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Parrocchia Santi Francesco e

Chiara a Montughi

tel. sso 055-7608176 – tel.cellul. 348-0352824

email: mario.giovacchini1948@gmail.com

sito: sites.google.com/view/parrocchiamontughi/

IBAN Parrocchia: IT54 P030 6902 9031 0000 0006 672

IBAN Associazione Il Colle A.P.S.: IT08 H050 3402 8080 0000 0001 805 (per detrazioni ✁scali)

Il Natale attraverso gli occhi dei più piccoli.

Il Natale non è un momento in cui si aprono solo i regali, ma è soprattutto un’occasione in cui si ricorda la nascita del Signore Gesù e si sta tutti incompagnia. Il vero dono di Natale non è quello concreto, ma è Gesù che viene al mondo ed è il più bello che ci possa essere: questo è il Natale fondamentale. Giulia

Per me il Natale è una festa molto bella epiena difelicità.Mipiacefare l’albero e il presepe e quando viene Natale mi piace tantissimo scartare i regali sotto l’albero acceso, con tuttalafamiglia. Lorenzo

IlNataleèlamagia,lagioia,ilNatale è la felicità che vorrei vedere ovunque.Èla festivitàincuisarebbe bello vedere la pace nel mondo, vederele guerre scomparire,aiutare lepersonebisognosechenonhanno quello che ho io e vedere i sorrisi anche dove purtroppo non ci sono. Mi dispiace e mi impegnerò a fare le cosechehodetto. Ginevra

Il Natale non sono i regali, le luci o gli addobbi pacchiani che si trovano nei negozi. Natale è una festa di compleanno con Gesù bambino come festeggiato. È stare tutti insieme con i propri cari. È l’amore, lagioiaelafelicità. Francesco

Il Natale è bello perché ci fa divertire stare con gli amici e con la famiglia e lo scopo del Natale è aprireilcuore. Alessia

A Natale celebriamo la nascita di Gesù. Tutti noi lo festeggiamo con le nostre famiglie, ma purtroppo per colpa della guerra molte persone tra cui tanti bambini non potrannofarlo. Andrea

Spero che il Natale porti gioia nel cuore dituttie che ✂niscanole guerre. Alessia

riottenevano la libertà, coloro che erano niti in miseria tornavano in possesso delle loro proprietà e la terra, a lungo coltivata, riposava per tornare fertile, mentre i contadini si dedicavano alle costruzioni. Rinnovata libertà, nuova fertilità e ricostruzione: se ci pensiamo bene, sono ancora oggi tre obiettivi da perseguire nella nostra vita, a maggior ragione in questo anno in cui abbiamo la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria, di essere ancora più fecondi nella Fede dopo il di✁cile periodo della pandemia e nell’attuale periodo di guerra, per provare a ricostruire un domani più giusto.

Il primo anno giubilare della storia fu indetto da Papa Bonifacio VIII nel 1300, quando, come scritto da Dante nel primo canto dell’Inferno, si era davvero “nel mezzo del cammin di nostra vita”, in un momento di forte crisi politico-religiosa che ricorda purtroppo molto da vicino il nostro tempo. Non a caso Papa Francesco, al suo primo Giubileo “ordinario”, dopo quello straordinario della Misericordia del 2015, ci invita dunque con la Bolla “Spes non confundit” a rianimare la speranza ed a rianimarci in essa. Lo fa riprendendo le parole di San Paolo, il suo realismo, la sua pazienza, anche di fronte a di✁coltà che sembrano insormontabili, alla fretta del mondo del tutto e subito. Lo fa chiedendoci di domandarci, proprio come San Francesco a San Damiano, “Signore, cosa vuoi che iofaccia?” a partire dal nostro quotidiano, dalle persone che abbiamo accanto e che ogni giorno incontriamo. Lo fa ricordandoci che ci sono (punto 7) dei segni speranza cui dobbiamo ancorarci per non essere sopra✂atti dal male e dalla violenza, perché siamo, anche se spesso non lo ricordiamo, “operatori di pace” (Mt5,9) chiamati a “riparare la Sua casa”. Lo fa spostando la nostra attenzione (di nuovo come San Francesco) verso chi vive in condizione di disagio, verso i poveri, gli ammalati, i bisognosi, compresi i detenuti in fase di riabilitazione sociale, cui rivolge un pensiero particolare anche con l’introduzione di una signi cativa novità: dopo la solenne apertura della Porta di San Pietro, il 24 dicembre, di cui spingerà i battenti in modo simbolico, il 26, nel giorno di Santo Stefano, ne verrà aperta una anche nel carcere di Rebibbia, “simbolo di tutte le carceri del mondo”. Seguiranno poi le aperture delle porte Sante di San Giovanni in Laterano, il 29 dicembre, di Santa Maria Maggiore, il 1° gennaio, in occasione della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, e di San Paolo fuori le Mura il 5 gennaio.

Tra tradizione ed innovazione, tra riti tanto antichi e modernità, non poteva non mancare la possibilità di seguire ogni attività e di trovare ogni informazione del Giubileo on line, sul sito u✁ciale https://www.iubilaeum2025.va/it.html, il cui logo costituisce una perfetta sintesi della Bolla di indizione. In verde, colore simbolicamente legato alla speranza, troviamo la scritta “peregrinantes in spem”, ossia “in pellegrinaggio verso la speranza” (un bel complemento di moto…al Luogo per eccellenza!), che ci vuole attivi e partecipanti, in cammino, ma non da soli: vi sono, infatti, quattro gure stilizzate, che rappresentano i quattro punti cardinali da cui giungono i popoli, abbracciate ed in atto di sostegno reciproco, le quali trovano la rotta in un mare mosso grazie alla Croce, una Croce che si fa velaesi faàncora,chedàcertezzaestabilitàanchenelletempestepiùbuie.

Papa Francesco ricorda poi quali sono le tappe essenziali di questo cammino, che non può prescindere dal Sacramento della Riconciliazione e dal ristoro dell’Eucarestia, ma anche dal compiere delle opere di Misericordia e di Penitenza. Per aiutarci a prepararci al meglio a questi momenti, il Santo Padre ha estrapolato dalla “Spes non confundit” dieci verbi, dieci ri✄essioni che abbiamo letto e reso più “nostre”, con l’auspicio che possano innescare in noi una forma di trasformazione fruttifera, proiettata verso il futuro, verso tutto e tutti, come suggerito anche dal nostro Vescovo Gherardo nell’Introduzione all’Assemblea pastorale del 29/9/24 (“Frutti☎care: San Paolo nella lettera ai Galati sottolinea che il frutto dello Spirito è amore, è gioia, pace, pazienza, benevolenza, fedeltà, mitezza, dominio di sé”):

1) Mettersi in cammino: ogni Giubileo comporta un pellegrinaggio alla ricerca del senso della vita, nel silenzio, nella veglia, nella fatica. Passo dopo passo. Alcuni saranno davvero in viaggio anche con il corpo verso le Porte Sante, altri, impossibilitati a recarvisi di persona, lo saranno con il cuore, nella certezza che la preghiera armonizzerà e renderà feconda ogni intenzione.

2) Convertirsi: in latino conversione vuol dire cambiamento e questo cambiamento inizia nell’intima preparazione alla Confessione, oltre che nella Confessione stessa, in modo che non sia un mero atto formale, ma un momento di reale pentimento e di richiesta di Misericordia, perché solo così potremo davvero rinnovarci.

3) Sperare: la parola non vuol dire semplicemente attendere un bene futuro, spesso in un presente non roseo, ma richiama, perché derivata dalla radice sanscrita spa-, l’idea “tendere verso una meta”. Prepariamoci all’Anno Santo vivendo la speranza come una tensione verso “unincontro vivo e personale con il Signore Gesù”.

4) Avere pazienza: in un mondo che corre veloce, che si esaurisce per molti nella sola dimensione del presente, è necessario recuperare la pazienza, non solo come capacità di sopportare, ma

anche come capacità di attendere, di prendersi il tempo per guardare il presente ed il Creato con gli occhi “a✂ratellanti” di San Francesco, il quale scrisse il Cantico delle Creature proprio 800 anni fa.

5) Avere entusiasmo: guardare al futuro con speranza equivale farlo con gioia ed entusiasmo, nonostante i mille motivi di tristezza che possono esserci nelle nostre vite. Qualche anno fa scrisse, a questo proposito, il “nostro” Vescovo Giovanni Roncari “Per me la Chiesa funziona così: io sono felice perché qualcuno mi ha parlato di Cristo; sono felice di aver ricevuto l’annuncio e ho la responsabilità di consegnarlo a chi verrà dopo di me. L’esser felici di aver ricevuto è essenziale, perché non posso presentare il Vangelo con il muso lungo!”.

6) Allearsi: essere Chiesa è, di nuovo guardando all’etimologia, essere comunità e non si è davvero cristiani se non si comprende il valore “dell’alleanza sociale per la speranza”. Rientra in questa alleanza anche la preghiera a✁nché le giovani coppie ritrovino “il desiderio di trasmettere la vita” ed a✁nché tutti si possa prenderci cura gli uni degli altri, all’interno di relazioni davvero autentiche.

7) Esercitarela carità: la carità è la terza virtù teologale, assieme alla fede ed alla speranza. Essa si sostanzia anche di opere di misericordia, che diventano fonte di speranza per persone che non la hanno (e sono appunto disperate…). Papa Francesco parla a lungo dei bisognosi verso i quali possiamo, pur con piccoli gesti, fare molto: vi rientrano i poveri, i profughi, i detenuti, gli ammalati, no agli anziani soli, di cui spesso non ci accorgiamo, sebbene altrettanto spesso facciano parte delle nostre famiglie o ci siano più vicini di quanto pensiamo. La ri✄essione del Santo Padre non si so✂erma solo su di loro, ma si estende anche, in forma di gratitudine, verso tutti coloro che se prendono cura, come gli operatori sanitari ed i volontari, molti dei quali operano in condizioni di estrema di✁coltà e pericolo.

8) Testimoniare: l’apostolo Paolo invita ad essere «lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera» (Rm12,12), per essere a nostra volta testimoni gioiosi della fede. In quest’ottica, un sorriso, un gesto, uno sguardo possono trasformarsi in gesti di amore fraterno, in prove concrete di un Amore più grande, capace di gettare semi in campi creduti sterili e poi di nuovo fecondi, pronti…a giubilare.

9) Cercare la felicità: più che a cercarla, siamo invitati a chiederci cos’è, per noi, la felicità, senza concretizzarla in beni e✁meri, in allegrie passeggere, in soddisfazioni momentanee che alla n ne ci lasciano insoddisfatti e vuoti. Siamo, in questa ricerca, molto simili a Frate Leone, quando chiedeva a San Francesco di spiegargli in cosaconsistesse la “perfetta letizia”, ricevendo l’invito a superarsi, nel senso di andare oltre i limiti dell’umana condizione, nell’Amore di Dio, con la gioia ed il buon umore, anche nelle situazioni di di✁coltà.

10) A darsi a Maria: chiediamo a Maria, Madre della Speranza, di vegliare sul nostro pellegrinaggio e di aiutarci a sperare anche nel dolore, come Lei stessa ha fatto ai piedi della Croce. A✁darsi contiene la parola fede, fede è ducia, ducia in un aiuto tangibile nella vita di tutti i giorni, che si possa concretizzare anche nella di✁coltà, come la Stella Maris che appare al navigante per tracciare la giusta rotta da seguire, pur nella tempesta.

A queste ri✄essioni se ne aggiunge una particolarmente incisiva rivolta ai giovani (punto12) ed a tutti noi, che dei giovani dobbiamo aver cura, perché su di loro sono riposte le vere speranze di un futuro migliore: “Per questo il Giubileo sia nella Chiesa occasione di slancio nei loro confronti: con una rinnovata passione prendiamoci cura dei ragazzi, degli studenti, dei ☎danzati, delle giovani generazioni! Vicinanza ai giovani, gioia e speranza della Chiesa e del mondo!”.

Ciò sarà possibile anche ri✄ettendo sulle luminose gure del beato Carlo Acutis e del beato Pier Giorgio Frassati, che saranno canonizzati rispettivamente nel Giubileo degli adolescenti il 27 aprile 2025 e nel Giubileo dei giovani il 3 agosto 2025, perché veri testimoni della speranza che non delude. “Possa la forza della speranza riempire il nostro presente” e buon cammino a tutti!

Preghiera del Giubileo

Padre che sei nei cieli, lafedeche ci hai donato nel tuo glio Gesù Cristo, nostro fratello, e la amma dicarità e✂usa nei nostri cuori dallo Spirito Santo, ridestino in noi la beatasperanza

APPUNTAMENTI FESTE NATALIZIE

Tutte le sere Da lunedi 16 Dicembre ore 18 fino a Natale

Novenadi Natale con il canto delle Profezie

Lunedi 16 Dicembre ore 21,15 Liturgia Penitenziale per tutta la comunità (ragazzi, catechismo, genitori e comunità tutta)

Domenica 22 Dicembre IV DOMENICA DI AVVENTO

Martedi 24 Dicembre ore 18 Messa della vigilia di Natale

MARTEDI 24 DICEMBRE ORE 23

VEGLIA DI NATALE A CUI SEGUE LA S.MESSA DELLA NOTTE DI NATALE (al termine gli auguri natalizi nel teatro - Tutti sono invitati)

MERCOLEDI 25 DICEMBRE SANTO NATALE

SANTE MESSE ORE 8,30 10 11,30 18

GIOVEDI 26 DICEMBRE GIORNO DOPO NATALE FESTA DI S.STEFANO

Sante Messe ore 8,30 e Ore 18

DOMENICA 29 DICEMBRE FESTA DELLA SANTA FAMIGLIA

ore 16 Appuntamento alla S.Annunziata e ore 18 Apertura Anno Santo in Cattedrale

MARTEDI 31 DICEMBRE ORE 18 S.Messa di Ringraziamento e Canto del TE DEUM per l’anno trascorso

ORE 20,30 In Teatro festa in attesa del nuovo anno organizzato dal gruppo delle famiglie , aperta a tutti

MERCOLEDI 1 GENNAIO GIORNATA DELLA PACE

S. Messe ore 8,30 11 (UNICA MESSA) ore 18

DOMENICA 5 GENNAIO SANTE MESSE ore 8,30 10 11,30 ore 18 MESSA VESPERTINA DELL’EPIFANIA

LUNEDI 6 GENNAIO 2025 SOLENNITA’ DELLA EPIFANIA

SANTE MESSE ore 8,30 e ore 18 ore 11 (in UNICA MESSA) SANTA MESSA CON L’ARRIVO DEI SANTI MAGI CHE PORTANO I DONI A GESÙ E AI BAMBINI PRESENTI

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