Nuova Puglia Emigrazione - janeiro 2004

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speciale

Il progetto di una discendente di pugliesi individua i legami tra i “baresi” di San Paolo e la terra di origine

Santu Paulu a mezza strada fra la Puglia e il Brás noto che San Paolo è la seconda città del mondo per numero di italiani e discendenti di italiani, essendo inferiore solo a New York e alla sua Little Italy. Nel cuore della maggior città dell’America del Sud sono impressi i caratteri italiani. Il paulistano può provare nostalgia per luoghi in cui non ha mai vissuto, ma che abitano nell’inconscio di questa città ibrida, formata dall’insieme delle 170 etnie che vi convivono. Dare visibilità alle radici paulistanas/baresi è quanto si propone il Progetto Santu Paulu, che ha dato inizio alle ricerche partecipando alle celebrazioni del 450° anniversario della città. Il vincolo fra San Paolo e la Puglia deriva dalla presenza nella capitale di una considerevole comunità di discendenti di pugliesi, provenienti soprattutto da Polignano a Mare. Di questa comunità originaria di immigranti si suppone esistano a San Paolo oltre 300mila discendenti. Il Progetto ne ha già incontrati diversi, ed ha raccolto più di 50 ore di testimonianze e circa 400 immagini digitalizzate ad alta definizione, che dovranno essere esposte in mostre, pubblicazioni a stampa o digitali, presentazioni audiovisive e interventi urbani. Il Santu Paulu conta su interventi di professionisti del settore del giornalismo, della storia, dell’architettura, delle arti grafiche e visuali, impegnati fin dal marzo del 2003 nella difficile ricerca e localizzazione dei baresi dispersi in una città che conta 15 milioni di abitanti, nel rilevamento della storia orale e delle relative immagini, nella trascrizione e organizzazione delle testimonianze e della iconografia in una raccolta. Tutta questa ricerca ha reso inoltre materiale per la produzione di due libri – uno di culinaria, l’altro dedicato alla storia dei discendenti di pugliesi e del loro rapporto con San Paolo –, un portale internet e una mostra (vedi box) e una mostra multimediale.

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Coordinamento: Angela Di Sessa Testo: Debora Donadel Traduzione: Lucia Wataghin


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