32 LAVOCE
Lunedì 27
ROMAGNA ARTE E STORIA
Dicembre 2010
I tesori riccionesi del Liberty si richiamano tessendo una trama di storie
Il mistero di Villino Zanni Romagna Liberty
Una curiosa affinità con il celebre Hotel Stazione
Andrea Speziali
Cari lettori, come ultimo articolo dell’anno 2010 colgo l’occasione di annunciarvi la nascita del blog www.vialedante.com, un portale di notizie ed eventi su Riccione, dove ogni singolo cittadino è libero di pubblicare direttamente e gratuitamente il suo post. VialeDante.com offre la possibilità di commentare anche gli articoli già pubblicati con la possibilità di esporre la propria opinione. Il concept di questo sito, nato principalmente da una mia idea, successivamente rivista dal mio ‘’team’’, è quello di dar voce al cittadino, riccionese e non, sulle varie iniziative e i progetti legati alla cittadina. Al momento il sito web, (il cui nome omaggia uno tra i viali più lunghi di Riccione: Viale Dante) si concentra sull’idea di rifare l’arredo urbano di Viale Dante. Chiunque è libero di postare sul blog una propria idea e progetto di come secondo lui sarebbe da rifare il viale e secondo quali criteri. L’idea può essere rappresentata anche da un bozzetto a matita… Lo scopo è quello di arrivare all’elaborazione di diversi progetti sulla base dei consigli pervenuti da parte del negoziante e del cittadino. Chi avesse problemi nel caricare testi o foto può rivolgersi a info@vialedante.it. Con l’arrivo del 2011, grazie al materiale raccolto negli ultimi mesi, il portale www.riccioneinvilla.it (con il patrocinio della Provincia di Rimini e la collaborazione del Comune di Riccione), verrà ampliato con l’inserimento di fotografie e progetti dei villini non ancora inseriti. A proposito dei villini che non sono ancora stati studiati, vi è il villino Zanni (o vil-
Qui sopra ed in alto a destra il Villino Zanni, in alto a sinistra invece l’Hotel Stazione. Fate un confronto
la Matteoni), ubicato in viale Piva, oggi viale Vittorio Emanuele II. L’abitazione è di proprietà privata. L’edificio incuriosisce per la perfetta somiglianza con l’ex “Hotel
Stazione” sito all’inizio di Viale Diaz, singolare edificio in mattoni rossi e decori in pietra grigia che rammentano l’ecclettismo dello stile Coppedè.
Bellezze perdute per sempre
Ricordando Villa Domus Laeta, che oggi non c’è più Un altro villino di Riccione degno di interesse, di cui rimangono solo le fotografie dell’esterno e le planimetrie conservate da un noto collezionista riccionese, è villa Domus Laeta. La dimora, di ampie dimensioni, era ubicata sul Lungomare e apparteneva alla numerosa famiglia milanese Piva, proprietari della Vecchia Fornace che, eretta nel 1908 con un forno Hoffmann per la produzione a ciclo continuo di laterizi, ha dato lavoro a centinaia di riccionesi fino al 1970, per poi diventare un deposito per materiale edilizio. La villa era il buenritiro per le vacanze estive. Nel corso degli anni la struttura fu adibita a pensione e successivamente, nel 1956, venne acquistata da Leardini Domenico e da Tentoni Dino, i quali nel ‘62 la demolirono per fare spazio a due hotel: il Lungomare (di proprietà di Leardini Vincenzo) e il Mon Cheri, che conserva ancora le pigne originarie della villa Domus Laeta, poste ai lati del cancello d’ingresso su viale Milano. I coppi con il marchio della fabbrica Piva sono stati utilizzati per la locanda‘’i girasoli’’ a Misano Adriatico. Erano gli anni del boom economico a Riccione e tante belle ville vennero polverizzate per fare spazio agli hotel, per favorire l’incremento del turismo. info@andreaspeziali.it – www.andreaspeziali.it
Secondo i progetti, l’edificio fu costruito tra il 1925 e il 1929. Dalle testimonianze della famiglia Pullè, questo è uno dei cinque villini realizzati intorno alla villa di famiglia. Nella facciata principale i cornicioni classicheggianti sono decorati a rosoni e fanno da profilo a lesene con capitelli ionico-corinzi e protomi sugli spigoli. Nella facciata retrostante vi sono aperture circolari con ricci e mascheroni che richiamano elementi della cultura manierista, combinati con moduli dell’eclettismo architettonico in voga tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. A firmare il fabbricato è stato l’Architetto Giorgetti. Al momento dell’autore non si conoscono né il nome di battesimo né informazioni sulla sua attività professionale. Si presuppone che anche il Villino Zanni, eretto nel 1923 come attestano i documenti conservati dalla Fam. Matteoni, sia stato progettato dall’architetto Giorgetti. Il fabbricato non è però firmato né sulle planimetrie né sul’architettura stessa, come invece avvenuto per l’Hotel stazione, che riporta inciso su pietra il nome dell’architetto. E’ probabile che, come nel caso di Villa Antolini, il nome o la data dell’architetto incisa su pietra come da
usanza, sia stato cancellato a seguito di restauri o per effetto delle condizioni atmosferiche. Come racconta l’attuale proprietà del villino Zanni, la villa per lungo tempo fu abbandonata, di conseguenza il corrimano in legno della scala fu rifatto perché l’originale era andato in malora, le balaustre e le decorazioni cementizie esterne furono restaurate per effetto di cedimenti e corrosione. Durante la guerra i cancelli, le inferriate in ferro battuto venivano confiscati per la fabbricazione delle armi da guerra e proiettili, ma dal racconto di qualche riccionese risulta che la cancellata della villa rimase intatta perché i villeggianti erano sammarinesi. Secondo Arianna Mamini, il villino in stile Liberty, eclettico, è da considerarsi più recente rispetto all’Hotel Stazione. Dall’analisi approfondita dei decori che seguono il perimetro della villa, agli angoli troviamo uno scudo araldico, forse anche affrescato all’epoca, come ‘’impronta’’ della famiglia Zanni. Questa è una delle poche differenze che ci sono tra il villino Zanni e l’Hotel Stazione, che al posto degli scudi negli angoli del cornicione ha dei leoni. Rimangono di uguale stampo i ‘’bruciafiori’’ posti sotto le finestre.
Il fabbricato non è firmato, mentre l’Hotel Stazione riporta inciso su pietra il nome dell’architetto Giorgetti