ROMAGNA ARTE E STORIA
Lunedì 7 Febbraio 2011
29 LAVOCE
Porta il nome del senatore che la fece costruire ed è sempre stata abitata
Emblematica e ruggente Villa Solinas splende ancora su Via Principe Amedeo
Romagna Liberty
Andrea Speziali
Via Principe Amedeo è ancora oggi una delle più belle vie di Rimini perché, accanto a dimore moderne ben tenute e non prive di una certa eleganza, conserva alcuni edifici di pregio. Fra questi spicca villa Solinas che porta ancora il nome di chi l’ha commissionata e successivamente abitata. Gian Maria Solinas Apostoli non era certamente un nobile di alto rango, ma un grande borghese, un personaggio di un certo rilievo del Parlamento nazionale e del mondo finanziario il cui cursus honorum culmina e termina con la nomina a senatore. Gian Maria nacque l’11 luglio del 1836 a Sassari e scomparve il 23 febbraio 1914 a Roma. Condusse una vita movimentata, principalmente dedita all’attività politica. Eletto deputato di Macomer e Cagliari nelle legislature XIV, XV, XVI, XVII, XVIII, XIX, XX, XXI E XXII, il 4 aprile del 1909 Solinas venne nominato senatore per la terza categoria e convalidato nel maggio dello stesso anno. A Cagliari coprì cariche amministrative. Solinas partecipò attivamente anche ai lavori della Camera, dove sedette al centro sinistra. Parlò soprattutto su questioni giuridiche e finanziarie facendo parte di varie commissioni in argomento. La famiglia Solinas nell’Enciclopedia storico-nobiliare di V. Spreti del 1932 viene fatta risalire ai diplomi del Re di Spagna Carlo II, del 1688, e di Vittorio Amedeo II, Re di Sardegna, del 1729. Consultando lo ‘’Spreti’’, nei due rami della famiglia di Sorso e di Ittiri il nostro Gian Maria non appare, né si trova la famiglia Solinas – Apostoli. Una famiglia Giordano-Apostoli, com’è noto, figura tra i committenti di Guglielmo Bilancioni, il pittore dello Stabilimento Balneare costruito dal cugino Gaetano Urbani, che soggiornò in Sardegna a partire dal 1882. Secondo Giovanni Rimondini queste famiglie di notabili sardi entrano in contatto con Rimini e con i suoi notabili e pittori grazie alla mediazione di Enrico Serpieri, padrone di miniere in Sardegna e, dal 1863, presidente della Camera di Commercio di Cagliari. Ma a prendere i contatti col Solinas si presume che siano stati i parlamentari riminesi e i nobili locali che avevano relazioni di amicizia con la nobiltà di corte. La questione ha una certa rilevanza se viene riferita al problema della scelta della qualità sociale dei ‘’forestieri’’ da invitare come residenti per la nuova città di Marina o semplicemente per un soggiorno estivo. Dal recente convegno tenutosi a Rimini riguardo la figura di Enrico Serpieri, sono emerse due ipotesi che collegano Rimini a Cagliari e che ci possono svelare come Gian Maria Solinas sia capitato a Rimini: una di carattere politico-economico che fa capo a Enrico Serpieri, riminese che si è trasferito a Cagliari e che ha fondato la Camera di Commercio, oltre a gestire delle miniere, e l’altra di carattere estetico, perché Guglielmo Bilancioni, pittore dei Serpieri, è andato a Cagliari a dipingere per diverse famiglie nobili ed era cugino di Gaetano Urbani. Le ipotesi però non sono certe. È il 27 Luglio 1874 quando al deputato del Parlamento nazionale e Direttore della Banca Sarda Giammaria Solinas Apostoli viene concesso gratuitamente l’appezzamento di terreno di ragione comunale nello stabilimento balneare. La costruzione della villa, realizzata
Alcune immagini di Villa Solinas
Le banchine delle finestre sono in pietra di San Marino, ancora originali, e i decori gotici delle porte esterne e delle finestre, con i ‘’gattoni’’ rampanti e i fiori di cimasa sono in cemento colorato
su progetto di Gaetano Urbani, secondo i racconti di qualche storico è durata circa tre anni e, una volta ultimata, riuscì subito a distinguersi dalle classiche ville erette nella città dei bagni. Gaetano Urbani, il suo ideatore, nacque a Rimini il 21 novembre 1823 da Giovanni Battista e Costanza Bilancioni. Dagli Urbani gli derivarono l’amore per lo studio, la patria, le istituzioni e con scienza e virtù impreziosì un casato che fu notevole nella città; dal ramo dei Bilancioni gli derivarono la sete della perfezione, l’intuizione della bellezza e l’estro per le arti. Professionalmente si formò presso la facoltà filosofica dell’Università di Bologna e, dopo gli studi bolognesi, si trasferì nella capitale per allargare il giro delle conoscenze influenti, per seguire all’Università un “Corso di perfezionamento in tecnica matematica” e per frequentare l’accademia di San Luca. Fu allievo di Luigi Poletti (artefice del Teatro in Piazza Cavour a Rimini) e nel corso degli anni realizzò importanti edifici tra cui villa Solinas a Rimini, commissionata dal politico Gian Maria Solinas Apostoli. Nel corso dei decenni la villa è stata
sempre abitata e ciò ha contribuito a salvarla dal degrado; l’azione del tempo e mutate esigenze abitative hanno comunque reso necessario un intervento di restauro, effettuato verso la fine degli anni ’90 a cura dell’architetto Massimo Mori che, come spiegò in un articolo pubblicato sulla rivista Ariminum, ha riproposto gli originari colori vivi con simbologie antiche. Le banchine delle finestre sono in pietra di San Marino, ancora originali, e i decori gotici delle porte esterne e delle finestre, con i ‘’gattoni’’ rampanti e i fiori di cimasa sono in cemento colorato. La costruzione è in stile neogotico, strutturato sullo schema classico, simmetrico. L’immenso giardino della villa fu realizzato all’inglese, con forme irregolari. L’attuale vegetazione non è quella originale, che prevedeva una maggiore varietà di piante; oggi prevalgono palme e folti cespugli. Il giardino risulta di ampie dimensioni anche nella parte posteriore della villa, tanto da ospitare anche una lunga piscina che gode tutto intono di un’ulteriore spazio verde. Di quell’epoca sono rimasti: la fontana, che accoglie i visitatori appena varca-
to il cancello della villa, ai due lati della quale si dipartono due vialetti che permettono di inoltrarsi nel giardino, le statue, i vasi e quattro colonne. Oggi villa Solinas, emblematica e ruggente, spicca ancora nel riminese viale Principe Amedeo tra gli edifici
dei primi del ‘900 rimasti intatti e quelli più moderni: ruggisce, catturando l’attenzione con i suoi colori accesi, e al tempo stesso seduce il passante con il suo fascino d’altri tempi. info@andreaspeziali.it www.andreaspeziali.it