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LUNEDÌ 13. AGOSTO 2012
ARTE E STORIA ROMAGNA 19
Romagna Liberty Eclettico e
geniale l’architetto, illustratore e scrittore che ha creato Villa Antolini oggi è protagonista ti una mostra a Marostica
Chi era Vucetich? ari lettori, chi in questi anni mi ha seguito in questa mia rubrica sul tema del Liberty e nelle pubblicazioni come “Una Stagione del Liberty a Riccione” o “Romagna Liberty” (Maggioli Editore), sa che quando parlo del genio Vucetich penso al suo capolavoro per eccellenza: villa Antolini a Riccione. Vorrei condividere con tutti voi il progetto della mostra monografica su questo artista, che trova finalmente spazio nella giusta cornice: Marostica per “La Partita a Scacchi” che si tiene ogni due anni presso il castello della città. Fino al 14 ottobre si terrà la mostra a mia cura, grazie anche all’appoggio dell’associazione Beni Culturali ABCO di Venezia in cui sono socio e fondatore di questi progetti che curo con lo scopo di portare novità interessanti nel campo culturale. Prima di presentarvi la mostra (nella prossima uscita) vorrei presentarvi l’artista. Mirko Vucetich è una tra le figure più poliedriche del ‘900. Ha partecipato a tantissime mostre e concorsi, vincendoli. Ha partecipato su invito più volte alla Biennale di Venezia (nei giardini è ancora conservata la scultura in pietra ‘’Il primo
Sotto la scenografia di Vucetich per la partita a scacchi, sopra un’illustrazione
Ecco un giovane Mirko Vucetich in questa bella fotografia d’epoca e qui a destra un suo futuristico progetto
LETTERATURA
Nel 1952 con 25 xilografie illustra il primo libro delle favole di Gadda Andrea Speziali
sonno’’), oltre alla Triennale di Milano, alla Fiera di Oltremare a Napoli, all’Esposizione Universale di Parigi ecc. Nato da Giovanni e Francesca Cappelli il 9 gennaio del 1898 a Bologna, dove il padre era un funzionario delle Ferrovie, compì i suoi studi in quella città e successivamente a Napoli, in seguito al trasferimento del capofamiglia per motivi di lavoro nella città partenopea; qui nel 1917, conseguì presso l’Accademia di Belle Arti il titolo di Professore di Disegno architettonico. Nel giugno del 1919 fu assunto come architetto presso il Comune di Gorizia e in quella città si accostò al Futurismo, movimento di avanguardia nato nel 1909: nell’ottobre del 1919 infatti insieme a Pocarini costituisce il “Movimento futurista giuliano”, il cui manifesto programmatico fu pubblicato ne “L’Eco dell’Isonzo (11-10 19) e in ”Roma futurista” (19-10-19). Nel 1920 fu trasferito con la stessa qualifica di architetto al Ministero Terre Liberate, con sede a Vittorio Veneto; nel 1921, in seguito allo scioglimento del Ministero, inizia la libera professione a Bologna e Venezia, quindi a Roma, dove si trasferisce nel 1922. Nella capitale, nel 1923, risulta vincitore tra i concorrenti dell’Emilia del Pensionato Artistico Nazionale nel ramo Decorazione, nel 1925 nel ramo Architettura. Costruzioni da lui progettate in questi anni vengono
realizzate a Bologna , Venezia e a Riccione , dove gli innovativi caratteri compositivi adottati per villa Antolini fanno di questo edificio un esemplare di pregevole qualità architettonica, che spicca nel confronto con le costruzioni balneari coeve. Nel 1928, dopo aver vinto il concorso Curlandesi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna sul tema Nord, si sposta a New York, dove svolge attività di scultore, arredatore, architetto, scenografo: nel 1930 come aiuto regista e direttore all’allestimento collabora con Henry Dreyfuss al Forhtysecond Street Theatre, nel 1931 svolge le stesse mansioni al Roxy Theatre; sue sculture sono al Brooklyn Museum e in collezioni private; divenuto caro amico del noto illustratore Alberto Vargas con lui affresca una lussuosa casa di appuntamenti. Nel 1932 ritorna in Italia e si stabilisce a Roma, dove continua la sua multiforme attività: partecipa talora come attore, altre come scenografo, costumista o regista a un centinaio di spettacoli allestiti dalle migliori compagnie dell’epoca. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale lascia il suo studio romano di Valle Giulia e si reca a Siena, dove lavora per l’Accademia Chigiana: al conte Chigi Serafini, suo amico, aveva promesso un San Francesco e un San Bernardino più grande del vero; realizza le due statue per la chiesa di San Francesco e la basilica dell’Osservanza. Avendo perso nel
frattempo, per cavilli giuridici, lo studio di Roma, si reca a Vicenza, dove, appoggiandosi ad alcuni amici, può attendere che le acque della pace si distendano, per poi diventare vicentino d’elezione,fissando a Vicenza la sua dimora. Il vivo interesse di Vucetich per la storia e l’insegnamento, sempre da spirito libero (non fu mai iscritto ad alcun partito), da uomo mite e generoso, sono testimoniati anche dalla sua attività di scrittore; è del 1968 la poesia “De profundis di Buchenwald”, dedicata nel sottotitolo “agli ex internati e a sei milioni di ebrei”. Il vulcanico artista ha spaziato nei suoi interessi artistici a 360 gradi: è stato infatti anche pubblicista, iscritto all’ordine dei giornalisti dal 1950 e collaboratore di vari giornali, poeta e traduttore dallo spagnolo, dall’inglese e dal francese (antico e moderno) per la Rizzoli, critico e autore teatrale. Nel 1954 ha ideato, scrivendone anche il testo teatrale, “La partita a scacchi per la piazza medievale di Marostica” (Vicenza). Anche in quella occasione ha messo in campo tutta la sua creatività artistica e le sue poliedriche competenze: è stato figurinista, fabbro per le armi, musicante, oltre che regista e coreografo, riuscendo a dare una straordinaria fisionomia a uno spettacolo composito, che era - ed è - insieme commedia e torneo. D’altra parte la geniale versatilità dell’artista è emersa anche in altre occasioni, come quando ha saputo coniugarsi con l’ingegno multiforme, fantasioso e grottesco, di Carlo Emilio Gadda, di cui, nel 1952, ha illustrato con 25 xilografie il volume “Il primo libro delle favole”. Quando l’artista muore a Vicenza, il 6 marzo 1975, i molti riconoscimenti ottenuti nei diversi ambiti in cui si è cimentato con valore hanno da tempo scandito le tappe del suo percorso artistico. (Continua) Andrea Speziali www.romagnaliberty.it