Antonio Sortino
Lavorare
dopo la laurea in
Scienze agrarie, alimentari e forestali
1a edizione: marzo 2020
5591
©C opyright 2020 by “Edagricole - Edizioni Agricole di New Business Media Srl”, via Eritrea, 21 - 20157 Milano Redazione: p.zza G. Galilei, 6 - 40123 Bologna Vendite: tel. 051/6575833; fax: 051/6575999 e-mail: libri.edagricole@newbusinessmedia.it - http://www.edagricole.it Proprietà letteraria riservata - printed in Italy La riproduzione con qualsiasi processo di duplicazione delle pubblicazioni tutelate dal diritto d’autore è vietata e penalmente perseguibile (art. 171 della legge 22 aprile 1941, n. 633). Quest’opera è protetta ai sensi della legge sul diritto d’autore e delle Convenzioni internazionali per la protezione del diritto d’autore (Convenzione di Berna, Convenzione di Ginevra). Nessuna parte di questa pubblicazione può quindi essere riprodotta, memorizzata o trasmessa con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma (fotomeccanica, fotocopia, elettronica, ecc.) senza l’autorizzazione scritta dell’editore. In ogni caso di riproduzione abusiva si procederà d’ufficio a norme di legge.
Realizzazione grafica: Exegi snc, Via Pelagio Palagi, 3/2 - 40138 Bologna Impianti e stampa: Centro stampa Digitalprint S.r.l., Via A. Novella, 15 - 47922 Rimini (RN) Finito di stampare nel marzo 2020 ISBN 978-88-506-5591-5
Introduzione
Il libro tra le vostre mani, ora aggiornato ed esteso, ha ormai una storia più che decennale. Iniziai a scriverlo intorno al 2009, dopo la conclusione del mio dottorato di ricerca. Ricordo ancora il pomeriggio in cui nacque l’idea alla sua base: mi trovavo nella biblioteca comunale e casualmente sfogliai alcune guide rivolte ai laureati alla ricerca di un’occupazione. Le trovai corpose, un po’ ridondanti e con informazioni non sempre subito utili. Appurato ciò, come si dice, mi si accese la lampadina delle nuove idee e pensai di scrivere un nuovo libro, che fosse utile, non pomposo, per aiutare i neolaureati nell’impresa della ricerca del lavoro. Dopo qualche mese di lavoro di scrittura, in effetti, riuscii a creare un volumetto come l’avevo pensato: agile, tascabile, molto pratico e, spero, interessante e utile. Indirizzato con più specifica attenzione ai lettori che, come me, provenissero dal Corso di Laurea in Scienze agrarie, ma con un’ampiezza dei contenuti tale da essere utile anche ai laureati di altri corsi di studio, come Scienze biologiche, Scienze naturali, Biotecnologie, per certi versi anche Scienze economiche, almeno per il profilo economico-agrario o di economia dell’ambiente. Lo schema generale del libro, così come era stato pensato inizialmente, è rimasto molto simile nel tempo: quest’ultima stesura comprende l’ampliamento di alcuni argomenti, il completo rinnovamento di altri e l’aggiunta di due nuovi capitoli. Iniziamo dunque a conoscere la nuova impostazione del libro. Nei primi tre capitoli si introdurranno alcune azioni preliminari, utili e alle volte necessarie, all’avvio della ricerca del lavoro: si proporrà un certo numero di strumenti utilizzabili per la diffusione e la pubblicazione della tesi di laurea, anche allo scopo di farsi conoscere dai potenziali datori di lavoro (Capitolo 1); si daranno alcune indicazioni III
per la stesura di curricula e lettere di presentazione, con l’obiettivo di partecipare a un colloquio di lavoro (Capitolo 2); verranno riportati, infine, alcuni consigli per individuare un tirocinio che, per ogni neolaureato che vi si cimenti, è un vero e proprio ponte tra lo studio e il futuro lavoro (Capitolo 3). Con i tre successivi capitoli, invece, verranno elencate e trattate alcune fonti di informazione, sia fisiche sia virtuali, utili per cercare un nuovo percorso formativo o un’occupazione. I posti fisici da frequentare mentre si è alla ricerca del lavoro sono, ad esempio, i centri per l’impiego e informagiovani, e saranno trattati nel Capitolo 4. Le altre fonti informative invece spaziano dalla carta al web (Capitolo 5) e, tra queste, verranno illustrati la Gazzetta ufficiale, disponibile sia nel formato cartaceo sia in quello virtuale, e gli altri documenti ufficiali necessari per conoscere e accedere ai concorsi pubblici in Italia e in Europa (Capitolo 6). I due capitoli seguenti si focalizzeranno sulle opportunità offerte dal settore della conoscenza. In particolare, nel Capitolo 7 saranno descritte le possibilità di formazione post laurea e di lavoro nel campo della ricerca scientifica, dove la nuova conoscenza è prodotta; il Capitolo 8 è dedicato all’ambito dove la conoscenza è trasferita, cioè il settore dell’istruzione, e al lavoro dell’insegnante. Infine, gli ultimi tre capitoli saranno più intimamente legati alle opportunità di occupazione nell’ambito delle Scienze agrarie: si parlerà di qualità agroalimentare e di alcune possibilità di lavoro a questa connesse (Capitolo 9); verranno esaminati i vari lavori che si possono trovare grazie alla crescente economia verde (Capitolo 10); infine, saranno date alcune indicazioni su quei lavori che sono in un certo qual modo indipendenti, come quello dell’agricoltore e del libero professionista (Capitolo 11). Cosa altro aggiungere, se non: buona lettura e buon lavoro! Antonio Sortino
IV / Introduzione
Indice generale
Introduzione III 1. Perché non iniziare dalla tesi di laurea? 1 1.1 Diffondere la tesi sul web 2 1.2 Condividere la tesi col self-publishing 3 1.3 Provare a pubblicare la tesi su un libro o una rivista 4 1.3.1 Indicazioni preliminari per pubblicare un libro 4 1.3.2 Estrarre dalla tesi un articolo per una rivista 5 1.3.3 A quale rivista si può inviare l’articolo? 6 1.3.4 Pubblicare la tesi tra gli atti di un convegno 7 1.4 E se la vostra tesi fosse da premio? 8 2. S tendere il curriculum per accedere ad un colloquio 9 2.1 Creare il curriculum vitae 9 2.1.1 Produrre l’Europass Curriculum Vitae, anche on line 12 2.2 Preparare la lettera di presentazione 12 2.3 Se va tutto bene, affrontare il colloquio 13 3. F are il tirocinio: un ponte tra studio e lavoro 15 3.1 Entrare in azienda con uno stage 15 3.2 Andare in Europa con i tirocini Erasmus for traineeship 17 3.3 Ancora in Europa con altri tirocini 17 3.4 Un tirocinio per far parte di un’organizzazione internazionale 20 V
3.5 Fare un master e con questo un tirocinio 21 3.6 Partecipare al Servizio civile e ad altre attività assimilabili al tirocinio 22 4. Dove andare per cercare lavoro 25 4.1 Frequentare il centro per l’impiego 25 4.2 Iscriversi alle agenzie per il lavoro 26 4.3 Andare al centro informagiovani 27 4.4 Girare per le fiere del lavoro 28 5. C ercare un lavoro su carta, internet e altro 29 5.1 Trovare offerte di lavoro in edicola 29 5.2 Tenersi informati con TV o radio 30 5.3 Navigare sul web per trovare un’offerta lavorativa 30 5.3.1 Trovare gli indirizzi delle aziende 31 5.3.2 Proporsi alle organizzazioni agricole 32 5.3.3 Contattare le aziende alimentari 33 5.4 Cercare il lavoro coi social network 33 5.5 Trovare un lavoro all’estero con la rete Eures 34 6. Partecipare ai concorsi pubblici 37 6.1 Consultare la Gazzetta ufficiale 37 6.2 Cercare informazioni nel Bollettino ufficiale regionale 38 6.3 Trovare i concorsi dell’Unione europea 38 6.4 Studiare per le prove concorsuali 39 7. S tudiare ancora per diventare ricercatore 41 7.1 La carriera universitaria inizia con un dottorato di ricerca 42 7.2 Un assegno per fare ricerca 44 7.3 Insegnare all’università come docente esterno 44 7.4 Scegliere un settore scientifico per la carriera universitaria 45 7.5 Fare ricerca scientifica, ma non all’università 46 VI / Indice generale
8. Lavorare come insegnante 49 8.1 Insegnare nella scuola statale: dalla graduatoria dei supplenti al posto di ruolo 49 8.1.1 Cosa potreste insegnare? 51 8.1.2 Insegnare con la “messa a disposizione” 52 8.1.3 Ottenere l’abilitazione per l’insegnamento 53 8.1.4 Cosa sono i 24 CFU e come conseguirli 54 8.1.5 Insegnare come docente di sostegno 54 8.1.6 Prendere il ruolo 55 8.2 Insegnare nelle scuole non statali 56 8.3 Lavorare per le scuole all’estero 56 8.4 Impartire lezioni private 57 8.5 Diventare esperto esterno per le scuole 58 8.6 Insegnare negli enti di formazione 58 9. Lavorare per l’agroalimentare di qualità 59 9.1 Un lavoro per i prodotti tipici e tradizionali 60 9.2 Trovare un’occupazione nel biologico 61 9.3 Lavorare nelle produzioni etiche, eque e solidali 62 9.4 La qualità dà lavoro: focus su birra, caffè, cioccolata, canapa 63 9.4.1 Un lavoro, anche insospettabile, per la birra 64 9.4.2 Studiare e lavorare col caffè 65 9.4.3 Un buon lavoro con la cioccolata 66 9.4.4 Lavorare con la canapa 67 10. Trovare occupazione nell’economia verde 69 10.1 Lavorare nei parchi naturali 69 10.2 Operare nei musei 70 10.3 Agronomi al lavoro per le organizzazioni non governative 71 10.4 Impiegarsi nelle associazioni ambientaliste 71 11. U n lavoro indipendente: dalla terra alla libera professione 73 11.1 Diventare imprenditore agricolo 73 11.1.1 Cenni sull’imprenditorialità giovanile in agricoltura 75 Indice generale / VII
11.2 Diventare perito estimatore dei danni da grandine 75 11.3 Come fare il consulente tecnico di ufficio 76 11.4 Fare il dottore agronomo e forestale 76 11.4.1 L’accesso alle sezioni A e B dell’albo 78 11.4.2 L’attività professionale degli iscritti 78 alla sezione A dell’albo 11.4.3 L’attività professionale degli iscritti 82 alla sezione B dell’albo 11.5 Fare il Tecnologo alimentare 83 11.5.1 L’attività professionale del Tecnologo alimentare 83 12. Conclusioni 85 12.1 Lavorare ai tempi della crisi economica 85 12.2 Avere un reddito anche quando il lavoro non c’è 86
VIII / Indice generale
1. Perché non iniziare dalla tesi di laurea? «La tesi è come il maiale, non se ne butta via niente1» Umberto Eco
La tesi di laurea è quasi sempre il principale risultato tangibile prodotto dopo anni di studio universitario: infatti, per molti anni avete accumulato conoscenze, una parte di queste è stata fissata in un testo che mostra cosa conoscete, cosa sapete fare e come lavorate. La tesi è quindi un validissimo biglietto da visita per entrare nel mondo del lavoro, delle professioni o della ricerca scientifica; essa andrebbe citata nel curriculum vitae, nella lettera di presentazione, nei moduli da compilare prima di un colloquio ... in ognuno di questi documenti dovreste indicare, quando è possibile, il suo titolo, il nome del relatore, la sede universitaria o il dipartimento dove avete effettuato le ricerche. Ricordate, però, che per farvi conoscere non basta aver steso una buona tesi di laurea, magari originale, innovativa e corposa; questa dovrà anche essere condivisa e letta da professionisti, imprenditori e docenti universitari, che solo in tal modo potranno apprezzarla. Oggi, è noto, la diffusione della tesi può avvenire più facilmente e rapidamente di un tempo grazie alle potenzialità di internet; in questo capitolo cercherò dunque di spiegare come è possibile condividerla tramite la rete delle reti; inoltre, indicherò come almeno provare a pubblicare la tesi su un libro, un ebook o in forma di articolo su una rivista di settore. Prima di seguire con la trattazione, ritengo però opportuno soffermarmi su un punto a mio parere importante: la tesi di laurea è di proprietà del suo autore, ciò è stato confermato anche dalle sentenze U. Eco, Come si fa una tesi di laurea, Bompiani, Milano 1977.
1
Perché non iniziare dalla tesi di laurea / 1
di alcuni tribunali. Quindi è auspicabile rivolgersi al docente relatore per chiedere consigli sul suo uso, ma non c’è l’obbligo di chiedere l’autorizzazione a nessuno per disporre di essa quando e come si vuole.
1.1
Diffondere la tesi sul web Diffondere la tesi, anche in rete, è dunque buona cosa per far conoscere la professionalità del suo autore. Per questo motivo, molte università italiane oggi offrono il servizio di raccolta, conservazione e diffusione on line delle tesi prodotte dai loro laureati, tramite un servizio chiamato repository. Occorre però dare il consenso alla diffusione della propria tesi, cosa che normalmente è richiesta dalle università al momento della sua consegna. Esistono altre tipologie di repository sul web, anche di tipo commerciale, quindi con alcuni servizi a pagamento, come Academia.edu (www. academia.edu) o ResearchGate (www.researchgate.net); questi siti sono stati progettati per contribuire alla diffusione di ricerche scientifiche, quindi anche di tesi di laurea, e sono molto frequentati dalle comunità dei ricercatori di ogni settore scientifico. In essi è dominante la lingua inglese, ma sono presenti anche documenti in lingua italiana. Nel contesto italiano, esistono alcuni portali che hanno una funzione in parte simile a quella dei repository; mi riferisco ai siti libreriauniversitaria.it e Tesionline, raggiungibili cliccando rispettivamente sui seguenti link: www.libreriauniversitaria.it/page_ammissione-tesi.htm www.tesionline.it
I servizi offerti dai due siti sono molto simili: in entrambi i casi, l’autore pubblica on line la tesi di laurea ricevendo un compenso dopo l’acquisto di ogni copia da parte degli utenti. Con la retribuzione dei diritti d’autore non si faranno grandi guadagni (escluse poche eccezioni); tra l’altro nella classifica delle tesi più consultate a pagamento non sono presenti lavori di studenti del Corso di Laurea in Agraria. In ogni caso, il vostro obiettivo principale non è quello di ottenere la re2 / Perché non iniziare dalla tesi di laurea
tribuzione dei diritti d’autore, ma farvi conoscere da potenziali datori di lavoro tramite la diffusione della tesi nel modo più economico e, si spera, efficace.
1.2
Condividere la tesi col self-publishing Per la diffusione della tesi potreste usufruire anche di servizi di autopubblicazione offerti in rete, denominati di self-publishing. Infatti, alcuni portali permettono di impaginare on line la tesi (o altri lavori), di inserirla in una vetrina virtuale per la vendita in rete, sia in formato elettronico sia cartaceo; di stampare la copia cartacea e inviarla all’utente che l’ha acquistata. I principali siti di self-publishing operanti in Italia sono Kindle Directly Publishing (KDP) appartenente alla rete di Amazon (kdp.amazon.com), Lulu (www.lulu.com) e Il Mio Libro (www.ilmiolibro.it). Quest’ultimo portale, con il versamento di poche decine di euro, permette di rendere disponibile la propria tesi, una volta trasformata in libro con assegnato un codice ISBN, ai clienti delle librerie Feltrinelli di tutta Italia. Un articolo presente sul seguente sito spiega nel dettaglio come fare: ilmiolibro.kataweb.it/articolo/scrivere/492/pubblicare-la-tesi
Se intendete autopubblicare la vostra tesi, considerate che le vetrine dei siti di self-publishing sono abbastanza generiche: contengono tesi che riguardano varie discipline, ma anche libri gialli, raccolte di poesie o romanzi d’amore. Il sistema di autopubblicazione perciò può essere utile se volete sbizzarrirvi nel trasformare la vostra tesi in un libro, ma dal punto di vista della sua diffusione i sistemi migliori rimangono quelli offerti dalle università, dai siti di repository e dai portali libreriauniversitaria.it e Tesionline che, come abbiamo visto, sono stati progettati a tale scopo. Infine, faccio notare una cosa abbastanza importante: la diffusione della tesi di laurea tramite i servizi web appena discussi non sempre corrisponde alla sua effettiva pubblicazione. Cosa voglia dire realmente pubblicare una tesi, e come provare a farlo, lo vedrete nei prossimi paragrafi. Condividere la tesi col self-publishing / 3
1.
3 Provare a pubblicare la tesi su un libro o una rivista La tesi diffusa sul web non sempre è una pubblicazione; tecnicamente una “vera” pubblicazione è, infatti, un elaborato originale duplicato e diffuso per stampa, o altro mezzo simile come internet, ed è necessario, oltre all’autore, un editore. Ogni pubblicazione ha un codice che la identifica in maniera univoca, che può essere il codice ISBN per un libro o il codice ISSN per la rivista che contiene la pubblicazione. Pubblicare una tesi sotto forma di libro con codice ISBN, o come articolo all’interno di una rivista con ISSN, le conferisce rilievo e maggiori potenzialità di diffusione nel settore di riferimento. Quando riuscirete a pubblicare la vostra tesi, dovreste indicarlo nel curriculum, all’interno di una sezione dedicata alle pubblicazioni: ciò lo valorizzerebbe, rendendolo più attraente sia per il datore di lavoro privato sia per quello pubblico. Tra l’altro, i concorsi di accesso a posizioni lavorative o a corsi di dottorato presso le università assegnano quasi sempre una certa preferenza ai candidati con pubblicazioni all’attivo. Recentemente, e per la prima volta, anche il bando di concorso del 2016 per divenire insegnanti nella scuola statale ha assegnato un punteggio per ogni pubblicazione scientifica presentata dai candidati. Si pensa infatti, giustamente, che un bravo insegnante debba possedere capacità di ricerca, cosa testimoniata anche dalle sue pubblicazioni scientifiche. Vediamo dunque, nei prossimi paragrafi, in che modo è possibile pubblicare la tesi, o parte di questa.
1.3.
1 Indicazioni preliminari per pubblicare un libro La via maestra per pubblicare la tesi di laurea sotto la forma di un libro è quella di sottoporla all’attenzione di una casa editrice, inviando a questa una sua bozza. Per evitare però di perdere tempo utile, occorre considerare che ogni editore vorrebbe ottenere un profitto dalla pubblicazione e dalla distribuzione dei suoi libri, e mai subire perdite economiche; per questo motivo, difficilmente darà il via libera alle stampe di un volume estremamente specifico o di nicchia, ovvero indirizzato a 4 / Perché non iniziare dalla tesi di laurea
una comunità di lettori super selezionati, qual è normalmente il caso di molte tesi di laurea. Alcune tesi hanno però un respiro più largo e la potenzialità di interessare ad un pubblico più ampio; se pensate che questo possa essere il caso del vostro lavoro di ricerca, allora potreste farvi avanti contattando una casa editrice. Per farlo occorre cercare le istruzioni sul sito web dell’editore prescelto. Attenzione: alcune case editrici propongono di pubblicare e distribuire testi, anche provenienti da tesi di laurea, a fronte del pagamento di questi servizi. Operazioni di questo tipo, oltre ad essere costose, spesso non hanno un grande successo per l’autore e, anzi, contribuiscono a occupargli parte della casa, la cantina o altri spazi privati con l’accatastamento di decine o centinaia di copie invendute. Invece, come ho precedentemente rimarcato, dopo il pagamento di una simbolica somma, alle volte anche gratuitamente, i siti web di self-publishing aggiungono un codice ISBN al libro autopubblicato. Tale codice però in questo caso non darà più una reale garanzia di qualità del lavoro pubblicato, perché, come abbiamo visto, i siti di self-publishing diffondono quasi tutto quello che viene loro proposto, praticamente con controlli solo sulla forma dell’opera e senza alcuna verifica sul contenuto, a meno che non sia illegale.
1.3.2
Estrarre dalla tesi un articolo per una rivista La vostra tesi di laurea, lavorandoci un po’ su, può essere probabilmente scomposta in uno o più articoli autonomi. Questi stessi articoli potrebbero essere inviati e sottoposti al vaglio del comitato editoriale di riviste sia scientifiche sia tecniche o professionali. La scelta del tipo di rivista alla quale inviare l’articolo dipende dal taglio che darete a quest’ultimo, che può essere appunto scientifico o tecnico. Chiedete consiglio, per qualsiasi dubbio, al vostro relatore di tesi (che spesso, e alle volte giustamente, vorrà essere indicato come coautore del lavoro). Ogni rivista ha precise regole editoriali che l’autore deve seguire molto scrupolosamente. Queste, in genere, riguardano la lunghezza massima dell’articolo, la formattazione del testo, le referenze bibliografiche e la struttura complessiva del lavoro. In ogni caso, ogni articolo, sia esso tecnico o scientifico, deve avere una struttura con caratteristiche standard, ovvero devono normalmente esserci: un’introduzione che Provare a pubblicare la tesi su un libro o una rivista / 5
spieghi brevemente qual è il tema che si vuole affrontare e la sua rilevanza; una rassegna critica di altri articoli che trattano il medesimo argomento; i materiali e i metodi utilizzati; le conclusioni che indicano i risultati ottenuti e le implicazioni della vostra ricerca in merito al problema analizzato e allo stato dell’arte della letteratura scientifica di riferimento; infine, devono esserci le referenze bibliografiche, con l’elenco completo dei lavori che avete citato nell’articolo. Spesso assieme a questo sarà richiesto l’abstract, che è una sorta di riassunto dell’articolo stesso. La richiesta di sottoporre l’articolo a regole di stesura ben rigide non è un capriccio dei direttori delle riviste, ma la condizione necessaria perché una ricerca scientifica, presentata tramite un articolo, possa essere controllata in ogni sua parte, o addirittura continuata ed estesa, da altri studiosi.
1.3.
3 A quale rivista si può inviare l’articolo? L’articolo che avete estratto dalla tesi può essere proposto a una rivista scientifica e quindi sottoposto alla valutazione del suo comitato editoriale. In Italia esistono molte riviste scientifiche afferenti ai vari ambiti delle Scienze agrarie; ricordo a titolo di esempio la Rivista di Economia Agraria, la Rivista di Ingegneria Agraria o la Rivista di Agronomia. Per chi si è appena laureato, il consiglio è di tralasciare inizialmente tali riviste, dove pubblicano di solito ricercatori con una certa esperienza, a meno che non vi sia un’esplicita richiesta, e un’offerta di aiuto o collaborazione, da parte del relatore di tesi o di altri docenti. Articoli provenienti da tesi meno teoriche e più operative possono invece essere inviati a riviste di stampo tecnico o professionale; ad esempio, il mio editore Edagricole ne ha diverse in catalogo che potrebbero fare al caso vostro, come Terra e Vita, L’informatore Zootecnico o la Rivista di Frutticoltura. L’elenco completo delle pubblicazioni è presente al seguente indirizzo: www.edagricole.it/le-nostre-riviste
Ogni rivista impone delle regole che l’autore deve rispettare per la stesura dell’articolo che propone: per farvi un’idea in proposito, potete 6 / Perché non iniziare dalla tesi di laurea
visitare la pagina web con le norme editoriali della Rivista di Economia Agraria (Firenze University Press): oajournals.fupress.net/index.php/rea/about/submissions
Pubblicare su una rivista tecnica, o addirittura in una scientifica, darebbe un po’ di notorietà al vostro lavoro nella comunità dei professionisti, degli imprenditori e dei tecnici di settore e sicuramente avrebbe un certo peso all’interno del vostro curriculum.
1.3.
4 Pubblicare la tesi tra gli atti di un convegno
L’aver steso un’originale e rigorosa tesi di laurea dà anche la possibilità di presentare alcuni dei suoi risultati ad un convegno scientifico. La presentazione avviene oralmente e in pubblico, nei tempi assegnati dagli orgaScheda 1.1
Pubblicare la tesi, l’esperienza di un laureato Il seguente testo* propone l’esperienza, espressa in prima persona, di un neolaureato che ha pubblicato su una rivista scientifica un saggio estratto dalla sua tesi di laurea. Se pur in questo caso l’ambito di riferimento non è quello delle Scienze agrarie, credo che la sua testimonianza sia utile per gli studenti provenienti da qualsiasi facoltà che volessero cimentarsi in un’impresa simile. «Poco dopo la laurea il professor […] mi ha parlato della possibilità di lavorare sul primo capitolo della mia tesi per trarne un saggio scientifico da pubblicare sulla rivista Processi Storici e Politiche di Pace […]. Dopo la laurea, quindi, mi sono concentrato per mesi sul saggio, ampliandone le fonti e i documenti e adattando il capitolo della tesi al formato di un vero e proprio saggio scientifico, il primo della mia vita […]. Quando il professore mi ha proposto di continuare a lavorare sulla mia tesi per una eventuale pubblicazione, quasi non ci credevo. Provavo in quei giorni la stessa gioia della proclamazione della laurea, che sembrava avere un suo ulteriore coronamento con la pubblicazione. Ma allo stesso tempo provai anche timore e paura, in quanto il mio nome e il mio saggio avrebbero affiancato nella rivista i lavori di docenti emeriti e ricercatori dall’esperienza pluriennale. La supervisione e il costante supporto del mio relatore e la sua fiducia nelle mie potenzialità sono stati un importante stimolo ad impegnarmi duramente per la buona riuscita del saggio […]». * Questo brano è stato estratto da un articolo di Chiara Pasquinucci intitolato “Pubblicare la tesi di laurea: l’esperienza di uno studente”, pubblicato sul Web Magazine dell’Università di Napoli L’Orientale al seguente link: http://magazine.unior.it/ita/content/pubblicare-la-tesi-di-laurea-lespe rienza-di-uno-studente
Provare a pubblicare la tesi su un libro o una rivista / 7
nizzatori del convegno; l’uditorio è normalmente composto da ricercatori e docenti universitari, ma anche da studenti, laureandi e professionisti. In alternativa all’esposizione orale, solitamente per i lavori considerati meno importanti, gli organizzatori possono richiedere la creazione di un poster, da esporre durante il convegno, che contenga per grandi linee ed esponga graficamente i contenuti della ricerca presentata. I convegni scientifici sono normalmente organizzati da università e da associazioni scientifiche, come ad esempio l’Associazione Italiana delle Società Scientifiche Agrarie (AISSA), la Società Italiana di Agronomia (SIAGR) o la Società Italiana di Economia Agraria (SIDEA). Per presentare la propria ricerca ad un convegno occorre seguire le istruzioni diffuse dall’organizzazione. Di solito, per prima cosa è richiesto il “paper”, ovvero un articolo che illustra la ricerca, che per certi aspetti è simile ad un articolo che potremmo inviare ad una rivista. Alle volte, prima del paper, è richiesto il suo abstract che è, come abbiamo visto per gli articoli su rivista, una sorta di breve descrizione del lavoro. Prima l’abstract, se è richiesto, e successivamente il paper saranno sottoposti al vaglio di valutatori anonimi, chiamati referee, che potranno accettarli per la presentazione, consigliare delle modifiche per un successiva nuova valutazione, o rifiutarli. Alla fine del procedimento, se va tutto bene, il paper potrà essere presentato al convegno e in seguito pubblicato negli atti; questi ultimi sono raccolti in un volume cartaceo, o ebook, di norma pubblicato col codice ISBN o ISSN.
1.
4 E se la vostra tesi fosse da premio? Numerose organizzazioni pubbliche e private bandiscono concorsi a premio per le migliori tesi di laurea in differenti ambiti disciplinari. Il premio può essere monetario oppure in natura, come la proposta di pubblicazione della tesi su un libro o una rivista. Se credete che la vostra tesi sia originale, dovreste provare a sottoporla a una di queste selezioni: vincere un premio farebbe conoscere voi e la vostra tesi e apporterebbe valore aggiunto al vostro curriculum. Occorre quindi individuare tra i tanti bandi quelli rivolti ai laureati in Scienze agrarie, anche ricercandoli tramite il web o richiedendo aiuto ai centri informagiovani. 8 / Perché non iniziare dalla tesi di laurea
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