò per calmare la burrasca
prende i suoi denti nella tasca.
Gli è spuntata in bocca la dentiera con l’arrivo della dolce primavera.
La buffa strega si chiama Racchia
saluta tutti con una pernacchia.
Prepara intrugli nel pentolone con succhi d’arancia e limone.
Rosa Dattolico
ago · grissino
Mago Agostino è sottile come un
pera · sega
Il naso della strega somiglia a una
GROBIO, MOSTRO FIFONE
Grobio era un mostro molto fifone. Al minimo rumore sobbalzava.
Una porta si chiudeva… SLAM! Si drizzava sul letto.
Uno sportello cigolava… KRIIC! Lui andava a nascondersi nell’armadio.
Un palloncino scoppiava… PUUM!
E lui si arrotolava dentro il tappeto e restava lì fino a quando non sentiva più il minimo rumore.
Grobio era veramente brutto: peloso, con il pancione, due enormi occhi da tartaruga e dei piccoli denti aguzzi.
Tutti, a vederlo, avrebbero avuto paura. Grobio usciva di casa la notte, quando tutti erano a letto.
In città nessuno sapeva dell’esistenza di questo mostro.
Abitava tutto solo in un piccolo appartamento.
Inoltre Grobio non possedeva neanche uno specchio e quindi non aveva mai visto la sua faccia.
A. Rocard, M. Degano, Due storie di mostri , Lito Editrice
SCRIVO
A Grobio, il mostro fifone vide un giorno la sua immagine riflessa nelle acque di un fiume. Come reagì? Immagina e concludi la storia.
LA NUVOLA OLGA
A Leggi la storia, poi osserva le scene e raccontala.
Ecco la nuvola Olga. È bianca e morbida come la panna montata.
Dopo un po’ si ferma sopra un gatto che dorme.
A Olga scappa tantissimo di fare la pioggia.
Ma il gatto apre i suoi occhi gialli e dice:
– Non vorrai farla proprio qui!
Allora Olga se ne va.
Poi si ferma sopra la gallina Giacomina, che va a spasso con i suoi pulcini.
La gallina guarda in su e dice: – Non la farai mica sopra i miei bambini?
Olga se ne va e si ferma su un campo di girasoli.
Ormai Olga deve fare proprio la pioggia ma i girasoli dicono: – Per favore non farla qui, noi amiamo il sole e non le nuvole.
Ormai Olga non ne può più, deve proprio fare la pioggia.
Per fortuna incontra l’uccello Gino e gli chiede cosa fare. Gino mostra con l’ala un posto dove ci sono altre nuvole.
Olga vola dalle sue amiche e tutte insieme fanno una bella pioggia senza chiedere il permesso a nessuno.
Nicoletta Costa, La nuvola Olga , Emme Edizioni
COMPRENDO
A Segna con una X le parole corrette.
• Nuvola Olga è bianca come la panna · azzurra come il cielo .
• Nuvola Olga vuol fare un viaggio · tanta pioggia
• La nuvoletta si ferma su un gatto che dorme · cane che corre .
• Poi si ferma sopra una gallina · mucca.
• Olga si ferma in un campo di papaveri · girasoli .
• L’uccello Gino · Mino indica ad Olga un posto dove ci sono altre nuvole.
• Olga e le sue amiche fanno una bella festa · pioggia
ACCENDIAMO LA FANTASIA... INSIEME
A Ti piacerebbe se Nuvola Olga esistesse davvero? Cosa le chiederesti? Confrontati con la classe.
IL PIFFERAIO MAGICO
ADopo aver ascoltato la storia letta dall’insegnante, rispondi con una X .
• Chi c’era nella città?
• Chi arriva in Comune?
AMetti una X su V se la frase è vera, oppure su F se è falsa.
La città era piena di automobili. V F
La gente era felice di andare a piedi. V F
Il pifferaio andò al Comune e parlò con il sindaco. V F
Il pifferaio suonò un piccolo piffero. V F
Le automobili entrarono da sole nel fiume. V F
Il pifferaio salì su una macchina e scappò. V F
ALa storia che hai ascoltato è: realistica fantastica
COM’È ANDATA? COLORA LA ZAMPA.
Ascolta il brano.
LILLA, STREGHETTA PASTICCIONA
A Scrivi la storia sul quaderno con l’aiuto delle immagini e delle domande.
• Quali ingredienti magici sta usando la streghetta?
• Cosa fa il gatto?
• Cosa succede quando la pozione esplode?
• Come reagiscono la streghetta e il suo gatto?
• Cosa esce fuori dal pentolone questa volta?
• Cosa fa la scimmietta?
• Cosa succede quando il gatto versa nel pentolone nuovi ingredienti?
VERIFICA IL MOSTRO DEI DOLCI
Livia è in cucina davanti all’armadio dei dolci.
Gli zii le hanno detto che dentro ci vive il Mostro dei Dolci.
Lei osserva l’armadio e intanto pensa che non ha mai visto un mostro prima.
È curiosa, ma ha anche tanta paura!
Alla fine si fa coraggio, afferra le maniglie e spalanca l’armadio.
Eccolo lì, il Mostro dei Dolci. È tanto grasso che deve starsene rannicchiato.
– Dammi i tuoi dolci – gli dice Livia – o ti do un pugno su quella pancia molliccia.
– Oooh! Lasciami in pace! – geme il Mostro dei Dolci
– Non vedi che ho mal di denti?
Livia pensa che non sarebbe leale fare la lotta con il Mostro dei Dolci che ha il mal di denti.
– Tornerò quando starai meglio – gli dice e raggiunge gli zii in salotto.
M. Vago, La casa dei mostri , Piemme
A Rispondi alle domande con una X .
• Quali personaggi appartengono alla storia?
• Dove si svolge la storia?
• Quando si svolge la storia? Giorno Notte
A Ordina i fatti numerandoli da 1 a 4.
Il Mostro dei Dolci è rannicchiato nell’armadio e ha mal di denti.
Livia è davanti all’armadio dei dolci in cucina: curiosa, ma anche un po’ spaventata.
Livia raggiunge gli zii in salotto.
Livia parla con il Mostro dei Dolci: lui geme chiedendo di essere lasciato in pace.
A Perché gli zii hanno detto a Livia che dentro l’armadio c’è il Mostro dei Dolci?
Per mettere alla prova il suo coraggio
Per farle passare la voglia di mangiare troppi dolci
COM’È ANDATA? COLORA LA ZAMPA.
Rime di PRIMAVERA
È TEMPO DI GIOCARE ALL’APERTO. EVVIVA!
A Sottolinea con lo stesso colore le parole che terminano con lo stesso suono.
A In coppia imparate a memoria la filastrocca. Poi recitatela a turno.
PRIMAVERA
Erba e fiori profumati, bimbi allegri e indaffarati, corse e giochi spensierati… i giorni freddi son passati!
E nei prati colorati gli animali addormentati si son ora risvegliati… anche se un po’ svogliati.
F. Forni
APrendendo spunto dal testo poetico, rappresenta un paesaggio primaverile con la tecnica pittorica che preferisci
• Cosa provi quando arriva la primavera?
• Qual è la cosa che ami di più di questa stagione?
• Quali fiori vedi sbocciare in primavera?
COMPRENDO
ASottolinea le risposte nel testo.
• Quali piccoli animali si possono vedere nel prato sotto il sole?
• Cosa fa lo scarabeo dorato quando cade dal ramo?
SOTTO IL SOLE
Tutto sembra calmo sotto il sole di primavera. Ma, scrutando bene nel verde nuovo del prato, quanta animazione!
Una giovane chiocciola dal guscio giallo e marrone tende due piccole antenne in tutte le direzioni; una mosca azzurrina si sfrega l’una contro l’altra le zampette pelose; alcune formiche girano qua e là con aria affaccendata; un lombrico rosa si raccoglie e si distende facendo ginnastica; c’è anche un piccolissimo ragno che va di corsa come se fosse in ritardo, mentre uno scarabeo dorato, caduto da un ramo, agita in aria le zampette cercando di rimettersi a pancia in giù.
M. Dalmais, 366… e più storie della natura, Fabbri
IN PRIMAVERA
Col tepore della primavera la biscia si risveglia e va a caccia di uova temporaneamente incustodite.
Le lumache approfittano della frescura del mattino per rimpinzarsi di foglie tenere.
I giorni che si allungano sono un segnale per gli uccelli che lanciano i loro richiami d’amore.
In maggio siepi e cespugli si trasformano in veri e propri asili nido per vari animali.
Dappertutto ci sono nuovi nati, che trovano nella siepe cibo e rifugio sicuro.
Alla scoperta della natura , E. Elle
rimpinzarsi: mangiare molto.
SCRIVO
A Scrivi una frase per ogni animale spiegando cosa fa in primavera.
LA PASQUA DI MARTINA E LISA
Per Martina e sua sorella Lisa era bello mangiare a Pasqua le uova che dipingevano con il papà.
Ma la cosa più divertente era il coniglietto che arrivava di notte e lasciava nell’erba, sotto la finestra della loro camera, tante piccole uova di marzapane.
Quell’anno lasciò anche due pacchetti sotto il cespuglio. “Per Martina”, c’era scritto sopra un pacchetto, e “Per Lisa” sull’altro.
Ogni pacchetto conteneva un bambolotto di cioccolata.
Martina chiamò il suo bambolotto Jolly e Lisa chiamò il suo Polly.
Durante la notte di Pasqua giocarono con Jolly e Polly senza mangiarli.
Lindgren, Martina , Vallecchi
COMPRENDO
A Segna con una X se le seguenti affermazioni sono vere (V) o false (F).
• Le uova erano colorate di rosso, blu e verde. V F
• Le bambine dipingevano le uova insieme alla mamma. V F
• Nei pacchetti c’erano due bambolotti di cioccolata. V F
• Martina chiamò il suo bambolotto Polly. V F
• Lisa chiamò il suo bambolotto Jolly. V F
• Durante la notte di Pasqua, le bambine giocarono con i loro bambolotti. V F
PASQUA
Tanti cuori uniti in un sol battito incarnano sulla Terra la Pace.
La colomba bianca ancora vola cercando un nido di pace sui tetti degli uomini.
Dipingi la Pace , Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
incarnano: rappresentano.
LA PACE È...
La Pace è come un fiore, cresce solo con l’amore.
Se ogni cuore fa la sua parte, la pace arriva in ogni parte.
A Qual è secondo te il significato della parola Pace? Scrivi nei cartellini una parola di pace, come nell’esempio.
A Osserva “Il fiore della Pace” e realizzalo utilizzando: cartoncini colorati, colla, forbici, pennarelli.
SPAZIO E NATURA
Se tu fossi un albero: cosa diresti alle persone?
ALBERI
Sempre fermi, sempre ritti, sempre zitti, come impavidi soldati, stanno i buoni alberi, armati sol di foglie e fiori e frutti, di cui fanno dono a tutti. Tutto danno quel che hanno e per sé tengono solo un gorgheggio d’usignolo un fischietto di fringuello un sussurro di ruscello.
D. Valeri impavidi: coraggiosi.
Hai un albero preferito? Quale?
Hai mai ascoltato il suono del vento tra le foglie?
ADopo aver letto la poesia, disegna l’albero così come lo immagini tu. Cosa si nasconde tra i suoi rami?
NEL BOSCO…
Attraverso i cinque sensi possiamo cogliere le caratteristiche di tutto ciò che ci circonda. Per descrivere luoghi, persone, animali si usano: la vista, l’udito, il tatto, l’olfatto e il gusto.
A Guarda i disegni e scrivi la parola relativa ai cinque sensi: VISTA, UDITO, TATTO, OLFATTO, GUSTO.
Il papà, Clara e Mirco hanno deciso di esplorare il bosco. Osservano gli alberi giganteschi e le loro chiome fitte di foglie che creano zone d’ombra.
NASO
Quali profumi sentono nel bosco?
Il papà, Clara e Mirco si fermano un attimo e ad occhi chiusi scoprono i profumi di erba e di fiori che il bosco regala loro.
MANI
Cosa toccano con le mani? Com’è?
Quando arrivano ad una radura Mirco e Clara affondano le mani nell’erba soffice scoprendo dei fiorellini dai petali bianchi, sottili e delicati. – Sembrano perle incastonate in un grande e prezioso smeraldo! – esclama Clara colta dallo stupore.
E intanto ascoltano il canto degli uccellini che rallegrano i loro cuori, il ronzio di alcuni insetti e il leggero mormorio delle foglie accarezzate dal vento.
BOCCA
Quale frutto mangiano? Com’è?
– Laggiù c’è un cespuglio di fragole – precisa il papà, puntando l’indice in quella direzione.
Ed ecco che si precipitano e in pochi minuti sono pronti a gustare le fragole grandi, rosse e dolcissime.
Una, due, tre, cinque: una fragola tira l’altra.
COMPITO DI REALTÀ
A Con i tuoi compagni realizza dei disegni che rappresentino le bellezze della natura e trasformali in piccole poesie. Con le stesse crea un libricino da regalare a un compagno o a una compagna.
INCONTRO CON UNA LONTRA
Un giorno Angelo prese un sentiero che seguiva un corso d’acqua e si inoltrava nel boschetto. Dietro di lui improvvisamente sentì un rumore di foglie.
Si fermò trattenendo il fiato, poi girò lentamente la testa. E la vide. Una lontra, davanti a lui.
Era più o meno come un grosso coniglio, ma senza quelle lunghe orecchie.
Aveva una pelliccia scura e lucida, come se fosse appena uscita dall’acqua.
Stava immobile anche lei, con la testa appena sollevata che faceva intravedere il bianco sotto la gola.
COMPRENDO
A Segna con una X se le seguenti affermazioni sono vere (V) o false (F).
• Angelo imboccò un sentiero che seguiva un corso d’acqua. V F
• Angelo vide un grosso cane. V F
• La lontra somigliava a un grosso coniglio. V F
• La lontra scappò quando vide Angelo. V F
Angelo provò a girarsi: si spostava un millimetro alla volta perché temeva che la lontra sarebbe fuggita, come fanno tutti gli animali selvatici quando vedono una figura umana. La lontra mosse leggermente il corpo ma rimase incollata al suolo.
Nella nuova posizione Angelo poteva osservarla meglio. O forse era la lontra che osservava Angelo. Stavano uno di fronte all’altra: gli occhi stretti di Angelo e gli occhi tondi della lontra, la lieve peluria sul viso del bambino e i baffi lunghi e dritti dell’animale, i capelli castani e il pelo scuro, le mani e le zampe…
Senza accorgersene si erano avvicinati ancora. E ora potevano anche odorarsi: la lontra sapeva di muschio umido e di pesce. Angelo allungò la mano e la sfiorò: era liscia e spinosa nello stesso tempo.
F. Degl’Innocenti, Nei panni di una lontra , Coccole books
A Completa la tabella con le parole evidenziate nel testo che descrivono la lontra e Angelo.
ANIMALI DAL MONDO
Il testo informativo fornisce notizie con lo scopo di informare il lettore.
L'ELEFANTE
IL PANDA
Il panda è diffuso in Cina. È un mammifero. Si nutre prevalentemente di bambù ma anche di frutta, foglie, radici e se capita anche di insetti. Il panda trascorre la sua vita mangiando e dormendo. Sono bravi arrampicatori e sanno anche nuotare.
L’elefante passa gran parte della giornata a mangiare. È vegetariano e ha bisogno di una enorme quantità di cibo. La proboscide serve per respirare, annusare, afferrare le foglie, per bere, spruzzare l’acqua e la polvere sulla schiena, per accarezzare un cucciolo e per barrire. Gli elefanti vivono in gruppo.
IL LEONE
Il leone maschio si differenzia dalla femmina per la folta criniera. Il suo corpo risulta molto robusto. I leoni si riuniscono in branchi per andare a caccia e seguire la migrazione degli animali erbivori. Vivono in gruppi di 40 individui composti da pochi maschi adulti, molte femmine, giovani di entrambi i sessi e cuccioli.
LA TARTARUGA
La tartaruga ha il corpo racchiuso da una corazza che ha la funzione di proteggerla.
La parte superiore della corazza viene chiamata scudo, quella inferiore viene chiamata piastrone mentre le tessere che compongono le due parti del guscio vengono chiamati scuti. Esistono più di 250 specie di tartarughe, dalle più piccole a quelle più grandi e vivono in molte parti del mondo.
LA RANA
La rana ha un corpo tozzo di colore verdognolo. Possiede quattro zampe, quelle posteriori sono molto più lunghe e le permettono di saltare.
La rana si riproduce per mezzo delle uova, da cui nascono i girini; si nutre di insetti, di chiocciole e di vermi. Vive ai margini degli stagni e degli acquitrini.
COMPRENDO
A Qual è l'argomento di questo testo informativo?
A Vero o falso? Segna con una X .
• Il panda trascorre la sua vita dormendo e mangiando. V F
• La proboscide dell’elefante serve solo per respirare. V F
• I leoni si riuniscono in branchi per andare a caccia. V F
• La tartaruga ha il corpo racchiuso da una corazza. V F
• Esistono pochissime specie di tartarughe. V F
• Le zampe posteriori della rana sono più lunghe. V F
• La rana si nutre solo di insetti. V F
• La rana emette fischi acuti. V F
VORREI UN ANIMALE
Se vuoi tenere in casa un animale e vuoi che diventi tuo amico, devi trattarlo bene. Un animale è un essere vivente, non un giocattolo qualsiasi.
Gli animali hanno bisogno di qualcuno che pensi a loro e che ogni tanto abbia anche voglia di giocare.
Alcuni animali devono mangiare spesso, altri vogliono stare sempre al caldo, altri hanno bisogno di uscire anche se nevica.
Avere un animale vuol dire lavarlo, spazzolarlo e, se serve, portarlo dal veterinario.
F. Sillani, C’è un animale in casa , Emme Edizioni
ACosa bisogna fare per diventare amici di un animale? Colora i cartellini giusti.
Giocare insieme.
Non tenerlo pulito.
Trattarlo come un giocattolo.
Dargli da mangiare. Portarlo dal veterinario.
LA CARTA DEI DIRITTI
DEGLI ANIMALI
Questi sono alcuni articoli contenuti nella Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali, proclamata il 15 ottobre 1978, a Parigi.
Articolo 1
Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza.
Articolo 2
Ogni animale ha diritto al rispetto.
Articolo 3
Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudeli.
Articolo 4
Ogni animale che appartiene a una specie selvaggia ha il diritto di vivere libero nel suo ambiente naturale.
Articolo 5
L’abbandono di un animale è un atto crudele e degradante.
᧮ Molte persone pensano che gli animali devono vivere liberi, altre ritengono che è più felice un animale che vive in casa.
᧮ Tu cosa ne pensi? E i tuoi compagni? Raccogliete in un grafico le risposte e confrontate le vostre opinioni.
ANIMALI IN RIMA
A Leggi le filastrocche e sottolinea le parole che rimano tra loro.
IL BRUCO
A un cespo d’insalata or sta dando la scalata un bruchetto assai carino con due corna sul capino. La scalata è faticosa, il bruchetto si riposa.
IL RAGNO
Un ragno birichino stava chiuso in un buchino. Vide il Sole, uscì di lì, vide un ramo, vi salì.
E pian piano, senza mano, senza filo, senza l’ago, una rete si cucì, poi tranquillo vi dormì.
C. Bresadola
LA FORMICHINA CAROLINA
Il mio nome è Carolina sono l’allegra formichina mi do sempre un gran da fare per cercarmi da mangiare.
Quando trovo un bel semino me lo metto nel cestino e finita la giornata ho la cena assicurata.
Lassù in alto sulla pianta la cicala canta... canta... non le piace faticare e alla sera.... non ha da mangiare.
Ma la buona formichina che ha un cuore generoso ha invitato la cicala a un banchetto assai goloso!
Margherita Piccioli, in «Focus Pico»
A Scopri la rima con il nome di questi animali. • pulcino → • ochetta → • cavallo →
pecorella →
COM’È ANDATA? COLORA LA ZAMPA.
Ascolta il brano.
UN BELLISSIMO PRATO
A Osserva l’immagine e pensa di trovarti lì. Usa i sensi e completa la descrizione.
VERIFICA UN BOSCO IN PERICOLO
Domenica Elena, i suoi genitori e sua sorella Anna sono andati a fare una gita all’aria aperta. Sono saliti in auto e, dopo circa un’ora, sono arrivati in un bellissimo bosco. Hanno cominciato a camminare inoltrandosi attraverso il sentiero.
C’era una grande pace e potevano sentire gli uccellini cantare allegramente tra i rami.
Improvvisamente hanno avvertito odore di bruciato e, proseguendo per la stradina, hanno visto innalzarsi davanti a loro una fitta nuvola di fumo.
Più andavano avanti, più l’aria diventava densa e soffocante.
Così il papà ha preso il telefono dalla tasca della sua giacca e ha composto in fretta il numero dei Vigili del Fuoco, che sono arrivati dopo pochi minuti. Il loro rapido intervento, avvenuto grazie alla segnalazione, ha permesso di salvare il bosco.
A. Lacapra
ADi chi si parla nella storia?
Si parla di una famiglia che fa una gita in un bosco.
Si parla di una classe in gita scolastica.
A Chi sono i personaggi della storia? (Segna con una X )
Elena
I genitori di Elena
La sorella Anna I Vigili del Fuoco
Un cacciatore con un cane
I nonni di Anna
A Quale elemento indica la presenza dell’incendio?
Un rumore Delle fiamme Un odore
A
Riordina i fatti numerandoli da 1 a 6.
I Vigili del Fuoco arrivano e salvano il bosco grazie alla segnalazione.
Sentono gli uccellini cantare e godono della pace del bosco.
Il papà chiama i Vigili del Fuoco col cellulare.
Improvvisamente sentono odore di bruciato e vedono una nuvola di fumo.
Elena, i genitori e la sorella Anna vanno in gita in un bosco.
A Il testo che hai letto fa riflettere su:
Quanto sia importante salvare i boschi
Come sia piacevole passeggiare in un bosco
COM’È ANDATA? COLORA LA ZAMPA.
GIROTONDO
DEL MARE
Girotondo, girotondo; dentro il mare, giù nel fondo, ci son tanti pesciolini piccolini, piccolini. Han minuscole casette fatte d’alghe e di coralli, azzurrini, rosa, gialli e conchiglie per barchette. Guizzan, vispi, i pesciolini, scivolando nel lor mondo. Sembran bimbi birichini in un grande girotondo. M. Voltolini
A Quale emozione suscita in te la poesia?
Rabbia Noia
Spensieratezza
Tristezza
A Quali giochi ti piace fare al mare, d’estate, con i tuoi amici?
A Prendendo spunto dal testo poetico, rappresenta un paesaggio marino con la tecnica pittorica che preferisci.
C R E ATIVITÀ IL QUADRETTO DEL MARE
MATERIALE
• pezzi di carta azzurri e blu ritagliati da riviste;
• matita;
• forbici;
• colla;
• fogli di carta colorati;
• una gruccia.
ISTRUZIONI
1 Per fare il cielo e il mare utilizza pezzi di carta azzurri e blu.
2 Poi disegna sui fogli colorati tanti pesciolini con la matita.
3 Ritagliali e incollali sullo sfondo, in modo che sembrino nuotare nel mare. Infine utilizza una gruccia per fissare alla parete il tuo quadretto del mare.
PARLO DI ME
A E tu, hai imparato a nuotare o hai un po’ paura dell’acqua?
capofitto: con la testa all’ingiù.
SARA AL MARE
Sara non sa nuotare. Le piacerebbe un sacco, ma proprio non ci riesce. Ci ha provato per tutta l’estate, ma ogni volta che solleva i piedi dal fondale, eccola colare a picco come un sasso. Suo fratello Roby, invece, nuota come un pesce. – È facile! – le dice. – Tu ci credi alle sirene, no?
Bene, fa’ finta di essere una sirena. Così! Ridendo, Roby si tuffa a capofitto in una di quelle grosse onde verdi che sembrano torri. Gli piace mettersi in mostra certe volte.
La mamma e il papà di Sara cercano di consolarla e le dicono: – Vedrai che imparerai! Ci riuscirai!
Michael Morpurgo, La sirenetta di Sara , Mondadori
IL BUCO NELLA SABBIA
PARLO DI ME
Una mattina Cristoforo arrivò sulla spiaggia e cominciò a scavare un buco profondo. Era un lavoro che faceva venir sete, così andò a comprarsi un gelato. Mentre era lontano, arrivò Matteo che trovò il buco e, felice, cominciò a riempirlo di sabbia. Ma poi, per la sete, anche Matteo corse a comprarsi un gelato.
Quando Cristoforo tornò, vide che qualcuno aveva gettato della sabbia nel suo buco. Di cattivo umore, incominciò a scavare di nuovo. Ma quando Matteo ritornò vide che il bambino stava togliendo sabbia dal buco che aveva riempito.
– Che cosa stai facendo al mio buco? – gridò. Cristoforo lo guardò sorpreso: – Questo è il mio buco! Ho cominciato scavare questa mattina molto presto.
Matteo scoppiò a ridere: – Io ho cercato di riempirlo.
Si misero entrambi a ridere e dal quel momento passarono una bella vacanza: Cristoforo scavava buchi e Matteo si affrettava a riempirli.
AA.VV., 365 storie della buonanotte , Mondadori
A In che modo Cristoforo e Matteo diventarono amici? COMPRENDO
PARLO DI ME
A Quando vai al mare, che cosa ti piace fare sulla spiaggia? Racconta.
LA BELLA FRITTELLA
C’erano due nonni nonnetti, marito e moglie, che un giorno, con latte e farina impastarono una bella frittellona. La misero a friggere nella padella e poi a raffreddare sulla finestrella. Ma la frittella rotolò via prima per il cortile e poi per il sentiero. Come rotolava! La vide un leprotto ghiotto e le corse dietro:
“Frittella, frittella” – gridava – ”come sei bella! Credo che ti mangerò!”
“E io credo di no!” rispose la frittella, rotolando via in fretta. La vide un lupo lupone e le andò dietro strillando:
“Frittella, frittella, come sei bella! Credo che ti mangerò!”
“E io credo di no!” rispose la frittella ruzzolando lontano. La vide un bambino e la rincorse gridando:
“Frittella, frittella, come sei bella! Credo che ti mangerò!”
“E io credo di no!” e via per campi e per prati fino al grande fiume che, come tutti sanno, scorre da qui a lì.
“Povera me!” disse la frittella che non sapeva nuotare. “Sono sfuggita ai nonni nonnetti, al leprotto ghiotto, al lupo lupone, al bambino, ma ora come faccio?”
“Ti aiuto io!” disse la volpe volpetta. “Mettiti a sedere sulla punta del mio naso e ti porterò dall’altra parte del fiume.”
“Grazie, grazie, GRAZIE!” esclamò la frittella e saltò sul naso della volpe volpetta, che tirò fuori la lingua e ne fece un boccone, in fretta, ma così in fretta, ma così in fretta…
F. Lazzaro – N. Costa, Fiabe da un minuto , Mondadori
1 Chi prepara la frittella?
A. ⃞ Due bambini
B. ⃞ Due nonni nonnetti
C. ⃞ Due cuochi
D. ⃞ Un lupo e una volpe
2 Dove mettono la frittella dopo averla cotta?
A. ⃞ Sul tavolo
B. ⃞ Sulla finestra
C. ⃞ Dentro l’armadio
D. ⃞ Sotto il letto
3 Che cosa fa la frittella appena si raffredda?
A. ⃞ Vola via
B. ⃞ Salta nel piatto
C. ⃞ Rotola via D. ⃞ Rimane ferma
4 Chi vede per primo la frittella mentre rotola?
A. ⃞ Il lupo lupone
B. ⃞ Il bambino
C. ⃞ La volpe volpetta
D. ⃞ Il leprotto ghiotto
5 Cosa dice sempre la frittella a chi vuole mangiarla?
A. ⃞ “Ti prego, non farlo!”
B. ⃞ “Aspetta un momento!”
C. ⃞ “E io credo di no!”
D. ⃞ “Vieni con me!”
INVALSI
6 Che cosa dicono i personaggi della storia rivolgendosi alla frittella?
A. ⃞ “Frittella, frittella, come sei bella! Credo che ti mangerò!”
B. ⃞ “Frittella, frittella, sei tanto buona! Vieni a giocare con me.”
C. ⃞ “Frittella, frittella, sei più bella di una stella!”
D. ⃞ “Frittella, frittella, rotola piano che ti vedo meglio!”
7 Perché la frittella si ferma al fiume?
A. ⃞ Non sa nuotare
B. ⃞ È troppo stanca
C. ⃞ Ha visto altri animali
D. ⃞ Deve aspettare i nonni
8 Chi propone di aiutare la frittella ad attraversare il fiume?
A. ⃞ Il leprotto
B. ⃞ Il bambino
C. ⃞ Il lupo
D. ⃞ La volpe
9 Cosa fa la volpe volpetta alla fine?
A. ⃞ Aiuta davvero la frittella
B. ⃞ Le prepara una sorpresa
C. ⃞ Si mette a dormire
D. ⃞ La mangia
10 Perché la volpe riesce a mangiare la frittella, mentre gli altri personaggi no?
A. ⃞ Corre più veloce della frittella.
B. ⃞ Chiede alla frittella di salire sul suo naso e la inganna.
C. ⃞ La frittella ha sonno e si lascia mangiare.
D. ⃞ Gli altri personaggi non volevano davvero mangiarla.
11 Cosa vuol dire la frase: “La volpe ne fece un boccone, in fretta” (riga 23-24) ?
A. ⃞ La volpe ha invitato la frittella a cena.
B. ⃞ La volpe ha mangiato la frittella molto velocemente.
C. ⃞ La frittella ha fatto un salto sulla volpe.
D. ⃞ La volpe ha giocato con la frittella nel prato.
12 Che cosa vuol dire la parola “ruzzolando” nel testo? (riga 12)
A. ⃞ Saltando in alto
B. ⃞ Correndo molto veloce
C. ⃞ Muoversi rotolando
D. ⃞ Camminando lentamente
13 Secondo te, quali emozioni prova la frittella nei vari momenti della storia?
A. ⃞ Allegria
B. ⃞ Rabbia
C. ⃞ Tristezza
D. ⃞ Paura
INVALSI ESERCIZI
1 Quale parola è divisa in sillabe in modo sbagliato?
Segna con una X .
A. ⃞ pa-ne
B. ⃞ ca-ne
C. ⃞ fo-glio
D. ⃞ fru-tto
2 Dividi in sillabe la parola OMBRELLONE.
3 Sottolinea la parola che non va bene con le altre. casa · specchio · zaino colori · città · sognare
4 Quale tra queste parole non indica una cosa?
A. ⃞ Libro
B. ⃞ Letto
C. ⃞ Fiore
D. ⃞ Vado
5 Nella tabella ci sono coppie di parole che hanno significato simile e contrario. Metti una X nella casella giusta.
Coppie di parole
limpido – trasparente
ridere – rattristarsi
abito – vestito
vecchio – giovane
pensare – riflettere
lungo – corto
strada – via compagni – amici
triste – felice
salire – scendere
splendere – brillare
strana – bizzarra
alto – basso
caldo – freddo
chiaro – scuro
soffice – morbido
coraggioso – pauroso
UGUALE CONTRARIO
INVALSI
6 In ogni gruppo di frasi, indica con una X la frase che non è corretta.
A. ⃞ Il cane corre
B. ⃞ Il cane abbaia
C. ⃞ Il cane si è addormentata
D. ⃞ Il cane muove la coda
7 Segna con una X solo la frase che ha un significato.
A. ⃞ Il babbo, le piante del giardino
B. ⃞ I quaderni, l’astuccio e i libri
C. ⃞ La mamma sul balcone e le piante
D. ⃞ Ho comprato la penna dal cartolaio
8 Metti in ordine le parole numerandole.
gli nonno 1 Il cura ortaggi
Il di cane Dario si Bobi chiama
9 Individua la frase minima.
Il sole luminoso splende nel cielo.
A. ⃞ Il sole luminoso
B. ⃞ Il sole splende
C. ⃞ Nel cielo
D. ⃞ Luminoso
ཁ L'albo favorisce ascolto, attenzione e motivazione alla lettura.
Per le vie della città
La storia di Arcobaleo, il gattino curioso, ci porta tra le vie della città per farci capire quanto sia importante conoscere e rispettare le regole della strada. Lo scopo della storia è aiutare i bambini a riflettere sui comportamenti corretti distinguendo cosa è sicuro da cosa è pericoloso sviluppando così una coscienza civica e stradale.
Arcobaleo ha una bici blu scintillante.
La ama più del cuscino dove dorme. Oggi è successo un fatto straordinario.
Dopo aver salutato i suoi compagni di classe, Arcobaleo è montato sulla bici e, in un attimo, il cortile si è riempito di nuovi amici con code morbide e piccole zampe.
Tutti gli hanno sorriso e poi, all’improvviso, sono scomparsi, lasciando Arcobaleo senza parole.
Il giorno dopo, Arcobaleo ha deciso di andare in città: ”Chissà come sarà grande, chissà che profumi!” ed è partito di corsa, pedalando con entusiasmo. La strada verso la città era piena di rumori: macchine, clacson che suonavano, biciclette che fischiavano.
”Ma dove sono capitato?” ha pensato il gattino, quando ha visto un cane con la divisa da vigile, un elefante al volante di un’auto lucente e, poco più in là, un grosso gallo alla guida di un’altra.
Una tartaruga, preoccupata, era ferma accanto alla sua macchina con il cofano aperto, da cui uscivano nuvolette di fumo.
Poi... patatrac!
Una buca profonda, più grande di una ciotola di latte!
Arcobaleo non l’ha vista: la ruota davanti ha fatto "crack!” e il gattino è volato nell’aiuola.
Petali ovunque, profumo di margherite e una gran risata di una piccola zebra che passava di là per caso con il suo papà.
Poco dopo Arcobaleo è arrivato a un incrocio. Un semaforo grande come una giraffa brillava davanti a lui. Era rosso, ma Arcobaleo non ci ha fatto caso e ha continuato a pedalare. Zac! Una macchina ha frenato all’improvviso.
– Attento, gattino! – ha gridato il vigile dal suo fischietto d’argento. – Il rosso vuol dire fermati! – ha ripetuto più volte. Arcobaleo è arrossito fin sulla punta delle orecchie e si è irrigidito come una statuina di porcellana tanto si è spaventato.
Il vigile ha sorriso: – Ora ti spiego come funziona la città. Insieme hanno attraversato sulle strisce pedonali, Arcobaleo ha subito imparato i colori del semaforo e i segnali stradali.
Quando è tornato a casa, la bici è risultata un po’ sporca, ma Arcobaleo si è sentito felice. Ha imparato a guardare la strada, a rispettare i colori del semaforo e, soprattutto, a non correre più senza pensare.
Quella sera, prima di addormentarsi, Arcobaleo ha sussurrato:
– Domani magari tornerò in città, ma questa volta sarò molto prudente e racconterò la mia avventura a tutti i miei compagni e compagne di classe. Ma ci crederanno?
LE REGOLE DEL BRAVO CICLISTA
A Leggi e completa con le parole giuste: casco · semafori · automobili · avanti · mani.
Il bravo ciclista mette sempre il .............................................. .
Rispetta i .
Non corre tra le . Guarda e tiene le sul manubrio.
A Segna con una X solo le affermazioni corrette.
Pedalo con il casco.
Attraverso con il rosso.
Tengo una mano sul manubrio e con l’altra reggo il gelato.
Rispetto i semafori.
Pedalo tra le auto.
Esco da cancelli e portoni senza guardare.
Uso la pista ciclabile rispettando la direzione di marcia.
A Rispondi alle domande e confrontati con la classe.
• Cosa succede se non metti il casco?
• Perché è importante guardare sempre avanti?
• Cosa fai se il semaforo segna rosso?
A Completa la scena disegnandoti come un bravo ciclista.
LE REGOLE DEL BRAVO PEDONE
IL BRAVO PEDONE:
• attraversa sulle strisce;
• guarda a sinistra e a destra;
• aspetta il verde del semaforo;
• cammina sul marciapiede;
• non corre in mezzo alla strada;
• fa attenzione alle auto, agli scooter e alle biciclette.
A Rispondi alle domande e confrontati con la classe.
• Cosa può succedere se attraversi senza guardare?
• Perché è importante camminare sul marciapiede?
• Cosa fai se il semaforo è rosso ma non arrivano macchine?
• Ti è mai capitato di aiutare qualcuno ad attraversare?
I PENSIERI DEL BRAVO PEDONE
A Leggi i fumetti. Poi scrivi anche tu un pensiero da bravo pedone.
Cammino sul marciapiede.
Guardo a sinistra e a destra.
Aspetto che il semaforo sia verde.
COMPITO DI REALTÀ
APrepara con i tuoi compagni e compagne di classe un piccolo percorso in cortile. Disegnate o sistemate i segnali stradali da voi realizzati con materiale vario.
OBBLIGO -> cosa bisogna fare.
DIVIETO -> cosa non si deve fare.
PERICOLO -> ciò che può essere pericoloso.
Attraversate il percorso rispettando i segnali. Alla fine, raccontate insieme cosa avete imparato e come vi siete sentiti rispettando le regole della strada.