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ANGAISA Informa n. 591 del 1 marzo 2026

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Canoni medi locazione

€/mese bilocale 60mq (centro città – 2025)

Roma 1700

Milano 1500

Venezia 1200

Napoli 1000

Firenze 990

Bologna 950

Torino 950

L’appunto

Palermo 880

Genova 760

Cagliari 690

Bari 640

Catania 520

Padova 500

Fonte: Nomisma

“Costruire un’alleanza strategica per l’abitare è un obiettivo urgente e prioritario anche per le imprese e i territori, di fronte alla quale tutti gli attori, pubblici e privati, profit e non profit, gestori o investitori, devono sentirsi chiamati in causa, per far fronte a quella che è a tutti gli effetti una vera e propria emergenza nazionale.”

Elena Molignoni Responsabile Osservatorio Immobiliare Nomisma

Emergenza casa, senza strategie efficaci aumentano le criticità per giovani, famiglie e territori

attrarre o trattenere le risorse umane necessarie. Colpisce il dato, contenuto in un recente studio OCSE, in base al quale circa l’80% dei giovani italiani, di età compresa fra i 20 e i 29 anni, vive ancora in casa con in genitori, perché non possono (o non vogliono) vivere da soli. Negli ultimi anni le risposte pubbliche si sono concentrate su misure di sostegno alla domanda — agevolazioni fiscali per i giovani acquirenti, fondi di garanzia per la prima casa, contributi per l’accesso alla locazione — ma le risorse destinate agli affitti si sono progressivamente assottigliate. Secondo l’analisi di Nomisma, è necessario un cambio di paradigma: non più interventi frammentati o sussidi che inseguono i prezzi di mercato, ma una strategia strutturale capace di aumentare l’offerta di abitazioni a canoni sostenibili. Un primo passo potrebbe essere la re-immissione sul mercato di una parte dei circa 4,5 milioni di immobili vuoti o sottoutilizzati. Tuttavia, i rischi legati alla morosità, la rigidità contrattuale e la concorrenza degli affitti brevi scoraggiano i proprietari: solo il 10,5% prevede di locare con formule tradizionali. Parallelamente, lo sviluppo su larga scala dell’Edilizia Residenziale Sociale richiede condizioni di convenienza anche per gli operatori privati. Incentivi fiscali e finanziari, semplificazioni urbanistiche, premialità volumetriche e modelli gestionali in partnership con soggetti del terzo settore rappresentano leve decisive per garantire canoni moderati e sostenibilità economica. Senza tali strumenti, l’orientamento del mercato continuerà a privilegiare la vendita sul libero mercato rispetAssociazione Nazionale Commercianti Articoli Idrosanitari, Climatizzazione Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno

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Dalla fine degli anni Novanta, con il trasferimento delle competenze alle Regioni e la chiusura del fondo Gescal, la politica abitativa italiana ha progressivamente perso una regia nazionale, frammentandosi in interventi locali e misure episodiche. In un Paese storicamente orientato alla proprietà, la locazione è rimasta marginale, contribuendo a ridurre l’offerta di abitazioni accessibili e ad ampliare l’area del disagio abitativo. Negli ultimi anni il tema casa è tornato centrale non solo per le fasce in povertà estrema, tradizionalmente destinatarie dell’Edilizia Residenziale Pubblica, ma anche per nuclei familiari finora considerati “stabili”: famiglie monoreddito, single impoveriti dalle crisi economiche, lavoratori che non riescono più a sostenere mutui o canoni di affitto. Il disagio abitativo oggi riguarda il 15,5% delle famiglie italiane, con circa 1,5 milioni di nuclei in condizioni di disagio acuto o grave. La pressione si concentra soprattutto sul mercato della locazione. Il sovraffollamento della domanda, a fronte di un’offerta limitata, ha spinto i canoni verso l’alto: +3,5% su base annua, con un picco del +9,5% nei contratti per studenti. L’incidenza dell’affitto sul reddito supera la soglia del 30% in ampie aree del Paese, raggiungendo livelli particolarmente elevati nel Sud e nelle Isole e nei grandi centri urbani sopra i 200 mila abitanti. Secondo l’Osservatorio Immobiliare di Nomisma, l’erosione del potere d’acquisto e l’aumento dell’onerosità delle spese abitative stanno rendendo alcune aree metropolitane sempre meno accessibili, con ricadute anche sul sistema produttivo: territori e imprese rischiano di non riuscire ad

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continua da pag.1

to alla locazione accessibile. Infine, emerge la necessità di nuovi percorsi di accesso al credito, più flessibili e calibrati sulle diverse condizioni familiari, supportati da strumenti

Diritto & Impresa

Commercio. Indici ISTAT. Locazione di immobili urbani ad uso non abitativo.

Si informa che sulla G.U. n. 43 del 21 febbraio 2026 è stato pubblicato il comunicato ISTAT concernente l’indice dei prezzi al consumo relativo al mese di dicembre 2025, necessario per l’aggiornamento del canone di locazione degli immobili ai sensi della Legge 392/78 ed ai sensi della Legge 449/97.

• La variazione annuale dicembre 2024 –dicembre 2025 è pari a 1,1 (75% =0,825).

• La variazione biennale dicembre 2023 –dicembre 2025 è pari a 2,2 (75% = 1,650).

Energia. Misure urgenti in materia di energia elettrica e gas naturale. D.L. 20 febbraio 2026, n. 21.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2026 è stato pubblicato il decreto-legge 21/2026, recante “misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese”, in vigore dal 21/02/2026. Il provvedimento interviene su un insieme articolato di leve regolatorie — oneri generali del sistema elettrico, struttura tariffaria del gas, meccanismi di formazione dei prezzi nei mercati all’ingrosso, strumenti di contrattazione a lungo termine dell’energia da fonti rinnovabili, nonché misure di semplificazione per infrastrutture energetiche e digitali — orientate a contenere strutturalmente la spesa energetica e a rafforzare la stabilità dei prezzi per utenti domestici e imprese. Esso si colloca prevalentemente su un piano di intervento strutturale e di mercato, contemplando, oltre a meccanismi in grado di incidere direttamente sul costo finale delle utenze, strumenti di riequilibrio sistemico – meccanismi di liquidità, promozione dei contratti di lungo termine, razionalizzazione delle componenti tariffarie – che incidono sui meccanismi di formazione dei prezzi più che su una riduzione immediata e diretta della spesa energetica finale. Nel complesso, l’intervento legislativo mira a rafforzare la stabilità e la trasparenza dei mercati energetici, con benefici che si trasmetteranno progressivamente ai prezzi finali, in misura dipendente dall’attuazione regolatoria e dalle dinamiche concorrenziali. Per quanto riguarda le imprese del terziario di mercato, assumono particolare rilievo gli articoli 2, 3,

pubblici di garanzia. Con due famiglie su tre che dichiarano un reddito appena sufficiente a coprire le spese primarie, la casa rischia di diventare un obiettivo irraggiungibile per una parte crescente della popolazione. Affrontare

4, 6 e 10 del decreto, in quanto incidono sulla componente elettrica della bolletta (ASOS) e sui meccanismi di formazione del prezzo del gas all’ingrosso. In particolare, l’articolo 2 interviene sulla componente ASOS, che finanzia il sostegno alle energie rinnovabili e alla cogenerazione, attraverso una rimodulazione degli incentivi riconosciuti agli impianti fotovoltaici incentivati in Conto Energia. La norma prevede una riduzione temporanea dei premi (in misura pari all’85% o al 70% del valore originario) nel periodo 2026–2027, nonché la possibilità, dal 2028, di fuoriuscita anticipata dai meccanismi incentivanti con corresponsione di un corrispettivo pari al 90% del valore attualizzato degli incentivi residui. Le risorse liberate sono destinate alla riduzione strutturale della componente ASOS applicata alle utenze non domestiche non energivore, a prescindere dalla potenza disponibile e dalla tensione. I benefici saranno progressivi, con maggiore evidenza nel 2027 e successivamente dal 2028 per la parte legata alle fuoriuscite. Anche l’articolo 3 agisce in riduzione della medesima componente degli oneri generali di sistema, prevedendo uno stanziamento di risorse pari ad oltre 1 miliardo di euro per il triennio 20262028 derivante dall’aumento di due punti percentuali dell’aliquota IRAP per alcune imprese del comparto energetico. L’articolo 4 inserisce la possibilità, anche per le PMI, di stipulare contratti PPA (Power Purchase Agreements) di acquisto dell’energia a lungo termine in forma aggregata, prevedendo una garanzia di ultima istanza da parte del GSE, con il supporto di SACE, di 250 milioni di euro per il 2026. L’articolo 6 mira al contenimento del prezzo dell’energia elettrica per i consumatori finali, intervenendo sui costi sostenuti dai produttori che utilizzano gas naturale per alimentare impianti termoelettrici destinati alla produzione di energia da immettere in rete. La riduzione di tali costi è finalizzata a determinare un calo del prezzo dell’energia elettrica sul mercato all’ingrosso, con conseguenti effetti sui prezzi finali. L’articolo 10 introduce un servizio di liquidità regolato da ARERA finalizzato a rafforzare la concorrenza nel mercato nazionale del gas e a ridurre il differenziale di prezzo tra il mercato italiano (PSV) e il mercato nord-europeo (TTF). Il meccanismo prevede la selezione di

l’emergenza richiede un’alleanza strategica tra pubblico e privato, profit e non profit, capace di coniugare sostenibilità economica e funzione sociale dell’abitare.

fonte: Nomisma

operatori mediante procedure competitive, con obblighi di offerta di quantitativi di gas a prezzi ancorati al TTF e meccanismi di compensazione economica volti a contenere la volatilità. Per le nostre imprese l’effetto in bolletta nel breve periodo si preannuncia contenuto ma apprezzabile; a esso potrà sommarsi, in una fase successiva, un possibile contributo di stabilizzazione e di attenuazione delle quotazioni del gas sui mercati all’ingrosso, con ricadute graduali sui prezzi finali. La portata complessiva dei benefici resterà tuttavia condizionata sia alla concreta attuazione regolatoria delle misure, sia all’evoluzione delle dinamiche di mercato.

A tal proposito vi rimandiamo ad una nota di sintesi, articolo per articolo e ad una nota tecnica sulle misure di maggiore interesse per i settori del terziario di mercato, di fonte Confcommercio – Imprese per l’Italia.

Fisco. Obbligo del collegamento tra i Registratori Telematici e gli strumenti di pagamento elettronico (POS). Guida Operativa dell’Agenzia delle Entrate.

Come noto, a decorrere dal 1° gennaio 2026, i dati dei pagamenti elettronici devono essere memorizzati in modo puntuale e trasmessi in forma aggregata unitamente ai dati dei corrispettivi. Il suddetto collegamento non è di tipo fisico, consistendo in una comunicazione da effettuare all’Agenzia attraverso la funzionalità che sarà messa a disposizione nel portale web “Fatture e Corrispettivi”. A tal proposito si informa che è ora disponibile la Guida Operativa dell’Agenzia delle Entrate (con i relativi allegati e FAQ), che potrete scaricare cliccando qui, che illustra - anche tramite esempi pratici – le modalità per effettuare il collegamento tra i Registratori Telematici e gli strumenti di pagamento elettronico (POS). La Guida delinea anche il perimetro dell’adempimento e la tempistica, specificando quali attività sono escluse dall’obbligo ed i soggetti che, invece, sono tenuti ad effettuarlo nel caso di attività “miste”. 1. In che cosa consiste il collegamento? Per accettare pagamenti tracciabili, gli esercenti stipulano un contratto di convenzionamento con uno o più operatori finanziari che gestiscono le transazioni (Acquirer). Il contratto consente l’utilizzo di POS fisici, come i terminali tradizionali o i SoftPos installati su smartphone

e tablet, oppure di POS virtuali, che permettono di autorizzare pagamenti on-line in sicurezza. Al momento dell’emissione del documento commerciale, l’esercente deve indicare e registrare la modalità di pagamento utilizzata dal cliente (contanti, pagamento elettronico, ticket, ecc.). Nella Guida Operativa si spiega che - sia che si utilizzi un Registratore Telematico, sia che si utilizzi la procedura web “Documento Commerciale on-line” - l’indicazione e la registrazione della modalità di pagamento del corrispettivo è effettuata mediante le funzioni già in uso, pertanto, non occorre alcun aggiornamento né un collegamento fisico al POS. Il collegamento richiesto, infatti, non è materiale, ma esclusivamente informatico: si tratta di una comunicazione che va effettuata una sola volta (salvo variazioni successive) tramite il portale “Fatture e Corrispettivi”. 2. Le indicazioni per chi usa il Registratore Telematico e per chi usa la procedura web Gli esercenti che utilizzano il Registratore Telematico, e quelli che in futuro adotteranno una soluzione software, devono associare la matricola del Registratore Telematico all’identificativo univoco del POS tramite la funzione “Gestione collegamenti”. Gli esercenti che si avvalgono di server RT ai quali sono collegati più punti cassa devono abbinare i POS utilizzati nei punti cassa alle matricole dei soli server RT. Per chi utilizza la procedura web “Documento Commerciale on-line”, invece, il collegamento con i POS va fatto direttamente nella procedura stessa. La Guida Operativa fornisce, al riguardo, tutti i dettagli, specificando, tra l’altro, che il collegamento può essere multiplo, ossia un singolo POS (fisico o virtuale) può essere collegato a più RT o, viceversa, più POS possono essere collegati ad un singolo RT.

3. I soggetti esclusi ed i casi “misti” Non sono interessati dall’obbligo di collegamento i corrispettivi certificati tramite distributori automatici (vending machine), la vendita di carburante, la ricarica di veicoli elettrici e tutte le operazioni esonerate dalla memorizzazione e dalla trasmissione telematica dei corrispettivi, anche se pagate elettronicamente. Tuttavia, se lo stesso POS viene utilizzato sia per operazioni certificate sia per operazioni esonerate, il collegamento resta obbligatorio. Se un POS è, invece, dedicato esclusivamente ad operazioni esonerate, può essere dichiarato come tale e non va collegato, ma non potrà essere utilizzato, neppure occasionalmente, per operazioni certificate. Se l’esercente sceglie, volontariamente, di emettere documento commerciale anche per operazioni esonerate, i POS utilizzati devono essere collegati. L’obbligo non sussiste quando tutti i corrispettivi sono certificati, esclusivamente, tramite fattura.

4. Gli adempimenti e la tempistica

La prima comunicazione dei collegamenti dovrà essere effettuata dai primi giorni del mese di marzo 2026, riferita ai POS attivi nel gennaio 2026. Successivamente, i collegamenti andranno aggiornati solo in caso di nuove attivazioni, variazioni o dismissioni. Per i POS attivati dopo il mese di gennaio 2026, il collegamento dovrà essere registrato tra il sesto e l’ultimo giorno del secondo mese successivo all’attivazione, con gli stessi termini anche per eventuali modifiche. La disponibilità delle funzionalità per la registrazione dei dati di collegamento verrà comunicata con un apposito avviso pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Una volta attiva la procedura web, gli esercenti (o gli intermediari delegati), avranno 45 giorni di tempo per effettuare la comunicazione del collegamento tra i Registratori Telematici e/o la procedura web “Documento Commerciale on-line” e i POS utilizzati nel mese di gennaio 2026. Relativamente ai POS attivati dal mese di febbraio 2026 in poi, il collegamento dovrà essere registrato tra il sesto e l’ultimo giorno del secondo mese successivo a quello di attivazione dei POS. Gli stessi termini sono validi anche nel caso in cui sia intervenuta una variazione rispetto ai dati già registrati. Quindi, ad esempio, i collegamenti tra POS e RT relativi al mese di aprile 2026 dovranno essere registrati, se modificati, tra il 6 giugno e il 30 giugno 2026.

Lavoro. Tassazione degli incrementi retributivi dei rinnovi contrattuali, delle maggiorazioni e delle indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale o per i turni.

L’Agenzia delle Entrate, con circolare n. 2/E del 24 febbraio 2026, ha fornito indicazioni in merito alle novità contenute nella Legge n. 199 del 30 dicembre 2025 (Legge di Bilancio 2026), concernenti la tassazione degli incrementi retributivi, dei rinnovi contrattuali e delle maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale o per i turni.

Tassazione degli incrementi retributivi dei rinnovi contrattuali

L’articolo 1, comma 7, della legge di bilancio 2026, prevede che gli aumenti corrisposti nell’anno 2026 ai lavoratori dipendenti del settore privato, in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, siano assoggettati, salva espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro, ad un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali con aliquota del 5%. La misura è circoscritta ai lavoratori che, nell’anno d’imposta 2025, abbiano conseguito un reddito di lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro e, ai fini della verifica di tale soglia, devono essere considerati tutti i redditi

di lavoro dipendente percepiti nel 2025, anche se derivanti da una pluralità di rapporti. L’agevolazione riguarda, esclusivamente, gli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali sottoscritti nel triennio indicato e corrisposti nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 ed il 31 dicembre 2026. Restano esclusi gli importi erogati anteriormente al 2026, pur se riferibili ai medesimi rinnovi. Qualora le previsioni contrattuali dispongano una distribuzione pluriennale degli aumenti, l’imposta sostitutiva si applica alle sole tranche corrisposte nel 2026, anche se l’erogazione sia iniziata in annualità precedenti. L’agevolazione riguarda i soli incrementi che confluiscono nella retribuzione diretta, ossia nelle dodici mensilità ordinarie e nelle eventuali mensilità aggiuntive (tredicesima e quattordicesima). Sono inclusi anche gli istituti retributivi indiretti interessati dai medesimi incrementi, limitatamente alla parte integrata dal datore di lavoro in caso di assenze con diritto alla conservazione del posto (malattia, maternità o paternità, infortunio). Restano, invece, esclusi gli scatti di anzianità, le somme corrisposte per prestazioni eccedenti l’orario ordinario, le indennità e maggiorazioni per lavoro notturno o festivo e le indennità di turno, nonché le erogazioni una tantum volte a coprire il periodo di vacanza contrattuale, in quanto caratterizzate da natura straordinaria. È parimenti escluso il trattamento di fine rapporto, trattandosi di componente retributiva differita. Qualora gli aumenti contrattuali assorbano il superminimo riconosciuto al lavoratore, anche la parte di superminimo oggetto di assorbimento può beneficiare della tassazione sostitutiva. Per fruire della tassazione con imposta sostitutiva, il lavoratore dipendente non deve presentare una specifica istanza, mentre è riconosciuta al medesimo la possibilità di avvalersi della tassazione ordinaria, attraverso un’espressa rinuncia scritta dell’imposizione sostitutiva. Il sostituto d’imposta verserà le imposte sostitutive utilizzando i codici tributo istituiti con la risoluzione n. 3 del 29 gennaio 2026.

Tassazione delle maggiorazioni e delle indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale o per i turni

I commi 10 e 11 del richiamato articolo 1 della Legge di Bilancio 2026, introducono, per il solo periodo d’imposta 2026, un’imposta sostitutiva del 15% sulle maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e sulle indennità di turno, entro il limite annuo di 1.500 euro. Le somme agevolabili sono quelle corrisposte in base ai contratti collettivi nazionali di lavoro. Con riferimento al lavoro notturno, la nozione è ancorata alla disciplina del D.Lgs. n. 66/2003. Per il riposo settimanale rileva quello individuato dai CCNL, indipendentemente dalla coincidenza

Diritto & Impresa

continua da pag.3 con la domenica. Quanto al lavoro a turni, la Circolare rinvia alle definizioni normative ed alle eventuali specificazioni contenute nella contrattazione collettiva nazionale. Il limite di 1.500 euro annui assume natura di franchigia e, di conseguenza, le somme eccedenti concorrono alla formazione del reddito e sono assoggettate a tassazione ordinaria. Restano esclusi gli importi previsti da accordi territoriali o aziendali, gli istituti retributivi indiretti a carico del datore di lavoro, nel caso di assenza dal lavoro (malattia, maternità/paternità, infortuni), o quelli differiti (TFR), o ancora le voci riguar-

danti la retribuzione diretta ordinaria (quindi anche la tredicesima e la quattordicesima mensilità), nonché i compensi per lavoro straordinario, salvo che si tratti di prestazioni notturne o festive. Non rientrano, inoltre, nella disciplina di favore i compensi che, pur qualificati come maggiorazioni o indennità, sostituiscono in tutto o in parte la retribuzione ordinaria. L’agevolazione, infatti, riguarda esclusivamente importi aggiuntivi rispetto alla retribuzione ordinaria. L’applicazione dell’imposta sostitutiva è demandata ai sostituti d’imposta del settore privato nei confronti dei lavoratori che, nell’anno 2025, abbiano percepito un reddito

di lavoro dipendente non superiore a 40.000 euro, da determinarsi considerando l’insieme dei redditi percepiti anche in presenza di più rapporti. L’applicazione è automatica, salva rinuncia scritta del lavoratore. Il lavoratore è tenuto a comunicare al sostituto l’eventuale superamento del limite di 1.500 euro in caso di pluralità di rapporti nel 2026 e di percezione di somme già assoggettate a imposta sostitutiva. In assenza di sostituto d’imposta, la detassazione può essere fruita in dichiarazione. Il sostituto d’imposta verserà le imposte sostitutive utilizzando i codici tributo istituiti con la risoluzione n. 2 del 29 gennaio 2026

La TML è un’azienda manifatturiera del settore termoidraulico a conduzione familiare fondata a metà degli anni ‘70 da Salvatore Loddo, che ha potuto contare sulla dedizione totale dei propri figli Riccardo, Jonni e Maria Antonietta e i relativi coniugi, oggi affiancati dalla terza generazione della famiglia. L’azienda produce principalmente accumuli e bollitori in acciaio inox e in acciaio al carbonio per ogni necessità, per uso domestico e industriale, fino a grandissime dimensioni e con altissimi livelli di personalizzazione, operando nel settore del riscaldamento e raffrescamento (HVAC), oil&gas, applicazioni industriali, antincendio, stoccaggi per fluidi di varia natura, e delle attrezzature in pressione

Partner

Accordo-quadro ANGAISA / MATICAD.

Ricordiamo che è operativo l’accordo-quadro in funzione del quale tutte le aziende associate potranno avvalersi, a condizioni di particolare favore, degli strumenti e servizi erogati da Maticad. Maticad è un’azienda specializzata in applicazioni software per la progettazione di interni con utilizzo specifico di materiali da rivestimento e arredi di design per la casa. Oltre 30 anni di esperienza sul mercato contribuiscono a conferire esperienza e know-how consolidati, con successi e referenze importanti sia in Italia

secondo Direttiva PED. I suoi siti produttivi sono oggi 3, situati in Abruzzo e in Sardegna, per una superficie totale di circa 96.000 m², e una capacità produttiva di soli accumuli e bollitori di circa 55.000 pezzi l’anno. Ad oggi l’azienda è una realtà industriale di circa 140 fra collaboratori interni ed esterni e rappresenta un esempio di azienda solida e un punto di riferimento per il territorio. Oggi vanta una presenza internazionale con rapporti commerciali in tutto il mondo (+56 Paesi, +2000 clienti). La TML negli ultimi anni ha investito fortemente nelle tecnologie e nella digitalizzazione delle proprie unità produttive, nonché nel proprio reparto dedicato alla manifattura di prodotti su misura destinati soprattutto al settore delle applicazioni industriali. La TML negli ultimi anni è stata più volte insignita con diversi riconoscimenti a livello nazionale, fra i quali il premio Industria Felix (2022, 2023, 2024 e 2025), che attribuisce l’Alta Onorifi-

cenza di Bilancio alle imprese italiane.

MISSION: La TML offre prodotti affidabili e di alta qualità per il miglioramento del benessere e del comfort della persona, e opera mossa con fierezza dai valori di unità familiare e valorizzazione dei rapporti umani. La TML mira ai propri obiettivi con concretezza, originalità e continua ricerca di tecnologie e processi produttivi all’avanguardia, ritenendo che sviluppo economico e competitività dell’azienda si fondino sul benessere di tutti i collaboratori.

VISION: La TML vuole portare sul mercato prodotti qualitativamente sempre migliori, ponendo sempre maggiore attenzione al servizio del cliente. La TML mira a competere con i migliori player di mercato con un’organizzazione sempre più strutturata ed efficiente, e aspira a contribuire in modo significativo allo sviluppo del benessere della comunità in cui opera.

che all’estero. Maticad realizza applicazioni digitali semplici ed efficienti per l’Interior Design, pensate per permettere di realizzare in pochi minuti ambienti completi e realistici, in grado di soddisfare ogni esigenza applicativa e stilistica di produttori, distributori, progettisti e clienti finali. L’obbiettivo aziendale è quello di contribuire a creare un sistema integrato e virtuoso in cui tutti gli operatori della ceramica e dell’arredo possano ambire ad essere presenti: una sorta di “fil rouge” per produttori, distributori, progettisti, rivenditori e clienti finali, per veicolare il prodotto in modo sinergico lungo i vari anelli della filiera. Maticad è costantemente in contatto con i produttori e i distributori di

ceramica e di arredobagno cercando di cogliere le esigenze e i trend innovativi per declinarli in modo proattivo in nuove implementazioni e continue migliorie. Dal 2022 Maticad fa parte del gruppo Tesy Software, leader in Italia nello sviluppo di software specialistici per l’arredamento, che a sua volta fa parte del Gruppo internazionale SHD, il quale unisce alcuni tra i più importanti player europei di settore. La scheda di presentazione della convenzione ANGAISA è disponibile all’interno del portale www.angaisa.it (Area Soci/ Convenzioni)

La Segreteria ANGAISA resta comunque a vostra disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti (convenzioni@angaisa.it).

Nuovi Soci
Produzione. T.M.L. S.r.l. di CIVITELLA DEL TRONTO (TE).

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